
(Adnkronos) - Gli Stati Uniti intensificano la pressione per catturare e deportare i migranti illegali con blitz negli aeroporti ma anche addirittura direttamente all'interno dei tribunali dell'immigrazione. La crisi dei migranti a Ceuta, l’enclave spagnola in Marocco, ha riportato il tema dell’immigrazione anche al centro dell’agenda della Casa Bianca, con il presidente Donald Trump che non si è risparmiato nell’attaccare la Spagna e l’Europa per la gestione della situazione.
Per l’inquilino della Casa Bianca, si tratterebbe di un’invasione, di una catastrofe: “Succederà la stessa cosa anche a noi se i Repubblicani non verranno eletti, solo che sarà peggio. Su scala molto più vasta e molto più facile in cui ritrovarsi invischiati”, aveva detto durante una riunione di gabinetto. Il presidente assicura che, a differenza dell’Europa, le frontiere americane abbiano registrato zero arrivi dall’inizio della sua presidenza, grazie ai suoi duri sforzi per reprimere gli arrivi e deportare gli immigrati già presenti negli Usa. La realtà è un po’ diversa, sebbene vi sia un calo drastico degli arrivi: nel 2025 gli incontri con migranti lungo il confine con il Messico sono stati 237.538, un numero decisamente inferiore rispetto agli 1,5 milioni registrati nell'anno fiscale 2024. Nel 2026 gli attraversamenti sono diminuiti ulteriormente, attestandosi spesso sotto i 10.000 incontri al mese. A luglio, ad esempio, il confine meridionale ha registrato un nuovo minimo storico per quanto riguarda gli incontri con i migranti: la U.S. Border Patrol ha registrato una media di appena 148 fermi al giorno lungo l'intero confine sud-occidentale, cifra che corrisponde a circa 4.600 incontri totali al confine nel corso del mese. Si tratta di un calo significativo anche rispetto ai bassi livelli registrati nei mesi di maggio e giugno 2026.
Tuttavia, secondo Homero Lopez, un giudice dell'immigrazione durante l’amministrazione Biden-Harris, è necessario un chiarimento sull'affermazione di Trump relativa agli "arrivi zero": "Rilasci pari a zero non significano attraversamenti pari a zero: quando Trump, nell’ultima riunione di gabinetto, ha affermato che il numero di immigrati in ingresso fosse 'zero', la situazione non è proprio così", spiega Lopez ad Adnkronos. "La Cbp e il Dipartimento per la Sicurezza Interna (Dhs) hanno chiarito che tale dato si riferiva a 14 mesi consecutivi senza alcun rilascio. Il perché? Un cambiamento di politica: in virtù di controlli alle frontiere più rigorosi, i migranti che tentano di attraversare illegalmente il confine non vengono più rilasciati negli Stati Uniti in attesa delle udienze in tribunale (pratica nota come 'catch and release', ovvero 'cattura e rilascio'), spiega l’ex giudice e avvocato d’immigrazione. "Ora vengono invece trattenuti, sottoposti alle procedure previste e rapidamente respinti o espulsi; ciò porta a zero, matematicamente, il numero di rilasci sul territorio nazionale, mentre i tentativi effettivi di attraversamento rimangono superiori a zero".
Allo stesso tempo, l’amministrazione Trump ha intensificato la sua offensiva sull’immigrazione. Non bastano i duri controlli alla frontiera: lo scopo ora è catturare e deportare quanti più migranti possibile negli Usa e, per farlo, varca le soglie degli scali americani e cambia radicalmente le regole del gioco per centinaia di migliaia di residenti. La nuova frontiera dei controlli non si limita più ai blitz nelle città o alle pattuglie di confine: ora gli agenti federali attendono i bersagli direttamente ai banchi del check-in e ai gate d'imbarco. Nel mirino finiscono i soggetti in "overstay", ossia coloro che sono rimasti negli Stati Uniti oltre il termine del proprio visto. Una platea vasta, composta da professionisti, ex ragazze e ragazzi del programma au pair e persino da coniugi di cittadini statunitensi.
Molti di loro non sono irregolari nel senso classico del termine: sono lavoratori muniti di regolare permesso che si trovano in un limbo burocratico, in attesa del rinnovo del titolo di soggiorno o dell'emissione della green card. Se in passato le autorità tendevano a tollerare queste posizioni temporanee – salvo in presenza di precedenti penali –, oggi la tolleranza è azzerata. L'operazione è già scattata in almeno 15 scali nazionali. Squadre dell'Ice(Immigration and Customs Enforcement) in abiti civili fermano i viaggiatori poco prima dell'imbarco o subito dopo lo sbarco. In diversi casi gli arresti sono avvenuti nell'ombra; in altri, tra lo sconcerto e le proteste degli altri passeggeri, che hanno immortalato le scene con i telefoni cellulari.
Questo salto di qualità nasce da una sinergia diretta tra l'Ice e la Tsa (Transportation Security Administration), l'ente che gestisce la sicurezza aerea negli Stati Uniti. Una collaborazione, inaugurata nel maggio 2025, condotta incrociando i dati di volo con i registri degli espellibili. In passato, Washington aveva sempre evitato di coinvolgere la Tsa nei controlli migratori per non paralizzare il traffico aereo interno e tutelare la libertà di movimento dei residenti; quella barriera, oggi, è caduta. Il giro di vite risponde a precise direttive operative. Con il nuovo Segretario per la Sicurezza Interna, Markwayne Mullin, intenzionato a “mantenere altissima la pressione”, e con il coordinamento di Tom Homan, responsabile della politica migratoria della Casa Bianca, l'esecutivo ha fissato la quota di 2.000 arresti al giorno. Un ritmo quasi raddoppiato rispetto all'inizio del 2026.
“L'obiettivo è chiaro: garantire che chi non ha un titolo di soggiorno valido non possa prendere alcun volo negli Stati Uniti, se non quello di ritorno al proprio Paese d'origine", spiegano ad Adnkronos dal Dipartimento per la Sicurezza Interna. Per gli esperti di diritto dell'immigrazione si tratta di una svolta drammatica. "Non si era mai vista una campagna di applicazione della legge così capillare e aggressiva", confermano diversi avvocati del settore. Il consiglio rivolto a tutti i clienti in attesa di regolarizzazione o di cambio di status è drastico: evitare qualsiasi volo all'interno del territorio nazionale.Se un tempo era sufficiente mostrare un documento d'identità valido per viaggiare tra uno Stato e l'altro degli Usa, oggi salire a bordo di un aereo può significare finire direttamente in un centro di detenzione. I dati confermano la portata dell'offensiva: solo a giugno si sono registrati oltre 43.000 arresti legati alle violazioni di viaggio e soggiorno, il dato mensile più alto dal secondo mandato di Trump, con una popolazione carceraria per motivi migratori che ha superato le 65.000 unità a metà luglio. La strategia di espansione dei luoghi d'arresto non riguarda solo gli aeroporti. Di recente, l'Ice ha difeso davanti ai giudici anche gli interventi effettuati direttamente all'interno dei tribunali dell'immigrazione di New York, sostenendo che le sedi giudiziarie rappresentano l'ambiente più sicuro per l'esecuzione dei provvedimenti di fermo. Un segnale inequivocabile: per l'amministrazione, nessun luogo pubblico è più da considerarsi neutrale. (di Iacopo Luzi)

(Adnkronos) - Estate e mare fanno rima con libertà. Per alcuni anche alla guida dell'automobile, abbinando al costume infradito e ciabatte mentre si è al volante. Ma è consentito farlo dal codice della strada? E in quali conseguenze si può incorrere?
Adnkronos/Labitalia lo ha chiesto all'ingegnere Luigi Di Matteo, coordinatore dell'area professionale tecnica dell'Aci: "Guidare l'auto con le infradito, le ciabatte o anche a piedi nudi non è vietato dal codice della strada. Nel codice precedente, quello ha smesso di essere in vigore nel 1993 questo divieto c'era, e cioè vi era scritto che le scarpe dovevano essere consone alla guida, ed era una previsione utile per la sicurezza".
Nessun divieto dal Codice della strada, però da Aci il consiglio è chiaro: "Il consiglio è sempre quello di indossare delle scarpe e non infradito, perché quest'ultimo può sfuggire e incastrarsi sotto i pedali, con tutte le conseguenze per la sicurezza stradale", sottolinea. Ad oggi, ricorda l'esperto, "esiste l'articolo 140 del Codice della strada, che fissa il principio informatore della circolazione e che dice che il conducente si deve comportare in modo da non costituire pericolo o intralcio alla circolazione. Ma comunque se si si viene fermati con le infradito alla guida non si può essere multati", sottolinea Di Matteo.
Il consiglio per la sicurezza, dall'Aci, è sempre quello di usare le scarpe. E c'è di più. "In caso di incidente -spiega Di Matteo- se si indossavano le infradito l'assicurazione potrebbe dire: 'Tu hai guidato senza rispettare le norme di sicurezza, non hai avuto la piena attenzione al riguardo'. Però è molto complicato provarlo, perché poi in realtà il codice della strada non vieta l'uso delle infradito", avverte.
Il consiglio però resta: "L'Aci e chi si occupa di sicurezza sconsigliano l'uso di infradito mentre si è alla guida. Per i motivi che dicevamo, perché non si ha la possibilità praticamente di avere una giusta aderenza. L'infradito si può infilare nei pedali, può sfilarsi dal piede e quindi può essere pericoloso", sottolinea.
Ma non c'è solo la guida dell'auto. "Come del resto -spiega Di Matteo- è un'abitudine pericolosa anche per chi guida le moto. Perché non ci dimentichiamo che tante persone vanno in moto, vanno in scooter con le ciabatte, gli infradito. E in questo è anche probabilmente più pericoloso. E per i centauri il consiglio è di coprire anche il corpo mentre si è alla guida, in particolare le ginocchia, per avere una protezione in più", conclude.

(Adnkronos) - Da Enrico Mentana a Roberto Gualtieri. Oggi l'Italia si stringe nel dolore per la scomparsa del cantautore Francesco Guccini, morto oggi all'età di 86 anni, a Pavana, in provincia di Pistoia. Dal mondo dello spettacolo, passando alla cultura fino alla politica: ecco i messaggi di cordoglio.
"Gli eroi son tutti giovani e belli. Addio gigante". Così il giornalista e direttore del Tg La7 Enrico Mentana ricorda sui social il grande cantautore.
Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri scrive su Facebook: "Con Francesco Guccini ci lascia una leggenda della musica e della nostra storia. Guccini ha raccontato l’Italia con una profondità e un’umanità straordinarie. Ha dato voce ai sogni, ai dubbi, alle battaglie, alle fragilità di intere generazioni, trasformando le parole in poesia e le canzoni in memoria collettiva. Roma si stringe alla sua famiglia e a tutti coloro che oggi perdono un artista immenso e un intellettuale libero - conclude - Grazie per tutto quello che ci hai lasciato, Francesco. La tua voce continuerà a emozionarci, sempre".
"Addio a uno dei più grandi poeti della cultura popolare italiana. Restano, per sempre, le sue canzoni: uniche, proprio come lui. Buon viaggio". Queste invece le parole di Simona Ventura.
Su X il conduttore di 'Che Tempo che Fa' Fabio Fazio scrive: "La scomparsa di Francesco Guccini si porta via un pezzo della nostra vita, del nostro tempo. E’ un dolore grande".
Il cantautore Francesco Gabbani lo ricorda sui social: "Le parole continuano a vivere anche quando chi le ha scritte se n’è andato. Le tue continueranno a indicare la strada, a fare domande, a regalare bellezza". I due artisti hanno collaborato per 'Note di viaggio - Capitolo 1: venite avanti...' del 2019, una raccolta di Guccini composta da canzoni scelte dallo stesso cantautore e reinterpretate con differenti artisti italiani. Insieme hanno cantato 'Quattro stracci', brano del 1996. "Sei stato un riferimento - prosegue Gabbani nel post - un uomo capace di trasformare la poesia in musica e la musica in pensiero. Grazie per averci insegnato il valore delle parole. Buon viaggio, Francesco", conclude.
"Ti ho ammirato e ti ammiro sconfinatamente, ma ancora di più ti ho voluto e ti voglio davvero bene". Così Luciano Ligabue sui suoi social ricorda il grande cantautore. Un legame, quello tra i due artisti, suggellato dalla collaborazione nel film 'Radiofreccia' del 1998, esordio alla regia dello stesso Ligabue. In una delle sue rare apparizioni sul grande schermo, Guccini vestiva i panni di Adolfo, il burbero proprietario del bar "Laika".
"La bellezza della coerenza e di vivere esattamente come si è voluto. La mia adolescenza ad ascoltare le sue canzoni formando la mia etica e a ridere per quanto io sia riuscita a prenderlo sul serio. Non ho mai conosciuto personalmente Guccini, ma sono triste come se lo avessi vissuto. Perdiamo un poeta, un cantautore e un pensatore che non ha mai trovato attraente il sistema, l’ha sempre combattuto a modo suo un po' soffrendo e un po' fregandosene. Anarchico. Puro. Mi dispiace tantissimo". Così l'attrice e regista Anna Foglietta lo ricorda.
Anche il presidente della Commissione cultura della Camera, Federico Mollicone, ha condiviso un messaggio ricordando il cantautore: “Esprimiamo il nostro massimo cordoglio e emozione per la scomparsa del cantautore Francesco Guccini. Certamente di idee diverse dalle nostre, è riuscito con la forza dei suoi testi e della sua musica a unire intere generazioni aldilà delle appartenenze. Parliamo di vere e proprie poesie in musica che hanno raccontato la storia umana e gli umani sentimenti. Indimenticabili le sue canzoni di impegno politico contro le ingiustizie sociali, dalla Locomotiva e alla Primavera di Praga. In autunno proporrò un evento commemorativo alla Camera, come fatto con De Andrè e molti altri protagonisti della musica italiana, per consegnare la Medaglia della Camera in memoria".
Il cantautore Gianni Morandi ricorda l'amico e collega: "Quando ci incontravamo, aveva sempre storie straordinarie da raccontare, storie di montagna, della nostra Emilia, storie di musica e di vita. Se n’è andato un vero poeta. Ciao Francesco".
"Sempre dalla stessa parte, sempre nella stessa direzione, con intelligenza e poesia. Addio". Così l'attore e regista Alessandro Gassmann ricorda sui social Guccini.
E ancora, dal mondo della politica, Pier Ferdinando Casini scrive su Instagram: "Nelle tue canzoni ci hai raccontato il tuo mondo, che così è diventato un po’ anche il nostro. Ciao Francesco, Bologna non ti dimenticherà".
Così come la segretaria del Pd Elly Schlein: "Con la chitarra e con le parole Francesco Guccini ha raccontato le ingiustizie, i sogni, le rabbie e le speranze del nostro Paese. E l’Italia delle province, delle fabbriche, delle partenze e dei ritorni, senza retorica. Non ha mai smesso di stare dalla parte degli ultimi e di dire la verità, anche quando era scomoda. In un tempo di slogan e rumore, ci ha ricordato il valore del pensiero, della memoria, della bellezza. Alla famiglia e a tutte e tutti quelli che gli hanno voluto bene va il cordoglio più profondo mio personale d di tutta la comunità democratica".
"Quel giorno è arrivato e così le nostre lacrime, le lacrime di Bologna e dell’Italia intera". Così il sindaco del capoluogo emiliano, Matteo Lepore, piange la sua morte. "Per noi sei stato un compagno di strada, una coscienza critica, una presenza, un amore, la rabbia e la rivolta, una piazza piena, sei stato il sapore della terra e delle radici, il sogno, la musica, la potenza della parola, la nostalgia, il desiderio. L’amicizia", lo ricorda Lepore. Il sindaco, quindi, dopo aver espresso a tutta la famiglia di Francesco Guccini "l’immenso cordoglio mio e della città di Bologna", conclude il suo post sui social citando i versi di uno dei brani più celebri del cantautore.
"'Se e quando moriremo, ma la cosa è insicura avremo un paradiso su misura, in tutto somigliante al solito locale ma il bere non si paga e non fa male'". L'attore e regista Leonardo Pieraccioni lo ricorda sui social prendendo in prestito le parole del brano del 1983 'Gli amici'. E poi aggiunge: "Divertiti Francescone nel solito locale e grazie, grazie davvero di cuore".
"Ci ha lasciato Francesco Guccini. Non è stato solo uno dei più grandi cantautori italiani, ma un poeta che ha saputo raccontare il nostro tempo, unire generazioni e dare voce a emozioni, storie di vita e a una visione che continuerà ad accompagnarci anche dopo la sua scomparsa”. Lo ha affermato in Aula alla Camera la capogruppo del Partito democratico, Chiara Braga.
“Credo sia giusto e doveroso –ha aggiunto– che la Camera, alla ripresa dei lavori a settembre, dedichi un momento per ricordare una delle figure più straordinarie della nostra musica, della nostra poesia e della nostra cultura. Ciascuno di noi potrà rendergli omaggio attraverso le sue parole e le sue canzoni”.
"La scomparsa di Francesco Guccini rappresenta una perdita significativa per la musica d'autore italiana. Attraverso la sua produzione artistica, durata oltre sessant'anni, ha lasciato un segno profondo in generazioni di ascoltatori. Alla sua famiglia e ai suoi cari rivolgo sentite condoglianze". Lo dichiara il sottosegretario alla Cultura, Pietro Cannella, commentando la scomparsa del cantautore modenese.
"'Noi corriamo sempre in una direzione ma quale sia e che senso abbia chi lo sa. Restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento. Le luci, nel buio, di case intraviste da un treno'". Così il giornalista e conduttore televisivo italiano Pierluigi Pardo ricorda sui social il grande Guccini prendendo in prestito le parole del brano del 1972 'Incontro'. "Grazie, sei stato una delle ispirazioni più importanti della mia vita", conclude Pardo.
Dal mondo della musica, Antonello Venditti lo ricorda così: "Francesco Guccini ha lasciato questo mondo infame. Ci lascia alcuni capolavori come testimonianza eterna di un Novecento duro a morire nei nostri cuori e nella nostra vita nell’eterna speranza di cambiamento tipica della nostra generazione. Mancherai al futuro e a tutti noi. Grazie Francesco e un abbraccio alla tua famiglia riservata e sincera come la tua terra".

(Adnkronos) - Non solo musica: Francesco Guccini, a partire dagli anni Novanta, ha costruito una 'seconda vita' da narratore, trasformando i luoghi della sua infanzia e le parole della tradizione in letteratura. L’Appennino tosco-emiliano, e in particolare Pavana, il paese d’origine della famiglia materna, dove è scomparso a 86 anni, è diventato il centro della sua produzione narrativa. Un territorio fatto di boschi, osterie, memorie della guerra, racconti tramandati a voce e personaggi che incarnano un’Italia che oggi non esiste quasi più.
Dalle opere 'Croniche epafaniche' (1989), 'Vacca d’un cane' (1994) e 'Tralummescuro' (2019), nelle quali intreccia la sua storia, quella locale e l'invenzione narrativa, alla collaborazione con Loriano Macchiavelli, col quale ha firmato numerosi romanzi gialli a quattro mani ambientati sull’Appennino, dando vita al personaggio del maresciallo Benedetto Santovito, la sua produzione letteraria è generosa. 'Calde le pere!', il suo ultimo romanzo, uscirà postumo a settembre per Giunti Editore. Tra i volumi più recenti, nell'ottobre 2025 ha dato alle stampe 'Romeo e Giulietta 1949', romanzo di formazione su una storia d'amore sovversiva nell'Italia divisa del dopoguerra. 'Così eravamo: Raccolta' nel 2024 sono invece cinque racconti che rievocano la giovinezza dell'autore.
Un altro aspetto centrale della produzione di Guccini è il rapporto con la lingua. Da sempre attento al valore delle parole, ha alternato nei suoi testi l’italiano letterario, il parlato quotidiano e le espressioni dialettali dell’Emilia e dell’Appennino, contribuendo a preservare un patrimonio linguistico destinato in parte a scomparire. Da questo interesse sono nati anche lavori dedicati al lessico e alla cultura popolare, come il 'Dizionario delle cose perdute', una raccolta di oggetti, mestieri e parole appartenenti a un mondo contadino ormai quasi cancellato dalla modernità e 'Nuovo dizionario delle cose perdute' (2014). Ma anche 'Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto' (2015) e 'Storie liete, fiabe nere e tempi andati' (2021), una selezione di racconti rari arricchiti dalle illustrazioni di Franco Matticchio.

(Adnkronos) - Polo strategico nazionale, già protagonista del percorso di trasformazione digitale del Paese grazie al recente raggiungimento dei target Pnrr previsti per la migrazione di dati, servizi e sistemi informativi delle Pubbliche amministrazioni verso il cloud nazionale di Psn, prosegue il suo percorso di crescita con la sottoscrizione di un nuovo contratto di finanziamento di 231 milioni di euro, a conferma della sostenibilità del proprio piano economico-finanziario.
L’operazione è stata sostenuta da un pool dei principali istituti finanziari italiani - Intesa Sanpaolo, Unicredit, Cassa depositi e prestiti (Cdp), Banco Bpm e Bper corporate & investment banking - già sottoscrittori del precedente contratto di finanziamento del 2024 e che hanno agito in qualità di structuring bank, global coordinator e original mandated lead arranger. Il nuovo contratto rifinanzia l’indebitamento già sottoscritto e mette a disposizione risorse aggiuntive a supporto dell'ulteriore sviluppo e dell’evoluzione dell'infrastruttura cloud sovrana di Psn, per rispondere alla crescente adesione delle Pubbliche amministrazioni, le quali hanno anche avuto a disposizione 900 milioni di euro di finanziamenti stanziati dal Pnrr.
Emanuele Iannetti, amministratore delegato di Polo strategico nazionale, sostiene che “la rinnovata fiducia del sistema finanziario italiano rappresenta un’importante conferma della solidità, della credibilità e del percorso strategico intrapreso da Polo strategico nazionale, quale terzo pilastro della Strategia cloud Italia promossa dal Dipartimento per la trasformazione digitale. Questo risultato - reso possibile dalla proficua collaborazione tra gli istituti finanziatori e tutti gli attori coinvolti - ci consente di continuare a investire nello sviluppo di un’infrastruttura cloud sovrana, sicura e al servizio della Pubblica amministrazione”. Nel dettaglio, il finanziamento si articola in tre linee di credito e si fonda su una struttura di project finance rinegoziata e semplificata rispetto alla precedente operazione, anche grazie a un meccanismo di linee incrementali che consentirà a Psn maggiore flessibilità. L'operazione di finanziamento è stata seguita da Chiomenti, che ha assistito Polo strategico nazionale, e dallo Studio Gianni & Origoni, che ha assistito Intesa Sanpaolo, Unicredit, Cdp, Banco Bpm e Bper corporate & investment banking, Arthur D. Little ha agito in qualità di consulente tecnico e di mercato dell'operazione e Pwc ha assistito Polo strategico nazionale in qualità di advisor finanziario.

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(Adnkronos) - In Italia si verificano "da 5 a 20 decessi l’anno per puntura da api, vespe e calabroni (imenotteri) tra adulti e bambini con una media di 5,3 morti all’anno prevalentemente per anafilassi, secondo la valutazione clinico-epidemiologica più recente diffusa nel 2023 dall’ospedale pediatrico Bambino Gesù. Il dato potrebbe tuttavia essere sottostimato perché alcune morti improvvise vengono attribuite ad altre cause. Non esiste infatti una sorveglianza nazionale completa di tutte le punture, delle reazioni sistemiche o delle anafilassi da imenotteri. Una quota rilevante delle reazioni fatali si verifica in persone senza precedenti episodi allergici generalizzati". A spiegare i rischi e a fare il punto con Adnkronos Salute sulla gestione delle reazioni alle punture di imenotteri è Antonella Muraro, professoressa del Centro di Riferimento Regione Veneto per le Allergie Alimentari dell’Azienda ospedale università di Padova e coordinatore delle Linee guida europee dell’European Academy of Allergy and Clinical Immunology (EAACI) sull’anafilassi e sull’immunoterapia al veleno di imenotteri.
L’esperta interviene dopo la morte del naturalista Manuel Mongini, deceduto domenica scorsa in seguito alla puntura di un calabrone mentre lavorava nell’orto della sua abitazione a Soriso, in provincia di Novara. Nel giro di pochi minuti l’uomo, 74 anni, ha perso conoscenza a causa di un violento shock anafilattico.
Perché si può morire per una puntura di imenottero? "La causa principale è l’anafilassi - spiega l'allergologa - una reazione allergica sistemica che può provocare rapidamente chiusura delle vie aeree, broncospasmo e collasso cardiocircolatorio cioè lo shock. Nei soggetti anziani o cardiopatici possono sovrapporsi aritmie o ischemia. Dopo moltissime punture esiste anche un meccanismo tossico diretto, con rabdomiolisi cioè con distruzione del tessuto muscolare scheletrico, insufficienza renale e danno multiorgano, che può colpire anche chi non è allergico".
Tra le persone maggiormente esposte al rischio ci sono "chi ha già avuto una reazione sistemica, chi è molto esposto per lavoro per esempio apicoltori, giardinieri le persone anziane, i cardiopatici e i pazienti con mastocitosi o triptasi elevata. Tuttavia, una persona può non sapere di essere allergica: non bisogna aspettare una diagnosi precedente per riconoscere i segni dell’anafilassi".
Ma cosa fare dopo una singola puntura? "Quando sono presenti soltanto dolore, bruciore, arrossamento e gonfiore limitati alla zona è bene seguire alcune semplici regole - mette in guardia Muraro - Allontanarsi subito dal luogo, perché vespe e calabroni possono pungere ripetutamente. Controllare la presenza del pungiglione, lasciato soprattutto dall’ape. Rimuoverlo rapidamente, preferibilmente raschiandolo lateralmente con un’unghia o una tessera rigida, senza comprimere il sacchetto del veleno. Lavare con acqua e sapone. Applicare ghiaccio avvolto in un panno o un impacco freddo per 10-15 minuti, ripetibile. Se la puntura interessa una mano o un braccio, togliere subito anelli, orologio o bracciali prima che aumenti il gonfiore. Un antistaminico, un analgesico o una crema cortisonica possono essere utilizzati su indicazione del medico o del farmacista per le reazioni locali".
La situazione cambia quando compaiono segnali di una reazione allergica generalizzata. In questi casi, secondo Muraro, è necessario chiedere immediatamente l’intervento del 112 quando "si sospetta una reazione allergica generalizzata grave, anafilassi, quando, nei 5 minuti successivi, compare uno o più dei seguenti sintomi: orticaria diffusa o prurito lontano dalla puntura; gonfiore di labbra, lingua, viso o gola; voce rauca, difficoltà a deglutire o senso di chiusura alla gola; respiro affannoso, sibili o tosse improvvisa; vertigini, debolezza intensa, confusione o perdita di coscienza; pallore, sudorazione fredda o sensazione di svenimento; vomito ripetuto, crampi addominali o diarrea associati ad altri sintomi. In questi casi occorre chiamare immediatamente il 112" aggiunge.
E ancora: "Se la persona possiede adrenalina autoiniettabile, utilizzarla subito nella parte esterna della coscia, anche attraverso gli indumenti - raccomanda Muraro -, se i sintomi persistono e si dispone di una seconda penna, somministrarla dopo circa 5 minuti. Quindi tenere la persona sdraiata con le gambe sollevate. Se prevale la difficoltà respiratoria, può restare seduta ma con le gambe distese. Non farla alzare o camminare, neppure se sembra migliorata. Se perde conoscenza ma respira, porla sul fianco; se non respira normalmente, iniziare la rianimazione cardiopolmonare. Sono inoltre meritevoli di valutazione urgente le punture multiple, quelle dentro la bocca, sulla lingua, in gola o vicino agli occhi, e quelle che interessano bambini piccoli, anziani o persone con malattie cardiache e respiratorie".
In presenza di anafilassi "va somministrata subito l’adrenalina auto-iniettabile, quando disponibile, che è l’unico trattamento salvavita e che va utilizzata tempestivamente. Antistaminici e cortisonici non sostituiscono l’adrenalina e non devono ritardarne la somministrazione. Questi farmaci possono contribuire a controllare prurito o manifestazioni cutanee, ma agiscono troppo lentamente e non correggono rapidamente lo shock o l’ostruzione respiratoria" aggiunge l’esperta.
La prevenzione resta fondamentale. Evitare le punture di imenotteri è possibile. "È consigliabile - osserva Muraro - non avvicinarsi ai nidi e farli rimuovere esclusivamente da personale esperto; non agitare le braccia e non tentare di colpire l’insetto: allontanarsi lentamente; indossare scarpe chiuse nei prati e guanti durante il giardinaggio; evitare profumi intensi e cosmetici molto profumati quando si sta all’aperto; coprire cibi, frutta, dolci e bevande; controllare bicchieri, bottiglie e lattine prima di bere: una puntura in bocca o in gola può provocare rapidamente un’ostruzione respiratoria; tenere chiusi i contenitori dei rifiuti e non sostare vicino a frutta caduta o residui alimentari".
Per i lavoratori a rischio, come forestali, agricoltori, apicoltori, manutentori del verde, edili e altri operatori all’aperto, la prevenzione deve essere ancora più rigorosa. "Inail - ricorda l'esperta - raccomanda di integrare il rischio nel documento di valutazione, formare il personale, individuare durante la sorveglianza sanitaria chi abbia precedenti reazioni, predisporre comunicazioni e allertamento affidabili, limitare il lavoro isolato e utilizzare indumenti protettivi appropriati - sottolinea l'allergologa -. Nei lavoratori allergici il piano deve comprendere accesso immediato ai farmaci prescritti e addestramento all’utilizzo dell’auto-iniettore. Va segnalato che agli apicoltori non viene raccomandato usualmente di disporre dell’auto-iniettore di adrenalina auto-iniettabile nella cassettina di pronto soccorso in dotazione in azienda con una grave lacuna preventiva".
Dopo una reazione grave generalizzata è necessario un percorso di valutazione specialistica. "È indicata una sollecita valutazione allergologica con ricerca della sensibilizzazione allo specifico imenottero (ape, vespa o calabrone) e, nei casi appropriati, dell’eventuale mastocitosi o aumento della triptasi. Il trattamento curativo d’eccellenza per l’allergia al veleno di imenotteri è costituito dall’immunoterapia specifica (vaccino) con veleno di ape o vespa o calabrone a seconda dell’allergia identificata. Questa terapia è l’unica in grado di ridurre sostanzialmente il rischio di nuove reazioni moderate o gravi; l’autoiniettore rimane lo strumento di emergenza, non una sostituzione dell’immunoterapia" conclude.

(Adnkronos) - Il marchio 'Io sono Friuli Venezia Giulia' arriva nelle aree di servizio. Per la prima volta in Italia un marchio che promuove e valorizza la produzione agroalimentare regionale avrà un suo corner dedicato all’interno di un’area di servizio autostradale. L’iniziativa, sotto l’egida della Regione Friuli Venezia Giulia, nasce grazie a un lavoro di squadra tra Autostrade Alto Adriatico, concessionaria autostradale del Nordest con socio di maggioranza la Regione Friuli Venezia Giulia, PromoTurismoFVG, Fondazione Agrifood Fvg e Chef Express, marchio del Gruppo Cremonini, leader in Italia nei contesti di viaggio, con più di 600 punti vendita tra aree di servizio autostradali, stazione ferroviarie e aeroporti. Il corner 'Io sono Friuli Venezia Giulia' è collocato nell’area di servizio di Gonars Nord targata Chef Express, una delle più frequentate sull’autostrada A4 Venezia-Trieste, baricentro del traffico merci e trasporto di persone con oltre 54 milioni di transiti nel 2025, di cui 11 milioni nel periodo estivo, porta d’Italia e corridoio est-ovest d’Europa. Nel 2025 nel punto vendita di Gonars Nord hanno fatto il loro ingresso 1 milioni 309 mila visitatori e clienti. Di questi 640 mila nel solo periodo estivo, quando si registrano i maggiori afflussi per effetto dell’esodo e controesodo. Infatti, l’area di servizio di Gonars Nord ha una posizione strategica invidiabile, in quanto è al centro di due fondamentali direttrici e intercetta, quindi, i viaggiatori e i lavoratori provenienti dal Centro Est Europa verso il Nord Italia, attraverso la A4 (Trieste – Venezia) ma anche i turisti provenienti da Oltralpe e quindi da Austria e Germania che “scendono” dall’autostrada A23 (Tarvisio – Palmanova).
Il corner sarà dedicato alla promozione e valorizzazione delle produzioni agroalimentari regionali a marchio Io sono Friuli Venezia Giulia (a garantire la tracciabilità e la sostenibilità delle materie prime) e l’area sarà appositamente personalizzata con il brand regionale. All’interno saranno presenti, al momento, i prodotti delle seguenti aziende aderenti al marchio: Vie d’Alt (vino); Macoritto Valentino (panificati); Pasticceria Mosaico – Cocambo (prodotti dolciari); Pomis (prodotti a base di mela); Piva (prodotti friulani – frico); Birrificio Foran (birra); Dorbolò (prodotti dolciari). Si tratta in tutto di referenze selezionate da Chef Express che ben rappresentano le eccellenze territoriali della nostra regione. Una iniziativa analoga già sperimentata con successo nella zona partenze del Trieste Airport di Ronchi dei Legionari, sebbene gravata dalle limitazioni per i bagagli aerei, sta dando molta soddisfazione ai produttori. A completamento dell’allestimento di Gonars, saranno inoltre presenti monitor dedicati alla riproduzione di contenuti video promozionali del territorio realizzati da PromoTurismoFVG, nonché video e materiali di pertinenza di AgrifoodFVG, con l’obiettivo di accompagnare la presentazione dei prodotti con una più ampia comunicazione delle eccellenze e dell’offerta enogastronomica del territorio regionale.
"Io sono Friuli Venezia Giulia non è solo un logo promozionale ma l’espressione di questo territorio - ha detto oggi all'inaugurazione Sergio Emidio Bini, assessore al turismo e alle attività produttive della Regione Friuli Venezia Giulia - il nostro impegno, come amministrazione regionale, da anni è orientato a una comunicazione coordinata per la promozione della variegata offerta del Friuli Venezia Giulia, attraverso le sue molteplici identità. Uno dei nostri più apprezzati biglietti da visita è sicuramente l’enogastronomia e oggi, qui, inauguriamo un ulteriore tassello di un percorso di valorizzazione che vuole i nostri prodotti come ambasciatori del Friuli Venezia Giulia, per la prima volta presenti in un’area di sosta come servizio in più ai tanti turisti che percorrono e si fermano lungo questa importante direttrice. Un modo concreto per accogliere chi attraversa la nostra regione e invitarlo a scoprirne il patrimonio di sapori e tradizioni, di qualità ed eccellenza”.
“La mobilità è un impulso per il settore turistico e per l’enogastronomia - ha aggiunto Marco Monaco, presidente di Autostrade Alto Adriatico - E la conferma arriva proprio dalle nostre autostrade che sono le principali direttrici per chi viaggia in questa stagione verso i litorali del Nordest e in particolare del Friuli Venezia Giulia. Autostrade Alto Adriatico non si limita, quindi, a diventare un semplice vettore del passaggio di milioni di mezzi, ma contribuisce a promuovere i prodotti del territorio valorizzandoli nelle aree di servizio e favorendo così un turismo sempre più esperienziale e accessibile a tutti i visitatori. L’obiettivo è quello di replicare questa iniziativa anche nelle altre aree di servizio che possono diventare il ponte ideale tra le nostre infrastrutture e il turismo”.
“Mostrare ai milioni di potenziali consumatori che attraversano la nostra regione alcune eccellenze agroalimentari è un’opportunità strategica per la quale ringrazio tutti i partner coinvolti nell’apertura di questo corner - commenta Pier Giorgio Sturlese, presidente della Fondazione Agrifood FVG - I viaggiatori potranno così conoscere e portare a casa non soltanto prodotti di altissima qualità, ma spero soprattutto il nostro modo di farli, perché il progetto Io Sono Fvg è nato e cresciuto per sostenere un modello produttivo fondato sulla sostenibilità a 360 gradi: ambientale, sociale ed economica. Inoltre, non va dimenticato che è oggi a livello regionale l’unica iniziativa di promozione capace di coordinare e restituire valore a così tante imprese di diversi settori, territori e comunità con un unico segno di identità. Non poco se ricordiamo da dove siamo portati appena 5 anni fa”.

(Adnkronos) - Mirabilandia guarda già alla prossima stagione e apre da domani, venerdì 7 agosto, la nuova campagna abbonamenti 2027 con un vantaggio immediato per chi sceglie di entrare nella community del Parco divertimenti più grande d'Italia: tutti i nuovi abbonati potranno accedere gratuitamente a Mirabilandia fino alla chiusura della stagione 2026. Un'occasione per vivere fin da subito tutte le emozioni del parco, dalle attrazioni da record agli ultimi eventi dell'estate, fino alle atmosfere uniche di Halloween, uno degli appuntamenti più attesi dell'anno.
Diverse le formule di abbonamento proposte - Bronze, Silver, Gold e VIP - pensate per soddisfare ogni esigenza, con vantaggi crescenti che includono, a seconda della tipologia scelta, l'ingresso a Mirabeach, sconti su parcheggi, negozi e punti ristoro, agevolazioni per amici e familiari, riduzioni sui Flash Pass fino all’ingresso gratuito agli altri parchi europei del gruppo Parques Reunidos. Per chi preferisce non pagare tutto in una volta, c’è la possibilità di rateizzare l’importo in tre quote, senza interessi, grazie a Scalapay. Tutte le informazioni e i dettagli sono disponibili sul sito ufficiale del parco: www.mirabilandia.it

(Adnkronos) - Immagina di arrivare in ospedale e trovare ad accoglierti la morte. E' quello che è successo al Ysbyty Glan Clwyd, nel nord del Galles, dove pazienti, visitatori e personale medico per diversi minuti hanno alzato lo sguardo vedendo una figura vestita come il Triste Mietitore immobile sul tetto dell'edificio, con in mano quello che appariva come un lungo coltello.
Protagonista dell'episodio, avvenuto il 6 giugno a St Asaph, nel Denbighshire, è Leon Gillespie, di Deganwy. Sul posto sono intervenuti la polizia e i vigili del fuoco del Galles del Nord. L'uomo è rimasto sul tetto per circa 50 minuti prima di essere fermato dagli agenti.
Davanti al tribunale Gillespie si è dichiarato colpevole di aver causato disturbo all'interno di una struttura del Servizio sanitario nazionale (NHS) senza una valida giustificazione e di essersi rifiutato di lasciare l'ospedale nonostante l'ordine della polizia. Non è stata fornita alcuna spiegazione sul gesto. Durante il procedimento il suo costume è stato descritto anche come simile a quello di un "corvo".
L'azienda sanitaria Betsi Cadwaladr University Health Board, che gestisce l'ospedale, ha ribadito la propria politica di "tolleranza zero" nei confronti di comportamenti aggressivi o molesti all'interno delle strutture ospedaliere.
Il 26enne ha inoltre ammesso due distinti episodi di furto: il primo, relativo al furto di cibo e lettiera per gatti da un negozio di animali a Llandudno, e il secondo riguardante alimenti e bevande sottratti a un supermercato Sainsbury's. Il tribunale gli ha imposto il pagamento di un risarcimento di 50 sterline, oltre a multe e spese processuali, compresa una sanzione di 200 sterline per il disturbo arrecato all'ospedale.

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(Adnkronos) - E’ morto oggi, giovedì 6 agosto, Francesco Guccini: aveva 86 anni. A renderlo noto la famiglia.Cantastorie principe della canzone d'autore, è stato saldamente ancorato alle proprie matrici culturali e con una vocazione da poeta, con brani entrati nella memoria collettiva che sono espressione di impegno politico e sociale oltre che artistico.
"Questa mattina, a Pavana, circondato dall’affetto della moglie Raffaella, della figlia Teresa e dei familiari si è spento, a 86 anni, Francesco Guccini. Nel rispetto delle sue volontà, le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni e in forma strettamente privata. La famiglia, nel chiedere che questo momento di dolore possa essere vissuto nella più stretta intimità, ringrazia anticipatamente tutti coloro che si uniranno al suo lutto con affetto, discrezione e rispetto. Per permettere, a chi lo ha amato, di ricordarlo e di salutarlo, verrà organizzata una cerimonia commemorativa nel mese di settembre", scrive la famiglia.
Guccini è stato considerato a lungo il cantautore 'politicizzato' per eccellenza, un giudizio a cui hanno di certo contribuito le risonanze che si sono sempre colte fra le parole delle sue canzoni e le vicende e le occasioni storiche e politiche di decenni cruciali della vita civile. Il suo impegno politico consisteva, in realtà, a suo dire, nel suo modo di raccontare storie particolari elevandole a significati generali, per non dire universali. "Non sono mai stato comunista. Tutti credono che lo sia; ma non è vero. Lo stalinismo non poteva piacere a uno come me: libertario, azionista. Semmai, lo dico con grande ritegno, mi sentivo anarcoide. Avvertivo il fascino dell'anarchia, dal punto di vista romantico più che reale", ha detto nel 2020 in una lunga intervista concessa ad Aldo Cazzullo per il 'Corriere della Sera'. Certo, il suo cuore ha sempre battuto a sinistra e da quando c'è il Partito democratico ha sempre ottenuto il suo voto.
'Politico' è stato Guccini anche nel suo perenne invito al dubbio, alla possibilità di osservare la realtà e il mondo da un altro punto di vista, come rivela anche il ricorso frequente all'ironia e all'autoironia, che sono fra le caratteristiche più costitutive e interessanti della sua fisionomia d'artista: il ma, il forse, l'oppure che attraversano molti dei suoi testi servono così a mitigare, a togliere ogni enfasi alle sue affermazioni, proponendole, al contrario, come pensieri sempre suscettibili di nuove e diverse interpretazioni.
Nato a Modena il 14 giugno 1940, a causa della guerra trascorre l'infanzia e parte dell'adolescenza nel paese dei nonni paterni, Pàvana, località dell'Appennino pistoiese al confine con il territorio bolognese. Frequenta l'Istituto magistrale a Modena negli anni '50 ed è nel 1957 che inizia a suonare la chitarra, sull'onda dell'avvento in Italia del rock'n'roll, e a scrivere le prime canzoni. Si iscrive all'Università, una prima volta, nel 1958-59: Facoltà di Magistero, indirizzo Lingue e Letterature straniere. Nell'ottobre 1958 diventa istitutore presso un collegio di Pesaro: viene licenziato, nel dicembre dello stesso anno, per incompatibilità con il ruolo richiestogli dalla direzione.
Dal 1959 al '60 lavora come giornalista alla 'Gazzetta di Modena'; lascia la professione, amata ma poco remunerativa, per approdare alle orchestre da balera. Nel 1961 si trasferisce con la famiglia a Bologna e si unisce ad un gruppo di musica da ballo (I Marinos diventati poi I Gatti); continua a suonare fino al 1962, quando è costretto a partire per il servizio militare. Al ritorno, nell’ottobre del 1963, decide di tornare a studiare all'Università, Facoltà di Magistero con indirizzo in Materie Letterarie, rinunciando così ad entrare a far parte dell'Equipe 84.
Nel 1965 inizia l'esperienza di docente di lingua italiana presso la sede bolognese dell'università americana Dickinson College, attività che proseguirà fino al 1985; collabora con l'agenzia pubblicitaria dell'amico Guido De Maria scrivendo, tra le altre, le sceneggiature di "Salomone pirata pacioccone", per Amarena Fabbri; assieme al disegnatore di fumetti Franco Bonvicini, nel 1969, concepisce e realizza i primi quattro episodi delle "Storie dello spazio profondo".
La carriera come cantautore avrà però il sopravvento, portando Francesco Guccini alla realizzazione di 18 album in più di quarant'anni di attività. Nel 1966 egli inizia ad imporsi come autore per l'Equipe 84 (L'Antisociale, Auschwitz, E' dall'amore che nasce l'uomo), per I Nomadi (Noi non ci saremo, Dio è morto, Per fare un uomo e molti altri) e per Caterina Caselli.
Il debutto in proprio, Folk Beat n°1, avviene nel 1967 a nome Francesco, senza il cognome Guccini, ma con canzoni che si presentano da sole, a partire da Noi non ci saremo e Auschwitz (La canzone del bambino nel vento), e con le quali egli entra nella storia della musica italiana dalla porta principale; altri pezzi degni di nota sono Statale 17, Il Sociale e l'Antisociale e Canzone per un'amica (In morte di S.F.). Nel 1970 è la volta di Due anni dopo, album dai toni inquieti ed esistenziali: il centro narrativo del disco è il tempo che passa e la vita quotidiana è così analizzata nella dimensione dell'ipocrisia borghese. Sempre nel 1970 viene pubblicato L'isola non trovata. In questo album collaborano per la prima volta con lui il pianista Vince Tempera, il batterista Ellade Bandini e il bassista Ares Tavolazzi.
Il vero salto artistico e qualitativo arriva nel 1972 con Radici. Il filo conduttore dell'album è l'eterna ricerca delle proprie radici, testimoni della continuità della vita. Tra i brani più noti si segnalano Radici, Piccola città, Incontro, Canzone dei dodici mesi, Canzone della bambina portoghese, Il vecchio e il bambino e la mitica Locomotiva, il brano che per molti anni ha chiuso ogni suo concerto. Nel 1973 è la volta di Opera buffa, live registrato all'Osteria delle Dame e denso di scherzi musicali. Francesco Guccini mostra qui per la prima volta il lato fortemente ironico della sua personalità, esibito soltanto al pubblico dei concerti dal vivo. Stanze di vita quotidiana (1974) torna a puntare l'attenzione sulla riflessione e sull'intimismo.
Il successo commerciale arriva nel 1976. È l'anno di Via Paolo Fabbri 43, disco che entusiasma e commuove: L'avvelenata sputa rabbia e orgoglio e risponde alle contestazioni subite in quegli stessi anni da altri cantautori e alla critica, mossa dal giornalista Riccardo Bertoncelli, al disco Stanze di vita quotidiana; Piccola storia ignobile racconta il dramma dell'aborto; Via Paolo Fabbri 43 è un blues che rievoca le notti bolognesi e le atmosfere dell'epoca.
L'album successivo, pubblicato nel 1978, è Amerigo, la cui canzone più famosa è Eskimo, epilogo di un amore in crisi raccontato sullo sfondo culturale e politico degli anni '70. Guccini stesso intravede però il momento più riuscito di questo album nel brano Amerigo, una ballata in cui sono messe a confronto l'America sognata da bambino, mitizzata dal Francesco adolescente, e quella del disincanto, vissuta dallo zio emigrante. E' a partire da questo disco che Guccini inaugura il rapporto professionale, e poi l'amicizia, con il chitarrista Juan Carlos 'Flaco' Biondini.
Nel 1979 esce Album Concerto, un live realizzato con I Nomadi e registrato al Kiwi di Piumazzo e al Club '77 di Pàvana. Album Concerto è il primo disco a cui partecipa Renzo Fantini, colui che è destinato a diventare il produttore storico di Guccini, nelle vesti di coordinatore artistico.
Guccini apre gli anni Ottanta con Metropolis (1981), album dedicato a città ricche di storia e dalla forte valenza simbolica come Bisanzio, Venezia, Bologna, e Milano. Il disco successivo, Guccini (1983), riprende le stesse tematiche del precedente, soprattutto il tema del viaggio e del disagio metropolitano. Uno tra i brani più conosciuti è Autogrill, canzone sospesa tra irreale e verosimile, tra mistero e sogno, nel racconto di un amore solo sfiorato. Nel 1984 segue il live Fra la via Emilia e il West, fedele registrazione del trionfale concerto in Piazza Maggiore a Bologna. In questo disco si presenta per la prima volta il sassofonista Antonio Marangolo.
Il 1987 è l'anno di Signora Bovary, un album di stampo intimista in cui le varie canzoni ritraggono o alludono a persone intensamente legate alla vita del cantautore: Van Loon si rivolge a Ferruccio Guccini, il padre; Culodritto è la figlia Teresa, nata nel 1978. Il brano Scirocco, tratto da questo album, vince la Targa Tenco. Gli anni Ottanta terminano con un altro disco dal vivo, Quasi come Dumas (1988), una raccolta di alcuni dei pezzi più popolari di Francesco Guccini, registrati durante il tour del 1988 e impreziositi dall'inedito Ti ricordi quei giorni. E' da questo album che inizia la collaborazione del polistrumentista Roberto Manuzzi. Nel 1989 esordisce come scrittore pubblicando "Cròniche epafàniche" (Feltrinelli), il suo primo romanzo.
Quello che non… (1990), il dodicesimo album di Francesco Guccini, tra i più amati dall'artista (Canzone per Anna, Le ragazze della notte, Cencio) battezza il nuovo decennio. La negazione fotografa l'andamento di una questione sentimentale ma anche la dissoluzione di certi ideali sociali e politici. Il brano Canzone delle domande consuete vince la Targa Tenco come miglior canzone dell'anno.
Nel 1993 Parnassius Guccinii (l'omonima farfalla che compare in copertina è un omaggio dell'entomologo che ha identificato e classificato il lepidottero appenninico) è un grande successo (si guadagna, infatti, la Targa Tenco come miglior album): vi spiccano canzoni come Samantha, fotografia di un amore adolescenziale, Canzone per Silvia, dedicata a Silvia Baraldini, Nostra Signora dell'Ipocrisia, atto d'accusa contro il medium televisivo manipolatore di coscienze e soprattutto Farewell, bellissima ballata dell'amor perduto. Nel 1993 pubblica "Vacca d'un cane" (Feltrinelli), il suo secondo romanzo.
D'amore di morte e di altre sciocchezze esce nel 1996. La morte è in Lettera (struggente dedica agli amici Franco 'Bonvi' Bonvicini e Victor Sogliani), ne Il matto e ne Il caduto. Le sciocchezze vivono ne I fichi, rivisitazione della famosa canzone scritta da Fausto Amodei, I crauti. L'amore inonda il resto dell'album e trova il suo apogeo in Vorrei e in Cirano. Il 1997 è l'anno in cui inizia la collaborazione letteraria con Loriano Macchiavelli. Scriveranno, a quattro mani, ben otto romanzi. Con il disco Guccini Live Collection (1998), 27 successi dal vivo, si chiudono gli anni Novanta. Le canzoni presenti in questa raccolta sono state registrate in momenti assai diversi tra loro nell’arco di oltre dieci anni di ininterrotte tournée.
Nel 2000 esce Stagioni, quelle stagioni di tempo che Guccini da sempre osserva e registra nel suo personale calendario emotivo e sentimentale. All'interno di questo album sono da ricordare Stagioni, dedicata alla figura di Ernesto 'Che' Guevara; Addio, critica esplicita alla società contemporanea; Don Chisciotte, cantata insieme al chitarrista Juan Carlos 'Flaco' Biondini ed E un giorno, una lettera alla figlia Teresa. Il brano Ho ancora la forza è scritto a quattro mani con Luciano Ligabue e vince la Targa Tenco.
L'album successivo, Ritratti (2004), è caratterizzato da emozionanti quadri metaforici che ritraggono ed evocano uomini entrati nella grande storia per volontà propria o loro malgrado: Ulisse (Odỳsseus), Ernesto 'Che' Guevara (Canzone per il Che), Cristoforo Colombo (Colombo), Carlo Giuliani (Piazza Alimonda). Nel 2005 è la volta di Anfiteatro Live, il concerto registrato l'anno precedente nell'anfiteatro di Cagliari; il doppio cd è accompagnato da un dvd che ripropone integralmente il medesimo concerto.
Nel 2006 vede la luce la raccolta celebrativa di 40 anni di carriera: The Platinum Collection contiene 47 grandi classici della discografia gucciniana. Nel 2010, Storia di altre storie raccoglie in un doppio album 30 tra i più grandi successi di Francesco Guccini e l'inedito Nella Giungla (brano scritto per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla liberazione di Ingrid Bétancourt rapita dalle Farc nel 2002). Nel 2012, a quasi novr anni di distanza dal precedente Ritratti, viene pubblicato l'album in studio di Francesco Guccini: L'Ultima Thule. Con queste canzoni (tra le altre, Canzone di notte n.4, L'Ultima volta, Il testamento di un pagliaccio) incise a Pàvana nel Mulino dei nonni, Francesco Guccini dichiara di volersi congedare dalla sua professione di cantautore. Nel marzo 2013 il dvd La mia Thule documenta in un film, attraverso immagini e interviste inedite a Guccini e alla band, al lavoro presso il Mulino di Chicòn, a Pàvana, i momenti salienti che hanno caratterizzato le varie fasi della registrazione dell'ultimo disco. La mia Thule è risultato il sesto dvd musicale più venduto in Italia nel 2013 (classifica Fimi).
Nel 2015 Guccini ritorna a cantare come ospite nella canzone Le storie che non conosci, di Samuele Bersani e Pacifico: quanto ricavato dalla vendita del brano viene interamente devoluto in beneficenza alla Fondazione Lia, per finanziare, a Bologna, laboratori di lettura per bambini non vedenti o ipovedenti. Sempre nel 2015 il Club Tenco decide di dedicare al cantautore modenese la storica rassegna che si svolge, ogni anno, a Sanremo.
Il 27 novembre 2015 esce una nuova raccolta di 10 cd (Studio, Live Acustico, Live, Collaborazioni e rarità) intitolata Se io avessi previsto tutto questo. Gli amici, la strada, le canzoni. In allegato, per la prima volta un libro corredato di foto inedite, all'interno del quale Guccini, raccontandosi in prima persona, commenta le proprie canzoni. Nel novembre del 2017 viene pubblicato L'ostaria delle dame, cofanetto contenente le registrazioni live di tre concerti del cantautore (23 gennaio 1982, 14 gennaio 1984, 19 gennaio 1985) presso la 'mitica' Osteria delle Dame, storico locale di Bologna di cui Francesco fu co-fondatore, assieme al frate domenicano Padre Michele Casali. Nello stesso periodo, Francesco Guccini affida alla voce di Enzo Iacchetti e alla musica di Juan Carlos Flaco Biondini un testo politicamente scomodo, Migranti.
Nell’estate del 2018, sollecitato dai colleghi incide, per Morgan, un paio di versi della canzone Cantautore e per Roberto Vecchioni una strofa della canzone Ti insegnerò a volare, brano dedicato all'ex campione di Formula 1 Alex Zanardi. Nel 2019 pubblica "Tralummescuro. Ballata per un paese al tramonto" (Giunti) e, nel mese di maggio, viene inserito tra i cinque libri finalisti al Premio Campiello.
Nell'agosto del 2020 Guccini partecipa, insieme ad altri artisti italiani, all'incisione di Crêuza de mä pe Zêna, una nuova versione del brano di Fabrizio De André registrata in occasione dell'inaugurazione del nuovo ponte di Genova, realizzato dopo il crollo e la demolizione del primo Viadotto Polcevera. Il 18 novembre 2022 viene pubblicato il diciassettesimo album in studio Canzoni da intorto, disco di cover che segna il ritorno di Guccini dall'ultimo album L'ultima Thule. Nel 2023 partecipa, nella parte di se stesso, al docufilm dedicato al cantautore milanese Jannacci, "Enzo Jannacci - Vengo anch'io", con la regia di Giorgio Verdelli. Nello stesso anno il 10 novembre pubblica il nuovo album Canzoni da osteria. Nel 2024 pubblica un 45 giri con due versioni di Bella ciao, una cantata da lui e una cantata insieme a Tosca in italiano e in farsi.

(Adnkronos) - La Fifa dopo l'incontro a Rabat ha chiesto scusa per il progetto Fifa Forward Enterprise, che prevedeva la cessione di una parte dei Mondiali a investitori privati, ma ha ribadito il sostegno al presidente del massimo organismo calcistico a livello mondiale. In Marocco, il Segretario Generale della Fifa e i membri del Consiglio di Amministrazione della Fifa presenti hanno riaffermato il "pieno sostegno al Presidente della Fifa Gianni Infantino". A sua volta, il Presidente della Fifa ha ribadito il pieno sostegno al Segretario Generale e all'Amministrazione Fifa per il loro lavoro necessario ed eccezionale nella realizzazione della sua visione. È stato inoltre "concordato che i processi, le comunicazioni e le interazioni tra il Presidente, il Segretario Generale e il Consiglio di Amministrazione della Fifa, che supportano la realizzazione di questa visione, possono e devono sempre essere continuamente migliorati in termini di efficacia ed efficienza".
"Il grande lavoro dell'Amministrazione Fifa che ha garantito una realizzazione con successo della Coppa del Mondo 2026 è stato riconosciuto, e che non sarebbe stato possibile senza che il Presidente, il Segretario Generale e l'Amministrazione parlassero come un'unica voce e lavorassero come una sola squadra. A tal proposito, la direzione di alto livello della Fifa è pienamente fiduciosa che i risultati dell'incontro odierno rafforzeranno la governance della Fifa, aiuteranno a ristabilire la fiducia nell'organizzazione e ci permetteranno di prepararci in modo unito e trasparente per gli eventi e le sfide principali che ci attendono, continuando al contempo la nostra missione di sviluppare il gioco in tutto il mondo", spiega la Fifa.
"L'incontro ha inoltre affrontato la proposta del Fifa Forward Enterprise (FFE), dove sono stati riconosciuti gli errori". Non era intenzione che il Consiglio Fifa e le Associazioni Membri "si sentissero esclusi dal processo e che il processo avrebbe dovuto essere gestito in modo diverso. È stato inoltre riconosciuto che sono stati commessi errori anche dopo che la proposta è stata diffusa ai media". Tra l'altro in una lettera separata al Consiglio Fifa e alle Associazioni Membri Fifa, sono state "presentate scuse per questi errori insieme all'impegno di garantire che non si ripetano. Ora verrà condotta una revisione e un rapporto sarà presentato al Consiglio Fifa nella prossima riunione programmata".
"Come già comunicato, la proposta della Ffe, che sarebbe stata soggetta all'approvazione delle Associazioni Membro Fifa e del Consiglio Fifa, è ora fuori discussione. Con il progetto ritirato, si è concordato che la Fifa non tollererà più alcun attacco alla sua integrità, buona governance e giusto processo e prenderà tutte le misure necessarie per proteggere e salvaguardare il suo nome e la sua reputazione. Ci sono sempre lezioni da imparare e la Fifa continuerà a migliorare i suoi processi alla luce di questa esperienza. In questo caso, tuttavia, è importante sottolineare che, sebbene siano stati commessi errori, tutto ciò che è stato fatto è stato fatto in piena conformità con il quadro normativo Fifa". La Fifa lavorerà a stretto contatto con gli stakeholder interessati per esaminare come possa ulteriormente supportare lo sviluppo del gioco attraverso il programma Fifa Forward a beneficio delle 211 Associazioni Membro, delle Confederazioni e delle Associazioni Regionali", conclude la Fifa.

(Adnkronos) - Multa milionaria dell'Antitrust tre operatori di monopattini elettrici ed e-bike in sharing a Roma per aver ostacolato le corse gratis. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha concluso le istruttorie, avviate a novembre 2025, nei confronti di Bird, Dott e Lime per il periodo 2023-2026 sanzionandole complessivamente per 2,675 milioni di euro per aver ostacolato la fruizione dei pacchetti di corse gratuite (pass), riservati agli abbonati annuali metrebus, il titolo di viaggio per il Trasporto pubblico locale romano, secondo gli obblighi assunti dagli operatori in sede di aggiudicazione del servizio.
In particolare, l’Autorità ha ritenuto che le tre società abbiano adottato misure e strutture organizzative inadeguate a gestire le richieste degli utenti, rendendo faticosa l’attivazione e lunga l’attesa per il rilascio dei pass e, di conseguenza, riducendo il tempo a disposizione degli utenti per poterne fruire. Inoltre, nei confronti di Bird, l’Autorità ha accertato anche un’altra pratica commerciale scorretta e cioè la disattivazione arbitraria degli account, senza un’informativa preventiva sulle circostanze che la legittimavano e senza un contraddittorio con gli utenti. Le condotte sanzionate hanno un forte impatto sui consumatori, perché le tre società hanno limitato la fruizione di un servizio di mobilità che è complementare al trasporto pubblico locale e più sostenibile, grazie all’uso di mezzi meno inquinanti.

(Adnkronos) - Svelata la nuova seconda maglia per la Roma di Gian Piero Gasperini. L'adidas e l'As Roma hanno svelato oggi il nuovo kit Away per la stagione 2026/2027, che vuole sottolineare lealtà, tradizione e dovere attraverso la virtù romana della Pietas. Questo kit, caratterizzato da un’estetica pulita, racchiude il legame dell’As Roma con i propri tifosi, le sue tradizioni e la responsabilità di indossare la maglia con orgoglio. Il kit è stato realizzato incarnando la virtù romana della 'Pietas', che corrisponde ai valori di lealtà, devozione e dovere. Non è solo un capo d'abbigliamento, ma lo spirito che anima la squadra giallorossa in ogni partita, riflettendo la sua connessione ai tifosi, la sua tradizione e il senso di responsabilità di indossare la maglia con orgoglio. Il design della maglia si distingue per unosfondo bianco caldo con una fascia giallorossa sul petto. Al centro della fascia, a contrasto, un antico stemma societario introdotto nel 1938 e utilizzato con alcune varianti, esclusivamente su questo design di maglia, fino alla stagione 1946/1947. Tra questo motivo classico e lo scollo si inserisce il trefoil adidas in rosso. Sul retro del collo ‘Roma Chiamò’ impreziosisce il design richiamando l’inno di Campo Testaccio, un simbolo tangibile del legame indissolubile tra la squadra, la sua storia e i suoi tifosi.
Progettata per il calcio ad alte prestazioni, la maglia è realizzata utilizzando tessuti leggeri e ingegnerizzati in 3D che si adattano al corpo per migliorare la vestibilità, il comfort e la libertà di movimento. La più recente tecnologia Climacool+ di adidas garantisce proprietà avanzate di assorbimento del sudore per mantenere i giocatori freschi e asciutti, mentre le zone in mesh strategicamente posizionate migliorano il flusso d'aria e la traspirabilità per tutta la durata della partita. Il nuovo kit Away 2026/27 dell’AS Roma sarà disponibile dal 6 agosto 2026 presso gli AS Roma Store e su store.asroma.com, nei punti vendita adidas selezionati, sull’app adidas e su adidas.it.

(Adnkronos) - La persistenza delle alte temperature, con il susseguirsi delle ondate di calore "rappresenta il principale fattore di rischio per la salute" a causa "dell'effetto 'cumolo' sull'organismo". Quando temperature elevate e notti tropicali si susseguono per diversi giorni consecutivi, "l’organismo fatica sempre di più a disperdere il calore e aumenta il rischio di disidratazione, scompensi cardiovascolari e respiratori, colpi di calore e aggravamento delle patologie croniche". Lo afferma Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano.
"Non dobbiamo considerare il caldo estremo soltanto un disagio. È una vera emergenza di sanità pubblica che coinvolge l’intera popolazione, ma colpisce soprattutto anziani, bambini piccoli, donne in gravidanza, persone con malattie cardiovascolari, respiratorie, diabete e soggetti fragili. Particolare attenzione deve essere posta alle ore notturne: quando le temperature non scendono mai sotto i 24-25 gradi, il corpo non riesce a recuperare lo stress termico accumulato durante il giorno. È questo effetto cumulativo che può determinare un progressivo peggioramento delle condizioni cliniche", spiega Pregliasco.
Le raccomandazioni sono note: "Bere frequentemente acqua anche in assenza dello stimolo della sete; evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata; limitare l’attività fisica intensa all’aperto; mantenere freschi gli ambienti domestici; controllare quotidianamente anziani soli e persone fragili. È fondamentale che familiari, servizi territoriali e medici di medicina generale prestino particolare attenzione alle persone più vulnerabili. La prevenzione rimane lo strumento più efficace: intervenire prima dell’insorgenza dei sintomi può evitare molte complicanze e ridurre gli accessi ai pronto soccorso", conclude Pregliasco.

(Adnkronos) - Un detenuto nigeriano di 32 anni è stato ucciso nella tarda serata di mercoledì 5 agosto all'interno del carcere della Dogaia di Prato. Lo rende noto la Procura della Repubblica di Prato, con il procuratore Luca Tescaroli che ha immediatamente assunto la direzione delle indagini e procede, allo stato, per il reato di omicidio preterintenzionale.
L'episodio si è verificato nella camera di sicurezza numero 171 della settima sezione dell'istituto, destinata ai detenuti ristretti per reati sessuali, dove la vittima condivideva la cella con altri tre detenuti. Secondo quanto riferito dalla Procura con un comunicato, il decesso è stato preceduto da una colluttazione. Il detenuto è stato rinvenuto con ecchimosi all'interno del labbro superiore, una ferita lacero-contusa nella regione frontale sinistra e una fuoriuscita di sangue dalle narici. Il medico legale ha riscontrato un trauma cranico, verosimilmente provocato da un corpo contundente. La morte è stata constatata alle ore 23.18. Le indagini sono in corso per ricostruire l'esatta dinamica dei fatti, individuare l'autore della condotta e chiarire le ragioni che hanno portato all'aggressione mortale. Le investigazioni sono condotte dalla Procura con il supporto della Polizia Penitenziaria del carcere, della Squadra Mobile di Prato e della Polizia Scientifica.
Nel comunicato, il procuratore Tescaroli evidenzia, inoltre, il perdurare dell'ondata di violenza all'interno della casa circondariale della Dogaia, richiamando anche la situazione di progressivo sovraffollamento dell'istituto. "Continua, dunque, l'ondata di violenza in seno all'istituto penitenziario La Dogaia, che si caratterizza da un progressivo sovraffollamento (640 i detenuti ristretti e le celle vedono la presenza di numerosi casi di quattro detenuti, come nel caso che ci occupa)", sottolinea Tescaroli.

(Adnkronos) - Droni ucraini hanno colpito nella notte una delle più grandi raffinerie di petrolio russe, nella regione di Yaroslavl. Lo riportano i canali di monitoraggio locali. Alcuni video mostrano un vasto incendio presso la raffineria di petrolio Slavneft-Yanos a Yaroslavl, a oltre 700 chilometri dal confine ucraino. Secondo il presidente Volodymyr Zelensky, l'impianto era già stato attaccato la notte precedente. Le riprese effettuate dai residenti di Yaroslavl mostrano colonne di fumo che si levano sulla città durante un attacco di droni avvenuto durante la notte.
Il canale di notizie indipendente russo Astra, presente su Telegram, ha analizzato i filmati utilizzando la geolocalizzazione e ha stabilito che la raffineria Slavneft-Yanos era in fiamme. Il governatore dell'oblast di Yaroslavl, Mikhail Yevrayev, ha annunciato in serata che droni ucraini stavano attaccando la regione.
Dal canto suo la Russia ha colpito due navi mercantili vicino al porto di Odessa, sulla costa ucraina del Mar Nero. Lo ha riferito l'agenzia di stampa russa TASS, citando il ministero della Difesa, aggiungendo che le navi "trasportavano equipaggiamento militare".
Mosca ha inoltre reso noto di aver abbattuto nella notte 605 droni ucraini sopra una ventina delle sue regioni e sulla penisola annessa di Crimea. "Nel corso della notte appena trascorsa, i sistemi di difesa aerea hanno intercettato e distrutto 605 droni aerei ucraini", ha dichiarato il ministero della Difesa russo in un comunicato, precisando che gli attacchi hanno colpito in particolare la regione di Tver, dove un centro logistico di Wildberries, gigante russo dell'e-commerce, è stato "leggermente danneggiato", secondo le autorità locali.

(Adnkronos) - Una lieve scossa di terremoto è stata registrata nella notte tra mercoledì 5 e giovedì 6 agosto in provincia di Pisa. Secondo i dati dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), il sisma, di magnitudo locale 2.4, è avvenuto alle ore 1.44.
L'epicentro è stato localizzato a circa sei chilometri a nord-est di Riparbella, con coordinate geografiche 43.4062 di latitudine e 10.6557 di longitudine, a una profondità di 11 chilometri. La localizzazione dell'evento è stata effettuata dalla Sala Sismica dell'Ingv di Roma.
Nonostante la magnitudo contenuta, la scossa è stata avvertita da numerosi residenti dell'area interessata e anche in alcuni comuni limitrofi. Al momento non risultano segnalazioni di danni a persone o edifici né richieste di intervento legate all'evento sismico. Il terremoto rientra nella normale attività sismica che interessa periodicamente la Toscana, una regione caratterizzata dalla presenza di diverse strutture tettoniche attive costantemente monitorate dalla rete di sorveglianza dell'Ingv.
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