(Adnkronos) - "È difficile, è impossibile trovare delle parole giuste...ci dispiace, ma non è neanche la parola giusta, non esiste una parola giusta che possa descrivere quanto ci dispiace. Ogni pensiero, ogni pensiero è rivolto ai feriti alle loro famiglie e a chiunque abbia vissuto e assistito all'incubo di sabato". Inizia così un lungo messaggio audio che, tra le lacrime, pronuncia la sorella di Salim El Koudri, il 31enne che sabato scorso ha deliberatamente investito e ferito sette passanti in centro a Modena.

(Adnkronos) - Il mercato italiano del risparmio presenta un evidente paradosso strutturale: alla forte propensione teorica alla pianificazione non corrisponde un'effettiva capacità di trasformare le intenzioni in scelte concrete a lungo termine. Satispay, la super App che rende semplice e accessibile la gestione del denaro e dei servizi finanziari, compie un nuovo passo nel suo impegno per trasformare gli italiani da risparmiatori a investitori. Dopo il Salvadanaio Remunerato e la sezione Investimenti, amplia oggi il suo raggio d'azione nel welfare aziendale con il servizio di Educazione previdenziale: un percorso strutturato per dare ai dipendenti piena consapevolezza nel costruire una sicurezza economica per il proprio futuro, anche alla luce delle novità introdotte dalla legge di Bilancio 2026 (l. 30 dicembre 2025, n. 199) in materia di previdenza complementare, tra cui la portabilità del contributo datoriale, operativa dal 31 ottobre 2026. (VIDEO)
Alberto Dalmasso, Ceo e co-founder Satispay, spiega: “Con il servizio di Educazione previdenziale vogliamo colmare un gap informativo che riguarda l'intero sistema. Il 48% dei lavoratori lascia il Tfr in azienda per inerzia, non per scelta consapevole, e quasi 6 giovani su 10 si dichiarano disponibili a sottoscrivere prodotti previdenziali, a patto di trovare formati più semplici e qualcuno di cui fidarsi. La tecnologia offre opportunità di accesso straordinarie, ed è quello che facciamo ogni giorno con Satispay. Ma i dati ci dicono che 1 italiano su 2 vuole ancora parlare con un esperto per capire quale fondo pensione sia più adatto alla propria situazione".
"È proprio per rispondere a questo bisogno che nasce il servizio di Educazione Previdenziale: perché l'accesso all’informazione da solo non basta, serve anche qualcuno che accompagni le persone nel fare scelte consapevoli. Con oltre 40.000 aziende clienti e più di 350.000 lavoratori che utilizzano i nostri servizi welfare, su questo oggi possiamo generare un impatto tangibile. La vera sfida è dare alle persone informazioni chiare e strumenti semplici per acquisire consapevolezza e trasformare l'incertezza in scelte autonome, restituendo agli italiani il pieno controllo sul proprio futuro", aggiunge.
L'Osservatorio 'Gli italiani e la previdenza complementare', realizzato tra il 13 e il 28 aprile 2026 da Swg per Satispay su un campione rappresentativo di italiani tra i 18 e i 74 anni, restituisce l'immagine di un Paese bloccato tra un forte bisogno di sicurezza futura e un marcato disorientamento presente. Sebbene il 58% degli italiani si autodefinisca 'pianificatore', il potenziale resta largamente inespresso: quasi uno su due vorrebbe pianificare il proprio futuro economico ma si percepisce già in ritardo, bloccato da disorientamento e scarso accesso a informazioni chiare.
Sul fronte previdenza complementare, la conoscenza del Tfr è diffusa, ma la scelta di lasciarlo in azienda, che riguarda ancora il 48% degli italiani, è spesso il risultato di inerzia o scarsa chiarezza delle alternative, non di una preferenza consapevole. Il 43% degli intervistati non è a conoscenza delle novità che entreranno in vigore dal prossimo ottobre, con un evidente rischio informativo. Il grande potenziale inespresso emerge soprattutto tra i giovanissimi: la Gen Z è la generazione più disorientata dal punto di vista tecnico, ma anche la più pronta ad agire, con quasi sei su dieci disponibili a sottoscrivere prodotti previdenziali al pari di quelli di investimento, a patto di poter contare su formati più semplici e accessibili. Inoltre, non si può prescindere dalla componente umana, infatti un intervistato su due preferisce ancora un colloquio diretto con un esperto come primo punto di accesso.
Con il servizio di Educazione previdenziale Satispay coglie la sfida di fornire gli strumenti di conoscenza per trasformare un’intenzione già presente in decisioni effettive, riducendo le barriere della complessità percepita e dello scetticismo. Trasforma un tema complesso in un percorso semplice e strutturato per aziende e dipendenti. Il servizio prevede innanzitutto un webinar di formazione per tutta l’azienda, una sessione interattiva che offre le basi dell’educazione previdenziale e del risparmio futuro, aiutando tutti a capire come funziona il sistema pensionistico, qual è il ruolo del Tfr e quali sono le principali opzioni di previdenza complementare. A questa introduzione collettiva si affiancano, per i dipendenti che ne fanno richiesta, incontri individuali con esperti, durante i quali ogni lavoratore può ottenere informazioni chiare sulla propria posizione previdenziale. L'intero pacchetto è sostenuto dall'azienda, che può dedurlo integralmente o finanziarlo tramite Fondi Interprofessionali: per i dipendenti si tratta quindi di un benefit a costo zero. Il servizio nasce con l'obiettivo di fare chiarezza sulle scelte previdenziali, alleggerendo al tempo stesso il carico operativo degli uffici Hr e trasformando l'educazione previdenziale in uno strumento concreto per attrarre e fidelizzare i talenti.

(Adnkronos) - Il Salone della Csr e dell’innovazione sociale fa tappa a Rimini per un confronto dedicato al tema chiave della sostenibilità energetica. L’appuntamento, organizzato in collaborazione con la Camera di Commercio della Romagna e con l’associazione Figli del Mondo, è per lunedì 25 maggio 2026 alle 15 all’auditorium RivieraBanca di via Marecchiese 227. L’obiettivo è riunire imprese, istituzioni, accademici e Terzo Settore per mettere a fuoco nuovi modelli di efficienza energetica, buone pratiche già attive nei territori e nuove traiettorie di sviluppo sostenibile.
Ad aprire i lavori saranno Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone, Carlo Battistini, presidente della Camera di Commercio della Romagna, e Lino Sbraccia, presidente dell’associazione Figli del Mondo. Sarà l’occasione per delineare il ruolo crescente della responsabilità sociale nelle politiche energetiche e per evidenziare come la Romagna stia affrontando le sfide della transizione con un approccio collaborativo e orientato al futuro. “L’efficienza energetica è oggi un pilastro delle politiche di tutte le organizzazioni grazie ai benefici economici, sociali e ambientali che genera - commenta Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone - Particolarmente importante è il ruolo delle imprese che investono in strategie innovative per andare verso una transizione che richiede profondi cambiamenti nella gestione di processi e prodotti ma anche nella relazione tra i diversi attori sociali”.
Il pomeriggio proseguirà con la sessione Scenari e strategie, che offrirà una lettura aggiornata delle politiche nazionali e locali. Andrea Maria Felici, direttore generale della Direzione Generale Domanda ed Efficienza Energetica del Mase, presenterà le linee guida ministeriali e le prospettive di sviluppo dell’efficienza energetica in Italia. Anna Montini, assessora all’Ambiente del Comune di Rimini, porterà invece il punto di vista del territorio, raccontando progetti, priorità e visioni che stanno guidando la città verso una gestione più sostenibile delle risorse.
La seconda parte dell’incontro, Voci dal territorio, darà spazio alle esperienze concrete di imprese e organizzazioni che stanno contribuendo alla trasformazione energetica locale. Interverranno Enzo Mataloni, Ceo di Serint Group; Marco Cardinali, direttore generale di Sgr Efficienza Energetica; Andrea Zanzini, Project Leader di Appenninol’Hub e Andrea Montanari, responsabile Terzo Settore di RivieraBanca. Le loro testimonianze offriranno uno sguardo diretto su soluzioni innovative, modelli collaborativi e progetti che uniscono tecnologia, sostenibilità e impatto sociale. Seguirà un intervento dedicato alla Voce dei giovani con Carlotta Santolini, Co-Founder dell’associazione Mariscadoras, che attraverso il progetto BluEat promuove il consumo del granchio blu per trasformare una specie alloctona e invasiva in un’opportunità.
"Sappiamo bene che lo sviluppo del nostro sistema economico richiede innovazione ed investimenti in grado di accrescere il valore aggiunto dei beni e servizi generati dalle nostre imprese - commenta Carlo Battistini, presidente della Camera di commercio della Romagna - La digitalizzazione e l'Ai con la relativa formazione degli addetti sono gli elementi decisivi di questa trasformazione in atto ma è altrettanto decisiva la capacità di adottare le corrette scelte energetiche a partire dall'efficientamento. Un ulteriore fattore competitivo per lo sviluppo sostenibile è dato altresì dalla vitalità sociale che viene anche dalle relazioni tra le istituzioni, le reti associative ed il sistema imprenditoriale. La Camera di commercio della Romagna è attivata per essere parte integrante in questa dinamica strategica".
"Le decisioni energetiche - conferma Lino Sbraccia, presidente dell’associazione Figli del Mondo - sono una delle prove tangibili di una responsabilità sociale autentica: un impegno che si misura nella sostenibilità, nella tutela ambientale e nell'efficienza".

(Adnkronos) - La premier Giorgia Meloni oggi a Niscemi per una visita istituzionale, accompagnata dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano.
Si tratta della terza visita della presidente del Consiglio, dopo quelle del 28 gennaio e del 16 febbraio, successive alla frana del 25 gennaio che ha colpito la città siciliana.

(Adnkronos) - L'industria farmaceutica "rappresenta la dimostrazione concreta di come si possa vincere la sfida dell'innovazione: è il settore che più cresce nelle esportazioni ed è quello che risulta più attrattivo per gli investimenti esteri nel nostro Paese, oltre a essere anche quello che investe maggiormente in innovazione e ricerca. Dobbiamo farne un esempio, un modello di politica industriale. Noi ci siamo e non a caso abbiamo istituito il Tavolo della politica industriale e sanitaria insieme al ministro" della Salute "Schillaci, perché serve un lavoro congiunto tra dicasteri e anche con le Regioni, che proprio sulla sanità devono dimostrarsi costruttive e partecipi di un progetto nazionale". Così Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, partecipando, da remoto alla diretta streaming 'Farmaci, la sfida della competitività tra innovazione e sostenibilità', promosso da Adnkronos con il il contributo non condizionate di Farmindustria.
Si tratta di "un tavolo di confronto e di concertazione con le industrie farmaceutiche e con le associazioni che la rappresentano - spiega il ministro - per cambiare ottica e considerare questo settore importante non solo per la salute, che è un diritto costituzionale, ma anche per gli investimenti, la ricerca, l'innovazione e l'industria italiana. Nel documento di politica industriale - il primo realizzato dal nostro Paese da qualche decennio a questa parte - 'Made in Italy 2030', abbiamo inserito l'economia della salute, quindi l'industria farmaceutica e biomedicale, come uno dei nuovi comparti crescenti del Made in Italy, accanto alle 5 'A' tradizionali: alimentazione, abbigliamento, arredo, automazione e auto, che ci hanno resi conosciuti nel mondo come prodotti di eccellenza e qualità".
L'Italia, "in questa fase di instabilità e di conflitti, appare più competitiva di altri Paesi europei. Lo dimostrano i dati sulle esportazioni, cresciute in maniera record anche in contesti difficili, in controtendenza rispetto ad altri Paesi europei". Ha aggiunto Urso. "Nel 2025 - ha spiegato - nonostante guerre commerciali e conflitti armati che coinvolgono diverse aree del mondo, le esportazioni italiane sono cresciute negli Stati Uniti del 7,2%, la migliore performance tra i Paesi europei, trainate anche dal settore farmaceutico. A livello globale le esportazioni sono cresciute del 3,3%, consentendo all'Italia di avvicinarsi al Giappone come quarto Paese esportatore mondiale, con un divario ormai ridotto. Parallelamente, sono aumentati gli investimenti esteri in Italia di oltre il 12% negli ultimi anni, insieme agli investimenti in Borsa, alla crescita dei titoli di Stato italiani e all'aumento dei flussi turistici".
In un contesto di crisi della globalizzazione e di tensioni geopolitiche, "l’'Italia cresce e attrae investimenti, dimostrando maggiore resilienza e dinamicità rispetto ad altri Paesi - rimarca il ministro - Questa dinamica si riflette anche nella politica commerciale che deve accompagnare la politica industriale. Per questo è importante sostenere e finalizzare accordi di libero scambio come quelli già realizzati, come quelli con Cile, Giappone, Canada e Corea del Sud. E' quindi fondamentale proseguire su questa strada con nuovi accordi con India, Indonesia, Australia, Mercosur e Messico, oltre al rafforzamento delle relazioni non solo gli Stati Uniti, ma anche Canada e America Latina. Particolarmente rilevante è anche il tema degli accordi con gli Emirati e con i Paesi del Golfo: mercati strategici per le esportazioni italiane".

(Adnkronos) - “L’Europa sta modificando i propri assetti normativi per stare al passo con l’innovazione” farmaceutica con interventi come “il Critical Medicines Act, il Biotech Act e la riforma della legislazione farmaceutica. Sono interventi avviati dagli stakeholder con l’obiettivo di colmare il divario rispetto a un’innovazione che avanza a una velocità sempre più difficile da definire e governare”. Lo ha detto Armando Magrelli, direttore dell’Ufficio Relazioni internazionali di Aifa- Agenzia italiana del farmaco, nel corso della diretta streaming 'Farmaci, la sfida della competitività tra innovazione e sostenibilità', il primo del ciclo di incontri 'Equilibri e prospettive del sistema salute’ promosso da Adnkronos con il il contributo non condizionate di Farmindustria.
“Aifa è attivamente coinvolta nei processi regolatori europei e internazionali, con una serie di attività che riguardano la valutazione dei farmaci, il monitoraggio, le ispezioni e altre funzioni regolatorie svolte sia a livello centrale sia nazionale - illustra Magrelli - In questo senso Aifa ha un ruolo duplice: partecipa attivamente all’interno dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema) e a una serie di altre realtà internazionali che riguardano questioni regolatorie per la qualificazione di metodologie comuni nella produzione e gestione dei farmaci e, a livello nazionale, è attiva su temi che riguardano accesso, rimborso e controllo dei farmaci sul mercato italiano”.

(Adnkronos) - "La forza" della farmaceutica "è la sua capacità di fare innovazione, di avere competenze da Sud a Nord del Paese. Oggi nel Centro-Sud l'industria farmaceutica italiana è diventata il primo serbatoio di produzione industriale e di export. E' un dato straordinario, in una nazione che ha avuto per anni settori forti più tradizionali come il meccanico, l'automotive, il food. Oggi c'è una 'stella' che dobbiamo continuare a sostenere affinché possa brillare di crescita, di innovazione, di valore aggiunto per i cittadini in termini di salute e naturalmente per l'economia del Paese in termini di player industriale ed export, garantendo all'Italia una posizione stabile e forte nel mercato internazionale". Così Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, intervenendo in diretta streaming al talk Adnkronos realizzato con il contributo non condizionante di Farmindustria, dal titolo 'Farmaci, la sfida della competitività tra innovazione e sostenibilità', il primo del ciclo di incontri 'Equilibri e prospettive del sistema salute’.
Dal punto di vista dell'innovazione, ricorda Cattani, la farmaceutica vale "in investimenti in ricerca e sviluppo oltre 4,5 miliardi di euro ogni anno tra scienza, ricerca clinica e tecnologia industriale. Ma anche, se guardiamo ai numeri, rispetto all'economia e allo sviluppo industriale, oggi l'industria farmaceutica è il polmone, è il cuore della crescita manifatturiera italiana, con 74 miliardi di euro di produzione industriale nel 2025 e ben 70 di export. Il tutto con un dato molto positivo che riguarda la nuova occupazione: una cresciuta di quasi 2 punti percentuali da un anno all'altro".

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(Adnkronos) - Antonino Monteleone ricoverato in ospedale. "I piccoli acciacchi capitano a tutti, specialmente quando si conduce una vita piena, intensa, sempre con l’acceleratore premuto". Così in un post su Facebook il giornalista Rai.
"Un ringraziamento sincero a tutto il personale medico e sanitario che mi ha assistito in questo piccolo 'tagliando' di manutenzione - scrive - Ne siamo usciti, e ne siamo usciti bene. E a chi sperava diversamente, non sono bastate le vostre 'malelingue'. Munitevi di un cannone, che è meglio".
"Il lavoro viene prima di tutto. Per questo lunedì cercherò di essere regolarmente in onda su Replay, per me che sono ancora vivo e vegeto e per gli spettatori a cui devo tutto. Non si molla di un millimetro!", conclude.
In una storia su Instagram aggiunge: "Grazie a tutti per questa ondata di affetto incredibile. Mi aiutate a recuperare ancora più velocemente...".

(Adnkronos) - “Ci hanno portato all’aeroporto Ben Gurion con manette e catene alle caviglie, poi chiusi per ore in una cella di polizia”. È il racconto del giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani, rientrato a Fiumicino insieme al deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto dopo essere stati fermati a bordo della Flotilla intercettata da Israele.
“I documenti non mi sono stati restituiti, durante la perquisizione mi hanno strappato di dosso la cerata e mi hanno tolto i pantaloni con il portafogli dentro e non me l'hanno più ridato”, ha aggiunto Mantovani, denunciando un trattamento che definisce “non privilegiato”, ma durissimo. "Sono stato chiuso tutta la giornata dentro una cella di un ufficio di polizia perché siamo arrivati lì verso le 3 del pomeriggio e ci hanno imbarcato sull'aereo per Atene alle 11. Lì è venuto un segretario di ambasciata, un ragazzo molto giovane che, per carità, ha chiesto come stessimo e ha intercesso perché mi dessero una sigaretta ma insomma... Escludo di aver avuto un trattamento di favore dal governo israeliano, immagino che qualcuno nel governo italiano mi abbia fatto 'sto favore". “Credo che qualcuno del governo italiano sia intervenuto, ma Israele è protetto da molti governi europei, compreso il nostro”, ha aggiunto.
I due sono atterrati questa mattina all’aeroporto Leonardo da Vinci su un volo da Atene e sono stati accolti da giornalisti e deputati tra i quali il dem Arturo Scotto e Francesco Silvestri del Movimento 5 Stelle.
“Mi hanno ammanettato, hanno fatto di tutto. Ed io da quella panic room sono uscito in piedi”, le parole di Carotenuto che racconta come uno degli attivisti "è stato portato in infermeria con probabili lesioni interne, c’erano persone bendate, alcune con fratture e traumi cranici, episodi di violenza sessuale, anziani torturati”. “Ci hanno chiamato per numero, il mio è 147. Erano con i mitra spianati contro di noi, avevamo le mani alzate. Ci hanno fatto avanzare, poi girare. Sono stati forse i secondi più lunghi della mia vita. Poi ci hanno preso per il collo e diviso. Da quel momento non so più niente dei miei compagni”.
Il deputato ha poi aggiunto di aver mantenuto un contatto con la Farnesina: “Ho sentito l’unità di crisi e voglio ringraziarla, hanno fatto tutto quello che potevano. Ma la politica non fa abbastanza. Questi ragazzi sono lì perché i governi non fanno abbastanza e stanno rischiando la vita”.
Secondo Carotenuto, la missione della Flotilla rappresenta un segnale politico e umanitario: “Tutti i governi dovrebbero cogliere questo messaggio di pace e speranza. Stiamo offrendo solo una prospettiva di guerra, mentre loro stanno piantando semi di pace”.
La vicenda si inserisce nel caso della Global Sumud Flotilla, intercettata dalle autorità israeliane, che ha provocato una forte reazione politica in Italia. Le immagini degli attivisti legati, bendati e in ginocchio al porto di Ashdod, mentre vegono irrisi dal ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, hanno innescato proteste istituzionali.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato di “trattamento incivile a persone fermate illegalmente in acque internazionali”, mentre Palazzo Chigi ha definito le immagini “inaccettabili” chiedendo chiarimenti formali e le scuse di Israele.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato una possibile “linea dura” del governo italiano, mentre si è lavorato per il rientro degli attivisti. Secondo fonti diplomatiche, gli italiani sarebbero stati trasferiti verso Grecia o Turchia.

(Adnkronos) - Diplomazia ancora al lavoro per una risoluzione della guerra tra Iran e Usa. Teheran rende noto di "aver ricevuto le osservazioni degli Stati Uniti" e di essere ora in fase di valutazione. "Le stiamo valutando", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, citato dall'agenzia Nour News, confermando l’esistenza di un canale di comunicazione indiretto tra le parti.
Il Pakistan intanto continua a operare come mediatore. Ci sono stati fra i due Paesi diversi scambi di messaggi, via Islamabad, a partire dal piano in 14 punti proposto da Teheran per la fine del conflitto.
In questo contesto è attesa a Teheran la visita del capo dell’esercito pakistano, il feldmaresciallo Asim Munir, figura chiave nel tentativo di mediazione portato avanti da Islamabad. Secondo i media iraniani, Munir dovrebbe consegnare alle autorità iraniane un nuovo messaggio proveniente da Washington.
Parallelamente, sul fronte della diplomazia regionale, il premier pakistano Shehbaz Sharif si recherà in visita ufficiale in Cina da sabato a martedì prossimi, su invito del premier cinese Li Qiang, secondo quanto reso noto dal ministero degli Esteri di Pechino. La Cina si conferma attore chiave nei delicati equilibri regionali: negli ultimi giorni, infatti, Teheran ha ospitato anche incontri diplomatici che hanno coinvolto figure di primo piano come il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin, in un quadro di crescente attività diplomatica multilaterale.
Sul fronte americano, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che attenderà “qualche giorno” prima di prendere ulteriori decisioni sul dossier iraniano, sottolineando di aspettarsi “la risposta giusta” da Teheran nel complesso dialogo volto a scongiurare una ripresa del conflitto, attualmente congelato da una tregua fragile.
Ma il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha assicurato che gli Stati Uniti sono “pronti all’azione”. In un post di tre parole pubblicato su X, il capo del Pentagono ha rilanciato una clip del vicepresidente JD Vance, impegnato nel briefing alla Casa Bianca, in cui viene ribadita la posizione americana: “Non concluderemo un accordo che consenta agli iraniani di dotarsi di un’arma nucleare. Pertanto, come mi ha appena detto il presidente Donald Trump, siamo pronti all’azione. Non vogliamo imboccare quella strada, ma il presidente è disposto e in grado di farlo, qualora fosse necessario”.

(Adnkronos) - Allarme 'sesso pericoloso' in tutta Europa. "Nel 2024 le infezioni sessualmente trasmissibili (Ist) di origine batterica hanno raggiunto livelli record per il forte aumento di gonorrea e sifilide e il crescente divario nei test e nella prevenzione", indicano i nuovi dati dell'Ecdc - Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, che invoca "azioni urgenti per prevenire un'ulteriore diffusione, anche tra le donne in età fertile". Gli ultimi rapporti epidemiologici annuali dell'agenzia Ue, aggiornati al 2024, documentano "un'impennata delle Ist", con "le notifiche di gonorrea e sifilide, insieme alla sifilide congenita", che "hanno raggiunto i livelli più alti da oltre un decennio, a testimonianza di una trasmissione sostenuta in diversi Paesi". In particolare, riporta una nota degli Ecdc, "i dati relativi al 2024 mostrano che i casi di gonorrea hanno raggiunto quota 106.331, con un aumento del 303% rispetto al 2015. I casi di sifilide sono più che raddoppiati nello stesso periodo, arrivando a 45.577. La clamidia rimane l'infezione sessualmente trasmissibile più frequentemente segnalata, con 213.443 casi. Anche il linfogranuloma venereo (Lgv) ha continuato a essere trasmesso, con 3.490 casi segnalati".
"Le Ist sono in aumento da 10 anni e hanno raggiunto livelli record nel 2024. Se non trattate, queste infezioni possono causare gravi complicazioni, come dolore cronico, infertilità e, nel caso della sifilide, problemi cardiaci o al sistema nervoso", dichiara Bruno Ciancio, a capo dell'Unità Malattie a trasmissione diretta e prevenibili con vaccini. "La cosa più preoccupante - sottolinea - è che tra il 2023 e il 2024 abbiamo assistito quasi a raddoppio dei casi di sifilide congenita, una malattia che si trasmette direttamente ai neonati, causando potenzialmente complicazioni permanenti. Proteggere la propria salute sessuale rimane semplice: usare il preservativo con partner nuovi o multipli e sottoporsi al test in caso di sintomi come dolore, secrezioni o ulcere", raccomanda l'esperto.
"Le tendenze di trasmissione variano significativamente tra i diversi gruppi di popolazione", rileva l'Ecdc: "Gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini rimangono il gruppo più colpito in modo sproporzionato, con i maggiori aumenti a lungo termine di gonorrea e sifilide. Tra le popolazioni eterosessuali la sifilide è in crescita, in particolare tra le donne in età fertile, con il conseguente quasi raddoppio dei casi di sifilide congenita, passati da 78 nel 2023 a 140 nel 2024, nei 14 Paesi che hanno fornito dati". Numeri in linea con i risultati del report di monitoraggio Ecdc sulla sifilide congenita, che evidenzia "mancate opportunità di prevenzione come lacune nello screening prenatale, la mancanza di follow-up e di test di controllo, nonché la carenza di trattamento". Il rapporto individua inoltre "ostacoli più ampi alla diagnosi e alla prevenzione, che richiedono un intervento". In particolare, rimarca l'agenzia, "13 dei 29 Paesi partecipanti al report continuano ad addebitare costi diretti per i test di base per le Ist. L'implementazione disomogenea dei servizi e le strategie nazionali obsolete limitano l'impatto degli interventi comprovati - ammonisce l'Ecdc - poiché molte strategie nazionali di prevenzione non tengono conto dei cambiamenti comportamentali post-pandemici".
Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie invita i Paesi europei a "migliorare i protocolli di screening prenatale per garantire che la sifilide venga diagnosticata e trattata tempestivamente e correttamente in base allo stadio dell'infezione, al fine di prevenire la trasmissione al feto durante la gravidanza". Inoltre, l'agenzia Ue ricorda di aver fornito "nel gennaio 2026 linee guida specifiche sull'uso della doxiciclina per la profilassi post-esposizione (doxy-PEP), a supporto degli sforzi di prevenzione delle Ist. Le persone esposte a un rischio maggiore di contrarre infezioni sessualmente trasmissibili dovrebbero consultare il proprio medico o un altro operatore sanitario per valutare opzioni di prevenzione personalizzate", suggerisce l'Ecdc che "non raccomanda l'uso diffuso della doxy-PEP per la gonorrea - viene ricordato nella nota - a causa degli elevati livelli di resistenza antimicrobica e del rischio di un'ulteriore accelerazione dello sviluppo di tale resistenza".
"Invertire la tendenza all'aumento dei casi di Ist - concludono gli esperti - richiede servizi di prevenzione accessibili, un accesso più agevole ai test, trattamenti più rapidi e una notifica più efficace ai partner per interrompere la trasmissione". L'Ecdc esorta le autorità sanitarie pubbliche ad "aggiornare urgentemente le strategie nazionali per le Ist" e a "rafforzare i sistemi di sorveglianza per monitorare meglio l'impatto delle attività di prevenzione". Perché "senza un'azione decisa è probabile che le tendenze attuali continuino, aumentando le conseguenze negative per la salute e ampliando le disuguaglianze nell'accesso alle cure".

(Adnkronos) - Allarme 'sesso pericoloso' in tutta Europa. "Nel 2024 le infezioni sessualmente trasmissibili (Ist) di origine batterica hanno raggiunto livelli record per il forte aumento di gonorrea e sifilide e il crescente divario nei test e nella prevenzione", indicano i nuovi dati dell'Ecdc - Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, che invoca "azioni urgenti per prevenire un'ulteriore diffusione, anche tra le donne in età fertile". Gli ultimi rapporti epidemiologici annuali dell'agenzia Ue, aggiornati al 2024, documentano "un'impennata delle Ist", con "le notifiche di gonorrea e sifilide, insieme alla sifilide congenita", che "hanno raggiunto i livelli più alti da oltre un decennio, a testimonianza di una trasmissione sostenuta in diversi Paesi". In particolare, riporta una nota degli Ecdc, "i dati relativi al 2024 mostrano che i casi di gonorrea hanno raggiunto quota 106.331, con un aumento del 303% rispetto al 2015. I casi di sifilide sono più che raddoppiati nello stesso periodo, arrivando a 45.577. La clamidia rimane l'infezione sessualmente trasmissibile più frequentemente segnalata, con 213.443 casi. Anche il linfogranuloma venereo (Lgv) ha continuato a essere trasmesso, con 3.490 casi segnalati".
"Le Ist sono in aumento da 10 anni e hanno raggiunto livelli record nel 2024. Se non trattate, queste infezioni possono causare gravi complicazioni, come dolore cronico, infertilità e, nel caso della sifilide, problemi cardiaci o al sistema nervoso", dichiara Bruno Ciancio, a capo dell'Unità Malattie a trasmissione diretta e prevenibili con vaccini. "La cosa più preoccupante - sottolinea - è che tra il 2023 e il 2024 abbiamo assistito quasi a raddoppio dei casi di sifilide congenita, una malattia che si trasmette direttamente ai neonati, causando potenzialmente complicazioni permanenti. Proteggere la propria salute sessuale rimane semplice: usare il preservativo con partner nuovi o multipli e sottoporsi al test in caso di sintomi come dolore, secrezioni o ulcere", raccomanda l'esperto.
"Le tendenze di trasmissione variano significativamente tra i diversi gruppi di popolazione", rileva l'Ecdc: "Gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini rimangono il gruppo più colpito in modo sproporzionato, con i maggiori aumenti a lungo termine di gonorrea e sifilide. Tra le popolazioni eterosessuali la sifilide è in crescita, in particolare tra le donne in età fertile, con il conseguente quasi raddoppio dei casi di sifilide congenita, passati da 78 nel 2023 a 140 nel 2024, nei 14 Paesi che hanno fornito dati". Numeri in linea con i risultati del report di monitoraggio Ecdc sulla sifilide congenita, che evidenzia "mancate opportunità di prevenzione come lacune nello screening prenatale, la mancanza di follow-up e di test di controllo, nonché la carenza di trattamento". Il rapporto individua inoltre "ostacoli più ampi alla diagnosi e alla prevenzione, che richiedono un intervento". In particolare, rimarca l'agenzia, "13 dei 29 Paesi partecipanti al report continuano ad addebitare costi diretti per i test di base per le Ist. L'implementazione disomogenea dei servizi e le strategie nazionali obsolete limitano l'impatto degli interventi comprovati - ammonisce l'Ecdc - poiché molte strategie nazionali di prevenzione non tengono conto dei cambiamenti comportamentali post-pandemici".
Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie invita i Paesi europei a "migliorare i protocolli di screening prenatale per garantire che la sifilide venga diagnosticata e trattata tempestivamente e correttamente in base allo stadio dell'infezione, al fine di prevenire la trasmissione al feto durante la gravidanza". Inoltre, l'agenzia Ue ricorda di aver fornito "nel gennaio 2026 linee guida specifiche sull'uso della doxiciclina per la profilassi post-esposizione (doxy-PEP), a supporto degli sforzi di prevenzione delle Ist. Le persone esposte a un rischio maggiore di contrarre infezioni sessualmente trasmissibili dovrebbero consultare il proprio medico o un altro operatore sanitario per valutare opzioni di prevenzione personalizzate", suggerisce l'Ecdc che "non raccomanda l'uso diffuso della doxy-PEP per la gonorrea - viene ricordato nella nota - a causa degli elevati livelli di resistenza antimicrobica e del rischio di un'ulteriore accelerazione dello sviluppo di tale resistenza".
"Invertire la tendenza all'aumento dei casi di Ist - concludono gli esperti - richiede servizi di prevenzione accessibili, un accesso più agevole ai test, trattamenti più rapidi e una notifica più efficace ai partner per interrompere la trasmissione". L'Ecdc esorta le autorità sanitarie pubbliche ad "aggiornare urgentemente le strategie nazionali per le Ist" e a "rafforzare i sistemi di sorveglianza per monitorare meglio l'impatto delle attività di prevenzione". Perché "senza un'azione decisa è probabile che le tendenze attuali continuino, aumentando le conseguenze negative per la salute e ampliando le disuguaglianze nell'accesso alle cure".

(Adnkronos) - Il lancio del satellite scientifico Smile con Vega C segna un passaggio industriale e tecnologico rilevante per Avio e per l’intera filiera spaziale italiana.
Per la prima volta, infatti, il lanciatore Vega C è stato operato da Avio anche come launch service operator, non solo come prime contractor e design authority, completando un percorso iniziato nel 2012.
La missione Smile, realizzata dall’Agenzia spaziale europea e dall’Accademia cinese delle scienze, studierà il vento solare e l’interazione tra le particelle provenienti dal Sole e la magnetosfera terrestre, una frontiera sempre più strategica per comprendere lo space weather e proteggere infrastrutture, comunicazioni e sistemi satellitari.
A raccontare all'Adnkronos il valore tecnico e industriale di questo passaggio è Irene Cruciani, Head of Flight Mechanics, Gnc and Software team di Avio, nonché una delle due "voci" che hanno accompagnato il lancio nella diretta streaming (che si può vedere in fondo all'articolo).
Laureata in Ingegneria aerospaziale alla Sapienza, dove ha conseguito anche il dottorato di ricerca, Cruciani è entrata in Avio nel 2004 dopo una prima esperienza in Alenia Aeronautica.
Nel gruppo ha seguito lo sviluppo dei lanciatori Vega e Vega C nel campo della guida, navigazione e controllo, fino ad assumere la responsabilità del team che definisce traiettorie, algoritmi e software di volo dei sistemi di lancio.
Nell’intervista piega perché il volo Smile non è stato solo un successo scientifico, ma anche un salto di responsabilità per l’industria italiana: dal rapporto diretto con il cliente alla licenza di lancio, dalla precisione del rilascio orbitale alla gestione del software proprietario, fino al ruolo della base di Kourou nella strategia europea di accesso allo spazio.
Che cosa significa questo lancio per Avio, per l’Italia e per l’industria spaziale italiana?
È un momento molto importante. Sono stata molto felice di rappresentare l’azienda durante questo evento e nel commento in diretta, perché per la prima volta gestiamo tutto il servizio di lancio. Il primo risultato fondamentale era arrivato nel 2012, quando Avio è diventata launcher prime contractor: non eravamo più semplicemente fornitori, ma gestivamo il sistema Vega. Da allora siamo diventati sistemisti del lanciatore.
Mancava però un ultimo passaggio: completare il servizio di lancio. Fino a oggi i lanci erano gestiti da Arianespace, che trovava i clienti, curava il rapporto con loro, seguiva le review e gestiva l’interfaccia commerciale. Anche la presentazione finale dei risultati era in qualche modo in capo ad Arianespace. Oggi invece Avio ci mette direttamente la faccia. Possiamo raccogliere direttamente i risultati, con oneri e onori: se tutto va bene siamo molto felici, ma se ci fossero problemi siamo pienamente responsabili.
Questo è il punto importante. In Europa oggi ci sono solo due launch service provider. Finora era stato un dominio sostanzialmente concentrato in ambito Ariane. Per l’Italia, e anche per l’Europa, è un risultato significativo: vuol dire avere un secondo operatore di lancio europeo.
Oggi per voi c'è anche un’assunzione diversa di responsabilità in campo sicurezza?
Sì, un punto importante è proprio quello della safety. Essere operatore di lancio significa avere l’autorizzazione a lanciare. Abbiamo attraversato un processo lungo e impegnativo per diventare indipendenti anche su questo piano. Prima gli scambi con il Cnes, l’Agenzia spaziale francese che gestisce la fase di lancio in Guyana, passavano attraverso ArianeGroup e Arianespace. Ora abbiamo dovuto ottenere direttamente la licenza di lancio.
È stato un processo oneroso, con molte attività e documentazione da sottoporre prima di poter lanciare. È fondamentale, perché un lanciatore di questo tipo fa il giro della Terra in circa un’ora e tutti i criteri di sicurezza devono essere estremamente rigorosi. I processi devono essere perfetti per poter affrontare un lancio.
Lei si occupa di guida, navigazione e controllo. In concreto che cosa significa portare un satellite nel punto giusto dello spazio?
È un lavoro molto tecnico. Gli algoritmi di guida, navigazione e controllo sono la mia disciplina di origine: su questo mi sono laureata e ho conseguito il dottorato. Nel team seguiamo anche le attività di design della traiettoria e di realizzazione del software.
Partiamo dai requisiti del cliente e disegniamo la traiettoria ideale per raggiungere, con le performance del nostro lanciatore, il target previsto. Dobbiamo rispettare i requisiti del cliente, ma anche quelli del lanciatore: per esempio non possiamo superare un certo azimut di lancio per vincoli geografici della base, oppure una certa pressione dinamica che potrebbe creare problemi alle strutture.
Disegniamo quindi una traiettoria compatibile con tutti questi vincoli e poi missionizziamo il software, che è stato sviluppato da Avio nel corso degli anni. Abbiamo iniziato con Vega e poi lo abbiamo fatto evolvere con Vega C. Anche in questo volo è volato il nostro software, con un aggiornamento importante sia sugli algoritmi di guida sia su quelli di controllo, in particolare per stimare correttamente l’angolo d’attacco del lanciatore nella prima fase del volo.
Smile studierà il vento solare e la magnetosfera terrestre. Che cosa significa, e perché è importante anche per chi lavora sui sistemi spaziali?
La magnetosfera è il campo magnetico che avvolge la Terra. Interagisce con i raggi solari e ci protegge dagli effetti più distruttivi del vento solare. Tutto quello che si trova all’interno di questa sorta di bolla beneficia del suo comportamento.
Le interferenze elettromagnetiche prodotte dall’interazione tra vento solare e ambiente terrestre possono disturbare i componenti avionici e il funzionamento degli apparati. Smile potrà osservare e studiare la magnetosfera, capirne il funzionamento e l’interazione con il vento solare. Per chi lavora sui lanciatori e sui satelliti è un tema importante, perché lo space weather ha effetti concreti sulle infrastrutture spaziali.
Avio ha sviluppato internamente il software di volo. Quanto conta avere questa capacità in casa?
Conta moltissimo. Se la missione è standard non introduciamo modifiche agli algoritmi: facciamo la cosiddetta missionizzazione del software, cioè lasciamo invariati gli algoritmi di volo e personalizziamo i dati di guida, navigazione e controllo. In questo caso, però, abbiamo anche migliorato il software.
Lo sappiamo fare in casa. Abbiamo una software factory interna e non abbiamo fornitori esterni sul software di volo. È un asset che Avio ha sviluppato negli anni. In origine l’azienda era specializzata soprattutto sui motori, ma con il ruolo di sistemista sono entrate in Avio molte competenze nuove, tra cui la produzione del software.
Per essere prime contractor bisogna far quadrare tutti gli aspetti del lanciatore. Avere in casa il software permette di essere flessibili e di accomodare ogni missione nel modo più opportuno, tenendo conto dei motori, dell’aerodinamica, delle caratteristiche del satellite e della traiettoria. È il lavoro che facciamo a ogni volo: realizzare il software specifico per il satellite che deve essere lanciato.
Nel caso di Smile, che livello di precisione avete raggiunto nel rilascio del satellite?
Vega C è ormai riconosciuto per la precisione del deployment del satellite. Anche questa volta i dati sono stati molto positivi. Nella review successiva al lancio avevamo un requisito di accuratezza di 15 chilometri e siamo arrivati a circa mezzo chilometro. Nello spazio significa essere davvero molto precisi.
Anche sulle velocità angolari, cioè su quanto il satellite è stabile quando viene rilasciato, il risultato è stato molto buono. Avevamo un requisito di 3 gradi al secondo e abbiamo raggiunto 0,1 gradi al secondo. Questo ha permesso al satellite di evitare una manovra più lunga di stabilizzazione. Se fosse stato rilasciato con una rotazione più alta, avrebbe dovuto prima riorientarsi in orbita e solo dopo aprire i pannelli solari.
Invece, subito dopo il rilascio, abbiamo avuto la conferma che il satellite aveva acquisito le stazioni di telemetria e aveva aperto i pannelli solari. Questo ha consentito al cliente di dichiarare rapidamente il successo della missione.
Il lancio di Smile era inizialmente previsto per aprile, poi è stato rinviato a causa di un dubbio su un componente.
Siamo molto prudenti e cerchiamo sempre di applicare il massimo degli standard. Anche quando non c’è la certezza assoluta che un’unità possa dare problemi, applichiamo la regola inversa: se abbiamo anche un minimo dubbio che qualcosa possa andare male, è meglio sistemarla.
Dobbiamo essere sicuri che non succeda nulla di grave. Per questo abbiamo preferito posticipare il lancio piuttosto che accettare un rischio, anche minimo, su un elemento essenziale per il successo della missione. Non era un componente su cui si potesse tollerare un malfunzionamento.
La logica è questa: bisogna andare oltre ogni ragionevole dubbio. Inoltre Smile è un satellite sviluppato in circa dieci anni. Se ritarda di un mese non cambia molto; se invece lo si perde, il danno è enorme per tutti, per noi e per il cliente. È stato giusto essere prudenti.
Smile è una missione europea e cinese. In una fase geopolitica complessa, che cosa dice questa collaborazione?
Non sta a noi fare una valutazione politica. Avio ha un rapporto con il cliente Esa, ed è stata Esa a gestire molti anni fa questa relazione con la Cina. È stata una collaborazione proficua, perché ha permesso di mettere insieme oltre 250 scienziati europei e cinesi e di arrivare agli strumenti necessari per ottenere i risultati scientifici attesi.
Lo spazio, in questo senso, riesce ancora a mettere insieme persone di tutto il mondo. A Kourou, in quei giorni, c’erano anche altre missioni e bandiere diverse vicine tra loro. È un segno di collaborazione e di unità, pur dentro un contesto internazionale più complesso.
Il contributo di Avio non riguarda solo Vega C, ma anche Ariane 6. Qual è il ruolo dell’azienda nella capacità europea di lancio?
Avio contribuisce in modo significativo anche ad Ariane 6. Il primo stadio di Vega C, il P120, è anche il booster laterale di Ariane 6, il lanciatore pesante europeo. Nel prossimo volo dedicato ad Amazon, Ariane 6 volerà con quattro booster più potenti, composti dal P160 realizzato da Avio a Colleferro, insieme a Regulus e agli altri partner.
Queste capacità permetteranno a un lanciatore europeo di avere payload più consistenti. È un contributo importante alla competitività europea anche nel settore delle costellazioni per la connettività, dove non ci sarà solo Starlink ma anche una competizione più ampia. Avio contribuisce a questa autonomia industriale e tecnologica.
Dopo Smile, Avio sarà sempre launch service operator e provider?
Sì. Sono responsabilità che abbiamo acquisito e che resteranno. Potrebbe esserci ancora qualche missione già commercializzata in precedenza con un assetto diverso, ma il percorso è segnato.
Già a settembre è prevista la prossima missione e poi ce ne sarà un’altra a dicembre. Entro l’anno ne faremo quindi altre due. Ci stiamo lavorando già ora: per il volo di settembre stiamo completando la missionizzazione del software Gnc, abbiamo fatto il kick-off anche per il nono volo Vega C e abbiamo iniziato a guardare anche al decimo.
Nel nostro lavoro non possiamo procedere in serie, una missione dopo l’altra. Dobbiamo lavorare in parallelo. Prima c’è una fase di fattibilità, poi una preliminary analysis e infine una final analysis. È un processo che si sviluppa su un arco temporale importante.
In un’epoca dominata da AI, grandi modelli e infrastrutture digitali, come proteggete il software proprietario e il know-how più sensibile?
Abbiamo diversi livelli. Il software prototipale può essere gestito in rete, mentre il software di volo vero e proprio viene lavorato in una sala riservata, non connessa a Internet. È lì che facciamo le validazioni finali del software che deve volare.
Gli studi preliminari si svolgono in un ambiente più semplice e più gestibile, anche perché altrimenti sarebbe impossibile organizzare il lavoro, incluso lo smart working. Ma la parte legata al software di volo è regolamentata con standard di isolamento molto rigidi.
Non si tratta solo di proteggere il know-how aziendale. È anche un tema di sicurezza nazionale. Il codice Gnc, in particolare, è classificato e non può essere divulgato sulla rete. Usiamo strumenti di condivisione dove è possibile, ma gli elementi più critici restano compartimentati.
Si parla spesso di nuovi siti di lancio in Europa, dalle aree del Nord alle Azzorre, e in passato l’Italia ha avuto una storia spaziale in Kenya. C'è davvero un'altra strada oltre alla Guyana francese?
Kourou resta una base fondamentale. È una struttura enorme, concepita con investimenti importanti, e Avio ha lì una presenza industriale rilevante. Oltre a Colleferro, in Guyana francese ci sono realtà come Regulus ed Europropulsion, con compiti specifici legati alla base e ai sistemi propulsivi.
Dal punto di vista geografico Kourou è una delle migliori basi al mondo: si trova vicino all’Equatore ed è affacciata sull’oceano. Questo dà un vantaggio energetico molto importante per i lanci. Partire dall’Equatore consente di sfruttare al massimo la velocità di rotazione terrestre.
È vero che ci sono iniziative in Nord Europa, in Scozia, in Norvegia, nelle Azzorre. Per uno Stato ospitare lanci è anche un business. Ma per un lanciatore come Vega serve una base completa. In Guyana abbiamo anche ereditato strutture ex Ariane 5, che ci permettono di lavorare in parallelo, integrando da una parte e lanciando dall’altra. Sono investimenti importanti e confermano la centralità di Kourou per la strategia europea di accesso allo spazio. (di Giorgio Rutelli)

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(Adnkronos) - "L'Organizzazione mondiale della sanità punta a raggiungere, entro il 2030, l'eliminazione del cancro del collo dell'utero e degli altri tumori che sono collegati all'infezione da Papillomavirus. E' un obiettivo estremamente ambizioso che richiede un'ampia copertura vaccinale e una perfetta integrazione tra la prevenzione primaria, vale a dire vaccinazione anti-Papillomavirus, e la prevenzione secondaria, vale a dire Pap test o ricerca del Dna del Papillomavirus nelle donne, a iniziare dai 25 e 30 anni". Lo ha detto Giancarlo Icardi, professore in Igiene, medicina preventiva e sanità pubblica all'università di Genova e direttore dell'Unità operativa complessa di Igiene presso l'ospedale policlinico San Martino Irccs di Genova, a un incontro con la stampa organizzato a Roma. Durante l'evento sono stati presentati i dati dell'indagine condotta da Istituto Piepoli per Msd Italia, 'I tumori da Hpv: paure, atteggiamenti, comportamenti e strategie di prevenzione', e Holobox, un mezzo innovativo che arricchisce la campagna di sensibilizzazione omnicanale lanciata lo scorso anno dalla farmaceutica sul tema della rpevenzione delle infezioni da Hpv e dei tumori correlati.
"In Italia - spiega Icardi - la vaccinazione è gratuita per le ragazzine, così come è gratuito il Pap test che ha drasticamente abbassato i dati di incidenza, cioè il numero di nuovi casi ogni anno, del 90%. Come tutti i test, però, non è perfetto al 100%, abbiamo qualche falso negativo". Questo dato "si ripercuote sul numero di nuovi casi. Gli ultimi dati ufficiali ci dicono che in Italia abbiamo tra i 2.700 e i 3.000 nuovi casi di cancro del collo dell'utero ogni anno". Nonostante lo screening, "la sopravvivenza a 5 anni per queste donne non supera il 70-75%".

(Adnkronos) - Jannik Sinner scopre i tutti i possibili avversari al Roland Garros 2026. Oggi, giovedì 21 maggio, va in scena il sorteggio - in diretta tv e streaming - del tabellone principale dello Slam parigino. Il tennista azzurro arriva al torneo dopo il trionfo agli Internazionali d'Italia, mentre lo scorso anno, nella finale del Roland Garros, è stato battuto da Carlos Alcaraz, assente per infortunio, al termine di una partita-maratona terminata al quinto set.
Parigi è il vero grande obiettivo di Sinner, che vincendo completerebbe, a soli 24 anni, il Career Grande Slam, già siglato dal rivale spagnolo con la vittoria degli Australian Open lo scorso gennaio.
Sinner arriva al Roland Garros da testa di serie numero 1 e potrà trovare la seconda, ovvero Alexander Zverev, soltanto in finale. Possibile semifinale invece contro Novak Djokovic o Felix Auger-Aliassime, mentre ai quarti potrebbe incrociare Ben Shelton, Daniil Medvedev, già avversario nella semifinale di Roma, Taylor Fritz o Alex De Minaur.
Agli ottavi invece l'azzurro potrebbe sfidare Casper Ruud, battuto in finale agli Internazionali, Luciano Darderi, Karen Khachanov o Valentin Vacherot. Non ci sarà per infortunio Lorenzo Musetti. Nei primi turni invece i 'pericoli' per Sinner si chiamano Matteo Berrettini, Tomas Machac, Martin Landaluce e Jaume Munar.
Il sorteggio del tabellone principale del Roland Garros è in programma oggi, giovedì 21 maggio, alle ore 14. Si potrà seguire in diretta televisiva, tramite smart tv, su Discovery+, mentre in streaming si potrà vedere sull'app e la piattaforma streaming di Discovery+ e HBO Max.

(Adnkronos) - Si avvicina l'esordio di Jannik Sinner al Roland Garros, ma quando gioca? Il tennista azzurro è reduce dal trionfo agli Internazionali d'Italia 2026, dove ha battuto Casper Ruud nella finale del Masters 1000 di Roma, riportando così un italiano a vincere il torneo di casa 50 anni dopo Adriano Panatta. Ora, ad attendere Sinner, c'è lo Slam parigino, a cui arriva dopo la finale-maratona persa al quinto set lo scorso anno contro Alcaraz, che salterà Parigi, così come il prossimo Wimbledon, a causa dell'infortunio al polso rimediato a Barcellona, e da testa di serie numero 1.
L'obiettivo è quello di conquistare l'unico Slam che ancora gli manca e completare così il Career Grande Slam, come già fatto dal rivale spagnolo a inizio anno con il trionfo agli Australian Open.
Il debutto di Sinner al Roland Garros avverrà al primo turno dello Slam parigino, l'ultimo che gli manca in bacheca per completare il Career Grand Slam, già portato a casa dal rivale Alcaraz dopo il trionfo degli Australian Open. Il primo turno maschile, da cui partirà la rincorsa dell'azzurro, è in programma tra domenica 24 e martedì 26 maggio.
Ecco tutte le date della prossima edizione del Roland Garros:
Domenica 24 maggio: Primo turno (a partire dalle ore 11)
Lunedì 25 maggio: Primo turno
Martedì 26 maggio: Primo turno
Mercoledì 27 maggio: Secondo turno
Giovedì 28 maggio: Secondo turno
Venerdì 29 maggio: Terzo turno
Sabato 30 maggio: Terzo turno
Domenica 31 maggio: Ottavi di finale
Lunedì 1 giugno: Ottavi di finale
Martedì 2 giugno: Quarti di finale
Mercoledì 3 giugno: Quarti di finale
Venerdì 5 giugno: Semifinali (a partire dalle ore 14.30)
Domenica 7 giugno: Finale (alle ore 15)
Le partite del Roland Garros, comprese quindi quelle di Jannik Sinner, saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels.

(Adnkronos) - Torna in strada il Giro d'Italia 2026. Oggi, giovedì 21 maggio, la corsa rosa ritorna protagonista con la sua 12esima tappa - in diretta tv e streaming, in chiaro -, che va da Imperia a Novi Ligure per un totale di 175 chilometri. La seconda settimana si è aperta con la cronometro individuale ed è proseguita con la tappa da Porcari a Chiavari, che ha portato il Giro dalla Toscana alla Liguria. L'ultima frazione è stata vinta da Jhonatan Narvaez, con Afonso Eulalio che rimane in maglia rosa.
Dopo la breve salita che segue la partenza da Imperia, i ciclisti affronteranno un lungo tratto di pianuta. Il primo GPM arriva infatti dopo 100 chilometri con la scalata del Colle Giovo, una salita di terza categoria. Segue la scalata del Bric Berton, anche in questo caso si tratta di un GPM di terza categoria. Dopo una lenta discesa e vari saliscendi, ecco il traguardo a Novi Ligure.
La partenza della 12esima tappa del Giro d'Italia 2026 è prevista oggi, giovedì 21 maggio, alle ore 13.05, con l'arrivo che è invece in programma per le 17.15. La gara si potrà seguire in diretta televisiva, in chiaro, sui canali Rai e su quelli Eurosport. In streaming, la corsa sarà disponibile su RaiPlay, Hbo MAX., Dazn, Discovery+ e Prime Video Channels.

(Adnkronos) - Una forte scossa di terremoto di magnitudo 4.4 è stata registrata nella mattina di oggi, giovedì 21 maggio, nell’area dei Campi Flegrei, con epicentro localizzato nel golfo di Bacoli e una profondità di circa 3 chilometri. Il sisma, rilevato alle 5.50 dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, è stato avvertito distintamente in numerosi quartieri di Napoli, da Fuorigrotta al Vomero, fino all’area orientale della città e ad Aversa.
La scossa, legata al fenomeno del bradisismo che interessa da tempo l’area flegrea, è stata accompagnata da un forte boato e ha provocato momenti di paura tra i residenti. In molte zone centinaia di persone sono scese in strada per precauzione, mentre le autorità locali hanno immediatamente attivato controlli e verifiche sugli edifici pubblici e scolastici.
Il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, ha annunciato la chiusura immediata delle scuole cittadine e l’attivazione del Centro Operativo Comunale. “È stata forte. Ho disposto la chiusura di tutte le scuole pubbliche e private di Bacoli. E, contestualmente, la verifica di tutte le strutture scolastiche. Siamo in strada per verificare eventuali danni”, ha scritto il sindaco sui social.
Il primo cittadino ha poi spiegato che il Comune è in contatto costante con Prefettura, Protezione Civile e Osservatorio Vesuviano per monitorare l’evoluzione della situazione. “Ho convocato il Centro Operativo Comunale e saremo fin da subito al servizio della popolazione. Sono in contatto con la Prefettura di Napoli, la Protezione Civile della Regione Campania e l'Osservatorio Vesuviano per monitorare quanto sta accadendo. Mi rendo assolutamente conto delle preoccupazioni che ognuno di noi ha vissuto in questi minuti ma invito la comunità alla calma. Noi ci siamo”.
Disagi anche alla circolazione ferroviaria. L’Ente Autonomo Volturno ha comunicato l’interruzione temporanea delle linee Cumana e Circumflegrea per consentire le verifiche statiche dopo il terremoto. Sospesa temporaneamente anche la Linea 2 della metropolitana di Napoli.
Nel frattempo il sistema regionale di Protezione Civile si è immediatamente attivato per monitorare eventuali criticità sul territorio. "Dalle ore 5.50 di stamane, come segnalato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, è in corso uno sciame sismico nell’area dei Campi Flegrei, con l’evento maggiore registrato in mare di magnitudo 4.4. In seguito all’evento la Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile si è messa in contatto con le strutture locali del Servizio Nazionale della protezione civile. La scossa è stata avvertita dalla popolazione, sono in corso le verifiche sulle segnalazioni di eventuali danni", si legge in una nota della Protezione civile nazionale.
In una nota ufficiale della Regione Campania si legge che sono in corso controlli da parte degli enti locali e delle autorità competenti per verificare la presenza di danni. L’assessora regionale alla Protezione Civile, Fiorella Zabatta, è in contatto con la Prefettura e con i sindaci dell’area flegrea, mentre la sala operativa regionale ha ricevuto diverse telefonate da parte dei cittadini, prevalentemente per richieste di informazioni. I Comuni coinvolti stanno inoltre attivando i Centri Operativi Comunali per coordinare gli interventi e garantire assistenza alla popolazione.

(Adnkronos) - L'hantavirus "non può causare una pandemia, ma epidemie anche gravi sì. I medici dovrebbero imparare a riconoscerlo". Parola di Emanuele Durante Mangoni, docente e medico internista membro del direttivo della Società italiana di medicina interna (Simi), che insieme al suo gruppo di lavoro ha pubblicato sullo 'European Journal of Internal Medicine' un'analisi del focolaio scoppiato sulla nave da crociera olandese Mv Hondius, con l'obiettivo di aiutare i camici bianchi a riconoscere tempestivamente un'infezione ancora poco conosciuta. Il caso della nave, a bordo della quale sono stati riscontrati 11 casi di positività all'Hantavirus Andes, rappresenta per gli specialisti un caso emblematico di come un'infezione zoonotica possa diffondersi rapidamente attraverso i viaggi internazionali prima ancora di essere identificata.
"L'esperienza maturata con la pandemia di Covid-19 ci ha insegnato quanto sia cruciale la preparazione tempestiva - afferma Durante Mangoni - E' fondamentale che i medici internisti e i medici di medicina generale conoscano a fondo questa patologia. Per questo abbiamo raccolto in un dossier tutte le informazioni utili per offrire ai colleghi uno strumento di studio rigoroso sulle specificità dell'Andes virus e fornire linee guida chiare sulla gestione clinica dei potenziali casi".
Sebbene gli Hantavirus siano noti alla comunità scientifica da decenni, il ceppo Andes, presente in particolare nei roditori del sud dell'Argentina e del Cile, desta particolare attenzione - ricordano dalla Simi - perché, con alcune centinaia di casi stimati ogni anno a livello globale, rappresenta l'unico ceppo della famiglia virale capace di trasmettersi tra persone attraverso contatti stretti e prolungati e goccioline respiratorie. "Il virus può essere espulso dal roditore tramite deiezioni, come saliva, urina e feci - spiega Durante Mangoni - Quando queste deiezioni si seccano, le particelle virali possono disperdersi nell'aria sotto forma di aerosol o polvere, che inalati possono essere causa dell'infezione. In qualche caso il contagio può avvenire anche tramite un morso del roditore". Il periodo di incubazione varia dai 7-9 giorni fino a oltre 6 settimane, "fase in cui il paziente non è contagioso - ritengono gli esperti - mentre lo diventa esclusivamente con l'esordio della fase sintomatica". Inizialmente la malattia da hantavirus si manifesta con sintomi riconducibili a una sindrome influenzale o altre patologie febbrili virali. L'evoluzione clinica è poi caratterizzata da un danno endoteliale, quindi a carico delle cellule che rivestono i vasi sanguigni, che può evolvere in una grave sindrome cardiopolmonare.
Attualmente non esistono test rapidi per l'identificazione del virus, precisa la Simi. Pertanto, "in presenza di un quadro clinico sospetto e di un dato epidemiologico suggestivo, come il rientro da viaggi in nave o aereo dove si siano verificati contagi accertati, è necessario attivare tempestivamente i protocolli di controllo della diffusione. Il paziente deve essere indirizzato verso un reparto di Malattie infettive idoneo, dotato di capacità di isolamento in camera singola, preferibilmente a pressione negativa. La conferma diagnostica è affidata all'Istituto superiore di sanità, unico centro di riferimento in grado di rilevare la presenza di anticorpi specifici o del genoma virale (Rna) tramite analisi specialistica dei campioni ematici, ma laboratori territoriali sono in fase di organizzazione". Il dossier, conclude Durante Mangoni, "nasce per essere uno strumento di studio accessibile a tutti, con l'obiettivo di trasformare la conoscenza in azione tempestiva e mirata. Poiché i casi infetti o sospetti vengono spesso gestiti nei reparti di medicina generale e interna, farsi trovare preparati non è solo un dovere professionale, ma una condizione necessaria per la sicurezza del paziente e della salute pubblica".

(Adnkronos) - Donald Trump aspetterà "qualche giorno". Il presidente degli Stati Uniti attende "la risposta giusta" dall'Iran nel complicato dialogo per scongiurare la ripresa della guerra, attualmente congelata dalla tregua. Un'apparente frenata, l'ennesima, dopo l'annuncio di 24 ore prima con la comunicazione relativa ad un attacco congelato in extremis su richiesta dei paesi del Golfo.
Le dichiarazioni del presidente americano sono ispirate ad un continuo 'stop and go': dialogo con la guerra sullo sfondo. I colloqui, dice Trump, "sono proprio al limite. Se non otteniamo le risposte giuste, le cose saranno veloci, siamo pronti ad agire. "Dobbiamo avere le risposte giuste, devono essere al 100% risposte corrette. Se le otteniamo, risparmiamo un sacco di tempo, energia e vite", ribadisce il numero 1 della Casa Bianca, proponendo un copione sentito decine di volte: "L'Iran è una nazione sconfitta. Stiamo trattando con persone ragionevoli, di qualità, razionali. Speriamo facciano un accordo buono per tutti". "Non ho fretta", afferma il presidente americano, che nelle ultime ore ha discusso opzioni militare con il suo team di sicurezza nazionale.
La via diplomatica è ancora aperta, come sostengono fonti della tv satellitare al-Arabiya. L'emittente fa riferimento ad un imminente nuovo round di negoziati tra Usa e Iran: il vertice dovrebbe tenersi nella capitale pakistana Islamabad dopo Hajj, il pellegrinaggio annuale alla Mecca, che terminerà a fine mese. Un segnale potrebbe arrivare nelle prossime ore, quando il comandante dell'esercito pakistano, il generale Syed Asim Munir, potrebbe sbarcare in Iran per annunciare la fine dei lavori su una bozza di intesa tra i due paesi.
Se dietro le quinte si continua a lavorare, la comunicazione ufficiale di Teheran non si discosta dai toni 'abituali'. "Stiamo assistendo a una resistenza storica e senza precedenti della nazione iraniana contro due eserciti terroristici globali", scrive su 'X' la Guida suprema dell'Iran, l'Ayatollah Mojtaba Khamenei, nel secondo anniversario della morte dell'ex presidente iraniano Ebrahim Raisi.
La Repubblica islamica continua a considerare un attacco americano più che probabile e per questo le forze armate iraniane si stanno preparando a una "risposta energica" contro potenziali nuove offensive. "Dobbiamo rafforzare i nostri preparativi per una risposta efficace e decisa a qualsiasi potenziale attacco", dice il capo negoziatore iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf in un messaggio audio pubblicato sul suo sito web. "L'Iran -aggiunge- non cederà mai alle intimidazioni, in nessuna circostanza".
A completare il quadro, il messaggio dei pasdaran: "Se l'aggressione contro l'Iran si ripeterà, la guerra si estenderà oltre i confini della regione", avvertono i Guardiani della Rivoluzione islamica. "Il nemico americano-israeliano parla ancora una volta di minacce. Noi siamo uomini di guerra. La nostra forza si vede sul campo di battaglia e non nelle vuote dichiarazioni e nei profili virtuali".
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