
Un uomo è morto, all'alba di oggi, in uno scontro tra due macchine in via Ettore Rolli, a Trastevere. Poco dopo le 4.30, la Polizia locale è intervenuta all'incrocio con via Carlo Porta per un incidente. La vittima è un 67enne, alla guda di una delle due auto. Ferito un 33enne trasportato in ospedale.
Nello scontro sono stati danneggiati anche altri veicoli in sosta. Tuttora in corso i rilievi da parte degli agenti della Polizia locale impegnati nelle indagini. Momentaneamente chiusa via Ettore Rolli, da Via Carlo Porta a via Cesare Pascarella.

Un uomo è morto oggi a Maniago (Pordenone) nello scontro frontale tra la sua auto e un autobus interurbano della Atap con a bordo una quindicina di studenti.
L’incidente è accaduto lungo la strada regionale 464 di Spilimbergo che è stata chiusa per permettere i soccorsi. I vigili del fuoco hanno impiegato due ore per liberare il conducente del bus rimasto incastrato tra le lamiere trasportato con l’elisoccorso all’ospedale di Udine.
Cinque invece gli studenti rimasti leggermente feriti portati all’ospedale di Pordenone. A causare l’incidente sarebbe stato il sorpasso azzardato del conducente dell’auto, forse abbagliato dal sole, a un trattore che viaggiava nella sua stessa direzione.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha irrogato sanzioni per oltre 500 mila euro nei confronti di società di call center che promuovono la conclusione di contratti nel settore dell’energia (Titanium Srl e Fire Srl; J.Wolf Consulting Srl) e nel settore delle telecomunicazioni (Nova Group Srl e Communicate Srl; Entiende Srl). Lo rende noto l'Antitrust in un comunicato. Nello specifico, le sanzioni sono state così articolate: 160 mila euro in solido a Titanium Srl e Fire Srl, 120 mila euro a J.Wolf Consulting Srl, 80 mila euro a Nova Group Srl e 40 mila euro a Communicate Srl,120 mila euro a Entiende Srl.
L’Autorità ha accertato che queste società "contattavano i consumatori per proporre l’attivazione di contratti di energia e di telefonia, sulla base di informazioni ingannevoli circa l’identità del chiamante, l’oggetto della telefonata, la convenienza economica delle offerte commerciali proposte. In concreto, le modalità di teleselling hanno assunto diverse forme, tutte accomunate dalla trasmissione di informazioni non trasparenti, omissive o non veritiere".
Nel settore dell’energia, rileva l'Antitrust, "è stato accertato che gli operatori dei call center si presentavano come dipendenti di Autorità di regolazione e controllo o di un 'centro assistenza bollette' e informavano i consumatori di asseriti aumenti imposti dalla regolazione o di presunte anomalie (doppia attivazione di forniture su un’unica utenza o difficoltà nello switching), per indurli a stipulare un nuovo contratto di fornitura. Per il settore delle telecomunicazioni, invece, gli addetti ai call center affermavano di lavorare per l’ufficio tecnico o amministrativo dell’attuale fornitore e prospettavano, falsamente, imminenti disservizi o la scadenza della tariffa relativa al contratto in corso e l’applicazione di rincari da parte del fornitore dell’utente chiamato. Gli addetti ai call center indicavano altresì che questi eventi potevano essere evitati attivando una nuova offerta con un diverso operatore a condizioni contrattuali particolarmente favorevoli, che poi si rivelavano false. Tale condotta è dunque risultata idonea a incidere sulla libertà dei consumatori di scegliere in modo consapevole e informato il proprio fornitore, alterando le facoltà di valutare la convenienza delle offerte attraverso la prospettazione di informazioni non rispondenti a realtà, in violazione degli articoli 20, 21 e 22 del Codice del consumo".

Un ragazzino di 12 anni è rimasto gravemente ferito questa mattina a Genova dopo essere stato investito da un'ambulanza. L'incidente è avvenuto intorno alle 7.30 in via Archimede.
Secondo una prima ricostruzione il giovane, mentre andava a scuola, stava attraversando la strada nei pressi delle strisce pedonali quando è stato investito dal mezzo in sirena. L'impatto è stato violentissimo, il dodicenne ha riportato gravi traumi agli arti inferiori.
Soccorso dal 118 e da un'ambulanza della Squadra Emergenze è stato intubato e portato all'ospedale pediatrico Gaslini in codice rosso. La dinamica è al vaglio della polizia locale che ha chiuso la strada per effettuare i rilievi del caso.

Paramount non molla e rilancia aprendo un braccio di ferro con Netflix. Tre giorni dopo l'annuncio dell'accordo tra Warner Bros e Netflix, infatti, il colosso guidato da David Ellison rilancia lanciando un'offerta in contanti da 30 dollari ad azione per acquistare Warner Bros. Discovery che valuta il gruppo a 108,4 miliardi di dollari. L'offerta di Paramount per l'intera Wbd, e quindi anche per i canali televisivi come Cnn, sottolinea il gruppo in una nota, "vale 18 miliardi di dollari in contanti in più rispetto all'offerta di Netflix".
"Gli azionisti di Wbd meritano l'opportunità di considerare la nostra offerta interamente in contanti per le loro azioni dell'intera società che è superiore a quella di Netflix. La nostra offerta pubblica, che si basa sugli stessi termini che abbiamo fornito privatamente al Consiglio di Amministrazione di Warner Bros. Discovery e offre un valore superiore e un percorso più sicuro e rapido verso il completamento", commenta David Ellison, Presidente e Ceo di Paramount.
"Riteniamo che il Consiglio di Amministrazione di Wbd stia perseguendo una proposta inferiore che espone gli azionisti a un mix di liquidità e azioni e a un futuro incerto per il business delle reti. Stiamo portando la nostra offerta direttamente agli azionisti per dare loro l'opportunità di agire nel proprio interesse e massimizzare il valore delle loro azioni", aggiunge Ellison.
L'offerta interamente in contanti di 30 dollari per azione (che valuta il gruppo Warner Bros.Discovery a 108,4 miliardi di dollari) rappresenta un premio del 139% rispetto al prezzo del titolo Wbd di 12,54 dollari del 10 settembre 2025. Al contrario, sottolinea Paramount nella nota, "la proposta di Netflix comporta una struttura complessa e volatile dal valore di 27,75 dollari, composta da una parte in contanti (23,25 dollari) e una parte in azioni (4,50 dollari), soggetta a limiti e alla futura performance di Netflix, per un valore d’impresa pari a 82,7 miliardi di dollari", escludendo in particolare le reti tradizionali come Cnn che saranno scorporate.
Nonostante Paramount abbia presentato sei offerte nell’arco di 12 settimane, spiega il gruppo nella nota, Wbd "non ha mai avviato un dialogo significativo su proposte che, a nostro avviso, offrono il miglior vantaggio per gli azionisti di Wbd. Paramount ha quindi deciso di rivolgere direttamente la propria offerta agli azionisti di Wbd e al suo Consiglio di Amministrazione, per garantire loro l’opportunità di perseguire questa alternativa chiaramente superiore".
"Crediamo che la nostra offerta creerà un Hollywood più forte. È nell’interesse della comunità creativa, dei consumatori e dell’industria cinematografica. Riteniamo che trarranno beneficio da una maggiore concorrenza, da un aumento degli investimenti nei contenuti e dalla crescita delle uscite cinematografiche, con un maggiore numero di film nelle sale come risultato della nostra proposta. Non vediamo l’ora di lavorare rapidamente affinché tutte le parti interessate possano cominciare a beneficiare dai risultati della società combinata", commenta Ellison.
La decisione di Paramount di portare la sua offerta direttamente agli azionisti della Warner, scrive il 'Wall Street Journal', "potrebbe dare il via a una battaglia pubblica e caotica per il futuro degli ambiti asset della Warner come Hbo, la saga Harry Potter e Dc Comics". Paramount ha affermato che la sua offerta sarà completamente sostenuta dalla famiglia Ellison e da RedBird Capital, insieme a impegni di debito per 54 miliardi di dollari da parte di Bank of America, Citi e Apollo.
Le offerte pubbliche di acquisto, rileva ancora il 'Wsj', "sono operazioni lunghe e costose, e molte sono fallite. È particolarmente audace da parte di Paramount - che ha una capitalizzazione di mercato di circa 14 miliardi di dollari - affrontare di fatto Netflix, il cui valore supera i 400 miliardi. Paramount ha accusato lunedì Warner di non aver mai avviato un dialogo significativo, nonostante abbia presentato sei proposte di acquisizione negli ultimi 12 settimane. Gli azionisti hanno tempo fino all’8 gennaio per decidere se aderire all’offerta, a meno che la scadenza non venga prorogata".
Se Paramount dovesse prevalere, i celebri studios Warner e il canale tv all news Cnn, ricorda il quotidiano economico Usa, "entrerebbero a far parte del crescente impero mediatico e tecnologico di Ellison e di suo padre, Larry Ellison, il cofondatore di Oracle, vicino al presidente Trump. Inoltre, sono già destinati a svolgere un ruolo importante nelle operazioni statunitensi di TikTok dopo un accordo preliminare negoziato con l’aiuto del presidente".
Paramount ha avvertito la scorsa settimana gli avvocati di Warner, in una lettera, che ritiene che un accordo con Netflix non verrebbe finalizzato a causa degli ostacoli regolatori negli Stati Uniti e all’estero. Il co-Ceo di Netflix, Ted Sarandos, invece, si è detto "altamente fiducioso" riguardo al via liberà delle autorità di regolamentazione. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, parlando con i giornalisti prima di un evento al Kennedy Center domenica, ha dichiarato che l’accordo di Netflix per Warner "potrebbe essere un problema" poiché porterebbe a una quota di mercato molto elevata per il gigante dello streaming. "Hanno una quota di mercato molto grande", ha detto Trump. "E quando avranno Warner Bros, quella quota aumenterà molto. Sarò coinvolto in quella decisione".
Se Warner dovesse rinunciare all’accordo con Netflix per stipulare un’intesa con un altro acquirente, ricorda il 'Wsj', "dovrebbe pagare a Netflix 2,8 miliardi di dollari, secondo i termini dell’accordo". Se Netflix riuscisse a superare la concorrenza di Paramount e a concludere l’accordo con Warner, consoliderebbe il proprio ruolo dominante a Hollywood. .
Sebbene Warner abbia accettato un accordo con Netflix a un prezzo inferiore rispetto ai 30 dollari per azione precedentemente offerti da Paramount, Warner sostiene che l’accordo con Netflix valga in realtà tra 31 e 32 dollari per azione, secondo quanto hanno riferito al 'Wsj' fonti vicine al dossier. "Questo perché gli azionisti continuerebbero a possedere azioni di entrambe le società dopo la scissione di Warner Discovery". Paramount, invece, sostiene "che tale ragionamento è non supportato dai fondamentali del business".

"Stiamo indagando se Google possa aver imposto termini e condizioni ingiusti a editori e creatori di contenuti", ha fatto sapere la vicepresidente esecutiva della Commissione con delega all'antitrust, Teresa Ribera
L'Unione europea ha annunciato di aver avviato un'indagine per valutare se Google abbia violato le norme sulla concorrenza utilizzando contenuti pubblicati online da media e altri editori per addestrare e fornire servizi di intelligenza artificiale senza un adeguato compenso. "Stiamo indagando se Google possa aver imposto termini e condizioni ingiusti a editori e creatori di contenuti, mettendo al contempo in una posizione di svantaggio gli sviluppatori di modelli di intelligenza artificiale rivali, in violazione delle norme sulla concorrenza dell'Ue", ha dichiarato la vicepresidente esecutiva della Commissione con delega all'antitrust, Teresa Ribera.

Jimmy Kimmel continuerà a condurre il suo programma notturno sulla Abc fino a maggio 2027 o "fino alla fine del mondo, a seconda di quale delle due cose arriverà per prima", ha annunciato il conduttore durante il suo popolare talk show, spiegando di aver deciso di "estendere il suo contratto con Abc per un altro anno. Ci ho pensato molto e ho deciso che mi piacerebbe passare meno tempo con la mia famiglia, sono onorato e commosso di far parte della routine del pubblico: che sia a letto o durante il vostro momento in bagno al mattino", ha aggiunto il conduttore, che ha precisato: "L'ultima cosa che voglio in questo momento è far irritare il presidente Trump". Come riporta 'Deadline', la star del piccolo schermo sarebbe intenzionata a porre fine alla sua partnership con il network al termine di questo nuovo accordo. Al momento, non c'è nessuna conferma ufficiale.
Una notizia che arriva dopo una breve sospensione del suo late night show a settembre[1] - e poi riportato in onda di fronte alle proteste del mondo dell'intrattenimento[2] - da Abc e dalle principali emittenti televisive Sinclair e Nexstar Media per i suoi commenti sulla morte dell'attivista conservatore Charlie Kirk. "La notizia più bella", aveva commentato Trump, sottolineando che Kimmel - a parer suo - "non ha talento e doveva essere licenziato da tempo" anche per "gli ascolti pessimi. Quindi libertà di espressione o no, è stato licenziato per mancanza di talento".

Sono 67 i giornalisti uccisi mentre svolgevano il loro lavoro o in relazione a esso in tutto il mondo nell'ultimo anno, quasi la metà dei quali nella Striscia di Gaza "sotto il fuoco delle forze armate israeliane". Ad annunciarlo è Reporter senza Frontiere (Rsf).
"Il numero di giornalisti uccisi (dal primo dicembre 2024 al primo dicembre 2025) è ripartito al rialzo, a causa delle pratiche criminali delle forze armate regolari o non regolamentate e della criminalità organizzata", lamenta l'organizzazione per la libertà di stampa, che afferma che "i giornalisti non muoiono, vengono uccisi".
Un ragazzo di 24 anni è precipitato da un'altezza di 10 metri all'interno di una fabbrica abbandonata alla periferia sud di Torino. La caduta è stata attutita da una trave metallica del tetto e poi da una catasta di legno. Sono stati gli amici del ragazzo a dare l'allarme.
Quando i sanitari del 118 di Azienda Zero sono giunti sul posto, il giovane era vigile e dopo essere stato soccorso è stato trasportato in codice rosso in ospedale.

Novità in arrivo per il certificato di malattia e le ricette. "Il disegno di legge sulle semplificazioni è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale ed entrerà in vigore il 18 dicembre, con due importanti novità per i medici di medicina generale, sostenute dalla Fimmg, ma che non saranno immediatamente operative". Lo precisa la Federazione italiana medici di medicina generale, che fa chiarezza sui tempi effettivi per l'avvio delle certificazioni di malattia da remoto e delle ricette ripetibili per i malati cronici.
"La prima novità - spiega il sindacato dei medici di famiglia in una nota - riguarda il rilascio del certificato per l'assenza del lavoratore dovuta alla malattia: il medico di famiglia potrà, diversamente a quanto avviene oggi, rilasciarlo anche a distanza tramite una televisita. L'articolo 58 del provvedimento equipara la certificazione effettuata da remoto, attraverso la telemedicina, a quella tradizionale in presenza. Quando accadrà? Non immediatamente", puntualizza la Fimmg, sottolineando che "la legge rinvia a un successivo accordo che sarà assunto in Conferenza Stato-Regioni, senza indicare nessuna precisa scadenza: in questa sede, su proposta del ministro della Salute, saranno definiti i casi e le modalità del ricorso alla telecertificazione. Fino ad allora resteranno in vigore le regole attuali: il medico deve accertare di persona le condizioni del paziente. Fimmg vigilerà e parteciperà attivamente alle determinazioni - assicura la sigla - portando la propria esperienza messa in campo nel periodo della pandemia per le certificazioni dei positivi al Covid. Nel provvedimento resta ferma la tutela contro i certificati falsi, con pene severe per i lavoratori e i medici che li rilasciano, sia in presenza che in modalità telematica".
"La seconda novità del provvedimento - continua la Fimmg - è contenuta nell'articolo 62 e riguarda la possibilità che hanno i medici di medicina generale di prescrivere i farmaci per patologie croniche fino a 12 mesi, riducendo la necessità di ripetere continuamente le ricette. Anche questa non sarà subito operativa, ma entro 90 giorni a partire dal 18 dicembre, quando entrerà in vigore la legge, previo decreto attuativo del ministro della Salute, di concerto con il ministro dell'Economia, che definirà le modalità di attuazione della norma anche per garantire che non ci siano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Sarà inoltre possibile ottenere i farmaci prescritti anche con documentazione di dimissione ospedaliera o referti del pronto soccorso, senza dover attendere una seconda prescrizione da parte del medico di famiglia, facilitando così la semplificazione e la continuità dei percorsi assistenziali e soprattutto coprendo i periodi festivi e prefestivi viste le numerose dimissioni del venerdì". Al termine dell'iter normativo, illustra la Fimmg, "il medico indicherà nella ricetta ripetibile la posologia e il numero di confezioni dispensabili nell'arco temporale massimo di 12 mesi. Il medico potrà sospendere in qualsiasi momento la ripetibilità della prescrizione o potrà modificare la terapia, qualora lo richiedano ragioni di monitoraggio sulla ridotta compliance del paziente, la conoscenza e stratificazione dei comportamenti di aderenza alle terapie già a disposizione nei nostri gestionali, in un'ottica di appropriatezza prescrittiva finalizzata agli esiti di salute del paziente". "Il farmacista, ricevuta la ricetta - conclude il sindacato dei medici di medicina generale - informerà l'assistito sulla corretta modalità di assunzione dei medicinali prescritti e consegnerà un numero di confezioni sufficiente a coprire 30 giorni di terapia in relazione alla posologia indicata e dovrà trasmettere la consegna al paziente del farmaco al rispettivo medico di famiglia nell'ottica di una vera collaborazione interprofessionale nell'ambito delle cure territoriali".

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.0 è stata registrata un minuto dopo la mezzanotte di oggi martedì 9 dicembre a Montefredane, in provincia di Avellino, dove il 25 ottobre c'era già stato un evento sismico, ma di magnitudo 4.
L'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha rilevato il movimento sismico, che è stato avvertito dalla popolazione, a una profondità di 11 chilometri. "Al momento non si registrano danni a persone o cose", ha comunicato nella notte il sindaco del comune irpino, Ciro Aquino in un post social, in cui ha spiegato di essersi "subito messo in contatto con la Prefettura di Avellino" e di aver "emanato un'ordinanza di chiusura della scuola, in via precauzionale, per la giornata di oggi" al fine di "effettuare - si legge nel provvedimento - le verifiche tecniche di integrità strutturale degli edifici".
Il sindaco ha aggiunto: "A quanti mi hanno scritto, desidero rassicurare che la situazione sembra sotto controllo. Le verifiche più accurate saranno effettuate con la luce del giorno".

Nello sport, come in politica, trasformare i fischi in applausi è un'impresa ardua, che richiede sacrificio, abnegazione, tempo, a volte persino anni. A Gianfranco Fini, storico leader della destra italiana, ce ne sono voluti 17 per riuscirci. E quindi rieccolo, ad Atreju, quella festa "di parte, ma non di partito", acclamato dalla folla, che prima stoppa il suo tour per il villaggio natalizio, poi lo incensa quando fa capolino sul palco, per un altro momento amarcord: il duello 'trentadue anni dopo' con Francesco Rutelli. E se nella corsa per il Campidoglio del 1993 era stato la (poi) guida dell'Ulivo ad avere la meglio, oggi non si contano né vincitori, né vinti, solo "un momento bello, emozionante, un ritorno a casa", come lo battezza lo stesso Fini appena prende la parola nella sala 'Giustizia giusta' gremita di persone per lui.
Di quella sfida accesa, che aveva posto le basi per l'inizio della seconda Repubblica, specialmente dopo l'endorsement - ma solo per il ballottaggio - di Silvio Berlusconi, non è rimasto granché. Lo sanno tutti, specialmente Rutelli, che infatti si autodefinisce "un'esca". "Sapevo che sarei venuto - dice dal palco - per un tributo a un fondatore e rinnovatore, è stato un pretesto per farlo tornare qua", tra la sua gente, la sua comunità, che poi è la stessa di Giorgia Meloni.
Ed è indirettamente alla premier che l'ex presidente della Camera si rivolge quando ammette che "l'errore è stato chiedere e ottenere lo scioglimento di Alleanza nazionale, perché era un movimento politico basato su un senso comunitario". Dopo i dissapori, nati proprio per essere entrato a far parte del Popolo della Libertà, Fini parla con il cuore in mano quando dice che "il merito che ha avuto Fratelli d'Italia con Giorgia Meloni è stato ricostruire questa comunità, perché se si rimane al di fuori del proprio perimetro si rischia di essere in qualche modo apolidi".
"Sono passati tanti anni, è tutto cambiato, è tutto diverso e quindi mi riconosco, l'ho votata, la voterò. Non condivido al 100%, come è naturale da uomini liberi", ammette, ma intanto, come sanno sia lei, sia la sorella Arianna, seduta in prima fila tra il pubblico, non ha nulla da chiedere. Che la pace sia cosa fatta, lo testimonia anche la responsabile organizzazione del primo partito italiano: "È stato emozionante oggi rivedere insieme sul palco di Atreju Gianfranco Fini e Francesco Rutelli. Sono passati 30 anni ed è bello vedere dove siamo arrivati, alla guida di un governo di centrodestra solido, efficace e rispettato nel mondo", scrive sui social la sorella della presidente del Consiglio".
Insomma, tutto è bene quel che finisce bene. Al netto, certamente, delle frasi d'odio, che si leggono anche nel Bullometro, che con "certi cattivi maestri, certe parole in libertà generano dei frutti avvelenati", della situazione in Ucraina, per cui dal governo non ci devono essere tentennamenti, perché la vicenda "non riguarda soltanto quel popolo, che è un popolo semplicemente eroico, e troppi in Italia e in Europa sembra quasi che non se ne rendano conto", ma riguarda la "difesa dei valori dell'Occidente", rimarca Fini. E del centrosinistra. Ma il veleno non lo mette l'ex presidente della Camera, ma il suo 'ormai amico' Rutelli. "Si riconosce?", chiede la moderatrice Hoara Borselli per mettere un po' di pepe. "Faccia la domanda successiva", la risposta dell'ex sindaco di Roma. Una risposta che forse piace al pubblico di Castel Sant'Angelo, sicuramente non farà impazzire di gioia Elly Schlein, Giuseppe Conte e chi per loro.

Trenta persone sono rimaste ferite in seguito alla scossa di terremoto di magnitudo 7.5 che ha colpito il nord del Giappone durante la notte, con conseguenti onde di tsunami di 70 cm. A dichiararlo è stata oggi la premier Sanae Takaichi.
L'Agenzia Meteorologica Giapponese (JMA) ha avvertito la popolazione che il sisma - inizialmente stimato a 7,6 - avvenuto in mare al largo della regione settentrionale di Aomori, alle 23:15 ora locale, potrebbe essere seguito da altre forti scosse nei prossimi giorni.
"Ascoltate le informazioni della JMA e delle autorità locali per tutta la settimana, e preparatevi a evacuare se sentite una scossa", ha affermato Takaichi. Un primo allarme tsunami per il rischio di onde fino a tre metri è stato prima ridimensionato, quindi revocato.

Volodymyr Zelensky oggi martedì 9 dicembre a Roma. Il presidente ucraino andrà in mattinata a Castel Gandolfo per un faccia a faccia alle 9.30 con papa Leone XIV. I due si sono già incontrati a luglio a margine della Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina a Roma. In quell’occasione avevano discusso di pace e di aiuti umanitari e in quell'occasione venne evidenziata l’urgenza di una pace giusta e duratura. Il Papa riaffermoò la disponibilità del Vaticano per i negoziati.
Zelensky a Palazzo Chigi da Meloni
Zelensky sarà poi ricevuto dalla premier Giorgia Meloni nel pomeriggio alle 15 a Palazzo Chigi. La presidente del Consiglio ha avuto ieri una conversazione telefonica con il presidente ucraino e ha partecipato, sempre nella giornata di lunedì, a una videoconferenza conZelensky e altri leader europei per un nuovo punto della situazione sul percorso di pace in Ucraina alla luce degli ultimi colloqui tra le delegazioni americana e ucraina e in vista della visita nella Capitale.
Meloni, ha riferito Palazzo Chigi, ha nuovamente posto l’accento sull’importanza dell’unità di vedute tra partner europei e Stati Uniti per il raggiungimento di una pace giusta e duratura in Ucraina. E' "fondamentale in questo momento, ad avviso dei leader riuniti, aumentare il livello di convergenza su temi che toccano gli interessi vitali dell’Ucraina e dei suoi partner europei, come la definizione di solide garanzie di sicurezza e l’individuazione di misure condivise a sostegno dell’Ucraina e della sua ricostruzione", è emerso dalla videocall.
Nel corso del colloquio tra la presidente del Consiglio e Zelensky, hanno inoltre fatto sapere da Palazzo Chigi, la premier "ha innanzitutto voluto rinnovare la solidarietà italiana a seguito di una nuova serie di attacchi indiscriminati russi contro obiettivi civili ucraini e ha annunciato al presidente Zelensky l’invio di forniture di emergenza a sostegno delle infrastrutture energetiche e della popolazione. I generatori forniti da aziende italiane verranno inviati in Ucraina già nelle prossime settimane".
"Sono grato per la grande attenzione prestata agli sforzi diplomatici e per il sostegno alle nostre infrastrutture energetiche con le attrezzature che l'Italia consegnerà nei prossimi giorni", ha scritto su X Zelensky riferendo del "colloquio molto approfondito" avuto con Meloni con la quale ha discusso "i risultati del nostro impegno con la parte americana, nonché le prospettive e le sfide attuali". Secondo quanto scritto su X dal presidente ucraino dopo il loro colloquio telefonico, "c'è ancora molto lavoro da fare insieme per garantire che la Russia si impegni realmente a porre fine alla guerra. L'Italia sostiene chiaramente la necessità di una reale sicurezza e di prevenire lo scoppio di nuove guerre".
L'incontro di Zelensky a Londra con Starmer, Macron e Merz
"Stiamo preparando sforzi congiunti in Europa per far funzionare la diplomazia", ha concluso Zelensky che ieri è stato a Londra dove è stato accolto dal premier britannico Keir Starmer a Downing Street[1] dove ha incontrato anche il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Due ore di colloquio serrato per fare il punto sui negoziati per mettere fine alla guerra tra Russia e Ucraina prima di volare a Bruxelles per una cena con i vertici Ue a cui ha partecipato anche il segretario generale della Nato, Mark Rutte.
"Oggi abbiamo discusso approfonditamente del nostro lavoro diplomatico congiunto con la parte americana, abbiamo concordato una posizione comune sull'importanza delle garanzie di sicurezza e della ricostruzione e abbiamo concordato i prossimi passi", ha fatto sapere via X Zelensky al termine del vertice. "Separatamente abbiamo anche discusso dell'ulteriore sostegno alla difesa dell'Ucraina. Sono grato ai leader per la loro disponibilità a stare al fianco del nostro popolo e ad aiutarci nel cammino verso un avvicinamento alla pace", ha aggiunto Zelensky, ribadendo che "ciò che oggi è cruciale è l'unità tra Europa e Ucraina, così come l'unità tra Europa, Ucraina e Stati Uniti".

L'Unione europea cambia registro sulla gestione dell'immigrazione. I ministri dell'Interno dell'Ue hanno trovato a Bruxelles un accordo sulla posizione negoziale del Consiglio su un rilevante pacchetto di norme: il regolamento Ue sui rimpatri, quello sui Paesi di origine sicuri, la modifica del concetto di Paesi terzi sicuri e il cosiddetto 'solidarity pool', gli impegni che i Paesi Ue non di primo arrivo si assumono nei confronti di quelli considerati come sottoposti a pressione migratoria, che ora sono Grecia, Cipro, Spagna e Italia.
Per il commissario europeo alle Migrazioni, l'austriaco del Ppe Magnus Brunner, si tratta di una "svolta della nostra politica migratoria e di asilo". Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi può rivendicare che "la svolta che il governo italiano ha chiesto in materia di migrazione c’è stata". Per il ministro dell'Interno tedesco, Alexander Dobrindt della Csu bavarese, nell'Ue si assiste finalmente ad una "riorganizzazione" della politica migratoria.
Piantedosi ha sottolineato che il governo italiano ha lavorato con Francia e Germania per arrivare a un approccio comune e ha rivendicato di aver portato Berlino sulle posizioni dell'Italia su un punto politicamente 'caldo': considerare le Ong che salvano i migranti in mare come un "pull factor", un fattore di attrazione delle migrazioni. Nell'Ue il clima è cambiato e prevale la linea dura contro l'immigrazione illegale: come ha detto chiaramente la commissaria al Mediterraneo Dubravka Suica di recente a Bruxelles, i migranti illegali devono essere "deportati" altrove.
Il copresidente dell'Ecr Nicola Procaccini ha sottolineato che la politica Ue ora fa differenza tra la migrazione "legale" e quella "illegale". La posizione negoziale concordata dal Consiglio ora andrà nel trilogo con il Parlamento per dare forma definitiva ai testi di legge, ma di fatto anche nell'Aula gli equilibri politici sono cambiati. "Mi auguro - dice Procaccini - che la prossima settimana a Strasburgo non vi sia chi vuole riportarci indietro, verso le morti in mare e l’immigrazione di massa che sta alimentando povertà, degrado, violenze e business criminali".
Cosa cambia
Di fatto, i quattro provvedimenti votati ieri in Consiglio introducono cambiamenti rilevanti nel quadro legislativo. Il regolamento sui rimpatri Ue dà tra l'altro la possibilità ai Paesi membri di stipulare accordi con Paesi extra Ue per creare hub di rimpatrio, rispettando determinati parametri. Prevede anche misure speciali nei confronti dei migranti considerati un rischio per la sicurezza, con la possibilità di vietare loro l'ingresso a tempo indeterminato e di detenerli, anche in carcere. La legge mira ad aumentare il tasso di rimpatrio di coloro che si vedono respinta la domanda di asilo, che oggi è inferiore a "uno su quattro", come ha detto il ministro dell'Immigrazione danese Rasmus Stoklund, socialdemocratico.
Il regolamento sui Paesi sicuri di origine stila per la prima volta un elenco Ue di Paesi di origine considerati, appunto, sicuri: di conseguenza, le domande di asilo presentate dai cittadini di questi Paesi verranno esaminate con procedura accelerata, perché considerate a priori meno fondate rispetto a quelle presentate da richiedenti asilo provenienti da altri Paesi. L'elenco dei Paesi di origine sicuri comprende, oltre ai Paesi candidati ad aderire all'Ue (Albania, Bosnia ed Erzegovina, Georgia, Macedonia del Nord, Moldavia, Montenegro, Serbia, Turchia), anche Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco e Tunisia.
"Ogni anno - ha detto il ministro danese Stoklund - decine di migliaia di persone arrivano in Europa e chiedono asilo, pur partendo da Paesi sicuri, dove generalmente non sussiste alcun rischio di persecuzione. Il primo elenco Ue di Paesi di origine sicuri contribuirà a creare procedure di asilo più rapide ed efficienti e al rimpatrio di coloro che non necessitano di protezione". Si tratta di "un traguardo importante per la politica di asilo dell'Ue".
Non solo. La modifica del concetto di Paese terzo sicuro consente agli Stati membri dell'Ue di respingere una domanda di asilo come inammissibile, senza esaminarne il merito, quando i richiedenti asilo avrebbero potuto chiedere e ottenere protezione internazionale in un Paese extra-Ue considerato sicuro per loro, per esempio passandoci.
Gli Stati membri potranno applicare il concetto di Paese terzo sicuro sulla base di tre opzioni. Prima opzione: esiste un legame tra il richiedente asilo e il Paese terzo. Tuttavia, il legame non sarà più un criterio obbligatorio per l'utilizzo di questo concetto. Seconda opzione, il richiedente asilo ha transitato attraverso il Paese terzo sicuro prima di raggiungere l'Ue. Terza opzione, esiste un accordo o un'intesa con un Paese terzo sicuro che garantisca che la richiesta di asilo di una persona venga esaminata nel Paese terzo in questione. L'applicazione del concetto di Paese terzo sicuro sulla base di un accordo o di un'intesa non è possibile nel caso di minori non accompagnati.
I centri in Albania
Il combinato disposto delle norme cui il Consiglio ha dato via libera, di fatto, convalida la scelta del governo italiano di creare centri per il rimpatrio dei migranti irregolari in Albania. Piantedosi ha rivendicato che il Cpr di Gjader e il centro di Shengjin, in Albania, si "ricandidano con forza" ad "essere attivi su tutte le funzioni per i quali erano stati concepiti: luoghi di trattenimento per l'esercizio delle procedure accelerate di frontiera", ma soprattutto "ad essere il primo esempio di quegli hub per il rimpatrio che sono citati da uno dei regolamenti", sui quali oggi il Consiglio Ue ha concordato una posizione negoziale.
Lo stesso Stoklund, che è socialdemocratico (gruppo S&D, lo stesso del Pd), ha definito il tentativo dei Paesi Bassi di trovare un'intesa con l'Uganda per crearvi un hub per i rimpatri come un modello "interessante", che potrebbe essere replicato da altri Paesi. La stessa Germania sta lavorando per creare un hub per i rimpatri in Africa, ha riferito il ministro greco per le Migrazioni Thanos Plevris la settimana scorsa.
Il Consiglio Ue ha anche trovato un'intesa sul 'solidarity pool', l'insieme degli impegni che gli Stati membri non di primo arrivo si assumono per aiutare quelli di primo arrivo, considerati come sottoposti a pressione migratoria. Per la seconda metà del 2026, a partire dal 12 giugno, il 'pool' prevede 21mila ricollocamenti o altri impegni materiali, oppure 420 milioni di euro di contributi finanziari. Per Piantedosi, non è la priorità: il governo Meloni, ha spiegato, punta al "controllo delle frontiere", in modo da non trovarsi ad avere bisogno del meccanismo di solidarietà.
Ira di Orban
Il primo ministro ungherese Viktor Orban, che è in piena campagna elettorale, ha tuonato via social che "Bruxelles sta cercando di costringere l'Ungheria a pagare ancora di più o ad accogliere migranti. Questo è inaccettabile. L'Ungheria spende già abbastanza per proteggere la frontiera esterna dell'Unione. Non accoglieremo nemmeno un singolo migrante e non pagheremo per i migranti degli altri. L'Ungheria non applicherà le misure del patto. Inizia la ribellione".
Posture elettorali a parte, la linea sull'immigrazione decisa dal governo Meloni ha cambiato nettamente la posizione dell'Italia nell'Ue, portando ad una oggettiva convergenza con quelle di altri Paesi membri, a partire da quelli destinatari dei movimenti secondari, come la Germania governata dalla Grosse Koalition, ma anche la Danimarca a guida socialdemocratica. Il tema delle migrazioni è politicamente ultrasensibile in molti Paesi Ue, a partire dalla Germania dove l'AfD è in testa nei sondaggi. Il fatto che l'Italia ora si sia spostata su posizioni più dure sui controlli di frontiera ha oggettivamente facilitato l'intesa con i Paesi del nord, che hanno il problema dei movimenti secondari, cioè l'immigrazione di richiedenti asilo provenienti da altri Paesi membri.
Più che porre l'accento sulla necessità di ricollocare i richiedenti asilo arrivati, come facevano i governi passati, ora il focus è sul controllo dei confini, come dice Piantedosi e come Meloni diceva da ben prima di diventare premier. Di fatto, riducendo i numeri, la speranza è quella di ridurre i flussi in arrivo a un rivolo (Libia permettendo). E, una volta ridotti i numeri, allora l'intesa sulla solidarietà si potrà trovare. Anche con i Paesi dell'ex blocco di Visegrad. Ungheria compresa, ma solo dopo le elezioni. (di Tommaso Gallavotti)

L'Atalanta torna in campo in Champions League oggi, 9 dicembre 2025, per il match - in diretta tv e streaming alle 21 - contro il Chelsea. I nerazzurri, reduci dalla sconfitta in campionato sul campo del Verona, ricevono i blues nella sfida della sesta giornata. Nella classifica di Champions, le due squadre sono appaiate a 10 punti.
Le probabili formazioni
ATALANTA - (3-4-2-1) - Carnesecchi; Kossounou, Hien, Djimsiti; Bellanova, de Roon, Ederson, Zappacosta; De Ketelaere, Lookman; Scamacca. All: Palladino.
CHELSEA - (4-2-3-1) - Sanchez; Gusto, Fofana, Chalobah, Cucurella; James, Caicedo; Estevao, Enzo Fernandez, Garnacho; Pedro Neto. All: Maresca.
Atalanta-Chelsea in tv e streaming
Atalanta-Chelsea è visibile in tv in esclusiva su Sky (Sky Sport Uno, Sky Sport Calcio, Sky Sport 4K, Sky Sport 251). In streaming, il match è visibile su Sky Go e NOW.
Per guardare Atalanta-Chelsea live i canali su NOW, Sky e Sky Go sono in particolare i numeri 202 (Sky Sport Calcio) e 253 (Sky Sport).

Sciopero dei trasporti pubblici Atac oggi a Roma, con lo stop a bus e metro. Martedì 9 dicembre "il servizio di trasporto pubblico gestito da Atac sarà interessato da un'agitazione sindacale di 24 ore". La protesta è stata indetta dal sindacato SUL e l'interruzione del servizio riguarderà esclusivamente la rete Atac. Regolari le linee gestite dagli operatori privati e anche quelle di Cotral e Trenitalia. Regolare anche il servizio di bus a chiamata.
Sono previste fasce di garanzia, con orari in cui il servizio è garantito: il regolare svolgimento delle attività è garantito fino alle ore 8.30 e successivamente nella fascia oraria compresa tra le 17.00 e le 20.00.
Le linee regolari
Nessuno sciopero, e servizio quindi regolare, sui diciassette collegamenti bus che Atac dà in sub-affidamento. Si tratta delle linee 021, 043, 075, 33, 77, 113, 246, 246P, 313, 319, 351, 435, 500, 515, 551, 669 e 980.
Regolare, poi, il servizio di bus a chiamata dei quartieri Massimina-Villa Troili-Maglianella di Sopra.
Servizio regolare anche sui 91 collegamenti bus gestiti in città dagli operatori privati Atr, Bis, Troiani e Tuscia.
Si tratta delle linee 011, 013, 017, 018, 022, 024, 025, 027, 028, 030, 031, 032, 033, 035, 036, 036L, 037, 039, 040, 041, 042, 048, 049, 051, 053, 054, 055, 056, 057, 059, 066, 078, 08, 081, 088, 135, 146, 213, 218, 226, 235, 314, 339, 340, 343, 349, 404, 437, 441, 444, 445, 447, 502, 503, 505, 533, 541, 543, 546, 548, 552, 555, 657, 660, 663, 665, 701, 702, 710, 711, 721, 764, 771, 777, 778, 787, 789, 808, 889, 892, 907, 908, 912, 982, 985, 992, 993, 998, 999, C1 e C19.
Le motivazioni
L'Atac rende note le motivazioni della protesta: cambi turno individuali degli autisti, disagio del pasto, discriminazioni premiali nei diversi settori produttivi aziendali e negli adeguamenti parametrali, valorizzazione delle professionalità interne, la disciplina, i livelli di sicurezza nelle rimesse e all'uscita pedonale della rimessa Portonaccio, l'applicazione della sentenza di Cassazione dal punto di vista normativo ed economico relativa alla IV area a tutti i lavoratori interessati, la riorganizzazione del settore biglietteria, eccetera.

L'Inter torna in campo in Champions League oggi, 9 dicembre 2025, per il match - in diretta tv e streaming alle 21 - contro il Liverpool. I nerazzurri, reduci dal netto successo in campionato contro il Como ricevono i reds nella sfida della sesta giornata. Nella classifica di Champions, l'Inter ha 12 punti, il Liverpool è a quota 9.
I campioni d'Inghilterra vivono un momento molto complicato: in Premier League annaspano a metà classifica, a -10 dall'Arsenal capolista, e ora devono fare anche i conti con il caso Salah. L'attaccante egiziano dopo il pareggio per 3-3 a Leeds si è lamentato pubblicamente per il trattamento che gli riserva il tecnico Slot. Risultato: Salah non convocato per Milano.
Cosa ha detto Chivu
"Ci aspetta una partita delicata contro una squadra competitiva negli ultimi anni, soprattutto a centrocampo", dice l'allenatore nerazzurro Cristian Chivu. "Il Liverpool è uno dei club più blasonati e titolati a livello mondiale: le difficoltà possono creare solo illusioni. Hanno una rosa forte e competitiva, in grado di metterci in difficoltà, quindi dobbiamo essere pronti".
"Abbiamo una squadra molto compatta da quando sono qui. I giocatori mostrano ogni giorno quanto ci tengano e quanto vogliano essere competitivi. A me interessa questo impegno quotidiano", aggiunge riferendosi al clima sereno che si respira nello spogliatoio. "L0atmosfera positiva nasce dal lavoro, dai risultati e dall’impegno dei giocatori. Siamo ancora a dicembre, il campionato è lungo e dobbiamo migliorare. Mancano ancora molti mesi in cui alzare il nostro livello. I giocatori sono consapevoli di questo, ma stiamo andando nella direzione giusta".
Inter-Liverpool, le probabili formazioni
INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck, Acerbi, Bastoni; Carlos Augusto, Barella, Calhanoglu, Zielinski, Dimarco; Thuram, Lautaro Martinez. All. Chivu.
LIVERPOOL (4-2-3-1): Alisson; Gomez, Konaté, van Dijk, Robertson; Gravenberch, Mac Allister; Szoboszlai, Wirtz, Ngumoha; Ekitike. All. Slot.
Inter-Liverpool, dove vederla in tv e streaming
La partita tra Inter e Liverpool è visibile in diretta tv esclusiva per abbonati su Sky (canali Sky Sport 1 e 252, Sky Sport 4K), ma anche in streaming su Sky Go e Now.

Vladimir Putin concede la cittadinanza russa a due italiani e la notizia viene evidenziata dall'agenzia Tass. Il presidente russo, si legge nell'aggiornamento che la Tass diffonde anche su Telegram, "ha concesso la cittadinanza russa all'attivista italiano Ennio Bordato, presidente dell'associazione benefica 'Aiutateci a salvare i bambini' Ennio Bordato". L'agenzia nello stesso messaggio aggiunge che "il presidente della Federazione Russa ha inoltre concesso la cittadinanza a Eliseo Bertolasi, autore del libro 'Il conflitto in Ucraina visto dagli occhi di un giornalista italiano'". Il libro, ad ottobre, è stato presentato a Mosca, come ricorda il sito dell'ambasciata russa in Italia. A novembre, Putin aveva conferito l'"Ordine dell'Amicizia" al giornalista italiano.

Il Milan vince in rimonta 3-2 sul campo del Torino nel posticipo della 14esima giornata e sale al primo posto in classifica agganciando il Napoli.
La squadra di Allegri si impone allo stadio Grande Torino dopo essere stata in svantaggio 2-0 dopo appena 17'. Poi, con il gol di Rabiot e la doppietta del febbricitante Pulisic ribalta il match. I rossoneri sono in vetta alla classifica di Serie A con 31 punti, insieme al Napoli, mentre i granata restano fermi a 14 punti.
Lo squalificato Allegri, che segue la gara dalla tribuna, sceglie Nkunku al fianco di Leao in attacco, visto l'attacco febbrile che ha colpito Pulisic, recuperato solo per la panchina. Nel Torino Baroni rilancia Duvan Zapata, preferito a Ngonge per affiancare Adams in attacco, in sostituzione dell'infortunato Simeone.
Primo tempo divertente con il Torino che parte meglio e sblocca la partita al 10' con il calcio di rigore realizzato da Vlasic, assegnato ai granata per un fallo di mano di Tomori. La squadra di Baroni continua a spingere e trova anche il raddoppio, sette minuti più tardi, con il ritorno al gol di Duvan Zapata, bravo a finalizzare un contropiede condotto ancora da Vlasic. Il Milan reagisce e torna in partita al 24' grazie ad un bellissimo gol dalla distanza di Rabiot, ma al 27' perde Leao che nel tentativo di tiro da lontano lamenta un problema all'inguine ed è costretto ad uscire. Al suo posto Ricci.
Al 45' è ancora Rabiot a sfiorare il pareggio: Saelemaekers alza il pallone al centro dell'area per l'inserimento del francese, che calcia al volo con l'interno, ma sfiora il palo. In pieno recupero c'è la grande uscita a una mano di Maignan, che arriva prima di Zapata sul cross di Pedersen.
Milan più convinto ad inizio ripresa e al 48' Loftus-Cheek va via di forza a Maripan, entra in area e scarica all'indietro per Nkunku, che prova a sorprendere Israel concludendo di tacco ma il portiere del Torino si distende e blocca a terra. Il Torino è in difficoltà, la squadra di Allegri spinge e al 55' arriva la doppia parata di Israel che salva prima sull'inserimento di Bartesaghi, che colpisce di testa, e poi sulla conclusione di Ricci sulla ribattuta. Entra Pulisic e dopo un minuto va a segno. Al 67' Saelemaekers rientra sul sinistro e crossa sul secondo palo per Pulisic che controlla e calcia con il sinistro, battendo Israel per il 2-2.
Il Torino reagisce al 71' con il gol di Adams ma l'arbitro Chiffi ferma tutto per un fallo di Pedersen su Saelemaekers. I rossoneri continuano a spingere e al 77' trovano il sorpasso, ancora con Pulisic: Loftus-Cheek tocca in verticale per Ricci, che dal fondo crossa di prima per l'inserimento dell'americano che di sinistro di controbalzo fa doppietta per il 2-3. Lo statunitense sigla anche il tris personale all'89' ma la rete viene annullata per fuorigioco di Nkunku.

Nuovo affondo di Donald Trump contro l'Europa. "Guardate, l'Europa deve stare molto attenta - ha detto il presidente americano ai giornalisti, pochi giorni dopo la pubblicazione della sua strategia di sicurezza nazionale nella quale si paventa il rischio di "un'erosione della civiltà europea" - L'Europa sta andando in una brutta direzione. È molto grave, molto grave per la popolazione. Non vogliamo che l'Europa cambi così tanto", ha avvertito il presidente.
L'attacco all'Europa arriva anche con un post su Truth nel quale Trump rilancia un duro editoriale del New York Post dal titolo "Gli europei impotenti possono solo fumare di rabbia mentre Trump li esclude giustamente dall'accordo con l'Ucraina".
Un martellamento, quello che arriva da Washington contro il Vecchio Continente, iniziato proprio con il documento diffuso la scorsa settimana[1] in cui si afferma nero su bianco che "se le tendenze attuali continueranno, l'Europa sarà irriconoscibile in vent'anni o meno", con il serio rischio che la sua civiltà venga "cancellata".
Nel mirino del presidente degli Stati Uniti soprattutto "le attività dell’Unione europea e di altri organismi transnazionali che minano la libertà politica e la sovranità" indicate tra le "questioni più gravi che l'Europa deve affrontare", così come "le politiche migratorie che stanno trasformando il continente e generando conflitti, la censura della libertà di parola e la soppressione dell'opposizione politica, il crollo dei tassi di natalità e la perdita di identità e fiducia nazionali".

La Bce torna a intervenire sulla questione dell'oro di Bankitalia dopo l'emendamento di Fdi alla manovra. "Nonostante le modifiche apportate alla proposta di disposizione rivista" con un nuovo emendamento alla legge di bilancio, "non è ancora chiaro alla Bce quale sia la concreta finalità della proposta di disposizione rivista".
Per questo motivo, "e in assenza di spiegazioni in merito alla finalità della proposta di disposizione rivista, le autorità italiane sono invitate a riconsiderare la proposta di disposizione rivista, anche al fine di preservare l'esercizio indipendente dei compiti fondamentali connessi al Sebc della Banca d'Italia ai sensi del trattato". E' quanto si legge in un parere della Banca centrale europea riguardante la proprietà delle riserve auree della Banca d'Italia.
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