(Adnkronos) - La chiusura dello stretto di Hormuz "ha cambiato tutto perché oltre il 20% del petrolio mondiale passa attraverso quello stretto, ma soprattutto ha determinato un extra costo portando il prezzo del carburante quasi a raddoppiare: lo abbiamo visto quasi arrivare a una soglia di 120 dollari al barile". Lo ha detto Guido Grimaldi, presidente Alis, a margine di 'L’impatto degli scenari geopolitici sulla logistica e sulle filiere industriali', l’appuntamento ospitato nella masseria Li Reni a Manduria, in provincia di Taranto, e organizzato da Alis, l’Associazione logistica dell’intermodalità sostenibile. I panel, moderati dal giornalista Bruno Vespa, coinvolgono rappresentanti del mondo delle imprese, stakeholder e Istituzioni che si confrontano su temi di attualità legati alla competitività della logistica e delle filiere strategiche senza dimenticare la situazione geopolitica, energetica ed economica, con particolare riferimento all’economia del Sud e della Puglia.
"Noi abbiamo sofferto in prima persona" la chiusura dello stretto di Hormuz "perché una nostra nave, la grande Torino, è stata per tanti mesi bloccata in quel porto e un ringraziamento va fatto a tutti i marittimi che hanno trascorso dei momenti sicuramente non facili", ha aggiunto Grimaldi, evidenziando che le ripercussioni sui costi si sono attenuate, "ma ancora abbiamo un aggravio di costo molto, molto pesante e lo vediamo sul costo della benzina". "Le aziende di trasporto logistiche hanno sicuramente come prima voce di costo il carburante, quindi il danno è enorme - ha sottolineato -. Abbiamo tante aziende che fanno parte di Alis che comunque hanno denunciato gli extra costi e devo dire che il governo ha dato delle risposte col taglio delle accise che è stata una misura che ha aiutato e ha sostenuto" il settore, "però purtroppo non basta perché ci sono state delle riduzioni su quelli che sono i margini delle nostre imprese", ha proseguito Grimaldi.
"Sono state annunciate proprio qui qualche anno fa delle nuove tratte molto strategiche che dai porti di Bari e di Brindisi arrivano ai porti greci di Igoumenitsa e Patrasso. Sono dei corridoi che dai Paesi dei Balcani raggiungono l'Italia, ma poi possono proseguire anche per la Spagna con altre linee intermodali". Grimaldi ha poi ricordato che "si è puntato molto sul traffico intermodale logistico con l'autostrada del mare da e per la Turchia. Oggi grazie ad Alis, al gruppo Grimaldi e a tutti gli associati che fanno parte di questa associazione, abbiamo raggiunto una quota di mercato che va oltre il 60%".
"I dati dimostrano che il Sud sta crescendo di più rispetto al Nord, quindi direi che siamo diventati o ritornati a essere la locomotiva di questo Paese -ha detto il presidente Alis-. Il Paese ha bisogno di un Sud che traina e non di un Sud trainato - ha ricordato - qui abbiamo tantissime aziende che dimostrano la grandezza e l'eccellenza del nostro Made in Italy ma soprattutto del Made in Sud".
L’appuntamento organizzato dall’associazione è una occasione per "fare un bilancio della nostra associazione, di quello che abbiamo fatto in un momento così difficile, in un momento geopolitico che con le sue tensioni ha provocato degli extra costi per la logistica dovuti chiaramente principalmente al caro carburante", ha ribadito Grimaldi, evidenziando che "la resilienza, la forza e tutto sommato anche la tenacia e il coraggio dei nostri imprenditori sono stati dimostrati perché ancora una volta la nostra manifattura, le nostre industrie non hanno assolutamente risentito e questo perché abbiamo delle eccellenze del trasporto nella logistica".
(Adnkronos) - Diverse persone sono rimaste ferite dopo che una persona ha aperto il fuoco nel liceo Welfen Gymnasium di Schongau in Baviera. Il sospetto è stato fermato, ha reso noto la polizia.
La dinamica dell'incidente e la gravità delle ferite riportate dalle vittime sono ancora in corso di accertamento. La polizia sta lavorando per chiarire i dettagli dell'accaduto e per garantire la sicurezza della comunità locale.
L'arresto del sospettato ha permesso di placare la situazione e di evitare ulteriori rischi per la sicurezza degli studenti e del personale scolastico. La comunità locale è scossa dall'accaduto e si spera che le autorità possano fare luce sull'accaduto il prima possibile.

(Adnkronos) - Gianni Infantino tifa Argentina ai Mondiali 2026? Dopo la clamorosa rimonta dell'Albiceleste contro l'Egitto, che è riuscita a staccare il pass per i quarti di finale della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada riuscendo a recuperare da 0-2 e vincendo il match per 3-2, sul web si sono rincorse teorie di un presunto 'complotto' a favore di Lionel Messi per far vincere la coppa all'Argentina.
Ad accusare Infantino ci sono diversi video che si stanno rincorrendo sul web, che vedrebbero il presidente della Fifa esultare per i gol dell'Argentina e rattristarsi per ogni rete subita, svelando così un presunto 'tifo' per Messi e compagni.
Dopo i sedicesimi di finale vinti dall'Albiceleste contro Capo Verde, intercettato da una tv argentina, Infantino ha detto: "Un abbraccio a tutta l'Argentina e complimenti. Il cuore stasera non ha retto, anche per me che sono neutrale". Nelle ultime ore è diventato virale un video che raffigurerebbe il numero 1 della Fifa 'disperato' dopo un gol subito dall'Argentina contro l'Egitto, ma in realtà le immagini sono vecchie.
Il video mostra Infantino che, in tribuna d'onore, è protagonista di un apparente gesto di disappunto, mentre alle sue spalle altri spettatori esultano. Molti utenti hanno quindi collegato le immagini alla partita Argentina-Egitto, associando il disappunto del presidente della Fifa ad un gol della nazionale nordafricana. In realtà, come evidenziano anche le note di comunità, le immagini si riferiscono ad un'altra partita.
A dare adito a queste accuse, ci ha pensato l'Egitto. "Non è giusto, l'arbitro non è stato giusto. Ha rubato lo sforzo di un'intera nazione dall'inizio", ha detto l'attaccante Ziko a caldo, lamentando presunti torti arbitrali durante la sfida, "il campionato è truccato per l'Argentina, complimenti a loro che hanno già vinto il Mondiale: è tutto pianificato", ha concluso, accusando così Fifa e Albiceleste.
Una tesi confermata anche dal ct dell'Egitto, Hossam Hassan: "Non guarderò più partite dei Mondiali", ha detto l'allenatore, "questa è la mia piccola forma di protesta. Hanno rubato il nostro duro lavoro e lo ha visto tutto il mondo". "Vogliono che siano presenti i campioni del mondo, vogliono che ci sia Messi", ha continuato il ct, "è una questione di marketing. Avremmo voluto dare una gioia ai nostri tifosi, ma il calcio non è solo una questione di campo. E' anche marketing, non ci sono solo aspetti tecnici. Ci sono stati errori".
"Abbiamo giocato meglio dei campioni in carica, siamo stati superiori in tutto - ha aggiunto il ct. Il risultato è stato condizionato da fattori legati al campo e fattori esterni, forse vogliono tenere Messi in corsa. Non c'è stato rispetto e non c'è stato fair play. Non è stato concesso un rigore, non è stato nemmeno controllato al Var", ha detto facendo riferimento all'intervento su Salah nell'azione che si è conclusa, dall'altra parte del campo, con il gol del 3-2 argentino. "Ci è anche stato annullato un gol per ragioni misteriose. La vita è ingiusta, perché non c'è correttezza nello sport? Posso parlare di sfortuna, ma non siamo stati trattati con fair play: è stata un'ingiustizia".

(Adnkronos) - "Il mediterraneo è una frontiera, oltre a essere luogo di incontro storico tra civiltà, paesi ed economie, che dobbiamo presidiare. Il paradigna di questa epoca è il conflitto, commerciale e armato, che circonda la nostra Europa, non solo sul fronte continentale ma anche meridionale e del Medioriente. Per questo è importate sviluppare un'economia del mare che punti a ridurre la dipendenza dall'estero e renderci più autonomi anche per quanto riguarda le materie prime critiche e l'energia, che passano spesso attraverso linee di navigazione minacciate". Lo dice il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, in un punto stampa a margine della presentazione del "XIV Rapporto Nazionale sull'Economia del Mare" organizzato da OsserMare al Mimit.
Il rapporto, dice Urso, "certifica l'azione che il governo ha svolto per far crescere in questi anni la blue economy anche attraverso grandi attori e una filiera sempre più competitiva a livello europeo e globale. L'economia del mare cresce in Italia, in controtendenza rispetto all'Europa" e "siamo convinti, con le misure messe in campo, che le imprese possano ulteriormente crescere".

(Adnkronos) - "L'economia del mare italiana non è una semplice sommatoria delle filiere ma un sistema integrato che incide sull'economia nazionale, sfiorando i 225 miliardi di euro di valore aggiunto, pari all’11,4% del PIL nazionale. Con il XIV Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare consegniamo al Paese il principale strumento di conoscenza e analisi di uno dei settori più strategici per la crescita, la competitività e lo sviluppo sostenibile dell’Italia”. Lo ha detto Giovanni Acampora, Presidente Assonautica Italiana, Si.Camera e CCIAA Frosinone Latina, nel corso della presentazione del XIV Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare a cura di Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare OsserMare, Centro Studi Tagliacarne - Unioncamere, Informare, Camera di commercio Frosinone Latina e Blue Forum Italia Network, presentato a Roma presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nell’ambito del Blue Forum 2026
"Per lungo tempo abbiamo dovuto dimostrare che l'Economia del Mare non è semplicemente la somma di filiere, ma un sistema economico integrato capace di generare valore per l’intera Nazione. Oggi questa consapevolezza è patrimonio comune e rappresenta il risultato di un percorso al quale il sistema camerale ha dato un contributo importante”, ha concluso Acampora.

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Non un traguardo simbolico, ma la conferma di una direzione precisa. Federmanager rinnova per il terzo anno consecutivo la certificazione Uni/PdR 125:2022 per la parità di genere e consolida un percorso che, nel panorama della rappresentanza manageriale italiana, assume sempre più il valore di una scelta di governance. Perché oggi la parità non riguarda soltanto il linguaggio dell’inclusione. Riguarda il modo in cui le organizzazioni costruiscono leadership, selezionano competenze, trattengono talenti e interpretano il cambiamento. E' in questa prospettiva che Federmanager ha trasformato la certificazione in uno strumento permanente di cultura organizzativa, coinvolgendo congiuntamente l’intero ecosistema del Gruppo - da Federmanager Academy a Praesidium, da Assidai a Manager Solutions - in un modello fondato su equità, responsabilità e valorizzazione del capitale umano.
“La continuità di questo riconoscimento - osserva il presidente di Federmanager, Valter Quercioli - dimostra che la parità di genere non può essere affrontata come un tema accessorio o reputazionale. Oggi competitività e qualità del management passano anche dalla capacità delle organizzazioni di valorizzare leadership e competenze senza squilibri di genere o barriere culturali”.
L’impegno della Federazione si riflette anche sul piano contrattuale. Il ccnl di categoria prevede infatti il principio di equità retributiva tra uomini e donne, uno dei punti più avanzati nel panorama italiano sul tema del gender gap manageriale. Il rinnovo della certificazione arriva in una fase di profonda trasformazione del lavoro, segnata dalla transizione digitale, dall’evoluzione delle competenze e da modelli organizzativi sempre più orientati alla sostenibilità. In questo scenario, per Federmanager la parità di genere si conferma centrale nelle strategie industriali e nella qualità delle organizzazioni, più che restare confinata nella dimensione delle policy o degli obiettivi reputazionali.
"La certificazione - dichiara Fabio Vivian, presidente di Manager solutions - rappresenta anche uno stimolo a migliorare continuamente il nostro modo di lavorare e di accompagnare le organizzazioni nei loro percorsi di crescita. Le imprese ci chiedono sempre più strumenti, competenze e modelli organizzativi capaci di valorizzare le persone. Per questo consideriamo la parità di genere non un adempimento, ma un fattore chiave per rendere le organizzazioni più solide, più attrattive e più preparate ad affrontare le trasformazioni del mercato".
“E' stato molto costruttivo - afferma Armando Indennimeo, presidente Assidai - per il nostro Fondo di assistenza sanitaria affrontare questo ulteriore audit di sorveglianza e condividere i progetti studiati per la valorizzazione delle risorse umane. Siamo stati onorati di ricevere feedback molto positivi anche su un uso adeguato e innovativo della comunicazione inclusiva con cui presentiamo la mission e le peculiarità di Assidai. Questi apprezzamenti ci consentono di continuare a lavorare sempre con maggiore impegno su tematiche così rilevanti”.
Per il presidente di Federmanager Academy, Marco Bertolina, “il rinnovo della certificazione Uni/PdR 125 rappresenta per Federmanager Academy un risultato di grande valore, perché conferma la coerenza tra i principi che promuoviamo attraverso la formazione manageriale e il modo in cui operiamo come organizzazione". "Crediamo che inclusione, pari opportunità e valorizzazione delle competenze siano elementi fondamentali per costruire una leadership moderna e sostenibile. Per questo il mantenimento della certificazione non è soltanto un riconoscimento formale, ma la testimonianza di un impegno concreto che intendiamo rafforzare nel tempo, contribuendo alla diffusione di una cultura manageriale sempre più attenta all'equità e al merito”, aggiunge.
"La parità di genere - dichiara Valeria Bucci, ad e dg di Praesidium - continua a rappresentare un valore fondamentale per Praesidium, non solo per il benessere e la crescita delle nostre persone, ma anche per la qualità e la sostenibilità del nostro modello organizzativo. Il rinnovo della certificazione conferma un impegno concreto che si traduce in pratiche quotidiane e in un’attenzione costante alla valorizzazione del merito e delle competenze”. Il presidente di Praesidium, Giacomo Gargano, aggiunge: "Proseguiamo questo percorso con una visione sempre più strutturata e integrata, convinti che equità e inclusione siano leve strategiche per affrontare le sfide del cambiamento. Continueremo a sviluppare iniziative e progettualità che rafforzino una cultura organizzativa capace di generare valore nel tempo e contribuire a un sistema più equo e sostenibile".
La Federazione sceglie così di dare continuità a un percorso che punta non soltanto a consolidare strumenti e procedure, ma soprattutto a favorire un cambiamento culturale dentro il sistema produttivo. Perché la vera sfida, oggi, non è ottenere una certificazione. E' fare in modo che inclusione, merito e pari opportunità diventino parte integrante dell’identità manageriale delle organizzazioni.

(Adnkronos) - Un furto su commissione per le corse clandestine di cavalli è tra le ipotesi della sottrazione delle 80 fiale di Fentanyl dall'ospedale Israelitico di Roma. Si tratta di "un farmaco di uso quotidiano in ambito ospedaliero, utilizzato da anestesisti e rianimatori per indurre l'anestesia generale. È circa 100 volte più potente della morfina e deve essere maneggiato con estrema cautela, perché può provocare rapidamente arresto respiratorio e depressione del sistema nervoso centrale". Per questo motivo, secondo Elena Bignami, presidente della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), questo furto appare "chiaramente un furto su commissione". Tuttavia, precisa all'Adnkronos Salute, "non posso affermare con certezza che il farmaco sia destinato all'uso voluttuario umano, cioè allo spaccio". Tra le ipotesi - oltre a quella degli ambulatori abusivi di medicina estetica - c'è anche un possibile impiego come potente analgesico, ad esempio nelle corse clandestine di cavalli, per il controllo del dolore acuto o traumatismi per evitare lo stop dell'animale e per farlo correre di più e lo stesso. "Non ho elementi per confermarlo, ma è certamente una possibilità", osserva Bignami.
La presidente della Siaarti dovrebbe partecipare al tavolo tecnico promosso da Palazzo Chigi insieme alla Società italiana di farmacologia (Sif). L'organismo è stato annunciato ieri, nel corso di una riunione convocata dopo il furto delle fiale dalla farmacia dell'ospedale romano. All'incontro hanno preso parte, tra gli altri, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, i ministri Matteo Piantedosi e Orazio Schillaci, il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il comandante dei Nas dei Carabinieri, il direttore della Direzione centrale per i servizi antidroga (Dcsa) e i rappresentanti del Dipartimento per le politiche contro la droga e le altre dipendenze (Dpa).
L'obiettivo del tavolo tecnico è "valutare la necessità di norme ulteriori per la tracciabilità dei farmaci che determinano effetti droganti, di riordinare la normativa primaria e secondaria sugli obblighi di conservazione dei farmaci medesimi" oltre a "un incremento dei controlli delle forze di polizia, in primis dei Nas, sull'intera filiera di tale tipologia di farmaci". Su questo punto, però, Bignami invita a distinguere tra l'efficacia delle norme e la loro applicazione. "Il furto è di per se un reato - spiega - Nel caso di farmaci sensibili esistono procedure dettagliate sulla somministrazione, tracciabilità e sulla loro rendicontazione, in particolare degli oppioidi, dalla farmacia ospedaliera fino al blocco operatorio e alla terapia del dolore e altre unità operative che ne fanno uso. Tutto è in appositi registri a disposizione delle autorità competenti". Secondo la presidente della Siaarti, quindi, "non servono nuove norme sulla tracciabilità. Tuttavia, siamo disponibili a collaborare con Palazzo Chigi per capire dove il sistema possa aver mostrato criticità, verificare il rispetto delle procedure e, se necessario, rafforzare la formazione degli operatori. Se sarà richiesto un contributo formativo, faremo la nostra parte". Dagli incontri a Palazzo Chigi è inoltre emerso che le 80 fiale rubate avrebbero potuto consentire la preparazione di circa 20 mila dosi. Un dato che, secondo Bignami, rende meno convincente l'ipotesi dello spaccio al dettaglio. "Una simile quantità presupporrebbe la disponibilità di circa 20 mila siringhe per la somministrazione del farmaco. Anche per questo motivo tenderei a escludere, almeno in prima battuta, la pista dello spaccio" conclude.
Intanto oggi gli ispettori del ministero della Salute si sono recati all'ospedale Israelitico di Roma per accertare cosa è accaduto nella farmacia della struttura e come è stato possibile il furto. E se sono state rispettare le procedure e le norme che regolano le attività svolte all'interno dei servizi farmaceutici ospedalieri. Sul caso indaga la Procura di Roma, ieri c'è stata l'ispezione della Regione Lazio e anche il Nas dei Carabinieri è al lavoro. Una delle piste più 'calde' al vaglio è quella degli studi abusivi di medicina estetica, anche in riferimento ai casi di cronaca dello scorso anno che hanno registrato diversi decessi collegati proprio ad interventi estetici esercitati da professionisti in studi abusivi o senza le dovute garanzie di sicurezza per i pazienti. Ieri sera si è svolto a Palazzo Chigi un incontro su caso fentanyl in cui - nell'ottica di rafforzare il coordinamento tra le istituzioni coinvolte e prima menzionate - si è deciso di avviare nell'immediatezza un tavolo tecnico.

(Adnkronos) - "Quasi sette genitori di bambini malati di cancro su dieci raccontano di essersi sentiti soli durante il percorso di cura del proprio figlio". È uno dei principali risultati delle interviste qualitative realizzate da Peter Pan Odv nell'ambito del Primo Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici in età pediatrica e adolescenziale - 2025, promosso da Favo. La maggior parte dei caregiver sperimenta un vero e proprio isolamento sociale, una sensazione che amplifica la fragilità già generata dalla malattia. È una realtà che Peter Pan Odv conosce da oltre trent'anni e che affronta ogni giorno accompagnando le famiglie durante tutto il percorso di cura. Anche per il 2026, Fondazione Lottomatica sarà al fianco dell’associazione, sostenendo - informa una nota - un modello di intervento che si prefigge di umanizzare il percorso di cura. Un approccio che mette al centro l'intero nucleo familiare, grazie al lavoro di un'équipe multidisciplinare, al supporto tra pari, al volontariato e a una rete di collaborazioni con strutture sanitarie, istituzioni e organizzazioni del Terzo Settore.
La malattia oncologica pediatrica non genera soltanto bisogni sanitari. Può cambiare profondamente la vita dell'intero nucleo familiare e allontanare dalla propria rete sociale. Questo avviene soprattutto alle famiglie che si trasferiscono a Roma - spiega Petr Pan Odv - per consentire ai propri figli di accedere alle cure e che si trovano improvvisamente lontane dalla propria casa, dagli affetti, dal lavoro e dalla rete di relazioni costruita nel tempo. A questa distanza fisica si aggiungono spesso isolamento sociale, difficoltà economiche, nuovi bisogni organizzativi e un forte impatto emotivo. Anche all'interno della famiglia gli equilibri cambiano.
Nella maggior parte dei casi un genitore accompagna il bambino durante il percorso di cura, mentre l'altro continua a sostenere la famiglia dal punto di vista lavorativo ed economico. Una condizione che può generare solitudine, stress e senso di inadeguatezza in entrambi, rendendo ancora più importante poter contare su una rete di supporto capace di accompagnare l'intero nucleo familiare. Da oltre trent'anni Peter Pan Odv - si legge - promuove una presa in carico globale della famiglia, nella consapevolezza che la malattia oncologica di un figlio porta con sé bisogni che vanno oltre la dimensione sanitaria. Per questo ha sviluppato un modello fondato sulla collaborazione tra competenze diverse, pensato per offrire risposte concrete e personalizzate alle esigenze dell'intero nucleo familiare.
"La diagnosi di un tumore pediatrico cambia profondamente la vita dell'intera famiglia. Accanto alla qualità delle cure è fondamentale costruire una rete capace di accompagnare i genitori anche nella loro quotidianità - ha spiegato Roberto Mainiero, presidente Peter Pan ODV -. È questo il modello che Peter Pan porta avanti da oltre trent'anni: una rete di persone e competenze nella quale professionisti, volontari, ospedali, istituzioni, Terzo Settore e imprese condividono una responsabilità comune, perché nessuna famiglia debba affrontare da sola il percorso di cura di un figlio. La collaborazione con Fondazione Lottomatica rafforza questa rete e ci permette di essere ancora più vicini alle famiglie".
Nel 2025 Peter Pan Odv - prosegue la nota - "ha accolto e accompagnato 151 famiglie, garantendo oltre 1.000 ore di supporto psicologico per adulti e bambini, più di 3.000 navette solidali, 123 attività educative, ricreative e di socializzazione e un accompagnamento personalizzato nell'accesso ai servizi. Tutto questo è stato possibile grazie al lavoro di un'équipe multidisciplinare integrata e all'impegno di oltre 240 volontari, che hanno dedicato complessivamente 21.644 ore di volontariato, contribuendo ogni giorno a costruire quella rete di relazioni e di sostegno che rappresenta uno degli elementi distintivi del modello Peter Pan. Per il secondo anno consecutivo, Fondazione Lottomatica rinnova il proprio sostegno a questo modello, contribuendo a rafforzare una rete di cura che accompagna le famiglie ben oltre la dimensione sanitaria".
"Sostenere per il secondo anno consecutivo Peter Pan Odv significa per noi rinnovare l'impegno verso un modello di accoglienza che mette al centro l'intero nucleo familiare nel momento più difficile - ha dichiarato il segretario generale di Fondazione Lottomatica, Chiara Pomarici -. I dati emersi dal Rapporto sull'isolamento sociale dei genitori sono un richiamo importante: la cura medica deve essere sempre affiancata da un supporto umano e psicologico. Fondazione Lottomatica ha scelto di confermare il proprio supporto a questo progetto proprio per la validità di un modello multidisciplinare capace di rispondere a bisogni che vanno oltre la dimensione sanitaria, offrendo un aiuto concreto, personalizzato e continuativo".

(Adnkronos) - Novocure ha annunciato oggi che "Optune Pax® ha ottenuto il marchio Ce (Conformité européenne) per il trattamento di pazienti adulti affetti da carcinoma pancreatico localmente avanzato di origine esocrina, in associazione con gemcitabina e nab-paclitaxel (gem/nab-pac), in conformità con le raccomandazioni delle linee guida". "L’adenocarcinoma pancreatico viene spesso diagnosticato in stadi avanzati, quando i tumori sono più difficili da trattare. Di conseguenza, le opzioni terapeutiche hanno un effetto limitato e i tassi di sopravvivenza sono rimasti bassi per decenni. Tuttavia, nello studio di fase 3 Panova-3 con Optune Pax, è stato osservato un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza globale nei pazienti che si trovavano in uno stadio avanzato della malattia - ha affermato Teresa Macarulla, MD, PhD, responsabile del Dipartimento di Oncologia medica dell’Hospital Clínic di Barcellona -. Inoltre, Optune Pax ha dimostrato di ritardare la progressione del dolore, un sintomo debilitante del tumore al pancreas. Si tratta di un trattamento promettente per i pazienti che hanno urgente bisogno di nuove opzioni terapeutiche".
Optune Pax - infoma una nota - "è un dispositivo medico portatile che eroga Tumor treating fields (TTFields) in modo non invasivo tramite array indossabili. I TTFields sono campi elettrici alternati che interferiscono con i processi fondamentali per la divisione e la sopravvivenza delle cellule tumorali, provocandone la morte senza influire in modo significativo sulle cellule sane". Il marchio Ce per Optune Pax nel trattamento del carcinoma pancreatico localmente avanzato "è supportato dai dati dello studio clinico di fase 3 Panova-3, che ha raggiunto il suo endpoint primario - si legge - dimostrando un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza globale mediana (mOS) nei pazienti trattati con Optune Pax e gem/nab-pac rispetto a quelli trattati con gem/nab-pac in monoterapia, prolungando al contempo in modo significativo il tempo alla progressione del dolore, un endpoint secondario chiave. Poiché l’uso di gemcitabina e nab-paclitaxel può variare a seconda del mercato, la destinazione d’uso approvata con il marchio Ce per Optune Pax include un riferimento alle raccomandazioni delle linee guida per tenere conto di queste differenze locali".
"L’ottenimento del marchio CE rappresenta una traguardo fondamentale nel contesto del nostro impegno volto a rendere Optune Pax disponibile per le persone affette da carcinoma pancreatico localmente avanzato, una condizione che necessita di nuove opzioni terapeutiche - ha affermato Anne Calixte de Lembeye, Senior Vicepresident per l’area EMEA e il Canada di Novocure -. Siamo orgogliosi di questo risultato e ci impegniamo a collaborare con le agenzie nazionali per garantire l’accesso a Optune Pax ai pazienti affetti da carcinoma pancreatico che potrebbero trarre beneficio dal trattamento".
'Panova-3' è stato uno studio clinico internazionale, prospettico, randomizzato, in aperto (open label) e controllato di fase 3, progettato per valutare l’uso di Optune Pax - dettaglia la nota - in associazione a gem/nab-pac come trattamento di prima linea per il carcinoma pancreatico localmente avanzato rispetto alla sola terapia con gem/nab-pac. Lo studio ha arruolato 571 pazienti, randomizzati in rapporto 1:1 e seguiti per un periodo minimo di 18 mesi ed "ha raggiunto l’endpoint primario, dimostrando un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza globale mediana (mOS) nei pazienti trattati con Optune Pax". Nella popolazione intent-to-treat (ITT), "i pazienti trattati con Optune Pax in concomitanza con gem/nab-pac (n=285) hanno avuto una sopravvivenza mediana (mOS) di 16,2 mesi rispetto ai 14,2 mesi osservati nei pazienti trattati con gem/nab-pac in monoterapia (n=286), con un miglioramento statisticamente significativo di 2,0 mesi. Nella popolazione modified intent-to-treat (mITT), definita come i pazienti che hanno ricevuto almeno 28 giorni di terapia con Optune Pax in concomitanza con gem/nab-pac o almeno un ciclo completo di gem/nab-pac, i pazienti trattati con Optune Pax in concomitanza con gem/nab-pac (n=198) hanno avuto una mOS di 18,3 mesi rispetto ai 15,1 mesi registrati nei pazienti trattati con gem/nab-pac in monoterapia (n=207), con un miglioramento statisticamente significativo di 3,2 mesi".
"Optune Pax concomitante con gem/nab-pac - prosegue la nota - ha dimostrato un miglioramento in diversi endpoint secondari, compreso il tasso di sopravvivenza a un anno. Il tasso di sopravvivenza a un anno nella popolazione ITT ha mostrato un miglioramento significativo nel gruppo trattato con Optune Pax in concomitanza con gem/nab-pac, pari al 68,1%, rispetto a chi ha ricevuto solo gem/nab-pac, pari al 60,2%. Nella popolazione mITT, il tasso di sopravvivenza a un anno ha mostrato un miglioramento significativo nel gruppo trattato con Optune Pax in concomitanza con gem/nab-pac, pari al 75,2%, rispetto al 65,9% nei pazienti trattati con gem/nab-pac in monoterapia".
Nello studio Panova-3, - riferisce la nota - il tempo alla progressione del dolore è stato definito come il tempo dal basale fino a un aumento di 20 o più punti riportato dai pazienti su una scala analogica visiva per il dolore oppure fino al decesso. I pazienti trattati con Optune Pax in associazione a gem/nab-pac hanno avuto un tempo mediano alla progressione del dolore pari a 15,2 mesi, rispetto a una mediana di 9,1 mesi nel gruppo trattato con gem/nab-pac in monoterapia. Si tratta di un prolungamento significativo di 6,1 mesi del tempo alla progressione del dolore. La qualità della vita (QoL) era un endpoint secondario misurato al basale e ogni 8 settimane. Le analisi sono state condotte su tutti i pazienti utilizzando il questionario sulla qualità della vita dell’European Organisation for the Research and Treatment of cancer quality of life questionnaire (Eortc Qlq-C30) con il modulo specifico per il tumore del pancreas Pan26. Il trattamento con Optune Pax in concomitanza con gem/nab-pac ha determinato una sopravvivenza libera da deterioramento (Dfs) più lunga per quanto riguarda lo stato di salute globale, il dolore, il dolore pancreatico e la maggior parte dei problemi digestivi. Tendenze simili sono state osservate per la funzione emotiva e l’affaticamento/mancanza di energia. Non sono state riscontrate differenze significative in ulteriori endpoint secondari relativi alla sopravvivenza libera da progressione, alla sopravvivenza libera da progressione locale, al tasso di risposta obiettiva, alla sopravvivenza senza necessità di drenaggio o al tasso di resecabilità del tumore tra il braccio trattato con Optune Pax in concomitanza con gem/nab-pac e il braccio trattato solo con gem/nab-pac".
Optune Pax "è stato ben tollerato e non ha aggravato la tossicità sistemica correlata a gem/nab-pac; non sono stati osservati nuovi segnali di sicurezza e gli eventi avversi gravi (Sae) erano comparabili tra i bracci dello studio. La maggior parte dei pazienti trattati con Optune Pax - conclude la nota - ha manifestato gli eventi avversi cutanei (Ae) attesi correlati al dispositivo sotto gli array (76,3% dei partecipanti trattati con Optune Pax). La maggior parte di questi eventi era di entità da lieve a moderata (grado 1-2), con 21 (7,7%) hanno manifestato un evento di grado ≥3. L’evento avverso correlato al dispositivo più comune, non legato agli eventi avversi cutanei, è stato l’affaticamento, segnalato in 14 partecipanti (5,1%). È stato osservato un evento avverso di grado 4 ritenuto dall’investigatore possibilmente correlato al dispositivo, si è trattato di un evento non grave consistente in una diminuzione della conta dei neutrofili. Non si sono verificati eventi avversi correlati al dispositivo che abbiano portato al decesso e non sono emersi problemi di sicurezza correlati al dispositivo non previsti durante lo studio. I risultati dello studio di fase 3 Panova-3 sono stati pubblicati nel Journal of Clinical Oncology. Optune Pax è stato approvato dalla Fda statunitense nel febbraio 2026. Novocure prevede di lanciare Optune Pax in Germania nelle prossime settimane".

(Adnkronos) - Tragedia sulla spiaggia di Lido Riccio, a Ortona (Chieti), dove un anziano è morto, questa mattina, mentre stava facendo il bagno al mare. Secondo una prima ricostruzione, l'anziano si è immerso, ma dopo un po' la moglie e il figlio, che si trovavano sulla spiaggia, non lo hanno più visto. Probabilmente, colto da malore, forse causato anche dal caldo torrido, si è accasciato in acqua, ed è annegato. Scattato l'allarme, sono intervenuti i militari della Capitaneria di Porto, i vigili del fuoco e i sanitari del 118. Il pensionato è stato trovato esanime. E' stato recuperato dai soccorritori e portato a riva. Sul posto anche i carabinieri della Compagnia di Ortona per gli accertamenti di rito. La salma è stata già restituita alla famiglia per i funerali.

(Adnkronos) - Mario Adinolfi da questa mattina agli arresti domiciliari per una presunta truffa legata a un sistema di scommesse. Nelle parole del gip di Roma Giulia Arcieri sul giornalista ed ex deputato, messe nero su bianco in uno dei passaggi dell’ordinanza con cui ha disposto i domiciliari dopo l’indagine della Guardia di Finanza, si rimarca "la scaltrezza, la pervicacia, la spregiudicatezza nella complessiva elaborazione ed attuazione del progetto criminoso, indicativa di una specifica volontà, oltre che abilità, nella movimentazione dei rilevanti flussi di denaro, che evidenziano una spiccata propensione all'occultamento dei flussi reddituali e all'elusione dei controlli dell'amministrazione finanziaria”.
Secondo la gip Arcieri, “nel caso di specie va evidenziato che, dagli accertamenti finora svolti, è emerso che Adinolfi - scrive il gip - pur a fronte di movimentazioni finanziarie per importi assai considerevoli, nell'ordine di centinaia di migliaia di euro, rilevate su conti correnti a lui riferibili e direttamente intestati, non risulta proprietario di immobili né titolare di partecipazioni sociali e nemmeno di cariche di rappresentanza all'interno di enti commerciali. Risulta solo intestatario di un’auto. E' anche emerso che egli ha speso ingenti somme di denaro (raccolte attraverso lo svolgimento della abusiva attività in esame) anche e soprattutto per l'acquisto di beni voluttuari, spese personali per beni di lusso quali, ad esempio, l'acquisto di orologi nonché viaggi all'estero (Maldive ed Egitto), quadri ed imbarcazioni. Tra questi beni mobili registrati (imbarcazioni ed automobili) che stranamente (eccetto l'autovettura) non sono riconducibili alla persona fisica di Adinolfi benché siano stati dallo stesso acquistati con denaro proveniente dai propri conti correnti”.
E ancora: “Risulterebbero inoltre conti correnti dell'indagato all'estero sui quali sono in corso accertamenti (come in Lituania). E' dunque evidente come l'indagato si premuri di evitare la formale intestazione a sé di beni e come abbia l'accortezza di disperdere il patrimonio allontanandolo dalla formale riferibilità al medesimo”, evidenzia il gip.
Dalla ricostruzione delle movimentazioni finanziarie sui conti correnti dell’indagato nell’ultimo quinquennio, spiega la Guardia di Finanza, è stata accertata la raccolta di oltre 4,7 milioni di euro. Solo una parte di tali somme sarebbero risultate correlate ad attività di scommesse sportive, mentre la gran parte dei fondi ricevuti sarebbe stato destinato a diversi utilizzi, tra cui trasferimenti verso soggetti terzi e sostenimento di spese personali per l’acquisto di beni di lusso quali orologi, lingotti e monete straniere, quadri, imbarcazioni e pagamenti per viaggi.

(Adnkronos) - Jannik Sinner 'soffre' per l'Italia fuori dai Mondiali 2026. Il tennista azzurro ha raggiunto la semifinale di Wimbledon battendo il tedesco Struff ai quarti e nel penultimo atto del torneo troverà Novak Djokovic, vincente contro il canadese Felix Auger-Aliassime. Sul prato di Londra però c'è anche spazio per una piccola, e dolorosa, parentesi calcistica.
Durante l'intervista post partita, la giornalista della Bbc ha chiesto se stesse guardando i Mondiali di scena in Stati Uniti, Messico e Canada, che si preparano ai quarti di finale: "Perfavore non parliamo di calcio", ha risposto con un sorriso cupo Sinner, ricordando così la mancata qualificazione dell'Italia, per la terza edizione consecutiva, alla rassegna iridata.

(Adnkronos) - “Oggi è una giornata importante con la presentazione, ma soprattutto con l'adozione, dei nuovi Pai distrettuali, che mettono insieme il rischio franoso e il rischio idraulico. Programmazione e prevenzione sono fondamentali in un Paese come il nostro, dove il 94% dei Comuni è interessato dal dissesto idrogeologico”. Così il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Vannia Gava, durante la presentazione, alla Presidenza del Consiglio, dei Piani di Assetto Idrogeologico dell'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino centrale (Aubac), i nuovi strumenti per prevenzione, sicurezza e sviluppo dei territori.
“Attraverso i sistemi di monitoraggio e i dati tecnico-scientifici possiamo lavorare per ridurre il rischio idrogeologico e mettere in sicurezza il territorio. È evidente che alcuni provvedimenti possono risultare anche restrittivi per alcuni Comuni, ma dobbiamo mettere al primo posto la sicurezza dei cittadini e la tutela del territorio”, ha spiegato Gava.
“Il grande lavoro svolto dall'Aubac e dall'Autorità di bacino rappresenta un elemento importante anche nel rapporto con gli amministratori locali e regionali - ha aggiunto la viceministra - Non si tratta soltanto di un ruolo tecnico-scientifico, ma anche di un'attività di condivisione e mediazione, per rendere cittadini e istituzioni consapevoli dell'importanza strategica degli interventi di prevenzione e di messa in sicurezza”.

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La Cia lancia l'allarme sulla "drammatica emergenza che sta
colpendo il settore apistico regionale nella campagna produttiva
2026" e con una lettera inviata all'assessore regionale
dell'Agricoltura e riforma agro-pastorale, Francesco Agus, e al
direttore generale dell'Assessorato, Giorgio Onorato Cicalò, chiede
alla Regione un "intervento tempestivo a sostegno delle
aziende".
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(Adnkronos) - Per un adolescente può significare bagnare i quaderni mentre scrive, avere difficoltà a usare lo smartphone, praticare sport o suonare uno strumento musicale, fino a evitare di stringere la mano a un compagno per l'imbarazzo. L'iperidrosi, cioè l'eccessiva produzione di sudore, non è una malattia grave, ma può compromettere profondamente la qualità della vita. "Colpisce tra l'1 e il 3% di bambini e adolescenti e interessa soprattutto mani, piedi e ascelle. Quando le terapie dermatologiche non sono sufficienti, all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma è possibile ricorrere a un trattamento chirurgico mini-invasivo. Con oltre 230 interventi all'attivo dall'avvio del programma chirurgico nel 2017 a oggi - ricorda una nota del Bambino Gesù - l'ospedale ha sviluppato la più ampia casistica pediatrica nazionale per questa procedura risolutiva. Quasi 1 ragazzo trattato su 2 (44%) proviene da fuori Lazio, in particolare da Campania, Lombardia, Sicilia ed Emilia Romagna. L'età media dei pazienti è di 17 anni (12 anni il più giovane), senza sostanziali differenze tra maschi (44%) e femmine (56%). Ogni anno vengono valutati per l'intervento circa 40-45 ragazzi".
L'ipersudorazione: si alimenta di ansia e stress. "L'iperidrosi è causata da un'iperattività del sistema nervoso simpatico, responsabile dell'attivazione delle ghiandole sudoripare. La forma più frequente in età pediatrica è l'iperidrosi primaria focale, una condizione non legata ad altre malattie e spesso associata a una predisposizione familiare - ricordano gli esperti - I primi sintomi compaiono generalmente già in età prepuberale e tendono ad accentuarsi durante tutta l'adolescenza, quando ai cambiamenti ormonali si aggiunge una componente emotiva molto importante. Alte temperature, umidità, ma soprattutto ansia, stress e imbarazzo possono generare un circolo vizioso: il timore di avere le mani sudate stimola ulteriormente l'attivazione del sistema nervoso simpatico e, di conseguenza, una produzione di sudore ancora più intensa e difficile da controllare. La localizzazione più frequente è quella palmo-plantare, seguita dall'iperidrosi ascellare. Nei casi più intensi la cute può andare incontro a macerazione, desquamazione e, talvolta, a eczema disidrosico, una malattia infiammatoria della pelle che si manifesta con la comparsa di piccole vescicole pruriginose piene di liquido che richiedono un trattamento specifico".
"L'iperidrosi non è un semplice fastidio né un problema estetico - spiega la dottoressa May El Hachem, responsabile di Dermatologia dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù - Per molti ragazzi diventa una limitazione concreta nella vita di tutti i giorni: scrivere, salutare gli amici, partecipare alle attività scolastiche o sportive può trasformarsi in una fonte continua di disagio psicologico. Per questo è importante riconoscere precocemente il disturbo, non sottovalutarlo e costruire un percorso terapeutico personalizzato".
Il percorso di cura: dal dermatologo all'intervento. "Il primo specialista di riferimento dopo il pediatra è il dermatologo, che valuta il quadro clinico ed esclude le forme secondarie, associate ad altre patologie o all'assunzione di farmaci. Il trattamento - prosegue il Bambino Gesù - inizia sempre con le opzioni cosiddette conservative: norme comportamentali per favorire la traspirazione, in particolare dei piedi, evitando calzature e tessuti non traspiranti; prodotti topici a base di cloridrato di alluminio; ionoforesi (tecnica per somministrare farmaci attraverso la pelle con l'ausilio di una corrente continua a bassa intensità) e, quando necessario, terapia dell'eczema disidrosico. Solo quando questi approcci non consentono un controllo soddisfacente dei sintomi e il disturbo compromette in modo significativo la qualità della vita, il paziente viene inviato alla valutazione chirurgica".
"La chirurgia rappresenta sempre l'ultima tappa del percorso di cura - sottolinea El Hachem - È riservata ai ragazzi per i quali tutte le terapie conservative si sono dimostrate insufficienti e il peso della malattia sulla vita quotidiana è diventato importante". "Tra le opzioni terapeutiche non chirurgiche rientra anche il trattamento con tossina botulinica - aggiungono El Hachem e il dottor Francesco De Peppo, responsabile della Chirurgia pediatrica di Palidoro - Tuttavia, in età pediatrica il suo impiego presenta alcuni limiti che ne riducono l'indicazione. L'efficacia è infatti temporanea - generalmente non supera i 6 mesi - rendendo necessari trattamenti ripetuti. Inoltre, le infiltrazioni vengono eseguite in aree particolarmente sensibili e possono risultare dolorose per il paziente. A ciò si aggiunge un ulteriore aspetto: attualmente la procedura non è rimborsata dal sistema sanitario nazionale e, di conseguenza, comporta costi elevati per le famiglie. Per questi motivi, nei casi selezionati di iperidrosi severa, in termini di risultati la chirurgia rappresenta l’opzione terapeutica più appropriata".
La chirurgia mini-invasiva che risolve il problema. L'intervento viene eseguito dall'équipe di Chirurgia pediatrica dell'ospedale della sede di Palidoro "attraverso una tecnica toracoscopica mini-invasiva altamente specialistica. Mediante due piccole incisioni, nascoste nel cavo ascellare, il chirurgo raggiunge la catena del sistema nervoso simpatico e interrompe selettivamente la trasmissione degli impulsi responsabili dell'eccessiva sudorazione applicando clip in titanio. La scelta del livello sul quale intervenire viene personalizzata in base alla sede prevalente dell'iperidrosi: mani o ascelle. Una delle caratteristiche del percorso sviluppato al Bambino Gesù - evidenziano gli esperti - è l'approccio reversibile, per step, adottato dall'équipe chirurgica. L'intervento viene infatti eseguito in due tempi: prima sul lato dominante (ad esempio la mano sinistra per i mancini) e, dopo circa 2 o 3 mesi, sull'altro lato. Una scelta che consente di mantenere il rischio di complicanze estremamente basso e che può contribuire anche a ridurre la comparsa della cosiddetta sudorazione compensatoria, cioè l'aumento della sudorazione in altri distretti corporei, generalmente lieve e limitato ai periodi più caldi. L'applicazione di clip in titanio, inoltre, rappresenta un'ulteriore misura di sicurezza rispetto alla resezione definitiva del nervo".
"L'intervento dura circa 40 minuti, richiede generalmente una sola notte di ricovero e consente una scomparsa immediata della sudorazione nell'area trattata. Nella casistica del Bambino Gesù non si sono registrate complicanze maggiori - precisa l'ospedale - Gli interventi per recidiva sono rari, ampiamente al di sotto dell'1%, e sono legati alla possibile formazione, nel tempo, di sottilissime connessioni nervose collaterali che possono ripristinare la trasmissione dell'impulso".
"L'iperidrosi non è una malattia grave, ma molti ragazzi la vivono come tale perché limita profondamente la loro vita sociale - conclude De Peppo - Oggi gli adolescenti vivono il rapporto con gli altri in modo molto diverso rispetto al passato. Il solo pensiero di dover stringere una mano può aumentare ulteriormente la sudorazione e alimentare ansia e imbarazzo. Quando il problema delle mani si risolve, non cambia soltanto la sudorazione: cambia il modo di relazionarsi con gli altri. Molti ragazzi ci raccontano di sentirsi finalmente liberi di vivere la propria quotidianità senza il timore costante di essere giudicati".

(Adnkronos) - Uno spazio digitale dove chi vive con la Sclerosi multipla (Sm) "può trovare informazioni affidabili, ma soprattutto confrontarsi con chi affronta ogni giorno le stesse sfide, condividere esperienze, consigli pratici e contribuire in prima persona alla crescita dei contenuti". Nasce 'Vita SMisurata', la prima piattaforma digitale italiana pensata per mettere in rete persone con Sm e caregiver, valorizzando il patrimonio di esperienze della comunità e trasformandolo in uno strumento concreto di supporto e ispirazione. Il progetto, realizzato da Merck Italia con il patrocinio e la collaborazione di Aism (Associazione italiana sclerosi multipla) e Sin (Società italiana di neurologia), è stato presentato oggi al Senato della Repubblica nell'ambito dell'evento istituzionale "Oltre la Sclerosi multipla: progettare un percorso di vita personale superando la cronicità", promosso su iniziativa della Senatrice Tilde Minasi, Commissione Affari sociali del Senato. "L’incontro di oggi - dichiara Minasi - conferma l’impegno dell’Intergruppo parlamentare nel favorire il dialogo tra istituzioni, comunità scientifica, associazioni e Industria. Solo una collaborazione ampia tra differenti competenze può contribuire a costruire risposte più efficaci e inclusive per le persone con Sm e le loro famiglie".
'Vita SMisurata' - informa una nota - intende contribuire a una nuova narrazione della Sclerosi multipla: non negare la complessità della malattia, ma superare l’idea di una "vita a metà", mettendo al centro autodeterminazione, progettualità personale e qualità di vita. Il progetto offre "contenuti divulgativi e di servizio per rendere l’informazione più accessibile e vicina alla quotidianità, accompagnando chi vive con la Sm nella costruzione del proprio percorso di vita, oltre la diagnosi". Il progetto - si legge - prende forma in una piattaforma digitale (www.vitasmisurata.it) sviluppata con e per le persone con Sm, dove contenuti informativi, contributi di clinici, testimonianze e il vodcast MilleStorie si integrano con un elemento distintivo: le esperienze pratiche peer-to-peer. Non solo informazione, quindi, ma azioni concrete da integrare nella quotidianità. Le esperienze si sviluppano attorno a tre dimensioni chiave della qualità di vita – mente e corpo, alimentazione e intimità – traducendo bisogni reali in risposte concrete e strumenti di empowerment. A guidare il percorso sono professionisti, creator e persone con Sclerosi multipla, attraverso esperienze autentiche e facilmente replicabili nella vita di tutti i giorni.
Nell’area 'Mente e Corpo' - dettaglia la nota - il percorso guidato da Clara Vigasio, persona con Sm e insegnante di yoga, parte da un gesto semplice, ma spesso trascurato: "portare attenzione al respiro può aiutare a gestire meglio momenti di fatica o tensione… è uno strumento semplice per ritrovare calma e presenza nella quotidianità". Un invito a muoversi e prendersi cura di sé partendo da ciò che è possibile, nel rispetto dei propri ritmi. Sul fronte dell’Alimentazione, l’obiettivo è alleggerire il carico quotidiano, anche nei momenti di maggiore stress e stanchezza. Come spiega Aurora Cortopassi, cuoca e food writer, da anni testimonial di Aism e sorella di persona con sclerosi multipla: "avere qualcosa di già pronto significa ridurre il carico fisico nei momenti di stanchezza, ma anche quello mentale, quando manca l’energia per decidere cosa cucinare”. Un approccio pragmatico che ribalta l’idea di perfezione: “non serve fare tutto perfetto, basta costruire una base semplice che ci accompagni durante la settimana". Anche l’area dell’Intimità affronta in modo diretto un tema spesso poco esplorato. Attraverso le testimonianze di chi vive con la Sm, emerge un percorso di ridefinizione personale e relazionale.
Accanto alla piattaforma, “Vita SMisurata” si sviluppa anche attraverso incontri sul territorio, creando occasioni di confronto diretto tra persone con SM, clinici e associazioni, con l’obiettivo di intercettare bisogni concreti e favorire una partecipazione più attiva alla gestione della malattia. "Dopo una diagnosi di Sm, la vita continua e porta con sé bisogni che cambiano nel tempo e coinvolgono ogni dimensione della persona. Rispondere a questi bisogni significa costruire insieme strumenti e alleanze capaci di rendere i percorsi di cura e di vita sempre più vicini alle esigenze di ciascuno. Perché ogni persona possa costruire il proprio progetto di vita, è fondamentale che servizi, istituzioni e tutti gli attori coinvolti sappiano ascoltare questi bisogni e offrire risposte integrate, concrete e realmente personalizzate" dichiara Mario Alberto Battaglia, presidente Fism e direttore generale Aism.
"L'impegno di Merck nella Sclerosi multipla è ormai quasi trentennale e consiste da sempre in un approccio a 360 gradi, non solo nello sviluppo e ricerca di nuove soluzioni terapeutiche, che hanno contribuito a cambiare la storia naturale della malattia, ma anche in iniziative dedicate all’educazione alla salute, all’empowerment e al miglioramento della qualità di vita delle persone con Sm – conclude Andrea Paolillo, Direttore Medico di Merck Italia -. La ricerca e la pratica clinica hanno trasformato nel tempo la gestione della Sm, ed oggi è doveroso pensare l’approccio alla patologia non solo dal punto di vista terapeutico, ma integrando tutte le dimensioni necessarie a garantire a chi ha ricevuto una diagnosi di vivere una vita piena e soddisfacente: attività fisica, benessere psicologico, intimità e genitorialità, alimentazione. Il progetto 'Vita SMisurata' si colloca esattamente su questa linea: uno spazio dove le persone con Sm troveranno risorse, ispirazioni e consigli pratici che possano aiutarle a costruire il viaggio a modo loro, senza lasciare che sia la sclerosi multipla a tracciare i confini".
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