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Le principali associazioni di categoria, in rappresentanza
dell'intero sistema produttivo della Sardegna - dall'industria
all'artigianato e dall'agricoltura al commercio - sollecitano un
intervento della Regione "per adottare una soluzione
all'inarrestabile incremento dei costi sostenuti dalle imprese per
il trasporto delle merci".(Adnkronos) - I deputati delle opposizioni hanno occupato i banchi del governo e l'emiciclo della Camera per protestare sul dl Dl Sicurezza. Il deputato Arturo Scotto, seduto proprio sui banchi dell’esecutivo, è stato espulso dall'aula dal presidente di turno, Fabio Rampelli. La seduta, in cui si stava per chiedere la fiducia, è stata sospesa.
Tra i deputati che hanno circondato i banchi del governo c'erano anche la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, e il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte. Seduto, invece, proprio sopra i banchi dell'esecutivo, oltre al deputato dem Scotto, c'era anche Riccardo Magi, segretario di +Europa, che però si era appena alzato prima del richiamo di Rampelli.

(Adnkronos) - Jannik Sinner c'è. Il fuoriclasse azzurro è pronto a scendere in campo anche nel Masters 1000 di Madrid, che si disputerà sulla terra rossa della capitale spagnola dal 22 aprile al 3 maggio. Il numero uno del mondo punta a un successo in un Masters 1000 per scolpire un altro record, visto che in Spagna potrebbe conquistare il suo quinto titolo consecutivo: mai nessuno prima era riuscito in un'impresa del genere con tornei di questo livello.
Giocando nella capitale spagnola, l'azzurro punta inoltre a guadagnare punti su Alcaraz in ottica ranking Atp e soprattutto a consolidare il suo livello in vista degli Internazionali di Roma e del Roland Garros.
Ma quando debutterà Sinner a Madrid? Il fuoriclasse azzurro scenderà in campo venerdì 24 aprile per il suo esordio nel Masters 1000 spagnolo (orario ancora da confermare) contro un qualificato, nel secondo turno. Ecco le altre possibili date dei match del numero uno:
Secondo turno venerdì 24 aprile
Terzo turno domenica 26 o lunedì 27 aprile
Ottavi di finale martedì 28 aprile
Quarti di finale mercoledì 29 o giovedì 30 aprile
Semifinali venerdì 1 maggio
Finale domenica 3 maggio

(Adnkronos) - Al via Opa volontaria totalitaria promossa congiuntamente sulle azioni ordinarie di Bf Spa promossa congiuntamente da F. Vecchioni (Arum) e Dompé Holding. Le due società rendono noto di aver assunto oggi la decisione che riguarda la totalità delle azioni ordinarie di Bf incluse quelle proprie detenute dall’emittente, quotate e ammesse alle negoziazioni su Euronext Milan, dedotte le azioni già detenute dagli offerenti alla data odierna.
In particolare, l’Offerta ha a oggetto massime 133.242.020 azioni, rappresentative del 50,878% del capitale sociale dell’Emittente, ovvero la totalità delle azioni, dedotte: le 63.235.900 azioni, rappresentative del 24,147% del capitale sociale dell’emittente, detenute da Arum e 65.405.471 azioni, pari al 24,975%, detenute da Dompé Holdings. Gli offerenti pagheranno un corrispettivo in denaro pari a 5,00 euro per ciascuna azione oggetto dell’Offerta portata in adesione. L’Offerta - si spiega - non è finalizzata a ottenere il delisting delle azioni dalle negoziazioni su Euronext Milan.
Bper Corporate & Investment Banking assiste Arum quale mandated lead arranger e underwriter del finanziamento e advisor finanziario, nonché entrambi gli offerenti quale intermediario incaricato.
(Adnkronos) - La Commissione europea ha approvato Enflonsia* (clesrovimab) per la prevenzione della malattia del tratto respiratorio inferiore da virus respiratorio sinciziale (Rsv) in neonati alla nascita o durante la loro prima stagione Rsv. Lo annuncia in una nota Msd, precisando che clesrovimab è controindicato nei neonati con ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi dei suoi eccipienti. Il farmaco - spiega l'azienda - è un anticorpo monoclonale (mAb) preventivo a lunga durata d'azione, progettato per offrire una protezione diretta, rapida e duratura per 5 mesi, corrispondenti alla durata di una tipica stagione Rsv, attraverso un dosaggio non basato sul peso. L'approvazione della Ce ne autorizza la commercializzazione in tutti i 27 Stati membri dell'Unione europea, nonché in Islanda, Liechtenstein e Norvegia. I tempi di disponibilità del farmaco nei singoli Paesi potranno variare e dipenderanno da diversi fattori, tra cui il completamento delle procedure nazionali di rimborso.
"L'infezione da virus respiratorio sinciziale può progredire verso condizioni gravi come bronchiolite e polmonite sia nei neonati sani sia in quelli a rischio, e questo virus è tra le principali cause di ospedalizzazione infantile a livello globale", ricorda Paolo Manzoni, direttore Dipartimento di Medicina materno-infantile AslBi, professore associato di Pediatria e neonatologia dell'università di Torino e Principal Investigator dello studio clinico Smart. "L'approvazione di clesrovimab in Europa - aggiunge - rappresenta un importante traguardo di sanità pubblica, supportata da solidi dati clinici degli studi Clever e Smart che mostrano riduzioni significative dell'incidenza della malattia da Rsv e delle ospedalizzazioni associate all'Rsv". Per lo specialista, "grazie alla comodità del dosaggio, clesrovimab è una nuova e valida opzione che ha il potenziale di contribuire ad alleviare il peso dell'Rsv su neonati, famiglie e sistemi sanitari".
L'approvazione della Ce - riporta la nota - è supportata dai risultati dello studio cardine di fase 2b/3 Clever (MK-1654-004), che ha valutato la sicurezza e l'efficacia di una singola dose di clesrovimab somministrata a neonati pretermine e a termine (dalla nascita a 1 anno di età), nonché dai dati ad interim della prima stagione Rsv dello studio di fase 3 Smart (MK-1654-007) che valuta la sicurezza, l'efficacia e la farmacocinetica del trattamento rispetto a palivizumab nei neonati ad aumentato rischio di malattia grave da Rsv. I dati clinici degli studi Clever e Smart sono stati pubblicati sul 'New England Journal of Medicine' nel settembre 2025. Clesrovimab è approvato negli Stati Uniti, in Canada, in Svizzera e in diversi altri Paesi per l'uso nei neonati durante la loro prima stagione Rsv e sono in corso presentazioni di dossier regolatori in ulteriori mercati a livello globale.

(Adnkronos) - In occasione del lancio della nuova linea di prodotti Monurelle*, Zambon sceglie di raccontare il proprio impegno per la salute femminile attraverso il linguaggio del design. Durante il Fuorisalone 2026, dal 20 al 30 aprile, nell'ambito della mostra-evento Interni Materiae negli spazi dell'università degli Studi di Milano (via Festa del Perdono 7) prende forma 'Tracce di Cura', un'installazione ideata da Amdl Circle e ispirata alle architetture ideografiche di Michele De Lucchi. Il progetto - informa una nota - è costruito sull'incontro tra due nature opposte: la precisione della superficie in alluminio composito e la matericità delle sculture in gesso lavorate a mano che abitano le nicchie. La struttura, realizzata in frame lignei rivestiti con pannelli alucobond in un bianco caldo, disegna una piccola architettura abitabile con ingresso, uscita e quattro snodi, ciascuno corrispondente a una nicchia espositiva. In questo spazio emergono silhouette femminili che evocano libertà e cura di sé, nate dai bozzetti di Masahiko Cubo - da anni parte dell'identità visiva di Monurelle - visibile in video mentre disegna con tecniche giapponesi tradizionali. Il percorso trasforma il prospetto archetipico della casa in una pianta ramificata, invitando i visitatori a seguire itinerari non convenzionali, tra soste e scoperte, in cui si inserisce il racconto dell'impegno di Zambon verso la cura, il benessere e la salute della donna.
Zambon, multinazionale chimico-farmaceutica, sfrutta questa occasione per annunciare il lancio della nuova linea Monurelle, interamente dedicata alla salute e al benessere delle donne - si legge nella nota - con soluzioni pensate per accompagnarle nelle diverse fasi della vita e offrire soluzioni mirate a bisogni concreti di salute femminile. La nuova linea, disponibile nelle farmacie italiane a partire dalla fine del mese di maggio e supportata da evidenze cliniche che ne dimostrano sicurezza ed efficacia, nasce dall'esperienza di Zambon in ambito ginecologico maturata attraverso una presenza qualificata e continuativa nel campo delle infezioni delle vie urinarie. "Ciò che accomuna questi prodotti - dichiara Massimo Grandi, Chief Core Therapies Officer di Zambon - è un metodo di sviluppo orientato alla qualità scientifica, alla sicurezza e alla sostenibilità. Dalle formulazioni studiate secondo evidenze cliniche, alle tecnologie produttive a ridotto impatto ambientale, la linea riflette una visione integrata della salute. La salute delle donne richiede ascolto, competenza e soluzioni costruite con rigore: con Monurelle vogliamo contribuire a una cultura della prevenzione e del benessere che tenga insieme scienza, responsabilità e attenzione alla persona".
All'interno della nuova linea - dettaglia la nota - è presente Monurelle* Plus AF, dispositivo medico dalla formulazione esclusiva che agisce sinergicamente su vescica e intestino, per il trattamento e la prevenzione della cistite. Il prodotto gode di un riconosciuto supporto medico scientifico ed è inserito nelle linee guida Eau 2026 (European Association of Urology) come strategia efficace nella riduzione dei sintomi e delle recidive, a conferma di un approccio basato su evidenze cliniche e appropriatezza d'uso. La nuova linea comprende anche Monurelle* Cbd oleogel e Monurelle* Cbd ovuli, dispositivi medici per il trattamento di supporto delle sindromi genitourinarie femminili, inclusi stati di disagio vulvovaginale, irritazioni, secchezza, atrofia, bruciore e delle condizioni associate a vulvodinia. Monurelle* Cbd, privo di estrogeni o sostanze ad attività ormonale, garantisce un valido profilo di efficacia e tollerabilità. All'interno della linea rientra anche Monurelle* Ferro Naturale, integratore alimentare studiato per supportare il fabbisogno di ferro nelle donne, in particolare in fasi come l’età fertile e la premenopausa. Il prodotto - precisa Zambon - si caratterizza per un ferro di origine 100% naturale e da filiera italiana, ottenuto da spirulina coltivata in fotobioreattori, una tecnologia che garantisce elevati standard qualitativi e un ridotto impatto ambientale. Studi evidenziano un'elevata bioaccessibilità e biodisponibilità, unite a un profilo di tollerabilità favorevole.
- ORISTANO, 21 APR - Un campione del mondo, Bruno Conti. E i suoi
figli Daniele, ex capitano del Cagliari, e Andrea, giovanili della
Roma poi anche Lecco, Nocerina e Carpi. Sono i promotori a Oristano
del Conti Summer Camp, in programma dal 5 all'11 luglio al Centro
Federale "Tino Carta" di Sa Rodia.
(Adnkronos) - "Ciò in cui secondo me sono bravo è che comunque non ascolto nessuno, niente di quello che dicono". Jannik Sinner ha parlato così ai microfoni di Sky Sport oggi, martedì 21 aprile, in vista del suo esordio nel Masters 1000 di Madrid: "Posso sapere solo io quanto lavoro c'è dietro, io e il mio team, so quando mi sveglio il mattino, so quando vado a dormire per essere pronto per il giorno dopo. Cerco la forza in queste cose".
Il fuoriclasse azzurro, numero uno del ranking Atp, ha aggiunto: "Per me è stato ovviamente un periodo molto importante con tante partite positive, ma nell'altro senso so anche che la dinamica di una stagione può cambiare in un attimo. Non sono uno che si esalta quando vince, ma non sono neanche uno che si butta giù quando perde, non sarebbe neanche giusto fare così. Sono sempre stato molto tranquillo, prima o poi i risultati arrivavano perché comunque sto lavorando tanto".

(Adnkronos) - Si terrà domani a Roma all'università Europea, organizzato dal Corso di laurea di Medicina e Chirurgia diretto da Ernesto Greco, il congresso sulle nuove Linee guida della dieta mediterranea nella prevenzione cardiovascolare. "La dieta mediterranea è da molti considerata il fattore di maggior importanza per la longevità che caratterizza la popolazione italiana, prima al mondo dopo il Giappone - spiega Greco all'Adnkronos Salute - Gli impatti benefici di questa alimentazione dal punto di vista epigenetico sono evidenti a livello cardiovascolare, ma anche nella prevenzione delle malattie neurodegenerative e oncologiche".
Il congresso, diretto da Greco, Roberto Volpe e Nicola Veronese, mette in evidenza i risultati raggiunti da questo gruppo di lavoro di esperti provenienti da prestigiose università italiane, dal Cnr e dall'Istituto superiore di sanità. Durante il congresso saranno affrontati anche gli impatti economici e di sostenibilità che la prevenzione cardiovascolare permette di tutelare a livello della nostra società. Tutti gli esperti presenti, medici, economisti, epidemiologi e ricercatori affronteranno l'importanza di questa corretta alimentazione e del suo impatto sulla salute globale.

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(Adnkronos) - L'Iran rinuncia ai Mondiali? La posizione del Paese resta in bilico. "Il nostro compito è preparare la squadra e organizzare ritiri e allenamenti. Considerando la situazione, la decisione finale spetta al governo". Lo ha detto oggi, martedì 21 aprile, il ministro dello Sport e della Gioventù del Paese Ahmad Donyamali. "È previsto che il 21 maggio i giocatori vadano in un ritiro vicino al paese, dove resteranno per 7-8 giorni. Se le condizioni saranno tali da garantire la sicurezza dei nostri ragazzi e se il paese ospitante smetterà le sue provocazioni, parteciperemo al Mondiale".
Il ministro ha aggiunto: "Con questa situazione e queste azioni del Paese ospitante, qualsiasi altro Paese sarebbe stato privato non solo del Mondiale, ma anche delle Olimpiadi tra due anni (a Los Angeles, ndr). Purtroppo le istituzioni internazionali restano in silenzio di fronte a questi eventi. Noi cerchiamo, attraverso la diplomazia sportiva, almeno di ottenere una condanna". E ancora: "Spero che lo sport sia prima di tutto al servizio del campo. La nostra priorità ora è la competizione. Poi cercheremo, sia in Asia che a livello mondiale, di preparare le diverse discipline per portare onore all’Iran, alzare la bandiera e rendere felice il nostro popolo. Abbiamo discusso della situazione della nazionale e abbiamo creato un comitato. Oggi abbiamo anche una riunione su questo tema. Stiamo seguendo i nostri doveri legali e dobbiamo essere pronti. Forse la decisione sarà di non partecipare al Mondiale, ma se andremo, dobbiamo essere pronti per una presenza forte. Ancora una volta, la decisione dipenderà dalle condizioni e sarà presa dal governo e probabilmente dal Consiglio di Sicurezza Nazionale."
E se l'Iran disertasse i Mondiali? La decisione finale potrebbe essere adottata direttamente dalla Fifa che, sulla base dell'articolo 6.7 del regolamento, può scegliere il sostituto "a propria esclusiva discrezione". La posizione nel ranking dell'Italia, 12esima, potrebbe quindi agevolare gli azzurri, ma al momento sembra una possibilità lontana.
L'eventuale vuoto lasciato dall'Iran, con ogni probabilità, verrebbe colmato da una selezione asiatica. L'Iraq si è qualificato superando il playff contro la Bolivia e si è guadagnato da solo il biglietto per i Mondiali. Il ripescaggio premierebbe quindi in questo caso gli Emirati Arabi Uniti, eliminati proprio dall'Iraq nel cammino verso la fase finale.
L'ultima idea al vaglio della Fifa è stata rivelata direttamente da The Athletic. Il media americano parla infatti di un possibile super playoff intercontinentale, da organizzare in caso di forfait dell'Iran tra alcune delle Nazionali rimaste escluse dai Mondiali 2026 a ridosso della rassegna iridata, magari giocando direttamente negli Stati Uniti.
Un'ipotesi al momento lontana, che rimetterebbe sicuramente in corsa l'Italia, che sarebbe inclusa in quanto Nazionale con il ranking più alto tra quelle rimaste fuori. In particolare, le squadre partecipanti a questo super playoff sarebbero 4: due europee, vale a dire quelle con il ranking più alto, che potrebbero essere Italia e Danimarca (al 20esimo posto della classifica generale), e due asiatiche. Le quattro squadre sarebbero divise in due semifinali, con le vincenti che si sfiderebbero nella finalissima.
L'ipotesi acquista maggior corpo perché può contare su un precedente recente. Nella prima edizione del nuovissimo (e ricchissimo) Mondiale per Club, giocato la scorsa estate proprio negli Stati Uniti, l'esclusione dei messicani del Leon a causa della multiproprietà ha portato a uno spareggio tra il Club America, squadra messicana con il ranking più alto, e Los Angeles Fc, battuti dal Leon nella finale della Concacaf Champions League. L'organizzazione di un playoff simile (nel giro di poco tempo) da parte della Fifa rende dunque possibile l'ipotesi di un super spareggio che includerebbe anche l'Italia.

(Adnkronos) - "Dare una definizione di exercise oncology può sembrare semplice, ma in realtà può essere particolarmente difficile. All'interno di questa definizione troviamo infatti tutti quei programmi di attività fisica adattata che possiamo proporre ai pazienti oncologici con l'intenzione di rendere le terapie meno tossiche, riducendo quindi gli effetti collaterali, e più efficaci, aumentando dunque le probabilità di guarigione e cura". Lo ha detto Fotios Loupakis, oncologo, ricercatore, presidente Associazione Kiss, partecipando a Milano all'incontro con la stampa 'Il movimento come cura: l'attività fisica nel percorso oncologico', promosso da Amgen, nel corso del quale è stata presentata la piattaforma online Be Active Lab, pesata per diffondere una maggiore consapevolezza sul valore dell'attività fisica in oncologia.
I benefici dell’exercise oncology, ha spiegato, sono "in parte immediati, perché nel momento stesso in cui si aderisce ad un programma di attività fisica ci sono degli effetti psicologici legati alla sensazione di essere seguiti maggiormente, e in parte a medio e lungo termine, con una migliore adesione alle terapie. Ridurre gli effetti collaterali durante le terapie oncologiche significa non avere ritardi e, quindi, avere anche dei migliori risultati".
Per l'oncologo è importante "avere la possibilità di rivolgersi a molteplici canali diversi per accedere a programmi di attività fisica adattata. Questo perché i pazienti e i familiari sono molto diversi tra loro: alcuni possono avere difficoltà ad accedere a luoghi fisici in cui svolgere attività fisica e preferire poterlo fare a casa. Avere delle piattaforme online - conclude Loupakis - può quindi essere molto importante: può anche non essere il canale esclusivo, ma sicuramente fornisce una prima possibilità di avvicinamento all’esercizio. Diffondere questa cultura attraverso riferimenti online è prezioso anche per i medici stessi: permette di vedere non soltanto quali siano gli esercizi da fare, ma anche quali siano le evidenze scientifiche più recenti e più rilevanti".

(Adnkronos) - "L'attività fisica adattata è un intervento personalizzato e strutturato sulle caratteristiche di ciascun singolo paziente. Per costruire questo programma, infatti, generalmente vengono presi in considerazione la storia di salute e la sintomatologia dei pazienti, ma anche la valutazione funzionale, quindi le loro capacità fisiche, le loro preferenze in termini di attività, le barriere e gli obiettivi che si vogliono raggiungere con questo determinato programma, al fine di creare un percorso personalizzato". Lo ha detto Alice Avancini, ricercatrice e chinesiologa, Dipartimento di Neuroscienze Biomedicina e Movimento dell'università di Verona, sezione di Scienze motorie e Oncologia, in occasione dell'incontro con la stampa, organizzato a Milano da Amgen, dal titolo 'Il movimento come cura: l'attività fisica nel percorso oncologico'. In tale contesto è stata presentata Be Active Lab, una piattaforma digitale realizzata da Amgen insieme a un board multidisciplinare di oncologi, ematologi, medici dello sport e chinesiologi, per offrire contenuti informativi e programmi di esercizio personalizzati lungo tutto il percorso di cura e per diffondere una maggiore consapevolezza sul valore dell'attività fisica in oncologia.
La chinesiologa Avancini ha poi illustrato i benefici che l'attività fisica adattata può offrire ai pazienti: "Disponiamo di diversi dati che ci mostrano come un intervento di questo tipo sia in grado di migliorare la fitness fisica dei pazienti, che non è un indice di performance, ma ad oggi in oncologia è un vero e proprio fattore prognostico - ha precisato - Inoltre, abbiamo evidenze molto solide anche riguardo la tollerabilità dei trattamenti: i pazienti fisicamente attivi, infatti, hanno meno effetti collaterali delle terapie. Un esempio classico è la riduzione, ad esempio, del sintomo della fatigue, della neuropatia periferica, ma non solo aspetti fisici, vi sono benefici anche dal punto di vista psicologico. L'intervento di esercizio fisico è in grado di ridurre anche i sintomi di ansia e depressione di circa il 40%. Pertanto, si tratta a tutti gli effetti di un intervento multimodale sul piano fisico sintomatologico, ma anche su quello emotivo".
"Da questo punto di vista - ha concluso - il progetto portato avanti da Amgen, Be Active Lab, è un grande passo avanti per un intervento di esercizio fisico personalizzato proprio perché si sfrutta la telemedicina per arrivare direttamente a casa dei pazienti, senza lasciare da parte la personalizzazione dell'approccio, che deve essere cucito su misura di ciascun singolo paziente".

(Adnkronos) - "Siamo fatti per fare movimento fin dalla nostra nascita. Anche quando c'è una malattia possiamo adattare il nostro livello di allenamento e di esercizio per mantenere efficienti tutti i nostri sistemi. Questo porta a una migliore qualità di vita e a un benessere generale. Inoltre l'esercizio può avere anche un effetto terapeutico sulla prognosi di malattia". Lo ha detto Francesca Lanfranconi, medico dello sport, presidente dell'Associazione medico sportiva di Lecco e ricercatrice in fisiologia dell'uomo, intervenendo all'incontro con la stampa 'Il movimento come cura: l'attività fisica nel percorso oncologico', svoltosi a Milano e promosso da Amgen, nel corso del quale è stata presentata la piattaforma online Be Active Lab, pensata per diffondere una maggiore consapevolezza sul valore dell’attività fisica in oncologia.
"Lo abbiamo potuto verificare negli ultimi 2 anni, anche se prima lo sospettavamo, grazie ai risultati di studi sulla singola cellula sul modello animale che dimostrano chiaramente che l'esercizio ha un effetto sul microambiente tumorale - ha spiegato Landranconi - Sull'uomo e sulla donna, così come sull'adulto e sul bambino è più difficile dimostrare questi effetti, ma finalmente negli ultimi 2 anni la letteratura lo ha dimostrato". Ne è un esempio "lo studio Challenge sul tumore al colon, con cui si è evidenziato che le persone con questa neoplasia che hanno fatto 3 anni di allenamento continuativo, adattato alle singole caratteristiche individuali, hanno migliorato la propria aspettativa di vita rispetto a coloro che non erano coinvolti in un programma di allenamento adattato. Avere delle evidenze scientifiche - ha sottolineato - renderà più semplice anche per gli oncologi proporre il movimento fisico non solo ai pazienti, ma anche a livello istituzionale".
"Be Active club è una piattaforma innovativa all'interno della quale c'è uno scambio di informazioni tra oncologi, medici dello sport e chinesiologi. La persona viene presa in carico, seguita nel tempo e poi rivalutata, per vedere come si modifica il suo sistema, la sua performance e la sua qualità di vita", ha concluso.

(Adnkronos) - Mitch Winehouse, padre della cantante britannica Amy Winehouse, ha perso una causa davanti all’Alta Corte di Londra contro due amiche della figlia, accusate di aver tratto profitto dalla vendita all’asta di decine di effetti personali della star scomparsa nel 2011 a 27 anni. L’azione legale era stata intentata contro Naomi Parry e Catriona Gourlay, ritenute responsabili, secondo la tesi dell’accusa, di aver "deliberatamente occultato" la vendita di oggetti appartenuti alla cantante e successivamente ceduti in aste negli Stati Uniti.
Nel corso del procedimento, i legali di Winehouse avevano sostenuto che il ricorso giudiziario rappresentasse l’unico modo per ottenere risposte sulla destinazione dei beni. Tuttavia, la giudice delegata dell’Alta Corte, Sarah Clarke, ha respinto la ricostruzione, stabilendo che Winehouse "avrebbe potuto scoprire con ragionevole diligenza quali beni fossero in possesso delle convenute". Nella sua decisione, come riferisce la Bbc, la giudice ha osservato inoltre che il padre della cantante è "comprensibilmente sensibile verso chi percepisce come sfruttatore della memoria di Amy", aggiungendo tuttavia che è "altrettanto sensibile affinché la famiglia continui a beneficiare economicamente".
La Corte ha anche rilevato che Mitch Winehouse "tende a dominare persone e situazioni" e lo ha definito un "testimone inaffidabile", sottolineando come la causa sia stata avviata senza adeguate verifiche preliminari sulla fondatezza delle rivendicazioni.
Secondo la difesa delle due imputate, gli oggetti sarebbero stati donati direttamente dalla cantante o già di loro proprietà. La giudice ha inoltre ricostruito come Amy Winehouse fosse solita regalare abiti e oggetti personali agli amici più stretti, per evitare ripetizioni nei suoi outfit pubblici e per via dell’elevato numero di capi posseduti.
In una dichiarazione letta in aula, Parry ha affermato: "Sono stata accanto ad Amy come amica, collaboratrice creativa e costumista. Il nostro rapporto si basava su fiducia e lealtà". Ha aggiunto di voler ora "ricostruire la propria vita e carriera" e proteggere il proprio nome e il lavoro svolto con la cantante. Mitch Winehouse, che ha portato avanti l’azione legale, non ha rilasciato commenti immediati dopo la sentenza. (di Paolo Martini)

(Adnkronos) - Muoversi durante e dopo un tumore non solo è possibile, ma può fare la differenza. Negli ultimi anni si sta affermando infatti una visione sempre più integrata del percorso di cura oncologico, in cui l'esercizio fisico si affianca alle terapie farmacologiche. Sono molti gli studi scientifici che evidenziano come mantenersi attivi possa aiutare sotto molteplici aspetti, contribuendo a migliorare la qualità di vita e il benessere psicofisico del paziente, a ridurre ansia e depressione, a contrastare gli eventi avversi legati ai trattamenti come fatigue, anemia e neuropatie. L'esercizio fisico può incidere anche sugli esiti clinici, migliorando l'efficacia delle terapie, riducendo il rischio di recidiva e aumentando le probabilità di sopravvivenza, come evidenziato anche dalle linee guida internazionali dell'Oms che indicano come praticare attività fisica dopo una diagnosi oncologica sia associato a un minor rischio di mortalità. In questo contesto è online 'Be Active Lab', piattaforma digitale realizzata da Amgen insieme a un board multidisciplinare di oncologi, ematologi, medici dello sport e chinesiologi, per offrire contenuti informativi e programmi di esercizio personalizzati lungo tutto il percorso di cura. L'iniziativa è stata presentata oggi a Milano.
"L'exercise oncology è una disciplina relativamente recente che considera l'attività fisica non solo come raccomandazione di benessere, ma come parte integrante del percorso terapeutico - spiega Fotios Loupakis, oncologo, ricercatore e presidente dell'associazione Kiss - Per chi si sta sottoponendo a cure oncologiche, l'esercizio fisico può migliorare la tollerabilità delle terapie e contribuire a ridurne gli effetti collaterali, con un impatto diretto sull'efficacia delle cure: quando il paziente riesce a seguire con maggiore regolarità i trattamenti, evitando interruzioni, annullamenti o cambi di terapia, aumenta la probabilità che il trattamento stesso funzioni al meglio". Anche sul piano biologico i meccanismi su cui agisce il movimento sono diversi, descrivono gli esperti: ad esempio, migliora l'ossigenazione dei tessuti, rafforza il sistema immunitario e contribuisce a contrastare infiammazione e debilitazione generale.
Negli ultimi anni la ricerca ha iniziato a misurare in modo sempre più rigoroso l'impatto dell'attività fisica nei pazienti oncologici, prendendo in considerazione varie tipologie di tumore e livelli di gravità. Uno degli studi più innovativi a questo riguardo - cita una nota - è il trial Challenge, pubblicato su 'Nejm' a fine 2025, che per la prima volta ha valutato gli effetti di un programma strutturato di esercizio fisico nei pazienti con tumore del colon. I risultati hanno mostrato una riduzione del 37% del rischio di morte e del 28% del rischio di recidiva. Un'altra recente analisi su 7 diversi tipi di tumore (vescica, rene, cavità orale, polmone, retto, endometrio e ovaio) ha evidenziato come le persone fisicamente più attive, sia prima sia dopo la diagnosi, presentino un rischio significativamente più basso di mortalità. Ulteriori evidenze indicano inoltre un effetto positivo sulla risposta immunitaria nel tumore al seno, contribuendo a migliorare il controllo sulla malattia, e sulla tollerabilità delle terapie, con miglioramenti della funzionalità fisica e della qualità di vita anche nei tumori ematologici come i linfomi e nei tumori metastatici.
L'attività fisica, tuttavia, non è uguale per tutti. "Si parla di attività fisica adattata, costruita su misura in base alle condizioni cliniche e alle caratteristiche della persona - sottolinea Alice Avancini, ricercatrice e chinesiologa del Dipartimento di Neuroscienze Biomedicina e Movimento dell'università di Verona, sezione di Scienze motorie e Oncologia - La personalizzazione dell'esercizio parte da una valutazione clinica e funzionale del paziente, tenendo conto anche delle sue preferenze, con obiettivi progressivi e un monitoraggio costante per favorire l'adesione al programma e la continuità nel tempo".
Nonostante le evidenze, solo il 7% dei pazienti oncologici pratica regolarmente attività fisica, segno di una consapevolezza ancora limitata e della presenza di una barriera culturale da superare, rilevano gli esperti. "Per lungo tempo si è pensato che chi ha un tumore dovesse soprattutto riposare, come se il riposo fosse di per sé curativo e riducesse il metabolismo delle cellule tumorali - ricorda Francesca Lanfranconi, medico dello sport, presidente Associazione medico sportiva di Lecco, ricercatrice in fisiologia dell'uomo - Oggi sappiamo che non è così: l'esercizio è una sorta di terapia mirata che favorisce i tessuti sani a sfavore di quelli con cellule tumorali e può rappresentare un'opportunità concreta di supporto al percorso di cura. Si tratta di un vero e proprio cambio di paradigma, che richiede un'evoluzione culturale della medicina. Iniziative come Be Active Lab possono perciò rappresentare un passo importante nella giusta direzione. Oltre al forte valore educativo della piattaforma, che contribuisce a diffondere conoscenza e a favorire una sempre maggiore integrazione dell'esercizio fisico nella pratica clinica, c'è anche la fattiva possibilità di accedere a un allenamento sicuro e personalizzato".
Il portale Be Active Lab, disponibile al link https://www.beactivelab.it, mette a disposizione dei pazienti contenuti informativi ed educativi sui benefici dell'attività fisica e dello stile di vita sano, attraverso una user experience intuitiva e facilmente navigabile sia da desktop che da mobile, si legge nella nota. E' disponibile anche una ricca raccolta di circa 70 video-esercizi dedicati a forza, mobilità e respirazione, ideati e guidati da scienziati del movimento, medici dello sport e chinesiologi, adattabili a diversi livelli di intensità e facilmente eseguibili anche a casa, dopo aver valutato con il proprio medico quali siano i più adeguati alla propria condizione clinica e aver definito il limite massimo di attività fisica raggiungibile. Ogni esercizio è disponibile in formato video ed è accompagnato da una trascrizione scritta, per garantire un'elevata accessibilità dei contenuti, che possono essere facilmente filtrati per distretto corporeo e categoria (riscaldamento, potenziamento muscolare, equilibrio e stretching). Inoltre, per ciascun esercizio è disponibile una versione adattata, pensata per chi presenta difficoltà fisiche nell’esecuzione di particolari movimenti.
"Le evidenze più recenti confermano che i percorsi di cura sono processi complessi, il cui successo dipende, oltre che dalle terapie più innovative, anche da una pluralità di fattori. Tra questi, l'esercizio fisico riveste un ruolo essenziale - dichiara Alessandra Brescianini, Medical Director Amgen Italia - Questa iniziativa, in linea con la visione che Amgen ha della cura, si fonda su un'esperienza maturata in molti anni di ricerca sui pazienti oncologici. Innovare il patient journey significa non solo rendere le strategie terapeutiche sempre più mirate, efficaci e tollerabili, ma anche contribuire a una visione olistica, supportando la comunità scientifica nell’evoluzione dei modelli assistenziali".
A confermare l'importanza del movimento è anche l’esperienza diretta di chi ha affrontato la malattia e ha trovato nello sport un alleato importante. "Non ho mai abbandonato lo sport: è stato prezioso in ogni fase del mio recupero e continua a esserlo ancora oggi - racconta Ivan Basso, ex campione di ciclismo e vincitore del Giro d'Italia 2006 e 2010 - E' stato un ritorno graduale, ma decisivo per ritrovare equilibrio, forza e fiducia. Riprendere in breve tempo l'attività fisica, con l’approvazione dei medici, mi ha dato un sostegno psicofisico importante, contribuendo a migliorare l'umore e rafforzando l'autostima, elementi che concorrono al riequilibrio del corpo e della mente. Questo principio può valere per qualunque paziente oncologico".
"Così come è avvenuto per la continuità aerea, anche quella
marittima deve essere affrontata senza divisioni politiche: è un
tema strategico per il nostro tessuto economico", così l'assessora
regionale dei Trasporti Barbara Manca a margine della presentazione
dello studio "Il costo complessivo delle merci per la Sardegna",
organizzata dai Riformatori sardi cui hanno partecipato oltre ai
promotori, anche il vice presidente del Consiglio regionale e
coordinatore del partito Aldo Salaris e Michele Cossa del Centro
studi insularità dei Riformatori, l'economista e già presidente
della Regione Francesco Pigliaru e l'esperto di logistica
Massimiliano Manca.
(Adnkronos) - L’endometriosi è una patologia cronica spesso invalidante che colpisce circa il 10% delle donne in età riproduttiva a livello globale, con rilevanti conseguenze su qualità della vita, fertilità e partecipazione sociale. "Tuttavia, in Italia la malattia è ampiamente sotto-diagnosticata e caratterizzata da forti diseguaglianze regionali nell’organizzazione dei servizi sanitari". È quanto emerge dal nuovo report dell’Osservatorio Gimbe 'Endometriosi: evidenze scientifiche e diseguaglianze regionali', che analizza le evidenze scientifiche disponibili e l’assetto organizzativo nelle Regioni e Province autonome. Il report è stato realizzato con il contributo non condizionante di Gedeon Richter Italia. "L’endometriosi rappresenta un problema di salute pubblica ancora sottostimato – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – perché la diagnosi arriva spesso dopo anni di sofferenza e l’assistenza resta profondamente disomogenea sul territorio nazionale".
L’endometriosi è stata inclusa tra le patologie croniche nel nuovo Piano nazionale della Cronicità (Pnc) 2024-2025, approvato in Conferenza Stato-Regioni. "Si tratta di un riconoscimento importante – osserva Cartabellotta – che consente di inquadrare l’endometriosi nelle strategie nazionali per la gestione delle cronicità. Ma senza un recepimento pieno e uniforme da parte delle Regioni, il rischio è che resti un passaggio formale, privo di ricadute concrete per le pazienti".
Epidemiologia e ritardi diagnostici. Secondo le stime epidemiologiche internazionali, l’endometriosi interessa circa il 10% delle donne in età riproduttiva. In Italia, le analisi basate sui dati ospedalieri indicano un’incidenza di 0,76 casi per 1.000 donne tra 15 e 50 anni nel triennio 2021-2023, pari a circa 9.300 nuovi casi l’anno. Si tratta tuttavia di una sottostima rilevante, perché i dati si basano prevalentemente sui casi ospedalizzati, ovvero le forme più gravi. Secondo Gimbe, "un ulteriore nodo critico è rappresentato dal ritardo diagnostico, stimato in Italia tra 7 e 10 anni dall’esordio dei sintomi, a causa della variabilità clinica, dell’assenza di test diagnostici specifici e delle difficoltà di accesso a valutazioni specialistiche". "Un ritardo di tale entità – sottolinea Cartabellotta – significa anni di dolore, peggioramento della qualità di vita e aumento del rischio di complicanze. Ridurlo deve diventare una priorità del Servizio Sanitario Nazionale".
Disuguaglianze regionali nell’assistenza. Permangono marcate differenze tra le Regioni nell’organizzazione dell’assistenza: approvazione formale di Percorsi diagnostico-terapeutici Assistenziali (Pdta) e di reti cliniche regionali, distribuzione non omogenea di centri specialistici di riferimento e modalità di accesso alle prestazioni in esenzione. In particolare, la rilevazione aggiornata a marzo 2026 conferma un quadro frammentato: solo alcune Regioni – tra cui Campania, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sardegna e Sicilia – dispongono sia di Pdta sia di reti cliniche attive, mentre in molte altre risultano parziali o assenti. Negli ultimi anni diverse Regioni hanno approvato leggi o provvedimenti specifici sull’endometriosi, tra cui Sicilia, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Puglia, Sardegna, Veneto e Valle d’Aosta. Tuttavia, tali iniziative non sempre si traducono in un miglioramento concreto dell’accesso alle cure. "Il quadro resta molto eterogeneo – spiega Cartabellotta – con Regioni che hanno sviluppato reti cliniche e percorsi strutturati e altre dove l’organizzazione dell’assistenza è ancora frammentaria".
Esenzioni e accesso alle prestazioni. L’endometriosi negli stadi III e IV, quelli più avanzati, è stata inserita tra le malattie croniche esenti con il Dpcm sui Lea del 2017. Tuttavia, l’effettiva operatività dell’esenzione è stata possibile solo dal 30 dicembre 2024, dopo l’aggiornamento del nomenclatore tariffario della specialistica ambulatoriale. Le prestazioni garantite comprendono principalmente visite di controllo ed esami diagnostici mirati, ma non coprono le forme meno gravi della malattia (stadi I e II). Peraltro, si tratta di diritti non ancora pienamente esigibili: il 22 settembre 2025 il Tar del Lazio ha infatti dichiarato illegittimo il decreto ministeriale sulle tariffe. Per evitare un vuoto normativo, gli effetti dell’annullamento sono stati differiti di 365 giorni, ma permane il rischio concreto di una revisione dell’intero impianto, con possibili ricadute negative sulle tutele per le pazienti. L’elenco delle prestazioni diagnostiche in esenzione evidenzia un perimetro limitato solo alle fasi avanzate di malattia: sono incluse indagini ecografiche semestrali e ulteriori accertamenti, come il clisma opaco, in presenza di specifiche indicazioni cliniche. "Si tratta di un pacchetto di prestazioni diagnostiche – osserva Cartabellotta – che esclude le fasi precoci della malattia, non copre la complessità clinica dell’endometriosi e lascia in parte scoperta la gestione del dolore".
Solo alcune Regioni hanno ampliato l’offerta con risorse proprie: estensione dell’esenzione per le forme lievi e supporto psicologico gratuito in Valle d’Aosta; copertura di alcuni farmaci ormonali in Emilia-Romagna; crioconservazione ovocitaria gratuita in condizioni selezionate in Toscana; misure di facilitazione per l’accesso ai farmaci in Sicilia. "Nel complesso – osserva Cartabellotta – emerge una tutela 'a geometria variabile': il riconoscimento formale dell’esenzione non garantisce un accesso reale e uniforme alle prestazioni".
Le priorità per ridurre le diseguaglianze. Per migliorare la presa in carico dell’endometriosi è necessario sviluppare reti cliniche regionali strutturate, rendere operativi i Pdta, rafforzare l’integrazione tra assistenza territoriale e ospedaliera, garantire un accesso uniforme alle prestazioni esenti e ridurre il ritardo diagnostico. "I dati – spiega Maria Giovanna Labbate, amministratrice delegata di Gedeon Richter Italia – evidenziano l’urgenza di passare dalle dichiarazioni di intenti a modelli operativi concreti. Come azienda da anni impegnata nella salute della donna, sappiamo che la disomogeneità territoriale non è solo un problema organizzativo, ma una disuguaglianza che si misura in anni di diagnosi mancate e qualità di vita compromessa. Per questo crediamo in un approccio integrato, in cui clinici, istituzioni e associazioni di pazienti collaborino lungo tutto il percorso di diagnosi e di cura. Investire sull'endometriosi significa investire sulla salute pubblica e noi siamo pronti a fare la nostra parte».
"L’endometriosi – conclude Cartabellotta – richiede modelli organizzativi multidisciplinari e percorsi assistenziali omogenei su tutto il Paese. Garantire diagnosi tempestive e cure appropriate non è solo un obiettivo clinico, ma un diritto da assicurare alle donne in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Alla vigilia della Giornata Nazionale della Salute della Donna, questo deve tradursi in una priorità concreta, non solo in un impegno simbolico".

(Adnkronos) - Prendersi cura della propria salute non deve essere un'azione occasionale per le donne, ma un percorso che abbraccia tutto l'arco della vita, dall'infanzia alla menopausa, attraverso stili di vita corretti, una nutrizione equilibrata e un'adeguata attività fisica. Questi fattori sono fondamentali per ridurre il rischio di malattie croniche come obesità, diabete, osteoporosi e squilibri ormonali, contribuendo al benessere fisico e psicologico. E' questo il messaggio lanciato dal Centro di riferimento per la Medicina di genere del'Istituto superiore di sanità che - in occasione della Giornata nazionale della salute della donna, in calendario domani - propone alcuni consigli specifici, età per età. L'Iss, inoltre, per la giornata estenderà l'orario del proprio Telefono verde Aids e Ist (infezioni sessualmente trasmesse), dalle 9 fino alle 19.
"E' importante - sottolinea Elena Ortona, direttrice del Centro di riferimento per la medicina di genere Iss - educare a una corretta alimentazione e a stili di vita salutari fin dall'infanzia, perché in questa fase si gettano le basi per abitudini durature che proteggono la salute femminile nel lungo periodo, trasformando la consapevolezza in una prevenzione efficace delle malattie croniche e promuovendo una vita in salute". Alcune abitudini rappresentano la base della salute femminile, in particoalre: consumare almeno 5 porzioni al giorno di frutta e verdura per garantire un adeguato apporto di fibre, vitamine e antiossidanti; assumere 2-3 porzioni di latte o yogurt per coprire il fabbisogno di calcio; praticare almeno 60 minuti di attività fisica quotidiana, anche sotto forma di camminata veloce o gioco attivo, per mantenere equilibrio metabolico e ormonale.
Per quanto rigarda invece le indicazioni specifiche età per età, invece, nella fase dell'infanzia e adolescenza l'Iss ricorda che il fabbisogno di calcio e vitamina D è elevato, perché si costruisce il patrimonio osseo. Queste le azioni concrete da ricordare: inserire quotidianamente latte e yogurt; aumentare il consumo di acque ricche di calcio, pesce di taglia piccola consumato con la lisca; favorire l'esposizione alla luce solare in modo sicuro per la sintesi di vitamina D; incoraggiare attività fisica regolare all'aria aperta, evitando la sedentarietà prolungata; limitare bevande zuccherate e snack ultra-processati che possono ridurre la qualità della dieta. Con l'inizio del ciclo mestruale, invece, aumenta il fabbisogno di ferro e acido folico. Per questo è utile: includere fonti di ferro come carne, pesce, uova, legumi, cereali integrali, verdure a foglia, broccoli, cavoli e altre brassicacee; associare vitamina C come agrumi, kiwi, per migliorare l’assorbimento del ferro; mantenere una pratica sportiva costante.
Quando le donne sono in gravidanza e allattamento - prosegue l'Iss - il fabbisogno di micronutrienti aumenta per sostenere madre e lattante. In questa fase, dunque, serve: garantire un adeguato apporto di acido folico già prima del concepimento e nei primi mesi di gravidanza attraverso il consumo regolare di verdure come broccoli, cavoli e altre brassicacee; consumare alimenti ricchi di ferro, calcio, iodio e magnesio come pesce, latticini, legumi, frutta secca; aumentare il consumo di acqua di circa 3-4 bicchieri in più, oltre ai 6-8 consigliati in una donna che non allatta; mantenere, quando possibile, un'attività fisica moderata e regolare.
Durante la menopausa, infine, il calo degli estrogeni aumenta il rischio di perdita ossea e riduzione della massa muscolare, quindi i consigli sono: aumentare l'apporto di calcio e vitamina D attraverso il consumo di latte e yogurt magri, verdure come broccoli, cavoli, pesce azzurro, specialmente i piccoli pesci (alici, lattarini e sardine) che possono essere mangiati con tutta la lisca; particolare attenzione ai formaggi che, anche se ottima fonte di calcio, sono ricchi di sale e grassi; maggior consumo di acqua ricca di calcio; consumare alimenti ricchi di magnesio e potassio (frutta secca, verdura, cereali integrali); praticare esercizi di resistenza e attività con carico (camminata, ginnastica, pesi leggeri) per mantenere la massa ossea e muscolare; controllare il peso corporeo e ridurre il consumo di sale e alcol.
Domani, in occasione della Giornata nazionale della salute della donna, il telefono Verde Aids e Ist (800 861061) estenderà il proprio orario dalle 9 alle 19. "L'iniziativa - evidenzia Anna Colucci, responsabile dell'Unità operativa Ricerca psico-socio-comportamentale, comunicazione, formazione del Dipartimento Malattie infettive dell'Iss - mira a favorire un accesso più ampio a informazioni scientificamente validate, con particolare attenzione alla prevenzione dell'Hiv e delle infezioni sessualmente trasmissibili (Ist) nelle donne".
"Promuovere consapevolezza e facilitare l'accesso ai servizi di prevenzione - conclude Ortona - rappresenta un passo fondamentale per tutelare la salute delle donne, rafforzando un approccio integrato che unisce corretti stili di vita, educazione e informazione qualificata". Sul sito 'Uniti contro l'Aids', ricorda l'Iss, per ogni infezione vi è una specifica sezione dedicata alla donna.
(Adnkronos) - Doppia partita domani per i conti italiani tra la pubblicazione del Documento di economia e finanza del governo e il verdetto Eurostat che certificherà o meno l'uscita dell'Italia dalla procedura anti-deficit. Una partita che la maggioranza vorrebbe giocare sul filo dei decimali che muovono l'asticella del deficit-pil per effetto o per difetto verso il valore principale.
Dalla chiusura della procedura Ue dipende il margine di manovra della Finanziaria d'autunno: sia perché l'Italia uscirebbe dal monitoraggio stringente di Bruxelles sia perchè potrebbe accedere alla flessibilità sui vincoli della spesa primaria per le spese per difesa e sicurezza. Ad ogni modo - procedura o non procedura - il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha messo sul tavolo dell'Eurogruppo già a marzo la richiesta di flessibiltà sui conti per le circostanze eccezionali della guerra in Medio Oriente, nuova incognita che pesa sull'economia globale. Richiesta al momento respinta da Bruxelles.
L'Italia arriva all'appuntamento di domani certa di aver fatto i compiti a casa, impegno riconosciuto anche dalle agenzie di rating che hanno alzato i rating come non accadeva da anni e dai mercati facendo scendere lo spread. “Speriamo bene, noi ce l'abbiamo messa tutta per tenere in equilibrio i conti pubblici”, ha detto il vice ministro all’Economia Maurizio Leo a margine della Conferenza nazionale Antifrode organizzata dall’Adm allo Spazio Mastai. “Attendiamo" l'Eurostat "l’impegno del governo è stato massimo”, ha scandito.
Domani alle 12 dovrebbe tenersi il Consiglio dei ministri chiamato ad approvare le nuove stime macro e di finanza pubblica del Dfp, il Documento di finanza pubblica, che ha sostituito il Def. Previsioni che sul fronte della crescita sconterebbero le nuove incertezze globali per gli effetti negativi sull'economia dovuti alla guerra in Medio Oriente. Già la Banca d'Italia e il Fondo monetario internazionale hanno tagliato il pil di quest'anno allo +0,5% entrambi.
Il nodo è quindi il rapporto deficit-pil che riducendosi la crescita rischia di crescere rispetto alle stime: l'Istat nelle ultime revisioni ha indicato 3,1% per il 2025. Ma dalla maggioranza emergono svariate simulazioni a partire dalla valutazione che possa bastare un livello del 3,049% deficit-pil che per difetto sarebbe arrotondato a 3% per intavolare una trattativa con l'Ue. Considerando che 0,1% di deficit-pil equivale in valori assoluti a 2,2 mld circa, ne consegue che lo 0,001 che farebbe la differeza sarebbe pari a circa 22 milioni. Ad ogni modo le regole Ue prevedono un livello inferiore al 3%, quindi eventualmente al 2,99% di deficit-pil. Ma la partita, fanno notare all'Adnkronos fonti qualificate, non andrebbe giocata sul filo dei decimali, soggetti di continuo a revisione fino al dato a consutivo. Il Trattato prevede infatti che la decisione finale di uscita o meno dal braccio preventivo della procedura per deficit eccessivo spetti alla Commissione, quindi non sarebbero i decimali soggetti a revisione a fare la differenza. (di Luana Cimino)

(Adnkronos) - Confrontarsi attivamente con la comunità scientifica sui temi chiave per il futuro della nutrizione: dal ruolo del microbiota intestinale all'impatto dei latti fermentati sulla salute, fino all'importanza di un'alimentazione equilibrata per il benessere a lungo termine. Con questi contenuti, in occasione della XX edizione di NutriMi - Forum di nutrizione pratica, Danone, come Top Partner, ha confermato il proprio ruolo di riferimento nell'ambito dei latti fermentati. Il contributo del'azienda - con i suoi brand Danone Skyr e Activia - forte di decenni di innovazione e ricerca sul microbiota intestinale, si inserisce in uno scenario di mercato in rapida trasformazione, dove l'interesse degli italiani per alimenti funzionali e ad alto valore nutrizionale è in forte crescita. A confermarlo sono i dati più recenti, riporta l'azienda in una nota. Nel 2025 il segmento del kefir conferma un andamento particolarmente dinamico, registrando una crescita del +55,2% a valore rispetto al 2024 e raggiungendo vendite pari a circa 273 milioni di euro, mentre i segmenti greco e skyr, che offrono ai consumatori soluzioni in linea con la ricerca di naturalità e salute, crescono rispettivamente del 25% e del 37%, testimoniando un forte interesse e una forte crescita di un mercato che si attesta sui 615 milioni di euro. Un'evoluzione che riflette un cambiamento profondo nelle abitudini di consumo, con la colazione sempre più vissuta come un momento consapevole, orientato al benessere, alla qualità e all'innovazione.
Cuore della partecipazione di Danone è stato un approfondimento scientifico dedicato al ruolo del microbiota intestinale, oggi riconosciuto come un elemento centrale per la salute. Negli ultimi anni la ricerca in questo ambito è cresciuta in modo esponenziale, evidenzia l'azienda. Si stima che il microbiota intestinale sia composto da trilioni di microrganismi e svolga un ruolo fondamentale in processi, tra gli altri, come digestione, metabolismo e regolazione del sistema immunitario. In questo scenario, cresce l'interesse per alimenti fermentati come il kefir, caratterizzati da una comunità complessa di fermenti vivi (lieviti e batteri) che agiscono in sinergia contribuendo all'equilibrio del microbiota intestinale, in cui l'impatto di salute è scientificamente dimostrato. L’intervento, realizzato con il contributo non condizionante di Danone Italia, è stato affidato a Giovanni Barbara, professore ordinario di Gastroenterologia all'università di Bologna, direttore dell'Uoc di Gastroenterologia dell'università di Bologna e responsabile del Centro Trapianto di microbiota del Sant'Orsola di Bologna.
"Il microbiota intestinale è oggi riconosciuto come uno dei pilastri della nostra salute, influenzando digestione, metabolismo e sistema immunitario - afferma Barbara - Per mantenerlo in equilibrio è fondamentale seguire un'alimentazione sana e varia. In questo contesto, il consumo regolare di alimenti fermentati, come il kefir - in cui batteri e lieviti agiscono sinergicamente - rappresenta una scelta semplice, ma efficace per favorire il benessere intestinale e, più in generale, dell'intero organismo".
Durante le due giornate, Danone è stato presente al Forum con uno spazio espositivo dedicato, dove i visitatori hanno potuto approfondire le caratteristiche nutrizionali dei prodotti Danone Skyr e Activia, partecipare a momenti di degustazione e confrontarsi con nutrizionisti qualificati, si legge nella nota. I prodotti sono stati protagonisti dei momenti di pausa dell'evento, contribuendo a un'esperienza coerente con i valori di nutrizione e benessere promossi dal forum.
"Essere Top Partner di NutriMi per il secondo anno consecutivo - dichiara Lucia Chevallard, direttrice Marketing Italia e Grecia di Danone - ci permette di contribuire attivamente al dialogo scientifico su nutrizione e salute, in un momento in cui cresce la consapevolezza del legame tra ciò che mangiamo e il nostro benessere. Da oltre un secolo offriamo soluzioni nutrizionali che coniugano qualità, accessibilità e solide evidenze scientifiche. Il successo di prodotti come kefir e skyr riflette una domanda sempre più evoluta, a cui rispondiamo con ricerca e innovazione. In questo contesto - aggiunge - si distinguono prodotti come Activia Kefir bianco, che combina i lieviti autentici del kefir con 4 miliardi di probiotico Bifidus, senza zuccheri aggiunti e adatto anche a chi maldigerisce il lattosio, e Danone Skyr, ispirato alla tradizione islandese, naturalmente ricco di proteine, privo di grassi e ideale per accompagnare ogni momento della giornata, a partire dalla colazione. Con la nostra partecipazione all'edizione di NutriMi 2026 - conclude - abbiamo ribadito il nostro impegno: trasformare la scienza della nutrizione in benessere concreto per tutti".
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