
(Adnkronos) - La Germania ha convocato l'ambasciatore russo a Berlino per protestare contro una serie di attacchi informatici ai danni dell'Unione europea, mentre Ue e Regno Unito hanno annunciato nuove sanzioni contro la Russia in relazione agli attacchi. "Questa mattina abbiamo convocato l'ambasciatore russo al ministero degli Esteri in relazione ad attacchi informatici ostili", ha dichiarato ai giornalisti una portavoce del dicastero tedesco.
In mattinata cnhe la Francia aveva fatto sapere che nei prossimi giorni avrebbe convocato l'ambasciatore russo a causa della "vasta campagna informatica" lanciata da Mosca a fini di sabotaggio e spionaggio in diversi Paesi europei, tra cui la Francia. "Imporremo sanzioni anche a nove individui e quattro entità responsabili di questa campagna informatica, orchestrata dai servizi di sicurezza dell'Fsb", ha dichiarato Jean-Noel Barrot in un'intervista a BfmTv/Rmc.

(Adnkronos) - Ora è ufficiale: Paulo Dybala rinnova per una stagione, fino al 30 giugno 2027, il suo contratto con la Roma. Lo annuncia il club giallorosso, con una nota sul proprio sito web. "L’AS Roma è lieta di annunciare l’accordo per il rinnovo del contratto di Paulo Dybala fino al 30 giugno 2027. Arrivato nella Capitale nell’estate del 2022, Dybala ha saputo accendere fin dal primo giorno l'entusiasmo della tifoseria, diventando un pilastro tecnico e un leader dentro e fuori dal campo, collezionando 139 presenze e 45 gol. La storia tra la Roma e la Joya continua per scrivere nuove pagine. Avanti insieme, Paulo!".

(Adnkronos) - Accertare i motivi della presenza di Valter Lavitola nella redazione di Report e quante volte questo sia accaduto, ma anche analizzare le tante interviste rilasciate dall’imprenditore in questi giorni per capire se ci siano dietro dei messaggi rivolti a qualcuno. Sono questi alcuni degli approfondimenti a cui lavorano i pm della Dda di Roma che indagano sull’attentato dinamitardo al giornalista Sigfrido Ranucci, che ritengono Lavitola mandante dell’azione e che ora vogliono capire il movente dell’attentato, compiuto da quattro persone, tutte provenienti dalla provincia di Avellino.
Importanti risposte sono attese nelle prossime ore dall’analisi dei cellulari e delle pen drive sequestrate a Lavitola nel corso della perquisizione del 4 luglio scorso nella sua abitazione a Monteverde. Poco prima i carabinieri avevano visto l’ex editore uscire con un trolley, in partenza per il Camerun, dove si trova il suo factotum, Gomes Clesio Tavares, che secondo gli inquirenti era l’intermediario con la banda che ha piazzato l’ordigno. Un “interesse investigativo”, infine, c’è da parte dei pm anche in merito alle numerose dichiarazioni e interviste rilasciate in questi giorni da Lavitola: si vuole capire se dietro ci sia una volontà di inviare “messaggi” o se si tratti di un tentativo di depistare le indagini.

Se si guarda oltre l’entusiasmo generalista per l’Intelligenza Artificiale, i numeri reali raccontano un’Italia che ha ormai superato la fase dei proof of concept per trasformare gli algoritmi in un solido comparto industriale. Proprio nel giorno in cui si celebra l’Artificial Intelligence appreciation day, l’Italian tech landscape 2026, lo studio realizzato da La tech made in Italy in collaborazione con Altermind per mappare e valorizzare le eccellenze tecnologiche del nostro Paese, fotografa un ecosistema che ha raggiunto i 4,1 miliardi di euro di ricavi totali, supportato da una forza lavoro specializzata di 22.740 dipendenti. Un dato che spicca, e che testimonia l’alto valore aggiunto del settore italiano, è la sua redditività: il ricavo medio per singola soluzione AI si attesta infatti su 69,1 milioni di euro, con un rendimento medio per addetto pari a 179.000 euro.
A livello geografico, la creazione di valore su larga scala risulta ancora strutturalmente concentrata attorno a pochi hub dominanti, con una netta scissione tra i territori che generano i maggiori volumi finanziari e quelli che registrano la più alta densità di innovazione software. Il Piemonte guida la classifica economica nazionale raccogliendo ben 2,29 miliardi di euro di ricavi, una cifra che da sola rappresenta il 55,7% dell’intero giro d’affari del Paese, pur essendo concentrata su appena 3 soluzioni censite. La Lombardia si posiziona invece al secondo posto per ricavi totali con 1,02 miliardi di euro (24,9% del totale), ma si conferma il vero e proprio laboratorio d’Italia e il cuore pulsante dello sviluppo, dominando nettamente il panorama tecnologico con ben 29 soluzioni IA attive sul territorio. Al terzo posto si consolida la Toscana, che registra 705 milioni di euro di ricavi, corrispondenti al 18,2% del totale, sostenuti da 6 soluzioni software dedicate.
Molto più distanti appaiono le altre realtà regionali, che mostrano numeri decisamente più contenuti sul fronte del fatturato ma una vivace attività di sviluppo sul territorio. Per quanto riguarda la paternità delle soluzioni IA, dietro la Lombardia si posizionano infatti l’Emilia Romagna con 9 soluzioni, la Campania (8), il Veneto (7) e il Lazio (6). Dal punto di vista della performance finanziaria, invece, il resto del territorio si spartisce le quote rimanenti con la Campania a 15,6 milioni di euro (0,4%), il Lazio a 12,1 milioni (0,3%), le Marche a 11,2 milioni (0,3%) e l’Emilia Romagna a 6,7 milioni (0,2%). I volumi più ridotti si registrano in Veneto con 2 milioni di euro, in Friuli Venezia Giulia con 1,3 milioni e in Puglia con 0,2 milioni. Nonostante i numeri da record, lo studio evidenzia sfide sostanziali.
L’adozione dell’IA risulta ancora disomogenea tra le piccole e medie imprese, le competenze digitali continuano a restare indietro rispetto alla media europea, e il passaggio dall’eccellenza della ricerca alla scalabilità delle piattaforme rimane troppo selettivo. “L’Intelligenza Artificiale - spiega Max Brigida, founder de La Tech Made in Italy - sta riscrivendo radicalmente le regole del modello operativo aziendale, spostando l’asse verso un’organizzazione ibrida in cui la tecnologia amplifica il potenziale umano senza sostituirlo In questo nuovo scenario, la vera discriminante competitiva per un’azienda non è più la semplice adozione dell’IA, ma la capacità di governarla e integrarla a fondo nei processi decisionali e operativi, considerandola come una risorsa strategica a tutti gli effetti. Chi saprà orchestrare questa sinergia otterrà benefici immediati in termini di velocità, efficienza e spinta all’innovazione”.
Il prossimo obiettivo strategico per il Paese dovrà concentrarsi su tre fronti: l’IA industriale per la produttività manifatturiera, infrastrutture e modelli IA sovrani, e l’accelerazione dei talenti tra le pmi e i poli di ricerca. “Siamo di fronte - conclude Max Brigida - a un bivio decisivo per la nostra competitività internazionale I numeri dimostrano che abbiamo l’infrastruttura, i capitali e i campioni tecnologici per dominare nicchie di mercato globali, come dimostra la convergenza tra la nostra manifattura storica e l’automazione intelligente. Ora dobbiamo evitare il rischio di un collo di bottiglia nella commercializzazione: il prossimo step è portare questa rigorosa disciplina finanziaria e tecnologica fuori dai grandi poli, trasformando l’adozione dell’IA da vantaggio competitivo per pochi a standard operativo per l’intero tessuto industriale italiano”.

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(Adnkronos) - "A luglio tante squadre vogliono rinforzarsi, poi dopo bisognerà vedere che succede nel mercato. L’Inter è sempre la favorita, poi ci sono squadre come Milan e Juve rimaste fuori dalla Champions che vorranno migliorarsi. La Roma deve continuare il suo percorso e cercare di rimanere in alto e stare dentro alla competizione che ti permette di rinforzarti per bene ogni anno, se riesce a farlo per più anni allora può ambire a puntare anche allo scudetto". Così l'allenatore della Roma Gian Piero Gasperini, al microfono di Radio Anch'io Sport, in occasione del primo giorno di raduno della squadra capitolina.
"È stata un’estate lunga, un po’ anomala rispetto agli altri anni -aggiunge il tecnico di Grugliasco-. Ora ripartiamo, c’è tanta voglia di farlo è chiaro che il finale dell’anno scorso ci ha lasciato molto entusiasmo e voglia di riproporci e ripartire tutti insieme. Il mercato nel mese di giugno è stato un po’ di paralisi per tutti dovuta al Mondiale. Penso che da questa settimana inizierà il vero mercato un po’ per tutte con l’inizio della preparazione, anche se qualcuno arriverà un po’ a singhiozzo per gli impegni del Mondiale. Ora inizia il mercato e tutte le squadre mi sembrano belle agguerrite".
L'ex tecnico dell'Atalanta parla poi del deludente mondiale di Donyell Malen. "Il mondiale arriva con i ragazzi che giocano tutto l’anno e non tutti sono arrivati nelle condizioni migliori, in più le condizioni climatiche hanno influito molto. Non è facile giocare ad alti livelli con la stessa continuità dopo una stagione molto faticosa. Poi i giocatori rispecchiano l’andamento della loro squadra, se la squadra va avanti vanno bene anche i giocatori. Malen indubbiamente rispecchia l’andamento dell’Olanda, in passato c’è sempre stato questo dubbio di utilizzarlo e di metterlo più defilato ma per me mai! Per me deve giocare davanti alla porta”.
Gasperini si esprime poi del delicato momento del calcio italiano. "La rinascita ci sarà ma non dipenderà solo da chi sarà l’allenatore, deve essere un sistema proprio a cambiare, questo evidentemente non funziona. Servirà fare una riforma importante al di là delle persone. I ragazzini giocano in grande percentuale a calcio quindi poi se non diventano calciatori la colpa è degli adulti. Abbiamo le risorse come detto prima, i ragazzini che giocano a calcio sono una base buona, credo che il nostro calcio rispecchi una qualità superiore rispetto a quella mostrata negli ultimi anni nella Nazionale, non sarà facile ma credo che alla fine una Nazionale competitiva riusciremo a metterla in piedi”.
In chiusura l'allenatore della Roma tocca il tema del possibile rientro di Francesco Totti nel club e del difficile momento dei 'cugini' della Lazio. "Totti? Questa cosa riguarda lui e la proprietà. Il centenario lo stanno organizzando quindi sarà poi la società a dire cosa verrà fatto. Non è bella questa situazione anche da avversario acerrimo, la Lazio ha comunque una parte di storia importante del calcio italiano. Va recuperato questo entusiasmo, spero trovino le condizioni migliori. Sia i derby, sia il campionato ha bisogno di stadi sempre pieni, come succede sempre tranne per questa anomalia della Lazio".

(Adnkronos) - Riconoscere ed affermare le best practice di economia circolare attraverso la promozione di iniziative di sostenibilità a livello nazionale ed europeo sulla raccolta ordinata di tutti gli oli esausti e la produzione ottimale di oli base da oli esausti. Con questo obiettivo il consorzio italiano Conou e il Sistema Collettivo greco Endiale S.A. hanno avviato oggi una strategia sintetizzata dal protocollo d’intesa firmato rispettivamente dal presidente Riccardo Piunti e dal ceo George Deligiorgis. Nel memorandum of understanding sono elencate una serie di attività che vanno dallo studio e promozione, scambio di esperienze e know how, alla verifica della corretta attuazione delle norme europee, presentazione di studi e proposte congiunte per l’adozione di provvedimenti normativi. Ma c’è anche spazio per la pianificazione e attuazione di azioni di comunicazione congiunte sull’economia circolare, abbinate alla promozione di ricerca e sviluppo tecnologico nonché iniziative ad ampio raggio di allargamento alla cooperazione con altri sistemi europei di Responsabilità Estesa del Produttore (Epr).
L’accordo prevede, allo scopo, la creazione di un Comitato di coordinamento delle azioni elencate nel protocollo d’intesa. “Questa sinergia – commenta Piunti – è frutto di un percorso avviato meno di un anno fa. Con i colleghi di Endiale abbiamo una comune visione, che nasce probabilmente da una comune e forte matrice culturale oltre che da ottimi risultati di circolarità di entrambi. Ci piace fare bene ciò che facciamo, perché lo riteniamo indispensabile per il bene della comunità alla quale apparteniamo. Nell’ambito dell’economia circolare vorremmo vedere un'Europa più presente di oggi: nella nostra filiera purtroppo non c’è uno standard di qualità europeo né un obiettivo di circolarità comune; quindi, c’è ancora molto da fare per la coerenza europea. Inoltre, abbiamo bisogno di solidi alleati per affrontare e superare insieme anche la delicata sfida agli inquinanti pericolosi”.
“Il nostro obiettivo – conferma Deligiorgis – è quello di promuovere l’idea dell’economia circolare in Europa nell’ambito degli oli minerali usati. Sono molto felice di incontrare i miei colleghi italiani: insieme intendiamo compiere questa missione anche con il supporto di altri sistemi Epr, così da diffondere meglio il modello di economia circolare in Europa”.

(Adnkronos) - Il Milan inizia la stagione 2026/27 con il raduno di oggi, lunedì 13 luglio, a Milanello. E Gerry Cardinale è arrivato al centro sportivo rossonero in mattinata, in grande stile. In elicottero, con modalità che hanno ricordato lo storico presidente del club Silvio Berlusconi, che in passato ha spesso scelto questa modalità per raggiungere la squadra. Come già visto durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore Ruben Amorim, il patron rossonero sta cambiando approccio nei confronti del gruppo e sta cercando di mostrarsi il più possibile vicino all'ambiente.
Nel pomeriggio, intorno alle 18, ci sarà il primo allenamento aperto della squadra. Il via ufficiale alla nuova stagione.
Ecco i giocatori che inizieranno la stagione sotto la guida del nuovo tecnico del Milan Ruben Amorim:
Athekame, Bartesaghi, Bouyer, Camarda, Chukwueze, Cissè A., Comotto, Fofana, Gabbia, Gila, Guernier, Karaca, Kostić, Loftus-Cheek, Musah, Nkunku, Odogu, Ossola, Pavlović, Pittarella, Ricci, Terracciano F., Terracciano P., Tomori, Torriani, Yahya Idrissi.

(Adnkronos) - "Voglio tornare a parlare del caso di Sigfrido Ranucci perché ho una novità. Oltre al coinvolgimento di Valter Lavitola, avrebbe recitato un ruolo importante in questa vicenda un altro personaggio, personaggio conosciuto, frequentatore del ristorante 'Cefalù', di proprietà di Lavitola. Gli inquirenti si stanno domandando se il ruolo che ha recitato questo personaggio è un ruolo consapevole o inconsapevole. Il dato che vi posso dare è che lui è estremamente preoccupato visto tutto quello che sta succedendo". Così, in un video pubblicato su Instagram, Massimo Giletti, che torna sulla vicenda Ranucci per alcune considerazioni sul caso.
"Altro elemento - spiega il cronista e conduttore di 'Lo Stato Delle Cose'- ha a che fare con il nome di Corrado. Chi è Corrado? Perché i criminali che hanno fatto l'attentato fanno continui riferimenti a questo nome? Lo usano come uno pseudonimo per far riferimento a un personaggio nel mondo della televisione? Oppure è il nome vero, Corrado?", si interroga Giletti in riferimento al nome che compare in una delle intercettazioni riportate negli atti dell'inchiesta sull'attentato contro il conduttore di 'Report', la cui identità non è stata ancora accertata dagli inquirenti.
Poi Giletti analizza le modalità dell'attentato a Ranucci: "Leggendo l'ordinanza della dottoressa Iole Morica lei parla di un detonatore a miccia - dice il giornalista - A miccia vuol dire che sono quelle tipo delle vecchie cave di miniera e quant'altro, a combustione lenta. Perché è importante? Perché è chiaro che chi ha fatto saltare in aria la macchina di Sigfrido e di sua figlia stava controllando la situazione, quindi non voleva certamente fare una strage".
Nell'immediatezza "Sigfrido Ranucci dice, volevano ammazzare anche mia figlia, potevano fare una strage. E lo dice perché non sa quale esplosivo fosse stato usato quella notte. Oggi, nel momento in cui sa che è coinvolto Lavitola e si dice sgomento per questo, essendo suo amico fraterno, dice però sono convinto che non volessero fare una strage. Lo dice probabilmente perché sa come è stata innescata la bomba. Però io faccio una quarta riflessione: chi è che quella notte sapeva che Sigfrido Ranucci sarebbe stato proprio nella sua casa di Pomezia? Perché non sempre Sigfrido Ranucci si ferma a dormire in quella casa, spesso è fuori, per lavoro, per altri motivi", analizza Giletti.
"Quindi qualcuno ha avvisato questi uomini che arrivavano dalla Campania; quindi, dovevano fare centinaia di chilometri ad andar su e centinaia per ritornare nella loro terra e dovevano arrivare a colpo sicuro. Qualcuno gli ha dato un suggerimento che si è rivelato poi esatto. E allora la domanda è: chi ha tradito chi?", conclude il conduttore.

(Adnkronos) - I carabinieri, con il supporto dei vigili del fuoco, hanno trovato un coltello che potrebbe essere l'arma utilizzata per colpire il 19enne egiziano ucciso domenica in un parcheggio in viale Repubblica. Il ritrovamento è avvenuto nel pomeriggio di ieri nel comune di Spino d'Adda.
I militari di Crema e Cremona, che hanno condotto le indagini sul caso, avevano avuto modo di verificare che l'auto con a bordo i tre presunti autori dell'omicidio, per i quali è stato eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto, aveva lasciato Crema in direzione della provincia di Milano attraverso il ponte della Sp 415 sul fiume Adda. Quindi, hanno ritenuto che potessero avere gettato il coltello in un cassonetto della spazzatura lungo la strada oppure nei pressi del fiume Adda. Ed è stata inviata una pattuglia della radiomobile per effettuare delle verifiche lungo il tragitto. Osservando dal ponte, i militari hanno notato nell'acqua un oggetto che aveva la forma di un coltello. A quel punto è stato richiesto l'intervento dei vigili del fuoco di Crema e Lodi che, con il supporto del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Milano, hanno recuperato l'oggetto, accertando che si trattava proprio di un coltello con fodero.
L'arma è stata sequestrata e saranno svolti tutti i necessari accertamenti al fine di verificare se si tratti della stessa utilizzata per colpire mortalmente il 19enne.

(Adnkronos) - “Sono un giocatore, non un truffatore di vecchiette né un lestofante”. Si è difeso così Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia, nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip Giulia Arcieri che ha disposto per lui gli arresti domiciliari dopo l’indagine della Guardia di Finanza, per le accuse di truffa aggravata e continuata, esercizio abusivo dell'attività di raccolta del risparmio, abusivismo finanziario e omessa dichiarazione dei redditi. Rispondendo alle domande di pm, giudice, avvocati, Adinolfi ha detto che nel gruppo di scommettitori c’erano una novantina di persone, “anche persone importanti” e che i soldi gli venivano inviati “per loro volontà e io li raccoglievo”. “Chi perde denuncia e chi vince non denuncia”, ha aggiunto, affermando di aver restituito nella maggior parte dei casi più di quanto ricevuto dai giocatori. A una signora che gli aveva dato 30mila euro, ha detto di averne ridati 50mila. Fra gli scommettitori, Adinolfi ha indicato professori universitari, notai, ai quali ha ridato diverse decine di migliaia di euro in più rispetto a quanto ricevuto.
Quanto alle accuse di evasione fiscale e di aver condotto una vita di lusso con i soldi dei giocatori, l’ex parlamentare ha ribattuto: “Se io sono un evasore allora lo sono tutti quelli che giocano online. Ho sempre fatto una vita morigerata, altro che Courmayer, non so neanche sciare”. Al termine dell’interrogatorio i difensori di Adinolfi hanno chiesto la revoca della misura cautelare e il gip si è riservato di decidere nei prossimi giorni. “Il nostro assistito ha risposto correttamente e serenamente a tutti i capi di imputazione che gli sono stati contestati, dando ovviamente in questa fase delucidazioni specifiche su quello che gli è stato contestato" hanno detto i difensori, gli avvocati Pablo De Luca e Riccardo Di Lorenzo rispondendo alle domande dei cronisti.
“Quella organizzata da Adinolfi, secondo i legali, è stata "un'attività lecita", frutto di una "richiesta di gioco collettivo" e Adinolfi "si è fatto portavoce nei vari siti per i giochi". "La restituzione dei soldi che il dottor Adinolfi ha fatto a vari suoi interlocutori, nel corso di questo periodo, sono tutte restituzioni che sono state inserite nel fascicolo delle indagini, ma non sono state valorizzate dal pubblico ministero per quanto concerne gli elementi favorevoli all'indagato". Adinolfi ha “confermato di aver restituito una parte dei soldi che erano stati utilizzati per le scommesse". "Di fronte a una contestazione di uscite per un milione e mezzo di euro, c'è una restituzione di 1 milione trecentomila. Quindi c'è una simmetria tra entrate e uscite che è stata valorizzata solo in negativo" hanno concluso i difensori.

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(Adnkronos) - Jannik Sinner può ancora migliorare, ma non stressatelo, parola di Simone Vagnozzi. Il tennista azzurro ha conquistato il suo secondo titolo consecutivo a Wimbledon, battendo il tedesco Alexander Zverev nella finale dello Slam di Londra. A festeggiare è stato anche l'allenatore del numero 1 che, in coppia con Darren Cahill, è uno degli artefici del dominio di Sinner nel circuito: "Riconfermarsi è molto più complicato. L'anno scorso siamo arrivati e ogni conquista era una novità; quest'anno, invece, sapevamo potesse vincere questo torneo avendolo già fatto una volta. Sicuramente è diverso e, secondo me, un po' più difficile", ha detto Vagnozzi in conferenza stampa.
L'approccio di Jannik al tennis però, nel corso del tempo, è cambiato drasticamente: "Adesso si vuole riposare, vuole festeggiare. Noi allenatori dobbiamo essere bravi a capire che i ragazzi cambiano. Jannik non è più il ragazzo di 22 anni per cui esisteva solo il tennis", ha rivelato Vagnozzi, "adesso è un altro tipo di ragazzo: finisce un torneo e vuole riposarsi, vuole prendere del tempo per sé, con la sua ragazza, con la sua famiglia".
"Anche il modo in cui parliamo di tennis con lui è cambiato negli ultimi anni", ha spiegato l'allenatore, "prima era solo tennis, praticamente 99% tennis e 1% altre cose; adesso, piano piano, stiamo iniziando a cambiare. Dobbiamo essere bravi a non stressarlo troppo, perché deve avere una carriera lunga".
"Dal mio punto di vista penso che dopo questi anni Jannik sia un altro tipo di giocatore. Il Sinner di qualche anno fa e il Sinner di oggi, come vedete in campo, sono diversi: ora ha una tecnica diversa e ha delle giocate diverse. Questo naturalmente mi inorgoglisce, e mi inorgoglisce perché vince", ha continuato Vagnozzi, "se giocasse diversamente ma non vincesse, non sarei contento. Questa è la cosa che più mi fa felice. Ci sono stati tanti giocatori di talento a 21 o 22 anni che durante la loro carriera non si sono migliorati così tanto. Jannik, invece, penso che adesso sia un altro tipo di giocatore".

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(Adnkronos) - Sviluppare soluzioni integrate di packaging sostenibile e innovativo. E' l'obiettivo dell'accordo firmato da DS Smith Packaging Italia spa e Tiber Pack spa. Elemento chiave della collaborazione è la tecnologia proprietaria Nicetuck di Tiber Pack, una soluzione di packaging che elimina completamente l’utilizzo di colla. Questo approccio 'glue-free', in termini di sostenibilità, consente di ridurre emissioni e costi lungo la filiera produttiva; sotto il profilo dei materiali, elimina l’impiego di adesivi, contribuendo a una maggiore semplicità e riciclabilità; dal punto di vista logistico, permette di ottimizzare le linee produttive grazie a una minore complessità dei macchinari. "La collaborazione con Tiber Pack nasce dal nostro comune impegno verso l’innovazione e la sostenibilità del packaging ed è con grande orgoglio che accogliamo questo accordo", ha commentato Paolo Marini, managing director di DS Smith Packaging Italia.
"Insieme, le nostre due aziende potranno rispondere alle esigenze dei clienti - aggiunge -, con l’obiettivo di offrire ai consumatori finali soluzioni avanzate in linea con le crescenti esigenze del mercato in termini di sostenibilità e con i nostri obiettivi di economia circolare". Soddisfazione per l'accordo di collaborazione è stato espresso anche dal ceo di Tiber Pack Spa, Maurizio Ceci. "Condividiamo una visione orientata all’innovazione, alla sostenibilità e alla creazione di valore per i clienti - dice -. Questa collaborazione ci consentirà di proporre soluzioni ancora più performanti, sviluppate attraverso un approccio integrato che considera packaging e automazione come elementi strettamente connessi e complementari. Siamo convinti che questa sinergia rappresenti un vantaggio concreto per i clienti in termini di efficienza, risparmio, competitività e sostenibilità". Tiber Pack è una realtà italiana di riferimento nel settore dell’automazione per il packaging, specializzata nella progettazione e realizzazione di linee automatiche di incartonamento e sistemi di fine linea. DS Smith è uno dei leader a livello globale nella fornitura di imballaggi in cartone ondulato, supportata da attività di riciclo e produzione di carta.

(Adnkronos) - Non si ferma l'escalation tra Stati Uniti e Iran. Lo Stretto di Hormuz resta al centro dello scontro. E il Centcom, il Comando centrale Usa responsabile per le attività militari nella regione, rende noto di aver utilizzato nei raid effettuati nelle scorse ore contro l'Iran "droni d'attacco unidirezionali (one-way attack aerial drones) e droni navali d'attacco unidirezionali (one-way attack sea drone) per la prima volta". Nessun dettaglio su quanti e quali droni in particolare siano stati impiegati nelle operazioni a cui Teheran non ha mancato di rispondere. I droni d'attacco unidirezionali sono quelli pensati per colpire senza fare rientro in base, anche detti droni kamikaze.
Il comunicato spiega che il 12 luglio sono stati colpiti obiettivi, decine di obiettivi, in varie zone della Repubblica islamica utilizzando "munizioni di precisione" per "ridurre le capacità dell'Iran di continuare ad attaccare il traffico marittimo internazionale che passa dallo Stretto di Hormuz". Le forze del Centcom, si legge, hanno "utilizzato caccia, navi militari, droni d'attacco unidirezionali e droni navali d'attacco unidirezionali per la prima volta" per colpire gli obiettivi iraniani.
La Cnn ricorda come droni d'attacco Usa siano stati impiegati per la prima volta nelle prime fasi del conflitto con l'Iran, come il Centcom abbia 'messo in campo' il Lucas (Low-cost Unmanned Combat Attack System), che - sintetizza la rete americana - è 'ispirato' ai droni Shahed 136 progettati proprio dagli iraniani e usati dalla Russia in Ucraina nel conflitto che si trascina dal febbraio del 2022, dall'avvio dell'invasione russa su vasta scala.
Per quanto riguarda i droni navali, gli Stati Uniti stanno sperimentando diverse tipologie, ragiona con la Cnn l'analista Carl Schuster, ex numero uno del Centro congiunto di intelligence dello Us Pacific Command. E Schuster evidenzia come "il più adatto per attacchi unidirezionali" sia quello che è noto come Usv di classe flotta (Fleet-class Usv, Unmanned Surface Vessel). E' stato pensato per altre missioni, ma con una velocità superiore ai 60 chilometri orari "potrebbe essere adattato", dice, per attacchi studiati per colpire e non fare rientro in base. Un'arma "costosa - conclude - ma difficile da fermare".

(Adnkronos) - Oltre 5.500 insuline e 40mila aghi forniti a 9 realtà socio-assistenziali di 5 regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Lazio e Sicilia. Sono i risultati della prima edizione del progetto ‘Vulnerabili’ che, nato dalla collaborazione tra Novo Nordisk e Fondazione Banco Farmaceutico, con il sostegno dell’onorevole Giorgio Mulé, vicepresidente della Camera dei Deputati, rilancia e amplia il proprio impegno. Nel 2025 - riporta una nota - per la prima volta in Italia ed Europa, un’azienda farmaceutica ha fornito gratuitamente – e in modo continuativo – insulina e dispositivi per la somministrazione a diverse strutture socio-assistenziali che si prendono cura di persone indigenti con diabete. Individui che spesso, a causa delle proprie condizioni socioeconomiche, non riescono ad accedere alle cure di cui hanno bisogno.
“A un anno dal lancio - afferma l’onorevole Mulè - ‘Vulnerabili’ dimostra che quando istituzioni, imprese e terzo settore lavorano insieme è possibile generare cambiamenti concreti e duraturi. L’ampliamento del progetto conferma la validità di un modello che mette al centro la persona e il diritto alla salute, riducendo le disuguaglianze e rafforzando un sistema sanitario più inclusivo”.
Il successo dell’iniziativa – che rientra nell’ambito di Cirular for Zero, il programma di sostenibilità ambientale e sociale di Novo Nordisk – è confermato dall’ampliamento del progetto che nel 2026 coinvolgerà ben 16 associazioni con una copertura delle attività in 13 comuni di 10 regioni: il doppio dell’anno precedente. Alle realtà che hanno preso parte alla prima edizione – Fondazione Fratelli di San Francesco e Opera San Francesco per i poveri (Milano); Medicina e Assistenza ai Margini (Roma); Sermig e Camminare Insieme (Torino); Cesaim (Verona); Centro Astalli e Centro Padre Nostro (Palermo) – si aggiungono la Caritas di Arezzo, l’associazione Sokos di Bologna, la Croce Rossa de L’Aquila, l’associazione La Tenda di Napoli, la Croce Rossa di Roccella Ionica e quelle di Agrigento, Floridia e Lampedusa (Sicilia).
“I risultati raggiunti in questo primo anno - commenta Jens Pii Olesen, Corporate Vice President e General Manager di Novo Nordisk Italia - rappresentano per noi motivo di grande orgoglio ma anche uno stimolo a fare di più. ‘Vulnerabili’ è la dimostrazione concreta del nostro impegno nel costruire un modello di salute sostenibile e accessibile, in linea con la nostra visione globale. L’espansione del progetto ci consentirà di rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni delle persone con diabete a prescindere dal proprio status socioeconomico e di ribadire che Novo Nordisk non viene meno al proprio ruolo di soggetto attivo per contribuire attivamente a un futuro più equo, solidale e attento ai bisogni delle comunità”.
Anche nel 2026 - continua la nota - ‘Vulnerabili’ prevede la distribuzione di dispositivi iniettivi e aghi in grado di rispondere al fabbisogno espresso da alcune realtà socio-assistenziali dislocate da Nord a Sud del territorio nazionale, dotate di personale sanitario e di frigoriferi medicali certificati. Novo Nordisk fornirà oltre 6.200 device con insulina e 46mila aghi a Banco Farmaceutico che, come nella prima edizione, si occuperà della logistica e del trasporto, senza alcun costo per le strutture coinvolte.
“Esiste una fascia di persone particolarmente fragile - illustra Sergio Daniotti, presidente Fondazione Banco Farmaceutico Ets - che vive in condizioni di povertà economica e sanitaria e, pur avendo bisogno di terapie indispensabili come l'insulina, rischia di rimanerne esclusa. Il progetto Vulnerabili nasce proprio per rispondere a questa emergenza, e lo fa mettendo in rete un'impresa e le realtà socioassistenziali che ogni giorno si prendono cura degli ultimi. Questa collaborazione non solo esprime un metodo che ha determinato importanti risultati, ma dimostra come lavorare insieme per costruire il bene comune contribuisca a infondere speranza in tutta la società”. Novo Nordisk e Banco Farmaceutico - conclude la nota - si ritroveranno anche ad agosto al Meeting di Rimini: l’azienda danese sarà Health partner e realizzerà una serie di iniziative che rientrano nell’ambito del piano Circular for Zero. Recentemente, nell'ambito del Premio Eccellenze dell'Informazione scientifica e centralità del paziente promosso dall’Osservatorio comunicazione medico scientifica (Ocms), Vulnerabili ha ricevuto il riconoscimento nella categoria ‘Ambito eccellenze dell'informazione scientifica’.

(Adnkronos) - L’aggiornamento della Nota 99 “pubblicato recentemente in Gazzetta Ufficiale, semplificando l’accesso alle triplici terapie a unico inalatore per la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), rappresenta un’occasione fondamentale per la medicina generale e per le cure primarie e territoriali di prendere in carico in maniera ottimale e completa il paziente affetto da broncopneumopatia cronica ostruttiva”. Lo ha detto Andrea Zanché, responsabile cronicità Simg-Società italiana di medicina generale, sottolineando che “oggi il paziente non ha più il vincolo prescrittivo del piano terapeutico specialistico per avere accesso a una terapia inalatoria triplice in un unico dispositivo: anche il suo medico di medicina generale può prescrivere direttamente questo farmaco. Ma l’elemento più importante di questa nota - precisa - è l’allineamento alle più recenti evidenze scientifiche che derivano dalle linee guida Gold, che ogni anno vengono proposte. Si tratta quindi di una nota più allineata alla letteratura scientifica, più attuale, che semplifica enormemente il processo burocratico e permette, ci auguriamo, una presa in carico ottimale del paziente affetto da questa patologia”. ( VIDEO )
Ottimizzare la presa in carico da parte della medicina generale “significa andare a cercare i pazienti, perché sappiamo che nell’ambito di questa patologia esiste un grande sommerso - spiega Zanché - Ne soffrono 3,5 milioni di italiani, ma ci sono molti cittadini che non hanno ancora una diagnosi”. L’auspicio è che “la medicina generale possa essere protagonista anche in questo, attraverso l’esecuzione dell’esame spirometrico all’interno degli ambulatori della medicina generale e nel follow-up, cioè nel seguire questo paziente”. In questo contesto, “un pieno accesso a tutte le categorie di farmaci inalatori disponibili semplifica enormemente la vita non solo del medico di medicina generale, perché diminuisce la burocrazia, ma soprattutto del paziente - rimarca - Molto spesso, infatti, il paziente ha a che fare con lunghe liste d’attesa che ritardavano l’inizio tempestivo di queste terapie, ovviamente nei pazienti per i quali esse si siano dimostrate utili”.
La diagnosi precoce “è fondamentale in questa patologia - sottolinea Zanché - Tutte le volte che il medico di medicina generale si trova di fronte a un paziente con più di quarant’anni, magari fumatore da molti anni, che presenta una sintomatologia anche non specifica - per esempio la presenza di tosse con espettorato, dispnea o affaticamento respiratorio durante le normali attività della vita quotidiana - deve sospettare questa diagnosi, che va poi confermata attraverso l’esame spirometrico. A quel punto, se si conferma la diagnosi di broncopneumopatia cronica ostruttiva, l’inizio tempestivo delle terapie è fondamentale perché frena il declino respiratorio dei pazienti. Iniziare precocemente il trattamento - ribadisce - significa gestire al meglio i sintomi ed evitare le riacutizzazioni. La Bpco- conclude l’esperto - è una patologia cronica e, come tale, può andare incontro a recrudescenze e riacutizzazioni. Un trattamento tempestivo permette a questi pazienti di ottenere una migliore gestione dei sintomi e, soprattutto, una migliore qualità della vita”.

“Sono passati anni, sono cambiate le proprietà e sono cambiati i governi ma la produzione di autobus nel nostro Paese non è mai stata veramente rilanciata dopo la fusione tra Irisbus, stabilimento di Flumeri in provincia di Avellino, e Breda, stabilimento di Bologna”. Lo dichiarano Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità e Ciro D’Alessio, coordinatore nazionale automotive per la Fiom-Cgil, durante una conferenza stampa dedicata alla crisi industriale Menarini Bus e ai dati di mercato del settore.
“Ad aggravare la situazione per gli oltre 500 dipendenti, è il continuo e massiccio utilizzo degli ammortizzatori sociali, soprattutto sul sito di Flumeri. Gare bloccate, politiche industriali assenti, mancanza di una visione rispetto al tema della mobilità, mancanza di programmazione e prospettiva rendono lo scenario ancora più preoccupante. È quantomai urgente che si convochi un tavolo che metta insieme Regioni e Governo sotto la regia dei ministeri interessati, Mimit e Mit. Il Governo è chiamato ad assumersi le proprie responsabilità di fronte alla scelta fatta allora, anche contro il parere delle organizzazioni sindacali, che rischia di trasformarsi nell’ennesimo fallimento”, continuano i rappresentanti dei sindacati.
Le sigle sottolineano che mentre il numero di bus immatricolati in Italia aumenta, la quota di mercato di Menarini diminuisce, fino al 4% nel 2024. Insomma, Menarini Bus "non riesce a fare il salto" nonostante un contesto di mercato favorevole. Intanto in Italia ci sono società che hanno numeri molto più importanti come Iveco Bus, con 3.296 macchine nel 2024, ma con produzioni che non avvengono nel Paese se non per la parte di customizzazione, dicono le sigle. “Ogni anno immatricoliamo migliaia di autobus ma solo pochi prodotti in Italia. Nel 2024 sono stati prodotti solo 231 autobus negli stabilimenti di Flumeri e di Bologna. Non possiamo più aspettare, bisogna intervenire subito per dare un futuro a Menarini Bus e al trasporto pubblico nel nostro Paese, valutando anche di intraprendere la strada, più volte annunciata e mai realizzata, di aprire ad un nuovo costruttore estero”, insistono i sindacati.
"Il governo millanta da oltre due anni contatti per far entrare nel nostro Paese investimenti dalla Cina. Lo ha fatto anche il Gruppo Seri per Menarini Bus, ma non si è concretizzato nulla. Dobbiamo avere invece una forte regia del governo: non possiamo pensare che l'ingresso di carmaker cinesi avvenga solo grazie ai rapporti con i player privati. Ci vuole una regia e un coordinamento da parte del governo che assolutamente manca", ha detto Lodi ricordando il prossimo tavolo sull'automotive al Mimit.
Negli anni 70, all'epoca in cui la Fiat spostava investimenti da Nord a Sud, nello stabilimento di Flumeri si costruivano fino a cinque pullman al giorno. Al massimo dell'attività, si è arrivati a 1500 dipendenti. Ora che la proprietà è di Menarini Bus la produzione è ferma, e dal 7 febbraio di quest'anno Flumeri è in cassa integrazione. La quota di mercato dell'azienda nata nel 2024 dopo l'acquisizione da parte di Seri (che ha il 98%, con il 2% ancora a Invitalia) è scesa fino al 4% dall'8,8% del 2021, nonostante il boom del mercato.
A ricordare la situazione dei due siti di Menarini Bus sono Giuseppe Morsa, segretario generale della Fiom Cgil di Avellino, e Alessandro Caprara della Fiom di Bologna. Le sigle sottolineano che nel 2024 Menarini ha realizzato solo 1,56 milioni di euro di spese. Parlano di "irrisorietà delle cifre spese, con ammortamenti di investimenti pregressi superiori all'investito". Infatti secondo i dati di bilancio il valore degli impianti e dei macchinari è sceso da 8,6 a 7,9 milioni di euro.
Per lo stabilimento di Bologna sono stati raggiunti diversi accordi dopo la comunicazione del trasferimento di tutta la produzione fuori dalla città. In uno di questi accordi, a dicembre 2024, si è stabilito che la testa dell'azienda rimanesse in Emilia, con un impegno sugli investimenti che, dice Caprara, c'è stato solo in parte. "Dovevano essere fatte 26 assunzioni in ricerca e sviluppo per garantire il futuro dell'azienda, ne sono arrivate appena cinque. E si aggiunge un problema legato alla transizione sulla gestione degli spazi ancora in mano a Leonardo (vecchio azionista all'epoca della costituzione della IIA nel 2018); sembra non si trovi un accordo sull'attuale proprietà per l'utilizzo degli immobili. Ci chiediamo quale sia l'indirizzo che il ministero vuole dare, anche su questo".
I rappresentati Fiom ricordano con un margine possibile per avere un impatto sul futuro di Menarini Bus sia anche la quota di ancora in mano ad Invitalia, anche se solo del 2%. Da un nuovo incontro con il Mimit la Fiom non vuole solo "numeri, nè possibilità future che in realtà al momento non si sono ancora concretizzate. Se ancora continuerà questa latitanza da parte del Mimit nel convocarci, evidentemente insieme anche alle altre organizzazioni sindacali e ai lavoratori, decideremo di mettere in campo delle iniziative. Così non è possibile andare avanti".
LA RISPOSTA DELL'AZIENDA: Menarini Bus, Fiom Denuncia la Crisi: "Futuro a Rischio". L'Azienda: "Dati Fuorvianti, Nel 2025 Prodotti 400 Autobus"
Sono oltre tremila le presenze registrate dalla quinta edizione del
Festival letterario dell'Archeologia, promosso dalla Fondazione
Mont'e Prama.
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