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(Adnkronos) - E' morto Don Antonio Mazzi, fondatore e presidente di Exodus aveva 96 anni. Don Mazzi si è spento oggi 31 luglio alle 17 a Milano, come annuncia "con profondo dolore" la Fondazione Exodus. Circondato fino all’ultimo dall'affetto dei suoi ragazzi e degli educatori - si legge in una nota - don Antonio lascia un vuoto incolmabile. Per oltre quarant'anni ha guidato con dedizione instancabile Exodus trasformando la strada in un luogo di rinascita, riscatto e speranza per migliaia di giovani fragili e per le loro famiglie, e ha aperto nuove frontiere in Italia e nel mondo, quello povero, attraverso associazioni e cooperative, portando avanti insieme il grande messaggio di speranza nell’essere umano e nella umanità. Tutta la comunità di Exodus si stringe nel ricordo e nella gratitudine verso un uomo che ha dedicato l'intera vita all'accoglienza e all'educazione.
"Ci ha lasciati un padre, un uomo, a suo modo un visionario - dichiara Franco Taverna, vicepresidente della Fondazione Exodus Don Antonio Mazzi Ets -. Un 'prete matto, borderline' come spesso amava definirsi, che non si è mai stancato di lottare per restituire il futuro a tanti ragazzi che ha incontrato nella sua vita. Don Antonio amava ripetere che non era stato lui a salvare i ragazzi, ma che erano stati proprio i ‘suoi ragazzi difficili' a salvare lui. Oggi tutta la grande famiglia di Exodus si stringe intorno al suo ricordo. Non lo piangiamo con rassegnazione, ma faremo festa per lui, continuando a portare avanti la sua missione con quella stessa passione, determinazione e quella sana follia che lui ci ha trasmesso fino all'ultimo giorno".
"Il suo approccio metodologico incentrato sull’educazione, unito a una straordinaria visione d'insieme, ha permesso di riscrivere le linee guida dell'intervento pedagogico in Italia” – continua Taverna - La Fondazione, nel confermare la piena continuità di tutte le attività operative e progettuali in corso, si impegna a preservare e valorizzare il suo vasto patrimonio scientifico, educativo e morale".
Don Antonio Mazzi è stata una delle figure più rappresentative del Terzo Settore, un innovatore nell’ambito delle politiche di welfare e un punto di riferimento istituzionale nel contrasto alle dipendenze e al disagio giovanile. Nato a Verona nel 1929, don Antonio ha dedicato ogni giorno della sua vocazione a chi la società tendeva a “scartare”. Nel 1984 ha piantato le radici di Exodus nel Parco Lambro a Milano: un'avventura nata con un progetto educativo itinerante, un viaggio di rinascita e di speranza per tanti ragazzi, la 'Carovana Exodus', diventata poi una rete nazionale di comunità, centri diurni e poli educativi per adolescenti, giovani e famiglie. La sua non è mai stata un'opera di semplice assistenza, ma un abbraccio paterno capace di restituire dignità, sogni e futuro a ragazzi feriti dalle dipendenze e dall'emarginazione.
Prete di strada, educatore fuori dagli schemi, giornalista e attivista, don Antonio Mazzi non si è limitato infatti a fare il sacerdote: è stato, prima di tutto, un padre. Ha dedicato la sua intera esistenza al recupero dei giovani più fragili, convinto che una rinascita fosse sempre possibile.
"Don Antonio ci ha insegnato a camminare, spesso controvento, ma sempre insieme", dichiarano i ragazzi e gli Educatori di Fondazione Exodus, che negli anni gli sono stati vicino e hanno condiviso con lui tante battaglie. "Ci diceva sempre che 'i giovani non sono vasi da riempire, ma fuochi da accendere'. Oggi quel fuoco è affidato a noi. Piangiamo un padre straordinario, burbero solo all'apparenza, ma dotato di una tenerezza infinita. Il modo più vero per dirgli grazie sarà continuare a sporcarci le mani sulla strada, accogliendo chiunque bussi alla nostra porta con lo stesso sorriso con cui lui accoglieva noi."

(Adnkronos) - È morto Don Antonio Mazzi, fondatore e presidente di Exodus aveva 96 anni. Don Mazzi si è spento oggi 31 luglio alle 17 a Milano, come annuncia "con profondo dolore" la Fondazione Exodus. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha proclamato il lutto cittadino per lunedì 3 agosto, in occasione dei funerali che si svolgeranno alle 15 nella Basilica di Sant'Ambrogio. Nella stessa giornata, quale ulteriore segno di cordoglio e di partecipazione della comunità milanese, la bandiera civica sarà esposta a mezz'asta in tutte le sedi comunali.
"Circondato fino all’ultimo dall'affetto dei suoi ragazzi e degli educatori - si legge in una nota - don Antonio lascia un vuoto incolmabile. Per oltre quarant'anni ha guidato con dedizione instancabile Exodus trasformando la strada in un luogo di rinascita, riscatto e speranza per migliaia di giovani fragili e per le loro famiglie, e ha aperto nuove frontiere in Italia e nel mondo, quello povero, attraverso associazioni e cooperative, portando avanti insieme il grande messaggio di speranza nell’essere umano e nella umanità. Tutta la comunità di Exodus si stringe nel ricordo e nella gratitudine verso un uomo che ha dedicato l'intera vita all'accoglienza e all'educazione".
"Ci ha lasciati un padre, un uomo, a suo modo un visionario - dichiara Franco Taverna, vicepresidente della Fondazione Exodus Don Antonio Mazzi Ets -. Un 'prete matto, borderline' come spesso amava definirsi, che non si è mai stancato di lottare per restituire il futuro a tanti ragazzi che ha incontrato nella sua vita. Don Antonio amava ripetere che non era stato lui a salvare i ragazzi, ma che erano stati proprio i ‘suoi ragazzi difficili' a salvare lui. Oggi tutta la grande famiglia di Exodus si stringe intorno al suo ricordo. Non lo piangiamo con rassegnazione, ma faremo festa per lui, continuando a portare avanti la sua missione con quella stessa passione, determinazione e quella sana follia che lui ci ha trasmesso fino all'ultimo giorno".
"Il suo approccio metodologico incentrato sull’educazione, unito a una straordinaria visione d'insieme, ha permesso di riscrivere le linee guida dell'intervento pedagogico in Italia” – continua Taverna - La Fondazione, nel confermare la piena continuità di tutte le attività operative e progettuali in corso, si impegna a preservare e valorizzare il suo vasto patrimonio scientifico, educativo e morale".
Don Antonio Mazzi è stata una delle figure più rappresentative del Terzo Settore, un innovatore nell’ambito delle politiche di welfare e un punto di riferimento istituzionale nel contrasto alle dipendenze e al disagio giovanile. Nato a Verona nel 1929, don Antonio ha dedicato ogni giorno della sua vocazione a chi la società tendeva a “scartare”. Nel 1984 ha piantato le radici di Exodus nel Parco Lambro a Milano: un'avventura nata con un progetto educativo itinerante, un viaggio di rinascita e di speranza per tanti ragazzi, la 'Carovana Exodus', diventata poi una rete nazionale di comunità, centri diurni e poli educativi per adolescenti, giovani e famiglie. La sua non è mai stata un'opera di semplice assistenza, ma un abbraccio paterno capace di restituire dignità, sogni e futuro a ragazzi feriti dalle dipendenze e dall'emarginazione. Il suo volto è diventato familiare per il grande pubblico anche grazie alla conduzione di Domenica In accanto a Mara Venier nel 1994-1995.
Prete di strada, educatore fuori dagli schemi, giornalista e attivista, don Antonio Mazzi non si è limitato infatti a fare il sacerdote: è stato, prima di tutto, un padre. Ha dedicato la sua intera esistenza al recupero dei giovani più fragili, convinto che una rinascita fosse sempre possibile.
"Don Antonio ci ha insegnato a camminare, spesso controvento, ma sempre insieme", dichiarano i ragazzi e gli Educatori di Fondazione Exodus, che negli anni gli sono stati vicino e hanno condiviso con lui tante battaglie. "Ci diceva sempre che 'i giovani non sono vasi da riempire, ma fuochi da accendere'. Oggi quel fuoco è affidato a noi. Piangiamo un padre straordinario, burbero solo all'apparenza, ma dotato di una tenerezza infinita. Il modo più vero per dirgli grazie sarà continuare a sporcarci le mani sulla strada, accogliendo chiunque bussi alla nostra porta con lo stesso sorriso con cui lui accoglieva noi."
Il 9 agosto 1996 con il decreto del Presidente della Repubblica il Progetto Exodus si trasforma in Fondazione Exodus. Oggi conta una trentina di centri dislocati su tutto il territorio nazionale e una ventina di cooperative. Don Mazzi fonda nel 1996 l'Associazione Nazionale di Promozione Sportiva nelle Comunità, con un centinaio di comunità iscritte.
Nel 1998 apre una serie di iniziative chiamate "Tremenda Voglia di Vivere", tra cui il noto diario scolastico che porta il nome di "Tremenda". Nel 2000 apre a Verona l'Università della Famiglia presso Costagrande. La famiglia è luogo primario di accoglienza e promozione della persona, di formazione alla vita affettiva e civica. 2001 è promotore e fondatore dell'Associazione Ambalaki in Madagascar, composta da educatori, professionisti e volontari che hanno messo le proprie competenze a servizio dei giovani che vivono nei 'Paesi in via di sviluppo. Nel 2004 apre in Patagonia una comunità per aiutare i ragazzi di strada. Nel 2004 è promotore del Movimento 'Educatori senza Frontiere', per affiancarsi ai "Medici senza Frontiere" in tutti quei problemi che attengono alla formazione.
Don Mazzi ha avuto una lunga collabprazione con quotidiani locali e nazionali, periodici nazionali e importanti testate giornalistiche: Famiglia Cristiana, Corriere della Sera, La Stampa, Il Giorno, Avvenire, Jesus, Vita Pastorale, Tiscali, Night Time. Per anni è stato ospite su varie reti televisive e radiofoniche, in dibattiti e incontri su temi sociali di attualità e di maggiore interesse, tossicodipendenza, educazione, famiglia, emarginazione ecc., La partecipazione fissa per molti anni alla trasmissione "Domenica in" su Rai 1 ha significato un sofferto ma deciso passo avanti per spingere la testimonianza cristiana a manifestarsi utilizzando in maniera diversa i più moderni mezzi di comunicazione

(Adnkronos) - Il ministero dell’Interno ha disposto la chiusura delle frontiere marittime e aeree con la Spagna, sospendendo quindi il trattato di Schengen. La decisione è stata assunta a seguito delle più recenti acquisizioni informative analizzate in particolare nel Comitato Analisi sull’Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere che il ministro Matteo Piantedosi ha presieduto questa mattina al Viminale, in seguito alla crisi migratoria di Ceuta.
L'Italia ha inoltre rafforzerà i controlli lungo la frontiera con la Francia. A seguito di un confronto telefonico tra il ministro Piantedosi e l’omologo francese, Laurent Nuñez, è stata infatti condivisa l’opportunità di un rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre tra i due Paesi nell’ambito di accordi di collaborazione tra forze di polizia già precedentemente sottoscritti tra Francia e Italia.

(Adnkronos) - L'Italia sospende l'accordo di Schengen con la Spagna dopo la crisi migratoria di Ceuta. Il ministero dell’Interno ha varato il provvedimento dopo le informazioni analizzate in particolare nel Comitato Analisi sull’Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere che il ministro Matteo Piantedosi ha presieduto questa mattina al Viminale.
A quanto apprende l'Adnkronos, la sospensione del tratto di Schengen da parte dell'Italia verso la Spagna è stata disposta per un periodo di un mese, ma con la possibilità di proroga in caso la situazione lo richiedesse. Saranno quindi ripristinati i controlli in ingresso nei porti e negli aeroporti per chi proviene dalla Spagna: si tratta di verifiche che effettuerà la polizia di frontiera , mirate e selettive nei confronti di cittadini di Paesi terzi per accertare il possesso dei documenti idonei a circolare in ambito Schengen.
L'Italia ha inoltre deciso che rafforzerà i controlli lungo la frontiera con la Francia. A seguito di un confronto telefonico tra il ministro Piantedosi e l’omologo francese, Laurent Nuñez, è stata infatti condivisa l’opportunità di un rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre tra i due Paesi nell’ambito di accordi di collaborazione tra forze di polizia già precedentemente sottoscritti tra Francia e Italia.
"La sospensione temporanea di Schengen con la Spagna è una scelta necessaria per tutelare la sicurezza dei nostri cittadini e difendere le frontiere europee. Una misura prevista dai trattati e resa oggi ineludibile", scrive in un post su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani dopo l'annuncio del Viminale.
La premier Giorgia Meloni ieri aveva prospettato il ricorso a "strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini, come la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna", lo spazio di libera circolazione dell'Ue, che dal 1995 consente il libero passaggio tra le frontiere interne dell'Ue, indipendentemente dalla nazionalità. Lo spazio è regolato da una serie di norme che ne garantiscono la validità permanente, con eccezioni precise e limitate nel tempo.
Oggi lo spazio Schengen conta 29 Paesi europei: 25 Stati membri dell'Ue più Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera, che non fanno parte dell'Ue ma applicano le stesse regole. Cipro e Irlanda restano Stati Ue esclusi dall'area, mentre Bulgaria e Romania vi hanno aderito integralmente nel 2024, dopo l'ingresso della Croazia nel 2023. Il tutto si basa sull'assenza di controlli sistematici alle frontiere interne, ma è complementato dalla cooperazione di polizia e giudiziaria tra gli Stati Ue, un sistema di condivisione di dati su persone e oggetti ricercati e dalla politica comune del visto Schengen, che consente soggiorni fino a 90 giorni ai cittadini extra-Ue, oltre al rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne comuni come compensazione per l'assenza di controlli interni.
Prima del provvedimento annunciato oggi, in base all'ultimo aggiornamento della Commissione europea, risalente al 23 luglio, dal 2006 sono state notificate 498 reintroduzioni dei controlli alla frontiera. Il più recente è stato implementato dall'Italia, dal 24 al 26 luglio, per i soli confini con la Francia, visti i rischi all'ordine pubblico e alla sicurezza interna legata a un festival in Vald di Susa e il relativo rischio ai cantieri della Tav. Roma ha ripristinato anche i controlli alla frontiera con la Slovenia dal 19 giugno al 18 dicembre 2026 per far fronte al "rischio continuo di infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori" lungo la rotta balcanica, oltre alle crisi in Medio Oriente e Ucraina, "alti livelli di migrazione irregolare" e la "forte presenza di reti di contrabbando e traffico".

(Adnkronos) - L'Italia sospende l'accordo di Schengen con la Spagna dopo la crisi migratoria di Ceuta. Il ministero dell’Interno ha varato il provvedimento, che entra in vigore sabato 1 agosto, dopo le informazioni analizzate in particolare nel Comitato Analisi sull’Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere che il ministro Matteo Piantedosi ha presieduto questa mattina al Viminale.
A quanto apprende l'Adnkronos, la sospensione del tratto di Schengen da parte dell'Italia verso la Spagna è stata disposta per un periodo di un mese, ma con la possibilità di proroga in caso la situazione lo richiedesse.
"Il Governo ha deciso di sospendere temporaneamente il regime di libera circolazione previsto da Schengen nei collegamenti marittimi e aerei con la Spagna, reintroducendo i controlli di frontiera. Si tratta di una misura straordinaria, adottata per tutelare la sicurezza nazionale e prevenire possibili ripercussioni per la nostra Nazione. La misura sarà mantenuta in vigore solo per il tempo necessario, con particolare attenzione a limitare qualsiasi impatto sui flussi turistici estivi", afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un messaggio sui social. "Parallelamente, l'Italia è pronta a sostenere ogni iniziativa europea di supporto alle istituzioni spagnole necessaria per ristabilire il pieno controllo delle frontiere esterne dell'Unione e affrontare con determinazione la situazione in corso. Difendere i confini significa difendere la sicurezza dei cittadini, contrastare l'immigrazione irregolare e colpire le reti criminali che trafficano esseri umani", aggiunge.
Saranno quindi ripristinati i controlli in ingresso nei porti e negli aeroporti per chi proviene dalla Spagna: si tratta di verifiche che effettuerà la polizia di frontiera , mirate e selettive nei confronti di cittadini di Paesi terzi extra Ue per accertare il possesso dei documenti idonei a circolare in ambito Schengen.
Il ripristino dei controlli, che scatterà da domani sabato 1 agosto, non comporterà alcuna modifica per i cittadini italiani, spagnoli ed europei che viaggiano verso l’Italia: continueranno, come di consueto, a poter arrivare in Italia senza alcun aggravio burocratico. Non cambia nulla per chi dall’Italia si recherà in Spagna.
L'Italia ha inoltre deciso che rafforzerà i controlli lungo la frontiera con la Francia. A seguito di un confronto telefonico tra il ministro Piantedosi e l’omologo francese, Laurent Nuñez, è stata infatti condivisa l’opportunità di un rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre tra i due Paesi nell’ambito di accordi di collaborazione tra forze di polizia già precedentemente sottoscritti tra Francia e Italia.
"La sospensione temporanea di Schengen con la Spagna è una scelta necessaria per tutelare la sicurezza dei nostri cittadini e difendere le frontiere europee. Una misura prevista dai trattati e resa oggi ineludibile", scrive in un post su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani dopo l'annuncio del Viminale.
La premier Giorgia Meloni ieri aveva prospettato il ricorso a "strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini, come la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna", lo spazio di libera circolazione dell'Ue, che dal 1995 consente il libero passaggio tra le frontiere interne dell'Ue, indipendentemente dalla nazionalità. Lo spazio è regolato da una serie di norme che ne garantiscono la validità permanente, con eccezioni precise e limitate nel tempo.
Oggi lo spazio Schengen conta 29 Paesi europei: 25 Stati membri dell'Ue più Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera, che non fanno parte dell'Ue ma applicano le stesse regole. Cipro e Irlanda restano Stati Ue esclusi dall'area, mentre Bulgaria e Romania vi hanno aderito integralmente nel 2024, dopo l'ingresso della Croazia nel 2023. Il tutto si basa sull'assenza di controlli sistematici alle frontiere interne, ma è complementato dalla cooperazione di polizia e giudiziaria tra gli Stati Ue, un sistema di condivisione di dati su persone e oggetti ricercati e dalla politica comune del visto Schengen, che consente soggiorni fino a 90 giorni ai cittadini extra-Ue, oltre al rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne comuni come compensazione per l'assenza di controlli interni.
Prima del provvedimento annunciato oggi, in base all'ultimo aggiornamento della Commissione europea, risalente al 23 luglio, dal 2006 sono state notificate 498 reintroduzioni dei controlli alla frontiera. Il più recente è stato implementato dall'Italia, dal 24 al 26 luglio, per i soli confini con la Francia, visti i rischi all'ordine pubblico e alla sicurezza interna legata a un festival in Vald di Susa e il relativo rischio ai cantieri della Tav. Roma ha ripristinato anche i controlli alla frontiera con la Slovenia dal 19 giugno al 18 dicembre 2026 per far fronte al "rischio continuo di infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori" lungo la rotta balcanica, oltre alle crisi in Medio Oriente e Ucraina, "alti livelli di migrazione irregolare" e la "forte presenza di reti di contrabbando e traffico".

(Adnkronos) - Una leggenda dell'Arsenal ha venduto una villa a... Liam Gallagher. Tony Adams, ex difensore che con il club inglese ha speso la sua intera carriera accumulando oltre 500 presenze tra il 1983 e il 2002, oltre a 66 gettoni con la Nazionale inglese, ha conmpletato la vendita di un lussuoso immobile per circa 4 milioni di sterline al frontman degli Oasis. Tutto affinché la moglie possa frequentare l'università.
Adams era proprietario di una villa di circa 20mila metri quadrati a Cirencester, nella regione di Cotswolds. L'ex difensore aveva acquistato l'immobile nel 2002, proprio quando si era ritirato dal calcio giocato, alla metà del prezzo a cui l'ha messo in vendita. La tenuta include una piscina, campi da tennis, scuderie e persino un cottage separato dalla villa principale con due camere da letto.
Dopo quasi 25 anni, a far prendere questa sofferta decisione ad Adams è stata la nuova passione della moglie, Poppy Teacher. La donna sta coltivando una nuova passione all'università, decidendo di iscriversi a storia moderna e riprendere così a studiare: "Questa è una nuova era per noi", ha confermato Adams al Daily Mail, "abbiamo venduto la casa e stiamo tornando a Londra. Mia moglie riprenderà gli studi".
"Ho detto a Tony che avrei voluto occuparmi di storia moderna e lui mi ha chiesto: 'Come fai a pagarla?' e io ho risposto: 'Non si può!'", ha raccontato Teatcher, "Ma credo che sia orgoglioso. Dice a tutti che sto facendo un dottorato, ma in realtà è una laurea magistrale. Ho cresciuto i figli e ora ho bisogno di usare di nuovo il cervello. Io e Tony vogliamo vivere a Londra, fare cose come andare alle gallerie d'arte".
Molto soddisfatto dell'affare anche Gallagher, che si sta godendo la sua nuova villa e ha già legato con i nuovi vicini: "Sono assolutamente incredibili, non hanno smesso di prepararmi torte e focaccine".
Una serata nel segno del funk, soul e gospel. Riflettori accesi in
Piazza Duomo a Oristano domenica 2 agosto alle 22 per il live di
Cory Henry & The Funk Apostles. Considerato uno dei più grandi
interpreti dell'organo Hammond B-3 e delle tastiere della sua
generazione Cory Henry è un compositore e performer di
straordinario talento capace di coniugare virtuosismo, intensità
espressiva e libertà improvvisativa senza mai perdere il contatto
con il pubblico.
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(Adnkronos) - (EMBARGO ALLE 17) - Gli alimenti addizionati di proteine stanno colonizzando le corsie dei supermercati. Dallo yogurt al pane e alla pasta, addittura al caffè e perfino all'acqua, è ormai impossibile schivare etichette con diciture del tipo 'fonte di poteine' o 'ad alto contenuto di proteine'. Le ultime linee guida americane hanno praticamente raddoppiato le dosi proteiche giornaliere raccomandate e la 'protein mania' non risparmia nemmeno l'Italia, patria della dieta mediterranea. Ma davvero convertirsi a un regime iperproteico fa bene alla salute? Negli Usa bombardati da indicazioni pro-protein, il team di Dudley Lamming dell'università del Wisconsin-Madison ha provato a chiedersi il contrario: cosa succede, andando avanti con l'età, se si riduce l'apporto proteico? Dopo una revisione di oltre 350 studi sul rapporto fra restrizione proteica e invecchiamento, la risposta degli scienziati è questa: "Consumare meno proteine potrebbe avere maggiori benefici per la salute e, in alcuni casi, allungare la vita", scrivono sulla rivista 'Cell Press Blue' del gruppo Cell Press. Non si tratta di rinunciare alla quantità di proteine fondamentale per garantire la tenuta muscolare negli anziani. Il messaggio degli autori, piuttosto, è quello di evitare 'overdose' proteiche che non hanno senso per chi ha uno stile di vita sedentario.
"È assolutamente chiaro che le proteine apportano benefici alla crescita muscolare e alla risposta all'esercizio fisico negli individui attivi", afferma Lamming, autore corrispondente dell'articolo. "Ma poiché la maggior parte delle persone è relativamente sedentaria, è probabile che molti consumino più proteine rispetto a quelle di cui hanno effettivamente bisogno, il che probabilmente ha conseguenze negative per la salute", chiarisce il ricercatore.
Da decenni - spiegano gli autori - è noto alla scienza che introdurre meno calorie può prolungare la durata della vita in molti organismi e ridurre il rischio di malattie legate all'età, come il cancro. Tuttavia, mantenere una dieta ipocalorica è difficile per la maggior parte delle persone. Studi precedenti hanno dimostrato che ridurre l'assunzione di proteine può allungare la vita di mosche e roditori, senza tagliare l'apporto calorico. Diverse ricerche recenti sull'uomo hanno inoltre evidenziato che la riduzione dell'apporto proteico può diminuire il peso e la massa grassa e migliorare la glicemia a digiuno, sebbene chi segua una dieta ipoproteica tenda a consumare più calorie. Allo stesso tempo, alcuni studi hanno rilevato che un maggior apporto proteico, se abbinato all'esercizio fisico, potrebbe favorire la perdita di peso e ridurre la perdita di massa muscolare legata all'età negli anziani. Evidenza che, quest'anno, ha spinto le autorità statunitensi ad aggiornare le linee guida dietetiche, consigliando un aumento dell'assunzione quotidiana di proteine a 1,2-1,6 grammi per chilogrammo di peso corporeo: quasi il doppio rispetto alle vecchie raccomandazioni. In un'America invasa dalle proteine, il gruppo di Lamming ha quindi deciso di esaminare decenni di ricerche sulla restrizione proteica e l'invecchiamento.
Analizzando oltre 350 articoli, l'équipe Usa ha definito i possibili meccanismi che - emergendo costantemente negli studi revisionati - potrebbero spiegare come le diete a basso contenuto proteico possano migliorare la salute e promuovere la longevità. "Questi meccanismi - descrivono i ricercatori - suggeriscono che la restrizione proteica rallenta l'invecchiamento migliorando il metabolismo, modificando la risposta cellulare ai nutrienti, riducendo il danno cellulare e preservando la funzionalità cellulare".
"Uno dei protagonisti chiave - dettaglia la review - è un ormone chiamato fattore di crescita dei fibroblasti 21 (Fgf21), i cui livelli salgono quando l'apporto proteico è basso. L'Fgf21 può aumentare il dispendio energetico dell'organismo, migliorare il controllo della glicemia e ridurre l'infiammazione. Studi sui topi hanno dimostrato che gli animali con livelli più elevati di Fgf21 vivevano più a lungo rispetto ai topi normali, e il beneficio era più pronunciato nei topi maschi rispetto alle femmine. Anche negli esseri umani una riduzione dell'apporto proteico incrementa i livelli di Fgf21". La revisione identifica inoltre "diversi aminoacidi, i mattoni delle proteine, che sembrano essere alla base di molti di questi effetti, tra cui metionina, isoleucina e valina". Gli studi suggeriscono che "un consumo eccessivo di questi aminoacidi potrebbe innescare processi biologici che promuovono la crescita, aumentando il rischio di obesità, infiammazione e altre malattie legate all'età".
"Questi studi dimostrano che la quantità di proteine assunte oggi dalle persone sedentarie potrebbe avere conseguenze negative sulla salute, almeno a livello di popolazione", avverte Lamming. "Benché certe persone, come le donne in gravidanza e alcuni anziani, abbiano un maggiore fabbisogno proteico - ragionano gli scienziati - per la maggior parte degli adulti sedentari gli alimenti arricchiti di proteine potrebbero non fornire i benefici per la salute che ci si aspetta". Lamming osserva che "gli atleti spesso consumano grandi quantità di proteine senza sviluppare malattie metaboliche", e ipotizza che "l'esercizio fisico regolare, forse attraverso l'utilizzo delle proteine per costruire muscoli forti e sani, contribuisca a proteggerli dagli effetti negativi sulla salute associati a una dieta ricca di proteine". Conclude l'autore: "Le recenti raccomandazioni hanno invitato la popolazione a mangiare più proteine, ma hanno anche incoraggiato a fare più esercizio fisico. Probabilmente dobbiamo personalizzare le indicazioni proteiche non solo in base all'età, ma anche in base al livello di attività fisica delle persone".

(Adnkronos) - "Le zanzare non sono soltanto un fastidio estivo: possono essere vettori di virus come West Nile, la cui diffusione è favorita anche dai cambiamenti climatici e dalla maggiore mobilità internazionale. Nei bambini l'infezione da West Nile è rara e nella maggior parte dei casi decorre senza sintomi o con manifestazioni lievi, ma la prevenzione resta importante, soprattutto per i più fragili. Eliminare i ristagni d'acqua, utilizzare zanzariere, proteggere i bambini con abiti chiari e coprenti nelle ore di maggiore attività delle zanzare, e scegliere repellenti adatti alla loro età sono accorgimenti semplici". Così Rino Agostiniani, presidente Società italiana di pediatria (Sip), illustra all'Adnkronos Salute come proteggere i più piccoli da un'infezione virale che si manifesta tipicamente nel periodo estivo.

(Adnkronos) - "Promuovere l'allattamento su larga scala potrebbe prevenire ogni anno quasi 400mila decessi di bambini e bambine e circa 140mila decessi materni", salvando quindi più di 500mila vite. Benefici di salute, ma anche economici: "Ogni dollaro Usa investito nella promozione dell'allattamento genera, secondo le stime, un ritorno economico di 59 dollari grazie alla riduzione dei costi sanitari, al miglioramento dello sviluppo cognitivo, a un livello di istruzione più elevato e all'aumento dei guadagni nel corso della vita". Sono i dati diffusi dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dal Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (Unicef) in occasione della Settimana mondiale dell'allattamento, in calendario dall'1 al 7 agosto. Le due agenzie dell'Onu rilevano progressi, ma anche ostacoli. "Troppe madri e famiglie in tutto il mondo non hanno ancora accesso ai servizi e agli interventi che consentono e sostengono l'allattamento", segnalano la direttrice generale dell'Unicef, Catherine Russell, e il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus.
"L'allattamento - ricordano - è uno dei modi più semplici ed efficaci per proteggere la salute di un bambino. Fornisce ai neonati e ai bambini e alle bambine piccoli elementi nutrizionali essenziali, rafforza il sistema immunitario, aiuta a proteggere da malattie gravi e favorisce lo sviluppo cognitivo. Anche per le madri l'allattamento apporta importanti benefici per la salute, contribuendo a ridurre il rischio di malattie non trasmissibili quali il cancro al seno e alle ovaie e il diabete di tipo 2".
Il trend mostra segnali incoraggianti: "L'allattamento esclusivo nei primi 6 mesi - riferiscono Oms e Unicef - è passato da circa il 37% nel 2012 a oltre il 47% oggi. Negli ultimi 5 anni, la prevalenza dell'allattamento fino ai 2 anni di età è aumentata dal 38% al 50%. Questi risultati dimostrano che gli investimenti costanti in politiche e programmi a favore delle madri e delle famiglie stanno ottenendo risultati positivi. Tuttavia, i progressi rimangono disomogenei e molti Paesi sono in ritardo rispetto agli obiettivi globali. La copertura dei servizi a sostegno dell'allattamento rimane bassa, le politiche vengono applicate in modo incoerente e la qualità dei servizi è spesso inadeguata, specialmente nei contesti a basso reddito, fragili e di crisi umanitaria".
"Tra gli interventi efficaci in termini di costi" per promuovere la pratica dell'allattamento, Oms e Unicef indicano "il sostegno qualificato all'allattamento nei sistemi sanitari, la consulenza a livello comunitario, le politiche di tutela della maternità e la protezione dallo sfruttamento commerciale dei latti artificiali".
In occasione della Settimana mondiale 2026, all'insegna dello slogan 'L'allattamento per un inizio di vita sostenibile: rafforzare ciò che funziona', le due agenzie invitano i Paesi a: "Rafforzare i sistemi sanitari per fornire un sostegno di qualità all’allattamento a madri e neonati; ampliare i programmi di consulenza a livello comunitario e quelli tra pari; attuare e far rispettare pienamente il Codice internazionale di commercializzazione dei sostituti del latte materno; investire nel congedo di maternità retribuito e in politiche di sostegno sul posto di lavoro; integrare gli interventi a favore dell’allattamento nei servizi sanitari prenatali, perinatali e postnatali; garantire il sostegno all’allattamento in contesti umanitari e fragili".
"L'allattamento è fondamentale", concludono Oms e Unicef. "Investendo in soluzioni dimostrate efficaci, possiamo offrire a ogni bambino e bambina il miglior inizio di vita possibile e garantire che ogni madre riceva l’assistenza e i servizi di cui ha bisogno".

(Adnkronos) - Anche Roby Facchinetti può sbagliare il testo di una canzone. Il cantante dei Pooh si è reso protagonista di un simpatico siparietto durante il concerto della band al Lucca Summer Festival, mercoledì 29 luglio. Durante la performance, al momento di intonare 'Pierre', storica canzone datata 1976, Facchinetti ha sbagliato attacco della seconda strofa, provocando le risate del pubblico.
A renderlo noto è stato lo stesso tastierista, che ieri ha pubblicato un post su Instagram scusandosi per la svista: "QUANDO SI SBAGLIA IL TESTO DI PIERRE…", è il titolo della sua 'lettera' ai fan, "Ciao a tutti cari amici e care amiche. Ieri sera, durante il concerto di Lucca, è successa una cosa che, cantando Pierre, non mi era mai capitata dal 1976. All’attacco della seconda strofa ho sostituito, involontariamente, il testo originale con una frase… decisamente “afrobergamasca”!".
"Questa foto ritrae proprio l’istante esatto del “fattaccio”. Direi che la mia espressione racconta molto meglio di qualsiasi commento quello che mi è passato per la testa in quel momento… Perdonatemi", ha concluso Facchinetti, con la foto postata che ritrae il 'panico' sul suo volto quando si è accorto dell'errore.

I Carabinieri della Compagnia di Ozieri, con il supporto dello Squadrone Cacciatori Sardegna di Abbasanta e di un equipaggio del 10° Nucleo Elicotteri di Olbia, hanno arrestato un allevatore incensurato residente a Tula per produzione illegale di Cannabis indica e detenzione di arma clandestina.
La Scoperta della Piantagione
L'operazione è scattata a seguito di mirati servizi di osservazione che hanno permesso di documentare l'illecita attività svolta dall'uomo, che aveva allestito una vasta piantagione illegale di Cannabis di 1.880 piante in un terreno poco distante dalla propria azienda zootecnica.
L'Arma Clandestina e le Munizioni
Durante la perquisizione, all'interno dell'azienda, i Carabinieri hanno rinvenuto un fucile del tipo doppietta alterato e con matricola abrasa, le cui canne parallele e il calciolo erano state tagliate artigianalmente per agevolarne l'occultabilità. Sono state inoltre trovate:

L'Arresto e la Convalida
L'uomo, che non ha opposto resistenza, è stato dichiarato in arresto per porto d'arma clandestina, ricettazione e produzione illegale di sostanze stupefacenti. Il Gip del Tribunale di Sassari ha convalidato l'arresto e disposto la misura degli arresti domiciliari. L'operazione conferma l'impegno delle forze dell'ordine nel contrasto alla produzione di droga e al possesso illegale di armi, anche in zone rurali e agricole. L'attenzione rimane alta per garantire la sicurezza e la legalità sul territorio. Notizia in aggiornamento. Il procedimento penale è in fase di indagini preliminari e l'indagato è presunto innocente fino a sentenza definitiva. La collaborazione tra i reparti dell'Arma ha permesso di smantellare un'attività illecita di notevole portata. La lotta alla criminalità, anche in contesti apparentemente insospettabili, resta una priorità. La Guardia di Finanza e i Carabinieri continueranno a operare per prevenire e reprimere i reati. La sicurezza dei cittadini è al centro dell'azione delle forze dell'ordine.

(Adnkronos) - Nei giorni scorsi sono stati sentiti come testimoni i due calciatori dell'Inter Nicolò Barella e Federico Dimarco nell'inchiesta della Procura di Milano (pm Rosaria Stagnaro e aggiunta Bruna Albertini) su un presunto giro di festini con escort organizzato dalla società di eventi 'Ma.De' di Cinisello Balsamo. Nell'inchiesta del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Milano - che vede indagato per prostituzione minorile il difensore Alessandro Bastoni, accusato di aver avuto nell'estate 2020 un rapporto a pagamento con una ragazza di 17 anni -, nelle scorse settimane erano già stati sentiti altri giocatori.

(Adnkronos) - “La Spagna ha commesso un grave errore con la sua politica sanatoria verso i flussi migratori illegali, diventando ora un potente fattore di attrazione. Per fare in modo che non diventi un pericolo anche per il nostro Paese, il governo britannico deve confrontarsi urgentemente con le sue controparti europee sollecitandole a procedere con fermi ed espulsioni, nonché a impedire gli spostamenti attraverso l'Europa. Inoltre, Downing Street deve sostenere la richiesta dell'Italia di sospendere la libera circolazione nell'area Schengen con la Spagna, al fine di tenere sotto controllo questa ondata di immigrazione clandestina”. A dirlo ad Adnkronos è Priti Patel, figura politica britannica di primissimo piano: è stata per anni il volto della linea dura sull’immigrazione nel Regno Unito ricoprendo il ruolo di Ministro dell’Interno e posizionandosi oggi come ministro degli Esteri del governo ombra. Durante il suo mandato si è distinta per essere stata l'architetto del controverso piano di espulsione verso il Ruanda, sotto il governo del Partito Conservatore guidato dall'allora primo ministro britannico Boris Johnson, e per aver introdotto il Nationality and Borders Act, una legislazione mirata a inasprire le pene per i trafficanti di esseri umani e a limitare severamente l'accesso al sistema di asilo.
Di fronte al flusso inarrestabile dal Marocco verso l'enclave spagnola, Patel non usa mezzi termini e inquadra la questione come un fallimento sistemico. "Le scene dei migranti che entrano illegalmente a Ceuta sono orribili e mostrano ancora una volta i rischi per le frontiere europee. Alcuni cercheranno inevitabilmente di dirigersi verso il Regno Unito”. Per l'ex ministro il problema alla radice risiede in un atteggiamento permissivo e istituzionalmente debole da parte dei governi continentali. “E’ fondamentale che i paesi europei prendano in mano la situazione abbandonando la loro riluttanza ad adottare misure di deterrenza forti, descrivendo il fenomeno per quello che è, ovvero un ingresso illegale in un paese sovrano attraverso rotte illegali e facilitate da vili bande criminali".
Nel suo mirino finiscono direttamente le recenti scelte del governo di Madrid. “La Spagna ha commesso un grave errore con la sua politica di amnistia, poiché agisce come magnete e fattore di attrazione. Questo errore non rimarrà circoscritto alla penisola iberica ma si tradurrà a breve in una nuova ondata di attraversamenti illegali della Manica. E’ un fatto che, una volta in Europa, viaggeranno attraverso l'area Schengen fino alla costa francese”.
In un contesto di tale permeabilità territoriale, Patel suggerisce un’azione diplomatica immediata e drastica che debba interessare il neo governo laburista di Andy Burnham con la controparte europea, sostenendo le richiesta italiane di sospendere i viaggi dell'area Schengen con la Spagna. L'approccio di Patel si estende anche ai paesi di origine e transito come il Marocco, dove ritiene che la diplomazia debba essere accompagnata da pressioni economiche e legali. Forte della sua esperienza al governo ricorda di aver introdotto leggi sulle sanzioni in materia di visti contro quei paesi che rifiutano di riprendere i propri cittadini e chiede che queste misure vengano oggi applicate con assoluto rigore. Sul fronte della politica interna la sua ricetta per proteggere il Paese dalle conseguenze della crisi spagnola passa per riforme immediate e rotture con gli assetti attuali.
“Dobbiamo uscire dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo e ripristinare l'accordo con il Ruanda, o creare un’analoga intesa, per trasferire i migranti in un Paese terzo sicuro. Ciò fungerebbe da deterrente. Dobbiamo inoltre ridurre il fattore di attrazione trattenendo in apposite strutture chi arriva, fino al momento dell'espulsione. Dobbiamo adottare un approccio più rigoroso per tutelare i nostri confini. Questo serve anche a salvare vite umane, evitando che le persone si affidino a pericolose organizzazioni criminali”, sottolinea Patel. (di Alessandro Allocca)

(Adnkronos) - "Quando nella piazza che il mondo ci invidia esplode la calura estiva, la nostra risposta è 'Gualthè: rinfresca il turista e stimola il cittadino!'. Lo scrive sui social l'ex parlamentare di Forza Italia, Simone Baldelli, presentando la sua 'video-imitazione' del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri che inaugura il rifacimento di piazza Risorgimento.
Con caschetto giallo di sicurezza in testa l'esponente azzurro dice ironico: ''Il rifacimento di piazza Risorgimento è uno dei grandi capolavori della giunta Gualtieri che il mondo ci invidia.. E quando nella piazza esplode torrida la calura dell'estate romana la giunta Gualtieri ha una risposta per turisti e cittadini. Eccola qui: 'Bevete Gualthè, il tè del sindaco con l'acqua del Tevere'. Adesso anche in the verde, molto green...'.

(Adnkronos) - È la Basilicata a firmare la migliore campagna di promozione territoriale dell’estate italiana 2026. A certificarlo è la classifica nazionale pubblicata da 'La gazzetta del pubblicitario', testata di riferimento per il settore del marketing e della comunicazione, che ha assegnato alla regione il primo posto assoluto, davanti a Umbria (seconda) e Friuli Venezia Giulia (terzo). A conquistare la vetta della Top 10, in particolare, è stata la campagna 'Basilicata motherland. Patrimonio vivo' dell'Apt, un progetto innovativo che rompe gli schemi della comunicazione turistica tradizionale trasformando il territorio in un elemento vivo del racconto. Attraverso la raffinata tecnica del body painting realizzata dall’artista Lela Peretto, i paesaggi lucani si fondono con i corpi dei protagonisti, dando vita a un linguaggio visivo unico e fortemente distintivo.
"Apprendo con grande soddisfazione del primo posto assegnatoci dalla Gazzetta - commenta il direttore generale dell'Apt, Margherita Sarli -. E' una campagna nella quale abbiamo molto creduto e che si è evoluta dalla sua idea originaria, nata per l'Expo mondiale del 2025 e poi diventata una vera e propria campagna. L'idea di base era rendere concettualmente visibile l’idea di un territorio che prende vita come un patrimonio vivo e al contempo che si fonde addosso a chi lo attraversa. Il visitatore ne è parte e non cornice. Il riconoscimento che ci viene attribuito va nella direzione che racconto sempre: rompere gli schemi. Una piccola regione come la nostra ha bisogno di fare questo per farsi notare, suscitare curiosità e guadagnare autorevolezza. Lavoriamo".
Come evidenziato dalla redazione de 'La gazzetta del pubblicitario', la Basilicata è stata premiata per la capacità di superare la semplice esposizione delle bellezze naturali, costruendo un'idea creativa riconoscibile, coerente e coraggiosa. Il progetto racconta il territorio come un patrimonio da vivere, indossare e sentire, distinguendosi per originalità, forza visiva e incisività di posizionamento. La graduatoria nazionale è stata stilata valutando le campagne regionali su quattro parametri chiave: audacia, posizionamento strategico, impatto emotivo e qualità dell'art direction. "Accogliamo questo primato con soddisfazione e orgoglio -dichiara il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi-. Essere riconosciuti come la regione con la migliore campagna d'Italia è la conferma che la strada intrapresa è quella giusta. Abbiamo voluto scommettere su un linguaggio visivo audace e contemporaneo, capace di emozionare e di raccontare l’essenza più autentica della nostra terra. Un plauso e un ringraziamento vanno al direttore generale dell'Agenzia di promozione territoriale ella Basilicata, Margherita Sarli, e a tutto il suo team per il buon lavoro svolto e per la passione profusa in questo progetto. Il riconoscimento -conclude- dimostra che anche le regioni più piccole, quando puntano sulla qualità, sulla visione strategica e sulla forza della creatività, possono eccellere a livello nazionale e conquistare una grande visibilità culturale ed economica".

(Adnkronos) - Un aereo 'rivoluzionario' è pronto al decollo. JetZero, startup che si sta imponendo nel mondo dell'aviazione, ha progettato un velivolo destinato a cambiare i paradigmi stessi del volo, con la sua struttura che è concepita più come un grande salotto che come un mezzo di trasporto.
Si tratta di un aereo con un design futuristico che ricorda quello di una razza, che dispone di aree di attesa all'esterno dei bagni, con quattro corridoi all'interno dell'aereo e una nuova configurazione, più spaziosa rispetto ai velivoli 'tradizionali'. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, l'aereo Z4, che non dispone di finestrini, di JetZero, potrebbe essere 'inaugurato' per il 2030.
L'aereo ha una struttura più larga rispetto a quella convenzionale, per regalare uno spazio maggiore e più comfort ai suoi circa 250 passeggeri. JetZero ha concepito dei veri e propri salotti all'esterno dei bagni, così da non bloccare i corridoi o permettere alle persone di non sostare in piedi in fila. La startup si è accaparrata un finanziamento di 3 miliardi di dollari per il suo progetto dalla US Export-Import Bank, potendo così dare il via alla costruzione del primo aereo.
L'azienda ha inoltre ottenuto il sostegno di circa 20 compagnie aeree, tra cui Delta e Alaska Airlines, mentre United Airlines si è spinta ancora oltre, annunciando l'intenzione di acquistare fino a 200 di questi velivoli futuristici, a condizione che raggiungano gli obiettivi di prestazione prefissati. Secondo JetZero il 'nuovo' aereo potrà raggiungere quote maggiori rispetto a quelli convenzionali, consumando meno carburante grazie al suo design 'a razza', che lo rende molto più aerodinamico.

(Adnkronos) - Inizieranno martedì 4 agosto le operazioni conclusive dell’intervento di restauro e consolidamento della balaustra marmorea di Riva del Buso, il tratto di fondamenta ai piedi del Ponte di Rialto danneggiato dall’urto di un barcone da trasporto pieno di pacchi, rubato l’11 dicembre 2025 da una ventenne straniera poi arrestata dalla Polizia locale di Venezia. “Dopo la messa in sicurezza e il lavoro svolto sui materiali originali, il restauro entra ora nella fase conclusiva - dichiara il sindaco di Venezia Simone Venturini - L’obiettivo è restituire integrità e sicurezza alla balaustra attraverso un intervento che ha visto collaborare Comune e Soprintendenza secondo i criteri più rigorosi di conservazione. Al termine degli interventi la balaustra tornerà al suo posto, com'era e dov'era”.
L’incidente aveva provocato il parziale crollo del manufatto e il distacco di numerose parti, tra cui cimase, colonnini e pilastrini. Dopo la prima messa in sicurezza, gli elementi sono stati recuperati, catalogati e trasferiti nel laboratorio dell’impresa specializzata Lithos, incaricata dell’intervento. Il progetto e la direzione tecnica sono stati curati dall’area lavori pubblici del Comune di Venezia, in stretto raccordo con la Soprintendenza.
Le attività eseguite in laboratorio hanno comportato la pulitura e la desalinizzazione delle superfici lapidee, il recupero e la ricomposizione dei frammenti originali e la sostituzione dei vecchi perni metallici. Le parti non recuperabili sono state integrate con tasselli in Pietra d’Istria lavorati a mano, secondo i criteri della moderna prassi conservativa. Le microfratture sono state stuccate con malte a base di calce naturale, in accordo cromatico con la pietra originale. Particolare attenzione è stata riservata all’elemento sommitale affacciato sul Canal Grande, che aveva riportato i danni più rilevanti. Per questa parte è stato realizzato un sistema interno di rinforzo in acciaio inox, ancorato mediante piombature tradizionali, con l’obiettivo di ripristinare la continuità strutturale nel rispetto della materia storica. La conclusione del cantiere è prevista per la prima metà di settembre.

(Adnkronos) - La Russia continua a colpire l'Ucraina, mentre la Polonia convoca l'ambasciatore di Mosca. "Oggi il ministero degli Esteri polacco ha convocato l'ambasciatore russo in relazione al missile che ieri ha colpito il territorio polacco", ha scritto su X il premier polacco Donald Tusk. Già nella giornata di ieri infatti la Polonia aveva denunciato come la Russia avesse invaso lo spazio aereo polacco.
Varsavia aveva poi confermato che a precipitare nella Polonia orientale nella notte tra mercoledì 29 e giovedì 20 era stato con ogni probabilità un missile da crociera russo Kh-101 e ha reso noto che un secondo missile russo è stato considerato la notte scorsa come un potenziale rischio per la sicurezza del Paese.
Gli attacchi russi intanto hanno causato anche oggi, venerdì 31 luglio, la morte di almeno nove persone e il ferimento di altre 48 in tutta l'Ucraina nelle ultime 24 ore. Le operazioni di ricerca e soccorso sono proseguite per il secondo giorno consecutivo nella città di Leopoli e nel villaggio di Radushne (Dnipropetrovsk), a seguito del massiccio attacco missilistico e con droni condotto dalla Russia nella notte del 30 luglio. Oltre alle oblast' di Leopoli e Dnipropetrovsk, attacchi hanno colpito anche le oblast' di Kiev, Vinnytsia, Zhytomyr e Cherkasy.
La scorsa notte, le forze russe hanno utilizzato 255 droni d'attacco di tipo Shahed, secondo quanto riferito dall'aeronautica militare . La difesa aerea ucraina ne ha abbattuti 195 droni nel nord, sud ed est del paese, mentre 22 droni hanno colpito obiettivi in 14 località.
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