Angioni, 'la macchina organizzativa deve funzionare a completo
regime'...
'Difendiamo la Sardegna, il 28 febbraio scendiamo in piazza'... 
Per le strade di Livigno, da qualche giorno, c'è solo una regina. E capita spesso di imbattersi nel suo nome e nel suo volto, magari di cartone. Eileen Gu, star dello sci freestyle alle Olimpiadi di Milano Cortina, ha stregato la località tra esibizioni mozzafiato e uno stile fuori dal comune. Ha 22 anni, è nata negli Stati Uniti ma gareggia per la Cina e si è già messa in tasca una medaglia d'argento nello slopestyle. In più, è un'icona mondiale. Super testimonial di brand di lusso, brillante studentessa a Stanford, modella e anche atleta più pagata ai Giochi Olimpici Invernali, con circa 23 milioni di dollari guadagnati nel 2025. Passeggiando per le strade si incontrano tanti appassionati che girano con la paletta del suo volto, altri che tengono in mano cartelli di incoraggiamento. Addirittura, alberghi che espongono messaggi per spingerla al trionfo.
Olimpiadi, Livigno 'pazza' di Eileen Gu
A poche centinaia di metri dallo Snow Park, la curiosità non sarà sfuggita ai più attenti. Livigno da giorni fa il tifo per gli azzurri, dal campione di snowboard Maurizio Bormolini alla sciatrice freestyle Jole Galli, passando per i fratelli dello sci acrobatico Miro e Flora Tabanelli. Accanto al supporto per l'Italia, però, la città ha cominciato a sostenere Eileen Gu (QUI IL SUO RITRATTO[1]) dopo averla vista da vicino. Lo racconta all'Adnkronos la signora Manuela, che da anni gestisce l'Hotel Croce Bianca: "La mia famiglia ha cominciato con questa attività il 25 novembre 1980". Oggi, dopo 46 anni, ecco l'opportunità Milano Cortina 2026: "Livigno è una meta ambita di per sé, ma mi piace lo spirito olimpico. In questi giorni vediamo americani, australiani, canadesi, cinesi e coreani tutti insieme. Il bello è che arrivano in Italia anche dopo lunghi viaggi, senza lamentarsi di nulla".
La 'febbre' da Olimpiadi ha contagiato pure i suoi due figli: "Il più piccolo ha 16 anni e fa snowboard, il più grande 21 e si diverte col freestyle. Perché sui balconi ci sono degli striscioni per Eileen Gu? Li hanno preparati loro. Entrambi sono pazzi di lei, vorrebbero incontrarla". I messaggi, iconici e ben visibili, chiariscono il concetto: "Let's goo, Eileen Gu. We love you". "Forza Eileen, ti amiamo". E ancora : "Marry me", "sposami" . Il più piccolo ha idee molto chiare: "Non dovesse riuscire a incontrarla in questi giorni, ha detto che si qualificherà alle prossime Olimpiadi nelle Alpi Francesi per conoscerla".
Eileen Gu-mania a Livigno per le Olimpiadi
A un certo punto, la chiacchierata viene interrotta da suo figlio Gabriel: "Perché la sosteniamo? Eileen Gu si distingue rispetto alle altre campionesse per uno stile tutto suo. Anche se poi sono tutte bravissime, lei in gara ha una marcia in più". Domani, nella finale del big air, la fuoriclasse cinese si giocherà l'oro con tante atlete molto forti, a cominciare dalla baby stella azzurra Flora Tabanelli: "Lo striscione è nato come una battuta, è un po' un modo scherzoso per farci notare. Il bello degli atleti di questo sport è che sono davvero persone normali, super friendly. Si fermano, ti salutano, rispondono a domande. Dipende dalla disciplina, ci rendiamo tutti conto di far parte del grande gruppo dei freestyler. Magari qualcuno spicca perché è più bravo o si è allenato di più su alcuni trick, ma tutti condividiamo una grande passione".
L'obiettivo, per la seconda settimana di Olimpiadi, è chiaro. "Magari ci sarà modo di conoscerla - sorride la signora Manuela -. In fondo, siamo a due passi dallo Snow Park". Serve solo il tempo per un caffè. Magari, al volo pure quello. (di Michele Antonelli, inviato a Livigno)

Il 'caso Bastoni' finisce nel radar di Roberto Saviano. Lo scrittore dedica un lungo post all'episodio che ha influenzato Inter-Juventus e scatenato una bufera nel calcio italiano. La simulazione del difensore nerazzurro Bastoni ha determinato l'espulsione del bianconero Kalulu: Juve in 10 per oltre un tempo e vittoria dell'Inter per 3-2, con 3 punti d'oro nella corsa scudetto.
"Finché quest'uomo avrà un ruolo nel calcio italiano tutti avranno la sensazione che i campionati siano falsati", dice Saviano, pubblicando una foto del presidente dell'Inter, Giuseppe Marotta. "La rabbia di Chiellini ieri sera sembra il sentimento di uno che non abbia mai avuto a che fare con Marotta. Il campionato italiano oggi è falsato e pure se dovesse vincerlo l'Inter non avrebbe alcun valore", afferma lo scrittore.
"Non è un attacco ad atleti e tifosi, che sono le prime vittime di un sistema non del tutto trasparente. Finché certe dinamiche resteranno intoccabili i campionati non saranno mai davvero normali. E' l'ennesimo episodio che coinvolge l'Inter, mentre là curva nerazzurra è ancora scossa dalle tensioni: l'episodio di Audero è una delle conseguenze che il sistema calcio italiano ha fatto finta di non capire", dice riferendosi al lancio di un petardo che, dalla curva nerazzurra, ha stordito Audero, portiere della Cremonese.
"Le vicende delle infiltrazioni della N'drangheta nel tifo organizzato non sono fantasie da bar. Sono temi finiti nelle aule giudiziarie, nelle carte, nelle indagini. Sui rapporti con l’Inter, il punto centrale è contenuto in un passaggio preciso di un provvedimento giudiziario. La giudice scrive: 'Le indagini svolte hanno evidenziato che la società interista si trovava in una situazione di sudditanza nei confronti degli esponenti della Curva Nord, finendo, di fatto, per agevolarli, seppur 'obtorto collo'', scrive Saviano in relazione al procedimento che ha coinvolto esponenti della tifoseria. "Qui non si parla di Inter contro altri. Non è una questione di colori. Il problema non è il calcio, il calcio è la manifestazione del problema. In un Paese normale, certe domande avrebbero già trovato risposte definitive. Chi prova a raccontare queste dinamiche viene spesso sommerso da accuse di faziosità. Nel calcio italiano, le condizioni normali sembrano l'eccezione. E finché sarà così, ogni vittoria sarà accompagnata da un'ombra", prosegue.
"Non è una questione di simpatie o antipatie sportive. Qui non si parla di Inter contro qualcuno. Si parla di sistema. Quando un provvedimento giudiziario afferma l’esistenza di una 'situazione di sudditanza' nei confronti della Curva Nord, il tema non è più da bar sport. È istituzionale. È strutturale. Quando su vicende così delicate, il calcio italiano reagisce con prudenza selettiva, silenzi o versioni ufficiali che poi vengono smentite dai fatti, il problema non è il risultato di una partita", ribadisce. "Il problema è la credibilità. Gli atleti e i tifosi sono le prime vittime di un sistema che troppo spesso protegge sé stesso prima di proteggere la trasparenza. Il calcio è solo la manifestazione del problema. E finché non si avrà il coraggio di affrontarlo fino in fondo, ogni vittoria sarà accompagnata da un'ombra".
Ancora strade chiude nel sud est e nel Sassarese... 
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio è al centro di una nuova bufera dopo un’intervista in cui ha attaccato duramente il sistema delle correnti della magistratura. Secondo Nordio, il funzionamento dell’organo di autogoverno dei giudici (Csm) avrebbe “meccanismi para-mafiosi” che solo il sorteggio - inserito nella riforma costituzionale della Giustizia, che sarà sottoposta a referendum confermativo il 22 e 23 marzo - potrebbe interrompere, favorendo così una maggiore trasparenza e rompendo i rapporti di potere interni.
Le parole di Nordio
''Il sorteggio rompe questo meccanismo para-mafioso, questo verminaio correntizio, come l'ha definito l'ex procuratore antimafia Benedetto Roberti, poi eletto con il Pd al Parlamento europeo. Un mercato delle vacche. Lo scandalo Palamara ha mostrato tutto questo: ma hanno messo il coperchio su questo scandalo, 4 o 5 disgraziati costretti alle dimissioni e poi nulla è cambiato'', ha detto Nordio al 'Mattino di Padova'.
Alcuni magistrati, magari vittime di questo sistema, sono contrari alla riforma, spiega Nordio, ''perché sanno che non ci sono argomenti contro questa riforma civile, liberale, voluta dagli italiani. E quindi cercano di portarla sul piano politico: governo sì, governo no''.
La politicizzazione del referendum non mi preoccupa, aggiunge, ma ''mi delude''. ''I sondaggi dicono chiaramente che la maggioranza degli italiani è favorevole alla riforma - sottolinea - Ben 2 su 3 sono favorevoli alla separazione delle carriere. Ma alcuni di loro voteranno no sperando di far cadere il governo''.
Opposizione all'attacco
Le parole del Guardasigilli hanno scatenato forti reazioni da parte dell’opposizione. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, le ha definite “gravissime” e ha chiesto alla premier Giorgia Meloni di prendere le distanze. "Stamattina ci siamo svegliati con una intervista del ministro Nordio che assimila i magistrati ai mafiosi. La trovo una cosa gravissima, soprattutto se a farla è il ministro della Giustizia. Ci aspettiamo che Meloni prenda immediatamente le distanze da queste parole. Ci aspettiamo le scuse da parte del ministro'', ha detto Schlein a margine di una iniziativa a Bari, a sostegno della campagna 'Vota No per difendere la Costituzione'. ''C'è una campagna elettorale ma non si possono fare affermazioni che paragonino i magistrati ai mafiosi. E' una cosa che insulta anche la storia di tanta magistratura che si è battuta per anni contro la mafie e ha pagato anche con il prezzo della vita. Parliamo di persone come Borsellino, Giovanni Falcone, Rosario Livatino, Rocco Chinnici. E' inaccettabile che un ministro parli così dei magistrati''.
Replicando a Nordio, che ha detto di non capire Schlein visto che la riforma della giustizia servirà anche al Pd quando sarà al governo, la segretaria Pd ha spiegato che "non vogliamo che ci serva. Noi vinceremo le prossime elezioni politiche, andremo al governo e vogliamo essere controllati, perché cosi funziona la democrazia''. ''Pensavo che a Nordio fosse uscita così - ha sottolineato - invece l'ha scritta anche nel libro''.
Anche Giuseppe Conte dei 5 Stelle ha criticato l’accostamento tra magistratura e mafie, definendolo inaccettabile. ''Il Ministro Nordio dopo aver annunciato tagli alle intercettazioni per "modestissime mazzette" ora addirittura accosta il funzionamento della giustizia con tutti i giudici che ci lavorano a dinamiche "para-mafiose". Succede dopo che per giorni la maggioranza ha gettato fango su Gratteri, un magistrato che rischia la vita per la lotta contro le mafie, nonostante avesse ben chiarito il suo pensiero. Dovrebbero solo chiedere scusa ai tanti che lavorano nel nostro sistema di giustizia, alla memoria dei tanti giudici che hanno perso la vita per combattere la mafia, quella vera. È davvero incredibile vedere un Governo che getta fango e ombre sulle Istituzioni e su servitori dello Stato solo per portare a casa una riforma che mira a salvare i politici e i governi dalle inchieste. Fermiamoli, votiamo no", scrive sui social il presidente del Movimento Cinque Stelle.
''Un indecente ministro, Carlo Nordio, parla di sistema paramafioso attaccando i magistrati dopo aver detto che con la sua riforma non ci sarebbe stato il caso di Garlasco'', dichiara Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde. ''Nordio è il ministro che ha ridotto gli investimenti sulle intercettazioni e imposto limiti di 45 giorni, rendendo più difficile il lavoro di chi combatte mafia e corruzione. Ha abolito l’abuso d’ufficio, cancellando un presidio di legalità, facendo un regalo alle mafie''.
Bignami (FdI): "Schlein-Conte ridicoli"
“Rasentano il ridicolo Elly Schlein e Giuseppe Conte con i loro attacchi verso il ministro Nordio, a cui va la mia solidarietà. La verità è che in questo modo gli alleati giallo-rossi cercano maldestramente di distrarre l’attenzione dalle gravissime dichiarazioni del procuratore Gratteri, ai limiti dell’eversione (copyright Barbera, ex giudice costituzionale). Piuttosto che scandalizzarsi per le dichiarazioni del ministro Nordio, avrebbero potuto leggere il libro di Palamara e rendersi conto di come oggi le correnti sono un sistema di potere da scardinare. E per Fratelli d’Italia l’unico modo è votare Sì al referendum del prossimo 22 e 23 marzo”. Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami.

Andrea Bocelli sarà super ospite dell'ultima serata del Festival di Sanremo 2026. Lo ha annunciato oggi Carlo Conti in collegamento con Mara Venier a Domenica In nella puntata del 15 febbraio. Il tenore italiano completa così il quadro dei super ospiti della kermessa canora, insieme a Eros Ramazzotti, Achille Lauro, Tiziano Ferro e Laura Pausini. Inoltre, ha aggiunto Conti, "Ramazzotti, Pausini e Bocelli sono i tre grandi nomi lanciati da Pippo Baudo e quest'anno il Festival è dedicato a lui".
Carlo Conti ha espresso fiducia in vista della kermesse: "Quest'anno, come lo scorso, c'è grande entusiasmo e serenità, spero di aver fatto un buon lavoto. Ho dei compagni di viaggio meravigliosi. Spero che le 30 canzoni saranno gradite dal pubblico e che avranno un grande successo".
Il conduttore e direttore artistico ha ricordato con emozione l'incontro al Palazzo del Quirinale con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che si è tenuto venerdì 13 febbraio: "È stata la più grande soddisfazione della mia carriera. Lui grandioso, ha detto parole meravigliose sulla discografia italiana, e questa è una cosa che mi riempie di gioia".
Infine, Conti ha chiarito la polemica legata alla decisione di Andrea Pucci di rinunciare al Festival. "Parliamo di qualcosa di serio dai... mi fa piacere che tu l'abbia detto Mara, ribadisco la mia scelta del tutto autonoma: preferisco che si dica che non so fare il mio mestiere piuttosto che qualcuno mi obbliga a fare qualcosa nel mondo dello spettacolo. All'Arena di Verona gli abbiamo consegnato il Biglietto d'oro per gli incassi al teatro, a Zelig è stato sempre ospite. E' venuto anche a Tale e Quale... Non pensavo di scatenare un affare di stato, mi dispiace soprattutto per lui umanamente e professionalmente", ha detto Conti, che poi ha spiegato il motivo per cui il comico non ci sarà: "Ogni comico si ricorda benissimo di cosa è successo a Crozza, 'aggredito' e fischiato sul quel palco. La paura per un comico di quel palco è tanta, ha preferito alla sua età di evitare il rischio e rimanere a casa. E' una scelta del tutto personale".
Il Cagliari contro i salentini senza infortunati Zè Pedro e Gaetano... 
Altra medaglia per l'Italia ai Giochi olimpici di Milano-Cortina, la 19esima totale e la prima nello sci di fondo, vent'anni dopo lo storico oro dei Giochi di Torino 2006. La staffetta azzurra, composta da Davide Graz, Elia Barp, Martino Carollo e Federico Pellegrino conquista il bronzo nella 4x7,5 km, vincendo il duello con la Finlandia. L'oro va alla Norvegia, che trionfa con il tempo di 1:04:24.5 regalando uno storico nono oro al fenomeno Klaebo, mentre l'argento va alla Francia (+22.2). Italia terza, con un distacco di 47.9 secondi.
Ora si chiude un cerchio e si rilancia un movimento che sta aprendo una nuova era con tanti giovani promettenti.
In una gara in cui Norvegia e Francia hanno fatto capire da subito di navigare tranquille verso oro e argento - con Johannes Klaebo a completare l’opera iniziata da Emil Iversen, Martin Nyenget e Einar Hedegart, seguito da un Victor Lovera che a sua volta non ha dovuto che capitalizzare il lavoro cominciato da Theo Schely Hufgo Lapalus e Mathis Desloges - si è invece scatenata la battaglia sportiva per l’ultimo gradino del podio.
Protagoniste del duello Finlandia e Italia, con un unico momento di paura quando Martino Carollo ha ceduto una ventina di secondi in terza frazione ad Arsi Ruuskanen. Ci ha pensato l’esperienza di Pellegrino a recuperare in ultima frazione Niko Anttola, raggiunto e controllato senza fatica fino all’ultimo chilometro, quando il portabandiera valdostano ha operato l’allungo decisivo, arrivando a braccia alzate sotto il traguardo, con l’emozione di aggiungere una nuova medaglia a cinque cerchi ai due argenti nelle sprint di Pechino 2022 e PyeongChang 2018.

Il cuore "bruciato" trapiantato a un bambino all'ospedale Monaldi avrebbe viaggiato da Bolzano a Napoli in un contenitore di plastica "comune", a cui era stato applicato ghiaccio secco. Questo sarebbe emerso dai primi accertamenti eseguiti dai carabinieri del Nas, che indagano sul caso coordinati dalla Procura di Napoli. Il box è stato sequestrato nei giorni scorsi a Napoli. Secondo una prima ipotesi, però, il problema non sarebbe tanto l'utilizzo di un contenitore in plastica al posto di un box tecnologico, bensì l'applicazione di ghiaccio secco (che raggiunge temperature di -80 gradi) al posto del ghiaccio classico (-4 gradi). Le temperature nettamente più basse potrebbero aver causato lesioni al cuore. Accertamenti del Nas di Trento sono in corso anche all'ospedale San Maurizio di Bolzano.
Secondo quanto riferisce all’Adnkronos Francesco Petruzzi, legale della famiglia, “il bimbo sino a ieri sera era in condizioni stazionarie, oggi sarà sottoposto a una Tac neurologica, uno degli esami che serviranno domani al briefing dei medici del Monaldi per valutare se sia ancora trapiantabile”.
A proposito dell'ipotesi di un cuore artificiale, l'avvocato spiega che la famiglia “attraverso un’associazione è stata messa in contatto con il professor Francesco Claudio Russo dell’ospedale Niguarda di Milano, chiarisco, con lui, non con la struttura ospedaliera. Si è detto disponibile alla valutazione del caso, ma vuole valutare la tac neurologica”. Il legale inoltre spiega: “Il Monaldi non mi risponde, ho fatto richiesta della documentazione del Bambin Gesù sul parere negativo ad un nuovo trapianto, ho inviato anche una pec. Inoltre è venuto fuori che il Monaldi avesse chiesto un parere sulla situazione del bimbo all’ospedale romano già diversi giorni prima che ne facessimo richiesta, l’abbiamo saputo dalla stampa”.
Dal Niguarda arriva però una smentita. L'opedale precisa di "non aver avviato alcuna interlocuzione né alcuna presa in carico'' per il caso né ''ci è mai arrivata alcuna richiesta ufficiale di valutazione''. Il professor Claudio Russo ''non ha parlato con nessuno'' e ''si occupa solo di cardiochirurgia per gli adulti'', spiega l'ospedale.

C'è "grande dispiacere" da parte dell'Aia e del designatore Gianluca Rocchi per quanto avvenuto in Inter-Juventus, con l'espulsione per doppia ammonizione del difensore bianconero Kalulu per la clamorosa simulazione del nerazzurro Bastoni. Rocchi in una dichiarazione ammette che "la decisione di La Penna è chiaramente errata" anche "per il fatto di non aver potuto usare il Var per sanarla". Ad ogni modo il designatore ha voluto stigmatizzare il comportamento del difensore nerazzurro Bastoni, autore di una clamorosa simulazione che ha indotto il direttore di gara ad ammonire Kalulu per la seconda volta. Già il primo cartellino giallo mostrato a Kalulu, per un presunto fallo su Barella che stramazza al suolo, appare discutibile.
Bastoni, già ammonito, avrebbe dovuto ricevere il secondo cartellino giallo per simulazione. In sostanza, l'Inter sarebbe rimasta in 10 uomini. Invece, a giocare oltre un tempo in inferiorità numerica è stata la Juventus. "La Penna è mortificato e gli siamo vicini, ma devo dirvi la verità che non è l'unico ad aver sbagliato -ha spiegato Rocchi tramite l'Aia- visto che ieri c'è stata una simulazione chiara. L'ultima di una lunga serie in un campionato in cui cercano in tutti modi di fregarci".
Kalulu, intanto, rilancia nelle sue storie di Instagram un video di circa 40 secondi con le due ammonizioni ricevute dall'arbitro La Penna. Anche altri bianconeri hanno commentato la partita contro l'Inter. "Sono orgoglioso della squadra che siamo. Oggi più di ieri solo la Juve, fino alla fine", scrive sui social il capitano Manuel Locatelli mentre Dusan Vlahovic (assente per infortunio) ha scritto semplicemente "Orgoglioso di voi".
Il Rio Mannu ha esondato nel territorio di Ozieri...
All'Ex Convento l'incontro con la delegazione dei circoli
dell'Isola in Argentina... 
Ilary Blasi si sposa. La conduttrice, ex moglie di Francesco Totti, ha detto sì alla proposta del fidanzato Bastian Muller, condividendo la notizia in una storia pubblicata sul proprio account Instagram nel giorno di San Valentino. "My forever Valentine", ha scritto Blasi, mostrando l'anello al dito e, sullo sfondo, la Tour Eiffel a Parigi, dove la coppia sta trascorrendo una vacanza.
La notizia però non arriva inaspettata. A far nascere il dubbio su un possibile nuovo matrimonio in vista era stata una foto[1] pubblicata ancora una volta su Instagram dalla stessa Blasi, durante le vacanze sulle Dolomiti dello scorso dicembre.
Negli scatti condivisi infatti, un dettaglio non era passato inosservato: un vistoso anello sull’anulare sinistro, classico ed elegante, con una pietra brillante al centro. Un gioiello che sembra tanto l'anello di fidanzamento sfoggiato ora sui social.
La storia tra Ilary Blasi e Bastian Mulle è iniziata tra la fine del 2022 e l'inizio del 2023, dopo la separazione della conduttrice da Totti. I due si sono conosciuti in aeroporto a New York, descritto da lei come un vero e proprio "colpo di fulmine".

Uno dei luoghi più suggestivi del Salento, l'Arco di Sant'Andrea in zona Pepe a Melendugno, in provincia di Lecce, è crollato questa notte dopo giorni di piogge e vento forti che hanno colpito la zona. Conosciuto come 'l'arco dell’amore', si tratta di una falesia, una sorta di sperone, che si trova in mare davanti a un costone roccioso alto cui era collegato con una sorta di ponte naturale che stanotte è venuto giù. Un'area esposta alle mareggiate e al vento e peraltro infiltrato dall'acqua. Ieri sera la zona tra Sant'Andrea e Torre dell'Orso e la stessa cittadina di Melendugno è stata interessata da piogge forti, simili a una grandinata, fulmini e vento.
"È un colpo al cuore durissimo", commenta il sindaco di Melendugno, Maurizio Cisternino, "sparisce uno dei tratti turistici piu famosi della nostra costa e dell'Italia intera".
''L'emergenza è rientrata perché le condizioni meteo sono cambiate. Ho annullato l'ordinanza e oggi siamo ritornati alla normalità fino alla prossima mareggiata'', spiega all'Adnkronos il sindaco di Fiumicino, Mario Baccini, parlando della mareggiata che ieri ha colpito via Passo della Sentinella allagando alcune abitazione e costringendo all'evacuazione circa 50 nuclei abitativi. ''Al momento restano fuori casa 5 famiglie, che sono state alloggiate provvisoriamente in alcuni b&b e sono assistite dai servizi sociali - spiega - rientreranno appena le abitazioni saranno agibili''. Al momento ''abbiamo gestito bene la situazione di emergenza ma poi andrà trovata una soluzione: quella è un'area di golena dove possiamo gestire l'emergenza ma non siamo in grado di garantire la sicurezza'', sottolinea Baccini.
''Sono due anni che sto cercando soluzioni idonee con i cittadini, che comunque fanno una forte resistenza, e la Regione affinché chi ne ha diritto possa programmare la propria vita in sicurezza'', aggiunge il primo cittadino.
La protezione civile monitora il livello delle dighe... 
Quando gioca Jannik Sinner? Domani, lunedì 16 febbraio, inizia ufficialmente l'Atp 500 di Doha, torneo che sancirà il ritorno in campo del tennista azzurro, reduce dalla cocente eliminazione nella semifinale degli Australian Open 2026, dove è stato battuto da Novak Djokovic in cinque set. Sinner è atteso proprio domani dalla sfida del primo turno contro il ceco Tomas Machac, numero 31 del mondo.
Sinner-Machac, i precedenti
Sinner e Machac si sono affrontati in due precedenti, entrambi vinti dall'azzurro che conduce così 2-0 in questo speciale parziale. Il primo incrocio risale agli ottavi del Masters 1000 di Miami del 2023, quando l'azzurro si impose in due set, proprio come nella semifinale di Shanghai 2024.
Il tabellone di Sinner
Ad attenderlo agli ottavi di finale ci potrebbe essere con ogni probabilità l'australiano Alexei Popyrin, mentre ai quarti Sinner affronterebbe uno tra il ceco Jakub Mensik, reduce dal ritiro per un problema fisico nello Slam di Melbourne, e il cinese Zhang. In caso di semifinale Jannik potrebbe trovare sulla sua strada il kazako Alexander Bublik, il francese Arthur Fils o un altro ceco, Jiri Lehecka.
La finale potrebbe essere contro Carlos Alcaraz, numero uno del mondo, oppure contro i russi Daniil Medvedev e Andrej Rublev.
Cosa dice Sinner
Sinner riparte dopo la sconfitta in semifinale agli Australian Open contro Novak Djokovic. "E' stata un'ottima partita, ho avuto le mie chance. Non sempre va come si spera, è lo sport. Io sto cambiando dettagli in campo, ci vuole un po' di tempo a perfezionarli. A volte perdere è normale, ci sta", ha detto a Sky Sport. "Sono un ragazzo di 24 anni, voglio solo giocare un buon tennis in qualsiasi occasione. Visto quello che abbiamo fatto negli ultimi 2 anni, è normale l'attenzione su me e Carlos. Alla fine, non devo scompormi più di tanto. Devo continuare a lavorare sodo, cambiando piccole cose per provare a migliorare".
"Non sono solo cambiamenti tecnici, anche tattici e mentali. Sono tanti elementi, anche fuori dal campo. Non bisogna però crearsi troppi problemi dopo aver perso una semifinale Slam contro Djokovic", ha concluso Sinner.

L'espulsione di Pierre Kalulu, e la simulazione di Alessandro Bastoni, fanno il giro del mondo. Il difensore della Juventus ha rimediato un ingiusto cartellino rosso nel match di ieri contro l'Inter, valido per la 25esima giornata di Serie A e terminato 3-2 per i nerazzurri.
Al 42' Kalulu, già ammonito, è andato a contrasto con Bastoni, che aveva recuperato palla per far ripartire il contropiede dei suoi, ma senza intervenire. Il giocatore dell'Inter però si lascia cadere platealmente[1], mettendo in scena la più comune delle simulazioni e ingannando l'arbitro La Penna, che estrae il secondo giallo e lascia la Juve in dieci.
L'episodio è chiaro fin da subito, con le immagini che mostrano il non intervento di Kalulu e la simulazione di Bastoni, ma il Var non può intervenire perché il protocollo non prevede la revisione su un cartellino giallo, anche sul secondo che costa l'espulsione del giocatore in questione. Inevitabili le polemiche del post partita, con l'episodio che arriva fino alle redazioni dei quotidiani esteri.
Chiara la lettura che ne dà L'Equipe: "Pierre Kalulu ha ricevuto un secondo cartellino giallo dieci minuti dopo la prima ammonizione, poco prima dell'intervallo, per aver sfiorato il braccio di Alessandro Bastoni, medaglia d'oro di volo planato", ha scritto il quotidiano francese, paragonando così il difensore dell'Inter agli atleti impegnati nelle Olimpiadi invernali di Milano Cortina.
Più 'colorito' invece il racconto del Daily Mail: "Cartellino rosso strano!", ha scritto il quotidiano britannico, "l'arbitro espelle erroneamente Kalulu in Juventus-Inter. Un errore arbitrale palese!".

Alessandro Bastoni sarà squalificato dopo la simulazione in Inter-Juventus? Il difensore dell'Inter è stato protagonista dell'episodio che ha portato all'espulsione di Pierre Kalulu per doppia ammonizione nel big match di San Siro, vinto dai nerazzurri 3-2 e valido per la 25esima giornata di Serie A. Ma cos'è successo?
Cos'è successo a San Siro
Succede tutto al 42'.[1] Kalulu, già ammonito, interviene su Bastoni che stava facendo ripartire l'azione nerazzurra e l'arbitro La Penna estrae immediatamente il secondo giallo e quindi il cartellino rosso. Le immagini però mostrano che il giocatore francese non colpisce il difensore dell'Inter, che si lascia cadere inducendo all'errore il direttore di gara.
Bastoni, già ammonito, dopo il tuffo che poteva essere punito con un cartellino giallo per simulazione, esulta per il rosso 'inventato' ai danni di Kalulu. A completare il quadro, la decisione del tecnico nerazzurro Cristian Chivu all'intervallo: Bastoni, dopo l'episodio plateale, viene sostituito.
Perché il Var non è intervenuto?
Kalulu, che nel match di San Siro era già stato destinatario di un discutibile primo cartellino giallo per un'entrata su Barella, dopo il rosso ricevuto ha subito invocato l'intervento del Var dopo aver protestato in maniera veemente con La Penna: il Var però non può rimediare all'errore poiché il provvedimento disciplinare è un'ammonizione e non un'espulsione diretta.
Confermata quindi, per forza di cose, la decisione di campo e l'ex giocatore del Milan è stato costretto ad abbandonare il terreno di gioco, lasciando in dieci la Juventus per i minuti finali del primo tempo e per l'intera ripresa.
Bastoni può essere squalificato?
Ma cosa dice il regolamento? Il tuffo di Bastoni, per quanto plateamente antisportivo così come l'esultanza immediatamente successiva al rosso comminato all'avversario, non può essere punibile dalla prova tv. Secondo l'articolo 61 del Codice di Giustizia Sportiva infatti, non sarà possibile ricorrere alle immagini dell'episodio in quanto non ha portato all'espulsione diretta dell'avversario, ma a un'ammonizione, che però, essendo la seconda per Kalulu, ha provocato il rosso per il difensore francese.
Nessuna possibilità di intervento inoltre nemmeno per l'esultanza che ha seguito il rosso a Kalulu, condannabile da un punto di vista di lealtà sportiva e rispetto degli avversari e dei valori dello sport, ma non a norma di regolamento.
Furia Spalletti contro La Penna, Chivu lo difende
Al termine del primo tempo, Luciano Spalletti è andato a lamentarsi direttamente con l'arbitro La Penna[2]. Un video che arriva dagli spalti di San Siro mostra Spalletti infuriato per la decisione del direttore di gara urlare: "Ci hai rovinato la partita", spalleggiato dalla dirigenza della Juventus. Giorgio Chiellini grida: "Non esiste una cosa del genere", e anche Damien Comolli si scaglia contro La Penna, tanto da essere spinto a forza via nel tunnel dallo stesso Spalletti.
Nel post partita, Chiellini si presenta ai microfoni di Sky: "Non si può parlare di calcio, quello che è successo è imbarazzante. E' stato visto in tutto il mondo, bisogna cambiare subito", dice il dirigente bianconero invocando una svolta a livello arbitrale dopo una lunga serie di episodi a dir poco controversi. "Probabilmente da domani si cambierà il Var, ma non è accettabile che non ci sia un livello adeguato ad una partita del genere, questa è l'immagine che diamo del nostro calcio. A fine partita non abbiamo avuto modo di parlare con l'arbitro", dice Chiellini a Dazn.
A difendere, nonostante le chiare immagini, la decisione dell'arbitro La Penna è stato invece Cristian Chivu. "Per me è un tocco leggero, ma è sempre un tocco", ha detto l'allenatore dell'Inter nel post partita[3].
"Quando abbiamo subito noi torti leggeri ho insegnato ai miei giocatori a non mettere in difficoltà l'arbitro. È una sua decisione. Kalulu ha tutta l'esperienza necessaria e sa che in certe circostanze le mani bisogna tenerle a casa", ha continuato, "con un giallo sulle spalle io non avrei messo le mani addosso ad un avversario, soprattutto se anticipato e con un possibile contropiede aperto".
Nell'immediato post partita, molti tifosi, soprattutto juventini, hanno parlato di “simulazione” e di comportamento antisportivo, sommergendo il profilo del difensore nerazzurro di insulti e commenti duri[4].
Il dettaglio che ha fatto esplodere tutto? Proprio l'esultanza plateale del difensore nerazzurro proprio alle spalle di Kalulu a terra: gesto letto da tanti come provocatorio e antisportivo. L'immagine ha fatto il giro del web in minuti.
Risultato: Instagram invaso da insulti pesanti ("simulatore", "schifoso", minacce vere e proprie). I commenti sotto i post sono stati poi limitati dai social media manager dell'Inter per arginare l'odio. Su X stessa musica: post al vetriolo da tifosi Juve e non solo, richieste di esclusione dalla Nazionale e commenti che hanno additato Bastoni come un "antisportivo cronico" o "il male del calcio".

"La Russia non è una superpotenza. Dopo più di un decennio di conflitti, di cui quattro anni di guerra su vasta scala in Ucraina, è appena andata oltre i limiti del 2014, a un costo di 1,2 milioni di vittime". Lo ha detto l'Alto rappresentante della politica estera dell'Unione europea Kaja Kallas alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza , spiegando che "oggi la Russia è allo sbando, la sua economia è a pezzi, è tagliata fuori dai mercati energetici europei e i suoi cittadini fuggono".
Per Kallas "la minaccia più grande ora è che Mosca possa ottenere più vantaggi al tavolo delle trattative di quanto abbia raggiunto sul campo di battaglia". "Tutto inizia in Ucraina , ma sappiamo che la meta finale della Russia non è il Donbass", ha proseguito, sottolineando i continui tentativi di sabotare o indebolire i paesi dell'Ue.
Rispondendo al discorso di Marco Rubio[1] di ieri, Kallas ha sottolineato con una punta di ironia che "contrariamente a quanto qualcuno sostiene, l’Europa 'woke' e decadente non è destinata a scomparire" e ha ricordato che molti paesi, non solo europei, "vogliono ancora entrare nel nostro club", citando in particolare il Canada. "L'Europa a volte è troppo lenta, questo è certo, e ha bisogno di essere riformata, questo è certo. Ma sappiamo perfettamente cosa siamo e cosa rappresentiamo", ha aggiunto.
La Russia ha lanciato 83 droni in diverse località dell'Ucraina durante la notte. Lo rende noto l'aeronautica militare di Kiev spiegando che 55 droni sono stati abbattuti o disattivati, ma 25 sono riusciti a colpire di 12 località. Gli attacchi hanno causato enormi incendi a Odessa, la città portuale dell'Ucraina meridionale. Il servizio di emergenza statale dell'Ucraina ha dichiarato che nessuno è rimasto ferito in questi ultimi attacchi.
A Odessa "una struttura ferroviaria è stata danneggiata e, durante il secondo attacco, un serbatoio di carburante ha preso fuoco: si è verificata una fuoriuscita e l'incendio di prodotti petroliferi", ha detto il servizio di emergenza ucraino.

L'Italia si trova attualmente al centro di un vero e proprio "corridoio" atmosferico, con una sequenza ininterrotta di fronti atlantici che non concede tregua dal maltempo. La configurazione attuale è straordinaria per persistenza: da quasi un mese assistiamo a un peggioramento strutturato del meteo mediamente ogni 48 ore. Si tratta di un dinamismo meteorologico così spiccato che non si registrava con questa frequenza da moltissimi anni nel nostro Paese.
Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it[1], conferma come uno scenario meteorologico simile e così dinamico non si registrava con questa frequenza da moltissimi anni nel nostro Paese. Nonostante l'abbondanza di precipitazioni, il quadro termico rimane la vera anomalia della stagione. Le temperature si mantengono costantemente e abbondantemente sopra la media del periodo, spinte da correnti oceaniche relativamente miti. Questo impedisce il ritorno del vero freddo, confinando le nevicate solo alle alte quote, generalmente oltre i 1500 metri, e un elevate rischio di valanghe.
L’attenzione ora si sposta sull'inizio della prossima settimana, quando una nuova perturbazione innescherà una violenta risposta dei venti. Il protagonista sarà il Maestrale, previsto in rinforzo burrascoso su gran parte del Centro-Sud e sulle isole maggiori. Sono attese raffiche intense che potrebbero causare forti mareggiate lungo le coste esposte e disagi alla navigazione.
Questo flusso perturbato, sebbene portatore di piogge preziose per le riserve idriche, sta mettendo a dura prova la tenuta del territorio a causa del continuo dilavamento. La mancanza di pause soleggiate impedisce al suolo di drenare l'acqua in eccesso, creando un terreno fertile per criticità idrogeologiche locali.
Una luce in fondo al tunnel sembra però intravedersi verso la fine del mese. I modelli matematici ipotizzano un graduale cambio di circolazione, con il possibile ritorno di un anticiclone più solido e strutturato. Questa tregua alta-pressoria porterebbe finalmente stabilità atmosferica e una pausa dal maltempo cronico, permettendo al Paese di uscire da questa estenuante sequenza di perturbazioni atlantiche.
NEL DETTAGLIO
Domenica 15. Al Nord: poco nuvoloso. Al Centro: instabilità sulle adriatiche, migliora la sera. Al Sud: forte instabilità con venti da nord.
Lunedì 16. Al Nord: variabile, meglio dalla sera, neve in Valle d’Aosta. Al Centro: instabilità sparsa, specie su Marche e tirreniche. Al Sud: maltempo sulle tirreniche con venti forti.
Martedì 17. Al Nord: sereno, neve sulle Alpi confinali. Al Centro: sereno o poco nuvoloso. Al Sud: ampie schiarite, residui rovesci sul nord della Sicilia, ventoso.
Tendenza: nuova perturbazione tra mercoledì e giovedì.

Cristian Chivu 'difende' l'espulsione di Pierre Kalulu. L'allenatore dell'Inter ha vinto il derby d'Italia contro la Juventus, valido per la 25esima giornata di Serie A, per 3-2 dopo una partita fortemente condizionata dal cartellino rosso sventolato al difensore francese, che al 42' ha lasciato i suoi compagni in dieci per doppia ammonizione dopo un presunto contatto con Bastoni.
Le immagini però hanno mostrato come non ci sia stato alcun contatto tra i due[1], con il difensore dell'Inter che si è lasciato cadere, volando a terra appena ha visto l'avversario avvicinarsi. Tutti o quasi sono stati concordi nel condannare l'operato dell'arbitro La Penna[2], tranne Chivu. "Per me è un tocco leggero, ma è sempre un tocco", ha detto l'allenatore dell'Inter nel post partuta.
"Quando abbiamo subito noi torti leggeri ho insegnato ai miei giocatori a non mettere in difficoltà l'arbitro. È una sua decisione. Kalulu ha tutta l'esperienza necessaria e sa che in certe circostanze le mani bisogna tenerle a casa", ha continuato, "con un giallo sulle spalle io non avrei messo le mani addosso ad un avversario, soprattutto se anticipato e con un possibile contropiede aperto".
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