
(Adnkronos) - Giovanni Allevi torna a parlare sui social della sua malattia con cui combatte da anni. "Spero che arrivi l'autunno quanto prima - scrive il compositore e pianista che nel giugno del 2022 ha annunciato di essere malato di mieloma multiplo -. Il caldo estivo aumenta la percezione del mio dolore e la spossatezza".
Parole che raccontano la lotta di ogni giorno del musicista. "Sto facendo tutto il possibile, lo stretching, la camminata veloce, sto curando l'alimentazione. Eppure mi sembra a volte di essere fermo, di non avere alcun potere sul mio corpo". Un messaggio che si conclude con l'invito a non arrendersi. "Mando un abbraccio a tutte le persone che stanno lottando! Facciamoci forza" conclude.
Un abbraccio virtuale a cui i follower hanno risposto con entusiasmo. C'è chi gli scrive "ti mando un soffio d'aria fresca e frizzantina" e chi gli consiglia la montagna, una bella nuotata al mare o molto più semplicemente "l'aria condizionata", invitandolo a "non mollare".

(Adnkronos) - Da Salmo a Bianca Balti fino a Fedez e Monica Guerritore: sempre più volti noti scelgono i social per raccontare la malattia, trasformando la fragilità in un atto di responsabilità verso il proprio pubblico e di sensibilizzazione alla prevenzione. L’ultimo caso è quello di Salmo, che ha riacceso il dibattito sui tumori della pelle e sull’uso delle creme solari. Il rapper ha rivelato ai fan di avere avere un carcinoma basocellulare sul viso, mostrando una cicatrice dopo essersi sottoposto ad un intervento chirurgico per l’asportazione del tumore. Bianca Balti ha scelto di raccontare in modo dettagliato il proprio percorso oncologico, dalla diagnosi di mutazione Brca1 alla decisione di sottoporsi a una mastectomia preventiva, fino alle terapie e alla fase di "rinascita" dopo la chemio. Sui social e sul palco del Festival di Sanremo ha parlato del lutto per la "vecchia sé", delle cicatrici, della paura delle recidive, della depressione post malattia e della forza ritrovata. Anche Fedez ha condiviso passo dopo passo la scoperta di un raro tumore neuroendocrino del pancreas. "Uno di quelli che se non li prendi per tempo non è un simpatico convivente da avere all'interno del proprio corpo. Motivo per il quale mi sono dovuto sottoporre a un intervento chirurgico durato 6 ore per asportarmi una parte del pancreas", aveva scritto il rapper sui social. Il rapper aveva deciso di "di parlare sui social della malattia in parte perché sentivo la necessità di condividere quello che mi stava accadendo, in parte anche per aiutare chi sta vivendo o dovrà vivere la mia stessa esperienza". Ma anche "per esorcizzare, nella speranza che possa far bene anche a me".
Di recente, Monica Guerritore ha affidato ai social la confessione difficile e commossa di come ha affrontato negli ultimi mesi la chemioterapia, mentre era impegnata nella promozione del suo primo film da regista, 'Anna', su Anna Magnani, di cui è anche interprete. "Era metà aprile - racconta nel video postato sui social con la voce a tratti rotta dell'emozione - e ad un controllo che faccio periodicamente uno dei valori era fuori norma, il CA 125 (un marcatore tumorale, ndr). Ho immediatamente preso contatto con il mio oncologo. Pochi giorni dopo ho fatto la prima chemio, la prima di un ciclo di 6. Non era la prima volta che mi trovavo ad aver a che fare con un tumore" ma in precedenza non c'era stata "necessità di chemio", racconta l’attrice. Poi, il ricordo del momento in cui ha perso i capelli: "Le prime ciocche di capelli hanno cominciato a lasciarsi andare. Mi ricordo, ero sul divano, ho abbracciato mio marito, la mia roccia, e ho pianto". Anche Eleonora Giorgi ed Enrica Bonaccorti hanno rotto ogni tabù sulla malattia per trasmettere un messaggio di coraggio al loro pubblico. Ad entrambe era stato diagnosticato un tumore al pancreas. Giorgi, morta a marzo 2025 all'età di 71 anni, ha raccontato sui social e in molti spazi televisivi la sua battaglia condividendo ogni fase delle cure, dalla chemioterapia all'intervento chirurgico, trasformando la sua vulnerabilità in un esempio per gli altri. Lo stesso ha fatto Bonaccorti, morta a marzo a 76 anni, che negli ultimi mesi aveva condiviso con il pubblico la sua vita dopo la diagnosi.
A questa scia di testimonianze si è aggiunta anche Natalia Paragoni, 28 anni, che ha condiviso la diagnosi di linfoma di Hodgkin ricevuta mentre era all’ottavo mese di gravidanza della secondogenita. Nonostante il momento difficile, l’influencer si è fin da subito mostrata ai follower con i capelli rasati in un video che ha raccolto milioni di visualizzazioni e centinaia di messaggi di sostegno: "Nonostante la battaglia che stai affrontando, riesci a trasmettere un’energia positiva, una luce e un sorriso che arrivano dritti al cuore", le scrive un utente. Pochi giorni fa, Paragoni ha raccontato il primo responso incoraggiante: "La terapia sta funzionando. Non è ancora finita, ma oggi possiamo festeggiare". L’influencer Giorgia Soleri ha raccontato apertamente di convivere con endometriosi, adenomiosi, vulvodinia e ipertono pelvico, contribuendo a rompere il silenzio su patologie croniche e spesso sottovalutate. Dopo aver ricevuto l’ennesimo commento sul suo aspetto - "Ma sei incinta? Ti vedo ingrassata" - ha risposto con un video social mostrando la pancia gonfia, spiegando che si tratta di "endobelly", uno dei sintomi più comuni e invalidanti dell’endometriosi. Nel post ha ricordato che l'endometriosi, "è una malattia che colpisce una donna su nove e che può causare infertilità nel 40–50% dei casi". Soleri ha denunciato poi il peso dei giudizi sul corpo, i cambiamenti imposti dalle terapie e la difficoltà di ottenere una diagnosi, che spesso arriva dopo anni di sofferenza e minimizzazione. "Non voglio essere bella - ha scritto - voglio essere ascoltata, creduta, curata. Voglio più formazione, ricerca e tutela, perché nessuna donna debba più sentirsi dire certe cose o aspettare dieci anni per sapere di cosa soffre".

(Adnkronos) - Le ferie d'agosto sono iniziate, il grande esodo è scattato e per molti va in direzione mare. Il miraggio dopo un anno di fatica: il sole, le onde, la spiaggia. Quel 'pianeta libero' dove anche l'italiano più pigro si riscopre iperattivo. E allora via con le camminate senza fine, le corse sul bagnasciuga, le sfide a racchettoni, addirittura gli sport veri e propri: beach volley, beach soccer, beach tennis. Denominatore comune la sabbia, vissuta come una superficie dolce, carezzevole, innocua. Non è proprio così, avverte il medico-fisiatra Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all'UniSalento e segretario generale della Società italiana di medicina fisica e riabilitativa (Simfer). In un focus per l'Adnkronos Salute, lo specialista passa in rassegna tutte "le insidie della sabbia". Da un "effetto-trappola" che si crea intorno al piede, nascono posture e movimenti che finiscono per minacciare la salute di articolazioni, muscoli, tedini e ossa.
Si va dalla fascite plantare, che fa registrare "picchi estivi" favoriti dall'uso ostinato di ciabatte e infradito anche dove sarebbe meglio infilare una scarpa, alla metatarsalgia che si rischia calcando la rena a piedi nudi. Dai risentimenti al tendine d'Achille, punto debole non solo per l'eroe di Omero, ai pericoli dei passatempi più dinamici: distorsioni a caviglie e ginocchia, infiammazioni o borsiti alla spalla, gomito del tennista. La lista è lunga e la parola d'ordine è: vietato partire impreparati.
"Per ridurre il rischio di infortuni - suggerisce Bernetti - sarebbe bene impostare un programma di preparazione fisica specifico, anche se ovviamente non è sempre facile, e spesso si arriva in vacanza poco preparati alla tipologia di attività che si praticano in spiaggia. In linea del tutto generica, un protocollo di esercizi di rinforzo muscolare associato a esercizi di stretching e propriocettivi può essere indicato per ridurre il rischio di infortunio". E con i farmaci, no al 'fai da te': "Prima di stabilire un eventuale protocollo di trattamento, è fondamentale effettuare una visita medica per una prescrizione appropriata che segua una diagnosi precisa anche con il supporto di imaging diagnostico", raccomanda l'esperto.
Ma ecco nel dettaglio l'analisi del medico-fisiatra, a cominciare dall'attività più trasversale e 'soft': camminare. "Passeggiare a piedi nudi in riva al mare è una delle attività simbolo del relax estivo", spiega Bernetti. "Tuttavia, dal punto di vista biomeccanico la sabbia rappresenta un terreno estremamente impegnativo. Infatti, rispetto a una superficie compatta, la sabbia è cedevole e assorbe l'energia del passo. Questo costringe la muscolatura del piede e della gamba a un lavoro extra per garantire la propulsione, alterando la normale biomeccanica del cammino, incrementando i carichi articolari e muscolo-tendinei, provocando quindi sollecitazioni che possono scatenare infiammazioni di queste strutture. A questo si aggiunge la pendenza tipica della battigia, che costringe colonna, bacino e articolazioni degli arti inferiori a lavorare in asimmetria, sovraccaricando una gamba rispetto all'altra".
Accade così che "fra le patologie dell'estate, legate anche all'uso frequente di ciabatte e infradito, sicuramente la fascite plantare è una delle più frequenti in assoluto. La fascia plantare - descrive lo specialista - è una robusta banda di tessuto fibroso che attraversa la pianta del piede, collegando il tallone alle dita. Funge da ammortizzatore e da 'molla' durante il cammino. Camminare a piedi nudi su un terreno cedevole fa mancare il supporto dell'arco plantare solitamente fornito plantare contenuto nelle calzature. Il piede tende a 'collassare' verso l'interno per cercare stabilità sulla sabbia, provocando allungamenti eccessivi della fascia plantare e causandone degenerazione e infiammazione, tipicamente a livello della sua inserzione nel tallone dove a volte si crea la cosiddetta 'spina calcaneare', una calcificazione della fascia plantare in prossimità del calcagno che a livello radiografico ha l'aspetto di una spina".
"I dati epidemiologici - riporta Bernetti - indicano che la fascite plantare colpisce circa il 10% della popolazione nel corso della vita, con picchi durante i mesi estivi proprio a causa del cambio improvviso di calzature e abitudini. In fase acuta può essere utile applicare ghiaccio per 15-20 minuti più volte al giorno (molto utile far rotolare una bottiglietta d'acqua ghiacciata sotto la pianta del piede). Bisogna poi utilizzare calzature con un buon supporto dell'arco plantare, evitando sandali piatti o infradito quando possibile. Dal punto di vista riabilitativo, molto utile lo stretching specifico e il rinforzo della muscolatura intrinseca del piede (ad esempio afferrare un asciugamano o delle biglie con le dita dei piedi), per ripristinare il corretto supporto attivo dell'arco.
"Un'altra problematica frequente" anche senza azzardare uno sport da spiaggia, prosegue l'esperto, "è la metatarsalgia, una sindrome dolorosa localizzata a livello dell'avampiede, esattamente in corrispondenza delle teste delle ossa metatarsali (la zona carnosa subito dietro le dita del piede). Infatti, sulla sabbia, per riuscire a spingere il corpo in avanti e completare il passo, il piede è costretto a esercitare una forza propulsiva molto maggiore sull'avampiede rispetto a quando si cammina su superfici compatte. Questa pressione prolungata, priva della suola ammortizzante di una scarpa, genera microtraumi ripetuti alle teste metatarsali con conseguente infiammazione che spesso cronicizza. Molto utili in queste condizioni plantari con cuscinetti metatarsali all'interno di scarpe comode per sollevare le teste metatarsali e ridistribuire il peso".
Ancora, "un'ulteriore patologia legata anche alle attività sportive sulla sabbia è la tendinopatia achillea. Il tendine d'Achille - ricorda Bernetti - è il tendine più grande e forte del corpo umano, capace di sopportare carichi pari a diverse volte il peso corporeo. Camminare, correre o saltare a piedi nudi sulla sabbia provoca lo sprofondamento del tallone nella sabbia costringendo il tendine d'Achille a un allungamento eccessivo proprio nel momento in cui è sotto massimo carico. Questo genera un pericoloso sovraccarico che può provocare micro-lacerazioni delle fibre tendinee e conseguente infiammazione".
Cosa fare? "In tutte queste condizioni, i farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans) per brevi periodi, anche come prodotti topici, solo dietro consiglio medico, possono essere utili. Potrebbero essere indicate anche terapie fisiche strumentali come le onde d'urto, specialmente in presenza di calcificazioni", illustra il medico-fisiatra. Tuttavia, precisa, un trattamento adeguato non può prescindere da una diagnosi corretta e quindi da una vista medica.
I pericoli della vita da spiaggia crescono poi per chi decide di dedicarsi ad attività più impegnative. "Praticare sport sulla sabbia - osserva Bernetti - viene spesso percepito come più sicuro rispetto al cemento, alla terra o al parquet, grazie all'apparente morbidezza della superficie in caso di caduta. Tuttavia la sabbia nasconde insidie particolari. Infatti, il terreno sabbioso è altamente instabile e ha una capacità di restituzione dell'energia elastica quasi nulla. Questo significa che assorbe la forza impressa dall'atleta, obbligando il corpo a compiere uno sforzo muscolare nettamente superiore per saltare o scattare, e alterando quella che in fisiologia articolare viene definita catena cinetica (il trasferimento di forza dai piedi fino alle braccia). Negli sport dinamici come il beach volley, il beach soccer o il beach tennis - continua lo specialista - i cambi di direzione repentini e i salti sono costanti. E la sabbia, pur ammortizzando l'impatto, crea un 'effetto trappola' per il piede". Se "su una superficie solida, durante un cambio di direzione, il piede fa perno e ruota insieme al resto della gamba, sulla sabbia il piede tende a sprofondare e a rimanere bloccato. Quando l'atleta ruota il bacino o atterra da un salto in modo sbilanciato, l'energia torsionale si scarica interamente sulle articolazioni".
Cosa può succedere? "Il trauma più comune - indica l'esperto - è la distorsione di caviglia in inversione, con interessamento del compartimento esterno e in particolare del legamento peroneo-astragalico anteriore. I traumi distorsivi possono interessare anche il ginocchio: il blocco del piede a terra, associato alla torsione dell'arto inferiore, può infatti generare un sovraccarico in torsione mettendo a rischio il complesso capsulo-legamentoso del ginocchio. Ovviamente le distorsioni non sono tutte uguali e l'approccio terapeutico deve tenere conto sia dell'entità dell'infortunio che delle caratteristiche individuali di ciascuno. Nelle prime fasi è comunque bene mettere a riposo l'articolazione, applicare ghiaccio e riferirsi a un medico per approfondire la gravità del trauma e per avere sin da subito un approccio adeguato alla situazione".
Ma "gli sport estivi da spiaggia - puntualizza lo specialista - possono anche sollecitare molto gli arti superiori. Ad esempio il beach volley, che richiede gesti 'over head' (sopra la testa) come la schiacciata e la battuta, mette a dura prova l'articolazione della spalla, in particolare i tendini della cuffia dei rotatori. Su un campo indoor, infatti, la forza di una schiacciata parte anche dalla spinta esplosiva delle gambe sul pavimento, attraversa il tronco e arriva al braccio. Sulla sabbia, le gambe non riescono a generare la stessa spinta dal basso. Per compensare questa mancanza di propulsione, l'atleta è costretto a 'forzare' il movimento con l'arto superiore. La spalla si fa quindi carico di un lavoro biomeccanico eccessivo, che può provocare infiammazioni dei tendini (spesso il sovraspinato) o a borsiti".
E attenzione: "Un problema simile - ammonisce Bernetti - può capitare anche in chi gioca a racchettoni, anche se è molto più comune un altro problema: l'epicondilite laterale, meglio nota come 'gomito del tennista'. Si tratta di una tendinopatia dei tendini dei muscoli estensori del polso e delle dita a livello della regione laterale del gomito, molto più frequente nell'utilizzo dei racchettoni. Infatti, a differenza della racchetta da tennis tradizionale, che possiede un piatto corde in grado di assorbire parte delle vibrazioni dell'impatto con la pallina, il racchettone da spiaggia è un attrezzo rigido. Ogni colpo, in particolare il rovescio, trasmette uno shock vibratorio notevole direttamente al polso e, da lì, ai tendini del gomito. Se a questo si aggiunge una pallina spesso bagnata e appesantita dalla sabbia, il sovraccarico tendineo è assicurato".
Da qui il consiglio di non improvvisare, di arrivare 'allenati' pianificando un po' di esercizi propedeutici. E in ogni caso, che si tratti di un fastidio post-passeggiata o di un trauma da sport, "qualora insorgano patologie come quelle citate, con persistenza dei sintomi - conclude il medico-fisiatra - è sempre meglio approfondire il quadro attraverso una visita medica specialistica che possa chiarire al meglio la situazione per impostare un protocollo terapeutico appropriato".

(Adnkronos) - Giuditta D'Elia, la 26enne studentessa universitaria che è stata brutalmente picchiata da adulti e ragazzini il 23 luglio nei bagni pubblici del parco Rossani di Bari riportando una prognosi di 40 giorni, ha denunciato sui 'social' un nuovo episodio aggressivo avvenuto oggi nello stesso giardino pubblico. ''L'ennesima aggressione cercando di avvicinarmi quest'oggi al Parco Rossani'', ha scritto su Instagram nelle 'stories' chiedendo ai contatti social di inviarle un video che oggi le è stato girato se dovesse essere pubblicato. Ha raccontato di essere stata avvicinata da due ragazzi in monopattino.
''Attendo i video che avete girato di me - ha denunciato - mentre mi accerchiavate in monopattino rivolgendomi accuse contro le quali grazie a Dio vi sono i materiali di videosorveglianza, accuse che saranno presto smentite non appena la magnifica giustizia farà il suo corso e questo processo volgerà a termine''. I due le hanno urlato frasi come ''abbiamo visto tutto, te lo meriti, i bambini non si picchiano''. Invece la 26enne ha ribadito che si è trattato di una ''violenza disumana'' e di non aver ''nemmeno sfiorato'' la ragazzina che la stava bagnando con una pistola ad acqua. ''Hanno tentato di uccidermi dopo il mio tentativo di prendere la pistola d'acqua'', ha aggiunto.
Per poi chiedersi: ''Che modi sono? che mondi sono questi? Accerchiarmi mentre cerco di entrare nel luogo dell'aggressione come sfida personale? Riprendermi mentre mi urlate contro? Evidentemente qualche rapporto di amicizia con i suddetti aggressori vi giace alla base di questa ennesima ridicolizzazione dell'umanità. Io non ho paura e mai l'avrò. Sono viva per miracolo, un miracolo che si chiama forza di riprendersi il cellulare e chiamare il 112''. Per le violenze del 23 luglio sono indagate l'addetta alle pulizie dei bagni pubblici, sospesa dal servizio, e un'altra persona e sul caso è stato aperto un fascicolo dalla Procura dei minorenni. A conclusione dei suoi messaggi, la 26enne ha pubblicato la foto del suo volto fasciato e tumefatto dopo l'aggressione violenta e ha fatto appello al presidente Giorgia Meloni: ''Il futuro dei nostri giovani è nelle vostre mani''.

(Adnkronos) - Leonardo Maria Del Vecchio all’ospedale San Raffaele oggi per andare a trovare l’ex compagna Sara Soldati, ricoverata da venerdì. Del Vecchio è entrato nel padiglione Q portando un mazzo di fiori. Il figlio del fondatore di Luxottica e la modella hanno un contenzioso aperto sulla figlia di un anno, consegnata nei giorni scorsi alla madre su disposizione della giudice di Milano Valentina Maderna, dopo venti giorni di separazione.
Sara Soldati è stata ricoverata d'urgenza: si tratta del terzo ricovero in pochi giorni per la donna. Il primo risale al 22 luglio, mentre si trovava a Montecarlo. A questo è seguito una seconda ammissione in Sardegna, lo scorso 28 luglio, la stessa sera in cui le è stata riconsegnata la figlia. A quanto apprende è ricoverata nell'area solventi: massimo riserbo sulle ragioni della degenza.
Il Tribunale civile aveva stabilito, su istanza dell’avvocata Annamaria Bernardini de Pace e del collega Luca Procaccini, che la donna avesse il diritto di stare con la figlia. La decisione della giudice è arrivata lo scorso 27 luglio che "da 20 giorni non vede la figlia'' aveva detto Bernardini de Pace all'Adnkronos.
La bambina si trova ora con la madre all’ospedale, “ma questo non è il posto per i bambini”, ha detto lo stesso Del Vecchio, che ha lasciato l'ospedale dopo una visita di circa mezz’ora (VIDEO): “Sono contento che Sara stia bene e di aver visto Bianca. Sono meno contento di averla vista in un ospedale”. “Sono venuto innanzitutto per vedere come stava mia figlia, posto che sono giorni che non so dove è - ha poi detto ai cronisti - Ha viaggiato senza che io sapessi ed è una sera che alloggia in una camera d’ospedale. Sara è stata ricoverata non so per cosa”. Le due “hanno una casa. È stata affidata alla mamma e non capisco perché deve far stare una bambina due giorni in una camera d’ospedale. Ho provato a chiederle di poterla portare a casa, anche con la nonna, come preferiva lei”, ha concluso.

(Adnkronos) - Il Premier del Nepal Balendra Shah ha confermato la morte "tragica" dell'alpinista britannico nepalese noto in tutto il mondo Nirmal Purja e dei suoi nove compagni di scalata, in seguito a una valanga giovedì sul Broad Peak (8.047 metri), nel nord del Pakistan. I soccorritori hanno recuperato i resti dei tre alpinisti (di una donna americana, una donna omanita e un nepalese). Purja, che aveva prestato servizio con i gurkha britannici prima di entrare nello Special Boat Squadron dei Royal Marines, aveva raggiunto numerosi record come guida alpina e alpinista. Dati dai device di tracciamento degli alpinisti indicano che sono caduti per centinaia di metri lungo la montagna.

(Adnkronos) - A Vagli Sotto, in provincia di Lucca, è stata inaugurata la contestata scultura in marmo dedicata a don Lorenzo Milani (1923-1967), accompagnata dalla targa riportante una frase attribuita al priore di Barbiana che nei giorni scorsi ha alimentato un acceso dibattito. Nonostante le richieste di rimozione o modifica avanzate dalla Fondazione don Lorenzo Milani e da altre realtà legate alla sua eredità culturale, il Comune ha confermato il testo originario della lapide, dove si legge: "Il comunismo è la mediazione e l'organizzazione politica di ogni male, al fine di consentire a una classe dirigente parassitaria e brutale la gestione di ogni forma di potere sulle spalle degli ultimi".
Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il consigliere regionale di Forza Italia Jacopo Maria Ferri e Alessandro Mazzerelli, fondatore del Movimento Autonomista Toscano, che da anni sostiene di avere ascoltato personalmente da don Milani, il 31 luglio 1966, la frase riportata sulla targa. Assente, invece, il parroco del paese. Il sindaco di Vagli Sotto, Mario Puglia, ha spiegato che la decisione è stata assunta dopo un ulteriore confronto con Mazzerelli e condivisa dal Consiglio comunale, con il parere favorevole anche del gruppo di opposizione. "La scritta rimane al suo posto", ha dichiarato il primo cittadino, confermando la volontà dell'amministrazione di non apportare modifiche.
Di segno opposto la posizione della Fondazione don Lorenzo Milani, come riferisce il "Corriere Fiorentino". Il presidente Agostino Burberi ha annunciato il ricorso alle vie legali, sostenendo che la frase attribuita al sacerdote "non combacia per niente con il suo pensiero" e che don Milani "non si è mai schierato con quei toni con o contro un partito". Secondo Burberi, attribuire al priore di Barbiana quelle parole significa alterarne profondamente il messaggio. Il presidente della Fondazione ha inoltre ricordato che nelle ultime settimane erano state inviate due lettere al sindaco per chiedere un ripensamento, senza ottenere risposta. In uno dei documenti, sottoscritto anche dall'Istituzione don Milani di Vicchio e dal Gruppo don Milani di Calenzano, si evidenzia come la frase riportata sulla lapide "non rappresenti il suo pensiero e i suoi insegnamenti", anche qualora fosse realmente tratta da una corrispondenza privata. Dal canto suo, Mazzerelli ha ribadito la propria versione dei fatti, affermando che la citazione è autentica e sostenendo che la sua divulgazione rappresenti un chiarimento storico sulla figura di don Milani. Una ricostruzione che continua tuttavia a essere respinta dalla Fondazione, aprendo ora la strada a un possibile contenzioso giudiziario.

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(Adnkronos) - L'epidemia di Ebola Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo "si sta intensificando, con una trasmissione sostenuta e un continuo aumento dei casi e dei decessi segnalati". Al 30 luglio sono stati registrati "un totale di 3.605 casi confermati, inclusi 1.587 morti, pari a un tasso di letalità grezzo del 44%". In particolare, "durante l'ultima settimana di rilevazione completa è stato registrato il numero settimanale più alto di casi (567) e decessi (296) segnalati fino ad oggi, a sottolineare l'eccezionale ritmo di trasmissione". Sono allarmanti i toni dell'ultimo report diffuso oggi dall'Organizzazione mondiale della sanità. Nella Rdc "la più grande epidemia di Ebola mai segnalata nel Paese" galoppa ancora.
"Inizialmente circoscritta alla zona sanitaria di Mongbwalu, nella provincia di Ituri, negli ultimi 2 mesi l'epidemia si è estesa a 5 province (Ituri, Nord Kivu, Sud Kivu, Haut-Uélé e Tshopo), interessando ora 49 zone sanitarie", riferisce l'Oms. "Il continuo aumento dei casi, l'espansione geografica e la persistente elevata mortalità sottolineano la natura in rapida evoluzione di questa emergenza sanitaria pubblica".
"La convergenza di insicurezza, spostamenti e mobilità della popolazione e movimenti transfrontalieri complica le operazioni di risposta e aumenta il rischio di un'ulteriore diffusione geografica", prospetta l'agenzia delle Nazioni Unite per la salute. "Le autorità nazionali della Repubblica Democratica del Congo, in collaborazione con l'Oms e i partner, continuano ad attuare ampie misure di risposta; tuttavia, è necessario un sostanziale ampliamento delle attività di risposta per anticipare l'epidemia. Un quadro regionale di preparazione e definizione delle priorità continua a guidare le attività di preparazione e risposta in tutta la Regione africana".
"Il 28 luglio il ministero della Salute dell'Uganda ha dichiarato la fine dell'epidemia di Ebola Bundibugyo nel Paese - viene ricordato nel rapporto - dopo 42 giorni senza nuovi casi confermati di trasmissione locale", considerato che "l'ultimo era stato dimesso dalle cure il 16 giugno. L'ultimo caso importato", invece, "è stato dimesso da un centro di trattamento il 16 luglio dopo due test negativi. Seguendo le linee guida internazionali, l'Oms monitorerà la situazione per 42 giorni a partire da questa data per assicurarsi che non siano state perse catene di trasmissione".
L'Uganda non è ancora al sicuro, avverte infatti l'agenzia ginevrina. Il Paese "rimane a rischio di casi importati e di reintroduzione del virus, a causa della trasmissione in corso nella vicina Repubblica Democratica del Congo. L'Oms - si legge nel report - ribadisce la necessità di mantenere elevati livelli di sorveglianza, preparazione e misure di controllo, in particolare in considerazione dei continui spostamenti della popolazione e del rischio di trasmissione transfrontaliera".

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Il deficit demografico in Sardegna ha riflessi pesanti anche
sull'economia dell'isola: secondo Confindustria vale circa un
miliardo e mezzo di euro di capacità produttiva inespressa. Ma
anche energia e infrastrutture sono due temi critici: ogni minuto
aggiuntivo di percorrenza media è associato a una perdita di 70-85
milioni di euro di reddito annuo.(Adnkronos) - "La squadra sta cominciando a fare quello che vogliamo. Quando si costruisce dal basso, uomo su uomo, si rischia qualcosina. Però devo dire che anche la condizione sta migliorando, siamo contenti perché c'è entusiasmo". Sono le parole dell'allenatore della Lazio Gennaro Gattuso, a margine della vittoria dei biancocelesti in amichevole contro l'Avellino, per 6-3.
Gattuso ha subito commentato il caso Taylor, ridimensionandolo: "Secondo me stiamo lavorando bene ed è normale che bisogna alzare ancora l'asticella. L'altro giorno qualcuno si è divertito a scrivere di Taylor, può far parte del gioco. Chi mi conosce sa come ragiono, che stile ho. Per me, dopo mezz'ora è finito tutto". Un commento anche sul rapporto con Alessandro Nesta, oggi allenatore dell'Avellino: "Sandro è stato un grandissimo compagno di nazionale e al Milan. C'è sempre stato un grandissimo rapporto, ci sentiamo spesso. Lui è un po' più tranquillo di me, più pacato. Io sono più sanguigno. Però come giocatore è un campione, come allenatore ha delle buonissime idee, ci confrontiamo spesso ed è un compagno a cui ho voluto bene".
In chiusura, il ricordo di Franco Baresi: "Condoglianze alla sua famiglia, ai suoi figli, a sua moglie, a suo fratello, a tutta la famiglia. Quando parlavo con Franco mi mettevo sull'attenti perché per me era il capitano, era un uomo che parlava poco e sorrideva poco. Era unico, una leggenda e quando ci parlavi dava questa sensazione. Rimarrà nella storia del calcio mondiale, sono d'accordo con chi dice che bisogna dargli il Pallone d'oro alla carriera. Secondo me ha cambiato il ruolo del libero".

(Adnkronos) - Dopo la pioggia di critiche, la Fifa rinuncia all'idea di 'privatizzare' le sue competizioni, tra cui il Mondiale di calcio. E l'Uefa, dopo aver preso una dura posizione nei giorni scorsi, approva la decisione, spiegando le sue ragioni in un lungo comunicato: "L’Uefa - si legge - accoglie con favore la decisione della Fifa di ritirare il proprio progetto di cedere a privati una quota delle proprie competizioni, compresa la Coppa del Mondo. La proposta è stata respinta all’unanimità dalle federazioni nazionali affiliate all’Uefa e da molte altre federazioni e confederazioni di ogni dimensione in tutto il mondo, il cui compito è quello di tutelare il calcio".
Il comunicato continua: "L’Uefa ringrazia tutti i tifosi, i campionati, i club, i giocatori, i singoli cittadini, le federazioni e le confederazioni che si sono opposti a tale progetto, insieme ai numerosi primi ministri, capi di Stato e commentatori che hanno dimostrato al presidente della Fifa che il calcio non è in vendita. (LEGGI L'ARTICOLO) Non possiamo continuare così, con progetti segreti portati avanti con tempistiche accelerate, architettati da individui senza volto e dai benefici dubbi per lo sport. Dobbiamo identificare i responsabili e chiamarli a rispondere delle loro azioni. È giusto che, nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, la Uefa collabori con le proprie federazioni e in stretta cooperazione con altre confederazioni per riflettere su come ciò sia potuto accadere e per elaborare un piano volto a garantire che non possa ripetersi. Tale analisi dovrà essere approfondita e radicale. Nessuna opzione dovrà essere esclusa. L’attuale leadership della Fifa non solo ha perso la fiducia della Uefa, ma anche quella di molti altri membri della famiglia del calcio".
Quello della Uefa è un duro attacco al presidente della Fifa Gianni Infantino: "Quando Gianni Infantino chiese la fiducia e i voti delle Federazioni affiliate alla Fifa per essere eletto loro presidente nel 2016, disse 'Naturalmente dobbiamo essere trasparenti. Lo sono stato negli ultimi 15 anni della mia vita in Uefa. Dovrete svolgere un ruolo ogni giorno nella vita della FIFA', prima di dire alle parti interessate riunite 'Il denaro della FIFA è il vostro denaro. Non sono i soldi del presidente della FIFA. Sono i vostri soldi. Voi siete le federazioni nazionali e i fondi della Fifa devono servire allo sviluppo del calcio e a nient’altro'. Su entrambe queste promesse, non ha mantenuto la parola data. L’accordo squallido, concluso dietro le quinte e opaco che ha ordito e cercato di far passare con la forza è stato tutt’altro che trasparente".
E ancora: "Con riserve che ammontano a oltre 5 miliardi di dollari, non è riuscito nemmeno a utilizzare il denaro delle federazioni a beneficio del calcio. L’Uefa inizierà immediatamente a collaborare con partner e parti interessate in tutto il mondo e in tutti i settori del calcio per proporre un nuovo modo di distribuire le risorse attraverso l’attuale programma Fifa Forward. Questa è una vittoria per l’intero mondo del calcio. Ma non deve essere la fine della storia. La proposta è stata presentata. Il compito di ricostruire la fiducia nella Fifa è appena iniziato".

(Adnkronos) - Torna in campo l'Inter in amichevole. Oggi, sabato 1 agosto, i nerazzurri di Cristian Chivu affrontano il Manchester City di Enzo Maresca a Hong Kong. Dopo il successo contro i tedeschi del Karlsruhe, i campioni d'Italia in carica torneranno in campo in occasione dell'Asahi Super Dry Trophy. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming.
Ecco le probabili formazioni dell'amichevole tra Inter e Manchester City, in campo alle 13:30:
MANCHESTER CITY (4-2-3-1) Donnarumma; Lewis, Khusanov, Reis, Mfuni; Nico Gonzalez, Echeverri; Foden, Mukasa, Savinho; Sangare. All. Maresca
INTER (3-5-2) J. Martinez; Bisseck, Maye, Bastoni; Diouf, Barella, Zielinski, Frattesi, Dimarco; P. Esposito, Topalovic. All. Chivu
L'amichevole Inter-Manchester City sarà visibile su Dazn, ma anche su Sky ai canali 201, 202 e 214 (Zona Dazn). La partita sarà visibile anche in streaming su Now e su Inter Tv.

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(Adnkronos) - Fratelli d'Italia si conferma saldamente primo partito con il 27,1% delle intenzioni di voto degli italiani, mantenendo un vantaggio di oltre cinque punti e mezzo sul Partito Democratico, stabile al 21,5%. Il Movimento 5 Stelle si attesta al 13,2%, consolidando la terza posizione. A seguire tre partiti di area centrodestra in poco più di un punto percentuale: Forza Italia, in lieve calo, al 7,9%, Lega stabile al 7% e Futuro Nazionale, in crescita, al 6,8%. Sarà interessante capire di qui alle prossime settimane come evolverà questo quadro. E' poi la volta di Alleanza Verdi e Sinistra al 6,1%, Azione al 2,8%, Italia Viva al 2,4% e Partito Liberaldemocratico all’1,6%. Il restante 3,6% si distribuisce tra le altre formazioni. È quanto emerge dall'ultimo rapporto Human Index, l'esclusivo e innovativo indice di convergenza tra le rilevazioni demoscopiche e il sentiment social, realizzato da Spin Factor, società leader nell'analisi dei dati e nella strategia politica e istituzionale, attraverso Human, la propria piattaforma di social listening AI driven, in collaborazione con Emg Different.

(Adnkronos) - "Ceuta non fa parte dell'area Schengen". Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha inviato una lettera all'Ue criticando le posizioni di alcuni paesi in relazione alla crisi migratoria di Ceuta. Nel mirino del premier c'è anche l'Italia, che ha sospeso l'accordo di Schengen con Madrid. Nella missiva indirizzata alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, Sanchez manifesta "seria preoccupazione" per la "reazione" di alcuni Paesi europei e ha sollecitato una riunione in videoconferenza, da convocare con urgenza, per un confronto tra i ministri dell'Interno dei 27 paesi. Nella lettera, l'Italia non viene mai citata espressamente ma alcuni passaggi appaiono facilmente interpretabili.
Sanchez afferma che la Spagna è riuscita a ristabilire il controllo delle frontiere, fornire assistenza umanitaria, rimpatriare "praticamente tutti" i migranti entrati illegalmente e impedire spostamenti non autorizzati verso altri paesi europei nell'arco di 48 ore. Il primo ministro evidenzia che tali azioni sono state compiute in coordinamento con il Marocco e con "pochissimo supporto" da parte degli altri Stati membri dell'Ue. Sanchez, inoltre, difende inoltre la politica migratoria adottata dalla Spagna negli ultimi anni: la linea scelta da Madrid ha consentito di ridurre gli gli arrivi irregolari e reso la Spagna "il secondo confine esterno più sicuro dell'Ue", nonostante sia l'unico Stato membro con un confine terrestre con l'Africa.
Il primo ministro ricorda quindi che la Spagna ha sostenuto altri paesi europei in precedenti crisi migratorie e fa riferimento all'accoglienza dei migranti giunti nell'Europa orientale attraverso la Bielorussia nel 2021 e sull'isola italiana di Lampedusa nel 2023. Iil primo ministro punta il dito contro chi ha proposto l'esclusione temporanea della Spagna dall'area Schengen.
A suo avviso, tale posizione deriva da "pregiudizi, notizie false, ignoranza o interessi politici" ed è ritenuta da Madrid contraria al diritto europeo, al diritto umanitario, ai principi di solidarietà dell'Ue e agli "interessi sul lungo periodo dell'Europa e al più elementare buon senso". "Ceuta non fa parte dell'area Schengen", dice il premier esprimendo un giudizio indiretto sul provvedimento varato dall'Italia. "La Spagna è, secondo Frontex, una delle frontiere esterne meno porose dell'Ue". Il primo ministro, come già espresso in un tweet pubblicato nella giornata di venerdì, afferma che il numero di ingressi irregolari attraverso il confine meridionale della Spagna è pari alla "metà di quello registrato, per esempio, in Italia" negli ultimi cinque anni.
Sanchez, senza menzionare paesi specifici, definisce "egoistica", oltre che "polarizzante" e "illegittima", la reazione di alcuni governi. "Alla luce della gravità della situazione", il premier spagnolo sollecita la presidenza irlandese del Consiglio a convocare con urgenza una riunione straordinaria in videoconferenza dei ministri dell'Interno per "stabilire una risposta comune a situazioni di questa natura" e "ribadire che la sicurezza delle nostre frontiere esterne è una responsabilità condivisa di tutti gli Stati membri".

(Adnkronos) - "La rassegna Sabaudia Incontra rappresenta un appuntamento di particolare rilievo all'interno del programma delle manifestazioni estive della città". Lo ha detto Alberto Mosca, sindaco di Sabaudia, ieri sera a margine della serata inaugurale di Sabaudia Incontra 2026, organizzata in collaborazione con il Comune nella Corte Comunale. Secondo il primo cittadino, la manifestazione contribuisce ad arricchire l'offerta della città rivolta ai visitatori.
"L'amministrazione comunale organizza iniziative per rendere sempre più accogliente il fenomeno turistico, offrendo non solo il mare ma anche eventi di carattere culturale", ha spiegato. Mosca ha evidenziato come l'edizione inaugurata con il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi affronti temi di stretta attualità. "In un momento particolare come quello che stiamo vivendo, questa rassegna assume un rilievo ancora maggiore, affrontando questioni come sicurezza, difesa e fenomeni migratori", ha osservato. Il sindaco ha infine sottolineato il valore della presenza di esponenti delle istituzioni, dell'economia, della finanza, del giornalismo e dello sport. "Manifestazioni come questa consentono a Sabaudia di rafforzare il proprio brand, che non è soltanto turistico ma anche e soprattutto culturale", ha concluso.

(Adnkronos) - Giorgia Meloni, come avviene ininterrottamente da 4 anni esatti, mantiene lo scettro di leader di partito preferito dagli italiani con un indice del 42,2%. Sale al secondo posto, Giuseppe Conte con il 33,1%, e prende il posto di Antonio Tajani che, con il 29%, chiude il podio in terza posizione. Seguono Elly Schlein al 27,5% e Roberto Vannacci che, per la prima volta, entra in top five con il 25,2%. È quanto emerge dall'ultimo rapporto Human Index, l'esclusivo e innovativo indice di convergenza tra le rilevazioni demoscopiche e il sentiment social, realizzato da Spin Factor, società leader nell'analisi dei dati e nella strategia politica e istituzionale, attraverso Human, la propria piattaforma di social listening AI driven, in collaborazione con EMG Different.

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