
(Adnkronos) - "Chi parla di rischio zero racconta una favola. In un mondo globale i virus viaggiano in aereo più velocemente delle persone. La differenza la fanno i sistemi sanitari: diagnosi precoce, isolamento e protocolli seri. E in questo caso l’Italia ha dimostrato che la macchina della prevenzione funziona". Così In una nota Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva università degli Studi di Milano 'La Statale', past president di Anpas e vicepresidente di Samaritan International, interviene sul caso Ebola dopo che i due cooperanti italiani, un uomo e una donna della provincia di Como, ricoverati all'ospedale Sacco di Milano, sono stati negativi al virus che si sta diffondendo rapidamente nella Repubblica democratica del Congo.

(Adnkronos) - Un’esperienza formativa concreta, altamente qualificante e in linea con i più elevati standard internazionali, grazie all’utilizzo di vere strutture anatomiche all’interno del simulation center universitario. Lo propone ai suoi studenti il corso di laurea magistrale in Odontoiatria e protesi dentaria dell’Università Campus Bio-Medico di Roma con le prime lezioni di anatomia dissettiva dell’Anatomy Lab Ucbm grazie a preparati anatomici umani all’interno del simulation center universitario, guidate dal presidente del corso di laurea, Luca Testarelli. Gli studenti Ucbm possono così approfondire direttamente su teste umane la complessità delle strutture del distretto cranio-cervico-facciale, elemento fondamentale per la futura pratica clinica e chirurgica.
“Siamo orgogliosi di poter offrire ai nostri studenti queste attività di straordinario valore scientifico, pratico e umano – commenta Testarelli, professore ordinario di Malattie Odontostomatologiche, Università Campus Bio-Medico di Roma – all’interno del Simulation center Ucbm, un’eccellenza a livello didattico e dal punto di vista della simulazione in ambito universitario. Grazie alle sinergie che un ateneo come Università Campus Bio-Medico di Roma è riuscita ad attivare siamo in grado di offrire ai nostri studenti un’esperienza all’altezza dei maggiori centri di simulazione a livello internazionale, dove la pratica clinica diventa esperienza formativa senza rischi per i pazienti. A dare ulteriore valore a queste attività è la presenza di eccellenti professionisti che intervengono come docenti dell’Anatomy lab Ucbm come il dottor Raffaele Cavalcanti, il professor Massimo Galli e il dottor Fabrizio Nicoletti”.
Attraverso questo approccio didattico - informa Ucbm in una nota - gli studenti hanno l’opportunità di superare i limiti dello studio esclusivamente teorico, acquisendo una percezione reale dei rapporti anatomici e della tridimensionalità delle strutture con cui si confronteranno quotidianamente nella professione odontoiatrica. La visualizzazione diretta delle strutture anatomiche permette inoltre di comprendere pienamente il livello di precisione richiesto nella pratica clinica. Nervi, vasi, muscoli e tessuti del cavo orale e del distretto maxillo-facciale costituiscono infatti un campo operativo estremamente delicato, che richiede accuratezza, sensibilità e assoluto controllo dei gesti clinici.
L’esperienza dissettiva - precisa la nota - consente agli studenti di maturare una maggiore consapevolezza professionale, rafforzando il senso di responsabilità e l’attenzione verso la sicurezza e la qualità delle procedure sanitarie. La conoscenza anatomica si conferma così una base imprescindibile per una pratica odontoiatrica efficace, sicura e moderna con ricadute importanti sul benessere dei pazienti.
“Attività formative come quelle inserite nell’Anatomy Lab Ucbm, trasferite nell’esperienza quotidiana, possono portare assoluto giovamento ai pazienti nella risoluzione di problematiche molto diffuse nella chirurgia del cavo orale - sottolinea Cavalcanti – come l’estrazione dei denti del giudizio, l’implantologia o l’aumento verticale della crosta ossea dove la conoscenza dell’anatomia risulta essenziale: anche i casi più complessi possono essere gestiti e risolti con maggiore efficacia grazie a una formazione dei professionisti basata sulla simulazione in questa modalità assolutamente realistica”.
In un contesto universitario sempre più orientato all’integrazione tra teoria e pratica con una formazione esperienziale e professionalizzante, iniziative di questo tipo - riferisce l’ateneo - permettono agli studenti di confrontarsi con metodologie formative avanzate, già adottate nei principali “cadaver lab” italiani e internazionali. La possibilità di vivere un’esperienza di tale livello all’interno del proprio percorso accademico rappresenta un’opportunità di particolare rilievo nel panorama nazionale e testimonia l’impegno dell’Ucbm nel promuovere una didattica moderna, concreta e altamente qualificante. Particolarmente significativo è, all’interno di tutto il percorso di studi, il contributo di docenti e professionisti di elevata caratura scientifica e clinica che accompagnano gli studenti non solo nell’acquisizione di competenze tecniche, ma anche nella trasmissione di valori fondamentali quali rigore, etica professionale, aggiornamento continuo e rispetto del paziente. Momenti formativi come questo contribuiscono a costruire una preparazione sempre più consapevole, moderna e orientata all’eccellenza, consolidando il legame tra formazione accademica, pratica clinica e responsabilità professionale nella preparazione dei futuri odontoiatri.

(Adnkronos) - Achille Lauro, nome d'arte di Lauro De Marinis, ha assunto il ruolo di direttore creativo del brand Dondup. Lauro presenterà la sua prima capsule collection il 15 giugno 2026 durante il suo concerto-evento allo stadio San Siro di Milano. Nel suo nuovo ruolo, guiderà l’ufficio stile di Dondup con la responsabilità di definire ed esprimere la visione creativa del marchio nelle collezioni donna, uomo e negli accessori. Riconosciuto per la storia, qualità e cura del dettaglio tipica del miglior stile artigianale italiano, Dondup porta avanti con orgoglio i valori fondamentali della cultura del denim. Innovazione di prodotto e spirito anticonformista lo hanno reso uno dei brand di prêt-à-porter Made in Italy più apprezzati.
Lauro De Marinis è nato a Verona e cresciuto a Roma dove ha iniziato la sua carriera in ambito musicale. Artista poliedrico, oggi è impegnato in diversi progetti collaterali negli ambiti del cinema, della letteratura e della moda. Lauro arriva in Dondup con una convinzione precisa: la moda è un linguaggio, e lui vuole parlarlo dall’interno. Non come testimonial, non come volto di una campagna, ma come autore. Un’artista con un’anima imprenditoriale che ha scelto di costruire, disegnare e firmare - mettendo la propria sensibilità creativa al servizio di un progetto di lungo periodo. Lauro De Marinis ha dichiarato: “Volevo creare qualcosa che restasse. Non come volto ma come autore. Non un gesto, ma un progetto. L’inizio di un percorso creativo che nei prossimi anni influenzerà l’immagine, le collezioni e il posizionamento di Dondup - preservandone il DNA e rafforzandone l'identità. L’eleganza non è un accessorio, è un’attitudine, e la moda deve saperla raccontare.”
Mauro Grange, ceo di Dondup, ha commentato: “Sono davvero felice che Lauro si unisca alla nostra squadra nel ruolo di Direttore Creativo di Dondup per una collaborazione di lungo periodo. Grazie alla sua profonda sensibilità artistica e al suo apprezzamento per il patrimonio del nostro marchio, sono sicuro che guiderà il team creativo con una visione distintiva contribuendo a scrivere il prossimo capitolo di Dondup, capitalizzando il suo heritage e portando grande valore al brand. Fin dai primi momenti c’è stata una bellissima sintonia tra noi due e non vediamo l’ora di realizzare grandi progetti insieme. Con Lauro De Marinis, Dondup continuerà a influenzare la moda e la cultura attraverso collezioni altamente desiderabili e con una prospettiva unica e contemporanea al lusso moderno".

(Adnkronos) - Jannik Sinner festeggia il Career Golden Masters. Oggi, martedì 26 maggio, il tennista azzurro esordirà al Roland Garros 2026 contro il padrone di casa Clement Tabur nel primo turno dello Slam francese, in cui lo scorso anno è stato battuto da Carlos Alcaraz in finale. Prima di scendere in campo però, Sinner ma mostrato un dietro le quinte inedito del suo trionfo agli Internazionali d'Italia, che gli ha permesso di completare proprio il Career Golden Masters, pubblicando un nuovo vlog sul suo canale YouTube.
All'età di 24 anni infatti, Sinner ha già vinto almeno una volta in carriera tutti i Masters 1000 del circuito, un risultato raggiunto prima soltanto da Novak Djokovic. E così, proprio a Roma poche ore dopo la finale conquistata contro Ruud, l'azzurro ha festeggiato l'ennesimo storico traguardo raggiunto brindando insieme al suo team e alla sua famiglia, tenendo un discorso da brividi: "Nel 2019, la prima volta che ho giocato qui, ho vinto una partita e non avrei mai pensato che potessi trovarmi d nella posizione in cui sono ora", ha detto Sinner alzando il proprio bicchiere di vino.
"E ora, sette anni dopo, abbiamo raggiunto il Carrer Golden Masters", ha continuato Sinner, "vincendo tutti e nove i tornei Masters 1000. Senza di voi tutto questo non sarebbe stato possibile, quindi grazie per far parte di questo percorso".
"Ora sono felice di godermi un paio di giorni perché poi ci sarà un altro torneo molto importante per noi", ha continuato Sinner riferendosi proprio al Roland Garros che, in caso di vittoria, gli permetterà di completare anche il Career Grand Slam, "ma comunque vada, è già stato un anno incredibile fino a ora. Ho vinto più tornei che mai. Grazie mille per il supporto, grazie a tutto il team. Cin-cin", ha concluso l'azzurro alzando il calice e scatenando gli applausi della sala.

(Adnkronos) - Lavori iniziati per il festival di Sanremo 2027. A confermarlo all’Adnkronos è il direttore Intrattenimento Prime Time Rai, Williams Di Liberatore, che delinea i primi passi verso la kermesse. "Insieme a Stefano De Martino stiamo avviando la macchina”, spiega il direttore, "in cui stiamo definendo tutta la parte burocratica e organizzativa incluso il regolamento”.
Un lavoro dietro le quinte, dunque, che costituisce il fondamento per le successive scelte artistiche ed editoriali. "È il punto di partenza che poi ci porterà alla definizione dell'impianto di Sanremo 2027", conclude Di Liberatore, segnalando che il processo è appena agli inizi.
Di Liberatore ha spiegato che la prossima stagione televisiva si muoverà sul doppio binario di "continuità e innovazione", con l'obiettivo di essere "ancorati al presente, ma proiettati nel futuro". Pur mantenendo il riserbo sui palinsesti, che saranno presentati il 3 luglio, assicura che non mancheranno "delle sorprese".
Interrogato sulla ricerca di nuovi volti, Di Liberatore conferma l'intenzione di "far crescere altri talenti", ma con una strategia precisa e ponderata. "Il territorio di sperimentazione è un pochino più complesso in questo momento", ammette, spiegando che la tradizionale "palestra" di canali come Rai2 è meno praticabile. La soluzione, quindi, è far crescere i nuovi conduttori "con degli eventi", piuttosto che esporli subito a "lunghe serialità" sulla rete ammiraglia. Un percorso che richiede "molta accuratezza e oculatezza".
Sul fronte della continuità, invece, arrivano rassicurazioni su programmi di successo come 'Stasera tutto è possibile'. Pur senza poterne definire oggi il futuro nel 2027, Di Liberatore lo definisce "un titolo fortissimo, a cui non rinunceremo mai".
Per l'estate 2026 la Rai non si farà "trovare impreparata" di fronte alla concorrenza. A spiegarlo all’Adnkronos è il Direttore Intrattenimento Prime Time Rai, che annuncia una strategia precisa per rispondere al successo ottenuto l’estate scorsa da Mediaset con 'La Ruota della Fortuna'. La prima contromisura, spiega, sarà schierare ‘L'Eredità Estate’ per non lasciare il terreno libero alla concorrenza e i telespettatori senza una offerta solida.
Ma la vera ossatura della programmazione estiva sarà il potenziamento dell'offerta musicale, con un forte "approccio culturale e di servizio pubblico". Si rafforza infatti il filone delle "Notti", dedicato al legame tra musica e territorio. Oltre alla confermata 'La Notte della Taranta', 'La Notte dei Serpenti' trasloca su Rai 1 forte delle "tantissime potenzialità" dimostrate. A queste si aggiunge 'La Notte dei Fiori', un nuovo progetto per esplorare le radici musicali del Nord Italia. "Abbiamo il sud, il centro e il nord", commenta Di Liberatore, "crediamo sia un'esposizione diversa della musica, di valorizzazione del patrimonio culturale dell'Italia".
L'offerta si arricchirà ulteriormente con grandi eventi come il concerto di Cremonini e la trasmissione 'Vita' dal Circo Massimo, che legherà la musica a temi di benessere e salute. Una strategia a tutto campo, motivata da una chiara consapevolezza, come conclude il direttore: "Il pubblico ci ha dimostrato che la televisione non va in vacanza".

(Adnkronos) - Al via, in occasione della cena al ristorante D’O di San Pietro all’Olmo (Milano), il lancio ufficiale di ‘UE Veal: vitello, il gusto della condivisione sostenibile’, la campagna di informazione triennale promossa dalle organizzazioni interprofessionali di Italia (Assocarni), Francia (Interbev) e Belgio (Vlam), con la partecipazione dei Paesi Bassi (SBK). L’evento inaugurale ha rappresentato un momento di connessione internazionale senza precedenti: in collegamento diretto con Parigi e Bruxelles, grazie a un sistema di traduzione e interazione digitale in tempo reale, giornalisti, influencer e stakeholder dei tre Paesi hanno potuto dialogare e condividere lo stesso momento attorno alla tavola. Un gesto simbolico che incarna l’obiettivo della campagna: mostrare come la carne di vitello europea sia espressione di convivialità, responsabilità e cultura gastronomica comune.
La campagna mira a superare quel ‘paradosso informativo’ emerso nei più recenti studi europei, che mostrano un pubblico molto sensibile al tema della sostenibilità ma con scarse informazioni sui moderni processi produttivi. Ad esempio, da un recente sondaggio di Assocarni, è emerso che sebbene oltre il 90% degli italiani consideri qualità e sicurezza driver principali d’acquisto, solo il 15% conosce le rigorose normative Ue sul benessere animale e la drastica riduzione dell’uso di antibiotici negli allevamenti nazionali. Il progetto si pone quindi l’obiettivo di decostruire i pregiudizi attraverso la trasparenza, raccontando una filiera che in Europa produce ogni anno circa 527.000 tonnellate di carne, di cui l’87% proviene proprio dai quattro Paesi partner del progetto.
Protagonista della serata e ambasciatore del gusto sostenibile per l’Italia è stato lo chef Davide Oldani, che ha interpretato la versatilità del vitello attraverso un menù studiato per valorizzare l’intera materia prima, riducendo gli sprechi e nobilitando tagli differenti. Il percorso gastronomico ha incluso piatti come il marubino in salsa bianchetto, l’animella al tamarindo e il guanciale all’olio con spugnole e mela, dimostrando come questa carne, celebrata per la sua digeribilità e densità nutritiva, sia un pilastro della dieta mediterranea. Un racconto gastronomico che ha intrecciato tradizione e attualità, mostrando come questa carne può dar vita tanto a ricette iconiche quanto a nuove interpretazioni contemporanee. "La sostenibilità - ha spiegato Oldani - non è un concetto astratto, ma un gesto quotidiano, che parte dalle scelte di chi produce e arriva fino alla nostra tavola. La ricerca della bontà organolettica non può essere separata dalla giustizia della produzione. Con UE Veal vogliamo mostrare che mangiare in modo consapevole non significa rinunciare al gusto, ma valorizzare ciò che abbiamo, rispettando la filiera e il lavoro di chi c’è dietro. La carne di vitello è un ingrediente radicato nella nostra cultura ma capace di adattarsi alla moderna cucina 'zero sprechi’".
Il settore del vitello rappresenta un modello d’eccellenza nell’economia circolare, essendo strettamente interconnesso alla filiera lattiero-casearia. In Europa nascono annualmente circa 4 milioni di vitelli da mandrie da latte; senza la valorizzazione di questi capi come risorsa alimentare di pregio, l’impatto ambientale del settore latte risulterebbe difficilmente sostenibile. Inoltre, l’allevamento del vitello si distingue per un efficiente utilizzo delle risorse idriche, dove circa l’80-90% dell’acqua impiegata è ‘acqua verde’ (piovana), e per un ridotto impatto in termini di emissioni enteriche di metano.
A sottolineare l’importanza strategica di questo progetto di promozione è stato Serafino Cremonini, presidente di Assocarni: “La carne di vitello incarna l’evoluzione della zootecnia europea verso traguardi ambiziosi di lotta all’antibiotico-resistenza, benessere animale e tutela ambientale, supportati dalla Pac 2023-2027. In Italia vantiamo sistemi d’avanguardia come ClassyFarm, che certificano la qualità del nostro operato. Questo progetto è un patto di trasparenza tra chi produce con responsabilità e un consumatore che, pur riducendo le quantità, cerca prodotti certificati e tracciabili".
La cena è stata il primo capitolo di un progetto triennale che attraverserà i tre Paesi partner con attività dedicate a consumatori, professionisti del settore e media, con un approccio fondato su dialogo, trasparenza e partecipazione. La campagna si inserisce nel quadro delle iniziative della Commissione Europea ‘Enjoy, it’s from Europe’, dedicate alla valorizzazione della qualità, della sicurezza e della sostenibilità dei prodotti agroalimentari dell’Unione.

(Adnkronos) - Un incidente ogni tre minuti, oltre tremila morti in un anno e un obiettivo europeo ancora lontano: dimezzare vittime e feriti gravi entro il 2030. Sono i numeri Aci-Istat sull'incidentalità stradale a fare da sfondo all'incontro 'Responsabilità alla guida. Lavorare per la prevenzione a partire dalla consapevolezza', promosso a Milano da Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza, Confmobilità Assomobilità e Autobynet, nella sede di Palazzo Castiglioni.
Nel 2024, secondo i dati Aci-Istat, in Italia si sono registrati 173.364 incidenti stradali con lesioni a persone, con 3.030 morti e 233.853 feriti. Nel primo semestre 2025 il quadro mostra un miglioramento, ma resta critico: ogni giorno sulle strade italiane si contano ancora 455 incidenti, 614 feriti e oltre 7 vittime. I lavori sono stati aperti da Marco Barbieri, Segretario generale di Confcommercio, che ha richiamato il valore di una mobilità più sicura e responsabile anche per il sistema delle imprese, del commercio e dei servizi: "In una fase complessa per il mondo del trasporto -ha detto- è importante mettere l'accento su pratiche intelligenti, capaci di incidere sulla sicurezza e sulla vita delle persone. Strumenti come l'alcolock possono contribuire a intervenire sulla cultura degli autisti e dei giovani".
A seguire, Simonpaolo Buongiardino, presidente di Confmobilità e Assomobilità, ha ricordato l'impegno dell'organizzazione sui temi della sicurezza, già affrontati con iniziative dedicate all'angolo cieco dei mezzi pesanti e oggi rilanciati attraverso il confronto sull’alcolock: "La sicurezza ci sta a cuore e lo stiamo dimostrando -ha dichiarato Buongiardino-. Non basta introdurre obblighi: bisogna fare in modo che esistano dispositivi affidabili, officine competenti e una rete capace di accompagnare cittadini e imprese". Il confronto ha assunto un rilievo nazionale con il collegamento del vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha richiamato il valore dell'alcolock come strumento di responsabilizzazione e di recupero: "Le leggi possono e devono diventare più severe, ma non bastano da sole, anche perché non sempre sono applicate per come sono state concepite -ha ricordato Salvini-. La strada continua a uccidere troppe persone. Servono prevenzione, controlli, educazione e consapevolezza. Una sola vita salvata vale più di mille attacchi politici". E nel messaggio audio inviato all'incontro, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha sottolineato come la sicurezza stradale si fondi non soltanto su regole e controlli, ma anche su comportamenti improntati alla prudenza, al rispetto reciproco e alla piena coscienza delle proprie azioni: "Il contrasto alle dipendenze e la promozione di corretti stili di vita rivestono un ruolo centrale -ha sottolineato-. Anche il progresso tecnologico offre un apporto decisivo, con soluzioni capaci di prevenire condotte incompatibili con la tutela della vita sulle strade".
Al centro dell'incontro il rapporto tra sicurezza stradale, dipendenze e responsabilità individuale. Tra i comportamenti errati alla guida, Aci-Istat indica come principali la distrazione, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata, che insieme rappresentano il 37,8% delle cause. In questo quadro si inserisce anche l'alcolock, dispositivo collegato al sistema di avviamento del veicolo: il motore può partire solo dopo un test del respiro con tasso alcolemico pari a zero. Il sistema registra eventuali tentativi di manomissione e, nei casi previsti dal nuovo Codice della Strada, deve restare installato per almeno due anni. Il tema del fattore umano è stato approfondito da Federica Biassoni, co-direttore dell'unità di ricerca in Psicologia del traffico dell'Università Cattolica di Milano: "Nel sistema traffico interagiscono veicolo, infrastruttura e uomo -ha spiegato Biassoni-. Il fattore umano ha un peso notevole nell’incidentalità. C’è molto da lavorare sui comportamenti, senza dimenticare le infrastrutture". Biassoni ha richiamato anche i rischi legati a distrazione, stanchezza, rabbia, percezione alterata del rischio e assunzione di sostanze: "Non esiste un livello di alcol sicuro per guidare".
Spazio anche alla dimensione europea, con la presentazione della campagna 'Sicuri e Sobri' dell'European transport safety council, illustrata in collegamento video da Antonio Avenoso, direttore esecutivo dell'Etsc, che ha richiamato l'importanza di strategie comuni per ridurre i rischi legati alla guida sotto l’effetto di alcol e sostanze alteranti. A portare una testimonianza dal mondo dello sport automobilistico è stata Rachele Somaschini, pilota di rally e istruttrice di guida sicura, intervistata da Pierluigi Bonora. Somaschini ha raccontato la propria esperienza sportiva e personale, segnata dalla convivenza con la fibrosi cistica, e il proprio impegno nella campagna 'Correre per un respiro' a sostegno della ricerca. Nel corso dell’incontro ha ringraziato Confcommercio Mobilità e Assomobilità per aver donato a tutti i presenti una copia del suo libro, il cui ricavato viene destinato alla ricerca sulla fibrosi cistica: "Dare il buon esempio è sempre una buona iniziativa -ha affermato-. Come istruttrice di guida sicura vedo quanto contino attenzione, postura corretta e capacità di prevenire le situazioni critiche".
La prima tavola rotonda, moderata da Pierluigi Bonora, ha visto la partecipazione di Simonpaolo Buongiardino, Pietro Meda, presidente di Aci Milano e Aci Mobilità e Alessandro Finicelli, ceo di Autobynet, società distributrice di tecnologie alcolock. Finicelli ha spiegato come il nuovo quadro normativo abbia aperto una fase concreta di applicazione anche in Italia: "Servono dispositivi omologati, certificati, tarati periodicamente e installati da una rete di officine affidabili. L’obiettivo è dare una seconda possibilità, ma con strumenti in grado di garantire sicurezza e tracciabilità". Meda ha richiamato la necessità di una maggiore cultura della mobilità urbana, con particolare riferimento a Milano, alle biciclette e ai monopattini elettrici: "Il ritiro della patente -ha sottolineato- è la parte meno drammatica quando si verifica un evento grave. Dovremmo capire meglio la cultura dell’auto e della mobilità. In una città come Milano è difficile imparare davvero ad andare in bicicletta o in monopattino in sicurezza, tra pavé, binari e traffico intenso". Simonpaolo Buongiardino ha infine posto l'accento sulla necessità di informazione e formazione per indurre, in particolare i giovani alla conoscenza ed al rispetto del Codice della strada.
La seconda tavola rotonda ha dato voce alla polizia stradale, alle istituzioni internazionali e alla formazione alla guida. Carlotta Gallo, dirigente della polizia stradale Lombardia, ha ricordato il lungo percorso compiuto sul fronte della prevenzione: "Le stragi del sabato sera erano davvero stragi. Il cammino è ancora lungo, ma alcuni risultati si vedono. La Polizia Stradale ha sempre puntato molto sulla prevenzione nelle scuole, ma resta fondamentale anche il ruolo della famiglia, soprattutto come esempio". Luciana Iorio, presidente del Forum globale sicurezza stradale, ha collocato il tema in una prospettiva più ampia, legata a regole e riabilitazione: "La società civile si fonda su regole, e questo vale anche nel traffico. Dalla conoscenza delle norme al loro rispetto, fino alla riabilitazione quando vengono violate, si copre tutto l’arco della nostra esperienza di mobilità". Secondo Iorio, l'alcolock può essere letto anche come strumento di riabilitazione amministrativa alla guida.
A chiudere il confronto è stato Carmelo Abbate, direttore generale di D6, intervenuto in sostituzione del ceo Paolo Ciuffi per raccontare l’approccio del metodo Ciuffi alla guida consapevole: "Guardare l'orizzonte è una parte cruciale del metodo -ha spiegato-. L'obiettivo è rendere i guidatori più abili nella guida reale, non in pista. Guidare meglio significa consumare meno, ridurre le emissioni e aumentare la sicurezza". Particolarmente significativo anche l’intervento di uno degli studenti presenti all’incontro, del quarto anno del corso di meccatronica di Capac, che ha proposto l'introduzione di alcoltest nelle discoteche: un segnale di come il tema della prevenzione possa essere compreso e rilanciato proprio dalle nuove generazioni.
Dal confronto è emersa una convinzione condivisa: la sicurezza stradale non può essere affidata soltanto alle sanzioni, né soltanto alla tecnologia: "Servono regole, controlli, educazione, infrastrutture più sicure e strumenti capaci di prevenire comportamenti pericolosi. Ma serve soprattutto un cambiamento culturale, che riporti al centro la responsabilità individuale", conclude Simonpaolo Buongiardino.

(Adnkronos) - Passo importante per la comprensione della prima causa di morte improvvisa nei giovani. È stata appena pubblicata sull’'European Heart Journal', il giornale di cardiologia più importante al mondo, una scoperta con determinanti ricadute cliniche che riguarda la sindrome del Qt lungo, la prima causa di morte improvvisa nei giovani. "Si tratta di una malattia genetica non comune ma non rara (ha una prevalenza di una su 1500 persone) caratterizzata da un allungamento dell’intervallo Qt dell’elettrocardiogramma e che si manifesta con improvvise perdite di coscienza, arresto cardiaco o morte improvvisa. Sono i bambini e i giovani che muoiono improvvisamente durante sforzi fisici, nuotando, o durante forti emozioni, spaventi, al risveglio o per un rumore improvviso, come il suono di un campanello. Le due forme più comuni sono chiamate LQT1 e LQT2 sulla base dello specifico gene le cui mutazioni causano la malattia". L’autore principale dello studio è il professor Peter Schwartz, direttore del Centro Aritmie Genetiche dell’Irccs Istituto Auxologico Italiano di Milano, coadiuvato da colleghi svedesi, americani e di Hong Kong, e soprattutto dal suo gruppo di ricerca comprendente i professori Lia Crotti, Massimiliano Gnecchi (dell’Università di Pavia) e il dottor Luca Sala di Auxologico.
Il punto di partenza dello studio è stata la domanda che il professor Schwartz si era posto 25 anni fa: "Perché due fratellini che hanno la stessa identica variante genetica causa della stessa malattia hanno spesso destini molto diversi, con uno che muore improvvisamente mentre l’altro ha una vita completamente normale?”. Fu allora che Schwartz postulò che ci fossero "altre varianti genetiche, relativamente comuni e innocue per le persone sane ma con la capacità – nel caso di malattie genetiche – di modificare l’effetto della mutazione-malattia o in senso protettivo o nel senso di aumentare il rischio di aritmie fatali", sottolinea la nota dell'Irccs Auxologico. Dalle sue ricerche in Sud Africa, su 500 persone appartenenti a 26 famiglie tutte discendenti da un olandese giunto lì nel 1690 e tutti affetti dalla sindrome del QT lungo tipo 1, ha identificato nel 2005-2010 i primi 'geni modificatori' per malattie cardiache.
Poi nel 2018 lo spunto per la nuova scoperta. "Un ragazzo con la sindrome del QT lungo tipo 1 e arresto cardiaco aveva il padre e due zii con la stessa mutazione-malattia ma senza sintomi. Grazie alle metodiche (cellule staminali pluripotenti) che permettono lo sviluppo e poi lo studio delle cellule del cuore del paziente nel laboratorio di Auxologico, fu possibile identificare una variante di un gene (MTMR4) presente solo nei familiari del ragazzo che non avevano aritmie. Studi successivi identificarono il meccanismo con il quale questa variante aveva un effetto “protettivo”: interagendo con un altro gene riuscivano a minimizzare la conseguenza della mutazione che causa la malattia. Si trattava di un grande passo in avanti perché il meccanismo d’azione dei 'geni modificatori' era ignoto. Tuttavia vi era anche il limite di una osservazione che, per quanto interessante, era limitata ad una singola famiglia", prosegue la nota.
Nel 2019 Schwartz decise di andare a fondo e di vedere se si trattava di una osservazione isolata o di un fenomeno generale per tutti i pazienti con la sindrome del QT lungo tipo 1. "Successivamente, l’analisi in dettaglio del meccanismo d’azione di questa variante genetica suggerì che, almeno teoricamente, la stessa variante potesse avere effetto anche sulle mutazioni genetiche che causano la sindrome del QT lungo di tipo 2 ma in senso opposto, e cioè aumentando il rischio di aritmie minacciose. Lo studio - evidenzia la nota - venne quindi esteso a tutti i pazienti LQT1 e LQT2 seguiti a Milano dal gruppo di Schwartz e i dati appena pubblicati su ben 1192 pazienti dimostrano in modo conclusivo qualcosa che non era mai stato neppure preso in considerazione e cioè che una stessa variante genetica, relativamente comune, possa ridurre il rischio in un tipo di sindrome del QT lungo ed aumentarlo in un altro. Questi risultati sviluppano un nuovo concetto per la genetica delle aritmie e cioè che le conseguenze elettrofisiologiche dei “geni modificatori” dipendono fortemente dal contesto molecolare e funzionale della mutazione che crea la malattia. E più ancora che la propensione individuale alle aritmie potenzialmente letali non dipenda solo, come si credeva, dalla mutazione che causa la malattia ma anche dal più ampio panorama genomico nel quale si colloca. Il che vuol dire che ogni paziente può rispondere in modo diverso e che quindi è sempre più necessario pensare in termini di medicina personalizzata".
Alla domanda se questa scoperta, a prescindere dalla evidente rivoluzione concettuale, abbia risvolti pratici il professor Schwartz ha risposto: “Già da molti mesi il Centro da me diretto all’Istituto Auxologico Italiano è il primo al mondo a verificare, con lo screening genetico di routine, in tutti i nostri pazienti con la sindrome del QT lungo se sono o meno portatori di questa variante sul gene MTMR4. Se sono pazienti LQT1 sappiamo di poter stare un po' più tranquilli, se sono pazienti LQT2 sappiamo di dover usare una strategia di prevenzione più completa o più aggressiva. Questa è davvero medicina di precisione". Rispetto ai risvolti per nuove terapie, "stiamo studiando, con metodiche di intelligenza artificiale, se questo meccanismo (riduzione del fisiologico processo di degradazione dei canali ionici) possa essere riprodotto in nuove molecole come modalità terapeutica per pazienti LQT1 con forme particolarmente gravi", conclude Schwartz

(Adnkronos) - L’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti di easyJet Airline Company Limited per una pratica commerciale scorretta. La società, sottolinea l'Autorità garante della Concorrenza e del Mercato, "avrebbe strutturato - sul proprio sito internet https://www.easyjet.com/ite sulla propria app - la procedura di acquisto online del servizio accessorio di trasporto in stiva di bagagli e/o attrezzatura sportiva, per viaggi di andata e ritorno, pubblicizzando solo il prezzo medio del servizio e proponendo come opzione di default l’acquisto cumulativo del servizio per entrambe le tratte, anche quando non effettivamente interessato".
Il consumatore, rileva l'Authority, "sarebbe così indotto in errore sull’effettivo prezzo del sevizio per ciascuna tratta di viaggio e, nel caso voglia acquistare il servizio accessorio per una sola delle tratte, dovrebbe attivarsi per superare la scelta di default operata da easyJet, interrompendo la procedura di prenotazione online (tramite sito o app)".
Secondo l’Autorità, questa condotta "potrebbe costituire una pratica commerciale ingannevole e aggressiva, ai sensi degli articoli 20, 21, 22, 24 e 25 del Codice del consumo". L’avvio dell’istruttoria "segue una moral suasion alla quale easyJet non si è conformata", sottolinea l'Antitrust.
(Adnkronos) - "Sto benissimo". Donald Trump e gli esami medici, nuova puntata. Oggi, 26 maggio il presidente degli Stati Uniti, 80 anni il 14 giugno, si sottopone al terzo checkup programmato negli ultimi 13 mesi. Trump, il più anziano presidente ad insediarsi alla Casa Bianca, è atteso al Walter Reed National Military Medical Center per una serie di controlli e per una visita dentistica, come ha anticipato la Casa Bianca all'inizio di maggio.
Lo scorso anno, Trump si è sottoposto ai controlli nel mese di aprile. Ad ottobre 2025 è tornato per un approfondimento 'programmato', che ha però alimentato discussioni sulle reali condizioni dell'uomo più potente del mondo. All'inizio del 2026, Trump ha chiarito di essersi sottoposto ad un controllo, non è chiaro quale sia stato l'esame nel dettaglio. Il medico del presidente, il dottor Sean Barbabella, ha affermato che gli esami sono serviti per "escludere in maniera definitiva problemi cardiovascolari".
Negli ultimi mesi, hanno avuto ampio risalto le immagini che hanno documentato lividi sulle mani di Trump. Un effetto collaterale associabile alla somministrazione massiccia di cardioaspirina per prevenire rischi cardiovascolari. Il numero 1 della Casa Bianca ha ammesso di assumere dosi superiori a quelle raccomandate. Il presidente americano deve convivere anche con l'insufficienza venosa che si manifesta con un evidente gonfiore alle caviglie. Sarebbe indicato il movimento per contrastare il problema, ma Trump non ha mai nascosto lo scarso feeling con l'esercizio fisico. In questo quadro, integrato da due visite dentistiche in Florida di routine, la Casa Bianca ha ripetutamente affermato che il paziente speciale è "in eccellenti condizioni di salute". Il presidente, inoltre, continua a sottolineare gli ottimi risultati ottenuti nei test cognitivi a cui si è sottoposto nel corso dei precedenti controlli al Walter Reed.
Dichiarazioni e comunicati, però, non sembrano sufficienti per cancellare dubbi e scetticismo. Su X, periodicamente, spuntano video e foto che ritraggono Trump con gli occhi semichiusi durante eventi e appuntamenti. "Questa Casa Bianca sembra proprio non voler riconoscere l'esistenza di nessuna questione, ma le persone anziane sviluppano problemi di salute e il presidente ha quasi 80 anni", ha affermato il dottor Jonathan Reiner, per anni cardiologo dell'ex vicepresidente Dick Cheney, al Washington Post. "Sembra esserci una mancanza di sincerità da parte della Casa Bianca", ha aggiunto. Anche i cittadini probabilmente cominciano a porsi qualche domanda. Secondo un sondaggio Washington Post-ABC News-Ipsos condotto ad aprile, il 40% degli americani ritengono che Trump abbia la lucidità necessaria per svolgere il proprio ruolo. A settembre dello scorso anno, il giudizio positivo era espresso dal 47% del campione. Per il 44%, ad aprile, il presidente è in buona salute. A settembre 2025, lo pensava il 54%.

(Adnkronos) - E' Vladimiro Crisafulli detto Mirello il nuovo sindaco di Enna. Sostenuto dal centrosinistra, ma orfano del simbolo del Pd, ha ottenuto 9.975 voti, il 64,11% delle preferenze. Si è fermato al 32,23% il candidato del centrodestra Ezio De Rose.
"Il simbolo del Pd a Crisafulli? Siamo un partito, è acqua passata. Adesso bisogna parlare di come si amministra Enna". Così intervistato da Telecolor il segretario regionale del Pd siciliano Anthony Barbagallo.

(Adnkronos) - Testa ovattata, senso di debolezza, malessere generale. Il clima estivo che arriva improvvisamente può metterci a dura prova. "È il problema che si percepisce quando si passa da una temperatura di tipo primaverile a un caldo repentino, con 6-8 gradi di sbalzo. In questi casi ovviamente il nostro organismo non ha il tempo di adattarsi. Veniamo esposti a uno stress ambientale maggiore del solito", sottolinea all'Adnkronos Salute Giorgio Sesti, docente di Medicina Interna all'università Sapienza di Roma, che spiega il senso di disagio che molte persone avvertono con il rapido arrivo di giornate dal clima estivo.
Ciò che accade al nostro corpo con il caldo, descrive l'esperto, "è un fenomeno di importante vasodilatazione. Questo perché il corpo deve mantenere la temperatura entro limiti normali. Quando all'esterno il termometro sale, l'organismo mette in atto tutte le reazioni per tenere la temperatura costante. Quindi si crea vasodilatazione, il che vuol dire che si abbassa la pressione. Se oltre al caldo c'è anche un tasso di umidità elevato, si ha poi una maggiore sudorazione a cui si aggiunge una perdita di liquidi attraverso il respiro. Di conseguenza bisogna bere moltissimo per reidratare, altrimenti tra la vasodilatazione e la perdita di liquidi la pressione si abbassa moltissimo. Di conseguenza si possono avere svenimenti, ipotimia o delle vere e proprie sincopi".
Il buonsenso, in questi casi, "è il miglior consigliere. La prima precauzione è sicuramente evitare di esporsi alle temperature maggiori sottovalutando il problema", raccomanda Sesti. Il suggerimento è "camminare all'ombra e scegliere luoghi ventilati, perché la ventilazione aiuta a disperdere il calore meglio". All'interno, invece, "è bene a far circolare l'aria in modo da avere temperatura ambientale più accettabile". L'altra raccomandazione "è quella di evitare pasti particolarmente pesanti da digerire, con carichi di alimenti che richiedono più energia per essere digeriti, ovvero grassi e proteine. Meglio mangiare frutta, verdura, molta insalata. Anche perché questi alimenti contengono sali minerali, vitamine, liquidi".
L'altro elemento che ci aiuta a difenderci è l'abbigliamento: "È bene usare dei vestiti che traspirano, con fibre naturali, essenzialmente cotone e lino, perché aiutano a mantenere bassa la temperatura durante le attività normali, anche quando si sta al chiuso", conclude il medico internista.

(Adnkronos) - Dai podcast che battono ogni record di ascolto alle serie tv evento, dai bestseller che dominano le classifiche ai programmi che hanno fatto la storia del piccolo schermo. In Italia la 'crime mania' non è più una semplice tendenza, ma un imponente fenomeno culturale ed economico che contagia ogni media. Un'attrazione per il mistero, il crimine e la cronaca nera che trova conferma nei numeri del mercato, nei palinsesti e nelle scelte di un pubblico sempre più affamato di indagini e racconti dal lato oscuro.
A guidare questa nuova onda sono soprattutto i podcast. Fenomeni come ‘Indagini’ de Il Post, con la voce pacata e precisa di Stefano Nazzi, o i racconti virali di Elisa De Marco con il suo ‘Elisa True Crime’, hanno trasformato complesse vicende giudiziarie in narrazioni avvincenti per milioni di ascoltatori. Un successo confermato dalle classifiche di Spotify, che per il terzo anno consecutivo incoronano ‘Elisa True Crime’ come podcast più ascoltato in Italia, seguito proprio da ‘Indagini’. Il successo è tale da aver superato i confini dell'audio, traducendosi in libri bestseller e tour teatrali che registrano il tutto esaurito.
Il mondo dell'editoria, d'altronde, non solo conferma ma certifica il trend. Secondo il più recente Rapporto sullo stato dell'editoria in Italia dell'Associazione Italiana Editori (Aie), il genere 'crime' è uno dei motori principali del mercato. Analizzando la narrativa italiana e straniera, il valore complessivo della categoria (giallo, thriller e horror) è cresciuto in modo esponenziale, passando dai 97,2 milioni di euro del 2019 ai 111,9 milioni di euro del 2024. Anche la sola narrativa italiana di genere thriller e giallo mostra la sua solidità, passando da un valore di 48,4 milioni di euro nel 2019 a 48,6 milioni nel 2024. Il dato sulla lettura è altrettanto eloquente: con quasi 3 milioni di appassionati, il giallo si conferma la categoria più corposa, seconda solo ai romanzi. A queste analisi si aggiungono le rilevazioni dell'Associazione Librai Italiani (Ali), secondo cui tra i libri più venduti a livello nazionale nei primi mesi dell'anno figurano stabilmente le opere di giallisti di punta come Piergiorgio Pulixi, Maurizio De Giovanni e Alessandro Robecchi, a testimonianza di come il pubblico premi gli autori specializzati nel genere.
La televisione, da parte sua, cavalca da sempre questo interesse. Programmi storici come ‘Chi l'ha visto?’, in onda dal 1989, rappresentano l'archetipo del genere, unendo servizio pubblico e racconto popolare con una base di pubblico fedelissima, come dimostra l'11% di share (1.647.000 spettatori) dell’ultima puntata. A questo si affiancano format più recenti come ‘Belve Crime’ che intercetta la curiosità del pubblico attraverso interviste-interrogatorio.
Ma è sulle piattaforme streaming che il genere raggiunge il suo apice produttivo. Il filone delle docu-serie e delle fiction ispirate a fatti reali domina l'offerta, con titoli di grande richiamo. Ne sono un esempio le serie Netflix, come ‘Vatican Girl’ sul caso Orlandi, la miniserie evento ‘Il Mostro’ di Stefano Sollima, che nel 2025 ha riacceso i riflettori sul Mostro di Firenze. Sulla stessa piattaforma trovano spazio ricostruzioni come ‘Marta – Il delitto della Sapienza’ e la docu-serie ‘Il Caso Yara’ sull'omicidio di Yara Gambirasio.
Anche Disney+ ha ampliato il suo catalogo crime con titoli come ‘Avetrana - Qui non è Hollywood’ sul delitto di di Sarah Scazzi, 'The Twisted Tale of Amanda Knox', la storia della studentessa americana accusata dell'omicidio della sua coinquilina Meredith Kercher, e la recente produzione originale ‘World Wide Mafia, ‘Ndrangheta’. Quest'ultima, attraverso l'accesso esclusivo alle indagini del magistrato Nicola Gratteri, racconta la lotta dello Stato contro la criminalità organizzata calabrese, culminata nel maxiprocesso ‘Rinascita Scott’.
La Rai, con la sua piattaforma RaiPlay, partecipa con progetti come ‘Dark Lines’, che utilizza la graphic novel per narrare otto casi di femminicidio, tra cui quelli di Meredith Kercher ed Elisa Claps. Anche i grandi network internazionali guardano all'Italia: Hbo ha infatti in cantiere due attese miniserie. La prima è ‘Melania’ con Maria Esposito (‘Mare Fuori’) nei panni di Melania Rea; la seconda è ‘Saman – La verità nascosta’, che racconterà la straziante lotta per la libertà della giovane pachistana uccisa dalla famiglia per aver rifiutato un matrimonio combinato. Da ‘Vatican Girl’ a ‘Melania’, dunque, l'industria audiovisiva continua a investire su storie che attingono dalla cronaca, trovando nel pubblico una fame insaziabile di inquietante intrattenimento.

(Adnkronos) - In Italia il prezzo medio del gasolio è salito in 10 anni del +75,5%, contro una media Ue del +69,2%, mentre la benzina costa il 38% in più rispetto al 2016, al netto degli sconti sulle accise disposti dal governo per far fronte all'emergenza in Medio Oriente. E' quanto segnala il Codacons, che sulla base dell’ultimo report della Commissione Europea ha analizzato l’andamento dei prezzi dei carburanti nei vari Stati membri. Lituania e Lettonia sono i Paesi europei dove i listini alla pompa hanno subito i rincari maggiori negli ultimi 10 anni, mentre Malta, grazie ai prezzi amministrati dallo Stato, è l’unico Paese dove i prezzi sono rimasti quasi fermi, con una crescita di appena il 4,3% per il gasolio, rivela il Codacons.
Mettendo a confronto i listini di metà maggio 2016 con quelli della settimana del 18 maggio 2026 rilevati dalla Commissione Ue, si scopre che per un pieno di gasolio si spendono in Italia 35,7 euro in più rispetto a 10 anni fa, conto che salirebbe a +48 euro senza il taglio delle accise da 24,4 centesimi di euro in vigore fino allo scorso 22 maggio. Per la benzina, invece, la maggiore spesa per un pieno rispetto al 2016 risulta pari a +24,5 euro (+27,6 euro senza lo sconto sulle accise).
Per quanto riguarda il gasolio, Lituania e Lettonia sono i Paesi che detengono il primato degli aumenti in Europa, con il prezzo medio del diesel salito da maggio 2016 a maggio 2026 del +106%, seguiti da Paesi Bassi (103%) e Lussemburgo (102%), nazioni dove i listini del gasolio sono più che raddoppiati in 10 anni - spiega il Codacons – Male anche Francia, Belgio e Bulgaria con aumenti superiori al 90%. Se la media Ue di aumento si ferma nello stesso periodo al 69,2% l’Italia, grazie al taglio delle accise da 24,4 centesimi, risulta al penultimo posto nella classifica europea dei rincari, segnando un +56,3%. Anche sul fronte della benzina, i Paesi più penalizzati sono Lettonia e Lituania, che registrano dal 2016 a oggi un aumento del prezzo medio del +71,5% la prima e del +69,3% la seconda. Seguono Lussemburgo (+67%), Repubblica Ceca (66%), Estonia (+64%). L’Italia risulta al terzultimo posto con un incremento dei listini del +34%, superata da Spagna (+33,8%) e Malta (+4,7%).
(Adnkronos) - Terremoto di magnitudo 6,9 nel Cile settentrionale. Il Servizio geologico degli Stati Uniti (USGS) ha fornito questa informazione, specificando che non sono pervenute segnalazioni immediate di vittime o danni materiali.
L'epicentro del sisma, che si è verificato alle 17.53 ora locale di lunedì, è stato localizzato nel deserto di Atacama, a una distanza di circa 31 chilometri dalla città di Calama, con una profondità focale di approssimativamente 100 chilometri, come indicato dall'agenzia statunitense. Il Servizio nazionale per la Prevenzione e la Risposta ai Disastri del Cile ha comunicato l'assenza di rischio di tsunami e ha confermato la mancata segnalazione di feriti o danni di rilievo. I media locali hanno riportato che l'evento è stato avvertito nelle regioni di Arica, Tarapacá, Antofagasta e Atacama. L'emittente TVN ha trasmesso immagini che documentavano la caduta di merci dagli scaffali dei supermercati.
Il Cile si configura come una delle nazioni a più elevata attività sismica a livello globale. La popolazione cilena tende a considerare terremoti di magnitudo inferiore a 7 come eventi di scarsa preoccupazione. Nel 1960, la città meridionale di Valdivia subì devastazioni in seguito a un terremoto di magnitudo 9,5, che detiene il primato di più potente mai registrato e che causò 9.500 decessi. Nel 2010, un sisma di magnitudo 8,8 verificatosi al largo della costa del Cile centrale generò uno tsunami e provocò oltre 520 vittime.

(Adnkronos) - Jannik Sinner esordisce al Roland Garros 2026. Oggi, martedì 26 maggio, il tennista azzurro sfida il francese Clement Tabur - in diretta tv e streaming - nel primo turno dello Slam parigino, in cui lo scorso anno è stato battuto da Carlos Alcaraz, assente per infortunio, in finale dopo un'epica partita-maratona da oltre cinque ore.
Sinner arriva all'appuntamento dopo il trionfo agli Internazionali d'Italia, dove è riuscito a battere Casper Ruud in finale conquistando il suo sesto Masters 1000 consecutivo. Il francese invece, che avrà dalla sua il sostegno del pubblico, è arrivato al torneo grazie a una wild card.
La sfida tra Sinner e Tabur è in programma oggi, martedì 26 maggio, alle ore 20.15, con il match che aprirà la sessione serale del Philippe-Chatrier. I due tennisti non si sono mai affrontati in carriera, con quello del Roland Garros che sarà quindi il loro primo incrocio.
Sinner-Tabur, come tutte le partite del Roland Garros, saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels.

(Adnkronos) - Addio a Sonny Rollins, il sassofonista jazz è morto a 95 anni. La notizia è stata confermata dalla sua portavoce Terri Hinte. Rollins è stato universalmente celebrato per la sua maestria improvvisativa e si annoverava tra gli ultimi grandi esponenti dell'era bebop e, al pari di John Coltrane e Charlie Parker, tra i sassofonisti più influenti del suo tempo.
Era particolarmente apprezzato per la sua capacità di improvvisare. Riguardo alle sue doti musicali, nel 2018 dichiarò a People: "Molti di quelli con cui sono cresciuto durante la mia prima adolescenza volevamo diventare musicisti jazz, ma non avevamo il talento necessario. Era un dono. La musica è un dono. Chiunque può imparare la musica, ma solo poche persone hanno un dono tale da essere davvero abbastanza talentuose – specialmente al giorno d’oggi – da sfondare in questo mondo altamente competitivo".
Walter Theodore Rollins, questo il suo nome di battesimo, era nato a New York nel 1930. I suoi genitori erano originari delle Isole Vergini e lo allevarono ad Harlem. Iniziò a suonare il pianoforte prima di passare al sassofono contralto, ma a 16 anni passò al tenore, lo strumento per cui sarebbe diventato famoso, per emulare il suo idolo Coleman Hawkins.
Prima di compiere 20 anni, aveva già collaborato con grandi del jazz come Babs Gonzales, J.J. Johnson, Bud Powell, Miles Davis e Thelonious Monk, che definì il suo 'guru musicale' in un'intervista del 2013 si legge su People. “Ho suonato con Monk, ho provato con Monk e mi ha insegnato molto, era anche una persona molto buona”, spiegò.
Negli anni '50, sviluppò una dipendenza dall'eroina. Ma nel 1954, dopo diversi arresti legati all'eroina, fu sottoposto a cure presso un ospedale per tossicodipendenti all'interno di una prigione federale a Lexington, nel Kentucky. L'ospedale, noto come 'The Narco Farm', era famoso nel mondo della musica per aiutare le persone a disintossicarsi (anche se non erano state arrestate), ed era l'unico centro di riabilitazione del Paese all'epoca.
In seguito, si trasferì a Chicago, dove rientrò lentamente nella scena jazz mantenendo la sobrietà. “Pensavo: ‘Sono un musicista e devo essere abbastanza forte da stare in mezzo alla droga’, perché quella era la scena”, raccontò al Chicago Reader nel 2008. “Ero pulito quando lasciai Lexington, ma dovevo in qualche modo ritrovare la mia strada nella società”.
Rollins è stato candidato ai Grammy sette volte, vincendone due. Nel 2004 ha ricevuto un Grammy alla carriera e nel 2011 il Kennedy Center Honor e la National Medal of the Arts. Nel 2017 il suo archivio personale è stato acquisito dallo Schomburg Center for Research in Black Culture presso la New York Public Library.

(Adnkronos) - Terza giornata di match al Roland Garros 2026. Oggi, martedì 26 maggio, è il grande giorno del debutto di Jannik Sinner sulla terra rossa di Parigi, contro Clement Tabur. Il day 3 dello Slam parigino vedrà in campo anche la numero uno del ranking femminile Aryna Sabalenka, contro Jessica Bouzas Maneiro, e gli italiani Elisabetta Cocciaretto, Matteo Arnaldi e Luciano Darderi. In campo anche Coco Gauff e Felic Auger-Aliassime. Ecco tutti i match di oggi e dove vederli in tv e streaming.
Ecco il programma di oggi, martedì 26 maggio, al Roland Garros:
COURT PHILIPPE-CHATRIER - dalle ore 12
[1] A. Sabalenka - J. Bouzas Maneiro (ESP)
A. Muller (FRA) - S. Tsitsipas (GRE)
[4] C. Gauff (USA) - T. Townsens (USA)
non prima delle 20:15
[1] J. Sinner (ITA) - [WC] C. Tabur (FRA)
COURT SUZANNE-LENGLEN - dalle ore 11
[WC] A. Walton (AUS) - [6] D. Medvedev
L. Siegemund (GER) - [16] N. Osaka (JPN)
[22] A. Kalinskaya - L. Boisson (FRA)
[4] F. Auger-Aliassime (CAN) - D. Altmaier (USAGER
COURT SIMONNE-MATHIEU - dalle ore 11
M. Cilic (CRO) - [WC] M. Kouame (FRA)
V. Kopriva (CZE) - [30] C. Moutet (FRA)
H. Vandewinkel (BEL) - [19] M. Keys (USA)
K. Birrel (AUS) - [5] J. Pegula (USA)
COURT 14 - dalle ore 11
[17] I. Jovic (USA) - A. Eala (PHI)
[Q] T. Faurel (FRA) - [16] V. Vacherot (MON)
[9] A. Bublik (KAZ) - Jan-Lennard Struff (GER)
[9] V. Mboko (CAN) - N. Bartunkova (CZE)
COURT 7 - dalle ore 11
[29] T. Griekspoor (NED) - M. Arnaldi (ITA)
[Q] L. Fruhvirtova (CZE) - E. Jacquemot (FRA)
A. Kalinina (UKR) - D. Parry (FRA)
S. Ofner (AUT) - [14] L. Darderi (ITA)
COURT 6 - dalle ore 11
D. Vekic (CRO) - [WC] A. Tubello (FRA)
[12] L. Noskova (CZE) - M. Sakkari (GRE)
C. Garin (CHI) - [18] L. Tien (USA)
[Q] J. Faria (POR) - D. Shapovalov (CAN)
COURT 8 - dalle ore 11
A. Tabilo (CHI) - K. Majchrzak (POL)
Match to be defined
A. Ruzic (CRO) - [Q] A. Krueger (USA)
J. Fearnley (GBR) - J. Manuel Cerundolo (ARG)
COURT 4 - dalle ore 11
Match to be defined
[Q] F. Diaz Acosta (ARG) - Z. Zhang (CHN)
COURT 5 - dalle ore 11
D. Galfi (HUN) - [Q] M. Sherif (EGY)
COURT 9 - dalle ore 11
[Q] C. Lu (USA) - M. Uchijima (JPN)
M. Landaluce (ESP) - [Q] Juan Carlos Prado Angelo (BOL)
[Q] E. Pridankina - O. Oliynykova (UKE)
COURT 12 - dalle ore 11
E. Navarro (USA) - J. Tjen (INA)
[30] A. Li (USA) - S. Zhang (CHN)
S. Baez (ARG) - R. Andres Burruchaga (ARG)
E. Quinn (USA) - F. Comesana (ARG)
COURT 13 - dalle ore 11
A. Popyrin (AUS) - Z. Svajda (USA)
[20] C. Norrie (GBR) - A. Daniel Vallejo (PAR)
[Q] A. Korneeva - E. Cocciaretto (ITA)
S. Waltert (SUI) - K. Siniakova (CZE)
Le partite del Roland Garros saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. I match saranno quindi disponibili, anche in streaming, su HBO Max, Discovery+, Dazn, TimVision e Prime Video Channels.

(Adnkronos) - Gli Stati Uniti attaccano l'Iran colpendo barche e siti di lancio dei missili nello Stretto di Hormuz. Mentre i negoziati per la fine della guerra vanno avanti, il Comando centrale americano (Centcom) annuncia l'esecuzione di "attacchi di autodifesa" che potrebbero complicare ulteriormente le trattative tra l'amministrazione del presidente Donald Trump e Teheran.
"Le forze statunitensi hanno condotto oggi attacchi di autodifesa nel sud dell'Iran per proteggere le nostre truppe dalle minacce poste dalle forze iraniane", dice il portavoce del Centcom, il capitano Timothy Hawkins, in un comunicato. "Gli obiettivi hanno incluso siti di lancio missilistico e imbarcazioni iraniane che tentavano di posizionare mine. Il Comando Centrale degli Stati Uniti continua a difendere le proprie forze, pur mantenendo la moderazione durante il cessate il fuoco in corso", aggiunge il portavoce.
Già nelle scorse settimane si erano verificate situazioni simili. All'inizio di maggio, in particolare, le forze armate americane hanno preso di mira installazioni militari iraniane ritenute responsabili di una serie di attacchi "non provocati" con missili, droni e piccole imbarcazioni contro le navi della marina statunitense presenti nello Stretto.
Mentre va in scena l'attacco, Trump su Truth si esprime sull'uranio in possesso dell'Iran, uno dei nodi dei negoziati per porre fine alla guerra. Teheran dispone di circa 440 chili di materiale arricchito al 60%: con pochi altri procedimenti relativamente semplici, l'uranio potrebbe raggiungere la soglia di arricchimento necessaria per la produzione di armi atomiche.
"L'uranio arricchito (polvere nucleare!) verrà immediatamente consegnato agli Stati Uniti per essere riportato in patria e distrutto oppure, preferibilmente, in collaborazione e coordinamento con la Repubblica Islamica dell'Iran, distrutto sul posto o in un altro luogo accettabile, con la Commissione per l'Energia Atomica, o un organismo equivalente, come testimone di questo processo e di questo evento", l'annuncio del presidente americano. La scorsa settimana Trump aveva dichiarato ai giornalisti nello Studio Ovale che gli Stati Uniti non avrebbero arretrato nel dialogo sul tema.

(Adnkronos) - "Ci troviamo ad affrontare un'epidemia" di Ebola "estremamente grave e difficile". A dirlo è il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, in un briefing virtuale con le autorità africane. In questa fase "si sta diffondendo rapidamente. Finora nella Repubblica Democratica del Congo sono stati confermati 101 casi con 10 decessi, ma sappiamo che l'epidemia nella Rdc è molto più estesa: attualmente si contano oltre 900 casi sospetti e 220 decessi sospetti", mentre in Uganda i casi confemati diventano 7.
"Venerdì scorso - ha sottolineato il Dg - l'Oms ha innalzato il livello di rischio" nella Rdc "da alto a molto alto. Continuiamo a valutare il rischio come alto a livello regionale e basso a livello globale", ha precisato. "I Paesi confinanti con la Rdc sono particolarmente a rischio e dovrebbero adottare misure immediate", ha esortato Tedros annunciando che oggi, 26 maggio, si recherà "nella Repubblica Democratica del Congo con Chikwe Ihekweazu, direttore esecutivo del Programma per le emergenze sanitarie dell'Oms". "Ringrazio i governi della Rdc e dell'Uganda per la loro leadership nella risposta all'epidemia" che "il 17 maggio ho dichiarato emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale" o Pheic, ha ricordato il capo dell'agenzia delle Nazioni Unite per la sanità. Apprezzamento particolare per l'Uganda che, "per prevenire un'ulteriore diffusione del virus, ha annullato la commemorazione della Giornata dei Martiri", evento che "attira fino a 2 milioni di persone".
L'Oms, ha proseguito il Dg, sta supportanto i governi "in stretta collaborazione con l'Africa Cdc e molti altri". Lo scorso "venerdì abbiamo convocato una riunione dei ministri della Salute africani a margine dell'Assemblea mondiale della sanità, per aggiornarli e sollecitarli ad agire. Durante la discussione è stata sottolineata l'importanza degli interventi a livello comunitario, laddove vi è una carenza di fiducia. Insieme all'Africa Cdc, l'Oms sta istituendo un Team di supporto per la gestione degli incidenti (Imst) a livello continentale. Stiamo inoltre finalizzando un Piano strategico di preparazione e risposta multi-agenzia, allineato con i piani nazionali della Repubblica Democratica del Congo e dell'Uganda, e con i nostri partner. Nell'ambito dell'Imst e del piano strategico, ci avvaliamo dell'esperienza maturata con l'Africa Cdc in precedenti epidemie". L'agenzia delle Nazioni Unite per la salute, ha continuato Tedros, "è presente sul territorio e supporta le autorità nazionali in ogni aspetto della risposta, tra cui il tracciamento dei contatti, l'istituzione di centri di trattamento, il rafforzamento delle capacità di laboratorio, la gestione dei casi, la prevenzione e il controllo delle infezioni, la comunicazione del rischio, il coinvolgimento della comunità e altro ancora. Abbiamo inoltre stanziato 3,9 milioni di dollari dal Fondo di contingenza per le emergenze dell'Oms".
"Diversi aspetti di questa epidemia la rendono particolarmente complessa - ha spiegato il numero uno dell'Oms - Innanzitutto, il ritardo nell'individuazione" del primo focolaio "significa che ora ci troviamo a dover rincorrere un'epidemia in rapida diffusione. Stiamo urgentemente intensificando le operazioni, ma al momento l'epidemia ci sta superando. In secondo luogo, le province di Ituri e del Nord Kivu sono estremamente insicure, con un'intensificazione dei combattimenti negli ultimi mesi che ha causato lo sfollamento di oltre 100mila persone. Inoltre, tra la popolazione locale c'è una forte sfiducia nei confronti delle autorità esterne. Nell'ultima settimana si sono verificati due episodi di violenza contro strutture sanitarie. Instaurare un rapporto di fiducia con le comunità colpite è fondamentale per una risposta efficace ed è una delle nostre massime priorità. In terzo luogo, non esistono vaccini o terapie approvati per il virus Bundibugyo. Ci sono stati solo due precedenti focolai di Bundibugyo, in Uganda nel 2007 e nella Repubblica Democratica del Congo nel 2012".
"La scorsa settimana l'Oms ha riunito i leader di diverse organizzazioni partner nell'ambito della Rete provvisoria per le contromisure mediche, per esaminare lo stato di sviluppo di vaccini, terapie e strumenti diagnostici", e "ha raccomandato di dare priorità a due anticorpi monoclonali per l'avanzamento nelle sperimentazioni cliniche - ha ricordato il Dg - Raccomandiamo inoltre la valutazione dell'antivirale obeldesivir in una sperimentazione clinica come profilassi post-esposizione per le persone ad alto rischio di contatto. Questa sperimentazione clinica è attualmente in fase di sviluppo congiunto con l'Africa Cdc e il Collaborative Open Research Consortium on filovuruses. Stiamo inoltre discutendo con i partner i vaccini candidati in fase di sviluppo e produzione".
"La situazione peggiorerà prima di migliorare", prevede Tedros. "Ma conosciamo questo virus e sappiamo come fermarlo - ha assicurato - Abbiamo fermato tutte le precedenti epidemie di Ebola e fermeremo anche questa", ma riuscirci "è possibile solo con l'unità. La domanda è quanto velocemente ci riusciremo e quante altre vite andranno perse prima di riuscirci. L'Oms - ha concluso il capo dell'agenzia ginevrina - è pienamente impegnata a lavorare sotto la guida dei governi della Repubblica Democratica del Congo e dell'Uganda, fianco a fianco con l'Africa Cdc e tutti gli altri partner. Non ci fermeremo finché non avremo portato questa epidemia sotto controllo".
Intanto "i test per Ebola effettuati oggi al 'Sacco' di Milano su due persone rientrate nelle scorse ore dall’Uganda sono negativi. I due sono stati sottoposti, a titolo precauzionale, a valutazione clinica specialistica nell'ambito delle attività di monitoraggio con riferimento all’epidemia di malattia da Ebola che si è sviluppata nella Repubblica Democratica del Congo". Lo rende noto il ministero della Salute che, attraverso il Dipartimento della Prevenzione, è in contatto con la Regione Lombardia.
Il ministero della Salute "sta anche partecipando al Comitato operativo della Protezione civile nell'ambito delle attività di coordinamento e monitoraggio in corso. Il ministero continuerà a fornire aggiornamenti ufficiali sulla base dell’evoluzione del quadro epidemiologico. Il rischio in Italia resta molto basso".
Come spiega l'assessore regionale della Lombardia al Welfare, Guido Bertolaso in riferimento ai due casi sospetti a Milano, i pazienti sono risultati negativi anche ai test per malaria e per i principali virus respiratori attualmente monitorati. "Le condizioni cliniche dei due soggetti restano sotto osservazione da parte degli specialisti infettivologi. Alla luce dei primi risultati diagnostici - continua Bertolaso - tra le ipotesi attualmente considerate vi è quella di un’infezione di origine batterica a carico dell’apparato gastroenterico. È stata infatti riscontrata positività alla Shigella in entrambi i soggetti".
Sono in corso ulteriori approfondimenti microbiologici e colturali. "Al momento non sussistono elementi di allarme per la salute pubblica. Se questa mattina fossero state rispettate le corrette tempistiche e procedure – conclude l’assessore – si sarebbe potuta evitare l’attivazione di un allarme mediatico che ha comportato un notevole dispiego di risorse e attività operative”.
L'Uganda ha confermato due nuovi casi, portando a sette il totale da quando l'epidemia è stata rilevata anche in questo Paese dell'Africa orientale, il 15 maggio. "I due nuovi casi confermati - ha informato il ministero della Salute dell'Uganda - sono operatori sanitari ugandesi che lavorano in una struttura privata a Kampala", la Capitale del Paese. "Entrambi i pazienti sono stati ricoverati nell'unità di trattamento designata".
Intanto, nella Repubblica Democratica del Congo i casi sospetti di Ebola hanno ormai superato quota 900, secondo l'ultimo aggiornamento diffuso dal ministero della Sanità del Paese. Secondo i dati al 23 maggio, il focolaio da virus Bundibugyo risulta attivo in 3 province: Ituri, Nord Kivu e Sud Kivu. Sul totale di 904 casi sospetti cumulativi, distribuiti in 11 zone sanitarie del Paese attualmente colpite dal virus, quelli finora confermati in laboratorio sono 101. I decessi sospetti secondo il rapporto sono 119. E al momento sono stati identificati 1.817 contatti, anche se il tasso di monitoraggio resta ancora basso (20%).
I numeri delle infezioni sospette sono dunque in crescita, "con l'intensificarsi delle attività di sorveglianza nella risposta all'epidemia", evidenzia in un post su X il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus che avverte anche delle difficoltà in cui ci si sta muovendo. "Nella provincia di Ituri, epicentro dell'epidemia, quasi 5 milioni di persone vivono in una situazione di conflitto in corso. Oggi, 1 persona su 4 ha bisogno di assistenza umanitaria e 1 su 5 è sfollata internamente. La violenza sta costringendo le persone a fuggire, compresi gli operatori sanitari e umanitari. Ciò sta ostacolando gravemente gli sforzi per intensificare il tracciamento dei contatti e identificare le infezioni in tempo utile per fornire assistenza. L'insicurezza persistente e la paura alimentano inoltre la sfiducia all'interno delle comunità".
In questo momento, continua il Dg Oms "i partner umanitari e sanitari mantengono una presenza in tutto l'Ituri, anche in alcune delle aree più difficili da raggiungere e più insicure". E la situazione è complicata anche dal fatto che "le comunità si trovano ad affrontare non solo la minaccia dell'Ebola, ma anche una vasta gamma di malattie". I partner sul campo stanno supportando l'erogazione di diversi servizi: assistenza sanitaria materna, riproduttiva, neonatale, dell'infanzia e dell'adolescenza - elenca - trattamento della malnutrizione acuta grave con complicanza, servizi di salute mentale, cura delle ferite e supporto per le vittime di violenza sessuale, forniture mediche, vaccinazioni di routine, servizi sanitari comunitari. Fornire un pacchetto completo di servizi è essenziale, non solo per soddisfare i bisogni sanitari urgenti, ma anche per costruire la fiducia che è fondamentale per una risposta efficace ad Ebola".

(Adnkronos) - L'estate ancora non è iniziata ma è già emergenza caldo. Nel primo bollettino sulle ondate di calore diffuso dal ministero della Salute - sulla base dei dati di 27 città, con previsioni a 24, 48 e 72 ore - si parte già con i primi bollini gialli e arancioni, in un crescendo che vede mercoledì 27 maggio come il giorno più caldo, con 15 città in 'allerta' arancione.
Ma l'afa comincerà a mordere già da oggi, martedì 26 maggio, con i primi bollini arancioni previsti per 12 città: Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Viterbo. Nella stessa giornata sono previsti anche 5 bollini gialli (Genova, Latina, Milano, Napoli, Verona) e 10 città - molte delle quali al Sud - restano invece al livello 0 di allerta (bollino verde), Ancona, Bari, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Messina, Palermo, Pescara e Reggio Calabria.
Domani il numero di città con bollino arancione salirà a quota 15, con l'aggiunta di Latina, Milano e Verona che passano dal livello 1 al livello 2 di allerta. Completano il quadro del primo mercoledì bollente 6 città bollino giallo: Catania, Genova, Messina, Napoli, Pescara, Reggio Calabria. Segno che le temperature sono in crescita anche al Sud. Le uniche città che resteranno in verde anche mercoledì sono 6: Ancora, Bari, Cagliari, Campobasso, Civitavecchia e Palermo.

(Adnkronos) - La possibile riapertura dello Stretto di Hormuz, inserita tra i punti del memorandum d'intesa in discussione tra le parti, viene letta come un segnale di allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Ma, secondo analisi rilanciate dalla Cnn, la fine delle ostilità non coinciderebbe affatto con un ritorno rapido alla normalità. L'emittente americana definisce infatti la fase post-riapertura un vero e proprio "incubo logistico", sottolineando come il sistema del trasporto petrolifero nel Golfo richieda una complessa sequenza di operazioni prima di tornare a regime.
Nel Golfo, infatti, restano bloccate altre 160 petroliere, con circa 170 milioni di barili di greggio a bordo. Prima ancora di parlare di piena riapertura, queste navi dovranno defluire dallo stretto e liberare i corridoi di transito: un'operazione lenta, complessa e condizionata dalle capacità portuali e dalla sicurezza della navigazione. Secondo gli analisti di Kpler, il ripristino completo del traffico potrebbe richiedere fino a tre mesi.
Il secondo nodo riguarda le scorte accumulate a terra durante il blocco. Raffinerie e depositi si sono progressivamente saturati, perché il petrolio estratto non poteva essere spedito. Prima di riportare la produzione ai livelli ordinari, sarà necessario smaltire questi stock, rallentando ulteriormente la ripresa del sistema.
Terzo passaggio, il più delicato: il riavvio dei pozzi nel Medio Oriente. Dopo settimane di stop o produzione ridotta, gli impianti non possono essere semplicemente riaccesi. Servono interventi graduali e tecnicamente complessi per ristabilire pressioni, flussi e condizioni di sicurezza nei giacimenti.
Infine, resta il capitolo delle infrastrutture danneggiate durante il conflitto: raffinerie, impianti energetici e nodi logistici che richiederanno mesi, se non anni, per tornare pienamente operativi. Per questo, anche con Hormuz formalmente riaperto, gli analisti avvertono che il sistema energetico globale resterà sotto pressione.
Washington e Teheran starebbero discutendo un piano che prevede di riaprire lo Stretto 30 giorni dopo aver raggiunto un'intesa, rivela, citando una fonte diplomatica mediorientale, il quotidiano finanziario Nikkei.
Un alto funzionario statunitense aveva precedentemente affermato che l'Iran avrebbe acconsentito "in linea di principio" alla riapertura dello Stretto - bloccato al traffico commerciale per la maggior parte della guerra - in cambio della revoca del blocco statunitense dei porti iraniani. Ci sarebbero poi 60 giorni per raggiungere un accordo definitivo.
L'apertura dello Stretto avverrà ''in fasi'', ha dichiarato intqnro un funzionario iraniano a condizione di anonimato al Washington Post. Nella prima fase, ha spiegato, gli Stati Uniti sbloccheranno 12 miliardi di dollari di beni iraniani congelati, inizieranno le operazioni di sminamento nello Stretto e verrà revocato il blocco statunitense. Non vengono fatte previsioni su quando lo Stretto tornerà navigabile, ma un alto funzionario dell'Amministrazione Trump ha presentato al Washington Post il nuovo accordo come un mezzo per "alleviare i costi del carburante per le famiglie americane ". A condizione di anonimato, il funzionario ha affermato che l'attuale blocco statunitense verrà "allentato proporzionalmente" con l'apertura dello Stretto. Inoltre i beni congelati non saranno sbloccati finché Teheran non inizierà a cedere il suo uranio altamente arricchito.
Nel frattempo un alto funzionario dell'Amministrazione Trump ha spiegato al Washington Post che è già stato messo a punto un "quadro di riferimento" che estende la tregua di 60 giorni in attesa che le parti raggiungano un "accordo definitivo" per porre fine alla guerra. Al momento nessun documento è stato ancora firmato e non è chiaro quanto l'accordo quadro sia vincolante, ha precisato il funzionario. In ogni caso la garanzia è che tutti ''cessino i combattimenti nella regione'', ha aggiunto la fonte, garantendo al contempo il diritto di Israele di ''agire contro le minacce imminenti''.
Un diplomatico ben informato ha spiegato che l'ultima proposta è in attesa dell'approvazione dell'Iran. La proposta, ha precisato, prevede che una volta firmato il memorandum d'intesa l'Iran riapra immediatamente lo Stretto di Hormuz e garantisca che il traffico marittimo torni alle condizioni prebelliche entro 30 giorni. L'Iran, gli Stati Uniti e i loro alleati porranno inoltre immediatamente fine alle operazioni militari su tutti i fronti, compreso il Libano. Nella proposta, ha spiegato il diplomatico, c'è anche la richiesta che l'Iran mantenga il suo impegno a non sviluppare mai armi nucleari e che le sue scorte di materiale arricchito vengano smaltite secondo un metodo concordato.
Citando un alto funzionario dell'Amministrazione Usa, il Washington Post spiega che il memorandum d'intesa "impegna" gli iraniani a non dotarsi di armi nucleari e prevede la "rinuncia alla polvere nucleare", ossia le scorte di uranio altamente arricchito. Nei prossimi due mesi le due parti discuteranno "il meccanismo" per raggiungere tale obiettivo, ha aggiunto.
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