
(Adnkronos) - Una persona è stata uccisa a Biddeford, nel Maine, in una sparatoria che ha visto coinvolti anche agenti dell'Ice. A renderlo noto è stato il presidente della Camera locale, Ryan Fecteau, spiegando che sul posto sono intervenuti la Polizia dello Stato e il Dipartimento per la Pubblica Sicurezza per ricostruire l'accaduto, mentre si prevede anche l'apertura di un'indagine da parte dell'Fbi. Le autorità locali - citate da Cnn - hanno confermato il verificarsi di un'operazione di polizia nell'area, precisando che al momento non vi sono minacce per la popolazione, senza fornire ulteriori dettagli.
L'episodio arriva a meno di una settimana dalla morte di Lorenzo Salgado Araujo, cittadino messicano ucciso da un agente dell'Ice durante un controllo stradale a Houston.

(Adnkronos) - "Il caso Palestra è frutto di un ripensamento del giocatore, che legittimamente è venuto meno a un impegno verbale preso il mese precedente. Il suo agente poteva magari avere anche un ruolo di maggiore consistenza per indicare la strada da percorrere per il giocatore". Lo ha detto il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta, durante la conferenza stampa di presentazione della nuova stagione nerazzurra, facendo riferimento all'agente Alessandro Lucci e al mancato trasferimento di Marco Palestra in nerazzurro. Marotta ha poi aggiunto, in riferimento al passaggio al Chelsea del calciatore: "Ha scelto questa strada, noi ci siamo dovuti arrendere e Palestra è andato in un campionato contro cui non siamo competitivi".
Marotta ha parlato molto di mercato, dando una notizia: "Anan Khalaili non ha superato le visite mediche con l'Inter. Non possiamo tesserarlo. Avevamo negoziato l'acquisizione ma il giocatore non ha superato le visite di idoneità, come comunicato dal Coni. In Italia c'è una legge sulla tutela della salute molto severa e dobbiamo attenerci a questa situazione".
Il presidente ha poi spiegato la direzione che sta prendendo l'Inter: "Noi abbiamo quattro giocatori che arrivano dal settore giovanile e lo diciamo con orgoglio. Andiamo avanti su questo principio, vogliamo valorizzare il settore giovanile. Siamo contenti del modello che rappresentiamo e della società che rappresentiamo. Ultimamente manca qualcosa di importante, ma cercheremo di raggiungerla. Lottare per grandi obiettivi non è mai una pressione. Poi, se qualcuno sarà più bravo di noi, ne riconosceremo il valore".
Marotta ha parlato anche degli obiettivi del club: "Per noi è un orgoglio e un privilegio cominciare la stagione da campioni d'Italia e con la vittoria della Coppa Italia. Sono state due vittorie figlie del senso del lavoro, del senso di appartenenza, del lavoro del mister e della società. Da oggi si va ai nastri di partenza con nuovi obiettivi. Siamo l'unica squadra italiana in quattro competizioni. Dobbiamo cercare di performare molto meglio in Champions, l'anno scorso siamo usciti con il Bodo. La Champions ci porta a sfidare corazzate con altri budget, ma fortunatamente la legge di chi più spende più vince non esiste nello sport”.

Prosegue il potenziamento della rete territoriale del Centro protesi Inail di Vigorso di Budrio, con l’apertura del nuovo Punto di assistenza in Sardegna inaugurato oggi alla presenza del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, del direttore generale dell’Istituto, Marcello Fiori, del direttore centrale Assistenza protesica e riabilitazione, Domenico Princigalli, e del direttore regionale, Gian Franco Mariano Spanu. Il nuovo presidio, con un bacino potenziale di circa duemila assistiti, entra a far parte di una rete sempre più capillare e omogenea, con la quale l’Inail intende garantire accessibilità, tempestività degli interventi e continuità del percorso assistenziale in tutte le aree del Paese.
Oltre alle due strutture integrate nei Centri protesi di Roma e Lamezia Terme e al Centro di riabilitazione motoria di Volterra, altri sei Punti di assistenza sono già attivi a Torino, Milano, Venezia, Bari, Napoli e Palermo. Configurati come 'technical point', i presidi territoriali assicurano la presa in carico precoce degli assistiti, consulenza specialistica e fornitura personalizzata di ausili per la vita quotidiana e lo sport, manutenzione diretta dei dispositivi protesici e servizio domiciliare nei casi più gravi.
L’evento si è aperto con i saluti istituzionali del sindaco della Città metropolitana di Cagliari, Massimo Zedda, e del direttore provinciale Anmil, Luigi Caruso. Ha emozionato i partecipanti la testimonianza di Lino Cianciotto, la cui storia è raccontata nella collana di video-reportage narrativi “Sport senza barriere”, dedicata ad assistiti Inail protagonisti di percorsi di rinascita dopo un grave infortunio. L’evento si è concluso con il taglio del nastro, affidato al ministro Calderone, e la benedizione dell’arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Baturi.
“L’apertura del punto di assistenza di Cagliari – ha dichiarato il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone - rafforza in modo concreto la presenza dello Stato sul territorio e garantisce ai lavoratori infortunati della Sardegna un servizio di prossimità sull’isola, altamente specializzato e pienamente integrato nella rete nazionale dei Centri protesi Inail. Con questo presidio portiamo sull’isola competenze, tecnologie e il modello di presa in carico dell’Istituto che considera la persona nella sua globalità, assicurando continuità assistenziale e tempi di intervento più rapidi. È un investimento sulla qualità dei servizi pubblici e sulla capacità delle istituzioni di accompagnare i cittadini nei percorsi di recupero e di autonomia dopo un infortunio sul lavoro”.
“Con l’ulteriore potenziamento della rete territoriale del Centro protesi Inail di Vigorso di Budrio - ha sottolineato il direttore generale Marcello Fiori - prosegue l’impegno dell’Istituto in favore dei nostri assistiti, sempre più al centro degli interventi e dei servizi erogati. Negli ultimi anni il modello ‘Centro protesi Inail’, considerato un’eccellenza anche a livello europeo, si è evoluto fino a costituire una vera e propria rete nazionale di prossimità, portando sul territorio un approccio multidisciplinare e multidimensionale delle prestazioni di assistenza protesica. Un modello altamente specializzato, che considera la persona nella sua globalità, valutando non solo il deficit, ma anche le abilità possedute e la situazione personale e familiare. E dopo Cagliari – ha annunciato – i lavori proseguono con tre nuovi Punti di assistenza già in fase di realizzazione ad Ancona, Catania e l’Aquila”.

(Adnkronos) - L'indiscrezione dell'Adnkronos sul probabile approdo nel cartellone della Mostra del cinema di Venezia del documentario sugli Oasis non è passata inosservata a Liam Gallagher, grazie ad una delle fan più devote della band britannica. L'articolo pubblicato domenica sul sito di Adnkronos e sull'agenzia di stampa, in cui si dava conto della più che probabile presenza nel cartellone del Lido dell'atteso ‘Don’t Look Back In Anger’ e della conseguente speranza di vedere i fratelli Gallagher sul red carpet del Lido, è stato infatti postato su 'X', nella sua versione inglese, dalla fan Adele V (@liamgadele), e tra i molti commenti, tra speranza e incredulità, è arrivato anche quello del frontman della band, che spesso commenta i post di questo account dedicati agli Oasis e che questa volta ha scritto sibillino: "Non credere alla verità".
Adele V, accanto alla foto dell'articolo di Adnkronos, aveva scritto in inglese: "Si vocifera che gli Oasis saranno a Venezia il prossimo settembre: me lo immagino già Liam, come un James Bond, arrivare in gondola mentre tutti i pesci svengono". E Liam non si è fatto pregare: con quella frase che unisce la verità all'incredulità alimenta le speranze dei fan. Se la cosa non fosse nei piani avrebbe potuto serenamente smentire, è la condierazione di molti. Per la Mostra di Venezia, sarebbe un grande colpo avere i Gallagher al Lido proprio mentre i fan italiani attendono l’ufficializzazione di concerti italiani per il prossimo anno (si vocifera da tempo di due possibili date allo Stadio Olimpico di Roma per l'estate 2027).
Il doc - che arriverà nelle sale italiane e in alcune sale Imax nel mondo il 10 settembre, prima di approdare in streaming in esclusiva su Disney+ a livello internazionale entro la fine dell’anno - segue l’inaspettato ritorno di Liam e Noel Gallagher dal vivo dopo 16 anni, con il trionfale tour di reunion Oasis Live '25, uno degli eventi rock più clamorosi e attesi del 2025.
Il film racconta dall’interno quello che viene definito il più grande evento musicale dell’anno, restituendo l’energia della band e l’emozione dei fan in tutto il mondo. La prospettiva è privilegiata: accesso alle prove, al backstage, al palco e alle prime interviste congiunte dei due fratelli dopo oltre vent’anni. Accanto al tour mondiale sold out, il documentario esplora anche il peso emotivo e culturale di questo momento, e ciò che la musica degli Oasis continua a rappresentare per il pubblico di diverse generazioni. 'Don’t Look Back In Anger' - ideato da Steven Knight e diretto da Dylan Southern e Will Lovelace - è prodotto da Magna Studios e Sony Music Vision.
Il cartellone del Lido verrà svelato dal direttore della Mostra, Alberto Barbera, e dal presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, il prossimo 23 luglio, nella tradizionale conferenza stampa a poco più di un mese dall'inizio della kermesse che si svolgerà dal 2 al 12 settembre.

(Adnkronos) - La Corte d’appello di Venezia ha condannato la società proprietaria dell’elicottero affittato al Suem 118 di Mestre (Venezia) a risarcire con oltre 120mila euro il figlio di un’anziana sollevata in aria e poi scaraventata a terra dallo spostamento d'aria provocato dalle pale del velivolo.
Come racconta il Gazzettino, i fatti risalgono al 2019, quando l’anziana di 84 anni, malata oncologica e molto magra, venne risucchiata e poi scaraventata a terra dal vortice dell’elicottero che stazionò brevemente a un’altezza tra i 5 e i 7 metri sopra il cortile di casa sua. L’anziana in seguito fu ritrovata riversa a terra con alcune fratture ad entrambi gli arti superiori che andarono a ledere la sua autonomia e raccontò al Pronto soccorso di essere stata sollevata dal vortice d’aria dell’elicottero. Sebbene non ci fossero testimonianze dirette, la combinazione dei dati tecnici prodotto ha convinto i giudici a dare ragione al figlio della donna, riconoscendogli il danno non patrimoniale sofferto dalla madre nel periodo successivo alla caduta.

(Adnkronos) - Polverizzare un tumore cerebrale con il laser mantenendo sotto controllo, in tempo reale, le strutture nervose più delicate del cervello. È l’approccio applicato all’Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia) dove la termoablazione laser (Litt, 'Laser Interstitial Thermal Therapy') è stata integrata con avanzate tecniche di studio e monitoraggio anatomo-funzionale del cervello. L’intervento è stato eseguito su un paziente di 57 anni affetto da un tumore localizzato in prossimità dell’area del linguaggio. La procedura - riferisce l’Irccs molisano - si è svolta senza complicanze e il paziente è stato dimesso a circa 36 ore dall’intervento. La procedura ha coinvolto un’équipe multidisciplinare composta da neurochirurghi, neuropsicologi, neuroradiologi e anestesisti, sotto la guida di Sergio Paolini, responsabile della Neurochirurgia III dell’Irccs Neuromed e professore all’Università Sapienza di Roma.
La termoablazione laser è una procedura mini-invasiva attualmente eseguita in pochi centri europei e realizzata al Neuromed nell’ambito di una collaborazione con la Neurochirurgia dell’ospedale pediatrico Aorn Santobono Pausilipon Irccs di Napoli, pioniera e leader in Italia nell’utilizzo di questa metodica. La procedura - continua la nota - prevede l’introduzione nel cervello di una fibra ottica del diametro inferiore ai 2 millimetri. Dopo il posizionamento della fibra, ottenuto per via robotica tramite una microincisione chirurgica, il paziente viene trasferito in risonanza magnetica per l’ablazione vera e propria. Il laser veicolato dalla fibra genera un aumento controllato della temperatura che consente la distruzione del tessuto patologico.
L’elemento che ha caratterizzato la procedura - descrivono gli esperti - è l’integrazione del laser con le più moderne tecnologie di imaging cerebrale. Grazie all’utilizzo della risonanza magnetica ad alto campo equipaggiata con i più moderni algoritmi di intelligenza artificiale, l’équipe ha potuto seguire in tempo reale il rapporto tra l’area sottoposta all’azione del laser e le aree cerebrali eloquenti, quelle che presiedono a funzioni fondamentali come il movimento e il linguaggio.
Alla base dell’intervento c’è stato quindi un approfondito studio preoperatorio dell’anatomia e delle funzioni proprie del paziente integrato con le informazioni acquisite durante l’ablazione. Queste fasi sono state messe in atto dal neuroradiologo Andrea Bartolo e dal neuropsicologo Marco Ciavarro dell’Irccs Neuromed.
“La Litt è un’opzione terapeutica applicabile in casi selezionati di tumori cerebrali primitivi o metastatici localizzati in aree particolarmente profonde o critiche - spiega Paolini - la stessa metodica è applicabile anche alla rimozione di malformazioni vascolari note come cavernomi. La costante sfida della neurochirurgia non è soltanto trattare la lesione ma farlo preservando nel modo più accurato possibile le funzioni neurologiche e la personalità del paziente. Le moderne tecniche di studio funzionale del cervello ci consentono oggi di pianificare questi interventi con un livello di precisione che fino a pochi anni fa non era disponibile. In questo caso, il passo in avanti risiede nella possibilità di monitorizzare in tempo reale gli effetti della procedura tramite la risonanza magnetica”.
Le tecniche mininvasive “stanno ampliando le possibilità terapeutiche della neurochirurgia moderna il nostro gruppo da anni adotta questa filosofia nella chirurgia dei tumori cerebrali e spinali - prosegue Paolini - È importante però sottolineare che la mini-invasività è realmente percorribile laddove si accompagni a una riduzione del trauma chirurgico e al tempo stesso preservi o migliori l’efficacia e la sicurezza della procedura. Questo requisito è raggiunto appieno dalla termoablazione poiché la necrosi termica della lesione tumorale è a tutti gli effetti assimilabile a una rimozione chirurgica e i pazienti possono lasciare l’ospedale a poche ore dalla procedura”.

(Adnkronos) - Secondo molti sarà una finale anticipata tra due delle nazionali migliori al mondo, se non addirittura le più forti in assoluto. Francia e Spagna, martedì notte ad Arlington in Texas, si sfidano nella prima semifinale dei Mondiali 2026. Nonostante si siano incrociate in ben 38 occasioni, la sfida di domani sera sarà solo la seconda in una rassegna iridata: l’unico precedente, infatti, risale al 2006 quando i transalpini si imposero, in rimonta, per 3-1 sulle Furie Rosse. Gli esperti Sisal vedono la Francia favorita a 2,35 contro il 3,25 sia del pareggio che del successo della Spagna: Bleus avanti, a 1,67, anche per il passaggio turno, dato a 2,20 per Yamal e compagni. I ragazzi di Deschamps sono a caccia della terza finale consecutiva nel torneo, impresa finora riuscita solo a Germania Ovest e Brasile: i transalpini, però, devono fare molta attenzione perché gli ultimi due incontri, Europei e Nations League sempre in semifinale, hanno sorriso agli iberici. Gara dalle tante emozioni e dai tanti gol: un incontro con almeno 4 reti è offerto a 3,10. Attenzione anche a un possibile Ribaltone, come avvenuto nel match di 20 anni fa, dato a 7,25 mentre almeno un gol nel recupero del secondo tempo è ipotizzato a 4,50. Tante reti, tanto equilibrio che lo scenario di una sfida decisa ai calci di rigore è offerto a 6,00. Sia Deschamps che De la Fuente hanno a disposizione una rosa lunghissima e potrebbero dar fondo alla loro rosa: una sfida con almeno 9 sostituzione è scenario dato a 1,90.
Francia-Spagna sarà anche una sorta di Clásico in salsa americana: Kylian Mbappé e Lamine Yamal, infatti, sono i leader tecnici delle due formazioni. Devastante finora il capitano dei Blues, come dimostrano gli 8 gol e 3 assist finora distribuiti nel torneo; più in difficoltà, ma sempre determinante, il numero 10 del Barça che però potrebbe trovare lo spunto giusto nella gara più importante. Mbappé primo marcatore del match è offerto a 4,50 mentre Yamal che sfodera una prestazione con gol o assist è dato a 2,40. Occhio però anche a Michael Olise, assist a 3,25, e a Mikel Oyarzabal, nel tabellino dei marcatori a 3,00.

(Adnkronos) - Il primo caso 2026 di West Nile nel Lazio, un 29enne in provincia di Latina già dimesso dall'ospedale Goretti di Latina, "era un evento abbastanza prevedibile, anche se tutt'altro che scontato. Lo scorso anno la provincia di Latina è stata interessata da un importante focolaio e, ormai da diversi anni, situazioni analoghe si registrano in molte aree del Nord Italia. Dobbiamo acquisire maggiore familiarità con queste dinamiche e con alcune arbovirosi, come la febbre West Nile e la Dengue, che sono ormai stabilmente presenti sul territorio e possono riemergere periodicamente. Il fatto che il sistema di sorveglianza della Regione Lazio abbia individuato un caso autoctono con sintomatologia piuttosto lieve dimostra che il sistema funziona e che esiste una sempre maggiore attenzione clinica e una più elevata capacità diagnostica. L'esperienza maturata nel 2025 ha infatti rafforzato le attività di sorveglianza e la capacità di intercettare tempestivamente i casi. La presenza di un caso autoctono non indica una mancanza di controllo ma al contrario testimonia l'efficacia del sistema nel riconoscere rapidamente il paziente e attivare le necessarie misure di sanità pubblica”. Lo spiega all'Adnkronos Salute Fabrizio Maggi, direttore del Dipartimento di Epidemiologia, ricerca preclinica e diagnostica avanzata dell'Inmi Spallanzani di Roma.
La febbre West Nile ('West Nile Fever') è una malattia provocata dal virus West Nile. I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare (più frequentemente del tipo Culex), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri. Nel 2025 il 'West Nile Virus' ha raggiunto la più ampia diffusione in Italia, con 773 casi confermati contro i 332 del 2023. Lo scorso 10 giugno si è svolto allo Spallanzani il corso di formazione 'Arbovirus: patogeni d’importazione con rischio di circolazione autoctona'.
Come si fa la diagnosi di West Nile? "Ci sono dei sintomi 'spia' che possono farci capire che siamo di fronte non ad una semplice febbre ma ad una zoonosi - avverte Maggi - Se c'è febbre ed è accompagnata da un rush cutaneo, ad esempio, questo già deve allertarci. Va ricordato che solo il 20% di chi si infetta è sintomatico e con segnali molto variabili: febbre appunto, stanchezza e debolezza. Esiste poi una piccolissima parte di soggetti che può avere sintomi più aggressivi e neurologici, per questi c'è la necessità di un ricovero. E' chiaro che poi possono essere anche altri i fattori che possono aiutare i medici, ad esempio se la persona vive vicino a specchi d'acqua (laghi, fiumi, acquitrini) dove la zanzara è statisticamente più presente. Oggi i medici di famiglia del Lazio sono più sensibili nel fare una diagnosi differenziale e questo ci aiuta".
Ci sono test per identificare e confermare la febbre West Nile? "Certo, abbiamo una batteria diagnostica ampia - chiarisce lo specialista - c'è un test di laboratorio, possiamo accertare la presenza del virus direttamente nel sangue o nelle urine come anche la presenza di anticorpi".
Di West Nile si può morire come dimostrano i decessi dello scorso anno? "Si, se il soggetto è anziano, con comorbidità o immunocompromesso - conclude Maggi - Solo l'1% delle persone infette ha poi sintomi gravi e ancora meno quelli che hanno sintomi neurologici aggressivi che possono arrivare anche ad un'encefalite letale. Di norma chi ha la West Nile ma è immunocompetente non ha nessuno problema e la malattia si risolve in modo abbastanza semplice". Il consiglio è "di armarci di repellenti non solo quando si parte per mete esotiche ma anche nella quotidianità”, chiosa il virologo.

Se la crisi sullo Stretto di Hormuz perdura la stagflazione è una possibile conseguenza per l'economia. E' lo scenario delineato in un'intervista ad Adnkronos/Labitalia dall'economista Valentina Meliciani, ordinario di economia applicata alla Luiss 'Guido Carli' e direttrice del Luiss Research Center for European Analysis and Policy, che dice sì "misure mirate per famiglie e imprese" nel caso di aumenti dei prezzi dei carburanti in Italia.
Valentina Meliciani, lo Stretto di Hormuz è nuovamente bloccato e le navi non riescono ad attraversarlo per trasportare merci e beni energetici. Quanto 'pesa' sull'economia mondiale questa nuovo passo indietro nella crisi tra Iran e Usa?
Ci siamo accorti da quello che è successo fino a questo momento che la chiusura dello Stretto ha degli impatti importanti a livello globale, perché ovviamente riducendo il flusso di merci ne fa salire il prezzo. E questo comporta un aumento dei prezzi soprattutto dei beni energetici, quindi petrolio e poi anche gas. Di conseguenza questo si riflette poi sulla domanda e può portare ad un rallentamento dell'economia globale. Dipende poi ovviamente poi anche dalla risposta delle banche centrali. La Lagarde ha intenzione di parlare con il governatore della Federal Reserve per capire un po' che tipo di approccio adottare in termini di politica monetaria. Perché ovviamente nel caso dell'Europa la Banca Centrale Europea ha come obiettivo primario il contenimento dell'inflazione. Però è chiaro che l'aumento dei tassi di interesse aggrava il rallentamento dell'economia europea, quindi è sempre difficile rispetto alla situazione post Covid in cui c'erano stati tanti interventi espansivi in termini di politica fiscale e quindi il rischio di inflazione era maggiore perché non era legato soltanto all'aumento del prezzo delle materie prime, ma era legato anche all'aumento della domanda aggregata. In questo caso noi abbiamo una situazione che si avvicina di più a quella della stagflazione, quindi di un aumento dei prezzi accompagnato però anche da una riduzione della crescita economica. E se la crisi sullo stretto di Hormuz perdura questo è uno scenario possibile. L'economia infatti ha i suoi meccanismi per cui nel lungo periodo trova delle soluzioni. Ad esempio si utilizzeranno rotte diverse per importare le materie prime e ci si sta già muovendo in in questa direzione. Però è chiaro che questo richiede tempo e quindi nell'immediato l'impatto dello stop ad Hormuz può essere fortemente negativo.
Il ministro Urso ha detto che se i prezzi dei carburanti risaliranno il governo pensa ad aiuti mirati a imprese e famiglie, quindi no a nuovi tagli alle accise. È la strada giusta a suo parere?
Io penso che la strada giusta sia un'altra. Con il 'Luiss Research Center for European Analysis and Policy' di cui sono direttrice sosteniamo l'esigenza di un fondo analogo a quello di Next Generation EU sul tema dell'energia, e quindi di una risposta forte a a livello europeo a questa crisi. Però se questo non accade è chiaro che poi i singoli governi qualche cosa devono per forza fare. E su questo sono d'accordo sul fatto che le misure devono essere il più possibile mirate, non generalizzate in una situazione soprattutto come quella italiana, dove ovviamente il problema del debito pubblico è molto importante e quindi non abbiamo la possibilità di mettere in atto misure generalizzate che avrebbero un impatto troppo forte sui conti pubblici.
Secondo lei tra i Paesi europei è l'Italia a rischiare maggiori conseguenze economiche se lo Stretto resta bloccato?
Purtroppo siamo tra i primi Paesi a rischiare di più sicuramente, e per una serie di motivi. Il primo motivo è quello che noi paghiamo l'energia più di molti altri Paesi europei per motivi diversi. La Francia ha il nucleare, ma molti Paesi, ad esempio nordici, e anche la stessa Spagna, sono riusciti a far crescere l'investimento in energia rinnovabile molto più di quanto ci siamo riusciti noi. E quindi la nostra situazione è più fragile sia per il maggior costo dell'energia, sia per la maggiore dipendenza dal prezzo del gas, sia per ovviamente i forti vincoli che abbiamo di bilancio. E poi abbiamo anche la difficoltà di evitare che questo aumento dei prezzi si ripercuota sui i prezzi dei beni al consumo.
Ma lo stop di Hormuz a livello economico pesa più per gli Usa o per l'Europa? Per Trump è più una questione di immagine?
Sì, sì, assolutamente. Gli Stati Uniti sono un paese produttore di energia e quindi da un punto di vista economico possono addirittura quasi in alcune circostanze avvantaggiarsi dall'aumento del prezzo del petrolio che producono. Il problema per Trump è sicuramente di immagine, perché l'opinione pubblica americana, ovviamente la componente maga, aveva eletto Trump proprio nell'idea che non ci sarebbero state guerre e che l'amministrazione americana si sarebbe focalizzata su obiettivi interni agli Stati Uniti. Quindi il fatto che invece insomma di guerre ce ne sono state, che c'è difficoltà ad interromperle sicuramente non è positivo in termini di immagine per Trump. E questo è quello su cui possiamo un po' sperare,la sua volontà di arrivare a un accordo in vista anche delle elezioni di Midterm.
Partendo da queste difficoltà legate allo Stretto di Hormuz per l'Italia, secondo lei il governo in questo scorcio di fine legislatura cosa può fare a livello economico per guardare a un futuro diverso per il nostro Paese, più autonomo rispetto a queste tensioni internazionali?
Ci sono degli interventi che si possono mettere in campo. E' chiaro però che di tempo a disposizione ce n'è stato tanto e quindi cercare di fare tutto nell'ultimo periodo di legislatura è un po' difficile da pensare. Innanzitutto agire sulla riforma del mercato dell'energia, della quale si parla da tempo e su cui ci si è iniziati a muovere, secondo me non in maniera corretta per quanto riguarda ad esempio la parte sull'Ets. Questo perché proporre delle misure sulle quali non c'è accordo a livello europeo finisce per diventare una perdita di tempo. Decisioni potrebbero essere invece prese nella direzione di un disaccoppiamento, ad esempio del prezzo dell'energia dal prezzo del gas. Una serie di misure che possono in qualche modo aiutare anche nel breve periodo. E poi è importante anche la posizione a livello europeo. Se si vuole andare, come credo che l'Italia voglia fare, verso, ad esempio, un finanziamento di una politica energetica a livello europeo, è chiaro che la postura nei confronti degli altri paesi europei non può essere quella in cui si accusa l'Europa di tutti i mali del nostro Paese, perché le due cose non vanno d'accordo l'una con l'altra. Dopo i dissidi con Trump la posizione mi bra che sia virata verso quella di cercare un accordo a livello europeo, ed è la direzione secondo me giusta. (di Fabio Paluccio)

(Adnkronos) - "Con la Juventus tutto si è svolto in maniera veloce. Ho dovuto prendere anche decisioni veloci, lasciare una società come il Sassuolo non era facile perchè con la proprietà c'è un legame speciale. Dal momento in cui sono stato contattato dalla Juventus non ci ho pensato un attimo, non puoi dire di no ad una società come la Juventus, appena ho avuto questa proposta ho subito accettato". Queste le parole dell'amministratore delegato della Juventus Giovanni Carnevali, al microfono de 'La Politica nel pallone' su Gr Parlamento.
"I primi 20 giorni sono stati belli intensi e affascinanti, inizia una nuova sfida -sottolinea l'ad bianconero-. Mi sono immedesimato in questa nuova avventura con tante cose da fare. Ci sono tutte le possibilità per cercare di fare qualcosa di importante. In questi giorni ho cercato di capire come funziona questa società che ha tante risorse, dando priorità all'area sportiva, una delle prime cose che ho cercato d fare è quello di inserire e di migliorare quella che era la struttura sportiva inserendo subito un nuovo dirigente come Ricky Massara, persona di grande capacità, che va a lavorare in sinergia con Marco Ottolini, e questo ci può dare una struttura sportiva all'interno della società, poi c'è Chiellini per i rapporti istituzionali, lui è anche consigliere federale all'interno della Lega. L'area sportiva è stata dunque la base iniziale per costruire la Juventus del futuro. Ora andremo a sistemare l'area dello scouting, cha abbia una visione nazionale e internzionale. C'è poi un allenatore come Spalletti, uno dei migliori in assoluto. E questa è la cosa più importante, ci può dare la possibilità di costruire qualcosa di valido con idee vincenti".
Carnevali parla poi del mercato. "Di nomi se ne fanno tanti, perché società come la Juve a livello internazionale devono essere aperte su tanti fronti. Le priorità sono un portiere e un attaccante. Kolo Muani? Uno lo può acquistare in 10 minuti se sta alle richieste del Psg, che noi reputiamo troppo elevate, quindi o troviamo un accordo o vireremo su altri giocatori. La richiesta al momento è superiore a 45 milioni. Frattesi? È un ragazzo straordinario, che ha trovato poco spazio nell'Inter, farebbe comodo a tutti i grandi club. Chiaramente però abbiamo tanti grandi giocatori e dobbiamo trovare le possibilità di cederli. Frattesi è un giocatore straordinario, ma in quel ruolo non abbiamo la necessità di un giocatore come lui".

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Si è aperto questa mattina nel tribunale di Tempio Pausania il
procedimento davanti al gup sull'omicidio di Cinzia Pinna, la
33enne di Castelsardo uccisa la notte tra l'11 e il 12 settembre
del 2025 con tre colpi di pistola al volto dall'imprenditore del
vino Emanuele Ragnedda all'interno della sua tenuta di Concaentosa,
tra Palau e Arzachena, in Gallura. Ragnedda, presente in aula
accompagnato dalla polizia penitenziaria, deve rispondere di
omicidio volontario aggravato da crudeltà, motivi abbietti e
sevizie, occultamento di cadavere, calunnia e cessione di
cocaina.
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(Adnkronos) - Un uomo di 53 anni e una donna di 57 hanno perso la vita questa mattina in un incidente stradale avvenuto sulla via Appia, a Cisterna di Latina, in località Le Castella. Erano circa le 12 quando il veicolo sul quale viaggiavano, proveniente da Velletri, per cause ancora in fase di accertamento è uscito di strada, finendo contro un albero a bordo carreggiata. Per i due non c'è stato nulla da fare: i sanitari dell'Ares 118 intervenuti sul posto non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.
Sul luogo dell'incidente sono intervenuti anche i vigili del fuoco e gli agenti del commissariato di Cisterna, oltre alla polizia locale che sta effettuando i rilievi per ricostruire la dinamica del sinistro. Il veicolo è stato posto sotto sequestro e le due salme sono state messe a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Secondo le prime informazioni, le due vittime non erano residenti nella zona. Testimoni presenti sul luogo dell'incidente avrebbero riferito di aver visto l'auto procedere sulla strada e virare improvvisamente verso l'albero. Non si esclude un malore del conducente. La strada è stata temporaneamente chiusa al traffico per consentire i soccorsi e i rilievi. La circolazione è stata successivamente ripristinata e la situazione ora risulta tornata alla normalità.

(Adnkronos) - La Germania ha convocato l'ambasciatore russo a Berlino per protestare contro una serie di attacchi informatici ai danni dell'Unione europea, mentre Ue e Regno Unito hanno annunciato nuove sanzioni contro la Russia in relazione agli attacchi. "Questa mattina abbiamo convocato l'ambasciatore russo al ministero degli Esteri in relazione ad attacchi informatici ostili", ha dichiarato ai giornalisti una portavoce del dicastero tedesco.
In mattinata cnhe la Francia aveva fatto sapere che nei prossimi giorni avrebbe convocato l'ambasciatore russo a causa della "vasta campagna informatica" lanciata da Mosca a fini di sabotaggio e spionaggio in diversi Paesi europei, tra cui la Francia. "Imporremo sanzioni anche a nove individui e quattro entità responsabili di questa campagna informatica, orchestrata dai servizi di sicurezza dell'Fsb", ha dichiarato Jean-Noel Barrot in un'intervista a BfmTv/Rmc.

(Adnkronos) - Ora è ufficiale: Paulo Dybala rinnova per una stagione, fino al 30 giugno 2027, il suo contratto con la Roma. Lo annuncia il club giallorosso, con una nota sul proprio sito web. "L’AS Roma è lieta di annunciare l’accordo per il rinnovo del contratto di Paulo Dybala fino al 30 giugno 2027. Arrivato nella Capitale nell’estate del 2022, Dybala ha saputo accendere fin dal primo giorno l'entusiasmo della tifoseria, diventando un pilastro tecnico e un leader dentro e fuori dal campo, collezionando 139 presenze e 45 gol. La storia tra la Roma e la Joya continua per scrivere nuove pagine. Avanti insieme, Paulo!".

(Adnkronos) - Accertare i motivi della presenza di Valter Lavitola nella redazione di Report e quante volte questo sia accaduto, ma anche analizzare le tante interviste rilasciate dall’imprenditore in questi giorni per capire se ci siano dietro dei messaggi rivolti a qualcuno. Sono questi alcuni degli approfondimenti a cui lavorano i pm della Dda di Roma che indagano sull’attentato dinamitardo al giornalista Sigfrido Ranucci, che ritengono Lavitola mandante dell’azione e che ora vogliono capire il movente dell’attentato, compiuto da quattro persone, tutte provenienti dalla provincia di Avellino.
Importanti risposte sono attese nelle prossime ore dall’analisi dei cellulari e delle pen drive sequestrate a Lavitola nel corso della perquisizione del 4 luglio scorso nella sua abitazione a Monteverde. Poco prima i carabinieri avevano visto l’ex editore uscire con un trolley, in partenza per il Camerun, dove si trova il suo factotum, Gomes Clesio Tavares, che secondo gli inquirenti era l’intermediario con la banda che ha piazzato l’ordigno. Un “interesse investigativo”, infine, c’è da parte dei pm anche in merito alle numerose dichiarazioni e interviste rilasciate in questi giorni da Lavitola: si vuole capire se dietro ci sia una volontà di inviare “messaggi” o se si tratti di un tentativo di depistare le indagini.

Se si guarda oltre l’entusiasmo generalista per l’Intelligenza Artificiale, i numeri reali raccontano un’Italia che ha ormai superato la fase dei proof of concept per trasformare gli algoritmi in un solido comparto industriale. Proprio nel giorno in cui si celebra l’Artificial Intelligence appreciation day, l’Italian tech landscape 2026, lo studio realizzato da La tech made in Italy in collaborazione con Altermind per mappare e valorizzare le eccellenze tecnologiche del nostro Paese, fotografa un ecosistema che ha raggiunto i 4,1 miliardi di euro di ricavi totali, supportato da una forza lavoro specializzata di 22.740 dipendenti. Un dato che spicca, e che testimonia l’alto valore aggiunto del settore italiano, è la sua redditività: il ricavo medio per singola soluzione AI si attesta infatti su 69,1 milioni di euro, con un rendimento medio per addetto pari a 179.000 euro.
A livello geografico, la creazione di valore su larga scala risulta ancora strutturalmente concentrata attorno a pochi hub dominanti, con una netta scissione tra i territori che generano i maggiori volumi finanziari e quelli che registrano la più alta densità di innovazione software. Il Piemonte guida la classifica economica nazionale raccogliendo ben 2,29 miliardi di euro di ricavi, una cifra che da sola rappresenta il 55,7% dell’intero giro d’affari del Paese, pur essendo concentrata su appena 3 soluzioni censite. La Lombardia si posiziona invece al secondo posto per ricavi totali con 1,02 miliardi di euro (24,9% del totale), ma si conferma il vero e proprio laboratorio d’Italia e il cuore pulsante dello sviluppo, dominando nettamente il panorama tecnologico con ben 29 soluzioni IA attive sul territorio. Al terzo posto si consolida la Toscana, che registra 705 milioni di euro di ricavi, corrispondenti al 18,2% del totale, sostenuti da 6 soluzioni software dedicate.
Molto più distanti appaiono le altre realtà regionali, che mostrano numeri decisamente più contenuti sul fronte del fatturato ma una vivace attività di sviluppo sul territorio. Per quanto riguarda la paternità delle soluzioni IA, dietro la Lombardia si posizionano infatti l’Emilia Romagna con 9 soluzioni, la Campania (8), il Veneto (7) e il Lazio (6). Dal punto di vista della performance finanziaria, invece, il resto del territorio si spartisce le quote rimanenti con la Campania a 15,6 milioni di euro (0,4%), il Lazio a 12,1 milioni (0,3%), le Marche a 11,2 milioni (0,3%) e l’Emilia Romagna a 6,7 milioni (0,2%). I volumi più ridotti si registrano in Veneto con 2 milioni di euro, in Friuli Venezia Giulia con 1,3 milioni e in Puglia con 0,2 milioni. Nonostante i numeri da record, lo studio evidenzia sfide sostanziali.
L’adozione dell’IA risulta ancora disomogenea tra le piccole e medie imprese, le competenze digitali continuano a restare indietro rispetto alla media europea, e il passaggio dall’eccellenza della ricerca alla scalabilità delle piattaforme rimane troppo selettivo. “L’Intelligenza Artificiale - spiega Max Brigida, founder de La Tech Made in Italy - sta riscrivendo radicalmente le regole del modello operativo aziendale, spostando l’asse verso un’organizzazione ibrida in cui la tecnologia amplifica il potenziale umano senza sostituirlo In questo nuovo scenario, la vera discriminante competitiva per un’azienda non è più la semplice adozione dell’IA, ma la capacità di governarla e integrarla a fondo nei processi decisionali e operativi, considerandola come una risorsa strategica a tutti gli effetti. Chi saprà orchestrare questa sinergia otterrà benefici immediati in termini di velocità, efficienza e spinta all’innovazione”.
Il prossimo obiettivo strategico per il Paese dovrà concentrarsi su tre fronti: l’IA industriale per la produttività manifatturiera, infrastrutture e modelli IA sovrani, e l’accelerazione dei talenti tra le pmi e i poli di ricerca. “Siamo di fronte - conclude Max Brigida - a un bivio decisivo per la nostra competitività internazionale I numeri dimostrano che abbiamo l’infrastruttura, i capitali e i campioni tecnologici per dominare nicchie di mercato globali, come dimostra la convergenza tra la nostra manifattura storica e l’automazione intelligente. Ora dobbiamo evitare il rischio di un collo di bottiglia nella commercializzazione: il prossimo step è portare questa rigorosa disciplina finanziaria e tecnologica fuori dai grandi poli, trasformando l’adozione dell’IA da vantaggio competitivo per pochi a standard operativo per l’intero tessuto industriale italiano”.

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