
"Per la prima volta sono d'accordo con Landini". Vittorio Feltri, ospite di Bianca Berlinguer in collegamento con E' sempre Cartabianca su Rete4, viene interpellato dalla conduttrice dopo un servizio che documenta i provvedimenti assunti da un'azienda della grande distribuzione dopo alcuni 'test del carrello': alcuni ispettori hanno messo alla prova i dipendenti, che hanno 'fallito' la prova perché non si sono accorti della presenza di prodotti non pagati nel carrello. In alcuni casi sono scattati i licenziamenti. "Ho 58 anni, faccio questo lavoro da 33 anni. Vivo in una famiglia monoreddito, con figlio e madre disabile", racconta una lavoratrice colpita da licenziamento.
"E' stata una situazione umiliante, mi sono sentita male e sono stata portata al pronto soccorso. Al rientro, mi hanno consegnato il provvedimento", aggiunge. Sulla vicenda viene riportata la posizione del segretario della Cgil, Maurizio Landini: "I licenziamenti vanno ritirati e basta", dice Landini bocciando altre ipotesi che prevederebbero la commutazione del licenziamento in misure di altro tipo.
Alla fine, il parere di Feltri: "Per la prima volta sono d'accordo con Landini. E' un pretesto per colpire il lavoratore", dice il giornalista, che durante il collegamento è protagonista di un breve e vivace scambio con lo studente universitario che recentemente, a Atreju, ha contestato la ministra dell'Università, Anna Maria Bernini, sul tema del 'semestre filtro', il nuovo sistema di accesso alla facoltà di Medicina: "Non conosco la vicenda nel dettaglio. Tutti abbiamo fatto l'università, anche io ho fatto l'università e non ho fatto tutti questi casini. Dopo il semestre hai lavorato? Bravo, lavora e non rompere i coglio...", la sintesi di Feltri.

La proposta di istituire un tavolo di confronto sulla riforma delle procedure di accesso alla facoltà di Medicina e la disponibilità ad intervenire con modifiche già dal prossimo anno accademico: è la linea della ministra dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, esposta in un incontro con il Consiglio nazionale degli studenti universitari.
Non si tornerà al test d'ingresso ma si potrebbe intervenire su altri aspetti, come ad esempio l'ampliamento dei tempi tra la fine dei corsi e gli appelli.

"Avete fatto così? Avete sempre sbagliato". Tra la valanga di video di influencer e simili, con consigli di ogni genere sui social, ogni tanto ne spunta uno che fa centro perché, almeno apparentemente, regala un suggerimento prezioso o addirittura illuminante. E' il caso della clip pubblicata su TikTok da Jessica Alzamora, una donna di origine latinoamericana che vive a Chicago. Alzamora non è un peso massimo dei social: nemmeno 3mila follower su TikTok, poco più di 9mila su Instagram. Sui propri account, racconta soprattutto le proprie giornate in palestra e il percorso per perdere peso.
Il suo volto, però, rimbalza praticamente ovunque da un paio di giorni. Da quando, cioà, ha pubblicato un breve video che mostra il modo corretto, o almeno più opportuno, di indossare un giaccone con cappuccio 'guarnito' da una pelliccia. Si tratta di indumenti molto comuni in ogni paese e ampiamente utilizzati d'inverno. A Chicago, dove vive la ragazza, le temperature scendono abbondantemente sotto lo zero.
Alzamora, quindi, ha pensato bene di spiegare al mondo - letteralmente - come si indossa correttamente il cappuccio 'peloso'. "Ragazzi, state indossando questo giubbotto nel modo sbagliato", dice. "Smettete di indossarlo così", dice indicando la pelliccia attorno al cappuccio. "Non deve essere alla moda, deve essere funzionale. Dovete piegarlo così", dice portando la pelliccia all'interno.
"Se lo mettete all'interno, copre le vostre orecchie e blocca l'aria fredda. E voi siete decisamente al caldo", dice. Banale? Geniale? E' suggerimento valido? La clip brevissima, poco più di una decina di secondi, a quanto pare fa centro in maniera clamorosa. Sul profilo TikTok di Alzamora le visualizzazioni superano abbondantemente i 6 milioni. Il tutorial rimbalza su X con post in tutte le lingue. In tutto il mondo, Italia compresa, la retta via viene svelata e apprezzata

La S.S. Lazio ha vissuto oggi un momento di straordinario valore simbolico e strategico, partecipando alla cerimonia ufficiale di chiusura delle contrattazioni del Nasdaq, presso la sede di Times Square a New York. Un evento storico che colloca la Lazio tra le pochissime società sportive al mondo protagoniste di una cerimonia di questo livello all’interno del principale mercato tecnologico globale, a conferma di un percorso di crescita internazionale che posiziona il Club sempre più all’incrocio tra sport, media, innovazione e finanza. Il Nasdaq, leader mondiale nei mercati finanziari e tecnologici, guarda con crescente interesse alla sport industry, settore in forte evoluzione e ad alta patrimonializzazione. In questo contesto, la S.S. Lazio si colloca tra le prime realtà sportive ad aver avviato un dialogo strutturato con un ecosistema avanzato e internazionale.
A rappresentare ufficialmente il Club al Nasdaq sono stati Enrico Lotito, Direttore Generale del Settore Giovanile biancoceleste, ed Emanuele Floridi, Portavoce e Responsabile Strategia e Organizzazione della Comunicazione della S.S. Lazio. "Essere presenti oggi al Nasdaq è motivo di grande orgoglio -ha dichiarato Enrico Lotito-. Rappresenta un passaggio simbolico ma anche concreto di un percorso di crescita che la S.S. Lazio sta portando avanti con visione e responsabilità, guardando al futuro dello sport come sistema integrato fatto di formazione, innovazione e relazioni internazionali".
La presenza della Lazio a Wall Street segna l’avvio di un percorso strutturato e di lungo periodo, orientato al rafforzamento delle relazioni internazionali del Club e allo sviluppo di nuove opportunità di collaborazione nei mercati globali. Un progetto supportato da advisor di primissimo livello - Deloitte Legal e lo studio internazionale Rosestandt, con base a New York - a testimonianza di un approccio altamente qualificato, integrato e multidisciplinare al posizionamento internazionale del brand Lazio. "Suonare la campana del Nasdaq significa portare la Lazio in uno dei luoghi simbolo dell’innovazione globale -ha aggiunto Emanuele Floridi-. È l’inizio di un percorso che va oltre il calcio giocato e racconta un Club capace di dialogare con finanza, tecnologia e media internazionali, valorizzando il proprio brand e la visione distributiva del prodotto in una fase di profonda trasformazione del settore sportivo globale".
La cerimonia di chiusura delle contrattazioni del Nasdaq non rappresenta soltanto un riconoscimento di prestigio, ma un segnale concreto di credibilità, solidità e visione strategica della S.S. Lazio come realtà in grado di dialogare con i principali player internazionali, andando oltre il perimetro sportivo tradizionale. In un mercato del calcio sempre più globale e finanziarizzato, la S.S. Lazio è impegnata nella costruzione di un modello di crescita sostenibile e scalabile, capace di supportare l’espansione internazionale del Club mantenendo al centro governance, disciplina finanziaria e visione di lungo periodo. Un approccio che integra innovazione e accesso ai mercati globali con la tutela dell’identità familiare e dei valori storici del Club, elementi distintivi e competitivi del brand Lazio nel panorama della global sports industry.

Tragedia questa sera a Genova, dove un pedone ha perso la vita dopo essere stato investito da un tir e trascinato per chilometri. Inutili i soccorsi. La vittima è un uomo di 68 anni.
La dinamica è in fase di ricostruzione, ma dalle prime informazioni l'uomo sarebbe stato investito in via Cantore e trascinato per diversi chilometri lungo corso Martinetti. Sul posto 118, polizia locale, Croce Oro e vigili del fuoco.

Il centrodestra ancora al lavoro per definire gli ultimi dettagli della risoluzione di maggioranza che dovrà essere presentata in Parlamento, in vista della partecipazione della premier Giorgia Meloni, al Consiglio Europeo del 18-19 dicembre 2025. Nell'ultima versione del testo in possesso dell'Adnkronos sarebbe stata tolto il passaggio in cui si impegna il governo italiano a "condannare fermamente le persistenti attività ibride dannose e le iniziative di disinformazione, a partire da quelle messe in atto dalla Russia, e a contrastare e prevenire tali minacce, valutando anche l’applicabilità delle rilevanti misure di cui al pacchetto proposto dalla Commissione 'Scudo europeo per la democrazia'''.
Tra gli impegni previsti relativamente al dossier Ucraina resterebbe, invece, quello a "proseguire ogni sforzo per sostenere il processo di pace, continuando a collaborare con gli Stati Uniti e mantenendo coeso il fronte europeo affinché si arrivi ad una pace giusta e duratura in Ucraina basata sul diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite". Confermato anche il pressing nei confronti di Mosca per arrivare a una pace duratura. Nel testo viene sottolineata infatti, la necessità di "continuare ad agire nei confronti della Federazione Russia ricorrendo a tutti gli strumenti della diplomazia incluso quello sanzionatorio, senza prescindere dal coordinamento con gli altri Stati membri del G7 e alla luce di solide basi giuridiche e finanziarie". Spiegando che l'obiettivo è quello "di spingere la Russia a sedersi al tavolo negoziale in buona fede e contribuire costruttivamente alla pace". Nessun riferimento esplicito alla fornitura di armi a Kiev invece risulterebbe presente.
Nell'ultima versione della risoluzione di maggioranza, a quanto si apprende, sarebbe stato aggiunto un passaggio dove si impegna il governo italiano a promuovere in sede Ue il recupero di un piano per un'area di libero scambio Usa-Ue come strumento per rafforzare la collaborazione economica superando le logiche di contrapposizione così da incentivare una crescita comune e competitiva.

Il Ristorante Hotel Cipriani di Rio de Janeiro, guidato dallo chef Nello Cassese e ospitato nell'omonimo edificio, è stato nuovamente nominato miglior ristorante italiano al mondo dalla guida 50 Top Italy 2026 , che presenta il meglio della ristorazione italiana in Italia e all'estero. Il secondo posto è andato a Il Carpaccio, guidato da Alessandra Del Favero e Oliver Piras , situato presso Le Royal Monceau, a Parigi. Il terzo posto è andato a DaNico dello Chef Daniele Corona, a Toronto.
La cucina italiana, recentemente dichiarata Patrimonio culturale immateriale dell'Umanità dall'Unesco, è stata celebrata dai suoi massimi esponenti durante il gran galà della cucina italiana 50 Top Italy 2026 al Teatro Manzoni di Milano.
Il quarto posto è andato al Rezdôra di Stefano Secchi a New York, mentre il quinto è andato al Da Vittorio Shanghai , di proprietà della famiglia Cerea. Il sesto posto è andato a Torno Subito a Singapore, sotto la direzione dello chef Alessio Pirozzi e la supervisione di Massimo Bottura. Il settimo posto è andato al Fiola di Fabio Trabocchi a Washington Dc, e l'ottavo posto a Otto e Mezzo Bombana a Hong Kong, dello chef Umberto Bombana. Il nono posto è andato ad 'Agli Amici Rovinj' a Rovigno, di proprietà della famiglia Scarello, e il decimo posto ad Acquarello di Mario Gamba a Monaco di Baviera.
I paesi con il maggior numero di sedi nella classifica di quest'anno sono gli Stati Uniti, la Francia e la Svizzera con 7 sedi ciascuno, seguiti da Cina e Belgio con 4. Sono stati assegnati sedici premi speciali al meglio della cucina italiana dentro e fuori i confini del Belpaese: Il Premio Pranzo dell'Anno 2026 – Pastificio dei Campi è andato a Il Carpaccio di Parigi; il Premio Piatto dell'Anno 2026 – Premio Latteria Sorrentina è andato a Fusillo al Ferretto, Lamiaceae, Caprino e Lime di Marotta Ristorante di Squille, mentre il Miglior menu degustazione 2026 – Premio Latteria Sorrentina è andato a Miseria e Nobiltà dell'Osteria Francescana di Modena.
Lo chef dell'Anno 2026 – Premio Ferrarelle è Nello Cassese del Ristorante Hotel Cipriani di Rio de Janeiro. Il Maître dell'Anno 2026 – Premio Maistà è Massimo Raugi presso Villa Crespi a Orta San Giulio. Il manager dell'Anno 2026 – Premio Il Fritturista – Oleificio Zucchi (Manager dell'anno 2026 – Premio Il Fritturista – Oleificio Zucchi) è Gianni Caprioli di Giando a Hong Kong. Il Premio novità dell'anno 2026 – Solania è andato a Orsini di Zurigo, mentre il Premio Sommelier dell'Anno 2026 è andato a Emanuele Izzo presso Piazzetta Milù a Castellammare di Stabia.
Il Premio made in Italy 2026 – Salumi Coati è andato a Torno Subito di Singapore, mentre il Premio Performance dell'Anno 2026 – D'Amico è andato a Roscioli Salumeria con Cucina di Roma. Il Premio migliore prima colazione 2026 – Latteria San Salvatore è andato a Il San Corrado di Noto , in Sicilia, mentre il Premio Icon 2026 – Latteria San Salvatore è andato a Mario Gamba di Acquarello di Monaco. Il Premio migliore comunicazione social 2026 – Premio Mammafiore è andato a Uliassi di Senigallia. Il Premio One to Watch 2026 – Goeldlin è andato a Sustànza di Napoli. Il Premio Pasticceria nella Ristorazione 2026 – Premio Mulino Caputo è andato al ristorante Duomo di Ragusa, mentre il Premio Pasticceria dell'Anno 2026 – Premio Mulino Caputo è andato a Pietro Macellaro di Piaggine.

Il tira e molla nelle trattative in corso per arrivare a una tregua nella guerra della Russia all'Ucraina si fonda su basi geopolitiche: le pretese territoriali di Mosca, le garanzie per Kiev e per l'Europa, la ridefinizione di equilibri che, andando otre la smania da 'pacificatore' di Donald Trump, conta anche per gli Stati Uniti. Ma dietro c'è anche una gigantesca partita economica che si gioca su più fronti: nuovi equilibri commerciali, energia, terre rare, ricostruzione. Con una serie di incognite e qualche punto fermo a definire i possibili scenari.
Semplificando e riducendo l'analisi al nucleo principale della questione, il futuro ruolo e i margini di manovra che avrebbero nel dopoguerra l'aggredito, l'Ucraina, e l'aggressore, la Russia, determina una serie di potenziali conseguenze, anche sul piano economico, che contribuiscono a orientare le mosse non solo dei due Paesi coinvolti ma anche dei principali attori che, per ragioni geografiche e per ragioni di influenza, sono più interessati: l'Europa, con le diverse declinazioni nazionali, e gli Stati Uniti. Un epilogo o un altro del conflitto in Ucraina sposta ingenti flussi di denaro, sia direttamente sia indirettamente. Due i principali scenari che si possono considerare.
L'Ucraina fuori da Nato e Ue resta sotto la minaccia russa
In questo scenario, ci si arrivi per via militare o con un negoziato che finisce male, la guerra si chiuderebbe con una buona parte degli obiettivi iniziali di Vladimir Putin sostanzialmente centrati: una parte dell'Ucraina finirebbe definitivamente in mano russa e l'altra parte resterebbe sotto la costante minaccia di Mosca. L'Europa si troverebbe in una difficile posizione sul piano geopolitico, con la Russia più forte alle proprie porte e con una serie di implicazioni negative sul piano economico: le più evidenti sarebbero costanti tensioni sul fronte dell'energia e dell'approvvigionamento di materie prime; il rischio di perdere ulteriore terreno sul piano commerciale, con la prospettiva di una consistente riduzione dell'export; la perdita di opportunità nella ricostruzione del Paese.
L'Ucraina nella Ue e con un'indipendenza reale e garantita da Mosca
In questo scenario, sicuramente più auspicabile nella prospettiva europea, la guerra si conclude con le garanzie necessarie ad avere un'Ucraina realmente indipendente, all'interno della Ue, e con margini di sicurezza reali rispetto all'ipotesi di futuri attacchi da parte di Mosca. L'Europa potrebbe rivendicare di aver difeso i suoi valori sul suo fronte orientale e sarebbe un successo sul piano geopolitico, soprattutto perché ne uscirebbero ridimensionate le ambizioni iniziali di Putin che, insieme alle conquiste territoriali, ha sempre puntato a fare dell'Ucraina un prezioso paese satellite. Sul piano economico, una fine dignitosa del conflitto potrebbe riaprire per l'Europa possibilità che la guerra ha compromesso, sia guardando al mercato dell'energia sia guardando agli sviluppi commerciali. E ci sarebbe da giocare, con introiti garantiti e opportunità sul piano imprenditoriale e strategico, la partita della ricostruzione. L'allentarsi delle tensioni in uno dei focolai che ha maggiormente preoccupato i mercati negli ultimi quattro anni, avrebbe ripercussioni positive anche sul piano finanziario.
Se i due scenari tracciati fanno prevedere per l'Europa conseguenze ragionevolmente certe, in un senso o nell'altro, più di una variabile pesa invece sugli Stati Uniti. Non perché non sia possibile considerare i benefici e i costi che ne deriverebbero, in un caso e nell'altro, ma perché è difficile stabilire quali siano i reali interessi di Donald Trump. Nel suo caso, strategia geopolitica e affari potenziali restano strettamente connessi. E il sospetto che possa pensare che un'Europa più debole e una Russia più forte possano essere più funzionali ai suoi disegni pesa rispetto a qualsiasi scenario. (Di Fabio Insenga)

Novità per le pensioni nella Manovra 2026. Si allungano i tempi per la decorrenza del trattamento pensionistico per i lavoratori che maturano i requisiti per la pensione anticipata dal 2032, come prevede una delle proposte nel pacchetto di emendamenti presentato dal governo in Commissione Bilancio del Senato.
La proposta dispone infatti, per chi matura i requisiti per l'uscita anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi, con un anno in meno per le donne) nel 2031 un posticipo della decorrenza di tre mesi. Ma quest'ultima aumenta progressivamente: a quattro mesi per chi matura i requisiti nel 2032 e 2033, a cinque mesi per chi li raggiunge nel 2034 e a sei mesi per chi li matura nel 2035 (quindi tre mesi in più rispetto al 2031).
Dal 2031, inoltre, il riscatto della laurea breve pesa meno per raggiungere i requisiti necessari al prepensionamento. Il testo in questione chiama in causa chi matura i requisiti per l'uscita anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi) dal 1 gennaio 2031: per questi lavoratori non concorrono, al conseguimento dei suddetti requisiti, sei mesi – tra quelli di anzianità contributiva – riscattati dalla laurea breve.
Il valore del riscatto diminuisce di anno in anno: per chi matura i requisiti nel 2032 non concorrono 12 mesi tra quelli di anzianità contributiva riscattati dalla laurea breve, per chi li raggiunge nel 2033 i mesi diventano 18, poi 24 per chi matura i requisiti nel 2035 e infine 30 per chi li raggiunge nel 2035.

"Sembra un passo avanti, che dovrà essere verificato nei documenti tecnici. Anche qualora le prime impressioni fossero confermate, per noi non sarebbe comunque sufficiente: servirà molto altro. L’apertura che oggi arriva da Bruxelles è frutto di un lavoro intensissimo e impegnativo che è partito nel 2022, con l’obiettivo di scongiurare un suicidio industriale determinato da regole assurde e sbagliate". Lo dichiara l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia e presidente dell’Automotive Regions Alliance, Guido Guidesi, in merito alla revoca, da parte della Commissione europea, del divieto di vendita dei veicoli a benzina e diesel dal 2035.
Secondo Guidesi, il cambio di rotta apre uno spiraglio di speranza che dovrà trovare riscontro nei documenti tecnici. "È davvero incredibile - aggiunge - essere arrivati a tutto questo dopo tre anni di proposte, sinergie con gli altri territori e stakeholder e di confronti supportati da dati inequivocabili sullo stato critico del settore automotive europeo. Continuo a pensare che serva una piena ‘neutralità tecnologica’, liberando la capacità di innovazione del settore che in Europa gode di tradizione e innovazione che negli ultimi anni è stata limitata ad un’unica soluzione, avvantaggiando i costruttori extraeuropei".
"La mobilità del futuro – spiega l’assessore – sarà sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale solo se vedrà protagoniste tutte le tecnologie, endotermico compreso. L’ideologia, la rigidità e l’incapacità di ascoltare ci hanno portato ad una situazione difficilissima dal punto di vista economico e rischiosa per tutto il settore. La Commissione oggi fa un passo avanti verso la razionalità, verso il mercato, verso i consumatori, ma servirà tanto altro per salvare il settore".
"Soprattutto – conclude – servirà una Commissione che non chiuda gli occhi davanti all’evidenza. La Lombardia, comunque, continuerà a lottare".

La Corte d'Appello dell'Aquila si è riservata la decisione sul ricorso, presentato dai legali di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, contro la sospensione della responsabilità genitoriale e l'allontanamento dei loro tre figli minori, disposto dal Tribunale per i Minorenni dell'Aquila. Il collegio avrà tempo fino al prossimo 27 gennaio per pronunciarsi sul possibile ricongiungimento della famiglia che viveva nel bosco di Palmoli, in provincia di Chieti. La riserva è stata adottata al termine dell'udienza documentale che si è svolta nel pomeriggio, interamente da remoto. La decisione arriverà esclusivamente sulla base degli atti depositati dalle parti.
Il ricorso, presentato a fine novembre dagli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, punta all'annullamento dell'ordinanza del Tribunale per i Minorenni che aveva disposto l'allontanamento dei tre bambini e la loro collocazione in un centro protetto con incontri alla presenza della madre. Una misura che la difesa ha definito sproporzionata e fondata su presupposti che, secondo i legali, non troverebbero riscontro nei fatti. Con carte e testimonianze, gli avvocati della coppia anglo-australiana ribadiscono innanzitutto la presunta violazione del diritto all'assistenza linguistica, durante le fasi precedenti del procedimento, elemento che avrebbe inciso sulla piena comprensione degli atti da parte dei genitori.
Al centro del reclamo anche la disponibilità manifestata da Nathan e Catherine a completare i cicli vaccinali dei figli e a sottoporli a tutte le visite mediche ritenute necessarie dalle autorità sanitarie. La difesa contesta, inoltre, le ricostruzioni relative a un presunto abbandono scolastico e a un isolamento sociale dei minori, sostenendo che tali condizioni non sussistessero.
In questa direzione viene richiamata anche la scelta della coppia di accettare una sistemazione alternativa rispetto alla vita nel bosco. Nathan e Catherine hanno infatti dato la propria disponibilità a trasferirsi temporaneamente in una struttura ricettiva messa a disposizione a Palmoli dal ristoratore di Ortona Armando Carusi, in attesa della ristrutturazione della loro abitazione.

Salta lo stop ai motori termici fissato al 2035. La Commissione Europea aggiusta gli obiettivi di decarbonizzazione del settore auto, con l'attesa modifica del regolamento sulle emissioni di anidride carbonica per vetture e furgoni.
Questa rimodulazione consentirà ai veicoli ibridi plug-in (Phev), ai veicoli con range extender (un piccolo motore a scoppio che si accende per ricaricare la batteria quando si scarica, ndr), ai veicoli ibridi leggeri e ai veicoli con motore a combustione interna di continuare a svolgere un ruolo nel settore anche dopo il 2035, oltre ai veicoli completamente elettrici (Ev) e a idrogeno.
Dal 2035 in poi, le case automobilistiche europee, secondo la proposta dell'esecutivo Ue, dovranno rispettare un obiettivo di riduzione delle emissioni allo scarico del 90% rispetto ai livelli del 2021, anziché del 100%, mentre il restante 10% delle emissioni dovrà essere compensato attraverso l'utilizzo di acciaio a basse emissioni di carbonio prodotto nell'Unione, o da combustibili sintetici e biocarburanti.
Prima del 2035, le case automobilistiche potranno beneficiare di 'supercrediti' per le piccole auto elettriche a prezzi accessibili prodotte nell'Unione Europea. Per la Commissione, questo incentiverà la vendita di un maggior numero di auto elettriche di piccole dimensioni. Per l'obiettivo al 2030 per auto e furgoni, viene introdotta ulteriore flessibilità, consentendo il 'banking & borrowing' (un sistema di flessibilità temporanea, ndr) per il periodo 2030-2032. Un'ulteriore flessibilità è data al segmento dei furgoni, dove l'adozione dell'elettrico è stata strutturalmente più difficile (nei veicoli commerciali comporta una sfida ingegneristica particolarmente complessa, perché la batteria occupa molto spazio, prezioso per un veicolo di questo tipo, ndr), con una riduzione dell'obiettivo di emissioni di Co2 per i furgoni entro il 2030 dal 50% al 40%, sempre rispetto al 2021.
La Commissione propone inoltre una modifica mirata alle norme sulle emissioni di Co2 per i veicoli pesanti, con una flessibilità che faciliti il rispetto degli obiettivi del 2030. Per quanto riguarda le flotte aziendali, gli obiettivi sono stabiliti a livello di Stato membro per sostenere la diffusione di veicoli a zero e basse emissioni.
Poiché le auto aziendali percorrono un chilometraggio annuo più elevato, significherà anche maggiori riduzioni delle emissioni. Inoltre, le emissioni zero o basse e la dicitura 'Made in the Eu' diventeranno un prerequisito per i veicoli che beneficiano di sostegno finanziario pubblico.
Verrà creato anche, annuncia la Commissione, un programma Battery Booster, mirato ad accelerare lo sviluppo di una catena del valore delle batterie interamente prodotta nell'Ue. La dotazione finanziaria è però molto ridotta, appena 1,8 mld di euro. Nell'ambito del programma Battery Booster, 1,5 miliardi di euro sosterranno i produttori europei di celle per batterie, attraverso prestiti senza interessi.
Una linea, quella dell'esecutivo europeo, fortemente sostenuta da Italia e Germania ma che non piace a tutti. Di "un primo passo nella giusta direzione che noi per primi abbiamo indicato", parla il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso secondo cui "è una breccia nel muro dell’ideologia, con il riconoscimento dei principi della neutralità tecnologica e del Made in Europe, anche a tutela delle imprese della componentistica. Ma ora il muro va abbattuto. Lavoreremo con gli Stati membri che condividono il nostro approccio - afferma - nella certezza che occorra una revisione dei regolamenti più organica, radicale e concreta. È il momento di scelte strategiche chiare e omogenee, non di compromessi o di tatticismi”. Per Urso sono “apprezzabili le novità sulle piccole vetture di produzione europea e sui carburanti rinnovabili, inclusi i biocarburanti, aperture per le quali l’azione dell’Italia ha avuto un ruolo decisivo. Tuttavia - aggiunge - occorre estendere il principio della neutralità tecnologica anche alle flotte aziendali e realizzare una completa revisione del regolamento sui veicoli pesanti, valorizzando tutte le tecnologie. Non si può più aspettare: è questo il tempo delle riforme".
Come era prevedibile anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha accolto positivamente la decisione della Commissione. "Maggiore apertura alla tecnologia e maggiore flessibilità sono i giusti passi", afferma Merz giudicando "positivo che la Commissione stia ora aprendo la regolamentazione nel settore automobilistico" aggiungendo che il suo governo ora "esaminerà in dettaglio le ampie proposte della Commissione europea".
Critica invece Parigi che "si rammarica della flessibilità concessa ai veicoli termici nel 2035 e farà tutto il possibile perché questa deroga venga eliminata durante i negoziati tra i Ventisette", afferma la ministra della Transizione ecologica, Monique Barbut, intervenendo a Bruxelles. Ma per Barbut al di là di questo punto, il piano europeo riprende in larga parte le posizioni francesi. "Molte delle proposte francesi sono state accolte. La preferenza europea rappresenta una vittoria enorme in un settore strategico come quello automobilistico".
A bocciare la nuova linea europea anche Legambiente che parla di "una scelta miope e perdente che rischia di portare una serie di conseguenze negative per la competitività futura del nostro comparto automobilistico facendo, al tempo stesso, un regalo al principale competitore cinese".

"Chiediamo che vengano istituiti degli elenchi speciali all'interno dei quali iscrivere gli infermieri che provengono da Paesi diversi dall'Italia per garantire il controllo necessario della formazione universitaria e della conoscenza della lingua: requisiti fondamentali per dialogare e operare all'interno la nostra organizzazione". Così in una nota la Federazione nazionale Ordini professioni Infermieristiche (Fnopi), inserendosi nel dibattito sull'esercizio in deroga delle professioni sanitarie, sottolineando la necessità di interrompere la deroga all'esercizio professionale in Italia prima della scadenza fissata al 2027. Attualmente, riferisce, in Italia sono quasi 20mila gli infermieri non certificati.
"Come enti sussidiari dello Stato - spiega la Fnopi - crediamo sia indispensabile attivare un percorso ordinario di controllo per monitorare i professionisti dal punto di vista deontologico, delle competenze e dell'obbligo formativo, perché l'aggiornamento è indice di qualità dell'assistenza".

Portare dalla carta alla pratica il Piano nazionale malattie rare (PNMR) 2023–2026 nel campo delle encefalopatie dello sviluppo ed epilettiche (DEEs), trasformando indirizzi normativi e decreti regionali in percorsi assistenziali realmente operativi. È questo il messaggio chiave emerso dal convegno 'DEEstrategy e Rete delle malattie rare in Sicilia: continuità assistenziale e transizione dall’età pediatrica all’età adulta', organizzato da Sineos Healthcare Solutions, con la sponsorizzazione non condizionante di UCB, che si è svolto oggi all'Ars sotto l’egida del direttore Dipartimento interaziendale Farmaceutico Asp Palermo Maurizio Pastorello e di Maria Piccione, referente coordinamento MR Regione Sicilia, direttore Uoc genetica medica Azienda ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello Palermo. Un appuntamento di rilievo istituzionale e sanitario che ha segnato un passaggio decisivo per la governance delle malattie rare in Sicilia, ponendo l’accento sulla necessità di rendere esecutivo il decreto assessoriale del 27 maggio 2025 dedicato al riordino della Rete regionale delle malattie rare.
“DEEstrategy – ha sottolineato Pastorello - si inserisce nel contesto del Piano Nazionale Malattie Rare (PNMR) 2023-2026, un documento strategico che propone percorsi strutturati e integrati per migliorare la qualità di vita e l’assistenza erogata. Obiettivo? Superare le disuguaglianze territoriali, supportare tutti gli attori coinvolti, soprattutto caregiver e famiglie, puntando a team di transizione dall’ambito pediatrico all’adulto, fase delicata del percorso assistenziale in cui anche il Farmacista ha un ruolo chiave”.
Nel corso dei lavori è stato ribadito come le DEEs rappresentino un modello paradigmatico della complessità descritta dal PNMR, richiedendo una presa in carico multidisciplinare lungo tutto l’arco della vita; percorsi strutturati di transizione dall’età pediatrica a quella adulta; una rete Hub & Spoke realmente funzionante, capace di garantire equità di accesso alle cure su tutto il territorio regionale. Particolare attenzione è stata dedicata al decreto con cui la Regione Siciliana ha recepito il PNMR e il documento nazionale di riordino della Rete delle Malattie Rare. Il provvedimento introduce elementi chiave, come adozione formale del modello Hub & Spoke; istituzione di ambulatori dedicati alla transizione pediatrico-adulto; rafforzamento della governance regionale e del monitoraggio dei centri; corretta alimentazione del Registro Regionale delle Malattie Rare.
“Il nuovo decreto assessoriale n 565 con i suoi allegati, elaborato a maggio di quest'anno, fornisce grandissime novità. – ha dichiarato Claudio Ales, referente FNMR-Uniamo - presidente PTEN Italia Membro del coordinamento MR regione Siciliana - La riorganizzazione delle Rete dei centri di riferimento per le malattie rare, con la distribuzione dei Centri pediatrici e Centri per adulti in alcune province siciliane; la possibilità di creare protocolli d'intesa fra centri hub, situati nelle città di Palermo, Messina e Catania, e i centri spoke della altrepProvince siciliane, per garantire l'assistenza, la cura ed il follow up alle persone con Malattia Rara presenti nei comuni più lontani dove non esistono centri hub; la regolamentazione per il passaggio dall'età pediatrica all'età adulta di persone con malattia rara e relativa collaborazione fra i centri pediatrici e adulti così come fra i pediatri di libera scelta e i medici di medicina generale; nuovo modello di piano terapeutico per la prescrizione di farmaci per persone con malattia rara. Queste novità inseriscono la Sicilia tra le pochissime regioni italiane ad aver adottato questi documenti.
Lo Spoke viene così riconosciuto non come struttura “accessoria”, ma come elemento strategico del sistema, capace di trasformare la rete da concetto teorico a infrastruttura clinica funzionante. “Le malattie rare rappresentano una sfida clinica in continua evoluzione - ha sottolineato Maria Paola Campisi, dirigente medico Uoc Cardiologia P.O. Ingrassia Asp Palermo - Si tratta di un gruppo eterogeneo di patologie che, se non correttamente inquadrate e gestite, hanno un impatto significativo sulla morbilità e mortalità. Da qui l’importanza di creare una rete attraverso il ruolo dei centri Hub e Spoke sul territorio siciliano per garantire un accesso equo e tempestivo a tutti gli strumenti diagnostici avanzati (RMN, Medicina Nucleare, Genetica). Strategie concrete per la Sinergia tra Ospedale-territorio e la sostenibilità farmacologica per dare beneficio a tutti i nostri pazienti che convivono con queste patologie ancora oggi sotto diagnosticate”.
La transizione dall’età pediatrica a quella adulta è stata indicata come uno dei passaggi più fragili per i pazienti con encefalopatie rare. L’assenza di percorsi condivisi e di ambulatori congiunti rischia di interrompere la continuità delle cure, con conseguenze dirette sulla qualità di vita dei pazienti e dei caregiver. DEEstrategy propone modelli organizzativi concreti: ambulatori di transizione multidisciplinari; protocolli clinici condivisi; integrazione tra sanità, servizi sociali e territorio; utilizzo strutturato del Fascicolo sanitario elettronico e della telemedicina.
"La 'transition of care' nelle DEE è un processo assistenziale necessario e non un semplice atto amministrativo di trasferimento tra servizi, che deve garantire continuità assistenziale, sicurezza clinica, supporto adeguato e presa in carico globale del paziente e della sua famiglia dall’infanzia all’età adulta - ha evidenziato Mariangela Panebianco, dirigente medico Uoc Neurologia e responsabile del Centro per la diagnosi e cura dell'Epilessia dell’Arnas Garibaldi Catania. Il mio compito come neurologa esperta in epilessia, insieme alle altre figure coinvolte, è formulare un “modello” reale che promuove attivamente il coordinamento tra i vari centri di riferimento per le malattie rare del bambino e dell’adulto della nostra regione".
"Il ruolo del Policlinico universitario si definisce come polo di riferimento integrato per la gestione delle malattie rare tra cui le encefalopatie dell'età evolutiva ed epilessie - ha aggiunto Alberto Firenze, direttore sanitario Aoup Paolo Giaccone - La sua funzione cardine è duplice: garantire, da un lato, con le sue specialità, la continuità clinica assistenziale e terapeutica durante il delicato passaggio transizionale dall' età pediatrica all' età adulta e, dall' altro, fungere da motore di ricerca scientifica e innovazione clinica, non trascurando l'aspetto formativo integrato degli operatori sanitari. Superare la frammentazione del percorso di cura a tutela dei pazienti fragili, coniugando la capillarità del SSR e l'alta specializzazione del Policlinico P. Giaccone, è quotidiana mission assistenziale per l'azienda".
“Il modello 'DEEstrategy', sviluppato a partire dalle specificità delle encefalopatie epilettiche, individua due nodi strategici fondamentali per garantire una corretta transizione dall’età pediatrica a quella adulta e assicurare il diritto alla continuità di cura - ha sottolineato la presidente dell’Associazione Famiglia LGS Italia Katia Santoro - l’istituzione di una figura di cerniera tra gli ospedali di eccellenza e il territorio e il riconoscimento del dramma esistenziale che coinvolge le famiglie delle persone con DEE e l’insieme dei caregiver. Un approccio necessario e valido per tutte le malattie rare perché, come sono solita ricordare, i nostri ragazzi vivono oltre 330 giorni l’anno fuori dagli ospedali ed è lì che devono essere sostenuti ed assistiti".

La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, si è complimentata con il ministro delle Infrastrutture e vicepremier Matteo Salvini, definendo ''corretto il paragone'' che ha fatto tra Hitler e Napoleone, che non riuscirono a mettere in ginocchio Mosca, e i leader europei moderni. Su Telegram, Zakharova ha scritto che ''è indiscutibile la conclusione'' a cui è arrivo Salvini.
La diplomatica russa ha quindi richiamato l'attenzione sulle parole di Salvini, che ha detto che è improbabile che l'alto rappresentante della politica estera della Ue Kaja Kallas, il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro britannico Keir Starmer e il Cancelliere tedesco Friedrich Merz riescano a mettere in ginocchio Mosca, se Hitler e Napoleone non ci sono riusciti.
Secondo il vicepremier Salvini, i pacchetti di sanzioni adottati dall'Ue contro la Russia finora avrebbero compromesso la solidità delle economie europee, determinando un incremento dei costi energetici. "Vorrei solo sottolineare - ha detto - che quasi quattro anni di conflitto e 19 pacchetti di sanzioni, che dovevano mettere in ginocchio la Russia, hanno messo in ginocchio le economie europee, portando a un'energia più costosa per gli italiani. Ecco perché invito alla prudenza in termini di riarmo e armi".
"Né Hitler né Napoleone sono riusciti a mettere in ginocchio Mosca, e dubito che Kaja Kallas, Emmanuel Macron, Keir Starmer e Friedrich Merz ci riusciranno", il paragone che ha raccolto il plauso di Zakharova.

Ci sono ancora pochissimi giorni a disposizione, fino a venerdì 19, per accedere alla piattaforma Produzioni dal Basso, la prima in Italia per crowdfunding e social innovation, per sostenere la raccolta fondi per i cinque progetti selezionati nell'ambito dell’ottavo bando di Bper Bene Comune 'Il futuro a portata di mano'. Attraverso questa iniziativa, si sottolinea in una nota, "Bper Banca intende sostenere progetti impegnati nel supporto a bambini e giovani in condizioni di marginalità economica, con l’obiettivo di accrescere le loro competenze o favorire il futuro inserimento lavorativo". Fino a venerdì è possibile contribuire alla realizzazione dei cinque progetti che coinvolgono diversi territori, da nord a sud dell'Italia. Se riusciranno a raggiungere l'obiettivo del 40% del budget complessivo, verranno cofinanziati da Bper Banca per il restante 60%.
In dettaglio questi i progetti selezionati: Namo APS di Bologna presenta il progetto “Ri.VIVO: unisciti alla nostra Bottega di solidarietà”, un laboratorio artigianale e sociale che accoglie 20 giovani tra i 14 e i 25 anni, in situazione di fragilità psicologica, neurodivergenza, marginalità sociale o a rischio di dispersione scolastica (NEET). Qui potranno partecipare a percorsi di formazione in falegnameria creativa, sartoria circolare e restauro trasformativo, sviluppando competenze pratiche e personali che li aiuteranno a crescere e a inserirsi nel mondo del lavoro. La sede del progetto è l’Ex Cartiera di Marzabotto (BO), uno spazio simbolico di rigenerazione, pronto a tornare a vivere attraverso mani e idee nuove.
Il progetto “Ta Da Da Dan!” nasce dall’idea del Quartetto Fauves APS di Ravenna, un’associazione nata nel 2009 per portare la musica d’insieme nelle scuole, soprattutto dove c’è più bisogno di ascolto e partecipazione. “Ta Da Da Dan!” nasce per dare voce a questa ricchezza: un grande laboratorio di parole, disegni e musica, dove 180 alunne e alunni potranno creare insieme un racconto fatto di suoni, colori e fantasia.
“Primavera Creativa” è il progetto promosso dall’associazione Justintwo ed è pensato per essere sviluppato a Cecchina, frazione di Albano Laziale, dove l’assenza di luoghi culturali per giovani si unisce ad un’offerta aggregativa limitata a bar e locali. Il progetto prevede percorsi di formazione, rivolti a giovani tra i 16 e i 25 anni, attraverso la formula della maratona creativa con competizione a squadre.
L’Associazione Il Pentolino ETS di Varedo, attiva dal 2018 per promuovere inclusione sociale, attraverso sport, educazione e progetti culturali, presenta il progetto “L’ora del Té: laboratori inclusivi per bambini e ragazzi”, con l’obiettivo di offrire a bambini e ragazzi dai 6 ai 18 anni, con e senza disabilità, uno spazio dove crescere, imparare e sentirsi parte di una comunità. Un laboratorio permanente di inclusione, creatività e crescita personale, dove i ragazzi potranno partecipare a laboratori artistici e sportivi inclusivi, frequentare il doposcuola, e vivere attività di gruppo per sviluppare empatia e autostima.
Infine, nel cuore di Spaccanapoli, il Museodivino e la Biblioteca Annalisa Durante, due realtà che uniscono arte, memoria e riscatto sociale, lanciano il progetto “Cultura in Gioco: scacco matto all’esclusione”, con l’obiettivo di unire le forze in questi due luoghi simbolo e offrire laboratori gratuiti di scacchi, teatro, micro-scultura e uno sportello psicologico, donando strumenti concreti alla comunità di sviluppo personale, inclusione e prevenzione del disagio sociale.
Per maggiori informazioni e per sostenere i progetti basta cliccare sul sito Bperbenecomune.produzionidalbasso.com .

Arrivano le feste di Natale e il cuore rischia di più. Nella settimana dal 24 dicembre all'1 gennaio "si verifica il numero più alto di decessi per attacco cardiaco rispetto a qualsiasi altra settimana dell'anno", dice Antonio Rebuzzi, docente di Cardiologia all'università Cattolica di Roma, spiega all'Adnkronos Salute.
"L'incremento è ovviamente dovuto a diversi fattori: pasti troppo abbondanti, consumo di alcol, sbalzi di temperatura e stress emotivo. Parola d'ordine: relax. Il consiglio è di trascorrere le feste di Natale in tranquillità, senza dove per forza accettare inviti per pranzi, cene e aperitivi. E a tavola, se si è cardiopatici, ipertesi, diabetici o con livelli alti di colesterolo, meglio evitare, oltre all'alcol, grassi, sale e zuccheri", aggiunge il professore.
Niente "abbuffate natalizie", perché "possono avere un impatto significativo sulla salute cardiovascolare e sul colesterolo - ammonisce il cardiologo - Molto dipende ovviamente dal tipo di patologia di cui si soffre, ma la regola che vale per tutti è sempre la stessa: a tavola serve usare il buonsenso. Quindi limitare il più possibile sale e grassi presenti in cotechino, zampone, affettati", o burro, panna, cibi ultraprocessati e prodotti da forno industriali - raccomanda lo specialista - nonché "gli zuccheri (panettone, pandoro, torrone, struffoli e in generale tutti i dolci natalizi), oltre a vino, spumante e superalcolici. Da ricordare che il consumo di bevande alcoliche, oltre ad aumentare la pressione arteriosa, favorisce le aritmie".
I due sorvegliati speciali
Chiarisce Rebuzzi: "Sia per chi ha il cuore in condizioni perfette sia per chi deve convivere con un problema cardiaco, in particolare gli anziani, il vino, oltre ad aumentare la pressione, è un importante trigger per le aritmie. Basti pensare che il 10% della popolazione over 70 ha problemi di fibrillazione atriale".
Un altro "nemico delle feste" per chi ha un problema cardiovascolare "è il sale". Chi soffre di "scompenso cardiaco e assume più sale in questi giorni tra pranzi e cenoni di conseguenza tende a bere più acqua, ma così il cuore si sforza di più", sottolinea il cardiologo.
Il consiglio
La strategia vincente è quella di "essere rigorosi e impeccabili nei giorni precedenti e successivi" alle festività. "Non è necessario diventare maratoneti - chiosa Rebuzzi - ma è sufficiente svolgere una costante attività fisica per favorire un incremento del colesterolo Hdl (quello 'buono') e ridurre il colesterolo Ldl (cosiddetto colesterolo 'cattivo')". Non solo stare a dieta prima e dopo le feste, "ma soprattutto al divano preferire lunghe passeggiate: almeno 3-4 km al giorno".

Le autorità iraniane hanno negato una visita medica a Narges Mohammadi, premio Nobel per la Pace, dopo le violenze subite durante l'arresto avvenuto la scorsa settimana. A denunciarlo è stata la famiglia dell'attivista.
Il fratello, Hamid Reza Mohammadi, residente in Norvegia, ha riferito ai giornalisti a Parigi che la sorella è riuscita a effettuare una breve telefonata domenica sera a un altro fratello in Iran, raccontando di essere stata picchiata dalla polizia con manganelli al volto, alla testa e al collo. "Mio fratello ha chiesto alle autorità di autorizzare un esame da parte di un medico indipendente, ma hanno rifiutato", ha dichiarato.
Secondo la famiglia, il rifiuto delle autorità aumenta le preoccupazioni per le condizioni di salute della premio Nobel[1] e per il trattamento a cui è sottoposta in carcere.
I due erano in trasferta a Bergamo. Portati via vestiti ed effetti
personali... 
Borgna Vetri, azienda piemontese specializzata nella produzione di vetri tecnologici, è stata premiata a Stoccolma dal Gruppo Electrolux nell’ambito degli Electrolux supplier award. Il riconoscimento è stato assegnato nella categoria miglior fornitore per l’innovazione, valorizzando qualità, ricerca e capacità di sviluppo tecnologico. Il premio assume particolare rilievo se si considera che Electrolux si avvale di una rete globale di oltre 4.000 aziende fornitrici. Tra i dieci fornitori premiati a livello mondiale in questa edizione, Borgna Vetri è risultata l’unica realtà europea, distinguendosi in un contesto fortemente competitivo e dominato da grandi operatori asiatici.
Un risultato che conferma l’efficacia del percorso di modernizzazione intrapreso dall’azienda. Tra le soluzioni più recenti introdotte sul mercato spiccano Ecovision silver, vetro sviluppato in esclusiva per progetti statunitensi, caratterizzato da elevate prestazioni ottiche, resistenza e attenzione alla sostenibilità, e Best10-Borgna energy saving tempered glass, soluzione innovativa destinata al mercato europeo dei forni pirolitici.
"Questo premio dimostra che anche un’azienda italiana di dimensioni contenute, ma con una forte vocazione internazionale e una solida cultura dell’innovazione, può giocare un ruolo da protagonista nella supply chain globale dell’elettrodomestico", ha dichiarato Enzo Borgna, amministratore delegato di Borgna Vetri. "Siamo orgogliosi di essere stati scelti come unico fornitore europeo tra migliaia di candidati".

“Il Labor Day vuole accendere una scintilla nei giovani e avvicinarli al mondo del lavoro. Oggi i ragazzi escono dalla scuola e non sono preparati ad affrontare il lavoro. Noi vogliamo quindi aiutarli, in qualità di movimento educativo e sociale che al centro del proprio impegno ha il lavoro dignitoso. Tutto ciò tenendo conto di due pilastri: il lavoro che vale e i valori del lavoro”. E’ quanto affermato da Lidia Borzì, ideatrice del LaborDì e vicepresidente delegata delle Acli di Roma, in occasione dell’edizione 2025 di Labordì, l’evento promosso dalle Acli di Roma dove i giovani incontrano il mondo del lavoro. “Il lavoro non è un mero scambio tra prestazione e compenso, è un diritto costituzionale, quando è dignitoso il lavoro è libertà e crescita della persona e della comunità - aggiunge - Il lavoro è relazione e partecipazione. Per essere tutte queste cose, deve essere pulito, non deve uccidere, deve essere equamente retribuito, dare le giuste tutele e il tempo anche per la propria vita familiare”.
“Gli orizzonti del lavoro mutano continuamente, nuovi lavori arrivano con l'intelligenza artificiale e tanti vecchi lavori muoiono - prosegue - Quindi vogliamo allenare i giovani a cercare le loro opportunità, coniugando passione e interessi con gli ambiti dove ci sono le opportunità. Oggi vogliamo dare loro anche gli strumenti ‘da mettere nei loro zaini’, insegnandogli come scrivere un curriculum, come gestire un luogo di lavoro e i propri profili social. Lo facciamo anche attraverso tanti workshop sulle competenze trasversali, come quella di saper essere assertivi e lavorare in squadra”.
“Il nostro punto di forza è la rete: è qui presente tutta la comunità, dalla Chiesa alla scuola, dalle istituzioni alle aziende, fino alle organizzazioni sociali e sindacali - conclude - Siamo qui, tutti insieme, perché non possiamo più rinviare una grande alleanza per il lavoro dignitoso che metta al centro il binomio giovani e lavoro, che è un volano di speranza”.

Promuovere una nuova cultura dell'alimentazione a partire dalle giovani generazioni, valorizzando la qualità dei prodotti del territorio e contrastando l'aumento dei disturbi alimentari. E' il messaggio lanciato da Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio regionale del Lazio, intervenuto alla presentazione della campagna di sensibilizzazione, prevenzione e informazione sui disturbi alimentari 'Gustiamo insieme la vita', ospitata presso la sede del Consiglio regionale.
"Il problema è dare una cultura diversa, iniziando dai nostri ragazzi, spiegando l'importanza che l'alimentazione ha sulla salute e sul corretto stile di vita", ha sottolineato Aurigemma, ricordando come il Lazio "non ecceda per quantità di produzione, ma per qualità, e tra queste qualità ci sono i nostri prodotti alimentari".
Il presidente ha ribadito il ruolo delle istituzioni regionali nel sostenere iniziative di educazione alimentare, soprattutto nelle scuole: "Come Consiglio regionale non faremo mai mancare la nostra presenza in iniziative come queste, che entrano nelle scuole e parlano direttamente ai giovani della nostra regione". Un impegno che si inserisce in un quadro più ampio di prevenzione sanitaria e di promozione delle eccellenze agroalimentari locali, con l'obiettivo di incidere positivamente sia sul benessere delle persone sia sulla sostenibilità del sistema sanitario.
"L'obesità è una tematica in continua crescita, soprattutto tra i nostri ragazzi, e questo ci impone di affrontarla con un cambiamento culturale profondo. Le persone obese hanno una maggiore incidenza di problematiche cardiologiche, pressorie e diabetologiche, con un impatto che riguarda non solo la salute individuale, ma anche il sistema sanitario regionale" aggiunge Aurigemma.
Cambiare il rapporto con il cibo attraverso un vero e proprio cambio culturale, capace di incidere sulla salute pubblica e di contrastare una patologia ormai riconosciuta come cronica. E' l'appello lanciato da Aurigemma, che ha ricordato come il Parlamento abbia recentemente riconosciuto l'obesità tra le malattie croniche. Da qui l'importanza di puntare sulla corretta alimentazione e sulla stagionalità dei prodotti: "I nostri prodotti di qualità, consumati nel giusto periodo dell'anno, rappresentano la migliore risposta per promuovere una sana alimentazione", ha aggiunto il presidente, evidenziando anche le difficoltà delle famiglie moderne, spesso costrette a ricorrere a cibi lavorati.Aurigemma ha infine rimarcato l'unità delle istituzioni su questo fronte: "Il Consiglio regionale, nella sua interezza, non ha mai fatto mancare il proprio supporto, perché lavorare sui giovani significa investire sul futuro della nostra regione", ha concluso ringraziando i promotori della campagna per la capacità di creare una rete tra enti, scuole e amministrazioni locali.
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