
"Il disagio psicologico non conosce stagioni soprattutto sul lavoro". Lo ribadisce all'Adnkronos/Labitalia l'esperto Gabriele Zanardi, neuropsicologo e psicoterapeuta, socio fondatore di Brain&Care. "L'estate - afferma - si tende a pensare che i problemi psicologici possano aspettare. L'estate è la stagione che culturalmente associamo alla leggerezza. Le giornate si allungano, il tempo sembra dilatarsi e siamo portati a credere che anche il peso delle nostre fatiche interiori possa concedersi una pausa. In realtà, la mente non segue il calendario. Il disagio psicologico non va in vacanza. Anzi, per alcune persone proprio l'estate diventa una lente d'ingrandimento: quando diminuiscono gli impegni e il rumore della quotidianità, ciò che durante l'anno rimaneva in secondo piano può emergere con maggiore chiarezza. E' un po' come quando il mare si calma: non crea gli scogli, semplicemente li rende più visibili".
"Anche le neuroscienze - spiega - ci insegnano che il cervello è profondamente influenzato dai ritmi e dal contesto. Quando vengono meno gli automatismi che organizzano le giornate, le reti cerebrali coinvolte nell'autoriflessione e nella memoria autobiografica tendono a diventare più attive. Questo può favorire intuizioni preziose, ma anche rendere più presenti pensieri dolorosi o emozioni rimaste in sospeso. Per questo la salute mentale merita attenzione in ogni stagione: non perché il disagio sia sempre uguale, ma perché cambia il modo in cui si manifesta".
C'è una differenza nel modo in cui uno psicologo lavora d'estate, quando cambiano i ritmi, le assenze e le richieste dei pazienti. "Cambia il paesaggio - osserva - non la bussola. Il lavoro clinico continua a orientarsi nella stessa direzione - comprendere, accompagnare, favorire il cambiamento - ma lo fa adattandosi a un contesto diverso. L'estate modifica le routine: alcuni pazienti sospendono il percorso, altri trovano finalmente il tempo per iniziarlo. Le sedute assumono talvolta un ritmo differente e portano con sé temi che durante l'anno rimangono più nascosti. Le vacanze, la convivenza prolungata con i familiari, la distanza dal lavoro o, al contrario, la solitudine, diventano occasioni in cui gli equilibri abituali si ridefiniscono".
"Dal punto di vista clinico - commenta Gabriele Zanardi - è un periodo molto interessante, perché quando la struttura esterna si alleggerisce emergono con maggiore evidenza le modalità con cui ciascuno organizza il proprio mondo interno. In fondo il cervello è un organo predittivo: ama le abitudini perché riducono l'incertezza. Quando queste vengono temporaneamente sospese, osserviamo con maggiore nitidezza le strategie con cui ogni persona affronta il cambiamento, l'attesa e l'imprevisto".
"L'estate - precisa - abbassa il volume del mondo e alza quello della nostra voce interiore. Durante il resto dell'anno viviamo spesso come musicisti che seguono uno spartito fitto di impegni. Quando quello spartito si interrompe, siamo chiamati a confrontarci con una domanda semplice solo in apparenza: come sto davvero, quando smetto di fare? E' una stagione che rende evidente quanto il benessere non coincida con il riempire il tempo, ma con l'abitare il tempo. Alcune persone scoprono il piacere della quiete; altre incontrano un'inquietudine che il movimento continuo aveva fin lì mascherato".
"Come clinico - ammette - ogni estate mi ricorda che la salute psicologica non consiste nell'eliminare le emozioni difficili, ma nello sviluppare la capacità di ascoltarle senza esserne travolti. Del resto, il nostro cervello è straordinariamente plastico: continua a modificarsi attraverso le esperienze e le relazioni lungo tutto l'arco della vita. Anche un momento di rallentamento, se accolto con consapevolezza, può diventare uno spazio in cui riscrivere, almeno in parte, il modo in cui ci raccontiamo e ci prendiamo cura di noi stessi. Forse è questo il dono più prezioso dell'estate: ricordarci che, proprio come la natura alterna fioritura e riposo, anche la mente ha bisogno di stagioni diverse per ritrovare il proprio equilibrio".
Stress cronico, burnout, disingaggio e turnover rappresentano oggi sfide concrete per le organizzazioni, con impatti diretti sulla produttività, sulla retention dei talenti e sulla qualità delle relazioni interne soprattutto d'estate. Secondo il 'Report sulla retribuzione 2025' di Coverflex, oltre tre lavoratori su quattro (83%) dichiarano di sentirsi mentalmente esausti almeno qualche volta, mentre più di uno su due ha pensato di lasciare il proprio lavoro per motivi legati alla salute psicologica o fisica. Tra le principali fonti di stress emergono carichi di lavoro eccessivi, mancanza di riconoscimento e scarse prospettive di crescita professionale. In questo scenario, il benessere psicologico non può più essere affrontato esclusivamente attraverso iniziative isolate o singoli benefit aziendali, ma richiede un ripensamento più profondo dei modelli organizzativi e manageriali. Gestione dei carichi di lavoro, leadership, possibilità di crescita, fiducia e qualità della comunicazione interna sono oggi elementi centrali per costruire ambienti di lavoro sostenibili, ridurre il rischio di burnout e migliorare il coinvolgimento delle persone.
“La salute mentale non può essere trattata come un tema separato dalla cultura aziendale. Oggi molte delle principali cause di stress nascono da modelli organizzativi costruiti sull’urgenza continua, sul controllo costante e sulla mancanza di spazi di crescita reale. Per questo le aziende devono iniziare a considerare il benessere psicologico come una responsabilità manageriale e organizzativa, investendo su leadership più consapevoli, maggiore fiducia e strumenti concreti che rendano il supporto psicologico realmente accessibile”, dichiara Chiara Bassi, vp global public affairs di Coverflex.
Sono 10 le leve organizzative per la salute mentale. 1) Promuovere una cultura dell’errore: creare spazi sicuri in cui sperimentare, sbagliare e confrontarsi apertamente riduce la pressione da iper-performance, favorisce collaborazione e innovazione e rafforza la sicurezza psicologica all’interno dei team. 2) Normalizzare l’accesso alla terapia: la salute mentale richiede sia una cultura aperta sia strumenti concreti. Per questo è fondamentale affiancare campagne di sensibilizzazione interne a partnership e benefit che facilitino l’accesso a percorsi terapeutici, contribuendo a superare stigma e resistenze.
3) Costruire una flessibilità autentica: lo smart working non genera automaticamente equilibrio. Per essere efficace deve essere accompagnato da fiducia, autonomia e modelli organizzativi che misurino i risultati e non il tempo trascorso online, eliminando pratiche di controllo invasivo. 4) Ripensare la crescita professionale. In contesti sempre più dinamici, la crescita verticale non sempre è possibile o sostenibile. Investire in percorsi di crescita orizzontale e sviluppo personale permette alle persone di acquisire nuove competenze, riducendo senso di stagnazione e frustrazione.
5) Valorizzare il reverse mentoring: favorire lo scambio di competenze tra junior e senior rafforza il senso di appartenenza e il contributo reciproco. Il reverse mentoring aiuta inoltre a superare modelli gerarchici rigidi e dinamiche di esclusione. 6) Formare i manager alla gestione delle persone: essere competenti dal punto di vista tecnico non significa automaticamente saper guidare un team. Servono percorsi specifici su coaching, feedback, gestione dei carichi di lavoro e qualità delle relazioni per evitare che la pressione sulle performance si traduca in cattiva leadership.
7) Garantire coerenza tra valori dichiarati e pratiche aziendali: la distanza tra ciò che un’azienda promette e ciò che realmente mette in pratica genera sfiducia, cinismo e stress organizzativo. Una cultura credibile nasce dalla coerenza quotidiana tra comunicazione e comportamenti. 8) Superare la narrativa dell’emergenza continua. Metafore belliche, urgenza costante e linguaggi orientati alla 'battaglia' alimentano stati di tensione permanenti. Un linguaggio più neutro e focalizzato su obiettivi e processi contribuisce a ridurre l’attivazione emotiva continua.
9) Definire protocolli chiari per le emergenze: task force e situazioni straordinarie non possono diventare la normalità. E' importante prevedere processi chiari di apertura, gestione e chiusura delle emergenze, ristabilendo carichi di lavoro sostenibili una volta conclusa la fase critica. 10) Curare l’igiene emotiva della comunicazione interna: La comunicazione aziendale deve mantenere continuità e autenticità nel tempo. Evitare eccessi narrativi e costruire sistemi di riconoscimento coerenti con i risultati aiuta a creare fiducia e stabilità emotiva nelle organizzazioni.
Il tema della salute mentale richiede oggi un cambio di paradigma nelle politiche HR: non solo iniziative di welfare, ma un’evoluzione concreta dei modelli organizzativi e manageriali. Tra gli aspetti sempre più centrali emergono la necessità di formare manager e team leader nella gestione delle persone, costruire modelli di lavoro basati sulla fiducia e non sul controllo continuo, favorire percorsi di crescita più sostenibili e rendere l’accesso al supporto psicologico parte integrante dell’esperienza lavorativa. Una trasformazione che riflette anche le nuove aspettative dei lavoratori. Secondo una recente indagine di Unobravo, servizio di psicologia online leader in Europa che collabora con Coverflex dal 2026, oltre otto italiani su dieci hanno pensato di lasciare il proprio lavoro a causa dello stress, mentre il 66% teme ripercussioni professionali nel mostrare fragilità psicologica o un calo della performance. Un dato che evidenzia quanto il benessere mentale sia diventato un elemento sempre più centrale nella relazione tra persone e lavoro.
Francesco Foffa, vp e head of B2B di Unobravo, ha commentato: "Siamo lieti di aver unito le forze con Coverflex per portare le tematiche di benessere mentale nel luogo di lavoro ancora più al centro. Tutte le evidenze che abbiamo ci dicono che investire nella salute mentale delle persone non è solo una scelta etica, ma anche strategica: chi si sente ascoltato e supportato lavora meglio, resta più a lungo in azienda e contribuisce a costruire un ambiente più sano e produttivo. Grazie a questa partnership, sempre più aziende potranno offrire ai propri dipendenti un accesso semplice e concreto al supporto psicologico, trasformando il benessere da benefit accessorio a pilastro della cultura organizzativa".
(di Sabrina Rosci)

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CAGLIARI, 14 LUG - Sono ufficialmente aperte le iscrizioni all'anno
accademico 2026/2027 dell'università degli studi di Cagliari. Le
novità sono state presentate questa mattina dal rettore Francesco
Mola, che ha elencato numeri in crescita: aumentano immatricolati e
iscritti, a quota 27.103.
(Adnkronos) - È stato presentato, presso la Fondazione CariCiv. di Civitavecchia, il nuovo Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) per la gestione del paziente affetto da Neuropatia diabetica dolorosa (Ndd). Realizzato all’interno dell’Asl Roma 4, il progetto ha l’obiettivo di garantire un approccio coordinato ed efficace per la presa in carico dei pazienti, assicurando che ricevano cure di alta qualità e che i professionisti sanitari lavorino in modo sinergico per ottenere i migliori risultati a loro vantaggio. In Italia, circa 3,4 milioni di persone sono affette da diabete. Nel Lazio - riferisce una nota - sono 388.900: il 6,6% della popolazione. La neuropatia diabetica è una delle sue complicanze più comuni e si riscontra in circa il 30% dei pazienti, con sintomi che comprendono dolore, parestesie, bruciore e ipersensibilità, con un forte impatto sulla qualità della vita di chi ne è affetto.
“La neuropatia diabetica è una compromissione del sistema nervoso dovuta a un’iperglicemia persistente – spiega Graziano Santantonio, direttore Uosd Diabetologia dell'ospedale San Paolo di Civitavecchia, Roma - Può coinvolgere il sistema nervoso periferico o vegetativo e si distingue in forme generalizzate e localizzate. È una delle complicanze più frequenti del diabete e può avere conseguenze gravi, tra cui piede diabetico con rischio di ulcerazioni e infezioni gravi, fino all’amputazione minore o maggiore dell’arto. Si evince quindi l’importanza di intervenire efficacemente e tempestivamente, per preservare il più possibile la qualità della vita del paziente”.
Il nuovo modello organizzativo si fonda su una stretta collaborazione tra diabetologi, neurologi e specialisti della terapia del dolore, che operano in modo integrato per garantire una presa in carico completa del paziente. “L'obiettivo - illustra Ezio Amorizzo, responsabile Centro terapia del dolore Asl Roma 4 - è accompagnare ogni persona lungo tutte le fasi del percorso di cura, dalla diagnosi alla scelta del trattamento più appropriato, fino all'accesso alle soluzioni terapeutiche più innovative, come la stimolazione del midollo spinale (Spinal Cord Stimulation – Scs). Questa soluzione terapeutica è oggi in grado di offrire nuove prospettive ai pazienti con dolore neuropatico diabetico refrattario ed è una metodica sicura ed efficace nei centri ad alto volume come quello della nostra azienda, che ha eseguito 107 impianti con una sola revisione e zero casi di rimozione a conferma di un alto indice di appropriatezza. Questo traguardo - aggiunge - è stato raggiunto grazie al sostegno della direzione strategica e del direttore della Uoc di Anestesia e rianimazione del dottor Fernando Ricci”.
Attraverso questo strumento - continua la nota - sarà possibile garantire non solo l’accesso alle cure antalgiche più appropriate ma anche evitare lo spreco di risorse economiche che potranno essere investite nel potenziamento del percorso assistenziale stesso, a tutto vantaggio dei pazienti e del Ssn nel suo complesso. “Il Pdta adottato non sarà solo diretto a migliorare l'efficacia del trattamento e la qualità della vita dei pazienti – precisa Amorizzo – Assicurerà anche che tutti i professionisti coinvolti siano adeguatamente formati e aggiornati sulle migliori pratiche e fornirà un quadro di riferimento standardizzato per la gestione della neuropatia diabetica dolorosa. Quest’ultimo aspetto è particolarmente significativo, in quanto rende questo modello potenzialmente replicabile o adattabile in altre realtà a livello nazionale”.
La neuropatia diabetica dolorosa “non sarà più curata in maniera autonoma dai vari specialisti - afferma Emanuela Mari, consigliere Regione Lazio - ma verrà affrontata in una visione organica e coordinata, grazie al confronto tra tutti i professionisti coinvolti nel percorso di cura. Tale modello si candida per essere un progetto pilota in tutto il Lazio, dove quasi 400mila persone sono affette da neuropatia diabetica dolorosa e trovo particolarmente significativo che la nostra azienda sanitaria si metta in luce su un progetto che guarda direttamente alla qualità della vita dei pazienti presi in carico, alleviando sintomi che spesso sono invalidanti per chi ne soffre”.
Nel ringraziare la Asl Roma 4 “sia per il lavoro che sta portando avanti che per il Pdta dedicata alla neuropatia diabetica dolorosa”, Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio regionale del Lazio, osserva che si tratta di “una misura che va nella direzione di uscire dalla logica ospedalocentrica, andando a rafforzare la sanità territoriale. Anche da questo Psta emerge l’importanza di fare rete e di una giusta sinergia, con un approccio multidisciplinare, dove sono coinvolti i medici di medicina generale, gli specialisti (diabetologi, neurologi e specialisti in terapia del dolore), e gli infermieri”.
Aggiunge Roberta Della Casa, consigliera Regione Lazio: “Ancora una volta, voglio sottolineare l’impegno della Regione Lazio nel promuovere le eccellenze sanitarie sul territorio e nel garantire percorsi di cura sempre più integrati e accessibili. La Regione Lazio continuerà sempre a sostenere iniziative che favoriscono la collaborazione tra professionisti, la diffusione di buone pratiche e la standardizzazione dei percorsi assistenziali, al fine di migliorare la qualità dell’assistenza e la tutela del paziente”.
Per le persone con diabete, “la neuropatia diabetica dolorosa rappresenta una complicanza che può compromettere profondamente la qualità della vita, limitando autonomia, benessere e partecipazione alla vita sociale - rimarca Lina delle Monache, presidente di FederDiabete Lazio - Per questo accogliamo con grande favore la realizzazione di questo Psta, che mette finalmente al centro la persona e definisce un percorso chiaro, condiviso e integrato tra tutti i professionisti coinvolti. Ci auguriamo che l'esperienza della Asl Roma 4 - precisa - possa rappresentare un modello da estendere progressivamente ad altre realtà regionali e nazionali, affinché sempre più persone possano beneficiare di un'assistenza uniforme, multidisciplinare e orientata ai loro reali bisogni e venga riconosciuto il valore dell’inserimento e del finanziamento dei percorsi di terapia del dolore”.
Ringraziando “il dottor Santantonio e il dottor Amorizzo per il prezioso lavoro che ogni giorno svolgono a favore dei pazienti”, Mariella Tidei, consigliere Regionale Lazio evidenzia che il “Pdta rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni, operatori sanitari e associazioni dei pazienti possa tradursi in un percorso di cura più efficace, capace di garantire maggiore tempestività diagnostica, equità nell’accesso alle cure e un accompagnamento multidisciplinare lungo tutto il percorso assistenziale. Siamo particolarmente orgogliosi - conclude - di questo modello di eccellenza, sviluppato all’interno della Asl e in grado di rispondere ai bisogni di pazienti provenienti anche da altri territori”.

SASSARI – Un cittadino straniero di 33 anni è stato denunciato dalla Polizia di Stato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L'operazione si inserisce nei servizi straordinari di controllo ad alto impatto predisposti nel centro storico di Sassari.
Il Controllo e la Fuga
L'intervento è avvenuto tra via La Marmora e via Abbadu. Gli agenti della Squadra Volante hanno notato un uomo con un atteggiamento sospetto. Alla vista dei poliziotti, il 33enne si è dato alla fuga , ma è stato prontamente raggiunto e fermato dopo un breve inseguimento.
Il Ritrovamento e la Perquisizione
La successiva perquisizione personale ha consentito di rinvenire quattro dosi di cocaina, confezionate e verosimilmente destinate allo spaccio. Gli accertamenti sono proseguiti con una perquisizione domiciliare, durante la quale sono stati sequestrati:
La Denuncia
Al termine delle formalità, il 33enne è stato denunciato in stato di libertà all'Autorità Giudiziaria. L'operazione conferma l'impegno della Polizia di Stato nel contrasto allo spaccio di stupefacenti nel centro storico di Sassari.

(Adnkronos) - La vita all'aperto, aperitivi che diventano cena, pranzi saltati e recuperati, tavolate che si allungano per ore: l'estate è probabilmente la stagione in cui i segnali di fame e sazietà vengono messi più facilmente alla prova. Eppure il tema va oltre le abitudini stagionali. Sempre più dati scientifici suggeriscono che la capacità di percepire e interpretare i segnali interni del corpo gioca un ruolo importante nel comportamento alimentare e nella gestione del peso. Un semplice esercizio, da fare a metà pasto, potrebbe aiutare. Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata sull'International Journal of Obesity suggerisce che la capacità di riconoscere quando abbiamo ancora fame e quando invece abbiamo già raggiunto la sazietà, influenza il modo in cui mangiamo e, nel tempo, anche la gestione del peso.
"Il punto non è semplicemente mangiare meno, ma riconoscere le proprie necessità alimentari caratterizzate da varietà della dieta e dal corretto bilancio tra i diversi principi nutritivi", spiega Silvia Bettini, Centro per lo studio e il trattamento integrato dell'obesità, dell'Azienda ospedale università di Padova, presidente in carica della Società italiana dell'obesità, sezione Triveneto. "Fame e sazietà sono meccanismi fisiologici complessi che possono essere influenzati da stress, distrazione, velocità dei pasti e contesto sociale. Recuperare attenzione a questi segnali significa rendere il rapporto con il cibo più consapevole e il percorso alimentare più sostenibile nel tempo”.
La fame fisiologica - riferisce una nota - è quella che il corpo manifesta con segnali progressivi e riconoscibili. Accanto a questa, però, esistono forme di fame più difficili da distinguere: quella automatica, legata all'abitudine e al contesto; quella emotiva, che può emergere in risposta a stress o noia e quella sociale, particolarmente frequente nei mesi estivi e nelle festività quando la convivialità diventa parte integrante dell'alimentazione. Il problema non è il singolo aperitivo o la cena più lunga del solito, ma la ripetizione di situazioni in cui si mangia senza interrogarsi su cosa sta davvero chiedendo il corpo. Quando la fame viene guidata dall'orario, dall'ambiente o dalle emozioni, il segnale di sazietà rischia di diventare meno leggibile.
"Molte persone - continua Bettini - non mangiano solo perché hanno fame, ma perché si trovano in una situazione che invita a mangiare. Questo non è un fallimento della volontà, ma il risultato dell'interazione tra segnali biologici, abitudini e ambiente. Distinguere fame fisiologica, fame automatica e fame sociale è il primo passo per non confondere il desiderio del momento con un reale bisogno dell'organismo".
La sazietà non è un interruttore che si accende all'improvviso. È un processo progressivo che richiede tempo e attenzione. Una ricerca condotta su 1.181 adulti - si legge nella nota - ha osservato che una minore capacità di percepire i segnali interni del corpo era associata a un Bmi (Indice di massa corporea) più elevato e che questa relazione era in parte spiegata da una minore attenzione alla sazietà durante il pasto e da comportamenti di alimentazione emotiva: la sazietà viene riconosciuta più tardi. Il corpo invia segnali, ma spesso arrivano in un contesto in cui non siamo disponibili ad ascoltarli. "Per questo – precisa l'esperta - parlare di sazietà è importante: significa spostare l'attenzione dal controllo rigido alla consapevolezza progressiva".
La buona notizia è che la percezione della sazietà può essere riallenata. Non attraverso restrizioni rigide o regole punitive, ma recuperando attenzione ai segnali del corpo. Una recente revisione pubblicata su Nutrients - riporta la nota - evidenzia come fame e sazietà siano processi vulnerabili a numerosi fattori della vita moderna, tra cui stress, velocità dei pasti, memoria, contesto e distrazioni “Molte persone interpretano la difficoltà a fermarsi come una mancanza di volontà, ma spesso non è così. Quando si mangia in modo rapido, distratto o in contesti molto stimolanti – chiarisce Bettini - riconoscere il momento in cui il corpo è soddisfatto diventa più difficile individuare i segnali di fame e sazietà durante il pasto. In questo percorso possono essere utilizzati strategie diverse, dall'educazione alimentare agli strumenti che aiutano a rendere più percepibile la sensazione di pienezza, sempre all'interno di un approccio personalizzato”.
In questo percorso possono trovare spazio anche strumenti non sistemici che agiscono attraverso un meccanismo fisico. È il caso di un idrogel super-assorbente (Plenity), formato principalmente da 2 ingredienti di origine naturale, un derivato della cellulosa e acido citrico (contenuto, ad esempio, negli agrumi). Assunto con acqua prima dei pasti, il materiale, a livello dello stomaco, si idrata e aumenta di volume formando una matrice gelificata che occupa spazio. Questo meccanismo favorisce la sensazione di pienezza, senza assorbimento sistemico. "Non si tratta di sostituire la consapevolezza alimentare, ma di supportarla", sottolinea Alessandro Sannino , professore di Scienza dei materiali all'Università del Salento e ideatore della tecnologia. "La struttura tridimensionale del materiale è progettata per mantenere stabilità ed elasticità durante il transito gastrointestinale e per disgregarsi successivamente in modo controllato, una volta raggiunto il colon. Il risultato - aggiunge - è un'azione esclusivamente fisica e meccanica che contribuisce alla sensazione di pienezza senza interferire con i processi fisiologici dell'organismo".
L'errore più comune "è pensare che la sazietà coincide con la sensazione di essere pieni - osserva Bettini - In realtà il corpo lo comunica molto prima di arrivare a quel punto. Imparare a riconoscere questi segnali significa interrompere il pasto quando sono state raggiunte le proprie esigenze nutrizionali, non quando si è ormai mangiato oltre il necessario. Per questo può essere utile fermarsi qualche istante e fare una verifica durante il pasto".
Nel dettaglio - conclude la nota - l'invito è a fermarsi a metà piatto, appoggiare le posate e interrompere, per qualche istante, il ritmo del pasto. A questo punto ci si chiede se si ha ancora fama La prima verifica è semplice: il corpo sta chiedendo altro cibo oppure si sta continuando solo perché il piatto non è finito?. Per distinguere la fame dal contesto ci si chiede se si stia mangiando perché si ha davvero fame o perché il cibo è ancora davanti, se si è in compagnia, il pasto si sta allungando o sta sembra continuare normale?. Per valutare il livello di pienezza, il suggerimento è di provare a capire, su una scala da 1 a 10, dove ci si trovi. L'obiettivo non è arrivare a 10, cioè alla pienezza totale, ma riconoscere il punto in cui il corpo è già soddisfatto. La domanda finale è: 'potrei fermarmi adesso e stare bene?' Se la risposta è sì, il segnale di sazietà è probabilmente arrivato. Se la risposta è no, si può continuare a mangiare, ma più lentamente, ripetendo il test dopo qualche boccone.

Sassari, Caldo a 40°C e Casa Senz'Acqua: La Polizia Ripara l'Autoclave e Soccorre un'Anziana
SASSARI – Una donna di 82 anni, sola e in difficoltà, ha ricevuto un aiuto prezioso dagli agenti della Polizia di Stato nella giornata di ieri, caratterizzata da temperature eccezionalmente elevate che hanno sfiorato i 40°C.
La Richiesta di Aiuto
La donna vive sola. Da alcuni giorni l'autoclave della sua abitazione era fuori uso e, non potendo contare sull'aiuto di familiari o conoscenti, ha contattato il 112. L'anziana doveva affrontare una visita medica, ma era impossibilitata a provvedere alla propria igiene personale perché dai rubinetti non usciva acqua.
L'Intervento delle Volanti
Considerate le condizioni della donna, il caldo estremo e il concreto rischio per la sua salute, gli agenti delle Volanti hanno raggiunto immediatamente l'abitazione. Dopo aver aperto la botola di accesso al pozzo, hanno individuato la causa del malfunzionamento: il cavo elettrico collegato al galleggiante dell'impianto.
Il Ripristino e l'Aiuto Concreto
Grazie all'intervento dei poliziotti, l'impianto è stato riparato e l'erogazione dell'acqua è stata ripristinata. Non soddisfatti, gli agenti hanno recuperato dal pozzo bacinelle e un bidone di plastica, riempiendoli d'acqua e lasciando una scorta sufficiente per i giorni successivi.
La Gratitudine dell'Anziana
Profondamente commossa, la donna ha voluto esprimere la sua sincera gratitudine agli operatori per la disponibilità e la sensibilità dimostrate. L'episodio è un'ulteriore testimonianza dell'impegno quotidiano della Polizia di Stato, che accanto alle attività di controllo del territorio assicura interventi di soccorso pubblico e vicinanza ai cittadini, con particolare attenzione alle persone più fragili.

Magomadas, Supermarket della Droga in Casa: Arrestati Due con Mezzo Chilo di Cocaina e Agenda dello Spaccio
MACOMER – Un vero e proprio supermarket della droga è stato scoperto a Magomadas, in provincia di Oristano, dai Carabinieri della Compagnia di Macomer. Una 46enne e un 41enne sono stati arrestati in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.
Il Viavai Sospetto
L'attività antidroga è partita da servizi di controllo del territorio. I militari della Stazione di Bosa e di Suni hanno notato un insolito viavai di persone in diverse ore del giorno presso un immobile nella disponibilità degli indagati, decidendo di intervenire con una perquisizione.
Il Bilancio del Sequestro
All'interno dell'abitazione, adibita a stoccaggio di droga, i Carabinieri hanno rinvenuto:
L'Area della Planargia
L'operazione dimostra il crescente uso e aumento dello spaccio di sostanze stupefacenti nell'area della Planargia. L'azione di contrasto dell'Arma, con il supporto dell'Autorità Giudiziaria, prosegue senza sosta per arginare il fenomeno.
I due arrestati sono stati condotti in carcere, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. Il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari e la loro effettiva responsabilità sarà vagliata nel corso del processo.

(Adnkronos) - Un viaggio tra inclusione, educazione, empowerment giovanile e creatività per immaginare il futuro. Dal 17 al 25 luglio Giffoni Innovation Hub torna al Giffoni Film Festival con un palinsesto ricco di partner, cortometraggi e incontri. "Il tema di quest’anno, 'Le Cose Impossibili', ci offre l’occasione per raccontare ciò che Giffoni Innovation Hub prova a fare ogni giorno: trasformare bisogni, idee e visioni delle nuove generazioni in progetti concreti, capaci di generare valore culturale, educativo e sociale - dice Luca Tesauro, founder & chairman di Giffoni Innovation Hub -. Anche per l’edizione 2026 saremo presenti al Giffoni Film Festival con un palinsesto costruito insieme a partner pubblici e privati che condividono con noi una responsabilità: ascoltare i ragazzi, coinvolgerli, offrire loro strumenti e spazi reali di espressione".
"I progetti che presentiamo - spiega - parlano di cinema, scuola, energia, salute, Terzo Settore, territorio, viaggio e infanzia, ma hanno tutti un elemento comune: usare i linguaggi dell’audiovisivo e dell’innovazione per avvicinare i giovani ai temi che incidono sul loro presente e sul loro futuro. In un tempo complesso, crediamo che il modo migliore per affrontare ciò che sembra impossibile sia costruire alleanze, dare fiducia ai talenti e lavorare su progetti che lascino un segno concreto". Sabato 18 luglio il programma entra subito nel vivo con la presentazione del laboratorio didattico 'La Voce dei Giovani: la Villacidro che vorrei'. Il progetto, nato dalla sinergia tra Fondazione Giuseppe Dessì e Giffoni Innovation Hub, con il supporto della Regione Sardegna, ha visto protagonisti ragazzi dai 14 ai 19 anni lungo tutta la filiera produttiva di un vero short film. Sotto la guida del regista Elio Di Pace, i giovani hanno potuto mettere in luce la loro visione, le loro speranze e il loro legame con la comunità sarda.
Dal 2024, Fondazione Anica Academy Ets e Fondazione Eos – Edison Orizzonte Sociale collaborano al progetto Summer School, un corso intensivo e gratuito dedicato alle nuove generazioni sui mestieri del mondo dell'audiovisivo. Da questa esperienza ha preso vita 'ControCampo', una community gestita autonomamente da ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni che offre uno spazio stabile di orientamento, dialogo e confronto per chi coltiva una passione autentica per il cinema e desidera trasformarla in un'opportunità professionale. Domenica 19 luglio, invece, spazio all'innovazione educativa con 'ClasseViva Extra, la scuola oltre l'aula'. Insieme al creator Pietro Morello e ai referenti di Spaggiari, la giuria scoprirà le potenzialità di 'ClasseViva Extra', la nuova app dedicata a studenti e famiglie: una piattaforma che unisce contenuti, strumenti digitali e servizi per vivere l'ecosistema scolastico in modo rivoluzionario e iper-connesso.
Lunedì 20 luglio l'impegno per le comunità è al centro de 'Il Dono delle Storie, Raccontare il Cambiamento', il progetto promosso da UniCredit e Giffoni Innovation Hub per valorizzare e dare visibilità al lavoro delle realtà del Terzo Settore che generano un impatto concreto sui territori. La Sezione Impact ospiterà la presentazione in esclusiva di tre short documentary diretti da Emanuele Pisano, dedicati a tre eccellenze dell’associazionismo italiano: Associazione Stefania di Lissone (Monza-Brianza), Fondazione In Oratione Instantes di Castel San Pietro Terme (Bologna) e La Casa dei Cristallini di Napoli. Sempre lunedì, i riflettori si accenderanno sull'evento speciale 'Energia: futuro semplice!', che segna la conclusione della prima edizione dell'omonimo progetto educativo promosso da Fondazione Terna e Giffoni Innovation Hub, realizzato in partnership con Civicamente. L'iniziativa, nata per diffondere tra i più piccoli una solida cultura dell'energia e del suo utilizzo consapevole, svelerà i traguardi raggiunti nel corso del primo anno scolastico. L'incontro aprirà, inoltre, un canale di ascolto e confronto diretto con gli studenti dell'Istituto comprensivo statale Don Milani-Linguiti di Giffoni Valle Piana: le loro riflessioni saranno il motore per la seconda edizione, che vedrà l'ampliamento del progetto dalle scuole primarie fino alle scuole secondarie di primo grado.
Giovedì 23 luglio il racconto di una città in continuo movimento, crocevia di storie e culture, sarà al centro del panel dedicato a 'La Voce dei Giovani: Le Porte di Napoli'. Il progetto, promosso e finanziato dal Comune di Napoli e ideato e realizzato da Giffoni Innovation Hub in collaborazione con Mad Entertainment, Dedalus Cooperativa Sociale e l'associazione Gomitoli, dà voce a ragazzi migranti e di seconda generazione che vivono nell'area della stazione centrale e di Porta Capuana, un contesto urbano caratterizzato da una forte vocazione multiculturale. "L'evento - spiegano gli organizzatori - sarà l'occasione per discutere dell'educazione all'audiovisivo come strumento di inclusione, riscatto sociale e rigenerazione territoriale e per ripercorrere il progetto di formazione che, avviato nel 2023, ha segnato l'inizio della collaborazione tra Giffoni e l'Amministrazione comunale e giunge oggi alla sua quarta edizione".
Sempre giovedì sarà proiettato un estratto in anteprima di 'Più forte io', un documentario che esplora la quotidianità dei giovani alle prese con patologie autoimmuni. Con la moderazione della giornalista di Sky TG24 Francesca Baraghini, il panel darà voce al coraggio di affrontare sfide croniche, abbattendo lo stigma e valorizzando percorsi di adattamento e resilienza. La giornata conclusiva, venerdì 24 luglio, si apre per i più grandi all'insegna del viaggio con Avventure nel Mondo, che inaugura 'Avventure in primo piano'. Durante l'evento verrà proiettato in anteprima un documentario sul Nepal diretto da Niccolò Corti: un'esplorazione del viaggio non solo come spostamento fisico, ma come trasformazione interiore. Polaretti si presenta al Giffoni Film Festival 2026 con 'Polaretti e la Magic Music', nuovo cortometraggio animato firmato Dolfin. Un’avventura tra musica e immaginazione che celebra amicizia, condivisione e creatività, portando per la prima volta l’universo del brand nel mondo dell’entertainment.

CAGLIARI – Un cittadino straniero, richiedente asilo e incensurato, è stato fermato dalla Squadra Mobile di Cagliari con l'accusa di violenza sessuale aggravata ai danni di una minore. L'episodio è avvenuto lo scorso 8 luglio nei pressi del porticciolo di Marina Piccola.
La Denuncia e le Indagini
L'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Cagliari, è partita immediatamente dopo la denuncia presentata dai familiari della giovane vittima. Gli investigatori della III Sezione e dei Falchi della Squadra Mobile hanno ricostruito la vicenda attraverso l'escussione dei testimoni e l'acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nell'area, che hanno mostrato un uomo aggirarsi con fare sospetto.
L'Osservazione e il Fermo
Nel pomeriggio di ieri, ritenendo che il responsabile potesse essere un frequentatore della zona, gli investigatori hanno attuato un servizio di osservazione e appostamento. Il presunto autore è stato individuato e bloccato; il suo telefono cellulare è stato sequestrato.
Gli Accertamenti Tecnici
Dagli accertamenti di natura tecnico-forense sul cellulare sarebbero emersi ulteriori e significativi elementi probatori, che hanno rafforzato il quadro indiziario a carico dell'indagato, rendendo necessario il fermo.
Il Carcere
Al termine delle formalità di rito, l'uomo è stato condotto e rinchiuso nella Casa Circondariale "Ettore Scalas" di Uta, dove rimane a disposizione dell'Autorità Giudiziaria in attesa dell'udienza di convalida. Il provvedimento è stato eseguito nel rispetto dei diritti dell'indagato e della presunzione di innocenza.
(Adnkronos) - I soldati ucraini sfilano a Parigi oggi 14 luglio nella parata del Giorno della Bastiglia a Parigi. I militari i Kiev marciano lungo gli Champs-Élysées accanto alle forze francesi e alle truppe alleate durante le celebrazioni della festa nazionale. In tribuna autorità, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky assiste visibilmente commosso. Due piloti ucraini, negli stessi momenti, sorvolano Parigi a bordo di caccia Mirage prodotti in Francia. "Orgoglioso di vedere i militari ucraini sfilare al fianco delle nostre forze. Un simbolo di fratellanza, di coraggio e di destino condiviso. Pensieri al popolo ucraino che lotta per la sua libertà e, con essa, per quella di tutti gli europei", il messaggio del presidente francese Emmanuel Macron.

(Adnkronos) - Allarme Alexander Zverev nel ranking per Jannik Sinner? Il tennista azzurro ha appena battuto proprio il tedesco nella finale di Wimbledon, rimontandolo in quattro set e conquistando il suo secondo titolo consecutivo a Londra. Il successo nel terzo Slam della stagione ha permesso a Sinner anche di affermarsi sempre più al primo posto del ranking, difendendo i 2000 punti della passata edizione e staccando sia Zverev che Alcaraz, assente per infortunio e ormai lontanissimo dalla vetta.
Proprio il tedesco però ha confidato di aver messo nel mirino la vetta del ranking, con Sinner che, durante la premiazione sul prato del Centrale di Wimbledon, ha risposto con un "dovrò stare attento". I prossimi mesi, in effetti, presentano a Zverev ghiotte occasioni per avvicinare il numero 1, con gli Us Open che potrebbero diventare un 'rischio' per il dominio di Sinner.
Sinner era certo di conservare la vetta del ranking Atp anche in caso di sconfitta in finale, visto che ciò che poteva cambiare era soltanto il margine sul secondo posto. L'azzurro arrivava alla sfida con Zverev con 12.750 punti e vincendo il titolo è salito a quota 13.450, riuscendo quindi a difendere i 2000 punti conquistati grazie alla vittoria dello scorso anno. Dopo il successo in semifinale contro Fery, Zverev, come detto, è riuscito a superare Alcaraz (fermo per un problema al polso) portandosi a 8.480 punti e tornando al secondo posto nel ranking. Il distacco con Sinner, nonostante la prima finale a Londra della carriera, rimane abissale: 4.970 punti.
Sinner è sicuro di arrivare agli Us Open da numero 1 del mondo, ma nei prossimi mesi dovrà difendere molti punti e un eventuale scivolone sul cemento potrebbe offrire una ghiotta occasione per Zverev, che diventa primo avversario nel ranking per Sinner visti i dubbi intorno al rientro di Alcaraz.
Sinner difenderà fino al termine dell'anno un totale di 5500 punti, mentre Zverev 1980. Il tedesco arriverà agli Us Open avento raggiunto nell'ultima edizione 'soltanto' il terzo turno dello Slam di New York, mentre Sinner è arrivato in finale dove è stato battuto da Alcaraz. Molto passerà dai Masters 1000 del Canada, quest'anno di scena a Montreal, e di Cincinnati.
Sinner non ha giocato in Canada lo scorso anno e la sua presenza non è sicura nemmeno in questa edizione, ma potrebbe rappresentare una cambiale 'dorata' in termini di ranking, mentre Zverev arriva dalla semifinale persa contro Khachanov. Diversa storia a Cincinnati, dove l'azzurro ha raggiunto la finale prima del malore che lo ha costretto al ritiro dopo pochi game contro Alcaraz, che aveva eliminato proprio Zverev in semifinale.
Dovesse difendere i punti di Cincinnati e New York, Sinner avrebbe un buon margine prima della stagione indoor, indipendentemente dai risultati del tedesco, e potrebbe quindi terminare l'anno da numero 1.

(Adnkronos) - Non è tutto oro ciò che luccica. Nemmeno l'agognato incontro fra Re Carlo e il figliol prodigo Harry con al seguito la moglie Meghan e i piccoli figli Archie e Lilibet. Secondo un esperto reale, infatti, il viaggio del duca di Sussex nel Regno Unito è stato descritto come una "commedia degli errori", con numerosi imprevisti che si sono susseguiti fin da quando il principe è atterrato nel Paese. Sebbene Harry avesse inizialmente sperato in un viaggio da sogno nella sua patria con la moglie Meghan Markle e i loro due figli, le cose non sono andate come previsto.
Invece di volare tutti insieme lunedì della scorsa settimana, Meghan, il principe Archie e la principessa Lilibet hanno aspettato fino al fine settimana, poiché alla famiglia non era stata fornita la protezione della pubblica sicurezza. Solo venerdì Harry è stato finalmente raggiunto dalla moglie e dai figli nel Regno Unito, dove, insieme, hanno poi incontrato Re Carlo. Questo ha significato che per gran parte della settimana il scondogenito del sovrano è rimasto ad affrontare da solo diverse "questioni complicate", da quella di non poter soggiornare a Buckingham Palace, alla sconfitta in tribunale nel caso intentato contro il Daily Mail per violazione della privacy.
Parlando del caotico viaggio nel Regno Unito , Victoria Ward, vicedirettrice della sezione reale del Telegraph, ha scritto di come "gli animi fossero tesi" sia per Harry che per i suoi parenti reali dopo le vicissitudini che lo hanno coinvolto, comprese le questioni relative al suo soggiorno a Palazzo. Ha poi aggiunto che, sebbene il duca di Sussex potesse aver sognato un ritorno della concessione della scorta armata della polizia e un tè a Buckingham Palace, questa non si è rivelata la realtà. "La realtà, a quanto pare, è stata più simile a una commedia degli equivoci alla Benny Hill, una serie di disavventure in cui l'intero viaggio si è gradualmente dissolto in un fiume di aspre recriminazioni", ha affermato l'esperta.
Insomma, ancora una volta una serie di fallimenti hanno coinvolto il duca di Sussex. Non ultimo, quello del mancato incontro con il fratello, che, secondo l'esperta di questioni reali Kinsey Schofield, non è avventuto perché il principe William nutre dubbi sull'affidabilità di Harry. La Schofield, come riportato da Page Six , ha affermato che la priorità del futuro Re è "proteggere l'istituzione che un giorno erediterà" e che comprende il desiderio di Re Carlo di riunirsi con il principe Harry , Meghan e i loro figli a Highgrove.
L'esperta ha dichiarato: “Nella sua mente, la questione non è mai stata se Harry sia un membro della famiglia, ma se ci si possa fidare di lui. Un pomeriggio a Highgrove non risponde a questa domanda. Re Carlo può permettersi di pensare alla sua eredità. Il principe William deve pensare alla sua longevità”. I due fratelli hanno evitato di incontrarsi durante la visita di Harry nel Regno Unito, partecipando a eventi separati a chilometri di distanza l'uno dall'altro.
"Non è in corso alcun tipo di costruzione o intervento nell'area di
Cala Finanza (Villa Joy e dintorni)". Lo precisa, in una nota, la
Tavolara Bay srl, la società interessata al contestato investimento
immobiliare nel comune di Loiri Porto San Paolo, nel Nord Sardegna,
dopo gli episodi di violenza segnalati alcuni giorni fa, quando
qualcuno nella notte ha sparato, probabilmente con una scacciacani,
e danneggiato cartelli e sedie nella proprietà.
Il rigore e l' eleganza del bailarín classico e il fuoco e la
passione del bailaor gitano: Sergio Bernal, considerato il re del
flamenco, è l' atteso protagonista, il 18 luglio alle 21.30, del
FestArtes- Sulky Jazz, sul palcoscenico dell'Arena Fenicia di Sant'
Antioco. Il danzatore e coreografo madrileno, già primo ballerino
del Balletto nazionale di Spagna, propone il trittico 'Rango,
Bolero, Suite Flamenca', prodotto dalla sua compagnia.
(Adnkronos) - Nella serata di ieri 'Temptation Island' su Canale 5 conquista il prime time con ben 3.752.000 telespettatori (share del 30,31%). Secondo gradino dal podio per Rai1 con 'La Partita del Cuore' che si aggiudicata 1.541.000 telespettatori pari al 12,41% di share.
Terza posizione su Rai2 per la replica di 'Boss in Incognito' che ha ottenuto 583.000 telespettatori (share del 4,38%). Su Italia1 'Cash Out – I maghi del furto' ha conquistato 968.000 telespettatori con il 6,31% di share, su Rai3 'Filorosso' ha raggiunto 551.000 telespettatori (4.4%). Su Rete4 'Potere assoluto' si è aggiudicato 603.000 telespettatori (4,36% di share), su La7 'In Onda Prima Serata' 690.000 telespettatori e il 4,4% di share.
A seguire, tra gli altri ascolti di prime time: su Tv8 'La maschera di Zorro' (368.000 telespettatori e 2.7% di share) e sul Nove 'Little Big Italy' (323.000 telespettatori con il 2,2% di share).

Sinnai, Addio a Cosimo Lai: Il Pastore-Ciclista Che Conquistò la Sardegna
SINNAI – Un personaggio straordinario. Pastore, ciclista campione sardo su pista e su strada, poeta, improvvisatore dialettale, attore, scrittore. Cosimo Lai è morto ieri pomeriggio a 90 anni , lasciando un vuoto immenso nella comunità di Sinnai, che lo ha sempre amato e stimato. La notizia ha destato grande cordoglio in paese e in tutta la Sardegna.
L'Uomo e il Campione
Cosimo Lai era un uomo d'altri tempi. Non è mai andato a scuola, ha imparato a leggere a vent'anni, diventando poi un assiduo lettore de L'Unione Sarda e della Gazzetta dello Sport. Barba bianca, foltissima, fino a poco tempo fa lo si vedeva tutti i giorni in piazza a parlare di attualità, ma anche a raccontare il suo passato di grande ciclista.
Ha vestito le maglie della Gialeto, dell'Audax, della Vadilonga, dello Jungfrau e dell'Achille Lauro. Nel 1961 è diventato campione sardo di ciclismo su strada , dopo un viaggio da Sinnai a Ozieri in bici fatto il giorno prima della gara. Un'impresa che lo ha consacrato tra i grandi del ciclismo isolano, insieme a nomi come Cherchi, Fontana, Marica, Garau, Murgia, Aru, Ulleri, Marini, Desogus, Manca. Un record sardo sui 20 chilometri nella pista di Carbonia lo ha accompagnato fino alla fine.
Poeta, Scrittore e Attore
Cosimo Lai non era solo un campione dello sport. È stato anche improvvisatore del canto dialettale campidanese, attore e scrittore. Le sue gesta sono finite in un suo libro in limba, curato da Amos Cardia. Ha realizzato cortometraggi e spot pubblicitari, con la sua barba foltissima e il suo bastone in ginepro che lo hanno reso un'icona riconoscibile in tutta l'isola.
Il Cordoglio del Paese
Centinaia di persone sui social lo stanno salutando con affetto. La sindaca di Sinnai, Maria Barbara Pusceddu , ha scritto: "Sinnai perde oggi un pezzo prezioso della sua storia e della sua anima. Con la scomparsa del Sig. Cosimo Lai salutiamo un uomo che ha amato profondamente il nostro paese, facendosi custode appassionato e fiero delle nostre tradizioni. Alla famiglia vanno le più sentite condoglianze e la vicinanza di tutti noi".
I Funerali
I funerali si terranno oggi, 14 luglio 2026, alle ore 17 , nella Parrocchia Santa Barbara di Sinnai. Un ultimo saluto a un uomo che ha rappresentato l'orgoglio e l'autenticità della sua terra. Addio, Cosimo. La tua bicicletta ora corre tra le stelle.

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(Adnkronos) - Jannik Sinner ubriaco a Wimbledon, di nuovo. Il tennista azzurro ha festeggiato il secondo titolo consecutivo nello Slam di Londra, battendo il tedesco Alexander Zverev nella finale del torneo, lasciandosi andare durante la tradizionale cena dei vincitori. Salito sul palco, prima del ballo con Linda Noskova, trionfatrice nel tabellone femminile, Sinner ha confidato di essere un po' brillo, per usare un eufemismo.
"Non farmi domande difficili, sono brillo", ha detto ridendo al presentato della serata, tornando poi a parlare della madre Siglinde, che ha abbandonato un paio di volte la tribuna in preda all'ansia: "Non sono ancora padre, non so cosa significa vedere un figlio sul centrale di Wimbledon".
Sinner ha poi rivelato che, prima di partire per Londra, ha fallito l'esame per la patente della moto: "È la quarta volta, forse è meglio se gioco a tennis", ha detto ridendo e provocando l'ilarità della sala.

(Adnkronos) - "Questa pessima legge elettorale è irricevibile, nel metodo e nel merito. Se la sono costruiti su misura per paura di perdere le elezioni, facendo forzature costanti in Parlamento. Dopo la sconfitta al referendum costituzionale è un chiaro tentativo di realizzare il premierato con la legge elettorale. Ed è incredibile che questa sia la sola priorità di questa destra in un Paese con la crescita a zero, i salari tra i più bassi e le bollette più care d’Europa". Così la segretaria Elly Schlein alla riunione congiunta dei gruppi Pd di Camera e Senato.
"Noi - ha detto Schlein - continueremo a fare muro insieme alle altre opposizioni contro questa pessima legge elettorale. Con questa destra non voteremo nulla, mentre voteremo tutti gli emendamenti soppressivi e quelli comuni presentati con i nostri alleati. Voteremo anche tutti gli emendamenti dei nostri alleati che pure superano le liste bloccate con collegi uninominali o preferenze".

(Adnkronos) - "Non abbiamo cancellato delle nuove puntate, abbiamo cancellato repliche che sono comunque visibili su Raiplay. E' stata una forma di cautela del brand dell'azienda". Così all'Adnkronos Giampaolo Rossi, amministratore delegato della Rai, nel corso di AdnTalks, intervistato dal direttore Davide Desario, in merito alla sospensione delle repliche estive di 'Report'.
"La lettera del ministro Urso ha una sua totale legittimit - ha proseguito - Lui è il garante del rispetto dei vincoli del contratto di servizio. E' stata uno stimolo del ministro ai politici affinché venga ripristinata la Vigilanza", ha detto ancora Rossi che ha ricordato come la Rai sia "in utile dopo 8 anni".
Quanto a Milo Infante: "Sono spiacevolmente colpito da sua intervista su azienda e colleghi". Il canone? "Aumentano obblighi ma diminuiscono risorse".

(Adnkronos) - "In relazione alle notizie circolate in questi giorni circa un presunto interesse per l’acquisizione della S.S. Lazio, Giampaolo Angelucci smentisce in modo categorico tali ricostruzioni".
Lo si legge in una nota in cui Angelucci spiega che "si tratta di indiscrezioni totalmente infondate, prive di qualsiasi riscontro e del tutto pretestuose. Né io né il Gruppo abbiamo mai manifestato alcun interesse a entrare nel mondo dello sport o del calcio, né tantomeno ad acquisire la S.S. Lazio. Preciso, inoltre, che non deteniamo titoli azionari riferibili alla società in questione”. "Qualsiasi ricostruzione di diverso tenore è, pertanto, destituita di ogni fondamento" conclude la nota.
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