Reperti, documenti storici, video e foto d'epoca per raccontare
l'evoluzione del sito... 
Cambielli dà un significato nuovo al Natale con un'iniziativa di solidarietà a sostegno della ricerca scientifica. L'azienda ha scelto di devolvere 100.000 euro a Fondazione Humanitas per la Ricerca e di avviare, in parallelo, una campagna interna rivolta ai propri 3.200 collaboratori: chi vorrà potrà infatti effettuare una donazione personale e l’azienda raddoppierà ogni contributo, amplificando ulteriormente l’impatto della raccolta.
Con oltre 250 punti vendita e un fatturato di 1,2 miliardi di euro, Cambielli è una delle realtà più consolidate e storiche in Italia nei settori idraulica, impiantistica e arredo bagno. La scelta di sostenere la ricerca nasce dalla volontà di valorizzare il ruolo sociale dell’impresa e di condividere con tutta la comunità aziendale un progetto capace di generare beneficio per molte persone.
"Abbiamo voluto che questo Natale rappresentasse un gesto concreto di vicinanza a chi ha più bisogno -dichiara il presidente Franco Cambielli-. Sostenere la ricerca scientifica significa investire nel futuro di tutti, e farlo insieme ai nostri collaboratori dà un valore ancora più grande a questa iniziativa. Ogni contributo, anche piccolo, può tradursi in un passo avanti per la salute e il benessere delle persone".
"Desidero esprimere la nostra più sincera gratitudine a Cambielli e al suo management per il prezioso supporto offerto a Fondazione Humanitas per la Ricerca. La loro scelta di credere nella ricerca scientifica rappresenta un esempio virtuoso di come la collaborazione tra il mondo aziendale e quello della ricerca possa generare un impatto concreto sulla vita delle persone oggi e nel futuro. Partnership come questa dimostrano quanto sia importante unire competenze e risorse per favorire l’innovazione e sostenere il progresso scientifico. Auspichiamo che sempre più realtà decidano di seguire questo modello di impegno condiviso", conclude Lucie Parizkova, vicepresidente di Fondazione Humanitas per la Ricerca.
Il contributo sosterrà i tanti progetti di Fondazione Humanitas per la Ricerca, che supporta ogni giorno il lavoro di oltre 600 ricercatori in 40 laboratori all’avanguardia, all’interno di un ecosistema unico che integra clinica, education e Ricerca. Le attività riguardano aree chiave come oncologia, cardiovascolare, neurologia, gastroenterologia e immunologia, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni diagnostiche e terapeutiche innovative per i pazienti.

“Oggi solo il 4% delle imprese italiane genera circa il 75% dell’export ed è composto prevalentemente da grandi aziende, mentre il cuore del nostro sistema produttivo è fatto di piccole e medie imprese. Per queste realtà, le fiere sono il primo passaporto per l'estero, rappresentano il più immediato strumento di accesso ai mercati internazionali". Lo ha detto oggi il presidente di Fondazione Fiera MIlano, Giovanni Bozzetti, durante il suo intervento alla Conferenza Nazionale dell’export e dell’internazionalizzazione delle imprese, in corso a Milano.
Le fiere "non sono semplicemente eventi o luoghi di transazioni economiche, ma vere e proprie infrastrutture strategiche al servizio del Paese: strumenti di relazione, fiducia e visione, e una forma concreta di diplomazia economica in cui il Made in Italy dialoga con il mondo - ha sottolineato Bozzetti -. Un ruolo confermato anche dai numeri: le aziende che partecipano alle nostre manifestazioni generano complessivamente 47 miliardi di euro di fatturato, di cui 17 miliardi sui mercati esteri".
L’internazionalizzazione rappresenta "una condizione necessaria per la competitività dell’Italia". Il presidente di Fondazione Fiera Milano ha ribadito come il sistema fieristico italiano "è oggi il quarto al mondo, con un valore di circa 1,4 miliardi di euro", ma per esprimere il suo potenziale "deve rafforzare la capacità di lavorare in modo unitario, superando frammentazioni e campanilismi".
Proprio per questo "la sfida che affronta il sistema fieristico è la stessa che riguarda il nostro tessuto produttivo: fare sistema, perché essere piccoli è spesso un valore, ma restare isolati è un limite. Nei mercati globali si cresce mettendo a fattor comune competenze, relazioni e infrastrutture. In questa direzione, come Fondazione Fiera Milano abbiamo avviato l’Alleanza per il Made in Italy, un tavolo di ascolto e coordinamento con associazioni e operatori per mettere a sistema le esigenze del settore e favorirne la crescita, con ricadute positive su economia, occupazione e territori” ha concluso.

Sono 2,4 milioni - il 9,1% del totale - le famiglie che nel 2024 si sono trovate in condizione di povertà energetica secondo l’Oipe, Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica. Un valore che, pur rappresentando il massimo storico della serie, risulta solo in lieve aumento rispetto all’anno precedente quando la povertà energetica toccava 2,36 milioni di famiglie, il 9%. Queste le evidenze presentate oggi a Milano durante il seminario 'La povertà energetica in Italia', ospitato da Arera e promosso da Oipe e Fondazione Banco dell’energia, ente filantropico che ha tra i suoi obiettivi quello di sostenere persone e famiglie vulnerabili attraverso progetti solidali.
A livello territoriale la quota di famiglie aumenta nelle Isole (+0,8%) e nel Nord Ovest (+0,7%) mentre si riduce di quasi 1 punto percentuale nel Sud e rimane invariata nel Centro e nel Nord Est. Si conferma inoltre una maggior concentrazione del fenomeno nelle periferie e nei piccoli centri. A livello regionale, la percentuale di famiglie in povertà energetica oscilla tra il 5% del Lazio e il 18,1% della Puglia (nel 2023 ultima in classifica era la Calabria). La Sardegna è la regione che registra l’incremento maggiore (+2,8 punti percentuali) seguita dal Piemonte (+2,3 p.p.) e dall’Umbria (+1,6 p.p.). Bene invece la Basilicata (-3,7 p.p.) seguita dalla Campania (-1,8 p.p.) e dalla Calabria (-1,7 p.p.).
“La povertà energetica è un fenomeno che riguarda strutturalmente oltre 2 milioni di famiglie, in particolare nelle aree periferiche, piccoli centri, e che affligge le famiglie con minori e stranieri. Occorre intervenire sul fronte delle politiche di contrasto per renderle più selettive ed efficaci”, dice Luciano Lavecchia, economista, Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica.
La quota di famiglie in povertà energetica con minori è in aumento rispetto al 2023 (+0,8 punti percentuali) e si attesta all’11,4% del totale, un dato superiore alla media complessiva (9,1%). Il fenomeno interessa 1,1 milioni di bambini, in riduzione del 5% rispetto all’anno precedente. L’incidenza della povertà energetica rimane più concentrata nelle famiglie la cui persona di riferimento è straniera. In particolare, rispetto al 2023, c’è una significativa riduzione del numero di minori coinvolti appartenenti a famiglie straniere (-12,5%) a fronte di una riduzione più contenuta per quelli di famiglie italiane (-1,2%). A livello territoriale, si riduce il numero complessivo di minori coinvolti nel Mezzogiorno (-22%) e nel Centro (-4%) a fronte di un aumento nel Nord (+9%). In generale, l’incidenza del fenomeno è maggiore nelle famiglie 'straniere', sia con minori (2,5 volte superiore) sia senza (2,8 volte).
Le famiglie italiane con meno disponibilità economiche continuano a destinare una quota molto elevata della propria spesa complessiva ai beni energetici: l’8-9%, contro il 3-4% delle famiglie più benestanti. Questo divario persiste nonostante nel 2024 la spesa domestica per l’energia sia diminuita complessivamente di quasi il 15% rispetto al 2023, grazie a una sostanziale contrazione dei prezzi.
Nel 2024 i bonus sociali per elettricità e gas sono tornati a un regime ordinario, a seguito dell’eliminazione della componente integrativa e dell’abbassamento della soglia di accesso a 9.530 euro dai 15mila del 2023. Contestualmente è venuta meno anche la gradualità che prevedeva un sostegno ridotto fino a 15mila euro. Questi cambiamenti hanno determinato una riduzione significativa nel 2024 del numero di bonus erogati, pari a 4,5 milioni (-40,5% su base annua), e degli importi complessivi, scesi del 78,8% da 2.143 a 453 milioni di euro (fonte: Arera). Negli anni precedenti, in particolare nel 2022 e per tutto il 2023, il caro energia aveva portato all’introduzione di misure straordinarie: l’automatismo e l’innalzamento temporaneo delle soglie Isee avevano ampliato la platea dei potenziali beneficiari, facendo crescere il numero dei bonus erogati da 1,35 milioni nel 2020 al picco di 7,58 milioni nel 2023.
"La giornata di oggi offre un’opportunità di confronto necessario per approfondire, partendo dai dati, un fenomeno che interessa 2,4 milioni di famiglie in Italia con un impatto differente sui territori. Per la Fondazione Banco dell’energia questi numeri indicano che dobbiamo continuare a costruire interventi capaci di sostenere i nuclei familiari più fragili, affiancandoli anche con attività di sensibilizzazione sui consumi. Sappiamo che per raggiungere un risultato duraturo occorre un impegno condiviso: per questo vogliamo proseguire nello sviluppo di alleanze territoriali e di iniziative capaci di generare effetti positivi nel medio-lungo periodo. In questa prospettiva, il contributo dell’Osservatorio e l’analisi di oggi sono essenziali per orientare scelte strategiche ed efficaci, a beneficio delle comunità", osserva Roberto Tasca, presidente Fondazione Banco dell’energia e presidente di A2A.
“Di fronte alle 2,4 milioni di famiglie toccate dal fenomeno della povertà energetica in Italia, secondo i nuovi dati Oipe, continuiamo a sentire la responsabilità di trasformare i numeri in azioni concrete. L'obiettivo di Edison resta fare sistema con imprese, istituzioni ed enti del terzo settore, e siamo convinti che il confronto su esperienze e dati, come avvenuto oggi presso la sede di Arera, aiuti a trovare soluzioni per supportare le famiglie in difficoltà e generare un impatto positivo. Crediamo nella forza delle alleanze: la Fondazione è il luogo in cui la responsabilità sociale diventa progetto condiviso, misurabile e duraturo”, dichiara Nicola Monti, vicepresidente di Fondazione Banco dell'energia e amministratore delegato di Edison.
'Poche aziende che rifiutano vaccino condizionano intero comparto'... 
"È molto difficile per me scrivere questo post... Dopo più di sette anni Juanki ed io abbiamo deciso di concludere il nostro periodo insieme come allenatore e giocatore". Così su Instagram il numero uno del mondo Carlos Alcaraz ha annunciato oggi, mercoledì 17 dicembre, la separazione dal suo storico allenatore Juan Carlos Ferrero.
Visualizza questo post su Instagram
Un post condiviso da Carlos Alcaraz Garfia (@carlitosalcarazz)[1]
"Grazie per aver trasformato i miei sogni d'infanzia in realtà - ha aggiunto il 22enne spagnolo -. Abbiamo iniziato questo viaggio quando ero solo un bambino e in tutto questo tempo mi avete accompagnato in un'avventura incredibile, dentro e fuori dal campo. Mi sono goduto ogni passo con te. Abbiamo raggiunto la vetta e sento che se i nostri percorsi sportivi dovessero divergere, dovrebbe farlo proprio da lassù. Dal luogo per cui abbiamo sempre lottato e a cui abbiamo sempre aspirato".
"Sono così tanti i ricordi che mi tornano in mente che sceglierne solo uno non sarebbe giusto - ha continuato il vincitore di sei titoli del Grande Slam -. Mi avete aiutato a crescere come atleta, ma soprattutto come persona. E c'è una cosa a cui tengo immensamente: mi sono goduto il percorso. Questo è ciò che porterò con me, il viaggio che abbiamo condiviso".
"Ora, per entrambi è arrivato un momento di cambiamento, nuove avventure e nuovi progetti ma sono certo che li affronteremo nel modo giusto, dando il massimo, come abbiamo sempre fatto. Aggiungendo sempre valore. Ti auguro sinceramente il meglio per tutto ciò che ti accadrà. Mi conforta sapere che abbiamo dato tutto, che ci siamo offerti tutto l'uno all'altro. Grazie di tutto, Juanki!", ha concluso Alcaraz.

"È molto difficile per me scrivere questo post... Dopo più di sette anni Juanki ed io abbiamo deciso di concludere il nostro periodo insieme come allenatore e giocatore". Così su Instagram il numero uno del mondo Carlos Alcaraz ha annunciato oggi, mercoledì 17 dicembre, la separazione dal suo storico coach Juan Carlos Ferrero, che, dal canto suo, non sembra averla presa molto bene. Chi sarà il nuovo allenatore?
Visualizza questo post su Instagram
Un post condiviso da Carlos Alcaraz Garfia (@carlitosalcarazz)[1]
"Grazie per aver trasformato i miei sogni d'infanzia in realtà - ha aggiunto il 22enne spagnolo -. Abbiamo iniziato questo viaggio quando ero solo un bambino e in tutto questo tempo mi avete accompagnato in un'avventura incredibile, dentro e fuori dal campo. Mi sono goduto ogni passo con te. Abbiamo raggiunto la vetta e sento che se i nostri percorsi sportivi dovessero divergere, dovrebbe farlo proprio da lassù. Dal luogo per cui abbiamo sempre lottato e a cui abbiamo sempre aspirato".
"Sono così tanti i ricordi che mi tornano in mente che sceglierne solo uno non sarebbe giusto - ha continuato il vincitore di sei titoli del Grande Slam -. Mi avete aiutato a crescere come atleta, ma soprattutto come persona. E c'è una cosa a cui tengo immensamente: mi sono goduto il percorso. Questo è ciò che porterò con me, il viaggio che abbiamo condiviso".
"Ora, per entrambi è arrivato un momento di cambiamento, nuove avventure e nuovi progetti ma sono certo che li affronteremo nel modo giusto, dando il massimo, come abbiamo sempre fatto. Aggiungendo sempre valore. Ti auguro sinceramente il meglio per tutto ciò che ti accadrà. Mi conforta sapere che abbiamo dato tutto, che ci siamo offerti tutto l'uno all'altro. Grazie di tutto, Juanki!", ha concluso Alcaraz.
La replica di Ferrero
Ferrero non sembra aver preso troppo bene la separazione da Alcaraz. Lo storico coach dello spagnolo ha lasciato intendere, con un post pubblicato su Instragram, che la decisione sarebbe tutta del numero unod el mondo: "Oggi è un giorno difficile. Uno di quelli in cui è difficile trovare le parole giuste. Dire addio non è mai facile, soprattutto quando dietro ci sono così tante esperienze condivise", ha scritto sul suo profilo.
"Abbiamo lavorato sodo, siamo cresciuti insieme e abbiamo condiviso momenti indimenticabili. Voglio ringraziare per il tempo, la fiducia, l'apprendimento, tutte le persone che mi hanno circondato durante questo percorso. Porto con me risate, sfide superate, conversazioni, supporto nei momenti difficili e la soddisfazione di aver fatto parte di qualcosa di veramente unico", ha continuato.
Visualizza questo post su Instagram
Un post condiviso da Carlos Alcaraz Garfia (@carlitosalcarazz)[2]
"Oggi si conclude un capitolo molto importante della mia vita. Chiudo con nostalgia, ma anche con orgoglio ed eccitazione per quello che verrà dopo. So che tutto quello che ho vissuto mi ha preparato ad essere migliore". Poi un messaggio ad Alcaraz: "grazie, Carlos, per la fiducia, l'impegno e per aver reso il tuo modo di competere mi fanno sentire così speciale. Vi auguro il meglio, sia professionalmente che personalmente.
"Ringrazio anche tutto il team per aver reso il mio lavoro più facile in tutti questi anni. Con te ho imparato che il lavoro non è solo fatto di compiti o risultati, ma anche di persone che ti camminano accanto. Ognuno di voi mi ha lasciato un segno che non dimenticherò mai. Siamo stati una squadra incredibile nonostante le difficoltà, e sono sicuro che continuerete a raggiungere grandi successi", ha concluso Ferrero, che poi ha lanciato una velata frecciatina, "avrei voluto poter continuare. Sono convinto che i bei ricordi e le brave persone trovano sempre il modo di incrociarsi. Grazie di cuore".
Chi sarà il nuovo allenatore
Per ora non sembrano essere previsti nuovi inserimenti nello staff di Alcaraz. Stando a quanto riportato da Marca, ad allenare lo spagnolo rimarrà Samuel Lopez, mentre potrebbe avere sempre più risalto nel team la figura di Alvaro Alcaraz, fratello di Carlos finora sparring partner.

"Confapi sostiene con convinzione l’obiettivo del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, di raggiungere i 700 miliardi di euro di esportazioni, attraverso il Piano d’azione per l’export italiano. Un traguardo ambizioso ma realistico, che può essere raggiunto solo valorizzando il ruolo delle piccole e medie industrie private. In questa direzione accogliamo con favore la riforma del Ministero che permetterà alle nostre imprese di essere maggiormente supportate tramite la rete diplomatica nel mondo". Lo ha detto il presidente di Confapi, Cristian Camisa, intervenendo alla Conferenza nazionale dell’export e dell’internazionalizzazione delle imprese presso la Fiera di Milano.
"Le Pmi industriali - ha spiegato - rappresentano il fulcro del Made in Italy e la spina dorsale del sistema produttivo nazionale. Per questo Confapi sta lavorando affinché le misure del Piano siano davvero accessibili e operative per le imprese. Soltanto attraverso un’azione congiunta tra Ministero, rete diplomatico-consolare, Ice, Sace, Simest e associazioni imprenditoriali sarà possibile accompagnare le Pmi industriali verso quei mercati che oggi appaiono più complessi ma che rappresentano le opportunità di crescita più rilevanti per il futuro".
"I dati di una nostra indagine – ha aggiunto Camisa - confermano la vocazione internazionale delle imprese che rappresentiamo: il 60% è già presente all’estero e cresce l’interesse verso nuovi mercati strategici, dall’area del Golfo al Nord America. Per sostenere questo percorso, Confapi sta sviluppando un piano operativo che prevede servizi di matching internazionale, una presenza diretta in Paesi chiave e un progetto pilota di un hub logistico per le pmi industriali negli Stati Uniti. Uno strumento pensato per garantire la disponibilità di ricambistica e campionature in loco e aumentare la competitività delle aziende italiane in un mercato complesso e sempre più selettivo". "Per Confapi – ha aggiunto - resta centrale l’attenzione sugli accordi di libero scambio, in particolare con Mercosur, strategici per ampliare le opportunità di export. Oggi, la sfida fondamentale è dunque accompagnare sempre più le pmi industriali verso mercati lontani e complessi, attraverso una programmazione condivisa. Solo così – ha concluso - sarà possibile rafforzare la competitività del Made in Italy nel mondo".

È il giorno della finale di Coppa Intercontinentale 2025. Oggi, mercoledì 17 dicembre, il Paris Saint-Germain sfida il Flamengo - in diretta tv e streaming - allo stadio Ahmed bin-Ali di Al Rayyan, in Qatar. I francesi di Luis Enrique arrivano all'appuntamento dopo aver trionfato, nella scorsa stagione, in Champions League, battendo l'Inter in finale con un netto 5-0, mentre i brasiliani hanno sollevato la Copa Libertadores.
Il Psg è reduce dalla vittoria esterna contro il Metz, battuto 3-2 nell'ultima giornata di Ligue 1, mentre il Flamengo, nella Coppa Intercontinentale, ha già battuto Cruz Azul e Pyramids in semifinale.
Psg-Flamengo, orario e probabili formazioni
La finale tra Paris Saint-Germain e Flamengo è in programma oggi, mercoledì 17 dicembre, alle 18 ora italiana. Ecco le probabili formazioni:
Psg (4-3-3): Chevalier; Zaire-Emery, Pacho, Marquinhos, Mendes; Fabian Ruiz, Vitinha, Neves; Kvaratskhelia, Doué, Barcola. All. Luis Enrique
Flamengo (4-2-3-1): Rossi; Varela, Danilo, Pereira, Alex Sandro; Pulgar, Jorginho; Carrascal, De Arrascaeta, Samuel Lino; Bruno Henrique. All. Filipe Luis
Psg-Flamengo, dove vederla in tv
Psg-Flamengo sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Dazn, che la trasmetterà gratis e sarà quindi visibile anche per i non abbonati. La partita sarà inoltre disponibile anche in streaming sull'app e sulla piattaforma web di Dazn, sempre in modo gratuito.

Sebbene re Carlo abbia allentato le regole del giorno di Natale dopo la scomparsa della regina Elisabetta, ci sono ancora molte cose da fare (e da non fare) che i reali devono rispettare. Naturalmente, le regole non si applicheranno, giocoforza, ai principi Harry e Meghan, grandi assenti a Sandringham assieme allo zio reietto Andrew Mountbatten-Windsor e alla ex moglie Sarah Ferguson. Tutti gli altri invitati, a partire dai principi William, Kate e figli, dovranno osservare un protocollo ben preciso: guai a immaginarli dopo pranzo distesi in pantofole sui divani. "È comunque richiesto un certo grado di decoro", soprattutto a Natale, secondo l'esperta reale Jennie Bond, che lo scorso anno raccontò al Sun che anzitutto nessuno può andare a letto prima del re (abituato a tirare fino a tardi, per la 'gioia' di chi ha sonno) e che per il sovrano conta moltissimo la puntualità: "Non ci si presenta a Sandringham quando si ha voglia. Gli ospiti devono arrivare all'orario previsto, né prima né dopo".
Per la famiglia reale esiste un rigido dress code, che vale anche in occasione delle feste natalizie. Banditi, dunque, abiti larghi e persino pigiami: "Ogni anno, la vigilia di Natale la famiglia reale organizza una cena in abito da sera, quindi gli ospiti devono essere preparati", racconta la Bond. "Quindi il giorno di Natale, i reali dovrebbero vestirsi in modo appropriato per andare in chiesa e poi per il pranzo nella sala da pranzo. Sebbene non si tratti di un abito da sera, non aspettatevi che la famiglia reale indossi abiti da casa!".
Anche per quanto riguarda i regali, la parola d'ordine è 'moderazione': sono infatti malvisti i regali costosi e in famiglia si scambiano regali scherzosi. Una volta Kate, quando era single, regalò a Harry il kit "Crea la tua ragazza", mentre la principessa Anna regalò al fratello maggiore Carlo un sedile per il water in pelle. L'ex portavoce della famiglia reale Dickie Arbiter ha spiegato perché questo regalo fosse particolarmente appropriato, dicendo: "Come si chiamava il bagno? Lo chiamavamo trono. Ci si va e ci si siede sul trono. Quindi, acquistare un sedile del water rivestito in pelle è stato in realtà il modo della principessa Anna di dire: 'Ecco, hai il tuo trono personale!'".
Dopo la vigilia, non si può rinunciare, il 25, alla messa mattutina, nemmeno se si hanno i postumi della cena di Natale! Si prevede che tutti i membri della famiglia reale che trascorreranno i festeggiamenti a Sandringham saranno presenti alla funzione del giorno di Natale presso la chiesa di St Mary Magdalene, situata nella tenuta di Norfolk. A proposito del pranzo, l'ex chef reale Darren McGrady, che ha lavorato sia per la defunta regina che per la principessa Diana, ha spiegato che ai bambini "non è permesso sedersi con gli adulti finché non hanno imparato l'arte della conversazione educata". E poi, guai a giocare a certi giochi come il Monopoly: "È proibito!" afferma la Bond, spiegando che "la defunta regina pensava che fosse troppo feroce" e invece i reali preferiscono un gioco di quiz che è "uno dei preferiti della famiglia oppure Racing Demon".
Fondazione Mont'e Prama: eventi a Barcellona, Atene, Lisbona e
Osaka...
Consorzio bonifica, 'previsioni fanno ben sperare, verso i 9
milioni di metri cubi'... 
"Vola alto cuore mio". Con queste parole, Raffaella Fico rompe il silenzio sui social dopo la perdita del bambino che aspettava insieme ad Armando Izzo. La coppia, in attesa del figlio da 5 mesi, aveva annunciato la tragedia lo scorso 15 dicembre[1].
A comunicare la notizia era stato lo stesso difensore del Monza, che sui social aveva scritto: "Prima che si creino false speculazioni, io e la mia compagna, Raffaella Fico, desideriamo comunicare che abbiamo avuto una grave perdita, purtroppo il nostro bambino di 5 mesi ci ha lasciati troppo presto e resterà per sempre nei nostri cuori. In questo momento di immenso dolore chiediamo rispetto, silenzio e sensibilità, evitando qualsiasi forma di speculazione su una perdita così delicata. L'unica forza che ci permette di andare avanti in questo momento è il nostro amore. Grazie".
Visualizza questo post su Instagram
Un post condiviso da ficoraffaella (@ficoraffaella)[2]
Fico nelle ultime ore ha condiviso un video in cui riprende lo schermo del televisore, sul quale va in onda una scena di due genitori che giocano con il loro bambino. Un'immagine simbolica che richiamava il futuro che Raffaella tanto sognava per la sua famiglia. Sotto al post l'influencer ha scritto: "Vola alto cuore mio".

Cosa rende davvero speciale un regalo di Natale? Gli italiani sembrano avere le idee chiare, anche se non tutti sono d'accordo.
Secondo l'ultimo Consumer insight report di AliExpress, lo shopping natalizio nel 2025 è un delicato mix di intuizione, praticità e tradizioni senza tempo. Il rituale dello scambio dei regali rimane solido: quasi due terzi degli italiani intervistati (64%) ha intenzione di acquistare regali per lo stesso numero di persone dell'anno scorso, a conferma che la dimensione emotiva del Natale non è cambiata, anche se le abitudini e i budget si evolvono.
La ricerca rivela un ritratto inaspettato degli italiani che fanno regali. Un quarto si descrive come “pratico” (25%), scegliendo regali utili e destinati a durare, mentre una percentuale simile preferisce un approccio più istintivo: dallo shopper spontaneo (14%) al sentimentale premuroso (9%), colui che passa il tempo a cercare qualcosa che semplicemente “sembra giusto”. C'è anche chi opta per la “scelta sicura”, quello che preferisce non rischiare (11%), e chi ama sorprendere gli altri (7%). Un piccolo ma crescente gruppo afferma di acquistare i propri regali principalmente online (6%), un segnale di come le piattaforme digitali siano diventate un punto di riferimento nella ricerca di idee. Ciò ci ricorda che, in Italia, fare regali non è un semplice acquisto, ma un tratto della personalità.
Ma anche chi è esperto nel fare regali ammette che non è sempre facile. La parte più difficile non è lo shopping in sé, ma la psicologia che c'è dietro. Le principali preoccupazioni di chi fa regali includono capire cosa piace davvero alle persone (31%) o cosa desiderano (29%) e trovare qualcosa di unico senza sforare il budget, una sfida citata da oltre un italiano su quattro (27%). C'è anche il timore condiviso di “sbagliare”, una sorta di “ansia festiva” espressa dal 24% degli intervistati, mentre uno su cinque ha difficoltà perché non conosce abbastanza bene il destinatario (20%). In breve: gli italiani vogliono fare un buon regalo – pensato, significativo – e la pressione si sente.
Parallelamente, gli italiani continuano a custodire un’idea di Natale calda, familiare e profondamente legata alla tradizione. La maggior parte dichiara di preferire i piatti natalizi cucinati in casa (76%), stare a casa piuttosto che viaggiare (69%) e festeggiare in compagnia di pochi intimi (57%). Anche il semplice gesto di incartare i regali diventa un piccolo rituale: quasi la metà (48%) ama farlo da sé, aggiungendo un tocco personale prima ancora che il regalo arrivi sotto l’albero. La pianificazione finanziaria varia ampiamente. Alcuni iniziano a mettere soldi da parte già tra settembre e ottobre (36% complessivamente), altri si affidano a un budget chiaro (43%) o vanno a caccia di offerte online (37%) – mentre un quarto degli italiani ammette di non risparmiare affatto per il Natale (25%), abbracciando uno spirito decisamente più “last-minute”.
Un gruppo più ristretto distribuisce lo sforzo durante tutto l’anno, acquistando regali in anticipo (15%) o accantonando piccoli risparmi dedicati (10%), a dimostrazione che per alcune famiglie la pianificazione finanziaria è tradizione quanto il pranzo delle feste. Ciò che emerge è un Paese che vive le festività con cuore, ma anche con strategia: meno regali, ma più significativi; attenzione al valore; scelte che contano.
“I risultati di quest’anno mostrano quanto gli italiani tengano a fare il regalo giusto, uno che rifletta attenzione e autenticità”, ha dichiarato Sara Zheng, marketing director per Italia e Spagna di AliExpress. “Dalle scelte pratiche ai gesti spontanei, i regali di Natale rimangono un momento in cui le persone esprimono il proprio affetto in modi molto personali. Le piattaforme online come AliExpress contribuiscono a semplificare questo processo, offrendo ispirazione a chiunque desideri fare un regalo”, ha continuato.

In Italia quasi una donna su 4 con tumore del seno potrebbe trarre benefici dall’esecuzione dei test genomici, consentono la personalizzazione del trattamento post operatorio e limitano la somministrazione di farmaci inappropriati. È necessario rendere ancora più estesamente accessibili questi esami attraverso un ampliamento del fondo di 20 milioni di euro istituito nel 2020. Lo sostiene Giampaolo Bianchini, responsabile Oncologia mammaria nel dipartimento di Oncologia Medica dell’Irccs Ospedale San Raffaele e professore Università Vita-Salute San Raffaele. "Secondo alcune stime dovrebbero essere aggiunti altri 5 milioni alle risorse attualmente previste - afferma Bianchini - Ammontano infatti a 13 mila le donne che ogni anno potrebbero eseguire il test per la scelta della terapia adiuvante più adeguata, qualora questi test fossero usati ovunque nel Paese. Cinque anni fa erano state calcolate solo 10 mila pazienti. Oggi - spiega - le nuove stime hanno identificato un maggior numero di pazienti potenzialmente eleggibili con gli attuali criteri di rimborsabilità". Secondo l’esperto, "ciò è dovuto anche a un maggiore utilizzo nei centri oncologici più piccoli". Si tratta di "test validi nei tumori mammari in stadio precoce positivi ai recettori ormonali (Hr+) e negativi a Her2 - precisa - Complessivamente, fino a 6 mila pazienti ogni anno solo in Italia potrebbero evitare la chemioterapia, che rimane una cura farmacologica che presenta effetti collaterali importanti per le pazienti e costi rilevanti per il servizio sanitario nazionale".
Nuove evidenze scientifiche sui test genomici arrivano dal congresso internazionale San Antonio Breast Cancer Symposium - informa una nota - Nella città texana, nei giorni scorsi, è stato presentato un nuovo studio sul test genomico Oncotype Dx condotto in 5 centri oncologici irlandesi. L’esame per identificare le pazienti con linfonodi positivi che potrebbero evitare la chemioterapia, in un periodo di 11 anni, ha portato a un risparmio di oltre 60 milioni di euro associato all’uso della chemioterapia. Sempre nello stesso meeting è stato annunciato anche l’avvio di uno studio clinico randomizzato di fase III che verrà condotto dal Japan Clinical Oncology Group (Jcog). L’obiettivo è ottimizzare il trattamento adiuvante per le donne in premenopausa affette da cancro al seno Hr+ e Her2-negativo.
"Sono solo 2 esempi delle grandi opportunità offerte dai test genomici in tutto il mondo - prosegue Bianchini - Nel nostro Paese sono stati introdotti nella pratica clinica relativamente tardi anche se da molti anni sono inseriti nelle principali linee guida internazionali. Il fondo è stato creato nel 2020 e le risorse previste sono effettivamente diventate disponibili in tutti i 21 sistemi sanitari italiani solo dopo molti mesi. Ora a distanza di 5 anni - evidenzia - il fondo deve essere quanto prima incrementato per consentire a tutte le pazienti di avere le medesime opportunità. La medicina di precisione è una realtà consolidata nel tumore mammario dove diagnosi e terapie sono più personalizzate. È questo uno dei principali motivi dei grandi successi che abbiamo ottenuto nella gestione di questa neoplasia. Le opportunità di cura e di guarigione aumentano quanto più la diagnosi è precoce e il tumore è in uno stadio iniziale - rimarca l’oncologo - I farmaci innovativi di ultima generazione agiscono selettivamente su singole mutazioni oppure sono efficaci solo su alcuni sottogruppi di malattia. Tutti gli strumenti a nostra disposizione in grado di rendere più precise le diagnosi sono perciò fondamentali e il loro uso va incentivato e favorito il più possibile".
Accelerata nelle indagini dopo nuova inchiesta della Procura
generale... 
La manovra "va nella giusta direzione: per essere competitivi dobbiamo fare investimenti per aiutare le medie e grandi imprese a crescere e quindi questa è la via". Così il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, a margine della Conferenza nazionale dell'Export e dell'internazionalizzazione delle imprese a Fiera Milano a Rho.
"Noi siamo ben contenuti di fare investimenti", sottolinea. "La capacità di portare avanti i nostri prodotti è fondamentale perché il Made in Italy è apprezzato".
"Serve un'Europa che sia più veloce nelle decisioni. Siamo europeisti convinti ma serve velocità nelle decisioni", sottolinea Orsini evidenziando che "ciò che è stato fatto" sull'automotive in questi giorni "non basta: abbiamo bisogno di avere certezze, e l'unico modo per essere competitivi con gli altri continenti è avere certezze".
"Sono un europeista convinto, ma quest'Europa non serve alle imprese europee e italiane.Stiamo distruggendo l'industria di base del continente europeo", rimarca Orsini sottolineando che "per poter essere forti e fare i nostri prodotti abbiamo bisogno di non deindustrializzare la nostra Europa e soprattutto la nostra Italia. Abbiamo bisogno, con la sana politica, di combattere quei burocrati che tornano indietro sulle scelte fatte, che stanno fermando la crescita dell'Europa", conclude.

“Il Mercosur è un buon accordo, ma può diventare ottimo se dopo 25 anni si riesce a fare un passo definitivo sulla reciprocità. Quello che viene imposto ai nostri produttori europei, che a nostro avviso è corretto, deve essere anche garantito sui prodotti che arrivano. Riteniamo che questo passo in avanti si possa fare”. Lo ha detto oggi il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, a margine della Conferenza Nazionale dell'export dell'internazionalizzazione delle imprese, in corso a Milano.
Un secondo elemento “è cercare di ricomporre quella che è una frattura all'interno dell'Europa che vede nazioni importanti, come Francia, Polonia, Austria, Irlanda, attualmente contrari al Mercosur". "Noi crediamo - ha sottolineato il ministro - che si possa invece ricomporre un quadro che rafforzi l'Europa”.
Come Italia “possiamo pragmaticamente di lavorare su questo: trasformare un potenziale buon accordo in un ottimo accordo, che garantisca ogni settore produttivo. Ovviamente come paesi esportatori siamo d'accordo a riuscire a limitare al massimo le barriere tariffarie e non tariffarie, però la salvaguardia e la tutela della salute dei cittadini è un elemento fondamentale”.

I dati dell'export "sono molto positivi, continuiamo a crescere in tanti Paesi, ma complessivamente cresce l'export durante quest'anno. Funziona il nostro piano d'azione, l'obiettivo è quello di arrivare a 700 miliardi di export alla fine del 2027". Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, alla Conferenza Nazionale dell'export dell'internazionalizzazione delle imprese, in corso a Milano.
In crescita le esportazioni in quasi tutti i Paesi del mondo: "Vuol dire che il prodotto italiano piace, nonostante i dazi e le difficoltà - ha sottolineato -. L'export rappresenta quasi il 40% del prodotto interno lordo, partiamo da Milano, che è la capitale economica del Paese, per lanciare un messaggio: il governo crede nell'export, punta sull'export e punta sulle imprese che rappresentano il tessuto connettivo della nostra economia".
"Nessun imprenditore italiano che lavorerà fuori dai confini nazionali sarà mai solo, questo è il messaggio che vogliamo dare”.
"Noi siamo favorevoli a firmare l'accordo" sul Mercosur, ma "c'è da vedere cosa si può e si deve correggere per le clausole di salvaguardia per alcuni settori del mondo agricolo. Risolto questo, noi firmeremo, sarà adesso o sarà gennaio".
Iniziativa a Cagliari dell'associazione I Sardi soccorso... 
Stasera, mercoledì 17 dicembre, torna Chi l'ha visto con un nuovo appuntamento. I genitori di Marianna Cendron - la ragazza sparita nel nulla 12 anni fa a Paese, in provincia di Treviso - saranno in studio in diretta. All'epoca aveva 18 anni. Una scomparsa definita, all'inizio, come allontanamento volontario, il caso è stato poi archiviato, ma di lei non si sa più nulla, e non è stata ritrovata neanche la bicicletta bianca con cui si spostava abitualmente.
E poi: cosa succede ai ragazzi? Il papà di Alessandro Venturelli scomparso da quattro anni lancia un appello anche alle istituzioni: “Quando un genitore si rivolge allarmato alle forze dell'ordine, dovrebbero credergli e iniziare subito le ricerche... non pensare a un allontanamento volontario”. Stessa richiesta dalla madre di Nicola Salinetti che ha lasciato tutte le sue cose ed è sparito.
Torna uno dei due cani di Karol, il turista polacco scomparso tra le nevi del Gran Sasso. Dell’uomo nessuna traccia, si è rifugiato in una grotta? La speranza e l’appello della sorella a Chi l’ha visto?. E come sempre gli appelli, le richieste di aiuto e le segnalazioni di persone in difficoltà.

Stasera, mercoledì 17 dicembre, in prima serata su Canale 5, andrà in onda 'Sal Da Vinci - Stasera... che sera!', il concerto evento con Sal Da Vinci. Una festa per i suoi oltre quarant’anni di carriera - tra teatro, concerti e tv - e un grande omaggio alla città di Napoli. Una serata speciale per celebrare l’artista partenopeo che, per l’occasione, sale per la prima volta sul palco di un luogo simbolo del capoluogo campano: Piazza del Plebiscito.
Insieme a Sal Da Vinci, tra nuove hit e classici della canzone italiana e napoletana, si esibiscono ospiti eccezionali: tra questi Renato Zero, Gigi D’Alessio, Paolo Bonolis Serena Brancale, Raf, Fausto Leali, Clementino, Martina Stella e Fabio Esposito, Federica Abbate, Francesco Da Vinci e tante altre sorprese.
Altri articoli …
- Revenge porn, estinto reato per La Russa jr. Condanna a un anno per l’amico
- I Giganti di Mont'e Prama alla conquista di Cina, Nuova Zelanda e Australia
- 'Sì donare rende felici', Centri Nemo ringraziano per gli oltre 122mila euro
- Ucraina, Meloni: "Da Russia pretese irragionevoli"
- Ucraina-Russia, Meloni: "Da Mosca pretese irragionevoli". E ribadisce: "Italia non intende inviare soldati"
- Meloni: "Da Russia pretese irragionevoli, mantenere pressione". E ribadisce: "Italia non manderà soldati in Ucraina"
- Delogu, nessun flirt con Perotti: il bacio sotto casa con l'uomo misterioso
- Associazioni 118 a Regione 'c'è il rischio di blocco del sistema emergenza-urgenza'
- Ue-Gb, accordo su rientro Londra in programma Erasmus
- Nespresso, 100 quintali di riso donati a Banco Alimentare Emilia Romagna
- Inaugurato a Tempio il nuovo centro antiviolenza dedicato a Elisabetta Naddeo
- Adiconsum, caro-voli per i non residenti in Sardegna per le feste natalizie
- Rainbow acquisisce la proprietà intellettuale di Geromino Stilton
- Open Arms, pg Cassazione chiede di confermare assoluzione Salvini
- Ballando, Bruno Vespa tra Fognini e Fialdini. Il 'lastra gate' arriva a Porta a Porta
- Milano, accordo MM-Bei, 100 mln per investimenti nel servizio idrico
- Riello torna in mani italiane, Urso: "Con Ariston si rafforza il Made in Italy"
- Lo schiaccianoci inaugura la stagione della danza al Lirico di Cagliari
- Immobili abusivi in un'area vincolata, sequestri a Capoterra
- Auto, Assogasliquidi: "Limiti possono vanificare apertura a motore termico e biocarburanti"
Pagina 32 di 518



