
(Adnkronos) - "In relazione alle notizie circolate in questi giorni circa un presunto interesse per l’acquisizione della S.S. Lazio, Giampaolo Angelucci smentisce in modo categorico tali ricostruzioni".
Lo si legge in una nota in cui Angelucci spiega che "si tratta di indiscrezioni totalmente infondate, prive di qualsiasi riscontro e del tutto pretestuose. Né io né il Gruppo abbiamo mai manifestato alcun interesse a entrare nel mondo dello sport o del calcio, né tantomeno ad acquisire la S.S. Lazio. Preciso, inoltre, che non deteniamo titoli azionari riferibili alla società in questione”. "Qualsiasi ricostruzione di diverso tenore è, pertanto, destituita di ogni fondamento" conclude la nota.

(Adnkronos) - La recrudescenza del conflitto nel Golfo e il continuo calo delle scorte di petrolio e prodotti hanno fatto balzare le quotazioni di benzina e gasolio a inizio settimana. Completamente vanificati i cali registrati tra giovedì e venerdì scorsi: la quotazione della benzina è salita dell’equivalente di due centesimi e mezzo, quella del gasolio di oltre sei. Il Brent è schizzato del 10%, ben al di sopra degli 80 dollari. Lo segnala Staffetta Quotidiana oggi martedì 14 luglio nella rilevazione quotidiana dei prezzi dei carburanti alla pompa che "continuano la loro corsa, al massimo da metà giugno: benzina verso 1,89 euro, gasolio a un passo dai due euro al litro, con dieci regioni già al di sopra della soglia, in media self service (Basilicata, Bolzano, Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Trento, Valle d'Aosta)" si legge in una nota.
Questa mattina il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,885 euro/l per la benzina (+6 millesimi rispetto a ieri), 1,997 euro/l per il gasolio (+8), 0,750 euro/l per il Gpl (-1) e 1,555 euro/kg per il metano (+1). Sulla rete autostradale il prezzo medio self è di 1,973 euro/l per la benzina (+4), 2,070 euro/l per il gasolio (+5), 0,883 euro/l per il Gpl (invariato) e 1,587 euro/kg per il metano (+5). Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Eni ha aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e diesel. Per Q8 si registra un rialzo di due centesimi sulla benzina e di sei sul gasolio. Per Tamoil +1 cent sul diesel.
Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha reso noto dal canto suo che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,884 euro/l per la benzina e 1,996 euro/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,973 euro/l per la benzina e 2,070 euro/l per il gasolio.

(Adnkronos) - E' in programma il 20 e 21 luglio prossimi alla Rotonda a Mare di Senigallia l'VIII edizione del Festival Epicureo, l'unico festival in Italia dedicato interamente al pensiero di un singolo filosofo. L'evento è organizzato da Vivere Senigallia, quotidiano online della città, in collaborazione con il Comune di Senigallia e l'Associazione Culturale Il Mondo di Epicuro. Per l'edizione di quest'anno - con ingresso libero, senza prenotazione - il titolo scelto è 'Epicuro ha vinto'. Non una provocazione ma - spiegano gli organizzatori - una constatazione: le idee di Epicuro hanno attraversato duemilaquattrocento anni senza perdere forza. Sull'amicizia, sulla morte, sulla felicità come assenza di dolore e di ansia, sulla scelta di una vita semplice rispetto alla corsa al successo — il filosofo di Samo continua a essere straordinariamente attuale, spesso citato da chi non ha mai letto una riga dei suoi scritti.
Il programma delle due serate è di altissimo livello accademico.
Lunedì 20 luglio, nella prima sessione (18.00-20.00), si tiene il conferimento del Premio Netoip, il riconoscimento dedicato alle migliori tesi universitarie sul pensiero epicureo, giunto alla quinta edizione. A finanziarlo è Netoip, operatore telefonico anconetano; a presiedere la giuria internazionale è Jürgen Hammerstaedt, dell'Università di Colonia, filologo e papirologodi fama internazionale e tra i protagonisti degli scavi del sito di Enoanda, in Turchia, dove nel II secolo d.C. il filosofo epicureo Diogene fece incidere su un lungo muro della città la più grande iscrizione filosofica dell'antichità. I vincitori 2026 sono Camilla Guido (Sapienza Università di Roma), con una tesi sulla tanatologia in Epicuro e Lucrezio, e Francesco Paolo De Vita (Università di Cambridge), con un lavoro sulla tradizione e sopravvivenza del Giardino di Atene. Nella seconda sessione del lunedì (21.00-23.00) intervengono Margherita Erbì, dell'Università di Bologna, autrice di un volume fondamentale sulle lettere di Epicuro, e Federica Nicolardi e Maria Chiara Robustelli, dell'Università di Napoli Federico II, con aggiornamenti sui risultati più recenti dello svolgimento virtuale dei Papiri Ercolanesi — la più grande biblioteca dell'antichità classica, sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C. e oggi al centro di uno sforzo scientifico internazionale reso celebre anche dalla Vesuvius Challenge.
Martedì 21 luglio, nella prima sessione (18.00-20.00) Selene I.S. Brumana (Università di Napoli Federico II) discuterà sulla teologia epicurea; Gianluca Esposito, presidente dell'Associazione Culturale Il Mondo di Epicuro, con un intervento dal titolo Lucky Losers: per fortuna c'è Epicuro!; Wim Nijs, dell'Università di Toronto, su Vivere nascosti in piena vista: l'impegno dell'epicureo nella società. Nijs, che ha conosciuto il Festival vincendo il Premio Netoip nel 2024, viene ogni anno dal Canada per parlare di Epicuro in un italiano perfetto. Seconda sessione del martedì (21.00-23.00): Claudio Vergara (Università di Napoli Federico II) e Rossella Villa (Università degli Studi di Salerno) con Da ultimi a primi: la rivincita di Epicuro e degli Epicurei nei papiri; Enrico Piergiacomi (Università Telematica Pegaso) con Vittoria senz'armi. Epicuro, l'ideologia del conflitto e la retorica sofistica.
Ogni serata prevede una pausa tra le due sessioni (20.00-21.00) durante la quale gli organizzatori offrono una cena a chi desidera partecipare a entrambe le sessioni: un momento di condivisione con i relatori, nello spirito epicureo dell'amicizia come bene supremo.

(Adnkronos) - Proseguono le ricerche nel lago di Vico. Arrivano da Firenze, Milano e Reggio Calabria i sommozzatori dei vigili del fuoco impegnati oggi nelle ricerche di Luigi Cavallari, il marito 84enne della ministra della Famiglia, Eugenia Roccella, disperso da sabato 27 giugno.
Da più di due settimane le operazioni vanno avanti senza sosta nello specchio d'acqua, dove la visibilità già a pochi metri di profondità è quasi nulla. Un elemento che rende ancora più complesse le ricerche che oggi vedono in campo 15 unità dei vigili del fuoco, insieme a personale dell'Arma dei carabinieri, della Polizia di Stato e della Guardia di finanza. Sul posto, oltre ai nuclei specializzati dei sommozzatori ci sono i soccorritori acquatici provenienti da Firenze ed esperti topografi di Viterbo, oltre a un'unità di Comando locale per il coordinamento dell'intervento.
Ogni elemento utile alle ricerche viene analizzato e approfondito, grazie anche all'impiego di sofisticate tecnologie di ultima generazione con sonar ad alta definizione e robot subacquei in grado di raggiungere elevate profondità e scandagliare un'area particolamente vasta.
Cavallari sabato 27 giugno era in gita sul lago insieme alla moglie quando si è tuffato dalla barca. Da quel momento, però, non è più riemerso.

(Adnkronos) - La procura di Nocera Inferiore ha aperto un'inchiesta sulla morte di un uomo di 58 anni, trovato senza vita questa mattina all'alba a Pagani in provincia di Salerno. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della locale tenenza e del reparto territoriale di Nocera Inferiore per avviare le indagini.
Al momento non è esclusa alcuna pista, ma la prima ipotesi porta ad un omicidio in seguito ad una lite familiare.

(Adnkronos) - Andrea Delogu è felice. La conduttrice de 'La porta magica' ha mostrato sui social per la prima volta il suo nuovo amore: Alessandro Marziali. Niente di speciale, un selfie scattato direttamente sul divano in cui i due compaiono abbracciati. Tanto basta per definirsi "Lucky Girl", ossia "ragazza fortunata".
Non si tratta della prima conferma della loro relazione, ma questa è in assoluto la loro prima foto di coppia in cui mostrano sui social di star vivendo una favola da ormai diversi mesi. I due erano stati avvistati insieme per la prima volta alla fine del 2025, fotografati a Roma mentre si scambiavano un tenero bacio sotto il portone di casa.
Anche lui ha condiviso sui social uno scatto che li ritrae sorridenti dietro le quinte di TIM Summer Hits, in cui Delogu conduce insieme a Carlo Conti.
Classe 1998, Alessandro Marziali è originario di Ancona ma ormai da diversi anni vive a Roma. Al contrario di Delogu, Alessandro è lontano dal mondo dello spettacolo, si occupa di marketing e vendite.

(Adnkronos) - “Sí, ho mandato un messaggio a Haaland per cenare insieme. E nemmeno ha risposto”. Tom Holland ha cercato un contatto diretto con Erling Haaland ed è stato snobbato in toto. L’attore, nel salotto tv di Jimmy Fallon, racconta il disastroso tentativo di entrare in contatto con il centravanti della Norvegia.
“Eravamo a Montecarlo per il Gp, io ero lì per Lewis Hamilton. Ho visto Haaland in un’altra hospitality e gli ho mandato un messaggio diretto. Ho pensato ‘ci provo’. Niente. Non ha risposto, nemmeno un 'ho da fare, devo giocare a calcio'. Nada, niente”, confessa la superstar, in uscita al cinema con l’Odissea. “È proprio l’esperienza umiliante che a volte serve a noi attori. Non pensavo ne avrei parlato in tv e invece eccoci qua…”.
Haaland accetterebbe ora un invito a cena? “Dopo l’altro giorno, non credo”, dice l’attore britannico riferendosi alla sconfitta - con conseguente eliminazione - che la Norvegia ha incassato ai Mondiali contro l’Inghilterra nei quarti di finale.

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

(Adnkronos) - Il Tour de France 2026 torna protagonista con la decima tappa. Oggi, martedì 14 luglio, la Grande Boucle riprende la sua corsa - in diretta tv e streaming - dopo il giorno di riposo di ieri con una frazione da 166,6 chilometri che partirà da Aurillac e arriverà a Le Lioran. In maglia gialla rimane uno dei grandi favoriti alla vittoria finale, lo sloveno Tadej Pogacar.
Il percorso della decima tappa del Tour de France inizia con un tratto pianeggiante che culmina nel traguardo volante di Lacapelle-Del-Fraisse. Poi arriva la prima scalata della frazione, il Cote de Pailherols, una salita da tre chilometri al 7,2% di pendenza media. Dopo un sali scendi ecco Col de Font de Cere, scalata di terza categoria da 3,1 km e 5,8% di pendenza. Nei primi 100 chilometri di percorso i ciclisti affronteranno ben sette GPM, con un dislivello totale di 3800 metri.
La partenza della nona tappa del Tour de France è prevista per le ore 13, con l'arrivo che è invece in programma intorno alle 17.02.
La Grande Boucle sarà trasmessa in diretta televisiva e in chiaro sui canali Rai, tra Rai 2 e RaiSport, ma anche sui canali Eurosport. Il Tour si potrà seguire anche in streaming su RaiPlay, HBO Max, Discovery+, Dazn, TIMvision e Prime Video Channels.

(Adnkronos) - Nel 2025, ogni giorno sono stati smarriti 2.500 bagagli negli aeroporti di tutto il mondo. Quelli consegnati in ritardo o danneggiati sono stati oltre 63mila al giorno. In tutto l’anno sono sono stati gestiti in modo sbagliato 24 milioni di bagagli. Sono i dati del Sita Baggage IT Insights Report 2026 da cui partono i consigli dell'Unione nazionale consumatori. Decine di volte al giorno, in tutti gli aeroporti del mondo, capita che venga smarrito il bagaglio di qualche passeggero.
Per regolamentare questa situazione è stata firmata la Convenzione di Montreal del 1999 che, insieme al Regolamento (CE) n. 889/2002, tutelano i diritti dei viaggiatori. In caso quindi di bagaglio smarrito la prima cosa da fare è rivolgersi all’ufficio oggetti smarriti presente in qualsiasi scalo aeroportuale. E' importante conservare, al momento dell’imbarco a bordo oltre al proprio biglietto, anche lo scontrino bagagli: si tratta di quella ricevuta che viene consegnata al viaggiatore quando il suo bagaglio viene imbarcato in stiva.
Lo scontrino bagagli sarà utile all’operatore del 'lost and found' per verificare la posizione della vostra valigia. Da questa verifica può emergere o che semplicemente il bagaglio è in ritardo e che quindi verrà consegnato nel corso delle prossime 24/48 ore. O che, ipotesi più sfortunata, la valigia è stata effettivamente smarrita.
Una volta appurato che il bagaglio è stato smarrito il primo passo sarà quello di compilare il modulo Pir (Property irregularity report) attraverso il quale si dovrà descrivere l’oggetto smarrito in tutti i suoi dettagli: forma, marca, dimensione e contenuto. Se dopo 21 giorni dall’avvio delle pratiche per la ricerca del bagaglio smarrito l’oggetto non viene ritrovato, allora verrà ufficialmente considerato perso. Da quel momento in poi il consumatore avrà quindi diritto a un rimborso stabilito in un massimo di 1.288 Dsp (diritti speciali di prelievo): si tratta di una specifica valuta adottata in campo internazionale per regolare i risarcimenti dei viaggiatori a cui è stato smarrito il bagaglio. Al cambio attuale con l’euro la cifra massima a cui ha diritto il viaggiatore sarà quindi di circa 1600 euro. Questo limite massimo può essere maggiore se, al momento della consegna del bagaglio, si compila la dichiarazione di valore. Questa è un’attestazione speciale in cui il viaggiatore pone l’attenzione del vettore aereo sulla consegna effettiva del bagaglio a destinazione: molto spesso per questa procedura è richiesto il pagamento di una quota extra.
Per ottenere il rimborso a cui si ha diritto in caso di bagaglio smarrito, trascorsi i 21 giorni dalla consegna del Pir, il viaggiatore dovrà presentare un reclamo scritto alla compagnia aerea con cui si è effettuato il volo. Al reclamo dovrà essere allegata la seguente documentazione: copia del proprio documento d’identità; copia del documento Pir compilato al momento della perdita del bagaglio; una lista dettagliata di tutti gli oggetti contenuti all’interno della valigia andata perduta; nel caso in cui si sia dovuto acquistare qualcosa durante il viaggio per sostituire gli oggetti personali contenuti all’interno del bagaglio smarrito sarà bene indicare anche questi e allegare le rispettive ricevute d’acquisto; copia del biglietto aereo o della carta d’imbarco oltre alla copia dello scontrino bagaglio che vi è stata consegnata in fase di imbarco; le proprie coordinate bancarie su cui si vuole ricevere l’accredito del risarcimento.
Per il viaggio sarà utile sapere che la Convenzione di Montreal prevede, in caso di bagaglio smarrito, anche un mini-rimborso per i viaggiatori che si trovano in questa spiacevole situazione.
Infatti, per chi ha intrapreso un viaggio lontano da casa, le compagnie aeree sono tenute a fornire al viaggiatore un set di beni di prima necessità come possono essere lo spazzolino da denti, pigiama ecc. o, in alternativa, dei buoni acquisto così che il viaggiatore possa sopperire autonomamente alle sue necessità.

(Adnkronos) - E' morto a 61 anni Daniele Fagiolini, titolare e chef dell'Antico Ristoro Le Colombaie a Catena di San Miniato, luogo iconico per i gastronauti soprattutto durante la stagione del tartufo. Come si legge su Il Tirreno, Fagiolini è stato stroncato da un malore, con ogni probabilità un infarto, mentre si trovava da solo in casa. L'allarme è stato dato dai familiari al loro rientro.
Fagiolini è stato un vero e proprio punto di riferimento della cucina di territorio e un convinto ambasciatore delle produzioni locali.Nel suo ristorante ha proposto una "cucina toscana caratterizzata da un mix di stagionalità, salubrità e qualità dei prodotti" come si legge sul sito.
Nel 2026 è stata confermata all'Antico Ristoro Le Colombaie l'unica chiocciola Slow Food della provincia di Pisa.

(Adnkronos) - Nuovo raid russo con missili balistici su Kiev in Ucraina nella notte. Secondo i media locali un incendio è scoppiato nel distretto di Holosiivskyi. Poco prima nella capitale ucraina erano suonate le sirene d'allarme per una minaccia missilistica.
"I sistemi di difesa aerea sono in azione nella capitale. Il nemico sta attaccando Kiev con missili balistici", ha dichiarato il sindaco Vitali Klitschko su Telegram, confermando che incendi sono divampati nel distretto di Holosiivsky, nel sud della città. Le sirene d'allarme hanno iniziato a suonare prima che venissero udite almeno sei splosioni.
L'attacco è arrivato poche ore dopo la riunione a Parigi della Coalizione dei Volenterosi, gli alleati di Kiev, che hanno annunciato un rafforzamento del sostegno all'Ucraina e nuove misure per aumentare la pressione su Mosca. Nell'occasione, nove Paesi europei hanno dato vita a una coalizione "puramente difensiva" per sviluppare capacità contro i missili balistici in Europa.
La raffineria di petrolio Gazprom Neftekhim Salavat nella Repubblica del Bashkortostan, nel sud-ovest della Russia, è stata oggetto di un attacco con droni ucraini: sono state segnalate esplosioni e si è visto del fumo salire dall’impianto. La raffineria si trova nella città di Salavat, a circa 1.400 chilometri (870 miglia) dalla linea del fronte in Ucraina. Testimoni oculari hanno riferito di aver udito una serie di esplosioni, mentre i video condivisi sui social media mostravano colonne di fumo scuro che si alzavano sopra l’impianto si legge sul Kyiv Independent che non ha potuto verificare in modo indipendente le immagini.
Gazprom Neftekhim Salavat è uno dei più grandi complessi petrolchimici della Russia. Secondo il Moscow Times, nel 2024 l’impianto ha lavorato 7,2 milioni di tonnellate metriche di materia prima petrolifera, pari al 2,7% del volume totale di raffinazione della Russia. La raffineria era già stata colpita due volte da droni ucraini nel settembre 2025.

(Adnkronos) - Nuovi raid russi con missili balistici su Kiev in Ucraina nella notte. Secondo i media locali un incendio è scoppiato nel distretto di Holosiivskyi. Poco prima nella capitale ucraina erano suonate le sirene d'allarme per una minaccia missilistica.
"I sistemi di difesa aerea sono in azione nella capitale. Il nemico sta attaccando Kiev con missili balistici", ha dichiarato il sindaco Vitali Klitschko su Telegram, confermando che incendi sono divampati nel distretto di Holosiivsky, nel sud della città. Le sirene d'allarme hanno iniziato a suonare prima che venissero udite almeno sei splosioni.
L'attacco è arrivato poche ore dopo la riunione a Parigi della Coalizione dei Volenterosi, gli alleati di Kiev, che hanno annunciato un rafforzamento del sostegno all'Ucraina e nuove misure per aumentare la pressione su Mosca. Nell'occasione, nove Paesi europei hanno dato vita a una coalizione "puramente difensiva" per sviluppare capacità contro i missili balistici in Europa.
La raffineria di petrolio Gazprom Neftekhim Salavat nella Repubblica del Bashkortostan, nel sud-ovest della Russia, è stata oggetto di un attacco con droni ucraini: sono state segnalate esplosioni e si è visto del fumo salire dall’impianto. La raffineria si trova nella città di Salavat, a circa 1.400 chilometri (870 miglia) dalla linea del fronte in Ucraina. Testimoni oculari hanno riferito di aver udito una serie di esplosioni, mentre i video condivisi sui social media mostravano colonne di fumo scuro che si alzavano sopra l’impianto si legge sul Kyiv Independent che non ha potuto verificare in modo indipendente le immagini.
Gazprom Neftekhim Salavat è uno dei più grandi complessi petrolchimici della Russia. Secondo il Moscow Times, nel 2024 l’impianto ha lavorato 7,2 milioni di tonnellate metriche di materia prima petrolifera, pari al 2,7% del volume totale di raffinazione della Russia. La raffineria era già stata colpita due volte da droni ucraini nel settembre 2025.

(Adnkronos) - Andy Burnham è pronto per Downing Street, destinato a succedere al premier uscente Keir Starmer alla guida dei laburisti e del governo britannico. Ma cosa pensano di lui i grandi leader, dal presidente americano Donald Trump al leader del Cremlino Vladimir Putin, dal presidente cinese Xi Jinping all'ucraino Volodymyr Zelensky passando per la leadership dell'Unione europea? A questa domanda prova a rispondere la Bbc, tramite i suoi corrispondenti dall'Europa all'Asia, dagli Stati Uniti alla Russia e all'Ucraina.
Su tutti, l'attenzione è focalizzata sui rapporti che Burnham intratterà con Trump, che tanto ha 'maltrattato' Starmer, contestandogli la statura politica, ''non è certo Winston Churchill''. Finora, Trump si è mostrato scettico nei confronti di Burnham, da lui considerato ''estremamente liberale'', non ritenendo che possa risolvere i problemi legati all'immigrazione o favorire le trivellazioni nel Mare del Nord. Tra l'altro, l'amministrazione Trump prevede che venga nominato Cancelliere dello Scacchiere Ed Miliband, che quando era ministro dell'Energia aveva vietato nuove licenze di trivellazione per petrolio e gas nel Mare del Nord. Tuttavia, nota la Bbc, i funzionari statunitensi stanno esercitando pressioni sul team di Burnham affinché formi un governo di loro gradimento, auspicando una continuità in politica estera britannica con la conferma di Yvette Cooper come ministro degli Esteri.
Il fatto di essere poco conosciuto negli Stati Uniti rappresenta per Burnham sia un rischio sia un'opportunità, scrive la Bbc. L'opportunità sta nel fatto che, con un'adeguata strategia di persuasione, Burnham potrebbe conquistare Trump nonostante le loro divergenze politiche. Il rischio è che, viste le pressioni politiche in entrambi i paesi, le divergenze possano definire il loro rapporto ben prima che si instauri un legame personale.
Il sentimento dominante nella leadership cinese è invece di frustrazione per i continui cambiamenti politici a Londra. Burnham una volta indicò la rete ferroviaria ad alta velocità cinese come modello per il Nord dell'Inghilterra e nel 2018 era aperto a ciò che la Cina poteva offrire a livello regionale. Ma come primo ministro, nota la Bbc, la situazione è più complessa perché il rapporto con la Cina va valutato in base ai benefici economici e ai rischi per la sicurezza nazionale. Da vedere se Burnham seguirà la strada tracciata da Starmer, che ha adottato un approccio pragmatico rispetto a Pechino, o se ne intraprenderà una diversa. Per il momento i funzionari cinesi osserveranno attentamente la situazione, nella speranza che il Regno Unito consideri la Cina un partner stabile e prevedibile, in contrapposizione agli Stati Uniti. Ma alcuni analisti cinesi interpretano il continuo avvicendamento dei primi ministri britannici come un segno di instabilità. Come ha detto Zhang Jian, membro degli Istituti cinesi di relazioni internazionali contemporanee, si tratta di una "crisi d'identità" del Regno Unito successiva alla Brexit.
Diversa la situazione a Mosca, che ha già chiarito di non prevede cambiamenti politici nelle relazioni con la Gran Bretagna con Burnham al posto di Starmer. I giornali russi ritengono di aver ben compreso la personalità di Burnham. La Rossiyskaya Gazeta, ad esempio, lo ha descritto come "un critico della Russia, che chiede continuamente all'Occidente di adottare una posizione più dura nei confronti della Russia". Il Cremlino, quindi, non si aspetta che un cambio a Downing Street porti a cambiamenti nella politica britannica. Il portavoce Dmitry Peskov su Burnham è stato schietto: "E' improbabile che qualcuno sulla scena politica britannica abbia una posizione diversa da quella di Keir Starmer sulle nostre relazioni bilaterali". Il sostegno di Londra a Kiev è infatti costante e sui social Burnham ha ricordato di essersi opposto all'invasione russa della Crimea nel 2014, all'organizzazione dei Mondiali di calcio in Russia nel 2018 e di aver sostenuto l'Ucraina e i suoi sindaci dal 2022.
Ma a Kiev cresce la preoccupazione per il rischio di instabilità politica nel Regno Unito. Nel quinto anno dall'invasione della Russia, l'Ucraina sta per vedere il quinto primo ministro britannico. Ma l'Ucraina ha bisogno che il Regno Unito mantenga gli aiuti militari, le consegne dei droni e il sostegno economico "per tutto il tempo necessario", come promesso. Finora, dal primo ministro numero uno, Boris Johnson, fino al numero quattro, Keir Starmer, il sostegno britannico all'Ucraina è stato costante. La situazione non dovrebbe cambiare con Burnham.
L'Unione europea, intanto, è in apprensione, in attesa di sapere se Burnham confermerà l'impegno preso da Starmer con la Nato per aumentare la spesa per la difesa del Regno Unito, portandola al 3,5% del Pil entro il 2035. Inoltre i Paesi della Ue attendono di vedere se Burnham confermerà di volere un "reset" delle relazioni economiche e se il nuovo premier britannico sarà disposto a cedere sulle linee rosse dei laburisti: no alla libera circolazione, al rientro nell'unione doganale dell'Ue o al mercato unico. Burnham sembra avere chiare priorità interne. Ma, si chiede la Ue, nel mondo instabile in cui viviamo, con le minacce provenienti da Cina e Russia, le esigenze dell'Ucraina e un presidente americano spesso ostile, il nuovo premier britannico darà priorità anche alla sicurezza continentale?
In Francia, la speranza è nella continuità. Ovvero che la visione di Burnham concida con quella di Starmer. Finora su Burnham si è espresso solo il ministro degli Esteri francese Jean Noel Barrot, che gli ha augurato buona fortuna e auspicato "la massima stabilità possibile" dall'altra parte della Manica. Secondo la Bbc al governo di Parigi è stato detto che Burnham è filo-europeo, non molto diverso da Starmer con il quale il processo di "rilancio" delle relazioni con la Ue era già in corso. Il governo francese vorrà anche una maggiore cooperazione per fermare le "piccole imbarcazioni" che tentano di attraversare la Manica e un rafforzamento dei legami in materia di difesa. Il team Starmer-Macron si è dimostrato efficace nel coordinamento sulle questioni relative all'Ucraina e allo Stretto di Hormuz.
La Bbc analizza infine le aspettative dell'India rispetto a Burnham, che è per Nuova Delhi pressoché sconosciuto. Elemento di nota, spiegano fonti diplomatiche indiane, è che il continuo avvicendamento di premier nel Regno Unito è in totale contrasto con la solidità del Bharatiya Janata Party (Bjp) in India, con il suo leader Narendra Modi al potere da oltre un decennio. Per ora, i funzionari indiani hanno mantenuto silenzio istituzionale, ma a Nuova Delhi alcuni ritengono che la saga politica del Regno Unito potrebbe non essere ancora conclusa. Un ex Alto Commissario indiano nel Regno Unito, Yashvardhan Kumar Sinha, ha descritto Burnham come un "leader popolare" che si trova ad affrontare "un movimento riformista in forte ripresa".

(Adnkronos) - In questi giorni di afa lo si sente ripetere spesso: "Fa un caldo da impazzire". E potrebbe non essere un'iperbole, ma un pericolo concreto a giudicare dall'alert lanciato da un nuovo studio. L'esposizione prolungata a temperature estreme, come quelle sperimentate durante le ondate di calore, è stata associata a un aumento del rischio di ricovero ospedaliero per disturbi mentali e comportamentali. Il lavoro pubblicato su 'Nature Health' mette in guardia proprio su questo aspetto. Gli autori - ricercatori della Monash University in Australia - spiegano che si tratta del primo studio multicentrico sui ricoveri per salute mentale correlati ai picchi di caldo. L'analisi è stata condotta dai professori Yuming Guo e Shanshan Li su oltre 2,6 milioni di ospedalizzazioni avvenute durante la stagione calda in 852 località di Brasile, Canada, Cile e Nuova Zelanda tra il 2000 e il 2019.
Un'ondata di calore è tecnicamente un periodo di temperature ambientali estremamente alte che dura diversi giorni, durante il quale le malattie e i decessi correlati al calore aumentano in modo sostanziale. Lo studio fotografa questo aumento per le problematiche di salute mentale e Guo spiega che l'associazione tra l'esposizione a un'ondata di calore e il ricovero per disturbi di questo tipo risulta più pronunciata tra gli anziani e tra i residenti di aree a bassa densità di popolazione. "I risultati - illustra - indicano che il caldo estremo prolungato può aumentare acutamente la domanda di assistenza ospedaliera per problemi di salute mentale e supportano la necessità di una preparazione mirata durante le ondate di calore intense".
Il tema sta assumendo un interesse crescente. Li osserva infatti che il cambiamento climatico "è emerso come un fattore pressante che influenza la salute mentale su scala globale, con eventi meteorologici estremi, scarsità di risorse e sconvolgimenti degli ecosistemi che amplificano lo stress psicologico e i rischi per la salute mentale. Un problema evidente legato al clima è la crescente frequenza e intensità delle ondate di calore, come quelle che si stanno verificando attualmente negli Stati Uniti e in tutta Europa". Le ondate di calore possono scatenare esacerbazioni acute di disturbi mentali e comportamentali preesistenti in più modi: attraverso l'interruzione del sonno e le risposte fisiologiche allo stress, con una maggiore vulnerabilità tra le persone che hanno una termoregolazione compromessa o sensibilità al calore correlata a farmaci.
Il disagio psicologico e i cambiamenti comportamentali legati al calore durante le ondate di calore possono contribuire ulteriormente all'aggravamento dei sintomi e all'aumento dei ricoveri ospedalieri. Lo studio ha stimato i rischi e gli oneri di ospedalizzazione legati alle ondate di calore per disturbi mentali e comportamentali in diversi Paesi e in relazione a sesso, età, Pil pro capite, densità di popolazione, diffusione dei condizionatori d'aria, tempi di percorrenza per raggiungere le strutture sanitarie e cause dei disturbi.

(Adnkronos) - Francia e Spagna in campo nell'attesissima prima semifinale del mondiale 2026. Oggi, martedì 14 luglio, i 'Bleus' guidati in panchina dal ct Didier Deschamps affrontano le 'Furie Rosse' di Luis De La Fuente, in diretta tv e streaming. In palio un posto in finale nella rassegna iridata di scena tra Stati Uniti, Messico e Canada. II match si disputerà all'AT&T Stadium di Arlington in Texas. Nel loro match dei quarti di finale i transalpini hanno superato per 2-0 il Marocco con i gol di Kylian Mbappé e Ousmane Dembele, mentre gli iberici hanno sconfitto per 2-1 il Belgio con i gol di Fabian Ruiz e Mikel Merino.
La sfida tra Francia e Spagna è in programma oggi, martedì 14 luglio, alle ore 21. Ecco le probabili formazioni:
Francia (4-2-3-1): Maignan; Kounde, Upamecano, Saliba, Digne; Kone, Rabiot; Dembele, Olise, Doue; Mbappe. Ct: Deschamps.
Spagna (4-2-3-1): Simon; Porro, Cubarsi, Laporte, Cucurella; Rodri, Fabian; Yamal, Olmo, Baena; Oyarzabal, Ct: De La Fuente.
Il match tra Francia e Spagna sarà trasmesso in diretta televisiva, anche in chiaro, su Rai1 e su Dazn e in streaming su Rai Play e sull'app di Dazn.

(Adnkronos) - L'estate è sinonimo di partenze, spesso verso mete esotiche e lontane. Ma un viaggio all'estero richiede anche alcune precauzioni sanitarie. Si parla tanto di Ebola, malattia che in realtà non rappresenta oggi un rischio specifico per il viaggiatore, ma solo per gli operatori sanitari. La Dengue, al contrario, richiede particolare attenzione alle misure di protezione dalle punture di zanzara. Alla vigilia della partenza, la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit) ricorda che molte infezioni, ormai rare o assenti in Italia, sono ancora diffuse in numerose aree del mondo e che una corretta prevenzione può evitare problemi anche molto gravi. Inoltre, non solo all’estero ma anche in Italia, non bisogna mai abbassare la guardia rispetto alle Infezioni sessualmente trasmissibili (Ist).
Ecco allora il decalogo degli infettivologi per chi viaggia con la consulenza di Cristina Mussini, presidente Simit e professore ordinario di Malattie Infettive presso l'Università di Modena e Reggio Emilia e direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena, e di Antonio Cascio, professore di Malattie Infettive presso l'Università degli Studi di Palermo, direttore dell’Unità Operativa di Malattie Infettive e del Centro di riferimento regionale Aids presso il Policlinico P. Giaccone di Palermo e membro della Simit.
Il decalogo Simit per chi viaggia:
1) Programmare il viaggio in anticipo. Chi si reca in Paesi tropicali o in destinazioni esotiche dovrebbe effettuare una consulenza pre-viaggio presso gli ambulatori di Medicina dei Viaggi o nei reparti di Malattie Infettive. Dovrebbe inoltre informarsi sugli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf), del ministero della Salute. Sono gli unici autorizzati a somministrare il vaccino contro la febbre gialla e a rilasciare il certificato internazionale richiesto per entrare in alcuni Paesi;
2) Verificare le vaccinazioni di routine. Prima di partire è bene controllare di essere in regola con i richiami per morbillo, rosolia, tetano, difterite, Covid-19 e, nelle categorie indicate, pneumococco;
3) Valutare le vaccinazioni specifiche per la destinazione. Il vaccino contro l'epatite A è particolarmente raccomandato per chi viaggia in aree dove l'infezione è ancora frequente, così come quelli contro febbre tifoide, meningococco, colera, encefalite giapponese o rabbia in base al Paese visitato e alla durata del soggiorno. Non sottovalutare la malaria. Per le popolazioni locali può essere una malattia endemica, ma per chi non è immune può diventare rapidamente molto grave. Le persone a rischio non sono soltanto le persone nate in Italia, ma anche coloro che provengono da Paesi ad alta endemia, ma che hanno perso l’immunità vivendo nel nostro Paese. La chemioprofilassi deve essere prescritta dal medico in base alla destinazione, alle eventuali resistenze dei parassiti e alle possibili interazioni con altri farmaci con cui il paziente è già in cura;
4) Proteggersi dalle punture di zanzara. Repellenti cutanei, zanzariere e ambienti climatizzati sono strumenti essenziali non solo contro la malaria, ma anche contro la Dengue, oggi endemica in molte aree del mondo;
5) Preparare un piccolo kit sanitario da viaggio. Può essere utile portare con sé sali reidratanti in bustina per vomito e diarrea, farmaci specifici prescritti dal medico per la diarrea del viaggiatore e materiale per la medicazione delle ferite. È bene portare con sé un antibiotico a largo spettro come fluorochinoloni. Chi soffre di patologie croniche deve portare con sé le terapie abituali, conservandole correttamente magari in una borsa frigo se richiedono particolari temperature. È inoltre consigliabile stipulare una copertura assicurativa per le emergenze mediche, poiché in alcuni Paesi l'assistenza sanitaria può essere molto costosa;
6) Fare attenzione a cibi e bevande. Bere solo acqua in bottiglia, evitare il ghiaccio nelle bevande e consumare con prudenza cibi crudi, soprattutto pesce e crostacei, che possono trasmettere infezioni e malattie parassitarie anche gravi;
7) Proteggere sé stessi e il partner con il preservativo. Rimane il metodo più efficace per ridurre il rischio di infezioni sessualmente trasmesse (Ist), come Hiv, gonorrea, sifilide, herpes genitale e Hpv. Bisogna richiamare l’attenzione sul preservativo femminile, in Italia quasi per niente utilizzato, che rappresenta però uno strumento di maggiore autonomia e consapevolezza per la donna;
8) Valutare la Prep e ricorrere alla Pep quando necessario. Per le persone a maggiore rischio di esposizione all'Hiv può essere indicata la Prep (profilassi pre-esposizione), che va assunta in maniera continuativa, senza nessuna interruzione, perché sia efficace. Se invece si verifica un rapporto a rischio, è importante sapere che la Pep (profilassi post-esposizione) deve essere iniziata entro 72 ore. Entrambe sia Prep sia Pep devono essere prescritte presso reparti di Malattie Infettive;
9) Vivere la sessualità in modo consapevole. Evitare rapporti sessuali sotto l'effetto di alcol o sostanze stupefacenti poiché comportamenti impulsivi aumentano in modo esponenziale il rischio di contrarre infezioni sessualmente trasmesse. In presenza di partner occasionali, l'utilizzo del preservativo è sempre fortemente raccomandato.
10. Non trascurare la vaccinazione contro l'Hpv. La vaccinazione anti-Hpv è raccomandata per ragazze e ragazzi, preferibilmente in giovane età ma se si hanno rapporti con partner occasionali è consigliata anche in età adulta. Bisogna sottolineare che non è raccomandata solo alle donne, ma in egual modo anche agli uomini, poiché oltre a prevenire il tumore della cervice uterina, contribuisce a ridurre il rischio di altri tumori correlati al virus, come quelli del pene, dell'ano e del distretto testa-collo.

(Adnkronos) - La Russia potrebbe sentirsi pronta a lanciare un attacco contro un Paese della Nato già dopo cinque-sette anni dopo la fine della guerra con l'Ucraina, ha spiegato l'analista militare americano Micael Kofman in una conferenza organizzata da Carnegie Endowement for International Peace. Lo scenario di un attacco su vasta scala "è più significativo" rispetto alla possibilità di un attacco limitato, e questo vale anche se molto dipende da come terminerà la guerra in corso, da come saranno impegnate le forze russe lungo la linea di contatto che sarà congelata, precisa riassumendo le conclusioni del recente paper pubblicato su Foreign Affairs "The Next Russia Threat. Moscow’s Military Power After Ukraine".
Se è vero che Mosca potrebbe non avere le risorse, economiche e demografiche, per sostenere in futuro le attuali dimensioni delle forze militari (1,3 milioni di soldati), non tornerà a quelle precedenti alla guerra (850mila). Anche se diverse capacità delle forze russe hanno subito un degrado durante la guerra, a partire da quelle di assalto, altre capacità, dalla precisione degli attacchi, all'elemento tradizionale del sostegno all'artiglieria delle forze, sono molto migliorate negli ultimi anni, così come la capacità di produrre fino a 100mila droni l'anno.
Le spese per la difesa di Mosca, attualmente pari a circa il 40 per cento del bilancio e all'8-10 per cento del pil, sono giudicate da Kofman - ma anche dalla Banca centrale e dal ministero delle Finanze a Mosca - "insostenibili". "Anche se la spesa è inferiore a quella che veniva destinata al comparto militare in epoca sovietica, in periodo di pace", sottolinea l'analista, precisando che, a suo dire, contrariamente a quato generalmente concluso, non sono state le spese militari insostenibili, da sole, a far crollare l'Unione sovietica. Mosca dovrà ridurre la spesa militare, ma ci saranno investimenti che non saranno toccati, a partire da quelli per le forze strategiche e substrategiche, difesa aerea e missilistica, dimensioni delle forze di terra, capacità di colpire a lungo raggio. Sarà piuttosto ridotta dopo la fine della guerra contro l'Ucraina la prontezza delle forze. "Sarà una forza patchwork", con settori di grande aggiornamento e altri più arretrati, come lo sta dimostrando la guerra in Ucraina, in particolare per l'addestramento delle forze.
La possibilità di un attacco nucleare "è stata la spina dorsale di questa guerra", con la minaccia di un attacco con armi nucleari tattiche, del settembre ottobre 2022, dopo la riconquista di territorio da parte delle forze di Kiev. "C'è stato in Russia un dibattito significativo sulle condizioni in cui possono essere usate armi nucleari tattiche che ha lasciato segni che non sono destinati a scomparire". A tale cambiamento, si aggiunge la fine del tradizionale regime del controllo degli armamenti, con la fine del Nuovo Start. Tale evoluzione ha portato Paesi come la Gran Bretagna, che investono nel comparto nucleare il 20-25 per cento del bilancio della difesa, a riflettere su cambiamenti a loro volta in quelle che vengono definite "forze non strategiche o substrategiche".
Un altro elemento cruciale dello sforzo militare della Russia nella guerra contro l'Ucraina è stato la collaborazione con la Cina che ha sostenuto lo sforzo di Mosca, garantendo componenti e precursori cruciali alla Russia, sostenendo la sua economia. Tale scenario non dovrebbe cambiare, con l'attenzione di Pechino rivolta al Pacifico e alla guerra con gli Stati Uniti, più che alla Russia come nemico, che potrebbe quindi continuare a poter contare sullo scomodo alleato orientale.

(Adnkronos) - Si intensifica la nuova ondata di calore che sta investendo l'Italia. Secondo l'ultimo bollettino del Ministero della Salute, i capoluoghi con il bollino rosso, il livello massimo di allerta (3), passano dai quattro previsti per oggi ai sette di domani, mercoledì 15 luglio, con un progressivo aumento del rischio per la salute dell'intera popolazione.
Oggi il livello di allerta massimo riguarda Firenze e Perugia, alle quali si aggiungono Brescia e Torino. Domani, mercoledì, il bollino rosso interesserà anche Bologna, Frosinone e Roma, confermando l'espansione dell'ondata di caldo soprattutto sulle regioni del Centro-Nord.
Numerose anche le città in bollino arancione (livello 2), che indica condizioni di rischio per le persone più fragili, come anziani, bambini e soggetti con patologie croniche. Oggi sono undici: Ancona, Bologna, Cagliari, Campobasso, Frosinone, Genova, Latina, Rieti, Roma, Verona e Viterbo. Mercoledì scenderanno a nove: Cagliari, Campobasso, Latina, Milano, Pescara, Rieti, Trieste, Verona e Viterbo, mentre diverse passeranno al livello di allerta massimo.
Negli altri capoluoghi monitorati resterà il bollino giallo, che segnala una fase di pre-allerta. Tra le 27 città prese in esame dal sistema nazionale di sorveglianza, i bollini verdi, che indicano assenza di rischio, sono ormai un'eccezione: nei tre giorni considerati se ne contano soltanto tre, tutti nella giornata di oggi e concentrati al Sud, a Bari, Catania e Reggio Calabria.
Il Ministero della Salute raccomanda di evitare l'esposizione al sole nelle ore più calde della giornata, mantenersi ben idratati e prestare particolare attenzione alle persone più vulnerabili, come anziani, bambini e malati cronici.

(Adnkronos) - Israele avrebbe lavorato per anni a un piano segreto per trasformare l'ex presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, nel futuro leader dell'Iran dopo un cambio di regime a Teheran. E' quanto rivela il New York Times, che cita funzionari americani e iraniani a conoscenza dell'operazione, secondo i quali il Mossad avrebbe avviato contatti con Ahmadinejad già nel 2023, intensificandoli nel 2024 e nel 2025, fino a tentare di trasferirlo in un luogo sicuro durante la guerra tra Israele e Iran dello scorso febbraio.
Secondo il quotidiano Usa, il progetto prevedeva una più ampia strategia israeliana per rovesciare l'attuale leadership iraniana. Tra gli elementi del piano vi sarebbe stato anche l'addestramento e l'armamento di gruppi curdi con base nel nord dell'Iraq, che avrebbero dovuto entrare nell'Iran occidentale e avanzare verso Teheran. Il piano, tuttavia, non si è mai concretizzato.
Il New York Times ricostruisce che Ahmadinejad fu invitato nel 2024 e nuovamente nel 2025 alla Ludovika University di Budapest per partecipare ufficialmente a una conferenza sul cambiamento climatico. In realtà, secondo il rettore dell'ateneo Gergely Deli, l'evento sarebbe servito da copertura per consentire all'ex presidente iraniano di incontrare agenti dell'intelligence israeliana. Deli racconta di aver ricevuto la richiesta direttamente da un alto funzionario del governo ungherese e di aver accettato nella convinzione che favorire un dialogo tra i due Paesi nemici potesse contribuire a salvare vite umane.
Il quotidiano sostiene inoltre che quello che all'epoca era il capo del Mossad, David Barnea, si sarebbe recato personalmente a Budapest nel 2024 per incontrare Ahmadinejad e che, subito dopo, il servizio segreto israeliano avrebbe informato la Cia dell'avvio dei contatti. Fonti americane sostengono inoltre che Israele avrebbe finanziato negli ultimi anni parte delle spese di viaggio e di alloggio dell'ex presidente iraniano, incontrandolo in diverse occasioni all'estero.
Secondo la ricostruzione del giornale, l'operazione culminò il 28 febbraio, all'inizio della guerra tra Israele e Iran, quando un raid israeliano colpì il complesso residenziale di Ahmadinejad a Teheran, distruggendo l'edificio destinato alle guardie del corpo e il suo veicolo blindato. Nella confusione seguita all'attacco, una Peugeot nera sarebbe arrivata sul posto per prelevare l'ex presidente e condurlo in una casa sicura gestita dal Mossad all'interno dell'Iran.
Sempre secondo fonti americane e iraniane citate dal New York Times, Ahmadinejad avrebbe però perso fiducia nel progetto israeliano e avrebbe lasciato il rifugio in circostanze non chiarite. È ricomparso in pubblico soltanto la scorsa settimana, durante il corteo funebre per la Guida Suprema, Ali Khamenei. Quattro funzionari iraniani sostengono che attualmente si trovi agli arresti domiciliari sotto la custodia dell'intelligence dei Guardiani della Rivoluzione, dopo che le autorità iraniane avrebbero ricostruito gran parte dei suoi contatti con Israele.
L'inchiesta ricostruisce anche la progressiva trasformazione politica dell'ex presidente. Dopo aver guidato l'Iran dal 2005 al 2013 con una linea fortemente anti-israeliana, rilanciando il programma nucleare e negando l'Olocausto, Ahmadinejad avrebbe progressivamente moderato i toni una volta lasciato il potere. Negli ultimi anni avrebbe criticato l'establishment iraniano, denunciato la corruzione e cercato di costruirsi un'immagine più moderata, senza però rinunciare all'obiettivo di tornare alla guida del Paese.
Secondo un ex collaboratore e una persona appartenente alla sua cerchia ristretta, citati dal quotidiano, Ahmadinejad riteneva ormai impossibile riconquistare il potere attraverso l'attuale sistema della Repubblica islamica e avrebbe confidato di voler guidare una fase di transizione sostenuta anche da potenze straniere. In questo scenario, sempre secondo il New York Times, avrebbe persino ipotizzato che un suo futuro governo potesse riconoscere Israele e normalizzare le relazioni nell'ambito degli Accordi di Abramo promossi dal presidente americano Donald Trump. Il Mossad non ha commentato le rivelazioni del giornale. Anche Ali Akbar Javanfekr, portavoce di Ahmadinejad, ha rifiutato di rilasciare dichiarazioni.

(Adnkronos) - "Gli Stati Uniti saranno, d'ora in poi, conosciuti come 'il guardiano di Hormuz". Parola di Donald Trump, che in una serie di dichiarazioni sull'Iran è tornato prima a minacciare Teheran sul controllo del traffico marittimo nello Stretto, poi ad annunciare un nuovo blocco navale Usa nel Paese e quindi ad anticipare nuovi raid contro il nemico, lanciati in serata.
"Colpiremo con forza", le parole del presidente degli Stati Uniti durante un'intervista radiofonica prima dell'avvio della nuova operazione. "Queste persone sono pazze. Per loro gli accordi sono fatti per essere violati", ha poi continuato tornando ad attaccare duramente la leadership iraniana.
"Sono persone estremamente inaffidabili e, francamente, se mai avessero un'arma nucleare la userebbero nel giro di un giorno", ha aggiunto. Secondo quanto detto dal tycoon, il memorandum d'intesa firmato con Teheran "era un test. Non sapevamo come sarebbe andata. Quando si ha a che fare con dei farabutti, i memorandum d'intesa valgono ben poco. Era una sorta di prova e loro non l'hanno superata".
Il leader americano ha quindi indicato il sito iraniano di Pickaxe Mountain come un possibile obiettivo militare, affermando che gli Stati Uniti potrebbero colpirlo "relativamente presto".
Ad annunciare ufficialmente l'inizio della terza notte consecutiva di attacchi contro l'Iran anticipata da Trump è stato il Comando centrale americano. "Alle 16.45 ora della costa orientale degli Stati Uniti (le 22.45 in Italia, ndr), il Comando centrale ha iniziato per la terza notte consecutiva il lancio di raid contro l'Iran, su indicazione del comandante in capo", si legge in un post pubblicato su X.
"Questi attacchi continueranno a imporre un costo elevato alle forze iraniane e a ridurre la loro capacità di colpire civili innocenti e il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz", ha aggiunto il Centcom.
Trump ha intanto notificato formalmente al Congresso la ripresa delle operazioni militari contro l'Iran, concedendo così al Pentagono altri 60 giorni per impiegare le forze statunitensi nel teatro di competenza del Centcom senza un'autorizzazione del Congresso.
In una lettera di due pagine inviata venerdì ai leader del Congresso, e visionata da The Hill, il tycoon ha comunicato che i raid americani sono ripresi il 7 luglio, in conformità con il War Powers Act, la legge che impone al presidente di informare il Congresso entro 48 ore dall'avvio di operazioni militari all'estero.
"Nelle operazioni non sono coinvolte forze terrestri statunitensi. I raid sono limitati, proporzionati e pianificati ed eseguiti in modo da ridurre al minimo le vittime civili", scrive Trump nella lettera. In base al War Powers Act, dopo la notifica al Congresso il presidente può impiegare le forze armate per 60 giorni, con la possibilità di una proroga di ulteriori 30 giorni. Un'eventuale prosecuzione delle operazioni oltre questo termine richiederebbe invece una specifica autorizzazione del Congresso.
Gli Stati Uniti, in qualità di 'guardiani dello Stretto di Hormuz' e per una questione di equità, "riceveranno un rimborso pari al 20% su tutte le merci spedite, a copertura di tutti i costi necessari per svolgere il compito di garantire la sicurezza in questa zona del mondo particolarmente instabile", ha annunciato il presidente americano in un post su Truth Social. "Il processo e l'organizzazione avranno inizio immediatamente", ha poi spiegato.
"Lo Stretto di Hormuz è aperto e rimarrà aperto, con o senza l'Iran. Stiamo ripristinando il blocco iraniano, così denominato perché impedisce solo alle navi o ai clienti dell'Iran di entrare o uscire", ha poi affermato il presidente. "Tutti gli altri Paesi potranno usufruire dello Stretto in modo equo e libero", ha assicurato.
Trump in precedenza aveva annunciato di essere pronto a "prendere il controllo" dello Stretto. "Lo proteggeremo, e verremo pagati un sacco di soldi per farlo. Vogliamo essere risarciti per aver messo a rischio la nostra gente - le parole a Fox News -. Avevamo un accordo ma gli iraniani lo infrangono sempre. Li colpiremo duramente". "Saremo l'angelo custode. Dovremmo essere risarciti per questo", il ragionamento del tycoon.
Riprenderà intanto alle 22 di oggi, ora italiana, il blocco navale degli Stati Uniti contro il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti iraniani, ha annunciato il Comando centrale americano , precisando che l'operazione è scatterà su ordine del presidente Trump.
"Le forze del Centcom applicheranno il blocco contro le navi in transito da o verso i porti iraniani e le aree costiere", si legge nella nota diffusa dal comando americano. Le forze armate statunitensi continueranno invece a "sostenere il flusso del traffico attraverso le acque regionali per tutte le navi che non violano il blocco".
Prima della nuova ondata di attacchi, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha replicato con ironia alle dichiarazioni del tycoon sulla 'tassa di Hormuz'.
"Il presidente degli Stati Uniti ha assolutamente ragione. Chiunque garantisca un passaggio sicuro e protetto alle navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz dovrebbe essere compensato per questo servizio", ha scritto Araghchi in un post su X. Poi la stoccata sarcastica: "Il 20% è ovviamente troppo. Saremo equi", ha aggiunto il ministro iraniano, facendo riferimento alla percentuale evocata da Trump. "L'Iran è sempre stato il guardiano dello Stretto e lo rimarrà per sempre", ha concluso il capo della diplomazia di Teheran.
"Non consentiremo agli Stati Uniti di interferire, in nessun modo, nella gestione dello Stretto di Hormuz", ha quindi assicurato il portavoce del comando militare iraniano Khatam al-Anbiya. L'Iran afferma quindi che le sue forze "reagiranno con fermezza a disordini o insicurezza" al di fuori delle "rotte indicate" da Teheran e che "qualsiasi forma di supporto logistico e cooperazione con gli Usa" sarà "considerata al pari di una guerra contro la sovranità e la sicurezza nazionale dell'Iran", aggiungendo che il conflitto potrebbe "coinvolgere l'intera regione".
"Continueremo a esercitare sovranità e controllo sulla gestione dello Stretto di Hormuz con forza e potenza", le parole di Hossein Mohebbi, portavoce dei Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, riportate da Iran International dopo le dichiarazioni di Donald Trump.
Il portavoce dei Pasdaran ha accusato inoltre gli Stati Uniti di "mettere a rischio, con le loro azioni, le forniture di petrolio e gas a livello globale", affermando che gli Usa "devono essere ritenuti responsabili".
Pagina 33 di 328
Sarda News - Notizie in Sardegna
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Per proporre i tuoi feed o un contenuto originale, scrivici a info@sardanews.it