(Adnkronos) - La Norvegia di Erling Haaland torna a casa dopo i Mondiali 2026 e riceve un'accoglienza trionfale. La Nazionale ha raggiunto i quarti di finale ed è stata sconfitta dall'Inghilterra per 2-1 solo ai tempi supplementari. A Oslo, la squadra e 90mila tifosi scesi in piazza si sono esibiti nell'ultimo 'viking row', la vogata diventata il simbolo dell'avventura nella World Cup: a dettare il ritmo, il principe Haakon.
(Adnkronos) - Gli Stati Uniti attaccano l'Iran usando per la prima volta droni marini. Il Centcom, il comando centrale americano, declassifica e diffonde il video che documenta l'operazione: i droni hanno colpito un impianto di manutenzione per sottomarini e navi nel porto della Base Navale di Bandar Abbas.

(Adnkronos) - Circa 14 milioni di euro di liquidi. Più di 3 milioni di euro dal 2xmille e altrettanti dalle 'donazioni' di parlamentari, consiglieri regionali e privati. Conti in attivo per il Movimento 5 stelle nel 2025, che chiude l'ultimo bilancio, quello al 31 dicembre 2025, con un "rilevante avanzo" di 2 milioni 513mila 854 euro. Giuseppe Conte può contare su un vero e proprio tesoretto che farebbe gola a chiunque in questi tempi di magra post abolizione del finanziamento pubblico ai partiti in vista delle prossime politiche.
Numeri alla mano, i pentastellati hanno casse floride grazie ai 3 milioni 171mila 153 euro derivanti dall'Irpef e al contributo degli 'eletti' e cittadini comuni, stimato in 3 milioni 66mila 912 euro. L'avvocato di Volturala Appula dispone soprattutto di un partito molto liquido: 7 milioni 823mila 149 euro sul conto Intesa San Paolo dedicato alla gestione, altri 5 milioni 415mila 486 euro sul c/c delle 'devoluzioni', mentre 146mila 309 euro sono depositati in un conto PayPal; 243 euro e rotti risultano in contanti e, infine, 1391 euro disponobili su una prepagata.
In particolare, la "somma di 5 milioni 415 mila 486 euro è costituita dalle restituzioni effettuate dai portavoce eletti, in conformità con quanto previsto dal regolamento relativo al trattamento economco degli eletti del Movimento''. Si tratta di ''risorse vincolate, riservate a iniziative di preminente interesse collettivo, sociale o pubblico, senza scopo di lucro, il cui impiego avviene previa deliberazione degli organismi competenti dell'Associazione''.
Soddisfatto il tesoriere Claudio Cominardi, che nella sua relazione gestionale scrive: ''L'attivo patrimoniale è ulteriormente incrementato con l'aumentare delle disponibilità liquide, alimentate in particolare dall'ingente incasso del contributo statale derivante dal due per mille dell'Irpef''. Spulciando il rendiconto, spiccano i cosiddetti proventi della gestione caratteristica di 6 milioni 238mila 65 euro ''rappresentati in larga parte dalla contribuzione indiretta dello Stato a cui si aggiungono le 'donazioni' degli eletti di M5S e quelle ''dei privati cittadini, ovvero persone fisiche iscritte nelle liste elettorali, ammesse al pieno esercizio del diritto di voto''. Nel dettaglio, le contribuzioni da persone fisiche (versate da senatori deputati consiglieri regionali e privati') sono composte da due voci: quelle 'per spese di gestione' pari a 2 milioni 498 mila 112 euro e quelle 'per devoluzioni' di 568 mila 800 euro, per un totale di 3 milioni 66 mila 912 euro. Una particolarità: il movimento contiano non registra a bilancio nessun 'finanziamento' da parte delle cosiddette persone giuridiche, ovvero società e aziende.
Gli 'oneri' della stessa gestione, invece, ammontano a 4 milioni 123mila 382 euro, "rappresentati'' per lo più dalle ''spese per acquisto di beni (87mila 592 euro) e servizi (quasi un milione di euro), per l'utilizzo di beni di terzi (944 mila 031 euro), per il personale dipendente e i collaboratori (oltre 300 mila euro), nonchè per le quote di ammortamento''. Nell'arco del 2025 I Cinque stelle hanno sborsato 1 milione 80 mila euro, di cui 370 mila investiti solo in Campania dove alle ultime regionali ha vinto come governatore il pentastellato Roberto Fico (250mila euro sono stati assegnati al Comitato e 120mila al candidato). Tra i parlamentari che hanno contribuito alla causa Conte ha versato 30mila euro. Se il ''totale dell'attivo'', dunque, ''è aumentato rispetto al 2024, passando da 15 milioni 789 mila 278 euro a 18 milioni 358 mila 607 euro'', grazie ''principalmente all'aumento delle disponibilità liquide'', anche il 'passivo totale'' del Movimento "è aumentato rispetto all'anno precedente passando da 15 milioni 789 278 euro a 18 milioni 358 mila 607 euro" mentre la voce 'debiti' raggiunge quota 1 milione 183mila 424 euro.

(Adnkronos) - “Non tornerei ad Atreju”, “il Sovrintendente non ha preparato il terreno per il mio arrivo ma un contratto c’era eccome”, “il ministro Giuli in sette mesi non ha detto una parola in mia difesa” e “non ho le prove, ma risulterebbe che il comunicato del mio licenziamento sia partito proprio dal ministero” sono solo alcuni dei passaggi più forti dell’intervista che Beatrice Venezi, che non fa mai il nome di Colabianchi, ha concesso oggi a Hoara Borselli per il suo podcast Sette Vite.
“Non solo ho dichiarato simpatia per la Meloni, ma anche il fatto di non aver dichiarato la mia simpatia per il solito circoletto è sicuramente stato un motivo di svantaggio e, onestamente, non risalirei sul palco di Atreju” dice Beatrice Venezi a Hoara Borselli, aggiungendo anche che sconsiglierebbe ad altri di farlo “perché ti mettono un cappello e nessuno poi ti difende”.
“Se fossi stata di sinistra sicuramente non sarei stata attaccata dai sindacati della Fenice – continua Venezi in un altro passaggio -. La Fondazione aveva bisogno di presentare una faccia nuova, avevano scelto la mia, ma sono stata usata. Quando i lavoratori della Fenice hanno cominciato a manifestare contro di me, una lavoratrice come loro, con ripetute letture di volantini anche sul palco, mi chiedo come mai non ci sia stato nessun richiamo da parte del Sovrintendente, che evidentemente aveva avallato che fossero letti”.
“Il Sovrintendente non ha fatto nulla per preparare il terreno circa il mio arrivo alla Fenice, incontrando le varie componenti del teatro. C’è stata una mancanza in tal senso, non so se voluta da parte del Sovrintendente. Tutto questo non è stato fatto e tutto ha preso una motivazione politica”. “La mia intervista è stato solo il pretesto che hanno voluto usare per licenziarmi - continua in un altro passaggio la direttrice Venezi -. Se il problema fosse stato davvero quella mia dichiarazione in quell’intervista mi sarei aspettata una chiamata per dire ‘rettifica, spiega meglio’, invece nessuno lo ha fatto”.
In un altro passaggio Venezi tira in ballo direttamente il ministro della cultura Giuli. “Da quel che mi riferiscono, ma specifico che non ne ho le prove, pare che il comunicato del mio licenziamento sia partito dal ministero e non direttamente dalla Fenice” dice Venezi che attribuisce il mancato appoggio di Giuli alle sue esternazioni a supporto del presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco sul padiglione russo “che possono non essere piaciute a Giuli”. Il quale Giuli “non ha fatto nulla in sette mesi” precisa Venezi. “Non ho avuto alcuna forma di tutela da parte della Fondazione, ma anche il ministero non è mai intervenuto nei miei confronti. Se fossi stato il ministro mi sarei mosso in qualche modo per capire che stava succedendo a Venezia, invece in sette mesi il ministro non ci ha mai messo la faccia e io non l’ho mai sentito”.
“Perché non mi sono dimessa prima? Perché tutti mi chiedevano di rimanere, a partire dal sindaco Brugnaro. Tutti mi dicevano: no, devi resistere. Salvo poi essere lasciata in mezzo al guado” racconta Venezi che poi ha rivelato di non aver più risposto “apposta” alle telefonate di solidarietà una volta licenziata “perché era troppo tardi”. Venezi torna poi sulla questione del contratto smentendo il Sovrintendente della Fenice che ha più volte dichiarato che non è mai stato formalmente firmato.
“Se non avesse mai firmato un contratto, sarebbe bastato salire sul palco e dire ai lavoratori della Fenice ‘ok, non se ne fa più niente’ e invece la mia nomina è stata anche ratificata dal Consiglio di indirizzo e su cosa, su un non contratto?”. Venezi per la causa contro la Fenice ha assoldato tre avvocati: “un giuslavorista, uno per il civile e uno per il penale, perché c’è stato del mobbing mediatico. Ho una rassegna stampa di 2000 pagine, 100 pagine al giorno di gogna mediatica per sette mesi filati. E mi sembra giusto che chi si macchia di certe colpe debba pagare, e ciò vale anche per la politica” conclude Venezi.

(Adnkronos) - A quanto apprende l’Adnkronos, il Consiglio dei ministri, convocato per domani, procederà alla nomina di Guido Stazi come prossimo presidente dell’authority di vigilanza dei mercati a quattro mesi dalla scadenza del mandato di Paolo Savona.
Guido Stazi è un esperto di Autorità indipendenti, concorrenza e regolamentazione dei mercati. Dal marzo 2022 è segretario generale dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, l’Antitrust.
E’ stato dirigente dell’Antitrust fin dagli anni Novanta, ha ricoperto l’incarico di capo di gabinetto dell’Agcom ed è stato segretario generale della Consob dal giugno 2013 al dicembre 2017. Ha quindi un profilo tecnico-istituzionale molto forte, con esperienza diretta nella regolamentazione finanziaria, nell’antitrust, nelle telecomunicazioni e nei temi legati alle piattaforme digitali e ai Big Tech. (di Davide Desario e Jole Saggese)

(Adnkronos) - Fratelli d'Italia cresce, Pd e M5S calano. Futuro Nazionale di Roberto Vannacci continua a salire. Sono le novità del sondaggio Swg che, per il Tg La7, fotografa oggi le intenzioni di voto in caso di elezioni. Fratelli d'Italia, sempre ampiamente primo partito, guadagna lo 0,1% e sale al 27,2%. La formazione guidata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni aumenta il vantaggio sul Pd della segretaria Elly Schlein, che cede lo 0,2% e scende al 21,3%. Stesso passo indietro per il M5S di Giuseppe Conte, che ora vale il 12,9%.
Cresce Forza Italia, che passa dal 7,4% al 7,7% e frenano Verdi e Sinistra: Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli calano dello 0,1% e ora sono al 6,4%, tallonati da Futuro Nazionale. Il partito di Vannacci guadagna un altro 0,3% e arriva al 6,3% staccando ulteriormente la Lega: il partito di Matteo Salvini lascia sul terreno lo 0,2% e scende al 5,4%.
Più staccati Azione di Carlo Calenda (3,4%), Italia viva di Matteo Renzi (2,5%), +Europa (1,3%), Noi Moderati (1,1%) e Avanti Psi (1%).

(Adnkronos) - Il tennista argentino Facundo Bagnis è stato squalificato un anno. Lo ha reso noto l'International Tennis Integrity Agency (Itia), spiegando che il 36enne ha accettato la sanzione per una violazione delle norme antidoping e ha rinunciato al diritto di comparire davanti a un tribunale indipendente. L'ex numero 55 del ranking mondiale, oggi 431° nella classifica Atp, era risultato positivo all'idroclorotiazide, un diuretico, in occasione di un controllo effettuato durante le qualificazioni degli Us Open 2025. Bagnis ha sostenuto che la sostanza fosse contenuta in un integratore alimentare prescritto dal proprio medico. Una spiegazione ritenuta plausibile dall'Itia, che ha comunque applicato la sospensione prevista dai regolamenti. Il giocatore si era autosospeso già dallo scorso ottobre e tale periodo sarà conteggiato ai fini della squalifica.

(Adnkronos) - La Russia è una minaccia per l'Europa? "No. Penso che la minaccia che i cittadini italiani quotidianamente affrontano sia quella dell'immigrazione illegale e clandestina, soprattutto di matrice estremista islamica". Così, in un'intervista al Tg3, il ministro, vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini.
Vannacci dentro o fuori dalla colaizione? "Per il momento si chiama fuori, quindi quelli che sono i miei desideri conta zero", ha detto ancora rispondendo alla domanda se desideri Futuro nazionale dentro o fuori dalla coalizione di centrodestra.
"Per il momento loro si stanno chiamando fuori, continuando a votare contro il governo, a votare insieme al Pd e ai 5 stelle, ad esempio sul piano casa".
Quindi la risposta alla domanda sui sondaggi: "Ci danno in calo da sempre e poi vinciamo le elezioni, quindi mi allungano la vita questi sondaggi qua!".
"Io sono sempre stato eletto sia al comune di Milano sia in Europa con le preferenze, per quello che mi riguarda non sarebbe un problema", ha detto a proposito dell'emendamento sulle preferenze nella nuova legge elettorale.
"Abbiamo degli interventi sul patto di migrazione da seguire in commissione, quindi non penso che riuscirà a andare da nessuna parte del mondo. Poi se il governo italiano manderà qualcun altro non lo so", ha poi detto il leader della Lega a proposito della partecipazione del sottosegretario Nicola Molteni al vertice organizzato da Marco Rubio contro il "terrorismo rosso".

(Adnkronos) - Si chiude l’era Donnarumma, si apre l’era Strisciuglio. Oggi l’assemblea di Ferrovie dello Stato Italiane – di cui il Mef è azionista unico – ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione per il triennio 2026-2028, confermando alla presidenza Tommaso Tanzilli. Il Cda rinnovato, composto, oltre che da Tanzilli, da Gianpiero Strisciuglio, Pietro Bracco, Franco Fenoglio, Silvia Marzot, Loredana Ricciotti e Daniela Rota, ha a sua volta seguito l’indicazione dell’assemblea, nominando Strisciuglio come amministratore delegato e direttore generale. Il nome non è una sorpresa: da giorni si rincorrevano le voci della scalata dell’ormai ex numero uno di Trenitalia ai vertici di Fs, e lo stesso ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, aveva confermato che sarebbe stata garantita la continuità attraverso una “risorsa interna”.
Strisciuglio – 50 anni, ingegnere, barese – vanta, effettivamente, una carriera tutta dentro il gruppo, dove è entrato nel 2002, cioè venticinque anni fa; lo avrebbe ricordato lui stesso, commuovendosi, nel suo primo intervento in Cda, raccontano fonti presenti alla riunione. Subito dopo la nomina, l’incontro con Salvini, che è andato di persona nella sede centrale, a piazza della Croce Rossa a Roma, per incontrare l’Ad. “Congratulazioni e buon lavoro a Gianpiero Strisciuglio. Il fatto che sia un ferroviere da oltre 25 anni, cresciuto professionalmente all’interno del gruppo, rappresenta un valore importante per affrontare con competenza, passione e conoscenza del settore le sfide che attendono Ferrovie dello Stato. Lavoriamo insieme per un’Italia più moderna e più connessa”, ha sottolineato il vicepremier.
Al timone delle Ferrovie, quindi, torna effettivamente un ferroviere, e ci torna con un mandato triennale. Non una soluzione ‘ponte’ quindi (come pure si era ventilato nelle settimane precedenti) ma un mandato pieno, che dà al manager la possibilità di tracciare una rotta strategica, oltre a gestire le questioni contingenti. E che, soprattutto, permette al governo di ‘blindare’ Fs prima delle elezioni previste per il 2027.
Rimane, invece, l’attesa per le nomine dei vertici di Trenitalia e Rfi: la partita è aperta e potrebbe avere tempi più distesi. La nomina delle controllate quindi sarà il primo dei dossier più urgenti che il nuovo Ad – nominato anche direttore generale, con deleghe e poteri in continuità con quelli del predecessore – dovrà affrontare. Secondo indiscrezioni di stampa, per Trenitalia corre Sabrina De Filippis, oggi alla guida di Fs Logistix, insieme ad altri papabili, tra cui Domenico Scida, ora direttore tecnico, e Simone Gorini, responsabile dell'Alta velocità, mentre per Rfi l'ipotesi più accreditata sembra essere quella della conferma di Aldo Isi.
C’è poi, naturalmente, il dossier viabilità. I numeri restituiscono una fotografia positiva: nel 2026 si conferma infatti la tenuta del sistema, con l’Alta Velocità che registra una puntualità in aumento del 79,6%, gli Intercity in crescita all’87,7%, i regionali che restano stabili rispetto al 91,1% del 2020. Eppure, gli ultimi mesi del mandato di Donnarumma sono stati inevitabilmente segnati dal dibattito pubblico sui frequenti disservizi sulla rete ferroviaria, i ritardi registrati soprattutto sulle linee dell'Av e i disagi provocati dall'intenso programma di ammodernamento dell'infrastruttura. Attualmente, infatti, si contano circa 1300 cantieri aperti sulla rete, a cui si somma un numero maggiore di treni in circolazione: oggi il sistema ferroviario arriva a sfiorare quota 10mila convogli quotidiani. Le interruzioni del servizio e le ripercussioni sulla circolazione hanno alimentato le critiche delle opposizioni e delle associazioni dei consumatori, mentre il governo ha più volte rivendicato la necessità dei lavori per rispettare il cronoprogramma degli investimenti. Poco prima di dimettersi, infatti, Donnarumma e i vertici delle controllate erano stati convocati al Mit per presentare un piano d’azione per la gestione dei flussi estivi (che rimane attivo per i mesi a venire). Sul fronte del Pnrr, il gruppo ha raggiunto i 20 miliardi di spesa, con l'obiettivo di impegnare l'intero ammontare, pari a 25 miliardi, entro fine estate. Strisciuglio però dovrà fare i conti con la necessità – evidenziata da Donnarumma – di una pianificazione finanziaria che superi il 2026, dal momento che numerosi cantieri nevralgici, già avviati, termineranno dopo la scadenza del Piano.
Strisciuglio comunque, come detto, ha un’esperienza solida nel mondo delle ferrovie. Entrato nel 2002, dal 2013 al 2014 è stato Responsabile di Pianificazione e Sviluppo Servizi di Rete Ferroviaria Italiana, dal 2014 al 2017, sempre in Rfi, ha rivestito il ruolo di direttore commerciale ed esercizio; poi dal 2017 al 2018 è stato responsabile della divisione passeggeri long haul in Trenitalia e dal 2018 all’aprile 2022 ha ricoperto il ruolo di director of strategy, industrial planning, innovation&sustainability in Mercitalia Logistics. Nell’aprile 2022 è stato nominato ad e dg di Mercitalia Logistics (ora Fs Logistix), incarico che ha conservato fino a maggio 2023, quando è arrivato ai vertici di Rfi, centrando il suo mandato sull’attuazione degli interventi del Piano Pnrr per l’ammodernamento della rete ferroviaria. Da marzo 2025 a luglio 2026 ha ricoperto l’incarico di amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia, focalizzando il proprio mandato sull’innovazione e sul potenziamento della flotta, in particolare con il lancio del Frecciarossa 1000 di nuova generazione. Attualmente è presidente Agens, l’agenzia confederale dei trasporti e servizi aderente a Confindustria, Presidente Cifi il collegio ingegneri ferroviari italiani e vicepresidente di Federturismo Confindustria.
Tommaso Tanzilli, confermato alla presidenza, ricopre l’incarico di presidente di Ferrovie dello Stato Italiane dal giugno 2024. In precedenza, è stato componente del consiglio di amministrazione e presidente del Comitato per la governance, le nomine e la remunerazione. Fino al 2024 è stato direttore generale di Federalberghi Lazio, ruolo che ha assunto dopo esserne stato vicedirettore generale dal 2003 al 2006. Dal 2005 al 2024 è stato anche amministratore delegato della società di servizi Promoroma Hotel Service. È presidente dell’Ente Bilaterale del Turismo del Lazio (di Martina Regis).

Le note dell'Inno Pontificio hanno aperto una serata che Cassino difficilmente dimenticherà. Nella cornice del Teatro Romano, la banda musicale del Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano ha dato vita a uno degli appuntamenti più prestigiosi del cartellone estivo Casinum 2026, portando fuori dalle mura vaticane un'intera formazione di settanta elementi. Le esibizioni della banda al di fuori dello Stato della Città del Vaticano sono infatti rare e vengono riservate a occasioni di particolare valore culturale, spirituale e istituzionale. La tappa di Cassino è stata scelta nel quadro delle celebrazioni dedicate a San Benedetto e del percorso di valorizzazione del territorio che guarda anche al 2029, anno del 1500° anniversario della fondazione dell'Abbazia di Montecassino.
A dirigere la Banda è stato il maestro Stefano Iannilli, mentre la conduzione della serata è stata affidata al giornalista del Tg2 Fabio Chiucconi. Il programma ha attraversato repertori e sensibilità differenti. Dopo l'apertura con l'Inno Pontificio di Charles Gounod, il pubblico ha ascoltato brani di Richard Strauss, Johannes Brahms, Ennio Morricone, Astor Piazzolla, Giuseppe Verdi e Domenico Modugno. La conclusione è stata affidata all'Inno alla Gioia di Ludwig van Beethoven e al Canto degli Italiani.
Un finale costruito per unire idealmente lo Stato della Città del Vaticano, l'Italia e l'Europa attraverso un linguaggio comune, quello della musica. La platea gremita ha accompagnato l'esibizione con una partecipazione crescente, fino agli applausi conclusivi rivolti ai musicisti e al direttore. La Banda della Gendarmeria Vaticana raccoglie l'eredità della storica Banda della Gendarmeria Pontificia, fondata nel 1851 e ricostituita nel 2007 per volontà del Governatorato. Il suo organico complessivo conta circa cento musicisti volontari, diplomati nei conservatori italiani e provenienti da importanti bande civili, militari e istituzionali. A Cassino si è esibito l'ensemble completo previsto per l'evento, composto da settanta elementi.
Alla serata hanno preso parte il sindaco di Cassino Enzo Salera, l'assessore comunale alla Cultura Gabriella Vacca, il Padre Abate di Montecassino Dom Luca Fallica, l'assessore regionale Pasquale Ciacciarelli, delegato dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, e il segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano Giuseppe Puglisi-Alibrandi. Pasquale Ciacciarelli, assessore regionale delegato dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, ha ringraziato il Comune di Cassino, le autorità vaticane e l'ideatore del concerto, il coordinatore Gabriele Abbate, sottolineando l'importanza per il territorio di eventi di questo tipo.
Dom Luca Fallica, Abate di Montecassino, ha sottolineato l'importanza delle due tappe compiute dalla banda nel territorio, prima in onore di Sua Eminenza il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, poi con il concerto al Teatro Romano, definendole il preludio del percorso che porta ai festeggiamenti dei 1500 anni dell'Abbazia. Il sindaco Salera ha definito il concerto la perla della programmazione del Teatro Romano, dichiarando che "si tratta del primo grande evento realizzato dopo la candidatura di Cassino a Capitale Italiana della Cultura 2029. E' stato un concerto davvero straordinario. Onorati, come città di Cassino, per aver ospitato la Banda della Gendarmeria".
Sono stati proiettati anche i videosaluti della vice presidente del Parlamento Europeo Pina Picierno e del presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati Federico Mollicone, che hanno ringraziato per l'invito e per l'organizzazione dell'evento. A ideare e coordinare l'intera iniziativa, dalla costruzione dei rapporti istituzionali fino alla realizzazione del concerto, è stato Gabriele Abbate, ideatore e referente organizzativo del progetto.
Abbate ha curato il raccordo tra il Comune di Cassino, l'Abbazia di Montecassino, la Diocesi, il Governatorato e il Corpo della Gendarmeria Vaticana, seguendo il percorso che ha portato prima all'omaggio musicale nell'Abbazia e poi all'esibizione integrale al Teatro Romano. Nel suo intervento, Abbate ha spiegato il significato attribuito al progetto: "Questo concerto nasce da un desiderio profondo: restituire a Cassino uno spazio di incontro, di cultura e di speranza, valorizzando la sua storia e il suo straordinario patrimonio spirituale. Cassino e Montecassino non sono soltanto un luogo della memoria, ma una delle culle della civiltà europea, e il messaggio di San Benedetto continua a parlarci ancora oggi", insistendo soprattutto sulla necessità di fare rete, ricordando che il risultato raggiunto è nato dall'incontro tra istituzioni, autorità religiose, associazioni e persone che hanno condiviso lo stesso obiettivo. "Ringrazio anche il Presidente della Provincia di Frosinone per il sostegno all'iniziativa e il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, che ha reso possibile tutto ciò".
Un passaggio importante del suo intervento è stato dedicato a Maristella Mariani, il soprano prematuramente scomparso al quale è stato riservato uno dei momenti più sentiti dell'intera serata. Abbate ha parlato prima di Don Alberto Mariani, zio di Maristella, introducendo il significato umano dell'omaggio e ricordando il rapporto personale che lo legava alla cantante, con la quale era cresciuto. È poi rimasto accanto a Don Alberto durante il ricordo e durante l'esecuzione musicale dedicata alla soprano. Don Alberto Mariani ha ripercorso il legame di Maristella con la musica, il territorio, la fede e la spiritualità benedettina. A seguire, il soprano Genni Bramato e il tenore Mauro De Santis hanno interpretato Libiamo ne' lieti calici, dalla Traviata di Giuseppe Verdi.
I due artisti erano legati a Maristella, che era stata anche loro testimone di nozze. L'esecuzione ha trasformato il ricordo privato in un momento collettivo, accolto con commozione dal pubblico del Teatro Romano. All'evento è intervenuto anche il vice commissario Mauro Colaiacomo, responsabile della disciplina e dell'impiego della banda. Colaiacomo ha raccontato la formazione pontificia dall'interno, descrivendola non soltanto come un complesso musicale, ma come una famiglia composta da giovani talenti e professionisti di lunga esperienza. Musicisti uniti da una comune idea di servizio e dalla volontà di mettere le proprie competenze a disposizione del Santo Padre, della Chiesa e delle occasioni nelle quali la musica può diventare uno strumento di incontro.
La serata del Teatro Romano ha rappresentato il momento principale di un progetto più ampio, preceduto dalla presenza di una rappresentanza della Banda a Montecassino in occasione della consegna del Premio Pacis Nuntius 2026 al Patriarca latino di Gerusalemme, il Cardinale Pierbattista Pizzaballa. Nell'Abbazia, la formazione aveva offerto un breve omaggio musicale nel Chiostro dei Benefattori. Una prima tappa dal valore simbolico, seguita dal vero appuntamento pubblico al Teatro Romano, dove l'ensemble ha potuto presentarsi nella sua dimensione completa.
La visita di Pizzaballa e il richiamo alla pace hanno fornito il quadro spirituale delle celebrazioni, ma il fulcro culturale e spettacolare delle due giornate è stato il concerto di Cassino, con la Banda protagonista davanti al pubblico e alle autorità civili e religiose. La riuscita della manifestazione ha premiato un lavoro organizzativo durato mesi e coordinato da Abbate insieme agli interlocutori istituzionali e vaticani, tra i quali Colaiacomo per gli aspetti legati alla presenza e all'impiego della Banda.
Al termine dell'ultimo brano, gli applausi del Teatro Romano hanno chiuso una serata nella quale Cassino ha ospitato non soltanto una prestigiosa formazione musicale, ma una delle espressioni istituzionali e culturali più riconoscibili dello Stato della Città del Vaticano. Un evento costruito per il territorio e nel territorio, capace di portare a Cassino una presenza raramente concessa fuori dalle mura vaticane e di riunire sullo stesso palcoscenico musica, memoria, istituzioni e comunità.

(Adnkronos) - Lutto nel mondo del calcio: è morto a 38 anni l'arbitro olandese Rob Dieperink. A comunicarlo è stata la federazione calcistica olandese, che non ha fornito dettagli sulle cause del decesso. Arbitro professionista da oltre quindici anni, Dieperink ha diretto quasi 300 incontri ufficiale, tra cui 84 partite di Eredivisie. Nel corso della sua carriera aveva inoltre fatto parte delle squadre arbitrali impegnate nella finale di Europa League del 2024, agli Europei e ai Giochi Olimpici disputati nello stesso anno.
Il suo nome figurava inizialmente anche tra gli arbitri selezionati per i Mondiali. Tuttavia, la Fifa aveva deciso di escluderlo in seguito a una presunta aggressione sessuale ai danni di un adolescente, episodio che sarebbe avvenuto nel mese di aprile a Londra dopo la partita tra Crystal Palace e Fiorentina. Successivamente, la Metropolitan Police del Regno Unito ha concluso che le prove raccolte non erano sufficienti per procedere e il caso è stato archiviato senza che venisse formulata alcuna accusa nei confronti di Dieperink. Nonostante l'esito dell'indagine, l'arbitro aveva comunque perso l'opportunità di prendere parte al torneo.

(Adnkronos) - Con un coltello da cucina ha accoltellato il figlio 21enne alla gola mentre erano in casa. E' successo questa mattina a Marcellina, a pochi chilometri da Tivoli. La vittima, riuscita a divincolarsi, è stata trasportata d'urgenza in ospedale a Tivoli e non è in pericolo di vitta. Il padre, 44enne pachistano, è stato bloccato e arrestato per tentato omicidio dai carabinieri del nucleo radiomobile di Tivoli intervenuti sul posto dopo la chiamata al 112.

(Adnkronos) - Vigili del fuoco in azione dal Piemonte al Sud per fare fronte all'emergenza incendi - solo oggi sono già 260 gli interventi per roghi di vegetazione - con dati che quest'anno segnano già un aumento degli ettari bruciati rispetto allo scorso anno. "Rispetto alla superficie bruciata il dato è in aumento, secondo la nostra rilevazione media, almeno del 10-15%. Il caldo non aiuta, ma ciò che incide di più sono i lunghi periodi di siccità e le condizioni di vento intenso", sottolinea all'Adnkronos Lorenzo Elia, vicario del direttore centrale per l'Emergenza e il Soccorso tecnico del Dipartimento dei Vigili del fuoco.
Attualmente in Piemonte "c'è un impiego importante di mezzi aerei che consentono di intervenire in zone molto impervie e montuose, difficilmente raggiungibili dalle squadre a terra. Gli incendi sono contenuti, si sta evitando una propagazione, sono sotto controllo", prosegue Elia aggiungendo che si sta lavorando anche "in Puglia, Sicilia, Calabria, Campania". Per evitare il verificarsi di incendi ci vuole "una gestione del territorio, a cominciare dal sottobosco, molto più attenta da parte degli enti che ne hanno la competenza. Le zone dove si fanno scampagnate, le aree in prossimità di case o abitazioni vicino alle zone boscate dovrebbero essere le più attenzionate perché c'è più presenza antropica e quindi aumenta maggiormente il rischio di comportamenti non corretti. E' importante tenere puliti i bordi delle strade perché molto spesso gli incendi partono dal ciglio della strada, dove magari ci sono immondizia o sterpaglie, e basta un mozzicone di sigaretta buttato dal finestrino a causare le fiamme". Anche i singoli cittadini possono fare la propria parte tenendo puliti i loro terreni e le loro proprietà.
Quanto invece ai comportamenti da adottare o evitare per mettersi in pericolo, Elia ricorda le notizie di roghi e vittime che arrivano dall'Andalusia dove automobilisti sono rimasti intrappolati nelle loro auto. "L'importante in queste circostanze è seguire, per quanto possibile, le indicazioni delle autorità locali preposte alla gestione di queste situazioni particolarmente gravi - raccomanda il vicario del direttore centrale per l'Emergenza e Soccorso tecnico del Dipartimento dei Vigili del fuoco - Bisogna fare in modo di avere il vento alle spalle e il fuoco che vada nella direzione opposta rispetto a quella verso cui ci si sta indirizzando". "Bisogna evitare di pensare ai beni personali, che sia l'auto o la casa: non bisogna esporsi a rischi particolari se non si hanno a disposizione gli strumenti necessari - continua - Bisogna innanzitutto allontanarsi dalla zona di pericolo, andando contro vento e lasciandosi il fuoco alle spalle". Elia ricorda che il dipartimento di Protezione civile giornalmente emana dei bollettini legati al rischio di incendio o ai rischi naturali in genere: "Bisogna vedere le previsioni e se ci si trova in una zona di quel tipo bisogna prestare la massima attenzione alle indicazioni fornite dalle autorità locali", conclude.
Teatro, fiabe e canzoni oltre alla magia del nouveau cirque.
Sant'Antioco ospita dal 21 al 26 luglio il Festival Palcoscenici
d'Estate - Sulkylandia 2026.
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(Adnkronos) - Uno nuovo studio evidenzia un ruolo del metabolismo, in particolare dei trigliceridi, nella sindrome del colon irritabile (Ibs), patologia gastrointestinale che colpisce oltre il 10% della popolazione mondiale. "La malattia si manifesta con sintomi quali dolore addominale ricorrente, gonfiore, alternanza tra stitichezza e diarrea, compromettendo spesso la qualità della vita dei pazienti. Finora la malattia è stata interpretata principalmente come un disturbo dell'interazione tra intestino e cervello. Numerosi studi hanno infatti evidenziato il coinvolgimento del sistema nervoso e la frequente associazione con ansia e disturbi dell'umore. Nonostante ciò, i meccanismi biologici alla base della sindrome sono rimasti solo parzialmente compresi, limitando lo sviluppo di trattamenti mirati". Per fare luce sulle cause della malattia, un gruppo internazionale coordinato da Mauro D’Amato, professore ordinario di Genetica medica all’Università Lum Giuseppe Degennaro e Ikerbasque Research Professor presso Cic bioGune, ha realizzato - riferisce l’ateneo in un una nota - il “più ampio studio genetico mai eseguito su questa patologia, analizzando dati genetici e sanitari di oltre 2 milioni e settecentomila persone provenienti da 22 biobanche distribuite a livello globale”. Confrontando i profili genetici dei pazienti affetti da sindrome dell'intestino irritabile con quelli di soggetti sani, i ricercatori hanno identificato 35 regioni del genoma associate a un maggiore rischio di sviluppare la patologia.
Oltre a confermare il ruolo del cervello e del sistema nervoso enterico, “lo studio ha messo in evidenza un collegamento inatteso con il metabolismo e la salute cardiometabolica. Grazie all'impiego di avanzati strumenti di analisi computazionale, i ricercatori hanno individuato una probabile relazione causale tra la predisposizione genetica alla sindrome e livelli elevati di trigliceridi nel sangue”. Particolare attenzione è stata rivolta a una variante del gene Gckr, già nota per il suo ruolo nella regolazione del metabolismo del glucosio e dei lipidi nel fegato. Questa variante favorisce l'accumulo di grasso epatico e un aumento della produzione di trigliceridi e potrebbe rappresentare il collegamento biologico tra il metabolismo del fegato e il rischio di sviluppare la sindrome dell'intestino irritabile. “Da tempo - spiega D’Amato - sappiamo che la sindrome dell’intestino irritabile coinvolge un complesso dialogo tra intestino e cervello, ma questi risultati mostrano che alla conversazione partecipa anche il sistema metabolico dell’organismo. Il collegamento genetico con la regolazione dei trigliceridi e la funzione epatica ci offre un quadro completamente nuovo per comprendere questa condizione”.
L'analisi dei profili di espressione genica ha inoltre permesso di individuare diversi composti in grado di contrastare le alterazioni molecolari associate alla patologia. Tra questi - precisa la nota - alcuni farmaci già impiegati in ambito cardiovascolare e molecole che agiscono sul metabolismo dei lipidi. Secondo gli autori, queste evidenze potrebbero favorire il riposizionamento di medicinali già disponibili e accelerare lo sviluppo di nuove terapie basate sui meccanismi biologici della malattia. “I risultati - continua D’Amato - sostengono una visione più integrata della sindrome dell’intestino irritabile, che va oltre il tradizionale asse intestino-cervello. Le vie biologiche individuate potrebbero consentire una migliore stratificazione dei pazienti e l’identificazione di nuovi o già esistenti farmaci da valutare nei soggetti che non rispondono ai trattamenti attuali”.

(Adnkronos) - Paolo Maldini nuovo direttore tecnico e Leonardo Advisor della Nazionale. Il presidente della Federcalcio Giovanni Malagò ha calato l’asso, scegliendo lo staff dirigenziale dell'Italia, che dovrà occuparsi della scelta del nuovo commissario tecnico. E con l’arrivo del nuovo duo, si è scatenato un vero e proprio ribaltone in quota: per gli esperti di Snai e Sisal, come riporta Agipronews , si è materializzato un inaspettato aggancio. Insieme a Roberto Mancini e Antonio Conte, offerti a 3,25 e da qualche settimana indicati come i due grandi favoriti per succedere a Gennaro Gattuso, ecco Stefano Pioli, con Maldini nel Milan dell’ultimo scudetto, con la sua quota crollata in due giorni da 50,00 a 3,25.
In lavagna resiste invece la suggestione Pep Guardiola, corteggiato dall’ex capitano milanista: l’approdo sulla panchina azzurra del tecnico ex Manchester City si gioca a 6,00. A resistere sotto la doppia cifra c’è Andrea Pirlo, tanti anni al Milan con Maldini e Leonardo, offerto a 9,00 mentre si sale a 20,00 per Thiago Motta, con la coppia Ranieri-S.Inzaghi vista a 25 volte la posta.

(Adnkronos) - Una coalizione europea per sviluppare uno scudo comune contro i missili balistici. E' l'iniziativa lanciata oggi a Parigi, in occasione della riunione della Coalizione dei Volenterosi, dai leader di Italia, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Ucraina e Regno Unito, che hanno firmato una dichiarazione congiunta per avviare la costituzione di una Coalizione per la difesa anti-missili balistici.
L'obiettivo, si legge nella dichiarazione, è sviluppare in tempi rapidi una capacità europea di difesa "puramente difensiva" attraverso la realizione di un' "architettura integrata di difesa missilistica" in grado di "scoraggiare e neutralizzare future minacce missilistiche". Il progetto affiancherà e integrerà i sistemi nazionali già in servizio o in fase di acquisizione, facendo leva sulla cooperazione tra industrie della difesa, ricerca e capacità operative.
Nella dichiarazione i leader sottolineano che l'iniziativa "non è contro alcun popolo, ma a difesa del nostro", riconoscendo inoltre l'esperienza accumulata dall'Ucraina nella difesa dagli attacchi missilistici durante "la guerra di aggressione" della Russia come un contributo fondamentale allo sviluppo del progetto.
I 10 Paesi intendono definire requisiti operativi comuni, istituire gruppi di lavoro tecnici e meccanismi di governance condivisi, oltre a una road map per rendere operative le prime capacità della Coalizione. Previsti anche il sostegno a programmi congiunti di ricerca e sviluppo, l'individuazione di possibili strumenti di finanziamento e un rafforzamento dello scambio di dati e informazioni. La Coalizione resterà aperta all'adesione di altri Paesi che ne condividano principi e obiettivi.

(Adnkronos) - Una coalizione europea per sviluppare uno scudo comune contro i missili balistici. E' l'iniziativa lanciata oggi a Parigi, in occasione della riunione della Coalizione dei Volenterosi, dai leader di Italia, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Ucraina e Regno Unito, che hanno firmato una dichiarazione congiunta per avviare la costituzione di una Coalizione per la difesa anti-missili balistici.
L'obiettivo, si legge nella dichiarazione, è sviluppare in tempi rapidi una capacità europea di difesa "puramente difensiva" attraverso la realizione di un' "architettura integrata di difesa missilistica" in grado di "scoraggiare e neutralizzare future minacce missilistiche". Il progetto affiancherà e integrerà i sistemi nazionali già in servizio o in fase di acquisizione, facendo leva sulla cooperazione tra industrie della difesa, ricerca e capacità operative.
Nella dichiarazione i leader sottolineano che l'iniziativa "non è contro alcun popolo, ma a difesa del nostro", riconoscendo inoltre l'esperienza accumulata dall'Ucraina nella difesa dagli attacchi missilistici durante "la guerra di aggressione" della Russia come un contributo fondamentale allo sviluppo del progetto.
I 10 Paesi intendono definire requisiti operativi comuni, istituire gruppi di lavoro tecnici e meccanismi di governance condivisi, oltre a una road map per rendere operative le prime capacità della Coalizione. Previsti anche il sostegno a programmi congiunti di ricerca e sviluppo, l'individuazione di possibili strumenti di finanziamento e un rafforzamento dello scambio di dati e informazioni. La Coalizione resterà aperta all'adesione di altri Paesi che ne condividano principi e obiettivi.

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(Adnkronos) - Nel procedimento in appello è arrivata la confessione dell’ex fidanzato della 13enne Aurora Tila, morta dopo essere precipitata dal balcone al settimo piano del palazzo in cui viveva a Piacenza il 25 ottobre 2024.
Il giovane, 15enne all'epoca dei fatti, si è scusato sia per quanto commesso sia per il ritardo nella confessione. In primo grado era stato condannato dal Tribunale per i minorenni di Bologna a 17 anni.
Per il ragazzo, imputato di omicidio pluriaggravato, il pm Simone Purgato aveva chiesto 20 anni e 8 mesi di reclusione, mentre la difesa l'assoluzione. Il processo si era svolto con rito abbreviato.

(Adnkronos) - "Sangue, sudore e lacrime (di gioia)! Questo team mi sprona, mi mette continuamente alla prova e non mi delude mai. Non sarei qui senza di voi. Non riesco a credere che ci siamo riusciti di nuovo. Grazie a tutti coloro che lo hanno reso possibile! Ci vediamo l'anno prossimo Wimbledon". Così su Instagram Jannik Sinner all'indomani del trionfo bis sull'erba londinese, dove posta diverse foto del successo ai 'Championships' e tra questa una con tutto il suo team.
L'altoatesino ha sconfitto in finale il tedesco Alexander Zverev in 4 set. "Congratulazioni Sascha per il tuo straordinario torneo. È stata una grande battaglia ieri, mi hai spinto al limite", ha aggiunto il numero uno del mondo.
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