
(Adnkronos) - A un anno esatto dal rebranding che ha trasformato lo storico marchio Palette in Syoss by Palette, il brand di Henkel consumer brands non si ferma e continua la sua evoluzione allargando il proprio ecosistema attraverso il rilancio di Syoss by Palette Oleo Intense, la gamma di colorazione permanente senza ammoniaca, e con il lancio di Syoss Color Glaze, una gamma di 6 maschere colorate con effetto laminazione e lucentezza. La nuova tappa di questa evoluzione è stata raccontata oggi a Milano, presso lo Spazio Lineapelle, nell'ambito di 'Syoss color studio': un momento per approfondire le innovazioni di prodotto e l'impegno in ricerca e sviluppo del brand, sotto la guida di Laura Romano, responsabile R&D di Henkel consumer brands We South, e Serena Pesapane, marketing beauty care di Henkel consumer brands We South.
Il percorso che ha portato al Syoss di oggi affonda le radici nella decisione, presa nel 2025, di fondere l'heritage italiano di Palette -marchio con decenni di storia nel segmento colorazione- con l'identità professionale e internazionale di Syoss, già affermato in diversi mercati europei. "Una decisione -aveva dichiarato in quell’occasione Francesca D'Angelo-Valente, marketing media & digital director Henkel consumer brands We South- che nasce dalla volontà di rappresentare meglio chi siamo oggi: un brand che non ha paura di rinnovarsi, che ascolta le esigenze dei consumatori e che crede in una bellezza inclusiva, concreta, professionale". Il naming 'Syoss by Palette' è stato concepito come un ponte: mantenere il legame emotivo con le consumatrici fedeli, comunicando al contempo un'evoluzione verso standard qualitativi professionali e un'estetica contemporanea e internazionale. Come spiegato da Serena Pesapane, "era di fondamentale importanza per la marca comunicare ai consumatori che il loro brand di fiducia ha cambiato vestito, ma è ancora lo stesso".
La novità più significativa del 2026, però, risiede nell'estensione del brand al segmento 'hair care' con la linea Syoss care keratin: shampoo, deep conditioner, maschere e trattamenti premium con complessi attivi altamente concentrati. Le performance sono confermate dai test: il 95% dei consumatori si dichiara soddisfatto delle prestazioni di cura, con un indice di gradimento superiore del 12% rispetto al principale competitor. Il portfolio Care si articola in cinque linee - Keratin, Repair, Curls, Color e Glaze- per coprire esigenze diverse con intensità progressiva.
Syoss by Palette colorazione permanente: prodotto dell'anno 2026. La linea ha ricevuto il riconoscimento 'Eletto prodotto dell'anno 2026' nella categoria 'colorazione capelli', sulla base della ricerca Circana condotta su oltre 12.000 consumatori. Il 94,5% delle donne che l'hanno provata si è dichiarata molto soddisfatta. La formula con pigmenti di colore e cheratina garantisce un colore intenso fino a 100 giorni e una copertura dei capelli bianchi fino al 100%.
Syoss by Palette oleo intense: il rilancio. La colorazione permanente senza ammoniaca viene rilanciata con una routine professionale in 3 step: crema colorante con olio riformulata per una protezione extra, nuovo shampoo postcolorazione per fissare il colore, e maschera illuminante a protezione potenziata. Il portafoglio comprende 19 nuance con un nuovo packaging dal look premium. Syoss color glaze: il primo tonalizzante con effetto laminazione. Pensato per attrarre consumatrici giovani e nuove al mercato della colorazione, Syoss color glaze garantisce zero danni grazie alla formula 'Deep caring' con cheratina, lucentezza estrema con effetto specchio e un'applicazione in soli 5 minuti con durata fino a 8 lavaggi. Il portfolio comprende 6 referenze, inclusa una nuance specifica per neutralizzare i toni gialli.
Per accompagnare questa trasformazione, Syoss ha messo in campo per il 2026 un piano di comunicazione a 360 gradi con un investimento distribuito lungo tutto l'anno. La strategia prevede campagne televisive (con formati da 20", 15" e tag-on da 5"), una forte presenza digitale e social su Meta, TikTok e YouTube Shorts -con contenuti generati direttamente dai consumatori (Cgc)-, attivazioni digital out-of-home (Dooh), retail media e consumer promo dedicate per ciascun segmento.

(Adnkronos) - Svelato il quarto giudice di XFactor. Oggi, martedì 26 maggio, lo show musicale di Sky ha annunciato chi sarà il sostituto di Achille Laura in giuria: ad affiancare Francesco Gabbani, Jake La Furia e Paola Iezzi sarà Irama. Confermatissima alla conduzione Giorgia.
Irama è uno dei cantanti più in voga del momento, con un repertorio musicale che attraversa più generi, passando dal pop puro fino all'urban e al cantautorato, e negli anni ha conquistato un pubblico trasversale a suon di hit. Oggi Irama è considerato una delle voci più riconoscibili dell'intera scena musicale italiana, tanto da partecipare per ben cinque volte al Festival di Sanremo.
Appena trentenne, Irama è sbocciato ad Amici per poi affermarsi proprio all'Ariston, dove ha vinto Sanremo Giovani potendo così partecipare per la prima volta alla kermesse musicale nel 2016. Nel corso della sua ancora giovane carriera, Irama ha già collezionato 5 dischi di Platino, 6 dischi d’Oro e oltre 2,5 miliardi di stream. Numeri incredibili che si sono aggiunti proprio ai risultati di Sanremo, dove si è sempre piazzato in top ten. Irama è anche uno dei cantanti più apprezzati live. I suoi concerti in due anni hanno raccolto oltre 230mila presenze e il prossimo 11 giugno è atteso dal palco di San Siro.
Come detto, oltre alla new entry Irama, confermati gli altri tre giudici già presenti nella passata edizione del talent musicale targato Sky. Torna al suo posto Francesco Gabbani, cantautore e vincitore per ben due volte del Festival di Sanremo, prima tra le Nuove Proposte e poi in gara tra i big.
Si siederà al tavolo anche Jake La Furia, uno dei padri del rap italiano e tra i più amati esponenti della scena italiana, con una carriera divisa tra i Club Dogo, il collettivo formato insieme a Gue Pequeno e Don Joe, e da solista. Jake è al terzo anno di XFactor e tra i giudici più apprezzati dal pubblico, così come Paola Iezzi, che ha dimostrato una presenza magnetica davanti alla telecamera e grande cultura musicale.
In conduzione, per il terzo anno consecutivo, confermatissima Giorgia, tra le voci più amate e di successo della musica italiana reinventata in questo nuovo ruolo.

(Adnkronos) - "Tutto perfetto". Donald Trump annuncia l'esito del checkup al Walter Reed Military Medical Center. Il presidente degli Stati Uniti, che compirà 80 anni il prossimo 14 giugno, si è sottoposto ai controlli di routine previsti per il numero 1 della Casa Bianca. "Ho appena terminato la mia visita medica semestrale al Walter Reed Military Medical Center. È andato tutto alla perfezione. Grazie agli ottimi medici e a tutto lo staff! Ora torno alla Casa Bianca", ha annunciato Trump con un post su Truth. Le condizioni di salute di Trump sono da mesi sotto i riflettori.
Hanno avuto ampio risalto le immagini che hanno documentato lividi sulle mani del presidente. Un effetto collaterale associabile alla somministrazione massiccia di cardioaspirina per prevenire rischi cardiovascolari. Trump ha ammesso di assumere dosi superiori a quelle raccomandate. Il presidente americano deve convivere anche con l'insufficienza venosa che si manifesta con un evidente gonfiore alle caviglie. Sarebbe indicato il movimento per contrastare il problema, ma Trump non ha mai nascosto lo scarso feeling con l'esercizio fisico. In questo quadro, integrato da due visite dentistiche in Florida di routine, la Casa Bianca ha ripetutamente affermato che il paziente speciale è "in eccellenti condizioni di salute". Il presidente, inoltre, continua a sottolineare gli ottimi risultati ottenuti nei test cognitivi a cui si è sottoposto nel corso dei precedenti controlli al Walter Reed.
Dichiarazioni e comunicati, però, non sembrano sufficienti per cancellare dubbi e scetticismo. Su X, periodicamente, spuntano video e foto che ritraggono Trump con gli occhi semichiusi durante eventi e appuntamenti. "Questa Casa Bianca sembra proprio non voler riconoscere l'esistenza di nessuna questione, ma le persone anziane sviluppano problemi di salute e il presidente ha quasi 80 anni", ha affermato il dottor Jonathan Reiner, per anni cardiologo dell'ex vicepresidente Dick Cheney, al Washington Post. "Sembra esserci una mancanza di sincerità da parte della Casa Bianca", ha aggiunto. Anche i cittadini probabilmente cominciano a porsi qualche domanda. Secondo un sondaggio Washington Post-ABC News-Ipsos condotto ad aprile, il 40% degli americani ritengono che Trump abbia la lucidità necessaria per svolgere il proprio ruolo. A settembre dello scorso anno, il giudizio positivo era espresso dal 47% del campione. Per il 44%, ad aprile, il presidente è in buona salute. A settembre 2025, lo pensava il 54%.

(Adnkronos) - Jannik Sinner torna in campo al Roland Garros 2026. Oggi, martedì 26 maggio, il tennista azzurro esordisce contro il francese Clement Tabur - in diretta tv e streaming - nel primo turno dello Slam parigino, in cui lo scorso anno è stato battuto da Carlos Alcaraz, assente per infortunio, in finale dopo un'epica partita-maratona da oltre cinque ore. Sinner arriva all'appuntamento dopo il trionfo agli Internazionali d'Italia, dove è riuscito a battere Casper Ruud in finale conquistando il suo sesto Masters 1000 consecutivo. Il francese invece, che avrà dalla sua il sostegno del pubblico, è arrivato al torneo grazie a una wild card.
In caso di passaggio del turno, Sinner troverà il vincente di Fearnley-Cerundolo.
Da oggi la condotta Coghinas 1 riprende la piena operatività grazie
ai lavori eseguiti dall'Ente acque della Sardegna (Enas) sul primo
tratto che è rimasto inattivo per oltre 15 anni. Si tratta di
interventi per un valore complessivo di 85 milioni di euro, di cui
66 milioni finanziati con il Pnrr e 19 milioni di fondi regionali,
che porteranno numerosi vantaggi in termini di funzionalità del
sistema Coghinas, riduzione significativa delle perdite e dei
disagi in caso di eventuali riparazioni.
(Adnkronos) - Lo sciopero generale nazionale proclamato dalle organizzazioni sindacali autonome e di base per venerdì prossimo rappresenta una sfida per Anteprima d’estate, manifestazione promossa da Artigiano in Fiera quest’anno alla sua seconda edizione. Gli inevitabili disagi logistici, in particolare nel settore dei trasporti, rischiano di incidere sull’afflusso di pubblico, con possibili ripercussioni sugli oltre 1.000 artigiani provenienti da 50 Paesi presenti alla manifestazione, molti dei quali arrivano da aree segnate da conflitti. In questo contesto emerge un evidente paradosso: uno sciopero indetto anche contro le guerre finisce per penalizzare proprio quegli artigiani che da Paesi in guerra o in condizioni di fragilità arrivano a Milano per lavorare, costruire opportunità e sostenere le proprie comunità. Una contraddizione che colpisce in particolare chi vive di lavoro manuale e vede nella manifestazione un’occasione concreta di sviluppo e continuità.
Nonostante le criticità, l’organizzazione esprime fiducia nella responsabilità della maggior parte del personale Atm e ferroviario. Sulla base delle esperienze passate, le agitazioni promosse da sigle sindacali minori possono generare disagi ma difficilmente determinano blocchi totali del servizio. Per questo, l’appello degli organizzatori è chiaro: non rinunciare alla visita anche nella giornata di venerdì. Partecipare all’evento significa sostenere concretamente gli artigiani, molti dei quali hanno affrontato viaggi lunghi e complessi per essere presenti a Milano e lavorare in condizioni spesso difficili.
"Pur essendo uno strumento legittimo di protesta, gli scioperi generano conseguenze pesanti per chi vive di lavoro artigianale - afferma Antonio Intiglietta, presidente di Ge.Fi. -. Ancora di più quando a pagarne il prezzo sono artigiani provenienti da Paesi segnati da conflitti o in difficoltà, che qui trovano un’opportunità concreta di lavoro e dignità. È una contraddizione che deve far riflettere. Siamo però fiduciosi nella responsabilità di chi continuerà a garantire i servizi e invitiamo il pubblico a essere presente: ogni visita è un gesto concreto di sostegno". Anteprima d’estate è in programma dal 29 maggio al 2 giungo dicembre a Fieramilano tutti i giorni dalle 10 alle 22.30. L’ingresso è gratuito con pass scaricabile su www.artigianoinfiera.it

(Adnkronos) - "Le grandi infrastrutture sono un motore di crescita, integrazione e competitività per l’Europa. La collaborazione tra imprese italiane e spagnole rappresenta un esempio concreto della capacità e del know-how industriale europei di realizzare progetti complessi e strategici nel mondo". E' quanto ha dichiarato Pietro Salini, amministratore delegato di Webuild, che oggi ha incontrato a Roma il Premier spagnolo Pedro Sánchez, nell’ambito del confronto promosso con i rappresentanti dei principali gruppi industriali italiani e spagnoli. Nel corso dell’incontro è stato ribadito il forte legame industriale tra Italia e Spagna, che ha visto il Gruppo costruire negli anni rapporti stabili con i principali player spagnoli, a partire da uno dei progetti infrastrutturali più complessi dell’ultimo secolo: l’ampliamento del Canale di Panama. Oggi queste collaborazioni si traducono in partnership per la realizzazione di 9 grandi opere strategiche infrastrutturali sostenibili su scala globale, per un valore complessivo dei progetti di circa 17 miliardi di euro. L’appuntamento ha inoltre rappresentato l’occasione per condividere una visione industriale comune sulle prospettive future di sviluppo delle infrastrutture sostenibili e strategiche, in Spagna, in Italia, in Europa e nei mercati internazionali, valorizzando il ruolo della collaborazione industriale tra imprese europee per affrontare le grandi sfide globali.

(Adnkronos) - È un Carlos Alcaraz 'depresso' quello che continua a guardare Jannik Sinner vincere. Il tennista spagnolo è tornato a farsi vedere in pubblico, partecipando a un evento organizzato dall'associazione 'Princesa de Girona' e a cui ha presenziato anche il Re di Spagna Felipe VI. A margine dell'evento Alcaraz ha parlato anche dell'infortunio che lo ha costretto a saltare prima Madrid e Roma, poi Roland Garros e Wimbledon, e lo ha fatto usando parole che hanno lasciato trasparire tutta la sua tristezza.
"Sto seguendo i risultati da casa, guardando i miei rivali competere nei tornei che vorrei poter giocare, ma non posso", ha detto Alcaraz, "tutto accade per un motivo. Credo che sia il destino, e che la vita abbia qualcosa di speciale in serbo per me quando tornerò, qualcosa di bello".
Nei giorni scorsi era stato proprio Sinner a parlare dell'assenza del rivale, scivolato a quasi tremila punti di distanza dal numero uno al mondo nel ranking Atp: "È stata una notizia davvero spiacevole, ovviamente. È stato davvero sfortunato", ha detto l'azzurro a 'ParisMatch', "lo conosco molto bene anche dal punto di vista personale e sta attraversando un momento difficile".
"Questo è lo sport e lo sport è imprevedibile", ha continuato Sinner, "gli infortuni vanno e vengono. Alcaraz è ancora molto giovane e ora la priorità principale deve essere guarire al 100% senza affrettare le cose".

(Adnkronos) - "Provo sempre imbarazzo quando un uomo di spettacolo si schiera in maniera netta su questioni internazionali". Queste le parole di Francesco De Gregori in riferimento al ruolo sociale che assumono talvolta gli artisti sul palco. Il cantautore romano, in conferenza stampa al teatro Out Off di Milano oggi, ha risposto a chi gli domandava di Bruce Springsteen e dei suoi interventi critici nei confronti dell’amministrazione Trump: "Sensibilizzo attraverso le canzoni che scrivo, non con quello che dico. Io non faccio proclami, perché non sono superiore a nessuno per dire quale posizione assumere su Gaza o Israele".
"Non do lezioni - ha sottolineato De Gregori - visto che io anche ho le idee confuse. Per citare Whitman ‘contengo moltitudini’, il mio pensiero non è totalitario e non voglio né dare né prendere lezioni da nessuno, tanto meno da un uomo di spettacolo, che titoli ha per farlo?”.

(Adnkronos) - Quando torna Marc Marquez? Il pilota della Ducati è sempre più vicino al rientro in MotoGp. "Ci vediamo al Mugello", ha scritto sui propri profili social Marquez, annunciando così il ritorno in pista per il Gp d'Italia in programma nel prossimo fine settimana.
Il 33enne pilota catalano della Ducati ha avuto oggi il via libera dei medici a partire per la Toscana dopo l'infortunio che lo ha costretto a saltare le ultime due gare. Giovedì mattina, come da prassi, saranno i medici del circuito a dover dare l'ok definitivo per scendere in pista.
A Le Mans, Marquez aveva riportato la frattura al quinto metatarso del piede destro nella Sprint, costringendolo a un intervento chirurgico effettuato lo scorso 10 maggio.

(Adnkronos) - I medici del Regno Unito scendono in campo per difendere i bambini dall'abuso di Internet e social: "Passano troppo tempo davanti gli schermi e questo crea un danno", avvertono. In risposta ad una consultazione avviata dal Governo sull'uso dei social media da parte dei minori di 16 anni (un trend che vede alcuni Paesi - come l'Australia - aver già optato per una stretta per i social media), l'Academy of Medical Royal Colleges ha dichiarato che i medici dovrebbero chiedere "regolarmente ai pazienti più giovani quanto tempo trascorrono davanti agli schermi e sui social media", riporta la 'Bbc'. Secondo Jeanette Dickson, presidente dell'Academy of Medical Royal Colleges, "come già accaduto per il fumo o le cinture di sicurezza, la questione è diventata un punto di convergenza per la professione".
Il ministro della Tecnologia, Liz Kendall, ha affermato che nuove misure per i minori di 16 anni saranno introdotte entro la fine del 2026. "Il governo sta traendo insegnamenti dal divieto dei social media introdotto dall'Australia - ha spiegato Kendall in una intervista a 'Bbc Breakfast' - L'obiettivo del Governo è esaminare un'ampia gamma di problematiche e funzionalità e il loro impatto sui minori". Questo potrebbe portare il Regno Unito a esaminare più attentamente piattaforme non soggette alle restrizioni australiane, come 'Roblox' e 'Discord'.
La consultazione lanciata dal governo inglese, che si chiude oggi, ha raccolto 70.000 contributi da parte di enti di beneficenza, gruppi di attivisti e cittadini che hanno espresso il loro parere sulla possibilità di un divieto o di altri interventi per frenare l'abuso di Internet e dei social da parte dei ragazzi più giovani. I medici non arretrano sul punto: "Dobbiamo denunciare questo fenomeno senza esitazioni, invece di aspettare passivamente che qualcun altro dimostri la causalità", ha ammonito Dickson. Secondo l'Academy of Medical Royal Colleges, "dovrebbero essere fornite linee guida ai medici e al personale sanitario su come individuare eventuali usi inappropriati o dannosi dei social media e dei contenuti online".

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(Adnkronos) - Nella giornata di mercoledì 27 maggio, nell'Aula di Montecitorio, alle ore 9.30, in apertura di seduta, con un intervento del Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, si svolge la commemorazione della figura di Giacomo Matteotti. Segue il disvelamento di una targa sul suo scranno. La cerimonia viene trasmessa in diretta sulla webtv e sul canale satellitare della Camera.

(Adnkronos) - Jonas Vingegaard vince in solitaria e in scioltezza la sedicesima tappa del Giro d'Italia oggi, martedì 26 maggio, e firma così il suo quarto acuto dell'edizione. Il danese della Visma Lease a Bike ha tagliato il traguardo al temine dell'ultima salita della tappa svizzera Bellinzona-Carì, 113 km con dislivello complessivo di 3.000 metri con oltre un minuto di vantaggio sui diretti inseguitori tra cui Felix Gall in seconda posizione, Jai Hindley (terzo) e Davide Piganzoli, mentre il portoghese Afonso Eulalio, secondo in classifica generale, accumula oltre due minuti di ritardo (e adesso ha una distanza di oltre 5 minuti dal danese).
Di seguito la top ten della sedicesima tappa del Giro d'Italia, Bellinzona-Carì di 113 km.
1. Jonas Vingegaard (Visma-Lease a Bike) 2h57’40”
2. Felix Gall (Decathlon Cma Cgm) +1’09”
3. Jai Hindley (Red Bull-Bora-hansgrohe) +1’11”
4. Thymen Arensman (Netcompany Ineos) +1’14”
5. Derek Gee-West (Lidl-Trek) +1’18”
6. Davide Piganzoli (Visma-Lease a Bike) +1’34”
7. Egan Bernal (Netcompany Ineos) +2’04”
8. Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team) +2’18”
9. Mathys Rondel (Tudor Pro Cycling Team) +2’55”
10. Wout Poels (Unibet Rose Rockets) +3’04”
Ecco la classifica generale dopo la sedicesima tappa del Giro d'Italia:
1. Jonas VINGEGAARD (TEAM VISMA - LEASE A BIKE) — 62:10:26
2. Felix GALL (DECATHLON CMA CGM TEAM) — +04:03
3. Thymen ARENSMAN (NETCOMPANY INEOS) — +04:27
4. Jai HINDLEY (RED BULL - BORA - HANSGROHE) — +05:00
5. Afonso EULALIO (BAHRAIN VICTORIOUS) — +05:40
6. Derek GEE (LIDL-TREK) — +07:09
7. Michael STORER (TUDOR PRO CYCLING TEAM) — +07:14
8. Davide PIGANZOLI (TEAM VISMA - LEASE A BIKE) — +07:57
9. Ben O'CONNOR (TEAM JAYCO ALULA) — +09:20
10. Egan BERNAL (NETCOMPANY INEOS) — +09:44
(Adnkronos) - “Il fatto che Orsini abbia dichiarato che sono troppo bassi è già un passo positivo, perché è una presa di coscienza sul fatto che i contratti vanno rinnovati e rinnovati a percentuali più alte di quelle delle quali si sta discutendo". Così Pierpaolo Bombardieri, segretario generale dell'Uil, a margine del congresso Uilca in corso a Venezia, commenta il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, che ha dichiarato che i salari sono troppo bassi.
"A parte le battute aggiungo un tema", sottolinea. "Noi siamo pronti a lavorare anche su una discussione sulla produttività e sulla competitività in questo Paese. Per esempio, io dico ad Orsini, a Confindustria, perché non lavoriamo insieme per sviluppare la contrattazione di secondo livello?", prosegue.
"Non solo quella nazionale, perché quella già si sviluppa nel nostro Paese per il 26% dei casi, ma proviamo a sviluppare la contrattazione di secondo livello su filiere, su territori. Se vogliamo parlare di competitività, di un rinnovo di una nuova organizzazione del lavoro, noi siamo pronti a farlo, articolando anche una contrattazione di secondo lavoro che dà la possibilità di modificare l'organizzazione del lavoro e di portare più risorse ai lavoratori e alle lavoratrici”, conclude.

(Adnkronos) - Sonepar Italy sceglie il palcoscenico di Sps Italia per svelare la nuova brand identity e il nuovo posizionamento di Cignoli, a due mesi dal suo ingresso nel Gruppo. Con un volume d’affari di circa 20 milioni di euro e un team di 40 professionisti attivi nel Nord Italia, Cignoli si posiziona come Automation Distributor & Solution Partner, al fianco di costruttori di macchine, quadristi e system integrator con competenze applicative, supporto progettuale e una solida conoscenza dei sistemi di automazione.
"L’evoluzione che presentiamo a Sps Italia nasce da una strategia chiara, orientata a sviluppare i mercati verticali attraverso realtà d’eccellenza, caratterizzate da un’elevata specializzazione”, commenta Marco Brunetti, presidente di Sonepar Italy, che in Italia opera con tre aziende storiche - Sonepar Italia, Sacchi ed Elettroveneta- affiancate da società dedicate a comparti specifici, come l’automazione.
"Il solido legame di Cignoli con Siemens, nostro partner strategico di cui siamo Value Added Reseller, ci permette di trasformare l’innovazione tecnologica e la crescente esigenza di digitalizzazione delle imprese in soluzioni concrete, scalabili e orientate alle performance”, conclude Marco Brunetti. L’offerta di Cignoli combina un’ampia gamma di prodotti e tecnologie con servizi che spaziano dall’analisi dei requisiti agli studi di fattibilità, dalle simulazioni ai test, fino alla definizione di offerte tecniche e distinte base. Completano la proposta il supporto alla progettazione di sistemi di automazione, la configurazione di Plc, Hmi,Scada, Motion Control, robotica e reti industriali, oltre a formazione tecnica dedicata, assistenza post-vendita, supporto all’avviamento e system integration.
"Non siamo semplicemente fornitori di prodotti, ma un team di specialisti che affianca ingegneri, progettisti e tecnici in ogni fase, dalla scelta delle tecnologie fino all’avviamento degli impianti”, sottolinea Paolo Cignoli, Amministratore Delegato di Cignoli. “Essere parte di Sonepar Italy ci consente di affiancare alle nostre competenze come Solution Partner nell’automazione industriale un assortimento e una supply chain unici sul mercato, creando ulteriore valore per i clienti.”
“La competitività del sistema industriale italiano si gioca sempre di più sulla capacità di integrare intelligenza artificiale industriale, produttività e sostenibilità in un unico percorso di trasformazione", commenta Floriano Masoero, Presidente e Ceo di Siemens Italia. “Questo significa poter accedere a tecnologie e competenze che trasformino l’innovazione in risultati concreti, anche per le Pmi, vero cuore del manifatturiero italiano. Gli ecosistemi e le partnership, come quella costruita con Cignoli e Sonepar Italy, sono fondamentali per accompagnare le imprese nel trasformare il potenziale tecnologico in vantaggio competitivo reale".

(Adnkronos) - "Scoperta una nuova specie del virus Ebola". Era il 21 novembre 2008 quando un team di scienziati degli statunitensi Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) di Atlanta, dell'Uganda Virus Research Institute, del ministero della Salute ugandese e dell'americana Columbia University annunciava al mondo - con una pubblicazione sulla rivista open access 'PLoS Pathogens' - di aver identificato e caratterizzato il patogeno responsabile esattamente un anno prima (novembre 2007) di una misteriosa epidemia di febbre emorragica nell'Uganda occidentale. Il focolaio aveva causato una quarantina di morti e i casi erano concentrati nei comuni di Bundibugyo e Kikyo, nel distretto di Bundibugyo. Inizialmente vennero raccolti 29 campioni di sangue da casi sospetti e inviati in due spedizioni aeree ai Cdc per le analisi.
La presenza di un'infezione acuta da ebolavirus fu rilevata in 8 campioni utilizzando un test ampiamente reattivo, noto per reagire in modo crociato con le diverse specie di ebolavirus. Quei campioni, però, erano inizialmente risultati negativi quando furono sottoposti in tempo reale ad altri test altamente sensibili e specifici per tutti gli ebolavirus e marburgvirus allora conosciuti. Tanto che gli stessi esperti nello studio raccontano: "La natura unica di questo virus ha inizialmente creato delle difficoltà per i test diagnostici tradizionali e gli approcci di sequenziamento del genoma". Incuriositi, gli scienziati decidono di guardare a fondo nel Dna del virus e, usando un approccio che era stato sviluppato di recente, in "meno di 10 giorni" riescono a determinare rapidamente la sequenza di oltre il 70% del genoma virale. Un primo passo cruciale che porterà da un lato al rapido sviluppo di un test sensibile da impiegare sul campo nella risposta all'epidemia; dall'altro al completamento del sequenziamento dell'intero genoma e alla scoperta della nuova specie di virus Ebola. Una specie che differiva "per oltre il 30% a livello genetico dalle altre specie di virus Ebola conosciute", e che allora venne "provvisoriamente denominata Bundibugyo ebolavirus".
Un nome che resterà in realtà immutato negli anni, non senza qualche 'mal di pancia' della popolazione ugandese che soffre la scelta di legare geograficamente a una località del proprio Paese il virus che ora, nel maggio 2026, sta tenendo il mondo con il fiato sospeso per via della maxi epidemia esplosa nella Repubblica Democratica del Congo (con casi inizialmente di importazione segnalati in un secondo momento anche in Uganda). "Bundibugyo è troppo bello per essere il nome di una malattia. Dobbiamo riprenderci il suo nome da questa follia. Chi dobbiamo citare in giudizio? L'Oms?", si chiede ad esempio Alan Kasujja, executive director dell'Uganda Media Centre, in un post su X.
E non è l'unico a pensarla così. "Ora tutto il mondo cerca Bundibugyo e, invece di trovare il Parco nazionale di Tooro Semliki, le sorgenti termali e il Rwenzori, trova il virus Ebola che è in Congo, non a Bundibugyo. Vergogna!", tuona sempre su X Ron Kazooba Kawamara, Ceo del gruppo di investimento Hugamara di base nella capitale ugandese Kampala. Il distretto in questione, a meno di 400 km da Kampala, si trova nell'Uganda occidentale, lungo il Rift Albertino. Piantagioni di cacao, natura incontaminata, e panorami che spaziano dalle cime del Rwenzori, le antiche 'montagne della Luna', al verde delle foreste afromontane, fino alla 'vaporosa' area dei geyser e delle sorgenti termali.
E adesso, da posto ricco di bellezze naturali, per quanto poco conosciuto magari dall'altro lato del pianeta, Bundibugyo diventa di punto in bianco un argomento 'trending topic' su tutti i social per via del nome di un virus responsabile di un'epidemia letale: questa parabola ovviamente non piace al popolo ugandese.
Si teme lo stigma. "Nel 2015 - ricorda ancora Kasujja - l'Oms ha pubblicato delle linee guida per la denominazione delle nuove malattie infettive nell'uomo, concepite per minimizzare gli effetti negativi non necessari su nazioni, economie e persone. Questa decisione avrebbe dovuto essere applicata retroattivamente alle malattie i cui nomi erano già stati stabiliti". Come il virus Bundibugyo, "che per fortuna molti non sanno pronunciare" e che "è stato scoperto nel 2007", aggiunge. Del resto anche il nome Ebola contiene un riferimento geografico al fiume congolese nelle vicinanze del quale si verificarono i primi casi. E la specie di ebolavirus più diffusa si chiama proprio Zaire (il vecchio nome dell'attuale Repubblica Democratica del Congo), così come il virus Sudan - un'altra specie di ebolavirus - si chiama in questo modo perché intercettato per la prima volta in Sud Sudan. Insomma, corsi e ricorsi 'geografici'.
Fortunatamente, da quel lontano novembre 2007, il Bundibugyo - una delle 6 specie di Orthoebolavirus conosciute - si è fatto vivo solo un'altra volta, nel 2012, prima di oggi. Questo virus, come ricordano gli esperti in un focus su 'Bmj', ha causato infatti solo due focolai precedentemente riconosciuti. Emma Thompson, professoressa di Malattie infettive e direttrice del Mrc-University of Glasgow Centre for Virus Research, spiega che l'epidemia ugandese del 2007-2008 portò a 131 casi segnalati e 42 decessi, con un tasso di mortalità del 34-40%. Mentre il secondo focolaio, quello del 2012, si è verificato a Isiro, Repubblica Democratica del Congo, con 38 casi confermati in laboratorio e 13 decessi, sebbene i rapporti sull'epidemia, fra casi probabili e sospetti, abbiano riportato totali più elevati. "Queste cifre sono inferiori ai tassi di mortalità osservati in molte epidemie causate dal virus Ebola, ma sono comunque estremamente gravi. La malattia da virus Bundibugyo - conclude Thompson - non è un'infezione lieve".

(Adnkronos) - Rendere le cure più accessibili, contribuire alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e valorizzare una filiera farmaceutica di qualità, fortemente radicata in Italia e in Europa. Sono i temi al centro dell'evento istituzionale con cui Doc Pharma ha celebrato, oggi a Roma, i 30 anni dalla fondazione, ripercorrendo una storia nata insieme allo sviluppo del farmaco equivalente in Italia e guardando alle sfide future del sistema salute. Nata nel 1996, negli stessi anni in cui il farmaco equivalente muoveva i primi passi nel nostro Paese, Doc Pharma ha accompagnato l'evoluzione di un mercato che ha progressivamente assunto un ruolo centrale per il Ssn, sottolinea l'azienda in una nota.
"In questi trent'anni il farmaco equivalente ha dimostrato di essere una leva fondamentale per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale - sottolinea Riccardo Zagaria, Ceo Doc Pharma - Non parliamo soltanto di un tema di prezzo, ma della possibilità concreta di garantire a più cittadini l'accesso a farmaci di qualità, sicuri ed efficaci, liberando al tempo stesso risorse per l’innovazione e per la presa in carico dei nuovi bisogni di salute. Doc Pharma ha contribuito a far crescere nel Paese una cultura sul farmaco equivalente fondata su fiducia, responsabilità e qualità, fino a rappresentare oggi un modello d'eccellenza del Made in Italy farmaceutico".
Il tema dell'accesso ai farmaci - evidenzia il gruppo - assume oggi un valore più rilevante in uno scenario segnato dall'invecchiamento della popolazione, dall'aumento delle cronicità e dalla necessità di garantire continuità terapeutica in un contesto di risorse finite. In questo quadro, il farmaco equivalente rappresenta uno degli strumenti più efficaci per tenere insieme qualità della cura e sostenibilità economica. Il suo contributo non si esaurisce nel prezzo più contenuto, ma riguarda la capacità di rendere più ampio e stabile l'accesso alle terapie, generando benefici per pazienti, professionisti sanitari e sistema pubblico. La qualità del farmaco equivalente passa anche dalla solidità della filiera. Per Doc Pharma questo significa affidarsi a una rete produttiva fortemente radicata in Italia ed Europa: il 70% della fornitura proviene da 48 siti produttivi italiani, il 28% da 61 siti produttivi europei e solo il 2% da 11 siti extra-europei. Un modello che valorizza il Made in Italy farmaceutico e la prossimità produttiva europea, elementi sempre più centrali per garantire qualità, sicurezza degli approvvigionamenti e continuità terapeutica sul territorio nazionale.
In questi trent'anni Doc Pharma "è cresciuta fino a diventare una delle realtà di riferimento del farmaco equivalente in Italia - si legge nella nota - Nel 2025 l'azienda ha registrato un fatturato di 350 milioni di euro ed è indicata come seconda azienda per fatturato nel mercato dei farmaci equivalenti in Italia e quinta azienda nel retail Italia. Il portafoglio resta fortemente legato alla storia dell'azienda: il 70% è composto da farmaci equivalenti, mentre il restante 30% riguarda prodotti branded e Otc. Una ripartizione che conferma il peso centrale degli equivalenti, ma racconta anche una fase di progressiva evoluzione verso un perimetro più ampio nel mercato della salute".
Negli ultimi anni il gruppo ha avviato una nuova fase di sviluppo, accompagnata dal passaggio da Doc Generici a Doc Pharma. Il cambio di identità - chiarisce l'azienda - non segna un allontanamento dal farmaco equivalente, che resta il cuore della storia aziendale, ma l'ampliamento di una cultura dell'accesso maturata in trent'anni di attività. La stessa logica che ha guidato la crescita nei farmaci equivalenti orienta oggi lo sviluppo in nuove aree terapeutiche, nei prodotti branded e Otc, con l'obiettivo di rispondere a bisogni di salute sempre più articolati e di rafforzare il contributo dell’azienda al sistema sanitario. "Oggi il tema della filiera è centrale - afferma Zagaria - Poter contare su una rete produttiva fortemente radicata in Italia ed Europa significa rafforzare qualità, continuità terapeutica e sicurezza degli approvvigionamenti. Il passaggio da Doc Generici a Doc Pharma racconta proprio questa evoluzione: il farmaco equivalente resta il cuore della nostra identità, ma quella stessa cultura dell'accesso ci guida oggi verso un perimetro più ampio, con l'obiettivo di continuare a generare valore per i pazienti, i professionisti sanitari e l'intero sistema salute".
I 30 anni rappresentano quindi non solo un anniversario, ma l'avvio di una nuova fase. Doc Pharma guarda al futuro con l'obiettivo di rafforzare il proprio ruolo come piattaforma farmaceutica italiana capace di coniugare la solidità maturata nel farmaco equivalente con nuove competenze, nuove aree terapeutiche e una presenza sempre più ampia nel sistema salute. La direzione - conclude la nota - resta quella che ha accompagnato l'azienda fin dalla nascita: rendere l'accesso alla salute un valore concreto e sostenibile, contribuendo alla qualità delle cure, alla continuità terapeutica e alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.
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