
Le autorità australiane hanno confermato la matrice jihadista, con il richiamo all'ideologia dello Stato islamico, dell'attacco di domenica durante la cerimonia per la festa ebraica di Hannukah a Bondi Beach, nel quale sono rimaste uccise 15 persone. Secondo il premier australiano Anthony Albanese, "sembrerebbe" che Sajid e Naveed Akram[1], padre e figlio che hanno aperto il fuoco sulla spiaggia di Sydney, "fossero motivati dall'ideologia dello Stato islamico" (Is). Si è trattato di "un attacco calcolato, meticoloso e a sangue freddo", ha aggiunto in un'intervista all'emittente Abc.
"L'auto registrata a nome del figlio - ha detto dal canto suo il commissario di polizia del Nuovo Galles del Sud, Mal Lanyon - conteneva due bandiere artigianali dello Stato Islamico[2]. Continuiamo a lavorare per determinare il motivo di questa tragedia e continueremo a farlo".
Sono intanto 24 le persone che restano ancora ricoverate i egli ospedali di Sydney, riporta il Guardian rilanciando quanto confermato dalle autorità australiane.
Secondo quanto riferisce la Bbc, i due attentatori erano stati nelle Filippine dal primo al 28 novembre. Sul viaggio indagano le autorità australiane.
Sajid Akram, 50 anni, si era messo in viaggio con un passaporto indiano, ha spiegato la portavoce dell'Ufficio immigrazione, Dana Sandoval. Il figlio, Naveed, 24 anni, aveva utilizzato un passaporto australiano, ha aggiunto, precisando che avevano dichiarato sarebbero stati a Davao, a Mindanao, e che sarebbero rientrati in Australia con un volo per Sydney.
I militari delle Filippine non confermano per ora i due siano stati nel Paese per un "addestramento di tipo militare".
Il National Bureau of Investigation (Nbi) delle Filippine lavora in coordinamento con altre agenzie del governo di Manila per ricostruire "le attività" di Sajid e Naveed Akram. Palmer Mallari, portavoce dell'Nbi, ha confermato alla Bbc che padre e figlio sono stati a Davao e "teoricamente nelle aree limitrofe".

Il viaggio della Fiaccola Olimpica Milano Cortina 2026 attraverso la Sardegna ha trovato un momento di pura emozione e identità comunitaria a Sinnai, dove tre suoi cittadini hanno avuto l'onore di essere tedofori.
Domenica 14 dicembre 2025 è una data che Sinnai non dimenticherà. Il passaggio della Fiaccola Olimpica, simbolo universale di pace e fratellanza sportiva, ha trasformato le strade in un palcoscenico di valori condivisi, illuminato da tre portatori scelti tra la comunità: Pablo Orrù, Massimo Piludu e Rosella Baccichet.
L'evento, come riportato da Sinnai News, è stato un momento storico che ha legato idealmente il paese alla grande avventura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina, in programma per febbraio 2026.
Leggi tutto: La Fiamma Olimpica accende Sinnai: tre cittadini di protagonisti della tappa sarda

Dai giudici tributari a Matera, dal 'compleanno' della Scala di Milano al fondo per le famiglie dei lavoratori vittime di infortuni e gli stanziamenti per le forze di sicurezza per Milano-Cortina: ammontano a circa 211 milioni di euro per le misure e le micro-misure di un nuovo pacchetto di riformulazioni del governo. Intanto si attende per oggi in commissione Bilancio al Senato il pacchetto più significativo di modifiche del governo da 3,5 miliardi su Zes, finanziamento della nuova Transizione 5.0, previdenza complementare, riprogrammazione temporale dei finanziamenti del Ponte sullo Stretto e possibilmente Piano casa. Nel frattempo è stata depositata, tra le altre, la riformulazione dell’emendamento sulle riserve auree, proposto da Fratelli d'Italia.
Ecco le proposte contenute nelle ultime riformulazioni.
Il nuovo gioco 'Win for Italia team'
Arriva il nuovo gioco a sorte 'Win for Italia team' per finanziare il Comitato olimpico nazionale. Con provvedimento direttoriale dell’Agenzia delle dogane e dei Monopoli è introdotto e regolato, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore di questa disposizione, il gioco numerico a totalizzatore nazionale denominato Win For Italia Team con montepremi pari al 65% della raccolta. La quota di prelievo erariale derivante dalla raccolta del gioco al netto della quota spettante alle regioni a statuto speciale, è riassegnata al finanziamento del Comitato olimpico nazionale italiano.
Milano-Cortina, oltre 114 mln in 2026 per polizia
Oltre 114 milioni di spesa autorizzati per il Viminale per incrementare i servizi delle forze di polizia anche per lo svolgimento delle Olimpiadi invernali. La finalità è du incrementare i servizi di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, di prevenzione del terrorismo, nonché del soccorso pubblico, anche per far fronte alle straordinarie esigenze connesse allo svolgimento dei Giochi olimpici e paralimpici invernali 'Milano - Cortina 2026'. Nel dettaglio in favore del Ministero dell’interno è autorizzata la spesa di euro 114.244.252 per l’anno 2026", si legge.
20 milioni per previdenza complementare forze ordine
Venti milioni l'anno a partire dal 2026 per il fondo per l'integrazione delle forme pensionistiche complementari delle Forze armate, Forze di polizia e Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Viene incrementato con 30 milioni per il 2026 e 27 milioni a decorrere dal 2027 il Fondo di sostegno per le famiglie delle vittime di gravi infortuni sul lavoro.
Giudici tributari
Proroga di 12 mesi del termine di cessazione dall’incarico di giudice tributario per i soggetti che avrebbero raggiunto i requisiti al primo gennaio 2026 avendo almeno settantatré anni di età entro il 31 dicembre 2025. La disposizione prevede che l’attuale limite massimo di età per la permanenza nelle funzioni di giudice tributario, pari a settantacinque anni, resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026, mentre il 1° gennaio 2027 cesseranno i giudici tributari che alla data del 31 dicembre 2026 avranno compiuto almeno settantadue anni di età. I maggiori oneri di spesa derivanti dalla disposizione sono pari a 5.771.000 euro per l’anno 2026. Restano confermate le altre disposizioni fissate in precedenza in base alle quali i giudici tributari cesseranno dalle funzioni: nell’anno 2027 al compimento del settantaduesimo anno di età; il 1° gennaio 2028 qualora abbiano compiuto settantuno anni di età entro il 31 dicembre 2027, ovvero al compimento del settantunesimo anno di età nel corso dell'anno 2028; a regime, a partire dal 1° gennaio 2029, al compimento del settantesimo anno di età.
Migranti, 14 milioni per 317 assunzioni a termine
Oltre 14 milioni per le assunzioni a termine nel quadro del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo. La commissione nazionale per il diritto di asilo e le commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale sono autorizzate, per l’anno 2026, ad utilizzare prestatori di lavoro con contratto a termine, in possesso di adeguata professionalità, tramite una o più agenzie di somministrazione di lavoro nel limite massimo di spesa di euro 14.618.413 per l’anno 2026. Il fabbisogno complessivo di personale è pari a 240 funzionari e 77 assistenti, per un totale di 317 unità, da assumere con contratto a termine. Nel dettaglio, il costo annuo per l’assunzione di 240 funzionari è quindi pari ad 16.156.677,60 (poco più di 67mila pro capite annui); il costo annuo per l’assunzione di 77 assistenti è quindi pari ad 3.334.539,67 (circa 43mila a testa annui). Considerato che l’operatività delle nuove Sezioni è prevista da giugno 2026, con assunzioni da aprile 2026, è autorizzata la spesa nel limite massimo di euro 14.618.413 per il 2026.
Un commissario straordinario per riqualificazione dell'area di Pietralata. Per favorire la riqualificazione urbana, ambientale e sociale dell’area denominata di Pietralata, sita in Roma, la porzione di proprietà dell’Istituto nazionale di statistica del sito e i progetti di sviluppo già elaborati, sono trasferiti allo Stato, al fine di consentirne il completamento fino alla progettazione esecutiva per il soddisfacimento di esigenze logistiche della Polizia di Stato. All’Istituto nazionale di statistica è corrisposto il rimborso delle spese sostenute a carico del proprio bilancio per l’acquisizione dell’area e della relativa progettazione. A questo scopo il ministero dell’interno è autorizzato a utilizzare le risorse previste a legislazione vigente per gli investimenti in logistica di competenza fino a 20 milioni euro e ad apportare le necessarie modifiche ai relativi piani triennali di investimento.
Matera Capitale della Cultura
Un milione di euro nel 2026 per Matera 'Capitale mediterranea della Cultura e del Dialogo'.L'individuazione degli interventi di cui al primo periodo è effettuata con decreto del ministro della cultura, previa intesa con il sindaco di Matera, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, si legge.
250 anni della Scala di Milano, +5 milioni
E' incrementata di 5 milioni di euro l'autorizzazione di spesa per il 2028 per erogare un contributo, di pari importo, a favore del Teatro alla Scala di Milano per celebrare il 250° anniversario dalla sua fondazione.

Il maltempo è pronto a tornare sull’Italia con piogge e nevicate anche a bassa quota. Secondo le ultime previsioni meteo fornite all'Adnkronos da Mattia Gussoni, meteorologo de 'iLMeteo.it', "dal Nord Atlantico si allungherà infatti una profonda depressione (area di bassa pressione) che innescherà una veloce fase di maltempo con precipitazioni che potranno risultare anche di forte intensità".
Le previsioni
Da oggi, martedì 16 dicembre, "il ciclone in avvicinamento determinerà un marcato richiamo di venti dai quadranti meridionali che, attraversando il Mar Mediterraneo, si caricheranno di umidità: il vero carburante che favorirà l’innesco di precipitazioni diffuse e localmente intense. Maggiormente a rischio saranno Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Sardegna e Sicilia dove non sono da escludere locali nubifragi. Il peggioramento si estenderà a buona parte delle regioni del Centro-Nord".
Torna la neve
Non solo pioggia, sulle nostre montagne oltre i 1200 metri, tornerà anche la neve a tratti copiosa in particolare sull’arco alpino centro occidentale. Grazie alla presenza di un nucleo di aria fredda in quota sul Nord Ovest, le nevicate interesseranno anche le quote collinari, con fiocchi previsti fino a 400-500 metri nelle province di Cuneo e Asti. "Mercoledì 17 dicembre, - continua Gussoni - il ciclone inizierà a allontanarsi gradualmente dall’Italia, ma continuerà a influenzare il tempo. Nella prima parte della giornata, si registreranno ancora piogge su molte aree del Nord Est e sui settori tirrenici".
Quanto dura
"Dopo questa parentesi di maltempo, da giovedì 18 dicembre l’atmosfera tenterà di ritrovare una nuova stabilità atmosferica, con maggiori spazi soleggiati su buona parte del Paese. Da segnalare il deciso aumento delle temperature specie al Centro Sud e sulle due Isole Maggiori grazie ad una ventilazione piuttosto vivace e attiva dai quadranti meridionali con valori che schizzeranno fin verso i 16-18°C in città come Roma, Napoli e Palermo", conclude Gussoni.

Ultimo giorno per pagare l'Imu. Scadono infatti oggi, 16 dicembre 2025, i termini per il saldo dell'imposta, dovuta dai possessori delle seconde case e dei proprietari di abitazioni accatastate nelle cosiddette categorie 'di lusso': A/1, A/8 e A/9. Da più di dieci anni invece sono esenti dal pagamento dell’Imu i possessori delle abitazioni principali accatastate nelle categorie A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7 e delle relative pertinenze.
Chi è esente
Va ricordato che per abitazione principale si intende l’immobile “nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente”. Se uno dei due criteri non viene rispettato, l’immobile è automaticamente considerato come seconda casa, e scatta quindi l'obbligo di pagamento. Peraltro, nel 2022 la Corte Costituzionale ha risolto uno dei nodi più controversi sulla definizione di 'seconda casa' giudicando illegittima la norma che estendeva concetto di abitazione principale non solo al possessore ma anche al suo nucleo familiare. In pratica se marito e moglie (o coppie unite civilmente) fossero stati titolari nello stesso comune di due 'abitazioni principali', definendo ognuna come propria dimora e residenza abituale, prima della sentenza una delle due abitazioni sarebbe stata definita 'seconda casa', imponendo quindi il pagamento dell'imposta. Con la sentenza del 2022 è stata invece estesa la doppia esenzione a tutte le coppie che risiedano e dimorino in due abitazioni principali distinte.
Le pertinenze
Va ricordato poi come le 'pertinenze dell’abitazione principale' escluse dal pagamento sono solo quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7. L'esenzione peraltro vale solo per un’unità pertinenziale per ciascuna delle medesime categorie. Ad esempio, nel caso di due pertinenze accatastate in C/2 (ad esempio per un immobile dotato di cantina e solaio) l’esenzione dall’Imu vale soltanto per una.
Altre esenzioni
Esenti, infine, anche altre tipologie di immobili come quelli appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari; gli alloggi sociali; la casa coniugale assegnata al coniuge a seguito di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio; una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d'uso.

"Non siamo mai stati così vicini" alla pace tra Ucraina e Russia. Donald Trump fa calare il sipario sui due giorni di negoziati a Berlino. La fine della guerra è un'ipotesi concreta, dice il presidente degli Stati Uniti da Washington. In Germania, gli emissari americani Steve Witkoff e Jared Kushner hanno incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Trump, nella serata di lunedì, tira le somme parlando con i leader europei volati in Germania. Dal Vecchio Continente arriva la proposta di una "forza multinazionale" guidata dall'Europa e sostenuta dagli Stati Uniti per far rispettare un potenziale accordo di pace[1].
"Abbiamo avuto ottime conversazioni con molti leader europei, sono stati lunghi colloqui. Le cose sembrano andare bene, è" una guerra "difficile", dice dallo Studio Ovale, rivelando anche contatti recenti con il presidente russo Vladimir Putin.
Lunedì sera "ho parlato con il presidente Zelensky a lungo, ho parlato con i leader di Germania, Italia, Nato, Finlandia, Francia, Regno Unito, Polonia, Norvegia, Danimarca e Paesi Bassi. Sono stati ottimi colloqui, le cose stanno procedendo abbastanza bene. Questa guerra non avrebbe mai dovuto iniziare ma c'è, stiamo cercando di farla finire. Siamo più vicini" alla pace "di quanto lo siamo mai stati", dice il presidente americano[2] mostrando un ottimismo che appare eccessivo alla luce delle successive parole.
"Abbiamo un sostegno eccezionale dai leader europei, anche loro vogliono che questo finisca. Credo che il presidente Putin voglia vedere la fine" della guerra. "In questo momento la Russia vuole che la questione si chiuda. Il problema è che in un momento vogliono che finisca e il momento dopo non lo vogliono più. Lo stesso vale per l'Ucraina", dice facendo riferimento ad una situazione ancora fluida.
Nodo Donbass rimane
I colloqui con l'Ucraina, in effetti, avvicinano la fumata bianca sul tema delle garanzie di sicurezza richieste da Kiev nello scenario post-guerra. Manca, però, la quadratura sulla questione territoriale. Gli Stati Uniti chiedono all'Ucraina di lasciare il Donbass, obiettivo dichiarato di Putin. Per Zelensky, ad oggi, la retromarcia non è attuabile. "Ci sono questioni complesse, in particolare quelle che riguardano i territori. Francamente, penso abbiamo ancora posizioni differenti". Per Trump, sull'argomento, c'è poco da discutere: Kiev "ha già perso un territorio, per essere sinceri. Il territorio è perso", dice il presidente degli Stati Uniti.
Il piano americano prevede la creazione di una zona smilitarizzata, con l'abbandono del Donbass da parte delle truppe ucraine. Kiev dovrebbe ritirarsi e accettare che la Russia mantenga soldati nelle aree attualmente occupate.
Una prospettiva inaccettabile per Zelensky, anche alla luce degli sviluppi sul terreno. Le forze militari russe non possono sfondare la 'cintura fortificata' del Donetsk senza sguarnire le altre porzioni del fronte, contraddicendo la narrativa del Cremlino secondo cui gli avanzamenti sono simultanei ovunque, verso Vovchansk, Kupiansk (nella regione di Kharkiv), Siversk, Pokrovsk Myrnohrad (nel Donetsk) e Huliaipole (Zaporizhzhia), come sottolineano gli analisti militari dell'Institute for the Study of War.
Per prendere Slovyansk e Kramatorsk - si evidenzia - Mosca dovrebbe impegnare pienamente i militari e gli equipaggiamenti di tutto il resto del quadrante dell'offensiva. I soldati "non potranno essere distratti" in altre direzioni. Questo andamento sarà accentuato anche dai problemi interni a reclutare e produrre equipaggiamenti al ritmo necessario. "Il Cremlino fa richieste territoriali delle zone non ancora occupate delle quattro regioni annesse nel settembre del 2022 perché ora non può acquisirle militarmente", sottolinea il 'think tank' basato a Washington.
Garanzie di sicurezza, ma Trump ha fretta
Sull'asse diplomatico Kiev-Washington, quindi, i passi avanti riguardano i negoziati sulle garanzie di sicurezza, che dovrebbero ispirarsi a quelle dell'articolo 5 del trattato Nato: se un paese viene attaccato, gli altri membri dell'Alleanza intervengono in difesa. "Abbiamo compiuto passi avanti in questo campo. Ho visto i dettagli e sembrano piuttosto buoni, anche se si tratta solo di una prima bozza", aggiunge Zelensky. "In termini di garanzie di sicurezza, stiamo lavorando con l'Europa che avrà un ruolo rilevante. Stiamo lavorando affinché la guerra non ricominci", la posizione di Trump, che non vuol sentir parlare di deadline.
L'offerta americana di tutela post-guerra è a tempo, secondo quanto riferisce Politico: "Queste garanzie non rimarranno sul tavolo per sempre. Sono sul tavolo fin da ora, se si giungerà a una conclusione positiva. Crediamo che i russi, in un accordo finale, accetteranno tutti questi elementi che consentono un'Ucraina forte e libera. La Russia, in un accordo finale, ha indicato di essere aperta all'adesione dell'Ucraina all'Ue", dice a Politico un funzionario statunitense.
La Russia alla finestra
Se Ucraina e Stati Uniti dovessero trovare un compromesso, poi bisognerà allargare l'intesa alla Russia. "Ho parlato di recente con Putin? Sì", si limita a dire Trump, che non si sbilancia su un imminente trasferta di Witkoff e Kushner a Mosca. Nella delegazione a stelle e strisce, a giudicare dalle parole di un anonimo funzionario, si ritiene che la Russia "accetterà" il progetto di accordo.
La posizione di Mosca, nelle ultime ore, viene ribadita in particolare da Yuri Ushakov, consigliere del Cremlino. La Russia porrà "decise obiezioni" a qualsiasi emendamento del piano di pace elaborato da Trump. In particolare, Mosca non accetterà disposizioni "su questioni territoriali" o una trattativa su una "zona cuscinetto" nel Donbass. La regione per Putin è russa. E anche per Trump la situazione appare segnata.

Dopo l’uscita di Federigo Argentieri, Franz Gustincich e Giorgio Arfaras dai comitati di Limes - rivelata da Adnkronos con un'intervista ad Argentieri - anche il generale Vincenzo Camporini ha annunciato la sua uscita dal Consiglio scientifico della rivista di geopolitica diretta da Lucio Caracciolo. A renderlo noto è stato lo stesso Camporini con un messaggio pubblicato su X, nel quale motiva la decisione con una “incompatibilità con la linea politica di mancato sostegno ai principi del diritto internazionale, stracciati dall’aggressione russa all’Ucraina”. Camporini è stato capo di Stato maggiore dell'Aeronautica e della Difesa.
L’annuncio arriva a poche ore dalla pubblicazione dell’intervista[1] in cui Argentieri, professore di scienze politiche e direttore del Guarini Institute for Public Affairs della John Cabot University, ha spiegato le ragioni della sua uscita da Limes, rivista di cui faceva parte sin dalla fondazione nel 1993. Una decisione maturata nel tempo e resa, a suo giudizio, inevitabile dal contesto internazionale e dal modo in cui il conflitto ucraino è stato raccontato negli anni.

Christmas Party della Lazio a Spazio 900 all'Eur. Presenti alla serata, prima cocktail aperitivo e poi cena con 50 tavoli da 10 persone, oltre al presidente Claudio Lotito e alla moglie Cristina Mezzaroma, tanti nomi della politica, dello sport, dello spettacolo e del giornalismo, insieme all'intera squadra biancoceleste e alla nuova aquila della Lazio, Flaminia.
Tra gli ospiti il sottosegretario all'Editoria Alberto Barachini, il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, il presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma con l'ad Diego Nepi, il consigliere d'amministrazione Rai Alessandro di Majo, il direttore di Rai Sport Paolo Petrecca, il direttore dell'Adnkronos Davide Desario, il vice direttore del Messaggero Alvaro Moretti, il vicedirettore di Rai Radio 1 Fabrizio Ratiglia, Andrea di Caro del Corriere della Sera, Andrea Biondi del Sole 24 ore, Stefano Costanzo, head of sales football di Infront, il ceo di Fremantle Nicola Maccanico, il regista Paolo Genovese, i conduttori tv Gabriele Corsi e Filippo Bisciglia, Anna Falchi con il fratello Sauro, Federica Gentile, che ha presentato la serata, il nuovo talent della media company della Lazio Ilaria Bianchi, l'ex Dario Marcolin, Simona Rolandi e Valerio Cassetta della Domenica Sportiva, Massimo Maestrelli, figlio dello storico allenatore che regalò alla Lazio il primo scudetto nel 1974.
Tanti selfie per Noslin eroe di Parma.

Roma-Como fa discutere i social. Questione di... colori. Nel monday night della 15esima giornata di Serie A di oggi lunedì 15 dicembre all'Olimpico, l'incrocio cromatico non è passato inosservato agli occhi di tifosi e addetti ai lavori. La squadra di Gasperini indossa una maglia giallorossa, come da abitudine per le partite giocate in casa, ma a far notizia è la divisa scelta dai lombardi, molto simile a una delle divise della Roma (nera, con strisce e colletto arancioni). "Sembra una nostra magliada trasferta" scrive un utente su X. Qualcun altro è anche più preciso con la battuta: "Sembra che si stia giocando Roma 2015 vs Roma 2017".
I commenti sui social si rincorrono, tra critiche e sfottò: "Sembra che il Como stia giocando oggi con la nostra terza maglia" scrive un tifoso giallorosso in un altro tweet. Insomma, la divisa scelta dai lombardi questa sera non ha riscosso molto successo.

"Spara a Giorgia", con a fianco la stella a cinque punte e la firma Br (Brigate rosse). E' la scritta comparsa nel pomeriggio sulla facciata della Lega a Busto Arsizio, nel Varesotto. A scoprirla Vincenzo Marra, consigliere comunale della Lega a Busto Arsizio che sottolinea come "già in passato c'erano stati atti vandalici verso la sede". Oggi, spiega all'AdnKronos, "verso le 18.30 mi sono recato in sezione perché avevamo una riunione e ho trovato la scritta: il segretario ha contattato la polizia per poi fare la denuncia", sottolinea. A quanto si apprende, s ul fatto stanno indagando la digos di Varese e il commissariato di Busto Arsizio.
"Condanno questo gesto perché fa pensare a un clima d'odio che c'è da parte di persone che vedono negativamente la Premier e il governo di centrodestra e cerca, anziché parlare e dialogare con le forze politiche, di esprimersi con odio: atti del genere comunque portano a un clima di violenza", spiega ancora Marra, che continua: "In passato era comparsa una scritta 'fasci appesi' sulla facciata del palazzo del Comune".
Il consigliere comunale denuncia inoltre che non è la prima volta che la sede viene fatta oggetto di atti vandalici: "Tempo fa è stata imbrattata - dice - con vernice rossa buttata lì sulla porta e su parte del muro", conclude.
Si tratta del secondo episodio analogo in pochi giorni. Solo il 7 dicembre scorso, una scritta "Spara a Giorgia" era apparsa a Marina di Pietrasanta. Anche qui, accanto alla scritta con vernice rossa sul muro di un hotel di viale Roma, una stella a cinque punte e la sigla Br.

Jannik Sinner è al lavoro a Dubai per preparare la stagione 2026. Non solo allenamenti tennistici per il 24enne altoatesino, che si è anche rilassato giocando a golf insieme ai suoi allenatori Simone Vagnozzi e Darren Cahill. Il coach australiano ha condiviso sui social un video in cui si vede il campione di Wimbledon, numero 2 del ranking Atp, che dopo un buon 'drive' sorride e mette un dito sulla tempia, come a dire: "E' tutta una questione di testa...".
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Cahill ha pubblicato anche altri video, dove i protagonisti sono lui e Vagnozzi. Fotografia dell'armonia che si respira nel team di Jannik, al lavoro per preparare al meglio la stagione 2026.

Il dipartimento di Giustizia ha annunciato oggi, lunedì 15 dicembre, l'arresto di quattro presunti membri di un gruppo estremista sospettati di preparare attacchi coordinati nel sud della California nella notte di Capodanno. Secondo l'incriminaizone depositata sabato scorso, i sospetti sono stati arrestati la scorsa settimana a Lucerne Valley, località nel deserto ad est di Los Angeles, dove stavano preparando degli ordigni rudimentali da usare negli attacchi pianificati.
Gli arrestati "si autodefiniscono membri del Turtle Island Liberation Front, gruppo estremista di sinistra motivato da un'ideologia pro Palestina, anti-forze dell'ordine e anti-governativa", ha scritto il direttore dell'Fbi, Kash Patel su X, aggiungendo che il gruppo avrebbe "pianificato attacchi con Ied nella notte di Capodanno, prendendo di mira cinque diverse località a Los Angeles".
La ministra della Giustizia, Pam Bondi, ha detto che l'Fbi e il dipartimento hanno "sventato quello che sarebbe stato un massiccio e orribile complotto terroristico in California". Il Turtle Island Liberation Front su Facebook si descrive come un'organizzazione politica che punta "alla liberazione dell'isola della Tartaruga e la liberazione di tutti i popoli colonizzati del mondo". L'isola della Tartaruga è il nome con cui alcuni popoli nativi americani indicano il Nord America.

“Abbiamo presentato un piano che prevede una crescita fino a un milione e duecentomila clienti. Vogliamo offrire sempre migliori servizi di qualità nel nostro territorio, dove giochiamo in casa, nella città di Verone e di Vicenza, ma vogliamo crescere in tutta la dimensione del nord-est e anche avere l'orgoglio di raccontare una storia che è una storia nazionale”. Lo ha detto Alessandro Russo, consigliere delegato di Magis, ex Agsm Aim, oggi a Verona, alla presentazione ufficiale del nuovo brand. Agsm Aim cambia, infatti, nome e diventa Magis, una parola che in latino significa “di più”, ma anche “oltre”, “verso il meglio”, e parla di progresso, ambizione e trasformazione. L’evento è coinciso con la festa di Natale del Gruppo, che ha riunito oltre settecento collaboratrici e collaboratori.
Un progetto ambizioso: “Abbiamo un tasso di crescita che ci porterà ad arrivare a 250 milioni di euro di Ebitda a fine piano - spiega Russo - Quest'anno ce l'abbiamo fatta a rispettare gli obiettivi del piano, quindi siamo particolarmente contenti e adesso inizia un percorso nuovo sul quale dovremo metterci tutti la testa perché sarà molto importante il 2026 per centrare tutti gli obiettivi”.
Magis vuole rivolgersi ai cittadini: “Ai cittadini di Verona e di Vicenza dico che la nostra azienda non è soltanto un fornitore di energia, ma è un'azienda che sostiene una comunità perché dà lavoro a diverse famiglie, a diverse imprese. Aiuta attraverso le sponsorizzazioni e attraverso le erogazioni liberali la comunità a crescere non lasciando indietro nessuno e soprattutto dico che noi siamo un'azienda, forse l'unica in Italia per dimensioni, ad essere al 100% pubblica quindi tutta la ricchezza che generiamo la riversiamo poi sui comuni che la usano per fare attività sociale”. L’attività, però, non si limita ai territori di Verona e Vicenza: “A tutti gli altri cittadini dico che questo modello lo vogliamo esportare. Vogliamo costruire un modello in cui la vendita di energia sia una forza di comunità, una forza di stare insieme”, conclude Russo.

“Il nuovo brand Magis è stato scritto e disegnato per portarsi dietro oltre 100 anni di storia.
Mettere mani su Agsm e Aim è stato come mettere le mani su un monumento, quindi ho rispettato molto il passato di questa azienda portandola verso un futuro ancora più importante per tutte le persone che ci lavorano dentro, per i territori e soprattutto per dare al paese una nuova azienda per l'energia”. Sono le parole di Paolo Iabichino, scrittore pubblicitario, direttore creativo e fondatore dell'Osservatorio Civic Brands con Ipsos, intervenuto a Verona durante la presentazione del nuovo brand Magis. Iabichino ha trasformato l’eredità dei due acronimi Agsm e Aim in un sistema narrativo e visivo coerente con i valori del Gruppo.
"Magis è un nuovo brand che si porta dietro tutto il carattere identitario di Agsm Aim. Quindi non solo i valori e i tratti di personalità, ma anche stilisticamente si porta dietro con un nuovo pittogramma, una nuova brand identity sicuramente stilistica", ha aggiunto.

“La nascita del brand Magis è un grandissimo segnale. Significa che Agsm Aim, ora Magis, dopo aver consolidato una grande forza a Verona e a Vicenza, oggi guarda fuori dai confini della sua storia cercando di diventare sempre di più un player nazionale. Per avere risalto, forza fuori dai nostri confini serviva un nome spendibile e questa per le città penso sia veramente una buona notizia”. Così il sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai, intervenendo a Verona durante la presentazione del nuovo nuovo brand Magis nato da Agsm Aim. Il nome del nuovo marchio nasce dalla ricombinazione delle lettere del vecchio nome. Il nuovo brand porta a compimento una riflessione sull’identità dell’azienda che ha ridefinito mission, vision e purpose.
"La sfida è stata chiarita bene dal piano industriale che ha presentato l'azienda - prosegue Possamai - L'obiettivo è quello di essere sempre più forti su tanti fronti, su tutti la produzione di energia, penso all'acquisto di impianti fotovoltaici importanti avvenuti negli ultimi mesi. Parliamo di un'azienda che in questo momento è in salute, sta bene, in cui i soci vanno d'accordo, lavorano bene insieme, quindi ci sono tutti gli ingredienti per farla crescere”.
Infine Possamai spiega che “un'azienda come questa che funziona si traduce in investimenti sul territorio vicentino-veronese, in utili dati ai comuni e nel dare servizio ai cittadini. Tutto questo significa non soltanto avere una bolletta con cui l'energia arriva a casa, ma fare in modo che queste risorse restino sul territorio".

“Il senso di questa operazione di rebranding è quello di guardare al futuro e di parlare al futuro per cui serve un brand con un nome che possa essere pronunciato e capito. Il nostro scenario di sviluppo è in Italia, l'anno scorso abbiamo vinto molti bandi della Consip per dare energia a comuni in tutto il paese”. Così Federico Testa, presidente di Magis, ex Agsm Aim, oggi a Verona, in occasione della presentazione ufficiale del brand nato dalla ricombinazione delle lettere del vecchio nome. Il nuovo brand è stato presentato ufficialmente durante la festa di Natale del Gruppo, che ha riunito oltre settecento collaboratrici e collaboratori.
L'impegno dell'azienda non si concentra solo nel territorio: "Meno del 30% dei nostri clienti sono nei comuni di Vicenza e di Verona - spiega Testa - il restante sono fuori e noi dobbiamo parlare anche a questi. Inoltre dobbiamo parlare ai giovani che sono i clienti del futuro".
Si guarda poi al futuro: "Come prossimo passo intendo tornare a parlare con il nuovo presidente del Veneto. Ogni anno ci sono più di 500 milioni di euro che vanno fuori dalla regione a imprese nazionali che una volta erano dello Stato mentre ora sono al 23% dello Stato e al restante di fondi di investimento di tutto il mondo. Riuscire a tenere parte di questa ricchezza in Veneto è una cosa importante" conclude Testa.

È Magis il nuovo brand che prenderà il posto di Agsm Aim.
Nasce dalla ricombinazione delle lettere del vecchio nome. L’ambizione: essere un brand capace di posizionare l’azienda tra i leader nazionali. Il nuovo brand è stato presentato ufficialmente durante la festa di Natale del Gruppo, che ha riunito oltre settecento collaboratrici e collaboratori. Erano presenti il consigliere delegato Alessandro Russo, il presidente Federico Testa, il vicepresidente Stefano Fracasso, il Consiglio di amministrazione della capogruppo e delle sei Business Unit. A condividere il momento del reveal anche i sindaci dei Comuni di Verona e Vicenza, soci del Gruppo, Damiano Tommasi e Giacomo Possamai.
Nato da un lavoro complesso e durato più di un anno, il nuovo brand porta a compimento una riflessione sull’identità dell’azienda che ha ridefinito mission, vision e purpose. L’obiettivo è quello di accompagnare il nuovo piano industriale con l’ambizione di posizionare l’azienda tra i principali player nazionali. Magis, che nasce dalla ricombinazione delle lettere del vecchio nome Agsm Aim, in latino significa “di più”, ma anche “oltre”, “verso il meglio”, e parla di progresso, ambizione e trasformazione. Prende per mano e accompagna dentro una nuova storia di marca che nasce sulle fondamenta di oltre un secolo di storia.
Come sottolinea il presidente Federico Testa, "oggi inizia il nostro futuro. Abbiamo scelto di fare un passo importante, che non è solo di immagine ma strategico. Il nuovo nome rappresenta quello che oggi siamo realmente: un’azienda pubblica solida, moderna, capace di costruire valore per i territori che la hanno generata e per quelli in cui opererà domani. Con il nuovo brand rafforziamo la nostra identità, rendendo più chiaro il nostro ruolo in un settore che richiede visione, responsabilità e capacità di innovare senza perdere di vista il legame con le comunità. Magis interpreta bene questa direzione: custodisce un’eredità lunga più di un secolo e la apre a nuove possibilità”.
Per Alessandro Russo, consigliere delegato “Magis è il brand giusto per la nuova storia che l’azienda vuole raccontare sia sui suoi territori di riferimento sia a livello nazionale. Abbiamo lanciato un nuovo piano industriale ambizioso e abbiamo fatto emergere il nostro purpose: il ruolo che vogliamo avere come azienda. Vogliamo dare al cambiamento il passo dei cittadini, dei territori. Accompagnare i nostri clienti, le comunità, le imprese nella complessità di questa transizione. Per questo accanto a Magis, abbiamo voluto scrivere Benvenuta Transizione. E la prima transizione è quella che parte da noi, dalle nostre persone e da nostro piano industriale. Una sfida tutta al futuro e che parte proprio dal Veneto e da Vicenza e da Verona. E non è un caso perché in questa parte di Italia il futuro è qualcosa che sappiamo fare da sempre.”
Il nuovo brand - si sottolinea - è frutto di uno studio approfondito sul riposizionamento identitario del Gruppo e della scrittura di Paolo Iabichino, scrittore pubblicitario, direttore creativo e fondatore dell'Osservatorio Civic Brands con Ipsos, che ha trasformato l’eredità dei due acronimi Agsm e Aim in un sistema narrativo e visivo coerente con i valori del Gruppo. Il reveal nelle città di Verona e Vicenza è accompagnato da una campagna teaser e di lancio con una presenza integrata su canali digitali, OOH e televisivi.
"Cosa mi aspetto dal vertice? Di fare passi in avanti". Così la premier Giorgia Meloni, arrivando al Palazzo della Cancelleria federale tedesca a Berlino, per partecipare al vertice sull'Ucraina assieme ad altri leader Ue e ai vertici di Unione europea e Nato. Meloni è stata accolta dal cancelliere tedesco Friedrich Merz.

Un 67enne è morto a Viggiano, in provincia di Potenza, in un infortunio sul lavoro durante lo scarico di materiale dal cassone di un automezzo. L'uomo, che conduceva il mezzo, è stato trovato sotto un cumulo di terra, proprio dietro il cassone di un ribaltabile con cui il materiale era stato trasportato.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Viggiano, gli ispettori della sicurezza degli ambienti di lavoro dell'azienda sanitaria di Potenza (Asp), i vigili del fuoco e il 118. Non è stato possibile salvare la vittima. La dinamica è in fase di accertamento. Procedono i carabinieri, delegati dalla Procura di Potenza che ha disposto i primi accertamenti preliminari sul posto. Si stabilirà, inoltre, se procedere all'autopsia.

Volodymyr Zelensky gode della fiducia del 61% degli ucraini. Il 32% invece boccia l'operato del presidente ucraino mentre i negoziati con gli Stati Uniti, per porre fine alla guerra con la Russia, sono in una fase cruciale. E' quanto emerge da un sondaggio condotto tra il 26 novembre e il 13 dicembre dal Kyiv International Institute of Sociology e rilanciato da Ukrainska Pravda e The Kyiv Independent. Per il sondaggio sono state interpellate 547 persone con più di 18 anni in tutte le aree dell'Ucraina sotto il controllo di Kiev.
Per elezioni in caso di cessate il fuoco e garanzie di sicurezza per l'Ucraina si esprime il 25% delle persone intervistate, mentre il 57% insiste sul fatto che il voto dovrebbe essere organizzato solo dopo un accordo di pace definitivo. Il 9% ritiene le consultazioni possano tenersi prima del cessate il fuoco. In Ucraina le ultime elezioni presidenziali e parlamentari si sono tenute nel 2019.
La maggioranza degli ucraini (63%), emerge, afferma di essere pronta a continuare a sopportare le conseguenze della guerra per tutto il tempo necessario. Il conflitto va avanti dall'inizio dell'invasione russa su vasta scala, avviata all'alba del 24 febbraio 2022. Solo il 9% delle persone intervistate dice di aspettarsi la fine della guerra per l'inizio del 2026. Il 14% prevede possa finire nella prima metà del prossimo anno, l'11% nella seconda. Mentre, rileva il sondaggio, il 32% ritiene la fine della guerra non arriverà prima del 2027.

Una famiglia di cinque persone, tra cui tre bambini tra i 4 e gli 8 anni, sono stati ricoverati in codice rosso per una sospetta intossicazione da monossido di carbonio.
È successo nel pomeriggio di oggi, lunedì 15 dicembre, a Borgo Fornari, frazione di Ronco Scrivia, in provincia di Genova. Sul posto 118, ambulanze e vigili del fuoco.

Pattinare sulle note di 'Faccetta nera', forse la canzone più simbolica del regime fascista. È successo ieri, domenica 14 dicembre, a Campobasso sulla pista di pattinaggio allestita davanti al Municipio.
A denunciare pubblicamente il grave episodio, il segretario del circolo Sinistra Italiana del capoluogo molisano, Matteo Fallica. Il movimento politico ha comunque preso atto che, a seguito delle proteste dei genitori dei bambini che pattinavano, un amministratore comunale si sia immediatamente attivato e che il gestore della pista abbia successivamente chiesto scusa, parlando di una playlist non controllata.
"Un episodio inaccettabile". Così all'Adnkronos la sindaca di Campobasso, Maria Luisa Forte, stigmatizzando quanto accaduto proprio davanti al Comune. La sindaca, a capo di un’amministrazione Pd-Cinque Stelle, è amareggiata per i commenti e gli attacchi rivolti al Comune, “totalmente ignaro e incolpevole”.
Il gestore della pista si è scusato con l’Amministrazione comunale e pubblicamente con i cittadini, spiegando che il brano è stato trasmesso inavvertitamente, all’interno di una sequenza di canzoni italiane selezionate tramite un servizio di streaming. "Il gestore, infine - conclude la sindaca - ha garantito che l’episodio, per questa amministrazione inaccettabile, non si ripeterà".
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