
(Adnkronos) - Novartis annuncia che la Commissione europea ha approvato remibrutinib per l'orticaria cronica spontanea (Csu) negli adulti con risposta inadeguata al trattamento con antistaminici H1. Si tratta della prima terapia orale mirata approvata per il trattamento della Csu - spiega l'azienda in una nota - con un approccio innovativo e una somministrazione orale in compresse da assumere 2 volte al giorno, senza necessità di monitoraggi di laboratorio.
"In Italia si stima che oltre 480.000 persone convivano con l'orticaria cronica spontanea, una malattia infiammatoria di origine autoimmune con sintomi altamente debilitanti come prurito, pomfi e un decorso spesso imprevedibile che incide negativamente sulla qualità di vita - afferma Silvia Mariel Ferrucci, responsabile del Servizio di Dermatologia allergologica e professionale della Fondazione Irccs Ca' Granda ospedale Maggiore Policlinico Milano - L'approvazione europea di questa nuova opzione terapeutica, che agisce su una via immunitaria chiave, amplia le opzioni di gestione della malattia per i pazienti che non traggono beneficio dalla terapia antistaminica convenzionale". Sottolinea Elena Radaelli, presidente di Arco (Associazione ricerca cura dell'orticaria): "Convivere con l'orticaria cronica spontanea significa affrontare ogni giorno una malattia complessa e spesso sottovalutata, che può incidere profondamente sulla qualità della vita, compromettendo il sonno, il lavoro e la socialità. Molti pazienti si sentono ancora poco compresi e faticano a trovare risposte adeguate. L'approvazione europea di una nuova opzione terapeutica rappresenta un segnale importante, perché amplia le possibilità di trattamento della patologia".
Il farmaco aveva ricevuto a febbraio 2026 il parere positivo del Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema) ed è incluso nelle Linee guida internazionali 2026 per la definizione, classificazione, diagnosi e gestione dell'orticaria. "Per Novartis l'approvazione europea rappresenta un progresso importante per la gestione dell'orticaria cronica spontanea nei pazienti che non raggiungono un controllo adeguato della malattia con gli antistaminici H1 - dichiara Paola Coco, Cso & Medical Affairs Head IM Italy - Questa nuova opzione terapeutica offre la possibilità di intervenire in modo mirato su una via immunologica chiave, con significative evidenze cliniche. Il programma di sviluppo clinico in altre patologie immunomediate conferma inoltre il potenziale di questo approccio terapeutico".
Remibrutinib - riporta la nota - è un inibitore orale di Btk selettivo, che blocca la via Btk (Bruton Tyrosine Kinase) coinvolta nel rilascio di istamina, uno dei principali fattori responsabili di pomfi pruriginosi e gonfiore. Riducendo il rilascio di istamina, il farmaco contribuisce ad alleviare i sintomi dell'orticaria cronica spontanea. E' approvato negli Stati Uniti, in Cina e in diversi altri Paesi per il trattamento di pazienti adulti con Csu con risposta inadeguata agli antistaminici H1.
Remix-1 (NCT05030311) e Remix-2 (NCT05032157) sono due studi globali multicentrici di fase 3, con disegno identico, randomizzati, in doppio cieco, a gruppi paralleli e controllati con placebo, che hanno coinvolto 925 adulti rimasti sintomatici nonostante il trattamento con antistaminici H1 di seconda generazione. Il trattamento ha dimostrato risultati superiori rispetto al placebo nella variazione dal basale del prurito, dei pomfi e dell'attività settimanale della malattia alla settimana 12. Ha inoltre mostrato un profilo di sicurezza che non richiede monitoraggio laboratoristico. Gli eventi avversi più comuni (incidenza ≥3%) sono stati congestione nasale, mal di gola e rinorrea, sanguinamento, cefalea, nausea e dolore addominale.
La Csu è una malattia cutanea cronica che colpisce circa 40 milioni di persone nel mondo (4 milioni in Europa), con una frequenza quasi doppia nelle donne rispetto agli uomini, e si manifesta più spesso tra i 20 e i 40 anni. E' caratterizzata dalla comparsa improvvisa di pomfi pruriginosi e/o gonfiore dei tessuti profondi, che possono interessare viso, gola, mani e piedi e insorgere in assenza di un allergene o di un fattore scatenante esterno identificabile. I sintomi durano 6 settimane o più e causano un impatto fisico ed emotivo rilevante. La maggior parte dei pazienti soffre di privazione del sonno, con elevati tassi di disturbi mentali quali ansia o depressione, oltre a una riduzione della produttività lavorativa. Oltre il 50% continua a manifestare sintomi debilitanti dopo la terapia antistaminica convenzionale.

(Adnkronos) - iliad, l’operatore che ha messo al centro fiducia, innovazione e offerte accessibili a tutti, presenta oggi 'Più Veloci', una proposta per accelerare lo sviluppo delle reti mobili di nuova generazione. Un piano che punta a generare maggiore crescita per tutto il Paese: cittadini, imprese e operatori. L’idea nasce nell’ambito delle riflessioni che il settore porta avanti da più di un anno, in vista della scadenza nel 2029 delle licenze per l’uso del 73% delle frequenze complessivamente usate in Italia per la telefonia mobile. Le modalità di riallocazione di tali frequenze, saranno determinanti per creare le condizioni necessarie per assicurare un assetto di mercato concorrenziale e che permetta agli operatori italiani di investire nella realizzazione delle reti mobili del futuro. La decisione che si prenderà in questi mesi, pertanto, influenzerà le logiche di concorrenza, investimento e di sviluppo da qui al prossimo decennio con un impatto sulla crescita, competizione e innovazione del Paese.
È per questo che iliad intende ampliare la portata del dibattito pubblico sul tema, invitando così tutto il settore a vivere questo appuntamento con una logica rivolta al futuro e non al passato: è fondamentale guardare oggi agli applicativi e alle innovazioni dei prossimi dieci anni e alle infrastrutture necessarie per sostenerli. 'Più Veloci' intende superare la logica di breve termine e adottare una visione orientata alla crescita e al futuro, capace di anticipare i bisogni dell’industria e del sistema Paese, rafforzando così il ruolo dell’Italia nello sviluppo digitale, tecnologico ed economico. Il piano strutturale mira a garantire il ruolo delle infrastrutture di tlc come leva per la crescita economica e digitale dell’Italia, basata su quattro pilastri fondamentali: più frequenze per il futuro; più potenza al segnale della rete; più investimenti per il Paese; più qualità per tutti.
Lo spettro frequenziale, risorsa fondamentale per lo sviluppo delle reti mobili, è essenziale per abilitare le tecnologie del futuro come il 5G Standalone, l’ai e l’edge computing, che richiederanno reti sempre più performanti in termini di capacità, latenza, resilienza e sicurezza. Per questo, il primo pilastro di 'Più Veloci' punta ad ampliare la disponibilità di spettro destinato agli operatori mobili già in vista delle assegnazioni per i diritti d’uso in scadenza nel 2029. In questa prospettiva, per iliad è necessario avviare una ricognizione complessiva delle frequenze che potranno essere rese disponibili al settore. Occorre, inoltre, valutare l’utilizzo di porzioni di spettro ancora sottoutilizzate prendendo in considerazione anche soluzioni che consentano forme di 'utilizzo duale', ossia in condivisione tra soggetti diversi affiancando uso pubblico e commerciale.
Dal 1995 ad oggi, la dotazione frequenziale destinata alla telefonia mobile è sempre aumentata, al fine di supportare i salti tecnologici del settore, perché le applicazioni che usano le reti mobili come infrastruttura di base hanno sempre più bisogno di spettro. Per questo, è fondamentale continuare in questa direzione, così da rafforzare la dotazione frequenziale del Paese in modo coerente con i fabbisogni industriali e tecnologici del prossimo decennio. In questa prospettiva, un primo passo può essere rappresentato della banda 2.3 GHz, rispetto alla quale il Ministero delle Imprese e del Made In Italy ha già promosso una procedura per l’assegnazione temporanea dei diritti d’uso in alcune province.
Più spettro comporta una maggiore capacità potenziale ma affinché questa capacità si concretizzi e si possano sfruttare appieno le nuove frequenze, sono necessari limiti elettromagnetici in grado di supportare lo sviluppo delle reti e del settore. In Italia, l’innalzamento dei limiti a 15 V/m - entrato in vigore nel 2024 - ha rappresentato un importante passo in questa direzione, ma i vincoli emissivi in vigore rimangono più stringenti rispetto a quelli adottati nel resto d’Europa. Per questo, senza un ulteriore adeguamento dei limiti elettromagnetici, larghissima parte del valore industriale, tecnologico e sociale delle nuove frequenze rischia di essere vanificato.
In questa prospettiva, il secondo pilastro di 'Più Veloci' prevede l’avvio di un percorso che porti entro il 1° gennaio 2030 all’adeguamento dei limiti elettromagnetici italiani a quelli europei di 61 V/m. Inoltre, una maggiore disponibilità delle risorse frequenziali può tradursi in una leva per la crescita industriale, la competitività e la sovranità digitale solo se accompagnata da una visione strategica di lungo periodo. In quest’ottica, a fronte di un accordo di sistema, lo Stato potrebbe definire le priorità di intervento e indirizzare gli investimenti degli operatori verso obiettivi di interesse pubblico, chiedendo agli operatori di corrispondere il valore delle frequenze anche con piani di investimento ad alto impatto pubblico e sociale. In questo senso - con il terzo pilastro di 'Più Veloci' - iliad propone come primo impegno concreto e misurabile quello di accelerare il deployment del 5G Standalone (5G Sa) su scala nazionale.
La rete 5G Sa realizzata più velocemente, diventerebbe quindi il primo di una serie di investimenti indirizzati dal Governo, ma a carico degli operatori. Così facendo, sarebbe possibile realizzare interventi utili al Paese, anche in zone a fallimento di mercato e/o senza un ritorno commerciale, senza che questi gravino sulla finanza pubblica. Pertanto, secondo questa logica, a partire dalla comunicazione ufficiale di assegnazione delle frequenze, ciascun operatore potrebbe impegnarsi ad: attivare il 5G Sa in tutti i capoluoghi di Regione entro 2 anni; estendere il 5G Sa a tutti i capoluoghi di provincia entro 3 anni e mezzo; coprire con 5G Sa il 99% della popolazione in Italia entro 6 anni. Il piano coniuga velocità di rollout e qualità del servizio. L’impegno non sarebbe solo sulla velocità di sviluppo in tutta la Penisola dell’ultima tecnologia disponibile ma anche sulla sua sicurezza e resilienza. Infatti, iliad ritiene che - a fronte di una dotazione frequenziale maggiore - gli operatori dovrebbero investire progressivamente per garantire una disponibilità del servizio pari al 99,9%, grazie a sistemi di monitoraggio proattivo e predittivo.
Ulteriori investimenti significativi dovrebbero essere dedicati alla robustezza della rete, con l’introduzione di protocolli avanzati di Disaster Recovery, pensati per garantire l’integrità delle comunicazioni e dei servizi di emergenza anche in condizioni critiche. Più frequenze, più potenza, più investimenti generano valore reale solo in presenza di un mercato effettivamente competitivo. Questo significa garantire level playing field tra i diversi operatori presenti nel mercato, per abilitare una concorrenza sana e basata sui meriti a stimolo della qualità delle reti, sviluppo dei servizi e capacità di innovazione degli operatori. Maggiori frequenze, limiti elettromagnetici più alti e un indirizzo strategico degli investimenti possono contribuire ad una maggiore crescita per il Paese solo in presenza di una effettiva concorrenza del mercato.
In questo scenario, il quarto pilastro di 'Più Veloci' si concentra su una proposta di riallocazione delle frequenze, ideata con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita digitale di tutti. In particolare, iliad propone una nuova distribuzione delle bande 900, 1800, 2100 MHz e 3,4-3,8 GHz tra i quattro operatori mobili. Tale riallocazione dello spettro, prevede un incremento della dotazione frequenziale dei tre operatori storici (incumbent) che accederebbero alla banda 2,3 GHz a fronte di un rilascio di parte dello spettro nelle bande sopra citate (900, 1800, 2100 MHz e 3,4-3,8 GHz).Questo approccio mira a promuovere la concorrenza, conciliare la necessità di una gestione efficiente dello spettro e l’esigenza di incentivare gli investimenti futuri, salvaguardando la sostenibilità finanziaria del settore.
“Le scelte che saranno prese oggi avranno un impatto sulle reti dei prossimi quindici anni e più - afferma Benedetto Levi, amministratore delegato di iliad -. È da questa consapevolezza che nasce Più Veloci. iliad vuole fare la sua parte e contribuire concretamente ad allargare la portata della riflessione in corso sulla scadenza delle frequenze nel 2029, guardando avanti, interpretando quali saranno le esigenze del Sistema Paese negli anni a venire, prendendo decisioni di policy utili a creare reti a prova di futuro. Le proposte di Più Veloci puntano a creare un contesto orientato allo sviluppo tecnologico del Paese, sostenendo la crescita digitale futura e garantendo all’Italia la leadership tecnologica che merita”.
Il piano 'Più Veloci' è stato oggetto di un’analisi approfondita da tecnici esperti nel settore che hanno valutato l’impatto e gli effetti delle singole proposte di iliad. Sul primo pilastro 'Più frequenze per il futuro', Davide Dattoli, founder di Talent Garden, sottolinea: “Con l'intelligenza artificiale generativa, la qualità degli strumenti cognitivi a disposizione di un lavoratore dipende dalla qualità della sua connessione. L'Italia ha 400mila aziende manifatturiere, distribuite su tutto il territorio: per noi la connettività mobile non è un servizio consumer, è un'infrastruttura produttiva. Le frequenze in scadenza nel 2029 vanno trattate per quello che sono: una scelta sul tipo di Paese che vogliamo essere nel prossimo decennio. La domanda non è quanto incassa lo Stato oggi, ma quale capacità di rete serve all'economia italiana per restare competitiva”.
L’analisi di Davide Dattoli vede produttività e connettività come strettamente legate: in quest’ottica, la connettività non viene considerata come un semplice servizio di comunicazione, ma come un moltiplicatore di produttività distribuito sul territorio. Per far fronte alle crescenti esigenze di continuità di servizio, latenza stabile, capacità elevata e affidabilità operativa delle reti mobili, non sarà necessaria solo maggiore capacità aggregata, ma anche bande più ampie e meglio utilizzabili. Sul secondo pilastro, 'Più potenza al segnale della rete', Nicola Pasquino, professore di Misure per la Compatibilità Elettromagnetica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha evidenziato che “Il 5G promette velocità, bassa latenza e nuovi servizi, ma queste prestazioni richiedono potenza coerente con lo spettro disponibile. Finché i limiti di campo rimarranno una frazione di quelli raccomandati dalla comunità scientifica internazionale, il potenziale della rete resterà sulla carta e non nei dispositivi dei cittadini”.
Nella sua analisi, Nicola Pasquino presenta l’allineamento dei limiti elettromagnetici ai valori Icnirp come condizione necessaria perché l’Italia possa implementare pienamente il 5G e affrontare la transizione verso il 6G in posizione competitiva, insieme a misure di accompagnamento sul piano autorizzativo, del monitoraggio e della trasparenza informativa. Sul terzo pilastro, 'Più investimenti per il Paese', l’analisi di Cesare Pozzi, Professore ordinario di Economia Industriale presso la Luiss Guido Carli, e Davide Quaglione, professore ordinario di Economia Industriale presso l’Università degli Studi 'G. D'Annunzio' di Chieti-Pescara, collega il criterio di assegnazione al valore sistemico dello spettro e alle esternalità diffuse che questo attiva. “Il valore dello spettro per la società italiana si misura nella capacità di tradurre, lungo l'intera durata della licenza, il relativo diritto d'uso in infrastrutture effettivamente dispiegate e funzionali alla generazione di valore per le imprese e le famiglie”. Il fulcro della procedura viene così spostato sulla credibilità industriale degli impegni assunti dagli operatori, sulla loro misurabilità e sulla loro capacità di tradurre una risorsa scarsa in rete, qualità del servizio e innovazione diffusa.
Tra gli investimenti ritenuti prioritari, l’analisi di Pozzi e Quaglione individua anche quelli nello sviluppo del 5G Sa, sottolineando che 'Una rete distribuita di nodi edge integrata con 5G Standalone, distretti industriali e poli logistici costituisce la base di una politica industriale della connettività'. Sul quarto pilastro, 'Più qualità per tutti', Carlo Alberto Carnevale Maffè, professor of Strategy and Entrepreneurship alla Sda Bocconi School of Management, da una parte ricostruisce la letteratura accademica e i benchmark europei rilevanti, dall’altra articola un set neutrale di opzioni di disegni regolatori alternativi sottolineando che 'Lo spettro non è soltanto una risorsa tecnica da assegnare né un semplice attivo da massimizzare fiscalmente: è una scelta di architettura del mercato'.
Nella sua analisi, infatti, vengono articolate cinque precondizioni cumulative affinché una riforma della spectrum policy sia economicamente efficace e giuridicamente difendibile: neutralità procedurale (criteri ex ante, oggettivi e simmetrici per tutti gli operatori); preservazione del segnale di mercato (almeno una quota residua competitiva); rivalità effettiva tra più operatori capaci di competere su 4G evoluto e 5G Sa; obblighi performativi verificabili con monitoraggio pubblico; certezza regolatoria intertemporale. “La violazione di una sola di queste precondizioni - conferma Carnevale Maffè - compromette la tenuta complessiva della riforma”.

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(Adnkronos) - L'ingresso del ciclone Valeria Marini, il 'mistero' di Francesca Manzini, una nuova e definitiva eliminazione e anche l'arrivo nella Casa di un amico inaspettatto. C'è tanta carne al fuoco per l'appuntamento di stasera con il 'Grande Fratello Vip'. Oggi, martedì 28 aprile, nuova puntata del reality show condotto da Ilary Blasi. Con lei, in studio, Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli.
È arrivato il ciclone stellare: l’ingresso di Valeria Marini ha fatto saltare tutti gli equilibri nella Casa. Dopo giorni di scintille e accuse, stasera il faccia a faccia decisivo con la sua storica nemica Antonella Elia.
Il 'mistero' di Francesca Manzini infiamma gli animi: alcune dichiarazioni sul suo essere o meno single e su un possibile uomo misterioso a cui pensa continuamente, fanno sospettare tutti della sua sincerità. Per Alessandra Mussolini non ci sono dubbi: Francesca non fa che mentire per attirare l’attenzione. Stasera il confronto.
Il ritorno di Paola Caruso dall’esilio nel monolocale ha fatto rifiorire vecchie alleanze. Alessandra Mussolini è al suo fianco nello scontro con Antonella Elia e Adriana Volpe. Quattro donne, un’unica leadership. Chi la conquisterà? E, a proposito di donne, a creare scompiglio ci ha pensato anche “il ballo della discordia”: la preparazione di una coreografia tutta al femminile fa venire a galla antipatie e risentimenti mai sopiti. Francesca Manzini la coreografa incompresa, Valeria Marini la diva, Alessandra Mussolini e Antonella Elia le giudici spietate. Riusciranno a mettere da parte i dissapori in nome dell’arte?
Un amico inaspettato: una grande sorpresa per gli inquilini! Stasera Alvin entrerà in Casa per aiutarli in una prova all’ultima nota.
Una nuova e definitiva eliminazione. Al televoto Marco Berry, Alessandra Mussolini, Lucia Ilardo e Paola Caruso. Chi dovrà abbandonare il reality per sempre?

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Benimindi!, sottotitolo "Biddas piticcas, bideas mannas", è il
nuovo programma tv prodotto da Rai Sardegna, che andrà in onda per
sei settimane consecutive a partire da domenica 3 maggio, ore 9 e
35 su Rai Tre regionale o sul canale DTT 822 e successivamente
sulla piattaforma digitale RaiPlay.
Il programma va a scoprire quali siano le grandi
idee nei piccoli paesi, valorizzando luoghi e persone che meritano
visibilità. Si parte da Milis, terra di arance, ville spagnole e
non, e la rassegna annuale sul florovivaismo. Non solo piante, ma
anche chiese, strade, piazze e aneddoti curiosi, simpatici che
arricchiscono la trasmissione.
Un programma di Marco De Pascale, testi di
Marcello Atzeni con la regia di Donatella Meazza. Ci saranno due
conduttori, Marianna Mainas, di San Gavino e Gabriele Atzeni, di
Capoterra, entrambi giovanissimi.
Marcello Atzeni, giornalista e scrittore di
Sanluri, cerca notizie e poi scrive le parole, in sardo
campidanese. Le riprese sono di Andrea Martuscello e Kevin Lai.
La sigla iniziale, "Atlantide", è del musicista
di Serramanna Bujumannu.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
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(Adnkronos) - Situazione sempre più critica in Mali, dove i combattenti degli Africa Corps, sostenuti dalla Russia, sono stati costretti a ritirarsi dalla città strategica di Kidal dopo attacchi coordinati di jihadisti e ribelli tuareg. Si tratta della prima battuta d’arresto significativa per il gruppo paramilitare russo operativo all'estero, nato il 20 novembre del 2023 su iniziativa del vice ministro della Difesa, Yunus-bek Evkurov, per prendere il posto della Gruppo Wagner con l'identico obiettivo di proiettare all'estero gli interessi e l'influenza di Mosca,.
Gli elementi dell'Africa Corps sono stati costretti a lasciare la loro postazione dagli attacchi coordinati di sabato di milizie del Jnim legate ad al Qaeda e separatisti Tuareg del Fronte di liberazione Azawad contro Bamako, Kindal - di cui Bamako aveva ripreso il controllo nel 2023 - Gao e Mopti in cui è stato ucciso il ministro della Difesa, Sado Camara.
Il ritiro da Kidal è stato confermato dagli stessi Africa Corps in un post su Telegram di ieri in cui si precisa che come prima cosa sono stati portati via i feriti e gli equipaggiamenti pesanti e che la situazione nel Mali rimane difficile. Diversi video, la cui veridicità è stata confermata dal Moscow Times mostrano un convoglio di mezzi, di cui facevano parte un veicolo corazzato per il trasporto truppe, tre pick up modificati, un mezzo di fabbricazione cinese Shacman SX2190N in dotazione ai mercenari russi, sistemi missilistici Grad, ha attraversato il centro della città da sud, dove si trova una base delle forze regolari del Mali e una base russa, per dirigersi a ovest, nella direzione della principale strada per uscire da Kidal. Diversi mezzi russi, trasportati nel Mali solo lo scorso anno, sono stati incendiati.
La Wagner, iniziativa dell'imprenditore Evgheny Prigozhin caduto in disgrazia e morto in un incidente aereo, insieme al cofondatore Dmitry Utkin, per aver creduto di poter fare la guerra ai vertici militari, aveva piano piano negli anni scorsi occupato postazioni strategiche in Africa, inviando addestratori e unità per la protezione di siti sensibili, come le miniere della Repubblica Centrafricana. Nel Mali avevano consolidato la loro posizione nel 2021 per assistere la giunta militare, al posto dei militari francesi, contro i jihadisti e soprattutto per assumere il controllo del Sahel, esteso con lo stesso meccanismo - prima la presa di potere dei militari, poi la formalizzazione di accordi con i russi nel settore della difesa - in Burkina Faso e Niger.
"E' più una sconfitta psicologica, in termini di equipaggiamenti e materiali persi. Non penso che i loro asset all'aeroporto (d Bamako, ndr) siano stati toccati. La loro base di Kodal è stata saccheggiata ma la maggior parte dell'infrastruttura è intatta", ha spiegato Ulf Laessing, direttore del Programma Sahel della Konrad Adenauer Foundation, in una intervista al quotidiano in lingua inglese.
Africa Corps, un nome che si ispira agli Africakorps del terzo reich, ha preso in mano le attività di Wagner in Africa, di cui era rivale, assorbendone anche il personale. Viene descritta come una struttura rigida, centralizzata, e maggiormente disciplinata della Wagner. Il suo obiettivo è quello di portare a termine "operazioni militari a grande scala sul continente africano per sostenere i Paesi che cercano di sbarazzarsi dalle dipendenze neocoloniali, ripulire la presenza occidentale e acquisire la piena dovranità", come ha spiegato l'analista militare russo Igor Korotchenko. Africa Corps sono presenti in Burkina Faso, Libia, Sudan, Repubblica centrafricana e Niger. Nel Mali sostituisce Wagner a partire dal 2024, con centinaia, forse migliaia di mercenari. Sono molti i comandanti della Wagner che passano agli Africa Corps, portando in dote i loro uomini.

(Adnkronos) - Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato l'intenzione di uscire a partire dal 1° maggio dall'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (Opec), e dall'alleanza Opec+, che comprende anche la Russia. Lo riferisce l'agenzia di stampa emiratina Wam. "Questa decisione riflette la visione strategica ed economica a lungo termine degli Emirati Arabi Uniti, nonché l'evoluzione del loro profilo energetico, in particolare l'accelerazione degli investimenti nella produzione energetica nazionale", si legge nella nota pubblicata dalla Wam.
"Questa decisione - si spiega - è arrivata dopo un'ampia revisione della politica produttiva degli Emirati Arabi Uniti e della sua capacità attuale e futura, e in considerazione dell'interesse nazionale e dell'impegno del paese a contribuire efficacemente a soddisfare le urgenti esigenze del mercato, mentre le evoluzioni geopolitiche a breve termine continuano attraverso i turbolenze nel Golfo Arabico e nello Stretto di Hormuz, che influenzano le dinamiche dell'approvvigionamento, con tendenze chiave che indicano una crescita continua della domanda energetica globale nel medio e lungo termine". "La stabilità del sistema energetico globale dipende dalla disponibilità di forniture resilienti, affidabili e accessibili e gli Emirati Arabi Uniti - si ricorda nella nota - hanno investito per soddisfare le variabili della domanda in modo efficiente e responsabile, dando priorità alla stabilità dell'offerta, ai costi e alla sostenibilità".
La mossa - si spiega - arriva dopo decenni di cooperazione costruttiva, poiché gli Emirati Arabi Uniti aderirono all'Opec nel 1967 tramite l'Emirato di Abu Dhabi, e la loro adesione continuò anche dopo la fondazione degli Emirati nel 1971. Durante questo periodo, gli Emirati Arabi Uniti hanno svolto un ruolo attivo nel sostenere la stabilità del mercato globale del petrolio e nel promuovere il dialogo tra i paesi produttori".
"Gli Emirati Arabi Uniti affermano il loro apprezzamento per gli sforzi sia dell'Opec che dell'alleanza Opec+, poiché la presenza del paese nell'organizzazione ha dato grandi contributi e maggiori sacrifici a beneficio di tutti, ma - si sottolinea - è giunto il momento di concentrare gli sforzi su ciò che richiede l'interesse nazionale degli Emirati Arabi Uniti, e sul suo impegno verso partner, investitori, importatori e bisogni di mercato, e su questo sarà ciò su cui si concentrerà in futuro". Gli Emirati - conclude la nota - "riaffermano il loro impegno nel ruolo di produttore responsabile e affidabile che guarda al futuro dei mercati energetici globali" .
"Dopo l'uscita dall'Opec, gli Emirati continueranno il loro ruolo responsabile aumentando gradualmente e deliberatamente la produzione, in linea con la domanda e le condizioni di mercato", si legge ancora nella nota pubblicata dall'agenzia Wam, anche se "questa decisione non cambia l'impegno degli Emirati per la stabilità dei mercati globali né il suo approccio basato sulla cooperazione con produttori e consumatori, ma migliora piuttosto la sua capacità di rispondere alle esigenze di mercato in evoluzione".
Potendo contare su "una vasta e competitiva base di risorse, gli Emirati Arabi Uniti continueranno a collaborare con i partner per sviluppare risorse a sostegno della crescita economica e della diversificazione" e "riaffermano il loro impegno verso politiche di produzione responsabili e un focus sulla stabilità del mercato, tenendo conto della domanda e dell'offerta globale".

(Adnkronos) - Via libera all'unanimità dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori, presieduta dal senatore Andrea De Priamo, alla relazione "Emanuela Orlandi, Mirella Gregori e la pista delle ragazze scomparse". Si tratta di una prima relazione tematica che sostanzialmente 'scarta' questa pista legata a una "presunta criminosa regia- ha ricordato De Priamo durante la seduta dell'organismo parlamentare - che riconduceva alla scomparsa di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori anche quella di altri numerosi mancati ritorni a casa di adolescenti di Roma e della provincia di Roma dall'81 all'83".
"La Commissione proseguirà il lavoro su tutte le altre piste, molte delle quali sono già state oggetto di approfondimenti", ha detto De Priamo. La relazione tematica è motivata dal fatto che "c'è un lavoro oggettivo e un riscontro chiaro e ineluttabile quindi siamo nella condizione di poter dire una parola finale su questa pista". "Mi permetto di dire che, in alcuni casi come ad esempio la cosiddetta 'pista di Londra' siamo a mio avviso in grado di poter dire che Emanuela non è mai stata tenuta a Londra in un luogo religioso e che quelle mail a Pietro Orlandi probabilmente erano frutto di un inganno", ha continuato De Priamo spiegando che la Commissione tuttavia non ha elaborato una relazione tematica sulla pista di Londra "perché effettivamente c'è ancora da approfondire" la questione dei cinque fogli.
“Era comprensibile, questa pista ci avrebbe portato indietro di 42 anni perché quella della tratta delle bianche è stata la prima presa in considerazione”, dice all’Adnkronos Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, che alla pista delle ‘ragazze scomparse’ non ha mai creduto: “No, non posso credere che Emanuela sia finita in un giro di prostituzione, portata all’estero e basta. E tutto il resto? L’atteggiamento del Vaticano? Non ha senso”. “Io non escludo che ci siano scomparse legate, purtroppo, al giro di prostituzione internazionale ma cio’ non riguarda questa vicenda - sottolinea- Io ho sempre ritenuto che quello di Emanuela sia stato un rapimento preparato nel tempo con un ricattatore e un ricattato. Sono convinto sia stata presa per uno scopo: per ricattare qualcuno ma il movente e i motivi del ricatto ovviamente ancora non si sanno”. “Iniziare a scartare alcune piste è positivo come atteggiamento della Commissione - conclude- Io mi auguro che la prossima pista che possa scartare e’ quella cosiddetta parentale: spero venga esclusa il prima possibile perché e’ stata indagata a fondo 42 anni fa. E non lo dico per difendere un parente, ma per difendere la verità e per non perdere tempo”.

(Adnkronos) - Crispy, azienda parte del gruppo Engineering e specializzata nel design digitale, nell’innovazione della user-experience e nello sviluppo di soluzioni IoT, ha ottenuto con l’app Stiga.go l’iF design award 2026, uno dei riconoscimenti più ambiti a livello internazionale nel campo dell’innovazione e del design fisico e digitale. Si tratta del terzo riconoscimento internazionale ottenuto da Crispy nel giro di due anni, dopo il Red dot design award, sempre per l’app Stiga.go nel 2025 e per l’app My.Campy3.0 nel 2024.
La cerimonia di premiazione si è tenuta ieri a Berlino, durante la quale Davide Cremonesi, chief design officer di Crispy, ha ritirato il premio per conto dell’azienda. La soluzione Stiga.go è risultata una delle migliori tra oltre 10.000 candidature provenienti da 68 Paesi, convincendo una giuria internazionale composta da 129 professionisti del design indipendenti: un risultato importante che sottolinea la natura fortemente competitiva di questo concorso.
Commenta Davide Cremonesi, chief design officer di Crispy: “Questo riconoscimento attesta la solidità del nostro approccio: porre le persone al centro, rendere il design leva strategica di innovazione e utilizzare il digitale per generare risultati concreti e di qualità certificata. Il vero valore nasce infatti dall’integrazione tra design, business e tecnologia, sempre orientati a creare esperienze autentiche e significative per le persone proprio come la app Stiga.go. Come azienda parte del Gruppo Engineering, il nostro obiettivo è portare il design digitale a un livello superiore, contribuendo ad accelerare e sostenere i percorsi di innovazione dei nostri clienti”.
Stiga.go è la Smart home gardening app sviluppata da Crispy per Stiga, gruppo leader nella produzione e distribuzione di macchine e attrezzature da giardino. L'applicazione trasforma lo smartphone in un pannello di controllo per la gestione dei prodotti connessi dell'azienda, tra cui i famosi robot rasaerba autonomi, ponendosi come il principale punto di contatto digitale tra l'utente e la macchina. Oltre a guidare l’user passo dopo passo durante l’installazione, Stiga.go garantisce il controllo totale del device ovunque esso si trovi e in ogni momento, rendendo la cura del verde un'esperienza più semplice, immediata ed efficiente.
Per i sistemi a batteria Stiga, come i trattorini, l’interfaccia funge anche da dashboard virtuale: un assistente di bordo che monitora in tempo reale ogni dettaglio della sessione di taglio, dall’ottimizzazione energetica alla copertura del prato, fino allo stato di carica. Il successo di Stiga.go riflette la filosofia che guida ogni progetto di Crispy: in uno scenario iper-competitivo in cui i bisogni delle persone evolvono rapidamente e le aspettative verso i prodotti digitali crescono ogni giorno, il valore non sta nella tecnologia in sé, ma nella capacità di orchestrarla per creare esperienze rilevanti, capaci di rispondere ai bisogni reali degli utilizzatori finali.
Crispy fa parte dell’ecosistema di EngX, la realtà del Gruppo Engineering dedicata alla digital experience, che coniuga tecnologie digitali avanzate, creatività e design per esaltare l’esperienza dell’utente: un ecosistema nel quale Crispy porta la propria expertise nel design di prodotto e nell'IoT, amplificata dalla solidità tecnologica e dalla scala internazionale di uno dei principali gruppi italiani della trasformazione digitale.

(Adnkronos) - Jannik Sinner polemico a Madrid. Oggi, martedì 28 aprile, il tennista azzurro ha battuto il britannico Cameron Norrie imponendosi in due set con il punteggio di 6-2, 7-5 e volando ai quarti del Masters 1000 spagnolo. Al termine della partita però Sinner si è lamentato dell'organizzazione del torneo, dicendosi non soddisfatto degli orari delle partite, soprattutto quelle serali.
"È stato un orario piuttosto insolito per me, non so quando è stata l’ultima volta che ho giocato alle 11", ha detto nell'immediato post partita Sinner, "a me non importa l’orario., cerco sempre di dare il massimo. La questione era chi avrebbe giocato alle 16 tra me e Jodar, penso che sia giusto che giochi lui visto che ha finito molto tardi".
Poi la stoccata all'organizzazione del torneo: "Penso però che bisogna fare qualche aggiustamento nella programmazione della giornata", ha spiegato Sinner, "due partite a partire dalle 8 sono molto tardi. Anche se hai un giorno di recupero dopo, resta comunque molto molto tardi. Finisci di giocare all’1.30. Devi mangiare, bisogna fare il trattamento. Si fa molto tardi".

(Adnkronos) - La terapia epatica sperimentale efimosfermin, da somministrare 1 volta al mese, ha ottenuto la designazione di Breakthrough Therapy dalla Food and Drug Administration (Fda) statunitense e la designazione di Priority Medicines (Prime) dall'Agenzia europea per i medicinali (Ema) per il trattamento della steatoepatite associata a disfunzione metabolica (Mash). Lo annuncia Gsk in una nota, ricordando che la designazione di Fda è pensata per accelerare lo sviluppo e la revisione dei farmaci per patologie gravi, laddove le evidenze cliniche preliminari indicano il potenziale per un miglioramento sostanziale rispetto alle terapie disponibili. E la designazione Ema fornisce supporto scientifico e normativo per i farmaci che hanno il potenziale per rispondere a significative esigenze mediche insoddisfatte.
"La Mash colpisce milioni di persone in tutto il mondo ed è una delle principali cause di trapianto di fegato negli Stati Uniti e in Europa, ma le opzioni terapeutiche sono limitate per la maggior parte dei pazienti e inesistenti per coloro che presentano la forma più avanzata della malattia", afferma Kaivan Khavandi, vicepresidente senior, responsabile Ricerca e Sviluppo per le aree Respiratoria, Immunologia e Infiammazione e responsabile delle Scienze traslazionali e di Sviluppo di Gsk. "Queste designazioni - sottolinea - riconoscono il potenziale di efimosfermin e riflettono il crescente slancio di Gsk nel campo della salute epatica. Riteniamo che efimosfermin abbia il potenziale per migliorare significativamente lo standard di cura, agendo direttamente sulla fibrosi epatica".
Le due designazioni - spiega la nota - sono state supportate dai dati relativi a pazienti affetti da Mash con fibrosi da moderata ad avanzata (F2/F3) e cirrotica (F4). Questi dati includono quelli di fase 2 a 48 settimane per pazienti con fibrosi F2/F3 che hanno mostrato un miglioramento della fibrosi e la risoluzione della Mash con efimosfermin somministrato 1 volta al mese rispetto al placebo. I dati hanno inoltre confermato un profilo di sicurezza ben tollerato, con eventi avversi lievi e transitori, tra cui nausea, vomito e diarrea. Efimosfermin - riferisce l’azienda - è attualmente in fase 3 con gli studi Zenith-1 e Zenith-2, che ne valutano l'efficacia e la sicurezza in pazienti affetti da Mash con fibrosi F2/F3. Si prevede che gli studi di fase 3 su pazienti affetti da Mash con fibrosi F4 inizieranno quest'anno. La Mash - chiarisce Gsk - è una malattia epatica cronica e progressiva che colpisce fino al 5% della popolazione mondiale ed è una delle principali cause di trapianto di fegato sia negli Stati Uniti che in Europa. L'accumulo di tessuto cicatriziale, o fibrosi, è un fattore predittivo chiave di gravi esiti per i pazienti, tra cui cirrosi, insufficienza epatica e cancro al fegato. Attualmente, le opzioni di trattamento specifiche per il fegato sono limitate per i pazienti con fibrosi da moderata ad avanzata e non esistono trattamenti approvati per la Mash cirrotica (F4).

(Adnkronos) - L’integrazione tra il mondo dello sport professionistico e l’innovazione tecnologica si consolida attraverso nuove strategie di comunicazione dirette alle generazioni più giovani. In questa cornice si inserisce la nomina di Raphinha, attaccante del FC Barcelona e della nazionale brasiliana, come volto ufficiale della nuova linea di smartphone focalizzata sulla fotografia. La scelta del calciatore riflette una filosofia aziendale che mira a connettere la dinamicità atletica con la creatività digitale, posizionando i nuovi dispositivi come strumenti di espressione personale in un mercato sempre più competitivo.
Il cuore tecnologico della serie 16 Pro, presentata ufficialmente il 17 marzo, risiede nel comparto fotografico progettato per il segmento premium mid-range. La configurazione hardware si distingue per l'adozione della fotocamera LumaColor da 200 MP, una risoluzione elevata finalizzata a garantire nitidezza anche in condizioni di scatto complesse.
L'introduzione, sulla variante Pro+, di un teleobiettivo periscopico con zoom ottico 3,5×, permette di ottenere ritratti con una profondità di campo naturale e una definizione dettagliata delle fisionomie, riducendo le distorsioni tipiche delle lenti grandangolari comunemente usate negli smartphone di fascia media.
La partnership nasce dalla volontà di interpretare la fotografia mobile non solo come atto tecnico, ma come forma di racconto identitario. Raphinha ha sottolineato come la semplicità d'uso sia fondamentale per catturare momenti autentici: “Per me è importante avere uno smartphone che mi permetta di esprimere la mia creatività in modo semplice e immediato, proprio come faccio in campo. Con la realme 16 Pro Series condivido questa energia e la voglia di connettermi con una nuova generazione che vive ogni momento con passione e autenticità”.
L'obiettivo dichiarato è rendere accessibili tecnologie di scatto avanzate a un pubblico giovane e ambizioso, trasformando lo smartphone in un punto di incontro tra performance hardware e narrazione visiva. La collaborazione con figure del calcio internazionale permette di parlare un linguaggio universale, capace di superare i confini geografici e di rafforzare l'identità del marchio come abilitatore di espressione creativa. In un contesto in cui i contenuti visivi di qualità sono il pilastro della comunicazione sociale, l'investimento sulla fotografia di nuova generazione diventa il driver principale per l'espansione della community globale di utenti.

(Adnkronos) - Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, secondo quanto si apprende, è a Palazzo Chigi. Fonti di governo precisano che il Guardasigilli ha incontrato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, nell’ambito di un colloquio programmato da tempo e dedicato a questioni già in agenda.

(Adnkronos) - L'inchiesta arbitri che sta scuotendo la Serie A è a un bivio. Giovedì 30 aprile è previsto l'interrogatorio dell'ex designatore Gianluca Rocchi, autosospesosi dall'incarico dopo aver ricevuto un avviso di garanzia dalla Procura di Milano, che l'ha iscritto al registro degli indagati, insieme al supervisore Var Andrea Gervasoni e altri esponenti del mondo arbitrale, per concorso in frode sportiva. Ma non è certo che Rocchi si presenterà davanti ai pm, mentre scoppia una nuova bufera riguardo il mancato rigore concesso all'Inter durante la sfida con la Roma della scorsa stagione.
L'accusa è di aver fatto pressioni dirette su alcuni arbitri a Lissone, impegnati in sala Var, e di aver designato direttori di gara "graditi all'Inter". Sul tavolo ci sono alcune partite della stagione 2024/25, ma l'elenco è destinato ad allungarsi così come gli indagati, tra cui però non figurano al momento né l'Inter né dirigenti nerazzurri.
Gianluca Rocchi potrebbe non presentarsi all'interrogatorio di giovedì. A confermarlo è stato l'avvocato Antonio D'Avirro, legale dell'ormai ex designatore: "Decidiamo domani se andare dal pm, non presentarsi resta un'ipotesi valida", ha rivelato a Radio CRC, "concorso? Siamo nell’oscurità degli elementi. Contestazione di frode pesante, Rocchi molto colpito. Caso Paterna? È stata rispettata la lealtà sportiva: rigore solare", ha detto in riferimento al contestato episodio di Udinese-Parma, quando secondo l'accusa Rocchi avrebbe fatto pressioni sulla sala Var.
"Domani decideremo come rispondere all'invito a comparire per il 30 aprile: se andare oppure avvalerci della facoltà di non rispondere", ha ribadito D'Avirro, "non conosciamo i dettagli dell'accusa di concorso in frode sportiva, siamo in una situazione di oscurità totale. Gli elementi di accusa li ignoriamo, non ci sono noti, ecco perché stiamo valutando che iniziativa prendere. Non presentarsi può essere un'ipotesi valida, devo confrontarmi oggi con il cliente e domani prenderemo una decisione e rilasceremo un comunicato. Quando vedrò gli atti, saprò rendermi conto di come sono andate le cose. Non faccio ipotesi, aspetto che mi vengano depositati gli atti e poi difenderò il mio cliente".".
"Come sta Rocchi? Bene non sta, si trova coinvolto in una tempesta. Nonostante sia una persona forte e capace, la contestazione di frode sportiva è pesante e quindi lui è molto colpito, ha detto il legale, "sul caso Paterna, il tema non è tanto se sia stato Rocchi o meno, ma se effettivamente si concretizzi la circostanza di frode sportiva".
"Chi è intervenuto ha corretto un errore in cui stava si incorrendo, perché è pacifico che quello fosse rigore: quindi colui che è intervenuto, anziché alterare il risultato della gara, che è la finalità che caratterizza il reato di frode sportiva, ha evitato che il risultato della gara venisse alterato, ha corretto un errore. È stata rispettata la lealtà sportiva, perché è chiaro che fosse un rigore clamoroso e plateale. Chi è intervenuto ha evitato che la gara venisse alterata", ha concluso D'Avirra.
Intanto arrivano nuove accuse. I riflettori si sono infatti accesi su uno degli episodi più contestati dello scorso campionato: il mancato rigore concesso all'Inter nella sfida contro la Roma nonostante un'evidente trattenuta di Ndicka su Bisseck. Anche se al momento il match di San Siro non fa parte delle partite citate nell'inchiesta, Repubblica riporta una testimonianza su un presunto dialogo 'sospetto' in sala Var.
Durante il check del Var sul contatto Ndicka-Bisseck infatti, il Var Di Bello avrebbe risposto "fatti i fatti tuoi" all'assistente Var Marco Piccinini, che indicava l'evidente fallo sul difensore nerazzurro. Il tutto, secondo la testimonianza, sarebbe avvenuto su indicazione diretta del supervisore Andrea Gervasoni, anche lui indagato e autosospesosi.
Al centro dell'inchiesta, che in molti hanno già definito una "nuova Calciopoli", ci sono al momento soltanto esponenti del mondo arbitrale. Il primo a ricevere avviso di garanzia è stato, come detto, il designatore Gianluca Rocchi, che ha poi deciso di autosospendersi dal suo incarico, seguito dal supervisore Var, anch'egli autosospesosi, Andrea Gervasoni.
A loro si sono aggiunti l'assistente Daniele Paterna, al centro della bufera per un rigore prima negato e poi concesso, secondo l'accusa dopo pressione diretta di Rocchi, in Udinese-Parma, e altri due assistenti alla sala Var, ovvero Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca. Il sospetto, in ogni caso, è che altri assistenti Var siano indagati, ma al momento resta un mistero l'identità, così come resta il giallo sulle persone "in concorso" che avrebbero, secondo i capi d'imputazione, contribuito ad alcune designazioni arbitrali 'pilotate' di fischietti che sarebbero stati graditi all'Inter.
Per l'accusa Rocchi avrebbe combinato, con altri soggetti al momento non precisati, la designazione dell’arbitro Andrea Colombo (gradito all'Inter, a dire di chi indaga) per la partita Bologna-Inter dell’aprile 2025, vinta dai rossoblù 1-0. Altrettanto avrebbe fatto con la designazione del direttore di gara Daniele Doveri per la semifinale di Coppa Italia tra Milan e Inter, in modo da evitare per l'eventuale finale e per le partite successive di campionato la designazione dello stesso arbitro, ritenuto in questo caso poco gradito ai nerazzurri.
Inoltre, come detto, in occasione della partita Udinese-Parma del primo marzo 2025 avrebbe violato il protocollo Var, che prevede l'autonomia delle sale di Lissone, bussando e inducendo la chiamata all’On field review dell’arbitro Fabio Maresca ai fini dell’assegnazione del rigore all’Udinese. Sotto la lente d'ingrandimento degli inquirenti ci sarebbero inoltre presunte pressioni sul Var in occasione di alcune partite, Inter-Verona della stagione 2023-24 (quella della gomitata di Bastoni a Duda, ndr) e Udinese-Parma dello stesso campionato. Tra le carte della Procura non ci sarebbero invece partite legate alla stagione in corso.
Andrea Gervasoni, supervisore Var, è indagato sempre per frode sportiva perché durante il match Salernitana-Modena (8 marzo 2025) avrebbe fatto pressione sull'addetto Var Luigi Nasca. Nasca compare anche in un altro episodio (insieme a Rodolfo Di Vuolo) cioè in Inter-Verona del 6 gennaio 2024, partita caratterizzata dalla presunta gomitata del nerazzuro Bastoni a Duda e dal mancato fischio del direttore di gara. Paterna, invece, era Var in una delle partite che compaiono nell'avviso di garanzia mandato a Rocchi: Udinese-Parma.
Sulla questione è intervenuto anche il presidente dell'Inter Giuseppe Marotta: "Noi non abbiamo arbitri graditi o non graditi", ha detto ieri il numero uno del club nerazzurro a Sky Sport, prima della partita di campionato contro il Torino, "sappiamo di aver agito nella massima correttezza, questo è il dato più importante che deve tranquillizzare tutti". Sotto i riflettori, c'è anche un presunto incontro sugli arbitri graditi e sgraditi all'Inter.
"Nella scorsa annata, non lo dico per lamentarmi, abbiamo oggettivamente avuto decisioni avverse anche acclarate, mi riferisco ad esempio al rigore di Inter-Roma. Sono tranquillo, siamo estranei e lo saremo in futuro. Se ci aspettatiamo che qualcuno venga ascoltato? Sono stato molto chiaro, non ho nulla da aggiungere”.

(Adnkronos) - "L'impatto dell'ipoparatiroidismo sulla vita dei pazienti, soprattutto nei casi non controllati, può essere molto diverso da paziente a paziente. Alcuni riescono a condurre una vita del tutto normale grazie alle terapie convenzionali, basate principalmente su calcio e vitamina D, con una buona qualità della vita. Esiste però una quota, seppur minoritaria, di pazienti che non risponde adeguatamente a questi trattamenti. In questi casi la malattia diventa più difficile da gestire, perché alla base c'è la carenza di paratormone, spesso dovuta a un danno delle ghiandole paratiroidi. Questa carenza altera la regolazione del calcio nell'organismo, causando livelli nel sangue troppo bassi o, talvolta, troppo alti a causa delle terapie. Si tratta di condizioni che possono accompagnare il paziente per tutta la vita e incidere in modo significativo sul benessere quotidiano". Lo ha detto Andrea Frasoldati, presidente dell'Associazione medici endocrinologi (Ame) e direttore dell'Endocrinologia di Reggio Emilia, intervenuto alla conferenza stampa 'Dalla ricerca alla terapia - Rimborsabile in Italia palopegteriparatide per la gestione dell'ipoparatiroidismo', promossa oggi a Roma da Ascendis Pharma dopo l'approvazione da parte dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) della rimborsabilità di palopegteriparatide, terapia sostitutiva dell'ormone paratiroideo (Pth) indicata per il trattamento di adulti con ipoparatiroidismo cronico.
Le principali complicanze legate alla malattia, spiega Frasoldati, "derivano proprio dall'alterato equilibrio del calcio. In particolare, l'organismo fatica a trattenere il calcio, che viene eliminato in eccesso con le urine (ipercalciuria). Questo - sottolinea l'esperto - porta a un doppio problema: da un lato poco calcio nel sangue (ipocalcemia), dall'altro troppo calcio nelle urine. Per compensare i pazienti assumono più calcio, ma questo può provocare aumenti temporanei dei livelli nel sangue, aggravando ulteriormente l'eliminazione urinaria. Nel tempo, questo squilibrio può aumentare il rischio di calcoli renali, nefrocalcinosi e, nei casi più gravi, danni alla funzione dei reni".
E sul meccanismo d'azione del palopegteriparatide: "E' una forma sintetica del paratormone che agisce come terapia sostitutiva - illustra Frasoldati - La sua caratteristica principale è il rilascio graduale e prolungato nell'arco della giornata, che garantisce una copertura più stabile delle 24 ore. A differenza delle terapie precedenti, che richiedevano più somministrazioni giornaliere, questa soluzione consente un controllo più uniforme della malattia. Si tratta, di fatto, dell'ormone che mancava: un approccio già familiare in endocrinologia, dove si sostituiscono gli ormoni carenti. Le evidenze disponibili mostrano che questa terapia è in grado di riportare sotto controllo la malattia, soprattutto nei pazienti refrattari alle cure tradizionali".

(Adnkronos) - "Convivo con l’ipoparatiroidismo da 31 anni, quindi per oltre metà della mia vita. La diagnosi è arrivata dopo una tiroidectomia totale nel 1995, in un'epoca molto diversa da oggi dal punto di vista delle cure. Nel tempo ho imparato a convivere con questa patologia, che però ha sempre condizionato profondamente la mia quotidianità. E' una malattia imprevedibile: ogni giorno può iniziare e finire in modo diverso. I sintomi sono numerosi, così come i disturbi e i dolori, e questo incide su ogni aspetto della vita. Per questo l'arrivo di una nuova terapia rappresenta per noi un cambiamento fondamentale: finalmente si interviene sulla causa della malattia, fornendo ciò che ci manca, cioè il paratormone". Lo ha detto Simona Colonna, referente per il Lazio di Appi - Associazione pazienti ipoparatiroidismo, intervenuta alla conferenza stampa 'Dalla ricerca alla terapia - Rimborsabile in Italia palopegteriparatide per la gestione dell'ipoparatiroidismo', promossa oggi a Roma da Ascendis Pharma dopo l'approvazione da parte dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) della rimborsabilità di palopegteriparatide, terapia sostitutiva dell'ormone paratiroideo (Pth) indicata per il trattamento di adulti con ipoparatiroidismo cronico.
Con l'approvazione in Italia del palopegteriparatide, per Colonna "dal punto di vista della gestione della malattia cambia tutto. Siamo ad una svolta. Con la nuova terapia - spiega la paziente - è sufficiente una piccola iniezione sottocutanea al mattino e poi si può affrontare la giornata senza il continuo pensiero dei farmaci. Prima, invece, la vita era scandita da una gestione costante: quando prendere il calcio, quanto muoversi, evitare sforzi come fare le scale. Era un condizionamento continuo".
"Oggi si può tornare a stare bene, con una drastica riduzione dei sintomi. Significa passare da una vita limitata dalla malattia a una vita molto più libera e serena. Ed è questo il messaggio più importante: guardare al futuro con maggiore fiducia, grazie a terapie che migliorano davvero la qualità della vita. Sono felicissima", conclude.

(Adnkronos) - Un “mondo dell’odio talmente vasto, sempre più vasto”, una “valanga d’odio”, che “nonostante io abbia la scorta da anni e abbia 96 anni, trascina persone a mandarmi messaggi con scritto ‘perché non muori?’”. E' l'amara constatazione della senatrice a vita Liliana Segre. La senatrice a vita sopravvissuta all’Olocausto ha ricordato di quando da bambina “avevo mania di correre nei corridoi e andare a rispondere al telefono a muro. Finché venne la campagna razziale nel ‘38 e mio padre mi disse di non rispondere più al telefono. Di solito obbedivo ma qualche volta no: rispondevo e spesso quello dall’altra parte non era bambino, ma un uomo o una donna, che dicevano ‘perché non muori?’. Mai mi sarei aspettata, dopo tutto quello che c’è stato, a quasi 96 anni, di ricevere ancora tali minacce”. Quindi la domanda al ministro Piantedosi, definito “un amico che mi fa molto piacere”: “Sarà da curare?” chi la minaccia di morte online.
Quanto all'episodio di intolleranza verso la Brigata ebraica al corteo del 25 aprile a Milano in cui sfilava anche il figlio Luciano Belli Paci, Segre ammette che “da madre ero molto preoccupata”. “Ero molto preoccupata anche da figlia”, ha aggiunto la senatrice sopravvissuta all’Olocausto.
Sull'episodio è stata espressa la “condanna più netta e assoluta” e “una rinnovata solidarietà a chiunque abbia subito quell’atto vile” dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Mentre l’ex parlamentare Pd e presidente di Sinistra per Israele, Emanuele Fiano, presente al convegno, sottolineando che “sentirsi cacciati da una manifestazione che difende la libertà - ve lo assicuro io - non è una bella sensazione, è una ferita amara, che insieme bisogna risolvere, ma bisogna risolverla non pensando che ci sia la colpa da una parte e dall'altra”. Secondo Fiano “la folla dell'altro giorno ci deve preoccupare perché vuol dire che c'è un odio molto diffuso e che oggi bisogna stare attenti a fenomeni di massa”. Tuttavia, ha sottolineato Fiano, “penso che questa accusa di antisemitismo all'Anpi sia sbagliata, penso che invece serva dialogo”.
“Avrei delle critiche da fare sull'organizzazione del corteo. L'Anpi ha mosso una critica alla Brigata ebraica per essersi arrogata il diritto di stare in testa al corteo, ma invece la scelta legittima e motivata sicuramente da un problema di ordine pubblico di mettere la Brigata ebraica in quel posto è stata delle forze dell'ordine e a loro va chiesto il perché”, ha detto Fiano, ricostruendo che “dall’aver accusato la Brigata ebraica di arroganza istituzionale o di aver infranto i patti è nata una reazione uguale contraria, che non condivido. Non condivido neanche la critica che è stata fatta alla Brigata ebraica e bisogna fermarsi e parlare, perché il 25 aprile è la festa della Liberazione e la Brigata ebraica ne è un elemento. Non credo che tutti quelli che hanno inveito contro la guida ebraica urlando cose molto o poco commendevoli sappiano esattamente la loro storia. Per quello è giusto, ma questo lo dice anche l'Anpi, che la Brigata ebraica sfili al corteo”.
Dopodiché, ha aggiunto, “le regole comuni andrebbero riviste e io personalmente mi farò parte dirigente perché la prossima volta ci sia un discorso comune su cosa si può e cosa non si può fare in manifestazione per impedire che qualcuno ritenga che qualcosa è una provocazione, ma non si può certo comunque accettare che una minoranza del corteo decida chi può stare dentro il corteo o chi non può stare, questo vuol dire calpestare la Costituzione. Si può discutere su come ti presenti, su quali bandiere ci sono quali o non ci sono, se ci sono delle fotografie o non ci sono, si può discutere di tutto e io sono pronto a farlo, ma bisogna stare molto attenti a non produrre ferite”.

(Adnkronos) - "Fino a oggi il trattamento per l'ipoparatiroidismo" - malattia endocrina rara caratterizzata da bassi o inappropriati livelli di ormone paratiroideo, che determinano una riduzione dei livelli di calcio e un aumento dei livelli di fosfato nel sangue - "si è concentrato soprattutto sulla gestione dei sintomi, quindi il deficit biochimico, attraverso la somministrazione di calcio e vitamina D attivata per correggere lo squilibrio nel sangue. Si tratta però di un approccio 'cosmetico' che non interviene direttamente sulla fisiopatologia della malattia. Le nuove linee guida indicano un cambio di prospettiva: passare da una gestione puramente biochimica a un trattamento che agisca sui meccanismi alla base della patologia". Lo ha detto Riccardo Pofi, professore associato di Endocrinologia e Malattie del metabolismo alla Sapienza università di Roma e tesoriere della Società italiana di endocrinologia (Sie), intervenuto alla conferenza stampa 'Dalla ricerca alla terapia - Rimborsabile in Italia palopegteriparatide per la gestione dell’ipoparatiroidismo', promossa oggi a Roma da Ascendis Pharma dopo l'approvazione da parte dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) della rimborsabilità di palopegteriparatide, terapia sostitutiva dell'ormone paratiroideo (Pth) indicata per il trattamento di adulti con ipoparatiroidismo cronico.
"Questa nuova terapia, il palopegteriparatide - spiega Pofi - rappresenta un passo avanti importante. Gli studi dimostrano infatti come la somministrazione del farmaco, seppur giornaliera, permette di migliorare l'aderenza alle cure e, nella maggior parte dei casi, di ridurre o addirittura sospendere l'assunzione di calcio e vitamina D che fino ad oggi eravamo costretti ad utilizzare. In questo modo il paziente assume meno farmaci e beneficia di un trattamento più efficace".

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(Adnkronos) - Ascendis Pharma Italia - azienda biofarmaceutica globale focalizzata sullo sviluppo di terapie per il trattamento di malattie endocrine rare - annuncia di aver raggiunto un importante traguardo con l'approvazione da parte dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) della rimborsabilità di palopegteriparatide, terapia sostitutiva dell'ormone paratiroideo (Pth) indicata per il trattamento di adulti con ipoparatiroidismo cronico. L'ipoparatiroidismo è una malattia endocrina rara, caratterizzata da bassi o inappropriati livelli di ormone paratiroideo, che determinano una riduzione dei livelli di calcio e un aumento dei livelli di fosfato nel sangue, riporta Ascendis in una nota. La maggior parte dei pazienti sviluppa ipoparatiroidismo in seguito a danni o alla rimozione accidentale delle ghiandole paratiroidi durante un intervento chirurgico alla tiroide (circa il 75% dei casi). Altre cause non chirurgiche includono disordini autoimmuni, disturbi genetici e forme idiopatiche. La prevalenza stimata della malattia varia da 6,4 a 37 casi ogni 100.000 persone, con un'incidenza di 0,8-2,3 nuovi casi ogni 100.000 persone all'anno. In Italia si stima che ci siano circa 10.500 pazienti.
"L'ipoparatiroidismo è una delle condizioni endocrine in cui, per molti anni, è stato particolarmente evidente il divario tra la comprensione dei meccanismi biologici e la disponibilità di opzioni terapeutiche - spiega Diego Ferone, presidente nazionale della Società italiana di endocrinologia (Sie) - Si tratta di una patologia che richiede competenze specialistiche, continuità assistenziale e un approccio integrato, poiché il suo impatto va oltre il semplice controllo biochimico, influenzando significativamente la qualità della vita e gli esiti clinici a lungo termine. Rafforzare l'attenzione verso questa condizione significa riconoscerne la complessità e promuovere un approccio clinico più strutturato e consapevole".
Nei pazienti con ipoparatiroidismo - prosegue la nota - il deficit di Pth può essere associato a manifestazioni cliniche acute, come irritabilità neuromuscolare, e a complicanze a lungo termine, tra cui complicanze renali, calcificazioni extrascheletriche e alterazioni neurocognitive. "L'ipoparatiroidismo è una condizione che richiede una gestione continua e complessa, in particolare nei pazienti in cui è difficile mantenere un adeguato controllo della malattia - sottolinea Andrea Frasoldati, presidente nazionale dell'Associazione medici endocrinologi (Ame) - La difficoltà nel mantenere livelli stabili di calcio espone infatti a conseguenze rilevanti, ad esempio a carico delle funzioni neuromuscolari, cognitive e renali. Finora le strategie terapeutiche disponibili hanno consentito di controllare alcuni aspetti della malattia, senza tuttavia intervenire sulla causa alla base. La terapia sostitutiva con Pth, ora rimborsata dal Ssn, agisce sul deficit ormonale e può migliorare il quadro clinico dei pazienti che non rispondono adeguatamente alla terapia convenzionale".
Le Linee guida nazionali italiane sull'ipoparatiroidismo, presentate al 24esimo Congresso nazionale Ame a novembre 2025 - si legge ancora nella nota - evidenziano l'importanza di un monitoraggio clinico e biochimico rigoroso e di trattamenti appropriati per prevenire episodi acuti, ridurre il rischio di complicanze e migliorare la qualità della vita dei pazienti. "Per chi convive con l'ipoparatiroidismo, ogni giorno è segnato da sintomi come spasmi, formicolii e profonda stanchezza, che incidono su ogni aspetto della vita quotidiana, dalla dieta alla mobilità fino ai momenti più delicati dal punto di vista emotivo - afferma Simona Colonna, rappresentante Appi (Associazione per i pazienti con ipoparatiroidismo) Regione Lazio - La disponibilità di palopegteriparatide come nuova opzione terapeutica in Italia può rappresentare un cambiamento importante per i pazienti perché consente di intervenire sulla carenza ormonale alla base della malattia".
Palopegteriparatide è un profarmaco dell'ormone paratiroideo (Pth 1-34) che, somministrato per via sottocutanea 1 volta al giorno, consente un rilascio sostenuto di Pth attivo, mantenendo livelli fisiologici dell'ormone nell'arco delle 24 ore, descrive Ascendis. "L'approvazione della rimborsabilità di palopegteriparatide rappresenta una pietra miliare per i pazienti che convivono con l'ipoparatiroidismo in Italia, che avranno accesso a una terapia sostitutiva con Pth rimborsata, progettata per rispondere alle esigenze della gestione quotidiana della malattia - dichiara Thomas Carlo Maria Topini, direttore generale di Ascendis Pharma Italia - Come azienda, continueremo a lavorare con determinazione per rendere disponibili questa e altre innovazioni nell'ambito delle malattie endocrine rare, con l'obiettivo di contribuire in modo concreto e duraturo al miglioramento dei percorsi di cura dei pazienti".
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