
(Adnkronos) - Ha aggredito la fidanzata durante una lite e, quando è intervenuto il padre della giovane, lo ha colpito con tre fendenti, ferendolo al torace, all’addome e all’inguine. Un 22enne è stato arrestato dai carabinieri di Piombino (Livorno) con l’accusa di tentato omicidio. Il ferito è stato trasportato in ospedale in prognosi riservata, ma non sarebbe in pericolo di vita.
L’episodio è avvenuto nella notte di due giorni fa in un parcheggio del centro di Piombino (Livorno). L’intervento dei carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Piombino è scattato dopo una segnalazione arrivata al 112 da parte di alcuni cittadini, che avevano sentito urla e rumori provenire dalla strada.
Secondo quanto ricostruito dai militari, la vicenda sarebbe iniziata con una discussione tra il 22enne e la fidanzata. La lite sarebbe rapidamente degenerata e il giovane avrebbe assunto un comportamento aggressivo, arrivando anche a danneggiare l’automobile della donna. La fidanzata avrebbe quindi chiesto l’intervento del padre. Quando l’uomo è arrivato sul posto, tra i due sarebbe nata una nuova discussione. In pochi istanti il 22enne avrebbe estratto un coltello e colpito il padre della ragazza con tre fendenti.
I carabinieri si sono messi immediatamente sulle tracce del giovane e lo hanno rintracciato poco dopo. Secondo quanto riferito dall’Arma, il 22enne aveva ancora con sé il coltello utilizzato nell’aggressione, che sarebbe stato trovato con tracce di sangue e posto sotto sequestro. I militari hanno quindi effettuato gli accertamenti sul luogo della lite, repertando tracce ed elementi ritenuti utili alle indagini e raccogliendo le testimonianze delle persone presenti.
Il giovane è stato arrestato in flagranza e trasferito nel carcere di Livorno. Lunedì mattina, davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Livorno, si è svolta l’udienza di convalida. Il gip ha convalidato l’arresto e disposto per il 22enne la custodia cautelare in carcere.

(Adnkronos) - Kanye West, il rapper statunitense noto oggi come Ye, ha annunciato due concerti a San Pietroburgo, in Russia, per il prossimo ottobre. Gli spettacoli si terranno alla Gazprom Arena, impianto da circa 70mila posti, e i biglietti sono andati esauriti nel giro di poche ore dall’annuncio. I prezzi dei tagliandi oscillavano tra i 9mila e i 160mila rubli, equivalenti rispettivamente a circa 78 e 1.394 euro. La presenza di West rappresenta un evento di particolare rilievo, considerando che i grandi artisti occidentali sono diventati in larga parte assenti dalla Russia dopo l’invasione dell’Ucraina.
Il ritorno sulle scene internazionali del rapper arriva inoltre dopo un periodo segnato da numerose controversie. Nel corso degli ultimi anni West ha pronunciato ripetute dichiarazioni antisemite e filonaziste, arrivando anche a definirsi pubblicamente un nazista e a pubblicare una canzone intitolata “Heil Hitler”. Le sue dichiarazioni hanno provocato la sospensione dei suoi account social e la rottura di importanti rapporti commerciali, tra cui quello con Adidas.
A gennaio West ha pubblicato una pagina pubblicitaria sul Wall Street Journal per chiedere scusa, sostenendo di essere stato protagonista di un lungo periodo di comportamento maniacale, paranoico e impulsivo. Il rapper ha affermato di non essere nazista né antisemita e ha collegato le proprie condotte anche al disturbo bipolare. Le sue dichiarazioni sono state tuttavia accolte con scetticismo da alcuni osservatori, anche per la coincidenza con l'uscita del nuovo album Bully e con l'avvio del tour mondiale.
La tournée europea dell’artista ha subito pesanti contraccolpi. Diversi concerti sono stati cancellati in Francia, Polonia, Italia e Repubblica Ceca. Nel Regno Unito, invece, West è stato escluso dal Wireless Festival dopo che le autorità gli hanno negato l’ingresso nel Paese, motivando la decisione con il fatto che la sua presenza non sarebbe stata “conducive to the public good”, ovvero nell’interesse pubblico.
Altre date in Spagna, Portogallo, Paesi Bassi, Turchia e Albania si sono invece svolte regolarmente. A Madrid, secondo la televisione pubblica spagnola Rtve, fino al 60% del pubblico era composto da spettatori stranieri che non avevano potuto assistere ai concerti di West nei propri Paesi. Le esibizioni sono state accolte positivamente da diversi critici, che hanno sottolineato la spettacolarità della messa in scena e la partecipazione dell’artista.
Kanye West aveva già fatto parlare di un possibile concerto in Russia nel 2024, quando si recò nel Paese per partecipare ai festeggiamenti per il compleanno dello stilista Gosha Rubchinskiy, con cui ha collaborato. La sua scelta di esibirsi in Russia non è però stata accolta unanimemente. Il deputato conservatore Vitaly Milonov ha invitato il rapper a inserire nel repertorio anche canzoni tradizionali russe, in un intervento che riflette le posizioni fortemente anti-occidentali presenti in una parte del nazionalismo russo. Prima della guerra in Ucraina, la Russia ospitava regolarmente alcune delle principali star della musica internazionale. Negli anni il Paese aveva accolto artisti come Red Hot Chili Peppers, Lana Del Rey, Muse e System of a Down.
Dopo l'invasione, molte case discografiche hanno sospeso le proprie attività sul mercato russo e le esibizioni di grandi artisti occidentali sono diventate molto più rare. Negli ultimi anni hanno continuato a esibirsi soprattutto artisti di secondo piano rispetto alle grandi star internazionali, tra cui Tyga, DaBaby, Akon e Lil Pump. Jason Derulo ha inoltre tenuto concerti a San Pietroburgo e Mosca lo scorso anno, annunciando ai fan un possibile ritorno nell'ambito del tour mondiale del 2026. I due appuntamenti di ottobre fanno dunque di Kanye West uno dei nomi occidentali di maggiore rilievo a tornare a esibirsi in Russia dall'inizio della guerra. Una scelta che riporta il rapper al centro dell'attenzione internazionale, dopo mesi caratterizzati da cancellazioni, polemiche e dal tentativo di ricostruire la propria immagine pubblica. (di Paolo Martini)

La notizia dello chef Marco Barsi, deceduto a Forte dei Marmi per un malore, ha riportato l’attenzione su un problema che ritorna puntuale ogni estate: il caldo estremo a cui sono sottoposti i lavoratori nelle cucine professionali. Eppure, in Italia, non esiste una temperatura massima oltre la quale il lavoro in cucina debba essere sospeso. Il d.lgs. 81/2008, infatti, indica di rispettare delle generiche condizioni adeguate, senza stabilire una soglia sulla temperatura. Ad occuparsi di questa emergenza in corso è Restworld, piattaforma specializzata nel mercato del lavoro della ristorazione, che da inizio agosto ha ricevuto centinaia di segnalazioni dalle cucine professionali di tutta Italia.
Le immagini, inviate direttamente da cuochi e ristoratori, mostrano termometri che registrano temperature estreme durante il servizio, arrivando anche fino a 51,4 gradi documentati nella zona del cosiddetto pass. Diverse testimonianze dichiarano picchi anche superiori, fino oltre i 60, offrendo una testimonianza concreta delle condizioni in cui migliaia di professionisti lavorano nei mesi estivi.
"A inizio agosto abbiamo avviato una campagna di segnalazioni su questo problema, perchè ogni estate affrontiamo questa situazione come fosse un'emergenza imprevedibile, quando sappiamo perfettamente che si ripresenterà anche l'anno successivo", commenta Luca Lotterio, founder di Restworld. "La tragedia che ha colpito lo chef Marco Barsi ha colpito duramente tutti i lavoratori del settore, auspichiamo possa essere la scintilla per risolvere finalmente questo problema che affligge migliaia di ristoratori e dipendenti", avverte.
Le segnalazioni raccolte da Restworld sono centinaia e restituiscono una fotografia che attraversa l'Italia e tipologie di locali molto diverse. Tra queste, 15 testimonianze riportano le foto delle temperature durante e prima del servizio, con valori che vanno dai 30 gradi fino a superare quota 50. Il picco documentato arriva dalla provincia di Brindisi: 51,4°C con il 20% di umidità, rilevati la sera del 10 agosto da una cuoca con un termometro digitale appoggiato sul pass, con i fuochi alle spalle. In una cucina in provincia di Genova sono stati invece fotografati 50,5°C su una mensola sopra la piastra a induzione, mentre in una cucina d'albergo il termometro ha raggiunto 46°C durante il servizio. Qui lo strumento utilizzato era addirittura un termometro da freezer, portato in cucina per iniziativa di chi ci lavora: un dettaglio che racconta quanto sia ancora poco diffusa la misurazione della temperatura dell'ambiente di lavoro.
Le fotografie mostrano anche quanto possano cambiare le condizioni all'interno dello stesso locale. In una delle cucine monitorate, nella stessa sera sono stati rilevati 37,4°C al pass e 46,2°C nella zona della braceria, quasi nove gradi di differenza a seconda della postazione. Ancora più emblematico il caso segnalato in provincia di Varese, dove a luglio sono stati fotografati 45,7 e 47,1°C prima ancora dell'accensione della cucina e dell'inizio del servizio serale. E il caldo non risparmia neppure chi ha già provato a intervenire: il capo pasticciere di un laboratorio in provincia dell'Aquila ha documentato 30°C nell'ambiente nonostante il condizionatore fosse impostato a 16°C.
Dietro ai numeri ci sono poi le parole di chi quelle temperature le vive ogni giorno. Chi lavora in una cucina d'albergo che ha raggiunto i 46°C racconta che "è devastante lavorare a queste temperature, oltre a tutte le ore che dobbiamo fare stando in piedi e costantemente in movimento: farlo a queste temperature rende tutto più difficile". Un altro cuoco ricorda come il mestiere del cuoco non sia oggi riconosciuto tra i lavori usuranti, nonostante abbia conosciuto colleghi arrivati a sessant'anni "completamente distrutti" e non più in grado di affrontare una stagione.
“La normativa italiana impone ai datori di lavoro di valutare il rischio microclimatico e di adottare tutte le misure necessarie per tutelare la salute dei dipendenti, ma non stabilisce una soglia di temperatura oltre la quale sia obbligatorio interrompere l'attività. In pratica, la gestione del rischio viene affidata alle singole valutazioni aziendali”, spiega Luca Lotterio.
A rendere ancora più evidente questa anomalia è un altro aspetto poco conosciuto: nonostante le condizioni spesso estreme in cui operano migliaia di addetti alla ristorazione, il lavoro in cucina non è riconosciuto tra le attività considerate usuranti dalla normativa italiana. Il decreto legislativo 67/2011 individua infatti un elenco preciso di mansioni che danno accesso alle tutele previste per i lavori usuranti, ma non include il personale che trascorre interi turni davanti ai fornelli durante le ondate di calore.
"Dirlo con chiarezza - osserva Lotterio - è importante. Il riconoscimento del lavoro in cucina come attività usurante è una riflessione che il Paese dovrebbe iniziare ad affrontare. E' una battaglia che può unire lavoratori e ristoratori seri, perché entrambi hanno interesse a rendere le cucine luoghi di lavoro più sicuri e sostenibili".
Restworld sottolinea come il peso degli interventi non possa essere scaricato esclusivamente sui titolari dei locali. Perché raffrescare davvero una cucina professionale non significa semplicemente installare un condizionatore: le testimonianze raccolte mostrano una vera e propria scala degli investimenti, che può diventare particolarmente onerosa soprattutto negli edifici non progettati per sostenere gli impianti necessari. Un piccolo bistrot che ha investito circa 3.000 euro più Iva per installare due condizionatori, uno in sala e uno in cucina, oltre a un ventilatore, racconta ad esempio di registrare ancora 34-36°C in cucina, con punte di 40°C. Per intervenire sul ricambio dell'aria le cifre salgono ulteriormente: secondo Luca Gubelli, executive chef del Litta Palace Hotel e amministratore delegato della società Adòpra, per una cucina di circa 50 metri quadrati adeguare la cappa con un sistema di immissione dell'aria può costare 10-12.000 euro, senza però includere il trattamento e il raffrescamento dell'aria in ingresso.
Per raffrescare realmente l'ambiente, secondo Alessio Solinas, ex progettista di cucine professionali e professionista con quindici anni di esperienza nel settore, un buon impianto con climatizzazione parte invece da 12-15.000 euro e può arrivare a 18-20.000 euro quando entrano in gioco variabili come potenza e portata dell'impianto, percorso della canna fumaria, caratteristiche strutturali dell'immobile e tipologia delle attrezzature presenti.
Ma c'è un ostacolo ancora precedente, spesso invisibile: la potenza elettrica disponibile. Le segnalazioni raccolte da Restworld mostrano come, in alcuni locali, prima ancora di poter installare sistemi efficaci di climatizzazione sia necessario potenziare l'impianto elettrico. In uno dei casi documentati, una cucina completamente elettrica ha richiesto circa 25.000 euro di impianto e altri 4.000 euro di allaccio: quasi 30.000 euro di investimento prima ancora di abbassare la temperatura dell'ambiente di un solo grado. "Il ristoratore serio - prosegue Luca Lotterio - il problema lo vede eccome, ma dire semplicemente 'mettete l'aria condizionata' significa non conoscere come funziona una cucina professionale. In alcuni casi il primo investimento da affrontare non è nemmeno il condizionatore, ma l'impianto necessario per avere abbastanza corrente da accenderlo. Se vogliamo chiedere alle imprese di mettere in sicurezza le cucine dobbiamo anche creare le condizioni economiche perché possano farlo".
Per questo Restworld rivolge un appello al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e al ministero delle Imprese e del Made in Italy per valutare l'istituzione di un Fondo nazionale per le cucine professionali, destinato a sostenere gli investimenti necessari a rendere questi ambienti di lavoro più sicuri, efficienti e sostenibili. Secondo il Rapporto Ristorazione 2026 di Fipe, in Italia operano 324.436 imprese della ristorazione. Restworld stima che tra un quarto e la metà di queste attività, fino a circa 162.000 locali, disponga di una cucina in cui durante i mesi estivi il caldo può diventare un rischio per chi ci lavora. Considerando un costo medio di adeguamento di circa 22.500 euro per cucina, intervenire sull'intera platea potenzialmente interessata richiederebbe complessivamente tra 1,6 e 3,3 miliardi di euro. Una cifra che rende irrealistico immaginare un intervento generalizzato nell'immediato e che spinge Restworld a proporre di partire da una sperimentazione.
La proposta è quella di istituire un fondo pilota da 20 milioni di euro, prevedendo una copertura pubblica fino al 90% dell'investimento, pari a circa 20.250 euro per locale sulla base del costo medio stimato. In questo modo le risorse permetterebbero di sostenere l'adeguamento di circa 1.000 cucine professionali, raccogliendo dati concreti sull'efficacia della misura e costruendo un modello eventualmente estendibile negli anni successivi. Tra gli interventi finanziabili potrebbero rientrare il potenziamento degli impianti elettrici, l'installazione di sistemi di climatizzazione e trattamento dell'aria, l'adeguamento delle cappe e dei sistemi di immissione e ricambio dell'aria, la sostituzione delle apparecchiature più energivore con tecnologie moderne e, dove tecnicamente possibile, il passaggio a sistemi di cottura a induzione.
"Non chiediamo un bonus a pioggia - precisa Lotterio - chiediamo di avviare una sperimentazione seria su un problema che ogni estate coinvolge migliaia di lavoratori e di imprese. Sarebbe un investimento sulla salute delle persone, sulla qualità del lavoro e sulla competitività di uno dei settori più importanti dell'economia italiana".

(Adnkronos) - "Raggiungere sul gasolio i 3 euro al litro nei prossimi mesi non è difficile". A dirlo all'Adnkronos è Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli Italia, che guarda con preoccupazione all'evoluzione della crisi in Medio Oriente. La previsione non riguarda un aumento immediato, ma uno scenario che potrebbe concretizzarsi "in pochissimi mesi" se la situazione nello Stretto di Hormuz dovesse continuare a peggiorare e non arrivasse una vera "de-escalation". Oggi quella soglia non è ancora realtà, ma, avverte Marsiglia, "se continua così in pochissimi mesi si potrebbe arrivare a un stravolgimento".
Il nodo, infatti, resta lo Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi mondiali per il trasporto di petrolio e gas. "La situazione è andata sempre a crescere", spiega Marsiglia, sottolineando come nelle ultime ore non siano arrivati segnali tali da tranquillizzare i mercati. Il Brent si mantiene su livelli molto elevati, arrivando a toccare quota 92-93 dollari al barile, mentre "il gas a 63 euro/MWh".
Ed è proprio il gas, secondo il presidente di FederPetroli, a rappresentare una delle maggiori preoccupazioni per l'Italia. "Quello che preoccupa di più, nonostante il blocco dello Stretto e il gas, almeno per le famiglie e le aziende italiane, è che nei mesi di ottobre e novembre questi famosi 63 euro" possano "farsi sentire sui costi energetici". Ma gli effetti della crisi si stanno già facendo sentire alla pompa. "Quando la situazione è questa, anche i prezzi dei carburanti ne risentono: già da stamattina le medie nazionali sono cresciute di diversi centesimi", osserva Marsiglia. E il problema è particolarmente evidente sul diesel, dove gli aumenti stanno rapidamente erodendo l'effetto delle misure introdotte dal governo. Il riferimento è allo sconto sulle accise, pari a 17 centesimi al litro per il gasolio e valido fino al 25 agosto. "È uno sconto che certo può essere d'aiuto", ammette Marsiglia, ma "il diesel è arrivato a 2,60-2,68 già settimane fa".
Di fatto, il beneficio fiscale rischia quindi di essere assorbito dai rincari del prodotto. La domanda è allora quanto possa costare il gasolio a settembre e nei mesi successivi. La risposta di Marsiglia è netta: "Arrivare a 3 euro con la situazione di Hormuz, che va sempre peggiorando. In questo momento non c'è questa paura, però se continua così in pochissimi mesi si potrebbe arrivare a un stravolgimento". Il presidente di FederPetroli precisa però che "non è che arriviamo oggi a 3 euro". La soglia dei 3 euro sarebbe legata a una prosecuzione della crisi: "Per fortuna stiamo sotto i 3 euro al litro, però in qualche mese, in assenza di de-escalation, è possibile raggiungere questa soglia".
A preoccupare è anche la possibilità che la crisi finisca per compromettere la diversificazione delle forniture realizzata negli ultimi anni. "Già anche quello che si è fatto, ovvero la diversificazione dell'approvvigionamento energetico, sia per il gas e sia per il greggio, potrebbe compromettere diverse quote di mercato a livello internazionale", spiega Marsiglia. L'Italia, nel frattempo, ha aumentato gli acquisti da fonti alternative, compresi gli Stati Uniti. Ma anche questa strategia potrebbe incontrare dei limiti se la crisi dovesse allargarsi. "Noi abbiamo preso tantissimo, ad esempio gas e anche del greggio dagli Usa, ma anche loro hanno difficoltà con le loro riserve interne energetiche". Da qui il rischio di una "compromissione generale" legata alla situazione geopolitica.
"Fin quando però non si arriva ad una soluzione, anche con delle dinamiche che sono quelle di Gaza e quello del Libano e Israele, la situazione in Medio Oriente continua a rimanere stabile, ma in negativo, non in positivo", sottolinea Marsiglia.
Sul fronte italiano, intanto, potrebbe arrivare qualche margine di intervento da Bruxelles. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha chiesto maggiore flessibilità all'Unione europea sul fronte dell'energia. "Può darsi che riusciamo a recuperare qualche centesimo", dice Marsiglia, ma "bisognerà attendere". Resta poi il problema dello sconto sulle accise.
"Dal 25 agosto anche questo minimo, seppur minimo sconto, viene meno". E questo potrebbe tradursi "in un'ulteriore pressione sul prezzo finale del diesel proprio mentre le quotazioni internazionali restano elevate".C'è infine una domanda che riguarda una peculiarità tutta italiana: perché benzina e gasolio costano spesso più che nel resto d'Europa? "E' la tassazione", risponde senza esitazioni Marsiglia. "Noi abbiamo le accise, abbiamo una tassazione piuttosto alta sui carburanti".

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(Adnkronos) - Nicolas Altmayer, produttore cinematografico francese dei film "Agente speciale 117 al servizio della Repubblica - Missione Cairo" e "Giovane e bella", e Mathilde Favier, direttrice delle pubbliche relazioni di Dior, sono morti in un incidente stradale nel dipartimento delle Deux-Sèvres. Lo ha reso noto oggi la procura di Niort. La coppia è deceduta lunedì 17 agiosto intorno alle ore 16 su una strada dipartimentale ad Airvault, nel nord del dipartimento.
Il loro veicolo "si è scontrato con un mezzo pesante che procedeva in senso opposto, mentre stavano sorpassando un altro veicolo", ha precisato il viceprocuratore di Niort, Nicolas Leclainche, che ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo commesso da un conducente, al fine di determinare le circostanze esatte dell’accaduto.
Mathilde Favier, 57 anni, era direttrice delle pubbliche relazioni del marchio Dior, mentre Nicolas Altmayer, produttore cinematografico di 61 anni, era alla guida della società Mandarin & Compagnie insieme al fratello Eric. Era noto per aver prodotto i film "Nella casa", "La scuola è nostra", "Medellin" , e, più recentemente, "Alpha", di Julia Ducournau, e "Monsieur Aznavour", con l’attore Tahar Rahim.

(Adnkronos) - E' stato ritrovato oggi, martedì 18 agosto, su un fondale a una profondità di di 357 metri, nel lago di Como, il corpo del 21enne disperso dal 14 agosto nelle acque di Tremezzina. Il giovane turista si era tuffato da un motoscafo preso a noleggio al largo di Lenno e non era più riemerso. Coordinate dalla Guardia costiera le ricerche, attivate dall'allarme dato dalla fidanzata che era con lui, non si sono mai interrotte e sono state effettuate con l'utilizzo di un Rov, un robot sottomarino che può scendere fino a 500 metri di profondità.
Alle operazioni hanno partecipato, tra gli altri, i sommozzatori dei vigili del fuoco e il Gruppo volontari del Garda che è riusciti a individuare il corpo senza vita e a recuperarlo.

(Adnkronos) - Domani è il compleanno dell'ex presidente Usa Bill Clinton, 80 anni. Nel 2004 è stato sottoposto ad intervento di quadruplice by pass aorto-coronarico e nel 2010 ha subito un'angioplastica coronarica con l'impianto di due stetnt. Da allora ha cambiato decisamente stile di vita. "E' diventato un simbolo e un esempio per tanti pazienti che hanno vissuto il suo percorso clinico, soprattutto perché ha cambiato vita e ha scelto di diventare vegano. E' un punto molto importante perché 1 paziente su 2 ha una recidiva legata alla mancata aderenza alla terapia farmacologia e a stile di vita più sani. Lui invece c'è riuscito e domani festeggierà 80 anni. Un bel traguardo". Così all'Adnkronos Salute Leonardo De Luca, direttore Cardiologia Policlinico San Matteo di Pavia e vice presidente della Fondazione per il tuo cuore dell'Anmco (Associazione medici cardiologi ospedalieri).
La vita di un presidente degli Stati Uniti "è sottoposta a grandi stress e i problemi cardiovascolari - vissuti ormai 20 anni fa - erano collegati anche a quello, ma c'è la responsabilità di una stile di vita irregolare - continua De Luca - Oggi l'angioplastica è diffusa, le tecniche e le tecnologie hanno fatto enormi passi avanti. Ma da sole non bastano come non bastano i farmaci, serve la prevenzione secondaria. Il rischio di recidiva per la tipologia di pazienti come Bill Clinton è alta, le terapie di prevenzione secondarie spesso non vengono seguite. Non c'è un vero cambio di vita dopo un infarto - avverte il cardiologo - Pensiamo che dopo 3 anni, il 70% degli operati non è aderente alle terapie con le statine. Qui la colpa è un po' dei media e un po' nostra che non comunichiamo bene quanto conta l'aderenza alla terapia. Però la prima scelta è cambiare vita ed è quello che ha fatto Clinton e oggi è un esempio". Secondo De Luca, "non è che tutti debbano diventare vegani, sia chiaro, ma si devono evitare i grassi saturi, una dieta troppo ricca di zuccheri e lipi. Serve un controllo del peso e smettere assolutamente di fumare se ancora lo si fa. La dieta vegana, lo dicono recenti studi, riduce del 20% il rischio cardiovascolare ma deve essere bilanciata perché poi ci sono delle carenze come quella della vitamina B12".
"Oggi un infarto o un principio - come è accaduto nel caso di Clinton - non è una condanna, però la chirurgia, che ha permesso di salvare tante vite, da sola non basta se non si cambia registro. E' questo atteggiamento che portà alla longevità come è accaduto per Clinton", conclude il direttore cardiologia policlinico San Matteo di Pavia

(Adnkronos) - Non riescono più a dormire... per colpa dei fuochi d'artificio. In Inghilterra, la cittadina di Nelson, nel Lancashire, sta vivendo un insolito 'problema', con una famiglia che non riesce a riposare per i continui festeggiamenti nelle zone limitrofe. Lydia Ann Kay ha affermato che i suoi figli piccoli, tra cui il figlio di tre anni che a causa di una sospetta forma di autismo è molto sensibile ai rumori forti, vengono svegliati di continuo dai fuochi d'artificio sparati durante la notte.
La donna ha raccontato alla Bbc che a Nelson gli spettacoli pirotecnici si tengono almeno una volta a settimana e a volte continuano fino alle 4 del mattino, lasciando così la sua famiglia "priva di sonno" e il loro cane tremante. Kay, così come altri residenti, chiede quindi provvedimenti più severi contro i fuochi d'artificio, i veicoli rumorosi e la guida pericolosa, tanto che una petizione lanciata in città ha raccolto più di 2.100 firme.
Il consiglio comunale di Pendle afferma di essere a conoscenza della petizione e che i reclami relativi a fuochi d'artificio e rumore dei veicoli dovrebbero essere presentati alla polizia. "Sembra che la situazione peggiori di anno in anno", ha detto Kay, "sembrano diventare sempre più rumorosi. Entrambi i miei figli sono privati del sonno, e così anche noi genitori".
La donna ha rivelato che i fuochi d'artificio sono iniziati durante quella che ha definito la stagione dei matrimoni estivi e sono continuati "per tutta l'estate". Kay preferirebbe che i fuochi d'artificio fossero limitati agli spettacoli organizzati, ma ha affermato che anche limiti di rumore più bassi e controlli sulla loro vendita sarebbero d'aiuto. Il problema è diventato così pervasivo che la famiglia di Kay, che, stando a quanto riferito dalla donna, amava la propria casa e il quartiere, starebbe considerando un eventuale trasloco.

(Adnkronos) - Si chiama Joy, è un labrador di due anni e ha ricevuto il 'Premio Internazionale Fedeltà del Cane di San Rocco di Camogli' per aver fiutato il tumore al pancreas della sua padrona Barbara Guerra, salvandole così la vita. Per settimane, prima ancora che arrivasse una diagnosi medica, Joy aveva iniziato a comportarsi in modo insolito. Il labrador continuava a premere con il muso l'addome della sua mamma umana, sempre nello stesso punto.
Gli accertamenti hanno poi portato alla scoperta di un tumore al pancreas. Durante il periodo di terapia presso l'ospedale di Treviso, Joy è sempre rimasto al fianco della sua 'mamma'. Grazie alla collaborazione dell'équipe medica, è stato allestito all'interno della struttura uno spazio per permettere a Barbara e a Joy di incontrarsi durante la chemioterapia.
La storia di Joy e Barbara è stata condivisa oggi sui social anche da Luca Zaia, ex presidente della Regione Veneto, che ha sottolineato il legame speciale tra la donna e il suo cane: "Una storia che ci ricorda quanto possano essere importanti i nostri animali nei momenti più difficili: con la loro presenza sanno regalarci forza, conforto e un amore che non ha bisogno di parole".

(Adnkronos) - Sara Curtis ringrazia Jannik Sinner e punge... il calcio. La nuotatrice azzurra, reduce dall'Europeo di Parigi dove ha conquistato l'oro con record del mondo nei 50 metri dorso e il bronzo nei i 50 stile libero, dove ha firmato il nuovo primato italiano, ha ricevuto i complimenti da parte del numero 1 del mondo, che l'ha anche iniziata a seguire sui social.
Tra i due, insomma, è nato un rapporto che può essere il preludio a una vera e propria amicizia: "Un calciatore non sarebbe mai sceso dal suo piedistallo per farmi i complimenti come ha fatto Jannik Sinner", ha detto Curtis in un'intervista a La Repubblica, "al calcio va riconosciuto il ruolo storico e mediatico che ha ma questo non giustifica i commenti ignoranti e arroganti fatti sulle nostre discipline".
Curtis aveva espresso tutta la sua emozione per il messaggio di Sinner già a caldo dopo il bronzo conquistato nella finale dei 50 stile libero: "Quando mi ha scritto per farmi i complimenti ho urlato! Non ci potevo credere".
Rebeccu Arte, per far rivivere attraverso teatro, danza, musica e
letteratura l' antico villaggio quasi del tutto disabitato a pochi
chilometri da Bonorva. Un cartellone ideato e diretto da Valeria
Orani, tre festival, due residenze artistiche, un progetto dedicato
alla tradizione di Ognissanti.
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(Adnkronos) - E' stato identificato nel giro di poche ore il presunto pirata della strada che, nella notte tra il 16 e il 17 agosto, ha travolto e ucciso Paolo Pandolfi, 33 anni, nato a Pisa e residente a Vicopisano (Pisa). Si tratta di un uomo di 29 anni, individuato dai carabinieri della sazione di San Giovanni alla Vena e deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Pisa per omicidio stradale e omissione di soccorso.
L'incidente è avvenuto intorno alle ore 3:10 in Viale XX Settembre, a Vicopisano. Una pattuglia dell'Arma, già impegnata nei servizi di controllo del territorio, è intervenuta dopo la segnalazione di un uomo riverso sull'asfalto. I sanitari del 118, arrivati insieme ai militari, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso di Pandolfi. Il conducente del veicolo, dopo aver travolto il pedone, si era allontanato senza fermarsi e senza prestare soccorso. È così partita immediatamente la caccia al pirata della strada.
Decisivi si sono rivelati i rilievi effettuati sul luogo dell'investimento dai militari dell'aliquota operativa della compagnia dei carabinieri di Pontedera. Sull'asfalto sono stati recuperati diversi frammenti riconducibili al veicolo coinvolto, tra cui lo stemma frontale di un'autovettura. Gli investigatori hanno quindi passato al setaccio le immagini delle telecamere di videosorveglianza di un esercizio pubblico della zona. I filmati hanno confermato il transito, in un orario compatibile con l'investimento, di un'auto della stessa marca. A quel punto gli elementi raccolti sono stati incrociati con un controllo di polizia effettuato poco prima, durante lo stesso turno di servizio, in una frazione vicina. In quell'occasione era stato controllato un soggetto già noto agli uffici, alla guida di un'autovettura dello stesso modello e colore di quella ricercata.
I carabinieri sono quindi andati presso l'abitazione del 29enne. Nel garage hanno trovato l'auto: la parte anteriore era completamente distrutta, il parabrezza risultava infranto e sul veicolo erano presenti evidenti tracce ematiche.
L'autovettura è stata posta sotto sequestro penale per essere sottoposta ai successivi accertamenti di laboratorio. Il 29enne è stato invece deferito in stato di libertà all'autorità giudiziaria.
Gli elementi raccolti e la rapidità degli accertamenti hanno consentito ai carabinieri di chiudere il cerchio sul presunto responsabile nel giro di pochissime ore. Restano ora da ricostruire nel dettaglio la dinamica dell'investimento e tutte le responsabilità, che dovranno essere accertate nelle sedi competenti.

(Adnkronos) - Intervento killer su Federico Gatti da parte di un tifoso. Al termine dell'amichevole tra Juventus e Juventus Next Gen, tradizionale appuntamento che chiude il precampionato bianconero, c'è stata l'altrettanto consueta invasione di campo da parte del pubblico dell'Allianz Stadium, accorso sugli spalti per salutare la propria squadra in vista della nuova stagione, con la Serie A che scatterà il prossimo weekend.
Proprio durante l'invasione però un tifoso ha 'attentato' alle caviglie di Gatti. L'uomo, come mostrato da un video diventato rapidamente virale sui social, è corso verso il difensore bianconero entrando in scivolata e gettandolo a terra.
Un intervento killer che ha richiamato l'attenzione sia di altri giocatori che dei tifosi, che hanno circondato Gatti per sincerarsi delle sue condizioni.

(Adnkronos) - Giudizio immediato per Luca Spada, ex autista soccorritore accusato dalla procura di Forlì di omicidio volontario aggravato. Il decreto firmato dal giudice, che fissa la prima udienza davanti alla Corte di Assise di Forlì il 15 ottobre, riguarda la morte della ottantacinquenne Deanna Mambelli durante un trasporto sanitario in ambulanza nel novembre 2025.
“Il decreto di giudizio immediato apre finalmente il processo davanti alla Corte d'Assise, ed è quanto attendevamo - spiegano in una nota gli avvocati Massimiliano Starni e Massimo Mambelli, legali dei familiari della donna - Le persone offese si costituiranno parte civile e affronteranno il dibattimento senza esitazione alcuna: gli elementi raccolti dagli inquirenti sono di eccezionale consistenza e non temiamo in alcun modo il vaglio dell'aula. Confidiamo che il processo restituisca a Deanna Mambelli e ai suoi familiari la verità che meritano".
Su altre morte sospette il lavoro degli inquirenti sta andando avanti.
(Adnkronos) - Nella serata di ieri su Rai1 'Il Giovane Montalbano' in replica vince in prime time con 2.298.000 telespettatori pari al 20,6% di share. Secondo gradino dal podio 'Scherzi a Parte' su Canale5 che ha ottenuto 1.309.000 telespettatori con uno share del 12,8%. Segue 'Per Sempre Gino' in replica su Rai2 che ha conquistato 294.000 telespettatori con il 2.9% di share (anteprima di 35 minuti al 2,9% di share con 404.000 telespettatori). Su Italia1 la partita di Coppa Italia – Palermo-Lecce ha ottenuto 894.000 telespettatori (7% di share), su Rai3 'Filorosso' ha raggiunto 427.000 telespettatori con uno share del 4,1% (anteprima di un’ora al 2,9% con 411.000 telespettatori). Segue: su Rete 4 'Zona Bianca' che ha totalizzato 536.000 telespettatori (5,2% di share), su La7 'In Viaggio con Barbero' in replica che ha ottenuto 452.000 telespettatori (3.3% di share), su Tv8 'Dinner Club' che ha raggiunto 198.000 telespettatori (2,1%) e sul Nove 'Little Big Ital' che ha radunato 312.000 telespettatori (share del 3,3%).

(Adnkronos) - 'Ballando con le stelle' si prepara a tornare prossimamente in onda su Rai 1 con una nuova edizione, nuovi concorrenti e alcune importati novità nel cast dei maestri. Noemi Bocchi e Alessandro Matri sono solo alcuni dei nuovi protagonosti annunciati, ma chi saranno i loro maestri? Al momento Nikita Perotti e Giovanni Pernici sono quelli confermati.
I due maestri lo scorso anno hanno accompagnato in pista rispettivamente, Andrea Delogu (classificata al primo posto sul podio) e Francesca Fialdini (seconda classificata) nel loro percorso all'interno del dance show condotto da Milly Carlucci. Per annunciare il suo ritorno a Ballando, Perotti ha scelto un video in cui si esibiva tra gli alberi. Ma la performance si è rivelata un sogno, interrotta da una telefonata da parte di Milly Carlucci in cui le conferma la partecipazione alla ventunesima edizione del dance show di Rai1.
Anche Giovanni Pernice ha ricevuto la chiamata da Milly Carlucci. Il maestro, parlando nel video con Bianca Guaccero, ha scherzato sul risultato della scorsa edizione, sottolineando la necessità di "migliorare" dopo il secondo posto conquistato lo scorso anno.
Tra le novità della nuova edizione invece c'è la ballerina romana Gioia Giovanatti, che approda per la prima volta al dance show di Rai 1 nei panni di maestra: "Ballo da quando sono piccolissima e negli ultimi anni ho avuto la fortuna di lavorare in giro per il mondo, ma adesso sono qui pronta per voi. Non vedo l'ora di mettermi in gioco, di mettercela tutta e di potervi trasmettere la passione per il mio lavoro", ha raccontato.

(Adnkronos) - Nuovo acquisto per la Roma. Oggi, martedì 18 agosto, il club giallorosso ha raggiunto l'accordo con il Porto per il trasferimento di Rodrigo Mora, secondo le ultime news di calciomercato, che ragginungerà quindi la squadra di Gasperini a titolo definitivo. Dopo giorni di trattativa serrata, il ds D'Amico è riuscito a superare lo stallo delle ultime ore regalando quindi al proprio allenatore l'esterno offensivo portoghese.
L'operazione, secondo quanto riportato da SkySport, si chiuderà a titolo definitivo per 25 milioni di euro più il 50% sulla futura rivendita che sarà garantito ai portoghesi. I giallorossi avranno però la possibilità di ridurre o annullare completamente questa percentuale se decidessero di versare ulteriori 25 milioni nelle casse del club lusitano.
Rodrigo Mora è un esterno offensivo portoghese classe 2007, nato nel 2007, di appena 19 anni. Cresciuto nelle giovanili del Porto, ha fatto tutta la trafila nel vivaio dei lusitani, fino a esordire in prima squadra e diventare, nonostante la giovane età, un punto fermo della squadra allenata da Farioli. Nell'ultima stagione ha collezionato 34 presenze con due gol e un assist.

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