
(Adnkronos) - Scoprire cosa significa vivere con la neurofibromatosi, quali percorsi seguire, come orientarsi nella complessità di una malattia che richiede visite, controlli e la cura di tanti specialisti. E' l'obiettivo di 'La Nf minuto per minuto', il primo progetto di animazione realizzato in Italia dedicato alle neurofibromatosi (Nf). Un racconto per informare e dare forza alle famiglie che vivono ogni giorno con queste patologie rare, realizzato da Linfa - Lottiamo insieme contro le neurofibromatosi Aps, con il contributo non condizionante di Alexion, AstraZeneca Rare Disease. A fare da cicerone in questo viaggio è Vincent, piccolo leopardo curioso e gentile, mascotte dell'associazione, che guiderà il pubblico alla scoperta della Nf attraverso una serie di 10 episodi brevi e accessibili a tutti. Ogni episodio affronta un tema specifico del percorso di cura - dalle visite di controllo all’orientamento tra gli specialisti - con l'obiettivo di informare in modo semplice, rispettando la complessità della malattia e i bisogni reali di chi la vive.
"Il progetto - spiega Andrea Errico, presidente di Linfa - nasce dal desiderio di offrire alle famiglie uno strumento informativo utile e chiaro, affidabile, profondamente vicino alle persone che convivono ogni giorno con questa patologia rara. Abbiamo messo a punto tutti i contenuti sotto la supervisione rigorosa del nostro Comitato scientifico e in modo coerente con le necessità della comunità della Nf. Informare significa dare forza e vogliamo che nessuno si senta solo di fronte alla diagnosi. Al contrario, vogliamo accompagnare e sostenere le famiglie in ogni passo e esperienza legata alla malattia, nell'ottica di favorire anche una presa in carico più consapevole da parte di persone con Nf e caregiver". Alla realizzazione del progetto ha contribuito il disegnatore Marco Gavagnin, in arte Gava, che ha creato il personaggio di Vincent, poi animato da Giacomo Bompan. "Da tempo collaboro con l'associazione Linfa e ho abbracciato con passione questo nuovo progetto - racconta Gava - Ho realizzato le illustrazioni per 'La neurofibromatosi minuto per minuto' con la matita, ma soprattutto con il cuore. Lavoro assieme ad un fantastico team perché, come dice Vincent, la nostra mascotte, 'insieme siamo più forti'". La scelta dell'animazione non è solo estetica: è un modo di raccontare qualcosa di complesso e spesso doloroso con delicatezza e rispetto, senza mai perdere la capacità di sorridere, spiegano i promotori. L'illustrazione può abbattere muri dove le parole faticano ad arrivare, con l'effetto di aiutare a ridurre l'ansia, facilitare la comprensione e creare un legame più diretto e umano con chi guarda. E' lo spirito con cui sono stati pensati i video: uno strumento per le famiglie, ma anche per pediatri, insegnanti e operatori sanitari e per sensibilizzare chi, a vario titolo, entra in contatto con persone che convivono con la Nf.
Il lancio del progetto si inserisce in un momento importante per la Nf: dal 17 al 22 maggio torna 'Shine a Light 2026', l'iniziativa internazionale che ogni anno, durante la Giornata mondiale di sensibilizzazione sulle neurofibromatosi, riunisce associazioni, pazienti, famiglie e operatori sanitari di tutto il mondo per illuminare l'importanza della diagnosi precoce, dell'accesso alle cure e del supporto psicologico per chi convive con queste patologie. Questa serie animata è parte del contributo che Linfa vuole dare alla campagna globale, evidenziano dall'associazione, mettendo in luce come l'informazione e l'empatia possano trasformare l'esperienza di chi convive con la Nf. Tutti gli episodi della serie saranno disponibili sul sito di Linfa (linfaneurofibromatosi.org) e sui canali social dell'associazione (Facebook, Instagram e YouTube).

(Adnkronos) - Ornella Muti arriva al 79esimo Festival di Cannes per presentare 'Roma Elastica' di Bertrand Mandico e riflette sullo stato del cinema italiano, sul mito di Cinecittà e sulla visionarietà del regista francese che l’ha voluta nel cast. "Secondo me gli italiani non hanno tanta memoria", afferma quando le viene chiesto se il nostro cinema venga omaggiato abbastanza dagli italiani. "Abbiamo insegnato a fare il cinema, abbiamo avuto autori, attori, scrittori che hanno fatto storie meravigliose. Però è come se ce lo dimenticassimo e non ci va di ricordarlo, di esserne orgogliosi. E dovremmo esserlo, anche un po’ con la puzza sotto il naso volendo". Il discorso si sposta su Cinecittà, luogo simbolo del cinema italiano, celebrato nel film di Mandico. Muti ne parla con nostalgia: "Ho girato tantissimo a Cinecittà. Una volta siamo andati a vedere Fellini che girava 'E la nave va', una roba che non puoi dimenticare". Ricorda poi Il viaggio di 'Capitan Fracassa', girato interamente in studio: "Abbiamo fatto la pioggia, la neve, il sole, gli animali, la terra, i carri. Qualcosa di speciale. Un po' questo mi manca, questo si è un po’ perso".
Reduce dal David Speciale, Muti racconta cosa rappresenti per lei essere a Cannes con un film francese che parla di Roma e Cinecittà. "La Francia mi ama e questo mi riempie di gioia", dice. "Quest’anno non ci sono film italiani, ma almeno ci sono attori italiani: Asia Argento (recita in 'Death Has No Master' di Jorge Thielen Arman, ndr), Isabella Ferrari, Maurizio Lombardi e Franco Nero (tutti nel cast del film di Mandico, ndr). Siamo qui a rappresentare il cinema italiano, lo rappresentiamo in un film francese che parla della fatiscenza del nostro cinema". Alla domanda se questo film rappresenti un ritorno, Muti sorride: "Non so cosa vogliano dire i ritorni. Un attore scende e sale. Fa cose minori, poi risale. È il nostro percorso, soprattutto se scegli e dici dei 'no'. Sono molto orgogliosa".
L’attrice racconta di non essersi mai persa nei momenti lontani dal set: "Mi sono protetta, perché ho cominciato a lavorare che ero una bambina. Ero molto timida, lo sono ancora. È un lavoro pericoloso: quando c’è il momento di grande auge tutti ti vogliono, ti cercano, ti amano, e un po’ ci credi. Poi ci sono i bassi. Se non hai una base forte, rischi di perderti". La sua base è stata la famiglia: "Ho fatto una grande famiglia che mi tiene molto impegnata. I drammi accadono, le cose difficili anche. Questo - dice - mi ha dato una grande forza. Il quotidiano è la cosa più importante: il resto è meraviglioso, ma non è la tua vita. Se no, quando arriva un momento di basso, subentrano l’alcol, la droga, il perdersi. Io non mi voglio perdere".
In 'Roma Elastica' - prossimamente nelle sale italiane con Europictures e potenziale candidato alla prossima Festa del Cinema di Roma - Muti interpreta una conduttrice sopra le righe che ospita nel suo show Eddie (Marion Cotillard), un’attrice che ha conosciuto il grande successo in America e arriva a Roma per girare un film di fantascienza che potrebbe essere il suo ultimo. L'attrice di 'Romanzo popolare' racconta di aver inizialmente cercato un riferimento tra le presentatrici italiane, salvo poi capire che non serviva: "All’inizio ero dubbiosa, pensavo: 'Che tipo di presentatrice?' Poi ho capito che non c’era nessuno a cui riferirmi. Lei ha un modo tutto suo. È molto eccentrica, non gliene importa niente di chi sta intervistando: lei fa l’amore con la macchina da presa. Il resto c’è, ma per un attimo. Mi sono molto divertita".
Sulla visionarietà di Mandico, Muti è entusiasta: "È un regista fantastico, perché finalmente c’è qualcuno che ha il coraggio di rappresentare ciò che vede, ciò che sente. Oggi un po’ ci si conforma per cercare di avere successo. Lui no. Ha fatto un film visionario, felliniano, eccentrico come il mio personaggio. È meraviglioso per il cinema". Muti sottolinea inoltre lo sguardo del regista sulle donne: "Ogni personaggio, ogni donna appare con un carattere diverso. Isabella, per esempio, è coraggiosissima. Diversificare ogni donna e darle un carattere non è facile, soprattutto quando sono tante".
Quanto ai progetti futuri, l’attrice racconta di aver appena finito "le riprese di una serie con Christian De Sica ('The Label', ndr)" e "dovrei avere un ruolo nella serie di Pupi Avati" ('Gotico padano', ndr). Nei suoi programmi c'è anche il teatro: "Sto preparando una cosa. E poi chissà...". Infine, parla con affetto del suo fan più devoto, il regista Sean Baker, che le ha dedicato il cofanetto 'Ornella Muti 1970s', con quattro titoli restaurati e contenuti speciali inediti: "Troppo carino, mi scrive spesso. Io credo che abbia la collezione dei miei poster più grande al mondo. In qualsiasi parte del mondo lui vada, riesce a trovare poster di film in cui ho recitato. L’ultimo dal Giappone. E poi mi manda la foto", conclude.

(Adnkronos) - Anche nell'era dell'Ai, il fattore umano conta. Ed è così che a Milano sul palco di 'Ieo con le donne' - consueto evento annuale organizzato dall'Istituto europeo di oncologia per le pazienti che hanno vissuto l'esperienza di un tumore del seno (quest'anno hanno superato quota 1.600), restano protagoniste le testimonianze. Come quella dell'ex ministro per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti: "Racconto la mia personale esperienza di donna a cui è stato diagnosticato un tumore e che ha dovuto subire una mastectomia bilaterale e lo faccio per dire alle donne che non siamo sole - dice dal palco la deputata di Azione - proprio perché sto sperimentando quella paura, quel senso di fragilità che la diagnosi di un tumore porta con sé, la fatica per le cure e l'intervento chirurgico. In realtà non mi sento una super donna e non penso di aver fatto un atto di coraggio straordinario. Semplicemente ho vissuto quel baratro e quel senso di paura e smarrimento che tutte le donne provano quando viene detto loro: hai un tumore al seno". Bonetti spiega di aver avuto "la fortuna di essere accompagnata in un percorso di screening genetico" in cui era inserita a causa della familiarità per la malattia, "e quando ho ricevuto la diagnosi - che è arrivata presto grazie a questo - non ero completamente sola". Un'altra fortuna è stata "poter chiedere aiuto alle persone che potevano accendere una luce in quel buio che all'improvviso si era fatto avanti nella mia vita. E queste persone sono i medici a cui mi sono rivolta. Via via, pur con tutta la fatica, si è aperto il percorso della cura, per me una cura chirurgica importante, significativa".
In quei momenti difficili, però, continua Bonetti, "ho sentito che lì c'era il rischio di sentirsi abbandonate. E ho pensato a tante donne che di fronte a questa paura e solitudine sono realmente abbandonate e si sentono bloccate. Quindi ho ritenuto di dover fare la mia parte, che è quella della voce e dell'azione per cambiare le cose che devono essere cambiate. Ho deciso di avere l'onestà di dire che sono una donna in un percorso di fragilità, che sto facendo fatica a muovere il braccio perché non ho ancora recuperato tutto il movimento, eppure posso parlare da un palco a tante donne che sono un po' mie sorelle in questo percorso. E' un modo per dirci che non c'è nulla di cui ci dobbiamo vergognare, che non c'è sguardo o stigma che può fermarci nel nostro essere donne e femminili. Si fa fatica, io lo sto vivendo, alterno le mie giornate tra lo scoramento di chi dice 'non tornerò più come prima' e la profonda consapevolezza che c'è una speranza e una prospettiva, e che anche questo pezzo di strada mi sta ricentrando. Credo sia una responsabilità prenderci davvero per mano".
Infine un appello per la prevenzione. "Quante donne non hanno questa opportunità? - si chiede Bonetti - E non è sempre e comunque colpa loro. Quante donne oggi per prendersi un permesso dal lavoro e andare a fare una mammografia o un pap test devono fare salti mortali e magari non hanno neanche la copertura da un punto di vista contrattuale per poterlo fare? Ci sono liste d'attesa" e altri ostacoli. "E alla politica compete cambiare le regole del gioco". Quando c'è un vuoto, poi, il rischio è di affidarsi alla Rete, e "la presenza così forte di un finto accesso all'informazione può portare a farsi autodiagnosi attraverso i chatbot e l'Ai. Lo dico come un appello: l'istinto di andare a chiedere lì l'ho avuto anch'io, ma dobbiamo essere consapevoli che questi strumenti sono costruiti in modo da essere rispondenti alle nostre aspettative. Se hai paura amplificano la paura, se hai bisogno di conforto amplificano questo aspetto, ma in entrambi i casi non ti stanno raccontando la verità. Noi come pazienti dobbiamo incontrare il medico, che deve conoscere la vita della paziente. Questo richiede consapevolezza e fiducia. Noi donne non possiamo rinchiudere la nostra solitudine in questa sterile interazione con uno strumento di informazione, che come tale deve essere usato".
E proprio all'Ai era dedicato un sondaggio condotto su un campione pilota di 170 pazienti dell'Ieo. Il messaggio che emerge per il momento è chiaro: dottor chatbot? No grazie. Quando una donna vive l'esperienza del tumore al seno difficilmente ricorre a strumenti di questo tipo, ha un approccio cauto, preferendo mantenere centrale il medico in carne e ossa come punto di riferimento del suo percorso. Secondo i dati, il 43% delle pazienti non utilizza mai i chatbot basati sull'Ai, come ChatGpt, per informarsi sulla propria salute; il 40% lo fa raramente e solo il 15% invece le consulta spesso. Tra le utilizzatrici, più del 45% ha l'obiettivo di interpretare un referto, il 24% di fare ipotesi sul proprio stato di salute e solo il 19% di prendere decisioni. "I chatbot - commenta Paolo Veronesi, direttore del Programma Senologia dell'Ieo, che ha condotto l'incontro - sono l'interfaccia accessibile a tutti dell'intelligenza artificiale, ma avendo possibilità informative tendenzialmente infinite, comportano anche dei rischi di cui bisogna essere consapevoli. Il ruolo centrale del medico va difeso e potenziato. Se vogliamo che i chatbot siano un vero aiuto per i pazienti, sta a noi e a tutto il mondo sanitario non lasciare quei vuoti che spingono le persone 'abbandonate' a cercare indiscriminatamente risposte e aiuto nell'Ai. Il rapporto umano non è delegabile alla tecnologia". D'altro canto, però, aggiunge Veronesi, "in medicina sono tanti i processi che l'intelligenza artificiale esegue meglio di noi umani con effetti che sono già tangibili nella diagnosi, nella terapia e nella ricerca oncologica. Un esempio è il sistema di intelligenza artificiale adottato in Ieo, che permette di migliorare la qualità delle immagini della Rm Diffusion Whole Body e di dimezzare la durata dell'esame da 40 a 20 minuti, contribuendo così a ridurre il disagio del singolo paziente e a ridurre le attese per un esame che diventa sempre più importante nella diagnostica oncologica. Più in generale la mole enorme di dati biologici e genetici, i cosiddetti 'Big data' su cui si basa la moderna oncologia di precisione, se analizzati attraverso sistemi complessi di Ai aiutano a creare percorsi diagnostico-terapeutici più efficienti, a migliorare l'efficacia delle terapie standard, e a velocizzare e potenziare i processi di ricerca per le terapie innovative".
Porta invece sul palco il suo amore per la musica Malika Ayane, ospite speciale della mattinata. Musica che può essere tante cose: medicina, terapia "per qualsiasi cosa, anche per le giornate storte - sottolinea - E' quella carezza calda quando non stai bene e hai diritto a non stare bene, così come la detonazione della forza grandiosa che hai quando stai bene. Può essere il modo di far funzionare le cose". E deve entrare sui grandi temi, "in primo luogo perché dobbiamo restituire un po' della fortuna che ci è capitata, ma questo vale per tutti: chi ha grandi risorse deve fare grandi investimenti; chi può cavarsela cantando una canzone, che canti una canzone". Così ha fatto Ayane, che a margine dell'evento, scherza e si definisce "una maratoneta anomala". Neanche tanto visto che ha appena affrontato la 42 km a New York, la sua prima maratona (che ha chiuso con un tempo di 4 ore, 18 minuti e 33 secondi). Parlando di questa sua passione si schermisce: "Non sono proprio esattamente l'esempio da seguire sulla condotta esemplare. Però, proprio perché nella realtà non siamo tutti asceti e, giustamente ci si gode anche la vita, quello che io consiglio alle donne è di fare prevenzione, il più possibile, cerco di farlo anch'io. Per cui andare a fare i controlli, imparare a capire quello che possiamo fare da sole, documentarsi sempre. E non avere paura, perché per fortuna sono stati fatti tantissimi passi avanti e ogni cosa fatta per tempo può essere meno spaventosa".

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(Adnkronos) - La campagna vaccinale 'Scrivi oggi il tuo domani', "approvata dal ministero della Salute e basata sugli spunti forniti dalle società scientifiche e dalle migliori evidenze cliniche, adotta un approccio innovativo: siamo tra i primi in Europa, e nel mondo, a introdurre l'Holobox, un avatar estremamente amichevole, capace di rispondere in modo accurato a ogni tipo di quesito". Lo ha detto Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata Msd Italia, all'incontro con la stampa organizzato oggi a Roma per presentare i dati dell'indagine condotta da Istituto Piepoli per Msd Italia, 'I tumori da Hpv: paure, atteggiamenti, comportamenti e strategie di prevenzione', condotta su un campione di 1.800 persone tra genitori, donne e uomini. L'appuntamento ha fatto da vetrina a Holobox, un mezzo innovativo che arricchisce la campagna di sensibilizzazione omnicanale lanciata lo scorso anno dalla farmaceutica.
"L'impegno di Msd in un progetto di prevenzione così importante - spiega Luppi - consiste, innanzitutto nel fornire innovazione, continuando a investire in ricerca e sviluppo, per offrire risposte sempre più complete alle esigenze future. Parallelamente, intendiamo proseguire nell'opera di corretta informazione ricercando strumenti innovativi e modalità comunicative che sappiano coniugare la forma corretta con il contenuto. L’obiettivo è fornire quel bagaglio di conoscenze indispensabile per compiere scelte consapevoli in materia di salute".
Ampliando lo sguardo sulla realtà italiana, Luppi evidenzia che, come azienda, "solo nell'ultimo anno abbiamo stanziato 129 milioni di euro" in ricerca e sviluppo. "La nostra presenza è significativa anche sotto il profilo industriale, contribuendo al Pil del Paese attraverso investimenti diretti e indiretti per circa 1 miliardo di euro. Generiamo un impatto occupazionale importante, con quasi 9mila posti di lavoro considerando l'indotto, caratterizzato da un elevato profilo di specializzazione: la maggior parte dei nostri collaboratori è laureata, con una forte presenza di giovani e donne. Siamo profondamente impegnati sui temi della diversità e dell'inclusione e - conclude - riguardo alla certificazione governativa sulla parità di genere, abbiamo orgogliosamente raggiunto il punteggio del 100%".

(Adnkronos) - Jhonatan Narváez vince l'undicesima tappa del Giro d'Italia, la Porcari-Chiavari di 195 km, oggi 20 maggio 2026. L'ecuadoriano del team Uae Emirates, al terzo successo in questa edizione della corsa rosa, batte in una volata a due lo spagnolo Enric Mas (Movistar), terzo a 8" l'italiano Diego Ulissi (Astana).
Per il settimo giorno consecutivo il portoghese Afonso Eulalio (Bahrain Victorious) conserva la maglia rosa di leader della classifica generale con 27" sul danese Jonas Vingegaard (Visma Lease a bike). Domani dodicesima frazione, con partenza da Imperia e arrivo a Novi Ligure dopo 175 km.
"E' stata una tappa difficile, soprattutto perché abbiamo mancato la prima fuga e poi anche la seconda. Dopo due ore di corsa dura ho provato a rientrare direttamente sulla testa della corsa. Mi sono difeso sulle salite, perchè ho capito che Enric era il più forte. Ero al limite perché siamo andati a tutta per tutto il giorno ma sono riuscito a farcela ancora una volta", dice Narvaez.
1. Afonso Eulalio;2. Vingegaard + 27''3. Arensman + 1'57''4. Gall + 2'24''5. O'Connor + 2'48''6. Hindley + 3'06''7. Storer + 3'28''8. Gee + 3'34''9. Pellizzari + 3'36''10. Harper + 4'09''.

(Adnkronos) - "I test genomici consentono oggi" miglioramenti "non solo in termini clinici - che è l'aspetto più importante - ma anche sotto il profilo economico e organizzativo. Nei primi 18 mesi di utilizzo dei test multigenici presso la nostra istituzione abbiamo registrato una riduzione di circa il 40% dell'impiego della chemioterapia". Lo ha detto Mario Giuliano, professore di Oncologia medica all'università Federico II di Napoli, intervenendo oggi nel capoluogo campano all'incontro 'Genomics at Work: The Evolution of the Patient Journey in Early Breast Cancer', dedicato all'evoluzione del percorso di cura nel tumore del seno in fase precoce.
"Grazie a circa 400 test effettuati nei primi 18 mesi, siamo riusciti a evitare quasi 1.700 accessi al nostro Day Hospital per la chemioterapia - chiarisce Giuliano - Questo si traduce in una riduzione dei costi legati ai farmaci e alle risorse umane coinvolte, ma anche dei costi indiretti: giornate di lavoro perse dalle pazienti, accessi al pronto soccorso, trattamenti necessari per gestire eventuali tossicità. Oltre alla riduzione dei costi clinici e umani, quindi, si registra anche un importante contenimento dei costi economici, grazie all’utilizzo dei test".
"E' fondamentale ottimizzare il trattamento, evitando chemioterapie inutili e quindi tossicità che possono essere risparmiate - rimarca l'esperto - I test multigenici ci aiutano molto. Tuttavia bisogna ricordare che il trattamento adiuvante", dopo l'intervento, "serve ad aumentare la percentuale di pazienti che guarisce completamente. L'obiettivo finale è quindi guarire le pazienti. I test non servono soltanto a evitare la chemioterapia nelle donne a basso rischio, ma anche a individuare quella piccola quota di pazienti - stimata intorno al 5% - che, sulla base delle sole variabili cliniche, non riceverebbero la chemioterapia, ma che invece, grazie al test genomico, risultano candidate a questo trattamento. In questi casi la chemioterapia è fondamentale perché, senza il test, si rischierebbe un sottotrattamento". Questa procedura "serve quindi sia a evitare tossicità inutili sia, più in generale, a ottimizzare le strategie terapeutiche oggi disponibili".

(Adnkronos) - Nuovo risultato internazionale per la cybersecurity offensiva italiana. Deas, società fondata da Stefania Ranzato e attiva nel settore della sicurezza informatica offensiva, ha conquistato il primo posto tra i team italiani e una posizione tra i migliori team mondiali alla "Global Cyber Skills Benchmark Ctf 2026: Project Nightfall", la competizione organizzata da Hack The Box e conclusa oggi.
L’evento è considerato uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati alle competenze offensive cyber e ha coinvolto centinaia di squadre provenienti da aziende tecnologiche, società di consulenza, università e organizzazioni specializzate nella sicurezza informatica di tutto il mondo.
Nel corso dei cinque giorni di gara, i partecipanti si sono confrontati con scenari avanzati di cyber warfare e incident response ispirati a moderne campagne Apt state-sponsored. Le challenge hanno riguardato supply chain compromise, cloud intrusion, reverse engineering, malware analysis, crittografia, blockchain security, hardware e Ics hacking, digital forensics.
Deas ha completato tutte le 69 challenge previste dalla competizione, raccogliendo tutte le 126 flag disponibili. Il cosiddetto "full clear" è stato raggiunto soltanto da 15 realtà al mondo.
La classifica finale assume particolare rilievo anche per il livello della concorrenza internazionale presente in gara. Il team italiano ha infatti concluso la competizione davanti a squadre riconducibili o associate a grandi realtà tecnologiche globali, tra cui Microsoft e Nvidia.
"Siamo estremamente orgogliosi del risultato raggiunto, frutto di uno straordinario lavoro di squadra di talenti unici", dichiara ad Adnkronos Stefania Ranzato, fondatrice di Deas.
"Le Ctf internazionali rappresentano oggi molto più di una semplice competizione tecnica. Sono ambienti ad alta pressione che misurano capacità operative reali: rapidità decisionale, coordinamento, resilienza e capacità di affrontare scenari complessi in tempi estremamente ridotti", sottolinea.
Per Ranzato, "essere stabilmente il miglior team italiano e competere ai vertici internazionali conferma il valore del lavoro svolto dal nostro straordinario team composto dai migliori hacker del nostro Paese e l’evoluzione delle competenze cyber offensive anche in Italia".
Il risultato ottenuto in "Project Nightfall" consolida un percorso di crescita già evidenziato nelle precedenti competizioni internazionali Hack The Box, dopo il primo posto italiano conquistato anche nelle edizioni 2024 e 2025 di "The Vault of Hope" e "Operation Blackout".
Negli ultimi anni le competizioni Ctf, Capture The Flag, sono diventate uno strumento sempre più utilizzato da aziende Fortune 500, governi e organizzazioni specializzate per valutare competenze operative avanzate, individuare talenti e rafforzare le capacità di difesa cyber.
Il risultato ottenuto da Deas si inserisce in un contesto di crescente maturazione dell’ecosistema italiano della cybersecurity, che vede un numero sempre maggiore di professionisti e team nazionali confrontarsi con successo nei principali circuiti internazionali.
Deas opera nel settore della cybersecurity con attività focalizzate su sicurezza offensiva, red teaming, vulnerability assessment, incident response e formazione avanzata. L’azienda partecipa regolarmente a competizioni internazionali e iniziative di ricerca nel campo della sicurezza informatica offensiva.

(Adnkronos) - "Oggi sappiamo che una parte dei tumori è collegata all'infezione da Papillomavirus. La sfida principale è quella di abbattere la mortalità legata a queste patologie e prevenire efficacemente la loro insorgenza. I dati confermano l'esistenza di strumenti preziosi in questo senso: la vaccinazione contro il Papillomavirus e la possibilità di effettuare uno screening per la diagnosi precoce delle lesioni precancerose o cancerose, attraverso il Pap-test o la ricerca del Dna dell'Hpv. Si tratta di strumenti importantissimi. La prevenzione primaria e quella secondaria consentono infatti di curare le persone o, ancora meglio, di evitare che si ammalino". Così Rossana Berardi, professoressa di Oncologia dell'università Politecnica delle Marche e direttrice Clinica Oncologica azienda ospedaliero-universitaria delle Marche (Aou Marche), partecipando oggi a Roma all'evento organizzato per presentare i dati dell'indagine condotta da Istituto Piepoli per Msd Italia, 'I tumori da Hpv: paure, atteggiamenti, comportamenti e strategie di prevenzione'.
"E' necessario considerare che anche gli uomini rappresentano una categoria a rischio - avverte Berardi - Per lungo tempo si è creduto che il Papillomavirus fosse determinante per l'insorgenza di tumori solo nelle donne, in particolare per quelli del collo dell'utero. Oggi sappiamo, invece, che esistono diverse tipologie di neoplasie Hpv-correlate: oltre ai tumori del collo dell'utero, parliamo di quelli dei genitali maschili e femminili e del distretto testa-collo, in particolare dell'orofaringe. E' quindi fondamentale riconoscere che anche i ragazzi e gli uomini hanno la necessità di attuare una prevenzione efficace contro questo tipo di patologia, facendo ricorso alla vaccinazione fin dalla giovane età".

(Adnkronos) - "Dal 2005 abbiamo dati che dimostrano come sia tecnicamente possibile effettuare un test genomico sul campione bioptico, ottenendo risultati altamente sovrapponibili a quelli ricavati dal campione tumorale definitivo. Questo è il primo elemento che deve essere compreso e recepito nella pratica clinica". Lo ha detto Carmine De Angelis, oncologo dell'Istituto nazionale tumori Irccs Fondazione G. Pascale, intervenendo oggi a Napoli all'incontro 'Genomics at Work: The Evolution of the Patient Journey in Early Breast Cancer', dedicato all'evoluzione delle cure nel tumore del seno in stadio precoce.
"Effettuare il test sul campione bioptico - chiarisce l'esperto - permette al gruppo multidisciplinare di avere indicazioni utili già nelle prime fasi del percorso terapeutico. Questo significa ridurre i tempi decisionali, ma anche l'ansia delle pazienti legata all'attesa dei risultati. Oggi abbiamo a disposizione nuove opportunità terapeutiche che potrebbero essere integrate nella pratica clinica. Per questo motivo, la possibilità di ottenere un rimborso del test genomico effettuato sui campioni bioptici rappresenterebbe un passaggio auspicabile. Non si tratta soltanto di anticipare i tempi - conclude De Angelis - ma anche di implementare strategie terapeutiche innovative e sempre più personalizzate, migliorando l'efficacia delle cure e la qualità del percorso assistenziale delle pazienti".

(Adnkronos) - "Per estendere realmente l'utilizzo dei test genomici" nel cancro al seno "è necessario continuare a fare informazione e formazione, sia a livello del personale medico oncologico sia delle associazioni di pazienti, che svolgono un ruolo fondamentale nel rendere le donne consapevoli della possibilità di effettuare un test capace di affinare in modo più preciso la scelta tra ormonoterapia e chemioterapia. Non è semplice, ma credo che in Italia si stia facendo un ottimo lavoro per portare in tutte le regioni un accesso uniforme a questi test". Così Grazia Arpino, professore associato di Oncologia presso il Dipartimento di Medicina clinica e Chirurgia dell'università degli Studi di Napoli Federico II, intervenendo oggi nel capoluogo campano all'evento dedicato all'evoluzione della medicina di precisione nel carcinoma mammario, dal titolo 'Genomics at Work: The Evolution of the Patient Journey in Early Breast Cancer'.
"Per superare queste disuguaglianze di accesso - suggerisce Arpino - è necessario monitorare i territori in cui si registra una minore richiesta dei test genomici e comprendere le criticità che ostacolano la prescrizione, anche quando esiste un'indicazione appropriata secondo gli standard clinici".
"Il nostro obiettivo primario non è mai stato semplicemente quello
di promuovere etichette o cantine, ma accendere i riflettori sul
patrimonio vitivinicolo del Nord Ovest della Sardegna e raccontare
questi territori nella loro totalità. Il vino ha un grande potere
relazionale ed è diventato lo strumento attraverso cui mettere in
connessione tutte le sfaccettature di una comunità". E' il
messaggio, scandito all'unisono, dei dodici vignaioli del Nord
ovest dell'isola che tre anni fa hanno unito le loro forze,
accorpando idee ed esperienze in giro per il mondo, per creare
l'associazione Vinos.
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(Adnkronos) - Sarà l'attrice e regista Greta Scarano a guidare le cerimonie di apertura e chiusura dell’83esima Mostra del Cinema di Venezia. L’indiscrezione, trapelata nei giorni scorsi, trova conferma da fonti cinematografiche interpellate dall’Adnkronos. La kermesse diretta da Alberto Barbera si terrà dal 2 al 12 settembre al Lido.

(Adnkronos) - Un nuovo titolo di Stato, orientato ai piccoli risparmiatori, con l'obiettivo di tutelarli dall'inflazione nazionale. E' il Btp Italia Sì, il nuovo Titolo di Stato indicizzato all'inflazione nazionale, che sarà riservato esclusivamente al mercato retail.
Sarà collocato, come per altre emissioni retail, nell’arco dell’intera settimana, da lunedì 15 giugno a venerdì 19 giugno 2026 alle ore 13, salvo chiusura anticipata. Il ministero dell'Economia spiega che il nuovo titolo avrà durata 5 anni e riconoscerà cedole semestrali legate al tasso di inflazione nazionale del periodo. Per sapere il tasso fisso minimo garantito bisognerà aspettare il 12 giugno prossimo, ma il dato finale potrà essere rivisto, ma solo al rialzo, alla chiusura del collocamento, in base alle condizioni di mercato. E' previsto, inoltre, un premio finale extra dello 0,6% del capitale investito per coloro che avranno acquistato il Btp Italia Sì nei giorni di emissione e lo avranno detenuto sino a scadenza.
Le cedole semestrali, spiega il Mef, saranno determinate con un meccanismo semplificato, basato su due sole componenti: tasso fisso, garantito anche in caso di deflazione, più tasso di inflazione nazionale rilevato dall'Istat nel semestre di riferimento. L'importo delle cedole sarà, quindi, calcolato applicando la somma dei due tassi al capitale nominale inizialmente investito. L'investimento potrà partire da un minimo di 1.000 euro, avendo sempre la certezza di veder sottoscritto l’ammontare richiesto. Il titolo viene acquistato alla pari e senza commissioni durante i giorni di collocamento, fermi restando i costi di gestione del conto titoli o del trading online richiesti e concordati con la propria banca laddove presenti. Confermata la tassazione agevolata per tutti i Titoli di Stato al 12,5% su cedole e premio finale extra, l’esenzione dalle imposte di successione, nonché l’esclusione dal calcolo Isee fino a 50.000 euro complessivamente investiti in titoli di Stato.
Il collocamento avrà luogo sulla piattaforma Mot (il mercato telematico delle obbligazioni e titoli di Stato di Borsa Italiana) tramite due banche dealer, Intesa Sanpaolo S.p.A. e UniCredit S.p.A. e due banche co-dealer, Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. e Banco Bpm S.p.A.

(Adnkronos) - "I test genomici sono analisi sofisticate effettuate sul campione tissutale dopo l'asportazione chirurgica del tumore al seno. Vengono utilizzati nei casi di forme ormonosensibili perché consentono di valutare una serie di parametri di espressione genica - da cui il termine test genomici - utili a stabilire se la paziente abbia realmente necessità di sottoporsi alla chemioterapia nella fase post-operatoria". Lo ha detto Michelino De Laurentiis, direttore del Dipartimento di Oncologia senologica dell'Irccs Fondazione Pascale di Napoli, intervenendo oggi nel capoluogo campano all'incontro 'Genomics at Work: The Evolution of the Patient Journey in Early Breast Cancer', dedicato all'evoluzione del percorso di cura del tumore al seno in fase precoce.
"I test genomici sono rimborsati in Italia grazie a un Fondo nazionale che distribuisce le risorse in maniera equa tra le diverse Regioni - spiega l'oncologo - Tuttavia, dai dati disponibili emerge che l'utilizzo di questo fondo non è omogeneo sul territorio nazionale. Esistono differenze sostanziali tra Regioni che utilizzano pienamente le risorse disponibili - sia al Nord sia al Sud - e altre, soprattutto del Centro-Sud, che invece ne fanno un uso più limitato. Le motivazioni sono diverse, ma presumibilmente sono legate ad aspetti organizzativi e, in parte, anche culturali. All'interno della stessa regione, inoltre, si osservano spesso differenze tra centri ad alta specializzazione, con maggiore esperienza nel settore, e strutture più periferiche che seguono un numero inferiore di pazienti con tumore al seno e mostrano una minore propensione a prescrivere questi test".
L'impiego di questi test apporta "benefici importanti innanzitutto alle pazienti, perché consentono di personalizzare il trattamento evitando spesso chemioterapie inutili, riservandole ai casi in cui sono davvero necessarie - chiarisce De Laurentiis - L'obiettivo non è evitare la chemioterapia a prescindere, ma fare la scelta terapeutica giusta per ogni paziente, evitando trattamenti che non apporterebbero benefici. Nella maggior parte dei casi si ottiene una riduzione del ricorso alla chemioterapia, con vantaggi anche per il sistema sanitario: non tanto per il costo del farmaco, oggi relativamente contenuto, quanto perché la somministrazione della terapia richiede personale, spazi dedicati e postazioni per infusione. Risorse che, grazie ai test genomici - rimarca l'oncologo - possono essere risparmiate e destinate ai pazienti che ne hanno realmente bisogno".

(Adnkronos) - L'attore e sceneggiatore George Eastman, al secolo Luigi Montefiori, uno degli ultimi giganti del cinema di genere italiano, protagonista di spicco degli 'spaghetti western', è morto la notte scorsa a Roma nella clinica 'Gemelli Curae', all’età di 83 anni, a seguito dell’aggravarsi del suo stato di salute. L'annuncio della scomparsa, come riporta l'Adnkronos, è stato dato dalla famiglia: lascia i suoi tre figli, Evelina, Arianna e Tommaso, di 36, 31 e 26 anni, la moglie Manuela, ed i suoi due nipoti, Giulio, di 4 mesi, figlio della primogenita Evelina, e Allegra, figlia di Arianna e Mattia Briga, di 2 mesi.
Due metri d’altezza, passato da rugbista, Montefiori aveva faccia da duro scolpita nella pietra e una carriera che ha attraversato numerosi generi - western, horror, thriller, fantascienza post-apocalittica, erotico e televisione popolare - senza mai perdere un grammo di personalità. E per sfondare sul grande schermo aveva scelto un nome americano, quasi mitologico, preso in prestito dal padre della pellicola fotografica.
Nato a Genova il 16 agosto 1942, trasferitosi a Roma inseguendo prima la pittura e poi il cinema, frequentò il Centro sperimentale di cinematografia sotto la guida del regista Nanni Loy, salvo abbandonarlo quasi subito per tuffarsi direttamente sul set di Cinecittà. Era il momento giusto: il western all’italiana stava vivendo la sua stagione d’oro, e quel gigante ligure sembrava uscito direttamente da una frontiera immaginaria. Così contribuì a successi come 'Bill il taciturno' (1967), 'Odia il prossimo tuo' (1968), 'Preparati la bara!' (1968), 'Il mio corpo per un poker' (1968), 'La collina degli stivali' (1969), 'Quel maledetto giorno della resa dei conti' (1971), 'Amico, stammi lontano almeno un palmo' (1972), 'Tutti per uno, botte per tutti' (1973).
Ma Eastman - negli anni è stato accreditato anche come John Cart, Alex Carver, Lew Cooper - è stato valorizzato anche in cult come 'Baba Yaga', che Corrado Farina trasse da Guido Crepax (1973). Perfetto in ruoli da cattivo come nel thriller on the road 'Cani arrabbiati' di Mario Bava (1974), fu sodale di Joe D’Amato, per cui fu sceneggiatore di fiducia e protagonista, lasciando un segno soprattutto nei panni dei mostruosi protagonisti degli horror 'Antropophagus' (1980) e 'Rosso sangue' (1981) ma anche nella stagione sexploitation in film come 'Sesso nero' (1980), 'Le notti erotiche dei morti viventi' (1980) e 'Porno Holocaust' (1981).
Sia come attore che come sceneggiatore, Eastman lavorò con i registi più rappresentativi del cinema di genere italiano, da Enzo G. Castellari ne 'I nuovi barbari' (1982) e '1990 - I guerrieri del Bronx' (1982) a Sergio Martino in '2019 - Dopo la caduta di New York' (1983) e 'Vendetta dal futuro' (1986), da Lamberto Bava in 'Blastfighter' (1984) e 'Le foto di Gioia' (1987) a Umberto Lenzi in 'La guerra del ferro - Ironmaster' (1984). Nella sua carriera c'è stato spazio anche per incursioni nel cinema d'autore, con il personaggio del Minotauro in 'Satyricon' di Federico Fellini (1969) al giocatore di poker nel dittico 'Regalo di Natale' (1986) e 'La rivincita di Natale' (2004) di Pupi Avati, che lo diresse anche in 'Bordella (1976), fino a un'apparizione in 'King David' di Bruce Beresford (1985).
Dopo aver affiancato D’Amato nella regia di 'Anno 2020 - I gladiatori del futuro' (1984), diresse, George Eastman diresse il fanta-horror 'Dna - Formula letale (1990). che gli valse il primo premio al Festival di Avoriaz. A partire dagli anni Novanta lavorò soprattutto per la televisione, come sceneggiatore di 'La squadra', 'Il maresciallo Rocca','Il cuore nel pozzo', 'Uno bianca', fino ai melodrammi popolari come 'L’onore e il rispetto' e 'Il peccato e la vergogna'. (di Paolo Martini)

(Adnkronos) - "La nuova opzione terapeutica apre nuove prospettive per i pazienti con Egpa". Benralizumab "è un farmaco più mirato rispetto ad altre terapie che si utilizzano oggi in questa patologia, in particolare i glucocorticoidi. Questo permette un'importante efficacia, sicurezza e un’ottimizzazione della qualità di vita per questi pazienti". Così Sara Monti, responsabile Uo Immunologia, allergologia e reumatologia, Istituto Auxologico Italiano di Milano, intervenendo oggi all'incontro con la stampa su 'Egpa - Granulomatosi eosinofila con poliangioite, le nuove prospettive terapeutiche', in occasione della rimborsabilità per l'estensione di indicazione di benralizumab, l'anticorpo monoclonale mirato per il recettore dell'interleuchina 5 degli esosinofili.
"L'Egpa è una malattia autoimmune rara che ha un picco di insorgenza intorno ai 40-50 anni di età - spiega Monti - E' causata da una vasculite dei piccoli vasi e fa parte delle cosiddette vasculiti Anca-associate. Nonostante sia rara, ha potenziali conseguenze molto gravi, per questo deve essere riconosciuta tempestivamente. In questa patologia gli eosinofili hanno un ruolo centrale - chiarisce - Sono coinvolti nella varie fasi della malattia, che spesso insorge con sintomi iniziali quali asma, polipi nasali. Quando l'infiltrazione" di queste cellule immunitarie interessa "gli organi si hanno le vere manifestazioni vasculitiche più severe, con potenziale danno rilevante e malattia molto grave".

(Adnkronos) - L'Egpa, granulomatosi eosinofila con poliangioite, "è una patologia rara e multisistemica che presenta diversi sintomi che influenzano la vita quotidiana dei pazienti soprattutto nella fase critica, ma anche in quella di mantenimento. Le terapie influiscono sul modo in cui i pazienti affrontano il loro percorso, ma lo fanno anche a livello mentale, poiché la diagnosi di una malattia rara può essere molto impattante sulla quotidianità di un paziente, ma anche su quella di caregiver, familiari e amici: ecco perché bisogna lavorare sulla presa in carico, ma anche su un percorso che permetta a queste persone di avere un atteggiamento positivo e di trovare soluzioni ideali per convivere con una patologia cronica". Lo ha detto Eugenia Durante, vice presidente di Apacs - Associazione dei pazienti con sindrome di Churg-Strauss, oggi a Milano all'incontro con la stampa in occasione del via libera, da parte di Aifa - Agenzia italiana del farmaco, dell'estensione di indicazione di benralizumab, 'anticorpo monoclonale in grado di agire sul recettore dell'interleuchina 5.
"I sintomi iniziali di Egpa sono molto simili a patologie comuni come l'asma cronica - spiega Durante - per questo la diagnosi può impiegare anni e comportare una frustrazione eccessiva sul paziente, che finisce col ritrovarsi smarrito, anche perché fatica a confrontarsi con persone nella sua stessa situazione, essendo una patologia rara. Per questo le associazioni sono utili: permettono di creare un network e di intercettare i bisogni dei pazienti in tutte le fasi della malattia, dalla diagnosi alla presa in carico, fino al mantenimento".
Fino a qualche anno fa "le terapie di Egpa erano molto limitate e riguardavano principalmente farmaci tipo steroidei e immunosoppressori - evidenzia Durante - L'arrivo di nuove opzioni terapeutiche biologiche, come benralizumab, ha cambiato notevolmente la vita dei pazienti e anche l'aspettativa di vita, così come il modo di affrontare la malattia nel quotidiano. Questo è importante tanto a livello terapeutico quanto a livello psicologico. Speriamo che nel futuro la ricerca prosegua e continui a proporre sempre nuove alternative ai pazienti".

(Adnkronos) - "L'approvazione della rimborsabilità da parte di Aifa - Agenzia italiana del farmaco, di benralizumab in Egpa, granulomatosi eosinofila con poliangioite, rappresenta un traguardo importante in una patologia rara e complessa che in Italia riguarda 1.400 persone. Questo traguardo lo si è raggiunto grazie ai risultati dello studio Mandara, il primo trial testa a testa tra 2 biologici, che ha fornito dei risultati fondamentali in termini di raggiungimento di remissione clinica nel 58% dei soggetti, e un'importante riduzione dell'uso dei corticosteroidi orali in oltre l'80% dei soggetti. In ben il 40% di questi si è avuta addirittura la totale sospensione dell'uso degli stessi corticosteroidi". Lo ha detto Raffaella Fede, direttore medico AstraZeneca Italia, oggi a Milano all'incontro con la stampa dedicato al rimborso per l'estensione di indicazione di benralizumab nell'Egpa.
"Da un punto di vista scientifico questi dati hanno una certa rilevanza a livello internazionale - sottolinea Fede - ma anche dal punto di vista scientifico se ne trae un certo beneficio per i pazienti, sia in termini di raggiungimento di remissione clinica, sia in termini di riduzione dell'assunzione del corticosteroide orale e di tutte quelle che sono le complicanze" correlate, migliorando "la qualità di vita dei pazienti. Benralizumab rappresenta il biologico diretto contro il recettore dell'interleuchina 5 espresso sugli eosinofili - spiega - E' una grande innovazione nell'ambito della precision medicine per le patologie che vedono i granulociti eosinofili con un ruolo centrale nel pattern dell'infiammazione. Grazie allo studio Mandara e all'indicazione delle Egpa, possiamo affermare il valore clinico e scientifico in termini sia di efficacia che di sicurezza di benralizumab in questi ambiti".
La stessa estensione dell'indicazione, inizialmente per "l'asma severa, che oggi parte da 150 eosinofili e non più da 300 - aggiunge Fede - è un'ulteriore grande conferma del valore di questo farmaco biologico nell'ambito delle patologie guidate dall'eosinofilo. AstraZeneca da sempre ha una grande ambizione nell'ambito respiratorio e immunologico, che è quella della remissione. Lo abbiamo visto sicuramente con l'Egpa, con lo studio Mandara, ma lo vediamo anche nell'ambito dell'indicazione di benralizumab per l'asma severa, così come in tutti gli altri biologici e nuovi trattamenti in sviluppo attualmente su queste patologie respiratorie e immunologiche. In particolare - conclude - sono in elaborazione nuove molecole con ben 15 studi di ricerca e sviluppo in fase 3 nel nostro Paese, con un ruolo centrale dell'Italia proprio nell'innovazione di molecole e di soluzioni per i bisogni clinici non ancora soddisfatti".
- ULASSAI, 20 MAG - Festival dei Tacchi - il teatro nel paesaggio
27/a edizione va in scena a Jerzu e Ulassai, dal 3 al 9 agosto.
Sette giorni 'In corsa con il coraggio', filo conduttore scelto dal
Cada Die, da 44 anni dedita a progetti teatrali di ricerca, impegno
civile e riflessione su temi attuali. Tra i protagonisti Giuliana
Musso, Dario Vergassola, Paolo Rossi,
Giuseppe Cederna, Max
Paiella, Daria Paoletta, Silvia Montagnini e Roberto Mercadini.
Sette giornate con 19 spettacoli, 15 tra attori e attrici, 6
musicisti, 3 laboratori, presentazioni di libri, 7 palcoscenici
naturali e urbani.
(Adnkronos) - Ha preso il via oggi il Milan Longevity Summit 2026, la piattaforma internazionale che, attraverso il concetto di One Health, mette in relazione salute umana, ambientale ed economica per ridisegnare il futuro della longevità. Per 4 giorni, all'Allianz MiCo, il summit trasformerà Milano in un laboratorio internazionale dedicato alla longevità e alla One Health Economy, attraverso un programma multidisciplinare che intreccia ricerca scientifica, salute, innovazione, finanza, tecnologia e trasformazione sociale. Dopo il saluto di benvenuto di Sharon Cittone, Ceo ed Executive Director del Milan Longevity Summit, e Marilena Citelli Francese, presidente di BrainCircle Italia, ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di Emmanuel Conte, assessore al Bilancio, demanio e piano straordinario casa del Comune di Milano. L'edizione 2026 - informa una nota - rafforza la vocazione internazionale dell'evento e si articola con panel, conferenze, keynote e sessioni dedicate su temi che spaziano dalla governance ai nuovi modelli economici e finanziari, fino all'innovazione tecnologica, dall'intelligenza artificiale alla biologia dell'invecchiamento, dalla medicina rigenerativa alla prevenzione e alle neuroscienze, fino all'impatto della longevità su società, lavoro e qualità della vita. Il programma si sviluppa attraverso 4 palchi principali (Longevity - Sciences and Research; Prosperity - Policy & Investment; Vitality - Market & Industry; e Humanity - People & Society ) che riflettono le dimensioni chiave della One Health Economy.
Accanto ai contenuti scientifici e istituzionali - spiegano gli organizzatori - il summit ospita sessioni B2B, innovation challenge, startup competition, workshop e momenti di networking, con la partecipazione di startup, investitori, imprese, università, centri di ricerca e organizzazioni internazionali impegnate nello sviluppo di nuovi modelli orientati alla salute, alla prevenzione e alla sostenibilità di lungo periodo. Tra i protagonisti dell'edizione 2026, un parterre internazionale di scienziati, Ceo, investitori e policy maker, tra cui il premio Nobel per la Medicina Thomas Südhof; Susana Muhamad, ex ministra dell'Ambiente e dello sviluppo sostenibile della Colombia ed ex presidente della Cop16; Sally Uren, presidente di Forum for the Future; Daniela Ibarra-Howell, Ceo e co-founder del Savory Institute; Kira Fortune, Regional Advisor Healthy Cities, Health Promotion and Wellbeing, World Health Organization; Carlo Ratti, professore presso il Massachusetts Institute of Technology; David Furman, professore associato e direttore del Buck Institute e Jay Olshansky, professore presso la Scuola di Sanità pubblica dell'università dell'Illinois a Chicago.
All'interno del Milan Longevity Summit, l'Innovation Arena sarà il cuore delle iniziative dedicate all'innovazione, all'imprenditorialità e al confronto tra aziende, startup e mondo della ricerca. Nella lounge Fineco, Platinum Partner del summit, si terranno incontri dedicati ai temi della longevità economica, dell'innovazione e dell'educazione finanziaria. Tra gli appuntamenti, la deep dive con John Fullerton, l'Innovation challenge 'Il costo invisibile della longevità' e 2 workshop di educazione finanziaria dal titolo 'Il futuro cambia: strategie per gestire il tuo capitale ad ogni età', con l'intervento di Roberto Fuccaro, Business Trainer di Fineco.
Il 21 maggio - riferiscono ancora gli organizzatori - Virgin Active promuove 'I luoghi della longevità', un confronto tra esperti sul rapporto tra benessere, relazioni, città e qualità della vita. In occasione dell'evento, il brand presenta una nuova ricerca che esplora dove e come gli italiani immaginano oggi la longevità, tra attività fisica, community e nuovi luoghi del vivere bene nel tempo. Intervengono Nic Palmarini, direttore del National Innovation Centre for Ageing (Uk) e co-founder dell’Edelman Longevity Lab; Valerio Solari, Longevity Doctor e divulgatore scientifico sui social; Felipe Crivelenti, Head of Brand Virgin Active Italia; Enrico Salvatore Murgia, sindaco di Seulo, uno dei territori simbolo delle Blue Zones italiane.
Spazio anche alle startup con la challenge organizzata da Startupbootcamp e Feat, articolata in 2 giornate in formato hackathon e culminante in una Startup Pitch Competition che vedrà protagoniste 15 startup impegnate nello sviluppo di soluzioni innovative nei settori della salute, della tecnologia e della longevity economy. Numerosi anche i panel scientifici e divulgativi, tra cui quello promosso da Named Group dal titolo 'Italian Longevity: from data to translational approaches and clinical strategies', insieme agli incontri organizzati da Linfit, Gessi e Vita Health. L'Innovation Arena ospiterà inoltre la cerimonia di premiazione della seconda edizione del Premio Longevitas, promosso dalla Fondazione Longevitas e dedicato a laureandi e neolaureati delle università italiane impegnati sui temi dell’invecchiamento attivo e della qualità della vita.
La giornata conclusiva del summit sarà aperta a tutti e ospiterà appuntamenti dedicati alla divulgazione e al coinvolgimento della cittadinanza. Tra questi, la sessione internazionale 'Longevity by Design: Building Community-Based Brain Capital', promossa da Aism - Associazione italiana sclerosi multipla e Milan Longevity Summit, dedicata al ruolo della salute del cervello e delle competenze cognitive nelle società che invecchiano. Al centro del confronto il concetto di 'Brain Capital', inteso come l'insieme di salute del cervello, capacità cognitive, competenze e resilienza individuale e collettiva. Nel corso della sessione sarà presentato il Brain Capital for Longevity Action Plan, un piano d'azione globale volto a definire una strategia condivisa per promuovere longevità in salute e prosperità nel lungo periodo. Sempre nell'ambito del summit, Aism porterà al Mico 'PortrAIts', una mostra itinerante dedicata ai sintomi invisibili della sclerosi multipla, realizzata con un uso etico dell'intelligenza artificiale e visitabile per tutta la durata dell’evento. Con lo Youth Takeover, il Milan Longevity Summit affida la chiusura della manifestazione alle nuove generazioni. Il 23 maggio il palco principale sarà interamente dedicato agli under 28 chiamati a condividere idee, proposte e visioni sui grandi temi che stanno ridefinendo il futuro delle nostre società. I giovani avranno l'opportunità di intervenire davanti a Ceo, premi Nobel, scienziati, investitori e policy maker provenienti da tutto il mondo, in un confronto che riconosce ai giovani un ruolo centrale nella costruzione del futuro. In anteprima esclusiva - evidenziano gli organizzatori - per i partecipanti al summit è inoltre previsto, presso lo stand SoLongevity, un firmacopie del libro 'Saremo tutti centenari', scritto da Alberto Beretta, direttore scientifico di SoLongevity e presidente del comitato scientifico del Milan Longevity Summit, edito da La nave di Teseo.
Per la prima volta nella storia umana - riporta la nota - vivere cent'anni non è più un'eccezione, ma una prospettiva concreta e il volume spiega come affrontarla al meglio. Nutrizione, esercizio fisico, genetica, medicina di precisione e molecole naturali: il libro offre strumenti concreti e scientificamente fondati per invecchiare in salute, a partire da oggi. Sarà inoltre presentato il nuovo libro di John Fullerton 'Regenerative Economics: Revolutionary Thinking for the World in Crisis', pubblicato da New Society Publishers. Nel volume, Fullerton delinea una visione innovativa dell'economia come organismo vivente intelligente, capace di adattarsi ed evolvere secondo i principi che regolano tutti i sistemi naturali. Un approccio scientificamente fondato che individua le cause profonde della crisi climatica, della perdita di biodiversità e delle crescenti disuguaglianze, proponendo un percorso concreto verso un modello economico orientato alla salute dei sistemi viventi, al benessere umano e a un futuro più equo e sostenibile.
Al di fuori dello spazio espositivo del MiCo, Il summit si apre anche alla città, con la BrainSpace House promossa da Lundbeck Italia. Tre diverse houses dedicate alla salute del cervello, esperienza gratuita e aperta al pubblico dal 20 al 23 maggio, in Piazza XXV Aprile a Milano.
Alla cerimonia di apertura sono intervenuti: Alberto Beretta, presidente del Comitato scientifico del summit e, con un videomessaggio, Giovanni Leonardi, capo del Dipartimento della Salute umana, della Salute animale e dell'Ecosistema (One Health) e dei Rapporti internazionali del ministero della Salute, e padre Alberto Carrara, presidente dell'Istituto internazionale di neurobioetica, promotore del Vatican Longevity Summit. A seguire, il keynote di John Fullerton, Founder e President del Capital Institute, tra i principali teorici della finanza rigenerativa a livello internazionale, moderato da Alessandra Perrazzelli, direttore Scientifico del Center for Digital Regulation Strategy e Visiting Professor presso il Politecnico di Milano.
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