
(Adnkronos) - Vittorio Brumotti, inviato di 'Striscia la Notizia' e campione di bike trial, si racconta a 'Ciao Maschio', ospite di Nunzia De Girolamo, nella puntata in onda sabato 23 maggio alle 17.10 su Rai 1. In una conversazione intensa, Brumotti parte dall’adolescenza, passa per la bicicletta trasformata in lavoro e arriva alla sua battaglia nelle piazze di spaccio e al ricordo di Diego Armando Maradona, conosciuto dopo aver scalato la Burj Khalifa. Da allora racconta di aver iniziato con il Pibe de oro un rapporto fatto di momenti privati, calcio e bicicletta: "Andavo a casa sua, cucinavo con lui, gli ho regalato una bicicletta" e "la prima cosa che mi ha chiesto è stata il prezzo. Io gli ho risposto 'ma sono io il ligure, cos’è che mi chiedi il prezzo?”. Ma il passaggio più forte arriva quando Brumotti racconta di di avere un video girato con Maradona in cui il campione diceva "La droga è una merda". E diceva che "la droga l’ha rovinato".
Per Brumotti, quel ricordo si lega direttamente alla sua battaglia contro la droga e contro le piazze di spaccio. "Devo essere sempre incisivo", dice. E sapere che Maradona parlasse della droga come di qualcosa capace di rovinare tante persone, aggiunge, per lui aveva un peso enorme. "Maradona l’ho proprio frequentato nel momento in cui cercava di redimersi". Nel corso dell’intervista, Brumotti torna alla prima immagine della sua adolescenza: il desiderio di una bicicletta da trial e i sacrifici dei genitori per comprargliela. Da quella bicicletta "mi sono promesso di trasformare la mia passione in una professione. Presto fatto è diventato un lavoro". Poi, con il tempo, capisce che non basta 'trickeggiare': "Era molto importante dialogare con le persone". Dopo dieci anni di inchieste sullo spreco di denaro pubblico, decide così di intraprendere una nuova battaglia: quella contro lo spaccio e le mafie. "Ho deciso di intraprendere la mia battaglia nelle piazze di spaccio e la lotta alle mafie. Sempre con una bicicletta".
Brumotti racconta il senso del suo lavoro nelle periferie difficili: andare nei luoghi dello spaccio, attirare l’attenzione attraverso lo sport, anche facendo "un po’ il deficiente", e provare a bloccare per qualche minuto le piazze di spaccio. "Con le relative conseguenze", ammette. Ma qualcosa, dice, accadeva: "Funzionava. Qualcuno si affacciava, oltre che insultarmi, si ribellava". L’obiettivo era provare a ispirare qualche ragazzo e "fare una rivoluzione all’interno di queste periferie difficili, difficilissime".

(Adnkronos) - Nella 'gara' degli ascolti tv, nella serata di ieri venerdì 22 maggio, 'La Forza di una Donna', soap turca in onda su Canale 5 conquista 2.454.000 spettatori con uno share del 17.9% e si aggiudica il primato, seguito dalla replica, su Rai1, di 'Semplicemente Fiorella', serata evento per festeggiare i 70 anni di Fiorella Mannoia, che registra 2.232.000 spettatori pari al 16.1% di share, e da 'Quarto grado' su Rete4 che totalizza 1.312.000 spettatori e il 10.8%.
A seguire, fuori dal podio: 'Propaganda Live' su La7 raggiunge 772.000 spettatori e il 6.2%; 'Fratelli di Crozza' sul Nove con 979.000 spettatori e il 5.8%; 'Jurassic World' su Italia1 con 832.000 spettatori e il 5.4%; 'Delitti in Paradiso' su Rai2 con 869.000 spettatori e il 5%, mentre su Rai3 'Iddu – L’ultimo padrino' ottiene 407.000 spettatori e il 2.5%, stessa percentuale di share di 'MasterChef' su Tv8 che totalizza 339.000 spettatori.
L'Access Prime Time se lo aggiudica la 'Ruota della Fortuna' su Canale 5 che totalizza 4.494.000 spettatori e uno share del 24.6%, seguito da 'Affari Tuoi' con 4.374.000 spettatori e il 24.1%. Buon risultato per 'Otto e Mezzo' su La7 con 1.505.000 spettatori e l'8.4%) mentre 'Un Posto al Sole' ottiene 1.274.000 spettatori e il 7.1%, 'N.C.I.S. – Unità Anticrimine' su Italia1 totalizza 1.043.000 spettatori e il 5.9% di share.
(Adnkronos) - Terminato l'Ecofin informale a Cipro, dopo l'Eurogruppo di ieri. Per l'Italia, rappresentata dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti che è dovuto rientrare a Roma ieri, continua la partita della flessibilità per affrontare la crisi energetica.

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La guerra in Iran e le tensioni nello Stretto di Hormuz si stanno
traducendo in una nuova pressione sui costi delle micro e piccole
imprese italiane e sarde in particolare. Non si tratta solo di
grandi industrie energivore o di trasporti internazionali: a essere
colpite in modo diretto e immediato sono soprattutto le attività di
prossimità, quelle che ogni giorno entrano nelle case dei sardi,
consegnano prodotti, effettuano manutenzioni, assistenza tecnica e
servizi sul territorio. Secondo l'analisi elaborata dalla Cna a
livello nazionale, l'aumento medio del gasolio può determinare
extra costi che oscillano tra 3 e 4 miliardi di euro l'anno
sull'intero sistema delle micro e piccole imprese italiane. Per la
Sardegna, la situazione è ulteriormente aggravata da una condizione
strutturale ben nota: i costi di insularità rendono già oggi il
carburante e l'energia mediamente più cari rispetto alle regioni
continentali, amplificando l'impatto di ogni shock sui prezzi
internazionali del petrolio. L'analisi della CNA quantifica gli
aggravi attesi categoria per categoria che possono arrivare anche a
oltre 10.500 euro annui.
In Sardegna, la lettura regionale del sondaggio Fadoi sullo stato
di lavoro nei reparti di medicina interna restituisce una
fotografia nella quale "gli ospedali fanno sempre più fatica a
garantire continuità con organici stabili e condizioni di lavoro
sostenibili". L'indagine è stata presentata al 31/o congresso
nazionale della Federazione dei medici internisti ospedalieri a
Rimini.
(Adnkronos) - "La data del 23 maggio ha segnato la storia della Repubblica. La strage di Capaci, manifestazione tra le più sanguinarie della disumanità mafiosa, fu un attacco di inedita ferocia contro la libertà e la dignità degli italiani". Lo sottolinea in una dichiarazione diffusa dal Quirinale il capo dello Stato, Sergio Mattarella, in occasione del 34esimo anniversario della strage in cui morirono Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
"Nell’anniversario, il primo pensiero, commosso, va a Giovanni Falcone, a Francesca Morvillo e agli uomini della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, barbaramente uccisi in quel tragico giorno. A loro saranno sempre uniti, con lo stesso filo della memoria, i nomi di Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, vittime della medesima strategia eversiva e anch’essi testimoni fino al sacrificio estremo dei valori costituzionali incompatibili con le trame infami della mafia. Il 23 maggio rappresentò l’avvio della riscossa civile, per questo è divenuto per gli italiani “la Giornata della legalità'. L’organizzazione criminale voleva piegare le istituzioni con la violenza e il ricatto, ma si è trovata di fronte a risposte inflessibili, subendo sconfitte irreversibili. Grazie a donne e uomini delle istituzioni, coraggiosi e tenaci. Grazie al contributo decisivo dei cittadini", la parole del presidente.
"Un impegno - sottolinea Mattarella - che non ha mai sosta, per combattere le zone grigie, l’indifferenza, le metamorfosi della piovra criminale. Giovanni Falcone, e con lui Paolo Borsellino, ce lo hanno insegnato: la mafia finirà grazie a istituzioni salde, ad azioni di contrasto efficaci e coerenti, con un impegno educativo che sappia far crescere la fiducia in un domani da costruire insieme. L’eredità di Falcone e Borsellino costituisce un patrimonio etico e civile che appartiene alla nostra democrazia. Pegno consegnato anzitutto alle generazioni più giovani'', conclude il capo dello Stato.
"Il 23 maggio 1992 l’Italia si fermò di fronte all’orrore della strage di Capaci in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e collega Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Ricordare oggi questa dolorosa pagina della nostra Storia significa non lasciare che il sacrificio di chi ha dato la vita per la giustizia venga dimenticato. Anche per questo dal 2002 si celebra la Giornata Nazionale della Legalità: un momento non solo per ricordare le vittime di tutte le mafie, ma per far conoscere soprattutto ai giovani l'importanza della legalità e dell'impegno civile. Perché è dalla memoria e dalle nostre scelte quotidiane che possiamo costruire un futuro libero dalla paura e dall’indifferenza", scrive la premier Giorgia Meloni sui social.
"In occasione dell’anniversario della strage di Capaci, l’Italia si inchina e rende omaggio a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e agli agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, barbaramente assassinati dalla mafia il 23 maggio 1992. Il loro sacrificio resta un monito e un’eredità morale per le Istituzioni e per tutti coloro che ogni giorno servono la Nazione con coraggio, onore e senso del dovere. Coltivare la loro memoria significa rinnovare l’impegno nella difesa della legalità e nella lotta contro ogni forma di criminalità mafiosa". Lo scrive sui social il presidente del Senato, Ignazio La Russa.
“Trentaquattro anni fa, nella strage di Capaci, persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Quel giorno la mafia colpì magistrati, donne e uomini dello Stato impegnati ogni giorno nella difesa della legalità e della sicurezza dei cittadini. Falcone e i suoi uomini conoscevano i pericoli, erano consapevoli dei rischi eppure scelsero di restare, di continuare a lottare contro la criminalità organizzata. Perché ci sono battaglie che non si possono abbandonare". Lo ha dichiarato il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi.
"Oggi rinnoviamo il nostro impegno a custodire la loro memoria e la loro eredità. Perché ricordare non è solo un esercizio di stile ma significa riaffermare con forza quel patto tra generazioni che ci spinge a proseguire lungo la strada tracciata, guidati dai valori che li ispirarono e che ognuno di loro onorò sempre con sacrificio e dedizione. La memoria di Giovanni Falcone e delle vittime delle stragi di mafia vive nelle scelte quotidiane di chi decide di servire lo Stato con onore e responsabilità”, conclude Piantedosi.
"Oggi rendiamo omaggio al magistrato Giovanni Falcone e a tutte le vittime di mafia. A 34 anni dalla strage di Capaci, rinnoviamo il nostro impegno nella lotta per la giustizia. Per il magistrato Falcone. Per tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita nella ricerca della verità. Non dimenticheremo mai". Così in un post sui social la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.

(Adnkronos) - L’attore canadese Stewart McLean, 45 anni, noto per le sue apparizioni nella serie Netflix 'Virgin River', è stato trovato morto dopo giorni di ricerche. Le autorità canadesi hanno confermato che il caso della sua scomparsa è stato trasformato in un’indagine per omicidio. A comunicarlo è stato l’Integrated Homicide Investigation Team, che venerdì 22 maggio ha annunciato il ritrovamento dei resti dell’attore nell’area di Lions Bay, una località costiera della Columbia Britannica, in Canada, situata tra Vancouver e Squamish, lungo la Sea-to-Sky Highway. La notizia è stata riportata dalla rivista "People".
McLean era stato denunciato come disperso il 18 maggio. Secondo quanto riferito dalla Royal Canadian Mounted Police, l’attore era stato visto per l’ultima volta il 15 maggio nella sua abitazione di Lions Bay. Il giorno successivo alla denuncia, le autorità avevano avviato un appello pubblico per raccogliere informazioni utili alle ricerche. Nel corso delle indagini, gli investigatori dellla polizia hanno raccolto elementi che hanno portato a ipotizzare un omicidio. “Attraverso le attività investigative sono emerse prove che indicano che il signor McLean potrebbe essere stato vittima di un omicidio”, si legge nel comunicato diffuso dalla polizia canadese. Dal 20 maggio il caso è stato affidato all'Integrated Homicide Investigation Team, che sta lavorando per chiarire la dinamica dei fatti.
Nel corso della sua carriera, McLean ha preso parte anche serie crime 'Murder in a Small Town', alla produzione true crime 'Happy Face' e al film televisivo 'The Killer Inside: The Ruth Finley Story'. Ha recitato in numerose serie tv come 'Supernatural', 'Travelers', 'Beyond', 'Silicon Valley - La valle del boom', 'Siren' e 'Delitti e misteri a Gibson'. (di Paolo Martini)

(Adnkronos) - Aumento costante delle massime e temperature sopra le medie stagionali. Dopo un maggio al fresco, ecco arrivare il ribaltone meteo e, con lui, un'estate in anticipo sui tempi. Nel mirino delle prossime ondate di calore saranno in modo particolare le regioni del Centro-Nord, mentre il Sud 'combatterà' ancora con qualche temporale. Sono queste le previsioni degli esperti per la giornata di oggi, sabato 23 maggio, e per i giorni a venire.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, ci conferma però che adesso l'atmosfera si prepara a un drastico e definitivo ribaltone. Le ultime emissioni dei modelli meteorologici confermano l'arrivo della prima, vera, ondata di calore del 2026, attesa proprio tra il 24 e il 27 maggio.
Per comprendere la portata di questa ondata di calore in arrivo, senza cedere a facili sensazionalismi, ci viene in aiuto la scienza, e in particolar modo i modelli meteo-climatici di ECMWF (Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine) con l’indice EFI (Extreme Forecast Index) che va da un minimo di 0 ad un massimo di 1.
Questo strumento permette di valutare quanto una situazione meteorologica prevista sia "anormale" rispetto al clima tipico del periodo: nei prossimi giorni, i valori dell'indice EFI sono previsti oltre 0,8 (su una scala massima di 1) non solo al Nord Italia, ma anche su Penisola Iberica, Francia, Inghilterra, Benelux e Germania.
In altre parole su queste zone avremo un evento raro per il periodo con un "campanello d'allarme" statistico indice di temperature destinate a collocarsi ben al di sopra delle normali medie climatologiche.
Entreremo in un periodo caratterizzato da un sensibile, costante aumento delle massime: il caldo si farà sentire in modo particolare sulle regioni centro-settentrionali, portandosi nettamente sopra le medie stagionali, almeno di 6-7 gradi.
Il picco di questa prima Ondata di Calore del 2026 si avrà mercoledì 27 maggio con 35°C in Pianura Padana nel triangolo bollente Emilia-Lombardia orientale-Veneto occidentale e 32-34°C facilmente raggiungibili su buona parte del Centro-Nord. Saranno valori tipici di luglio e non di maggio.
Al Sud e sul versante adriatico la stabilità non riuscirà, invece, ad imporsi in modo assoluto. Su queste zone, infatti, farà sentire la sua influenza una circolazione ciclonica attualmente posizionata sui Balcani. Questo afflusso di aria leggermente più fresca e instabile in quota manterrà vivo il rischio di locali temporali che colpiranno alcuni settori della dorsale appenninica.
In sintesi, dopo i capricci invernali di metà mese, l'Estate proverà a fare il suo primo ingresso ufficiale, concentrando però i suoi massimi effetti al Centro-Nord e lasciando il meridione alle prese con gli ultimi sussulti di un'instabilità tipicamente primaverile.
Sabato 23. Al Nord: sole, caldo in aumento. Al Centro: sole e caldo anche estivo. Al Sud: soleggiato, ma un po’ ventoso, alcuni temporali sulla Calabria.
Domenica 24. Al Nord: sole e caldo estivo. Al Centro: sole e caldo estivo. Al Sud: soleggiato, alcuni temporali su Calabria e Sicilia, più probabili sull’isola.
Lunedì 25. Al Nord: sole e caldo estivo. Al Centro: sole e caldo. Al Sud: soleggiato, alcuni temporali su Calabria e Sicilia.
Tendenza: anticiclone africano e caldo in ulteriore aumento fino a 33-35°C a metà della prossima settimana. Successivo probabile aumento dell’instabilità soprattutto sugli Appennini.

(Adnkronos) - Si sono concluse nel modo più tragico le ricerche di Corrado Lorenzi, 87 anni, e della moglie Fortunata Moriconi, 88 anni, scomparsi da giovedì mattina dopo essersi allontanati in auto dal borgo di Pomezzana, nel comune di Stazzema (Lucca). A ritrovarli senza vita, per un drammatico scherzo del destino, è stato un loro parente, dopo un’intera giornata di ricerche condotte da soccorso alpino, carabinieri, vigili del fuoco e guardia di finanza.
L’auto della coppia, un’utilitaria, è stata individuata in fondo a una scarpata profonda decine di metri, nascosta tra la vegetazione a poca distanza dal paese dove i due anziani vivevano da sempre. Secondo le prime ricostruzioni, il conducente avrebbe perso il controllo del mezzo all’altezza di un tornante di una strada secondaria, finendo fuori carreggiata in un violento volo terminato nel canalone sottostante.
Per i coniugi non c’è stato nulla da fare. L’ipotesi più accreditata è che all’origine dell’incidente possa esserci stato un malore improvviso dell’uomo alla guida. La vettura avrebbe percorso diverse decine di metri prima di ribaltarsi nella boscaglia. Molto complesse le operazioni di recupero delle salme, rese difficili dalla profondità della scarpata e dal terreno impervio. I soccorritori hanno lavorato fino a tarda sera di venerdì 22 maggio, illuminati soltanto dalla torre faro dei vigili del fuoco e operando in costante cordata per mettere in sicurezza il veicolo ed estrarre i corpi.
(Adnkronos) - A Donald Trump, che ieri ha incontrato i suoi consiglieri per la sicurezza nazionale, sono state presentate diverse opzioni per riprendere la guerra contro l'Iran. Lo ha detto alla Cnn una persona informata sull'incontro, avvenuto nelle stesse ore in cui le delegazioni di Qatar e Pakistan arrivavano a Teheran con la speranza di finalizzare un accordo per chiudere il conflitto. La riunione con il presidente, che si dice "frustrato" per l'andamento del negoziato con Teheran, si è conclusa senza una decisione sui prossimi passi.
La guerra contro l'Iran "finirà presto", ha detto intanto il presidente americano nel corso di un comizio a Suffern, ribadendo che Teheran "muore dalla voglia" di fare un accordo: "Vedremo cosa succederà, ma li abbiamo colpiti duramente e non avevamo altra scelta, perché l'Iran non può avere un'arma nucleare, non può averla". In una giornata in cui si sono rincorse news e rumors sui negoziati tra Iran e Usa e sull'annuncio di un accordo che potrebbe arrivare a ore, una notizia arriva quindi a sparigliare le carte: secondo quanto riferito ad Axios, Trump ha sollevato la possibilità di "un'ultima grande operazione militare, dopo la quale potrebbe dichiarare la vittoria e porre fine alla guerra".
Intanto, la tv satellitare al-Arabiya ha riportato ieri alcuni dei punti contenuti nella "bozza finale" di un possibile accordo tra i due Paesi con la mediazione del Pakistan: fine delle operazioni militari e della guerra mediatica, cessate il fuoco immediato tra Iran e Usa, totale e senza condizioni su tutti i fronti, garanzie per la libertà di navigazione nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman. Secondo le fonti citate dalla testata, un annuncio potrebbe arrivare presto. Un particolare, quest'ultimo, che non viene invece indicato dal servizio arabo dell'emittente che si limita a parlare di cauto ottimismo citando fonti pakistane.
Secondo quanto riportato, il testo prevede inoltre un impegno reciproco delle parti a non colpire infrastrutture militari, civili o del settore economico, l'impegno a rispettare sovranità, integrità territoriale e principio di non interferenza negli affari interni, oltre a un meccanismo congiunto per monitorare l'attuazione dell'intesa e risolvere dispute. Negoziati sulle questioni irrisolte inizierebbero entro sette giorni e una revoca graduale delle sanzioni americane viene indicata in cambio dell'impegno dell'Iran rispetto ai termini dell'accordo.
La fonte pakistana al canale in arabo ha sottolineato che "non esiste alternativa a un accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran". La fonte ha inoltre confermato che "ridurre le divergenze non è facile perché entrambe le parti hanno richieste elevate". La fonte ha poi indicato che "i contatti continuano per ridurre il divario sulle questioni dell'uranio e dello Stretto di Hormuz". La fonte ha osservato che "il punto critico nei negoziati è stato, e rimane, come gestire l'uranio altamente arricchito" e ha aggiunto che "le questioni principali dell'accordo richiedono un lungo periodo di negoziazione". Infine, la fonte ha affermato che il Pakistan ripone grande speranza nella Cina per far progredire il potenziale accordo tra Stati Uniti e Iran.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto intanto ieri un lungo incontro, "durato fino a tarda sera" con il capo dell'esercito pachistano, Asim Munir, in visita a Teheran. Lo riferisce il ministero degli Esteri in un post su Telegram, nel quale si precisa che Araghchi e Munir "hanno avuto uno scambio di vedute sugli ultimi sforzi ed iniziative diplomatiche per prevenire un'escalation delle tensioni".
Intanto, nelle ultime ore il ministro degli Esteri ha avuto colloqui telefonici con i colleghi di Turchia, Iraq, Qatar e Oman. In particolare, con il capo della diplomazia di Muscat, Badr al Busaidi, riferisce l'agenzia di stampa Tasnim, ha discusso "gli ultimi sviluppi regionale e gli sforzi diplomatici in corso per la fine della guerrra".

(Adnkronos) - Trentaquattro anni fa, il 23 maggio 1992, la strage di Capaci in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. In occasione della giornata in memoria della strage, questa mattina la Rete per la cultura antimafia nella scuola, insieme al Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Palermo e alla sezione di Palermo dell’Associazione nazionale magistrati, terrà una manifestazione davanti al Tribunale, in piazza Vittorio Emanuele Orlando. All’iniziativa hanno aderito venticinque istituzioni scolastiche siciliane, il Liceo delle scienze umane Avogadro di Biella, il Liceo statale Laura Bassi di Sant’Antimo (Napoli), l’Istituto comprensivo Guglielmo Marconi di Terni, l’Istituto omnicomprensivo Primo Levi di Sant’Egidio alla Vibrata (Teramo), l’associazione Libera Palermo e il Comitato AddioPizzo. Prevista la partecipazione di circa 2 mila studenti.
Gran parte dei partecipanti arriverà in corteo, organizzato dall’Istituto comprensivo Da Amicis-Leonardo Da Vinci e dall’Istituto comprensivo Alberico Gentili, con partenza alle 8.30 da via Serradifalco (davanti al plesso Leonardo Da Vinci). Il corteo, percorrendo via Serradifalco, piazza Principe di Camporeale, corso Finocchiaro Aprile, giungerà al tribunale dove ci saranno gli altri partecipanti. La manifestazione inizierà alle 9.30 con l’intervento introduttivo di Michelle Carnevale, studentessa dell’Istituto comprensivo Giovanni Falcone di Carini, scuola capofila della Rete per la cultura antimafia. A seguire ci saranno performance musicali, letture, rappresentazioni teatrali in memoria delle vittime della strage. Le performance delle scolaresche saranno intervallate da una serie di interventi dei rappresentanti del mondo della scuola, dell’associazionismo, del Consiglio dell’ordine degli avvocati, dell’Associazione nazionale magistrati. Si prevede di concludere la manifestazione alle 11.30 con un abbraccio simbolico al Palazzo di Giustizia.

(Adnkronos) - Una forte esplosione è stata avvertita nella notte davanti all'ingresso di un condominio in via Vincenzo Manzini, nella zona est di Roma, senza provocare feriti. Intorno alle 3:54, la squadra dei Vigili del Fuoco di Frascati è intervenuta sul posto a seguito di un forte scoppio. Secondo le prime informazioni raccolte sul luogo dell'esplosione, questa sarebbe stata causata presumibilmente da un ordigno collocato nei pressi del cancello d’ingresso dello stabile. La deflagrazione ha provocato ingenti danni al cancello condominiale, alla struttura della soffitta e alle vetrate presenti sui pianerottoli delle scale dell’edificio. Coinvolta anche un’autovettura parcheggiata davanti all’ingresso.
L’edificio interessato è composto da cinque piani fuori terra per un totale di 17 appartamenti. Sul posto sono intervenuti, oltre ai Vigili del Fuoco, anche la Polizia di Roma Capitale e la Polizia Scientifica, impegnati nei rilievi e nelle indagini per accertare l’esatta dinamica dell’accaduto e la natura dell’esplosione. Le operazioni di messa in sicurezza dell’area sono terminate nelle prime ore della mattinata.

(Adnkronos) - Si fa sempre più drammatico il bilancio dell'esplosione in una miniera di carbone nel nordest della Cina. Secondo l'emittente Cctv, i morti sono saliti a 82, mentre un precedente bilancio dell'incidente avvenuto nella miniera di Liushenyu parlava di 50 vittime. Sono in corso le operazioni di recupero e soccorso.

(Adnkronos) - Stasera, sabato 23 maggio, ultimo appuntamento con 'Dalla Strada al Palco Special', in prima serata su Rai 1. Il people show nato da un’idea di Carlo Conti per celebrare gli artisti di strada.
A commentare le esibizioni sarà una super giuria composta da Carlo Conti, Mara Venier, Nino Frassica, Bianca Guaccero, Enrico Brignano e Nek, già protagonista nelle precedenti edizioni nel ruolo di conduttore. Per la finale, il loro voto sarà svelato solo alla fine e avrà valore triplo.
Nella puntata finale tanti ospiti impreziosiranno le performance degli artisti in gara: Marco Masini, Mario Biondi, Michele Bravi, Pierdavide Carone, Mowgli, Luca Gaudiano, Banda dell’Esercito Italiano, Anna Chiara Amirante, Vittorio Grigolo, Carly Paoli, Vincenzo De Lucia, Lou Bega, Greta Zuccarello e Selma.

(Adnkronos) - Oggi, sabato 23 maggio, andrà in onda su Canale 5 'Pooh 60 - La nostra storia', lo speciale evento musicale dall'Arena di Verona dedicato a una delle band più amate e longeve della musica italiana. Alla conduzione ci sarà Michelle Hunziker.
Sul palco dell’anfiteatro veronese, Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e Riccardo Fogli ripercorreranno sei decenni di musica, successi e amicizia attraverso un grande racconto live, aneddoti inediti e ricordi di una storia che ha segnato intere generazioni e accompagnato la vita di milioni di persone.
Tra gli ospiti della serata: Giuliano Sangiorgi, Noemi, Ermal Meta e Marco Masini.
La storia e la carriera della band saranno al centro dello show anche attraverso scenografie, immagini e contenuti visivi ideati per ripercorrere i 60 anni di storia dei Pooh. Nati nel 1966 da un’idea di Valerio Negrini, in 60 anni di carriera i POOH hanno superato i 100 milioni di dischi venduti, ottenuto numerosi premi e riconoscimenti e segnato la storia della musica italiana anche per le innovazioni introdotte nei concerti live, nell’uso della tecnologia e della multimedialità. Una serata evento che celebra la musica, la storia e il repertorio della storica band.

(Adnkronos) - Ciclicamente si legge di germi conservati nei ghiacci o nel terreno ghiacciato (permafrost) delle zone artiche per migliaia, talvolta perfino milioni di anni, che in laboratorio riacquisiscono la capacità di infettare cellule di vario tipo. "Non c'è da stupirsi: molti virus e batteri si conservano benissimo anche nei freezer dei centri di ricerca, a -80°C, in uno stato di risparmio energetico da cui possono uscire quando la temperatura torna a livelli compatibili con le loro normali attività. Negli ultimi anni il riscaldamento globale, particolarmente marcato nelle zone artiche, sta accelerando la fusione di ghiaccio e permafrost, aumentando le probabilità che si liberino agenti infettivi sconosciuti o dimenticati. Il fenomeno potrebbe essere aggravato dalle perforazioni effettuate per estrarre petrolio e minerali, che potrebbero esporre direttamente i lavoratori a potenziali patogeni annidati in profondità. Tra questi ce ne potrebbero essere alcuni capaci di determinare epidemie, o addirittura una nuova pandemia, in una popolazione globale priva di difese immunitarie specifiche nei loro confronti. Si stima infatti che ogni anno siano liberati dal permafrost 4 sestilioni (cioè, un 4 seguito da 21 zeri) di microbi a livello globale e centinaia di migliaia di tonnellate di batteri solo dallo scioglimento dei ghiacciai dell’emisfero nord. La stragrande maggioranza di loro sono innocui e non riguardano gli esseri umani, ma ne basterebbe uno per mettere di nuovo il mondo in ginocchio. Per questo, gli esperti ritengono che al momento il rischio per la popolazione globale sia da considerare molto basso, ma che la situazione vada tenuta costantemente sotto controllo". A fare il punto sono gli esperti della piattaforma anti-bufale 'Dottore ma è vero che...?' della Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri).
"L'unico caso documentato di germi 'venuti dal ghiaccio' con implicazioni per la salute umana risale al 2016, quando nella penisola di Yamal, nella Siberia nord-occidentale, si verificò un'epidemia di carbonchio che uccise migliaia di renne. L'infezione si estese anche a decine di esseri umani, uccidendo un ragazzo di 12 anni - ricordano gli esperti -. Al momento dell'epidemia del 2016 in Siberia, erano settant'anni che in quella zona non si verificavano contagi e per questo da una decina di anni era stata sospesa la vaccinazione degli animali, ripresa dopo questo episodio. Un tempo frequente, oggi in Europa e in altre parti del mondo si verificano solo casi sporadici di carbonchio (anche detto antrace)", proseguono i medici.
"Il batterio responsabile della malattia, Bacillus anthracis, ha però la capacità di conservarsi per molti anni nel terreno, all'interno di strutture protettive dette endospore. Dopo averle ingerite, un animale (in questo caso la renna) può sviluppare una malattia trasmissibile agli esseri umani. Il fenomeno si attribuì quindi alla liberazione di spore da una carcassa di renna morta nel 1941 e riemersa dai ghiacci o, più genericamente, dal terreno, ammorbidito da un’ondata anomala di caldo estivo. Da allora casi del genere non sono più stati segnalati, ma l’aumento della temperatura del pianeta (che nelle zone artiche procede in maniera ancora più rapida che in altre parti del globo) potrebbe far riaffiorare resti animali o umani contenenti germi capaci di scatenare nuove epidemie, e non solo di antrace".
"Tra gli agenti infettivi su cui occorre mantenere una sorveglianza più attenta c'è il virus del vaiolo umano (variola virus), dichiarato eradicato dal pianeta nel 1980. Sempre in Siberia (questa volta però scavando in siti archeologici delle zone nord-orientali), frammenti di Dna riconducibili a questo virus sono stati isolati nel 2004 da una mummia che presentava lesioni compatibili con l’infezione - ricostruiscono gli specialisti - Né lì, né altrove a oggi sono state trovate particelle virali intere e potenzialmente infettive, né tanto meno casi di malattia, ma il rischio non deve essere sottovalutato. Esistono scorte di vaccini antivaiolosi, ma la capacità di produrre enormi quantità di vaccino tradizionale in caso di emergenza è al momento limitata, come riferiscono l'Organizzazione mondiale della sanità e un recente rapporto delle National Academies of Sciences, Engineering and Medicine statunitensi. Nel caso, bisognerebbe ricorrere a nuove tecnologie".
"Meno probabili - ritiene la scienza - sono focolai provenienti da virus influenzali, il cui materiale genetico, a Rna, è meno resistente rispetto ai virus a Dna come quello del vaiolo. Tuttavia, sono emersi dai ghiacci anche resti del virus dell'influenza pandemica detta Spagnola. Tra il 1918 e il 1919 il flagello raggiunse ogni angolo della terra, e perfino il villaggio di Brevig Mission in Alaska, con i suoi 80 abitanti, era stato decimato, con 72 decessi. Qui, alla fine degli anni Novanta, è stato riesumato dal permafrost il corpo di una donna inuit morta quasi 80 anni prima, in eccellente stato di conservazione, dai cui polmoni si isolò e sequenziò il genoma del virus. Non si trovarono però particelle di virus intere, in grado di infettare e trasmettersi tra le persone".
"Qualche volta - rispondono i medici - per suscitare ancora più attenzione da parte del pubblico giocando con la paura, gli scienziati stessi coniano espressioni da film dell'orrore, come la definizione di 'virus zombie', attribuita a particelle giganti (rispetto alle normali dimensioni dei virus, naturalmente, ma perfino maggiori di quelle dei comuni batteri) che, dopo 30-45.000 anni di conservazione nel permafrost, hanno dimostrato di poter ancora infettare cellule di ameba. In questo caso, più della dimensione ( irrilevante ai fini di una potenziale virulenza per animali o esseri umani) o dell'antichità delle particelle, preoccupa che un solo gruppo di ricercatori ne abbia trovati di diverse specie in diverse località della Siberia. Se si cercasse di più, quanti ne potremmo trovare? Esistono anche casi in cui la minaccia dei microrganismi emersi dal freddo porta con sé potenziali effetti positivi. Per esempio, i batteri risalenti a circa 5.000 anni fa scovati di recente in fondo a una grotta ghiacciata in Romania si dimostrano resistenti all'azione degli antibiotici e, allo stesso tempo, producono a loro volta sostanze antimicrobiche. Da queste - concludono - si potrebbe partire per studiare nuovi medicinali contro altri microrganismi che non rispondono ai farmaci di cui disponiamo. Da un lato, due delle peggiori minacce del nostro tempo, la crisi climatica e il fenomeno dell’antibiotico-resistenza, potrebbero quindi potenziarsi tra loro, ma chissà che invece dall'una arrivi un aiuto per affrontare l'altra".

(Adnkronos) - La guerra contro l'Iran "finirà presto". Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, lo scandisce nel corso di un comizio a Suffern, ribadendo che Teheran "muore dalla voglia di fare un accordo": "Vedremo cosa succederà, ma li abbiamo colpiti duramente e non avevamo altra scelta, perché l'Iran non può avere un'arma nucleare, non può averla". In una giornata in cui si rincorrono news e rumors sui negoziati tra Iran e Usa e sull'annuncio di un accordo che potrebbe arrivare a ore, una notizia arriva a sparigliare le carte. Secondo quanto riferito ad Axios da un funzionario statunitense informato sugli sforzi diplomatici in corso, Trump è sempre più "frustrato" negli ultimi giorni dalla mancanza di sviluppi e dai negoziati "strazianti" in corso con Teheran, e ha sollevato la possibilità di "un'ultima grande operazione militare, dopo la quale potrebbe dichiarare la vittoria e porre fine alla guerra".
Trump ha avuto un incontro con i suoi consiglieri alla sicurezza nazionale, riferisce Axios che cita due funzionari statunitensi. Il presidente americano sta seriamente considerando di lanciare nuovi attacchi contro l'Iran, salvo una svolta dell'ultimo minuto nei negoziati, secondo fonti che hanno parlato direttamente con lui. Stando alle fonti, al meeting con Trump hanno partecipato anche il vicepresidente JD Vance, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il direttore della Cia John Ratcliffe, la capo dello staff della Casa Bianca Susie Wiles e altri funzionari. Durante l'incontro, il presidente Usa è stato aggiornato sullo stato dei negoziati e sui diversi scenari possibili nel caso in cui i colloqui fallissero.
L'incontro di Trump si è svolto mentre il capo dell'esercito pakistano, Asim Munir, si è recato a Teheran in un apparente tentativo dell'ultimo minuto per colmare le divergenze ed evitare una ripresa della guerra. Anche una delegazione del Qatar è arrivata a Teheran per sostenere gli sforzi di mediazione. Munir dovrebbe incontrare oggi il generale Ahmad Vahidi, comandante dei Guardiani della Rivoluzione e figura chiave nel processo decisionale iraniano. Un funzionario statunitense informato sugli sforzi diplomatici, scrive Axios, ha descritto i negoziati come "estenuanti". Lo stesso funzionario ha affermato che le bozze "vanno avanti e indietro ogni giorno" senza grandi progressi.
In assenza di una svolta diplomatica, Stati Uniti e Israele potrebbero condurre nuovi attacchi congiunti contro l'Iran, riferisce il Wall Street Journal. Secondo fonti citate dal quotidiano, il principale nodo irrisolto riguarda i contenuti dell'intesa preliminare: gli Stati Uniti chiedono limiti al programma nucleare iraniano, mentre Teheran punta soprattutto alla fine delle ostilità e a un alleggerimento delle sanzioni.
L'agenzia iraniana Tasnim, vicina ai Pasdaran, citando una fonte vicina al team negoziale iraniano, riferisce che nei colloqui tra Iran e Stati Uniti "sono stati fatti alcuni progressi su alcune questioni rispetto a prima, ma non si raggiungerà alcun accordo finché tutte le questioni controverse non saranno risolte".
La fonte ha inoltre precisato che "l'attenzione è ora sulla questione della fine della guerra e, finché questo punto non sarà definito, nessun altro tema sarà negoziato". Secondo quanto riferito, "i colloqui e le consultazioni sulle questioni controverse sono ancora in corso e non è stato ancora raggiunto alcun risultato finale", aggiungendo infine che "i testi pubblicati da alcuni media occidentali sui dettagli dell'intesa non sono accurati".
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha detto che i colloqui in corso tra Iran e Stati Uniti non sono necessariamente vicini a una conclusione positiva, nonostante la visita a Teheran del capo dell'esercito pakistano. Interpellato sulla missione del capo di Stato Maggiore pakistano, Baghaei ha affermato: "Nonostante diventino più frequenti, questi scambi sono la continuazione dello stesso processo diplomatico. Non possiamo necessariamente dire di essere arrivati a un punto in cui un accordo è vicino". "Le divergenze tra Iran e Stati Uniti sono così profonde ed estese che non si può dire che si debba necessariamente arrivare a un risultato dopo pochi round di visite o negoziati nell'arco di poche settimane", ha concluso.
Era stata la tv satellitare al-Arabiya a riportare sull'account X in inglese, citando sue fonti, che un annuncio potrebbe arrivare a ore. Questi alcuni dei punti contenuti nella "bozza finale" di un possibile accordo tra Iran e Stati Uniti: fine delle operazioni militari e della guerra mediatica, cessate il fuoco immediato, totale e senza condizioni su tutti i fronti, garanzie per la libertà di navigazione nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman.
Accettare che l'Iran possa imporre pedaggi per il transito nello Stretto di Hormuz è "semplicemente inaccettabile. Non può accadere. Se ciò dovesse verificarsi nello Stretto di Hormuz, accadrebbe in altri cinque luoghi in tutto il mondo", ha dichiarato il segretario di Stato americano, Mario Rubio, nel corso di una riunione dei ministri degli Esteri della Nato a Helsingborg.
"Perché mai i Paesi di tutto il mondo non dovrebbero dire: 'vogliamo farlo anche noi?'. Senza contare quanto quello Stretto sia vitale e cruciale per ogni Paese rappresentato qui oggi, ma francamente, anche per i Paesi non qui rappresentati, in particolare quelli dell'Indo-Pacifico", ha proseguito Rubio, secondo il quale gli iraniani "stanno cercando, tra l'altro, di convincere l'Oman ad associarsi a loro in questo sistema di pedaggi". Per il segretario di Stato "non esiste al mondo un Paese che dovrebbe accettare una simile pretesa e non conosco alcun Paese al mondo che si dichiari favorevole a ciò - a eccezione dell'Iran, ovviamente - ma, in ogni caso, non c'è Paese al mondo che dovrebbe accettarlo".

(Adnkronos) - Intervento militare Usa, imposizione di un cambio di leadership, collasso economico. Sono questi i tre possibili scenari, delineati da Bbc, per Cuba, il nuovo fronte delle campagne di "regime change", dei cambi di regime, di Donald Trump. A far temere che si sia arrivati ad un'accelerazione drastica della pressione sul regime comunista, avviata lo scorso gennaio da Washington con il blocco delle forniture di carburante all'isola, nei giorni scorsi è arrivata l'incriminazione dell'ex presidente Raul Castro da parte del dipartimento di Giustizia, e in concomitanza, forse non casuale, l'annuncio dell'arrivo nei pressi dell'isola del gruppo navale della portaerei Nimitz.
L'annuncio dell'incriminazione del 94enne fratello di Fidel per omicidio e complotto per uccidere cittadini americani, per l'abbattimento avvenuto nel 1996 di due aerei civili di un'associazione anti-castrista, ha fatto subito pensare alla possibilità che Trump possa usare questo come pretesto per lanciare un blitz per catturare Raul e trasferire l'ultra novantenne in una prigione negli Usa per processarlo.
Insomma, una replica del copione usato il 3 gennaio scorso per catturare a Caracas Nicolas Maduro e trasferirlo in prigione a New York e avviare così la transizione al governo della sua ex vice, Delcy Rodriguez, che, pur senza nessuna destabilizzante discontinuità politica, ha adottato una linea di estrema collaborazione e disponibilità verso Washington. E se si guarda indietro nella storia americana, gli Stati Uniti hanno fatto un intervento analogo anche nel 1989, quando, con un'operazione però molto più ampia, Operation Just Cause, invasero Panama per rovesciare e catturare il leader Manuel Noriega. Ad una domanda diretta su una possibile replica all'Avana di quanto fatto a Caracas, Trump non ha voluto rispondere, ma diversi esponenti del Congresso la chiedono a gran voce: "Non dovremmo escludere nulla, la stessa cosa che è successa a Maduro, dovrebbe succedere a Raul Castro", ha detto il senatore della Florida, Rick Scott.
Per analisti ed esperti militari, un'operazione del genere sarebbe possibile, ma sarebbe però piena di rischi e possibili complicazioni, sia legati all'età avanzata di Castro che alla possibile resistenza da parte di cubani, senza contare che la rimozione del leader che ha lasciato la presidenza nel 2018, pur mantenendo una certa influenza, forse non avrebbe un impatto significativo sull'attuale leadership. "In qualche modo la sua cattura sarebbe facile, ha un valore simbolico quindi è ben protetto, ma è sicuramente possibile - ha spiegato alla Bbc Adam Isacson, del Washington Office on Latin America - non credo che avrebbe più molto impatto sulla struttura di potere a Cuba, ha 94 anni, la dinastia del Castro è influente, ma non essenziale a quello che hanno costruito".
Anche perché l'obiettivo principale a cui punta l'amministrazione è proprio l'attuale assetto di potere all'Avana, anche qui nella speranza di poter replicare il modello Venezuela, con la sostituzione di Maduro con Rodriguez. In questo quadro si è inserita la storica visita nell'isola del direttore della Cia, John Ratcliffe, che ha incontrato il ministro dell'Interno Lazaro Alvares Casas e Raul Guillermo Rodriguez Castro, il nipote di Castro che da mesi viene indicato come il principale interlocutore dei tentativi di negoziato tra Washington e l'Avana. "Cuba sta chiedendo aiuto e noi parleremo con loro", aveva scritto su Truth Trump il 12 maggio, qualche giorno prima della missione di Ratcliffe.
"Noi dialoghiamo con i cubani ma alla fine devono prendere loro una decisione, il loro sistema semplicemente non funziona", ha detto ieri Marco Rubio, il segretario di Stato di origine cubana, ribadendo che l'amministrazione preferisce "un accordo negoziato" con l'Avana ad un'azione militare. Un accordo che dovrebbe prevedere l'impegno ad aprire l'economia a investimenti stranieri, il coinvolgimento dei gruppi e interessi dei cubani dell'esilio, insieme all'impegno di mettere fine alla presenza dei servizi di Cina e Russia.
Cambiamenti che permetterebbero di mantenere la struttura del governo cubano praticamente intatta, altra similarità con quello viene considerato il modello di successo in Venezuela. "Come volevano evitare l'instabilità in Venezuela, vogliono evitare l'instabilità a Cuba, forzare un cambio di regime sarebbe troppo rischioso", spiega Michael Shifter, docende della Georgetown University ed ex capo dell'Inter-American Dialogue.
Il problema è però che al momento non sembra essere emersa una figura alla Rodriguez a Cuba: "Non credo che esista una Delcy Rodriguez scontata a Cuba, dove il potere opera in modo diverso che in Venezuela. E' difficile capire cosa stiano cercando, ma non penso che stiano cercando una qualche forma di struttura di governo".
Il terzo scenario, infine, è forse il più allarmante, quello che collasso dell'isola sotto l'enorme pressione di mesi di blocco di forniture energetiche, che sta provocando enormi blackout, carenza di beni alimentari e paralizzando il sistema sanitario e dei trasporti. "Sta cadendo a pezzi, è un disastro e hanno praticamente perso il controllo", ha detto nei giorni scorsi Trump parlando di Cuba. Una visione considerata però troppo semplicistica da alcuni esperti che spiegando come i meccanismi con cui il governo cubano, che da decenni fai conti con l'embargo economico imposto dagli Usa, mantiene il controllo sulla popolazione praticamente intatto anche in tempi di difficoltà economiche. "Bisogna distinguere tra l'economia cubana e lo stato e il governo cubano - argomenta Shifter - l'economia cubana può crollare, e sta crollando, la lo stato continua a funzionare, soprattutto gli apparati di sicurezza".
Senza contare che un collasso economico dell'isola, potrebbe avere come conseguenza l'avvio di un esodo di cubani fuori dal Paese, in primis verso le coste della vicina Florida, creando un cortocircuito ideologico con le politiche anti-immigrazione e di abolizione dell'asilo politico dell'amministrazione Trump che non hanno risparmiato i cubani. "Se ci dovesse essere un collasso, avremmo una larga fetta della popolazione di cubana pronta a fare di tutto per andarsene, la stessa cosa che abbiamo visto da Haiti, la Florida è la più vicina ma mi aspetterei anche che qualcuno andasse in Messico", afferma Isacson, dicendosi "sorpreso" del fatto che, "con la gente che sopravvive con mille, massimo 1500 calorie al giorno, e nessun accesso a cure di base", che questo esodo non sia già iniziato.

(Adnkronos) - Il Roland Garros 2026 comincia e il caldo record scende in campo a Parigi. Domani, 24 maggio, si apre lo Slam nella capitale francese. Si parte con il primo turno del singolare maschile e femminile in un programma fitto sul Campo Philippe Chatrier, sul Suzanne Lenglen e sui campi periferici. Si comincia a giocare alle 12 sul Centrale e alle 11 nel resto del Roland Garros, con un protagonista annunciato: il sole.
Le previsioni meteo, nei prossimi giorni, promettono un anticipo d'estate con temperature massime oltre i 30 gradi: un record per la Francia nel mese di maggio. Lunedì 25, martedì 26 e mercoledì 27 maggio - in particolare - si candidano per diventare le giornate più calde mai osservate nel paese nel mese in corso. Al Roland Garros, i due campi principale - Philippe Chatrier e Suzanne Lenglen - sono dotati di tetto mobile che si chiude in 15 minuti e consente di giocare anche in caso di pioggia. Nei match serali, la trasformazione dei campi in 'indoor' consente di giocare fino a tarda ora in condizioni stabili. E proprio l'orario serale potrebbe diventare il più ambito nelle prossime giornate caratterizzate da temperature roventi. L'Atp, che non organizza i tornei dello Slam, ha varato nuove norme per tutelare la salute dei giocatori: cooling break di 10 minuti se la temperatura supera i 30 gradi, ipotesi di sospensione se sale oltre i 32.
Domenica, con l'inizio del torneo, l''onore' di disputare il match serale spetta a Novak Djokovic. Il serbo, testa di serie numero 3, scenderà in campo non prima delle 20.15 contro il francese Giovanni Mpetshi Perricard. A quell'ora, il termometro potrebbe segnare ancora 26-27 gradi. Tanti, ma comunque meno rispetto ai 31-32 che rischia di trovare il tedesco Alex Zverev, testa di serie numero 2, che debutterà nel secondo incontro - presumibilmente verso le 13.30-14 - affrontando il francese Benjamin Bonzi.
Il caldo accompagnerà domani i primi azzurri che debutteranno: Mattia Bellucci, Lorenzo Sonego, Lucia Bronzetti, Federico Cinà. In assenza di improbabili ribaltoni meteo, anche Jannik Sinner troverà le stesse condizioni quando - probabilmente martedì - dovrà affrontare il francese Clement Tabur. E' ipotizzabile che al numero 1 del mondo venga riservato il 'trattamento Djokovic': l'azzurro potrebbe debuttare in notturna, quando a Parigi fa (un po') meno caldo. L'azzurro in passato ha accusato problemi fisici su campi roventi. In particolare, ad agosto dello scorso anno, è stato costretto a ritirarsi dalla finale del Masters 1000 di Cincinnati: nell'atto conclusivo del torneo in Ohio, il 24enne si è dovuto arrendere per un virus intestinale dopo una serie di match giocati in condizioni estreme.

(Adnkronos) - George Russell ha conquistato la pole position nelle qualifiche della Sprint del Gp del Canada in programma domani. Il pilota britannico della Mercedes ha girato in 1'12''965 nelle qualifiche di oggi, 22 maggio, precedendo il compagno di squadra, Kimi Antonelli (1'13''033) che scatterà in seconda posizione completando la prima fila. Alle spalle delle due frecce d'argento, in seconda fila, le McLaren del britannico Lando Norris (1'13''280) e dell'australiano Oscar Piastri (1'13''299), che partiranno in terza e quarta posizione in griglia. Terza fila per le Ferrari dell'inglese Lewis Hamilton (1'13''326) e del monegasco Charles Leclerc (1'13''410), rispettivamente quinto e sesto. Dietro le rosse partiranno in quarta fila le Red Bull di Max Verstappen (1'13''504) e di Isack Hadjar (1'13''605). A completare la top ten, in quinta fila, la RB di Arvid Lindblad (1'13''737) e la Williams di Carlos Sainz (1'14''536).
Prima fila:
1. George Russell - Mercedes
2. Kimi Antonelli - Mercedes
Seconda fila:
3. Lando Norris - McLaren
4. Oscar Piastri - McLaren
Terza fila:
5. Lewis Hamilton - Ferrari
6. Charles Leclerc - Ferrari
Quarta fila:
7. Max Verstappen - Red Bull
8. Isack Hadjar - Red Bull
Quinta fila:
9. Arvid Lindblad - RB
10. Carlos Sainz - Williams
Sesta fila:
11. Nico Hulkenberg - Audi
12. Gabriel Bortoleto - Audi
Settima fila:
13. Franco Colapinto - Alpine
14. Esteban Ocon - Haas
Ottava fila:
15. Oliver Bearman - Haas
16. Fernando Alonso - Aston Martin
Nona fila:
17. Sergio Perez - Cadillac
18. Lance Stroll - Aston Martin
Decima fila:
19. Pierre Gasly - Alpine
20. Valtteri Bottas - Cadillac
Undicesima fila:
21. Alexander Albon - Williams
22, Liam Lawson - RB.
(Adnkronos) - "Vai a casa dalla mamma". Donald Trump risponde così al contestatore che 'invade' il comizio del presidente degli Stati Uniti a Suffern, New York. "Portatelo a casa dalla mamma, si metterà nei guai", dice Trump mentre la folla intona il coro 'Usa, Usa'.
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