Entusiasmo, sorrisi, sguardi, emozioni e complicità. Bastava
osservare gli spettatori del concerto di Johnny Marr a Tharros
nell'ambito della rassegna 'I Giganti dell'Arte', promossa dalla
Fondazione Mont'e Prama, per capire quanto la musica possa segnare
la vita, quanto un 'riff' di chitarra possa incidere l'anima e
diventare un elemento indelebile della memoria.Chi ieri sera ha partecipato al concerto ha in qualche modo fatto un patto con se stesso e con il cofondatore degli Smiths: "Fammi ricordare quegli anni, fammi rivivere quelle emozioni", sembravano chiedere i volti degli spettatori, quasi tutti tra i 30 e i 60 anni. E Marr non ha deluso nessuna delle aspettative, trasportando il pubblico attraverso un viaggio segnato dalle sue esperienze musicali sia come solista sia nelle band come gli Electronic. Un susseguirsi di emozioni, con un unico filo conduttore: i brani legati a Morrissey e The Smiths. E allora ecco che le note di 'Generate! Generate!' hanno accesso gli animi degli spettatori, ma sono bastate quelle di 'This Chraming Man' per accedere la platea e trasportarla nel mondo di Marr e, per molti, nei ricordi. Un percorso fatto di canzoni indimenticabili, brividi, complicità non solo tra pubblico e cantante, ma anche tra gli spettatori, consapevoli di assistere a un momento magico e irripetibile, a un racconto della musica contemporanea. Perché Marr e gli Smiths hanno scritto pagine indelebili della musica degli anni Ottanta, influenzando molti anni a seguire.
Con 'Please, Please, Please Let Me Get What I Want', alcuni volti sono stati segnati dalle lacrime, con 'Stop Me If You Think You've Heard This One Before' il pubblico ha idealmente ballato con Marr battendo le mani. Impossibile stare fermi anche con 'Getting Away with It' degli Electronic. E poi ancora The Smiths con 'Bigmouth Strikes...