
(Adnkronos) - "La Russia deve raggiungere tutti gli obiettivi. Le decisioni prese nel febbraio 2022 sono state corrette e tempestive". La guerra per la Russia in Ucraina procede nella direzione giusta, parola di Vladimir Putin. Il presidente, nel giorno del suo 73esimo compleanno, 'festeggia' prima incontrando militari e San Pietroburgo e poi con una riunione del Consiglio di sicurezza nel quale fa il punto sull'"operazione militare speciale". Il numero 1 del Cremlino rimane fedele alla definizione utilizzata a febbraio 2022: "Le decisioni prese allora sono state corrette", dice.
Putin riassume l'andamento del conflitto con poche frasi. "L'iniziativa strategica sul fronte appartiene alla Russia. Il nemico si ritira lungo tutta la linea di contatto", afferma il presidente russo, accusando l'Ucraina di "colpire obiettivi civili in Russia nel tentativo di mostrare qualche successo ai suoi protettori occidentali", con un riferimento velato alla prospettiva di un via libera americano alla fornitura di missili Tomahawk.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nelle ultime dichiarazioni ha aperto ulteriormente all'ipotesi, spiegando però di voler "capire come verrebbero usati i missili". I Tomahawk, con la loro gittata di circa 1500 km, consentirebbero a Kiev di puntare obiettivi strategici in profondità nel territorio russo. Già ora, in ogni caso, Putin "ha ordinato di garantire la sicurezza di tutte le infrastrutture, comprese quella energetiche".
Tocca al generale Valeri Gerasimov, capo dello Stato maggiore, descrivere in maniera dettagliata la situazione sul campo. "Le forze armate russe continuano l'offensiva praticamente in tutte le direzioni dell'operazione militare speciale", dice prima di offrire a Putin informazioni su base regionale.
"Le truppe del raggruppamento meridionale avanzano a Severks e Konstantinovka. Il raggruppamento Ovest colpisce le forze ucraine nei quartieri meridionali di Kupyansk. Il raggruppamento Nord continua a svolgere il compito di creare una fascia di sicurezza nelle regioni di Sumy e Kharkiv", snocciola il generale, facendo riferimento a continui progressi nell'Est dell'ucraina e a Sud, "in direzione della città di Zaporizhzhia".
Leggi tutto: Putin, compleanno di guerra: "Russia avanti tutta, Ucraina spalle al muro"

(Adnkronos) - "Cara Francesca Mannocchi, i ragazzi della stazione Leopolda hanno discusso per tre giorni di Gaza, Ucraina, Sudan, lavoro, università, salute mentale. Hanno fatto proposte, hanno studiato, hanno parlato. Se per due ore ballano davvero avverti il bisogno di alzare il ditino e di farci la morale?". Così in un post sui social Maria Elena Boschi replica alla giornalista Francesca Mannocchi che ha scelto proprio il 7 ottobre, anniversario dell'eccidio al Nova festival al confine di Gaza, per pubblicare un post che mostra una serata della Leopolda in cui ragazzi e la stessa Boschi si divertono ballando. "Ma sì, balliamo sul mondo mentre il mondo brucia", si legge nel messaggio di Mannocchi.
Immediata la replica dell'esponente di Italia Viva. "Non ti sembra ipocrisia allo stato puro attaccare uno dei pochi posti in cui 800 giovani fanno politica? Hai seguito il dibattito prima di darci la tua lezioncina? E aggiungo: io un post del genere non l’avrei mai fatto. Ma attaccare chi balla, proprio il 7 ottobre, è quantomeno una caduta di stile. Il mondo brucia, è vero".
"Noi sosteniamo gli sforzi di chi vuole spegnere il fuoco. E lo facciamo, nel nostro piccolo, anche con una scuola di formazione. Continueremo a farlo, studiando proponendo e impegnandoci. Ma non smetteremo mai di rivendicare il diritto a fare festa, a danzare, a fare musica. E anche a ballare sul mondo", conclude la Boschi.

(Adnkronos) - Momenti di tensione questa sera a Bologna dove alcune centinaia di manifestanti si sono radunati a partire dalle 19.30 in piazza del Nettuno per la manifestazione - non autorizzata - dei Giovani Palestinesi in ricordo dell'attacco di Hamas a Israele del 7 ottobre 2023.
I manifestanti hanno cercato in più di un'occasione di uscire dalla piazza blindata dalle forze dell'ordine e, dopo essere riusciti a trovare un varco per raggiungere via Rizzoli, hanno provato a mettersi in marcia in corteo in direzione delle due torri. Le forze dell'ordine si sono spostate e sono intervenute per respingere il tentativo con idranti e cariche. Il corteo è stato respinto fino a piazza del Nettuno. Da dove però è ripartito procedendo verso le due Torri e arrivando in Strada Maggiore
Secondo quanto comunicato dalla Questura di Bologna, in seguito ai disordini, un manifestante è stato fermato e accompagnato in Questura per accertamenti.
“Il genocidio non è finito. Siamo resistenza. Continuiamo a bloccare tutto’’ è invece lo striscione quale è partito da piazza Castello a Torino a cui partecipano oltre 2 duemila persone. “Siamo in piazza per ribadire che il 7 ottobre non può essere usato come pretesto per un genocidio - hanno spiegato i manifestanti prima della partenza - e sismo in piazza per rivendicare senza se e senza ma la resistenza palestinese”. “Dopo 70 anni in cui la ogni violenza di Israele è rimasta impunita, la resistenza palestinese ha sfondato un muro e oggi siamo qui in tantissimi e questo significa tanto e ci chiediamo cosa ci sia di inopportuno a scendere in piazza e a dire che i popoli oppressi hanno diritto a difendersi”.
Nessuna manifestazione né statica né dinamica è stata autorizzata per la giornata per oggi, precisa la Questura di Torino. La manifestazione era stata annunciata, senza formale preavviso, solo attraverso i social e, nonostante le prescrizioni del questore, sempre via social era stata confermata. I responsabili delle violazioni, pertanto, si fa sapere, saranno denunciati all'autorità giudiziaria.
Per motivi di ordine pubblico sono state chiusi in via precauzionale gli accessi principali delle stazioni ferroviarie di Torino Porta Nuova e Torino Porta Susa dove restano aperti solo varchi laterali per l’uscita e l’ingresso dei viaggiatori. Le forze dell’ordine presidiano la sede della prefettura mentre in piazza sono cominciati i primi cori e gli interventi dal microfono. Numerose le bandiere della Palestina, ma anche di Potere al Popolo e Rifondazione Comunista.

(Adnkronos) - L'esercizio fisico aiuta a combattere l'insonnia. E in particolare ci sono attività, non solo sportive in senso stretto, che consentono di migliorare la qualità del sonno. Il tema è stato oggetto di un'analisi comparativa con dati aggregati pubblicata sulla rivista BMJ Evidence Based Medicine.
Gli studi hanno coinvolto 1348 soggetti e hanno preso in considerazione 13 diversi approcci terapeutici per alleviare l'insonnia, 7 dei quali legati all'esercizio fisico. L'insonnia, evidenziano i ricercatori, è associata a un rischio maggiore di problemi e patologie relative alla salute mentale e fisica, tra cui demenza e malattie cardiovascolari. Per migliorare la qualità del sonno ovviamente è possibile ricorrere a trattamenti farmacologici, che non sono privi di potenziali effetti collaterali, o alla terapia cognitivo-comportamentale (TCC), non sempre accessibile - secondo i ricercatori - a causa della carenza di terapisti qualificati, spiegano i ricercatori.
Ecco, quindi, che l'esercizio fisico diventa una soluzione da prendere in considerazione. I riflettori sono stati accesi su programmi legati a yoga, Tai Chi, camminata o jogging, esercizi aerobici più potenziamento muscolare, solo allenamento di potenziamento muscolare, esercizi aerobici combinati con terapia, esercizi aerobici misti. I protocolli esaminati avevano una durata compresa tra 4 e 26 settimane.
L'analisi dei dati ha evidenziato che lo yoga può determinare un notevole aumento del tempo totale di sonno, di quasi 2 ore, e può migliorare l'efficienza del sonno di quasi il 15%. Può anche ridurre il tempo trascorso svegli dopo essersi addormentati di quasi un'ora e ridurre la latenza del sonno, vale a dire il tempo impiegato per addormentarsi, di circa mezz'ora.
Camminare o fare jogging può migliorare la qualità del sonno di circa 10 punti. Il Tai Chi può ridurre i punteggi di scarsa qualità del sonno di oltre 4 punti, aumentare la durata totale del sonno di oltre 50 minuti e ridurre il tempo trascorso sveglio dopo essersi addormentati di oltre mezz'ora. Può anche ridurre la latenza del sonno di circa 25 minuti.
Secondo i ricercatori, tali risultati possono essere spiegati in maniera sufficientemente approfondita. Lo yoga, che si concentra sulla consapevolezza corporea e sul controllo della respirazione, può incidere sull'attività cerebrale, alleviando ansia e sintomi depressivi che spesso interferiscono con un buon sonno notturno.
Il Tai Chi si collega al controllo del respiro: il rilassamento fisico è in grado di ridurre l'attività del sistema nervoso simpatico, attenuando l'ipereccitazione. Il particolare tipo di esercizio può favorire un meccanismo di 'regolazione emotiva' con la conseguente riduzione dell'ansia e con lo stop alla produzione di sostanze chimiche infiammatorie per periodi più lunghi.
Camminare o fare jogging possono migliorare il sonno aumentando il dispendio energetico, frenando la produzione di cortisolo, migliorando la regolazione emotiva, incrementando la secrezione di melatonina e aumentando la durata del sonno profondo.
"I risultati di questo studio sottolineano ulteriormente il potenziale terapeutico dell'esercizio fisico nel trattamento dell'insonnia, suggerendo che il ruolo potrebbe estendersi oltre il supporto aggiuntivo, fino a fungere da valide opzioni di trattamento primario", affermano i ricercatori.
"Dati i vantaggi di modalità di esercizio fisico come yoga, Tai Chi e camminata o jogging, tra cui il basso costo, gli effetti collaterali minimi e l'elevata accessibilità, questi interventi sono adatti all'integrazione nei programmi di assistenza primaria e di salute pubblica", si legge ancora. "E potrebbe esserci un tipo di esercizio più adatto ad alleviare un particolare sintomo dell'insonnia, cosa che ulteriori ricerche potrebbero chiarire", la conclusione, che apre ulteriori prospettive.
Leggi tutto: Insonnia, ecco gli esercizi che aiutano a dormire

(Adnkronos) - Nessun '6' né '5+1' al concorso di oggi, martedì 7 ottobre 2025, del Superenalotto. Centrati due '5' che vincono 84.247,46 euro ciascuno. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 61,7 milioni di euro.
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro.
L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
Estratta la combinazione vincente del concorso di oggi del Superenalotto: 17, 21, 40, 56, 61, 79. Numero Jolly: 87. Numero Superstar: 85.
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(Adnkronos) - Omicidio suicidio a Castelfranco Emilia, nel Modenese, dove un uomo di 92 anni avrebbe prima ucciso la moglie di 88 anni accoltellandola per poi lanciarsi dal balcone del condominio, in via Saietti. Sul posto sono intervenuti carabinieri, vigili del fuoco e personale del 118.
"La nostra comunità è profondamente scossa dalla tragedia avvenuta oggi pomeriggio a Castelfranco Emilia - scrive sui social il sindaco Giovanni Gargano - Non appena informato, mi sono recato sul posto per rendermi conto personalmente della situazione. Rivolgo un pensiero di cordoglio a nome di tutta la Città alla famiglia, oltre che il massimo supporto, nei limiti di quanto è nostra competenza, alle forze dell’ordine e ai cittadini dell’area coinvolti. Confidiamo nel lavoro dei carabinieri e dell’autorità giudiziaria per fare piena luce su quanto accaduto e dare risposta a ciò che ha mosso questo episodio".
Leggi tutto: Castelfranco Emilia, 92enne uccide moglie e si suicida lanciandosi da balcone

(Adnkronos) - Aggressione ai danni della giornalista Cristina Autore, inviata a Treviso dalla trasmissione di Retequattro 'Fuori dal coro' per un servizio sulle baby gang. Mentre la reporter stava intervistando due giovani, un gruppo di adolescenti ha iniziato a gridarle contro e a lanciare bottiglie contro di lei e la troupe. La giornalista è stata colpita a un ginocchio ed è dovuta ricorrere alle cure mediche in pronto soccorso dove è stata sottoposta a una radiografia. Questa mattina Autore ha presentato denuncia. "Sono sconvolta - racconta la giornalista all'Adnkronos - e sconvolge il fatto che ragazzini di 14-15 anni usino tanta violenza. Ho avuto l'impressione che quella strada, in centro sotto i porticati, sia 'zona' loro".
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(Adnkronos) - Marco Panichi guarda avanti dopo la fine della sua avventura nello staff di Jannik Sinner. Il preparatore atletico, separatosi dal numero 2 del ranking Atp pochi mesi fa, ha raccontato la sua esperienza accanto a Holger Rune in un'intervista al Corriere dello Sport: "Per me è eccitante far parte di un nuovo progetto. Con Rune abbiamo appena iniziato, è un ragazzo meraviglioso, pronto ad ascoltare e condividere. Ci stiamo ancora conoscendo, abbiamo impostato i primi protocolli di lavoro ma sarà un percorso a medio-lungo termine".
Panichi ha parlato anche dei margini di miglioramento del danese: "Lui ha un talento cristallino, ma c'è tanto da migliorare e ce ne passa per diventare un giocatore vero. Finora ha vinto dei tornei, ma poi magari in quelli importanti perdeva ai primi turni. Servirà consistenza". Panichi ha definito la nuova avventura come un giro sulle 'montagne russe': "A volte c'è tanta eccitazione per delle cose buone, ma poi c'è magari un rebound negativo. Da sempre è un predestinato, ricordo anche quando a New York vinse un set contro Nole in una delle prime esperienze Slam".
Leggi tutto: Panichi, dopo Sinner ecco l'avventura con Rune: "Ragazzo meraviglioso"

(Adnkronos) - Dalla guerra a Gaza tra Israele e Hamas, alla manovra finanziaria, fino alle regionali e alla legge elettorale, è una Giorgia Meloni a tutto campo quella ospite oggi di Bruno Vespa, prima nella puntata di 'Cinque Minuti' e poi i 'Porta a Porta'.
Tra gli argomenti principali, in primis il piano di pace per Gaza presentato dal presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump che, secondo la premier "apre oggettivamente più di uno spiraglio" per una tregua in Medio Oriente. "E' il piano sul quale c'è stata una convergenza quasi totale, anzi direi totale, di paesi europei, paesi arabi, autorità nazionale palestinese, la stessa Hamas, seppur con qualche distinguo. Chiaramente è un percorso molto fragile e bisogna lavorarci tutti quanti insieme con forza. L'Italia sicuramente c'è", ha aggiunto.
Meloni ricorda poi che con "il ministro Crosetto, il ministro Tajani e credo l'amministratore delegato di Leonardo, Roberto Cingolani, siamo stati denunciati alla Corte Penale Internazionale per concorso in genocidio. Ora io credo che non esista un altro caso al mondo e nella storia di una denuncia del genere".
"Sulle navi della Flotilla c'erano circa 40 tonnellate di aiuti. Ora, il governo italiano ha consegnato 2.300 tonnellate d'aiuti. 40 tonnellate le nostre istituzioni le consegnano in una mattinata con due aerei. Quindi non serve rischiare, non serve mettersi in pericolo, non serve creare problemi alla propria nazione". "Il blocco navale" a Gaza "c'è dal 2009, non si era accorto Giuseppe Conte che c'era un blocco navale? Perché non ha posto il problema?", ha detto Giorgia Meloni.
Quanto alle manifestazioni per Gaza e la Flotilla, "io sono rimasta scioccata dal fatto che uno degli striscioni di testa fosse quello che inneggiava al terrore del 7 ottobre". "Penso che quando si consente a chi inneggia al terrorismo di Hamas di stare in testa al corteo, forse la tesi dei semplici infiltrati è un po' riduttiva, quindi penso che su questo bisogna fare tutti un po' più attenzione, sempre avendo grande rispetto per le tantissime persone che sono scese in piazza per una materia che chiaramente è sentita".
"Nei tre anni in cui noi siamo al governo, la Cgil ha indetto quattro scioperi generali e lo fa mentre aumentano i dati di occupazione, aumentano i salari, diminuisce la precarietà e infatti fanno lo sciopero generale su una materia di politica estera che è sostanzialmente un altro unicum nella storia del sindacato. Io penso banalmente che sia pretestuoso e penso che la Cgil sembri molto più interessata a difendere la sinistra piuttosto che a difendere i lavoratori". Sullo sciopero generale "non sono stata particolarmente dura, ho detto quello che penso, come sempre, ovvero che lo sciopero generale era pretestuoso", ha rimarcato la presidente del Consiglio.
Secondo Renzi io aspiro al Quirinale? "Il problema di quelli che hanno pensato tutta la vita a pensare solo a che incarico dovessero ricoprire è che pensano che gli altri siano come loro. Io ragiono in maniera un pochino diversa. Sto facendo il presidente del Consiglio, posso garantire che mi basta e avanza. Dopodiché però, rispetto alle parole del senatore Renzi, 'faremo di tutto per impedirglielo', non mi sono muove. Cioè, l'opposizione parla solo di me", ha poi detto la premier.
In vista della manovra "dovremmo darci l'obiettivo di dare anche un segnale al ceto medio, che pure è molto importante. Noi ci siamo concentrati finora sui redditi più bassi e io credo che sia importante adesso cercare di allargare la platea. Dipende sempre dalle risorse che si hanno complessivamente, ma ci sono diverse possibilità" per un taglio delle tasse "per la fascia che arriva ai 50mila euro", ha spiegato Meloni.
Parlando delle regionali, Meloni sostiene di non vedere "assolutamente nervosismi all'interno della maggioranza. Sono molto contenta, chiaramente, per queste ulteriori due vittorie" nelle Marche e in Calabria. "Ho la conferma che gli italiani vedono i risultati" del governo, rivendica la presidente del Consiglio, che poi aggiunge: "Mi pare che gli italiani capiscono quando si tenta di trattarli da scemi, come si fa quando il giorno prima del voto si propone la sospensione del bollo auto per i calabresi o come si fa addirittura quando, come è accaduto nelle Marche, si dice 'vota per me nelle Marche e avrai lo Stato di Palestina'. Penso che gli italiani invece dimostrino di guardare ai risultati di governo, che sia in Calabria che nelle Marche erano buoni risultati, e mi pare che sia anche quello che accade con il governo nazionale".
"Se si facesse" la legge elettorale, sarei per una legge "che vada bene anche per il premierato e quindi con l'indicazione del premier sulla scheda. Il premierato va avanti, per questo non vale la pena fare una legge elettorale e poi farne un'altra dopo il referendum sul premierato". Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ospite di Porta a Porta.

(Adnkronos) - Dalla guerra a Gaza tra Israele e Hamas, alla manovra finanziaria, fino alle regionali e alla legge elettorale, è una Giorgia Meloni a tutto campo quella ospite oggi di Bruno Vespa, prima nella puntata di 'Cinque Minuti' e poi di 'Porta a Porta'.
Tra gli argomenti principali, in primis il piano di pace per Gaza presentato dal presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump che, secondo la premier "apre oggettivamente più di uno spiraglio" per una tregua in Medio Oriente. "E' il piano sul quale c'è stata una convergenza quasi totale, anzi direi totale, di paesi europei, paesi arabi, autorità nazionale palestinese, la stessa Hamas, seppur con qualche distinguo. Chiaramente è un percorso molto fragile e bisogna lavorarci tutti quanti insieme con forza. L'Italia sicuramente c'è", ha aggiunto.
Meloni ricorda poi che con "il ministro Crosetto, il ministro Tajani e credo l'amministratore delegato di Leonardo, Roberto Cingolani, siamo stati denunciati alla Corte Penale Internazionale per concorso in genocidio. Ora io credo che non esista un altro caso al mondo e nella storia di una denuncia del genere".
"Sulle navi della Flotilla c'erano circa 40 tonnellate di aiuti. Ora, il governo italiano ha consegnato 2.300 tonnellate d'aiuti. 40 tonnellate le nostre istituzioni le consegnano in una mattinata con due aerei. Quindi non serve rischiare, non serve mettersi in pericolo, non serve creare problemi alla propria nazione". "Il blocco navale" a Gaza "c'è dal 2009, non si era accorto Giuseppe Conte che c'era un blocco navale? Perché non ha posto il problema?", ha detto Giorgia Meloni.
Quanto alle manifestazioni per Gaza e la Flotilla, "io sono rimasta scioccata dal fatto che uno degli striscioni di testa fosse quello che inneggiava al terrore del 7 ottobre". "Penso che quando si consente a chi inneggia al terrorismo di Hamas di stare in testa al corteo, forse la tesi dei semplici infiltrati è un po' riduttiva, quindi penso che su questo bisogna fare tutti un po' più attenzione, sempre avendo grande rispetto per le tantissime persone che sono scese in piazza per una materia che chiaramente è sentita".
"Nei tre anni in cui noi siamo al governo, la Cgil ha indetto quattro scioperi generali e lo fa mentre aumentano i dati di occupazione, aumentano i salari, diminuisce la precarietà e infatti fanno lo sciopero generale su una materia di politica estera che è sostanzialmente un altro unicum nella storia del sindacato. Io penso banalmente che sia pretestuoso e penso che la Cgil sembri molto più interessata a difendere la sinistra piuttosto che a difendere i lavoratori". Sullo sciopero generale "non sono stata particolarmente dura, ho detto quello che penso, come sempre, ovvero che lo sciopero generale era pretestuoso", ha rimarcato la presidente del Consiglio.
Commentando le contestazioni contro la Lega a Livorno, Meloni spiega di temere che "sia un clima che può peggiorare se non richiamiamo tutti al senso di responsabilità e lo dico da persona che sta a stare nella dimensione del conflitto della politica, però qui stiamo cominciando a sperimentare qualcosa di un po' diverso e penso che si stia sottovalutando anche da parte di chi ha pensato di fomentare la piazza. Attenzione, che poi le cose sfuggono di mano".
Secondo Renzi io aspiro al Quirinale? "Il problema di quelli che hanno pensato tutta la vita a pensare solo a che incarico dovessero ricoprire è che pensano che gli altri siano come loro. Io ragiono in maniera un pochino diversa. Sto facendo il presidente del Consiglio, posso garantire che mi basta e avanza. Dopodiché però, rispetto alle parole del senatore Renzi, 'faremo di tutto per impedirglielo', non mi sono muove. Cioè, l'opposizione parla solo di me", ha poi detto la premier.
In vista della manovra "dovremmo darci l'obiettivo di dare anche un segnale al ceto medio, che pure è molto importante. Noi ci siamo concentrati finora sui redditi più bassi e io credo che sia importante adesso cercare di allargare la platea. Dipende sempre dalle risorse che si hanno complessivamente, ma ci sono diverse possibilità" per un taglio delle tasse "per la fascia che arriva ai 50mila euro", ha spiegato Meloni.
Parlando delle regionali, Meloni sostiene di non vedere "assolutamente nervosismi all'interno della maggioranza. Sono molto contenta, chiaramente, per queste ulteriori due vittorie" nelle Marche e in Calabria. "Ho la conferma che gli italiani vedono i risultati" del governo, rivendica la presidente del Consiglio, che poi aggiunge: "Mi pare che gli italiani capiscono quando si tenta di trattarli da scemi, come si fa quando il giorno prima del voto si propone la sospensione del bollo auto per i calabresi o come si fa addirittura quando, come è accaduto nelle Marche, si dice 'vota per me nelle Marche e avrai lo Stato di Palestina'. Penso che gli italiani invece dimostrino di guardare ai risultati di governo, che sia in Calabria che nelle Marche erano buoni risultati, e mi pare che sia anche quello che accade con il governo nazionale".
"Se si facesse" la legge elettorale, sarei per una legge "che vada bene anche per il premierato e quindi con l'indicazione del premier sulla scheda. Il premierato va avanti, per questo non vale la pena fare una legge elettorale e poi farne un'altra dopo il referendum sul premierato". Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ospite di Porta a Porta.
Quanto all'automomia differenziata "è una riforma che noi ovviamente vogliamo portare a termine", assicura la premier. "Sulle materie non Lep, con le regioni che ne hanno fatto richiesta, penso che per la fine di quest'anno qualcosa vedremo", aggiunge la presidente del Consiglio.
"Non c'è alcuna intenzione da parte mia di avvicinarmi al Ppe, direi che mi sembra che delle volte il Ppe si avvicina alle nostre posizioni, nel senso che è accaduto varie volte che anche in questa legislatura si manifestasse al Parlamento europeo una maggioranza alternativa a quella che ha tenuto insieme il governo dell'Europa". "Il mio obiettivo - ha sottolineato Meloni - è costruire anche in Europa una maggioranza di centrodestra e delle volte si è materializzata".
Leggi tutto: Meloni: "Clima si sta imbarbarendo, non conto più le minacce di morte"

(Adnkronos) - "Se fosse una situazione all'italiana, sarebbe gestito molto meglio". Questa la sintesi offerta all'Adnkronos da Jean-Pierre Darnis, professore di Storia all'Università Luiss e a Nizza, riguardo alla crisi di governo francese scatenata dalle dimissioni rassegnate ieri dal premier Sebastien Lecornu. Parte del problema è la mancanza dell'abitudine di creare coalizioni, dialogare tra forze politiche o trovare una soluzione di tipo governo tecnico, spiega: "Negli ultimi anni, per superare un blocco, si chiamavano i vari Carlo Azeglio Ciampi, Mario Monti, Mario Draghi a creare un governo di scopo ridotto che permetteva di traghettare l'Italia in contesti anche difficili. Ecco, nessuno di questi ipotesi sta emergendo in Francia. Quindi abbiamo anche un problema di mancata italianizzazione del sistema francese, non il contrario".
L'altro livello di paralisi ha a che fare con un "doppio blocco" del sistema presidenziale francese, prosegue Darnis. "C'è un blocco di tipo politico, perché la figura di Emmanuel Macron ormai è logorata", commenta, ricordando che dopo le elezioni parlamentari del 2024 e l'ulteriore frammentazione dell'Assemblea nazionale in tre o quattro macro-blocchi è venuta meno una maggioranza a sostegno del presidente francese, quella che tipicamente emergeva grazie al ricorso a politiche con scrutino maggioritario nel precedente contesto di bipolarismo. "La logica politica di questo nuovo stadio è la resistenza di una parte della destra e una parte della sinistra per evitare l'arrivo al potere del Rassemblement National di Marine Le Pen. Ma Macron non ha voluto, o non ha saputo, o non è stato in grado di interpretare questo risultato politico, e convertirlo in una maggioranza", anche solo per far passare la legge finanziaria, tema su cui è capitolato il governo Bayrou.
L'attuale presidente, dunque, "non è mai riuscito o non ha mai voluto allargare la compagine parlamentare di sostegno al centro-sinistra, perché avrebbe rimesso in discussione la politica economica della sua offerta. E quindi lì vediamo un conflitto fra il ruolo esecutivo del presidente, che ha una sua visione politica e ha guidato le politiche del primo mandato, e questa manchevolezza che blocca la sua capacità di essere l'arbitro istituzionale, quello che gestisce le crisi, potendo creare le condizioni di fronte a una maggioranza diversa" e sa mediare tra le parti al fine di mandare avanti il lavoro delle istituzioni. In questo contesto multipolare, evidenzia Darnis, "il presidenzialismo francese si dimostra un regime completamente inadeguato. Possiamo dire che è un peccato che la Francia non si italianizzi, perché il ruolo di un Presidente della Repubblica italiano, che non è per nulla esecutivo, ma che gestisce sempre le crisi con un'equipollenza e un'attenzione molto forte ai partiti, sarebbe veramente auspicabile".
Dopo la caduta del fugace governo Lecornu, è probabile che Macron, riacquisita la capacità di sciogliere le camere, indica nuove elezioni politiche per novembre, prevede Darnis. Il presidente ha incaricato il premier uscente di guidare trattative entro mercoledì sera, momento in cui, in mancanza di un accordo, "affronterà le sue responsabilità", stando a quanto hanno detto i suoi consiglieri ai media francesi. "Mi stupirei se trovassero la quadra entro domani sera", rileva l'esperto, sottolineando che nessuno dei governi che si sono susseguiti negli ultimi mesi ha approfittato dell'eventuale "spiraglio" per la creazione di un governo di centrosinistra. Ma difficilmente un rimescolamento dei seggi parlamentari risolverà lo scenario di crisi, aggiunge, ricordando l'assenza di una legge finanziale e la conseguente paralisi degli investimenti.
Darnis ricorda che, al netto delle richieste provenienti dall'intero arco politico, la legge francese non richiede o impone in nessuno modo le dimissioni a Macron, il cui mandato scade nel 2027. C'è chi spera che si possa ristabilire il tradizionale calendario elettorale francese in cui le presidenziali precedono le politiche, spiega il professore, ma l'attuale frammentazione dell'Assemblea nazionale potrebbe non essere una situazione passeggera: non è dunque detto che si possa arrivare a definire una maggioranza presidenziale, avverte. "Inoltre, in questa fase, tutti i partiti francesi sono prigionieri dei propri tatticismi per arrivare alle prossime presidenziali", dove i sondaggi prevedono che al ballottaggio arriverà un candidato di Rassemblement National (realisticamente o Marine Le Pen o Jordan Bardella).
Il punto è che c'è una "foltissima pattuglia di leader politici che sembrano in grado di raggiungere il 10-15% dei consensi, anche se nessuno di essi esercita una vera egemonia su un partito o un campo politico tale da arrivare al 20%, come fece Macron, e sarebbe sicuro di arrivare al secondo turno". Una decina di candidati in tutto lo spettro politico pensano di avere una probabilità, scommettendo nella creazione di una coalizione anti-Rn. Al netto della possibilità che ciò accada, Darnis descrive lo scenario come "estremamente nocivo" perché ognuno di questi leader limita il proprio operato guardando alle sue chance di superare i concorrenti nella corsa alle elezioni presidenziali e di conseguenza non lavora in funzione dell'interesse nazionale.
Leggi tutto: Francia, Darnis (Luiss): "Crisi in Italia sarebbe gestita meglio"
(Adnkronos) - L'eurodeputata di Avs Ilaria Salis oggi ha ottenuto la conferma della sua immunità parlamentare grazie a "trenta-quaranta" europarlamentari del Ppe, che "non hanno votato" come avrebbero dovuto. A laciare l'accusa è l'eurodeputato della Lega Raffaele Stancanelli (gruppo PfE), membro sostituto della commissione Juri, a margine della plenaria a Strasburgo.
Leggi tutto: Ilaria Salis, l'accusa del leghista Stancanelli: "Salvata da 30-40 Popolari"
(Adnkronos) - Il Forum Risk management compie 20 anni e dà appuntamento ad Arezzo Fiere e Congressi dal 25 al 28 novembre ad oltre 15mila professionisti, docenti, operatori sanitari. "Dalla riforma del Ssn all'uso della 'migliore' pratica di applicazione dell'intelligenza artificiale al mondo sanitario, il Forum Risk management è il luogo dove istituzioni, professionisti, aziende e cittadini si incontrano per costruire insieme il futuro della sanità. Un laboratorio di idee e soluzioni concrete", afferma Vasco Giannotti, patron del più grande appuntamento italiano del settore.
"Molti i focus sul tavolo - anticipa - due però li poniamo sotto i nostri riflettori. Il primo" riguarda "il ruolo che il Servizio sanitario nazionale avrà nel nostro Paese alla luce della riforma in essere e che potrà beneficiare delle nostre idee e delle nostre proposte. Abbiamo bisogno di un Ssn che sia sempre più vicino alle esigenze dei cittadini, rispondente ai loro fabbisogni. Sarà obiettivo primario verificare il reale utilizzo dei contributi stanziati, per ogni Regione, dal Pnrr e porre attenzione al funzionamento delle Case della salute e degli gli Ospedali di comunità. Potremmo fare questo perché al Forum saranno presenti per la prima volta i dirigenti e direttori della Conferenza Stato-Regioni e Province autonome. La tecnologia applicata alla sanità - prosegue Giannotti - è un altro focus sul quale lavoreremo in questo 20esmo Forum Risk. Particolare spazio sarà dato all'uso dell'Ia. Parto dal premio che abbiamo istituito per portare a conoscenza della comunità scientifica i migliori progetti delle aziende sanitarie pubbliche in materia di intelligenza artificiale".
Anche "la prevenzione - conclude - è un tema che dobbiamo rendere sempre più visibile alla comunità, forti del contributo che possono apportare le associazioni presenti al Forum. Più prevenzione, meno malattie, migliore qualità di vita e non ultimo minor carico economico per la sanità italiana". Per iscriversi: https://www.forumriskmanagement.it.
Leggi tutto: Forum Risk management compie 20 anni, ad Arezzo dal 25 al 28 novembre

(Adnkronos) - Eyal Mizrahi, presidente della Federazione Amici di Israele, torna sull'ormai celebre frase "definisci bambino", pronunciata durante un acceso scambio con Ezio Iacchetti a Cartabianca, spiegando di averlo "detto perché la definizione di ‘bambino’ è diversa a seconda dell’interlocutore. Secondo l’Onu lo è al di sotto dei 18 anni, per noi occidentali dei dieci".
“Quasi la metà dei combattenti di Hamas ha tra i 15 e i 18 anni. Per l’Onu sono bambini, per Israele sono combattenti”, ha affermato a margine del flashmob per il 7 ottobre a Milano.
Durante la puntata del talk show condotto da Bianca Berlinguer su Rete 4 nella serata del 16 settembre, Iacchetti è intervenuto sulla situazione nella Striscia di Gaza. La discussione si è accesa rapidamente, con scontri continui tra i due interlocutori. E oggi Mizrahi è tornato sulla lite spiegando che "i palestinesi arruolano bambini in combattimento dai 14 anni, gli mettono un mitra in mano e li mandano a combattere. Durante la guerra l’età è scesa ai 12 anni. Sono loro che mettono a rischio la vita di tantissimi ragazzi. Per un soldato è difficile riconoscerli da lontano: se vede qualcuno che gli punta un mitra, spara”, ha spiegato Mizrahi.
Leggi tutto: Mizrahi torna sul 'definisci bambino': "Per Onu sono bimbi, per noi soldati"

(Adnkronos) - LeBron James non si ritira. La "decisione di tutte le decisioni", preannunciato dalla 41enne stella del Los Angeles Lakers, è 'solo' uno spot. James, che si appresta a giocare la 23esima stagione nella Nba, lega il proprio nome ad una marca di cognac con uno spot che riproduce la celeberrima 'decision' presa nel 2010. Quindici anni fa, James annunciò in diretta tv l'addio ai Cleveland Cavaliers "per portare i miei talenti" ai Miami Heat.
Ora, quasi all'epilogo della carriera, il Prescelto porta i suoi "talents" a Hennessy, il brand che produrrà una bottiglia in edizione limitata con il nome di James sull'etichetta. Lo spot riproduce tutto, o quasi, dell'annuncio del 2010: stessi abiti, stesso ambiente, stesse identiche parole. Al posto di Miami Beach, nell'attesissima comunicazione, però, c'è un marchio.
Ieri James aveva preannunciato "the decision of all the decisions" facendo riferimento ad un annuncio che sarebbe arrivato alle 12 di oggi, ora locale. Ben prima delle 18 italiane, però, Hennessy ha svelato il mistero diffondendo lo spot.
Leggi tutto: LeBron James, la 'decisione' è solo uno spot: niente ritiro

(Adnkronos) - "L'8 ottobre tutti in piazza, appello alla mobilitazione per la Freedom Flotilla, non permettiamo che accada alla Freedom Flotilla quello che è accaduto alla Global Sumud Flotilla". Così, tramite i canali social, Freedom Flotilla Italia, Giovani Palestinesi Italia, Movimento studenti palestinesi in Italia e Unione Democratica Arabo-Palestinese invitano nuovamente a scendere in strada per Gaza. Nel post, gli attivisti sottolineano che nelle "prossime ore la Freedom Flotilla entrerà nelle acque internazionali vicino a Gaza, dove esiste il concreto rischio che venga intercettata e sequestrata dalle forze israeliane come accaduto in passato", facendo riferimento all'intercettazione della Global Sumud Flotilla di mercoledì scorso.
"L'appello è a una mobilitazione politica, di denuncia delle responsabilità dirette del governo Meloni che, in continuità con i governi precedenti, ancora oggi conferma il proprio sostegno all'occupazione israeliana. Questo appello si inserisce in continuità con le mobilitazioni precedenti", spiegano gli attivisti. Nello stesso post gli organizzatori comunicano che le piazze dove si svolgeranno le mobilitazioni verranno comunicate nelle prossime ore.
Leggi tutto: "L'8 ottobre tutti in piazza", Freedom Flotilla invita a nuova mobilitazione

(Adnkronos) - "L'8 ottobre tutti in piazza, appello alla mobilitazione per la Freedom Flotilla, non permettiamo che accada alla Freedom Flotilla quello che è accaduto alla Global Sumud Flotilla". Così, tramite i canali social, Freedom Flotilla Italia, Giovani Palestinesi Italia, Movimento studenti palestinesi in Italia e Unione Democratica Arabo-Palestinese invitano nuovamente a scendere in strada per Gaza. Nel post, gli attivisti sottolineano che nelle "prossime ore la Freedom Flotilla entrerà nelle acque internazionali vicino a Gaza, dove esiste il concreto rischio che venga intercettata e sequestrata dalle forze israeliane come accaduto in passato", facendo riferimento all'intercettazione della Global Sumud Flotilla di mercoledì scorso.
"L'appello è a una mobilitazione politica, di denuncia delle responsabilità dirette del governo Meloni che, in continuità con i governi precedenti, ancora oggi conferma il proprio sostegno all'occupazione israeliana. Questo appello si inserisce in continuità con le mobilitazioni precedenti", spiegano gli attivisti. Nello stesso post gli organizzatori comunicano che le piazze dove si svolgeranno le mobilitazioni verranno comunicate nelle prossime ore.
A Roma il corteo pro Palestina è previsto dal Colosseo a Piramide. La manifestazione è stata preavvisata alla questura di Roma e percorrerà via Celio Vibenna, via di San Gregorio, piazza di Porta Capena, viale Aventino, piazza Albania, viale della Piramide Cestia, piazza di Porta san Paolo, piazzale Ostiense. Sono attese circa tremila persone.

(Adnkronos) - La vendetta è un piatto freddo. Un proverbio che, a guardare date e tempi, sembra aver inspirato Jonella Ligresti che, come annunciato ieri dall'Adnkronos, ha fatto causa ad Alberto Nagel e a Mediobanca chiedendo oltre 20 milioni di euro per il mancato rispetto del cosiddetto 'papello', il patto con i costosi desiderata per l'addio a Fonsai. L'atto di citazione è stato notificato alle due parti lo scorso 18 settembre, giorno in cui era in programma l'ultimo consiglio di amministrazione targato Nagel. Una coincidenza volutamente beffarda e che potrebbe aver reso l'addio doppiamente doloroso.
Le strade di Jonella Ligresti e dell'ex amministratore delegato di Piazzetta Cuccia si incroceranno di nuovo, ora che la primogenita dell'Ingegnere ha deciso - sola in famiglia - di battere cassa sull'accordo scritto a mano il 17 maggio 2017 - siglato da Nagel e sottoscritto dal padre Salvatore Ligresti - poi custodito in una cassaforte dall'avvocata Cristina Rossello, allora segretaria del patto di sindacato di Mediobanca. La prossima volta l'incontro potrebbe avvenire davanti ai giudici della X sezione civile del Tribunale di Milano dove il 28 gennaio 2026 è stata fissata l'udienza di prima comparizione, quando le parti dovranno presenziare personalmente. Le tappe prima sono tutte 'private', cioè i documenti verranno inoltrati via pec al giudice del processo civile. Il 19 novembre 2025 è fissato il termine per la costituzione dei convenuti, quando gli avvocati di Mediobanca e Nagel devono presentare le proprie memorie rispetto alle pretese di Jonella Ligresti.
La riforma Cartabia ha quindi introdotto tre memorie integrative con termini decrescenti: la prima scadenza è fissata per il 19 dicembre 2025, quindi l'8 gennaio 2026 e infine il 16 gennaio 2026. Ogni memoria ha una funzione specifica: la prima consente di rispondere alle difese iniziali, la seconda di replicare e indicare prove contrarie, e la terza per indicazioni probatorie. La causa dovrà stabilire se è lecita la pretesa, ma anche quantificarla in modo esatto: se nel 'papello' ci sono cifre precise, non mancano beni che dovranno essere singolarmente valutati. Un contenzioso dove Mediobanca e l'ex banchiere faranno valere le loro armi. 'L'arte della guerra' è uno dei libri preferiti di Alberto Nagel e potrebbe darne prova.
Leggi tutto: Mediobanca, lo 'sgarbo' a Nagel nel giorno dell'addio: le date della causa Ligresti

(Adnkronos) - La vendetta è un piatto freddo. Un proverbio che, a guardare date e tempi, sembra aver inspirato Jonella Ligresti che, come annunciato ieri dall'Adnkronos, ha fatto causa ad Alberto Nagel e a Mediobanca chiedendo oltre 20 milioni di euro per il mancato rispetto del cosiddetto 'papello', il patto con i costosi desiderata per l'addio a Fonsai. L'atto di citazione è stato notificato alle due parti lo scorso 18 settembre, giorno in cui era in programma l'ultimo consiglio di amministrazione targato Nagel. Una coincidenza volutamente beffarda e che potrebbe aver reso l'addio doppiamente doloroso.
Le strade di Jonella Ligresti e dell'ex amministratore delegato di Piazzetta Cuccia si incroceranno di nuovo, ora che la primogenita dell'Ingegnere ha deciso - sola in famiglia - di battere cassa sull'accordo scritto a mano il 17 maggio 2017 - siglato da Nagel e sottoscritto dal padre Salvatore Ligresti - poi custodito in una cassaforte dall'avvocata Cristina Rossello, allora segretaria del patto di sindacato di Mediobanca. La prossima volta l'incontro potrebbe avvenire davanti ai giudici della X sezione civile del Tribunale di Milano dove il 28 gennaio 2026 è stata fissata l'udienza di prima comparizione, quando le parti dovranno presenziare personalmente. Le tappe prima sono tutte 'private', cioè i documenti verranno inoltrati via pec al giudice del processo civile. Il 19 novembre 2025 è fissato il termine per la costituzione dei convenuti, quando gli avvocati di Mediobanca e Nagel devono presentare le proprie memorie rispetto alle pretese di Jonella Ligresti.
La riforma Cartabia ha quindi introdotto tre memorie integrative con termini decrescenti: la prima scadenza è fissata per il 19 dicembre 2025, quindi l'8 gennaio 2026 e infine il 16 gennaio 2026. Ogni memoria ha una funzione specifica: la prima consente di rispondere alle difese iniziali, la seconda di replicare e indicare prove contrarie, e la terza per indicazioni probatorie. La causa dovrà stabilire se è lecita la pretesa, ma anche quantificarla in modo esatto: se nel 'papello' ci sono cifre precise, non mancano beni che dovranno essere singolarmente valutati. Un contenzioso dove Mediobanca e l'ex banchiere faranno valere le loro armi. 'L'arte della guerra' è uno dei libri preferiti di Alberto Nagel e potrebbe darne prova.

(Adnkronos) - Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, insieme alla moglie Melania, ha inviato una lettera di ringraziamento al Forum delle famiglie degli ostaggi e dei dispersi, che rappresenta le famiglie degli israeliani e dei cittadini stranieri rapiti durante la guerra contro Hamas e che ha proposto il capo della Casa Bianca per il Premio Nobel per la Pace.
"Dopo gli orribili eventi del 7 ottobre 2023, che hanno visto famiglie distrutte, bambini strappati dalle braccia dei genitori e persone innocenti uccise e violentate, ho deciso di riportare a casa tutti gli ostaggi e di garantire la totale distruzione di Hamas affinché questi atti orribili non si ripetano mai più. Queste scene indicibili sono rimaste impresse nella nostra memoria e non le dimenticheremo mai", ha dichiarato Trump, sottolineando che tutta la sua Amministrazione "è stata toccata dal fatto che, nonostante l'inimmaginabile dolore e la sofferenza di aver trascorso due anni senza sapere dove si trovassero i vostri cari, abbiate continuato a raccontare le loro storie e a battervi per loro".
Trump ha quindi assicurato che "restiamo fermamente impegnati a mettere fine sia a questo conflitto che alle ondate di antisemitismo, sia in patria che all'estero". "Come presidente, rimango fermamente impegnato e lavorerò instancabilmente per ripristinare una politica estera di pace attraverso la forza, ponendo fine ad anni di guerre infinite, non solo in Medio Oriente, ma in tutto il mondo - ha aggiunto Trump - Immaginiamo un giorno in cui il terrore e lo spargimento di sangue finiranno, anche nelle nazioni che sono state dilaniate da decenni, se non secoli, di conflitti".
Leggi tutto: Trump a famiglie ostaggi: "Torneranno tutti a casa, Hamas sarà distrutta"

(Adnkronos) - Il premio "è uno strumento per concretizzare l'aiuto che come associazione di pazienti miriamo a dare ad ogni singola donna che approccia alla nostra realtà. Siamo onorati di vincere per il terzo anno consecutivo. Renderemo concreti gli scopi e gli obiettivi dei nostri progetti". Lo ha detto Annamaria Motta, socio fondatore e presidente di Acto Sicilia - Alleanza contro il tumore ovarico Ets, oggi a Milano, alla cerimonia per la premiazione dei vincitori della 14esima edizione dei bandi Gilead. Con il progetto 'Labia madri d'amore', Acto Sicilia è tra i 31 premiati al Community award program 2025.
"Il progetto - spiega Motta - mirerà ad offrire supporto psicologico, ma anche legale e informativo, a molte donne che purtroppo vengono colpite doppiamente dalla malattia, poiché private" della possibilità "di diventare madri. Si tratta di un supporto che farà conoscere a queste donne istituti come l'affido familiare e l'adozione: una forma nuova per riprogettare la propria vita. Vogliamo aiutare queste donne e i loro partner a ripartire", sottolinea. Una diagnosi di tumore ovarico richiede un approccio multidisciplinare "per accompagnare le donne in quello che può essere il duro percorso di cure - continua la fondatricedi Acto Sicilia - E' una malattia oncologica che colpisce tante sfere della vita di una donna: l'aspetto lavorativo, familiare, sociale. Un approccio multidisciplinare è fondamentale per migliorare la qualità di vita e contribuire anche a una maggiore sopravvivenza o guarigione della malattia", chiarisce Motta che, da giovane, ha affrontato in prima persona la malattia.
Nel 2023 l'associazione Acto Sicilia ha vinto il bando Gilead con il progetto 'Togli il velo' che "mirava a prestare supporto psicofisico legato alla sfera sessuale e intima della donna affetta da tumore ginecologico e del proprio partner - spiega la presidente dell'associazione - Spesso si è così concentrati nell'affrontare il duro percorso di cura che si tende a sottovalutare alcuni aspetti di coppia e familiari. Con 'Togli il velo' continuiamo a prestare supporto alle molte donne e ai loro partner proprio nell'ambito della sessualità". Nel 2024, invece, Acto Sicilia ha vinto il bando Gilead con 'Accanto senza paura', un progetto che "con l'aiuto di specialisti come l'oncologo, lo psicologo, l'infermiere, mira a dare supporto e aiuto concreto ai familiari, ai caregiver e alle persone che sono più vicine alla paziente oncologica e che purtroppo, a volte - conclude Motta - sono più spaventati della paziente stessa".
Leggi tutto: Tumori, Motta (Acto Sicilia): "Bando Gilead rende concreto l'aiuto alle pazienti"

(Adnkronos) - Cosa sarebbe l’Italia senza le sue infrastrutture? Senza le dighe che hanno portato acqua ed energia nelle case e nelle industrie, le metropolitane che hanno trasformato le città, le ferrovie che hanno avvicinato territori, persone e storie? Da questa riflessione nasce Evolutio, il progetto culturale e divulgativo firmato Webuild, pensato per raccontare a tutti, in modo immersivo e accessibile, il valore strategico e identitario delle infrastrutture realizzate dal Gruppo.
Aperta al pubblico dall’8 ottobre al 9 novembre presso il Museo dell’Ara Pacis di Roma, Evolutio è una mostra multimediale immersiva ideata da Webuild che attraversa oltre un secolo di trasformazioni economiche e sociali dell’Italia, mostrando come il Paese sia passato da nazione agricola a potenza industriale grazie anche alle sue infrastrutture. Un racconto che si estende oltre i confini nazionali, toccando opere simbolo come il Canale di Panama, i ponti sospesi in Turchia, le grandi dighe in Africa, le metropolitane di Roma, Milano, Napoli, Parigi, Doha e Riyadh.
La mostra, ideata e organizzata da Webuild e promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, si articola in più aree tematiche dedicate a energia, acqua, trasporti, edilizia urbana e tecniche costruttive. In ogni sala, in una progressione per decenni, il visitatore è guidato da video, immagini e testi che raccontano le opere e il contesto storico in cui sono nate. Due le chiavi di lettura: “I Giorni: come si viveva”, che restituisce uno spaccato della vita quotidiana nei diversi decenni, e “Il cammino dell’Italia: le Opere”, che illustra l’evoluzione di alcune tipologie di infrastrutture, come le dighe, i ponti, le strade e non solo, che sono motore di progresso e ad alto impatto per il miglioramento della vita delle persone. Il riferimento è al pensiero classico di Esiodo, “Le opere e i giorni”.
In occasione dell’inaugurazione della mostra, Webuild presenta anche il primo Museo Digitale dedicato alle infrastrutture, Evolutio.Museum, una piattaforma nativa digitale che raccoglie e valorizza più di 400 progetti del Gruppo organizzati in hub artistici con foto selezionate dall’archivio storico multimediale Webuild, patrimonio culturale che raccoglie oltre 1,5 milioni tra foto e video. Ogni infrastruttura realizzata da Webuild viene raccontata all’interno del contesto storico ed economico in cui è stata realizzata, con l’impatto positivo generato su stili di vita e benessere, offrendo così un’esperienza divulgativa e coinvolgente destinata a un pubblico ampio oltre che ad addetti ai lavori.
Il progetto Evolutio è parte dell’Agenda Cultura di Webuild, un percorso di più ampio respiro che cristallizza l’impegno culturale che il Gruppo da anni promuove per supportare la conoscenza del settore infrastrutturale e il suo impatto sul territorio. Per Webuild, la cultura è patrimonio collettivo e strumento di coesione tra territori e persone, da tutelare e valorizzare. L’Agenda Cultura di Webuild riflette questa visione, unendo ingegneria, arte e comunità attraverso iniziative, condotte spesso in collaborazione con partner prestigiosi, che spaziano dalla realizzazione di infrastrutture come luoghi di incontro, alla promozione di pubblicazioni, eventi e installazioni urbane, fino a concerti sinfonici e progetti di arte pubblica. Un dialogo continuo tra innovazione e bellezza, che coinvolge persone e comunità locali.
Con oltre 95.000 persone, tra dipendenti diretti e indiretti, impiegate nei suoi progetti in più di 50 Paesi, Webuild è uno dei principali player globali nel settore delle infrastrutture complesse. In Italia, il Gruppo sta realizzando alcune delle opere più strategiche per la mobilità sostenibile e la transizione ecologica del Paese, collaborando con migliaia di imprese della filiera nazionale. Un ecosistema industriale che valorizza competenze, innovazione e capacità realizzativa, contribuendo alla crescita e alla competitività del Paese e alla valorizzazione delle sue eccellenze nel mondo.
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