E’ in corso di svolgimento, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, una conferenza sulla responsabilità del professionista contabile, anche nella sua funzione di intermediario fiscale, e sulla responsabilità etica della consulenza, organizzata dall'Osservatorio nazionale sulla fiscalità di Confassociazioni e dal Centro studi dell’Istituto nazionale tributaristi (Int). Relativamente alla prima tematica affrontata, la responsabilità del professionista contabile, gli intervenuti hanno offerto spunti di riflessione e indicazioni al legislatore, al fine di dare chiarezza alle prescrizioni normative sulla responsabilità.

Riccardo Alemanno, presidente dell’Istituto nazionale tributaristi e dell’Osservatorio sulla fiscalità di Confassociazioni, ha ribadito che “il tributarista qualificato ex lege 4/2013 si assume già le proprie responsabilità, non occorrono decaloghi sulla correttezza professionale, basta che segua e rispetti le norme del codice deontologico, ma occorre stabilire una linea di demarcazione certa e questo chiediamo al legislatore, altrimenti si creerebbe il caos interpretativo, con grave danno per i professionisti contabili ed un’ulteriore sconfitta della certezza del diritto”.

Salvatore Cuomo, consigliere nazionale e membro del Centro studi Int, ha sottolineato che "le recenti ordinanze della Cassazione rischiano di trasformare l’intermediario fiscale in un controllore stravolgendo così la natura dell’incarico professionale. Questo incontro alla Camera è l’occasione per ascoltare le riflessioni dei relatori e proporre un nostro contributo al Legislatore per giungere ad una soluzione condivisa”.

Laura Ambrosi, partner dello Studio Di Tanno e associati, ha dichiarato: “Le recenti pronunce della Cassazione, modificando il precedente orientamento, hanno fissato più stringenti principi di diritto per la responsabilità a titolo di concorso del consulente negli illeciti fiscali del proprio cliente. Certamente la Suprema Corte è intervenuta in vicende di particolare gravità, ma trattandosi di principi generali potrebbe essere utile circoscrivere normativamente i casi di responsabilità del consulente. A tal fine si potrebbe valutare la tipizzazione della figura dell’intermediario diligente e valorizzare il contenuto del mandato professionale. Tali modifiche, oltre a conferire maggiore certezza del diritto nello svolgimento dell’attività professionale, porterebbero maggiore tranquillità agli operatori del settore”.

La conferenza ha pertanto offerto spunti e indicazioni al legislatore, si auspica un rapido intervento legislativo in materia e su ciò gli organizzatori contano sul supporto di Marco Osnato, presidente della commissione Finanze della Camera, che è intervenuto alla conferenza dichiarando: “Garantisco il massimo impegno nel delineare un confine alla responsabilità del professionista contabile e posso affermare che anche il vice ministro Leo è attento alla problematica e vuole trovare una soluzione all’attuale situazione”.

In conclusione, ha dichiarato Angelo Deiana, presidente di Confassociazioni: “Questo tema della responsabilità è un tema strategico perché attiene ad un tema di terzietà del professionista rispetto all’incarico ricevuto. Qualsiasi attribuzione ulteriore di verifica e controllo dovrebbe essere esplicitata su base normativa e imputata in termini sia di responsabilità stessa sia di possibile sanzione/supporto all’amministrazione competente. Magari con relativo compenso”.