
(Adnkronos) - Cinque italiani sono morti nell'atollo di Vaavu, nelle Maldive, in seguito a un incidente avvenuto durante un'immersione subacquea. Lo ha riferito la Farnesina, precisando che i connazionali sarebbero deceduti per aver provato l'esplorazione di alcune grotte a 50 metri di profondità. La ricostruzione dell'incidente è ancora in corso da parte delle autorità delle Maldive.
La Farnesina e l'ambasciata d'Italia a Colombo seguono il caso con la massima attenzione sin dalla prima segnalazione. La sede sta provvedendo a prendere contatto con i familiari delle vittime per fornire ogni necessaria assistenza consolare.

(Adnkronos) - La Federazione Italiana Tennis e Padel e la Ferrero Commerciale Italia S.r.l. e Soremartec Italia S.r.l. hanno sottoscritto il Protocollo d’intesa per promuovere attività educative e formative, di carattere ludico-motorio e di orientamento alle discipline sportive di racchetta della FITP, arricchite dal metodo Joy of moving (JOM), nelle Istituzioni scolastiche dell’infanzia e del primo e secondo ciclo di istruzione. Il Protocollo è stato presentato questa mattina presso la Sala conferenze del Centrale del Foro Italico: sono intervenuti Gianni Milan Vicepresidente FITP, Gianpiero Vietto, Direttore Ferrero International progetto K.Jom, Massimo Castiglia, Responsabile Sponsorizzazioni Ferrero Commerciale Italia, Marco Brambilla, Responsabile Comunicazione Corporate Ferrero Commerciale Italia, Michelangelo Dell’Edera, Direttore dell’Istituto Superiore di Formazione “Roberto Lombardi”, Rita Grande, Coordinatrice del circuito Tennis Trophy FITP Kinder Joy of Moving e testimonial K.Jom, Mauro Ricevuti Direttore del Master finale Trophy FITP Kinder Joy of Moving. Questo Protocollo, oltre a chiudere la circolarità di intenti, sancita dai singoli accordi recentemente firmati dalla FITP e dalla Ferrero S.p.A. con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, estende quelli già in essere tra le parti per il progetto “Racchette in Classe” e la partecipazione delle scuole alle “Nitto ATP Finals”.
La collaborazione tra l’Istituto Superiore di Formazione FITP “Roberto Lombardi” e il “Village LAB” Joy of moving di Alba (Laboratorio permanente di sperimentazione e ricerca sull’attività motoria), finalizzata a tradurre le evidenze scientifiche in azioni divulgative e materiali didattici innovativi da utilizzare nella formazione congiunta FITP – JOM, consolida la pluriennale collaborazione tra Ferrero e FITP nell’ambito del progetto scolastico “Racchette in Classe”. L’approccio inclusivo e multidisciplinare della FITP ha creato le condizioni ideali per l’alleanza con “Joy of moving”, metodo che interconnette le dimensioni dell’educazione della persona: stili di vita attivi e sani, area fisico-motoria, cognitiva, sociale ed emotivo-relazionale.
Nel dettaglio, FITP e Ferrero garantiranno il coordinamento e il monitoraggio operativo di tutte le attività, l’integrazione e la formalizzazione del metodo Joy of moving nei profili e nei livelli di qualifica federali concordati, l’evoluzione dei materiali didattici e la formazione congiunta basata su un approccio pedagogico multidisciplinare e innovativo, la programmazione e la realizzazione di eventi, le attività di comunicazione e l’arricchimento dei percorsi formativi universitari con il metodo Joy of moving, nell'ambito delle convenzioni già attive tra la FITP e i diversi Atenei. La conferenza stampa è stata anche l’occasione per presentare del Master finale del Tennis e Padel Trophy FITP Kinder Joy of Moving 2026 in programma a Roma dal 19 alle 27 agosto, tappa finale della ventunesima edizione del circuito dedicato a ragazzi e ragazze dai 9 ai 16 anni. Un’esperienza che mette insieme competizione, divertimento e valori sportivi e che giungerà dopo ben 121 tornei svolti in altrettanti circoli tennistici distribuiti sul territorio nazionale con oltre 22.000 partecipanti, tra cui i ragazzi del wheelchair alla ottava partecipazione come parte integrante della manifestazione.

(Adnkronos) - "L'acqua del lago si è svuotata e il bacino non si è più riempito: oggi il livello dell'acqua è fermo a metà e non riesce più a salire. A oggi abbiamo perso il 25% del fatturato, abbiamo registrato la disdetta anche di due matrimoni qui da noi, per non parlare della Pasqua: è andata malissimo. Zero, zero, zero. Oggi lo spettacolo del Ghedina mette pena e io sono in grande difficoltà, anche con il personale che non so se posso confermare per la stagione estiva". Lo racconta all'Adnkronos Antonio Saliola, titolare del ristorante Saliola al lago Ghedina, lo specchio d'acqua a nord-est di Cortina d'Ampezzo e fra gli scorci più rinomati delle Dolomiti.
"Durante le Olimpiadi - racconta Saliola - per l'approvvigionamento necessario alla pista di bob, hanno attinto alla fonte da cui veniva alimentato il lago e poi non hanno più riaperto l'afflusso, con il conseguente mancato ripristino del livello dell'acqua. Sarebbe bastato, una volta finito l'uso della pista, riaprire la mandata verso il lago: e invece se ne sono scordati, fregati. E quando a marzo ce ne siamo accorti, il lago non c'era più. È marcito l'humus", il composto organico fondamentale per la fertilità del terreno lacustre e che concorre alla struttura del suolo e alla ritenzione idrica del bacino.
A interessarsi della vicenda sono stati soprattutto, sottolinea il titolare del locale, "l'assessore alla Protezione Civile, Polizia Municipale, Pianificazione Urbanistica, Edilizia Privata e Residenziale e Società Partecipate di Cortina d'Ampezzo Stefano Ghezze e il geologo Ennio Grillo. Sono stati più unici che rari: dai loro primi sopralluoghi, vedendo che il lago non si riempiva nuovamente, hanno pensato a delle perdite nel terreno e alla distruzione dell'humus e a conseguenti spaccature nel terreno. Non essendo mai stato così basso il livello idrico negli ultimi 100 anni, si possono essere formate delle fessure, delle vere e proprie spaccature che drenano nel terreno e non fanno salire l'acqua sopra un certo punto". Proprio come una vasca con un tappo aperto o con una crepa a un determinato livello. Livello che, con l'arrivo della stagione più calda, rischia di abbassarsi ulteriormente: "Se a metà luglio siamo con il lago a metà della capienza, a giugno, luglio e agosto che faccio? Già oggi la gente passa ma non si ferma più al Ghedina". Il sindaco di Cortina Gianluca Lorenzi ha sottolineato all'Adnkronos come "eventuali perdite non sono di competenza dell'amministrazione".

(Adnkronos) - Esiste in Italia un forte divario tra la disponibilità dichiarata a donare il plasma e i comportamenti concreti. "Sette italiani su 10 affermano che vorrebbero donare, quindi la grande maggioranza della popolazione si dice favorevole". Tuttavia, questa intenzione non si traduce sempre in azione. "Il problema principale è la scarsa conoscenza: solo 2 italiani su 10 sanno davvero cos'è il plasma. Anche tra chi dona, circa la metà non è pienamente consapevole dell'utilizzo che viene fatto del plasma raccolto". Lo ha detto Livio Gigliuto, presidente dell’Istituto Piepoli, intervenuto alla presentazione - oggi a Roma - della ricerca dell'Istituto Piepoli commissionata da Takeda Italia sulla consapevolezza degli italiani rispetto all'importanza del plasma.
Per Gigliuto, la chiave è soprattutto l'informazione: "Serve una grande campagna di comunicazione per colmare questo gap conoscitivo e culturale". Accanto alla sensibilizzazione, aggiunge, "è fondamentale rendere la donazione più semplice e accessibile, vicino casa e con modalità flessibili, quando le persone sono disponibili".

(Adnkronos) - “Io devo fare i conti con la mia faccia”. Un nuovo intervento? “Ti dirò se voglio fare altro”. È la lezione “enorme” di Giovanni Bagnasco, allora 14enne, cresciuto all’interno del percorso di cura Smile House, per una malformazione craniofacciale, che oggi è diventato anche attore. “Noi chirurghi pensiamo che il dato estetico sia la cosa più importante. E invece non è così”, spiega, all’Adnkronos Salute, Domenico Scopelliti, presidente e fondatore di Smile House Fondazione Ets, direttore dell'Unità operativa complessa di chirurgia Maxillo-facciale dell'ospedale San Filippo Neri, Asl Roma 1. “Le malformazioni craniofacciali, in particolare la labiopalatoschisi, vengono spesso affrontate come un problema chirurgico da correggere precocemente - continua - L’approccio tradizionale si è a lungo basato su un’idea semplice: operare e risolvere. Ma la realtà è più complessa. Anche quando la chirurgia è tecnicamente perfetta, la crescita del bambino cambia le condizioni iniziali. Le cicatrici, lo sviluppo osseo, la funzione respiratoria, la fonazione e l’alimentazione evolvono nel tempo. E, soprattutto, evolve la percezione di sé. Il risultato è che la cura non può essere un singolo atto, ma un percorso lungo anni”.
Da questa consapevolezza, è nato il modello Smile House. “Si tratta di un sistema organizzato su più livelli che accompagna il paziente dalla diagnosi prenatale fino alla fine dello sviluppo, spesso anche oltre i 20 anni - illustra Scopelliti - Il principio è semplice nella teoria, più complesso nella realizzazione: costruire una presa in carico continua, multidisciplinare e territoriale per assistere, fin dalla diagnosi prenatale, questa condizione e mettere in atto tutta una serie di attività perché la famiglia sia sostenuta ad affrontare questa realtà, mettendo al mondo un piccolo che possa avere tutte le opportunità per realizzare la propria vita”. L’impatti del progetto è concreto e misurabile. “Il 65% dei bambini nati in Italia con labiopalatoschisi è stato trattato in uno dei Centri Smile House - precisa - Complessivamente, tra il 2010 e il 2024, abbiamo assistito oltre 1.600 pazienti, offerto più di 93mila consulenze multidisciplinari ed effettuato circa 5mila interventi chirurgici”.
Il cuore del modello è il lavoro di squadra in una rete nazionale perché “l’obiettivo non è solo ricostruire un volto - rimarca Scopelliti - ma garantire funzioni vitali: alimentazione, respirazione, linguaggio e sviluppo sociale” evitando “frammentazione e migrazione sanitaria”. Per questo non esiste un unico specialista, ma un sistema integrato che “comprende una lunga serie di esperti: chirurgo maxillo-facciale; ortodontista e odontoiatra; anestesista pediatrico; pediatra; otorinolaringoiatra e foniatra; logopedista; psicologo dell’età evolutiva; infermieri dedicati all’allattamento e alla crescita, oltre a protesisti e implantologi nei casi complessi”.
La nascita della rete Smile House è avvenuta più tardi, “nel 2008, da un primo accordo con il ministero della Salute - ricostruisce il fondatore - Nel 2006 ci era stato commissionato uno studio analitico e ci siamo resi conto che c’erano due problemi fondamentali: la discontinuità delle cure e la migrazione sanitaria”, condizioni che aumentano i costi sociali e anche per il Servizio sanitario. “Oggi siamo presenti con 8 centri distribuiti sul territorio nazionale - Vicenza, Monza, Pisa, Ancona, Roma, Cagliari, Taranto e Catania - Noi coordiniamo tutto il progetto e garantiamo la continuità delle cure e il controllo della qualità. Ma attualmente - precisa - il ministero sta valutando la possibilità che questa diventi una delle prime reti nazionali per il trattamento delle malformazioni craniofacciali”.
Il percorso inizia spesso già con la diagnosi prenatale, “quando la famiglia viene informata e accompagnata nelle scelte - racconta Scopelliti - Alla nascita, la prima sfida non è chirurgica ma funzionale: alimentare il bambino in modo corretto. In molti casi, grazie a tecniche specifiche e formazione delle famiglie, è possibile evitare ospedalizzazioni prolungate e consentire un’alimentazione naturale o assistita. Segue poi la fase ortopedico-ortodontica precoce, che prepara i tessuti alla chirurgia successiva, migliorando gli esiti funzionali ed estetici. Gli interventi chirurgici - chiarisce - vengono quindi distribuiti nel tempo, spesso tra il quarto mese e il primo anno di vita, in modo progressivo e personalizzato. Parallelamente, logopedia e supporto psicologico iniziano precocemente, perché lo sviluppo non è solo fisico ma anche relazionale e comunicativo”.
Il punto centrale del modello non è la tecnica chirurgica, ma l’obiettivo finale: l’integrazione sociale. “Un bambino non è guarito solo perché operato - afferma l’esperto - È guarito quando può parlare, mangiare, respirare e soprattutto vivere relazioni senza barriere psicologiche o sociali”. Anche per questo, nel celebrare 25 anni di attività, l’anno scorso, Smile House ha promosso, all’interno della manifestazione Taomoda-week, a Taormina, una sfilata che ha coinvolto proprio i ragazzi seguiti dalla Fondazione. “Il primo a sfilare è stato Bagnasco - osserva Scopelliti - Seguiamo molti dei nostri ragazzi sui social. Non usano filtri: mostrano che non intendono cancellare la differenza, ma integrarla nella vita”.

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....
- DORGALI, 14 MAG - Trentanove candeline e un programma che accosta
i grandi nomi del jazz contemporaneo a progetti radicati nella
tradizione musicale locale e in generale del sud. Cala Gonone Jazz
Festival farà risuonare le note tra il 9 luglio, il 24 e infine il
31 luglio e il 1/o agosto nel borgo marittimo di Dorgali in luoghi
suggestivi come le Grotte del Bue Marino, l'Acquario e il Teatro
Comunale.
(Adnkronos) - Pioggia di vip agli Internazionali d'Italia 2026 per Jannik Sinner. Oggi, giovedì 14 maggio, il numero 1 del mondo ha raggiunto la semifinale del Masters 1000 di Roma, battendo Andrej Rublev nei quarti in un Centrale sold out. A vedere il tennista azzurro c'erano anche molti volti noti dello sport e dello spettacolo, oltre che della politica.
In prima fila nella tribuna d'onore del Centrale è apparso Paolo Maldini, ex bandiera del Milan e della Nazionale, poco distante dal suo ex dirigente Adriano Galliani. A qualche posto di distanza ecco il ministro dei Trasporti e leader della Lega Matteo Salvini. Presenti in tribuna anche la biatleta italiana Dorothea Wierer, il giornalista Massimo Giletti e Alessia Marcuzzi.
Sempre al fianco di Sinner i genitori, il padre Hanspeter e la madre Siglinde, accompagnati questa volta anche dal fratello Mark, assente nei primi turni del torneo. In tribuna, come sempre, anche il capitano di Coppa Davis Filippo Volandri e quella di Bjk Cup Tathiana Garbin.

(Adnkronos) - Una giornata dedicata alla manutenzione ordinaria e alla cura degli spazi del Villaggio Sos bambini di Saronno (Varese), attraverso piccoli interventi concreti pensati per contribuire al benessere quotidiano dei bambini, dei ragazzi e delle famiglie accolte nella struttura. È l’iniziativa che ha coinvolto i collaboratori italiani di Ucb Pharma che ha così rinnovato il proprio impegno nell’ambito della sostenibilità sociale organizzando la quarta ‘Giornata del volontariato di Ucb Italia’ in collaborazione con Sos Villaggi dei Bambini. Accanto alle attività svolte durante la giornata - informa la farmaceutica in una nota - ulteriori donazioni saranno destinate a sostenere interventi di manutenzione più complessi, che richiederanno il coinvolgimento di professionisti specializzati, con l’obiettivo di continuare a migliorare gli ambienti del centro e renderli sempre più accoglienti e funzionali.
Novità simbolica dell’edizione 2026 è stata la piantumazione di un melograno all’interno del cortile del Villaggio Sos Bambini di Saronno, scelta condivisa con i responsabili della struttura. Albero da sempre associato alla vita, alla prosperità e alla cura, il melograno rappresenta il desiderio di costruire insieme un futuro fondato su attenzione, crescita e responsabilità condivisa.
“Questa giornata rappresenta per noi un momento importante di partecipazione e vicinanza concreta al territorio – ha dichiarato Federico Chinni, General Manager di Ucb Italia – In Ucb crediamo che il nostro ruolo non si esaurisca nello sviluppo di innovazioni scientifiche capaci di migliorare la vita delle persone affette da malattie croniche. Sentiamo anche la responsabilità di essere parte attiva dell’ecosistema della cura, creando valore e collaborando con le comunità in tutte le dimensioni che contribuiscono al benessere delle persone, anche oltre la terapia. La scelta di piantare un melograno vuole essere un segno tangibile di questo impegno: un gesto semplice ma duraturo, che parla di cura, relazioni e futuro condiviso”. La collaborazione con Sos Villaggi dei Bambini - conclude la nota - si inserisce nel più ampio percorso di sostenibilità di Ucb Pharma, che promuove iniziative orientate a generare, nei territori in cui opera, un impatto positivo su più livelli, non solo per i pazienti, ma anche per le comunità e gli operatori del sistema.

(Adnkronos) - Un uomo è stato soccorso dal 118 e trasportato d'urgenza all'ospedale Grassi di Ostia a causa di diverse ferite, di cui una profonda, al torace. Ad accoltellarlosarebbe stata la compagna durante una lite.
E' accaduto questa mattina intorno alle 7 in via dei Romagnoli, a Ostia, sul litorale romano. I sanitari lo hanno sottoposto a un delicato intervento chirurgico e ora è ricoverato in prognosi riservata. Secondo quanto riferito dai medici è in pericolo di vita.
La compagna è stata arrestata dai carabinieri perché gravemente indiziata del reato di tentato omicidio e condotta a Rebibbia, in attesa dell'udienza di convalida. Secondo i primi accertamenti, si tratterebbe di un episodio di violenza tra le mura domestiche, a seguito di un violento diverbio scoppiato all'interno dell'abitazione tra l’uomo e la sua compagna, entrambi romani. Sul caso indagano i carabinieri della stazione e della compagnia di Ostia, chiamati dalla mamma della vittima che era in casa al momento del ferimento. Nell’abitazione sono stati eseguiti i rilievi tecnico-scientifici, da parte dei Carabinieri del Gruppo di Ostia ed è stato rinvenuto anche un coltello da cucina sporco di sangue.

(Adnkronos) - La visita specialistica non si sposta, ma arriva a casa. È il principio che guida ‘Ovunque vicini’, un’infrastruttura di prossimità che punta a ridurre disuguaglianze territoriali, frammentazione assistenziale e tempi di accesso, mettendo in connessione specialisti, territorio, caregiver e persone con sclerosi laterale amiotrofica (Sla) in un percorso continuo di cura. Promosso da Aisla- Associazione italiana Sla, in partenariato con Fondazione Serena – Centri clinici Nemo, il progetto, che viene presentato martedì 19 maggio, dalle ore 11 alle 13, al Salone d’Onore della Triennale di Milano, mette in dialogo salute, innovazione sociale, telemedicina, presa in carico multidisciplinare e progetto di vita delle persone con disabilità, in coerenza con i nuovi paradigmi della medicina territoriale e della continuità assistenziale. Nel corso dell’evento di presentazione - informa Aisla in una nota - saranno presentati il modello operativo, la governance clinica e sociale del sistema e ci sarà una dimostrazione live del percorso di presa in carico, dalla richiesta del paziente alla televisita specialistica, fino al follow-up assistenziale.
A dare l’avvio all’incontro che rappresenta l’avvio pubblico di un progetto nazionale che punta a portare il sistema di cura là dove la vita accade, nelle case delle persone, saranno i saluti istituzionali del ministro per le Disabilità, onorevole Alessandra Locatelli. Interverranno quindi, tra gli altri: Fulvia Massimelli, presidente nazionale Aisla; Alberto Fontana, ideatore dei Centri clinici Nemo; Alessandro Padovani, direttore della Clinica di neurologia e prorettore alla Ricerca dell’Università degli Studi di Brescia che parlerà del cambiamento della medicina, dall’episodio alla continuità della cura; rappresentanti del mondo clinico, istituzionale e delle prime 3 Regioni coinvolte nella fase pilota del modello: Calabria, Basilicata e Veneto.
Le tre esperienze territoriali - spiega Aisla - rappresentano “il primo passo di un percorso che, a partire dall’autunno, vedrà un progressivo coinvolgimento di ulteriori territori italiani, con l’obiettivo di rendere sempre più accessibile una medicina specialistica di prossimità per le persone con Sla”. Il progetto è realizzato con il contributo della presidenza del Consiglio dei ministri – ministro per le disabilità, a valere sul Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità.

(Adnkronos) - Le nuove frontiere delle cure sono protagoniste all’81° Congresso italiano di pediatria (Sip), in programma a Padova dal 27 al 29 maggio: dalle Car-T, che nelle leucemie pediatriche mostrano remissioni complete fino all’80-90% dei casi e che oggi trovano nuove applicazioni nelle malattie autoimmuni, agli screening che consentono di diagnosticare precocemente diabete tipo 1 e celiachia, riducendo il rischio di esordi gravi; dai progressi nella lotta alla fibrosi cistica - che grazie alle nuove terapie hanno radicalmente cambiato le prospettive di vita dei pazienti, portando l’aspettativa di vita da circa 25 anni a oltre 60-70 anni - a quelli per la prevenzione della bronchiolite da virus respiratorio sinciziale (Rsv).
Oggi la ricerca consente sempre più spesso di prevedere il rischio di malattia, modificare il decorso delle patologie e costruire cure personalizzate sul singolo bambino, informa la Società italiana di pediatria, in una nota. Una rivoluzione che sta cambiando concretamente prognosi, qualità e aspettative di vita anche nelle condizioni pediatriche più complesse. Ma “accanto ai progressi scientifici emergono anche nuove sfide: l’impatto del digitale sull’infanzia e sull’adolescenza, l’impennata dei disturbi alimentari, le fragilità psicologiche, gli effetti degli stili di vita e dei cambiamenti ambientali sulla salute dei bambini”. Così, la tre giorni di lavori congressuali, tra corsi pratici, letture magistrali e sessioni scientifiche, metteranno a confronto i pediatri italiani sulle principali sfide della salute dei bambini e degli adolescenti.
“La pediatria sta vivendo una fase di cambiamento molto profonda - afferma Rino Agostiniani, presidente Sip - Oggi abbiamo strumenti straordinari per prevenire, diagnosticare precocemente e curare malattie che fino a pochi anni fa avevano prospettive completamente diverse. Ma insieme ai progressi scientifici emergono nuove fragilità legate soprattutto al contesto sociale e ambientale: dal disagio psicologico alle dipendenze digitali sino ai danni del cibo ultraprocessato. Questioni che richiedono alla pediatria non solo competenze cliniche, ma anche una capacità crescente di interpretare i cambiamenti sociali. Il Congresso vuole offrire una lettura integrata di questi cambiamenti e riportare al centro il diritto dei bambini e degli adolescenti a crescere in salute”.
Ampio spazio - si legge nella nota - sarà dedicato all’intelligenza artificiale in pediatria, con focus su diagnosi assistita, machine learning, governance ed etica dell’intelligenza artificiale (Ai). Riflettori puntati anche sulla sostenibilità del sistema sanitario, le cure primarie e la riforma dell’organizzazione territoriale. Si parlerà di malattie rare, oltre che di vaccinazioni, infezioni respiratorie, dolore cronico, antibioticoresistenza. Al centro del dibattito anche i grandi temi della prevenzione dai primi mille giorni alla salute cardiovascolare. Una particolare attenzione sarà dedicata inoltre ai nuovi scenari sociali e culturali che attraversano l’età evolutiva: le nuove forme di abuso e maltrattamento, i bisogni dei bambini con fragilità complesse, i rischi del digitale, i nuovi temi legati alle identità di genere.
La Cerimonia inaugurale si terrà mercoledì 27 maggio alle ore 15.30 presso la Sala Mantegna del Padova Congress. In programma, dopo i saluti delle istituzioni e la relazione del Presidente Sip seguiranno le letture magistrali di: Gianpiero Dalla Zuanna, professore di Demografia all’Università di Padova, dedicata al calo delle nascite e ai cambiamenti demografici in Italia; Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene all’Università Cattolica del Sacro Cuore, sul tema dei cambiamenti climatici e salute infantile; Ettore Prandini, presidente nazionale Coldiretti, sul rapporto tra alimentazione, sostenibilità e salute dei bambini. Le Letture Magistrali proseguiranno anche il 28 e il 29 maggio con ospiti di rilievo internazionale tra cui: Dante Carraro, direttore dell’Ong Medici con l’Africa Cuamm, che parlerà della pediatria nei contesti fragili africani; Franco Locatelli, direttore dell’Oncoematologia dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, che approfondirà le nuove frontiere delle Car-T; Umberto Simeoni, dell’Università di Losanna, su epigenetica e longevità; mentre Li Hong, della Shanghai Jiao Tong University School of Medicine, presenterà una lettura dedicata alla nutrizione clinica pediatrica.

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

(Adnkronos) - Il plasma rappresenta una risorsa strategica per la salute pubblica, alla base della produzione di farmaci plasmaderivati salvavita utilizzati nel trattamento di malattie rare e gravi, ma rimane ancora poco conosciuto dagli italiani. E' quanto emerge da una recente indagine condotta dall'Istituto Piepoli e commissionata da Takeda Italia, presentata oggi a Roma nel corso di un evento promosso su iniziativa del vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè. Secondo la ricerca, 7 italiani su 10 si dichiarano disponibili a donare plasma nei prossimi 12 mesi se avessero maggiori informazioni sul suo utilizzo; la percentuale sale all'83% tra i donatori. In un contesto di crescente fabbisogno di farmaci plasmaderivati, questi dati sollevano un tema di sicurezza sanitaria che riguarda direttamente la capacità del Paese di garantire continuità di cura. Accanto all'informazione, emergono come decisive anche le leve organizzative: facilità di accesso ai centri, strumenti di prenotazione e servizi aggiuntivi risultano molto più rilevanti degli incentivi economici.
L'indagine - realizzata a marzo 2026 su un campione rappresentativo della popolazione adulta italiana e su un campione di donatori - mostra come alla forte consapevolezza dell'importanza del plasma non corrisponda un livello di informazione adeguato. Il 95% degli italiani considera infatti il plasma una risorsa fondamentale per la cura dei pazienti, ma solo 2 cittadini su 10 sanno realmente cosa sia e solo il 23% si dichiara informato sul suo effettivo utilizzo. Anche tra i donatori, la conoscenza della filiera risulta spesso incompleta. In particolare, solo 1 italiano su 3 sa che il plasma non può essere prodotto artificialmente, mentre 2 cittadini su 3 non sanno che una quota significativa del plasma utilizzato in Italia proviene dall'estero. Quando questa informazione viene resa esplicita, cresce in modo netto la percezione del rischio per i pazienti e per il Servizio sanitario nazionale, evidenziando una vulnerabilità strutturale che richiede attenzione. "Gli italiani - ha spiegato Livio Gigliuto, presidente dell'Istituto Piepoli - sanno che il plasma è importante, ma spesso non sanno bene a cosa serve e perché sia così prezioso. Forse proprio per questo in tanti si dicono disponibili a donarlo, ma in pochi alla fine donano davvero. Insomma, serve più informazione: spiegare meglio il valore del plasma significa aiutare più persone a donare e rafforzare una risorsa essenziale per la sicurezza sanitaria del Paese".
Dalla survey - è emerso dall'incontro - risulta con chiarezza che la criticità non risiede nella mancanza di disponibilità dei cittadini, ma nell'assenza di un'azione sistemica capace di informare, facilitare e attivare il sistema delle donazioni. Un passaggio fondamentale per aumentare la consapevolezza dell'importanza del plasma e consentire anche all'Italia di raggiungere e consolidare l'autosufficienza necessaria a rispondere al fabbisogno crescente di medicinali plasmaderivati. Durante il dibattito è stato sottolineato anche il ruolo centrale delle istituzioni nella promozione della donazione di plasma come responsabilità pubblica. "Il tema del plasma chiama direttamente le istituzioni a una responsabilità verso la sicurezza sanitaria del Paese. Garantire l'autosufficienza significa proteggere la continuità delle cure e ridurre vulnerabilità che oggi incidono sulla resilienza del sistema. E' necessario agire in modo coerente con le indicazioni europee sui medicinali critici, che richiamano gli Stati membri a presidiare e rafforzare le filiere strategiche per la salute pubblica", ha dichiarato Mulè in un messaggio agli organizzatori.
Garantire l'autosufficienza nazionale di plasma - è stato più volte ribadito - richiede scelte di policy coordinate, orientate al lungo periodo e integrate nella strategia complessiva di sicurezza del Servizio sanitario nazionale. "La disponibilità di plasma è un fattore determinante per garantire terapie salvavita e continuità assistenziale, soprattutto per i pazienti con patologie rare e gravi - ha sottolineato Francesco Carugi, presidente Gruppo aziende emoderivati Farmindustria (Gaef) - E' necessario adottare un approccio sistemico che preveda interventi di breve, medio e lungo periodo, in grado di rendere la filiera più solida, sostenibile e meno esposta a dipendenze esterne".
Un ulteriore elemento chiave riguarda il luogo della donazione. Il centro trasfusionale ospedaliero è indicato come opzione preferenziale, a conferma del fatto che la donazione di plasma è percepita come un atto sanitario ad alta responsabilità, per il quale i cittadini ricercano un contesto strutturato e pienamente integrato nella rete dei servizi sanitari. "Ogni carenza di plasma si traduce in un rischio concreto per i pazienti. Investire su informazione, educazione, accessibilità e qualità organizzativa dei servizi significa rafforzare l'esigibilità del diritto alle cure e ridurre le disuguaglianze. Come in ogni ambito del servizio sanitario pubblico - ha evidenziato Tonino Aceti, prsidente di Salutequità - anche per la donazione le dimensioni della prossimità e della semplificazione nell'accesso al servizio possono produrre effetti positivi sulla disponibilità delle persone a donare".
Nel complesso, la ricerca dell'Istituto Piepoli delinea uno scenario chiaro: il potenziale per aumentare la donazione di plasma in Italia è già presente. Informazione strutturata, accessibilità e organizzazione dei servizi - si legge in una nota - possono consentire di trasformare questa disponibilità diffusa in una leva strutturale di sicurezza e resilienza per il Servizio sanitario nazionale, anche in relazione al ruolo essenziale dei plasmaderivati salvavita nel garantire continuità terapeutica ai pazienti.
(Adnkronos) - Un futuro post-apocalittico da salvare e uno spazio cosmico dove recuperare oggetti smarriti. Sono questi gli scenari delle novità che Bao Publishing lancia al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 (14-18 maggio). La casa editrice milanese si conferma protagonista della kermesse, schierando un team di autori capitanato da LRNZ e Zerocalcare e presentando un catalogo che spazia dalla fantascienza d'autore al graphic novel intimista. A guidare le uscite è l'anteprima di 'Geist Maschine Vol. 2' di LRNZ (Lorenzo Ceccotti). Il secondo capitolo della trilogia post-apocalittica, in uscita ufficiale il 22 maggio, prosegue il viaggio dei giovani Sol, Len e Aiden a bordo di un robot antropomorfo. Partendo dalle rovine di una Roma futuristica, i protagonisti sono diretti verso la leggendaria città di Otan, ultimo baluardo della civiltà. Il tema della storia si lega perfettamente a quello del Salone, "Il mondo salvato dai ragazzini", esplorando argomenti come la guerra, la fine della civiltà e la speranza portata dalle nuove generazioni.
Altra grande novità è 'Devo andare nello spazio', l'opera d'esordio come autore unico del fumettista sardo Riccardo Atzeni, disponibile dal 15 maggio. Realizzato interamente ad acquerello, il libro racconta la storia surreale e tenera di Mocci, un precario di Cagliari che di lavoro recupera oggetti smarriti finiti nello spazio. La sua routine tra stelle e rifiuti digitali si intreccia con un rapporto irrisolto con il padre malato, che scompare misteriosamente. Un racconto che tocca i temi dei legami familiari, dell'amicizia e del lavoro precario nell'era tecnologica.
Fitto il calendario di appuntamenti con gli autori. L'evento di punta è "Il fumetto è una macchina della verità" , che si terrà domenica 17 maggio dalle 13 alle 14 presso l'Arena Bookstock (Pad. 4). Un incontro collettivo che vedrà la partecipazione di Riccardo Atzeni, Carlotta Dicataldo, LRNZ, Irene Marchesini, Rita Petruccioli e Zerocalcare. Gli autori si racconteranno e disegneranno dal vivo, svelando il grado di onestà necessario per creare le loro opere. Da segnalare anche altri due appuntamenti. Sabato 16 maggio, dalle 13 alle 14 nella Sala Gialla (Pad. 4), Rita Petruccioli presenterà la sua opera 'Medea'. Si tratta di una rilettura del mito classico in chiave spaziale, opera che esplora dinamiche di potere, genere e appartenenza, mostrando come una storia antica possa riflettere le contraddizioni del presente. Inoltre, per la prima volta in Italia, sarà presente al Salone l'autrice francese Sixtine Dano, che ha pubblicato con BAO il graphic novel 'Sibylline'.

(Adnkronos) - Roma prova a trasformare la gestione dei rifiuti in un laboratorio avanzato di osservazione territoriale, intelligenza artificiale e monitoraggio geospaziale. È questo il senso della collaborazione tra AMA, European Space Agency e Utilitalia presentata alla Conferenza Esri Italia 2026, l’appuntamento nazionale dedicato ai sistemi Gis e alla gestione intelligente dei dati geografici.
Al centro del progetto c’è Ucronia, la piattaforma di trasformazione digitale sviluppata da AMA e concepita come un “gemello digitale geografico” della Capitale, capace di integrare dati provenienti da cittadini, sensori, droni e satelliti in un’unica centrale operativa attiva h24.
L’idea di fondo è trasformare la gestione dell’igiene urbana in un sistema predittivo, capace non soltanto di reagire ai problemi ma di anticiparli. Non più soltanto raccolta rifiuti, dunque, ma monitoraggio del territorio, prevenzione degli allagamenti, contrasto alle discariche abusive, analisi delle isole di calore e supporto alla Protezione Civile.
Nel panel organizzato da AMA all’Ergife Palace Hotel, il direttore comunicazione e relazioni istituzionali dell’azienda Patrizio Caligiuri ha spiegato come la trasformazione tecnologica abbia rappresentato uno spartiacque per la municipalizzata romana. “Questa azienda era seduta su una montagna di dati che non erano mai stati raccolti e sistematizzati”, ha detto, ricordando come il punto di svolta sia stato introdurre la “misurabilità” nei processi operativi.
Ucronia, acronimo di Utility, Circular Economy, Real-time, Operation, Network, Integration, Assets, nasce proprio con questo obiettivo: unificare e rendere leggibile una massa enorme di informazioni territoriali. La piattaforma gestisce oltre 500 milioni di dati geospaziali, articolati su circa 100 livelli geografici e 100 report interattivi.
Il sistema opera su quattro livelli integrati. Il primo è costituito dalle segnalazioni di cittadini e operatori sul territorio. Il secondo dai sensori IoT installati sui mezzi AMA e dai sistemi di monitoraggio dei cassonetti. Il terzo riguarda droni e rilievi aerei ad alta precisione. Il quarto è lo spazio: immagini satellitari della costellazione Sentinel-2 e dei satelliti commerciali Pléiades Neo, integrate grazie alla collaborazione con Esa.
Per capire la scala del progetto basta guardare i numeri di Roma: 3 milioni di abitanti serviti, 1.300 chilometri quadrati di territorio — sette volte Milano e dodici volte Parigi — 11mila chilometri di strade, 1,7 milioni di tonnellate di rifiuti gestiti ogni anno e una flotta di 3mila veicoli monitorati in tempo reale.
Caligiuri ha raccontato anche un caso concreto avvenuto proprio nelle ultime settimane. Alcuni impianti esterni di conferimento hanno avuto problemi simultanei, rallentando il ciclo dei rifiuti e causando accumuli in diversi quadranti della città.
“Tre anni fa questa situazione avrebbe avuto un impatto molto più forte”, ha spiegato. “Grazie alle segnalazioni in tempo reale siamo stati in grado di capire dove intervenire momento per momento, anche con operazioni straordinarie notturne”.
L’obiettivo non è soltanto aumentare l’efficienza, ma trasformare il dato in uno strumento di governo urbano. Tra le applicazioni già operative ci sono sistemi predittivi per la gestione delle caditoie e la prevenzione degli allagamenti, algoritmi per individuare le aree più esposte agli incendi collegati alle discariche abusive e modelli di simulazione dei flussi turistici durante grandi eventi come il Giubileo.
Secondo i dati diffusi da AMA, il sistema ha già prodotto risultati misurabili: dimezzamento delle segnalazioni dei cittadini, tempi medi di chiusura dei guasti scesi sotto i due giorni, aumento del 30% della disponibilità dei mezzi operativi e incremento del 37% dell’efficienza nelle attività di spazzamento e raccolta foglie.
Caligiuri ha insistito sul fatto che il valore del sistema non riguarda soltanto l’igiene urbana. “Questa tecnologia deve avere una funzione pratica. Deve servire a governare meglio la città”.
Un ruolo centrale nel progetto è svolto dalla costellazione Iride, il grande programma italiano di osservazione della Terra coordinato da Esa e finanziato con fondi del Pnrr. Gabriella Costa, responsabile del programma, ha definito Iride “un’ambizione italiana” e uno dei più grandi progetti europei nel settore spaziale.
La costellazione prevede 68 satelliti con tecnologie diverse — radar, ottiche multispettrali e iperspettrali — progettati per fornire dati destinati a servizi ambientali, sicurezza, monitoraggio infrastrutturale e protezione civile. Nel 2026 sono già operativi 31 satelliti e altri 24 dovrebbero essere lanciati entro fine anno.
Costa ha sottolineato come il progetto non riguardi soltanto i satelliti, ma un intero ecosistema fatto di centri di controllo, sistemi di elaborazione del dato e piattaforme di distribuzione delle informazioni.
“Il satellite senza un centro di controllo è solo un detrito spaziale”, ha osservato, spiegando che il vero valore nasce dalla capacità di trasformare immagini e dati in strumenti operativi per chi deve prendere decisioni sul territorio.
La collaborazione con AMA si concentra su quattro aree principali: individuazione delle discariche abusive, monitoraggio delle isole di calore urbane, rilevazione di dissesti del terreno e gestione delle aree verdi.
Il primo risultato operativo è già arrivato sul fronte delle discariche illegali. Utilizzando immagini satellitari ad altissima risoluzione — fino a 50 centimetri — elaborate con algoritmi di intelligenza artificiale, Esa e AMA hanno identificato diverse aree di abbandono illecito di rifiuti successivamente verificate sul campo dagli operatori dell’azienda.
“Abbiamo avuto riscontri molto positivi”, ha spiegato Costa, definendo il progetto “una prima dimostrazione quasi operativa” dei servizi Iride.
A dare una dimensione industriale e nazionale al progetto è invece Utilitalia, la federazione che rappresenta oltre 400 operatori dei servizi idrici, ambientali ed energetici italiani. La direttrice generale Annamaria Barrile ha definito Ucronia “un fiore all’occhiello” e un modello destinato a diventare standard nazionale per le utility.
Secondo Barrile, la vera trasformazione non consiste semplicemente nell’introduzione di nuove tecnologie, ma nel passaggio da una gestione reattiva a una gestione predittiva dei servizi pubblici.
“Il dato non è più un sottoprodotto dell’attività operativa, ma diventa un’infrastruttura”, ha spiegato.
La dirigente ha citato diversi esempi di digitalizzazione già in corso nelle utility italiane: contatori intelligenti nel settore gas, telecontrollo delle reti idriche, sensoristica avanzata per i rifiuti. E ha indicato nell’intelligenza artificiale lo strumento che potrebbe ridurre il divario tecnologico tra operatori più avanzati e realtà meno strutturate.
Nel progetto AMA-Esa emerge così una tendenza più ampia: lo spazio non è più un settore separato dalla vita quotidiana, ma una componente sempre più integrata nella gestione urbana. I satelliti diventano strumenti per governare il traffico dei rifiuti, individuare incendi, prevedere allagamenti o monitorare infrastrutture critiche.

(Adnkronos) - Jannik Sinner fa 'impazzire' Andrej Rublev. Oggi, giovedì 14 maggio, il tennista azzurro ha battuto il russo in due set con il punteggio di 6-3, 6-4 nei quarti del Masters 1000 di Roma, raggiungendo per il secondo anno consecutivo la semifinale del torneo 'di casa'.
Sinner ha vinto una partita largamente dominata, salvo la reazione finale di Rublev, che è riuscito anche a strappare un break all'azzurro, come nessuno era riuscito a fare fin qui a Roma. Soprattutto nel primo set però, il russo ha mostrato più di qualche momento di frustrazione. Dopo aver subito il primo break nel primo game del match, Sinner ha continuato a giocare profondo e a cercare le linee, pescandole in più occasioni.
Proprio dopo l'ennesima riga sverniciata dal rovescio lungolinea dell'azzurro, Rublev ha 'sfogato' un po' di frustrazione lasciandosi andare a un gesto di stizza. Il russo ha guardato il punto d'impatto per qualche secondo, allargando le braccia e tornando a fondocampo scuotendo la testa.

(Adnkronos) - “L’Italia ha già compiuto passi da gigante nell’economia circolare e oggi si conferma tra i Paesi europei più avanzati sul fronte della circolarità industriale. Le imprese hanno investito molto in questa direzione e numerosi indicatori mostrano performance superiori alla media Ue. Ora però bisogna passare da una dimensione prevalentemente tecnica a una vera politica industriale sostenibile, con una visione strategica che consenta al Paese di mantenere la propria leadership”. Così Lara Ponti, vicepresidente di Confindustria, durante l'ottava edizione della Conferenza Nazionale sull’Economia Circolare che si è tenuta a Roma; un momento di confronto sulle politiche nazionali ed europee, nell’anno in cui si attende il varo del Circular Economy Act da parte dell’Unione Europea.
Secondo Ponti, il primo nodo da affrontare riguarda il quadro normativo: “Serve una regolazione chiara, stabile e soprattutto una capacità concreta di attuazione. In Italia questo resta un tema decisivo e auspichiamo che la politica adotti strategie realmente funzionali allo sviluppo dell’economia circolare”. La vicepresidente di Confindustria ha poi sottolineato la necessità di rafforzare la domanda di prodotti e servizi sostenibili: “Il settore pubblico può diventare un potente volano di mercato. Negli appalti pubblici andrebbero premiate le imprese che investono in circolarità e servirebbero incentivi fiscali capaci di sostenere questa trasformazione”.
Ponti ha inoltre evidenziato come innovazione e sperimentazione rappresentino elementi centrali per la competitività industriale: “L’economia circolare è una frontiera industriale avanzata e ha bisogno di condizioni che consentano di sperimentare, innovare e anche sbagliare rapidamente. Questo non è compatibile con tempi burocratici troppo lunghi o con vincoli pensati per impianti già a regime”. Da qui l’appello a costruire un ecosistema favorevole agli investimenti: “Quello che serve è una visione chiara di dove vogliamo andare e una capacità altrettanto chiara di realizzarla”.

(Adnkronos) - “L’economia circolare non è più soltanto una questione ambientale, ma un fattore strategico per la sicurezza degli approvvigionamenti e per la competitività industriale europea”. Ha dichiarato Edo Ronchi, presidente Fondazione per lo sviluppo sostenibile, intervenuto alla Conferenza Nazionale sull’Economia Circolare 2026 a Roma presso la Biblioteca nazionale centrale; un momento di confronto sulle politiche nazionali ed europee, nell’anno in cui si attende il varo del Circular Economy Act da parte dell’Unione Europea.
Ronchi ha evidenziato come il contesto globale sia profondamente cambiato: “Guerre, dazi e restrizioni commerciali stanno aumentando le difficoltà di accesso alle materie prime critiche. L’Ocse ha rilevato che tra il 2009 e il 2024 le restrizioni alle esportazioni di materie prime sono aumentate di cinque volte, tra dazi, limiti quantitativi e divieti di esportazione”. Secondo Ronchi, oltre alla dipendenza energetica da petrolio e gas, “oggi abbiamo un problema crescente di sicurezza degli approvvigionamenti di materiali strategici: l’Europa ne classifica 34 come critici e 17 come essenziali per lo sviluppo industriale”.
Per il presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, aumentare la circolarità significa ridurre questa vulnerabilità: “La maggiore circolarità ha oggi una funzione geopolitica oltre che ambientale. Serve a diminuire la dipendenza da alcune aree del mondo e a rafforzare la resilienza economica e industriale europea”. Ronchi ha ricordato anche il ruolo della Banca Europea per gli Investimenti, che ha recentemente stimato il fabbisogno di investimenti necessari per accelerare la transizione circolare.
Nel suo intervento Ronchi ha illustrato le dieci proposte elaborate dal Circular Economy Network in vista del futuro regolamento europeo: “Occorre rafforzare il mercato delle materie prime riciclate, perché non basta riciclare se poi i materiali recuperati non sostituiscono davvero quelli vergini”. Tra le priorità indicate anche il miglioramento della raccolta dei Raee: “Le apparecchiature elettriche ed elettroniche rappresentano una vera miniera di materiali strategici, ma oggi in Italia raccogliamo meno del 30%, lontanissimi dal target europeo del 65%”. Ronchi ha inoltre sottolineato la necessità di favorire fiscalmente le attività circolari, dal riciclo alla riparazione fino allo sharing: “Le attività che aumentano la competitività sostenibile devono essere incentivate anche dal punto di vista fiscale”. Infine, ha richiamato il ruolo centrale dei territori: “La transizione circolare coinvolge l’intera economia e deve vedere protagoniste anche le amministrazioni locali e le regioni”.

(Adnkronos) - Jannik Sinner vola in semifinale agli Internazionali d'Italia 2026. Oggi, giovedì 14 maggio, il tennista azzurro ha battuto Andrej Rublev nei quarti del Masters 1000 di Roma, imponendosi in due set con il punteggio di 6-2, 6-4, raggiungendo la 32esima vittoria consecutiva nei Masters e superando Novak Djokovic in questa speciale classifica. Ora il numero 1 del mondo, che arrivava al torneo dopo la finale persa lo scorso anno contro Carlos Alcaraz, aspetta l'avversario che uscirà dal match tra Daniil Medvedev e Martin Landaluce.
Al Foro ci sono ancora i postumi di una serata storica, dopo un'ebbrezza tanto bella quanto inaspettata. Il trionfo di Luciano Darderi contro il baby fenomeno Rafa Jodar, che qualcuno, nella fretta di trovare nuovi predestinati, già vede come terzo incomodo nel dualismo che sta dominando il tennis, ha regalato per il secondo anno consecutivo la certezza di avere un italiano in semifinale a Roma, che presto potrebbero diventare due. Nell'edizione 2025 era stato Musetti a staccare il pass, prima di arrendersi alla classe superiore di Alcaraz. Oggi però Lorenzo non c'è, fermato dall'ennesimo infortunio di una stagione maledetta, e così gli occhi d'Italia si spostano sul uno dei protagonisti meno attesi. Darderi si prende il titolo di numero 2 azzurro e accende l'entusiasmo aspettando il piatto forte, colui che aduna le masse e colora il tricolore d'arancione.
Sinner in campo vuol dire sold out e record. Vuol dire rinnovamento e aria d'alta quota. Significa spingere il tennis italiano oltre sé stesso, come mai era successo prima. Gli exploit degli ultimi anni, i risultati degli altri azzurri, almeno in parte, sono anche merito di chi quell'asticella la alza sempre un po' di più, che motiva, ispira e accende i riflettori su uno sport che per troppo tempo è stato snobbato nel nostro Paese. E così i bambini iniziano a giocare a tennis, i circoli si riempiono e nascono nuovi talenti. È un'ascesa bellissima, e se l'avessimo detto qualche anno fa, nessuno ci avrebbe creduto. Sinner ha portato il tennis italiano in un'altra dimensione e riscritto le sue regole. Ha creato prevedibilità nella più imprevedibile delle discipline, ne ha cambiato i crismi. Nel più mentale degli sport lui ha riaffermato il potere della semplicità.
Dopo la vittoria con Pellegrino, il primo, forse l'unico, a portarlo al limite, almeno dal punto di vista fisico, Sinner ha riaffermato la sua legge. Sta provando cose nuove, certo: si spinge di più a rete, prova, con alterna fortuna, qualche palla corta, cerca quell'imprevedibilità di cui è maestro il suo grande rivale. Ma la sua forza resta la solidità da fondo e una mentalità inscalfibile, che penetra nelle menti degli avversari ancor prima di scendere in campo. E così l'avversario di giornata, quel Rublev che proprio nella mente ha il suo principale nemico, entra nel Centrale con il sorriso di chi sa di doverci provare, ma che in realtà ha già la valigia pronta. Alla vigilia Andrej aveva scherzato, dicendo che più vince e più Sinner si avvicina alla sconfitta. La sua risata nascondeva una verità inevitabile, perché prima o poi Jannik perderà. Ma, per citare Aragorn davanti ai cancelli di Mordor, non è questo il giorno.
Il copione sembra quello di un regista con poca fantasia. Sinner ci mette cinque minuti e un game per conquistare il primo break della sua giornata con un dritto diagonale che si stampa sulla linea, e che resterà a lungo negli incubi di Rublev. Il russo però, e questa è già una notizia, non perde la testa, resta nella partita e al quarto parziale si prende la sua chance. Ma le due palle break a disposizione si scontrano con quella calma, fredda e letale, che viene dai monti del nord. Jannik resiste e continua a giocare sulle righe. A un certo punto Rublev si ferma, guarda davanti a sé, fissa quel punto d'impatto, tanto preciso da non sembrare reale, e allarga le braccia. È una reazione che abbiamo visto spesso, in queste due settimane. Il russo cerca di rimanere dentro agli scambi, tenere il ritmo di Sinner, che aspetta e poi colpisce. Al settimo game si costruisce tre occasioni per il secondo break, ma di pallina ne basta una, e il primo set se ne va così 6-2.
Chi pensava di poter assistere a una storia diversa, al ritorno in campo, si sbagliava di grosso. "Sei il dio della racchetta", urla il Centrale, mentre una fan con il cuore arancione grida: "Sei il più bello". Sinner, sotto il suo cappelino nero, sorride e si rimette al lavoro. Gli basta un game, come al solito, per piazzare il primo break del set. Rublev prova a restare lì e ad approfittare del caldo sul Centrale. Jannik sembra infatti accusare un po' di fatica, proprio come era successo con Pellegrino, ma per prepararsi a Parigi ha bisogno anche di questo. Sentire il sudore, la pesantezza delle gambe, e vincere comunque. Il messaggio, a Sinner, arriva forte e chiaro.
Nel quinto gioco si conquista l'ennesima palla break dopo aver strappato gli applausi del Centrale con una bellissima corta, ma questa volta Rublev c'è e resiste. Dopotutto lui, che ha lottato con la depressione e con i capricci della mente, non può arrendersi così facilmente. Andrej torna a palla break, la trasforma con un bel dritto e urla. Vagnozzi e Cahill, nel loro angolo, si alzano in piedi. Richiamano Jannik all'attenzione, dopotutto è la prima volta in tutto il torneo che gli rubano la battuta. Qualche contraccolpo sembra esserci, Rublev, per un momento, ci crede. Poi tutto rallenta e torna la normalità. Sinner mantiene calma e mani sul match, chiudendo i giochi 6-4 e regalando all'Italia un altro azzurro, quello più atteso, in semifinale per il secondo anno consecutivo. Sicuramente la profezia di Andrej si avvererà, ci sarà un giorno in cui Jannik perderà. Ma non è questo il giorno. (di Simone Cesarei)

(Adnkronos) - Un topo selvatico 'indiziato speciale' per l'infezione da hantavirus. Ma anche l'Italia deve preoccuparsi e iniziare a temere i ratti in città? A risponde all'Adnkronos Salute è Giovanni Cattoli, direttore sanitario dell'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie (IzsVe)
Gli hantavirus, spiega, "li conosciamo e non sono nuovi, qui in Europa si studiano da tempo. Il virus Andes è l'unico tra questi, al momento, che ha sempre dimostrato che è in grado di dare anche infezioni che si trasmettono da uomo a uomo mentre gli altri - pur avendo capacità di infettare l'uomo - non hanno una tramissione interumana. La vicenda della nave da crociera ha dimostrato che possono avvenire, ma non sono virus che hanno un'efficiacia di trasmissione come, ad esempio, quella che ha l'influenza. Nel caso degli hantavirus ci vuole un contatto stretto e prolungato. Per quanto riguarda gli hantavirus in Europa, anche nel loro caso il serbatorio-animale è il roditore, ma parliamo di specie diverse rispetto a quello selvatico" come il coliargo - che sembra essere il principale indiziato per il presunto contatto, durante una escursione a Usuaiha, della coppia di passeggeri olandesi della Mv Hondius risultati poi positivi e deceduti - che "non è presente in Europa e in Italia".
Gli hantavirus sono virus zoonotici a Rna diffusi a livello globale e responsabili di malattie potenzialmente gravi e letali. "All'interno di questo genere sono state identificate oltre 20 specie virali. Il principale serbatoio è costituito dai roditori, dai quali il virus viene trasmesso alle persone soprattutto tramite inalazione di particelle contaminate provenienti da urina, feci o saliva, oppure attraverso il contatto con superfici contaminate - riporta la circolare del ministero della Salute dedicata proprio alla gestione degli hantavirus -. Diversi studi hanno documentato la presenza nel Nord Italia di roditori sieropositivi per altri ceppi di hantavirus associati a febbre emorragica con sindrome renale (Hfrs) o nefropatia epidemica (Ne). In particolare, in Trentino sono stati rilevati anticorpi anti-Puumala virus (Puuv) nello 0,4% dei Clethrionomys glareolus e anti-Dobrava virus (Dobv) nello 0,2% degli Apodemus flavicollis. In ambito umano, sono stati segnalati in Italia solo pochi casi sporadici di infezione da hantavirus, correlati a esposizione avvenuta all’estero o in aree transfrontaliere, principalmente sostenuti da Puuv e Dobv in contesti europei e associati al virus Sin Nombre (Snv) in alcuni casi importati dalle Americhe".
Sulla possibilità che i topi di città come Roma o Milano diventino il serbatoio di hantavirus, il direttore sanitario dell'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie è categorico: "Non è possibile, perché la stragrande maggioranza dei roditori interessati dall'hantavirus è di campagna, tanto è vero che finora sia da un punto di vista di ritrovamento nei 'serbatoi' (animali), sia i casi segnalati in Europa, sono sempre roditori selvatici che hanno avuto contatti con persone in ambiente agroforestale. Non sono a conoscenza - conclude l'esperto - di infezioni in Europa in ambienti urbani, ma ci sono dei casi di boscaioli o guardie forestali infettati dall'hantavirus nelle forme del 'Vecchio continente', diciamo". Su quale scenario dovremmo aspettarci dal focolaio della nave da crociera, "altri positivi potrebbero saltar fuori", avverte il direttore sanitario IzsVe, ma "credo che saranno i passeggeri della nave che hanno condiviso un ambiente ristretto per molti giorni e non altri contatti".

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....
Pagina 83 di 141
Sarda News - Notizie in Sardegna
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Per proporre i tuoi feed o un contenuto originale, scrivici a info@sardanews.it