(di Marzia Piga) Ultime ore di campagna elettorale e poi sarà il
momento delle urne. Domenica 7 giugno, dalle 7 alle 23, e lunedì 8
giugno, dalle 7 alle 15, poco più di 400mila sardi saranno chiamati
a eleggere sindaci e consigli comunali in 148 Comuni dell'Isola (su
377). Inizialmente prevista in 149 comuni, la sfida elettorale
perde Bidonì (Oristano), dove non sono state presentate
candidature, rendendo inevitabile l'arrivo di un commissario
straordinario nominato dalla Regione autonoma.Le sfide politicamente più rilevanti si concentrano nei centri maggiori. A Quartu Sant'Elena, terza città della Sardegna, il sindaco uscente Graziano Milia cerca la riconferma con una coalizione di centrosinistra ma senza simboli, contro il candidato del centrodestra Marco Porcu, e contro il civico Roberto Matta. Riflettori puntati anche su Sestu e Porto Torres, i due comuni sopra i 15mila abitanti che potrebbero andare al ballottaggio il 21 e 22 giugno in caso nessun candidato superi il 50% dei voti, insieme ai due nuovi capoluoghi di Provincia, Tempio Pausania e Sanluri. La distribuzione territoriale dei comuni al voto conferma il peso delle aree interne: 37 comuni nell'Oristanese, 27 nella Città Metropolitana di Cagliari, 27 in quella di Sassari, 20 nel Nuorese, 13 nella Gallura, 11 nel Medio Campidano, 7 in Ogliastra e 6 nel Sulcis Iglesiente.
Uno dei temi più critici di questa tornata riguarda i piccoli comuni dove è stata presentata una sola lista, sessanta in tutto. In queste realtà, il candidato sindaco sfida l'astensionismo (l'elezione è valida se partecipa al voto almeno il 40% degli elettori iscritti e la lista ottiene almeno il 50% dei voti validi). Il rischio concreto, in caso di mancato raggiungimento di queste soglie, è il commissariamento dell'ente, con il blocco dei progetti strategici e dell'attività politica ordinaria....