
(Adnkronos) - Aumenti in arrivo per le bollette della luce. Nel secondo trimestre del 2026, la bolletta elettrica per il ‘cliente tipo’ vulnerabile servito in Maggior Tutela aumenterà dell’8,1%. L’aggiornamento riguarda unicamente i 3 milioni circa di clienti vulnerabili attualmente serviti in Maggior Tutela. Lo comunica Arera.
L’incertezza sulla durata del conflitto in Medioriente ha causato un inaspettato innalzamento dei prezzi dei prodotti energetici sui mercati internazionali con una ricaduta diretta sulle bollette di energia elettrica, in cui l’aumento della spesa per la materia energia è solo parzialmente compensato da una riduzione del 2,2% del prezzo di dispacciamento (PD). Attualmente rimane ancora invariata la componente degli oneri di sistema, grazie ad una gestione ottimizzata della liquidità attualmente disponibile. Inoltre, in attuazione del DL Bollette, l’Autorità ha previsto una riduzione dell’aliquota applicata all’energia prelevata della componente tariffaria Asos per gli utenti non domestici (non energivori).
La spesa annuale per l’utente tipo vulnerabile in regime di Maggior Tutela si attesterà a 589,34 euro nel periodo compreso tra il 1° luglio 2025 e il 30 giugno 2026, in aumento del 4,5% rispetto ai 563,76 euro registrati nel periodo precedente (1° luglio 2024 – 30 giugno 2025).
Marco Vignola, vicepresidente dell'Unione Nazionale Consumatori parla di "Caporetto. Per le famiglie già in difficoltà si tratta di una stangata insostenibile, frutto certo di speculazioni internazionali intollerabili ma anche di un Governo che se ne è lavato le mani, non azzerando gli oneri di sistema come avevamo chiesto di fare per attutire la scoppola. E giovedì è attesa una seconda mazzata, quella del gas".
Secondo lo studio dell'Unione Nazionale Consumatori, per il nuovo cliente tipo che consuma 2.000 kWh all'anno e ha una potenza impegnata pari a 3 kW, il +8,1% significa spendere 45 euro in più su base annua (+45,40 euro). La spesa totale nei prossimi dodici mesi (non, quindi, secondo l'anno scorrevole, ma dal 1 aprile 2026 al 31 marzo 2027, nell'ipotesi di prezzi costanti) sale così, per i vulnerabili, a 605 euro, che sommati ai 1208 euro dell'utente tipo che consuma 1100 metri cubi di gas, determinano una batosta pari a 1813 euro.
Se il prezzo della luce sale oggi dell'8,1%, rispetto ai tempi pre-crisi dell'aprile 2021, in base alla serie storica ricostruita secondo il nuovo cliente tipo, è ora superiore del 36,6%, mentre rispetto all'aprile del 2024, dopo quindi l'eliminazione di tutti gli sconti di Draghi, è superiore del 39,3%.
“Con le nuove tariffe decise oggi da Arera la bolletta media della luce per gli utenti vulnerabili salirà dal 1° aprile a quota 605 euro annui (a prezzi costanti e con un consumo da 2.000 kWh), con una maggiore spesa da +46 euro su base annua rispetto ai prezzi del primo trimestre. Considerando anche le forniture di gas (1.208 euro annui), la bolletta energetica totale per un utente vulnerabile sale a complessivi 1.813 euro”, commenta in una nota il Codacons.
“Come purtroppo previsto dal Codacons la crisi in Medio Oriente si è riversata sulle tariffe energetiche praticate ai consumatori, portando ad una sensibile impennata delle bollette: rispetto allo stesso periodo del 2021, le tariffe della luce del II trimestre risultano più care addirittura del +49%, pari ad un aggravio di spesa da +200 euro ad utenza”, spiega il Codacons. “A fronte di questi dati, è evidente come il decreto bollette varato dal governo non sia in grado di intervenire sulla situazione attuale né di calmierare l’impatto negativo della guerra in Medio Oriente sulle bollette degli italiani”, conclude.

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(Adnkronos) - Un 15enne ha aperto il fuoco in una scuola in Argentina uccidendo uno studente e ferendo 8 persone. I fatti, hanno spiegato fonti governative locali, sono avvenuti nella città di San Cristobal, nell'Argentina centrale.
Il sospetto assalitore è stato arrestato. Al momento sono ignoti i motivi per cui ha aperto il fuoco in una scuola. Secondo media locali, la vittima sarebbe un 13enne. Sui social arrivano intanto le prime immagini dello studente armato all'interno dell'edificio.

(Adnkronos) - La polizia israeliana, dopo aver impedito al cardinale Pierbattista Pizzaballa e a padre Francesco Ielpo di raggiungere il Santo Sepolcro durante la Domenica delle Palme nella Città Vecchia di Gerusalemme, ha autorizzato oggi le cerimonie pasquali solo in forma “simbolica e limitata” per motivi di sicurezza legati all’Operazione ‘Roaring Lion’.
La polizia israeliana in un post su X spiega che a seguito di "un proficuo incontro" con il cardinale Pizzaballa, è stato "definito un quadro reciproco per le prossime cerimonie pasquali". A causa della complessa realtà di sicurezza dell’Operazione 'Roaring Lion', sono quindi autorizzate cerimonie nella sola "forma simbolica e limitata", inclusa quella del "Santo Fuoco". "Questo coordinamentio assicura che la libertà di culto sia mantenuta accanto al nostro dovere comune e primario: la protezione della vita umana", afferma ancora la polizia israeliana, ricordando che "nelle ultime settimane, missili e detriti iraniani hanno colpito la Città Vecchia. Queste restrizioni salvavita sono una risposta diretta a un pericolo reale e presente per tutti i fedeli".
Nella tarda serata di ieri, era stato lo stesso primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu su X ad annunciare di aver "dato istruzioni alle autorità competenti affinché al cardinale Pierbattista Pizzaballa sia concesso pieno e immediato accesso alla Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme".
Il Patriarcato latino di Gerusalemme e la Custodia della Terra Santa confermano che "le questioni riguardanti la Settimana Santa e le celebrazioni di Pasqua presso la Chiesa del Santo Sepolcro sono state affrontate e risolte in coordinamento con le autorità competenti. In accordo con la polizia israeliana, l'accesso per i rappresentanti delle Chiese è stato assicurato al fine di condurre le liturgie e le cerimonie e per preservare le antiche tradizioni pasquali presso la Chiesa del Santo Sepolcro". "Naturalmente, e alla luce dell'attuale stato di guerra, le restrizioni esistenti sui raduni pubblici rimangono in vigore per il momento - sottolinea in una nota il Patriarcato di Gerusalemme - Di conseguenza, le Chiese garantiranno che le liturgie e le preghiere siano trasmesse in diretta ai fedeli in Terra Santa e in tutto il mondo. Esprimiamo la nostra sincera gratitudine a sua eccellenza Isaac Herzog, presidente dello Stato di Israele, per la sua pronta attenzione e il suo prezioso intervento. Estendiamo anche il nostro apprezzamento ai capi di Stato e ai funzionari che hanno agito rapidamente per trasmettere le loro ferme posizioni, molti dei quali hanno contattato personalmente per esprimere la loro vicinanza e il loro sostegno. Desideriamo sottolineare che la fede religiosa costituisce un valore umano supremo, condiviso da tutte le religioni, ebrei, cristiani, musulmani, drusi e altri. Soprattutto in tempi di difficoltà e conflitto, come quelli attualmente sopportati, salvaguardare la libertà di culto rimane un dovere fondamentale e condiviso".
L’ambasciatore di Israele in Italia è stato convocato oggi alla Farnesina, a Roma, per chiarire quanto accaduto ieri. "Il Governo italiano ritiene assolutamente comprensibili e totalmente condivisibili le ragioni e le modalità di protesta che il cardinale Pizzaballa ha ritenuto di adottare; non ritiene che ulteriori commenti da parte di funzionari possano aiutare a far progredire il confronto", si legge in una nota diffusa dalla Farnesina dopo l'incontro tra Jonathan Peled, e la vice-segretaria generale e direttrice generale per gli Affari Politici, Cecilia Piccioni. Nel corso dell'incontro, precisa la nota, è stato fatto un punto aggiornato, dopo le nuove disposizioni date dal primo ministro, Benjamin Netanyahu.
All'Ambasciatore israeliano è stato sottolineato come l’Italia richieda di rispettare l’esercizio della libertà religiosa, considerando tutti i credenti che in Gerusalemme vedono la culla della propria fede. E' stato altresì chiesto alle autorità israeliane di tutelare la presenza delle comunità cristiane a Gerusalemme e in Cisgiordania, comunità che svolgono un’importante azione di mediazione e promozione di dialogo e tolleranza. L’Italia è storicamente impegnata per la tutela e promozione della libertà di religione e di credo, anche in quanto paese di tutela dello status quo dei Luoghi Santi.
Da parte sua, Peled ha dichiarato di aver avuto un incontro "molto aperto" alla Farnesina in merito alla questione. "Ogni incidente è un'occasione da cui imparare in seguito - ha ammesso Peled a Rtl 102.5 - Avremmo potuto agire tutti in modo diverso: magari anche le nostre forze di polizia… forse, però, il Patriarca è stato un po’ avventato. Il Governo italiano si è affrettato a condannare l’accaduto. Credo che tutti abbiamo imparato la lezione".
"Abbiamo avuto un dialogo molto aperto e ho spiegato più o meno ciò che sto spiegando a voi, che ciò è avvenuto per motivi di sicurezza - ha spiegato l'ambasciatore, secondo quanto si legge sul sito dell'emittente radiofonica - ma aggiungo che ci rammarichiamo dell’incidente e che ora abbiamo trovato una soluzione affinché il Patriarca e la comunità cristiana possano, in numero molto ridotto, celebrare la Pasqua nonostante siano sotto attacco missilistico iraniano".
"Non si è trattato - ha aggiunto - di una violazione della libertà di culto per il semplice motivo che né gli ebrei né i musulmani possono né potranno recarsi nella Città Santa di Gerusalemme mentre siamo sotto attacco missilistico iraniano". "La decisione - ha spiegato Peled - è stata presa per garantire la sicurezza del Patriarca e del suo popolo".
"Questa è una guerra che non abbiamo mai vissuto prima, ma comprendiamo la delicatezza, il significato della Domenica delle Palme, l’importanza per il Patriarca - ha aggiunto l'ambasciatore - pertanto abbiamo raggiunto un accordo con lui oggi per consentire una partecipazione molto limitata alla Pasqua, nel rispetto di tutte le restrizioni e le misure di sicurezza".
Ieri lo stesso cardinale Pizzaballa ha parlato di "fraintendimenti", definendo la "situazione molto complicata". "Non ci siamo compresi ed è questo quello che è accaduto. Non è mai successo, dispiace che questo sia accaduto” ha detto in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000. "È vero che la polizia – spiega il cardinale Pizzaballa - aveva detto che gli ordini del comando interno avevano impedito qualsiasi genere di aggregazione nei luoghi, dove non c'è un rifugio però noi non avevamo chiesto nulla di pubblico, solo una breve e piccola cerimonia privata per salvare l'idea della celebrazione nel Santo Sepolcro”.
“Non ci sono stati scontri, - sottolinea ancora - tutto è stato fatto in maniera molto educata. Non voglio forzare la mano, vogliamo usare questa situazione per vedere di chiarire meglio nei prossimi giorni cosa fare nel rispetto della sicurezza di tutti ma anche nel rispetto del diritto alla preghiera”.
Secondo le autorità israeliane il provvedimento si sarebbe reso necessario per esigenze di sicurezza visti i continui attacchi missilistici compiuti dall'Iran. Negli ultimi giorni, sono caduti frammenti di missili nelle vicinanze della Città Vecchia rendendo necessaria la chiusura temporanea dei luoghi sacri a tutte le confessioni religiose.
Il presidente israeliano Isaac Herzog ha espresso rammarico per quanto accaduto, parlando di un "incidente", legato al contesto di forte tensione e ribadendo l'impegno dello Stato di Israele a garantire la libertà religiosa. Le autorità hanno, inoltre, fatto sapere di essere al lavoro per consentire nei prossimi giorni un accesso regolato ai luoghi santi.
Negli ultimi giorni, hanno spiegato dall'ufficio di Netanyahu, "l'Iran ha ripetutamente preso di mira con missili balistici i luoghi sacri di tutte e tre le religioni monoteiste di Gerusalemme" tanto che "in un attacco, frammenti di missile sono caduti a pochi metri dalla Chiesa del Santo Sepolcro".
Il caso ha avuto vasta eco a livello internazionale. "La decisione della polizia israeliana di impedire al patriarca latino di Gerusalemme di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro la Domenica delle Palme costituisce una violazione della libertà religiosa e delle consolidate tutele che regolano i luoghi sacri", ha scritto su X l'Alto rappresentante per la Politica estera dell'Ue, Kaja Kallas. "La libertà di culto a Gerusalemme deve essere pienamente garantita, senza eccezioni, a tutte le fedi", ha aggiunto Kallas, precisando che "il carattere multireligioso di Gerusalemme deve essere tutelato".
Un divieto di difficile comprensione anche per l'ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, Mike Huckabee. Si tratta, ha detto, di "una sfortunata forzatura che sta già avendo importanti ripercussioni in tutto il mondo". Dal momento che tutti i luoghi santi della Città Vecchia sono chiusi per motivi di sicurezza, legati ai raduni di massa, sottolinea, il provvedimento nei confronti dei rappresentanti della Chiesa cattolica appare sproporzionato. Le linee guida del Comando del fronte interno limitano gli assembramenti a un massimo di 50 persone e, secondo l'ambasciatore, i quattro rappresentanti della Chiesa cattolica rientravano ampiamente in tale soglia.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato la decisione, parlando di una preoccupante violazione dello status dei luoghi santi e ribadendo la necessità di garantire il libero esercizio del culto per tutte le religioni.
Per il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, si è verificato "un attacco ingiustificato alla libertà religiosa". "Il governo spagnolo condanna questo attacco ingiustificato alla libertà religiosa e chiede a Israele di rispettare la diversità di credo e il diritto internazionale. Perché senza tolleranza è impossibile convivere", ha scritto Sanchez su X, parlando di decisione presa "senza ragioni né motivi" e sottolineando la necessità di garantire il libero esercizio del culto e il rispetto delle diverse confessioni religiose.

(Adnkronos) - Un cielo rosso intenso, quasi apocalittico, ha trasformato il paesaggio dell’Australia Occidentale in uno scenario surreale, mentre il Ciclone Narelle si avvicinava alla costa. Le immagini, diventate virali, hanno fatto rapidamente il giro del mondo, conquistando le prime pagine di testate internazionali.
Nella zona di Shark Bay, a circa 500 km da Exmouth, dove il ciclone ha toccato terra, i residenti si sono trovati immersi in una luce rossa inquietante. "Il cielo diventava sempre più arancione, poi improvvisamente era rosso ovunque", ha raccontato una residente. L’aria era densa di polvere: "Si sentiva in bocca, tra i denti, persino negli occhi".
Secondo gli esperti del Bureau of Meteorology, il fenomeno è il risultato di una combinazione molto rara di fattori meteorologici e fisici legati al passaggio del Ciclone Narelle. Tutto è nato da una tempesta di polvere ricca di ferro sollevata dai venti violenti della tempesta. Le raffiche hanno infatti sollevato enormi quantità di terreno proveniente da aree desertiche come il Pilbara, noto per i suoi suoli rossastri ricchi di ossidi di ferro.
Ma non basta la polvere a spiegare il fenomeno. Ci sono stati tre elementi chiave:
1. Venti estremi del ciclone: Il ciclone ha generato raffiche molto intense che hanno “strappato” il suolo secco, sollevando nell’aria milioni di particelle di polvere fine.
2. Terreno ricco di ossidi di ferro: la tipica terra rossa australiana contiene ferro ossidato (ruggine naturale), che conferisce alla polvere quel colore rosso intenso. Quando viene dispersa nell’atmosfera, colora letteralmente il cielo.
3. Effetto ottico della luce (scattering): le particelle di polvere, molto più grandi delle molecole d’aria, modificano il modo in cui la luce solare si diffonde. Questo processo (noto come scattering di Mie) filtra le lunghezze d’onda più corte (blu) e lascia prevalere i colori caldi come rosso e arancione, rendendo il cielo molto più scuro e uniforme.
A rendere tutto ancora più spettacolare ha contribuito anche la copertura nuvolosa del ciclone, che ha attenuato la luce diretta del sole e amplificato l’effetto “apocalittico”, diffondendo il colore rosso in modo omogeneo su tutto il paesaggio.
Eventi simili possono verificarsi in regioni aride durante tempeste di sabbia, ma in questo caso la coincidenza tra vento estremo, suolo ricco di ferro e condizioni atmosferiche particolari ha creato uno degli esempi più spettacolari mai osservati.
Se Shark Bay ha evitato il peggio, il Ciclone Narelle ha lasciato una scia di distruzione altrove.
A Exmouth i tetti sono stati scoperchiati, il porto turistico gravemente danneggiato e l'aeroporto quasi distrutto.
Anche rifugi considerati sicuri hanno subito danni, mentre nell’area di Carnarvon agricoltori e allevatori contano perdite pesantissime, con raccolti distrutti fino all’80%.
Le foto del cielo rosso hanno attirato l’attenzione globale, rilanciate da testate come CNN e The New York Times, diventando simbolo della potenza e dell’imprevedibilità degli eventi meteo estremi.
Le autorità locali hanno già avviato le operazioni di pulizia e annunciato aiuti economici per le famiglie colpite. Intanto, il fenomeno del cielo rosso resta uno degli eventi più spettacolari e inquietanti degli ultimi anni, destinato a restare impresso nella memoria di chi lo ha vissuto.

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(Adnkronos) - Oggi presso la Sala Viglione di Palazzo Lascaris a Torino, il Moige ha partecipato alla tavola rotonda con gli esperti della prevenzione, consapevolezza, e responsabilità maschile. L'incontro ha visto al centro 'La Trappola Di Venere', un’iniziativa culturale dedicata alla prevenzione della violenza di genere realizzata dall’Associazione 'La Città delle Donne APS' in collaborazione con Gianluca Mech. A differenza degli approcci tradizionali, si legge in una nota, il progetto punta i riflettori sull’universo maschile e sui segnali psicologici e comportamentali che precedono le condotte violente, offrendo uno strumento prezioso per intercettare il fenomeno.
In questo scenario, il Moige ha inserito il tassello operativo con il progetto 'Be Active', volto a trasformare la consapevolezza in interventi concreti sul territorio. Il progetto finanziato dal Dipartimento per le pari opportunità, nasce dalla consapevolezza che la lotta alla violenza non può limitarsi alla gestione dell'emergenza, ma deve trasformarsi in una sfida culturale quotidiana. Il cuore dell'intervento parte dalle scuole, dove il Moige attiverà webinar e percorsi e-learning per docenti e studenti. Attraverso la peer education, oltre 100 'ragazzi ambasciatori' saranno formati per supportare i propri coetanei, supportati dalla diffusione di 17.000 booklet informativi. L'obiettivo è scardinare i modelli culturali errati sin dall'adolescenza, promuovendo una cultura del rispetto e della cittadinanza attiva.
Oltre alla prevenzione, 'Be Active' offre protezione immediata: il progetto garantisce infatti servizi di primo counselling psicologico, gruppi di mutuo-aiuto e assistenza legale gratuita per le donne e le famiglie. Parallelamente, l’unità mobile del Moige toccherà le principali piazze italiane per tre grandi Open Day di informazione, mentre campagne media nazionali, con il volto dell’attrice Sarah Maestri, porteranno il messaggio di sensibilizzazione su TV e radio. “La prevenzione è arma per scardinare la cultura della violenza prima che questa si trasformi in tragedia. Con 'La Trappola di Venere' abbiamo voluto analizzare i segnali precursori, quei meccanismi psicologici che spesso passano inosservati. Portare questo messaggio nelle scuole è fondamentale per educare i ragazzi a riconoscere queste 'trappole' psicologiche", dichiara Gianluca Mech.
“Siamo orgogliosi di presentare 'Be Active' in sinergia con un progetto di alto valore come 'La Trappola di Venere'. La violenza di genere è una piaga che si combatte solo se diventiamo tutti attori del cambiamento. Con questa iniziativa non vogliamo solo offrire un porto sicuro a chi è già vittima, attraverso il supporto legale e psicologico, ma vogliamo entrare nelle scuole per dare alle nuove generazioni gli strumenti critici per riconoscere e disinnescare quelle trappole psicologiche che precedono l'abuso. Educare oggi significa salvare vite domani", dichiara Antonio Affinita, direttore generale del Moige. Il percorso di 'Be Active' proseguirà nei prossimi mesi con la creazione di una 'Carta dei Servizi per le donne' in collaborazione con i Comuni e con cicli di alta formazione dedicati ad avvocati e psicologi, per garantire una rete di assistenza territoriale sempre più qualificata e presente.

(Adnkronos) - Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con la nota diramata a firma del Direttore Generale per i porti, la logistica e l’intermodalità, Donato Liguori, ha indicato le linee per un’applicazione uniforme del quadro normativo in materia di concessioni demaniali marittime, “evitando prassi interpretative idonee, di fatto, ad alterarne l’impianto”.
In particolare il Mit interviene sul ruolo della misura del canone nell’ambito dei procedimenti di affidamento delle concessioni demaniali marittime nell’ambito delle Autorità di Sistema Portuale, rilevando come il quadro regolatorio (art. 37 cod. nav. E D.P.R. n. 509/1997) non gli assegna un ruolo preponderante, diversamente “valorizza una serie di elementi per misurare la proficua utilizzazione del bene demaniale, al fine di determinare il migliore uso possibile per perseguire tutti gli interessi pubblici in gioco, quali, tra gli altri: la qualità degli impianti, dei manufatti e delle strutture da asservire alla concessione; l’offerta di servizi; l’esperienza tecnica e professionale dell'offerente”.
Ciò si spiega, si legge nella nota, “con l’intenzione del legislatore di inserire questa valutazione nell’ambito dell’esercizio delle funzioni di governo del territorio e amministrazione del demanio marittimo. L’utilizzo del canone quale criterio preponderante produrrebbe il rischio di effetti distorsivi e potenzialmente speculativi, oltre che non assicurare la proficua valorizzazione del bene del demanio marittimo, fine ultimo di ogni procedura selettiva”.
“E’ un primo passo che viene incontro alle nostre richieste e di cui ringrazio il Mit” - commenta il presidente di Confindustria Nautica, Piero Formenti - “che esclude che dopo la presentazione di un piano economico finanziario per la realizzazione dell’opera portuale, che evidentemente ingloba il valore del canone, si possa procedere a rialzi nella scelta dell’affidatario. Tuttavia chiediamo che le Regioni si conformino a questo primo orientamento e che sia confermata l’esclusione del canone dai criteri di gara”.

(Adnkronos) - Avviare un dialogo "partecipato e continuativo con le istituzioni e le associazioni che operano sui territori, strutturando una vera e propria rete che rafforzi le politiche di prevenzione e inclusione sociale, nell’ambito del fenomeno delle dipendenze, che oggi include non soltanto l’uso di sostanze, ma anche forme di dipendenza digitale che coinvolgono sempre più precocemente i minori". È l’obiettivo della prima edizione della Giornata Regionale delle Dipendenze - nata in attuazione della Legge Regionale numero 5 del 2025, che ne istituisce la celebrazione annuale il 6 maggio - promossa dall’Asp Isma – Istituti di Santa Maria in Aquiro, su mandato della Regione Lazio. Il percorso preparatorio parte oggi da Viterbo, con un momento di ascolto, formazione e condivisione di buone pratiche tra i diversi attori del territorio. A dare l’avvio è stato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, insieme all’Assessore all’Inclusione sociale e Servizi alla persona della Regione Lazio, Massimiliano Maselli, e al presidente dell’Asp Isma, Antonio De Napoli.
Le prossime tappe della Giornata Regionale delle Dipendenze saranno: Frosinone, Villa Comunale (venerdì 10 aprile); Rieti, Sala consiliare della Provincia (mercoledì 15 aprile); Latina, Palazzo Comunale (giovedì 23 aprile). L’evento conclusivo si svolgerà a Roma (mercoledì 6 maggio) all’Opificio Italiacamp, in via Luigi Pierantoni 2a.
Il quadro delle dipendenze nel territorio di Viterbo. Secondo gli ultimi dati disponibili, sono poco meno di 1.400 le persone seguite dall’Asl di Viterbo, di cui circa mille per dipendenze legate alle sostanze. Tra questi, la categoria più consistente resta quella degli oppiacei, pari al 65,3% dei casi. Seguono la cocaina (20,8%), e la cannabis (5,6%). La seconda area per numerosità è quella dell’alcol, con 355 persone seguite, di cui 250 uomini e 105 donne. I nuovi casi rappresentano il 28,2% del totale dell’utenza alcol-correlata. Si tratta della tipologia di dipendenza non da sostanze illegali più rilevante in assoluto, con una presenza femminile proporzionalmente più alta rispetto ad altre aree. La terza area riguarda il gioco d’azzardo patologico, che riguarda poco più di 50 casi, ma con quasi il 40% di nuovi ingressi. Il dato, pur numericamente più contenuto, conferma l’attenzione crescente verso le dipendenze comportamentali.
Secondo i risultati del Progetto Selfie su oltre 7mila studenti delle scuole medie e superiori della Tuscia, promosso e presentato a Caprarola lo scorso febbraio dall’Asl di Viterbo, si registra una crescente difficoltà nel gestire il confine tra vita online e offline. L’uso intensivo delle chat e dei social network aumenta con l’età e in alcuni casi assume le caratteristiche di vera e propria dipendenza digitale. I dati mostrano che l’uso eccessivo e notturno del digitale riguarda il 47% degli studenti delle medie e sale al 64% alle superiori, con effetti documentati su sonno e regolazione emotiva.
“Fare rete, in questo contesto, significa costruire legami che restano nel tempo, condividere responsabilità e visioni, impostare una strategia per il futuro, dando vita a un sistema più coeso e vicino ai bisogni reali, soprattutto dei più giovani. In questo percorso è fondamentale il ruolo della Regione Lazio, che ha scelto di affidare all’Asp Isma un progetto così rilevante e strategico su un tema complesso e in continua evoluzione come quello delle dipendenze. Si tratta di un segnale importante di fiducia e di attenzione istituzionale, che ci responsabilizza ulteriormente nel promuovere interventi efficaci, innovativi e radicati nei territori. L’obiettivo è quello di costruire una risposta integrata, valorizzando il contributo di tutti gli attori coinvolti e mettendo al centro le persone e le comunità”, conclude Antonio De Napoli, presidente dell’Asp Isma.

Trasformare la Sardegna in un polo di eccellenza per
l'innovazione tecnologica e la sostenibilità. E' l'obiettivo del
progetto e.INS - Ecosystem of Innovation for Next Generation
Sardinia, di cui si è svolto a Oristano l'evento conclusivo con gli
stati generali dell'ecosistema dell'innovazione per la
Sardegna.
Al progetto partecipano 18 soggetti pubblici e
privati, affiancati da una rete più ampia di oltre 40 realtà tra
imprese, enti e consorzi distribuiti sull'intero territorio
regionale.
Coinvolta la Regione, le Università di Cagliari
e Sassari, insieme a importanti attori del mondo produttivo e
finanziario, tra cui Banco di Sardegna, Confindustria Sardegna,
Fondazione di Sardegna, Legacoop Sardegna, So.G.Aer e Unioncamere
Sardegna.
"L'obiettivo condiviso - spiegano dall'Ateneo -
è sostenere l'innovazione e lo sviluppo, con particolare attenzione
alle piccole e medie imprese, attraverso strumenti dedicati e bandi
mirati, favorendo l'adozione di soluzioni innovative e l'accesso a
nuove opportunità di finanziamento". 289 le persone coinvolte
direttamente nelle attività dell'ecosistema, un investimento di
circa 60 milioni di euro annui e quasi 100 risultati già tradotti
in prodotti tutelati da proprietà intellettuale, tra brevetti e
proof of concept.
Nel corso dell'ultima giornata del progetto si
sono susseguiti gli interventi dei soggetti istituzionali
coinvolti, ma anche delle imprese. Presentazioni e approfondimenti
hanno illustrato i risultati raggiunti in diversi ambiti
strategici: medicina preventiva basata su genomica e telemedicina,
trasformazione digitale, turismo sostenibile, energia e transizione
low carbon, finanza per l'innovazione. Nel corso del suo intervento
il rettore dell'Università di Cagliari, Francesco Mola, ha
sottolineato il valore strategico delle nuove generazioni: "I
giovani cresciuti grazie a questi progetti rappresentano oggi la
nostra risorsa più preziosa - ha detto - .
È fondamentale continuare a investire su queste
risorse umane, che rappresentano il nostro futuro".
...

(Adnkronos) - Oggi vale circa 3.600 miliardi di dollari (circa una volta e mezza il Pil dell'intera Italia) ma per farla nascere bastarono 1.300 dollari, faticosamente racimolati da Steve Jobs e Steve Wozniak vendendo il Volkswagen Bus del primo e la calcolatrice HP del secondo. Basterebbero queste cifre per raccontare l'incredibile parabola di Apple che il 1° aprile festeggia i suoi 'primi 50 anni' dal momento che è in questa data del 1976 che venne fondata l'azienda destinata a cambiare il modo di progettare, produrre e anche di vivere la tecnologia. Un approccio che - mezzo secolo dopo - è stato imitato da molti ma mai superato, nonostante nella storia di Apple non siano mancati i momenti bui, le marce indietro, i flop anche colossali.
Guardando indietro molti dei segni di quello che sarebbe diventata la casa della mela morsicata erano già leggibili in quel primo aprile 1976 quando i tre fondatori firmarono un contratto di tre paginette, preliminare per la commercializzazione del primo prodotto, l'Apple I.
Già perché nella storia dell'azienda - seppur brevemente ma con un ruolo importante - c'è un terzo personaggio, Ronald Wayne, il 'fondatore dimenticato', che aveva conosciuto i due Steve nel suo lavoro presso Atari e che con i suoi 41 anni all'epoca era l''adulto' del gruppo (Jobs ne aveva 21 e Wozniak 26). Impressionato dalla visione, dall'eloquenza e dalle conoscenze tecniche dei due, Wayne accettò di entrare nella Apple Computer Inc., redigendo il testo dell'accordo sulla sua macchina da scrivere, scrivendo il primo manuale di istruzioni dell'Apple I e progettando il primo logo della nuova azienda. Che - a differenza di quanto si possa pensare - non è una versione primitiva della mela morsicata - ormai onnipresente - ma raffigura Isaac Newton seduto sotto un melo. L'immagine è ispirata a una citazione di Wordsworth, anch'essa incisa nel logo, che recita: "Newton... una mente che viaggia per sempre attraverso strani mari del pensiero".
E' indubbio che sin dall'inizio la 'start-up' (oggi la chiameremmo così) puntava in alto con un riferimento a uno dei più celebri scienziati di ogni tempo. In realtà - nel nome come nell'immagine - l'elemento chiave è proprio la mela. Un riferimento scelto per motivi piuttosto banali, visto che a Jobs piacevano gli alberi di mele e aveva passato del tempo in una piantagione in Oregon durante uno dei suoi precedenti viaggi 'spirituali'.
Ma fu proprio la spregiudicatezza di Jobs - che si sarebbe trasformato nel tempo in un leader visionario ma anche spietato - a spingere Wayne a uno dei più clamorosi 'suicidi finanziari' della storia. Al manager Atari i due fondatori (che detenevano il 45% delle quote) assegnarono un pacchetto di azioni pari al 10% del totale. Jobs e Wozniak con poche centinaia di dollari avevano assemblato a mano l’Apple I: una scheda madre venduta senza monitor, senza tastiera, senza case. Ma il loro rapporto era sin dall'inizio destinato a procedere su strade divergenti per le personalità quasi inconciliabili: Jobs era ferocemente attento alle questioni economiche e a promuovere la sua visione aziendale mentre l'altro - che oggi chiameremmo 'nerd' - era più affascinato dall'informatica e dai problemi tecnici. Consapevole di questa distanza, Jobs ebbe l'idea di dividere le quote tra sé e Wozniak, lasciando il restante 10% a Wayne, che avrebbe fatto da mediatore nelle controversie tra i due.
Tuttavia nei primi giorni dopo la nascita della società Wayne iniziò a registrare una serie di comportamenti preoccupanti. Jobs 'caricò' l'azienda con un ordine di 50 computer dal Byte Shop di Mountain View, che pensava di evadere grazie a un prestito di 5.000 dollari in contanti e componenti per un valore di 15.000 dollari.
Peraltro il Byte Shop — uno dei primi negozi di computer al dettaglio — aveva una scarsa reputazione sul pagare i propri debiti. E siccome Jobs e Wozniak erano praticamente senza un soldo, Wayne - che 5 anni prima aveva vissuto un fallimento traumatico in una azienda di slot machine a Las Vegas - temeva che i creditori prima o poi si sarebbero rivolti a lui, dal momento che era l'unico ad avere beni sui quali rivalersi.
Così, appena dodici giorni dopo aver redatto il documento che sanciva la nascita di Apple, Wayne tornò all'ufficio del registro delle imprese e rinunciò al suo ruolo nella società in cambio di 800 dollari. Quando Jobs e Wozniak presentarono la domanda di costituzione un anno dopo, Wayne ricevette una lettera in cui gli veniva chiesto di rinunciare ufficialmente a qualsiasi pretesa nei confronti dell'azienda, e ricevette un altro assegno, questa volta di 1.500 dollari. Inutile sottolineare come i i 2.300 dollari incassati come fondatore di Apple oggi varrebbero 360 miliardi.
Wayne, oggi 91enne, ha più volte affermato di non avere rimpianti per la scelta di allora: "Ho preso la decisione migliore che ritenevo fosse giusta in quel momento - ha spiegato a un giornalista - Non ha senso ripensare al passato e pensare cosa sarebbe successo se non avessi fatto una cosa del genere. Questa faccenda è finita in passato e pensarci non cambierà nulla". Nei 50 anni successivi, invece, partendo da quel computer primordiale, prodotto in 200 esemplari, Apple ha cambiato il mondo: come ha scritto in una lettera per i 50 anni l'attuale ad Tim Cook "se c’è qualcosa che abbiamo imparato da voi è che le persone folli abbastanza da pensare di poter cambiare il mondo sono quelle che alla fine ci riescono". Ronald Wayne, evidentemente, non era abbastanza folle per Apple.

(Adnkronos) - Il corpo senza vita di una persona è stato ritrovato oggi, verso le 11, da un gruppo di sci alpinisti austriaci e tedeschi che stavano risalendo la forcella del Mezdì in Val di Funes, vicino Ortisei, in Trentino-Alto Adige. Immediatamente è stato allertato il Soccorso Alpino. Sul posto sono intervenuti gli uomini dell’Aiut Alpin Dolomites con l’elicottero e una squadra del Soccorso Alpino della Val di Funes, che hanno provveduto al recupero della salma.
Il rinvenimento è probabilmente dovuto al distacco di una valanga che nei giorni scorsi ha trascinato il corpo più a valle fino ai 2000 metri dov’è stato trovato. Sulla base dei primi riscontri, si ipotizza che il corpo possa appartenere a Huang Peng, cittadino cinese 28enne, studente presso l’Università di Viterbo e grande appassionato di montagna, dichiarato disperso a gennaio nella stessa zona. L’identificazione formale è attualmente in corso da parte delle autorità competenti.
Huang Peng era arrivato il 19 gennaio ad Ortisei, per trascorrere alcuni giorni di escursioni tra le montagne della Val Gardena e della Val di Funes. La mattina del 20 gennaio, dopo aver fatto colazione in albergo ed essersi vestito adeguatamente per un’escursione, si è allontanato dalla struttura. Da quel momento non è più stato visto.

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(Adnkronos) - Qvc Italia, il retailer multipiattaforma disponibile su qvc.it, in Tv al canale 32, su app, in streaming su Qvc+ e su TikTok Shop, arricchisce la propria offerta con una selezione di prodotti dedicati alla salute, all'igiene e al benessere quotidiano degli animali domestici. Per valorizzare al meglio questa nuova categoria di prodotti, a venerdì alterni alle ore 20 va in onda il nuovo tv show 'Vita a 4 zampe', pensato per il benessere degli amici a quattro zampe. Protagonisti di questo nuovo appuntamento in palinsesto, insieme alla presenter, saranno Asya, l’expert della trasmissione, addestratrice cinofila, e Perseo, il suo inseparabile cane boxer. In un contesto friendly e che spazia dal salotto di casa al giardino, Asya dispenserà i suoi consigli per rendere migliore la vita dei nostri animali e lo farà col prezioso aiuto del suo cane, tester d’eccezione dei vari prodotti presentati di volta in volta. Durante la trasmissione, inoltre, anche il pubblico da casa potrà interagire con gli ospiti in studio inviando le foto dei propri pet.
La nuova categoria, risponde a un trend in forte crescita: secondo una recente ricerca di Confartigianato1, una famiglia italiana su tre (circa 10 milioni) vive con almeno un animale domestico e l'attenzione verso il loro benessere è in costante aumento. Lo conferma la spesa per prodotti e servizi dedicati agli animali da compagnia, che nel 2024 ha raggiunto 6,7 miliardi di euro, con una crescita del 76% in 10 anni.
La selezione in vendita su tutte le piattaforme Qvc Italia, sul sito qvc.it, sull app mobile e in Tv, comprende integratori e alimenti complementari pensati per supportare il benessere quotidiano degli animali, con soluzioni mirate per diverse esigenze, dal supporto digestivo al mantenimento della vitalità, dalla salute articolare alla protezione del sistema immunitario. Accanto a questi, prodotti per l'igiene quotidiana, tra cui mousse detergenti senza risciacquo, soluzioni per la pulizia del pelo, spray freschi e specifici per l'igiene orale, ideali per mantenere cani e gatti puliti e profumati anche tra un bagno e l'altro. La categoria include anche prodotti utili per la gestione degli spazi domestici, tra cui neutralizzatori di odori e dissuasori, oltre a soluzioni pratiche per l’alimentazione e l’idratazione degli animali, come distributori di crocchette e fontanelle automatiche per l’acqua.
Il lancio di questa nuova categoria di prodotti, insieme al Tv Show Vita a 4 zampe, va ad arricchire Your Wellness Space, la una nuova esperienza di shopping di Qvc Italia che vive in modo integrato su tutte le piattaforme, all’interno della quale trovano spazio approfondimenti, rubriche e contenuti editoriali realizzati con il contributo di esperti del settore, pensati per accompagnare il pubblico in modo consapevole su temi legati a salute, cura di sé e nuovi rituali di wellness, attraverso un percorso nel benessere olistico, che ha un ruolo crescente nella vita di ogni giorno. Anche il pet care infatti risponde all’esigenza sempre più diffusa di ridurre i livelli di stress e concentrarsi sulla salute mentale, migliorando la propria capacità di rilassarsi e ricaricarsi attraverso la cura del proprio animale domestico.
Per scoprire la selezione dedicata agli animali domestici, basta sintonizzarsi al canale televisivo 32 del digitale terrestre di Qvc Italia, seguire lo streaming su Qvc+, o navigare sull'app Qvc e sul sito e-commerce www.qvc.it.

(Adnkronos) - Da trent’anni, a Roma, c’è un luogo in cui l’aria viene letta, analizzata, interpretata. È il Centro di monitoraggio aerobiologico dell’università di Tor Vergata che, attivo dal 1996 presso il dipartimento di Biologia, misura la presenza di pollini e allergeni nell’atmosfera e li traduce in informazioni utili per la salute. Si tratta di un servizio - spiega una nota - che si rivolge a cittadini e professionisti sanitari offrendo ogni giorno uno strumento concreto per orientarsi nella stagione delle allergie. Responsabile scientifico è Alessandro Travaglini, che coordina le attività di monitoraggio e la redazione dei bollettini settimanali.
Con l’arrivo della primavera torna anche il ‘Bollettino pollinico settimanale’, che accompagna il cambio di stagione registrando l’ingresso dei pollini tipicamente primaverili e il progressivo calo di quelli invernali. L’ultimo aggiornamento, ad esempio, mostra che l’ontano è ormai a fine fioritura e il cipresso in fase calante, mentre si registrano concentrazioni alte o medio-alte di platano, pino, carpino nero e parietaria, in relazione alla vegetazione presente nelle diverse aree di rilevamento. Il Bollettino raccoglie i dati dei campionatori volumetrici e restituisce, per ciascuna famiglia allergenica, classi di concentrazione e tendenze. “Produciamo settimanalmente bollettini rivolti alle persone allergiche e ai professionisti sanitari, che pubblichiamo online (www.polline.uniroma2.it) e diffondiamo attraverso diversi canali - chiarisce Travaglini - È un servizio che permette di conoscere in tempo reale cosa c’è nell’aria e di gestire in modo più consapevole i sintomi”.
Nato con una prima stazione installata sul tetto della facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali, il Centro ha progressivamente ampliato la propria rete di rilevazione. Nel tempo - informa la nota - sono state attivate stazioni in diversi punti strategici della città, tra cui l’ospedale San Pietro Fatebenefratelli, l’area di Cipro e altri siti urbani, costruendo un sistema capace di restituire un quadro articolato della presenza dei pollini nelle diverse aree di Roma. A rendere unico questo lavoro è la continuità: il Centro dispone di serie storiche di dati che, nel caso della stazione di Roma Tor Vergata, coprono 30 anni di rilevazioni. Un patrimonio scientifico che consente di osservare l’evoluzione delle fioriture nel tempo, le variazioni legate al clima e le differenze tra zone urbane, offrendo una base solida per la ricerca e per la pratica clinica. Nel corso degli anni, i dati del Centro sono stati messi a disposizione di medici, allergologi e strutture sanitarie del territorio, contribuendo alla prevenzione e alla gestione delle patologie allergiche e costruendo un collegamento costante tra ricerca e salute pubblica. Nel tempo il centro ha collaborato allo sviluppo di App a supporto di cittadini e professionisti sanitari, come ‘AllergyMonitor’, che consente di registrare quotidianamente sintomi, terapie e andamento clinico, integrandoli con i dati ambientali per una gestione più consapevole e personalizzata delle allergie. Accanto a questa, ‘PollenTrace’ permette di mappare in tempo reale la presenza dei sintomi sul territorio, contribuendo alla costruzione di una rete informativa condivisa utile per orientarsi e individuare le aree più critiche.

(Adnkronos) - Incidente questa mattina in provincia di Lucca tra un pullman e un'auto: un uomo è morto, una donna è rimasta ferita. Il tamponamento tra i due mezzi è avvenuto alle ore 8.41 in viale Europa, nella località di Lammari, nel comune di Capannori (Lucca). All’interno dell'auto è stato trovato un uomo di 61 anni in arresto cardiaco. Secondo le prime informazioni, il malore sarebbe probabilmente indipendente dall’impatto. I soccorritori intervenuti sul posto hanno effettuato tutte le manovre di rianimazione, ma non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.
Nello scontro è rimasta ferita anche una donna, le cui generalità non sono ancora note, trasportata in codice rosso all’ospedale di Lucca. Le sue condizioni, secondo quanto appreso, non sarebbero gravi.
Sul luogo dell’incidente sono intervenute due ambulanze e l’elisoccorso Pegaso 1, decollato da Firenze. In corso gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’accaduto.

(Adnkronos) - L'amicizia tra Andrew Mountbatten-Windsor e Sarah Ferguson con il finanziere statunitense Jeffrey Epstein ha danneggiato la vita familiare e la reputazione delle figlie dell'ex duca e duchessa di York, Beatrice ed Eugenie. Beatrice e suo marito, l'imprenditore immobiliare Edoardo Mapelli Mozzi, sono talmente scossi dalle rivelazioni degli Epstein Files sui genitori della primogenita della coppia, che, a quanto pare, stanno valutando misure drastiche per proteggere la loro famiglia. Beatrice, 37 anni, ed Edoardo, 42, starebbero pensando di lasciare il Regno Unito con i figli e trasferirsi negli Stati Uniti per iniziare una nuova vita.
Beatrice, che è sempre rimasta fedele ai suoi genitori, mostrandosi in pubblico al fianco del padre quando viveva ancora al Royal Lodge di Windsor, sarebbe "disperata e determinata a tenere unita la famiglia" di fronte alle avversità, scrive l'Express. Sembra che abbia preso spunto da come il trasferimento all'estero abbia funzionato per Eugenie, dopo che quest'ultima si è stabilita in Portogallo con il marito, Jack Brooksbank, nel 2022. Una fonte ha lasciato intendere: "Sua sorella Eugenie vive all'estero da molti anni ormai, e questo ha creato un precedente. Sarebbe stato impensabile qualche anno fa, ma ora i tempi sono molto diversi. Trasferirsi all'estero, molto probabilmente negli Stati Uniti, rappresenterebbe un nuovo inizio per Beatrice ed Edoardo e darebbe loro anche la possibilità di dare una spinta al loro matrimonio e rimetterlo in carreggiata".
La fonte ha aggiunto: "L'impressione è che se rimangono nel Regno Unito saranno solo un bersaglio facile perché, diciamocelo, il problema di Andrew e Sarah non si risolverà da solo". Sembra che Beatrice stia attraversando un periodo particolarmente difficile, dato che fu proprio lei a incoraggiare il padre a partecipare alla disastrosa intervista rilasciata a Newsnight nel 2019.
Il mese scorso Andrew è stato arrestato per alcune ore nella sua residenza temporanea di Wood Farm, nella tenuta reale di Sandringham, con l'accusa di abuso d'ufficio per aver presumibilmente passato informazioni riservate del Regno Unito a Epstein quando lavorava come inviato commerciale. Andrew, che i parlamentari di Westminster hanno recentemente definito un "uomo maleducato, arrogante e presuntuoso", ha negato con fermezza qualsiasi illecito. In ogni caso, i file Epstein hanno umiliato e messo in imbarazzo Andrew, Fergie e le loro figlie.

(Adnkronos) - "La mattina del 25 marzo 2026, davanti alla mia aula, un mio alunno tredicenne – confuso, trascinato e 'indottrinato' dai social – mi ha colpita all’improvviso, ripetutamente al collo e al torace con un pugnale". Chiara Mocchi, la professoressa di francese di Trescore Balneario (Bergamo) ricostruisce così in una lettera dettata "con voce flebile" al suo legale, Angelo Lino Murtas, l'aggressione di cui è stata vittima lo scorso mercoledì. A salvarla - racconta - è stato "solo il coraggio immenso di un altro mio alunno: 'E.', anche lui tredicenne, che mi ha invece difesa rischiando la sua stessa vita" e ha così "impedito il peggio".
Nella nuova lettera la professoressa Mocchi racconta l'aggressiore e la conseguente "potentissima emorragia, quasi un litro e mezzo di sangue perso in poco tempo". "Un fendente arrivato a mezzo millimetro dall’aorta. Un foulard premuto sul collo, le mani tremanti di chi mi soccorreva, e quel torpore che avanzava rapido mentre la luce intorno a me diventava ombra, e l’ombra diventava addio", ricorda.
La prof ringrazia non solo chi l'ha soccorsa ma anche tutti i donatori di sangue e chi "mi ha tenuta aggrappata a questo mondo che amo e che non voglio lasciare". Dopo l'aggressione, mentre era in fin di vita - racconta Macchi - "dal cielo, è arrivata l’eliambulanza del servizio 'Blood on Board'. Mi hanno caricata in un istante. Nel momento del decollo, ho visto dall’alto le finestre della mia scuola: prima vuote, poi improvvisamente riempirsi dei volti dei miei amati ragazzi. Mi salutavano agitando le mani con disperazione, le lacrime agli occhi. Era come se volessero trattenermi ancora un po’ con loro. Ricordo una voce di donna, ferma e urgente: 'Abbiamo pochi secondi, la stiamo perdendo, ora o mai più'. Poi la luce nei miei occhi si è spenta e ho sentito di sprofondare nel buio più profondo. E proprio lì, in quel buio, ho percepito la vita tornare indietro. Come se stesse rientrando lentamente nel mio corpo, attraverso le vene. Una voce maschile scandiva: 'Ancora una sacca… presto, ancora una!' Era il sangue donato, quello che ricominciava a circolare nel mio cuore che riprendeva il suo ritmo".
La professoressa quindi ringrazia le "molte persone" a cui "devo la vita", dal responsabile del servizio 'Blood on Board', a tutto lo "straordinario equipaggio Professionisti, ma soprattutto esseri umani che non dimenticherò mai". Una coincidenza poi "che mi commuove. Penso – e non è un sogno – che il sangue che ora scorre nelle mie sia quello del mio avvocato Angelo Lino Murtas, donatore Avis da oltre 45 anni, che ha salvando la vita a tante persone e che aveva donato il sangue proprio il giorno prima all’Avis di Monterosso a Bergamo. Come lui, ci sono migliaia di persone anonime che offrono una parte di sé senza voler nulla in cambio. Gesti che sembrano piccoli, ma che diventano enormi quando salvano una vita". Proprio la madre di Mocchi - ricorda la professoressa dal letto di ospedale - "fondò l'Avis-Aido della Media Val Cavallina, con quel motto che da sempre custodisco nel cuore: 'Una goccia di sangue può salvare una vita'. Forse non immaginava che un giorno quella vita sarebbe stata proprio quella di sua figlia".
L'auspicio dell'insegnante accoltellata dall'alunno e salvata grazie alla trasfusione in elisoccorso è che "chi sta leggendo queste righe trovi il coraggio e la volontà di diventare donatore. Di affidare una piccola parte del proprio sangue all’Avis, affinché possa scorrere nelle vene di chi – come me – senza quelle gocce non ci sarebbe più. Con profonda, immensa riconoscenza".

(Adnkronos) - Il Grande Fratello Vip torna stasera, lunedì 30 marzo, in prima serata su Canale 5 con una nuova puntata. Alla conduzione Ilary Blasi, in compagnia delle due opinioniste Selvaggia Lucarelli e Casara Buonamici.
Un appuntamento ricco di confronti e sorprese. Nella Casa, le tensioni non si placano: continuano gli scontri tra Alessandra Mussolini e Adriana Volpe. Ibiza Altea viene messa sotto accusa per i commenti offensivi nei confronti di Blu Barbara Prezia e Antonella Elia non perdona.
Spazio, alla complicità tra Francesca Manzini e Raimondo Todaro: tra i due c'è solo una bella amicizia oppure sta nascendo una passione?
Due mamme riceveranno delle belle sorprese: Adriana Volpe riabbraccerà la piccola Giselle, mentre Alessandra Mussolini rivedrà i suoi tre figli.
Un concorrente stasera dovrà abbandonare la casa. In nomination ci sono: Adriana Volpe, Antonella Elia, Francesca Manzini, Giovanni Calvario, Ibiza Altea, Lucia Ilardo, Marco Berry, Raul Dumitras. Chi dovrà lasciare il gioco? E chi andrà a vivere in isolamento?

(Adnkronos) - Un ragazzino di 14 anni è stato travolto, oggi a Roma, da un suv guidato da un 22enne che, per cause ancora da accertare, è uscito fuori strada con la sua Volkswagen T-Cross finendo contro la recinzione dell'istituto scolastico comprensivo Mozart in viale di Castel Porziano, all'Infernetto. Il minore, che si trovava insieme ad alcuni coetanei sul marciapiede per andare nella palestra della scuola, è stato trasportato d'urgenza in codice rosso all'ospedale Bambino Gesù. Sul posto gli agenti della Polizia Locale per i rilievi. (di Silvia Mancinelli)

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