
(Adnkronos) - Citazione diretta a giudizio per Maria Rosaria Boccia e un giornalista per la diffusione della registrazione di una conversazione privata tra Gennaro Sangiuliano e la moglie. L’accusa contestata dalla procura di Roma è di interferenze illecite nella vita privata, per fatti avvenuti dallo scorso agosto “perché, in concorso fra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso e anche in tempi diversi, diffondevano frammenti della registrazione della conversazione intrattenuta” tra l’ex ministro e la moglie, “registrazione che - secondo l’accusa - Boccia si era procurata indebitamente avendo imposto a Sangiuliano di tenere aperta la conversazione telefonica con lei mentre parlava con la moglie sotto la minaccia di recarsi a casa loro, pubblicandoli sui canali social Facebook ed Instagram della testata giornalistica Anteprima 24 e sul sito on line della stessa”.
Nel procedimento, coordinato dalle pm Barbara Trotta e Giulia Guccione, risultano parti offese l’ex ministro e la moglie. Ora Boccia e il giornalista dovranno comparire nell’udienza predibattimentale davanti al Tribunale di Roma il prossimo 3 dicembre.
Per ottobre è invece fissato il processo che vede imputata Boccia per stalking aggravato, lesioni, interferenze illecite nella vita privata, diffamazione e una contestazione relativa a false dichiarazioni nel curriculum in relazione all’organizzazione di eventi.
Dall'inizio dell'anno in Sardegna sono divampati già 903 incendi in
Sardegna, poco sopra la media decennale di 778 roghi. In fumo sono
andati 4283,71 ettari di territorio (media decennale 2652,76 Ha)
suddivisi in 127,32 ettari di bosco, contro 292 di media, e 4156,39
Ha di superficie non boscata, contro una media di 2356,06 Ha.
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Quattrocento immobili di proprietà di Area, a uso non abitativo
e finora inutlizzati, saranno messi sul mercato per essere venduti
o affittati con fini sociali e per attività commerciali.
La novità è stata presentata oggi a Sassari
dall'assessore regionale dei Lavori pubblici, Antonio Piu, e dal
direttore generale dell'Azienda per l'edilizia abitativa, Claudio
Castagna, e dall'amministratore unico, Matteo Sestu.
"Attraverso una manifestazione d'interesse,
verranno restituiti alla collettività immobili che possono essere
locati con alcune agevolazioni a favore di associazioni a carattere
sociale e attività commerciali", spiega l'assessore Piu. "Diamo la
possibilità a oltre 400 tra associazioni, attività produttive e
commerciali, associazioni dilettantistiche di avere un luogo dove
svolgere le proprie iniziative".
La manifestazione d'interesse sarà rivolta a
chiunque abbia intenzione di acquistare, prendere in locazione, in
affitto e in comodato beni di proprietà dell'Azienda regionale.
Area rende disponibili locali commerciali, magazzini, box,
autorimesse, depositi, negozi, terreni e uffici, attualmente sfitti
ed inutilizzati.
Gli enti che hanno finalità di rilevanza sociale
potranno ottenere la locazione dei beni a canone agevolato, con una
riduzione del 40% del canone di locazione, commisurato ai prezzi
praticati in regime di libero mercato.
I beni interessati sono 453 in tutto: 68 per il
territorio di Cagliari, 42 per quello di Sassari, 45 per il
Nuorese, 8 per il territorio di Oristano, 290 per quello di
Carbonia. L'avviso rimarrà aperto per due mesi e sarà possibile
candidarsi sia per la locazione che per l'acquisto. Una volta
ricevute le richieste di utilizzo, sarà predisposto un Piano di
valorizzazione immobiliare, a cui seguirà la formalizzazione dei
contratti.
Le manifestazioni di interesse suddivise per
base territoriale saranno pubblicate sul sito web istituzionale di
Area nel corso della prossima settimana.
...

(Adnkronos) - “Il ministero dell'Impresa e del Made in Italy, nel suo Libro Bianco ‘Made in Italy 2030’, che disegna una strategia di politica industriale per il prossimo quinquennio, prevede proprio il settore farmaceutico come uno dei settori emergenti. È necessario un quadro regolatorio chiaro che consenta gli investimenti nel nostro Paese, sia nazionali che esteri. Oggi, dei circa 75 miliardi di produzione, più del 60% viene da investimenti esteri”. Così Federico Eichberg, capo di gabinetto presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), intervenendo a Roma all’evento ‘Competitività, investimenti e accesso all’innovazione in sanità: una sfida per l’Europa’, promosso da Ucb in collaborazione con l’Ambasciata del Belgio in Italia e organizzato presso la residenza dell’ambasciatore.
Un secondo elemento “riguarda un quadro di semplificazioni", continua Eichberg. "Nei prossimi provvedimenti, a cominciare dal ddl Concorrenza, è nostra intenzione sbloccare, attraverso gli investimenti, una serie di strumenti di ricerca che possano avere approvazioni rapide, oltre a una serie di investimenti produttivi, che possano accrescere la competitività nazionale”, conclude.

(Adnkronos) - Novak Djokovic torna in campo a Wimbledon 2026. Oggi, venerdì 3 luglio, il tennista serbo sfida il francese Arthur Rinderknech al terzo turno dello Slam di Londra. Il serbo ha eliminato, nei turni precedenti, Wu e Tsitsipas, mentre il francese ha superato Tarvet e Damm.
Il vincente della sfida troverà agli ottavi uno tra Safiullin e Fonseca.

(Adnkronos) - Se è vero che per tutti l'amore sposta le montagne, per Angela Nikolau e Ivan Beerkus scala l'Empire State Building. La loro promessa di amore eterno è arrivata fino a 443 metri di altezza, sulla guglia di uno dei grattacieli più famosi del mondo e, in assoluto, il più iconico di New York. Hanno compiuto un'impresa unica - ma non isolata - con la consapevolezza che sarebbero stati arrestati dopo pochi minuti. E così è andata. Eppure, per il pubblico dei social, sono diventati il simbolo di un amore capace di sfidare ogni limite.
Non è la prima volta che la coppia si arrampica sui grattacieli storici in giro per il mondo senza imbracatura, né autorizzazione. Tanto che Netflix ha realizzato un documentario sulla loro iconica storia d'amore 'Skywalkers: A Love Story'. Col volto coperto da un passamontagna, Angela Nikolau e Ivan Beerkus sono diventati i nuovi Catwoman e Batman.
Lei 33 anni, lui 32, entrambi russi e nelle ultime ore sono diventati virali per essere arrivati in cima all'antenna dell'Empire State Building. Una volta arrivati in vetta hanno srotolato lo striscione: 'When the power of love beats the love of power, the world knows peace' ('Quando il potere dell’amore sconfiggerà l’amore per il potere, il mondo conoscerà la pace'). È stato proprio lì, che Ivan si è inginocchiato e ha chiesto ad Angela di sposarlo, sotto gli occhi del mondo intero.
Dopo l'arresto, eseguito dagli agenti della NYPD, sul profilo Instagram di Angela Nikolau è spuntato un post, che ora conta quasi 4 milioni di like, "Angela e Ivan sono attualmente indisponibili, e lo sapevamo già in anticipo - quindi questo post è stato programmato e ora viene pubblicato automaticamente".
Il video della proposta continua a rimbalzare da un social all'altro, tra meme e occhi sognanti. C'è chi, con ironia, ha preso il gesto di Ivan come un chiaro esempio delle aspettative romantiche di ogni donna. "Quando vi lamentate di vostro marito che lascia i vestiti in giro per casa, ricordatevi che al mondo esiste un uomo che ha fatto la proposta di matrimonio su un grattacielo", si legge in uno dei post.

(Adnkronos) - “La Rai c’è”. Con questa dichiarazione, che diventa manifesto editoriale, l’amministratore delegato Giampaolo Rossi ha presentato ad Ancona la nuova offerta 2026/2027 del Servizio Pubblico, aprendo una stagione che punta su identità, innovazione e una narrazione capace di attraversare territori, generazioni e linguaggi. Il primo annuncio è la nascita di ‘Italiana’, nuovo canale specializzato dedicato al racconto dell’Italia reale nelle sue dimensioni territoriali, culturali e produttive: una proposta distintiva che, sottolinea Rossi, “esalta la straordinaria ricchezza del nostro Paese” e consolida il primato europeo della Rai nel racconto dei territori.
Nei palinsesti della prossima stagione il prime time si rinnova. La musica torna protagonista, naturalmente con Sanremo 2027 (dal 16 al 20 febbraio), affidato a Stefano De Martino, che si annuncia più "internazionale" con la novità di una serata dedicata alla selezione del rappresentante italiano all'Eurovision Song Contest. Il percorso verso il Festival inizierà ufficialmente venerdì 18 dicembre con 'Sarà Sanremo', serata in diretta dal Teatro del Casinò, condotta dallo stesso De Martino, che svelerà i giovani in gara e, per la prima volta, riunirà sul palco i Campioni selezionati. L'offerta musicale non si ferma a Sanremo. Previste due serate evento dedicate a Sal Da Vinci con ‘Meravigliosamente’, mentre il grande pop arriva con lo speciale ‘Roma, Baby. Cremonini Live Circo Massimo’. Tornano i grandi show musicali come ‘Suzuki Juke Box – La Notte delle Hit’, ‘La Notte dei Fiori’, ‘La Notte dei Serpenti’, ‘La Notte della Taranta’, e gli immancabili Music Awards. Nel solco dei fuoriclasse, Rossi annuncia anche il ritorno di Fiorello e quello di Roberto Benigni, che saranno protagonisti di appuntamenti speciali nella stagione autunnale.
Sul fronte dell’approfondimento informativo, la Rai rilancia i suoi marchi storici e introduce nuovi format. Tornano ‘Presa Diretta’ con Riccardo Iacona e ‘Petrolio’ con Duilio Giammaria, mentre debutta ‘Patù’ di Roberto Inciocchi, nuovo appuntamento di prima serata su Rai2 dedicato all’attualità politica, economica e sociale. Peter Gomez arriva su Rai3 con ‘L’Elefante’, che intreccia notizie, cultura e memoria attraverso le Teche Rai, mentre Roberta Bruzzone debutta con ‘Dentro la Truffa’, sei puntate dedicate ai meccanismi psicologici delle frodi contemporanee. Salvo Sottile prende il timone di ‘Ore 14’, Tommaso Cerno torna con ‘2 Di Picche’, e restano centrali ‘Porta a Porta’, ‘Report’, ‘Lo Stato delle Cose’, ‘Filorosso’, ‘Indovina chi viene a cena’, ‘Amore Criminale’, ‘Sopravvissute’, ‘In Mezz’ora’, ‘XXI Secolo’, ‘Agorà’, ‘Cinque Minuti’ e ‘Il cavallo e la torre’.
In questo quadro, uno dei passaggi più delicati riguarda la successione a ‘Chi l’ha visto?’ dopo l’uscita di Federica Sciarelli, che ha lasciato la conduzione dopo 22 anni. Rossi le ha dedicato un ringraziamento speciale dal palco di Ancona, ricordando “passione, maestria e dedizione” di una figura che ha segnato la storia dell’informazione Rai (Ovviamente ci mancherà ma noi confidiamo di continuare a lavorare con lei su altri progetti", ha aggiunto). La ricerca del nuovo volto è in corso e rappresenta uno dei nodi più sensibili della stagione.
La fiction Rai si conferma fiore all’occhiello con titoli di forte impatto: ‘177 giorni – Il rapimento di Farouk’, ‘La Famiglia Panini – L’avventura delle figurine’, ‘Livatino – Il giudice e i suoi assassini’, il tv movie su Giovannino Guareschi, ‘La promessa di Patrizio’ dedicata a Patrizio Oliva, e ‘Sul cammino di Francesco’ sulla vita di Biagio Conte. Tornano ‘Doc – Nelle tue mani’, ‘I casi di Teresa Battaglia’, ‘Libera’, ‘Un posto al Sole’ e ‘Il Paradiso delle Signore’. Rai2 propone ‘Estranei’, mentre RaiPlay amplia l’offerta con ‘Memoriae’ e ‘Un’ultima volta’.
RaiPlay evolve verso un ecosistema digitale integrato con la decima stagione de ‘Il Collegio’, il ritorno di ‘Le Cronache di Peppa Pig’, tre canali sportivi dedicati al live streaming, la docu‑serie ‘Scendi in campo’ e contenuti restaurati come il ‘Sandokan’ di Kabir Bedi. I contenuti digitali e transmediali si arricchiscono con ‘Fomo’, la terza stagione di ‘Scuola di Danza’, la nuova serie di ‘Dark Lines – Delitti a Matita’, il ritorno di ‘TecheGram’, ‘Quelli che il Cinema’, ‘Green Lovers’ e ‘Cioè’.
Nel Day Time, “squadra che vince non si cambia”: tornano Timperi–Soave, Ossini–Ferolla, Eleonora Daniele, Antonella Clerici, Caterina Balivo, Alberto Matano, i ‘Linea Verde’, il ‘Bar Centrale’ di Elisa Isoardi, ‘Ciao Maschio’ in versione ampliata, ‘Domenica In’ con Mara Venier e un format rinnovato, ‘Da Noi… a Ruota Libera’, ‘Bellamà’, ‘I Fatti Vostri’, ‘La Porta Magica’, ‘Radio2 Social Club’, ‘Il Provinciale’. Rai Documentari propone una stagione ricca di prime serate dedicate a Lino Banfi, Mogol, Mina, Anna Marchesini, Brigitte Bardot, Nino Rota, Rino Gaetano, Age & Scarpelli, e una lunga serie di ritratti tra sport, storia, cultura, crime e spiritualità. L’innovazione passa da ‘Il cibo del futuro’ e ‘Codice Doc’, mentre anniversari e ricorrenze scandiscono la stagione.
Rai Cultura accende l’autunno con una serata evento dedicata agli 800 anni dalla morte di San Francesco, due appuntamenti con Alberto Angela, il ritorno di ‘Ulisse’, la novità ‘Le cose che non sai’ con Eleonora Daniele, la quinta stagione di ‘Splendida Cornice’, ‘Blu Notte’ di Carlo Lucarelli, ‘Sapiens – Un solo pianeta’ con Mario Tozzi, ‘La città ideale’ con Massimiliano Ossini, l’apertura della Scala, ‘Falstaff’ dal Teatro dell’Opera di Roma, gli eventi della Fenice e della Mostra di Venezia.
Sul fronte Kids, Rossi annuncia un cambio di paradigma: nasce V/BE, nuovo brand dedicato ai preadolescenti, pensato per parlare ai ragazzi dai 10 ai 14 anni e, in chiave aspirazionale, anche agli 8+, con contenuti condivisibili e capaci di rafforzare il valore relazionale dell’offerta. Una stagione che, nelle parole dell’Ad, non rappresenta semplici revisioni ma “cambi di paradigma”, e che restituisce l’immagine di una Rai che attraversa generi, territori, linguaggi e piattaforme con una proposta identitaria, moderna e profondamente radicata nel Paese e che punta a riportare il servizio pubblico “nelle piazze, nelle vie, tra le persone”.

Ponte di Legno si prepara ad accogliere il suo primo hotel extra luxury, grazie al progetto di riqualificazione dell'intera area, che entro il 2030 porterà alla realizzazione di una nuova struttura ricettiva di alta gamma e di tre ulteriori costruzioni residenziali. La proprietà, rilevata dall’imprenditore bresciano Alessandro Pietta, con la consulenza di Harry Mills Sciò, Ceo della boutique firm Fortvny, sarà gestita da AG Group e associata a uno dei brand internazionali con cui il gruppo italiano specializzato in servizi e consulenza per l’ospitalità ha già avviato partnership in Italia.
"L'idea è nata sette anni fa, quando abbiamo acquisito una vecchia struttura già esistente. Da subito abbiamo creduto in Ponte di Legno come destinazione adatta ad accogliere un turismo di lusso e dopo il Covid abbiamo adeguato il nostro progetto alla nuova richiesta che sempre di più ha interessato la montagna. Sarà un hotel 5 stelle L, che si rivolge al target 'storico' del brand internazionale, soprattutto nordamericani e australiani, a cui aggiungeremo anche la clientela italiana. La vicinanza di quattro aeroporti, in primis quello di Bergamo, favorisce sicuramente questo tipo di incoming", spiega ad Adnkronos/Labitalia Alessandro Pietta.
Un progetto che punta allo sviluppo del territorio. "Sistemiamo un'intera zona - sottolinea - che equivale a una frazione montana. Una zona, come tutta la montagna, a rischio di spopolamento. Il progetto occuperà complessivamente 200 persone, di cui almeno 150 provenienti da fuori. Ed è proprio attraverso questa nuova occupazione che puntiamo a contribuire al ripopolamento della zona: i nuovi assunti, tutti con contratti stabili, anche perché la struttura resterà aperta tutto l'anno, potranno trasferirsi con le famiglie e per questo creeremo anche una residenza di 70 appartamenti destinati ai dipendenti. Questo vuol dire salvare anche servizi come la scuola o il presidio medico che altrimenti, con lo spopolamento, rischierebbero di scomparire".
Grazie all’accordo tra il Gruppo Pietta e AG Group, Ponte di Legno, situata nell’appendice nord-orientale della Lombardia, si candida, così, ad ampliare la propria proposta nell’ospitalità di alta gamma con un intervento che interpreta in chiave contemporanea il contesto alpino, tra materiali naturali, benessere, servizi integrati e dialogo con il territorio. Un progetto, quindi, per la crescita della destinazione. L’intervento, infatti, si inserisce in una fase di trasformazione più ampia della località, oggi interessata da nuovi investimenti legati al wellness, alla montagna estiva, agli impianti di risalita e alla qualità dell’offerta in quota.
In questo scenario, il nuovo hotel 5 stelle L, accolto con favore dalla comunità locale e dagli attori istituzionali del territorio, introduce una proposta luxury oggi ancora non presidiata e si propone come leva di riposizionamento per Ponte di Legno, intercettando una domanda nazionale e internazionale di alto profilo. La struttura in costruzione prevede 70 camere e 15 suite di cui una presidenziale, oltre a spazi benessere per 5.000 metri quadrati, 3 ristoranti, una promenade di attività commerciali, servizi outdoor integrati, oltre 200 posti auto e tre strutture residenziali, il tutto per un investimento superiore ai 100 milioni di euro.
L’operazione è finalizzata a rafforzare l’internazionalizzazione del territorio mediante tre leve strategiche: sostenibilità dell’operazione, unicità dell’offerta turistica e massima accessibilità.
La nuova struttura dialoga con un comprensorio che sta investendo su esperienze sempre più articolate e fruibili durante tutto l’anno. I progetti di riqualificazione delle terme, il potenziamento degli impianti di risalita, lo sviluppo di rifugi di charme con una proposta ristorativa di livello e la presenza di spazi commerciali fronte strada, pensati per accogliere brand e servizi coerenti con un posizionamento alto, contribuiranno a definire una nuova polarità urbana e turistica per Ponte di Legno.
La destinazione si distingue anche per l’attenzione alla sostenibilità e alla qualità della vita, con iniziative orientate all’efficienza energetica, all’utilizzo di tecnologie solari e geotermiche e allo sviluppo di infrastrutture eco-compatibili. Sono elementi che rafforzano la coerenza tra il progetto alberghiero, la vocazione green del territorio e l’evoluzione della località verso un modello di ospitalità più contemporaneo, accessibile e internazionale, come conferma Alessandro Pietta: "L'hotel si inserisce in un contesto che è già green. Ad esempio, sarà utilizzato il teleriscaldamento di cui la zona è già servita, ottenuto sfruttando gli alberi schiantati, anche a causa purtroppo del bostrico, e la pulizia del bosco. Quindi, riscaldamento e acqua calda sanitaria saranno totalmente green. Poi l'attenzione alla sostenibilità sarà anche nei materiali, con l'utilizzo di legno riciclato".
La candidatura della Valle Camonica a Capitale italiana della Cultura 2029 conferma, infine, il dinamismo di un’area che sta ampliando il proprio profilo oltre la dimensione neve, combinando sport, cultura, natura, sostenibilità e qualità del vivere. In questa prospettiva, il nuovo hotel contribuisce a posizionare Ponte di Legno come nuova meta per il viaggiatore esigente, alto spendente , in dialogo con le più note destinazioni della montagna luxury.

(Adnkronos) - La Quarta sezione penale della Cassazione ha confermato la condanna a otto mesi, per omicidio colposo, per la dermatologa romana accusata in relazione alla morte per un melanoma cutaneo, avvenuta sei anni fa, di Giulia Cavallone, 36enne magistrata in servizio al tribunale di Roma. La dermatologa, secondo l’accusa, per tre volte, nell'arco di 8 mesi aveva scambiato un melanoma maligno per una verruca seborroica, rassicurando la paziente e omettendo di porre in essere un approfondimento diagnostico che avrebbe evitato l'errore e la conseguente morte. Il collegio ha accolto le richieste del procuratore generale Olga Mignolo e del collegio dei legali delle parti civili, gli avvocati Stefano Maccioni e Nicola Di Mario.
"Si chiude così un capitolo doloroso di questa vicenda - spiegano i familiari della magistrata - iniziata con un processo per lesioni personali quando Giulia Cavallone era ancora in vita e proseguito per omicidio colposo dopo il decesso. In questi anni abbiamo proseguito questa battaglia, animati da spirito di giustizia, con l’obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla importanza dell'attività di prevenzione dei tumori e sulla necessità che i sanitari pongano la massima attenzione nell'affrontare ogni caso". La vicenda di Cavallone "serva ad aumentare la consapevolezza nei pazienti e nei medici, affinché tali drammatici errori non abbiano più a ripetersi", concludono.

(Adnkronos) - Gli Stati Uniti hanno avvertito la Polonia che la Russia potrebbe preparare nei prossimi mesi una "provocazione" militare con l'obiettivo di testare la "risolutezza" della Nato nel difendere i propri alleati. Lo rifersice il portale polacco Onet, citando fonti vicine al presidente Karol Nawrocki e ad ambienti della sicurezza. Tra gli scenari presi in considerazione anche attacchi con missili o droni contro infrastrutture critiche, operazioni ibride o informatiche e una limitata incursione oltreconfine dal territorio russo di Kaliningrad o dalla Bielorussia, che potrebbe essere presentata come un "incidente", un "errore di navigazione", o "una missione d'emergenza di recupero con elicottero".
Secondo fonti dell'intelligence di Varsavia, rilanciate dal Telegraph, l'obiettivo del Cremlino sarebbe provocare una crisi sufficiente a mettere sotto pressione gli alleati occidentali affinché riducano o sospendano il sostegno militare all'Ucraina, evitando tuttavia uno scontro diretto e su larga scala tra la Russia e la Nato. L'operazione mirerebbe così a spaccare l'Alleanza e rafforzare la posizione negoziale di Mosca senza arrivare a un conflitto aperto.

(Adnkronos) - BeOne Medicines Ltd., azienda oncologica globale, ha annunciato oggi "i risultati preliminari positivi dello studio di fase 3 Mangrove, che ha valutato zanubrutinib, inibitore di Btk di riferimento, più rituximab rispetto a bendamustina più rituximab (Br) nei pazienti adulti con linfoma mantellare (Mcl) precedentemente non trattato". Mangrove, riferisce una nota dell'azienda, "è il primo studio globale, randomizzato, di fase 3 a valutare un regime senza chemioterapia basato su un inibitore di Btk rispetto alla chemio-immunoterapia, standard di cura in questo setting. Questo studio fondamentale di fase 3 si basa sulle consolidate evidenze cliniche di zanubrutinib nel linfoma mantellare".
"Il linfoma mantellare è un tumore del sangue che origina dai linfociti B e può diffondere nei linfonodi, diffusi in tutto l’organismo - spiega Carlo Visco, associato di Ematologia e coordinatore dell'Unità Linfomi all'università di Verona - Rappresenta il 6% dei linfomi non Hodgkin e si stimano in Italia, ogni anno, circa 800 nuovi casi. Lo standard di terapia in prima linea, storicamente, è costituito dalla chemio-immunoterapia. Purtroppo, la malattia è molto aggressiva e tende a ripresentarsi, cioè a recidivare. Resta, pertanto, uno dei linfomi più difficili da curare. Con i risultati dello studio Mangrove si avvicina la prospettiva di un trattamento di prima linea libero da chemioterapia per questa neoplasia ematologica. Zanubrutinib, in associazione a rituximab, ha dimostrato di ridurre del 43% il rischio di progressione della malattia o di morte rispetto alla associazione chemio-immunoterapica standard, ovvero Br. Inoltre, va considerato che il linfoma mantellare interessa soprattutto pazienti anziani, perché l’età mediana alla diagnosi è di circa 70 anni. Sono persone colpite spesso anche da altre patologie. Da qui il valore per i pazienti di una terapia più tollerabile e gestibile, che richieda un numero limitato di infusioni e riduca quindi la necessità di accessi al centro ospedaliero".
"Per i pazienti con linfoma mantellare di nuova diagnosi, la chemioterapia rappresenta attualmente il trattamento predefinito - afferma Amit Agarwal, Chief Medical Officer, Ematologia, BeOne Medicines - Mangrove dimostra per la prima volta che zanubrutinib più rituximab, un regime privo di chemioterapia, può offrire miglioramenti senza precedenti nella sopravvivenza libera da progressione, ridefinendo potenzialmente il paradigma terapeutico a livello globale. Riteniamo che per i pazienti sia estremamente significativo potersi liberare dall'onere delle infusioni frequenti. Questo è il significato della definizione di zanubrutinib come trattamento di riferimento: un altro studio in cui costituisce il pilastro della terapia di prima linea ed estende la sua leadership nelle neoplasie delle cellule B".
"In questa analisi ad interim predefinita - dettaglia la nota - Mangrove ha raggiunto l'endpoint primario di sopravvivenza libera da progressione (Pfs), dimostrando un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante con zanubrutinib più rituximab rispetto a Br, secondo la valutazione di un comitato indipendente di revisione (Irc). Si tratta del primo studio di fase 3 del suo genere a utilizzare un approccio di prima linea privo di chemioterapia e senza terapia di mantenimento con rituximab nel linfoma mantellare, risparmiando ai pazienti circa 2 anni di infusioni. Questo regime basato su zanubrutinib e privo di chemioterapia ha determinato una riduzione del 43% del rischio di progressione o di morte rispetto a Br. Il profilo di sicurezza di zanubrutinib più rituximab è risultato coerente con il profilo di sicurezza noto di entrambi i farmaci, senza nuovi segnali di sicurezza. La sopravvivenza globale (Os), endpoint secondario chiave, era ancora immatura al momento di questa analisi; tuttavia, è stata osservata una forte tendenza a favore zanubrutinib più rituximab. La sopravvivenza globale sarà valutata nell'analisi finale. I risultati completi di Mangrove saranno presentati in un prossimo congresso medico. L'azienda sta collaborando con le autorità regolatorie globali e prevede di presentare le richieste di autorizzazione nella seconda metà del 2026".
Il linfoma mantellare - ricorda BeOne - è un tipo raro e generalmente aggressivo (a rapida crescita) di linfoma non-Hodgkin a cellule B. Colpisce prevalentemente gli anziani, che spesso presentano comorbidità in grado di influenzare le decisioni terapeutiche e la tollerabilità dei trattamenti. "Il trattamento di prima linea - si legge nella nota - si è basato per lungo tempo sulla chemio-immunoterapia, come Br. La chemio-immunoterapia comporta effetti gravi ben documentati, tra cui mielosoppressione, immunosoppressione prolungata, aumento del rischio di infezioni e tossicità cumulativa, aspetti che possono risultare particolarmente difficili per i pazienti anziani. Gli sforzi per migliorare i risultati del trattamento di prima linea nel linfoma mantellare con gli inibitori di Btk si sono concentrati principalmente sull'aggiunta di questi farmaci alla chemioterapia, anziché sulla sua sostituzione. Mangrove adotta un approccio diverso, valutando se un regime senza chemioterapia costituito da zanubrutinib più rituximab possa garantire un controllo duraturo della malattia, evitando ai pazienti il peso della chemioterapia iniziale. Questo approccio mira a superare le storiche limitazioni in termini di efficacia e tollerabilità dei trattamenti di prima linea". Mangrove è uno studio globale, randomizzato, in aperto, di fase 3 per la valutazione di zanubrutinib più rituximab rispetto a bendamustina più rituximab nei pazienti adulti con linfoma mantellare precedentemente non trattato. Lo studio ha arruolato 510 pazienti in 176 centri in tutto il mondo.

(Adnkronos) - Sostenere l’autoimpiego e l’imprenditorialità giovanile per contrastare l’esclusione dal mercato del lavoro. È questo l’obiettivo del Piano integrato Autoimpiego, che introduce agevolazioni economiche, formazione e servizi di tutoraggio per favorire l’avvio e l’accompagnamento di nuove attività di lavoro autonomo, imprenditoriali e libero‑professionali su tutto il territorio nazionale. Le misure, introdotte dal Decreto Coesione (dl 60/2024), sono promosse dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e realizzate con risorse dell’Unione europea, attraverso il Programma nazionale Giovani, donne e lavoro Fse+ e il Pnrr.
In cosa consiste il piano Autoimpiego? Il piano Autoimpiego prevede, tra le varie misure, anche contributi a fondo perduto per avviare nuove realtà produttive in quasi tutti i settori economici, ad eccezione di agricoltura, pesca e acquacoltura. Le agevolazioni economiche sono articolate in due misure: Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro‑Nord. Entrambe sono finanziate dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro Fse+.
Resto al Sud 2.0, come funziona? La misura Resto al Sud 2.0 sostiene la creazione di nuove attività imprenditoriali e di lavoro autonomo nelle regioni del Sud: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Sono disponibili complessivamente 356,4 milioni di euro, finanziati dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro Fse+. L’incentivo è destinato ai giovani tra i 18 e i 34 anni compiuti che si trovano in condizioni di inattività, inoccupazione o disoccupazione. Possono partecipare anche i beneficiari del Programma Gol e i cosiddetti working poor, ossia giovani che vivono situazioni di marginalità, vulnerabilità sociale o discriminazione.
Sono ammissibili iniziative di autoimpiego in tutti i settori economici, esclusi quelli agricolo, della pesca e dell’acquacoltura. Le agevolazioni prevedono voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro, elevabili a 50.000 euro, contributi a fondo perduto del 75% per investimenti fino a 120.000 euro e del 70% per programmi di spesa compresi tra 120.000 e 200.000 euro. Le domande devono essere presentate online, dal titolare o dal legale rappresentante dell’iniziativa, attraverso il portale di Invitalia. Le richieste vengono valutate entro 90 giorni, secondo l’ordine cronologico di arrivo e nei limiti delle risorse disponibili.
Autoimpiego Centro‑Nord, come funziona? Autoimpiego Centro‑Nord è dedicata alle regioni del Centro e del Nord Italia: Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli‑Venezia Giulia, Trentino‑Alto Adige, Emilia‑Romagna, Toscana, Lazio, Umbria e Marche. La misura dispone di una dotazione finanziaria pari a 219,6 milioni di euro. Anche in questo caso, l’incentivo è rivolto ai giovani tra i 18 e i 34 anni compiuti, in condizioni di inattività, inoccupazione o disoccupazione, oltre ai beneficiari del Programma Gol e ai working poor. Le agevolazioni riguardano tutte le attività di autoimpiego, con le consuete esclusioni dei settori agricolo, della pesca e dell’acquacoltura.
Il pacchetto di incentivi prevede voucher a fondo perduto fino a 30.000 euro, elevabili a 40.000 euro, contributi a fondo perduto del 65% per investimenti fino a 120.000 euro e del 60% per programmi di spesa compresi tra 120.000 e 200.000 euro. Anche per Autoimpiego Centro‑Nord le domande devono essere presentate online sul sito di Invitalia e vengono esaminate entro 90 giorni, in base all’ordine di presentazione e alla disponibilità delle risorse. Per maggiori informazioni: https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/resto-al-sud-20 e https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/autoimpiego-centro-nord.

(Adnkronos) - L'Argentina torna in campo ai Mondiali 2026. Alla mezzanotte di oggi, venerdì 3 luglio, l'Albiceleste sfida Capo Verde - in diretta tv e streaming - nei sedicesimi di finale della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada. La vincente della sfida affronterà una tra Egitto e Australia agli ottavi.
La sfida tra Argentina e Capo Verde è in programma alla mezzanotte di oggi, venerdì 3 luglio. Ecco le probabili formazioni:
Argentina (4-4-2): Dibu Martinez; Molina, Romero, Lisandro Martinez, Medina; De Paul, Mac Allister, Enzo Fernandez, Thiago Almada; Messi, Lautaro Martinez. Ct. Scaloni.
Capo Verde (4-2-3-1): Vozinha; Joao Paulo, Pico Lopes, Diney, Moreira; Duarte, Pina; Jovane Cabral, Da Costa, Mendes; Livramento. Ct. Brito.
Argentina-Capo Verde sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva Dazn. Il match si potrà seguire in streaming sull'app di Dazn.
Parte da domani, sabato 4 giugno, il servizio sperimentale di
trasporto pubblico per raggiungere le spiagge del litorale di
Quartu Sant'Elena su bus dedicati del Ctm con il biglietto
ordinario da 1 euro e 30 per una corsa di 90 minuti, che si potrà
acquistare anche a bordo tramite Pos.
(Adnkronos) - Una diagnostica efficace, "oggi, richiede un modello organizzativo integrato che affianchi all'attività dei laboratori clinici una rete di servizi territoriali, erogati sotto la loro governance, per avvicinare le prestazioni al cittadino, ridurre la pressione sugli ospedali e garantire una presa in carico più tempestiva e appropriata. Perché questo modello diventi realtà, però, è necessario introdurre standard nazionali condivisi". E' quanto emerso a Lecce in occasione del convegno nazionale del gruppo di studio Sibioc 'Medicina di laboratorio decentrata', dal titolo 'Dal PoCT alla Medicina di Laboratorio decentrata: creare valore e sostenibilità in Sanità', giunto alla quarta edizione. L'incontro - organizzato da Mario Mele e Tommaso Trenti, con la collaborazione di Erica Rampoldi, coordinatrice del gruppo di studio - ha riunito professionisti del settore, clinici, istituzioni, società scientifiche e industria per discutere il futuro della presa in carico di prossimità.
"La medicina di laboratorio decentrata rappresenta una nuova modalità di erogazione delle prestazioni diagnostiche, che consente di estendere gli esami clinici sul territorio mantenendo gli stessi requisiti di qualità, appropriatezza, sicurezza, sostenibilità e responsabilità professionale - spiega Sabrina Buoro, presidente della Società italiana di biochimica clinica e biologia molecolare clinica medicina di laboratorio (Sibioc) - Non si tratta di un'alternativa al laboratorio tradizionale, ma di un suo naturale sviluppo in grado di rispondere ai nuovi modelli organizzativi dell'assistenza di prossimità. Perché questo modello possa realizzarsi pienamente, però, sono necessari standard nazionali condivisi da tutte le società scientifiche del settore: per la loro definizione, come Sibioc, proponiamo l'organizzazione di un tavolo permanente, che possa rappresentare il punto di partenza di un percorso nazionale che ci permetterà di elaborare indirizzi condivisi, best practices, modelli organizzativi, criteri di qualità e programmi formativi a supporto delle istituzioni sanitarie e dell'attuazione del documento tecnico Agenas sulla diagnostica decentrata e sull'utilizzo dei Point of Care Testing, dispositivi in grado di analizzare campioni biologici al di fuori dei laboratori clinici".
"Oggi è fondamentale riconoscere le nuove esigenze della sanità extraospedaliera e accompagnare la trasformazione delle attività di laboratorio perché arrivino fino al cittadino - afferma Pierangelo Clerici, presidente della Federazione delle società scientifiche italiane nel settore della medicina di laboratorio (Fismelab) - Come Fismelab, siamo felici di accogliere la proposta di Sibioc di istituire un tavolo permanente delle Società scientifiche del settore. Come rappresentanti di questa comunità vogliamo valorizzare il ruolo dei professionisti che vi operano e promuovere una visione condivisa della disciplina, superando le logiche settoriali. Il confronto su innovazione tecnologica e intelligenza artificiale rappresenta un passaggio fondamentale per accompagnare l'evoluzione del modello di decentramento". Conclude Buoro: "La medicina di laboratorio decentrata è ormai una componente essenziale dell'evoluzione dell'assistenza sanitaria e rappresenta una straordinaria opportunità per rendere la diagnostica sempre più vicina ai cittadini. Ora è il momento che le società scientifiche, attraverso Fismelab, costruiscano insieme un modello condiviso di governance, definendo standard nazionali, basati su robuste evidenze scientifiche, sostenibili di qualità, organizzazione e competenze professionali che possano costituire un riferimento per tutto il Ssn".

(Adnkronos) - Cristiano Ronaldo ha pregato in arabo, o forse no. Poche ore dopo la vittoria del Portogallo contro la Croazia nei sedicesimi di finale dei Mondiali 2026, a tenere banco è stato il calcio di rigore segnato da Cristiano Ronaldo. Sui social però non si parla dell'esecuzione, come sempre perfetta del penalty, ma di quanto successo pochi secondi prima.
Secondo alcuni utenti su X, Ronaldo avrebbe infatti pronunciato la parola "bismillah", che in arabo significa "in nome di Dio". Una preghiera a tutti gli effetti, che CR7 avrebbe imparato durante il suo soggiorno in Arabia Saudita, dove gioca ancora oggi con la maglia dell'Al Nassr.
La lettura del labiale di Ronaldo però lascia spazio a più di qualche dubbio. Secondo altri infatti, Ronaldo ha detto "vamos a marcar", che in portoghese significa "andiamo a segnare".

(Adnkronos) - "Lo sport deve essere corretto, perché è lo specchio della vita". Con queste parole Armand Gustav Duplantis, due volte campione olimpico e primatista mondiale del salto con l'asta, ha ricevuto ieri sera a Firenze, durante una cerimonia al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, il Premio Internazionale Fair Play Menarini nella categoria "Personaggio Mito".
Il fuoriclasse svedese con cittadinanza statunitense non ha nascosto l'emozione per il riconoscimento: "Sono davvero felice di essere qui. Ricevere questo premio è un grande onore perché il fair play è un valore fondamentale. Non avevo mai vinto un riconoscimento come questo e per me è davvero speciale".
Duplantis ha poi raccontato uno degli episodi che meglio rappresentano il significato del premio, ricordando una gara del 2021 disputata sotto la pioggia insieme all'americano Sam Kendricks. "Ho sentimenti contrastanti perché quella gara l'ho persa, ma ci alternavamo a tenerci l'ombrello per evitare che il grip dell'asta si bagnasse. Io l'ho fatto per lui e lui l'ha fatto per me. È stato un bellissimo gesto di fair play. Tra noi astisti c'è grande rispetto, fratellanza e spirito di squadra".
Il primatista mondiale ha quindi parlato dei suoi obiettivi, confermando di puntare sempre più in alto. Alla domanda sulla possibilità di superare quota 6,40 metri, Duplantis non si è nascosto: "È il mio piano. Penso di avere ancora tanti record mondiali nelle gambe. Il mio obiettivo è continuare a migliorare un po' alla volta. I 6,40 metri sono sicuramente uno dei miei principali traguardi".
Dietro ai suoi successi c'è anche una fiducia incrollabile nei propri mezzi. "Penso sempre che vincerò. Ho questa sicurezza da tanto tempo, anche prima di iniziare a vincere. Quando entro in pedana mi sento il migliore e credo che un atleta debba avere questa convinzione per poter competere al massimo livello".
Non è mancato un passaggio dedicato a Jannik Sinner, con il quale condivide la residenza nel Principato di Monaco. "Viviamo vicini e Monaco è un posto piccolo, quindi ci capita di incontrarci spesso quando lui è in città. È un ragazzo fantastico e in questo momento lo stiamo tutti sostenendo con entusiasmo a Wimbledon".
Alla sua prima visita a Firenze, Duplantis si è detto conquistato dall'atmosfera della città. "L'Italia è fantastica e bellissima. Prima di arrivare qui abbiamo fatto un giro in centro per respirare un po' dell'atmosfera e mi è piaciuta tantissimo. Le persone sono un po' pazze, ma in senso positivo, e questo mi piace perché anch'io sono piuttosto pazzo. Poi ci sono il cibo, i ristoranti, i musei e luoghi meravigliosi".
Il campione olimpico ha anche scherzato sul suo legame con l'Italia: "Dico sempre che 'Mondo' è italiano. Il migliore amico di mio padre è siciliano e lui è convinto di essere nato nel corpo sbagliato. Nel suo cuore si sente italiano".
Infine, una riflessione sulla sconfitta subita recentemente a Stoccolma, che ha interrotto una lunga serie di vittorie. "Le sconfitte sono lezioni e sono importanti quanto, se non più, delle vittorie. Fanno male e nessuno vuole perdere, soprattutto nel modo in cui è successo a me a Stoccolma. Ma questo è lo sport, questa è la vita. La cosa più importante è continuare a cercare di essere la migliore versione di sé stessi e inseguire sempre la vittoria. Qualcuno vince e qualcuno perde: fa parte del gioco".

(Adnkronos) - Continua a rappresentare uno dei principali poli mondiali della ricerca scientifica, ma negli ultimi anni l’Europa sta progressivamente perdendo terreno nella competizione globale per attrarre investimenti, sviluppare innovazione e portare rapidamente ai pazienti le nuove terapie. Sono i temi all’origine della roundtable ‘Competitività, investimenti e accesso all’innovazione in salute: una sfida per l’Europa’, promossa da Ucb, azienda biofarmaceutica belga, in collaborazione con l’Ambasciata del Belgio in Italia, che si è svolta ieri, 2 luglio, a Roma. I lanci di nuovi medicinali in Europa sono diminuiti del 32% - riporta una nota - mentre ricerca, studi clinici e investimenti tendono a concentrarsi sempre più verso altri mercati, in particolare Stati Uniti e Asia. La dinamica non riguarda soltanto la competitività industriale del continente, ma investe direttamente la capacità dei sistemi sanitari europei di garantire ai cittadini un accesso tempestivo ai progressi della medicina.
L’iniziativa ha riunito, presso la Residenza dell’ambasciatore del Belgio, rappresentanti delle principali istituzioni italiane ed europee con l’obiettivo di promuovere un confronto sulle politiche necessarie a rafforzare il ruolo dell’Europa nelle Life Sciences, favorire un ecosistema più attrattivo per gli investimenti, sostenere la ricerca e accelerare l’accesso dei pazienti alle innovazioni terapeutiche. Nel corso della roundtable sono stati richiamati alcuni dei principali temi affrontati dal Technical Policy Report ‘Innovazione farmaceutica e competitività italiana. Vulnerabilità strutturali e impatti della politica Mfn’, realizzato da Ls Cube su iniziativa di Ucb e recentemente presentato nell'ambito di un tavolo tecnico-istituzionale a porte chiuse con rappresentanti delle istituzioni e dell'industria farmaceutica.
La perdita di competitività europea - si legge nella nota - non rappresenta un fenomeno congiunturale, ma il risultato di vulnerabilità strutturali che si sono progressivamente consolidate negli ultimi anni. In questo contesto, è stata evidenziata la necessità di rafforzare il riconoscimento del valore dell'innovazione farmaceutica nelle politiche europee e nazionali. Decisioni che riducano ulteriormente tale riconoscimento rischiano infatti di indebolire la capacità dell'Europa di attrarre ricerca, investimenti e produzione, compromettendo la competitività del comparto Life Sciences e, nel medio-lungo periodo, l'accesso dei pazienti alle nuove soluzioni terapeutiche. Tra i principali elementi di debolezza richiamati figurano il sotto-investimento strutturale in ricerca e sviluppo rispetto agli Stati Uniti, la complessità e frammentazione del quadro regolatorio e dei meccanismi di accesso al mercato, l’erosione della base manifatturiera europea e la crescente dipendenza da catene di fornitura extra-Ue. A questi fattori si aggiunge la difficoltà del sistema europeo nel trasformare l’eccellenza scientifica in capacità industriale, scalabilità delle imprese innovative e leadership globale.
Come emerso anche nel corso della recente Assemblea di Farmindustria, l'Europa continua a registrare un divario significativo rispetto ai principali competitor internazionali sul fronte degli investimenti in ricerca e sviluppo. L'investimento pubblico europeo in R&S farmaceutica è infatti inferiore alla metà di quello statunitense, mentre quello privato si attesta intorno a un quarto. Anche l'Italia evidenzia un ritardo: la spesa nazionale in ricerca e sviluppo è pari all'1,4% del Pil, rispetto al 2,2% della media dell'Unione europea e al 3,4% degli Stati Uniti. Sul fronte degli studi clinici commerciali, inoltre, la quota europea si è quasi dimezzata nell'ultimo decennio, passando dal 22% al 12%.
La competitività delle Life Sciences rappresenta oggi una leva strategica non soltanto per la salute pubblica, ma anche per la crescita economica, l'attrazione di investimenti, lo sviluppo industriale e la resilienza produttiva dell'Europa. In questo scenario, competitività industriale e accesso dei pazienti alle cure innovative costituiscono due dimensioni strettamente complementari. In questo scenario - continua la nota - l’Italia presenta alcune specificità che rendono particolarmente delicato il confronto sulla competitività. Il Paese è, infatti, incluso nei principali meccanismi internazionali di riferimento dei prezzi collegati alla politica Mfn e si caratterizza, in diverse aree terapeutiche ad alta innovazione, per prezzi netti tra i più contenuti in Europa. Il documento richiama, inoltre, il ruolo di meccanismi come payback e clausole di salvaguardia, che incidendo sul prezzo netto effettivo, possono aumentare l’esposizione del sistema italiano a dinamiche internazionali di pricing e contribuire a rendere meno prevedibile il contesto per gli investimenti.
“La competitività dell’Europa nelle Life Sciences - afferma Federico Chinni, General Manager di Ucb Italia - rappresenta oggi una priorità strategica che riguarda non solo lo sviluppo industriale, ma anche il futuro dei sistemi sanitari e la qualità dell’assistenza ai pazienti. Le riflessioni sviluppate nel Technical Policy Report, richiamate nel corso dell'iniziativa, confermano come le criticità che oggi osserviamo non siano il risultato di una contingenza, ma di vulnerabilità strutturali che richiedono una risposta condivisa. Per invertire questa tendenza è necessario che l'Europa torni a riconoscere pienamente il valore dell'innovazione farmaceutica, creando condizioni capaci di sostenere ricerca, investimenti e sviluppo industriale. In caso contrario, il rischio è assistere a una progressiva perdita di competitività del comparto europeo e a un accesso sempre più tardivo dei pazienti alle innovazioni terapeutiche. Per questo – prosegue Chinni – abbiamo voluto promuovere un confronto aperto tra istituzioni italiane ed europee, mondo scientifico e industria, nella convinzione che solo una visione comune possa rafforzare la capacità del nostro continente di attrarre investimenti, sostenere la ricerca e rendere l’innovazione un motore di crescita economica e di salute pubblica. Difendere l’attrattività dell’Italia significa contribuire alla competitività dell’intero ecosistema europeo delle Life Sciences”.
L'iniziativa assume un significato particolare anche alla luce del forte legame tra Italia e Belgio, che rappresenta uno dei principali hub europei dell'innovazione biofarmaceutica, grazie a un ecosistema che negli anni ha saputo integrare ricerca scientifica, sviluppo industriale e capacità di attrarre investimenti internazionali. Nel dibattito è stato evidenziato come l'attuale fase rappresenti una finestra di opportunità difficilmente ripetibile. Sono infatti contemporaneamente in corso alcuni dei principali percorsi di riforma: dalla revisione della legislazione farmaceutica europea al Critical Medicines Act, dalla nuova Strategia europea per le Life Sciences fino ai processi di riforma della governance del farmaco in Italia. È inoltre emerso che competitività industriale e accesso dei pazienti alle cure innovative non rappresentano obiettivi alternativi, ma dimensioni strettamente complementari di una stessa strategia.
Tra le priorità del confronto ci sono, innanzitutto, la necessità di riconoscere maggiormente il valore dell'innovazione farmaceutica quale leva strategica per la competitività europea. È stato evidenziato come politiche che riducano ulteriormente il riconoscimento del valore dell'innovazione possano compromettere la capacità dell'Europa di attrarre investimenti, ricerca e sviluppo industriale, con ricadute dirette sulla disponibilità futura di nuove terapie per i pazienti. Accanto a questo, è stata richiamata l'esigenza di accelerare i tempi di accesso ai farmaci innovativi, rafforzare la prevedibilità del quadro regolatorio e definire una strategia industriale di lungo periodo per le Life Sciences.
“Il ruolo delle istituzioni diplomatiche è anche quello di favorire il dialogo tra Paesi che condividono sfide comuni e possono costruire insieme soluzioni per affrontarle - sottolinea Andy Detaille, ambasciatore del Belgio in Italia - L'innovazione farmaceutica rappresenta uno degli ambiti nei quali la cooperazione europea può esprimere al meglio il proprio valore. Belgio e Italia condividono una lunga tradizione di eccellenza scientifica e industriale e il confronto promosso oggi dimostra quanto sia importante mettere a sistema competenze, esperienze e visioni diverse per rafforzare la competitività dell'Europa nelle Life Sciences. Creare un contesto favorevole agli investimenti, sostenere la ricerca e valorizzare l'innovazione significa, non solo consolidare la leadership europea in un settore strategico, ma anche garantire ai cittadini un accesso sempre più rapido alle migliori opportunità terapeutiche offerte dal progresso scientifico”.

(Adnkronos) - La Società italiana di neurologia (Sin), l'Associazione autonoma aderente alla Sin per le demenze (Sindem) e la Società delle scienze neurologiche ospedaliere (Sno) "prendono atto della decisione con cui la Commissione scientifica ed economica del farmaco (Cse) di Aifa, nella seduta del 15-19 giugno 2026, ha confermato il proprio orientamento contrario alla rimborsabilità a carico del Ssn dei due anticorpi monoclonali anti-beta-amiloide lecanemab e donanemab, indicati per le fasi iniziali della malattia di Alzheimer". In una nota diffusa dalla Sin le società scientifiche ricordano che, "come la stessa Aifa ha precisato, l'iter di valutazione dei due medicinali non risulta ancora definitivamente concluso: si tratta di una decisione intermedia, in attesa delle controdeduzioni che le aziende produttrici potranno presentare. È in questa fase istruttoria, ancora aperta, che le società ritengono utile e necessario offrire il proprio contributo scientifico e clinico". Per i neurologi, in particolare, "risulta necessario un affinamento dell'analisi dei trial registrativi che sposti il focus dalla popolazione complessiva degli studi a quei sottogruppi di pazienti le cui traiettorie di malattia appaiono più suscettibili di un beneficio clinicamente misurabile con l'impiego di questi farmaci".
Le società propongono quindi "un perimetro d'uso più circoscritto, monitorato nell'ambito di un'attività clinica post-marketing, riferito a quei sottogruppi di pazienti con malattia biologicamente già attiva e clinicamente ben definita, che hanno presentato benefici clinici - funzionali e cognitivi - oltre l'effetto noto sui marcatori biologici di malattia. Una selezione più stringente dei candidati al trattamento, supportata da criteri diagnostici clinicamente condivisi, può contribuire complessivamente a rendere più solido e comprensibile il rapporto beneficio-rischio su cui si fonda la decisione regolatoria. Inoltre, alcuni strumenti per la stratificazione di rischio e per l'organizzazione territoriale ad oggi disponibili possono permettere di massimizzare il rapporto costo-efficacia su una popolazione selezionata di pazienti", sottolineano gli esperti.
Sin, Sindem e Sno avanzano quindi la proposta di "promuovere un programma nazionale, affidandone la regia ad Aifa, che miri a produrre nuove evidenze attraverso un modello di 'Coverage with evidence development'. Tale programma, mediante il coinvolgimento delle aziende titolari delle autorizzazioni all'immissione in commercio, rappresenta una modalità coerente con l'obiettivo di generare evidenze aggiuntive utili alle future decisioni regolatorie". Sin, Sindem e Sno, inoltre, "chiedono ad Aifa la possibilità di essere ascoltati in audizione in Cse per offrire il proprio contributo tecnico sulle possibili evoluzioni del dossier, sui criteri di selezione dei pazienti e sui percorsi diagnostico-assistenziali da definire ed implementare per un impiego appropriato e sostenibile di queste terapie. Come neurologi - conclude la nota - siamo i primi a richiedere rigore nella valutazione di farmaci che comportano rischi non banali e un impegno organizzativo importante per i centri. Ma proprio questo rigore ci porta a chiedere che la valutazione si concentri sui pazienti che possono realmente trarne beneficio, con esiti misurati sul piano clinico. Riteniamo sia utile riaprire un confronto costruttivo tra Aifa, Iss, società scientifiche, associazioni dei pazienti e aziende, nell'interesse delle persone con Alzheimer e delle loro famiglie".

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