
(Adnkronos) - Gli Stati Uniti hanno avvertito la Polonia che la Russia potrebbe preparare nei prossimi mesi una "provocazione" militare con l'obiettivo di testare la "risolutezza" della Nato nel difendere i propri alleati. Lo rifersice il portale polacco Onet, citando fonti vicine al presidente Karol Nawrocki e ad ambienti della sicurezza. Tra gli scenari presi in considerazione anche attacchi con missili o droni contro infrastrutture critiche, operazioni ibride o informatiche e una limitata incursione oltreconfine dal territorio russo di Kaliningrad o dalla Bielorussia, che potrebbe essere presentata come un "incidente", un "errore di navigazione", o "una missione d'emergenza di recupero con elicottero".
Secondo fonti dell'intelligence di Varsavia, rilanciate dal Telegraph, l'obiettivo del Cremlino sarebbe provocare una crisi sufficiente a mettere sotto pressione gli alleati occidentali affinché riducano o sospendano il sostegno militare all'Ucraina, evitando tuttavia uno scontro diretto e su larga scala tra la Russia e la Nato. L'operazione mirerebbe così a spaccare l'Alleanza e rafforzare la posizione negoziale di Mosca senza arrivare a un conflitto aperto.

(Adnkronos) - BeOne Medicines Ltd., azienda oncologica globale, ha annunciato oggi "i risultati preliminari positivi dello studio di fase 3 Mangrove, che ha valutato zanubrutinib, inibitore di Btk di riferimento, più rituximab rispetto a bendamustina più rituximab (Br) nei pazienti adulti con linfoma mantellare (Mcl) precedentemente non trattato". Mangrove, riferisce una nota dell'azienda, "è il primo studio globale, randomizzato, di fase 3 a valutare un regime senza chemioterapia basato su un inibitore di Btk rispetto alla chemio-immunoterapia, standard di cura in questo setting. Questo studio fondamentale di fase 3 si basa sulle consolidate evidenze cliniche di zanubrutinib nel linfoma mantellare".
"Il linfoma mantellare è un tumore del sangue che origina dai linfociti B e può diffondere nei linfonodi, diffusi in tutto l’organismo - spiega Carlo Visco, associato di Ematologia e coordinatore dell'Unità Linfomi all'università di Verona - Rappresenta il 6% dei linfomi non Hodgkin e si stimano in Italia, ogni anno, circa 800 nuovi casi. Lo standard di terapia in prima linea, storicamente, è costituito dalla chemio-immunoterapia. Purtroppo, la malattia è molto aggressiva e tende a ripresentarsi, cioè a recidivare. Resta, pertanto, uno dei linfomi più difficili da curare. Con i risultati dello studio Mangrove si avvicina la prospettiva di un trattamento di prima linea libero da chemioterapia per questa neoplasia ematologica. Zanubrutinib, in associazione a rituximab, ha dimostrato di ridurre del 43% il rischio di progressione della malattia o di morte rispetto alla associazione chemio-immunoterapica standard, ovvero Br. Inoltre, va considerato che il linfoma mantellare interessa soprattutto pazienti anziani, perché l’età mediana alla diagnosi è di circa 70 anni. Sono persone colpite spesso anche da altre patologie. Da qui il valore per i pazienti di una terapia più tollerabile e gestibile, che richieda un numero limitato di infusioni e riduca quindi la necessità di accessi al centro ospedaliero".
"Per i pazienti con linfoma mantellare di nuova diagnosi, la chemioterapia rappresenta attualmente il trattamento predefinito - afferma Amit Agarwal, Chief Medical Officer, Ematologia, BeOne Medicines - Mangrove dimostra per la prima volta che zanubrutinib più rituximab, un regime privo di chemioterapia, può offrire miglioramenti senza precedenti nella sopravvivenza libera da progressione, ridefinendo potenzialmente il paradigma terapeutico a livello globale. Riteniamo che per i pazienti sia estremamente significativo potersi liberare dall'onere delle infusioni frequenti. Questo è il significato della definizione di zanubrutinib come trattamento di riferimento: un altro studio in cui costituisce il pilastro della terapia di prima linea ed estende la sua leadership nelle neoplasie delle cellule B".
"In questa analisi ad interim predefinita - dettaglia la nota - Mangrove ha raggiunto l'endpoint primario di sopravvivenza libera da progressione (Pfs), dimostrando un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante con zanubrutinib più rituximab rispetto a Br, secondo la valutazione di un comitato indipendente di revisione (Irc). Si tratta del primo studio di fase 3 del suo genere a utilizzare un approccio di prima linea privo di chemioterapia e senza terapia di mantenimento con rituximab nel linfoma mantellare, risparmiando ai pazienti circa 2 anni di infusioni. Questo regime basato su zanubrutinib e privo di chemioterapia ha determinato una riduzione del 43% del rischio di progressione o di morte rispetto a Br. Il profilo di sicurezza di zanubrutinib più rituximab è risultato coerente con il profilo di sicurezza noto di entrambi i farmaci, senza nuovi segnali di sicurezza. La sopravvivenza globale (Os), endpoint secondario chiave, era ancora immatura al momento di questa analisi; tuttavia, è stata osservata una forte tendenza a favore zanubrutinib più rituximab. La sopravvivenza globale sarà valutata nell'analisi finale. I risultati completi di Mangrove saranno presentati in un prossimo congresso medico. L'azienda sta collaborando con le autorità regolatorie globali e prevede di presentare le richieste di autorizzazione nella seconda metà del 2026".
Il linfoma mantellare - ricorda BeOne - è un tipo raro e generalmente aggressivo (a rapida crescita) di linfoma non-Hodgkin a cellule B. Colpisce prevalentemente gli anziani, che spesso presentano comorbidità in grado di influenzare le decisioni terapeutiche e la tollerabilità dei trattamenti. "Il trattamento di prima linea - si legge nella nota - si è basato per lungo tempo sulla chemio-immunoterapia, come Br. La chemio-immunoterapia comporta effetti gravi ben documentati, tra cui mielosoppressione, immunosoppressione prolungata, aumento del rischio di infezioni e tossicità cumulativa, aspetti che possono risultare particolarmente difficili per i pazienti anziani. Gli sforzi per migliorare i risultati del trattamento di prima linea nel linfoma mantellare con gli inibitori di Btk si sono concentrati principalmente sull'aggiunta di questi farmaci alla chemioterapia, anziché sulla sua sostituzione. Mangrove adotta un approccio diverso, valutando se un regime senza chemioterapia costituito da zanubrutinib più rituximab possa garantire un controllo duraturo della malattia, evitando ai pazienti il peso della chemioterapia iniziale. Questo approccio mira a superare le storiche limitazioni in termini di efficacia e tollerabilità dei trattamenti di prima linea". Mangrove è uno studio globale, randomizzato, in aperto, di fase 3 per la valutazione di zanubrutinib più rituximab rispetto a bendamustina più rituximab nei pazienti adulti con linfoma mantellare precedentemente non trattato. Lo studio ha arruolato 510 pazienti in 176 centri in tutto il mondo.

(Adnkronos) - Sostenere l’autoimpiego e l’imprenditorialità giovanile per contrastare l’esclusione dal mercato del lavoro. È questo l’obiettivo del Piano integrato Autoimpiego, che introduce agevolazioni economiche, formazione e servizi di tutoraggio per favorire l’avvio e l’accompagnamento di nuove attività di lavoro autonomo, imprenditoriali e libero‑professionali su tutto il territorio nazionale. Le misure, introdotte dal Decreto Coesione (dl 60/2024), sono promosse dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e realizzate con risorse dell’Unione europea, attraverso il Programma nazionale Giovani, donne e lavoro Fse+ e il Pnrr.
In cosa consiste il piano Autoimpiego? Il piano Autoimpiego prevede, tra le varie misure, anche contributi a fondo perduto per avviare nuove realtà produttive in quasi tutti i settori economici, ad eccezione di agricoltura, pesca e acquacoltura. Le agevolazioni economiche sono articolate in due misure: Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro‑Nord. Entrambe sono finanziate dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro Fse+.
Resto al Sud 2.0, come funziona? La misura Resto al Sud 2.0 sostiene la creazione di nuove attività imprenditoriali e di lavoro autonomo nelle regioni del Sud: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Sono disponibili complessivamente 356,4 milioni di euro, finanziati dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro Fse+. L’incentivo è destinato ai giovani tra i 18 e i 34 anni compiuti che si trovano in condizioni di inattività, inoccupazione o disoccupazione. Possono partecipare anche i beneficiari del Programma Gol e i cosiddetti working poor, ossia giovani che vivono situazioni di marginalità, vulnerabilità sociale o discriminazione.
Sono ammissibili iniziative di autoimpiego in tutti i settori economici, esclusi quelli agricolo, della pesca e dell’acquacoltura. Le agevolazioni prevedono voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro, elevabili a 50.000 euro, contributi a fondo perduto del 75% per investimenti fino a 120.000 euro e del 70% per programmi di spesa compresi tra 120.000 e 200.000 euro. Le domande devono essere presentate online, dal titolare o dal legale rappresentante dell’iniziativa, attraverso il portale di Invitalia. Le richieste vengono valutate entro 90 giorni, secondo l’ordine cronologico di arrivo e nei limiti delle risorse disponibili.
Autoimpiego Centro‑Nord, come funziona? Autoimpiego Centro‑Nord è dedicata alle regioni del Centro e del Nord Italia: Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli‑Venezia Giulia, Trentino‑Alto Adige, Emilia‑Romagna, Toscana, Lazio, Umbria e Marche. La misura dispone di una dotazione finanziaria pari a 219,6 milioni di euro. Anche in questo caso, l’incentivo è rivolto ai giovani tra i 18 e i 34 anni compiuti, in condizioni di inattività, inoccupazione o disoccupazione, oltre ai beneficiari del Programma Gol e ai working poor. Le agevolazioni riguardano tutte le attività di autoimpiego, con le consuete esclusioni dei settori agricolo, della pesca e dell’acquacoltura.
Il pacchetto di incentivi prevede voucher a fondo perduto fino a 30.000 euro, elevabili a 40.000 euro, contributi a fondo perduto del 65% per investimenti fino a 120.000 euro e del 60% per programmi di spesa compresi tra 120.000 e 200.000 euro. Anche per Autoimpiego Centro‑Nord le domande devono essere presentate online sul sito di Invitalia e vengono esaminate entro 90 giorni, in base all’ordine di presentazione e alla disponibilità delle risorse. Per maggiori informazioni: https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/resto-al-sud-20 e https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/autoimpiego-centro-nord.

(Adnkronos) - L'Argentina torna in campo ai Mondiali 2026. Alla mezzanotte di oggi, venerdì 3 luglio, l'Albiceleste sfida Capo Verde - in diretta tv e streaming - nei sedicesimi di finale della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada. La vincente della sfida affronterà una tra Egitto e Australia agli ottavi.
La sfida tra Argentina e Capo Verde è in programma alla mezzanotte di oggi, venerdì 3 luglio. Ecco le probabili formazioni:
Argentina (4-4-2): Dibu Martinez; Molina, Romero, Lisandro Martinez, Medina; De Paul, Mac Allister, Enzo Fernandez, Thiago Almada; Messi, Lautaro Martinez. Ct. Scaloni.
Capo Verde (4-2-3-1): Vozinha; Joao Paulo, Pico Lopes, Diney, Moreira; Duarte, Pina; Jovane Cabral, Da Costa, Mendes; Livramento. Ct. Brito.
Argentina-Capo Verde sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva Dazn. Il match si potrà seguire in streaming sull'app di Dazn.
Parte da domani, sabato 4 giugno, il servizio sperimentale di
trasporto pubblico per raggiungere le spiagge del litorale di
Quartu Sant'Elena su bus dedicati del Ctm con il biglietto
ordinario da 1 euro e 30 per una corsa di 90 minuti, che si potrà
acquistare anche a bordo tramite Pos.
(Adnkronos) - Una diagnostica efficace, "oggi, richiede un modello organizzativo integrato che affianchi all'attività dei laboratori clinici una rete di servizi territoriali, erogati sotto la loro governance, per avvicinare le prestazioni al cittadino, ridurre la pressione sugli ospedali e garantire una presa in carico più tempestiva e appropriata. Perché questo modello diventi realtà, però, è necessario introdurre standard nazionali condivisi". E' quanto emerso a Lecce in occasione del convegno nazionale del gruppo di studio Sibioc 'Medicina di laboratorio decentrata', dal titolo 'Dal PoCT alla Medicina di Laboratorio decentrata: creare valore e sostenibilità in Sanità', giunto alla quarta edizione. L'incontro - organizzato da Mario Mele e Tommaso Trenti, con la collaborazione di Erica Rampoldi, coordinatrice del gruppo di studio - ha riunito professionisti del settore, clinici, istituzioni, società scientifiche e industria per discutere il futuro della presa in carico di prossimità.
"La medicina di laboratorio decentrata rappresenta una nuova modalità di erogazione delle prestazioni diagnostiche, che consente di estendere gli esami clinici sul territorio mantenendo gli stessi requisiti di qualità, appropriatezza, sicurezza, sostenibilità e responsabilità professionale - spiega Sabrina Buoro, presidente della Società italiana di biochimica clinica e biologia molecolare clinica medicina di laboratorio (Sibioc) - Non si tratta di un'alternativa al laboratorio tradizionale, ma di un suo naturale sviluppo in grado di rispondere ai nuovi modelli organizzativi dell'assistenza di prossimità. Perché questo modello possa realizzarsi pienamente, però, sono necessari standard nazionali condivisi da tutte le società scientifiche del settore: per la loro definizione, come Sibioc, proponiamo l'organizzazione di un tavolo permanente, che possa rappresentare il punto di partenza di un percorso nazionale che ci permetterà di elaborare indirizzi condivisi, best practices, modelli organizzativi, criteri di qualità e programmi formativi a supporto delle istituzioni sanitarie e dell'attuazione del documento tecnico Agenas sulla diagnostica decentrata e sull'utilizzo dei Point of Care Testing, dispositivi in grado di analizzare campioni biologici al di fuori dei laboratori clinici".
"Oggi è fondamentale riconoscere le nuove esigenze della sanità extraospedaliera e accompagnare la trasformazione delle attività di laboratorio perché arrivino fino al cittadino - afferma Pierangelo Clerici, presidente della Federazione delle società scientifiche italiane nel settore della medicina di laboratorio (Fismelab) - Come Fismelab, siamo felici di accogliere la proposta di Sibioc di istituire un tavolo permanente delle Società scientifiche del settore. Come rappresentanti di questa comunità vogliamo valorizzare il ruolo dei professionisti che vi operano e promuovere una visione condivisa della disciplina, superando le logiche settoriali. Il confronto su innovazione tecnologica e intelligenza artificiale rappresenta un passaggio fondamentale per accompagnare l'evoluzione del modello di decentramento". Conclude Buoro: "La medicina di laboratorio decentrata è ormai una componente essenziale dell'evoluzione dell'assistenza sanitaria e rappresenta una straordinaria opportunità per rendere la diagnostica sempre più vicina ai cittadini. Ora è il momento che le società scientifiche, attraverso Fismelab, costruiscano insieme un modello condiviso di governance, definendo standard nazionali, basati su robuste evidenze scientifiche, sostenibili di qualità, organizzazione e competenze professionali che possano costituire un riferimento per tutto il Ssn".

(Adnkronos) - Cristiano Ronaldo ha pregato in arabo, o forse no. Poche ore dopo la vittoria del Portogallo contro la Croazia nei sedicesimi di finale dei Mondiali 2026, a tenere banco è stato il calcio di rigore segnato da Cristiano Ronaldo. Sui social però non si parla dell'esecuzione, come sempre perfetta del penalty, ma di quanto successo pochi secondi prima.
Secondo alcuni utenti su X, Ronaldo avrebbe infatti pronunciato la parola "bismillah", che in arabo significa "in nome di Dio". Una preghiera a tutti gli effetti, che CR7 avrebbe imparato durante il suo soggiorno in Arabia Saudita, dove gioca ancora oggi con la maglia dell'Al Nassr.
La lettura del labiale di Ronaldo però lascia spazio a più di qualche dubbio. Secondo altri infatti, Ronaldo ha detto "vamos a marcar", che in portoghese significa "andiamo a segnare".

(Adnkronos) - "Lo sport deve essere corretto, perché è lo specchio della vita". Con queste parole Armand Gustav Duplantis, due volte campione olimpico e primatista mondiale del salto con l'asta, ha ricevuto ieri sera a Firenze, durante una cerimonia al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, il Premio Internazionale Fair Play Menarini nella categoria "Personaggio Mito".
Il fuoriclasse svedese con cittadinanza statunitense non ha nascosto l'emozione per il riconoscimento: "Sono davvero felice di essere qui. Ricevere questo premio è un grande onore perché il fair play è un valore fondamentale. Non avevo mai vinto un riconoscimento come questo e per me è davvero speciale".
Duplantis ha poi raccontato uno degli episodi che meglio rappresentano il significato del premio, ricordando una gara del 2021 disputata sotto la pioggia insieme all'americano Sam Kendricks. "Ho sentimenti contrastanti perché quella gara l'ho persa, ma ci alternavamo a tenerci l'ombrello per evitare che il grip dell'asta si bagnasse. Io l'ho fatto per lui e lui l'ha fatto per me. È stato un bellissimo gesto di fair play. Tra noi astisti c'è grande rispetto, fratellanza e spirito di squadra".
Il primatista mondiale ha quindi parlato dei suoi obiettivi, confermando di puntare sempre più in alto. Alla domanda sulla possibilità di superare quota 6,40 metri, Duplantis non si è nascosto: "È il mio piano. Penso di avere ancora tanti record mondiali nelle gambe. Il mio obiettivo è continuare a migliorare un po' alla volta. I 6,40 metri sono sicuramente uno dei miei principali traguardi".
Dietro ai suoi successi c'è anche una fiducia incrollabile nei propri mezzi. "Penso sempre che vincerò. Ho questa sicurezza da tanto tempo, anche prima di iniziare a vincere. Quando entro in pedana mi sento il migliore e credo che un atleta debba avere questa convinzione per poter competere al massimo livello".
Non è mancato un passaggio dedicato a Jannik Sinner, con il quale condivide la residenza nel Principato di Monaco. "Viviamo vicini e Monaco è un posto piccolo, quindi ci capita di incontrarci spesso quando lui è in città. È un ragazzo fantastico e in questo momento lo stiamo tutti sostenendo con entusiasmo a Wimbledon".
Alla sua prima visita a Firenze, Duplantis si è detto conquistato dall'atmosfera della città. "L'Italia è fantastica e bellissima. Prima di arrivare qui abbiamo fatto un giro in centro per respirare un po' dell'atmosfera e mi è piaciuta tantissimo. Le persone sono un po' pazze, ma in senso positivo, e questo mi piace perché anch'io sono piuttosto pazzo. Poi ci sono il cibo, i ristoranti, i musei e luoghi meravigliosi".
Il campione olimpico ha anche scherzato sul suo legame con l'Italia: "Dico sempre che 'Mondo' è italiano. Il migliore amico di mio padre è siciliano e lui è convinto di essere nato nel corpo sbagliato. Nel suo cuore si sente italiano".
Infine, una riflessione sulla sconfitta subita recentemente a Stoccolma, che ha interrotto una lunga serie di vittorie. "Le sconfitte sono lezioni e sono importanti quanto, se non più, delle vittorie. Fanno male e nessuno vuole perdere, soprattutto nel modo in cui è successo a me a Stoccolma. Ma questo è lo sport, questa è la vita. La cosa più importante è continuare a cercare di essere la migliore versione di sé stessi e inseguire sempre la vittoria. Qualcuno vince e qualcuno perde: fa parte del gioco".

(Adnkronos) - Continua a rappresentare uno dei principali poli mondiali della ricerca scientifica, ma negli ultimi anni l’Europa sta progressivamente perdendo terreno nella competizione globale per attrarre investimenti, sviluppare innovazione e portare rapidamente ai pazienti le nuove terapie. Sono i temi all’origine della roundtable ‘Competitività, investimenti e accesso all’innovazione in salute: una sfida per l’Europa’, promossa da Ucb, azienda biofarmaceutica belga, in collaborazione con l’Ambasciata del Belgio in Italia, che si è svolta ieri, 2 luglio, a Roma. I lanci di nuovi medicinali in Europa sono diminuiti del 32% - riporta una nota - mentre ricerca, studi clinici e investimenti tendono a concentrarsi sempre più verso altri mercati, in particolare Stati Uniti e Asia. La dinamica non riguarda soltanto la competitività industriale del continente, ma investe direttamente la capacità dei sistemi sanitari europei di garantire ai cittadini un accesso tempestivo ai progressi della medicina.
L’iniziativa ha riunito, presso la Residenza dell’ambasciatore del Belgio, rappresentanti delle principali istituzioni italiane ed europee con l’obiettivo di promuovere un confronto sulle politiche necessarie a rafforzare il ruolo dell’Europa nelle Life Sciences, favorire un ecosistema più attrattivo per gli investimenti, sostenere la ricerca e accelerare l’accesso dei pazienti alle innovazioni terapeutiche. Nel corso della roundtable sono stati richiamati alcuni dei principali temi affrontati dal Technical Policy Report ‘Innovazione farmaceutica e competitività italiana. Vulnerabilità strutturali e impatti della politica Mfn’, realizzato da Ls Cube su iniziativa di Ucb e recentemente presentato nell'ambito di un tavolo tecnico-istituzionale a porte chiuse con rappresentanti delle istituzioni e dell'industria farmaceutica.
La perdita di competitività europea - si legge nella nota - non rappresenta un fenomeno congiunturale, ma il risultato di vulnerabilità strutturali che si sono progressivamente consolidate negli ultimi anni. In questo contesto, è stata evidenziata la necessità di rafforzare il riconoscimento del valore dell'innovazione farmaceutica nelle politiche europee e nazionali. Decisioni che riducano ulteriormente tale riconoscimento rischiano infatti di indebolire la capacità dell'Europa di attrarre ricerca, investimenti e produzione, compromettendo la competitività del comparto Life Sciences e, nel medio-lungo periodo, l'accesso dei pazienti alle nuove soluzioni terapeutiche. Tra i principali elementi di debolezza richiamati figurano il sotto-investimento strutturale in ricerca e sviluppo rispetto agli Stati Uniti, la complessità e frammentazione del quadro regolatorio e dei meccanismi di accesso al mercato, l’erosione della base manifatturiera europea e la crescente dipendenza da catene di fornitura extra-Ue. A questi fattori si aggiunge la difficoltà del sistema europeo nel trasformare l’eccellenza scientifica in capacità industriale, scalabilità delle imprese innovative e leadership globale.
Come emerso anche nel corso della recente Assemblea di Farmindustria, l'Europa continua a registrare un divario significativo rispetto ai principali competitor internazionali sul fronte degli investimenti in ricerca e sviluppo. L'investimento pubblico europeo in R&S farmaceutica è infatti inferiore alla metà di quello statunitense, mentre quello privato si attesta intorno a un quarto. Anche l'Italia evidenzia un ritardo: la spesa nazionale in ricerca e sviluppo è pari all'1,4% del Pil, rispetto al 2,2% della media dell'Unione europea e al 3,4% degli Stati Uniti. Sul fronte degli studi clinici commerciali, inoltre, la quota europea si è quasi dimezzata nell'ultimo decennio, passando dal 22% al 12%.
La competitività delle Life Sciences rappresenta oggi una leva strategica non soltanto per la salute pubblica, ma anche per la crescita economica, l'attrazione di investimenti, lo sviluppo industriale e la resilienza produttiva dell'Europa. In questo scenario, competitività industriale e accesso dei pazienti alle cure innovative costituiscono due dimensioni strettamente complementari. In questo scenario - continua la nota - l’Italia presenta alcune specificità che rendono particolarmente delicato il confronto sulla competitività. Il Paese è, infatti, incluso nei principali meccanismi internazionali di riferimento dei prezzi collegati alla politica Mfn e si caratterizza, in diverse aree terapeutiche ad alta innovazione, per prezzi netti tra i più contenuti in Europa. Il documento richiama, inoltre, il ruolo di meccanismi come payback e clausole di salvaguardia, che incidendo sul prezzo netto effettivo, possono aumentare l’esposizione del sistema italiano a dinamiche internazionali di pricing e contribuire a rendere meno prevedibile il contesto per gli investimenti.
“La competitività dell’Europa nelle Life Sciences - afferma Federico Chinni, General Manager di Ucb Italia - rappresenta oggi una priorità strategica che riguarda non solo lo sviluppo industriale, ma anche il futuro dei sistemi sanitari e la qualità dell’assistenza ai pazienti. Le riflessioni sviluppate nel Technical Policy Report, richiamate nel corso dell'iniziativa, confermano come le criticità che oggi osserviamo non siano il risultato di una contingenza, ma di vulnerabilità strutturali che richiedono una risposta condivisa. Per invertire questa tendenza è necessario che l'Europa torni a riconoscere pienamente il valore dell'innovazione farmaceutica, creando condizioni capaci di sostenere ricerca, investimenti e sviluppo industriale. In caso contrario, il rischio è assistere a una progressiva perdita di competitività del comparto europeo e a un accesso sempre più tardivo dei pazienti alle innovazioni terapeutiche. Per questo – prosegue Chinni – abbiamo voluto promuovere un confronto aperto tra istituzioni italiane ed europee, mondo scientifico e industria, nella convinzione che solo una visione comune possa rafforzare la capacità del nostro continente di attrarre investimenti, sostenere la ricerca e rendere l’innovazione un motore di crescita economica e di salute pubblica. Difendere l’attrattività dell’Italia significa contribuire alla competitività dell’intero ecosistema europeo delle Life Sciences”.
L'iniziativa assume un significato particolare anche alla luce del forte legame tra Italia e Belgio, che rappresenta uno dei principali hub europei dell'innovazione biofarmaceutica, grazie a un ecosistema che negli anni ha saputo integrare ricerca scientifica, sviluppo industriale e capacità di attrarre investimenti internazionali. Nel dibattito è stato evidenziato come l'attuale fase rappresenti una finestra di opportunità difficilmente ripetibile. Sono infatti contemporaneamente in corso alcuni dei principali percorsi di riforma: dalla revisione della legislazione farmaceutica europea al Critical Medicines Act, dalla nuova Strategia europea per le Life Sciences fino ai processi di riforma della governance del farmaco in Italia. È inoltre emerso che competitività industriale e accesso dei pazienti alle cure innovative non rappresentano obiettivi alternativi, ma dimensioni strettamente complementari di una stessa strategia.
Tra le priorità del confronto ci sono, innanzitutto, la necessità di riconoscere maggiormente il valore dell'innovazione farmaceutica quale leva strategica per la competitività europea. È stato evidenziato come politiche che riducano ulteriormente il riconoscimento del valore dell'innovazione possano compromettere la capacità dell'Europa di attrarre investimenti, ricerca e sviluppo industriale, con ricadute dirette sulla disponibilità futura di nuove terapie per i pazienti. Accanto a questo, è stata richiamata l'esigenza di accelerare i tempi di accesso ai farmaci innovativi, rafforzare la prevedibilità del quadro regolatorio e definire una strategia industriale di lungo periodo per le Life Sciences.
“Il ruolo delle istituzioni diplomatiche è anche quello di favorire il dialogo tra Paesi che condividono sfide comuni e possono costruire insieme soluzioni per affrontarle - sottolinea Andy Detaille, ambasciatore del Belgio in Italia - L'innovazione farmaceutica rappresenta uno degli ambiti nei quali la cooperazione europea può esprimere al meglio il proprio valore. Belgio e Italia condividono una lunga tradizione di eccellenza scientifica e industriale e il confronto promosso oggi dimostra quanto sia importante mettere a sistema competenze, esperienze e visioni diverse per rafforzare la competitività dell'Europa nelle Life Sciences. Creare un contesto favorevole agli investimenti, sostenere la ricerca e valorizzare l'innovazione significa, non solo consolidare la leadership europea in un settore strategico, ma anche garantire ai cittadini un accesso sempre più rapido alle migliori opportunità terapeutiche offerte dal progresso scientifico”.

(Adnkronos) - La Società italiana di neurologia (Sin), l'Associazione autonoma aderente alla Sin per le demenze (Sindem) e la Società delle scienze neurologiche ospedaliere (Sno) "prendono atto della decisione con cui la Commissione scientifica ed economica del farmaco (Cse) di Aifa, nella seduta del 15-19 giugno 2026, ha confermato il proprio orientamento contrario alla rimborsabilità a carico del Ssn dei due anticorpi monoclonali anti-beta-amiloide lecanemab e donanemab, indicati per le fasi iniziali della malattia di Alzheimer". In una nota diffusa dalla Sin le società scientifiche ricordano che, "come la stessa Aifa ha precisato, l'iter di valutazione dei due medicinali non risulta ancora definitivamente concluso: si tratta di una decisione intermedia, in attesa delle controdeduzioni che le aziende produttrici potranno presentare. È in questa fase istruttoria, ancora aperta, che le società ritengono utile e necessario offrire il proprio contributo scientifico e clinico". Per i neurologi, in particolare, "risulta necessario un affinamento dell'analisi dei trial registrativi che sposti il focus dalla popolazione complessiva degli studi a quei sottogruppi di pazienti le cui traiettorie di malattia appaiono più suscettibili di un beneficio clinicamente misurabile con l'impiego di questi farmaci".
Le società propongono quindi "un perimetro d'uso più circoscritto, monitorato nell'ambito di un'attività clinica post-marketing, riferito a quei sottogruppi di pazienti con malattia biologicamente già attiva e clinicamente ben definita, che hanno presentato benefici clinici - funzionali e cognitivi - oltre l'effetto noto sui marcatori biologici di malattia. Una selezione più stringente dei candidati al trattamento, supportata da criteri diagnostici clinicamente condivisi, può contribuire complessivamente a rendere più solido e comprensibile il rapporto beneficio-rischio su cui si fonda la decisione regolatoria. Inoltre, alcuni strumenti per la stratificazione di rischio e per l'organizzazione territoriale ad oggi disponibili possono permettere di massimizzare il rapporto costo-efficacia su una popolazione selezionata di pazienti", sottolineano gli esperti.
Sin, Sindem e Sno avanzano quindi la proposta di "promuovere un programma nazionale, affidandone la regia ad Aifa, che miri a produrre nuove evidenze attraverso un modello di 'Coverage with evidence development'. Tale programma, mediante il coinvolgimento delle aziende titolari delle autorizzazioni all'immissione in commercio, rappresenta una modalità coerente con l'obiettivo di generare evidenze aggiuntive utili alle future decisioni regolatorie". Sin, Sindem e Sno, inoltre, "chiedono ad Aifa la possibilità di essere ascoltati in audizione in Cse per offrire il proprio contributo tecnico sulle possibili evoluzioni del dossier, sui criteri di selezione dei pazienti e sui percorsi diagnostico-assistenziali da definire ed implementare per un impiego appropriato e sostenibile di queste terapie. Come neurologi - conclude la nota - siamo i primi a richiedere rigore nella valutazione di farmaci che comportano rischi non banali e un impegno organizzativo importante per i centri. Ma proprio questo rigore ci porta a chiedere che la valutazione si concentri sui pazienti che possono realmente trarne beneficio, con esiti misurati sul piano clinico. Riteniamo sia utile riaprire un confronto costruttivo tra Aifa, Iss, società scientifiche, associazioni dei pazienti e aziende, nell'interesse delle persone con Alzheimer e delle loro famiglie".

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Il costo dell'energia in Sardegna è cresciuto del 6,1% dall'inizio
della crisi di Hormuz, contro un aumento del 7,7% su base
nazionale, dello 0,3% nella media dell'Europa a 27 e dell'1%
nell'Eurozona. Lo rileva una indagine dell'Ufficio Studi di
Confartigianato Imprese Sardegna, su dati Istat 2026, che ha
analizzato i prezzi di elettricità e gas in tutta l'Unione Europea,
tra febbraio e maggio di quest'anno.
(Adnkronos) - Thierry Henry attacca arbitro e Var dopo Portogallo-Croazia. L'arbitro dei sedicesimi di finale andati in scena nella notte italiana ai Mondiali 2026 ha annullato il pareggio croato di Gvardiol al 106', una decisione che ha fatto decisamente discutere e che ha provocato la furia dell'ex attaccante dell'Arsenal.
"Non capisco affatto quella decisione. Per me, l’arbitro e il Var hanno rovinato completamente quello che avrebbe dovuto essere uno dei momenti più grandi di questa Coppa del Mondo. Non si può ribaltare un gol di quella portata a meno che le prove non siano assolutamente chiare", ha detto Henry in diretta su FoxSports, "ho rivisto il replay diverse volte, e ancora non vedo abbastanza per poterlo annullare con sicurezza. Se ci vuole così tanto tempo per tracciare linee e congelare i frame, allora non è evidente".
"L’arbitro ha permesso alla tecnologia di diventare la protagonista della partita. I tifosi non sono venuti a vedere il Var: sono venuti a vedere il calcio. La Croazia pensava di aver guadagnato il pareggio con coraggio e determinazione, solo per vederlo portato via da una decisione che dividerà le opinioni per anni", ha continuato Henry.
È" esattamente per questo che le persone stanno perdendo fiducia nel Var. Invece di correggere errori evidenti, sta prendendo decisioni microscopiche che nessuno nello stadio può capire. Non è questo che il calcio dovrebbe essere", ha concluso l'ex Nazionale francese, "provo pena per i giocatori croati perché momenti come questo ti restano impressi per sempre. Festeggi, credi di aver tenuto vivo il sogno del Mondiale e poi tutto viene cancellato in pochi secondi. Per me, l’arbitro e il VAR hanno sbagliato completamente".

(Adnkronos) - Rendere il noleggio sempre più accessibile. Leasys presenta una nuova proposta di noleggio a lungo termine dedicata a Jeep Compass pensata per rispondere in modo concreto alle esigenze di mobilità di privati, liberi professionisti e Pmi. L’offerta si riferisce a Jeep Compass 1.2 Turbo MHEV 106kW Altitude DCT a 399 euro al mese (Iva esclusa), con anticipo di 3.300 (Iva esclusa) e prevede 48 mesi e 60.000 chilometri, includendo i principali servizi assicurativi, di manutenzione e assistenza. Una proposta completa che sintetizza l’approccio Leasys: rendere accessibile l’auto attraverso il noleggio a lungo termine, trasformando un modello aspirazionale come Jeep Compass in una scelta concreta, sostenibile e perfettamente in linea con le esigenze di una mobilità evoluta e senza complessità. L’offerta, disponibile su Leasys.com è accessibile con due modalità. La prima che consente un concreto risparmio economico ed è il noleggio fully digital che permette di accedere all’offerta con un canone riservato di 399 euro al mese (Iva esclusa) e di completare in autonomia on line l’intero processo di noleggio. In alternativa, è possibile scegliere un percorso assistito, selezionando l’offerta con un canone di 419 euro al mese i.e. - anticipo di 4.299 i.e. - e avviando la richiesta di preventivo on-line per finalizzare off-line il noleggio con il supporto di un consulente.
A rendere ancora più immediato il racconto di Leasys è 'The 399 Store', il cuore esperienziale dell’iniziativa. Si tratta di un'attivazione urbana itinerante che, per un mese, sarà presente nel cuore dei principali hub ferroviari italiani: Roma Termini, dal 26 giugno al 9 luglio, e successivamente Milano Centrale, dal 9 al 23 luglio. Concepito come un premium lifestyle store contemporaneo, 'The 399 store' propone una selezione di oggetti di uso comune accomunati dallo stesso prezzo, 399 euro, creando un confronto diretto e immediato con pari valore del canone di noleggio. Un accostamento che ribalta la percezione tradizionale dell’auto: da costo straordinario a scelta accessibile, consapevole e perfettamente integrata tra le spese abituali, capace di generare valore nel tempo. L’esperienza è progettata in chiave phygital e coinvolgente: dai QR code interattivi presenti sugli oggetti al quiz digitale 'What’s Your 399?', il racconto culmina nel reveal dell’offerta Jeep Compass e nella possibilità concreta, per chi partecipa all’attivazione, di accedere all’offerta e avviare – o completare – la richiesta di noleggio, online o con il supporto di un consulente.

(Adnkronos) - Julian Nagelsmann non sarà più il commissario tecnico della Germania. Dopo il flop ai Mondiali 2026, con la Nazionale tedesca eliminata ai sedicesimi di finale dal Paraguay, la Federazione avrebbe deciso di sollevare l'ex tecnico del Bayern Monaco dall'incarico, con Jurgen Klopp che rimane il candidato principale per la panchina.
A raccontarlo è la Bild, che riporta come, dopo i contatti tra le parti degli ultimi giorni, i vertici del calcio tedesco sarebbero arrivati alla decisione di cambiare ct. A incidere nella decisione non soltanto i risultati negativi nell'ultima rassegna iridata, che si sommano all'eliminazione ai quarti di finale degli ultimi Europei, ma anche una gestione considerata carente dello spogliatoio e della rosa a disposizione.
Dopo la sconfitta con il Paraguay, Nagelsmann aveva escluso un passo indietro: "Voglio continuare a guidare la Nazionale, sono pronto", aveva detto l'allenatore nell'immediato post partita, "nel calcio però non si ha tutto sotto controllo. Se la Federazione lo desidera, sarei molto felice di preparare gli Europei e la Nations League. Se non lo desiderano, devono dirmelo e me ne andrò".
Il nuovo corso tedesco potrebbe quindi passare per Jurgen Klopp. L'ex tecnico del Liverpool, oggi Head of Global Soccer del gruppo Red Bull, è il candidato principale alla panchina tedesca e avrebbe già aperto alla possibilità di allenare alla Germania.

(Adnkronos) - "La sanità è probabilmente la sfida più complessa che una Regione possa affrontare. Per questo ogni segnale di fiducia da parte dei cittadini rappresenta una responsabilità ancora più grande. Il nostro obiettivo non è inseguire classifiche, ma migliorare concretamente la qualità dell'assistenza e garantire ai molisani servizi sempre più efficienti, moderni e vicini ai bisogni delle persone". Così Francesco Roberti, presidente della Regione Molise, accoglie con soddisfazione quanto emerge dal Rapporto Crea Sanità 2026. Negli ultimi anni - informa una nota - il Molise ha investito con decisione nel rafforzamento della rete ospedaliera e territoriale, nel reclutamento di nuove professionalità, nel potenziamento delle strutture, nell'acquisizione di tecnologie sanitarie di ultima generazione e nel consolidamento dei servizi destinati ai cittadini. Un lavoro quotidiano che ha visto Asrem- Azienda sanitaria regionale del Molise protagonista di una profonda azione di rilancio organizzativo e assistenziale, resa possibile grazie alla collaborazione tra istituzioni, operatori sanitari e professionisti.
"Abbiamo scelto di investire sulle persone prima ancora che sulle strutture - continua Roberti - Nuovi medici, nuovi direttori di struttura complessa, nuove competenze, tecnologie innovative e una programmazione orientata alla qualità delle cure. È un lavoro silenzioso, spesso poco visibile, ma è quello che ogni giorno permette ai cittadini di trovare servizi migliori e risposte più tempestive". Tra gli elementi che testimoniano il percorso di crescita della sanità molisana - riferisce la nota - vi è anche il pieno rispetto degli obiettivi fissati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza per il potenziamento della medicina territoriale. Il Molise ha infatti raggiunto i target previsti per la realizzazione delle strutture territoriali finanziate dal Pnrr, confermando la capacità della Regione di rispettare gli impegni assunti e di accompagnare una trasformazione profonda del modello di assistenza, sempre più orientato alla prossimità, alla prevenzione e alla presa in carico del paziente.
"Il raggiungimento degli obiettivi del Pnrr sulla medicina territoriale - conclude Roberti - rappresenta un risultato di cui andare orgogliosi. Significa aver rispettato tempi e impegni su un capitolo decisivo per il futuro della sanità italiana. È un tassello fondamentale di un percorso più ampio che punta a rendere il nostro sistema sanitario sempre più vicino ai cittadini”.

(Adnkronos) - Di notte è entrato nella piscina pubblica ormai chiusa e si è buttato in acqua, ma non ha saputo restare a galla. Un 28enne peruviano è morto così, nella tarda serata di ieri a Milano.
Sono stati gli amici, con cui poco prima la vittima aveva scavalcato le recinzioni del centro balneare Romano di via Zanoia, a Città Studi, a dare l'allarme poco prima della mezzanotte. Sul posto sono immediatamente intervenuti 118, vigili del fuoco, polizia locale e una volante della Questura di Milano.
Per il 28enne, però, non c'è stato nulla da fare: i sanitari hanno provato a rianimarlo e lo hanno portato in codice rosso al Policlinico, dove è morto poco dopo.

(Adnkronos) - Massimiliano Allegri è il nuovo allenatore del Napoli. Oggi, venerdì 3 luglio, il tecnico livornese, reduce dalla fallimentare stagione al Milan, è stato annunciato ufficialmente dal club azzurro con una nota sui propri profili ufficiali. L'arrivo di Allegri, visti gli ultimi risultati, ha diviso inevitabilmente la piazza, tra chi vede in lui l'uomo giusto per raccogliere l'eredità lasciata da Conte, proprio come anni fa fu con la Juventus, e chi avrebbe voluto un profilo diverso.
"La SSC Napoli dà il benvenuto a Massimiliano Allegri, che assume l’incarico di allenatore della prima squadra. Il tecnico ha firmato un contratto che lo legherà al Club fino al 30 giugno 2029", si legge sul sito ufficiale del club azzurro. L'annuncio, nell'aria da ormai diverso tempo e arrivato in ritardo a causa della trattativa per la risoluzione del contratto con il Milan, ha diviso i tifosi del Napoli.
"Presidente, noi tifosi pretendiamo per le prime 5 giornate 15 punti e il bel gioco, in caso contrario mandare via senza SE e senza MA.....", scrive un supporter azzurro su X, mandando un messaggio direttamente ad Aurelio De Laurentiis. "Scelta senza senso, allenatore senza gioco e neanche più vincente (l'unica cosa che in passato poteva essere detta a suo favore). Ricorda tanto il passaggio da Spalletti a Garcia", è il pensiero, piuttosto caustico, di un altro utente.
"Quest’anno ci tocca veder volare cravatte e camicie", è invece il messaggio entusiasta di un tifoso, che fa riferimento alle iconiche reazioni di Allegri in panchina, proprio come il "torneremo a vincere lo scudetto", di un altro utente.

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(Adnkronos) - L’Egitto arriva a Dallas per i sedicesimi di finale dei Mondiali e litiga con la polizia all’aeroporto. La Nazionale africana sarà impegnata oggi, alle 20 ora italiana, nel match contro l’Australia. L’arrivo in Texas è stato caratterizzato da un accenno di rissa tra membri della delegazione e agenti di polizia.
I video che rimbalzano su X mostrano momenti di tensione tra urla e spintoni. Mentre qualche giocatore firma autografi, ‘storie tese’ tra membri dello staff e almeno un agente, che urla più volte ‘Back off’, ‘Indietro’.
Nel corso dei Mondiali, più volte hanno fatto scalpore le immagini relative ai controlli ordinari, con tanto di perquisizioni, a cui sono state sottoposte le squadre negli Stati Uniti.

(Adnkronos) - E' morto all'età di 73 anni Franco Bernabei, tra gli enologi più autorevoli e influenti della viticoltura italiana contemporanea. Con la sua scomparsa il mondo del vino perde uno dei protagonisti del cosiddetto 'Rinascimento' enologico che, tra gli anni Ottanta e Novanta, ha contribuito a portare il vino italiano e il terroir toscano ai vertici della scena internazionale.
Nato ad Abano Terme (Padova), nei Colli Euganei, Bernabei aveva scelto la Toscana come terra d'adozione, stabilendo a Greve in Chianti (FIrenze) il centro della propria attività professionale. Qui, nel 1993, fondò insieme alla moglie Daniela il laboratorio di consulenza enologica Enoproject, oggi portato avanti dai figli Marco e Matteo, entrambi enologi, a testimonianza di una tradizione familiare destinata a proseguire.
Laureato in Viticoltura ed Enologia all'Università di Padova, dopo una prima esperienza in Ruffino intraprese la carriera di consulente in un periodo in cui questa figura professionale era ancora poco diffusa. Con rigore scientifico, sensibilità per il territorio e una profonda conoscenza dei vitigni, Bernabei contribuì in modo determinante alla crescita qualitativa di numerose aziende italiane, diventando un punto di riferimento assoluto per il Sangiovese, tanto da essere soprannominato 'Mister Sangiovese'.
Portano la sua firma alcune delle etichette più iconiche dell'enologia italiana, come Flaccianello della Pieve di Fontodi, Fontalloro di Fèlsina e Vigneto Bucerchiale di Selvapiana, vini che hanno segnato la storia della viticoltura toscana e contribuito all'affermazione internazionale dei grandi Supertuscan.
La sua filosofia era chiara: valorizzare il vitigno e il territorio, evitando ogni omologazione del gusto e restituendo identità e autenticità a ogni vino. Nel corso della sua carriera Bernabei ha seguito aziende in gran parte della penisola, dalla Toscana al Friuli Venezia Giulia, dall'Umbria alla Sardegna, dalla Sicilia al Veneto, adattando il proprio metodo alle peculiarità di ogni territorio e contribuendo alla valorizzazione delle produzioni locali.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione nel mondo del vino. Assoenologi, attraverso il presidente Riccardo Cotarella, ha espresso il proprio cordoglio ricordandone l'autorevolezza e lo straordinario contributo tecnico offerto all'enologia nazionale. Numerosi anche i messaggi di ricordo da parte di critici, produttori e colleghi.
Marco Sabellico lo ha definito "il fuoriclasse dietro alcuni dei vini più importanti d'Italia", mentre Daniele Cernilli ne ha sottolineato "competenza, visione e discrezione". Leonardo Romanelli ha voluto ricordarne soprattutto le qualità umane: "Avevi sempre l'entusiasmo di un giovane, la voglia di confrontarti e capire, uno stile che ti ha reso unico". Commosso anche il ricordo di Giovanni Manetti, presidente del Consorzio Vino Chianti Classico e titolare di Fontodi: "Per me un carissimo amico con cui ho collaborato per oltre 45 anni e che ha contribuito in modo significativo alla crescita e al successo di Fontodi".
Nel corso della sua carriera Bernabei ha ricevuto i più prestigiosi riconoscimenti del settore, tra cui l'Oscar del Vino come miglior enologo. Ma il suo lascito più importante resta un metodo di lavoro fondato sull'equilibrio tra competenza tecnica e rispetto del territorio, capace di formare un'intera generazione di professionisti e di cambiare per sempre la percezione del vino italiano nel mondo. I funerali saranno celebrati lunedì 6 luglio alle ore 15.30 nella chiesa di Santa Croce a Greve in Chianti, dove amici, colleghi e appassionati potranno dare l'ultimo saluto a uno dei grandi protagonisti dell'enologia italiana.

(Adnkronos) - Un terremoto di magnitudo 6.2 ha colpito la costa orientale dell'Indonesia, secondo l'US Geological Survey, senza segnalazioni immediate di danni o vittime. La scossa si è verificata a una profondità di 120 chilometri, a circa 58 chilometri a ovest di Tobelo, nella provincia delle Molucche Settentrionali, alle 11,31 ora locale.
L'Agenzia indonesiana di meteorologia, climatologia e geofisica ha dichiarato che il terremoto non ha rappresentato una minaccia di tsunami. L'Indonesia e le nazioni limitrofe sono soggette a frequenti attività sismiche a causa della loro posizione sulla "Cintura di fuoco" del Pacifico, un arco di intensa attività vulcanica e tettonica che si estende dal Giappone attraverso il Sud-est asiatico e l'intero bacino del Pacifico.
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