
(Adnkronos) - Nei pazienti con leucemia linfatica cronica "la terapia a base di acalabrutinib e venetoclax per una durata fissa di tempo - 14 cicli, circa 14 mesi - permette di avere una terapia efficace che controlla la malattia - dopo 36 mesi, 9 pazienti su 10 sono ancora liberi da un secondo trattamento - con una migliore qualità della vita perché la terapia permette delle pause”. Lo dice Paola Morosini, medical affairs head oncology di AstraZeneca, in occasione dell’incontro con la stampa sulle nuove frontiere del trattamento dei tumori del sistema linfatico organizzato, oggi a Milano dalla farmaceutica, in occasione del via libera di Aifa-Agenzia italiana del farmaco, al rimborso di acalabrutinib, in combinazione con venetoclax in Llc, in prima linea, che "ha un altissimo valore strategico", oltre ad aprire alla "possibilità di portare l'innovazione in Italia".
“La terapia è orale – spiega Morosini – con effetti collaterali limitati e non gravi, senza quella parte di rischio cardiovascolare che, per questa tipologia di pazienti, è sicuramente rilevante". Il rimborso, inoltre, rigurda "anche l'indicazione di acalabrutinib nel linfoma mantellare sia in prima linea, con bendamustina rituximab, sia in seconda linea in monoterapia, fino a progressione”. Il linfoma mantellare, forma rara e aggressiva di linfoma non-Hodgkin che origina dai linfociti B nella zona del linfonodo chiamata mantello “è una patologia con un alto medical need - precisa - perché i pazienti hanno una prognosi decisamente difficile. Dopo anni, possiamo offrire un’opzione che cambia la storia naturale della malattia, associata a un minor rischio di eventi avversi e a una buona qualità di vita. Per noi è importante poter dare soluzioni che davvero fanno la differenza sia per il paziente che per tutti quelli che gli stanno intorno”, conclude Morosini.

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(Adnkronos) - Il mercato italiano del Gas Naturale Liquefatto (Gnl) si attesta nel 2025 su circa 231 mila tonnellate di consumi complessivi, segnando una crescita del +11% rispetto al 2024 con dinamiche differenziate tra i principali segmenti di utilizzo. È quanto emerge dal report “Il mercato del Gnl nel 2025: stato dell’arte e prospettive di sviluppo”, realizzato da BIP per conto di Assogasliquidi-Federchimica.
“I dati Bip rilevano una stabilizzazione dei consumi – commenta Matteo Cimenti presidente di Assogasliquidi – sebbene si registrino una significativa crescita nel settore industriale e prospettive eccellenti nel navale. Il settore del trasporto stradale risulta invece stabile sui consumi dell’anno precedente ma con un trend di crescita rallentato, nonostante le prospettive di sviluppo di assoluto rilievo''.
''A tal proposito, Assogasliquidi indica le misure di policy necessarie. “Attendiamo novità positive dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti rispetto al Piano incentivi per il rinnovo del parco mezzi delle imprese di autotrasporto – ricorda Costantino Amadei presidente del Gruppo Gnl dell’Associazione – e anche rispetto alla nostra richiesta di estendere il credito di imposta per le imprese anche in favore del Gnl/BioGnl”.
“Grazie all’intraprendenza delle nostre imprese e alla posizione geografica, abbiamo opportunità di crescita enormi – spiega Amadei – ma il margine dipende soprattutto dalle decisioni di politica energetica nazionali ed europee. Occorre sostenere la domanda nell’autotrasporto per ridurre il gap di Tco (acquisto e gestione) rispetto ai carburanti tradizionali e favorire il rinnovo delle flotte. Poi, dobbiamo accelerare lo sviluppo del bunkeraggio marittimo: semplificare e standardizzare le procedure autorizzative, dare piena attuazione alle linee guida nazionali, aumentare l’attrattività dei porti italiani”.
“Va inoltre definito un quadro normativo stabile per il BioGnl – prosegue Amadei – la cui penetrazione è sfavorita oggi da incertezze regolatorie e sugli strumenti adatti a comprovare le caratteristiche di sostenibilità del prodotto (Go, PoS, PoC), nonché da sistemi di certificazione non armonizzati. A livello normativo va rafforzata la valorizzazione di questo biocaburante prevendendo, nel decreto nazionale di recepimento della Red III, ulteriori maggiorazioni per il BioGnl in fase di attribuzione dei Certificati di immissione in Consumo, in linea con i modelli più avanzati adottati in Europa (es. sistema Thg tedesco, che consente in Germania una importante competitività del BioGnl), oltre alla possibilità di attribuire i certificati anche agli operatori che immettono il prodotto in consumo”.
“Last but not least – conclude Amadei – ribadiamo la necessità di utilizzare i proventi Ets e FuelEU per sostenere investimenti e diffusione di combustibili a minore intensità carbonica come il Gnl/BioGnl. La traiettoria futura dipenderà in modo decisivo da tre fattori: quadro regolatorio, politiche di incentivazione e sviluppo infrastrutturale”.
“Il report ci restituisce la fotografia del mercato del Gnl nel 2025, che mostra un consolidamento accompagnato da una crescita di circa il 10%. L’autotrazione resta il principale segmento, coprendo circa il 75% dei consumi complessivi, ma evidenzia un rallentamento, con una crescita limitata al 3%”, ha dichiarato Federico Buccetti di Bip, intervenendo alla presentazione del report.
“Osserviamo invece una crescita interessante nel comparto industriale, in particolare nell’off-grid, trainato soprattutto dalla Sardegna, e segnali molto positivi arrivano dai primi bunkeraggi navali”, ha spiegato Buccetti. “È proprio nel settore marittimo che vediamo le maggiori opportunità di sviluppo: gli scenari che portano il mercato oltre quota 450 mila tonnellate entro il 2028 sono infatti sostenuti principalmente dalla crescita del navale, che potrebbe consentire quasi di raddoppiare il volume complessivo del mercato italiano nel giro di tre anni”.Secondo Buccetti, per trasformare queste prospettive in realtà sarà però necessario intervenire su diversi fronti.
“Servono maggiore chiarezza normativa sulle Proof of Sustainability, fondamentali per garantire trasparenza e valorizzazione del biometano, regole operative più uniformi per i rifornimenti nei porti e nuovi investimenti infrastrutturali”, ha sottolineato. “Se guardiamo la mappa del Paese, il Sud Italia presenta ancora una copertura limitata delle infrastrutture dedicate al Gnl. Per questo il mercato appare oggi in crescita moderata, ma con le condizioni giuste potrebbe compiere un importante salto dimensionale nei prossimi anni”.
Il comparto dell’autotrazione continua a rappresentare il principale mercato del Gnl, con circa il 75% dei consumi complessivi, ma registra un rallentamento nella crescita (+3%). Un rallentamento legato a dinamiche di rinnovo delle flotte e fine vita dei veicoli esistenti. Nel corso del 2025, le immatricolazioni di veicoli industriali a Gnl si attestano a 326 unità, segnalando una ripresa limitata e non sufficiente a sostenere una domanda strutturale. Sebbene il GNL rappresenti ancora una quota marginale sul dato complessivo (0,5%), i mezzi immatricolati in Italia raggiungono quota 4.202 (5.400 il parco circolante).
Il comparto industriale conferma una traiettoria espansiva, con consumi pari a circa 50 kton, quota crescente sul totale (circa 22%). Il numero di impianti industriali alimentati a GNL sale a 78 nel 2025, dai 67 dell’anno precedente (+16%). La crescita è sostenuta da: diffusione di contratti di fornitura a lungo termine, maggiore competitività rispetto agli oli combustibili e benefici legati alla riduzione di emissioni locali e dei costi Ets. Il segmento si conferma quindi il più stabile, soprattutto in aree off-grid.
Il 2025 segna l’avvio delle prime operazioni di bunkeraggio navale ship-to-ship, con il comparto ancora in fase iniziale ma caratterizzato da un elevato potenziale di crescita. Sul fronte infrastrutturale sono operative 3 navi bunker, con una quarta prevista nel 2026. Cresce la flotta Gnl nei mari italiani (RoPax, crociere e cargo): a livello globale, le navi alimentate a Gnl raggiungono 894 unità nel 2025, con prospettive di superare le 1.600 entro il 2030. Il report individua nel settore marittimo il principale driver di domanda futura, potenzialmente in grado di passare in tre anni dai 5,9 kton del 2025 a 190 kton al 2028 nello scenario più favorevole.
Il report analizza tre scenari evolutivi del mercato: dallo scenario Low (contrazione marcata dell’autotrazione, crescita limitata del navale, assenza di strumenti incentivanti, volumi complessivi in moderata crescita fino a circa 303 kton nel 2028) allo scenario High (piena valorizzazione del BioGnl, sviluppo infrastrutturale e incentivi strutturali, forte crescita dei comparti) in cui il mercato può raggiungere circa 460 kton/anno nel 2028, raddoppiando i volumi attuali.

(Adnkronos) - "La miastenia è una malattia che spesso non si vede, e proprio per questo può essere difficile da comprendere. Le immagini e le testimonianze riescono a spiegare ciò che a volte le parole non riescono a raccontare: la fatica, la fragilità e il senso di incomprensione che molti pazienti sperimentano ogni giorno". Così Marco Rettore, presidente di Am - Associazione miastenia OdV e paziente, commenta il progetto fotografico 'Quello che non vedi', realizzato da OMaR (Osservatorio malattie rare) e associazioni di pazienti per richiamare l’attenzione su invisibilità della malattia rara, diritti e accesso a percorsi di cura personalizzati. L'iniziativa, nata per raccontare l'impatto reale della miastenia gravis sulla vita quotidiana, è stata presentata questa mattina durante una conferenza stampa online.
Rettore sottolinea come "il vero calvario inizi spesso prima della diagnosi. Molti pazienti trascorrono mesi o anni da uno specialista all'altro, sentendosi dire che è stress o che il problema è psicologico. Una diagnosi tardiva non significa soltanto ritardare le cure, ma vivere un vero trauma, mentre la malattia continua a progredire". La sua esperienza ne è un esempio. "Prima di ricevere una diagnosi corretta ho affrontato un lungo percorso, fino all'arrivo in un centro specializzato per le malattie neuromuscolari, dove finalmente è stato possibile dare un nome ai miei sintomi e avviare le cure appropriate" ricorda.
Per il presidente di Am, una maggiore conoscenza della patologia da parte dei medici e della popolazione può fare la differenza: "Più consapevolezza significa diagnosi più rapide e interventi tempestivi". Ma la diagnosi è solo l'inizio. "Pazienti e famiglie hanno bisogno di informazioni chiare, supporto pratico e confronto con chi vive la stessa esperienza". È qui che, secondo Rettore, il ruolo delle associazioni diventa fondamentale: "creare reti di sostegno, offrire orientamento e ricordare ai pazienti che non sono soli" aggiunge. Infine, Rettore richiama l'attenzione su alcuni aspetti ancora critici, come il rinnovo della patente di guida per le persone con miastenia. "Molti pazienti in remissione o con sintomi ben controllati sono costretti a sottoporsi a frequenti visite di idoneità, con procedure lunghe, costose e stressanti. Sarebbe auspicabile una maggiore flessibilità, come già avviene per altre patologie croniche. Dietro ogni diagnosi c'è una persona, una famiglia e una storia. Iniziative come questa aiutano a rendere visibile una malattia che troppo spesso resta nascosta agli occhi degli altri", conclude.

(Adnkronos) - "La parte più difficile è spiegare una stanchezza che non si vede. Per anni mi sono chiesta se fosse giusto espormi. Poi ho deciso di metterci la faccia per superare lo stigma e contribuire a far conoscere una malattia ancora poco compresa". È questo il messaggio che Mariangela Pino, vicepresidente di Aim - Associazione italiana miastenia e malattie immunodegenerative Amici del Besta, ha voluto affidare al progetto fotografico 'Quello che non vedi', promosso da OMaR per raccontare l'impatto nascosto della miastenia gravis e presentato oggi durante una conferenza stampa online.
La miastenia gravis è spesso definita una malattia invisibile perché molti dei suoi sintomi non sono immediatamente percepibili dall'esterno. "Le persone mi vedono sorridere e pensano che stia bene - racconta Mariangela Pino - In realtà è molto difficile spiegare cosa significhi convivere con una fatica estrema che può rendere complicati anche i gesti più semplici". Mariangela ricorda di aver vissuto anche "una crisi respiratoria, una delle manifestazioni più gravi della patologia". Da allora convive con la "consapevolezza che la malattia possa cambiare improvvisamente il corso delle giornate, influenzando lavoro, relazioni e progetti personali. Anche organizzare una vacanza richiede attenzioni e precauzioni che gli altri non immaginano", fa notare.
Oltre al peso fisico della malattia, la vicepresidente di Aim sottolinea le difficoltà legate al riconoscimento dei diritti e delle tutele: "L'invisibilità della miastenia spesso penalizza i pazienti anche nei percorsi di valutazione dell'invalidità e dell'accesso ai benefici previsti dalla legge". Per questo ha scelto di partecipare alla campagna: "Spero che questa iniziativa contribuisca a far conoscere la nostra realtà, aumentando non solo la consapevolezza sulla malattia, ma anche l'attenzione verso i bisogni e i diritti delle persone che ne sono colpite", conclude.

(Adnkronos) - "Questo progetto e queste foto sono molto toccanti e rappresentative delle cose di cui stiamo discutendo questa mattina. È sempre difficile riuscire a far capire agli altri quanto possa essere dolorosa, ma non solo in senso di dolore fisico, una patologia che non è immediatamente visibile e riconoscibile da chi ci circonda". Così la senatrice del M5S Elisa Pirro è intervenuta durante la presentazione di 'Quello che non vedi', progetto fotografico e narrativo sulla miastenia gravis realizzato da OMaR - Osservatorio Malattie rare insieme alle principali associazioni italiane rappresentative dei pazienti e presentato oggi durante una conferenza stampa online. Pirro ha sottolineato l'importanza di "aumentare la conoscenza sulle malattie rare".
"Dal punto di vista politico c'è sicuramente un'attenzione particolare per chi si occupa di salute riguardo al tema delle malattie rare in generale e poi delle singole patologie che si possono incontrare nei nostri percorsi parlamentari e di approfondimento", ha sottolineato. Per la senatrice, una delle priorità è garantire equità nell’assistenza: "Quello che deve essere fondamentale per noi politici è quello di garantire dei percorsi diagnostico terapeutici il più possibile uniformi su tutto il territorio nazionale, garantire una velocità di accesso alle cure, che vuol dire ovviamente anche una facilità di arrivare a una diagnosi in tempi il più possibile precoci", ha aggiunto.
Un altro aspetto centrale riguarda la ricerca e l’accesso alle nuove terapie: "Il tema dei farmaci disponibili, dell'innovazione farmaceutica, diventa un tema molto più grande e difficile quando parliamo di terapie per le malattie rare. Possiamo fare molto", ha spiegato. La senatrice ha poi evidenziato come le malattie rare possano diventare un banco di prova per nuove soluzioni: "Il campo delle malattie rare può essere un terreno anche di sperimentazione e di test di strumenti che la legislazione mette a disposizione innovativi, sia per garantire l'uniformità di accesso alle cure sia per garantire un accesso più rapido alle nuove terapie". "Ci sono temi che riguardano un po' tutte le patologie rare e che possono essere un punto di test di legislazione innovativa e di procedure semplificate che, a maggior ragione quando stiamo parlando di patologie di questo tipo, necessitano di un occhio di riguardo anche da parte del legislatore", ha aggiunto. Infine, Pirro ha ricordato l’importanza della collaborazione istituzionale: "C'è un'interlocuzione con il ministero della Salute, per cui speriamo in tempi ragionevolmente brevi di mettere a disposizione una serie di strumenti che servono a semplificare la vita a persone che hanno delle difficoltà legate alla loro patologia e ai loro familiari, in modo da raggiungere davvero quei livelli di inclusione e di adeguata presa in carico che la nostra Costituzione declama", ha poi concluso.

(Adnkronos) - La miastenia gravis "è una malattia invisibile: oggi mi vedono solo perché sono in sedia a rotelle, ma per anni nessuno riusciva a capire cosa stessi vivendo". Così racconta la sua esperienza Antonia Occhilupo, psichiatra e paziente con Miastenia gravis e volto di 'Quello che non vedi', progetto fotografico e narrativo sulla miastenia gravis realizzato da OMaR - Osservatorio Malattie rare insieme alle principali associazioni italiane rappresentative dei pazienti e presentato oggi durante una conferenza stampa online.
La malattia "si è manifestata all'improvviso nel 2005, quando aveva 50 anni - racconta Antonia Occhilupo che è vicepresidente di Amg - Associazione miastenia gravis Aps - La diagnosi non è stata immediata perché i sintomi erano facilmente confondibili con quelli di altre patologie. Alla miastenia si è poi aggiunto un timoma, con recidiva dopo pochi mesi, che ha richiesto interventi e radioterapia. I primi segnali sono stati la mancanza di forza e l'estrema affaticabilità dei muscoli. Con il riposo miglioravo, come se il corpo avesse bisogno di ricaricare una batteria". A differenza di molti pazienti, Antonia non ha presentato "inizialmente i sintomi oculari più tipici, come ptosi palpebrale (abbassamento palpebra) e diplopia (visione doppia), fattore che ha ulteriormente complicato il percorso diagnostico. Con il tempo sono comparsi disturbi della parola, della masticazione e della deglutizione, fino al coinvolgimento dei muscoli del collo, degli arti e della respirazione. Gesti semplici come parlare, mangiare, bere, ridere o salire le scale possono diventare imprese enormi. Vivo con il timore costante delle crisi di soffocamento legate alla disfagia".
Nonostante il tentativo di continuare a lavorare, nel 2011 Antonia ha dovuto lasciare il suo incarico di psichiatra presso un Centro di salute mentale e andare in pensione anticipata: "Ascoltavo i pazienti cercando di sostenere con una mano la mandibola che cedeva". Occhilupo definisce la miastenia "la malattia dei 'fiocchi di neve': ogni paziente presenta sintomi, decorso e bisogni diversi. Oltre alle limitazioni fisiche, la patologia incide profondamente sulla vita sociale, familiare e psicologica, coinvolgendo spesso anche i caregiver. La miastenia è una malattia cronica e invalidante, ma mi ha insegnato ad accettare la lentezza del mio corpo e a vivere il presente. Mi ripeto spesso una frase che mi dà forza: ‘Vado lenta, ma niente mi spaventa’”, conclude.

(Adnkronos) - L’invisibilità catturata dall’obiettivo. La quotidianità complessa di una patologia rara colorata di bianco e nero. Si presenta così 'Quello che non vedi', il progetto fotografico e narrativo sulla miastenia gravis realizzato da OMaR - Osservatorio Malattie rare insieme alle principali associazioni italiane rappresentative dei pazienti. Angelo, Antonia, Barbara, Filippo e Mariangela sono i protagonisti di questi scatti realizzati da Francesca Bolla e Tommaso Lusena de Sarmiento e raccolti nell’omonimo book fotografico d’autore. Un’iniziativa presentata alla stampa e all’opinione pubblica nel mese dedicato alla sensibilizzazione sulla miastenia gravis e che vede pazienti, associazioni e istituzioni accendere i riflettori su una malattia rara spesso invisibile agli occhi degli altri, ma profondamente impattante nella vita quotidiana delle persone.
"Il progetto - spigano da OMaR - nasce con l’obiettivo di raccontare la miastenia gravis oltre la dimensione clinica della patologia, dando spazio anche al suo impatto psicologico, relazionale, sociale e lavorativo. I volti e le storie di Angelo, Antonia, Barbara, Filippo e Mariangela, di diversa età, provenienza e professione, raccolti attraverso le immagini e le testimonianze di questo progetto hanno un chiaro intento, ossia trasformare la conoscenza in comprensione superando stereotipi, stigma e semplificazioni che spesso accompagnano le malattie invisibili".
"La miastenia gravis non sempre si vede, ma questo non significa che pesi meno sulla vita delle persone – sottolinea Mariangela Pino, vicepresidente Aim e protagonista del book – Troppo spesso chi convive con questa patologia è costretto a spiegare continuamente la propria stanchezza, le difficoltà motorie o respiratorie, l’impossibilità di sostenere ritmi considerati normali. L’invisibilità dei sintomi rischia di trasformarsi in invisibilità sociale, lavorativa e sanitaria". Nel corso del confronto è emersa con forza anche la necessità di garantire percorsi assistenziali multidisciplinari e un accesso sempre più equo alla medicina personalizzata e all’innovazione terapeutica.
"Le persone con malattie rare hanno diritto a cure appropriate e costruite intorno ai loro bisogni reali – ribadisce Antonia Occhilupo, vicepresidente dell’Associazione Miastenia Aps – Parlare oggi di medicina personalizzata significa garantire accesso uniforme ai percorsi diagnostici, ai centri di riferimento, ai trattamenti innovativi e a una presa in carico che consideri non solo gli aspetti clinici, ma anche quelli psicologici, sociali e lavorativi". "Fare rete tra associazioni, istituzioni, clinici e mondo della comunicazione è fondamentale per trasformare la consapevolezza in cambiamento concreto – conclude Barbara Maccanico, segretario dell’Associazione Miastenia Odv – Progetti artistici e narrativi come 'Quello che non vedi' non sono soltanto strumenti di sensibilizzazione: possono contribuire a rendere visibili bisogni reali, abbattere stereotipi e creare le condizioni culturali necessarie per migliorare diritti, presa in carico e accesso alle cure per le persone che convivono con la miastenia gravis".
Durante l’evento, che ha coinvolto rappresentanti del mondo istituzionale e parlamentare, è stato inoltre sottolineato il valore della comunicazione e della consapevolezza pubblica nel migliorare il riconoscimento delle malattie rare invisibili. "Le malattie rare invisibili rappresentano ancora oggi una sfida importante non solo sul piano sanitario, ma anche culturale e sociale – dichiara la senatrice Elisa Pirro, componente della Commissione Bilancio del Senato – È fondamentale promuovere iniziative capaci di dare voce alle persone e di rendere visibili bisogni troppo spesso sottovalutati. Qualità della vita, inclusione e accesso uniforme alle cure devono restare al centro dell’agenda istituzionale".
"La voce dei pazienti è essenziale per costruire politiche sanitarie più vicine ai bisogni reali delle persone – afferma la deputata Ilenia Malavasi, componente della Commissione Affari Sociali della Camera –. Progetti come questo contribuiscono a rafforzare consapevolezza e attenzione verso patologie ancora poco conosciute e verso l’importanza di garantire accesso all’innovazione e percorsi di cura personalizzati. Quando si parla di malattie rare non si può guardare soltanto all’aspetto clinico: patologie come la miastenia gravis hanno un impatto profondo sulla salute psicologica, sulla vita familiare, lavorativa e relazionale delle persone. Per questo è fondamentale promuovere modelli di presa in carico globale, capaci di accompagnare pazienti e caregiver lungo tutto il percorso di cura, integrando competenze sanitarie, supporto psicologico e attenzione alla qualità della vita".
La conferenza stampa ha rappresentato anche un momento di ascolto e confronto tra pazienti, associazioni e istituzioni sul tema delle malattie rare invisibili e della necessità di rafforzare la consapevolezza pubblica e sanitaria rispetto al loro impatto complessivo sulla vita delle persone. La miastenia gravis è una patologia autoimmune rara caratterizzata da debolezza muscolare fluttuante e sintomi che possono compromettere attività essenziali della vita quotidiana: parlare, sorridere, mangiare, respirare, lavorare, mantenere relazioni sociali. Nonostante ciò, la malattia resta ancora poco conosciuta e frequentemente sottovalutata, anche a causa della sua dimensione "invisibile".
Il progetto e l'incontro online di presentazione di 'Quello che non vedi' - informa una nota - sono stati promossi da OMaR in collaborazione e con il patrocinio di Aim - Associazione italiana miastenia e malattie immunodegenerative amici del Besta Odv, Associazione miastenia gravis Aps, Am - Associazione miastenia Odv, e con il contributo non condizionante di Alexion AstraZeneca Rare Disease, Argenx e Ucb.

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(Adnkronos) - I Mondiali 2026 passeranno alla storia come i Mondiali dei figli d'arte, tra fuoriclasse e protagonisti improbabili. La World Cup in corso negli Stati Uniti, in Messico e in Canada archivia una giornata caratterizzata dalla presenza di una pattuglia di calciatori che hanno ereditato passione, carriera e, almeno in alcuni casi, successi dei padri. Il caso più speciale è rappresentato dalla Norvegia, che ha debuttato battendo 4-1 l'Iraq con la doppietta di Erling Braut Haaland.
Il centravanti del Manchester City ha lasciato subito il segno, raccogliendo il testimone mondiale del papà Alf-Inge. Haaland senior, oggi 54enne, da difensore ha vestito la maglia della Nazionale in 34 match senza mai andare in gol. Nel 1994 ha fatto parte della spedizione ai Mondiali, anche quelli giocati negli Stati Uniti. A New York giocò, e perse 1-0 contro l'Italia di Arrigo Sacchi.
Haaland e Haaland non sono l'unica coppia padre-figlio che la Norvegia vanta nella storia dei Mondiali americani. Ieri, sono scesi in campo anche Alexander Sørloth, attaccante dell'Atletico Madrid accostato alla Juventus, e Kristian Thorstvedt, centrocampista del Sassuolo.
Ebbene, anche i loro padri nell'estate del '94 erano impegnati nella World Cup. Erik Thorstvedt, padre di Kristian, è considerato ancora oggi il miglior portiere della storia del calcio norvegese. Il padre di Sørloth, Goran, è stato un attaccante come il figliolo. Se Alexander è titolare della selezione attuale, il padre nei Mondiali 1994 ha fatto la comparsa: 36 minuti totali in campo, nello 0-0 con l'Irlanda. Gli eredi norvegesi hanno festeggiato l'inizio dell'avventura con una vittoria netta, per la gioia di tifosi e famglie.
C'è un figlio d'arte, però, che ha vissuto un debutto da incubo proprio sotto gli occhi dell'illustre padre. Luca Zidane, 28 anni, ha difeso la porta dell'Algeria con risultati rivedibili. Il figlio di Zinedine Zidane, icona del calcio francese e campione del mondo nel 1998, ha scelto la cittadinanza algerina e si è guadagnato la convocazione come titolare. Contro l'Argentina e contro Leo Messi, però, ha giocato una partita mediocre, per non dire pessima. La tripletta di Messi è, per metà, 'merito' del portiere algerino, che gioca con una speciale maschera protettiva dopo la frattura alla mascella riportata in primavera con il Granada: mano 'moscia' sul sinistro che ha prodotto l'1-0, goffa respinta centrale prima del tap-in del 2-0. Un paio di parate apprezzabili, a gara ampiamente compromessa, non sono state sufficienti a cancellare la domanda inevitabile: con un cognome diverso sarebbe stato convocato?

(Adnkronos) - Il Consiglio di Amministrazione di Ismea ha approvato oggi il Bilancio di esercizio 2025, che registra risultati economici e finanziari positivi, confermando la solidità patrimoniale dell'Istituto e la sua capacità di sostenere gli investimenti e lo sviluppo del sistema agroalimentare nazionale. L’esercizio 2025 si chiude con un valore della produzione superiore a 88 milioni di euro e un utile netto di oltre 8 milioni di euro, in crescita rispetto all’esercizio precedente. Positivo anche l’andamento degli altri principali indicatori economico-finanziari dell’Istituto, in un quadro che ha visto Ismea mobilitare risorse a favore del sistema agricolo e agroalimentare per oltre 4,5 miliardi di euro, tra fondi Pnrr e i diversi strumenti dell’Istituto.
Si tratta di volumi di intervento mai stanziati in precedenza per il settore agricolo e agroalimentare, resi possibili grazie all’impegno costante di questo Governo e del ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, guidato dal ministro Francesco Lollobrigida. Tutto ciò conferma la capacità di Ismea di coniugare equilibrio gestionale, solidità economico-finanziaria e sostegno concreto agli investimenti delle imprese del settore.
Nella stessa seduta, il CdA ha approvato alcune rilevanti novità della Banca nazionale delle Terre Agricole (Bta), la cui nona edizione aprirà i battenti a luglio, volte a rafforzare i principi di legalità, inclusione sociale e ricambio generazionale che ispirano l'azione dell'Istituto. Tra queste l'introduzione, tra le cause di esclusione dalla procedura di acquisto dei terreni, della condanna per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (art. 603-bis del Codice penale), comunemente noto come reato di caporalato.
La nuova previsione estende ai soggetti condannati per questo grave illecito le condizioni di esclusione già previste per altri reati particolarmente rilevanti sotto il profilo della legalità e della tutela dei diritti fondamentali. I nuovi criteri introducono inoltre il diritto di prelazione a favore degli Enti del Terzo Settore iscritti al Runts ai quali siano stati affidati in custodia i terreni oggetto di vendita. La misura riconosce e valorizza il ruolo svolto da tali soggetti nella gestione e nella salvaguardia del patrimonio fondiario agricolo, favorendo percorsi di inclusione sociale e di restituzione produttiva dei beni.
Ulteriore novità riguarda i giovani agricoltori che acquistano terreni attraverso la Banca delle Terre Agricole avvalendosi della rateizzazione ISMEA: per coloro che sottoscriveranno una polizza assicurativa è prevista una riduzione di un punto percentuale del tasso di interesse applicato al finanziamento. "La legalità rappresenta un valore imprescindibile per lo sviluppo dell'agricoltura italiana. Con l'introduzione dell'esclusione per il reato di caporalato vogliamo fornire un contributo concreto alle politiche di contrasto che il Governo Meloni sta portando avanti, riaffermando con chiarezza che chi sfrutta il lavoro non può accedere agli strumenti pubblici destinati alla crescita e allo sviluppo del settore", dichiarano congiuntamente il presidente di Ismea, Livio Proietti, e il direttore generale, Sergio Marchi.
“Allo stesso tempo, il riconoscimento del diritto di prelazione agli Enti del Terzo Settore testimonia l’attenzione dell’Istituto verso quelle realtà che operano quotidianamente per la coesione sociale, la valorizzazione dei territori e il recupero dei beni agricoli. In questo quadro si conferma e si rafforza anche l’impegno di Ismea a favore del ricambio generazionale in agricoltura, - concludono i vertici di Ismea - con particolare attenzione all’accesso dei giovani agricoltori alla terra e alla creazione di nuove opportunità di investimento e sviluppo. Le novità approvate oggi si inseriscono in un più ampio percorso di rafforzamento degli strumenti a sostegno dell’agricoltura italiana, reso possibile dai positivi risultati economici e finanziari conseguiti dall’Istituto”.

(Adnkronos) - Seconda giornata per il Gruppo A del Mondiale e già il match tra Repubblica Ceca e Sudafrica è da dentro o fuori. Entrambe sconfitte all’esordio, con Corea del Sud e Messico, le due squadre devono vincere per non rischiare l’eliminazione. Nonostante abbia deluso nel match con i coreani, la Repubblica Ceca sembra avere più chance di successo per gli esperti Sisal che la favoriscono a 1,75, si sale a 4,75 per la vittoria sudafricana, il pareggio è a 3,60. Ci si aspetta una gara povera di spettacolo, con l’Under 2,50 a 1,72 e l’1 a 0 come finale più probabile, a 6,50. Tra i cechi, è sempre Patrik Schick il giocatore più pericoloso: 30 anni e 26 reti in 53 presenze con la maglia della nazionale, il centravanti del Bayer Leverkusen è il primo candidato al gol, a 2,40. Il Sudafrica, la cui prestazione con il Messico è stata segnata da ben due espulsioni, punta su Apollis per invertire la tendenza che la vede poco prolifica, ma la rete del centravanti è a 6,00. In campo anche le capoliste del Gruppo A, Messico e Corea del Sud, che si sfidano per il primato del girone. I padroni di casa sono favoriti, a 2,00, ma la nazionale asiatica ha stupito nella gara di esordio e vincere per i messicani potrebbe essere più difficile del previsto: la Corea del Sud è comunque indietro, a 4,00, a 3,25 il segno X. Tra i motivi per cui il Messico può sorridere, ci sono gli attaccanti Quinones e Raul Jimenez, entrambi in rete con il Sudafrica e rispettivamente a 3,00 e 3,50 per la seconda marcatura consecutiva. In casa coreana il più pericoloso è il capitano Son Heung Min, a 3,75, ma occhio a Hwang In-Beom, autore di un gol e un assist nel match di esordio, che potrebbe ripetersi a 6,00.
Nel Gruppo B regna il totale equilibrio con tutte e quattro le squadre appaiate a un punto, e con la stessa differenza reti: un gol segnato e uno subito. La seconda giornata vede sfidarsi la Svizzera con la Bosnia Erzegovina e, per gli esperti di Sisal, gli elvetici, dopo aver mancato la vittoria conto il Qatar, la più debole del raggruppamento, faranno lo scatto da tre punti, a 1,55 contro il 6,00 dei bosniaci e il 4,00 del pareggio. Nell’altra gara del Gruppo, il Canada potrebbe prendersi il primato visto che è nettamente avanti con il Qatar, a 1,28. Nonostante gli arabi abbiano fermato la Svizzera, ripetersi sembra un’impresa, con il segno X a 5,50 e la vittoria a 11 volte la posta. Il Qatar resta la squadra meno attrezzata a passare il turno, ipotesi a 33, mentre la Svizzera, nonostante il mezzo passo falso con la Cenerentola del girone, rimane la favorita, a 2,00, con il Canada in seconda posizione, a 2,50 e la Bosnia underdog che potrebbe sorprendere con il passaggio turno a 6,00.

(Adnkronos) - Lo standard di cura in prima linea per alcune neoplasie del sistema linfatico si amplia. L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità di acalabrutinib, terapia mirata e primo inibitore di Btk di seconda generazione a durata fissa, per il trattamento di prima linea della leucemia linfatica cronica (Llc) in combinazione con venetoclax. L’approvazione riguarda anche il trattamento del linfoma mantellare precedentemente non trattato in combinazione con chemio-immunoterapia (bendamustina e rituximab), e del linfoma mantellare recidivato in monoterapia.
Nello studio Amplify - informa una nota - l’88,5% dei pazienti con leucemia linfatica cronica trattati in prima linea con acalabrutinib in combinazione con venetoclax, un nuovo regime completamente orale a durata fissa, non necessita di una nuova terapia di seconda linea dopo 3 anni, rispetto al 75,2% dei pazienti trattati con chemio-immunoterapia. Nello studio Echo, acalabrutinib in combinazione con chemio-immunoterapia, nel trattamento di prima linea dei pazienti con linfoma mantellare, ha dimostrato una riduzione del 32% del rischio di progressione della malattia o di morte. Alle nuove frontiere della cura dei tumori del sistema linfatico è dedicata oggi a Milano una conferenza stampa promossa da AstraZeneca.
La leucemia linfatica cronica - riferisce la farmaceutica - è la forma più comune di leucemia negli adulti (30% di tutte le diagnosi). In Italia, sono stimati circa 2.750 nuovi casi ogni anno. “È una patologia linfoproliferativa”, spiega Paolo Ghia, direttore del programma di ricerca strategica sulla Llc all’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano e professore ordinario di Oncologia medica all’Università Vita-Salute San Raffaele. Si tratta di “una neoplasia del sistema linfatico caratterizzata da un accumulo di un particolare tipo di globuli bianchi, i linfociti B, nel sangue periferico, nel midollo osseo e negli organi linfatici. Incremento dei linfociti, anemia, ingrossamento dei linfonodi, piastrinopenia - chiarisce - sono le principali manifestazioni di questa neoplasia. La chemio-immunoterapia, che un tempo rappresentava lo standard di cura in prima linea, oggi è superata dalle terapie mirate, costituite dagli inibitori di Btk e di Bcl-2”.
Nello studio Amplify, pubblicato sul ‘New England Journal of Medicine’ - precisa la nota - la sopravvivenza libera da progressione a 36 mesi è stata pari al 76,5% con acalabrutinib più venetoclax, inibitore di Bcl-2, rispetto al 66,5% con chemio-immunoterapia. “Il nuovo regime è a durata fissa, pari a 14 cicli da 28 giorni: 2 con acalabrutinib, seguiti da 12 con acalabrutinib più venetoclax – illustra Ghia - Sono state osservate risposte globali profonde e durature, che hanno raggiunto il 92,8% con acalabrutinib più venetoclax, rispetto al 75,2% con chemio-immunoterapia. Altro aspetto cruciale è l’elevato profilo di tollerabilità di acalabrutinib più venetoclax, che consente di preservare la qualità di vita dei pazienti. Gli effetti collaterali, in particolare quelli di tipo cardiovascolare, come fibrillazione atriale, ipertensione arteriosa e sanguinamenti - continua - si sono verificati in una minima percentuale di pazienti, caratterizzati da una lieve entità e facilmente gestibili. Sono dati particolarmente rilevanti, se si considera che i pazienti con Llc sono, nella maggior parte dei casi, anziani, spesso con comorbidità determinate dall’età avanzata”.
Passi avanti significativi si registrano anche nella cura del linfoma mantellare, un altro tumore del sistema linfatico. Questa neoplasia rappresenta il 6% dei linfomi non Hodgkin. Si stimano, in Italia, ogni anno, circa 800 nuovi casi. “Il linfoma mantellare è una forma di linfoma non Hodgkin B linfocitario, caratterizzato da una particolare resistenza ai trattamenti - afferma Enrico Derenzini, direttore della divisione di Oncoematologia all’Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano e professore associato di Ematologia alla Statale di Milano - L’età mediana di incidenza è pari a circa 70 anni, ma può colpire anche persone più giovani. Può presentarsi in diverse forme, ad esempio con l’ingrossamento di un linfonodo del collo, dell’ascella o dell’inguine e può localizzarsi a livello del midollo osseo e a livello gastroenterico. Storicamente, rappresenta uno dei linfomi più difficili da curare perché lo standard di cura in prima linea, costituito dalla chemio-immunoterapia con bendamustina e rituximab, nei pazienti over 65 o non eleggibili al trapianto autologo di cellule staminali, consente di ottenere remissioni complete, ma la malattia resta caratterizzata da molteplici recidive”.
Lo studio Echo ha dimostrato che l’aggiunta di acalabrutinib alla chemio-immunoterapia (bendamustina e rituximab), in prima linea, migliora in modo sostanziale i risultati clinici in questi pazienti non eleggibili al trapianto autologo di cellule staminali. “Vi è stata una riduzione del rischio di progressione di malattia o morte del 32% e il tasso di remissioni complete ha raggiunto il 67% rispetto al 53% con la sola chemio-immunoterapia standard, con risposte più profonde – sottolinea Derenzini - Inoltre, è stato ridotto del 24% il rischio di iniziare una terapia di terza linea, a dimostrazione dei benefici a lungo termine della nuova combinazione. A questi risultati - aggiunge - si associa una tendenza favorevole, non significativa dal punto di vista statistico, ma importante clinicamente, nella sopravvivenza globale. Inoltre, al recente congresso della Società europea di ematologia, è stata presentata una sottoanalisi dello studio Echo, relativa al rischio infettivo, da cui non sono emerse differenze significative tra i 2 bracci di trattamento per quanto riguarda le infezioni non-Covid, confermando così il buon profilo di sicurezza e tollerabilità del regime con acalabrutinib”.
L’approvazione al rimborso di Aifa riguarda anche acalabrutinib in monoterapia per il trattamento di pazienti adulti con linfoma a cellule mantellari recidivante o refrattario non precedentemente trattati con un inibitore della tirosin-chinasi di Bruton (Btk). “Nel linfoma mantellare, le recidive possono avvenire anche a distanza di 6-7 anni – puntualizza Derenzini – e dunque continueremo a vedere pazienti in recidiva, non precedentemente trattati con inibitore di Btk. Per questo, è importante avere a disposizione un inibitore di Btk di seconda generazione, come acalabrutinib, caratterizzato da elevata efficacia e tollerabilità. Nello studio di fase 2 Ace-Ly-004, i pazienti con malattia recidivante o refrattaria sono rimasti liberi da progressione per una mediana di 22 mesi. Il tasso di risposta completa ha raggiunto il 48%, con una sopravvivenza globale a 5 anni del 50%. Si tratta di evidenze scientifiche solide, che hanno portato all’approvazione in questa popolazione di pazienti”.
“Vogliamo trasformare lo scenario terapeutico in ematologia, sviluppando farmaci che offrano un cambio di paradigma – conclude Paola Morosini, Medical Affairs Head Oncology AstraZeneca - Lavoriamo ogni giorno per rendere disponibili trattamenti sempre più mirati, efficaci e con il miglior profilo di tollerabilità possibile. Abbiamo compiuto progressi significativi nel trattamento della leucemia linfatica cronica. Acalabrutinib, inibitore di Btk di seconda generazione, associato a venetoclax, migliora la sopravvivenza libera da progressione e rende 9 pazienti su 10 liberi dal trattamento a 3 anni. L’approvazione di Aifa segna un cambiamento dello standard di cura di prima linea anche nel linfoma mantellare, perché offre ai pazienti l’opportunità di trarre beneficio dall’efficacia e dal solido profilo di sicurezza osservato con acalabrutinib”.

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(Adnkronos) - Giuseppe Conte apre alla possibilità di ampliare la coalizione progressista, ma invita alla prudenza per evitare di compromettere la coerenza del progetto politico. Intervenendo ad AdnTalks, intervistato dal direttore Davide Desario, il presidente del Movimento 5 Stelle ha spiegato che chi entrerà a far parte della coalizione progressista "si valuterà in un momento successivo".
"Adesso abbiamo riassunto e riassumeremo in due incontri che faremo a luglio" nel formato con Elly Schlein, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni "il lavoro che è stato fatto, ma siamo assolutamente disponibili a guardare al futuro con apertura, senza preclusioni", ha affermato il leader pentastellato, sottolineando però la necessità di preservare "coerenza, solidità e concretezza" del progetto progressista.
Conte ha, quindi, messo in guardia dal rischio di costruire alleanze troppo ampie e poco omogenee: "Farò di tutto, perché questo progetto progressista mantenga coerenza, solidità e concretezza e non si diluisca per dover accogliere di tutto di più e più e alla fine ovviamente rischi, come è successo in passato al centrosinistra, che si val al governo e dopo un po' ci si scioglie".
"Non entriamo nel giochino per cui" la foto di ieri rappresenta "l'estrema sinistra, per noi quando si tratta di rispondere ai problemi degli italiani non esiste colore politico. Quel formato nasce dal fatto che durante questa legislatura abbiamo già avuto tanti incontri, abbiamo già lavorato e non significa che vogliamo escludere la possibilità che ci siano forze moderate". Per lo sbilanciamento a sinistra non si deve preoccupare nessuno, aggiunge Conte, perchè "il Movimento 5 Stelle, che è una forza tradizionalmente non di sinistra, è una forza giovane che non appartiene alle famiglie di sinistra, è una forza che si dichiara progressista indipendente, sulla sicurezza, sull'immigrazione, e vuole parlare a tutto il Paese, perchè se c'è un bisogno di sicurezza quello va soddisfatto, e non va soddisfatto perchè si è di destra o di sinistra ma perchè io esco la sera e non voglio fare a botte con nessuno, non voglio essere aggredito, non voglio essere scippato del mio portafoglio...". "Chi ha pagato il conto del pranzo" della foto? "Facciamo a rotazione" rivela il leader del M5S.
"Innanzitutto", prima di capire cosa farà il Movimento 5 stelle in Parlamento in merito all'invio di navi nello stretto di Hormuz, "va firmato questo accordo, poi ovviamente è una anticipazione perché ci sono tanti punti da discutere e implementare, la questione nucleare è stata stralciata, quindi, in questo momento, a dispetto di tantissimi annunci che sono stati fatti non abbiamo ancora nulla di realmente concreto, definitivo e duraturo. In questo contesto sicuramente bisogna liberare la navigazione nello stretto di Hormuz. L'Italia può fare la sua parte? Sì, il problema è: a quali condizioni? Con quali regole di ingaggio? In quale contesto? Non possiamo mandare i nostri militari in una situazione di incertezza e quindi dovremmo aspettare un attimo gli sviluppi di questo negoziato".
"Dobbiamo andarci cauti perché mandare i nostri militari in contesti di crisi senza un chiaro quadro stabile, definitivo dove i nostri possono assolutamente svolgere un ruolo di pacificazione, di liberazione di navigazione, ma addirittura in un contesto conflittuale, sarebbe addirittura irresponsabile", aggiunge l'ex premier.
"La legge elettorale non credo che sia una priorità per i cittadini italiani, ma qual è la priorità? Cambiare le regole del gioco pensando di avvantaggiarsi?" dice Conte. "Ora cosa sta succedendo? Che ci stanno iniziando a ripensare perchè è venuto fuori il fenomeno Vannacci, che si è fatto un partito politico, e si incunea nelle contraddizioni, che sono tantissime, nei litigi, che sono evidenti, del centrodestra e a questo punto ci stanno ripensando", aggiunge l'ex premier. "Cosa farà Vannacci? Entrerà in centrodestra o correrà da solo? Tanto vale lanciare i dadi in aria perchè non conosco Vannacci e non so che prospettiva si dà. Se lui avesse una prospettiva politica di medio-lungo termine sicuramente non deve entrare in maggioranza, se vuole accontentarsi di qualche briciola può entrarci e far vedere che ha ottenuto chissà che cosa, è chiaro che entrando verrà diluita e questa prospettiva di crescita che ha si ridurrà drasticamente".
"Io ho sfruttato la simpatia, cordialità" con Donald Trump "chiedendo per il nostro Paese e ottenendo tante cose, invece qui" Giorgia Meloni, "al contrario, ha sfruttato questo rapporto ideologico destra e destra, americana e italiana, per concedere agli Stati Uniti tutto quello che avevano richiesto. E' successo che nel momento in cui poi Trump ha continuato a chiedere, Meloni è stata costretto a venir fuori, a dir no ed è stata mollata".
"Ieri - aggiunge l'ex premier - si è parlato di un grande riavvicinamento, non spetta a me dirlo, vedremo se si recupererà questo rapporto, ma mi sembra che dalle immagini virali che girano che non ci sia tutto questo atteggiamento di apertura e cordialità da parte di Trump, c'è qualche sketch che è abbastanza evidente".

(Adnkronos) - Negli ultimi decenni, i tassi di sovrappeso e obesità tra i più giovani hanno raggiunto livelli critici, rappresentando una vera emergenza globale. In Italia si registra la prevalenza più alta in Europa, con 2 milioni di bambini e adolescenti tra i 3 e i 17 anni in eccesso di peso (circa 1 su 4)." Una condizione che non si esaurisce nell'infanzia: in oltre il 50% dei bambini e il 70-80% di adolescenti l'obesità persiste in età adulta, aumentando il rischio di malattie croniche cardiometaboliche e di un peggioramento della qualità della vita. Per invertire questa tendenza, è fondamentale intervenire in modo precoce promuovendo una cultura della prevenzione con stili di vita più sani e linguaggi innovativi". È con questo spirito che è nato ‘Salute,Pinocchio! Il corpo in equilibrio’, manuale a fumetti di educazione sanitaria realizzato dal network PreSa (Prevenzione e Salute) e Giunti Editore, in collaborazione con Trenitalia (Gruppo FS), presentato oggi a Roma presso Palazzo Baldassini.
"L'iniziativa editoriale ad alto valore sociale, educativo e culturale dedicata ai più giovani e alle loro famiglie - informa una nota - racconta in modo accessibile, divertente ed efficace il rapporto tra corpo, stili di vita, alimentazione, movimento, emozioni e benessere. Il progetto è patrocinato dalla Fondazione medicina sociale e innovazione tecnologica (Mesit), dalla Federazione italiana associazioni obesità (Fiao) e dalle associazioni di pazienti ‘La mattina dopo’ e ‘Amici oltre il peso’, ed è realizzato con il supporto non condizionante di Novo Nordisk. Le 10mila copie del volume saranno distribuite gratuitamente, nella seconda metà di giugno, a bordo dei treni Intercity, brand di Trenitalia, e nelle principali FrecciaLounge d’Italia, raggiungendo così famiglie, bambini e ragazzi in viaggio su tutto il territorio nazionale".
"Nel dettaglio - riferisce la ntoa - ‘Salute, Pinocchio! Il corpo in equilibrio’ accompagna i lettori in un viaggio alla scoperta di come funziona l'organismo umano e del perché è importante prendersene cura fin da piccoli. Dal concetto di omeostasi al metabolismo, dal ruolo dell'alimentazione a quello del movimento, del sonno e delle emozioni, il volume affronta in modo leggero ma accurato temi delicati come sovrappeso e obesità infantile, spiegando come si tratti di condizioni di salute complesse e multifattoriali non riconducibili a semplici scelte o responsabilità individuali ma risultato di genetica, ambiente, stili di vita e contesto sociale".
"La narrazione illustrata, con storie e disegni a fumetti originali, si alterna ad approfondimenti divulgativi con la rubrica ‘La voce del Grillo’, che spiega con semplicità e rigore scientifico le buone pratiche per crescere in salute - prosegue la nota - Box di curiosità, consigli pratici, schede informative e quiz finali trasformano l'educazione sanitaria in un'esperienza coinvolgente. Un intero capitolo è dedicato al tema dello stigma e del bullismo legato al peso: i bambini e gli adolescenti in sovrappeso o obesità hanno infatti un rischio 2-3 volte maggiore di subire episodi di bullismo rispetto ai coetanei. Il messaggio centrale del volume è chiaro: ogni corpo è unico e merita rispetto, senza giudizi; la salute non è un punto di arrivo, ma un percorso continuo fatto di consapevolezza, responsabilità collettiva, piccoli gesti quotidiani e relazioni che ci sostengono".
“L'obesità infantile è oggi una delle emergenze sanitarie mondiali più sottovalutate - spiega Marco Trabucco Aurilio, presidente della Fondazione Mesit - In Italia 1 bambino su 5 non svolge attività fisica regolarmente, quasi 2 su 5 non fanno una colazione adeguata, e quasi la metà trascorre più di due ore al giorno davanti a uno schermo. Sono abitudini che si costruiscono nell'infanzia e che, se trascurate, tendono a consolidarsi, provocando serie conseguenze sulla salute a breve e lungo termine. Pinocchio è un'icona della cultura italiana che parla ai più giovani e soprattutto alle loro famiglie: perché la cultura della prevenzione si trasmette nei gesti quotidiani, nelle scelte condivise, nelle relazioni che ci circondano fin da piccoli”.
Per Francesco Zamichieli, direttore Iniziative speciali di Giunti Editore, “è stato sfidante sviluppare un percorso capace di tenere insieme qualità del racconto e delle illustrazioni, per avere appeal con i lettori più giovani, e rigore sui temi affrontati. La collaborazione con il network PreSa si inserisce in questa prospettiva, come dialogo strutturato per affrontare argomenti complessi con leggerezza e al contempo con metodo e responsabilità”. Osserva Jens Pii Olesen, General Manager Novo Nordisk Italia: “L'obesità infantile e adolescenziale rappresenta una delle più importanti sfide di salute pubblica con conseguenze che possono protrarsi fino all'età adulta e tradursi in un maggiore rischio di sviluppare malattie croniche e complicanze nel corso della vita. Ma i suoi effetti vanno ben oltre la salute: possono influenzare il benessere psicologico, le opportunità educative e la piena partecipazione alla vita sociale, generando un impatto sociale ed economico rilevante per l'intera comunità. Le evidenze scientifiche ci indicano chiaramente che è possibile e necessario passare all'azione, attraverso interventi di prevenzione precoci, integrati e basati sull'educazione alla salute. Per questo siamo orgogliosi di sostenere il progetto Salute Pinocchio, un'iniziativa innovativa che parla ai giovani e alle loro famiglie con un linguaggio accessibile e coinvolgente”.
Progetti come questo “sono la prova che attori diversi, ciascuno con il proprio ruolo, possono convergere su un obiettivo comune con un impatto tangibile”, osserva Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato della Repubblica. Aggiunge Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei Deputati: “La salute delle nuove generazioni non si tutela solo nei contesti sanitari tradizionali: è una responsabilità condivisa, che chiama in causa le famiglie, la cultura, le istituzioni. Riuscire a raggiungere i ragazzi con strumenti coinvolgenti e innovativi significa prendere sul serio quella responsabilità. Come istituzioni dobbiamo fare in modo che non resti un'eccezione”.
L’onorevole Roberto Pella, firmatario della Legge 149/2025, la prima al mondo sull’obesità, sottolinea che “riconoscere l'obesità come malattia, cronica e grave, significa finalmente toglierla dal campo dello stigma e del pregiudizio per portarla in quello della presa in carico, della cura e della tutela sociale. Costruire una cultura della prevenzione richiede impegno, risorse e visione di lungo periodo. Investire in prevenzione oggi è la scelta più lungimirante che possiamo adottare, per la salute delle nuove generazioni e per la sostenibilità del nostro Servizio sanitario nazionale”.
A tale proposito, Malgorzata Wasniewska, presidente Siedp-Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica osserva che “ogni giorno” vedono “le conseguenze di una diagnosi tardiva dell'obesità infantile: bambini che arrivano con un quadro clinico già complesso, con alterazioni metaboliche che si sarebbero potute prevenire intervenendo prima. L'obesità infantile non va normalizzata né stigmatizzata: va riconosciuta precocemente e affrontata con strumenti adeguati prima che il problema si aggravi ulteriormente”. La presidente Fiao Iris Zani, evidenzia che è “prioritario sostenere iniziative che promuovono una cultura più consapevole e non stigmatizzante dell’obesità, soprattutto quando si rivolgono alle nuove generazioni”. Conclude il vicepresidente Fiao, Eligio Linoci: “Per bambini e adolescenti è fondamentale acquisire consapevolezza, per costruire basi solide per un futuro in salute e ridurre il rischio che la patologia evolva, prima che sia troppo tardi”.

(Adnkronos) - D’accordo con Manuel Agnelli sulla ‘musica di merda’? "Sì, perché oggi manca qualità". Con Francesco De Gregori "posso non essere d’accordo ma difendo il suo diritto a dirlo". Su Vannacci invece "non ho dubbi: non mi piace, sono antifascista". E su Sanremo? "Non tornerei mai in gara e il Festival dovrebbe essere della canzone italiana, non dei cantanti”. Elio non si sottrae a alcun tema. A pochi giorni dalla quinta edizione del 'Concertozzo', l’evento ideato con il Trio Medusa che farà tappa a Biella il 26 e 27 giugno unendo musica e inclusione sociale, il leader di Elio e le Storie Tese, al secolo Stefano Belisari, si racconta in un’intervista a tutto campo all'Adnkronos. Dal futuro della band, “da sempre ispirata ai Pooh”, alle polemiche sulla libertà di espressione degli artisti, fino alla politica. Con una stoccata netta: “Cultura e destra non sono concetti che riescono ad andare bene insieme”. E mentre ribadisce di non avere alcuna intenzione di tornare in gara a Sanremo, rilancia il sogno di trasformare il 'Concertozzo' in un appuntamento sempre più grande e istituzionale, capace di mettere al centro i temi dell’autismo e dell’inclusione.
Elio, siamo alla quinta edizione del Concertozzo, mi ricordi come è nato e come si è trasformato nel tempo?
"E’ nato a Bergamo cinque anni fa come una festa di fine pandemia, da un’idea del Trio Medusa che ci ha coinvolti. Poi ha perso quell’identità, perché non si può fare più di una festa di fine pandemia. Anche se, per dirla tutta, non lo sappiamo se è finita la pandemia. Detto ciò, era stata una bella occasione, con tantissima gente, per cui abbiamo pensato di ripetere a Carpi l’anno successivo ed è andata ancora meglio. In entrambe le occasioni avevo invitato sul palco Nico Acampora di PizzAut che all’epoca non era la figura importante che è oggi. Questa cosa aveva raccolto molto interesse, sia da parte del pubblico sia da parte nostra della band. Per cui abbiamo pensato poi di dargli un altro indirizzo".
Cosa è diventato oggi il Concertozzo?
"Da tre anni è l’unico concerto al mondo in cui cibo e bevande che vengono serviti al pubblico sono preparate da associazioni che impiegano persone autistiche. Non avviene da nessun’altra parte. Ne siamo molto contenti: l’anno scorso a Bassano del Grappa è stato un trionfo, con più di 10mila spettatori e cinque associazioni che sono tornate a casa con le tasche piene di soldi. E soddisfatte per aver fatto un’esperienza unica. Oltre all’aspetto economico, perché bisogna sottolineare che queste associazioni non percepiscono contributi pubblici, e vivono solo di quello che riescono a vendere. L’altro aspetto molto importante è quello dell’inclusione. Inclusione è uno di quei termini che si usano perché si sentono dire ma poi pochi sanno effettivamente cosa significhi. Oltre 10mila spettatori entrano in contatto con queste persone autistiche, mangiano il cibo che preparano e servono e questa è l’inclusione, cioè incontrarsi, vivere insieme, trovando un punto d’incontro a metà strada".
Parlando di inclusione ti sorprende che nel 2026 si continui a considerare l’inclusione come un gesto di generosità più che normalità?
"Sì e no, nel senso che, se non se ne parla, le persone non trovano naturale comportarsi in modo inclusivo. Ma quasi tutti, appena si rendono conto di come stanno le cose, tipicamente quando vengono a mangiare da PizzAut entrano in contatto con questi ragazzi e subito si rendono conto del fatto che bisogna trovare un punto di incontro fra noi e loro a metà strada. Ed è una cosa che va fatta, al di là del gesto di gentilezza. Siamo nel 2026 e l’autismo è la forma di disabilità più diffusa in assoluto nel mondo. In Italia si parla di un nuovo caso ogni 70 nati, che è una percentuale spaventosa perché è più dell’1% ma negli Usa c’è di nuovo caso ogni 30 nati. Questi dati dicono anche che l’autismo va affrontato con impegno e con competenza immediatamente perché si trasformerà, e anzi lo è già, in un problema che coinvolge tutti, non solo le persone autistiche e i loro cari".
Quali sono le novità principali del Concertozzo quest’anno?
"Ci sono degli ospiti nuovi e degli obiettivi nuovi che ci siamo posti ma dipenderà anche da quanta gente viene. Già siamo oltre i 10mila dell’anno scorso, speriamo di aumentare ancora di più. Ci sono degli ospiti fortissimi che sono Valerio Lundini, Carlo Amleto, Tony Hadley degli Spandau Ballet e poi ci sarà TonyPitony, che è la stella del 2026".
Gli Elio e le Storie Tese hanno attraversato periodi di riunioni, scioglimenti, addii, ritorni. Oggi che organismo siete?
"Siamo sempre quelli che eravamo prima, semplicemente la cosa che non è chiara al pubblico è che noi abbiamo sempre usato come esempio i Pooh: sono il nostro modello. Loro si sono già sciolti due o tre volte, per cui noi andiamo verso quella strada lì. Ci siamo sciolti una prima volta, la reunion è stata bellissima e fra un po’ ci scioglieremo ancora, per vivere ancora quelle emozioni".
Visto che continuate a tornare, dobbiamo considerare chiusa la possibilità di nuova musica o esiste qualcosa che potrebbe convincervi a rientrare in studio?
"Noi siamo abituati fin dall’inizio a fare quello che ci viene di fare, in questo periodo non abbiamo particolari idee in tema di composizione, però ce le abbiamo su alcuni temi. Personalmente, sono gasatissimo dal Concertozzo, voglio che cresca, che arrivi a centomila spettatori, deve trasformarsi in un appuntamento annuale, e lo è già, un appuntamento istituzionale. In assenza dello Stato, sono le invenzioni dei singoli a cambiando un po’ il mondo. PizzAut se l’ha inventato il papà di un bimbo autistico e si è trasformato in un fenomeno. All’inizio ha fatto una fatica micidiale per mettere insieme i pochi soldi che gli hanno permesso di fare dei passi avanti. Le persone cosiddette competenti cercavano di dissuaderlo dall’intraprendere questa avventura, invece oggi, oltre a una pizzeria che va molto bene, senza contributi pubblici, è anche un punto di riferimento per tutte le famiglie che hanno figli autistici".
Credi ci sia una differenza tra usare il palco per difendere dei diritti concreti, temi sociali, come accade al Concertozzo e usare il palco per sostenere una parte politica?
"Molto spesso le due cose coincidono, dipende sempre dalla buona fede di chi lo fa. Quando hai un figlio autistico le tue giornate passano con un pensiero fisso, ti chiedi 24 ore al giorno cosa posso fare per aiutare il mio figlio, per aiutare i nostri figli, perché io e Nico siamo andati un passo avanti. Bisogna muoversi, bisogna fare delle cose, perché un genitore come me sa troppo bene che ogni giorno perso, ogni ora persa è persa per sempre. Per questo ci arrabbiamo di fronte all’immobilità delle istituzioni, perché il tempo passa e purtroppo non si riesce a rimediare, a tornare indietro".
Negli ultimi mesi molti artisti sono stati invitati a schierarsi sulla guerra a Gaza, sulle mobilitazioni pro Palestina. Francesco De Gregori ha detto qualche settimana fa di essere infastidito dagli artisti che trasformano il palco in una tribuna politica, tu sei d’accordo?
"Io sono per la libertà di opinione. Purtroppo quando si usa questo termine, la mia impressione è che non si sono capiti bene la sua importanza e il suo peso. Libertà significa 'io faccio quello che voglio, senza che nessuno mi imponga niente'. Abbiamo la fortuna sfacciata di vivere in un Paese dove ognuno può dire quello che pensa. Io sento intorno a me un sacco di persone che dicono delle cose che non condivido ma sono contento che possano dirlo, perché vuol dire che siamo in un Paese libero. La stessa cosa vale per De Gregori. Chiunque è libero di prendere posizione e deve farlo. Io sono libero di dire che non sono d’accordo con quello che ha detto De Gregori ma sono contento che lo abbia fatto, perché vuol dire che in Italia ognuno può dire quello che pensa. Bisogna battersi perché questa cosa possa accadere sempre, senza imposizioni dagli altri".
Artisti come Manuel Agnelli non fanno mistero che in Italia in questo momento ci sia parecchia “musica di merda”. Al netto della provocazione, il problema è la qualità della musica o è un problema culturale?
"Ne ho già parlato ma credo che sì, c’è un problema di qualità che fortunatamente non è solo italiano. La qualità della musica mondiale in questi anni è bassissima. Però qualche artista valido c'è sempre. In questo periodo ascolto molto gli Angine de Poitrine. Quel duo è la prova che anche in un periodo, come dice Manuel Agnelli, di 'musica di merda', può esistere anche chi inventa e crea ancora qualcosa di originale e di qualità, qualitativamente alto. Sono le due cose che mancano di più oggi: originalità e qualità".
Per decenni vincere Sanremo ha significato, quasi automaticamente, andare all’Eurovision. Ora le due strade, secondo le indiscrezioni sul nuovo regolamento del festival, si separano. Nel festival si correrà per tre titoli: la vittoria della serata cover, la vittoria della serata Eurovision e la vittoria finale del festival: Ti sembra un’evoluzione sensata o l’ennesima complicazione all’italiana?
"La prima risposta è che non me ne frega un cazzo. La seconda è che io avevo già diffuso la mia opinione di Festival perché punto a essere chiamato per condurlo e organizzarlo. La mia idea è questa: far scrivere 20 canzoni a 20 bravi compositori perché Sanremo è il Festival della canzone italiana, non dei cantanti. E poi fare cantare 20 abbonati con l’autotune, sorteggiati. Questa è la mia formula per il Festival, poi Eurovision o no cambia poco".
Ti è mai venuta voglia di scrivere un nuovo pezzo per Sanremo? Ci torneresti, anche in gara?
"No, non mi è mai venuto in mente".
Per quale motivo?
"Abbiamo già visto e fatto tutto, abbiamo vinto anche se non ufficialmente, nel cuore degli ascoltatori, siamo arrivati ultimi. Abbiamo fatto il Dopofestival, ci manca solo di organizzarlo e di condurlo ma dal punto di vista artistico abbiamo già fatto tutto quello che volevamo fare. Non c’è più gusto".
Avevate fatto anche l’’Eliovision’, il festival parodia nel 2022…
"Abbiamo fatto tutto, per quello che non abbiamo più voglia, non ci viene alcuno spunto, nessuno stimolo, tranne che per una conduzione e direzione artistica. Rinnovo l’appello".
La città di Venezia è stata al centro negli ultimi mesi di tante polemiche, dalla Venezi al Teatro alla Fenice alla decisione di Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale, di consentire l'apertura del Padiglione russo, tu hai seguito queste vicende e che idea ti sei fatto?
"Le ho seguite molto poco, però non posso fare a meno di notare che per quanto riguarda i personaggi messi a capo della cultura da questo governo di destra, quasi nessuno è all’altezza del compito. Cultura e destra non sono concetti che riescono ad andare bene insieme. La logica è mettere le persone nei posti, poi chi se ne frega di quello che fanno. Non è la mancanza di cultura, è la mancanza di voglia di fare qualcosa per la cultura italiana. Non c’è un’idea, e ci sono frequenti casi di scelte che non vengono fatte bene. Non mi viene in mente niente inventato da qualcuno nel mondo culturale di destra".
A sinistra invece come stanno le cose? Si parla delle primarie nel PD per le elezioni politiche del prossimo anno, pensi che riusciranno a trovare la quadra?
"Non lo so, è un argomento che non mi gasa. Vorrei sentire delle idee prima di sapere chi vince. Mancano idee e persone che riescono a portarle avanti. Nel mondo dell’autismo c’è spazio per fare mille cose, basterebbe imitare quello che ha fatto Nico Acampora con PizzAut. Parlo di lui come simbolo di altre cento associazioni che si sono inventate attività. Questa cosa nella politica non accade. Ci sono tante pacche sulle spalle, tante foto per apparire, ma poi all’atto pratico non accade niente".
Ma perché non gliene frega niente?
"Perché ci vuole competenza, bisogna fare fatica, bisogna anche avere voglia di cambiare il mondo, in questo senso. Mi sembra che non ci sia questa voglia, mi sembra che il mondo gli vada benissimo come è".
Cosa ne pensi di personaggi come Vannacci?
"Non mi piace, io sono antifascista, come dovrebbero essere tutti in Italia. Sono contrario al fascismo, ha portato solo male". (di Federica Mochi)

(Adnkronos) - "Ciao, sono il boss". Donald Trump si è presentato così alla sessione di lavoro mattutina del G7 di Évian, arrivando per ultimo quando tutti gli altri leader erano già riuniti attorno al tavolo. Dopo una pacca sulla spalla al premier britannico Keir Starmer, il presidente americano ha preso posto e ha dato il via ai lavori dell'ultima giornata del summit.
Prima che la riunione entrasse nel vivo, Trump ha anche invitato i giornalisti presenti a rimanere in sala per assistere alla discussione, proposta subito respinta dal presidente francese Emmanuel Macron. L'attesa degli altri leader era durata diversi minuti. In quel lasso di tempo, il presidente americano era impegnato su Truth Social, dove aveva condiviso un video del conduttore Greg Gutfeld, che celebrava su Fox News l'accordo con l'Iran raggiunto dal presidente.

(Adnkronos) - Il Gruppo Engineering annuncia di avere sottoscritto due accordi vincolanti con Accenture per la cessione dell’intero capitale sociale di Alfahealth, operante nella trasformazione della sanità italiana, e del Gruppo Industries eXcellence, attivo nello sviluppo e nella realizzazione di soluzioni digitali per i settori industriali, con principale focus negli Usa e in alcuni mercati europei. I due asset rappresentano complessivamente circa il 18% dei ricavi consolidati e il 25% dell’Ebitda adjusted del Gruppo Engineering nel 2025. Queste operazioni - si sottolinea - "rappresentano un passo significativo nel percorso di trasformazione strategica in corso, volto a rafforzare il focus di Engineering sui propri segmenti core e ad accelerare ulteriormente l’offerta AI in forte crescita".
Aldo Bisio, Ceo del Gruppo Engineering: sottolinea che “gli accordi rappresentano un passo importante nel percorso di rifocalizzazione del business di Engineering: accelerare sull’AI, riacquistare nuovi gradi di libertà strategica nei segmenti a più alta crescita anche attraverso la riduzione della leva finanziaria, investire nelle principali piattaforme proprietarie e rafforzarci nei segmenti tecnologici e industriali più attrattivi, per consolidare un vantaggio competitivo sostenibile per i nostri clienti”.
Le operazioni sono soggette alle consuete condizioni sospensive, tra cui, a titolo esemplificativo, le autorizzazioni Antitrust e Golden Power, e si prevede che si concludano nel quarto trimestre del corrente esercizio. I proventi netti della cessione, interamente su base cassa, rafforzeranno la struttura patrimoniale del Gruppo, offrendo maggiore flessibilità per proseguire nel percorso di trasformazione strategica in corso. "A seguito dei positivi risultati finanziari registrati negli ultimi trimestri, il Gruppo - continua la nota - prosegue nella direzione intrapresa, puntando sul rafforzamento di un modello industriale incentrato su mix di business a maggior valore e sul ruolo centrale della GenAI (Intelligenza Artificiale Generativa). In questo quadro si inserisce il recente lancio di IS-IA (Italy's Sovereign Intelligence Architecture), architettura modulare che si fonda sull’LLM (Large Language Model) proprietario EngGPT 2 per offrire a Pubbliche Amministrazioni e aziende un’Intelligenza Artificiale sovrana: governabile, efficiente, aperta e in grado di integrarsi con altri modelli generalisti". Engineering è stata assistita da Rothschild & Co, Banca IMI, Morgan Stanley & Co. International plc ed Equita quali advisor finanziari, e da Legance - Avvocati Associati e Ropes & Gray Studio Legale quali advisor legali.

(Adnkronos) - Le organizzazioni che si distinguono per l’efficacia e l’affidabilità della propria leadership ottengono performance straordinarie indipendentemente dalle dimensioni, dal settore o dall'area geografica. E' quanto emerge dalla prima edizione del ranking Best workplaces for trusted leadership, stilato da Great Place To Work, società leader nell’analisi della employee experience, ascoltando il parere espresso da oltre 81mila collaboratori di ben 126 organizzazioni italiane, suddivise in 2 categorie in base al numero di collaboratori (tra 100 e 499 e oltre 500).
Analizzando nel dettaglio il ranking, basato sui risultati del Great Place To Work Trust Index, emerge un dato inequivocabile: il leadership index, l'indicatore che misura la qualità dei comportamenti di leadership all’interno di un’organizzazione, raggiunge quota 85% nelle realtà d’eccellenza, contro una norma italiana, calcolata come valore medio fatto registrare dalle aziende italiane sui principali indicatori di Great Place To Work, ottenuto tramite il report European workforce study, che si ferma al 42% (+43%). L’esempio e i comportamenti virtuosi della leadership contribuiscono a creare ambienti di lavoro eccellenti.
I maggiori gap tra le aziende great place to work e la norma italiana si registrano in alcune aree specifiche che compongono l’indice di leadership, tra cui: la capacità di guidare i dipendenti dando l’esempio (lead by example), misurata in termini di coerenza e affidabilità manageriale, che registra l’84% nelle best contro il 37% della norma nazionale (+47%), la capacità di creare partecipazione mediante il coinvolgimento decisionale e l’ascolto attivo (81% contro il 35%, +46%) e la trasparenza (86% contro il 39% registrato dalla media italiana, +47%), intesa come imparzialità ed etica manageriale.
I manager dei migliori ambienti di lavoro si distinguono, infatti, per l'eccezionale capacità di creare un ambiente di fiducia, partecipazione e crescita condivisa. “Le aziende e i leader che investono sulla cultura aziendale - commenta Beniamino Bedusa, presidente di Great Place to Work Italia - propagano l’effetto virtuoso con un impatto su tutti gli aspetti organizzativi. In questo modo riescono ad ottenere performance straordinarie e risultati eccellenti nella maggior parte delle le metriche interne, indipendentemente dalle dimensioni, dal settore o dall'area geografica dell’azienda. Tutto parte dall’esempio e dai comportamenti della leadership, elementi che contribuiscono a creare ambienti di lavoro eccellenti”. Il trust index misura infatti la fiducia che hanno i collaboratori nella direzione e nei responsabili in relazione alla chiarezza della visione, alla competenza del management, all'accessibilità dei leader e all'interesse autentico per le persone, valorizzando chi adotta comportamenti chiave come la comunicazione trasparente e il riconoscimento del lavoro svolto.
Ma quali sono le migliori realtà italiane in termini di leadership? Per la categoria delle aziende con oltre 500 collaboratori, il gradino più alto del podio è occupato da Hilton, società leader nel settore dell'ospitalità con un portafoglio di 22 marchi di livello mondiale che comprende quasi 7.400 proprietà e oltre 1,1 milioni di camere, in 124 paesi e territori. “In Hilton - dichiara David Kelly, senior vice president continental Europe Hilton - il nostro modello di leadership si basa su una semplice convinzione: l’ospitalità parte dalle nostre persone. Ciò che lo contraddistingue è che ci aspettiamo che i leader non si limitino a perseguire i risultati, ma che creino fiducia, legami e opportunità. La nostra presenza globale ci garantisce coerenza e forza, mentre i nostri leader locali danno vita alla nostra cultura in modi personali, pertinenti e affidabili. Per noi, leadership significa creare un ambiente in cui ogni membro del team si senta apprezzato, ascoltato e incoraggiato a dare il proprio contributo, in modo da poter crescere, creare esperienze eccezionali per i nostri ospiti e per i colleghi e costruire un futuro significativo”.
Segue Bending Spoons, una delle principali aziende europee nel settore dell'information technology. “La nostra leadership - spiega Luca Ferrari, ceo di Bending Spoons - si fonda sulla meritocrazia, sulla trasparenza radicale e sulla massima assunzione di responsabilità I membri di Bending Spoons operano con ampia autonomia e responsabilità diretta, guidati da standard di eccellenza fuori dal comune. Da noi, i contributi vengono riconosciuti, la responsabilità si conquista attraverso la competenza e la crescita deriva dall’affrontare sfide ambiziose al fianco di colleghi eccezionali.” Chiude il podio Cisco, leader mondiale nelle tecnologie che trasformano il modo con cui le persone si connettono, comunicano e collaborano, attraverso reti intelligenti e architetture che integrano prodotti, servizi e piattaforme software. Completano il ranking: AbbVie (biotecnologie e farmaceutica), TP (servizi professionali), ConTe.it (servizi finanziari e assicurazioni), Micron Technology (manifattura e produzione), Esprinet (IT), Open Fiber (telecomunicazioni), Verisure (servizi professionali), Mondelez (manifattura e produzione), Unox (manifattura e produzione), Salesforce (IT), Kiabi (retail) e Agos (servizi finanziari e assicurazioni).
Guardando invece alle organizzazioni tra i 150 e i 499 collaboratori, domina la vetta Jet HR, innovativa startup in ambito Hr tech, che con la sua piattaforma digitale sta rivoluzionando la gestione del personale e delle buste paga attraverso l'automazione, con la precisa missione di eliminare la burocrazia per le imprese italiane.
"Odiamo la burocrazia e i processi inutili, che creano solo opacità. Abbiamo deciso di eliminarla dentro Jet HR con una trasparenza totale e un approccio orizzontale e informale. Quando tratti le persone con responsabilità e dai loro piena visibilità sull’azienda, la partecipazione e i risultati diventano una conseguenza naturale", commenta Marco Ogliengo, ceo & co-founder Jet HR.
Seguita da Fenix Pharma scpa, prima società cooperativa italiana che opera nella distribuzione di medicinali, dispositivi medici e integratori alimentari. “La peculiarità della leadership in Fenix - riferisce Salvatore Manfredi, ceo Fenix Pharma scpa - è legata al fatto che nasce da un’esperienza traumatica di 'taglio' aziendale, nasce dal basso, da chi ha vissuto in prima persona cosa significa essere trattati come un 'costo' ed ha memoria della crisi Abbiamo messo al centro principalmente la stabilità, lo sviluppo, il rispetto e la fiducia nelle persone come leva competitiva. Non è un modello basato su slogan, ma sul fatto che chi guida ha già vissuto cosa succede quando le persone non contano. Il nostro modello è più da pmi imprenditoriale che non da filiale di multinazionale, con processi decisionali semplici, veloci, team working e condivisione delle strategie”.
Chiude il podio Quantyca, società di consulenza IT specializzata in data management, advanced analytics e data streaming. Completano la classifica: adesso.it (IT), Issima (energia), Aton spa società benefit (IT), Prestiter (servizi finanziari e assicurazioni), Olympus (biotecnologie e farmaceutica), Octopus Energy (energia), Continental (manifattura e produzione), Cofidis Group (servizi finanziari e assicurazioni), MetLife (servizi finanziari e assicurazioni), ServiceNow (IT), Sector Alarm Italy srl (servizi professionali) e Agile Lab (IT).
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