
L'ordine globale basato sulle regole, il multilateralismo a guida Usa che ha governato il mondo dalla fine della Seconda guerra mondiale, è "defunto" e, anche se riesce difficile da credere che lo sia per sempre, i fatti vanno presi "per quello che sono". Lo dice l'ex premier ed ex presidente della Bce Mario Draghi, parlando all'Università di Lovanio, nelle Fiandre, dove ha ricevuto una laurea honoris causa.
"Fin dalla nascita - afferma - l'architettura dell'Ue ha incarnato la convinzione che lo stato di diritto internazionale, sostenuto da istituzioni credibili, promuova la pace e la prosperità. Poiché nessuno Stato europeo era in grado di difendersi da solo, la nostra dottrina di sicurezza è stata plasmata dalla protezione offerta dall'America".
"In alleanza con gli Stati Uniti - ricorda Draghi - siamo stati in grado di affrontare qualsiasi minaccia e di portare la pace in Europa tra di noi. Senza la sicurezza garantita e con il commercio che scorreva principalmente all'interno di quell'alleanza, potevamo tranquillamente perseguire l'apertura economica come base della nostra prosperità e influenza".
"Ma l'ormai defunto ordine globale - prosegue l'ex presidente della Bce - non ha fallito perché era costruito sull'illusione. Tra l'altro mentre dico che è defunto, stento a credere che sia effettivamente defunto, morto. Ho appena saputo oggi che la vostra straordinaria e bellissima biblioteca è stata distrutta due volte, una durante la Prima guerra mondiale e una seconda durante la Seconda guerra mondiale. In entrambe le occasioni è stata ricostruita con l'aiuto e sotto l'incentivo di presidenti degli Stati Uniti. Ma questo è quello che è oggi. E, per il momento, penso che dovremmo prendere i fatti per quello che sono".
"Con l'adesione della Cina alla Wto - continua Draghi - i confini del commercio e della sicurezza hanno iniziato a divergere. Avevamo sempre commerciato al di fuori dell'alleanza, ma mai prima con un Paese di tali dimensioni, e con l'ambizione di diventare esso stesso un polo separato. Il commercio globale si è allontanato dal principio di Ricardo secondo cui lo scambio dovrebbe seguire il vantaggio comparato".
Alcuni Stati, aggiunge, "hanno perseguito un vantaggio assoluto attraverso strategie mercantiliste, imponendo la deindustrializzazione ad altri, mentre i guadagni rimanenti sono stati condivisi in modo diseguale. Ci siamo dimenticati della disuguaglianza. Questo ha seminato il contraccolpo politico che ora ci troviamo davanti", osserva Draghi.
"Europa rischia di diventare subordinata, divisa e deindustrializzata"
Draghi avverte che l'Ue rischia di diventare "subordinata, divisa e deindustrializzata", le tre cose "contemporaneamente". Il crollo dell'ordine multilaterale, per Draghi, "non è di per sé una minaccia. Un mondo con meno commercio e regole più deboli sarebbe doloroso, ma l'Europa si adatterebbe. La minaccia è ciò che potrebbe sostituirlo. Ci troviamo di fronte a degli Stati Uniti che, almeno nella loro posizione attuale, sottolineano i costi sostenuti" per sostenere quell'ordine internazionale, "ignorando i benefici raccolti. Stanno imponendo dazi all'Europa, minacciando i nostri interessi territoriali e rendendo chiaro per la prima volta che considerano la frammentazione politica europea confacente ai propri interessi".
Inoltre, continua, "ci troviamo di fronte a una Cina che controlla nodi critici nelle catene di approvvigionamento globali e costringe gli altri a sopportare il costo dei propri squilibri". Si prospetta dunque "un futuro in cui l'Europa rischia di diventare subordinata, divisa e deindustrializzata allo stesso tempo. Un'Europa che non riesce a difendere i propri interessi non preserverà i propri valori a lungo", scandisce.
"Europa per essere potenza deve federarsi"
Per diventare una "potenza", l'Europa deve passare "dalla confederazione alla federazione", dice l'ex presidente della Bce. "Dove l'Europa si è federata - continua - sul commercio, sulla concorrenza, sul mercato unico o sulla politica monetaria, siamo rispettati come potenza e negoziamo come tale. Lo vediamo oggi, negli accordi commerciali di successo negoziati con India e America Latina".
"Presi come singoli - aggiunge Draghi - la maggior parte dei Paesi dell'Ue non sono nemmeno potenze medie in grado di orientarsi in questo nuovo ordine formando coalizioni, ognuna delle quali apporta risorse specifiche, che si tratti di materie prime, nicchie tecnologiche o geografia strategica".
"Collettivamente abbiamo qualcosa di più grande - prosegue Draghi - dimensione, ricchezza, cultura politica e 75 anni di costruzione delle istituzioni di un progetto comune. Tra tutti coloro che ora sono intrappolati tra Stati Uniti e Cina, solo gli europei hanno la possibilità di diventare una vera potenza".
Quindi, dice ancora, "dobbiamo decidere se rimanere semplicemente un grande mercato soggetto alle priorità degli altri oppure se prendere le misure necessarie per diventare una potenza".
Ma occorre essere "chiari: raggruppare piccoli Paesi non produce automaticamente un blocco potente. Questa è la logica della confederazione, la logica con cui l'Europa opera ancora nella difesa, nella politica estera e nelle questioni fiscali. Questo modello non produce potenza: un gruppo di Stati che si coordina rimane un gruppo di Stati, ognuno con un veto, ognuno con un calcolo separato, ognuno vulnerabile all'essere eliminato, uno per volta", avverte l'ex presidente della Bce.
"Agendo insieme riscopriremo l'orgoglio, da tempo dormiente"
Draghi dice che agendo "insieme", noi europei riscopriremo cose che sono state a lungo "dormienti", come il nostro "orgoglio". "Alcuni - afferma - potrebbero illudersi che il mondo non sia realmente cambiato, altri che la geografia li rende immuni. Altri potrebbero credere che rinunciare all'indipendenza economica o addirittura al territorio non minacci la loro capacità di preservare i valori che ci definiscono, ma questo non dovrebbe impedire ai più lungimiranti di andare avanti".
In Europa, prosegue, "siamo tutti nella stessa posizione di vulnerabilità, che lo vediamo o no. Le vecchie divisioni che ci paralizzavano sono state superate da una minaccia comune, ma la minaccia da sola non ci sosterrà. Ciò che è iniziato nella paura deve continuare nella speranza. Agendo insieme riscopriremo cose che sono state a lungo dormienti: il nostro orgoglio, la nostra fiducia in noi stessi, la fede nel nostro futuro. E su questa base sarà costruita l'Europa".
'Comune competente per autorizzare evento', Attesa per decisione
cavalieri... 
Al via davanti alla Prima Corte di Assise il processo che vede imputato Francis Kaufmann, accusato del duplice omicidio della figlia Andromeda e della compagna Anastasia Trofimova, trovate senza vita il 7 giugno scorso a Villa Pamphili a Roma. Per Kaufmann lo scorso novembre la procura di Roma ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato.
Alla luce degli elementi raccolti i pm di piazzale Clodio, nell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, contestano all’americano il duplice omicidio aggravato dai motivi futili e abietti, dalla minorata difesa, dalla relazione affettiva con la compagna e dalla discendenza in relazione alla figlia oltre all’occultamento di cadavere.
Kaufmann, che si è dichiarato come Rexal Ford, detenuto nel carcere di Rebibbia dopo essere stato estradato dalla Grecia dove era stato rintracciato diversi giorni dopo il ritrovamento dei corpi, oggi è presente in aula per l’avvio del processo, difeso dall’avvocato Paolo Foti.

Polemiche in Liga dopo la partita tra Real Madrid e Rayo Vallecano. I Blancos di Arbeloa, che ha sostituito l'esonerato Xabi Alonso in panchina, sono riusciti a vincere al Bernabeu per 2-1 grazie a un rigore trasformato da Kylian Mbappé al 100', in pieno recupero. Ma proprio il penalty assegnato al Real è al centro delle critiche, per un contatto che non sembra così falloso.
Succede tutto al 98', durante l'ultimo degli otto minuti assegnati dall'arbitro Isidro Diaz de Mera. Brahim Diaz entra in area di rigore e subisce l'intervento di Mendy. Il difensore ospite, nel tentativo di allontanare il pallone, finisce per colpire allo stomaco l'attaccante ex Milan, protagonista in negativo dell'ultima finale di Coppa d'Africa[1], con il direttore di gara che assegna quindi il penalty.
Immediate le proteste della panchina del Rayo Vallecano, incredula per la decisione. Rivedendo le immagini infatti il contatto non appare così netto, con la gamba che non sembra colpire Brahim Diaz ma terminare il suo slancio prima di entrare in contatto con il giocatore, che poi 'di mestiere' si prende il calcio di rigore. L'episodio è stato riguardato anche al Var, che però ha confermato la decisione dell'arbitro.
Con questa vittoria il Real Madrid, uscito tra i fischi del Bernabeu nonostante il successo in extremis, sale a 54 punti, portandosi a -1 dal Barcellona capolista. Tre punti d'oro quindi per Arbeloa, reduce dalla delusione per la cocente sconfitta in Champions League contro il Benfica di Mourinho[2], che ha condannato i Blancos ai playoff.

L’associazione Nazione Futura ha depositato un atto di opposizione presso l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo) contro la domanda di registrazione del marchio “Futuro nazionale”, presentata da Roberto Vannacci.
Alla base dell’iniziativa, spiega l’associazione fondata e presieduta da Francesco Giubilei, vi è “l’elevato rischio di confusione e di somiglianza” tra il nome e il simbolo di “Futuro nazionale” e quelli di “Nazione futura”, oltre alla necessità di tutelare un diritto anteriore già consolidato. Secondo Nazione futura, l’uso effettivo e continuativo del proprio nome e segno distintivo costituisce un elemento idoneo a impedire la registrazione di un marchio sostanzialmente identico, soprattutto in presenza di ambiti di attività sovrapponibili.
Nel documento depositato all’Euipo viene richiamato l’articolo 8, paragrafo 4, del Regolamento sul marchio dell’Unione europea, che riconosce il nome “Nazione futura” come diritto anteriore opponibile. A giudizio dell’associazione, il marchio “Futuro nazionale” risulterebbe infatti privo dei requisiti di novità e distintività, essendo composto dalle stesse componenti verbali, semplicemente invertite nell’ordine. Nazione futura sottolinea inoltre come il proprio marchio goda di notorietà su tutto il territorio nazionale, elemento che rafforzerebbe l’opposizione alla registrazione. Al momento, viene precisato, la domanda presentata da Vannacci risulta ancora “in fase di esame e valutazione” e non è stata approvata dall’ufficio europeo.
Non manca una nota politica: l’associazione esprime rammarico per la scelta di Vannacci, ricordando come l’ex generale abbia in passato partecipato a iniziative, convegni ed eventi promossi da Nazione futura. Un’imitazione del nome e del simbolo che, secondo i promotori, appare particolarmente significativa proprio alla luce di questi precedenti rapporti. Contestualmente, Nazione futura ha annunciato l’apertura del tesseramento 2026 con lo slogan “Leali e coerenti”, ribadendo il proprio posizionamento nell’area culturale e politica del centrodestra. L’associazione sottolinea inoltre di considerare ogni iniziativa che nasca a destra ma al di fuori dell’attuale coalizione di governo come un possibile vantaggio per la sinistra.
Da qui l’appello finale rivolto a quanti si dichiarano delusi dall’esperienza politica di Vannacci e dall’associazione “Il mondo al contrario”: “Iscrivetevi a Nazione futura”, invitano i vertici, definendo l’organizzazione come una comunità fondata su valori di lealtà e coerenza, “che uniscono anziché dividere”.

Il governo accelera sul pacchetto sicurezza dopo i fatti di Torino, segnati da un'aggressione ai danni delle forze dell'ordine nel corso della manifestazione per il centro sociale Askatasuna. È in corso a Palazzo Chigi la riunione convocata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per fare il punto sulle misure allo studio, con l'obiettivo di portare il provvedimento all'esame del Consiglio dei ministri già mercoledì, secondo modalità che saranno al centro dell'incontro di oggi. Al vertice partecipano i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani (quest'ultimo collegato da remoto perché impegnato in Sicilia) insieme ai ministri Matteo Piantedosi (Interno), Guido Crosetto (Difesa) e Carlo Nordio (Giustizia). Presenti anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e quello per l'attuazione del programma di governo, Giovanbattista Fazzolari.
Sono presenti alla riunione anche il comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo, il comandante generale della Guardia di Finanza, Andrea De Gennaro e il capo della Polizia, Vittorio Pisani.
In mattinata Salvini, intervenendo ai microfoni di Rtl, ha parlato di azioni "non improvvisate, ma preorganizzate" e ha sottolineato che "alcune norme che avevamo già elaborato come Lega nei mesi passati diventano urgenti". Tra le proposte, "la possibilità di fare perquisizioni sul posto se ci sono ipotesi di violenza imminente" e il "fermo preventivo, direi anche fino a 24 ore, per i sospetti". Il leader della Lega ha inoltre rilanciato l'ipotesi di una cauzione per chi organizza cortei e manifestazioni: "È ora della responsabilità: anche gli organizzatori devono garantire personalmente", perché altrimenti "i danni li paga l'intera collettività". Sul pacchetto sicurezza, Salvini ha infine chiesto di accelerare l'iter parlamentare: "C'è una proposta di legge in Parlamento e proponiamo la corsia accelerata".
Grammy 2026, "ancora non ascoltano": Ricky Gervais riposta un suo discorso dopo gli attacchi all'Ice

"Ancora non ascoltano". E una faccina che ride. A poche ore dai Grammy 2026, Ricky Gervais ha ricordato con un post un suo discorso ai Golden Globe 2020 dopo gli attacchi degli artisti all'Ice.
Il tema dell'immigrazione è emerso con forza durante la cerimonia degli Oscar della musica. Bad Bunny ha utilizzato il suo discorso per veicolare un messaggio anti-Ice, dichiarando: "Non siamo selvaggi, non siamo animali, non siamo alieni, ma esseri umani e americani". E "prima di dire grazie a Dio, dirò Ice out", ha detto l'artista. Billie Eilish ricevendo il premio, sul palco con il fratello Finneas, ha affermato: "Per quanto mi senta grata, onestamente non sento di dover dire nulla, ma che nessuno è illegale su terra rubata. È davvero difficile sapere cosa dire e cosa fare in questo momento. Sento che dobbiamo continuare a combattere, a parlare e a protestare, e le nostre voci contano davvero, e le persone contano[1]."
Era il 5 gennaio 2020. Il comico non risparmiò nessuno nel suo monologo. "Se vincete un premio, questa sera, non usate questo palco come piattaforma per un discorso politico. Non siete in alcuna posizione di superiorità per dare una lezione al pubblico, su niente. Non conoscete nulla del mondo reale. Molti di voi hanno trascorso meno tempo tra i banchi di scuola di Greta Thunberg. Quindi, se vincete, venite qui, accettate il vostro piccolo premio, ringraziate il vostro agente e il vostro dio e andate a fan...", disse tra l'altro.
Il presidente della Fondazione: "Maggiore accessibilità e minore
attesa per gli utenti... 
Cristiano Ronaldo 'sciopera' in Arabia Saudita. Il fuoriclasse portoghese è stato escluso dalla lista dei convocati dell'Al Nassr per la partita di oggi, lunedì 2 febbraio, contro l'Al Riyadh, valida per la 20esima giornata della Saudi Pro Leadue, il campionato arabo. Alla base della decisione dell'allenatore Jorge Jesus però non ci sarebbero problemi fisici o tantomeno di gestione del carico di lavoro, ma a tensioni tra Ronaldo e la dirigenza.
L'attaccante portoghese, 40 anni, si sarebbe infatti rifiutato di partire per la trasferta di campionato, come riportato dal quotidiano portoghese A Bola. E il motivo sarebbero le decisioni di calciomercato del Pif, il fondo sovrano saudita proprietario di diverse squadre in Arabia, come l'Al Nassr, l'Al Hilal e l'Al Ittihad.
Ronaldo sta percependo un sostanziale disinteresse verso l'Al Nassr, in favore dei 'cugini' dell'Al Hilal. Nel mercato invernale infatti l'unico acquisto è stato il centrocampista iracheno Haydeer Abdulkareem, mentre la squadra allenata da Simone Inzaghi, e in cui militano Sergej Milinkovic-Savic e Theo Hernandez, ha ingaggiato Pablo Mari e sembra avere obiettivi di ben altra caratura sul mercato.
Numeretti a partire dalle 14 in portineria...
I biancoblu torneranno in campo mercoledì a Sassari contro
Peristeri... 
Il rischio di una guerra mondiale resta elevato. E' il nuovo avvertimento lanciato dal vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, Dmitry Medvedev, che ha definito “estremamente pericolosa” l’evoluzione della situazione internazionale.
Secondo Medvedev, la recente ripresa dei contatti tra Russia e Stati Uniti è un segnale positivo: “Abbiamo riavviato il dialogo e stiamo conducendo consultazioni su numerosi temi, inclusa la possibile risoluzione del conflitto in Ucraina”. Tuttavia, ha avvertito che questo non basta a ridurre le tensioni globali. “Purtroppo, un conflitto globale non può essere escluso. I rischi restano molto alti e non sono diminuiti”.
Forte della sua esperienza come ex presidente e attuale vicepresidente del Consiglio di Sicurezza, Medvedev individua il pericolo principale nella “diminuzione della soglia del dolore”. Ha ricordato come in passato, durante la Guerra Fredda, anche solo discutere di uno scontro nucleare tra Urss, Stati Uniti, Nato e Patto di Varsavia provocasse shock e timore diffuso.
Oggi, secondo il politico russo, l’atteggiamento verso questi temi è cambiato radicalmente, con un’evoluzione particolarmente evidente negli anni della precedente amministrazione statunitense. “Abbiamo avvertito che tutto questo poteva portare a una spirale fuori controllo”, ha spiegato. “Un attacco porta a una risposta, poi a un’altra ancora, fino a una reazione finale di portata globale e totalmente devastante”.
Richieste per Zappa, Zè Pedro, Luvumbo e Luperto... Petardo colpisce Audero, identificato tifoso: ha perso tre dita ed è stato picchiato, sarà arrestato
Il petardo lanciato dal settore ospiti dell'Inter e ha colpito Emil Audero durante la sfida con la Cremonese lascia strascichi che potrebbero avere conseguenze serie per il club nerazzurro. Secondo quanto ricostruito da 'Il Corriere della Sera', le forze del'ordine hanno rapidamente identificato l'uomo che ha lanciato in campo il petardo.
Nel farlo il tifoso ha infatti perso tre dita, con il petardo che gli è esploso tra le mani, ed è stato picchiato dai suoi stessi compagni di curva, chiaramente in disaccordo con il gesto. L'uomo è stato quindi trasportato in ospedale e sarà successivamente arrestato. La curva dell'Inter, secondo quanto risulta, non sarebbe direttamente coinvolta, con il tifoso che non farebbe parte del tifo organizzato ma di un Inter Club.
Cos'è successo allo Zini
Succede tutto a inizio secondo tempo[1], quando uno scoppio richiama l'attenzione del direttore di gara Davide Massa. L'arbitro si avvicina all'area di rigore, dove è a terra Audero, colpito dal petardo. Immediato l'intervento dello staff medico della Cremonese, in soccorso al proprio portiere, mentre i giocatori si avvicinano per assicurarsi delle sue condizioni.
Lautaro Martinez, capitano dell'Inter e autore dell'1-0, si rivolge al settore ospiti insieme a Federico Dimarco e all'allenatore Cristian Chivu per chiedere di mantenere la calma, e prevenire nuovi episodi di questo tipo.
Cosa rischia l'Inter
Probabile che il club nerazzurro vada incontro a una multa salata, ma molto dipenderà da quello che scriverà Massa nel proprio rapporto e dalla decisione del Giudice Sportivo. Possibile anche la chiusura del settore ospiti per le prossime trasferte della squadra di Chivu, ma non è da escludere che la Curva Nord possa rimanere chiusa in occasione del big match contro la Juventus a San Siro, in programma sabato 14 febbraio. Sembra scongiurata invece l'ipotesi di una sconfitta 3-0 a tavolino.
A confermarlo è Roberto Afeltra, avvocato ed esperto di diritto sportivo, ospite di Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1: "Il petardo non ha colpito l'atleta, anche se ha creato un immediato danno. Il fatto che l'atleta sia riuscito a proseguire e a concludere la partita esclude l'applicazione della sanzione massima. Bisognerà vedere quale sarà la sanzione tra la multa, la chiusura di un settore, disputare a porte chiuse una o più gare o chiudere più parti dello stadio. La penalizzazione di punti all'Inter? No, non è prevista".
"Non sono abituato a fare previsioni ma la sanzione che potrà ricevere la società può andare dalla chiusura di un settore dello stadio per un determinato periodo oppure giocare una gara a porte chiuse. Oltre questo non si dovrebbe andare". Ipotesi sconfitta a tavolino? "Se il portiere avesse dovuto abbandonare il campo parzialmente o definitivamente, ci poteva essere il rischio di applicazione della perdita della gara".
Le intemperanze si sono spostate all'esterno, anche lì si arriva alle sanzioni contro la società. E poi pagano tutti gli altri tifosi. La responsabilità oggettiva della società si estende anche in luoghi lontani dallo stadio? "Questo è un elemento sul quale bisogna sedersi attorno a un tavolo e trovare una soluzione. A mio modesto avviso, le società non possono rispondere di responsabilità oggettiva per fatti che non solo non si possono evitare ma anche prevedere, al di fuori delle capacità delle società di evitare incidenti. Dovrebbero essere ben diverse le sanzioni".
Le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 sono un grande evento per gli sport invernali ma anche una grande occasione di sviluppo per il territorio. In questa chiave vanno letti gli investimenti realizzati dal Gruppo Fs per la mobilità sostenibile, che hanno un duplice obiettivo: rendere più facili e funzionali possibile gli spostamenti nel periodo delle gare e lasciare in eredità infrastrutture che restino al servizio delle comunità. Ne ha parlato diffusamente Giuseppe Inchingolo, Chief Corporate Affairs, Communication & Sustainability Officer gruppo Fs Italiane, durante un sopralluogo con i giornalisti nei territori interessati. Con una premessa: "L'impulso dato dall'Ad Stefano Donnarumma nell'ultimo anno e mezzo per la realizzazione delle opere di Milano Cortina 2026 è stato determinante".
Nello specifico, Rfi ha ristrutturato dieci stazioni nei territori interessati e Trenitalia si prepara a gestire flussi superiori ai 100mila passeggeri. Dal punto di vista degli investimenti, 341 milioni di euro in Lombardia e 303 milioni tra Trentino e Veneto, a cui si affianca un importante contributo del trasporto su gomma, con circa 500 bus di Busitalia al giorno diretti verso le principali destinazioni in tutta Italia
Tutto quello che è stato fatto rientra nelle prerogative del ruolo di Mobility premium partner dei Giochi olimpici che rappresenta per il Gruppo FS "un impegno di natura strategica" che, ha evidenziato Inchingolo, "si inserisce pienamente nell’attuazione del Piano Strategico 2025-2029 del Gruppo, orientato al rafforzamento di un sistema di trasporti moderno, integrato e sostenibile e alla promozione dell’utilizzo del trasporto ferroviario". Quello che è visibile oggi deve rimanere anche domani: "Stiamo lavorando alla riqualificazione di numerose stazioni e al potenziamento della rete ferroviaria in Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige, con interventi che migliorano l’accessibilità, la qualità degli spazi e la resilienza dell’infrastruttura nel lungo periodo". Una rete ferroviaria "più accessibile, efficiente e sostenibile diventerà così un patrimonio permanente per le regioni interessate e per tutto il Paese, contribuendo alla crescita e alla qualità della vita delle generazioni future".
Cambia anche il ruolo che devono avere le singole stazioni che diventano "veri e propri hub di gestione". Inchingolo si è soffermato più volte su questo piano. "Non si tratta più soltanto di luoghi di transito, ma di spazi in cui si concentrano funzioni fondamentali come l’assistenza ai passeggeri, la diffusione delle informazioni, l’indirizzamento dei flussi e il coordinamento tra diverse modalità di trasporto".
Altro elemento centrale è l'intermodalità. Sono previsti due hub di interscambio nelle stazioni di Tirano e Ponte nelle Alpi, nodi strategici per il passaggio dal treno agli autobus diretti verso le mete olimpiche. Si tratta di soluzioni operative "pensate per rendere il cambio di mezzo più semplice, guidato e veloce, riducendo il rischio di disorientamento e congestione e migliorando l’esperienza complessiva di viaggio". Nelle giornate più simboliche, come la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici e quella di apertura dei Giochi Paralimpici, sarà inoltre attivato un hub di interscambio anche presso la stazione di Verona Porta Nuova. "Una scelta che evidenzia l’attenzione alla gestione dei picchi di domanda e alla necessità di un’organizzazione straordinaria proprio nei momenti di massima pressione sul sistema di trasporto".
Insieme alle soluzioni tecniche e logistiche, ci sono tutti quei fattori che concorrono a rendere il Gruppo Fs "un partner strategico dei Giochi". Con una particolare menzione per la comunicazione. "Attraverso comunicazioni trasparenti e contenuti multimediali, vogliamo far comprendere come mobilità, accessibilità e sostenibilità siano parte integrante dell’esperienza olimpica, lasciando un’eredità concreta sul territorio anche dopo l’evento". La comunicazione, quindi, "non è solo il racconto di un evento, ma uno strumento per trasmettere una visione. Milano Cortina 2026 rappresenta un’occasione unica per mostrare come la mobilità sostenibile possa diventare un motore di sviluppo, inclusione e coesione sociale".
Il ruolo di Rete Ferroviaria Italiana (RFI)
Grazie a un investimento complessivo di circa 650 milioni di euro, di cui 120 cofinanziati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, RFI è intervenuta su dieci stazioni situate nelle principali aree olimpiche di Lombardia, Trentino-Alto Adige e Veneto.
In Lombardia, sono programmati 341 milioni di euro per efficientamento delle stazioni, nuove aree di sosta per i treni, interventi di accessibilità e restyling, soppressione di passaggi a livello e manutenzione straordinaria delle tratte più sensibili: azioni concrete che aumentano la qualità del servizio e la capacità di risposta della rete.
Tra Veneto e Trentino-Alto Adige si aggiungono 303 milioni di euro destinati a interventi di accessibilità, riqualificazione, videosorveglianza ed elettrificazione dei tratti strategici. L’obiettivo è rafforzare la continuità dei collegamenti verso le sedi di gara e rendere più robusto il sistema di mobilità in aree che, durante i Giochi, saranno attraversate da flussi eccezionali ma che, anche dopo, beneficeranno di una rete più moderna e più sicura.
Le stazioni riqualificate
Stazione di Ponte nelle Alpi. Il progetto ha previsto il restyling del sottopasso, la riorganizzazione del piazzale della stazione con una maggiore attenzione alla pedonalità e all’intermodalità, la riqualificazione delle pensiline e l’ampliamento dell’edificio storico con l’utilizzo di materiali sostenibili e nuovi spazi dedicati al comfort dei passeggeri.
Stazione di Belluno. Il progetto ha riguardato il restyling del fabbricato di stazione con interventi di adeguamento sismico e la creazione di nuovi spazi per aumentare il comfort dei passeggeri, la riqualificazione del sottopasso e la trasformazione dell’ex bocciodromo in una ciclostazione per incentivare l’uso della bicicletta.
Stazione di Feltre. Il progetto ha previsto la riorganizzazione del piazzale della stazione con un aumento delle aree pedonali e migliori collegamenti per i mezzi pubblici e privati, il restyling del fabbricato di stazione con interventi strutturali sull’edificio storico soggetto a vincolo architettonico per renderlo più sicuro e funzionale e il potenziamento dell’illuminazione pubblica.
Stazione di Longarone. Le opere comprendono la realizzazione di nuove pensiline e il restyling di quella esistente, la costruzione di un nuovo sottopasso per garantire collegamenti più rapidi e sicuri, l’innalzamento dei marciapiedi per facilitare l’accesso ai treni e la realizzazione di percorsi tattili per l’orientamento delle persone ipovedenti. È stato realizzato un nuovo binario e un nuovo marciapiede, con l’obiettivo di potenziare la funzionalità complessiva della stazione.
Stazione di Trento. Il progetto ha previsto il restauro e il restyling del fabbricato di stazione, il recupero delle pensiline storiche e la riqualificazione delle coperture lato città, la riorganizzazione di piazza Dante con nuovi spazi pedonali e la riqualificazione di piazzetta Mazzoni e piazzetta Foti Martini. Sono stati realizzati un nuovo terminal bus in via Segantini, una nuova ciclostazione e la riqualificazione dei tre sottopassi.
Stazione di Colico. Le opere hanno riguardato il restyling dell’edificio di stazione con nuovi spazi dedicati al comfort dei viaggiatori, la riqualificazione del sottopasso e la riorganizzazione del piazzale della stazione per favorire la pedonalità e l’interscambio tra i diversi mezzi di trasporto.
Stazione di Morbegno. Gli interventi hanno migliorato l’accessibilità e il comfort dei viaggiatori attraverso l’innalzamento del marciapiede uno, la realizzazione di nuovi percorsi tattili per le persone ipovedenti, il restyling del sottopasso e della pensilina del marciapiede uno e la riqualificazione dell’edificio di stazione con nuovi spazi dedicati ai passeggeri. È stato riorganizzato il piazzale della stazione per favorire la pedonalità e l’intermodalità.
Stazione di Sondrio. Gli interventi hanno compreso il restyling del sottopasso, l’adeguamento sismico e la riqualificazione dell’edificio di stazione con nuovi spazi più confortevoli per i viaggiatori, la riorganizzazione del piazzale della stazione a favore della pedonalità e dell’interscambio e la realizzazione di una nuova postazione della Polizia Ferroviaria.
Stazione di Lecco. Il progetto ha previsto il restyling del sottopasso, il recupero delle pensiline storiche, la riqualificazione del fabbricato di stazione con interventi di adeguamento sismico e nuovi spazi per i passeggeri e la riorganizzazione del piazzale con aree pedonali dedicate e una nuova ciclostazione coperta.
Stazione di Tirano. Le opere hanno previsto la riqualificazione del sottopasso, il restyling del fabbricato di stazione con spazi più moderni e confortevoli, la riorganizzazione del piazzale e dei parcheggi con un aumento delle aree pedonali e migliori collegamenti con autobus e altri mezzi di trasporto.
I cantieri stradali, gli interventi principali
Anas ha avviato e portato a termine un articolato insieme di interventi strategici lungo la Strada Statale 51 di Alemagna, finalizzati ad accrescere i livelli di sicurezza e di funzionalità dell’asse viario in vista dell’evento olimpico. Il programma complessivo comprende opere già concluse, varianti di tracciato prossime all’apertura e cantieri in fase di ultimazione, che saranno rimossi prima dell’inizio dei Giochi.
Gli interventi hanno comportato un investimento complessivo superiore a 360 milioni di euro e risultano in gran parte già ultimati; i restanti saranno completati o resi pienamente funzionali nelle prossime settimane. Il Ponte Cadore è stato riaperto al traffico il 23 dicembre, al termine della fase I di un complesso intervento di manutenzione straordinaria e adeguamento strutturale. Oltre la metà degli interventi realizzati sulla SS 51 a partire dal 2017 è stata dedicata alla mitigazione del rischio idrogeologico, nell’ambito delle competenze Anas limitate all’asse stradale.

Oggi, 2 febbraio 2026, si celebra la Candelora, una delle feste più antiche del calendario popolare e liturgico che intreccia fede, natura e antiche usanze. Per molte comunità è vista come una sorta di rito che simboleggia la luce e l’uscita dalle tenebre.
Origine religiosa
Secondo la tradizione cristiana, la Candelora — ufficialmente chiamata Festa della Presentazione del Signore o Presentazione di Cristo al Tempio — ricorda un episodio evangelico: Gesù, bambino di 40 giorni, viene portato da Maria e Giuseppe al Tempio di Gerusalemme, dove il devoto Simeone lo riconosce come luce per tutte le genti. Per questo motivo, nella liturgia si benedicono le candele, simbolo di luce e speranza, che i fedeli possono portare in chiesa e poi nelle case.
Storicamente la celebrazione fu fissata al 2 febbraio nel VI secolo dall’imperatore Giustiniano I (in precedenza cadeva il 14 febbraio), e già nel Medioevo si diffuse la tradizione di processioni con candele accese.
Tra fede e folklore
Il 2 febbraio si trova esattamente a metà tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera, e molte tradizioni popolari italiane e europee ne fanno un giorno di profezie climatiche. Secondo il sapere contadino, osservare il tempo in questa data aiuterebbe a prevedere l’andamento dell’inverno restante. Uno dei più famosi e conosciuti recita: “Se c’è sole a Candelora, dell’inverno semo fòra. Ma se piove o tira vento, de l’inverno semo dentro”.
In Sardegna, Piemonte, Calabria, Toscana e altre regioni ci sono varianti dialettali di questo proverbio, tutte legate alla speranza di un clima più mite e alla fine della stagione fredda.
Tradizioni e curiosità dal mondo
La Candelora non è solo un evento religioso: in molte culture ha assunto sfumature locali e popolari.
In Francia e Belgio la ricorrenza è famosa come La Chandeleur, il “giorno delle crêpes”. La tradizione di mangiare crepes risale a un’usanza in cui i pellegrini ricevevano cibo e che, con la forma rotonda e il colore dorato del piatto, simboleggia il sole e il ritorno della luce.
In Messico e in molte comunità ispaniche la Candelora (Candelaria) è legata alla chiusura delle feste natalizie con danze, processioni e piatti tipici come i tamales.
Negli Stati Uniti e in Canada la celebrazione popolare del Groundhog Day ('Giorno della Marmotta'), reso celebre nel mondo dal cult anni ’80 con Bill Murray ‘Ricomincio da capo’. Basato sul comportamento di una marmotta (la Marmota Monax) al suo risveglio dal letargo, deriva dalle stesse antiche credenze europee legate alle previsioni meteorologiche di metà inverno: l’animale che vede la propria ombra è considerato un segno che l’inverno durerà ancora.
In alcuni paesi del Nord Europa, come il Galles, antichi riti legati alla Candelora (Gŵyl Fair y Canhwyllau) includevano forme di divinazione e usanze di buon augurio per la salute e la longevità.
La luce come simbolo eterno
Che si tratti di processioni con candele, proverbi contadini o crepes rotonde: al centro della Candelora resta sempre l’idea di luce che rinasce, di fine dell’oscurità invernale e di un cammino verso la primavera e la rinascita. Una vecchia festa che continua a vivere, trasformandosi ma mantenendo intatto il suo nucleo simbolico.

Quando torna in campo Jannik Sinner? Il tennista azzurro è reduce dalla cocente delusione degli Australian Open 2026, dove da bicampione in carica è stato eliminato in semifinale da Novak Djokovic, vedendo poi alzare il trofeo al rivale Carlos Alcaraz e scivolando sempre più al secondo posto del ranking Atp. La rincorsa di Sinner però è appena cominciata, con l'azzurro che intende riscattarsi al più presto. Ma quando gioca Jannik?
Il ritorno in campo di Sinner è atteso per la metà di febbraio, dopo un breve periodo di riposo. L'azzurro parteciperà infatti all'Atp 500 di Doha, in Qatar, nel torneo in programma dal 16 al 21 febbraio, dove è iscritto, tra gli altri, anche Carlos Alcaraz.
Lo scorso anno Sinner non ha potuto partecipare al torneo di Doha, così come ai tornei dei successivi tre mesi, a causa della sospensione per il caso Clostebol. L'appuntamento qatariota è quindi un'occasione per conquistare punti preziosi in chiave ranking e accorciare sul primo posto di Alcaraz, ora a 3650 lunghezze di distanza[1].

L'Assegno unico universale in aumento dell'1,4% a partire da febbraio 2026. L'Inps ha pubblicato i nuovi importi rivalutati secondo l'adeguamento annuale al costo della vita. Innanzitutto è necessario rinnovare l’Isee. Da marzo 2026, in assenza di un Indicatore della Situazione economica equivalente valido, l’Assegno unico viene pagato con importo minimo. Se l’Isee viene attestato entro il 30 giugno 2026, l’Inps può ricalcolare l’importo e riconoscere gli arretrati.
Questo sostegno economico per le famiglie con figli a carico viene erogato d’ufficio, in continuità, per chi ha già beneficiato della misura, nel caso in cui negli archivi dell’Inps risulti presente la relativa domanda in stato “accolta”, senza necessità di presentarne una nuova.
Il nuovo Isee specifico per le prestazioni assistenziali entrerà in vigore da marzo 2026. Nel frattempo dal primo gennaio di quest'anno, le soglie Isee sono state rivalutate all’1,4% per adeguarsi all’inflazione. Grazie a questa rivalutazione, l'importo massimo per Isee fino a 17.468,51 euro diventa di 204,4 euro al mese per figlio, l'importo minimo oltre 46.582,71 euro di Isee circa 58,5 euro al mese per figlio.
Le soglie Isee vengono così aggiornate:
Prima fascia: fino a 17.468,51 euro
Fascia decrescente: da 17.468,51 a 46.582,71 euro
Oltre questa soglia spetta l’importo minimo
Inoltre, oltre ai valori degli importi e delle maggiorazioni adeguati annualmente alle variazioni dell'indice del costo della vita (maggiorazioni per figli con disabilità, maggiorazione figli ulteriori al secondo, maggiorazione figli per madre di età inferiore a 21 anni, bonus secondo percettore di reddito), in presenza di determinati requisiti sussistono le seguenti maggiorazioni:
a) nuclei familiari con figli di età inferiore a un anno:
per ciascun figlio di età inferiore a un anno l’importo dell’AUU calcolato sulla base delle soglie ISEE 2026 è incrementato nella misura del 50% fino al compimento del primo anno di vita del bambino;
b) nuclei familiari con almeno tre figli e Isee, neutralizzato ai fini AUU, pari o inferiore alla fascia massima ISEE (46.582,71 euro per l’anno 2026): per ciascun figlio nella fascia di età da uno a tre anni, l’importo dell’AUU calcolato sulla base delle soglie ISEE 2026 è incrementato nella misura del 50%;
c) nuclei familiari con almeno quattro figli a carico: maggiorazione forfettaria pari a 150 euro.
Torna in campo la Roma. Oggi, lunedì 2 febbraio, i giallorossi sfidano l'Udinese - in diretta tv e streaming - in trasferta nella 23esima giornata di Serie A. La squadra di Gasperini è reduce dal pareggio contro il Panathinaikos in Europa League, valso comunque la qualificazione agli ottavi di finale della competizione europea, mentre in campionato ha pareggiato contro il Milan 1-1. L'Udinese di Runjaic invece ha vinto per 3-1 contro l'Hellas Verona al Bentegodi.
Udinese-Roma, orario e probabili formazioni
La sfida tra Udinese e Roma è in programma oggi, lunedì 2 febbraio, alle ore 20.45. Ecco le probabili formazioni:
Udinese (3-4-2-1): Okoye; Solet, Kristensen, Bertola; Ehizibue, Miller, Karlstrom, Zemura; Ekkelenkamp, Atta; Davis. All. Runjaic
Roma (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante, El Aynaoui, Wesley; Pellegrini, Soulé; Malen. All. Gasperini
Udinese-Roma, dove vederla in tv
Udinese-Roma sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Dazn, visibili tramite smart tv, ma anche su quelli SkySport. La partita si potrà seguire anche in streaming sull'app di SkyGo, sulla piattaforma di Dazn e su NOW.

Lewis Hamilton e Kim Kardashian sono una coppia. Il tabloid The Sun propone, in 'esclusiva mondiale', le news relative al pilota britannico della Ferrari e alla star americana dei reality. Il 41enne driver e la 45enne imprenditrice, madre di 4 figli, avrebbero appena trascorso un romantico weekend da 120mila sterline - circa 140mila euro- in un resort dell'Oxfordshire, che Kardashian avrebbe raggiunto con il proprio jet privato, in compagnia di due assistenti.
Quindi, il trasferimento fino alla lussuosa destinazione con 2 van impiegati per trasportare 8 valigie. Tra i bagagli, spiccava una borsa Birkin alta 50 centimetri e dal valore di 76mila sterline. Hamilton sarebbe arrivato in elicottero, atterrando all'aeroporto di Oxford: se il volo di Kardashian è costato circa 90mila sterline, il pilota della Ferrari ha dovuto spendere solo 5mila pounds per il trasferimento.
Hamilton e Kardashian si conoscono da tempo. Le frequentazioni sono iniziate nel 2014, quando il pilota faceva coppia con la cantante Nicole Scherzinger e la star dei reality era legata a Kanye West.

"I Grammy Awards sono il peggio, praticamente inguardabili". Donald Trump spara a zero contro i Grammy Awards dopo la cerimonia caratterizzata da interventi poco graditi al presidente degli Stati Uniti. Nel mirino, in particolare, le parole del conduttore Trevor Noah[1] che associa Trump a Jeffrey Epstein, il finanziere morto suicida in carcere, dove era detenuto dopo la condanna per abusi sessuali e traffico di minori. "La Cbs è fortunata a non avere più questa spazzatura", scrive Trump sul social Truth.
"Sbagliando, Noah ha detto di me che Donald Trump e Bill Clinton sono stati sull'isola di Epstein. Sbagliato!!! Non posso parlare per Bill, ma io non sono mai stato a Epstein Island, né in nessun posto vicino e fino alla dichiarazione falsa e diffamatoria delle ultime ore non sono mai stato accusato di essere stato là, neanche dai Fake News Media", aggiunge nel post.
"Noah, un perdente totale, farebbe meglio a chiarire, a farlo in fretta - incalza - A quanto pare manderò i mei legali a fare causa contro questo povero, patetico, incapace, stupido". "Gli farò causa per molti dollari - conclude - Preparati Noah, mi divertirò con te!".
La reazione di Trump arriva dopo le parole del conduttore Trevor Noah nella cerimonia di consegna dei premi. "Canzone dell'anno, un grammi che ogni artista vuole quasi quanto Trump vuole la Groenlandia", le parole di Noah. "Ha senso perché ora l'isola di Epstein non c'è più e" Trump "ha bisogno di un'altra isola per divertirsi con Bill Clinton".,

"Fuori l'Ice, siamo umani, non selvaggi". La cerimonia dei Grammy Awards 2026 ha rappresentato una piattaforma significativa per la veemente condanna delle operazioni dell'Ice negli Stati Uniti. L'artista portoricana Bad Bunny ha inaugurato questo coro di protesta. Nel ricevere il premio per il Miglior Album di Musica urbana, il 31enne ha dichiarato con enfasi: "Prima di ringraziare Dio, dirò 'ICE out'". Il cantante ha proseguito affermando: "Non siamo selvaggi, non siamo animali, non siamo alieni; siamo umani e siamo americani".
Il suo appello, accolto da un caloroso applauso, è giunto a una settimana dalla sua prevista esibizione al Super Bowl per il concerto dell’intervallo, al quale parteciperà anche i Green Day. L'appuntamwnto è per domenica prossima Santa Clara: sul campo Seattle Seahawks e New England Patriots. Il presidente Usa Donald Trump ha fatto sapere che non sarà presente allo stadio (l’anno scorso era in tribuna) definendo incomprensibile la scelta della Nfl.
Numerosi partecipanti alla cerimonia hanno scelto di indossare una spilla con scritto 'ICE out'[1]. Tra questi figuravano la coppia di rilievo Justin e Hailey Bieber, la veterana interprete Joni Mitchell, il cantante statunitense Jordan Tyson e l'attrice e cantante Helen J. Shen.
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