
(Adnkronos) - Entra nel vivo la Maturità 2026. Oggi è infatti il giorno atteso da oltre mezzo milione di studenti che si preparano all'esame di Stato: il Ministero dell'Istruzione e del Merito rende disponibili gli elenchi dei presidenti di commissione e dei commissari esterni, uno degli ultimi passaggi chiave prima dell'avvio delle prove scritte fissato per il 18 giugno.
La pubblicazione delle commissioni consente ai maturandi di conoscere i docenti esterni che prenderanno parte alla valutazione finale insieme agli insegnanti interni e al presidente di commissione. La composizione rappresenta una delle principali novità introdotte con il nuovo esame: le commissioni sono infatti ridotte e composte da quattro commissari, due interni e due esterni, oltre al presidente esterno.
Studenti, famiglie e docenti potranno verificare la composizione delle commissioni attraverso il motore di ricerca dedicato del Ministero dell'Istruzione e del Merito. Nelle scorse ore il portale riportava ancora l'avviso 'Le funzioni saranno disponibili a breve', in attesa dell'aggiornamento con i dati ufficiali (a questo link). Una volta attivato il servizio, sarà sufficiente selezionare la provincia e l'istituto scolastico di interesse per consultare presidenti e commissari assegnati.
Parallelamente, i docenti nominati riceveranno la comunicazione ufficiale attraverso la procedura informatizzata SIDI e tramite posta elettronica collegata alla piattaforma POLIS-Istanze Online.
Tra le principali novità dell'esame di Stato 2026 figura la riduzione del numero dei componenti delle commissioni. Il nuovo modello prevede una commissione ogni due classi composta da cinque membri anziché sette. Nel dettaglio:
- un presidente esterno;
- due commissari esterni;
- due commissari interni.
La modifica punta a rendere più snella l'organizzazione degli esami mantenendo la presenza di docenti sia interni sia esterni all'istituto.
Cambiano anche le modalità di scelta dei commissari interni. Da quest'anno non saranno più individuati liberamente dai consigli di classe, ma dovranno essere designati in relazione alle discipline coinvolte nell'esame.
Dopo la comunicazione ufficiale, presidenti e commissari dovranno procedere con l'accettazione formale dell'incarico. I presidenti faranno riferimento agli Uffici scolastici regionali, mentre i commissari esterni dovranno comunicare l'accettazione tramite il dirigente scolastico della scuola di servizio.
Il documento di nomina dovrà essere stampato e presentato il 16 giugno, data fissata per l'insediamento ufficiale delle commissioni, due giorni prima dell'avvio delle prove scritte.
Un primo passaggio era già avvenuto il 12 maggio scorso, quando gli Uffici scolastici regionali hanno iniziato a pubblicare gli elenchi dei presidenti potenzialmente nominabili per l'Esame di Stato. La fase odierna completa invece la composizione delle commissioni con l'assegnazione definitiva dei presidenti e la pubblicazione dei commissari esterni.
Gli elenchi regionali sono consultabili attraverso i portali dei singoli Uffici scolastici regionali e sono organizzati per provincia, istituto scolastico e codice meccanografico.
La prima prova scritta di Italiano è in programma mercoledì 18 giugno alle ore 8.30. Il giorno successivo, giovedì 19 giugno, si svolgerà la seconda prova scritta, diversa a seconda dell'indirizzo di studio. Al liceo classico la materia caratterizzante sarà Latino, mentre allo scientifico toccherà a Matematica.
L'elemento più innovativo della Maturità 2026 riguarda il colloquio. Per la prima volta l'orale sarà costruito attorno a quattro discipline individuate dal Ministero per ciascun indirizzo di studi. L'obiettivo dichiarato è valorizzare le competenze trasversali, la capacità di collegamento tra materie e il percorso formativo complessivo dello studente.
Secondo le indicazioni ministeriali, il colloquio non sarà limitato alla discussione delle prove scritte ma servirà a verificare capacità argomentative, spirito critico e maturazione personale del candidato.
Tra le novità più rilevanti c'è anche il rafforzamento del ruolo del voto di condotta. Gli studenti con una valutazione inferiore a 6 non possono essere ammessi all'esame. Chi arriva alla Maturità con 6 in comportamento dovrà inoltre affrontare durante il colloquio una specifica riflessione o elaborato sui temi della cittadinanza attiva e responsabile. La condotta incide inoltre sull'attribuzione dei crediti scolastici.
Resta confermata la struttura del punteggio finale su 100 punti. Fino a 40 punti derivano dal credito scolastico accumulato nel triennio, mentre le due prove scritte e il colloquio orale valgono fino a 20 punti ciascuno. Restano previsti eventuali punti bonus per i candidati particolarmente meritevoli.

(Adnkronos) - "Io non penso che ci sia bisogno di altre gambe nel campo largo, penso che ci sia bisogno di testa e di cuore". Così il senatore dem Francesco Boccia a Point Break di Monica Giandotti e Daniele Ruvinetti, in onda ieri sera su San Marino RTV. Rispondendo alla domanda se il campo largo abbia bisogno di una componente moderata, il capogruppo del Partito democratico in Senato aggiunto: "Io penso che in questo periodo ci sia bisogno di chiarezza: la sinistra faccia la sinistra e la destra dica se è una destra alla Roberto Vannacci, cioè xenofoba e razzista, oppure una destra costituzionale. Ma questo non l’abbiamo ancora capito". Boccia interpellato su Forza Italia poi dice: "Non ho mai sentito Gianni Letta e non ho mai incontrato, nella mia vita, Marina Berlusconi".
Nell'intervista Boccia affronta altri temi. A partire dalla legge sul fin vita in discussione al Senato. "Apprezzo l'impegno di Stefania Craxi, ma nello stesso tempo devo prendere atto che fino a oggi la maggioranza ha sempre fatto il contrario di quello che i singoli hanno provato a fare". "Le mediazioni sono sempre fallite perché c'è una parte della maggioranza che ritiene che non debba esserci una legge sul fine vita", avverte.
Sulla cronaca, sulla strage di pachistani in Calabria, Boccia si sarebbe aspettato una posizione netta del governo. "Per molto meno hanno fatto decreti-legge urgenti e non ho sentito nessuna voce del Governo, e mi dispiace", dice. "L'unica voce che ho sentito -dice con riferimento alla destra- è stata quella di Roberto Vannacci che, anziché condannare questa vicenda agghiacciante, l'ha trasformata in una questione legata al colore della pelle degli assassini e delle vittime". Infine il dem ribadisce il suo giudizio su Netanyahu che "è un criminale, dovrebbe essere arrestato. Se non fosse per la debolezza europea, sarebbe già stato assicurato alla giustizia internazionale e, con lui, Katz, Ben Gvir e Smotrich".
"Noi non vogliamo essere ricordati come quelli che non hanno fatto nulla contro un'amministrazione che ha massacrato la popolazione di Gaza", conclude.

(Adnkronos) - Ultima spallata del maltempo, poi arriva l’estate sull’Italia. Dopo un inizio di giugno con un meteo fortemente instabile e, in alcune Regione, caratterizzato da piogge e maltempo, ci si prepara a un nuovo, e definitivo, cambio di stagione. Prima di godersi definitivamente l'estate però, l'Italia dovrà affrontare un'ultima fase di perturbazioni, che poi lascerà spazio a caldo e sole.
Come confermato da Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, si assiste a una fisiologica tregua meteorologica, ma a partire dal pomeriggio di oggi, giovedì 4 giugno, una nuova perturbazione in discesa dalla Normandia arriverà in Italia. Le prime piogge colpiranno Valle d'Aosta e Piemonte, arrivando poi fino a Liguria e Lombardia.
I temporali riguarderanno soprattutto le Regioni del nord Italia, arrivando fino all'Alta Toscana e alle Marche.Sul resto della Penisola, invece, il tempo sarà stabile. Stante la velocità della perturbazione, già venerdì mattina il grosso del fronte si sarà allontanato verso Est. Resterà tuttavia una moderata instabilità residua, capace di innescare qualche rovescio isolato nelle zone settentrionali e appenniniche.
Sabato il quadro andrà ulteriormente migliorando, pur con la possibilità di qualche acquazzone pomeridiano al Nord-Ovest (in particolare tra Alpi e Prealpi). A partire da domenica 7 giugno cambierà invece tutto. Si darà il benvenuto all'Anticiclone delle Azzorre, che si allungherà sull'Europa centro-meridionale riportando sull'Italia l'estate, con massime che si assesteranno tra i 28 e i 32 gradi.

(Adnkronos) - Condanna a morte in Pakistan. Due uomini che sei anni fa hanno violentato in gruppo una turista francese davanti ai suoi figli saranno giustiziati. La sentenza è stata emessa dal tribunale ed è stata riportata dal Daily Mail. Le accuse per Abid Malhi e Shafqat Ali sono quelle di stupro di gruppo, sequestro di persona, rapina e reati di terrorismo.
Entrambi hanno presentato ricorso contro la condanna, con la difesa che ha sostenuto come vi fossero lacune nella versione dei fatti presentata dall'accusa e che la decisione del giudice fosse ingiusta. Gli stessi giudici però hanno respinto l'appello dopo che l'accusa ha presentato quelle che sono state considerate prove schiaccianti contro i due uomini.
Malhi e Ali hanno compiuto la violenza il 9 settembre 2020, dopo che la donna e i suoi tre figli erano rimasti bloccati sull'autostrada che esce da Lahore a causa della mancanza di carburante. La turista francese si era chiusa a chiave all'interno dell'auto in attesa dei soccorsi, ma gli aggressori hanno rotto un finestrino e l'hanno trascinata fuori, dove l'hanno violentata, minacciandola con una pistola, davanti ai suoi figli terrorizzati.
Gli uomini hanno rubato anche denaro, gioielli e carte di credito della donna prima di darsi alla fuga. La polizia ha affermato che la turista è rimasta traumatizzata, ma è stata comunque in grado di fornire alcune descrizioni di base dei suoi aggressori, portando poi all'arresto e alla loro condanna.

(Adnkronos) - È stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario il ragazzo di 18 anni, di origini colombiane, che avrebbe accoltellato e ucciso un vicino di casa, un uomo di 54 anni. E’ accaduto ieri sera in un condominio di via Villastellone, nella zona di Casal del Marmo, periferia ovest di Roma.
Dalle prime ricostruzioni, l'uomo sarebbe stato ucciso al culmine di una lite legata a questioni condominiali. Il corpo della vittima, raggiunta da un fendente al collo, è stato rinvenuto sul terrazzo del primo piano.
Lo stabile è stato sequestrato. Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato Aurelio e il personale del 118 che, nonostante l'intervento, ha potuto solo constatare il decesso del 54enne. Le indagini sono in corso per ricostruire la dinamica dell'omicidio.

(Adnkronos) - Pina Picierno lascia il Partito Democratico. Oggi, giovedì 4 giugno, la vicepresidente del Parlamento europeo ha annunciato la sua decisione di abbandonare il suo partito: "Di dubbi ne ho avuti moltissimi, mi sono più che lacerata, ma credo che per rispetto alla mia dignità politica e personale sia arrivato il momento di lasciare il Pd di Elly Schlein che è divenuto un posto diverso da quello che abbiamo fondato e perché ho sempre chiesto alla politica la forza e il coraggio di fare in coscienza le scelte più giuste. Ora tocca a me avere coraggio", ha detto intervistata oggi sul Foglio da Claudio Cerasa.
"Dopo gli anni della Margherita abbiamo provato a unire le migliori tradizioni democratiche del paese, a conciliare la giustizia sociale con la libertà individuale, ad avvicinare e tenere insieme le aspirazioni socialiste e liberali. Questo era e sarebbe dovuto essere il Pd. Ma ha subìto uno snaturamento avvenuto per scivolamenti inesorabili, senza nemmeno una reale discussione, senza nemmeno il privilegio di poterne discutere in un congresso, come ho più volte chiesto", ha spiegato Picierno, "il Pd che abbiamo voluto al Lingotto non esiste più ed è necessario prenderne atto, ma le ragioni per cui è nato esistono ancora. Resto democratica, non torno indietro".
“Credo che ci sia bisogno di ridare dignità e prospettiva unitaria a milioni di elettori che in questi anni hanno progressivamente abbandonato il Partito democratico scegliendo altre proposte a destra o a sinistra o rimanendo a casa. Questa diaspora", ha concluso Picierno, "va ricomposta fuori dalle alchimie di coalizione e dalla riduzione in tende e cespugli, di vecchie e nuove formule. Serve un riformismo coerente e popolare, in grado di entusiasmare e di far scattare quella scintilla di costruire con fiducia il cambiamento. Credo che ci possa e ci debba essere un impegno comune per fare nascere, tenendo insieme le differenze e le storie, un nuovo soggetto politico largo, che tenga insieme, che nasca per unire esperienze e personalità politiche diverse. Mi metto al servizio di questa idea e di questo progetto".
I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di
Sassari hanno scoperto un'evasione fiscale da oltre 30 milioni di
euro, sottratti al fisco negli ultimi cinque anni, e Iva evasa per
circa 6,5 milioni di euro in un'indagine sul bagarinaggio digitale
che ha portato alla denuncia di una coppia con doppia residenza
italiana e svizzera.
(Adnkronos) - La popstar Dua Lipa e il marito Callum Turner sono atterrati nella tarda serata di ieri a Palermo per festeggiare le nozze appena celebrate a Londra. La coppia è arrivata a bordo di un Cessna Citation XLS operato da VistaJet, un jet privato noleggiato.
Al loro arrivo un van li ha accompagnati al Grand Hotel Villa Igiea, un albergo di lusso di Palermo, dove alloggeranno fino a domenica. Da domani prenderanno il via i festeggiamenti con gli ospiti distribuiti tra Villa Igiea, Grand Hotel et Des Palmes e al Grand Hotel Piazza Borsa. Party esclusivi a Palazzo Gangi e Villa Valguarnera a Bagheria (Palermo).

(Adnkronos) - Flavio Cobolli come Rafa Nadal al Roland Garros. Il tennista azzurro ha raggiunto, per la prima volta in carriera, la semifinale dello Slam di Parigi, battendo Felix Auger-Aliassime nei quarti e regalandosi il derby tutto azzurro con Matteo Arnaldi per un posto in finale. Tra i segreti di Cobolli c'è anche un riferimento 'superstizioso' all'ex tennista spagnolo, vincitore per ben 14 volte al Roland Garros.
"Prima di tutto sono molto contento di essere seduto qui e aver vinto questa partita. Significa molto per me raggiungere per la prima volta una semifinale Slam. È un sogno che si avvera. Io sono un po' superstizioso, ma non a livelli folli", ha raccontato Cobolli in conferenza stampa dopo la vittoria contro Auger-Aliassime, "però questa settimana sono stato un po’ più fissato del solito: vado nello stesso ristorante, scelgo lo stesso menu alla stessa ora. E soprattutto uso la stessa doccia di Nadal".
Cobolli, insomma, sta cercando di incarnare appieno lo 'spirito' di Nadal, una vera e propria leggenda sul Philippe-Chatrier, che gli ha dedicato una targa in campo: "Ho un aneddoto legato a quella doccia: una volta ho cercato di 'rubargliela', lui ha bussato e ho dovuto sbrigarmi perché mi stava aspettando. Mi disse che quella era la sua doccia da 14 anni. Quindi penso che il mio rito principale in questo torneo sia proprio utilizzare quella doccia".

(Adnkronos) - Penny Italia, parte del Gruppo Rewe, conferma e rafforza il proprio impegno a favore della diversità, dell’equità e dell’inclusione diventando official partner del Roma Pride 2026, in programma il 20 giugno nella Capitale. "Un passo significativo, che segna l’evoluzione di un percorso iniziato negli anni precedenti e che oggi trova in Roma un momento di ulteriore assunzione di responsabilità. Essere presenti nella capitale significa portare un messaggio chiaro, in un contesto centrale per il dibattito pubblico e sociale del Paese: il rispetto delle persone e delle loro differenze non è un tema accessorio, ma una condizione imprescindibile per costruire valore, dentro e fuori l’azienda - riferisce Penny Italia - Con la campagna 'È il tuo turno', Penny rinnova un invito diretto e senza ambiguità: uscire dall’indifferenza, prendere posizione e contribuire in prima persona alla costruzione di una cultura inclusiva. Un messaggio che si rivolge a collaboratori, clienti e stakeholder e che si traduce in scelte concrete, quotidiane e misurabili".
"La partecipazione al Roma Pride rappresenta la naturale espressione di una cultura aziendale che riconosce nella diversità una risorsa autentica. Penny Italia, con le sue persone, le loro storie e i loro percorsi, è ogni giorno il riflesso di una società plurale, in cui il rispetto e l’ascolto costituiscono le basi di ogni relazione", continua l’azienda che, come accaduto a Milano negli ultimi due anni, "prenderà parte alla parata con un proprio carro, ma soprattutto con le proprie persone di tutta Italia, scegliendo di esserci in modo visibile e responsabile. Una presenza che va oltre il momento simbolico e che si inserisce in una visione più ampia: contribuire a un contesto in cui ciascuno possa sentirsi libero di essere sé stesso, senza compromessi".
"Partner Penny per la parata sarà Four Sustainable Logistics che anche quest’anno ha garantito per il carro una delle sue motrici d’avanguardia, elettrica e sostenibile; la collaborazione tra l’azienda e Penny si è consolidata oltre che per le attività di logistica anche grazie ad un approccio comune sui temi valoriali legati al mondo D&I - conclude Penny Italia - 'È il tuo turno' è una responsabile chiamata all’azione collettiva: perché il cambiamento non si osserva, si costruisce. Insieme".

(Adnkronos) - Il contesto è sempre più sfidante e impone velocità di reazione di fronte ai rapidi cambiamenti di paradigma. Vale per l’intera industria e in particolare per quella farmaceutica, un settore in cui ricerca e innovazione giocano un ruolo chiave. Basti pensare a come l’impatto dell’intelligenza artificiale e dei big data stia trasformando il settore. Per guidare questa transizione - dalla R&S di nuovi farmaci ai processi di repurposing, influenzati dai nuovi farmaci e dalla medicina di precisione, fino al manufacturing - le competenze rappresentano un asset irrinunciabile, sul quale è necessario fare programmazione strategica e investire maggiori risorse.
Ne discutono il presidente di Farmindustria Marcello Cattani, il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon e Giorgio Maracchioni, Presidente Fondazione ITS NTV. Il talk, organizzato dall'Adnkronos con il contributo non condizionante di Farmindustria, sarà trasmesso in diretta streaming il 9 giugno alle 9.
Il confronto costante tra istituzioni, mondo della formazione e aziende è indispensabile per definire la roadmap delle competenze necessarie a mantenere l’industria farmaceutica italiana leader mondiale. Al centro del dibattito: attrazione dei talenti, formazione di nuove figure tecniche professionali e il ruolo strategico delle life sciences per la crescita della Nazione.

(Adnkronos) - Trema ancora la terra in Sicilia. Nella notte di oggi, giovedì 4 giugno, un terremoto di magnitudo ML 2.8 è stato avvertito nella notte alle Isole Eolie. La scossa è stata registrata dall'Ingv alle ore 2.03 ora italiana "con coordinate geografiche (lat, lon) 38.8038, 15.3797 ad una profondità di 211 km", spiega l'INGV-Roma.
Si tratta del secondo terremoto in pochi giorni avvertito in sicilia. All'alba di mercoledì 3 giugno infatti erano state avvertite tre scosse. Un primo sisma di magnitudo 3.9 è stato registrato dai sismografi dell'Ingv alle 5.51 proprio a largo delle isole Eolie a una profondità di 306 chilometri.

(Adnkronos) - Taglio delle accise in bilico. Lo sconto sui carburanti in scadenza il 6 giugno potrebbe non essere rinnovato in favore di un voucher da 100 euro per le famiglie più bisognose. A quanto si apprende, è questa l'ipotesi prevalente in vista del Consiglio dei ministri che dovrebbe tenersi questo pomeriggio alle 17. Il bonus superebbe la logica della misura generalizzata per rivolgersi all'1,2 milioni di nuclei con Isee entro i 15mila euro beneficiari della social card, attraverso la quale verrebbe erogato il bonus. Costo dell'operazione 120 milioni di euro contro i 2 miliardi complessivi spesi dal governo dal 18 marzo a oggi per tagliare le accise. Per le coperture del voucher basterebbe dunque l'extra gettito Iva dovuto al rialzo dei carburanti pari a circa 150 milioni.
Sul tavolo, risorse permettendo, c'è comunque anche l'ipotesi di una proroga dello sconto sui carburanti rimodulando le soglie in base al carburante che ha segnato rialzi maggiori (nella fattispecie la benzina nelle ultime settimane). In caso di proroga il governo dovrebbe attingere dai Fondi di coesione Ue in capo ai ministeri non ancora spesi.
Nessun ricorso invece alla flessibilità Ue per il taglio delle accise. Il via libera oggi della Commissione europea a dirottare fino a 0,3% del pil all'anno (6,6 mld circa) per 3 anni, con un limite cumulato dello 0,6% ( oltre 13 mld) nel 2026-28 delle spese per la difesa, è soggetto a dei paletti. Va infatti destinato esclusivamente alle misure per la transizione energetica che accelerino l'autonomia dai combustibili fossili. Si tratta quindi di impianti green, reti, sistemi di accumulo di energia, ma anche incentivi all'acquisto di veicoli elettrici, batterie e pannelli solari, tra le altre.
Tecnicamente Bruxelles accorda l'estensione della clausola di salvaguardia per la difesa, pari all'1,5% del Pil, alle spese per la resilienza energetica. Di fatto quindi è una redistribuzione e quindi se Roma usasse tutta la flessibilità prevista per l'energia, ridurrebbe le spese in deroga ai conti da destinare alla difesa allo 0,9% del pil. L'esecutivo Ue accoglie così la richiesta italiana, che passerà adesso al Consiglio per il via libera e sarebbe operativa dopo l'estate e, quindi, reindirizza risorse anche in vista della nuova manovra d'autunno.
"Sono soddisfatto perché la Commissione, impensabile fino a qualche mese fa, ha recepito le nostre proposte, frutto di un lavoro lungo, serio e riservato", sottolinea in una nota il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. "Nel momento in cui verranno precisati i limiti di utilizzo - prosegue Giorgetti - il Mef si riserva di fare le proposte più mirate a tutela di imprese e famiglie. Naturalmente la valutazione deve essere fatta complessivamente e dovrà tener conto anche delle ultime stime fornite dalla Commissione e degli elementi contenuti nelle raccomandazioni" che "testimoniano lo sforzo e la serietà della finanza pubblica italiana".

(Adnkronos) - Accordo per il cessate il fuoco tra Israele e Libano. "A seguito delle negoziazioni guidate dagli Stati Uniti, Israele e Libano hanno concordato l'attuazione di un cessate il fuoco. Il cessate il fuoco è subordinato a una completa cessazione del fuoco di Hezbollah e all'evacuazione di tutti gli esponenti di Hezbollah dal Settore Sud del fiume Litani". E' quanto si legge in una dichiarazionae congiunta di Stati Uniti, Israele e Libano.
L'accordo prevede la creazione di "zone pilota" sotto il controllo esclusivo dell'esercito libanese. Nella dichiarazione si annuncia che i prossimi colloqui tra Israele e Libano si terranno dal 22 giugno. Israele ha "riaffermato che la sua sicurezza e il rispetto della sua integrità territoriale possono essere raggiunti solo attraverso il disarmo di Hezbollah e lo smantellamento della sua infrastruttura in tutto il Libano".
Mentre Beirut ha sottolineato la necessità del reciproco rispetto dei confini riconosciuti a livello internazionale, l'urgente necessità di una piena attuazione della cessazione delle ostilità, sottolineando i principi di integrità territoriale e piena sovranità statale".
Il Libano e Israele hanno inoltre ribadito di non nutrire alcuna intenzione ostile l'uno verso l'altro e di essere impegnati a "proseguire i negoziati diretti per rafforzare la fiducia". "Gli Stati Uniti hanno ribadito la loro intenzione di sostenere le Forze Armate libanesi, con l'obiettivo di migliorarne le capacità e consentire l'effettivo esercizio della sovranità su tutto il territorio libanese". Il Libano, a sua volta, si è "impegnato a rafforzare le capacità delle Forze Armate libanesi, con il sostegno degli Stati Uniti, per esercitare un controllo effettivo su tutto il territorio nazionale". Nella dichiarazione, Israele ha ribadito che "la sua sicurezza e il rispetto della sua integrità territoriale possono essere raggiunti solo attraverso il disarmo di Hezbollah e lo smantellamento delle sue infrastrutture in tutto il Libano".

(Adnkronos) - "Sono stufo di dovermi ritirare". Matteo Berrettini deve fare i conti ancora una volta con un problema fisico. Il trentenne romano è stato costretto ad abbandonare il match nei quarti di finale del Roland Garros contro Matteo Arnaldi. Voce bassa, delusione comprensibile: Berrettini risponde alle domande in sala stampa nella conferenza che chiude una serata amara. "A metà del primo set ho sentito qualcosa mentre ero al servizio. Stavamo lottando, il match era durissimo, non ci ho pensato molto lì per lì. Sono andato avanti, più giocavo e più sentivo fastidio. Ho chiamato il timeout medico, sentivo molto dolore. Ho provato a proseguire ma faceva troppo male", dice spiegando la decisione "inevitabile e corretta: questo non è l'ultimo torneo che giocherò". Per capire l'entità dell'infortunio bisognerà attendere gli accertamenti.
"E' un problema all'anca, non so di preciso cosa sia. Non ho mai avuto niente del genere in quella zona. Alla fine del 2019 ho avuto un problema all'anca destra, ma il dolore era diverso. Spero di non aver peggiorato il problema, spero non sia niente di troppo grave. Bisogna aspettare gli esami: se avessi continuato a giocare, avrei sicuramente aggravato la situazione e i tempi di recupero si sarebbero allungati. Non avevo alternative", dice. L'obiettivo è recuperare la condizione per la stagione sull'erba e in particolare per Wimbledon, al via tra meno di un mese.
Rimane l'amarezza di un giocatore che negli ultimi anni ha dovuto combattere con una serie impressionante di guai fisici: "Ci sono passato molte volte, sono stanco di ritirarmi. Non volevo che il torneo finisse così, volevo portare a termine il match. Se perdi, la sensazione è comunque diversa: pensi a cosa potevi fare meglio. In questo modo, invece, non ho avuto la possibilità di competere fino alla fine. Ed è quello che è successo negli ultimi anni", dice Berrettini. Ci sono motivi per vedere il bicchiere mezzo pieno: prima dello stop, un Roland Garros eccellente fino ai quarti. "Devo cercare di pensare alle cose positive di questo torneo, solo pochi giorni fa sarebbe stato incredibile pensare di arrivare ai quarti di finale. Cercherò di tornare a casa con un sorriso, anche se sarà difficile".

(Adnkronos) - Il cosiddetto 'miele da sballo' ingerito dal 17enne della provincia di Napoli finito in coma "non rappresenta una novità nel panorama delle sostanze stupefacenti". A sottolinearlo è Massimo Barra, tra i primi medici in Italia a occuparsi professionalmente delle tossicodipendenze e fondatore nel 1976 di Villa Maraini. "Non si tratta di una droga nuova, tutt'altro. Anche l'elevata concentrazione di Thc nella cannabis, di cui si parla in questo caso - spiega all'Adnkronos Salute - è un fenomeno noto da tempo. Sappiamo che oggi i livelli sono più alti rispetto a vent'anni fa".
Secondo Barra, il 'miele da sballo' è "uno dei tanti modi attraverso cui si può assumere cannabis e viene scelto soprattutto da chi cerca di 'sconvolgersi'. E' una modalità che può apparire meno traumatica e più accettabile agli occhi dei giovani, un altro buon motivo per non sottovalutare la cannabis. Può rappresentare un primo passo verso il consumo di altre sostanze", avverte.
A preoccupare maggiormente l'esperto, però, "è l'allarme crack" tra le nuove generazioni. "E' diffusissimo tra i giovani e ci troviamo spesso impotenti anche dal punto di vista terapeutico, perché si tratta di una sostanza fortemente eccitante. I ragazzi che ne fanno uso stanno sempre peggio", osserva Barra. Il medico invita infine a non considerare la tossicodipendenza come un fenomeno legato a specifiche categorie sociali.
"La droga è democratica: arriva a tutti. Da noi si rivolgono persone di ogni estrazione sociale, ricchi e poveri, istruiti o ognoranti, furbi e fessi. La sostanza che assumono conta, ma non è l'unico fattore. Gli effetti dipendono anche e sopratutto dalla struttura cerebrale di ciascuno. E' questa la vera variabile", conclude.

(Adnkronos) - Primo stop del Congresso a Donald Trump nella guerra tra Stati Uniti e Iran. I negoziati di pace potrebbero concludersi "entro il fine settimana", dice il presidente mentre la tensione in Medio Oriente continua a salire. Intanto, dalla Camera dei Rappresentanti arriva il primo semaforo rosso al presidente. La Camera ha approvato una risoluzione per impedire a Trump di ordinare ulteriori attacchi contro l'Iran, aumentando la pressione sull'amministrazione affinché si arrivi ad una soluzione negoziale. Il voto - con 215 favorevoli compresi 4 repubblicani e 208 contrari - è un chiaro segnale alla Casa Bianca. Il Senato aveva già approvato una risoluzione simile il mese scorso con un voto procedurale.
La risoluzione approvata dalla Camera passa ora al Senato. Anche se dovesse essere approvata da entrambi i rami del Congresso, non costringerebbe automaticamente il presidente a ritirare le truppe: Trump ha ripetutamente manifestato l'intenzione di contrastare qualsiasi tentativo "incostituzionale" del Congresso di limitare i suoi poteri di guerra. Il presidente degli Stati Uniti potrebbe porre il veto al provvedimento se arrivasse l'approvazione del Senato.
Il voto arriva in un momento di particolare tensione: le ultime ore hanno sono state caratterizzate da azioni di Washington e Teheran. Le forze armate iraniane hanno rivendicato attacchi missilistici e con droni contro obiettivi militari americani nella regione, inclusa la sede della V Flotta Usa in Bahrein, sostenendo di aver agito in risposta a raid statunitensi contro l'isola Qeshm, nello Stretto di Hormuz.
Il cessate il fuoco è ancora in vigore? "C'è una ragione per certe cose e di solito è una ragione che ha senso", l'articolata e nebulosa risposta del presidente americano ai cronisti nello Studio Ovale. "Abbiamo stroncato la questione sul nascere molto rapidamente, come facciamo con il più grande esercito del mondo. Qualcuno direbbe di essere stato provocato perché abbiamo agito con forza", le parole di Trump, che non chiarisce i motivi alla base del 'botta e risposta'. Per il numero 1 della Casa Bianca, nonostante il rischio di escalation, l'Iran è "molto vicino" a firmare un accordo di pace con gli Stati Uniti. "Potrebbe accadere nel fine settimana", aggiunge fissando, per l'ennesima volta, una deadline. "Tutto può succedere quando si ha a che fare con l'Iran... è una parte del mondo molto instabile, probabilmente la più instabile. La popolazione è instabile. La leadership, vedete cosa sta succedendo", aggiunge.
Trump ribadisce che il punto cruciale dei negoziati è l'impegno dell'Iran a non possedere, sviluppare o acquistare mai un'arma nucleare. "Sono piuttosto vicini alla firma di un documento". "Al momento", Teheran intende permettere agli Stati Uniti di entrare nel territorio della repubblica islamica per recuperare l'uranio arricchito che è conservato nei depositi sotterranei: "Lo faremo con loro. Gli iraniani hanno cambiato idea un paio di volte, ma allo stato attuale, interverremo in un futuro non troppo lontano".
Data la forza militare degli Stati Uniti, "potremmo andare avanti per altre due o tre settimane e spazzare via tutti. Preferirei non farlo, anche se sarebbe molto facile. Ma se riusciamo a mettere qualcosa per iscritto che consenta di raggiungere lo stesso risultato senza uccidere tutti, mi piacerebbe farlo. La maggior parte dei miei sarebbe d'accordo. Alcuni no, ma la maggior parte sì".

(Adnkronos) - Il campo ha dato il suo verdetto. Sarà derby italiano in semifinale del Roland Garros e a giocarselo, venerdì 5 giugno, saranno Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi. Oggi il tennista romano ha battuto Felix Auger-Aliassime nel suo quarto di finale, mentre il sanremese si è guadagnato l'accesso al penultimo atto dello Slam parigino dopo il ritiro - in lacrime - di Matteo Berrettini. Domenica 7 giugno ci sarà così ancora un azzurro in campo nella finale del Roland Garros.
Cobolli ha superato il canadese Felix Auger Aliassime, numero 4 del tabellone, per 4-6, 6-4, 6-4, 6-4. Dopo aver perso il primo parziale, in un match inizialmente condizionato dal vento, Cobolli ha cambiato marcia nel secondo set, dopo la chiusura del tetto sul campo Philippe Chatrier. L'azzurro, sotto di un break, ha inanellato 4 game di fila chiudendo 6-4 pareggiando i conti. Nel terzo set, l'equilibrio è saltato nel settimo game, con break di Flavio e successiva chiusura 6-4 per il trionfo. "Oggi sono state due partite diverse - ha spiegato l'azzurro a fine match -. Nel primo set c'era tanto vento ed era difficile giocare. Sono andato in bagno a riflettere, per provare a cambiare qualcosa. Dovevo lottare, ho pensato che era la chance della mia vita. È la migliore settimana della mia vita. Manca qualcosa, dovrò lottare ancora".
Nell'altro quarto di finale, Berrettini si è ritirato dopo aver perso il primo set nel match contro Arnaldi (7-5) per un problema di natura muscolare. Sarà dunque il sanremese a giocarsi la semifinale del Roland Garros contro Cobolli: "Abbiamo giocato entrambi molto - ha detto Arnaldi a fine match - è normale non essere al top. Non vorresti mai che il torneo finisse così per un giocatore, spero che Matteo recuperi in fretta e sia pronto per la stagione sull'erba. Ho giocato 17 ore sinora? Sono stanco, sicuramente. Ma mi alleno e gioco per disputare questi tornei e queste partite. Oggi ero più stanco del solito, in campo non sono stato veloce come ero nei primi match del torneo. Fino a poco tempo fa ero fermo per infortunio, ora sono qui e mi godo il momento. Un mese fa ero il numero 150 del mondo e giocavo il Challenger di Cagliari, ora sono qui e mi gioco la semifinale di un torneo dello Slam". Spazio anche per una battuta verso il derby con Cobolli: "Passeremo molto tempo insieme, magari non a cena domani. Lo scorso anno qui ha vinto lui in 4 set, ma ci siamo affrontati tante volte".

(Adnkronos) - Per Matteo Berrettini non c'è pace. L'azzurro è costretto a ritirarsi dai quarti del Roland Garros contro Matteo Arnaldi oggi, mercoledì 3 giugno. Durante il secondo set, l'azzurro ha accusato un problema alla gamba sinistra e ha rallentato la sua iniziativa, limitandosi - per diversi minuti - a contenere i danni. Poi, dopo il terzo game del secondo parziale, l'azzurro ha chiesto un time-out medico e l'intervento del fisioterapista.
Tornato in campo, Berrettini ci ha provato inizialmente, ma è poi tornato a faticare per un problema di natura muscolare alla coscia sinistra. A quel punto anche il suo angolo - a cominciare dai coach Alessandro Bega e Thomas Enqvist - gli ha consigliato di gettare la spugna.
Matteo ci ha pensato e si è fermato, cercando di ritrovare le forze per provarci ancora. Però, nulla. Alla fine, è stato costretto al ritiro. In semifinale, contro Flavio Cobolli, andrà così Matteo Arnaldi, che in maniera sportiva e fraterna ha chiesto l'applauso del pubblico per Berrettini.

(Adnkronos) - "Penso che Elly Schlein possa battere Giorgia Meloni, ma deve avere un'ampiezza di azione e di coalizione necessaria per batterla". Romano Prodi si esprime così a Otto e mezzo su La7 rispondendo alle domande sull'eventuale 'duello' tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la segretaria del Pd, Elly Schlein, alle prossime elezioni. Il campo largo dovrà scegliere un leader: Schlein o Giuseppe Conte? Tra la segretaria dem e il leader M5S potrebbe spuntare un outsider? "Le primarie aperte a tutti mi fanno ridere. O si è tutti d'accordo su un Papa straniero, o a guidare tocca il leader del partito più grande", afferma Prodi.
Capitolo programma: "La patrimoniale sarebbe una bellissima cosa, ma non si può fare. Ribadisco che quando si parla di tasse e migrazione poi vince la destra. O facciamo una riflessione seria su quale può essere un modello economico diverso oppure vince la destra con il modello Thatcher, che va ancora avanti. Le disuguaglianze, però, aumentano sempre di più e prima o poi queste situazioni scoppiano", dice l'ex premier. "Parlo a livello europeo: la sinistra perde perché non ha un progetto per ridurre le ingiustizie. Se non punta all'equità, che sinistra è?", si chiede.
Si discute anche della posizione dell'Italia in un contesto internazionale ad alta tensione. "Sul riarmo il problema è non solo quanto denaro spendi, ma come decidiamo di spenderlo. Un esercito comune europeo rappresenta una sintesi, anche per non buttare via i fondi. L'Europa non arriverebbe al livello di Cina e Usa, ma potremmo difenderci a sud ed est. Meloni non vuole la difesa comune? Allora spenderà sempre più nella difesa nazionale per contare sempre meno".
In ambito Nato, è dirompente l'azione degli Stati Uniti: "La Nato l'ha rotta Trump, non noi. Sia chiaro: se è un'alleanza, gli alleati devono parlare; se c'è un solo paese dominante e gli altri devono tacere, non è più un'alleanza. Se avessimo un esercito europeo avremmo invece un dialogo con lui".

(Adnkronos) - Curioso episodio nel corso del match dei quarti di finale del Roland Garros tra Matteo Berrettini e Matteo Arnaldi oggi, mercoledì 3 giugno. Nel corso dell'ottavo game del primo set, Berrettini è stato fermato per due volte consecutive dal giudice di sedia per un fallo di piede durante il turno di battuta.
Berrettini, visibilmente perplesso, si è rivolto prima al suo angolo e poi, dopo la spiegazione data dall'arbitro, ha annullato nel corso del gioco ben 5 palle break, riuscendo a tenere il servizio al termine di un 'game-fiume', da 16 minuti.

(Adnkronos) - Il derby italiano in semifinale al Roland Garros in tv in chiaro? Possibile. Warner Bros. Discovery, secondo quanto apprende l'Adnkronos, starebbe valutando in queste ore la possibilità di rendere la semifinale del Roland Garros visibile in chiaro, dopo la vittoria di Flavio Cobolli su Felix Auger-Aliassime ai quarti di finale. Una riflessione che arriverebbe anche alla luce dell’appello del presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, che ha invitato a fare "ogni sforzo possibile" per permettere a tutti gli appassionati di seguire l’incontro con due protagonisti italiani in chiaro.
Cobolli sfiderà sicuramente un altro azzurro in semifinale, che uscirà dalla sfida tra Matteo Berrettini e Matteo Arnaldi. Si tratterebbe comunque di riflessioni ancora in corso, anche perché il via libera definitivo dipenderebbe da altri partner coinvolti. Al momento, tuttavia, non ci sarebbe ancora una conferma ufficiale.
"Credo che, in presenza di una semifinale Slam con due protagonisti italiani, sia importante fare ogni sforzo possibile per consentire a tutti gli appassionati di seguirla anche in chiaro", l'appello di Binaghi.
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