
Allarme ranking per Jannik Sinner. Il tennista azzurro ha perso nella semifinale degli Australian Open 2026, arrendendosi a Novak Djokovic in cinque set e venendo quindi eliminato dallo Slam di Melbourne, a cui arrivava da bicampione in carica dopo i trionfi del 2024 e 2025. Un ko inatteso per l'azzurro, che perde punti preziosi in chiave ranking e vede allontanarsi il primo posto occupato da Carlos Alcaraz.
Lo spagnolo ha infatti battuto Alexander Zverev nella propria semifinale e ha raggiunto l'ultimo atto degli Australian Open per la prima volta in carriera, facendo incetta di punti. Ma come può cambiare il ranking dopo la finale?
Sinner si trova al momento al secondo posto del ranking Atp con 2150 punti di distacco da Alcaraz capolista. L'azzurro deve scartare 2000 punti all'inizio del torneo, avendo conquistato il trofeo lo scorso anno, mentre lo spagnolo 'soltanto' 400, quelli dei quarti di finale persi contro Djokovic lo scorso anno. Dopo le semifinali di Melbourne la differenza tra i due è arrivata a 2650 punti: Alcaraz è salito a quota 12950, mentre Sinner resta a 10300. Divario che resterebbe invariato in caso di sconfitta di Carlos in finale.
Nel caso 'peggiore' per Sinner invece, con lo spagnolo che vincesse il trofeo battendo Djokovic, la forbice tra i due arrivarebbe a 3650 punti: Alcaraz volerebbe infatti a quota 13.650 nella classifica generale.
Sequestrati cocaina, hashish, marijuana e oltre 16mila euro... 
Manifestazioni e proteste contro la politica di deportazioni di Donald Trump e la sua polizia anti-immigrati si sono svolte a Minneapolis e in molte altre città americane. Per il secondo venerdì di seguito, migliaia di persone hanno sfidato il gelo, saltando scuola, lavoro e chiudendo attività commerciali, per partecipare ad una dimostrazione di fronte all'edificio federale della città del Minnesota, diventato il centro della protesta contro l'operazione che da settimane ha fatto precipitare nel caos la città e provocato la morte di due cittadini americani, uccisi dagli agenti federali.
"Non importa quali siano le proprie convinzioni, ora come proprietari di attività commerciali tutto quello che possiamo dire è che l'Ice fa male agli affari", ha dichiarato il proprietario di uno dei cafe di Minneapolis. I dimostranti hanno poi sfilato in corteo scadendo lo slogan, 'please stop killing us', per favore smettete di ucciderci.
Anche in altre città americane si è protestato, con lo sciopero degli insegnanti che ha costretto le autorità ad chiudere le scuole in Colorado e Arizona. A Washington un migliaio di persone ha bloccato un incrocio nel centro della capitale, mentre a Chicago sempre un migliaio di persone hanno sfidato il gelo per radunarsi in serata a Daley Plaza. A New York volontari hanno dovuto spalare il ghiaccio a Foley Square per permettere il raduno di centinaia di manifestanti. Molti studenti, anche delle scuole medie e superiori, hanno partecipato alla manifestazione a San Francisco, riporta il Washington Post.

Il secondo shutdown del governo federale in un anno di seconda presidenza di Donald Trump è iniziato la notte scorsa, dopo che i fatti di Minneapolis hanno interrotto i negoziati bipartisan che erano sulla dirittura d'arrivo per avere il bilancio approvato prima della nuova scadenza. Si prevede comunque che l'interruzione parziale del finanziamento delle agenzie federali dovrebbe essere breve, dal momento che ieri al Senato è stato approvato l'accordo di compromesso per approvare per tutto l'anno fiscale cinque delle sei leggi di spesa , tranne quella relativa ai fondi per la Sicurezza Interna, da cui dipende la controversa polizia anti-immigrati di Trump.
L'accordo assicura il finanziamento del dipartimento solo per le prossime due settimane, mentre i democratici e il presidente Trump continuano a negoziare le restrizioni richieste alle operazioni anti-immigrati. I democratici hanno presentato una serie di richieste, tra le quali lo stop delle retate indiscriminate e degli agenti con il volto coperto, l'obbligo in alcuni casi di mandati giudiziari per effettuare gli arresti.
Ora prima di essere firmato da Trump, ed interrompere così il nuovo shutdown dopo quello che ha avuto la durata record di 42 giorni lo scorso autunno, il nuovo pacchetto deve tornare al voto della Camera, che aveva invece approvato tutte e sei le leggi di spesa, ma lo Speaker Mike Johnson ha detto che questo non avverrà prima di lunedì. La misura scattata oggi non avrà effetti su forze militari, agenti della sicurezza di trasporti e controllori del traffico aereo, che continueranno a lavorare non pagati, ma verranno interrotti i servizi dell'Irs, i fondi per la ricerca scientifica ed alcuni programmi di welfare.

Sarà eseguita questa mattina all'ospedale Papardo di Messina l'autopsia sui corpi dei tre cacciatori trovati senza vita nei boschi di Montagnareale, a Messina. Le vittime sono Antonio Gatani, 82 anni di Patti, e i fratelli Davis e Giuseppe Pino, di 26 e 44 anni, entrambi originari di San Pier Niceto, colpiti con colpi di arma da fuoco mentre andavano a caccia. Sui cadaveri oggi saranno fatte delle tac, prima che i medici procedano al prelievo di tessuti e di sangue.
L'indagine della Procura di Patti è concentrata soprattutto sui segnali dei cellulari che all'ora dei delitti si trovavano agganciati alla cella telefonica che copre la zona. Sono diverse le ipotesi al vaglio degli inquirenti. "Prima di sbilanciarci su autore e movente degli omicidi aspettiamo i primi esiti autopsia e degli esami balistici, anche se già ci siamo fatti un'idea. Oggi ci sarà il conferimento incarico al medico legale Giovanni Andò.e al professore Alessio Asmundo. Fondamentale sarà la partecipazione del Ris di Messina, impegnati in questi giorni nei rilievi scientifici per ricostruire l'esatta dinamica del drammatico episodio. A seguire ci saranno gli esami balistici", ha spiegato il Procuratore capo di patti Angelo Vittorio Cavallo che coordina l'indagine.

Thais Wiggers sarà ospite oggi, sabato 31 gennaio, a Verissimo. La modella brasiliana è reduce da un incidente in montagna che le ha provocato la frattura della caviglia durante le vacanze natalizie sulle Dolomiti.
Con un post condiviso su Instagram, Wiggers aveva raccontato: "Inizierò il mio anno così. Con il piede destro bionico. Mi sono operata la frattura al malleolo peroneale, mi hanno messo una placca di titanio e delle viti. È andato tutto benissimo. Tra 20 giorni tornerò a camminare con un tutore che più sembra uno stivale di Louboutin. Nero, esagerato con la suola rossa", aveva scritto Wiggers condividendo un carosello di foto dall'ospedale, con tanto di lastra, "come ogni donna indipendente non vedo l’ora di tornare alla mia vita normale ma frenetica, riprenderò il mio corso di sommelier prima ancora di poter camminare, sto già facendo addominali anche se sono a letto e le stampelle mi hanno dato delle spalle ancora più forti (in tutti i sensi)".
Wiggers ospite lo scorso giugno a 'La volta buona' aveva ricordato l'inizio della relazione con il conduttore televisivo, sottolineando come fosse giovane all'epoca: "Avevo 20 anni. Ho dato tutto il mio cuore, abbiamo avuto una figlia insieme, è stata una storia importante".
Ospite a 'Verissimo' nel 2024, la modella e showgirl brasiliana aveva raccontato invece il rapporto "conflittuale" con l'ex compagno e padre della loro figlia Julia, Teo Mammucari, e dei motivi che hanno portato entrambi alla separazione. "Io e Teo Mammucari ci siamo innamorati, ci siamo amati e c'è stata davvero tanta passione. Abbiamo deciso di separarci, nonostante tra noi ci fosse ancora amore, ma dovevamo seguire due strade diverse anche per il bene di nostra figlia", aveva raccontato la modella.

Torna l'appuntamento del weekend con Verissimo. Oggi, sabato 31 gennaio, e domani, domenica 1 febbraio, su Canale 5 tanti ospiti nel salotto di Silvia Toffanin.
Gli ospiti di oggi
A Verissimo intervista, tra pubblico e privato, di una signora della musica italiana: Gigliola Cinquetti. Ospite anche Daniele Pecci, protagonista maschile della nuova serie 'Una nuova vita'. E, sempre dalla serie di Canale 5, sarà presente con la sua storia l’attore Alessandro Tersigni.
E ancora, le mille sfumature e l’ironia di Valeria Graci e il nuovo capitolo di vita di una splendida quarantenne: Thais Wiggers. Infine, spazio al dolore e alla ricerca di giustizia di Simonetta e Giuseppe Mendico, genitori di Paolo, che si è tolto la vita a soli 14 anni, lo scorso settembre.
Gli ospiti di domenica
Silvia Toffanin accoglierà per la prima volta a Verissimo, per un ritratto a tutto tondo, uno dei conduttori più amati della tv: Carlo Conti. Sarà ospite per un racconto inedito anche l’ex tennista Fabio Fognini. E ancora, sarà in studio Samira Lui, che ogni sera con Gerry Scotti entra nelle case degli italiani grazie a 'La Ruota della Fortuna'.
Inoltre, emozioni e musica con Kekko Silvestre dei Modà e Bianca Atzei, insieme nel nuovo singolo 'Ti amo ma non posso dirlo'. Ospiti del talk, con i loro percorsi, anche Carolyn Smith e la modella Eva Riccobono.
Infine, Silvia Toffanin intervisterà l’eroe di Crans-Montana Paolo Campolo, che nel rogo di Capodanno, scoppiato nel locale Le Constellation, grazie al suo coraggio, ha salvato molti ragazzi intrappolati.

Da oggi, sabato 31 gennaio, a Venezia inizia il Carnevale. Il programma culturale, intitolato 'Olympus alle origini del gioco' e dedicato ai Giochi olimpici invernali. Il Carnevale, con i suoi molteplici eventi, sarà diffuso sia in centro storico che in terraferma, con grandi spettacoli di strada in calli, campielli e piazze e appuntamenti nei musei e nei teatri, dalla Mirandolina al Goldoni sino alle due opere verdiane alla Fenice, e il coinvolgimento di praticamente tutte le istituzioni e le associazioni cittadine che apriranno i loro spazi a laboratori, mostre e appuntamenti vari legati al gioco inteso nelle sue molteplici forme.
Il primo appuntamento ufficiale del Carnevale è per mezzogiorno di oggi in Piazza San Marco per la prima sfilata del concorso la Maschera più bella e alle 17 col Gran ballo di Carnevale con Bridgerton. Sempre in giornata avverrà la selezione delle 12 Marie da cui uscirà la madrina dell'edizione di quest’anno.
Domani domenica 1 febbraio, invece, alle 11, è prevista la Festa veneziana, il tradizionale corteo lungo il Canal Grande con la sfilata delle barche da Punta della Dogana fino al Ponte di Rialto, dove verrà appesa a testa in giù la grande Pantegana, il simbolo popolare che dà via ai festeggiamenti cittadini.
Da oggi fino al 17 febbraio a Venezia saranno reintrodotte le zone rosse, sia nel centro storico che in terraferma. La decisione è stata presa nel corso del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica tenutosi in prefettura.
In alcune aree del centro storico, come nella zona del ponte di Rialto, saranno predisposti percorsi pedonali a senso unico per evitare pericolosi assembramenti e più facili borseggi. Oltre alle normali procedure, nelle zone rosse le forze dell’ordine e della polizia locale utilizzeranno i metal detector per evitare che possano essere introdotte armi da taglio o altri oggetti atti a offendere. Per la sicurezza degli avventori, dopo Crans-Montana[1], sono previsti maggiori controlli anche in tutti quei locali pubblici che organizzano serate e feste a tema.

Storie al bivio, condotto da Monica Setta, torna oggi sabato 31 gennaio alle 15.30 su Rai 2. Si apre con un ampio spazio dedicato alla tragedia di Anguillara Sabazia. In studio, l'avvocato Daniele Bocciolini, la professoressa Maria Rita Parsi, la criminologa Tonia Bardellino e l'ex Miss Italia Nadia Bengala che ha vissuto per anni ad Anguillara e ha condiviso con Federica Torzullo - vittima del femminicidio ad opera del marito Claudio - alcune amiche.
Tra gli ospiti, Carolina Marconi, la dolorosa storia di una maternità negata, anche a causa di un tumore al seno. Un dolore condiviso anche da Arianna David, ex Miss Italia 1993, ancora profondamente segnata dalle gravidanze non giunte al termine. Per la prima volta, inoltre, Veronica Maya e il marito chirurgo plastico Marco Moraci si raccontano a 15 anni di distanza dal primo bacio dopo aver detto tre volte sì e aver avuto tre figli.
Altra intervista ad Antonella Mosetti che ha ritrovato l'amore e lo presenta in studio. Infine, Laura Adriani, protagonista di tante fiction Rai e i tre ragazzi Gen Z Matteo Martinetti, M. Vittoria Canino ed Edoardo Leonardi che fanno parte del cast fisso.

La Tari, acronimo di Tassa rifiuti, rappresenta il tributo locale destinato alla copertura dei costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani. Tale tassa è riscossa dai Comuni e viene pagata dai proprietari o detentori di immobili in grado di produrre rifiuti, indipendentemente dall’uso effettivo degli stessi. Ma quando si prescrive la Tari?
Tari e prescrizione, dopo quanti anni
La Tari, come tutti i tributi locali, è soggetta a prescrizione – così come altre tasse, tra cui l’Imu. La normativa vigente stabilisce che la Tari si prescrive in un termine di 5 anni. Questo significa che, trascorsi 5 anni dal momento in cui il pagamento doveva essere effettuato, il Comune non può più richiedere il pagamento della tassa. La prescrizione della Tari inizia a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui la tassa avrebbe dovuto essere pagata, afferma Agnese Giardini di Immobiliare.it.
Ad esempio, la Tari relativa all’anno 2018 inizia a prescriversi dal 1° gennaio 2019 e va in prescrizione il 1° gennaio 2024 (ma, a causa della sospensione dei termini per 85 giorni a causa del Covid, dal 9 marzo al 31 maggio 2020, questo termine è stato prorogato al 26 marzo 2024). La prescrizione può essere interrotta da un atto formale di richiesta di pagamento, come una cartella esattoriale. Quando ciò accade, il termine di prescrizione si azzera e inizia nuovamente dal principio. Per esempio, se il Comune invia una cartella esattoriale nel quarto anno, il termine di prescrizione ricomincia a contare 5 anni da quel momento.
Quando la prescrizione Tari può allungarsi
In alcuni casi, la prescrizione della Tari può allungarsi. Questo avviene principalmente quando il pagamento è dovuto in seguito a una sentenza giudiziaria. Se il tribunale conferma, anche solo parzialmente, l’obbligo di pagamento della Tari, la prescrizione non è più di 5 anni, ma segue il termine ordinario di 10 anni. Le cartelle esattoriali relative alla Tari seguono lo stesso termine di prescrizione della tassa stessa, ovvero 5 anni. Anche queste, come la Tari, possono vedere i termini di prescrizione interrotti da ulteriori notifiche di pagamento.
Una volta che la Tari è prescritta, il contribuente ha il diritto a non pagare la tassa. Tuttavia, non basta ignorare l’avviso di pagamento: è necessario far valere la prescrizione presentando un’istanza di autotutela per chiedere lo sgravio. Se il Comune non risponde, il contribuente ha 60 giorni di tempo per presentare un ricorso presso la commissione tributaria provinciale.
Tarip
Dal 1° gennaio 2025 è entrata in vigore una profonda riforma della Tari, con l’introduzione della tariffa puntuale (Tarip). Nel 2026 questo nuovo sistema è ormai operativo in un numero crescente di Comuni e rappresenta il modello di riferimento per il futuro calcolo della tassa sui rifiuti a livello nazionale.
Sono tre le principali novità nel 2026. 1) L’importo della Tarinon sarà più basato solo sulla superficie dell’immobile e sul numero di occupanti, ma anche sulla quantità effettiva di rifiuti indifferenziati prodotti. Questo sistema mira a incentivare la raccolta differenziata e ridurre la produzione di rifiuti non riciclabili. 2) Saranno introdotte nuove tecnologie e strumenti di tracciamento dei rifiuti (esempio tessere elettroniche e cassonetti intelligenti dotati di sistemi di apertura e conteggio tramite tessere personali), per responsabilizzare i cittadini-contribuenti. 3) Il nuovo calcolo intende premiare chi produce meno rifiuti indifferenziati.
Accanto alla riforma strutturale della Tari, dal 2026 è entrato in vigore anche un bonus sociale rifiuti. Le famiglie a basso reddito ricevono automaticamente uno sconto del 25% sulla Tari.
L’agevolazione è stata introdotta dall’Arera e spetta ai nuclei familiari che hanno presentato all’Inps la Dsu (Dichiarazione sostitutiva unica) e che risultano in possesso di: un Isee fino a 9.530 euro; oppure un Isee fino a 20.000 euro per le famiglie con almeno quattro figli a carico. Il bonus viene applicato direttamente in bolletta, rendendo il sistema più semplice, automatico e accessibile.

Da domani, domenica 1 febbraio, cambiano nel Lazio i tempi di validità delle ricette mediche. L'amministrazione guidata da Francesco Rocca ha ridefinito gli ambiti di garanzia per le prestazioni sanitarie, approvando a fine anno una delibera che riduce anche i tempi di validità delle prescrizioni, con l'obiettivo di favorire un corretto accesso per i cittadini alle prestazioni di specialistica ambulatoriale. L'obiettivo principale è ridefinire e migliorare il sistema di prescrizione, prenotazione ed erogazione delle prestazioni sanitarie nel Lazio per rendere più efficiente il governo delle liste d'attesa, ridurre i ritardi e limitare le disomogeneità territoriali, garantendo tempi più certi e percorsi più chiari ai cittadini.
A questo scopo viene ridefinita anche validità delle prescrizioni, che non sarà più uguale per tutte le prestazioni - come era prima - ma calibrata in base all'urgenza clinica: 10 giorni per urgenze (U); 20 giorni per priorità brevi (B); 40 o 70 giorni per prestazioni differibili (D); 130 giorni per prestazioni programmate (P).
"Fino a oggi tutte le ricette hanno avuto la stessa validità, ovvero 6 mesi - ha spiegato in un video su Facebook il presidente Rocca - una regola che però ha creato un problema serio, ma anche un'urgenza, ovvero quella della prescrizione che deve essere fatta entro 3 giorni e poteva essere prenotata molto dopo il tempo previsto dal medico. E infatti nel 2025 un esame o una visita urgente su tre è stato prenotato in grave ritardo. E lo stesso è accaduto per le altre classi di priorità. Parliamo di 200mila cittadini che hanno contattato i servizi di prenotazione molto tempo dopo dall'emissione della prescrizione. Ma quando arrivava la loro chiamata, scavalcava magari quello che aveva avuto la prescrizione pochi giorni prima".
"E tutto questo ha reso più difficile distinguere le urgenze vere di chi ha bisogno, penalizzato chi aveva una reale necessità. Quindi ho ritenuto di dover intervenire. Dal primo febbraio la validità della ricetta seguirà le priorità cliniche indicare dal medico. La validità della ricetta riguarda il momento della prenotazione, non il giorno in cui viene effettuata la prestazione. Basta prenotare nei tempi corretti. Fatto questo la ricetta resta valida, non è vero che si deve tornare dal medico", ha aggiunto.

Aryna Sabalenka e Elena Rybakina in campo oggi 31 gennaio per la finale del singolare femminile degli Australian Open 2026. La bielorussa, numero 1 del mondo, affronta la kazaka, testa di serie numero 5, nel match che - in diretta tv e streaming - assegna il titolo nella prima prova stagionale dello Slam. Sabalenka, 27 anni, va a caccia del quinto titolo in un major dopo aver vinto 2 edizioni degli Australian Open e 2 US Open. A Melbourne, la bielorussa ha trionfato nel 2023 - battendo proprio Rybakina - e nel 2024. La kazaka, 26 anni, ha trionfato a Wimbledon nel 2022.
Ranking e precedenti
Sabalenka, a prescindere dall'esito della finale, rimarrà numero 1 della classifica Wta. Rybakina è già certa di salire dal quinto al terzo posto del ranking, riconquistando la posizione occupata per l'ultima volta nel 2024. La sfida di oggi rappresenta il quindicesimo confronto diretto. Sabalenka conduce 8-6 nei testa a testa.
La finale in tv e streaming
La finale Sabalenka-Rybakina sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. Gli Australian Open 2026 sono visibili su Eurosport, Dazn, TimVision e Prime Video Channels, oltre che su Discovery+ e HBO Max.

Possibili disagi nella giornata di oggi, sabato 31 gennaio, per chi si sposta in aereo a causa di quattro scioperi. Dal personale Easyjet a quello degli aeroporti di Brescia e Verona, ecco chi si ferma e quando.
Stop di 4 ore di EasyJet
Piloti e assistenti di volo della compagnia aerea EasyJet hanno proclamato, nel rispetto della normativa in materia, una prima azione di sciopero per oggi, sabato 31 gennaio, della durata di 4 ore, dalle 13 alle 17, "a seguito del mancato rinnovo del contratto di lavoro, scaduto nel mese di settembre 2025". A renderlo noto, Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl trasporto aereo e Anpac che specificano: "Le proposte avanzate dall’azienda per il rinnovo contrattuale sono state giudicate insoddisfacenti, in quanto non garantiscono neppure il recupero dell’aumento inflattivo registrato negli ultimi anni e risultano significativamente lontane dalle condizioni di lavoro applicate al personale EasyJet negli altri Paesi del network".
"Il fronte sindacale si presenta unito a conferma delle legittime aspettative del personale navigante, che chiede un contratto equo, dignitoso e allineato agli standard europei del gruppo. Permane una forte determinazione a raggiungere risultati concreti e soddisfacenti. In assenza di risposte adeguate da parte dell’azienda - conclude la nota - non si esclude il ricorso ad ulteriori azioni successive”.
Disagi agli aeroporti di Brescia e Verona
Allo sciopero di EasyJet si aggiungono quelli del personale Enav dell'aeroporto di Verona e del personale MH24 e Gda Handling dell'aeroporto di Brescia Montichiari. Anche questi si svolgeranno per 4 ore, dalle 13 alle 17.

Dopo 4 anni di guerra, la diga dell'Ucraina rischia di cedere in più punti. La difesa di Kiev, costretta a coprire un fronte che si estende per oltre 1100 km, fatica a opporsi ad ogni offensiva della Russia. Mancano i soldati per contrastare ogni azione del nemico può rivelarsi efficace.
Nel corso dell'ultimo anno, l'Ucraina ha concentrato buona parte delle proprie risorse per difendere le 'fortezze' del Donetsk, la regione che Mosca punta a controllare integralmente prima di porre fine alla guerra. La tattica obbligata ha costretto Kiev a sguarnire porzioni di territorio a ovest, in particolare nella regione di Zaporizhzhia, come evidenzia l'analisi del New York Times.
Le scelte obbligate
Tra novembre e dicembre, le forze armate russe hanno compiuto l'avanzata più rilevante nell'oblast di Zaporizhzhia e in quello di Dnipropetrovsk conquisando circa 440 km quadrati di territorio secondo i dati elaborati da Pasi Paroinen, analista militare finlandese che che fa capo Black Bird Group: il passo avanti è superiore del 20% rispetto ai progressi compiuti nel Donetsk nello stesso periodo. In particolare, gli invasori controllano almeno metà della cittadina di Huliaipole: "Gli ucraini semplicemente non hanno risorse a sufficienza per difendere ovunque", sintetizza Paroinen.
Nell'area, Kiev ha dovuto schierare unità poco addestrate e inserite nella Difesa Territoriale, un settore dell'esercito che comprende soprattutto volontari civili. Per rallentare il nemico, nella regione sono state create nuove linee di difesa che si snodano per chilometri. Prima c'è il filo spinato, poi un profondo fossato anticarro riempito con altro filo. Quindi, 'muri di terra' alti quasi 2 metri. La sequenza si ripete almeno tre volte e mira a incanalare i nemici verso i punti più coperti.
Le armi a disposizione, riferisce il NYT, non sono sufficienti - né adatte - per contrastare sistematicamente gli attacchi condotti con droni. La rotazione dei reparti, a causa delle carenze di organico, è diventata sempre più lenta: se prima c'erano avvicendamenti ogni settimana, ora si arriva ad un mese senza nessun cambiamento. La diserzione sempre più diffusa aggrava il quadro. Secondo il nuovo ministro della Difesa, Mykhailo Fedorov, 2 milioni di ucraini avrebbero evitato il servizio militare. E circa 200mila soldati si sarebbero allontanati senza un congedo ufficiale.
Russia preme ma non sfonda
Le difficoltà, seppur evidenti, non lasciano prevedere un collasso totale nella regione di Zaporizhzhia con conseguente penetrazione ulteriore russa. I progressi di Mosca, a livello assoluto, rimangono modesti: nel 2025 l'esercito di Putin ha conquistato meno dell'1% del territorio totale ucraino. L'obiettivo di Kiev non è spegnere ogni focolaio sul campo: l'imperativo è negare al nemico progressi rilevanti che autorizzerebbero il Cremlino ad assumere una posizione ancor più aggressiva nei colloqui. Del resto, la comunicazione di Mosca da mesi segue una linea chiara: enfatizzare ogni passo avanti, proponendo un quadro che non risponde fedelmente alla realtà del campo.
La Russia, come hanno appurato gli analisti, spesso si affida alle incursioni di gruppi di pochi soldati, che riescono a infiltrarsi dietro le linee ucraine. Tali azioni consentono di rivendicare progressi 'istantanei', che difficilmente vengono poi consolidati. Ogni blitz, però, può costringere le forze armate di Kiev ad una reazione. "Un battaglione dovrebbe comprendere circa 500 soldati. Noi siamo fortunati se ne abbiamo 100. Di questi, magari solo 50 sono abili alla battaglia. Gli altri, feriti o esausti", la sintesi di Vladyslav Bashchevanzhy, ufficiale del battaglione droni nell'ambito della 260esima brigata della Difesa Territoriale.

Donald Trump ha inviato un ultimatum all'Iran? "Lo sanno solo loro". L'attacco degli Stati Uniti contro Teheran rimane un'opzione concreta dopo le risposte evasive del presidente alla Casa Bianca. Trump, nello Studio Ovale, replica ai giornalisti senza sbilanciarsi. "L'Iran vuole fare un accordo. Ho fissato una deadline? Solo loro sanno con certezza" se c'è un ultimatum "per il raggiungimento dell'intesa. Spero di fare un accordo. Se lo facciamo bene, altrimenti vediamo cosa succede", dice il presidente. La macchina militare degli Stati Uniti è in movimento, le operazioni proseguono con lo spostamento di mezzi e risorse nella regione del Golfo Persico.
"Abbiamo una grande armata che in questo momento si sta dirigendo verso l'Iran, ancora più grande di quella che avevamo in Venezuela. Non voglio parlare di qualcosa che abbia a che fare con quello che facciamo a livello militare. Abbiamo le forze armate più potenti al mondo", taglia corto Trump, meno loquace del solito davanti alle domande dei media.
Iran, apertura (con paletti) ai negoziati
Washington rimane in attesa di un segnale, mentre analizza le dichiarazioni che arrivano da Teheran tra aperture apparenti e paletti chiari. "L'Iran non ha accolto e non accoglierà la guerra in alcun modo e non la considera nell'interesse di alcuna parte. Tuttavia le parti occidentali hanno dimostrato con le loro azioni che, nonostante le loro affermazioni, non rispettano i principi del diritto internazionale", dice il presidente Masoud Pezeshkian, ribadendo che "l'approccio della Repubblica Islamica dell'Iran si basa sull'interazione e sul dialogo nel quadro del diritto internazionale, sul rispetto reciproco e sull'astensione dalle minacce e dall'uso della forza per risolvere i problemi".
Pesano anche le parole del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. "La Repubblica islamica dell'Iran è pronta a riprendere i negoziati sul nucleare", dice il numero 1 della diplomazia. "Siamo pronti ad avviare negoziati se questi saranno condotti su un piano di parità, sulla base di interessi reciproci e di rispetto reciproco, e se saranno equi e giusti", precisa, sottolineando che "siamo sempre stati pronti a rafforzare la fiducia nella natura pacifica del nostro programma nucleare, sia in passato che oggi". Per Araghchi, l'Iran non ha mai cercato di dotarsi di armi nucleari. L'esplicito 'no' all'ipotesi di abbandonare il programma rischia di rappresentare uno snodo cruciale.
"Non negozieremo mai sulle nostre capacità di difesa e sui nostri missili", aggiunge Araghchi, convinto che "un attacco militare" americano non sia "un'opzione. Gli americani hanno già tentato un attacco militare in passato senza raggiungere nessuno dei loro obiettivi, motivo per cui sono stati costretti a ricorrere alle minacce e alle richieste di negoziati".
I siti nucleari ripartono
Più delle dichiarazioni di Araghchi rischiano di pesare le immagini satellitari che rivelano come negli ultimi giorni siano stati effettuati lavori di movimento terra e riparazioni nell'importante sito nucleare di Isfahan, una dette tre strutture colpite dai raid statunitensi nel 2025.
La Bbc evidenzia i nuovi elementi, citando l'analisi del centro studi statunitense Istituto per la Scienza e la Sicurezza Internazionale (Isis). Le foto mostrano che due ingressi di un tunnel sono stati recentemente coperti di terra nell'ultima settimana, attività che secondo il centro studi indica una "preparazione per ulteriori attacchi militari, come già visto prima che venissero effettuati gli attacchi americani durante la guerra dei 12 giorni".
Un'immagine datata 29 gennaio mostra anche quello che sembra essere un terzo ingresso aperto, e si possono notare dei veicoli nelle vicinanze: "Ci si chiede se l'Iran stia spostando nel tunnel beni recuperati da altri siti", scrive l'ente.
Le immagini satellitari esaminate dall'Istituto statunitense mostrano anche nuove attività presso il complesso nucleare di Isfahan. Le foto, catturate a partire dalla fine di dicembre, mostrano che sono stati effettuati dei lavori sul tetto di un edificio che era tra quelli colpiti dagli attacchi israeliani durante la guerra dei 12 giorni. L'ente ha dichiarato che vi sono indicazioni che l'edificio fosse stato utilizzato per la fabbricazione di centrifughe, macchine che arricchiscono l'uranio. "La costruzione del tetto potrebbe significare che dei beni sono sopravvissuti e che l'Iran voleva recuperarli senza osservazioni dall'alto, oppure potrebbe significare che l'Iran considera la struttura degna di essere mantenuta", ha scritto l'Istituto.

Di fronte ad un stadio Olimpico praticamente vuoto, per la protesta dei propri tifosi contro la società, la Lazio batte 3-2 il Genoa all'ultimo respiro, nell'anticipo della 23/a giornata. Succede tutto nella ripresa, al doppio vantaggio dei padroni di casa con Pedro su rigore al 56' e Taylor al 62', replicano Malinovskyi dagli 11 metri al 67' e Vitinha al 75'. Un rigore di Cataldi al 100' regala il successo ai biancocelesti che salgono così all'ottavo posto in classifica con 32 punti, mentre i rossoblù, battuti dopo 5 risultati utili di fila, restano fermi in 13/a posizione a quota 23 insieme a Parma, Cremonese e Torino.
Al 6' azione manovrata dei padroni di casa, la palla arriva al limite dell'area dove Basic tenta un tiro al volo ma colpisce male e l'opportunità sfuma. Al 12' destro di Frendrup ben parato da Provedel. Al quarto d'ora cross di Pellegrini dalla sinistra, la palla arriva sull'altra fascia a Isaksen, che prova a rimettere in mezzo. La difesa rossoblù riesce in qualche modo a liberare. Al 19' Vitinha spinge il contropiede e serve in corsa Colombo che, dal limite dell'area, prova a calciare ma viene chiuso in scivolata da Provstgaard.
Al 26' angolo dalla sinistra di Martin: Vasquez impatta di testa ma, complice una deviazione di Marusic, non inquadra la porta. Al 37' cross morbido in area di Malinovskyi, Vitinha sbuca da dietro e colpisce di testa, Provedel salva la propria porta. Al 40' buona azione di Maldini sulla sinistra, elude l'intervento di Mercandalli e serve in mezzo per Marusic che, di testa, impatta bene il pallone ma manda di poco alto sopra la traversa. Al 45' Pellegrini va via sulla sinistra e, dalla linea di fondo, mette in mezzo un pallone rasoterra per Maldini che, in corsa, non impatta bene il pallone e vanifica l'opportunità.
In avvio di ripresa ci prova Isaksen dalla distanza, conclusione angolata, blocca Bijlow. Al 6' Taylor si sposta la palla sul destro e calcia dal limite, palla deviata in calcio d'angolo. All'11' Zufferli assegna un calcio di rigore per i padroni di casa per un tocco di mano di Martin in area. Dagli 11 metri Pedro non sbaglia e porta la Lazio in vantaggio. Al 17' arriva il raddoppio. Isaksen entra in area dalla destra, controlla e serve Taylor che arriva in velocità da dietro e di piatto infila Bijlow, realizzando il primo gol con la maglia della Lazio.
Al 22' Zufferli concede un altro penalty, questa volta agli ospiti per un fallo di mano di Gila. Dagli 11 metri Malinovskyi supera Provedel e accorcia le distanze. Poco dopo De Rossi fa la prima sostituzione con Messias al posto di Martin. Al 28' doppio cambio per Sarri che toglie Maldini e Pedro e inserisce Ratkow e Cancellieri. Alla mezz'ora il Genoa trova il pari. Malinovskyi ci prova direttamente da calcio d'angolo, Provedel riesce ad intervenire, la palla finisce a Vitinha che solo sotto porta mette in rete. Girandola di cambi al 36' dentro Kornet ed Ekuban al posto di Vitinha e Colombo tra i rossoblù, Tavares e Dele Bashiru per Pellegrini e Taylor tra i biancocelesti.
Al 39' Kornet tenta un sinistro al volo dal limite con palla alta sopra la traversa. Al 42' le ultime sostituzioni, nella Lazio Noslin al posto di Isaksen, nel Genoa esce Malinovskyi ed entra Masini. Poco dopo Messias tenta un tiro che viene ribattuto, il pallone arriva sui piedi di Frendrup che calcia ma la mira è completamente sbagliata. Al 47' giallo a Nortun-Cuffy per un fallo a metà campo. Al 50' Calciellieri crossa in area, Ratkow ci prova di testa ma viene anticipato con i pugni da Bijlow. Al 55' della ripresa c'è un un altro rigore concesso da Zufferli per un mani di Ostigard. Dagli 11 metri Cataldi non sbaglia e regale i tre punti alla Lazio.

S&P ha confermato il rating dell'Italia 'BBB+/A-2' ma ha rivisto al rialzo l'outlook portandolo da stabile a positivo. "La traiettoria di maggiore credibilità verso l'Italia non conosce soste. Il lavoro paga", dice in una nota è il ministro dell'Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti.
L'agenzia di rating internazionale sottolinea che "l'outlook positivo riflette la nostra aspettativa che, nonostante la persistente incertezza nel commercio internazionale, il settore privato diversificato dell'Italia continuerà a sostenere avanzi delle partite correnti, migliorando la posizione creditoria netta dell'economia nei confronti del resto del mondo, mentre il settore pubblico dovrebbe ridurre gradualmente il proprio indebitamento netto, avviando il debito pubblico su una lenta traiettoria discendente a partire dal 2028".
Il rapporto deficit/pil, rileva S&P, "è destinato a scendere al di sotto del 3% del pil nel 2026", "per poi ridursi solo marginalmente negli anni successivi": Dal 2024, osserva l'agenzia di rating, "il Paese registra avanzi primari. Sebbene le uscite di cassa legate al Superbonus continueranno a gravare sul saldo di cassa tra il 2026 e il 2028, il loro impatto è in graduale attenuazione e dovrebbe scomparire entro il 2028-2029. Di conseguenza, l'elevato debito pubblico italiano, stimato al 136% del pil nel 2025, è destinato ad aumentare lievemente fino al 2027, per poi iniziare una graduale fase di riduzione".
S&P si aspetta "che l'economia italiana cresca in modo costante nei prossimi tre anni": la crescita economica, rileva l'agenzia di rating, "è destinata ad accelerare fino a circa lo 0,8% nel 2026, dallo 0,5% stimato per il 2025, grazie all'accelerazione nell'attuazione dei progetti finanziati dall'Ue e a un lieve aumento dei redditi reali. Successivamente, ci aspettiamo che la crescita del pil si stabilizzi intorno allo 0,8% nel periodo 2027-2028, con l'attenuarsi delle pressioni sul commercio, in assenza di nuovi shock commerciali e nonostante il rallentamento degli investimenti pubblici". La spesa per investimenti pubblici legata ai trasferimenti del programma Next Generation EU (Ngeu) continua "a fornire il principale impulso alla crescita in vista della conclusione del programma a metà 2026".
In assenza di uno shock positivo della produttività, osserva S&P, "restano sfide strutturali legate alla crescita, anche a causa dell'invecchiamento e della potenziale riduzione della popolazione in età lavorativa, sebbene il mercato del lavoro continui finora a mostrare resilienza". Le prospettive economiche dell'Italia sono migliorate rispetto al periodo pre-pandemico, "ma restano inferiori a quelle dei partner dell'area euro". I rischi per il commercio europeo "restano elevati, poiché la frammentazione commerciale e le politiche statunitensi imprevedibili creano incertezza, distorcono la concorrenza ed espongono vulnerabilità nelle catene di approvvigionamento".
S&P si aspetta "che l'inflazione italiana aumenti gradualmente fino all'1,9% nel 2028, dall'1,7% del 2025, in linea con le tendenze dell'area euro". Le elezioni amministrative del 2026, osserva l'agenzia di rating, "difficilmente avranno un impatto significativo sulle politiche nazionali".

Elon Musk mandò a Jeffrey Epstein una mail, il 13 dicembre del 2013, per chiedere quando avrebbe recarsi sulla sua isola. E' quanto si legge nei file pubblicati dal Dipartimento di Giustizia. In precedenza Musk aveva affermato di aver respinto gli inviti di Epstein a visitare una delle due isole di sua proprietà, Great St. James e Little St. James nelle Isole Vergini americane, vicino alle Isole Vergini britanniche. Little St. James era l'epicentro degli abusi decennali di Epstein su ragazze e giovani donne.
"Sarò nella zona delle Isole Vergini Britanniche/Saint Barthélemy durante le vacanze. C'è un buon momento per venirci?", scrisse Musk. Epstein gli rispose due giorni dopo, dicendo che l'inizio del nuovo anno sarebbe stato un buon momento, aggiungendo: "C'è sempre posto per te". Il giorno di Natale, Epstein scrisse in un'altra email: "Il 2 o il 3 sarebbero perfetti. Verrò a prenderti".
Musk rispose che sarebbe dovuto tornare a Los Angeles la notte del 2 gennaio, prima di dire che avrebbe potuto posticipare la partenza di un giorno. Dalle email non è chiaro se Musk si sia effettivamente recato sull'isola, ma lo scambio mostra un livello di comunicazione tra i due che non era stato rivelato in precedenza.

Il Var è decisivo per l'assegnazione di due calci di rigore nel match Lazio-Genoa oggi 30 gennaio. Il risultato all'Olimpico, deserto per la contestazione dei tifosi biancocelesti, si sblocca al 57' con il penalty trasformato da Pedro. La massima punizione viene assegnata dall'arbitro Zufferli dopo il richiamo del Var. Il direttore di gara inizialmente non sanziona il tocco di mano di Martin dopo l'accelerazione di Isaksen. Zufferli, al monitor, valuta le immagini: il tocco del genoano è giudicato falloso, rigore e Lazio a segno.
La Lazio raddoppia al 62' con Taylor ma 5 minuti dopo subisce la rete genoana, anche in questo caso su rigore e anche stavolta con l'intervento del Var. Zufferli viene richiamato per un tocco sospetto di Gila. Il monitor chiarisce la situazione al direttore di gara: mano, penalty e Malinovskyi trasforma.
Tutto finito? No, anzi. Sul 2-2, in pieno recupero, arriva il terzo rigore. Terzo fallo di mano, stavolta di Ostigard. Zufferli stavolta fischia senza l'intervento del Var. Dal dischetto Cataldi, al 100', firma il 3-2.

C'è tutta l'angoscia del dramma di Capodanno nel locale Le Constellation Crans-Montana nella registrazione delle telefonate ai soccorsi trasmesse dall'emittente francese Bfmtv. Ben 171 telefonate al 144, i soccorsi svizzeri, nell'arco di un'ora e mezza. Telefonate agli atti delle indagini. "Sono quasi morto al Constellation. Credo di essere bruciato. L'intero Constellation è bruciato", si sente dire da una giovane voce. "Penso che i miei amici siano morti lì dentro. Ci sono molte persone che sono quasi morte, signora, chiami un'ambulanza'', prosegue. Nella prima telefonata, registrata verso l'una di notte, si sente: "Vorrei che veniste perché c'è un'emergenza al Le Constellation". Mentre grida di panico provengono da lontano, in francese, in un'altra telefonata si sente: "Per favore, signora, qui è Le Constellation a Crans-Montana , c'è un incendio, ci sono dei feriti".
Fino alle 3 del mattino, le telefonate hanno inondato il centralino dei servizi di emergenza. In preda allo choc, molti cercavano di descrivere la tragedia che stavano vivendo, con resoconti a volte confusi, ma pieni di orrore.
Allertati in massa, i primi soccorritori sono arrivati sul posto e si sono trovati ad affrontare una situazione molto critica. "Sono sul posto dell'incendio a Crans-Montana", spiega uno dei primi soccorritori, che aggiunge: "Primo rapporto: tre persone con gravi ustioni". Durante la notte, le chiamate hanno consentito alla centrale operativa di coordinare le operazioni tra i soccorritori sul posto e i medici negli ospedali. Ad esempio, il numero di emergenza 144 ha chimato un medico del pronto soccorso per informarlo della situazione. "Vi chiamo per informarvi che c'è un'esplosione..." inizia l'operatore. "Ho quattro vittime e almeno trenta feriti.", aggiunge.
Ordinanza del sindaco. Chiusi anche asili, parchi, cimiteri...
Il presidente Farre, 'dati confermano la solidità dell'istituto... Altri articoli …
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