
(Adnkronos) - "Dare una definizione di exercise oncology può sembrare semplice, ma in realtà può essere particolarmente difficile. All'interno di questa definizione troviamo infatti tutti quei programmi di attività fisica adattata che possiamo proporre ai pazienti oncologici con l'intenzione di rendere le terapie meno tossiche, riducendo quindi gli effetti collaterali, e più efficaci, aumentando dunque le probabilità di guarigione e cura". Lo ha detto Fotios Loupakis, oncologo, ricercatore, presidente Associazione Kiss, partecipando a Milano all'incontro con la stampa 'Il movimento come cura: l'attività fisica nel percorso oncologico', promosso da Amgen, nel corso del quale è stata presentata la piattaforma online Be Active Lab, pesata per diffondere una maggiore consapevolezza sul valore dell'attività fisica in oncologia.
I benefici dell’exercise oncology, ha spiegato, sono "in parte immediati, perché nel momento stesso in cui si aderisce ad un programma di attività fisica ci sono degli effetti psicologici legati alla sensazione di essere seguiti maggiormente, e in parte a medio e lungo termine, con una migliore adesione alle terapie. Ridurre gli effetti collaterali durante le terapie oncologiche significa non avere ritardi e, quindi, avere anche dei migliori risultati".
Per l'oncologo è importante "avere la possibilità di rivolgersi a molteplici canali diversi per accedere a programmi di attività fisica adattata. Questo perché i pazienti e i familiari sono molto diversi tra loro: alcuni possono avere difficoltà ad accedere a luoghi fisici in cui svolgere attività fisica e preferire poterlo fare a casa. Avere delle piattaforme online - conclude Loupakis - può quindi essere molto importante: può anche non essere il canale esclusivo, ma sicuramente fornisce una prima possibilità di avvicinamento all’esercizio. Diffondere questa cultura attraverso riferimenti online è prezioso anche per i medici stessi: permette di vedere non soltanto quali siano gli esercizi da fare, ma anche quali siano le evidenze scientifiche più recenti e più rilevanti".

(Adnkronos) - "L'attività fisica adattata è un intervento personalizzato e strutturato sulle caratteristiche di ciascun singolo paziente. Per costruire questo programma, infatti, generalmente vengono presi in considerazione la storia di salute e la sintomatologia dei pazienti, ma anche la valutazione funzionale, quindi le loro capacità fisiche, le loro preferenze in termini di attività, le barriere e gli obiettivi che si vogliono raggiungere con questo determinato programma, al fine di creare un percorso personalizzato". Lo ha detto Alice Avancini, ricercatrice e chinesiologa, Dipartimento di Neuroscienze Biomedicina e Movimento dell'università di Verona, sezione di Scienze motorie e Oncologia, in occasione dell'incontro con la stampa, organizzato a Milano da Amgen, dal titolo 'Il movimento come cura: l'attività fisica nel percorso oncologico'. In tale contesto è stata presentata Be Active Lab, una piattaforma digitale realizzata da Amgen insieme a un board multidisciplinare di oncologi, ematologi, medici dello sport e chinesiologi, per offrire contenuti informativi e programmi di esercizio personalizzati lungo tutto il percorso di cura e per diffondere una maggiore consapevolezza sul valore dell'attività fisica in oncologia.
La chinesiologa Avancini ha poi illustrato i benefici che l'attività fisica adattata può offrire ai pazienti: "Disponiamo di diversi dati che ci mostrano come un intervento di questo tipo sia in grado di migliorare la fitness fisica dei pazienti, che non è un indice di performance, ma ad oggi in oncologia è un vero e proprio fattore prognostico - ha precisato - Inoltre, abbiamo evidenze molto solide anche riguardo la tollerabilità dei trattamenti: i pazienti fisicamente attivi, infatti, hanno meno effetti collaterali delle terapie. Un esempio classico è la riduzione, ad esempio, del sintomo della fatigue, della neuropatia periferica, ma non solo aspetti fisici, vi sono benefici anche dal punto di vista psicologico. L'intervento di esercizio fisico è in grado di ridurre anche i sintomi di ansia e depressione di circa il 40%. Pertanto, si tratta a tutti gli effetti di un intervento multimodale sul piano fisico sintomatologico, ma anche su quello emotivo".
"Da questo punto di vista - ha concluso - il progetto portato avanti da Amgen, Be Active Lab, è un grande passo avanti per un intervento di esercizio fisico personalizzato proprio perché si sfrutta la telemedicina per arrivare direttamente a casa dei pazienti, senza lasciare da parte la personalizzazione dell'approccio, che deve essere cucito su misura di ciascun singolo paziente".

(Adnkronos) - "Siamo fatti per fare movimento fin dalla nostra nascita. Anche quando c'è una malattia possiamo adattare il nostro livello di allenamento e di esercizio per mantenere efficienti tutti i nostri sistemi. Questo porta a una migliore qualità di vita e a un benessere generale. Inoltre l'esercizio può avere anche un effetto terapeutico sulla prognosi di malattia". Lo ha detto Francesca Lanfranconi, medico dello sport, presidente dell'Associazione medico sportiva di Lecco e ricercatrice in fisiologia dell'uomo, intervenendo all'incontro con la stampa 'Il movimento come cura: l'attività fisica nel percorso oncologico', svoltosi a Milano e promosso da Amgen, nel corso del quale è stata presentata la piattaforma online Be Active Lab, pensata per diffondere una maggiore consapevolezza sul valore dell’attività fisica in oncologia.
"Lo abbiamo potuto verificare negli ultimi 2 anni, anche se prima lo sospettavamo, grazie ai risultati di studi sulla singola cellula sul modello animale che dimostrano chiaramente che l'esercizio ha un effetto sul microambiente tumorale - ha spiegato Landranconi - Sull'uomo e sulla donna, così come sull'adulto e sul bambino è più difficile dimostrare questi effetti, ma finalmente negli ultimi 2 anni la letteratura lo ha dimostrato". Ne è un esempio "lo studio Challenge sul tumore al colon, con cui si è evidenziato che le persone con questa neoplasia che hanno fatto 3 anni di allenamento continuativo, adattato alle singole caratteristiche individuali, hanno migliorato la propria aspettativa di vita rispetto a coloro che non erano coinvolti in un programma di allenamento adattato. Avere delle evidenze scientifiche - ha sottolineato - renderà più semplice anche per gli oncologi proporre il movimento fisico non solo ai pazienti, ma anche a livello istituzionale".
"Be Active club è una piattaforma innovativa all'interno della quale c'è uno scambio di informazioni tra oncologi, medici dello sport e chinesiologi. La persona viene presa in carico, seguita nel tempo e poi rivalutata, per vedere come si modifica il suo sistema, la sua performance e la sua qualità di vita", ha concluso.

(Adnkronos) - Mitch Winehouse, padre della cantante britannica Amy Winehouse, ha perso una causa davanti all’Alta Corte di Londra contro due amiche della figlia, accusate di aver tratto profitto dalla vendita all’asta di decine di effetti personali della star scomparsa nel 2011 a 27 anni. L’azione legale era stata intentata contro Naomi Parry e Catriona Gourlay, ritenute responsabili, secondo la tesi dell’accusa, di aver "deliberatamente occultato" la vendita di oggetti appartenuti alla cantante e successivamente ceduti in aste negli Stati Uniti.
Nel corso del procedimento, i legali di Winehouse avevano sostenuto che il ricorso giudiziario rappresentasse l’unico modo per ottenere risposte sulla destinazione dei beni. Tuttavia, la giudice delegata dell’Alta Corte, Sarah Clarke, ha respinto la ricostruzione, stabilendo che Winehouse "avrebbe potuto scoprire con ragionevole diligenza quali beni fossero in possesso delle convenute". Nella sua decisione, come riferisce la Bbc, la giudice ha osservato inoltre che il padre della cantante è "comprensibilmente sensibile verso chi percepisce come sfruttatore della memoria di Amy", aggiungendo tuttavia che è "altrettanto sensibile affinché la famiglia continui a beneficiare economicamente".
La Corte ha anche rilevato che Mitch Winehouse "tende a dominare persone e situazioni" e lo ha definito un "testimone inaffidabile", sottolineando come la causa sia stata avviata senza adeguate verifiche preliminari sulla fondatezza delle rivendicazioni.
Secondo la difesa delle due imputate, gli oggetti sarebbero stati donati direttamente dalla cantante o già di loro proprietà. La giudice ha inoltre ricostruito come Amy Winehouse fosse solita regalare abiti e oggetti personali agli amici più stretti, per evitare ripetizioni nei suoi outfit pubblici e per via dell’elevato numero di capi posseduti.
In una dichiarazione letta in aula, Parry ha affermato: "Sono stata accanto ad Amy come amica, collaboratrice creativa e costumista. Il nostro rapporto si basava su fiducia e lealtà". Ha aggiunto di voler ora "ricostruire la propria vita e carriera" e proteggere il proprio nome e il lavoro svolto con la cantante. Mitch Winehouse, che ha portato avanti l’azione legale, non ha rilasciato commenti immediati dopo la sentenza. (di Paolo Martini)

(Adnkronos) - Muoversi durante e dopo un tumore non solo è possibile, ma può fare la differenza. Negli ultimi anni si sta affermando infatti una visione sempre più integrata del percorso di cura oncologico, in cui l'esercizio fisico si affianca alle terapie farmacologiche. Sono molti gli studi scientifici che evidenziano come mantenersi attivi possa aiutare sotto molteplici aspetti, contribuendo a migliorare la qualità di vita e il benessere psicofisico del paziente, a ridurre ansia e depressione, a contrastare gli eventi avversi legati ai trattamenti come fatigue, anemia e neuropatie. L'esercizio fisico può incidere anche sugli esiti clinici, migliorando l'efficacia delle terapie, riducendo il rischio di recidiva e aumentando le probabilità di sopravvivenza, come evidenziato anche dalle linee guida internazionali dell'Oms che indicano come praticare attività fisica dopo una diagnosi oncologica sia associato a un minor rischio di mortalità. In questo contesto è online 'Be Active Lab', piattaforma digitale realizzata da Amgen insieme a un board multidisciplinare di oncologi, ematologi, medici dello sport e chinesiologi, per offrire contenuti informativi e programmi di esercizio personalizzati lungo tutto il percorso di cura. L'iniziativa è stata presentata oggi a Milano.
"L'exercise oncology è una disciplina relativamente recente che considera l'attività fisica non solo come raccomandazione di benessere, ma come parte integrante del percorso terapeutico - spiega Fotios Loupakis, oncologo, ricercatore e presidente dell'associazione Kiss - Per chi si sta sottoponendo a cure oncologiche, l'esercizio fisico può migliorare la tollerabilità delle terapie e contribuire a ridurne gli effetti collaterali, con un impatto diretto sull'efficacia delle cure: quando il paziente riesce a seguire con maggiore regolarità i trattamenti, evitando interruzioni, annullamenti o cambi di terapia, aumenta la probabilità che il trattamento stesso funzioni al meglio". Anche sul piano biologico i meccanismi su cui agisce il movimento sono diversi, descrivono gli esperti: ad esempio, migliora l'ossigenazione dei tessuti, rafforza il sistema immunitario e contribuisce a contrastare infiammazione e debilitazione generale.
Negli ultimi anni la ricerca ha iniziato a misurare in modo sempre più rigoroso l'impatto dell'attività fisica nei pazienti oncologici, prendendo in considerazione varie tipologie di tumore e livelli di gravità. Uno degli studi più innovativi a questo riguardo - cita una nota - è il trial Challenge, pubblicato su 'Nejm' a fine 2025, che per la prima volta ha valutato gli effetti di un programma strutturato di esercizio fisico nei pazienti con tumore del colon. I risultati hanno mostrato una riduzione del 37% del rischio di morte e del 28% del rischio di recidiva. Un'altra recente analisi su 7 diversi tipi di tumore (vescica, rene, cavità orale, polmone, retto, endometrio e ovaio) ha evidenziato come le persone fisicamente più attive, sia prima sia dopo la diagnosi, presentino un rischio significativamente più basso di mortalità. Ulteriori evidenze indicano inoltre un effetto positivo sulla risposta immunitaria nel tumore al seno, contribuendo a migliorare il controllo sulla malattia, e sulla tollerabilità delle terapie, con miglioramenti della funzionalità fisica e della qualità di vita anche nei tumori ematologici come i linfomi e nei tumori metastatici.
L'attività fisica, tuttavia, non è uguale per tutti. "Si parla di attività fisica adattata, costruita su misura in base alle condizioni cliniche e alle caratteristiche della persona - sottolinea Alice Avancini, ricercatrice e chinesiologa del Dipartimento di Neuroscienze Biomedicina e Movimento dell'università di Verona, sezione di Scienze motorie e Oncologia - La personalizzazione dell'esercizio parte da una valutazione clinica e funzionale del paziente, tenendo conto anche delle sue preferenze, con obiettivi progressivi e un monitoraggio costante per favorire l'adesione al programma e la continuità nel tempo".
Nonostante le evidenze, solo il 7% dei pazienti oncologici pratica regolarmente attività fisica, segno di una consapevolezza ancora limitata e della presenza di una barriera culturale da superare, rilevano gli esperti. "Per lungo tempo si è pensato che chi ha un tumore dovesse soprattutto riposare, come se il riposo fosse di per sé curativo e riducesse il metabolismo delle cellule tumorali - ricorda Francesca Lanfranconi, medico dello sport, presidente Associazione medico sportiva di Lecco, ricercatrice in fisiologia dell'uomo - Oggi sappiamo che non è così: l'esercizio è una sorta di terapia mirata che favorisce i tessuti sani a sfavore di quelli con cellule tumorali e può rappresentare un'opportunità concreta di supporto al percorso di cura. Si tratta di un vero e proprio cambio di paradigma, che richiede un'evoluzione culturale della medicina. Iniziative come Be Active Lab possono perciò rappresentare un passo importante nella giusta direzione. Oltre al forte valore educativo della piattaforma, che contribuisce a diffondere conoscenza e a favorire una sempre maggiore integrazione dell'esercizio fisico nella pratica clinica, c'è anche la fattiva possibilità di accedere a un allenamento sicuro e personalizzato".
Il portale Be Active Lab, disponibile al link https://www.beactivelab.it, mette a disposizione dei pazienti contenuti informativi ed educativi sui benefici dell'attività fisica e dello stile di vita sano, attraverso una user experience intuitiva e facilmente navigabile sia da desktop che da mobile, si legge nella nota. E' disponibile anche una ricca raccolta di circa 70 video-esercizi dedicati a forza, mobilità e respirazione, ideati e guidati da scienziati del movimento, medici dello sport e chinesiologi, adattabili a diversi livelli di intensità e facilmente eseguibili anche a casa, dopo aver valutato con il proprio medico quali siano i più adeguati alla propria condizione clinica e aver definito il limite massimo di attività fisica raggiungibile. Ogni esercizio è disponibile in formato video ed è accompagnato da una trascrizione scritta, per garantire un'elevata accessibilità dei contenuti, che possono essere facilmente filtrati per distretto corporeo e categoria (riscaldamento, potenziamento muscolare, equilibrio e stretching). Inoltre, per ciascun esercizio è disponibile una versione adattata, pensata per chi presenta difficoltà fisiche nell’esecuzione di particolari movimenti.
"Le evidenze più recenti confermano che i percorsi di cura sono processi complessi, il cui successo dipende, oltre che dalle terapie più innovative, anche da una pluralità di fattori. Tra questi, l'esercizio fisico riveste un ruolo essenziale - dichiara Alessandra Brescianini, Medical Director Amgen Italia - Questa iniziativa, in linea con la visione che Amgen ha della cura, si fonda su un'esperienza maturata in molti anni di ricerca sui pazienti oncologici. Innovare il patient journey significa non solo rendere le strategie terapeutiche sempre più mirate, efficaci e tollerabili, ma anche contribuire a una visione olistica, supportando la comunità scientifica nell’evoluzione dei modelli assistenziali".
A confermare l'importanza del movimento è anche l’esperienza diretta di chi ha affrontato la malattia e ha trovato nello sport un alleato importante. "Non ho mai abbandonato lo sport: è stato prezioso in ogni fase del mio recupero e continua a esserlo ancora oggi - racconta Ivan Basso, ex campione di ciclismo e vincitore del Giro d'Italia 2006 e 2010 - E' stato un ritorno graduale, ma decisivo per ritrovare equilibrio, forza e fiducia. Riprendere in breve tempo l'attività fisica, con l’approvazione dei medici, mi ha dato un sostegno psicofisico importante, contribuendo a migliorare l'umore e rafforzando l'autostima, elementi che concorrono al riequilibrio del corpo e della mente. Questo principio può valere per qualunque paziente oncologico".
"Così come è avvenuto per la continuità aerea, anche quella
marittima deve essere affrontata senza divisioni politiche: è un
tema strategico per il nostro tessuto economico", così l'assessora
regionale dei Trasporti Barbara Manca a margine della presentazione
dello studio "Il costo complessivo delle merci per la Sardegna",
organizzata dai Riformatori sardi cui hanno partecipato oltre ai
promotori, anche il vice presidente del Consiglio regionale e
coordinatore del partito Aldo Salaris e Michele Cossa del Centro
studi insularità dei Riformatori, l'economista e già presidente
della Regione Francesco Pigliaru e l'esperto di logistica
Massimiliano Manca.
(Adnkronos) - L’endometriosi è una patologia cronica spesso invalidante che colpisce circa il 10% delle donne in età riproduttiva a livello globale, con rilevanti conseguenze su qualità della vita, fertilità e partecipazione sociale. "Tuttavia, in Italia la malattia è ampiamente sotto-diagnosticata e caratterizzata da forti diseguaglianze regionali nell’organizzazione dei servizi sanitari". È quanto emerge dal nuovo report dell’Osservatorio Gimbe 'Endometriosi: evidenze scientifiche e diseguaglianze regionali', che analizza le evidenze scientifiche disponibili e l’assetto organizzativo nelle Regioni e Province autonome. Il report è stato realizzato con il contributo non condizionante di Gedeon Richter Italia. "L’endometriosi rappresenta un problema di salute pubblica ancora sottostimato – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – perché la diagnosi arriva spesso dopo anni di sofferenza e l’assistenza resta profondamente disomogenea sul territorio nazionale".
L’endometriosi è stata inclusa tra le patologie croniche nel nuovo Piano nazionale della Cronicità (Pnc) 2024-2025, approvato in Conferenza Stato-Regioni. "Si tratta di un riconoscimento importante – osserva Cartabellotta – che consente di inquadrare l’endometriosi nelle strategie nazionali per la gestione delle cronicità. Ma senza un recepimento pieno e uniforme da parte delle Regioni, il rischio è che resti un passaggio formale, privo di ricadute concrete per le pazienti".
Epidemiologia e ritardi diagnostici. Secondo le stime epidemiologiche internazionali, l’endometriosi interessa circa il 10% delle donne in età riproduttiva. In Italia, le analisi basate sui dati ospedalieri indicano un’incidenza di 0,76 casi per 1.000 donne tra 15 e 50 anni nel triennio 2021-2023, pari a circa 9.300 nuovi casi l’anno. Si tratta tuttavia di una sottostima rilevante, perché i dati si basano prevalentemente sui casi ospedalizzati, ovvero le forme più gravi. Secondo Gimbe, "un ulteriore nodo critico è rappresentato dal ritardo diagnostico, stimato in Italia tra 7 e 10 anni dall’esordio dei sintomi, a causa della variabilità clinica, dell’assenza di test diagnostici specifici e delle difficoltà di accesso a valutazioni specialistiche". "Un ritardo di tale entità – sottolinea Cartabellotta – significa anni di dolore, peggioramento della qualità di vita e aumento del rischio di complicanze. Ridurlo deve diventare una priorità del Servizio Sanitario Nazionale".
Disuguaglianze regionali nell’assistenza. Permangono marcate differenze tra le Regioni nell’organizzazione dell’assistenza: approvazione formale di Percorsi diagnostico-terapeutici Assistenziali (Pdta) e di reti cliniche regionali, distribuzione non omogenea di centri specialistici di riferimento e modalità di accesso alle prestazioni in esenzione. In particolare, la rilevazione aggiornata a marzo 2026 conferma un quadro frammentato: solo alcune Regioni – tra cui Campania, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sardegna e Sicilia – dispongono sia di Pdta sia di reti cliniche attive, mentre in molte altre risultano parziali o assenti. Negli ultimi anni diverse Regioni hanno approvato leggi o provvedimenti specifici sull’endometriosi, tra cui Sicilia, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Puglia, Sardegna, Veneto e Valle d’Aosta. Tuttavia, tali iniziative non sempre si traducono in un miglioramento concreto dell’accesso alle cure. "Il quadro resta molto eterogeneo – spiega Cartabellotta – con Regioni che hanno sviluppato reti cliniche e percorsi strutturati e altre dove l’organizzazione dell’assistenza è ancora frammentaria".
Esenzioni e accesso alle prestazioni. L’endometriosi negli stadi III e IV, quelli più avanzati, è stata inserita tra le malattie croniche esenti con il Dpcm sui Lea del 2017. Tuttavia, l’effettiva operatività dell’esenzione è stata possibile solo dal 30 dicembre 2024, dopo l’aggiornamento del nomenclatore tariffario della specialistica ambulatoriale. Le prestazioni garantite comprendono principalmente visite di controllo ed esami diagnostici mirati, ma non coprono le forme meno gravi della malattia (stadi I e II). Peraltro, si tratta di diritti non ancora pienamente esigibili: il 22 settembre 2025 il Tar del Lazio ha infatti dichiarato illegittimo il decreto ministeriale sulle tariffe. Per evitare un vuoto normativo, gli effetti dell’annullamento sono stati differiti di 365 giorni, ma permane il rischio concreto di una revisione dell’intero impianto, con possibili ricadute negative sulle tutele per le pazienti. L’elenco delle prestazioni diagnostiche in esenzione evidenzia un perimetro limitato solo alle fasi avanzate di malattia: sono incluse indagini ecografiche semestrali e ulteriori accertamenti, come il clisma opaco, in presenza di specifiche indicazioni cliniche. "Si tratta di un pacchetto di prestazioni diagnostiche – osserva Cartabellotta – che esclude le fasi precoci della malattia, non copre la complessità clinica dell’endometriosi e lascia in parte scoperta la gestione del dolore".
Solo alcune Regioni hanno ampliato l’offerta con risorse proprie: estensione dell’esenzione per le forme lievi e supporto psicologico gratuito in Valle d’Aosta; copertura di alcuni farmaci ormonali in Emilia-Romagna; crioconservazione ovocitaria gratuita in condizioni selezionate in Toscana; misure di facilitazione per l’accesso ai farmaci in Sicilia. "Nel complesso – osserva Cartabellotta – emerge una tutela 'a geometria variabile': il riconoscimento formale dell’esenzione non garantisce un accesso reale e uniforme alle prestazioni".
Le priorità per ridurre le diseguaglianze. Per migliorare la presa in carico dell’endometriosi è necessario sviluppare reti cliniche regionali strutturate, rendere operativi i Pdta, rafforzare l’integrazione tra assistenza territoriale e ospedaliera, garantire un accesso uniforme alle prestazioni esenti e ridurre il ritardo diagnostico. "I dati – spiega Maria Giovanna Labbate, amministratrice delegata di Gedeon Richter Italia – evidenziano l’urgenza di passare dalle dichiarazioni di intenti a modelli operativi concreti. Come azienda da anni impegnata nella salute della donna, sappiamo che la disomogeneità territoriale non è solo un problema organizzativo, ma una disuguaglianza che si misura in anni di diagnosi mancate e qualità di vita compromessa. Per questo crediamo in un approccio integrato, in cui clinici, istituzioni e associazioni di pazienti collaborino lungo tutto il percorso di diagnosi e di cura. Investire sull'endometriosi significa investire sulla salute pubblica e noi siamo pronti a fare la nostra parte».
"L’endometriosi – conclude Cartabellotta – richiede modelli organizzativi multidisciplinari e percorsi assistenziali omogenei su tutto il Paese. Garantire diagnosi tempestive e cure appropriate non è solo un obiettivo clinico, ma un diritto da assicurare alle donne in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Alla vigilia della Giornata Nazionale della Salute della Donna, questo deve tradursi in una priorità concreta, non solo in un impegno simbolico".

(Adnkronos) - Prendersi cura della propria salute non deve essere un'azione occasionale per le donne, ma un percorso che abbraccia tutto l'arco della vita, dall'infanzia alla menopausa, attraverso stili di vita corretti, una nutrizione equilibrata e un'adeguata attività fisica. Questi fattori sono fondamentali per ridurre il rischio di malattie croniche come obesità, diabete, osteoporosi e squilibri ormonali, contribuendo al benessere fisico e psicologico. E' questo il messaggio lanciato dal Centro di riferimento per la Medicina di genere del'Istituto superiore di sanità che - in occasione della Giornata nazionale della salute della donna, in calendario domani - propone alcuni consigli specifici, età per età. L'Iss, inoltre, per la giornata estenderà l'orario del proprio Telefono verde Aids e Ist (infezioni sessualmente trasmesse), dalle 9 fino alle 19.
"E' importante - sottolinea Elena Ortona, direttrice del Centro di riferimento per la medicina di genere Iss - educare a una corretta alimentazione e a stili di vita salutari fin dall'infanzia, perché in questa fase si gettano le basi per abitudini durature che proteggono la salute femminile nel lungo periodo, trasformando la consapevolezza in una prevenzione efficace delle malattie croniche e promuovendo una vita in salute". Alcune abitudini rappresentano la base della salute femminile, in particoalre: consumare almeno 5 porzioni al giorno di frutta e verdura per garantire un adeguato apporto di fibre, vitamine e antiossidanti; assumere 2-3 porzioni di latte o yogurt per coprire il fabbisogno di calcio; praticare almeno 60 minuti di attività fisica quotidiana, anche sotto forma di camminata veloce o gioco attivo, per mantenere equilibrio metabolico e ormonale.
Per quanto rigarda invece le indicazioni specifiche età per età, invece, nella fase dell'infanzia e adolescenza l'Iss ricorda che il fabbisogno di calcio e vitamina D è elevato, perché si costruisce il patrimonio osseo. Queste le azioni concrete da ricordare: inserire quotidianamente latte e yogurt; aumentare il consumo di acque ricche di calcio, pesce di taglia piccola consumato con la lisca; favorire l'esposizione alla luce solare in modo sicuro per la sintesi di vitamina D; incoraggiare attività fisica regolare all'aria aperta, evitando la sedentarietà prolungata; limitare bevande zuccherate e snack ultra-processati che possono ridurre la qualità della dieta. Con l'inizio del ciclo mestruale, invece, aumenta il fabbisogno di ferro e acido folico. Per questo è utile: includere fonti di ferro come carne, pesce, uova, legumi, cereali integrali, verdure a foglia, broccoli, cavoli e altre brassicacee; associare vitamina C come agrumi, kiwi, per migliorare l’assorbimento del ferro; mantenere una pratica sportiva costante.
Quando le donne sono in gravidanza e allattamento - prosegue l'Iss - il fabbisogno di micronutrienti aumenta per sostenere madre e lattante. In questa fase, dunque, serve: garantire un adeguato apporto di acido folico già prima del concepimento e nei primi mesi di gravidanza attraverso il consumo regolare di verdure come broccoli, cavoli e altre brassicacee; consumare alimenti ricchi di ferro, calcio, iodio e magnesio come pesce, latticini, legumi, frutta secca; aumentare il consumo di acqua di circa 3-4 bicchieri in più, oltre ai 6-8 consigliati in una donna che non allatta; mantenere, quando possibile, un'attività fisica moderata e regolare.
Durante la menopausa, infine, il calo degli estrogeni aumenta il rischio di perdita ossea e riduzione della massa muscolare, quindi i consigli sono: aumentare l'apporto di calcio e vitamina D attraverso il consumo di latte e yogurt magri, verdure come broccoli, cavoli, pesce azzurro, specialmente i piccoli pesci (alici, lattarini e sardine) che possono essere mangiati con tutta la lisca; particolare attenzione ai formaggi che, anche se ottima fonte di calcio, sono ricchi di sale e grassi; maggior consumo di acqua ricca di calcio; consumare alimenti ricchi di magnesio e potassio (frutta secca, verdura, cereali integrali); praticare esercizi di resistenza e attività con carico (camminata, ginnastica, pesi leggeri) per mantenere la massa ossea e muscolare; controllare il peso corporeo e ridurre il consumo di sale e alcol.
Domani, in occasione della Giornata nazionale della salute della donna, il telefono Verde Aids e Ist (800 861061) estenderà il proprio orario dalle 9 alle 19. "L'iniziativa - evidenzia Anna Colucci, responsabile dell'Unità operativa Ricerca psico-socio-comportamentale, comunicazione, formazione del Dipartimento Malattie infettive dell'Iss - mira a favorire un accesso più ampio a informazioni scientificamente validate, con particolare attenzione alla prevenzione dell'Hiv e delle infezioni sessualmente trasmissibili (Ist) nelle donne".
"Promuovere consapevolezza e facilitare l'accesso ai servizi di prevenzione - conclude Ortona - rappresenta un passo fondamentale per tutelare la salute delle donne, rafforzando un approccio integrato che unisce corretti stili di vita, educazione e informazione qualificata". Sul sito 'Uniti contro l'Aids', ricorda l'Iss, per ogni infezione vi è una specifica sezione dedicata alla donna.
(Adnkronos) - Doppia partita domani per i conti italiani tra la pubblicazione del Documento di economia e finanza del governo e il verdetto Eurostat che certificherà o meno l'uscita dell'Italia dalla procedura anti-deficit. Una partita che la maggioranza vorrebbe giocare sul filo dei decimali che muovono l'asticella del deficit-pil per effetto o per difetto verso il valore principale.
Dalla chiusura della procedura Ue dipende il margine di manovra della Finanziaria d'autunno: sia perché l'Italia uscirebbe dal monitoraggio stringente di Bruxelles sia perchè potrebbe accedere alla flessibilità sui vincoli della spesa primaria per le spese per difesa e sicurezza. Ad ogni modo - procedura o non procedura - il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha messo sul tavolo dell'Eurogruppo già a marzo la richiesta di flessibiltà sui conti per le circostanze eccezionali della guerra in Medio Oriente, nuova incognita che pesa sull'economia globale. Richiesta al momento respinta da Bruxelles.
L'Italia arriva all'appuntamento di domani certa di aver fatto i compiti a casa, impegno riconosciuto anche dalle agenzie di rating che hanno alzato i rating come non accadeva da anni e dai mercati facendo scendere lo spread. “Speriamo bene, noi ce l'abbiamo messa tutta per tenere in equilibrio i conti pubblici”, ha detto il vice ministro all’Economia Maurizio Leo a margine della Conferenza nazionale Antifrode organizzata dall’Adm allo Spazio Mastai. “Attendiamo" l'Eurostat "l’impegno del governo è stato massimo”, ha scandito.
Domani alle 12 dovrebbe tenersi il Consiglio dei ministri chiamato ad approvare le nuove stime macro e di finanza pubblica del Dfp, il Documento di finanza pubblica, che ha sostituito il Def. Previsioni che sul fronte della crescita sconterebbero le nuove incertezze globali per gli effetti negativi sull'economia dovuti alla guerra in Medio Oriente. Già la Banca d'Italia e il Fondo monetario internazionale hanno tagliato il pil di quest'anno allo +0,5% entrambi.
Il nodo è quindi il rapporto deficit-pil che riducendosi la crescita rischia di crescere rispetto alle stime: l'Istat nelle ultime revisioni ha indicato 3,1% per il 2025. Ma dalla maggioranza emergono svariate simulazioni a partire dalla valutazione che possa bastare un livello del 3,049% deficit-pil che per difetto sarebbe arrotondato a 3% per intavolare una trattativa con l'Ue. Considerando che 0,1% di deficit-pil equivale in valori assoluti a 2,2 mld circa, ne consegue che lo 0,001 che farebbe la differeza sarebbe pari a circa 22 milioni. Ad ogni modo le regole Ue prevedono un livello inferiore al 3%, quindi eventualmente al 2,99% di deficit-pil. Ma la partita, fanno notare all'Adnkronos fonti qualificate, non andrebbe giocata sul filo dei decimali, soggetti di continuo a revisione fino al dato a consutivo. Il Trattato prevede infatti che la decisione finale di uscita o meno dal braccio preventivo della procedura per deficit eccessivo spetti alla Commissione, quindi non sarebbero i decimali soggetti a revisione a fare la differenza. (di Luana Cimino)

(Adnkronos) - Confrontarsi attivamente con la comunità scientifica sui temi chiave per il futuro della nutrizione: dal ruolo del microbiota intestinale all'impatto dei latti fermentati sulla salute, fino all'importanza di un'alimentazione equilibrata per il benessere a lungo termine. Con questi contenuti, in occasione della XX edizione di NutriMi - Forum di nutrizione pratica, Danone, come Top Partner, ha confermato il proprio ruolo di riferimento nell'ambito dei latti fermentati. Il contributo del'azienda - con i suoi brand Danone Skyr e Activia - forte di decenni di innovazione e ricerca sul microbiota intestinale, si inserisce in uno scenario di mercato in rapida trasformazione, dove l'interesse degli italiani per alimenti funzionali e ad alto valore nutrizionale è in forte crescita. A confermarlo sono i dati più recenti, riporta l'azienda in una nota. Nel 2025 il segmento del kefir conferma un andamento particolarmente dinamico, registrando una crescita del +55,2% a valore rispetto al 2024 e raggiungendo vendite pari a circa 273 milioni di euro, mentre i segmenti greco e skyr, che offrono ai consumatori soluzioni in linea con la ricerca di naturalità e salute, crescono rispettivamente del 25% e del 37%, testimoniando un forte interesse e una forte crescita di un mercato che si attesta sui 615 milioni di euro. Un'evoluzione che riflette un cambiamento profondo nelle abitudini di consumo, con la colazione sempre più vissuta come un momento consapevole, orientato al benessere, alla qualità e all'innovazione.
Cuore della partecipazione di Danone è stato un approfondimento scientifico dedicato al ruolo del microbiota intestinale, oggi riconosciuto come un elemento centrale per la salute. Negli ultimi anni la ricerca in questo ambito è cresciuta in modo esponenziale, evidenzia l'azienda. Si stima che il microbiota intestinale sia composto da trilioni di microrganismi e svolga un ruolo fondamentale in processi, tra gli altri, come digestione, metabolismo e regolazione del sistema immunitario. In questo scenario, cresce l'interesse per alimenti fermentati come il kefir, caratterizzati da una comunità complessa di fermenti vivi (lieviti e batteri) che agiscono in sinergia contribuendo all'equilibrio del microbiota intestinale, in cui l'impatto di salute è scientificamente dimostrato. L’intervento, realizzato con il contributo non condizionante di Danone Italia, è stato affidato a Giovanni Barbara, professore ordinario di Gastroenterologia all'università di Bologna, direttore dell'Uoc di Gastroenterologia dell'università di Bologna e responsabile del Centro Trapianto di microbiota del Sant'Orsola di Bologna.
"Il microbiota intestinale è oggi riconosciuto come uno dei pilastri della nostra salute, influenzando digestione, metabolismo e sistema immunitario - afferma Barbara - Per mantenerlo in equilibrio è fondamentale seguire un'alimentazione sana e varia. In questo contesto, il consumo regolare di alimenti fermentati, come il kefir - in cui batteri e lieviti agiscono sinergicamente - rappresenta una scelta semplice, ma efficace per favorire il benessere intestinale e, più in generale, dell'intero organismo".
Durante le due giornate, Danone è stato presente al Forum con uno spazio espositivo dedicato, dove i visitatori hanno potuto approfondire le caratteristiche nutrizionali dei prodotti Danone Skyr e Activia, partecipare a momenti di degustazione e confrontarsi con nutrizionisti qualificati, si legge nella nota. I prodotti sono stati protagonisti dei momenti di pausa dell'evento, contribuendo a un'esperienza coerente con i valori di nutrizione e benessere promossi dal forum.
"Essere Top Partner di NutriMi per il secondo anno consecutivo - dichiara Lucia Chevallard, direttrice Marketing Italia e Grecia di Danone - ci permette di contribuire attivamente al dialogo scientifico su nutrizione e salute, in un momento in cui cresce la consapevolezza del legame tra ciò che mangiamo e il nostro benessere. Da oltre un secolo offriamo soluzioni nutrizionali che coniugano qualità, accessibilità e solide evidenze scientifiche. Il successo di prodotti come kefir e skyr riflette una domanda sempre più evoluta, a cui rispondiamo con ricerca e innovazione. In questo contesto - aggiunge - si distinguono prodotti come Activia Kefir bianco, che combina i lieviti autentici del kefir con 4 miliardi di probiotico Bifidus, senza zuccheri aggiunti e adatto anche a chi maldigerisce il lattosio, e Danone Skyr, ispirato alla tradizione islandese, naturalmente ricco di proteine, privo di grassi e ideale per accompagnare ogni momento della giornata, a partire dalla colazione. Con la nostra partecipazione all'edizione di NutriMi 2026 - conclude - abbiamo ribadito il nostro impegno: trasformare la scienza della nutrizione in benessere concreto per tutti".

(Adnkronos) - Cosa succede quando il colore smette di essere un dettaglio e diventa il modo in cui viviamo gli spazi? Dal 20 al 26 aprile, in occasione della Milano design week 2026, Hisense risponde a questa domanda con 'The colorful district': più di un’installazione, un vero e proprio distretto immersivo che trasforma Officina 14 (Via Tortona 14) in un luogo da attraversare, abitare e interpretare. Non è uno spazio da osservare, ma un percorso da vivere: un luogo in cui ogni ambiente racconta un momento della quotidianità e ogni tecnologia diventa parte di una narrazione più ampia, fatta di gesti, abitudini e relazioni.
L’esperienza si articola in quattro momenti distinti: si comincia con 'The entrance', la soglia che segna il passaggio da osservatore a partecipante. Qui ogni visitatore riceve due strumenti per esplorare il distretto: una matita dotata di lente a sottrazione colore in grado di rivelare parole nascoste lungo il percorso e una mappa che guida la scoperta degli spazi e dove poter prendere nota di ogni parola trovata. Il percorso continua in 'The central plaza', una piazza urbana aperta e vibrante in cui prende forma l’identità del distretto. Strutture morbide, cromie espressive ed elementi architettonici danno vita allo spazio outdoor del distretto. Una sorta di parco che invita a rallentare, a muoversi liberamente, a lasciarsi attraversare dall’atmosfera: è qui che il colore si manifesta come emozione condivisa, nel punto d’incontro tra le diverse esperienze del distretto.
Da questa dimensione pubblica si entra nel cuore del progetto: 'The inner court'. Primo ambiente interno e fulcro dell’intero percorso, si presenta come una corte viva e contemporanea che trasforma le finestre colorate in veri e propri accessi ai mondi che prendono vita all’interno dove ogni ambiente esprime un colore, un’atmosfera, un modo di vivere lo spazio trasformandolo in esperienza. È qui, all’ingresso della corte interna, che il visitatore coglie il senso del progetto: non una sequenza di stanze separate, ma un ecosistema interconnesso. Accolgono il visitatore i primi due prodotti protagonisti: a sinistra, il Tv da 116 pollici con tecnologia Rgb MiniLed, che rappresenta la massima espressione del colore secondo Hisense, una presenza che che va oltre la semplice visione aprendo, in senso visivo e simbolico, le porte al concept 'The colorful district' e introducendo un nuovo modo di percepire luce, profondità e intensità cromatica. A destra troviamo invece Hi Prime, il sistema di accumulo dell’energia che connette simbolicamente le nostre stanze dell'ecosistema, alimentate e animate dalla stessa energia invisibile.Da qui si diramano le diverse stanze, ciascuna ispirata a un momento della quotidianità, una passione o un’atmosfera dove la tecnologia non si impone come protagonista, ma si integra, in modo naturale e insieme al colore, nell’esperienza. Proprio come nelle nostre case.
La 'Sport room' restituisce tutta l’energia e l’emozione dei grandi eventi, in dialogo diretto con il legame di Hisense con la Fifa world cup 2026. Qui, il Laser cinema 4K Pt1 amplifica la visione trasformandola in un’esperienza immersiva e coinvolgente, capace di portare nello spazio l’intensità, i colori e l’emozione del campo da gioco. La 'Cinema room' interpreta l’intrattenimento come un momento speciale, dove il proiettore laser 4K M2 Pro accompagna la visione con naturalezza, quasi scomparendo nello spazio ma valorizzando, al contempo, le emozioni che i contenuti sono in grado di trasmettere. Nella 'Fun room', il mix tra suono e colore trasforma l’ambiente in un’esperienza dinamica e multisensoriale grazie a soluzioni come 'Party storm' e il Tv Rgb MiniLed Ur9. Atmosfere sempre diverse che favoriscono momenti di condivisione e divertimento.
L'area 'Kitchen & Winery' introduce una dimensione più raccolta e sensoriale, in cui la cucina e la degustazione del vino diventano rituali quotidiani fatti di attesa, scelta e convivialità. In questo contesto, la cantinetta vino RW3N230GELF si inserisce con discrezione, contribuendo a definire un ambiente caldo e curato, in cui ogni dettaglio valorizza il momento. La 'Bedroom' rappresenta uno spazio intimo e rigenerativo, dove il comfort passa dalla scelta del colore a momenti di relax, fino alla qualità dell’aria. Soluzioni come 'Air master', sistema di climatizzazione intelligente, contribuiscono a creare un ambiente equilibrato e piacevole, migliorando il benessere quotidiano in modo naturale, mentre il Tv FollowMe offre un’opzione di visione discreta e di design. Infine, la 'Laundry room' chiude il racconto con uno spazio dedicato alla cura del proprio stile, dove la Washer dryer heat pump WD5I1245BWRH della serie 5i -una soluzione che unisce lavatrice e asciugatrice in un unico sistema innovativo a pompa di calore- si inserisce nella vita di tutti i giorni per prendersi cura, in maniera ancora più delicata, del nostro stile e del nostro benessere fin dai capi che indossiamo.
Il viaggio si conclude con 'The immersive room', uno spazio immersivo che non rappresenta una fine, ma una visione d’insieme. Dopo aver attraversato il distretto e trovato le parole nascoste, il visitatore matura una nuova consapevolezza: il colore non è un elemento decorativo, ma una chiave per interpretare e vivere gli spazi.
In linea con il tema del Fuorisalone 2026, 'Essere progetto', The colorful district invita ogni persona a completare il racconto in modo attivo. Attraverso un sistema di grafiche a doppio livello e l’uso delle lenti colorate, l’esperienza prende forma, rendendo ogni visita unica e personale. Accanto a questi ambienti, la location si anima grazie a una serie di aree esperienziali pensate per il coinvolgimento diretto del pubblico. L’area showcooking diventa uno dei momenti più dinamici del palinsesto: Gino Sorbillo interpreta la cucina come gesto condiviso, valorizzando il forno Pizza chef HO66F, nato dall’incontro tra la sua esperienza e la tecnologia Hisense per portare anche a casa un’esperienza autentica e contemporanea con la nuova versione matt.
Accanto a lui, Rosy Chin -alla sua prima partecipazione ufficiale come ambassador Hisense per Kitchen appliances & Small domestic appliances- racconta una cucina contemporanea e accessibile attraverso prodotti come il frigorifero Kitchen fit RQ768N4GBE, pensato per integrarsi perfettamente in cucina e valorizzare i propri arredi ma anche colori, freschezza e varietà degli ingredienti grazie all'esclusivo cassetto sottovuoto vaccum fresh, e il forno a vapore Hi8 BFS615S8, che accompagna la preparazione esaltando consistenze, profumi e tonalità naturali del cibo, insieme al piano a induzione con cappa integrata (HEH8443BSRWF), che unisce funzionalità e design in un unico gesto, contribuendo a rendere lo spazio cucina ancora più fluido e armonico.
A questo si affianca uno spazio dedicato ai workshop, dove il pubblico è invitato a esplorare il colore come linguaggio personale attraverso attività come Crea il tuo angolo verde, Decora il tuo cupcake e colori dei chakra & movimento creativo, trasformando l’esperienza in un momento attivo e partecipativo. Il percorso si arricchisce ulteriormente con un photo booth, pensato come punto di ingaggio immediato, dove i visitatori possono catturare un ricordo del distretto. Con il passare delle ore, il distretto cambia ritmo e atmosfera: ogni sera i Dj set accompagnano l’esperienza trasformando lo spazio in un ambiente conviviale, in cui design, tecnologia e intrattenimento si incontrano.
Durante tutta la settimana, The colorful district si trasforma grazie a un programma dinamico di attività che alterna momenti di scoperta, intrattenimento e partecipazione. Il 23 aprile, la location ospiterà inoltre un momento speciale dedicato al mondo dello sport e dell’intrattenimento, ispirato alla Fifa world cup 2026, di cui Hisense è sponsor globale. Un'occasione per portare nel distretto l'energia e i valori universali del calcio -passione, condivisione e connessione tra culture- in continuità con il percorso del brand.
"Con The colorful district abbiamo voluto trasformare la tecnologia in un’esperienza da vivere, non solo da osservare -commenta Tatiana Pampalone, head of marketing Hisense Italia-. Il colore è il filo conduttore di questo progetto: un elemento capace di rendere visibile ciò che spesso diamo per scontato nella quotidianità. L’obiettivo è mostrare come l’innovazione Hisense, così come il colore, possa integrarsi in modo naturale negli spazi domestici, migliorandoli e influenzando positivamente il modo in cui li viviamo ogni giorno". Con questo progetto, Hisense consolida il proprio posizionamento come brand capace di connettere tecnologia, emozione e cultura contemporanea, dando forma a un ecosistema in cui innovazione e quotidianità convivono in maniera fluida e coerente e mantenendo sempre al centro il benessere e l’esperienza dell’utente.
Parallelamente alla presenza al Fuorisalone, il Gruppo Hisense conferma il proprio ruolo anche a Eurocucina, dove i brand Gorenje e Asko presentano le loro ultime innovazioni dedicate al mondo della cucina e del design. Un presidio che testimonia la capacità del gruppo di costruire un sistema completo e sinergico, in cui tecnologie, competenze e identità differenti contribuiscono a ridefinire il modo di vivere e concepire la casa moderna.

(Adnkronos) - La vitamina D è sempre citata quando si parla di solidità delle ossa. Ma serve anche ad altro? E come va presa? "Della sola vitamina D si conoscono ben 5 forme tra loro diverse, numerate dalla D1 alla D5, tra le quali spiccano per importanza la D2 (ergocalciferolo) e, soprattutto, la D3 (colecalciferolo) che, oltre a trovarsi in alcuni alimenti animali, viene principalmente elaborata dall’organismo. Questa è in grado, una volta prodotta ed immessa in circolo, di svolgere le sue funzioni su diversi organi a distanza. Proprio in ragione di tale peculiarità, la vitamina D sembra avere le caratteristiche tipiche di un ormone. Il meccanismo di produzione della vitamina D parte dal 7-deidrocolesterolo, un precursore del colesterolo che, in seguito all'esposizione della pelle ai raggi ultravioletti del sole, viene convertito in colecalciferolo. Una volta raggiunto il fegato, il colecalciferolo viene trasformato in calcifediolo che poi, nei reni, verrà convertito nella forma finale attiva della vitamina D3 chiamata calcitriolo. Nella stagione estiva, quando maggiore è l'esposizione al sole, può essere prodotta una quantità di vitamina D3 perfino eccedente rispetto alle esigenze dell'organismo che, in tali circostanze, provvederà ad immagazzinare gli eccessi soprattutto nel tessuto adiposo e nei muscoli, per poi utilizzarli negli eventuali momenti di carenza". Lo spiega Mauro Minelli, immunologo e docente di Nutrizione clinica all'università Lum Giuseppe Degennaro.
"Quindi - illustra lo specialista - l'esposizione al sole anche solo del viso o delle braccia o delle gambe è la prima regola da rispettare per far sì che la concentrazione di vitamina D nel sangue resti su livelli adeguati. Altra regola importante da considerare è l'orario e la durata dell'esposizione, che può andare dai 20 ai 30 minuti nell'arco temporale della giornata compreso tra le ore 9 e le 15. Esiste infatti, nello specifico, la cosiddetta 'regola dell'angolo solare' che, nel caso in cui l'ombra del soggetto esposto al sole dovesse allungarsi più della sua altezza (come accade, per esempio, al tramonto), starebbe ad indicare una scarsa o assente produzione di vitamina D", precisa l'immunologo.
Come si assume la vitamina D. "Anche se per l'80% del fabbisogno la vitamina D viene generata dall'esposizione alla luce solare, non va comunque sottostimata e men che meno esclusa l'assunzione di adeguate quantità di alimenti contenenti vitamina D - sottolinea Minelli - Figurano tra questi l'olio di fegato di merluzzo, i funghi, l'uovo e il latte intero, il salmone, le aringhe, il tonno, lo storione, il burro, il fegato, alcune verdure a foglia verde come il broccolo e il cavolo nero. Un'attenzione particolare va riservata alle condizioni di sovrappeso/obesità, nelle quali l'accumulo della vitamina D in abbondanti strati di tessuto adiposo ne impedisce la conversione nella forma biologicamente attiva. Sono queste le circostanze nelle quali, aspettando che un auspicabile dimagramento possa rendere più facilmente disponibili le scorte di vitamina D segregate nell'adipe, sarà il caso di addizionare i cibi con vitamina D al fine di aumentarne l'assunzione prevenendo eventuali condizioni di carenza. Dunque, la vitamina D non fa dimagrire, ma una dieta dimagrante certamente contribuisce ad annullare i rischi di una sua eventuale carenza".
A cosa fa bene la vitamina D? "La forma biologicamente attiva della vitamina D, ovvero il calcitriolo, promuove l'assorbimento intestinale di calcio e fosforo dei quali stimola, tra l'altro, il riassorbimento tubulare a livello renale. In sinergia con gli ormoni calcitonina e paratormone, contribuisce in maniera determinante alla salute delle ossa delle quali favorisce la mineralizzazione, la crescita e il rafforzamento. Proprio in ragione della sua capacità di regolare il calcio scheletrico - suggerisce l'immunologo - la vitamina D svolge un ruolo importantissimo nella prevenzione dell'osteoporosi, tanto più in condizioni particolari come la menopausa o la gravidanza. Promuove e regola lo sviluppo di cheratinociti e osteoclasti, importanti cellule strutturali, rispettivamente, della pelle e delle ossa. Inoltre, secondo quanto riportato da un crescente numero di studi in letteratura, al di là dei suoi documentati effetti sul sistema scheletrico, la vitamina D ad alte dosi sarebbe anche in grado di: influire positivamente sul decorso di malattie metaboliche, come ad esempio il diabete mellito di tipo 2, e le malattie del comparto muscolare e tendineo; esercitare un'azione preventiva sull'insorgenza di tumori del colon e della mammella; modulare le attività del sistema immunitario in ragione della presenza su monociti, macrofagi e altre cellule immunocompetenti di specifici recettori per il calcitriolo, ovvero la forma attiva della vitamina D3; assicurare importanti benefici nel decorso di immunopatie come la sclerosi multipla, la vitiligine, le malattie autoimmuni della tiroide, il diabete mellito giovanile".
Il fabbisogno giornaliero e le dosi raccomandate. "Negli adulti la dose giornaliera raccomandata di vitamina D può oscillare tra le 600 e le 2000 Unità Internazionali, corrispondenti a quantitativi compresi tra i 15 e i 50 microgrammi. Nei bimbi entro il primo anno di età, al fine di scongiurare il rachitismo, è suggerito un apporto giornaliero di 10 microgrammi. Nelle persone adulte i livelli della vitamina D nel sangue sono considerati normali quando compresi tra un minimo di 30 e un massimo di 100 nanogrammi per millilitro di plasma", conclude Minelli.

(Adnkronos) - Da mercoledì 6 maggio tutte le partite degli Internazionali Bnl d’Italia 2026 saranno su Sky Sport, con una novità: una partita al giorno del torneo maschile sulla terra rossa di Roma sarà in diretta in chiaro anche su TV8. Dalla prima giornata e fino all’ultima sfida del 17 maggio, alla copertura integrale su Sky Sport si aggiungerà così quella di TV8: una scelta che testimonia la volontà di rendere accessibile al grande pubblico eventi di assoluto prestigio, amplificandone la visibilità. Lo scrive l'emittente.
La qualità del racconto di Sky Sport sarà quindi disponibile anche sul canale free to air, dopo il successo di ascolti delle finali di Monte Carlo e, ancor prima, dell’edizione 2025 di Wimbledon. Quest’anno l’ultimo atto dell’edizione del torneo monegasco che ha visto trionfare Jannik Sinner ha ottenuto su Sky e TV8 il 25% di share con oltre 3 milioni 230 mila di spettatori medi, mentre sull’erba londinese la vittoria storica del numero 1 al mondo aveva segnato oltre il 40% di share e il record di 5 milioni 670 mila spettatori medi.

(Adnkronos) - Sono aperte le selezioni per la nuova edizione dell’Academy di Fnm Autoservizi, una proposta per nuovi autisti rivolta a persone con età minima di 21 anni che prevede un’assunzione a tempo determinato part time per tutta la durata del periodo di formazione finalizzato al conseguimento della patente D e Cqc, con costi totalmente a carico dell'azienda, la successiva trasformazione a tempo indeterminato full time e un premio di ingresso di 3.000 euro. I nuovi autisti che completeranno il percorso dell'Academy -che vedrà il suo avvio entro settembre- saranno inseriti in servizio sulle linee di Fnma nelle province di Como e Varese.
Il percorso formativo ideato da Fnma, che si svolgerà presso le sedi di Saronno e Tradate, prevede una iniziale assunzione a tempo determinato con contratto part time come operatore di esercizio con il parametro 140 del contratto Ccnl Autoferrotranvieri per conseguire la patente D e Cqc con tutti i costi sostenuti dall'azienda. La retribuzione prevista è di circa 800 euro mensili. Al termine di questo periodo, a coloro che avranno superato positivamente gli esami e ottenuto l’idoneità verrà proposta l’assunzione a tempo indeterminato. Al nuovo assunto verrà richiesto di sottoscrivere l’impegno di restare in servizio presso Fnma per almeno tre anni e sarà riconosciuto inoltre un premio di ingresso di 3.000 euro che sarà corrisposto in tre diverse tranche: 1.000 euro all’assunzione dopo il conseguimento della patente, 1.000 euro al 18mo mese successivo all’assunzione, l’ultima tranche di 1.000 euro al 36esimo mese dopo l’assunzione. Un significativo pacchetto welfare che comprende ticket restaurant, servizi per la salute, l'educazione dei figli, la formazione e il tempo libero affianca e completa la retribuzione per i nuovi autisti.
La selezione aperta da Fnma è rivolta a tutte le persone con 21 anni compiuti, dotate di diploma di scuola secondaria di primo grado, patente B, idoneità fisica e psico-attitudinale alla mansione, casellario giudiziale senza provvedimenti e assenza di carichi pendenti. Si richiedono inoltre la disponibilità a lavorare su turni, passione per la guida e una buona predisposizione alle relazioni interpersonali. È possibile candidarsi alla selezione compilando il form dell’annuncio pubblicato online: https://joblink.allibo.com/ats3/job-offer.aspx?DM=1954&ID=103927&LN=IT&FT=554&SG=2

(Adnkronos) - Con le dimissioni di Lori Chavez-DeRemer, la ministra del Lavoro travolta da una serie di scandali, sono ormai tre le donne dell'amministrazione Trump messe alla porta dal presidente celebre, nella sua passata vita di star televisiva, per la battuta "You are fired!". Le voci di un'uscita di scena dell'ex deputata dell'Oregon, che era anche una dei pochissimi ispanici dell'amministrazione, circolavano comunque da settimane a causa dell'inchiesta interna su suoi comportamenti impropri, compresa la relazione con un agente della sua scorta.
"La segretaria al Lavoro Lori Chavez-DeRemer lascerà l'amministrazione per un incarico nel settore privato, ha fatto un lavoro fenomenale per proteggere i lavoratori americani", ha reso noto sui social il direttore della Comunicazione Steven Cheung, indicando l'attuale vice Keith Sonderling come segretario ad interim. "E' stato un onore e un privilegio servire in questa storica amministrazione e lavorare per il più grande presidente della mia vita", ha postato da parte sua Chavez-DeRemer che lo scorso autunno ha fatto montare sulla facciata del ministero un enorme striscione con il ritratto del presidente. Ha fatto poi discutere la sua campagna sui social in cui la forza lavoro americana veniva rappresentata come quasi esclusivamente bianca.
I problemi per la repubblicana erano iniziati lo scorso gennaio, quando l'ispettore generale del dipartimento del Lavoro ha avviato un'inchiesta dopo che la ministra era stata accusata di avere una relazione con un agente della sua scorta, di bere durante le ore di lavoro e di chiedere al suo staff di coordinare impegni pubblici con i suoi viaggi personali.
La Casa Bianca rispose all'inchiesta difendendo la segretaria e valutando azioni legali contro chi diffondeva le accuse false alla base dell'inchiesta, ma poi ha fatto pressioni per ottenre le dimissioni del capo dello staff della ministra e della sua vice. Anche l'agente che avrebbe avuto la relazione con Chavez-DeReemer si è dimesso e la sua capa è stata licenziata. E la scorsa settimana il New York Times ha pubblicato i messaggi che lei, ma anche il padre e il marito, inviavano a membri più giovani dello staff, in cui veniva chiesto, tra l'altro, di portare vino durante i viaggi di lavoro. "I messaggi sono stati l'ultima goccia, non c'e' modo di fuggire ai messaggi", ha detto a Politico un repubblicano vicino all'amministrazione.
L'uscita di scena di Chavez DeRemer arriva dopo quella nelle scorse settimane dell'ex procuratrice generale Pam Bondi che era stata preceduta dall'ex segretaria alla Sicurezza Interna, Kristi L. Noem. Si trattava anche in questi casi di fedelissime entusiaste esecutrici dell'agenda di Trump, che per la seconda amministrazione ha puntato alla lealtà e adesione ideologica per le nomine, onde evitare la lunga fila di dimissioni e uscite di scena dalla sua prima amministrazione.
Anche Noem e Bondi sono state sostituite da uomini, e quindi scende la presenza delle donne, inizialmente cinque, nella sua amministrazione, rimanendo la segretaria all'Agricoltura Brooke Rollins e quella all'Istruzione, Linda McMahon. Bisogna ricordare però che Trump ha nominato la prima donna capo dello staff, Susie Wiles, e ha affidato a Tulsi Gabbard la direzione della National Intelligence.
Dopo i mosaici realizzati per rendere omaggio a Max Pezzali, ex
frontman degli 883, e ai campioni dello sport Jannik Sinner,
Gianfranco Zola e Alessia Orro il brickbuilder Maurizio Lampis ha
composto la sua ultima opera dedicata a Velentino Rossi. Si tratta
di una riproduzione in Lego della fotografia scattata dopo la
storica vittoria nel Gran Premio del Sudafrica a Welkom il 18
aprile 2004 rimasta celebre per il bacio e l'inchino alla moto.
Lampis ha costruito l'opera, delle dimensioni di 89x63 centimetri,
in circa un mese utilizzando 8mila mattoncini.
(di Marzia Piga) E' un vero e proprio "vincolo strutturale" quello
che soffoca la competitività delle imprese sarde, alle prese con
gli alti costi dei trasporti delle merci, cui si aggiungono la
congiuntura internazionale, con il caro carburanti dovuto
all'instabilità geo-politica internazionale, e l'impatto della
tassa Ets. Un gap che frena lo sviluppo e incide sul costo della
vita dei sardi. È quanto emerge dallo studio "Il costo complessivo
delle merci per la Sardegna", curato dall'economista Andrea
Giuricin, per l'Istituto Bruno Leoni, che analizza le criticità del
trasporto isolano in una fase di forti tensioni sui costi
energetici, presentato questa mattina a Cagliari in un convegno
organizzato dai Riformatori Sardi.
(di Maria Grazia Marilotti) - CAGLIARI, 21 APR - "Le donne con
disabilità subiscono una discriminazione multipla, un silenzio
avvolge le loro vite e nega loro il diritto ad autoaffermarsi,
autodeterminarsi". È una testimonianza diretta quella di Francesca
Arcadu di Giulia Giornaliste Sardegna. L'associazione guidata da
Susi Ronchi rompe questo silenzio e dà alle stampe "Donne,
disabilità e media- parole vs barriere". Un libro a più voci che,
in 24 capitoli, analizza con uno sguardo multidisciplinare i
fattori che incidono su una rappresentazione distorta e
irrispettosa della disabilità. Tema affrontato ad ampio raggio, per
sottolineare come sia imprescindibile mettere al centro le persone
e non le loro limitazioni, i diritti e non gli svantaggi. Una
chiamata alla responsabilità per chi si occupa di informazione, un
invito all' utilizzo di un linguaggio adeguato e a un approccio
intersezionale, quindi non parziale, limitativo e soprattutto
stereotipato, dove genere, situazione socio economica, salute
mentale si intrecciano.
(Adnkronos) - Il vistoso calo d'ascolto de 'I Cesaroni - Il Ritorno' non è questione di feeling ma d'orario di messa in onda. Sul web monta la protesta, dopo la seconda puntata vista da 2.301.000 spettatori con il 16,9% di share. Passato l'effetto sorpresa dell'esordio, che aveva ottenuto il 22,6% con 3.486.000, secondo molti telespettatori la fiction ha pagato una collocazione inadatta al pubblico delle famiglie. A giudicare dalla valanga di commenti sui social, il calo d'ascolto non è figlio di una delusione per la trama ma di un orario di messa in onda giudicato insostenibile.
Sotto l'hashtag #icesaroni, che ha dominato le tendenze durante la serata, la protesta è unanime. "Iniziare una prima serata alle 22 è una mancanza di rispetto per i telespettatori", scrive un utente, riassumendo il sentimento generale. Molti sottolineano la natura "family" del prodotto: "È un prodotto per famiglie, bambini e ragazzi che il giorno dopo vanno a scuola e a lavoro, non puoi farlo finire a mezzanotte e venti".
Nel mirino dei fan finisce la strategia di palinsesto di Cologno Monzese, accusata di "rovinare ogni serie e programma". A pesare sulla messa in onda tardiva è la durata dell'access prime time, con 'La Ruota della Fortuna' che ieri è terminata alle 21.53. "L'altra volta è iniziata alle 21:50, che è già tardi. Stasera dopo", lamenta un fan. La percezione è quella di una prima serata trasformata di fatto in una "seconda serata", con l'aggravante, segnalata da più parti, di un numero notevole di interruzioni pubblicitarie che portano ad estendere la durata fino a dopo la mezzanotte.
Paradossalmente, la rabbia è alimentata dal fatto che la qualità della puntata sia stata apprezzata. "A me dispiace perché la seconda puntata è stata nettamente migliore della prima", si legge in un commento. Un dettaglio che dimostra l'affetto del pubblico è l'apprezzamento per il tributo al personaggio di Cesare, interpretato da Antonello Fassari scomparso lo scorso anno: "Finire ogni puntata con un messaggio a Cesare, per renderlo 'partecipe', è un gesto bellissimo, che va oltre una semplice fiction". Il segnale che arriva dal web è forte e chiaro: il pubblico de 'I Cesaroni' c'è ed è fedele, ma non apprezza la programmazione che considera irrispettosa per un prodotto dedicato alle famiglie. Ora bisognerà vedere se Mediaset deciderà di prendere delle contromisure.

(Adnkronos) - Un accordo per chiudere la guerra tra Stati Uniti e Iran sembrava a portata di mano la scorsa settimana, ma la trattativa è tornata in bilico anche a causa di alcune uscite pubbliche e dei post sui social del presidente Donald Trump, che hanno finito per irritare Teheran e raffreddare l'ottimismo.
Secondo ricostruzioni della Cnn, Trump avrebbe fatto ciò che i suoi collaboratori gli avrebbero sconsigliato: intervenire pubblicamente mentre i negoziati erano ancora in corso. Il presidente ha commentato le trattative sui social e ha parlato direttamente con diversi giornalisti, proprio mentre mediatori pakistani aggiornavano Washington sugli incontri in corso con le controparti iraniane a Teheran.
In una serie di interviste, Trump ha affermato che l'Iran avrebbe accettato una serie di condizioni chiave, tra cui la consegna dell'uranio arricchito, delineando di fatto un'intesa non ancora formalizzata. Il presidente inoltre ha dichiarato, in colloqui con Bloomberg, che Teheran avrebbe accettato una sospensione "illimitata" del programma nucleare e, in un'intervista ad Axios, ha indicato la possibilità di un incontro "nel fine settimana", sostenendo che un accordo sarebbe potuto arrivare "entro un paio di giorni".
Fonti vicine al dossier hanno però precisato che molte delle intese citate dal presidente non sono state ancora definite nei negoziati. Un funzionario coinvolto nei colloqui ha riferito che "gli iraniani non hanno apprezzato il fatto che il presidente negoziasse tramite i social, dando l'impressione di accordi già chiusi su punti ancora aperti e politicamente sensibili", aggiungendo che Teheran è particolarmente attenta a non apparire debole sul piano interno.
Sul piano negoziale le distanze restano significative. Gli Stati Uniti hanno fissato una serie di linee rosse, tra cui lo stop all'arricchimento dell'uranio e la consegna delle scorte più vicine alla soglia per uso militare. L'Iran, dal canto suo, insiste per mantenere il controllo sul proprio programma nucleare e sullo Stretto di Hormuz, chiedendo al tempo stesso un alleggerimento delle sanzioni economiche.
Le trattative hanno anche evidenziato proposte divergenti sulla durata di un eventuale congelamento del programma nucleare: Washington avrebbe avanzato l'ipotesi di uno stop fino a 20 anni, mentre Teheran avrebbe risposto con una proposta più breve, fino a cinque anni, poi ampliata in successive bozze fino a 10 anni con limiti progressivi all'arricchimento. Trump, tuttavia, ha ribadito di escludere qualsiasi arricchimento per un periodo indefinito, respingendo anche l'ipotesi di un congelamento per 20 anni.

(Adnkronos) - Il mondo del tennis in ansia per l'infortunio al polso di Carlos Alcaraz. Il tennista spagnolo si è presentato ai Laureus Awards di Madrid con un vistoso tutore al polso destro, dopo il problema che lo ha costretto al ritiro prima dall'Atp 500 di Barcellona e poi dal Masters 1000 di scena nella capitale spagnola, dove Jannik Sinner punta ad allungare al primo posto del ranking Atp. "Il tennis moderno ha subito una trasformazione radicale nel corso degli ultimi 2 decenni. Questo anche grazie ai progressi ingegneristici nella tecnologia delle racchette, divenute significativamente più leggere, aerodinamiche e rigide. Tuttavia, se da un lato queste innovazioni tecnologiche hanno innalzato il livello di spettacolarità, intensità e competitività del gioco, dall'altro hanno imposto carichi biomeccanici estremi sul sistema muscolo-scheletrico degli atleti, con particolare incidenza sulle articolazioni dell'arto superiore. Notevole impatto poi è legato anche alle diverse tecniche di impugnatura, estremizzate per favorire accelerazione e rotazione della pallina". E' l'analsi per l'Adnkronos Salute di Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all'UniSalento e segretario generale della Simfer (Società italiana di medicina fisica e riabilitativa).
"Il polso, in particolare, funziona come l'ultimo anello di una catena biomeccanica, incanalando la forza massimale generata dalla spinta degli arti inferiori, dalla torsione del tronco e dall'accelerazione della spalla direttamente nel telaio della racchetta nell'esatto momento dell'impatto - illustra Bernetti -. La letteratura scientifica riporta tassi di infortunio complessivi che variano da 0,05 a 2,9 infortuni per giocatore all'anno, o da 0,04 a 3,0 infortuni ogni 1.000 ore di gioco. Sebbene le patologie a carico degli arti inferiori (caviglia e ginocchio) mantengano il primato in termini assoluti, gli infortuni all'arto superiore rappresentano una quota critica. Dati elaborati dalla Mayo Clinic indicano in modo allarmante che circa il 30% di tutte le patologie dell'arto superiore nei tennisti riguarda specificamente l'articolazione del polso. In questo scenario, il lato ulnare (lato del mignolo) del polso, dove ci sono strutture come il tendine dell'estensore ulnare del carpo e la fibrocartilagine triangolare, diviene il principale capolinea dove si abbattono le forze di taglio. Una considerazione molto importante, inoltre, è quella relativa alla gestione del calendario agonistico nel tennis professionistico che mette i tennisti a rischio di sovraccarico funzionale".
Il caso di Carlos Alcaraz "sembrerebbe essere emblematico da questo punto di vista. Pur non conoscendo con precisione le caratteristiche dell'infortunio dello spagnolo - precisa il medico-fisiatra - sicuramente possiamo affermare come si sia presentato al torneo Atp 500 di Barcellona reduce da un intenso e riavvicinato dispendio di energie fisiche e nervose. Infatti, meno di 48 ore prima del suo esordio sulla terra battuta catalana lo spagnolo aveva disputato una faticosa finale al MonteCarlo Masters, subendo una sconfitta per mano di Jannik Sinner. Con così poco riposo, il tempo fisiologico necessario per lo smaltimento dei prodotti tossici del sovraccarico fisico e per il recupero microstrutturale praticamente non c'è stato. Il che ha portato all'infortunio. Fra l'altro lo scorso anno aveva commesso lo stesso errore, infortunatosi con tempistiche simili. Stavolta già durante il match di primo turno ha mostrato evidenti segni di sofferenza fisica fin dalle battute iniziali. Infatti, nel corso del primo set, Alcaraz ha iniziato a toccarsi ripetutamente il polso destro, fino a richiedere formalmente l'interruzione del gioco e l'intervento del fisioterapista in campo. La gravità della situazione è emersa la mattina successiva, a seguito di indagini diagnostiche strumentali che hanno indotto lo staff sanitario del giocatore a decidere per il ritiro immediato dal torneo".
Perché il tutore al polso destro? "E' utilizzato per impedire qualsiasi movimento in grado potenzialmente di aggravare una lesione che dovrà essere monitorata con prossimi accertamenti. Infatti, l'impatto clinico si è esteso oltre l'evento catalano, forzando Alcaraz al ritiro anche dall'imminente Madrid Open, e mettendo in serio dubbio la sua partecipazione agli Internazionali d'Italia a Roma e, forse, al Roland Garros", conclude Bernetti.

(Adnkronos) - I passeggeri che quest'estate dovessero vedersi il volo cancellato a causa della carenza di carburante, non avranno diritto a un risarcimento, ma solo al rimborso del biglietto o alla riprotezione su altro volo, a scelta, perché la carenza di jet fuel si qualifica come "circostanza eccezionale", al contrario del mero rincaro del combustibile, che non si qualifica come tale e, dunque, dà diritto anche al risarcimento del danno subito.
Lo ha chiarito il commissario europeo ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas, durante una conferenza stampa al termine della riunione in videoconferenza dei ministri dei Trasporti dell'Ue.
"L'Europa - ha detto il politico greco - è pronta ad accogliere tutti i turisti e gli ospiti durante il periodo estivo. L'Europa è la destinazione numero uno al mondo e oggi è più che mai fondamentale trasmettere a tutti il messaggio che l'Europa è un luogo sicuro e stabile da visitare. Anche quest'estate".
Certo, ha continuato il commissario, "non posso dirvi cosa succederà nei prossimi 3, 4 o 5 mesi in Medio Oriente. Ma quello che posso dirvi è che abbiamo dei diritti di trasporto aereo che tutelano i nostri visitatori. Naturalmente, in base alle norme Ue sui diritti dei passeggeri, la protezione si applica a tutti i voli in partenza da un aeroporto dell'Ue collegato, indipendentemente dalla compagnia aerea, nonché ai voli in arrivo nell'Ue operati da un vettore dell'Ue".
Pertanto, ha spiegato Tzitzikostas, "in caso di cancellazione o ritardo significativo, i passeggeri hanno diritto a informazioni chiare, assistenza e cure, nonché alla possibilità di scegliere tra il rimborso o la riprotezione verso la destinazione finale".
"Salvo circostanze eccezionali - ha proseguito - il passeggero ha anche diritto a un risarcimento da parte della compagnia aerea. Quindi, riteniamo che le cancellazioni dei voli dovute ai prezzi elevati non si qualifichino necessariamente come circostanze straordinarie. Pertanto, i nostri visitatori sono coperti".
Tuttavia, ha aggiunto Tzitzikostas, "le interruzioni causate dalla carenza di carburante per aerei potrebbero essere considerate circostanze straordinarie. Naturalmente, ciò significa che le compagnie aeree potrebbero non essere tenute a fornire un risarcimento finanziario, qualora siano in grado di dimostrare che l'interruzione del servizio sia stata causata direttamente dalla carenza di carburante per aerei e che siano state adottate tutte le misure ragionevoli".
In ogni caso, ha detto ancora Tzitzikostas, "le compagnie aeree restano obbligate ad assistere i passeggeri in caso di problemi. Se un volo viene cancellato, i viaggiatori devono contattare la propria compagnia aerea il prima possibile per organizzare un viaggio alternativo o ottenere un rimborso".
"Forniremo ovviamente - ha assicurato - in prossimità del periodo estivo, indicazioni dettagliate in modo che sia le compagnie aeree che i passeggeri abbiano la stessa comprensione della questione. Ma nel complesso, posso dirvi che quest'estate non c'è posto più sicuro, stabile e bello da visitare dell'Europa".
Le regole Ue, ricorda la Commissione sul suo sito, prevedono che, se il volo è stato cancellato, il passeggero ha il diritto di scegliere fra il rimborso, un volo alternativo o un volo di ritorno. Inoltre ha diritto a ricevere assistenza in aeroporto.
Se il passeggero è stato informato della cancellazione del volo meno di 14 giorni prima della data prevista per la partenza, ha diritto a un risarcimento (da 250 a 600 euro, a seconda della distanza coperta dal volo). La compagnia aerea è tenuta a provare se e quando il passeggero stato personalmente informato della cancellazione del volo.
Tuttavia, il risarcimento non è dovuto se la compagnia può provare che la cancellazione deriva da circostanze eccezionali che non si sarebbero comunque potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso. La compagnia aerea deve provarlo, fornendo ad esempio estratti di giornali di bordo o relazioni su incidenti. Deve fornire questa prova all'organismo nazionale di applicazione competente e ai passeggeri interessati.
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