
(Adnkronos) - Il dolore della perdita e, allo stesso tempo, la commozione di vedere la vita che va avanti, contro ogni statistica. Il silenzio surreale e il momento determinante della 'sliding door' chirurgica che determina il destino di un intervento. E' lo tsunami di emozioni che ha accompagnato ogni momento del lungo percorso che ha portato a giugno dell'anno scorso alla separazione all'Irccs ospedale San Gerardo di Monza di due gemelline siamesi senegalesi unite dalla testa, affette da una rarissima forma di craniopago verticale totale. "Siamo andati sulla Luna e siamo tornati. Questa è stata la frase che ho detto ai miei colleghi al termine dell'intervento finale. E loro hanno convenuto con me. La sensazione era quella: di essere stati un po' fuori dal mondo per un bel po' di tempo, per tantissime ore, ma poi di essere riusciti a tornare alla base", spiega all'Adnkronos Salute Carlo Giussani, primario della Neurochirurgia del San Gerardo, a margine di un incontro organizzato nell'ospedale per fare il punto sull'impresa. Sono trascorsi 10 mesi da allora. Una delle gemelline - che era già apparsa più fragile - non ce l'ha fatta. L'altra è sopravvissuta e oggi continua a fare progressi. L'operazione ha visto Smile House Fondazione Ets come promotore e coordinatore della maxi rete di cooperazione internazionale e nazionale messa in piedi per portare l'impresa al traguardo. Un'impresa sostenuta dal finanziamento di un benefattore, Mouhamad Rassoul Dieng, presidente e fondatore di una Fondazione che porta il suo nome, il quale ha deciso di aiutare Smile House, donando per la causa 3 milioni di euro.
"Un momento molto stressante" di questo lungo viaggio è stato quando "una delle bimbe - la più fragile - ha rischiato di morire. E' durato 1 mese e mezzo e questo momento è stato superato grazie al lavoro straordinario dei rianimatori", ripercorre Giussani. Il percorso è andato avanti. E uno dei fattori che lo ha reso possibile è stata proprio la sorellina più forte, sottolinea Giussani, "un attore fondamentale". "La bambina più sana e più forte delle due ha portato avanti la sorella più debole, trainando il suo organismo come una locomotiva, ed è stato impressionante dal punto di vista medico e umano. Quello che era uno svantaggio biologico, cioè avere attaccate le arterie e le vene, quando non era ancora avvenuta la separazione totale, è diventato un gigantesco vantaggio, aiutando la piccola a ripulirsi da tutte le impurità legate all'insufficienza epatica, renale, multiorgano. Le piccole, alla fine, si può dire che si sono aiutate a vicenda, grazie all'impegno impressionante dei nostri rianimatori, e ci hanno spronato ad andare avanti".
La separazione si è realizzata attraverso un gruppo di interventi, 4 in totale. "Perché - chiarisce Giussani - bisognava abituare le bambine ad essere indipendenti l'una dall'altra. E questo avviene, secondo tutti gli schemi della natura, in modo progressivo, non immediato. Quindi abbiamo fatto un primo intervento di separazione cerebrovascolare a novembre del 2024, e poi a dicembre del 2024. E' stato inoltre necessario anche un intervento di chirurgia plastica per preparare la copertura, perché non si tratta soltanto di separare i cervelli, ma anche di coprire i difetti cranici. Ultima tappa a giugno scorso l'intervento finale di distacco che è durato circa 40 ore con piccole pause".
"Purtroppo, alla separazione abbiamo visto emergere in modo oggettivo quella che era la debolezza e fragilità di una delle sorelline, che è venuta a mancare, e abbiamo dovuto trasformare l'operazione in un intervento di separazione d'urgenza, che di solito si accompagna a un rischio di morte di tutte e due fino al 90%", prosegue Giussani. Il momento più difficile di tutti, ammette il neurochirurgo. Ed anche il momento determinante, in cui l'équipe passa al 'piano B', se così si può definire. Il risultato è che, alla fine, "siamo riusciti miracolosamente a portare in sicurezza la gemellina sopravvissuta. E lei adesso sta facendo un percorso riabilitativo meraviglioso, che ci sta riservando grandi soddisfazioni. Inizia a star seduta, cammina con un sostegno, interagisce in modo brillante". Quelle affrontate dai medici del San Gerardo e dalla maxi squadra di esperti di diversi centri che li ha accompagnati sono "condizioni di rarità assoluta". E, nella rarità, aggiunge il neurochirurgo, "questa è una delle forme di craniopago totale più complesse. Le gemelle condividevano una grossissima parte dell'albero vascolare venoso del cervello, c'erano zone di sovrapposizione dei cervelli, ed è soprattutto il modo in cui il sangue defluisce ed esce dalla testa" ad avere un gran peso. "Poi le piccole condividevano importantissime zone del cranio e della pelle. Quindi è stato necessario un intervento multidisciplinare che ha portato tutti gli specialisti ad operare per una separazione completa".
Il punto cardine iniziale è stato quello legato alla fattibilità dell'intervento dal punto di vista vascolare. "Avevamo una quantità di studi già fatti da altri, ma li abbiamo portati al massimo livello di approfondimento, con simulazioni ripetute in 3D, nel metaverso, che hanno portato ad avere una completa consapevolezza dell'anatomia" su cui si doveva intervenire, e "del modo in cui si potesse fare l'intervento". Questo è stato possibile, spiega ancora Giussani, "grazie alla collaborazione del nostro ospedale con un'azienda che si chiama UpSurgeOn, fondata da un neurochirurgo e famosa per creare simulatori. Hanno spinto le loro competenze a livelli incredibili creando delle simulazioni super realistiche che hanno guidato tutti noi nelle scelte e durante le fasi chirurgiche". Tutti i passaggi sono stati studiati nel dettaglio per poter gestire anche eventuali cambiamenti di strategia in corso d'opera, come poi è successo nell'intervento finale quando, "venendo a mancare la gemellina più fragile, abbiamo dovuto affrontare il passaggio, ed eravamo preparati, all'intervento di separazione d'urgenza che ha altre caratteristiche, molto più complesso per certi aspetti".
In quelle fasi così delicate c'è stato "un grandissimo ordine, quasi una sacralità, da parte di tutti - descrive il neurochirurgo - un rispetto assoluto della morte che era appena avvenuta, e un livello di concentrazione veramente sovrumano". E si fanno i conti con "una grandissima partecipazione emotiva. Ricordo le strumentiste che continuavano ad aiutarci piangendo, ma facendo il lavoro in modo perfetto. Siamo stati un'orchestra. E oggi porto con me una profonda gratitudine - aggiunge Giussani - Gratitudine verso la famiglia e le loro bimbe per questa grande fiducia nei nostri confronti, per essersi affidati. E gratitudine verso i colleghi per quello che è stato un lavoro di gruppo che è durato due anni, durante i quali da colleghi e amici ci siamo legati ancora di più. E poi c'è quel ritorno alla nostra ars medica e a ciò che è fondamentale: cercare il bene di questi genitori, che sappiamo hanno un grande affetto verso di noi. Il loro sguardo oggi è la nostra più grande ricompensa".
Sono passati 10 mesi dalla maratona chirurgica di oltre 40 ore. La gemellina sopravvissuta ora ha più di 3 anni. "E' meravigliosa. La vediamo molto frequentemente, l'ultima volta la settimana scorsa. Sta seduta in autonomia, ha imparato a stare in piedi, sta iniziando a camminare. Sono bimbi che non hanno mai camminato, vivono sdraiati. Lei oggi ha una bellissima interazione e ha il suo carattere come tutti i bambini, è buffa", dice Giussani
"E' veramente bella", spiega lo specialista visibilmente emozionato. Giussani si dice soddisfatto dei progressi che sta facendo. "Sta iniziando a dire parole e a farsi capire perfettamente, a farci capire che è una femminuccia", con i vezzi tipici delle bambine, sorride. "E la cosa più bella è che lei canta. Canta quando è gioiosa, è proprio nel suo Dna".

(Adnkronos) - Dopo il successo della quarta edizione dello scorso marzo, è stato il voto della giuria popolare online a completare il percorso di Premio Film Impresa 2026, assegnando il riconoscimento del pubblico a “Passione di famiglia”, film diretto da Francesco Lama e prodotto da Nucciarte Produzioni per San Lorenzo Group. L’annuncio è avvenuto oggi nel corso di un evento inserito tra le iniziative dedicate alla Giornata Nazionale del Made in Italy, alla presenza delle delegazioni delle opere finaliste e dei rappresentanti del Premio.
“Il voto della giuria popolare online rappresenta ogni anno un passaggio particolarmente significativo per Premio Film Impresa, perché consente al pubblico di partecipare direttamente al percorso del Premio e di esprimere il proprio apprezzamento verso opere molto diverse tra loro per linguaggi, sensibilità e storie raccontate”, ha dichiarato il Presidente di Premio Film Impresa Giampaolo Letta. “Il successo di questa edizione, con oltre 10.000 voti complessivi, conferma quanto il racconto dell’impresa attraverso il cinema sappia coinvolgere sempre di più e intercettare un interesse autentico. La vittoria di Passione di famiglia premia inoltre un film capace di restituire il valore del lavoro, della memoria familiare e della continuità tra generazioni, temi profondamente legati alla migliore tradizione del Made in Italy.”
Il voto online ha registrato anche quest’anno una partecipazione molto ampia, superando la soglia dei 10.000 voti complessivi, a conferma del crescente coinvolgimento del pubblico attorno al racconto audiovisivo dell’impresa. "Che più di diecimila persone abbiamo partecipato on line a Premio Film d'Impresa votando il miglior film è un risultato davvero non ordinario: è un numero che corrisponde a quello degli spettatori di festival importanti e popolari", ha affermato Mario Sesti, direttore Artistico di Premio Film Impresa. “E ciò vuol dire che siamo riusciti nella più difficile delle 'imprese'. Portare questo cinema nuovo e sconosciuto ad un pubblico assai più ampio di quello degli addetti ai lavori, dove era confinato prima che Premio Film Impresa iniziasse a dargli vita e luce quattro anni fa".
'Passione di famiglia' racconta la storia di Filippo, bambino siciliano che negli anni Settanta scopre il mestiere del taglio e cucito, emigra in Svizzera per formarsi e torna poi nella sua terra per trasformare una piccola bottega artigianale in un’azienda tessile destinata a crescere nel tempo. Un racconto che intreccia memoria familiare, lavoro, territorio e continuità generazionale, restituendo il valore umano dell’impresa e il legame tra tradizione e futuro. Alle spalle del film vincitore si sono classificati: 'Elda' – Dublo SRL; 'Il viaggio è appena iniziato', Cooperativa Trasporti di Riolo Terme Società Cooperativa; 'Gli Elefanti', Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco; 'La morte bianca', Istituto 'Ettore Majorana', Bari.
La quarta edizione di Premio Film Impresa ha ottenuto il patrocinio di Regione Lazio, Roma Capitale, Anfir, Anica, Una e la collaborazione di ministero delle Imprese e del Made in Italy, Invitalia, Confindustria e Circuito Cinema. Il Premio è affiancato dai golden partner: Almaviva Group, Edison, Umana, UniCredit. Event partner sono Gruppo FS e Lavazza Group. Sponsor tecnici sono Spencer & Lewis, D-Hub Studios, Ega, Tecnoconference Europe, Slamp, Tmb. Media partner sono Il Messaggero, Prima Comunicazione e Adnkronos.

(Adnkronos) - Tozorakimab, potenziale farmaco first-in-class, ha determinato una riduzione statisticamente significativa e clinicamente rilevante del tasso annualizzato di riacutizzazioni da broncopenumopatia cronica ostruttiva (Bpco) da moderate a gravi nella popolazione primaria costituita da ex fumatori e nella popolazione globale, che comprendeva ex fumatori e fumatori attuali, nonché pazienti che a livello sanguigno presentano qualsiasi conta eosinofila - un globulo bianco che può contribuire all'infiammazione - e in tutti gli stadi di gravità della funzionalità polmonare. Sono i risultati high-level positivi diffusi da AstraZeneca in una nota, relativi allo studio clinico registrativo di fase 3 Miranda che ha coinvolto pazienti che hanno ricevuto 300 mg di tozorakimab o placebo, in aggiunta allo standard di cura ogni 2 settimane. I pazienti arruolati avevano Bpco e continuavano a manifestare riacutizzazioni da moderate a gravi, nonostante il trattamento standard per via inalatoria. Questi risultati fanno seguito a un annuncio, in marzo, relativo ai risultati high-level positivi degli studi registrativi di fase 3 Oberon e Titania che hanno analizzato tozorakimab con intervallo di somministrazione di 4 settimane.
"Questi risultati - afferma Frank Sciurba, professore di Medicina polmonare e Terapia intensiva dell'università di Pittsburgh, principale investigatore del programma Luna - si aggiungono al crescente corpus di prove che indicano come tozorakimab abbia apportato benefici clinici significativi ai pazienti affetti da Bpco che necessitano urgentemente di nuove opzioni terapeutiche. Attualmente, circa la metà dei pazienti continua a soffrire di riacutizzazioni anche quando segue le terapie inalatorie standard, il che li espone al rischio di gravi conseguenze per la salute, tra cui il ricovero ospedaliero e il decesso". Aggiunge Sharon Barr, Executive Vice President, BioPharmaceuticals R&D, AstraZeneca: "Questi dati dimostrano ulteriormente il notevole potenziale di tozorakimab come farmaco biologico first-in-class dotato di un meccanismo d'azione realmente differenziato, in grado di inibire la segnalazione delle forme ridotte e ossidate di Il-33 per agire sui fattori alla base della Bpco. Non vediamo l'ora di condividere questi dati con le autorità regolatorie e la comunità scientifica il più presto possibile".
Il trattamento - riporta la nota - è stato generalmente ben tollerato, con un profilo di sicurezza favorevole in linea con gli studi precedenti. I dati saranno presentati alle autorità regolatorie e condivisi con la comunità scientifica in occasione di un prossimo convegno medico. Circa 400 milioni di persone presentano diagnosi di Bpco, una malattia eterogenea e progressiva che rappresenta la terza causa principale di morte a livello globale. Anche con le terapie inalatorie standard, più del 50% dei pazienti presenta riacutizzazioni che li mettono a maggior rischio di eventi cardioplomonari e di morte. L'anticorpo monoclonale agisce a monte della cascata infiammatoria, inibendo in modo specifico la segnalazione di un'inteleuchina (Il-33) attraverso due meccanismi, sopprimendo così l'infiammazione e interrompendo il ciclo della disfunzione delle secrezioni mucose che contribuisce al peggioramento della Bpco. Su tozorakimab sono in corso anche uno studio di fase 3 per il trattamento delle gravi patologie virali del tratto respiratorio inferiore e uno studio di fase 2 sull'asma.

(Adnkronos) - "Lo scopo di un'università tradizionale è quello di sviluppare la ricerca senza rivendicare la proprietà del valore sociale ed economico che ne deriva. Tale modello si basa sul contratto sociale' che, in cambio della produzione e messa a disposizione di questo bene pubblico, lo Stato sostiene le università attraverso finanziamenti pubblici per la ricerca e la didattica, esenzioni fiscali e incentivi per la filantropia privata. Questo contratto sociale è oggi messo sempre più in discussione. Per ovviare alla riduzione progressiva dei finanziamenti pubblici, gli atenei devono sviluppare la valorizzazione delle conoscenze, riconoscendole pari dignità rispetto a didattica e ricerca, così da posizionarsi come motori dello sviluppo economico locale, attirando investimenti e creando ecosistemi dell'innovazione che rivitalizzano territori in declino". Così, con Adnkronos/Labitalia, Carlo Bagnoli, professore ordinario di Economia Aziendale presso la Venice School of Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia.
secondo Bagnoli, "l’investimento nella valorizzazione delle conoscenze è spesso limitato per due fattori strutturali: l’assenza di un sistema di incentivi interni trasparenti, che colleghino la valorizzazione delle conoscenze a progressioni di carriera e risorse; la mancanza di servizi manageriali e di supporto professionale". "Le azioni da mettere in campo per ovviare a tali ostacoli sono quindi: rafforzare il supporto amministrativo alla valorizzazione delle conoscenze e integrare la valorizzazione delle conoscenze nei criteri di valutazione del personale; ma anche facilitare, senza deregolamentare, il coinvolgimento dei docenti in iniziative imprenditoriali e incentivare i progetti con impatto", sottolinea.
E secondo Bagnoli "la creazione di spin off universitari va incentivata senza se e senza ma". "Una robusta attività di ricerca di base è condizione necessaria, ma non sufficiente, per lo sviluppo di applicazioni e innovazioni tecnologiche apprezzate dal mercato. I Technology Trasfert Office universitari sanno orientarsi bene nei complessi sistemi di proprietà intellettuale e normativi, ma non sono generalmente preparati a trovare investitori e partner industriali adeguati. Per contro, le imprese sono generalmente in grado di 'vedere' il potenziale innovativo della ricerca applicata, ma non anche quello della ricerca di base. Queste ragioni giustificano politiche pubbliche che incoraggiano la fase di trasferimento tecnologico. A ogni modo, il trasferimento tecnologico in Italia non funziona per un ritardo strutturale, ma anche perché è focalizzato solo sulle tecnologie digitali, trascurando del tutto quelle deep tech che invece costituiscono una grande opportunità per il Paese. Occorre sviluppare una rigorosa metodologia di venture building per il deep", spiega.
Il docente universitario è convinto che "l'apertura di nuove rotte commerciali da parte della Cina (ad esempio, la Polar Silk Road, estensione della Belt and Road Initiative), l’imposizione di dazi e sanzioni da parte degli Stati Uniti, il controllo delle catene del valore globali da parte di entrambi i Paesi citati oltre che da parte della Russia, come terre rare e gas naturale, batterie e semiconduttori, piattaforme digitali, sono oggi, infatti, importanti leve geopolitiche che condizionano la risoluzione di altri critici e globali problemi ambientali, sociali e culturali", continua.
Per l'accademico, "all’interno di questo scenario, la sfida a cui è chiamata l’Italia, stante l’unicità della sua storia e posizione geografica, è farsi promotrice della riapertura di un dialogo non basato unicamente sulla forza, tanto tra l’ovest e l’est del mondo, quanto tra il nord e il sud". "Per vincere questa sfida, l’Italia deve far leva su Venezia sia per la sua peculiare neutralità geopolitica, poiché non ospita la sede del Governo italiano o di altre istituzioni politiche (inter)nazionali, sia per il fatto di essere da tutti amata e riconosciuta come patrimonio dell’umanità. Venezia è una capitale culturale che dovrebbe ambire a diventare anche capitale morale, essendo da sempre simbolo di apertura", avverte.
E quindi, dice Bagnoli, "Ca’ Foscari è richiamata a formare una nuova classe dirigente capace di sostenere il commercio globale con la diplomazia internazionale e viceversa, integrando le lingue e culture occidentali con quelle orientali, le discipline umanistiche con quelle scientifiche, l’innovazione tecnologica con la tradizione economica". "Ca’ Foscari può porsi la stessa missione che ne ha ispirato la fondazione, facendo sue le parole di Nato Frascà: 'Vado verso dove vengo'. Se l’ambizione di Venezia è 'diventare la più antica città del futuro', questa non si può realizzare senza il supporto di Ca’ Foscari. La città e la sua università sono da sempre in un rapporto simbiotico e, quindi, la prima non può rinascere se non rinasce la seconda e viceversa", conclude.

(Adnkronos) - Nuovo intervento di Donald Trump sull’Iran, questa volta con un appello diretto ai "leader iraniani che saranno presto nei negoziati con i miei rappresentanti” a Islamabad. Il presidente Usa ha chiesto il rilascio di otto donne condannate a morte. “Apprezzerei molto il rilascio di queste donne, sono sicuro che rispetteranno il fatto che l’abbiate fatto”, scrive su Truth Social, aggiungendo: “Per favore, non fate loro del male! Sarebbe un ottimo inizio per i nostri negoziati!!!”.
Nel post, Trump rilancia anche il contenuto pubblicato su X da Eyal Yakoby, giovane studente americano che sul suo profilo Instagram dice di "dedicarsi a combattere l'antiamericanismo", che denuncia come "la Repubblica islamica si sta preparando a impiccare" otto donne, mentre “nessuna parola viene detta dalla comunità internazionale o dalle cosiddette organizzazioni per i diritti umani".
Intanto, sul fronte diplomatico, Trump raffredda le aspettative sull'estensione della tregua: “Non voglio farlo, non abbiamo molto tempo”, afferma in un’intervista a CNBC, escludendo di prolungare il cessate il fuoco che, secondo quanto detto dallo stesso presidente americano, dovrà scadere domani sera, ora di Washington.
Sul possibile accordo con Teheran, però, si mostra sicuro: “Noi alla fine avremo un grande accordo. Penso che non abbiano scelta, noi siamo in una posizione negoziale molto, molto forte”.
Parole ancora più dure arrivano sul piano militare e politico: “Abbiamo colpito la loro Marina, la loro Aeronautica, i loro leader… questo è un cambio di regime, non importa come volete chiamarlo… l’ho fatto in modo indiretto”.
Infine, Trump rivela anche un episodio che potrebbe aumentare la tensione internazionale: le forze statunitensi avrebbero fermato una nave diretta in Iran con un “regalo” dalla Cina, “non molto carino”. Il presidente si dice “un po’ sorpreso”, sottolineando di pensare di avere un accordo con Xi Jinping per non sostenere Teheran.

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Le principali associazioni di categoria, in rappresentanza
dell'intero sistema produttivo della Sardegna - dall'industria
all'artigianato e dall'agricoltura al commercio - sollecitano un
intervento della Regione "per adottare una soluzione
all'inarrestabile incremento dei costi sostenuti dalle imprese per
il trasporto delle merci".(Adnkronos) - I deputati delle opposizioni hanno occupato i banchi del governo e l'emiciclo della Camera per protestare sul dl Dl Sicurezza. Il deputato Arturo Scotto, seduto proprio sui banchi dell’esecutivo, è stato espulso dall'aula dal presidente di turno, Fabio Rampelli. La seduta, in cui si stava per chiedere la fiducia, è stata sospesa.
Tra i deputati che hanno circondato i banchi del governo c'erano anche la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, e il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte. Seduto, invece, proprio sopra i banchi dell'esecutivo, oltre al deputato dem Scotto, c'era anche Riccardo Magi, segretario di +Europa, che però si era appena alzato prima del richiamo di Rampelli.

(Adnkronos) - Jannik Sinner c'è. Il fuoriclasse azzurro è pronto a scendere in campo anche nel Masters 1000 di Madrid, che si disputerà sulla terra rossa della capitale spagnola dal 22 aprile al 3 maggio. Il numero uno del mondo punta a un successo in un Masters 1000 per scolpire un altro record, visto che in Spagna potrebbe conquistare il suo quinto titolo consecutivo: mai nessuno prima era riuscito in un'impresa del genere con tornei di questo livello.
Giocando nella capitale spagnola, l'azzurro punta inoltre a guadagnare punti su Alcaraz in ottica ranking Atp e soprattutto a consolidare il suo livello in vista degli Internazionali di Roma e del Roland Garros.
Ma quando debutterà Sinner a Madrid? Il fuoriclasse azzurro scenderà in campo venerdì 24 aprile per il suo esordio nel Masters 1000 spagnolo (orario ancora da confermare) contro un qualificato, nel secondo turno. Ecco le altre possibili date dei match del numero uno:
Secondo turno venerdì 24 aprile
Terzo turno domenica 26 o lunedì 27 aprile
Ottavi di finale martedì 28 aprile
Quarti di finale mercoledì 29 o giovedì 30 aprile
Semifinali venerdì 1 maggio
Finale domenica 3 maggio

(Adnkronos) - Al via Opa volontaria totalitaria promossa congiuntamente sulle azioni ordinarie di Bf Spa promossa congiuntamente da F. Vecchioni (Arum) e Dompé Holding. Le due società rendono noto di aver assunto oggi la decisione che riguarda la totalità delle azioni ordinarie di Bf incluse quelle proprie detenute dall’emittente, quotate e ammesse alle negoziazioni su Euronext Milan, dedotte le azioni già detenute dagli offerenti alla data odierna.
In particolare, l’Offerta ha a oggetto massime 133.242.020 azioni, rappresentative del 50,878% del capitale sociale dell’Emittente, ovvero la totalità delle azioni, dedotte: le 63.235.900 azioni, rappresentative del 24,147% del capitale sociale dell’emittente, detenute da Arum e 65.405.471 azioni, pari al 24,975%, detenute da Dompé Holdings. Gli offerenti pagheranno un corrispettivo in denaro pari a 5,00 euro per ciascuna azione oggetto dell’Offerta portata in adesione. L’Offerta - si spiega - non è finalizzata a ottenere il delisting delle azioni dalle negoziazioni su Euronext Milan.
Bper Corporate & Investment Banking assiste Arum quale mandated lead arranger e underwriter del finanziamento e advisor finanziario, nonché entrambi gli offerenti quale intermediario incaricato.
(Adnkronos) - La Commissione europea ha approvato Enflonsia* (clesrovimab) per la prevenzione della malattia del tratto respiratorio inferiore da virus respiratorio sinciziale (Rsv) in neonati alla nascita o durante la loro prima stagione Rsv. Lo annuncia in una nota Msd, precisando che clesrovimab è controindicato nei neonati con ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi dei suoi eccipienti. Il farmaco - spiega l'azienda - è un anticorpo monoclonale (mAb) preventivo a lunga durata d'azione, progettato per offrire una protezione diretta, rapida e duratura per 5 mesi, corrispondenti alla durata di una tipica stagione Rsv, attraverso un dosaggio non basato sul peso. L'approvazione della Ce ne autorizza la commercializzazione in tutti i 27 Stati membri dell'Unione europea, nonché in Islanda, Liechtenstein e Norvegia. I tempi di disponibilità del farmaco nei singoli Paesi potranno variare e dipenderanno da diversi fattori, tra cui il completamento delle procedure nazionali di rimborso.
"L'infezione da virus respiratorio sinciziale può progredire verso condizioni gravi come bronchiolite e polmonite sia nei neonati sani sia in quelli a rischio, e questo virus è tra le principali cause di ospedalizzazione infantile a livello globale", ricorda Paolo Manzoni, direttore Dipartimento di Medicina materno-infantile AslBi, professore associato di Pediatria e neonatologia dell'università di Torino e Principal Investigator dello studio clinico Smart. "L'approvazione di clesrovimab in Europa - aggiunge - rappresenta un importante traguardo di sanità pubblica, supportata da solidi dati clinici degli studi Clever e Smart che mostrano riduzioni significative dell'incidenza della malattia da Rsv e delle ospedalizzazioni associate all'Rsv". Per lo specialista, "grazie alla comodità del dosaggio, clesrovimab è una nuova e valida opzione che ha il potenziale di contribuire ad alleviare il peso dell'Rsv su neonati, famiglie e sistemi sanitari".
L'approvazione della Ce - riporta la nota - è supportata dai risultati dello studio cardine di fase 2b/3 Clever (MK-1654-004), che ha valutato la sicurezza e l'efficacia di una singola dose di clesrovimab somministrata a neonati pretermine e a termine (dalla nascita a 1 anno di età), nonché dai dati ad interim della prima stagione Rsv dello studio di fase 3 Smart (MK-1654-007) che valuta la sicurezza, l'efficacia e la farmacocinetica del trattamento rispetto a palivizumab nei neonati ad aumentato rischio di malattia grave da Rsv. I dati clinici degli studi Clever e Smart sono stati pubblicati sul 'New England Journal of Medicine' nel settembre 2025. Clesrovimab è approvato negli Stati Uniti, in Canada, in Svizzera e in diversi altri Paesi per l'uso nei neonati durante la loro prima stagione Rsv e sono in corso presentazioni di dossier regolatori in ulteriori mercati a livello globale.

(Adnkronos) - In occasione del lancio della nuova linea di prodotti Monurelle*, Zambon sceglie di raccontare il proprio impegno per la salute femminile attraverso il linguaggio del design. Durante il Fuorisalone 2026, dal 20 al 30 aprile, nell'ambito della mostra-evento Interni Materiae negli spazi dell'università degli Studi di Milano (via Festa del Perdono 7) prende forma 'Tracce di Cura', un'installazione ideata da Amdl Circle e ispirata alle architetture ideografiche di Michele De Lucchi. Il progetto - informa una nota - è costruito sull'incontro tra due nature opposte: la precisione della superficie in alluminio composito e la matericità delle sculture in gesso lavorate a mano che abitano le nicchie. La struttura, realizzata in frame lignei rivestiti con pannelli alucobond in un bianco caldo, disegna una piccola architettura abitabile con ingresso, uscita e quattro snodi, ciascuno corrispondente a una nicchia espositiva. In questo spazio emergono silhouette femminili che evocano libertà e cura di sé, nate dai bozzetti di Masahiko Cubo - da anni parte dell'identità visiva di Monurelle - visibile in video mentre disegna con tecniche giapponesi tradizionali. Il percorso trasforma il prospetto archetipico della casa in una pianta ramificata, invitando i visitatori a seguire itinerari non convenzionali, tra soste e scoperte, in cui si inserisce il racconto dell'impegno di Zambon verso la cura, il benessere e la salute della donna.
Zambon, multinazionale chimico-farmaceutica, sfrutta questa occasione per annunciare il lancio della nuova linea Monurelle, interamente dedicata alla salute e al benessere delle donne - si legge nella nota - con soluzioni pensate per accompagnarle nelle diverse fasi della vita e offrire soluzioni mirate a bisogni concreti di salute femminile. La nuova linea, disponibile nelle farmacie italiane a partire dalla fine del mese di maggio e supportata da evidenze cliniche che ne dimostrano sicurezza ed efficacia, nasce dall'esperienza di Zambon in ambito ginecologico maturata attraverso una presenza qualificata e continuativa nel campo delle infezioni delle vie urinarie. "Ciò che accomuna questi prodotti - dichiara Massimo Grandi, Chief Core Therapies Officer di Zambon - è un metodo di sviluppo orientato alla qualità scientifica, alla sicurezza e alla sostenibilità. Dalle formulazioni studiate secondo evidenze cliniche, alle tecnologie produttive a ridotto impatto ambientale, la linea riflette una visione integrata della salute. La salute delle donne richiede ascolto, competenza e soluzioni costruite con rigore: con Monurelle vogliamo contribuire a una cultura della prevenzione e del benessere che tenga insieme scienza, responsabilità e attenzione alla persona".
All'interno della nuova linea - dettaglia la nota - è presente Monurelle* Plus AF, dispositivo medico dalla formulazione esclusiva che agisce sinergicamente su vescica e intestino, per il trattamento e la prevenzione della cistite. Il prodotto gode di un riconosciuto supporto medico scientifico ed è inserito nelle linee guida Eau 2026 (European Association of Urology) come strategia efficace nella riduzione dei sintomi e delle recidive, a conferma di un approccio basato su evidenze cliniche e appropriatezza d'uso. La nuova linea comprende anche Monurelle* Cbd oleogel e Monurelle* Cbd ovuli, dispositivi medici per il trattamento di supporto delle sindromi genitourinarie femminili, inclusi stati di disagio vulvovaginale, irritazioni, secchezza, atrofia, bruciore e delle condizioni associate a vulvodinia. Monurelle* Cbd, privo di estrogeni o sostanze ad attività ormonale, garantisce un valido profilo di efficacia e tollerabilità. All'interno della linea rientra anche Monurelle* Ferro Naturale, integratore alimentare studiato per supportare il fabbisogno di ferro nelle donne, in particolare in fasi come l’età fertile e la premenopausa. Il prodotto - precisa Zambon - si caratterizza per un ferro di origine 100% naturale e da filiera italiana, ottenuto da spirulina coltivata in fotobioreattori, una tecnologia che garantisce elevati standard qualitativi e un ridotto impatto ambientale. Studi evidenziano un'elevata bioaccessibilità e biodisponibilità, unite a un profilo di tollerabilità favorevole.
- ORISTANO, 21 APR - Un campione del mondo, Bruno Conti. E i suoi
figli Daniele, ex capitano del Cagliari, e Andrea, giovanili della
Roma poi anche Lecco, Nocerina e Carpi. Sono i promotori a Oristano
del Conti Summer Camp, in programma dal 5 all'11 luglio al Centro
Federale "Tino Carta" di Sa Rodia.
(Adnkronos) - "Ciò in cui secondo me sono bravo è che comunque non ascolto nessuno, niente di quello che dicono". Jannik Sinner ha parlato così ai microfoni di Sky Sport oggi, martedì 21 aprile, in vista del suo esordio nel Masters 1000 di Madrid: "Posso sapere solo io quanto lavoro c'è dietro, io e il mio team, so quando mi sveglio il mattino, so quando vado a dormire per essere pronto per il giorno dopo. Cerco la forza in queste cose".
Il fuoriclasse azzurro, numero uno del ranking Atp, ha aggiunto: "Per me è stato ovviamente un periodo molto importante con tante partite positive, ma nell'altro senso so anche che la dinamica di una stagione può cambiare in un attimo. Non sono uno che si esalta quando vince, ma non sono neanche uno che si butta giù quando perde, non sarebbe neanche giusto fare così. Sono sempre stato molto tranquillo, prima o poi i risultati arrivavano perché comunque sto lavorando tanto".

(Adnkronos) - Si terrà domani a Roma all'università Europea, organizzato dal Corso di laurea di Medicina e Chirurgia diretto da Ernesto Greco, il congresso sulle nuove Linee guida della dieta mediterranea nella prevenzione cardiovascolare. "La dieta mediterranea è da molti considerata il fattore di maggior importanza per la longevità che caratterizza la popolazione italiana, prima al mondo dopo il Giappone - spiega Greco all'Adnkronos Salute - Gli impatti benefici di questa alimentazione dal punto di vista epigenetico sono evidenti a livello cardiovascolare, ma anche nella prevenzione delle malattie neurodegenerative e oncologiche".
Il congresso, diretto da Greco, Roberto Volpe e Nicola Veronese, mette in evidenza i risultati raggiunti da questo gruppo di lavoro di esperti provenienti da prestigiose università italiane, dal Cnr e dall'Istituto superiore di sanità. Durante il congresso saranno affrontati anche gli impatti economici e di sostenibilità che la prevenzione cardiovascolare permette di tutelare a livello della nostra società. Tutti gli esperti presenti, medici, economisti, epidemiologi e ricercatori affronteranno l'importanza di questa corretta alimentazione e del suo impatto sulla salute globale.

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(Adnkronos) - L'Iran rinuncia ai Mondiali? La posizione del Paese resta in bilico. "Il nostro compito è preparare la squadra e organizzare ritiri e allenamenti. Considerando la situazione, la decisione finale spetta al governo". Lo ha detto oggi, martedì 21 aprile, il ministro dello Sport e della Gioventù del Paese Ahmad Donyamali. "È previsto che il 21 maggio i giocatori vadano in un ritiro vicino al paese, dove resteranno per 7-8 giorni. Se le condizioni saranno tali da garantire la sicurezza dei nostri ragazzi e se il paese ospitante smetterà le sue provocazioni, parteciperemo al Mondiale".
Il ministro ha aggiunto: "Con questa situazione e queste azioni del Paese ospitante, qualsiasi altro Paese sarebbe stato privato non solo del Mondiale, ma anche delle Olimpiadi tra due anni (a Los Angeles, ndr). Purtroppo le istituzioni internazionali restano in silenzio di fronte a questi eventi. Noi cerchiamo, attraverso la diplomazia sportiva, almeno di ottenere una condanna". E ancora: "Spero che lo sport sia prima di tutto al servizio del campo. La nostra priorità ora è la competizione. Poi cercheremo, sia in Asia che a livello mondiale, di preparare le diverse discipline per portare onore all’Iran, alzare la bandiera e rendere felice il nostro popolo. Abbiamo discusso della situazione della nazionale e abbiamo creato un comitato. Oggi abbiamo anche una riunione su questo tema. Stiamo seguendo i nostri doveri legali e dobbiamo essere pronti. Forse la decisione sarà di non partecipare al Mondiale, ma se andremo, dobbiamo essere pronti per una presenza forte. Ancora una volta, la decisione dipenderà dalle condizioni e sarà presa dal governo e probabilmente dal Consiglio di Sicurezza Nazionale."
E se l'Iran disertasse i Mondiali? La decisione finale potrebbe essere adottata direttamente dalla Fifa che, sulla base dell'articolo 6.7 del regolamento, può scegliere il sostituto "a propria esclusiva discrezione". La posizione nel ranking dell'Italia, 12esima, potrebbe quindi agevolare gli azzurri, ma al momento sembra una possibilità lontana.
L'eventuale vuoto lasciato dall'Iran, con ogni probabilità, verrebbe colmato da una selezione asiatica. L'Iraq si è qualificato superando il playff contro la Bolivia e si è guadagnato da solo il biglietto per i Mondiali. Il ripescaggio premierebbe quindi in questo caso gli Emirati Arabi Uniti, eliminati proprio dall'Iraq nel cammino verso la fase finale.
L'ultima idea al vaglio della Fifa è stata rivelata direttamente da The Athletic. Il media americano parla infatti di un possibile super playoff intercontinentale, da organizzare in caso di forfait dell'Iran tra alcune delle Nazionali rimaste escluse dai Mondiali 2026 a ridosso della rassegna iridata, magari giocando direttamente negli Stati Uniti.
Un'ipotesi al momento lontana, che rimetterebbe sicuramente in corsa l'Italia, che sarebbe inclusa in quanto Nazionale con il ranking più alto tra quelle rimaste fuori. In particolare, le squadre partecipanti a questo super playoff sarebbero 4: due europee, vale a dire quelle con il ranking più alto, che potrebbero essere Italia e Danimarca (al 20esimo posto della classifica generale), e due asiatiche. Le quattro squadre sarebbero divise in due semifinali, con le vincenti che si sfiderebbero nella finalissima.
L'ipotesi acquista maggior corpo perché può contare su un precedente recente. Nella prima edizione del nuovissimo (e ricchissimo) Mondiale per Club, giocato la scorsa estate proprio negli Stati Uniti, l'esclusione dei messicani del Leon a causa della multiproprietà ha portato a uno spareggio tra il Club America, squadra messicana con il ranking più alto, e Los Angeles Fc, battuti dal Leon nella finale della Concacaf Champions League. L'organizzazione di un playoff simile (nel giro di poco tempo) da parte della Fifa rende dunque possibile l'ipotesi di un super spareggio che includerebbe anche l'Italia.

(Adnkronos) - "Dare una definizione di exercise oncology può sembrare semplice, ma in realtà può essere particolarmente difficile. All'interno di questa definizione troviamo infatti tutti quei programmi di attività fisica adattata che possiamo proporre ai pazienti oncologici con l'intenzione di rendere le terapie meno tossiche, riducendo quindi gli effetti collaterali, e più efficaci, aumentando dunque le probabilità di guarigione e cura". Lo ha detto Fotios Loupakis, oncologo, ricercatore, presidente Associazione Kiss, partecipando a Milano all'incontro con la stampa 'Il movimento come cura: l'attività fisica nel percorso oncologico', promosso da Amgen, nel corso del quale è stata presentata la piattaforma online Be Active Lab, pesata per diffondere una maggiore consapevolezza sul valore dell'attività fisica in oncologia.
I benefici dell’exercise oncology, ha spiegato, sono "in parte immediati, perché nel momento stesso in cui si aderisce ad un programma di attività fisica ci sono degli effetti psicologici legati alla sensazione di essere seguiti maggiormente, e in parte a medio e lungo termine, con una migliore adesione alle terapie. Ridurre gli effetti collaterali durante le terapie oncologiche significa non avere ritardi e, quindi, avere anche dei migliori risultati".
Per l'oncologo è importante "avere la possibilità di rivolgersi a molteplici canali diversi per accedere a programmi di attività fisica adattata. Questo perché i pazienti e i familiari sono molto diversi tra loro: alcuni possono avere difficoltà ad accedere a luoghi fisici in cui svolgere attività fisica e preferire poterlo fare a casa. Avere delle piattaforme online - conclude Loupakis - può quindi essere molto importante: può anche non essere il canale esclusivo, ma sicuramente fornisce una prima possibilità di avvicinamento all’esercizio. Diffondere questa cultura attraverso riferimenti online è prezioso anche per i medici stessi: permette di vedere non soltanto quali siano gli esercizi da fare, ma anche quali siano le evidenze scientifiche più recenti e più rilevanti".

(Adnkronos) - "L'attività fisica adattata è un intervento personalizzato e strutturato sulle caratteristiche di ciascun singolo paziente. Per costruire questo programma, infatti, generalmente vengono presi in considerazione la storia di salute e la sintomatologia dei pazienti, ma anche la valutazione funzionale, quindi le loro capacità fisiche, le loro preferenze in termini di attività, le barriere e gli obiettivi che si vogliono raggiungere con questo determinato programma, al fine di creare un percorso personalizzato". Lo ha detto Alice Avancini, ricercatrice e chinesiologa, Dipartimento di Neuroscienze Biomedicina e Movimento dell'università di Verona, sezione di Scienze motorie e Oncologia, in occasione dell'incontro con la stampa, organizzato a Milano da Amgen, dal titolo 'Il movimento come cura: l'attività fisica nel percorso oncologico'. In tale contesto è stata presentata Be Active Lab, una piattaforma digitale realizzata da Amgen insieme a un board multidisciplinare di oncologi, ematologi, medici dello sport e chinesiologi, per offrire contenuti informativi e programmi di esercizio personalizzati lungo tutto il percorso di cura e per diffondere una maggiore consapevolezza sul valore dell'attività fisica in oncologia.
La chinesiologa Avancini ha poi illustrato i benefici che l'attività fisica adattata può offrire ai pazienti: "Disponiamo di diversi dati che ci mostrano come un intervento di questo tipo sia in grado di migliorare la fitness fisica dei pazienti, che non è un indice di performance, ma ad oggi in oncologia è un vero e proprio fattore prognostico - ha precisato - Inoltre, abbiamo evidenze molto solide anche riguardo la tollerabilità dei trattamenti: i pazienti fisicamente attivi, infatti, hanno meno effetti collaterali delle terapie. Un esempio classico è la riduzione, ad esempio, del sintomo della fatigue, della neuropatia periferica, ma non solo aspetti fisici, vi sono benefici anche dal punto di vista psicologico. L'intervento di esercizio fisico è in grado di ridurre anche i sintomi di ansia e depressione di circa il 40%. Pertanto, si tratta a tutti gli effetti di un intervento multimodale sul piano fisico sintomatologico, ma anche su quello emotivo".
"Da questo punto di vista - ha concluso - il progetto portato avanti da Amgen, Be Active Lab, è un grande passo avanti per un intervento di esercizio fisico personalizzato proprio perché si sfrutta la telemedicina per arrivare direttamente a casa dei pazienti, senza lasciare da parte la personalizzazione dell'approccio, che deve essere cucito su misura di ciascun singolo paziente".

(Adnkronos) - "Siamo fatti per fare movimento fin dalla nostra nascita. Anche quando c'è una malattia possiamo adattare il nostro livello di allenamento e di esercizio per mantenere efficienti tutti i nostri sistemi. Questo porta a una migliore qualità di vita e a un benessere generale. Inoltre l'esercizio può avere anche un effetto terapeutico sulla prognosi di malattia". Lo ha detto Francesca Lanfranconi, medico dello sport, presidente dell'Associazione medico sportiva di Lecco e ricercatrice in fisiologia dell'uomo, intervenendo all'incontro con la stampa 'Il movimento come cura: l'attività fisica nel percorso oncologico', svoltosi a Milano e promosso da Amgen, nel corso del quale è stata presentata la piattaforma online Be Active Lab, pensata per diffondere una maggiore consapevolezza sul valore dell’attività fisica in oncologia.
"Lo abbiamo potuto verificare negli ultimi 2 anni, anche se prima lo sospettavamo, grazie ai risultati di studi sulla singola cellula sul modello animale che dimostrano chiaramente che l'esercizio ha un effetto sul microambiente tumorale - ha spiegato Landranconi - Sull'uomo e sulla donna, così come sull'adulto e sul bambino è più difficile dimostrare questi effetti, ma finalmente negli ultimi 2 anni la letteratura lo ha dimostrato". Ne è un esempio "lo studio Challenge sul tumore al colon, con cui si è evidenziato che le persone con questa neoplasia che hanno fatto 3 anni di allenamento continuativo, adattato alle singole caratteristiche individuali, hanno migliorato la propria aspettativa di vita rispetto a coloro che non erano coinvolti in un programma di allenamento adattato. Avere delle evidenze scientifiche - ha sottolineato - renderà più semplice anche per gli oncologi proporre il movimento fisico non solo ai pazienti, ma anche a livello istituzionale".
"Be Active club è una piattaforma innovativa all'interno della quale c'è uno scambio di informazioni tra oncologi, medici dello sport e chinesiologi. La persona viene presa in carico, seguita nel tempo e poi rivalutata, per vedere come si modifica il suo sistema, la sua performance e la sua qualità di vita", ha concluso.

(Adnkronos) - Mitch Winehouse, padre della cantante britannica Amy Winehouse, ha perso una causa davanti all’Alta Corte di Londra contro due amiche della figlia, accusate di aver tratto profitto dalla vendita all’asta di decine di effetti personali della star scomparsa nel 2011 a 27 anni. L’azione legale era stata intentata contro Naomi Parry e Catriona Gourlay, ritenute responsabili, secondo la tesi dell’accusa, di aver "deliberatamente occultato" la vendita di oggetti appartenuti alla cantante e successivamente ceduti in aste negli Stati Uniti.
Nel corso del procedimento, i legali di Winehouse avevano sostenuto che il ricorso giudiziario rappresentasse l’unico modo per ottenere risposte sulla destinazione dei beni. Tuttavia, la giudice delegata dell’Alta Corte, Sarah Clarke, ha respinto la ricostruzione, stabilendo che Winehouse "avrebbe potuto scoprire con ragionevole diligenza quali beni fossero in possesso delle convenute". Nella sua decisione, come riferisce la Bbc, la giudice ha osservato inoltre che il padre della cantante è "comprensibilmente sensibile verso chi percepisce come sfruttatore della memoria di Amy", aggiungendo tuttavia che è "altrettanto sensibile affinché la famiglia continui a beneficiare economicamente".
La Corte ha anche rilevato che Mitch Winehouse "tende a dominare persone e situazioni" e lo ha definito un "testimone inaffidabile", sottolineando come la causa sia stata avviata senza adeguate verifiche preliminari sulla fondatezza delle rivendicazioni.
Secondo la difesa delle due imputate, gli oggetti sarebbero stati donati direttamente dalla cantante o già di loro proprietà. La giudice ha inoltre ricostruito come Amy Winehouse fosse solita regalare abiti e oggetti personali agli amici più stretti, per evitare ripetizioni nei suoi outfit pubblici e per via dell’elevato numero di capi posseduti.
In una dichiarazione letta in aula, Parry ha affermato: "Sono stata accanto ad Amy come amica, collaboratrice creativa e costumista. Il nostro rapporto si basava su fiducia e lealtà". Ha aggiunto di voler ora "ricostruire la propria vita e carriera" e proteggere il proprio nome e il lavoro svolto con la cantante. Mitch Winehouse, che ha portato avanti l’azione legale, non ha rilasciato commenti immediati dopo la sentenza. (di Paolo Martini)

(Adnkronos) - Muoversi durante e dopo un tumore non solo è possibile, ma può fare la differenza. Negli ultimi anni si sta affermando infatti una visione sempre più integrata del percorso di cura oncologico, in cui l'esercizio fisico si affianca alle terapie farmacologiche. Sono molti gli studi scientifici che evidenziano come mantenersi attivi possa aiutare sotto molteplici aspetti, contribuendo a migliorare la qualità di vita e il benessere psicofisico del paziente, a ridurre ansia e depressione, a contrastare gli eventi avversi legati ai trattamenti come fatigue, anemia e neuropatie. L'esercizio fisico può incidere anche sugli esiti clinici, migliorando l'efficacia delle terapie, riducendo il rischio di recidiva e aumentando le probabilità di sopravvivenza, come evidenziato anche dalle linee guida internazionali dell'Oms che indicano come praticare attività fisica dopo una diagnosi oncologica sia associato a un minor rischio di mortalità. In questo contesto è online 'Be Active Lab', piattaforma digitale realizzata da Amgen insieme a un board multidisciplinare di oncologi, ematologi, medici dello sport e chinesiologi, per offrire contenuti informativi e programmi di esercizio personalizzati lungo tutto il percorso di cura. L'iniziativa è stata presentata oggi a Milano.
"L'exercise oncology è una disciplina relativamente recente che considera l'attività fisica non solo come raccomandazione di benessere, ma come parte integrante del percorso terapeutico - spiega Fotios Loupakis, oncologo, ricercatore e presidente dell'associazione Kiss - Per chi si sta sottoponendo a cure oncologiche, l'esercizio fisico può migliorare la tollerabilità delle terapie e contribuire a ridurne gli effetti collaterali, con un impatto diretto sull'efficacia delle cure: quando il paziente riesce a seguire con maggiore regolarità i trattamenti, evitando interruzioni, annullamenti o cambi di terapia, aumenta la probabilità che il trattamento stesso funzioni al meglio". Anche sul piano biologico i meccanismi su cui agisce il movimento sono diversi, descrivono gli esperti: ad esempio, migliora l'ossigenazione dei tessuti, rafforza il sistema immunitario e contribuisce a contrastare infiammazione e debilitazione generale.
Negli ultimi anni la ricerca ha iniziato a misurare in modo sempre più rigoroso l'impatto dell'attività fisica nei pazienti oncologici, prendendo in considerazione varie tipologie di tumore e livelli di gravità. Uno degli studi più innovativi a questo riguardo - cita una nota - è il trial Challenge, pubblicato su 'Nejm' a fine 2025, che per la prima volta ha valutato gli effetti di un programma strutturato di esercizio fisico nei pazienti con tumore del colon. I risultati hanno mostrato una riduzione del 37% del rischio di morte e del 28% del rischio di recidiva. Un'altra recente analisi su 7 diversi tipi di tumore (vescica, rene, cavità orale, polmone, retto, endometrio e ovaio) ha evidenziato come le persone fisicamente più attive, sia prima sia dopo la diagnosi, presentino un rischio significativamente più basso di mortalità. Ulteriori evidenze indicano inoltre un effetto positivo sulla risposta immunitaria nel tumore al seno, contribuendo a migliorare il controllo sulla malattia, e sulla tollerabilità delle terapie, con miglioramenti della funzionalità fisica e della qualità di vita anche nei tumori ematologici come i linfomi e nei tumori metastatici.
L'attività fisica, tuttavia, non è uguale per tutti. "Si parla di attività fisica adattata, costruita su misura in base alle condizioni cliniche e alle caratteristiche della persona - sottolinea Alice Avancini, ricercatrice e chinesiologa del Dipartimento di Neuroscienze Biomedicina e Movimento dell'università di Verona, sezione di Scienze motorie e Oncologia - La personalizzazione dell'esercizio parte da una valutazione clinica e funzionale del paziente, tenendo conto anche delle sue preferenze, con obiettivi progressivi e un monitoraggio costante per favorire l'adesione al programma e la continuità nel tempo".
Nonostante le evidenze, solo il 7% dei pazienti oncologici pratica regolarmente attività fisica, segno di una consapevolezza ancora limitata e della presenza di una barriera culturale da superare, rilevano gli esperti. "Per lungo tempo si è pensato che chi ha un tumore dovesse soprattutto riposare, come se il riposo fosse di per sé curativo e riducesse il metabolismo delle cellule tumorali - ricorda Francesca Lanfranconi, medico dello sport, presidente Associazione medico sportiva di Lecco, ricercatrice in fisiologia dell'uomo - Oggi sappiamo che non è così: l'esercizio è una sorta di terapia mirata che favorisce i tessuti sani a sfavore di quelli con cellule tumorali e può rappresentare un'opportunità concreta di supporto al percorso di cura. Si tratta di un vero e proprio cambio di paradigma, che richiede un'evoluzione culturale della medicina. Iniziative come Be Active Lab possono perciò rappresentare un passo importante nella giusta direzione. Oltre al forte valore educativo della piattaforma, che contribuisce a diffondere conoscenza e a favorire una sempre maggiore integrazione dell'esercizio fisico nella pratica clinica, c'è anche la fattiva possibilità di accedere a un allenamento sicuro e personalizzato".
Il portale Be Active Lab, disponibile al link https://www.beactivelab.it, mette a disposizione dei pazienti contenuti informativi ed educativi sui benefici dell'attività fisica e dello stile di vita sano, attraverso una user experience intuitiva e facilmente navigabile sia da desktop che da mobile, si legge nella nota. E' disponibile anche una ricca raccolta di circa 70 video-esercizi dedicati a forza, mobilità e respirazione, ideati e guidati da scienziati del movimento, medici dello sport e chinesiologi, adattabili a diversi livelli di intensità e facilmente eseguibili anche a casa, dopo aver valutato con il proprio medico quali siano i più adeguati alla propria condizione clinica e aver definito il limite massimo di attività fisica raggiungibile. Ogni esercizio è disponibile in formato video ed è accompagnato da una trascrizione scritta, per garantire un'elevata accessibilità dei contenuti, che possono essere facilmente filtrati per distretto corporeo e categoria (riscaldamento, potenziamento muscolare, equilibrio e stretching). Inoltre, per ciascun esercizio è disponibile una versione adattata, pensata per chi presenta difficoltà fisiche nell’esecuzione di particolari movimenti.
"Le evidenze più recenti confermano che i percorsi di cura sono processi complessi, il cui successo dipende, oltre che dalle terapie più innovative, anche da una pluralità di fattori. Tra questi, l'esercizio fisico riveste un ruolo essenziale - dichiara Alessandra Brescianini, Medical Director Amgen Italia - Questa iniziativa, in linea con la visione che Amgen ha della cura, si fonda su un'esperienza maturata in molti anni di ricerca sui pazienti oncologici. Innovare il patient journey significa non solo rendere le strategie terapeutiche sempre più mirate, efficaci e tollerabili, ma anche contribuire a una visione olistica, supportando la comunità scientifica nell’evoluzione dei modelli assistenziali".
A confermare l'importanza del movimento è anche l’esperienza diretta di chi ha affrontato la malattia e ha trovato nello sport un alleato importante. "Non ho mai abbandonato lo sport: è stato prezioso in ogni fase del mio recupero e continua a esserlo ancora oggi - racconta Ivan Basso, ex campione di ciclismo e vincitore del Giro d'Italia 2006 e 2010 - E' stato un ritorno graduale, ma decisivo per ritrovare equilibrio, forza e fiducia. Riprendere in breve tempo l'attività fisica, con l’approvazione dei medici, mi ha dato un sostegno psicofisico importante, contribuendo a migliorare l'umore e rafforzando l'autostima, elementi che concorrono al riequilibrio del corpo e della mente. Questo principio può valere per qualunque paziente oncologico".
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