
(Adnkronos) - Una autista 43enne della ditta di trasporto pubblico genovese Amt è stata aggredita ieri al capolinea di via Rimassa dopo avere rimproverato due passeggeri che stavano avendo un rapporto sessuale orale. Secondo quanto ricostruito, i due, entrambi uomini, stavano consumando il rapporto quando l'autista li ha rimproverati. Uno dei due la aggredita schiaffeggiandola e ha poi dato in escandescenza. Sul posto la polizia che ha denunciato l'uomo per resistenza, lesioni e interruzione di pubblico servizio. L'autista è stata soccorsa dalla Croce Bianca e portata in ospedale in codice verde.

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(Adnkronos) - “Se ne è andato Carlo Monguzzi, se ne è andato un lottatore. Spesso non la vedevamo allo stesso modo, ma lo rispettavo per il suo impegno politico e il nostro affetto reciproco non è mai venuto a mancare". Così una nota il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che annuncia la morte del consigliere di Europa Verde e e figura storica dell’ambientalismo milanese.
"Avevo celebrato il suo matrimonio. Ed era l’unico che in aula consiliare si rivolgeva a me non con 'sindaco', ma con 'Beppe'. Chi non frequenta la politica non può capire come possano coesistere duri scontri pubblici e solidi rapporti privati", racconta il sindaco dello storico consigliere comunale. "Anche l’ultima volta che è venuto nel mio ufficio, nei mesi scorsi, avevamo discusso animatamente e ci eravamo lasciati con un abbraccio. Un abbraccio che ricordo molto bene. Durante la sua malattia, che è progredita in un modo assurdamente rapido, mi informava delle cure. Poi non è più riuscito a farlo e ho capito. Riposa in pace, caro Carlo”, conclude Sala.
"Mi spiace veramente tanto" per la morte di Carlo Monguzzi. "Abbiamo combattuto battaglie su fronti diverse ma era un galantuomo, una persona perbene che amava Milano". Così il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini ha commentato in diretta a Telelombardia. "Come me anche lui voleva una Milano per tutti. Milano perde qualcosa", ha aggiunto.
"Uomo di principi, di grande coerenza e di forte spessore umano e politico, Monguzzi ha saputo distinguersi negli anni per la sua libertà di pensiero e per la capacità di difendere con coraggio le proprie idee, anche quando questo lo ha portato a prendere posizioni nette e controcorrente rispetto alla stessa maggioranza da cui era stato eletto". Questo il ricordo di Monguzzi, espresso in una nota dal gruppo Lega a Palazzo Marino, con "profondo cordoglio" per la morte di una "figura storica della politica milanese".
"Pur sedendo tra i banchi della coalizione di governo, non ha mai fatto mancare il proprio spirito critico verso le incoerenze e le contraddizioni di questa amministrazione, diventando di fatto un interlocutore serio e autorevole anche per le opposizioni", ricorda il gruppo leghista nella nota. "Le sue battaglie in Aula, la sua tenacia, la sua coerenza e la sua straordinaria capacità dialettica hanno rappresentato un esempio di politica vissuta con passione, schiena dritta e profondo senso delle istituzioni. Mancheranno il suo spirito combattivo, la sua voce libera e la sua determinazione nel difendere ciò in cui credeva. Con la sua scomparsa, l’Aula di Palazzo Marino perde un grande uomo e un protagonista autentico della vita politica milanese. Il gruppo Lega per Salvini Premier si stringe con sincera vicinanza alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che ne hanno condiviso il percorso umano e politico".

(Adnkronos) - Arriva dalla Toscana una risposta concreta alle emergenze climatiche e alle fitopatie che minacciano il futuro del vino: realizzata la prima pianta di Sangiovese ottenuta con le Tecnologie di Evoluzione Assistita (Tea), uno strumento innovativo per difendere la produzione dalla siccità e dalle malattie e garantire continuità alle imprese vitivinicole.
Coldiretti Toscana e Vigneto Toscana insieme al Crea-Ve e all’Università di Udine hanno dato il via ad un progetto di ricerca innovativo finalizzato a rendere le coltivazioni più resilienti. Al centro il Sangiovese, vitigno simbolo della regione, che rappresenta oltre il 60% della superficie vitata e da cui derivano 7 bottiglie su 10 del vino toscano.
Le Tea rappresentano infatti una leva strategica per il settore: tecnologie che consentono di intervenire in modo mirato sul Dna della pianta senza introdurre materiale genetico esterno, accelerando processi naturali di adattamento. Non si tratta di nuove specie, ma di un’evoluzione delle varietà esistenti, in grado di sviluppare una maggiore resistenza allo stress idrico e alle principali fitopatie, come l’oidio, con benefici anche sul fronte della riduzione degli agrofarmaci.
La prima pianta è attualmente in crescita in vitro nei laboratori del Crea di Conegliano Veneto, con le prime applicazioni in campo previste dalla primavera del 2027. L’obiettivo è mettere rapidamente a disposizione delle imprese strumenti concreti per continuare a produrre qualità, salvaguardando al tempo stesso territorio, reddito agricolo e competitività.
Il percorso di ricerca, sviluppato nell’arco di tre anni anche grazie al sostegno dell’Università di Udine e al coinvolgimento del Consorzio Agrario del Tirreno, rafforza il ruolo della Toscana come territorio all’avanguardia nell’innovazione vitivinicola e dimostra come la ricerca pubblica possa offrire risposte operative alle esigenze del mondo agricolo.
I primi risultati della sperimentazione saranno presentati al Vinitaly lunedì 13 aprile, alle ore 15, a Casa Coldiretti, nell’ambito dell’incontro “Sangiovese tra tradizione e innovazione: il ruolo delle Tea per una viticoltura più sostenibile”. Dopo l’introduzione della presidente regionale di Coldiretti e presidente di Vigneto Toscana, Letizia Cesani, interverranno: Riccardo Velasco (direttore del Centro Ricerca Viticoltura ed Enologia Crea), Luca Nerva (ricercatore Crea-Ve), Gennaro Giliberti (dirigente Promozione e Sostegno agli Investimenti delle Imprese Agricole e Agroalimentari della Regione Toscana), Leonardo Marras (assessore all’Economia, Attività produttive e Agricoltura della Toscana) e Francesco Ferreri (presidente Consulta Vino Coldiretti). Modera l’iniziativa il direttore di Coldiretti Toscana, Angelo Corsetti.

(Adnkronos) - Giacomo Bongiorni "è morto per le botte. Hanno smesso di colpirlo solo quando si sono resi conto che l’avevano ammazzato". Sono le parole di Sara Tognocchi, compagna del 47enne ucciso nella notte di sabato in piazza Felice Palma a Massa. Una vicenda su cui sono in corso accertamenti, ma che la donna ricostruisce con parole nette: "Non è vero che Giacomo è morto perché è caduto per terra dopo un cazzotto, è morto per le botte", ha dichiarato in un'intervista al 'Corriere della Sera'.
Nell'intervista Tognocchi, anche lei 47enne, ricostruisce l'accaduto: "Sabato sera eravamo usciti con alcuni amici, c’era anche mio fratello Gabriele con suo figlio. Stavamo andando a prendere un kebab, erano da poco passate le 21.30. In piazza Palma c’era un gruppetto di giovani: erano in sei, forse sette. Hanno cominciato a lanciare bottiglie contro la vetrata del negozio e mio fratello ha detto 'ma non tirate le bottiglie: ci sono le persone che possano farsi male'. Gabriele si è rivolto a questi ragazzi in maniera gentile, glielo ha detto educatamente perché nostra madre ci ha insegnato l’educazione". Quel gruppetto ha "circondato mio fratello e poi il mio compagno. Sono arrivati anche altri giovani. Hanno cominciato a colpirli. Non hanno detto nulla. Li picchiavano e basta. Mio fratello è finito per terra e hanno continuato a picchiare. Non si sono mai fermati. Pestavano Giacomo, io lo vedevo a terra e loro sopra".
"Solo quando si sono resi conto che l’avevano ammazzato sono scappati. Nel frattempo sono arrivate alcune persone a capire cosa stava succedendo. Due giovani hanno iniziato a praticare il massaggio cardiaco a Giacomo. Io sono corsa da lui, gli tenevo la testa tra le mani ma dalle orecchie usciva il sangue. Suo figlio gli teneva la mano e diceva: 'Babbo, alzati. Per favore alzati'. Ma non si è alzato, Giacomo è rimasto a terra".
"Io ero sconvolta, mi sono messa a chiedere aiuto - ha raccontato nell'intervista - Ho preso il figlio del mio compagno e l’ho portato via, ho avuto paura che questi ragazzi si mettessero a picchiare anche i bambini. Poi ho continuato a chiedere aiuto, a dire che dovevano smetterla. Ma loro non hanno smesso. L’hanno pestato a morte".
I soccorsi sono stati immediati: sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 con automedica e ambulanza. I tentativi di rianimazione si sono protratti a lungo, ma per il 47enne non c’è stato nulla da fare. Il decesso è stato constatato direttamente in piazza, sotto gli occhi di decine di presenti. A rendere ancora più drammatica la vicenda è la presenza del figlio della vittima, che ha assistito all’aggressione. Il bambino, in evidente stato di choc, è stato trasportato in ospedale e ricoverato per accertamenti. La scena, nel cuore della città e a pochi passi dal municipio, ha profondamente colpito i residenti e le persone presenti, trasformando in pochi minuti una notte di svago in una tragedia.
Sara e Giacomo si erano conosciuti tre anni fa e nel prossimo mese di luglio si sarebbero sposati. "Mi auguro che la giustizia faccia il suo corso".
Nella giornata di domenica 12 aprile sono stati identificati e fermati nel giro di poche ore i presunti responsabili della violenta aggressione costata la vita a Giacomo Bongiorni nel centro cittadino a breve distanza dal Comune. Un minorenne e due maggiorenni sono indagati, a vario titolo, per concorso in omicidio volontario, mentre proseguono senza sosta le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Massa in collaborazione con la Procura per i minorenni di Genova.
Il quadro investigativo, delineatosi già nelle prime ore successive ai fatti, ha consentito ai carabinieri di individuare tutti i soggetti coinvolti nello scontro e di procedere a perquisizioni e sequestri di materiale ritenuto utile alla ricostruzione dell’accaduto. Un risultato investigativo rapido, reso possibile anche dalla presenza di sistemi di videosorveglianza nella zona e dalle numerose testimonianze raccolte, come ha sottolineato il procuratore massese Piero Capizzoto
All’esito della prima attività istruttoria, la Procura per i minorenni genovese, diretta dalla procuratrice Tiziana Paolillo, ha disposto il fermo di un ragazzo di 17 anni ritenuto, allo stato, responsabile di omicidio volontario. Parallelamente, la Procura ordinaria di Massa ha emesso un provvedimento di fermo nei confronti di due giovani maggiorenni, Ionut Alexandru Miron, 23 anni, residente a Montignoso (Massa Carrara) ed Eduard Alin Carutasu, 19 anni, abitante a Massa, entrambi di nazionalità rumena, accusati di concorso nello stesso reato.
Per tutti gli indagati si aprirà nei prossimi giorni la fase degli interrogatori di garanzia: il minorenne comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni di Genova, mentre i due maggiorenni saranno sentiti dal Gip del Tribunale di Massa. In quella sede potranno fornire la propria versione dei fatti e presentare eventuali elementi a loro difesa. Determinante, per chiarire in modo definitivo le cause del decesso, sarà anche l’esame autoptico sul corpo della vittima, che verrà eseguito nei prossimi giorni.
L’attività investigativa si è concentrata fin da subito sulla ricostruzione puntuale della dinamica e sull’individuazione delle responsabilità individuali. I carabinieri hanno acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona, ritenute fondamentali per ricostruire le fasi dell’aggressione. Numerosi anche i testimoni ascoltati, tra clienti dei locali e passanti presenti al momento dei fatti. Le perquisizioni eseguite nelle ore successive hanno consentito di sequestrare oggetti e dispositivi utili alle indagini.
Il lavoro congiunto tra Procura ordinaria e Procura minorile si concentra ora sull’esatta attribuzione delle condotte e sul ruolo svolto da ciascun componente del gruppo.
Profonda la reazione della comunità. Il sindaco Francesco Persiani ha parlato di "violenza inaudita". "A nome della città esprimo profondo dolore e grande sconcerto per questo episodio di violenza inaudita, aggravata da motivi futili, che ha scosso l’intera comunità - ha detto Persiani - Rivolgo le più sentite condoglianze e la mia vicinanza alla famiglia di Giacomo Buongiorni, duramente colpita da una tragedia così grave e ingiusta".
Il vescovo di Massa Carrara-Pontremoli, monsignor Mario Vaccari, ha invitato a una riflessione collettiva. "Colpisce la sproporzione della reazione e la rapidità con cui si è arrivati alla tragedia", ha sottolineato il presule, ponendo interrogativi sul ruolo degli adulti e sui modelli trasmessi alle nuove generazioni. Annunciata anche l’organizzazione di una fiaccolata in memoria della vittima.
Giacomo Bongiorni era conosciuto in città per il suo carattere gentile e la sua passione per il calcio. Aveva militato fino al 2012 nel San Vitale Candia, società che lo ha ricordato con parole di affetto, definendolo "un ragazzo d’oro, educato e solare". Una vita spezzata in pochi istanti, al termine di una serata trascorsa con i propri cari.
L’omicidio ha avuto un’immediata eco sul piano istituzionale. Nella stessa mattinata di domenica, il prefetto di Massa-Carrara, Gaetano Cupello, ha convocato d’urgenza il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Alla riunione hanno partecipato i sindaci di Massa e Carrara, Francesco Persiani e Serena Arrighi, il presidente della Provincia, Roberto Valettini, il questore Bianca Venezia e i vertici locali delle forze dell’ordine. Nel corso dell’incontro è stata analizzata in particolare la situazione legata alla movida nei due comuni, già oggetto di attenzione nelle settimane precedenti. Sono state quindi decise misure straordinarie per prevenire episodi analoghi.
Tra i provvedimenti adottati: intensificazione dei controlli nelle aree più frequentate nelle ore serali e notturne, con il supporto di reparti specializzati; chiusura anticipata dei locali entro le 00:30 fino al 31 maggio; divieto di vendita e asporto di bevande in vetro dopo le 22; controlli rafforzati sulla vendita di alcolici ai minorenni. Allo studio anche l’introduzione di “zone a vigilanza rafforzata”, con possibilità di allontanamento per soggetti ritenuti pericolosi o responsabili di comportamenti antisociali.
L’episodio ha riacceso i riflettori su un fenomeno già segnalato da residenti e amministratori: quello della cosiddetta “malamovida”, caratterizzata da eccessi, abuso di alcol e frequenti episodi di violenza tra giovani. Solo pochi giorni prima, sempre nel centro cittadino, si era verificata un’altra rissa con lancio di bottiglie e feriti. Un precedente che, alla luce di quanto accaduto, assume un significato ancora più allarmante.

(Adnkronos) - Il primo ministro polacco Donald Tusk ha salutato la schiacciante vittoria del partito di opposizione Tisza di Peter Magyar come una "vittoria gloriosa", descrivendo i risultati delle elezioni ungheresi come un colpo decisivo all'autoritarismo nella regione.
Con quasi il 99% dei voti scrutinati, i primi dati dell'Ufficio Elettorale Nazionale (Nvi) indicano che il partito Tisza si è assicurato 138 seggi nell'Assemblea Nazionale, composta da 199 membri. Questo risultato garantisce all'opposizione la supermaggioranza necessaria per emendare la Costituzione e segna la fine definitiva del lungo governo di Viktor Orbán.
Tusk è intervenuto domenica sera via social per commentare la notizia. "Ungheria, Polonia, Europa. Di nuovo insieme! Gloriosa vittoria, cari amici!", ha scritto, aggiungendo lo slogan ungherese "Ruszkik haza!" (Russi, tornate a casa!).
In seguito, durante una conferenza stampa a Seul, in Corea del Sud, Tusk ha descritto i risultati delle elezioni ungheresi come un punto di svolta per la regione, sostenendo che dimostrano che l'Europa Centrale e Orientale non è "condannata" ad essere governata da "regimi autoritari".
"Tutti temevano una tendenza verso regimi autoritari e corrotti. Non è così", ha dichiarato Tusk ai giornalisti. "Prima Varsavia, poi Bucarest, Chișinău e ora Budapest. Questa parte d'Europa sta dimostrando che non siamo destinati alla corruzione che purtroppo ha caratterizzato il governo di Viktor Orbán".
Tusk ha anche affermato di aver già parlato con Pëtr Magyar per congratularsi con lui. Ha aggiunto che i due hanno discusso di una visita programmata a Varsavia, che Magyar ha indicato come sua prima meta all'estero. "Credo che le nostre relazioni saranno assolutamente eccezionali", ha affermato Tusk.
Ha inoltre dichiarato che la rimozione del governo Orbán, che ha spesso bloccato gli aiuti finanziari dell'Ue all'Ucraina, rappresenterà una "svolta" per Kiev.
Sul fronte interno, il cambio di leadership in Ungheria potrebbe avere ripercussioni anche sui procedimenti giudiziari polacchi. Tusk ha dichiarato di aver discusso con Magyar, prima delle elezioni, della situazione di due ex ministri polacchi, Zbigniew Ziobro e Marcin Romanowski, ai quali l'amministrazione Orban aveva concesso asilo. "Spero di poter dare il 'bentornato in Polonia' a questi due signori", ha aggiunto.
Magyar ha confermato nel suo discorso post-elettorale di domenica che il suo itinerario diplomatico inizierà a Varsavia, per poi proseguire con visite a Vienna e Bruxelles. Si è inoltre impegnato a sbloccare i fondi Ue precedentemente congelati a causa di preoccupazioni relative allo Stato di diritto e ha promesso di rilanciare la cooperazione all'interno del Gruppo di Visegrád, che comprende Polonia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca.
Al via a Verona la 58/a edizione del Vinitaly che vede, tra i
protagonisti, la Sardegna che nel padiglione della Regione ospita
80 aziende sarde, a cui si aggiungono altre 32 cantine dell'Isola
negli altri spazi della manifestazione.
(Adnkronos) - “Il vino italiano è oggi imbrigliato in una selva normativa che non ha eguali in nessun altro comparto produttivo. Parliamo di quasi 2.000 pagine tra regolamenti, leggi e circolari, per un totale di oltre 1,5 milioni di parole: più del doppio della Bibbia. Significa che ogni giorno i nostri produttori devono fare i conti con una legislazione lunga due Bibbie solo per poter lavorare. È un paradosso che soffoca energia, investimenti e competitività”. Così il segretario generale Vincenzo Gesmundo ha aperto il convegno “Liberiamo il vino” in corso a Casa Coldiretti al Vinitaly moderato da Luciano Ferraro, vice direttore del Corriere della sera. Presenti tra gli altri Matteo Zoppas, Presidente Agenzia Ice, Riccardo Cotarella, presidente Assoenologi, Federico Bricolo, presidente Verona fiere ed Ettore Prandini, presidente nazionale Coldiretti.
“Liberare il vino da queste catene, dalla burocrazia eccessiva, dai dazi che penalizzano l’export, dalle etichette allarmistiche e da un impianto normativo spesso ideologico, - ha sottolineato Gesmundo - non è solo una battaglia di principio, ma una scelta economica precisa. Vuol dire restituire alle imprese capacità di crescita, innovazione e presenza sui mercati internazionali".
"Se liberiamo il vino, liberiamo un valore concreto: fino a 1,6 miliardi di euro che possono tornare nelle tasche delle aziende, nei territori e nella filiera. Difendere il vino italiano oggi - ha aggiunto - significa difendere un pezzo fondamentale della nostra economia e della nostra identità, contro un sistema, messo in atto dall'Europa e dai suoi tecnocrati, che invece di accompagnare lo sviluppo continuano a ostacolarlo” ha concluso.

(Adnkronos) - Prezzi del petrolio in rialzo oggi, lunedì 13 aprile, dopo le parole del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha parlato di un blocco navale sia nello stretto di Hormuz sia nei porti iraniani. Questa mattina il Brent beniva scambiato a 102 dollari al barile (+7%) e il Wti a 105 dollari al barile (+8%).
In base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, in data odierna il prezzo medio dei carburanti in modalità 'self service' lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,783 euro/l per la benzina e 2,160 euro/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,815 euro/l per la benzina e 2,191 euro/l per il gasolio. Lo comunica il ministero delle Imprese e del Made in Italy in una nota.
Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, questa mattina i prezzi medi nazionali dei carburanti alla pompa risultano in calo rispetto a venerdì: benzina self service sulla rete stradale a 1,783 euro/litro (-6 millesimi rispetto a venerdì), gasolio a 2,160 euro/litro (-21 millesimi). Il Gpl è a 0,795 euro/litro (+2), il metano a 1,605 euro/kg (-1). In autostrada, la benzina self è a 1,815 euro (-8), il diesel a 2,191 euro (-13), il Gpl a 0,897 euro (+3) e il metano a 1,585 euro (+7). Eni ha ridotto di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Per IP si registra un ribasso di sei centesimi sul gasolio; per Q8 -4 sul gasolio; per Tamoil -3 sul gasolio.
Venendo al dettaglio per modalità di vendita e per marchio sui dati rilevati alle 8 di ieri mattina, considerando tutti i circa 20mila punti vendita che comunicano i prezzi all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy (rete stradale e autostradale insieme), queste sono le medie dei prezzi praticati elaborati dalla Staffetta: benzina self service a 1,784 euro/litro (compagnie 1,787, pompe bianche 1,779), diesel self service a 2,163 euro/litro (compagnie 2,162, pompe bianche 2,163). Benzina servito a 1,920 euro/litro (compagnie 1,959, pompe bianche 1,847), diesel servito a 2,299 euro/litro (compagnie 2,334, pompe bianche 2,233). Gpl servito a 0,799 euro/litro (compagnie 0,802, pompe bianche 0,795), metano servito a 1,582 euro/kg (compagnie 1,586, pompe bianche 1,579), Gnl 1,533 euro/kg (compagnie 1,550 euro/kg, pompe bianche 1,521 euro/kg).
Sulla benzina self service Eni è a 1,783 euro/litro (1,990 il servito); Ip a 1,788 (1,954 servito); Q8 a 1,795 (1,956 servito); Tamoil a 1,779 (1,857 servito); sul gasolio self service Eni è a 2,124 (2,328 servito); IP a 2,187 (2,351 servito); Q8 a 2,158 (2,349 servito) e Tamoil a 2,184 (2,260 servito).
"Nonostante di solito i prezzi salgano come un razzo, questa volta non c'è stato il tempo materiale per decollare e per adeguarsi al rialzo del Wti di stamattina, quando ha superato i 104 dollari: Gli effetti di quanto accaduto ieri si avranno domani", afferma, in una nota, il presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona. "Come sempre il prezzo più alto per il gasolio si trova a Bolzano (2,194), poi nelle autostrade (2,191) e infine a Trento (2,174), ma sempre sotto la soglia dei 2,2 euro al litro. Per la benzina vincono Bolzano e le autostrade con 1,815 euro al litro. Segue il Molise (1,807) e, ex aequo la Basilicata e la Calabria (1,804)", ricorda Dona.

(Adnkronos) - Il settore vitivinicolo italiano conferma leadership e solidità sui mercati internazionali, nonostante un contesto globale incerto, con produzione ed export in crescita e forte incidenza dei vini a indicazione geografica. Centrale il ruolo delle politiche di sostegno, in particolare il nuovo bando OCM Promozione 2026-2027, che introduce semplificazioni, maggiore flessibilità e accesso più inclusivo, con risorse per oltre 98 milioni di euro.
Nel corso dell’incontro al Vinitaly, operatori e istituzioni hanno evidenziato l’importanza dell’innovazione nelle procedure, del supporto ai piccoli produttori e delle strategie per affrontare criticità come i dazi, sottolineando al contempo le opportunità offerte dai mercati emergenti e dagli accordi di libero scambio, in particolare con Mercosur e India.
Ribadito anche il valore del dialogo tra pubblico e privato per sostenere la competitività del comparto e favorirne l’internazionalizzazione. “Il vino italiano rappresenta uno degli asset più strategici del nostro agroalimentare, capace di coniugare qualità, identità territoriale e competitività sui mercati internazionali – ha dichiarato Livio Proietti Presidente ISMEA. In un contesto globale complesso, il rafforzamento degli strumenti di sostegno come l’OCM Promozione e il lavoro sinergico tra istituzioni e filiera sono elementi fondamentali per consolidare la nostra leadership e accompagnare, in particolare, anche le realtà più piccole nei percorsi di internazionalizzazione e crescita.”
“Con il nuovo bando OCM vino Promozione 2026 proseguiamo un lavoro già avviato nei due anni precedenti insieme a tutte le associazioni di settore per rendere sempre più efficace il sostegno fornito alle nostre imprese che esportano nei Paesi extra UE” ha dichiarato Marco Lupo, Capo Dipartimento della Sovranità alimentare e dell’ippica presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF). “Quest’anno abbiamo ulteriormente anticipato i tempi di pubblicazione del bando, in modo da dare agli operatori più tempo per programmare e realizzare le iniziative. Abbiamo introdotto ulteriori spazi di flessibilità, per consentire adattamenti dei progetti in un contesto internazionale assai complesso, e semplificazioni nella fase di presentazione e rendicontazione. I risultati degli ultimi anni in termini di utilizzo delle risorse e l’apprezzamento ricevuto dall’intera filiera per il lavoro svolto ci confermano che siamo nella giusta direzione e ci stimolano a migliorarci ogni anno.”

(Adnkronos) - Non solo l'attacco frontale al Papa, Donald Trump ora si illumina anche di...luce divina. E' infatti questa l'immagine Ai postata dal tycoon su Truth Social dopo il post al vetriolo contro il Pontefice, accusato di essere "un debole" in politica estera, di "danneggiare la Chiesa cattolica" ma anche di essere in Vaticano solo grazie alla sua vittoria alla Casa Bianca.
E così, con lo scarso senso della misura che da sempre lo contraddistingue, il presidente americano tra un'invettiva e l'altra trova il tempo di postare l'immagine che lo vede imporre la mano su un infermo, vestito con una tunica come fosse Gesù, circondato da militari, infermieri e fedeli adoranti e in preghiera. Sullo sfondo i simboli degli Usa, dalla bandiera all'aquila, passando per la Statua della Libertà ma anche da soldati e mezzi delle forze statunitensi. Nella mano, una palla di luce divina.

(Adnkronos) - A Verona, nell’ambito di Vinitaly 2026, l'incontro 'Gestione del rischio e credito: quali prospettive per la filiera vitivinicola verso la nuova Pac', promosso da Ismea presso il Palaexpo Masaf. L’evento ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni, operatori e stakeholder del settore sulle sfide e le opportunità legate alla gestione del rischio in agricoltura. Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del presidente Ismea, Livio Proietti, seguiti dagli interventi introduttivi di Nicola Lasorsa (Ismea) e Andrea Stoppa, esperto senior di risk management presso organismi internazionali. Il dibattito, moderato da Camillo Zaccarini Bonelli (Ismea) ha visto la partecipazione di Massimiliano Giansanti (presidente Copa), Albano Agabiti (presidente Asnacodi), Gelsomina Vigliotti (vicepresidente Bei) e Giuseppe Blasi (capo Dipartimento Masaf), con le conclusioni affidate al direttore generale Ismea, Sergio Marchi.
Nel corso dell’incontro è stato evidenziato come la viticoltura rappresenti in Italia il comparto agricolo più assicurato, con oltre 2 miliardi di euro di valori coperti. Tuttavia, la diffusione delle polizze resta limitata a circa il 10% delle aziende e a meno del 30% della superficie vitata, con forti squilibri territoriali, soprattutto nel Mezzogiorno. I dati presentati hanno confermato l’elevata esposizione del settore ai rischi climatici – dagli stress idrici e termici agli eventi estremi come grandine, gelate e precipitazioni intense – fenomeni sempre più frequenti e impattanti sia sulla quantità sia sulla qualità delle produzioni.
A livello europeo, secondo analisi Bei/fi-compass, le perdite medie annue legate a eventi climatici superano i 28 miliardi di euro e potrebbero arrivare a 40 miliardi entro il 2050, mentre gli eventi catastrofici potrebbero generare danni fino a 90 miliardi. In questo contesto, è emersa con forza la necessità di rafforzare un approccio integrato alla gestione del rischio su scala europea. Tra le principali direttrici condivise nel dibattito: il potenziamento della capacità finanziaria attraverso il ricorso al mercato dei capitali, lo sviluppo di strumenti innovativi, come le polizze parametriche, la creazione di pool assicurativi e riassicurativi a livello continentale.
In ambito nazionale, è stato sottolineato il ruolo del Ministero dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste, guidato da Francesco Lollobrigida, nel rafforzamento degli strumenti di gestione del rischio, a partire dall’avvio operativo dell’Income Stabilisation Tool (Ist) per l’uva da vino previsto dal Piano di gestione dei rischi in agricoltura 2026. Centrale anche l’obiettivo di una maggiore integrazione tra assicurazioni, credito e altri strumenti di risk management.
Nel corso del confronto è emerso come l’attuale contesto internazionale – segnato da shock multipli, rigidità dei costi, tensioni commerciali e cambiamenti nei consumi – renda ancora più strategico il tema della gestione del rischio per il futuro del comparto vitivinicolo. “Ed è proprio in questa direzione - ha sottolineato Giuseppe Blasi - che si stanno concentrando le energie negoziali a livello europeo sui tavoli in cui si discute della riforma della Pac post 2027, con l’obiettivo di rafforzare gli strumenti di gestione del rischio a disposizione delle imprese, assicurando adeguati finanziamenti e prospettive di sviluppo poliennali”.
Il settore vitivinicolo dimostra anche sul tema della gestione del rischio di essere all'avanguardia” ha dichiarato Sergio Marchi. "Su un valore della produzione di 14 miliardi il dato assicurato è di circa 2 miliardi di euro, quindi attorno al 15%, un valore superiore rispetto alla media nazionale. È chiaro che sulla gestione del rischio è necessario che, in primis, l'Europa faccia riflessioni e investimenti Importanti perché coi cambiamenti climatici e le nuove fitopatie è sempre più importante ampliare la platea degli assicurati e puntare sulla difesa attiva preventiva. In questo senso l'obiettivo europeo è di passare dagli attuali 28 miliardi assicurati ai 40 miliardi nei prossimi anni. Sarà anche importante far sì che, oltre agli shock di mercato, si possa intervenire anche sulle cosiddette catastrofali, dove l'Italia è all'avanguardia con il sistema mutualistico Agricat”.
(Adnkronos) - Una distraeva il dipendente della gioielleria mentre l’altra sottraeva i tappetini di gioielli dal bancone del negozio. Era il modus operandi usato dalla banda smantellata nel corso di un'operazione congiunta della Polizia nazionale spagnola e del Servizio Centrale operativo della Polizia, con la Squadra Mobile di Roma. Gli arrestati, provenienti dall’Italia, residenti a Roma, realizzavano azioni criminali in Spagna della durata di 5 giorni, durante le quali agivano in modo tale da non essere rintracciati: non lasciavano tracce negli hotel, cambiavano frequentemente veicolo e telefono e percorrevano ogni giorno centinaia di chilometri tra diverse località. I quattro arrestati sono considerati responsabili di 21 colpi su tutto il territorio nazionale per un bottino di oltre 500.000 euro in gioielli.
L’indagine è iniziata dopo che, negli ultimi anni, è stata rilevata la commissione di furti in gioiellerie in tutta la Spagna con un modus operandi molto caratteristico. Una coppia di donne entrava nell’esercizio commerciale e si interessava a diversi prodotti. In quel momento il dipendente mostrava loro gli articoli, normalmente disposti su tappetini da gioielleria. In quel frangente, con straordinaria abilità e approfittando della distrazione del lavoratore, che non poteva prestare attenzione a così tanti prodotti, sottraevano uno dei tappetini nascondendolo in un fazzoletto o in una borsa. Successivamente lasciavano il negozio con tranquillità e senza destare sospetti. Dopo un’analisi approfondita di casi simili degli ultimi anni, gli agenti hanno individuato un furto analogo, commesso nel 2012 a Saragozza, nel quale fu arrestata una cittadina italiana con caratteristiche fisiche che coincidevano pienamente con una delle autrici dei fatti più recenti. Sulla base di questo elemento, gli agenti hanno aperto un canale permanente di cooperazione di polizia con la Polizia italiana e, grazie allo scambio di informazioni, si è appreso che quella donna faceva parte di un gruppo criminale specializzato nella commissione di furti in gioiellerie in tutta Europa.
A partire da quel momento, l’obiettivo dell’indagine è stato localizzare e arrestare i membri del gruppo criminale. La loro individuazione rappresentava una sfida per gli agenti, poiché gli autori agivano come fantasmi, senza lasciare traccia. Nelle gioiellerie, durante i furti, evitavano di manipolare o toccare oggetti per non lasciare impronte e utilizzavano indumenti come travestimento per rendere più difficile o evitare la loro identificazione. Non si registravano negli hotel e cambiavano veicolo e telefono a ogni viaggio dalla Italia verso la Spagna, effettuando campagne criminali di 4 o 5 giorni. Percorrevano centinaia di chilometri fino a raggiungere la località in cui si trovava la gioielleria oggetto del reato e, dopo averlo commesso, percorrevano nuovamente lunghe distanze fino a raggiungere la città scelta per pernottare. Questa pratica aveva un unico scopo: evitare di essere collegati al fatto criminale. Analizzate le informazioni fornite dall’Italia, gli investigatori hanno scoperto un dato di particolare interesse: ogni volta che si verificava un furto in una gioielleria, in una località situata a una distanza compresa tra i 100 e i 400 chilometri dal luogo del reato, alloggiava un cittadino italiano legato alla principale indagata.
Con l’analisi di queste nuove informazioni, gli agenti hanno individuato nuovi episodi delittuosi commessi dagli indagati ed è stato emesso un ordine europeo di Indagine dalle autorità spagnole affinché si procedesse alla localizzazione degli indagati. Infine, lo scorso 30 marzo, è stata rilevata la presenza in Spagna dei quattro indagati con la chiara intenzione di commettere nuovi reati. Gli agenti hanno quindi attivato un dispositivo operativo e, il giorno successivo, sono riusciti ad arrestarli tutti a Palencia. Tra i loro effetti personali, gli arrestati avevano indumenti utilizzati durante la commissione dei reati precedenti, nonché 4.000 euro in contanti. 21 episodi e gioielli sottratti per un valore superiore a 500.000 euro. Gli agenti hanno accertato il presunto coinvolgimento degli arrestati in 21 episodi delittuosi in tutto il territorio nazionale, alcuni dei quali commessi anche dieci anni fa. In particolare, sono stati chiariti fatti avvenuti in diverse località delle Asturie, a Logroño, Murcia, Palencia, Valencia, Almería, Albacete, Badajoz, Alicante, Siviglia, Castellón e Granada. I quattro arrestati sono stati messi a disposizione dell’autorità giudiziaria, che ha disposto la custodia cautelare in carcere per tre di loro.

(Adnkronos) - Positivo confronto tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il presidente della Giunta regionale del Veneto, Alberto Stefani, presso lo stand della Regione a Vinitaly. Al centro del colloquio, si legge in una nota, le più recenti evoluzioni della crisi nello Stretto di Hormuz e le possibili conseguenze per le esportazioni venete verso l’area, per l’approvvigionamento delle materie prime e per l’energia, con particolare riferimento all’impatto dei costi sulle imprese. Urso e Stefani hanno inoltre approfondito le caratteristiche del territorio veneto in relazione a una possibile candidatura a ospitare uno dei futuri depositi strategici europei di materie prime critiche. L’iniziativa si inserirebbe nella strategia della Commissione europea volta a rafforzare l’autonomia industriale e la sicurezza degli approvvigionamenti, tra i temi al centro del confronto nei giorni scorsi a Roma tra il ministro Urso e il commissario europeo Stéphane Séjourné.

(Adnkronos) - "Gli imprenditori ieri mi hanno parlato di Napa Valley. Io dico loro: insegnatemi questo modello, venite al ministero a trovarmi, insegnatemi questo modello e io, per quanto possibile, cercherò di applicarlo in Italia". Lo ha detto il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi intervenendo al talk in apertura della 58esima edizione di Vinitaly, ribadendo che "intendo puntare sull'enoturismo" che "oggi vale 3 miliardi di euro ma è in continua crescita".

(Adnkronos) - Umidità, vento, sabbia dal Sahara e pioggia. Dopo giornate dalle temperature estive, l'Italia si trova ora nel pieno di un cambio di scenario meteorologico radicale, con un profondo vortice mediterraneo che sta richiamando masse d'aria instabili sulla Penisola. Ed è così che la settimana appena iniziata si preannuncia difficile, con il Paese spaccato in due dal meteo almeno fino alla prima metà, per poi avviarsi verso una instabilità sparsa . Atteso un timido miglioramento, ma non ovunque. Sono queste le previsioni degli esperti per la giornata di oggi, lunedì 13 aprile, e per i giorni a venire.
Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che il vortice sta agendo come un magnete per il pulviscolo sahariano. Le correnti di Scirocco in quota stanno trasportando enormi quantità di polvere dal deserto, rendendo l'atmosfera opaca. Tra lunedì e martedì ci aspettiamo piogge e rovesci su gran parte del Paese, con un rischio elevato di "piogge sporche" che depositeranno la polvere su auto e superfici.
La situazione tra lunedì 13 e martedì 14 aprile sarà particolarmente dinamica al Centro-Nord e nelle zone interne, dove oltre alle piogge, potranno anche svilupparsi i primi temporali della stagione. Una curiosità tecnica riguarda l'interazione tra fulmini e polvere: il pulviscolo sahariano può accentuare i contrasti in quota, favorendo una maggiore attività elettrica.
Per quanto riguarda l'aspetto termico, assisteremo a un'Italia divisa. Al Nord l'arrivo delle precipitazioni e della copertura nuvolosa provocherà un calo delle temperature, che rimarranno comunque gradevoli e non eccessivamente fredde. Al Centro-Sud, invece, le colonnine di mercurio continueranno a segnare valori ben oltre la media del periodo, alimentate dal costante afflusso di correnti meridionali.
Dopo il passaggio del fronte principale, resteremo in un contesto di instabilità sparsa. Le regioni del Centro-Sud saranno quelle più soggette a rapidi rovesci o brevi temporali pomeridiani, tipici della variabilità primaverile. Tuttavia, la pressione tenderà a mostrare timidi segnali di ripresa, portando un miglioramento parziale pur in un quadro meteorologico che rimarrà dinamico e tutt'altro che statico.
Lunedì 13. Al Nord: piogge diffuse, specie a ovest. Al Centro: piogge su Toscana, Umbria e Lazio. Al Sud: variabile ma piuttosto asciutto, mite.
Martedì 14. Al Nord: instabilità diffusa, meglio su Nord Piemonte e zona dei laghi. Al Centro: piogge in Toscana al mattino, dal pomeriggio temporali sui rilievi. Al Sud: rovesci sulle Isole Maggiori, localmente anche altrove.
Mercoledì 15. Al Nord: più asciutto, molte nubi. Al Centro: tempo spiccatamente instabile. Al Sud: precipitazioni irregolari.
Tendenza: da giovedì migliora, ma rimane una residua instabilità pomeridiana sui rilievi, specie del Centro-Sud.
(Adnkronos) - "Papa Leone non mi piace, non sono un suo ammiratore". E' l'attacco frontale di Donald Trump contro Papa Leone XIV. Il presidente degli Stati Uniti punta il dito contro il Pontefice, definito "una persona molto liberale che non crede nel contrasto al crimine". L'affondo di Trump arriva dopo la presa di posizione del Papa sulla guerra in Iran: il Santo Padre nei giorni scorsi ha condannato le minacce del presidente americano che, prima della tregua, prospettava l'ipotesi di attaccare e distruggere le centrali elettriche e le infrastrutture della Repubblica islamica.

(Adnkronos) - Al via domenica 12 aprile a Verona la 58esima edizione di Vinitaly, che si presenta con il quartiere fieristico al completo e 4mila aziende in rappresentanza di tutte le regioni. Fino al 15 aprile, Veronafiere torna così a essere il baricentro internazionale del business del vino, con oltre 100 appuntamenti in calendario tra approfondimenti, degustazioni e nuovi format. Al centro dell’edizione 2026, il consolidamento della proiezione internazionale della manifestazione, sostenuta da un piano di incoming mirato da 70 nazioni realizzato da Veronafiere e Ita-Italian Trade Agency. Sono oltre 1.000 i top buyer selezionati a cui si aggiungono migliaia di operatori professionali da circa 130 Paesi. Consegnati i Premi Vinitaly 2026: Vinitaly international Italia ed estero rispettivamente a Lamberto Frescobaldi e Antonio Stopper; alla Carriera per Attilio Scienza; Cent’anni di eccellenza a Valdo Spumanti e al Consorzio di tutela vino Bardolino. Realizzati da Venini, realtà del vetro artistico di Murano, i premi consistono in bottiglie in vetro soffiato eseguite con la tradizionale tecnica delle canne nei colori esclusivi Lattimo e Magenta. La caraffa disegnata da Gio Ponti andrà invece al Miglior format ristorazione 2026 che va a Gucci Osteria da Massimo Bottura.
Nel dettaglio della domanda internazionale legata al programma di incoming, il Nord America si conferma in posizione di vertice: 200 operatori complessivi tra Stati Uniti e Canada, inclusi i buyer dei principali monopoli – Lcbo, Saq, Anbl e Nslc. Fuori dall’Unione europea, si consolida il peso dell’Asia, con la Cina a guidare una delegazione di quasi 60 tra importatori e distributori. In crescita anche India, Giappone e Thailandia (mercati che ospitano le tappe estere di Vinitaly) insieme a Vietnam, Corea del Sud, Singapore, Malesia e Filippine, per un totale che sfiora i 70 top buyer.
L’America Latina si distingue per numerosità nel programma di incoming 2026, con Brasile e Messico tra i mercati più dinamici e circa 50 super acquirenti coinvolti. Espansione significativa anche per il continente africano, che amplia il proprio perimetro a 10 Paesi: Marocco, Burkina Faso, Etiopia, Tanzania, Camerun, Nigeria, Mozambico, Angola, Ghana e Kenya. In Europa, Germania e Paesi nordici confermano il posizionamento consolidato del vino italiano, mentre si rafforza la presenza dell’Est Europa, a partire dal Kazakistan, tappa del roadshow Vinitaly. A questi si affiancano gli operatori esteri presenti autonomamente in fiera, al di fuori del programma di incoming: gli Stati Uniti si confermano primo Paese di provenienza, seguiti da Germania, Svizzera, Regno Unito, Belgio, Paesi Bassi e Canada.

(Adnkronos) - "L'obiettivo è ambizioso ma raggiungibile: vogliamo portare l'export del vino italiano dai correnti 8 miliardi a 10 miliardi di euro nel più breve tempo possibile. Insieme, stiamo costruendo il futuro del nostro business". Lo ha dichiarato il presidente di Ice, Matteo Zoppas, in occasione dell'Opening di Vinitaly 2026.
"L’impegno di Ice per questa edizione di Vinitaly è straordinario - siega - insieme a Veronafiere portiamo oltre 1.000 buyer strategici provenienti da 53 Paesi, segnando un incremento del 20% rispetto allo scorso anno. Cruciale per il settore resta il consolidamento in Usa, dove l’Italia mantiene saldamente la sua posizione, nonostante i dazi e la debolezza del cambio euro dollaro. Quest'anno Vinitaly Usa si sposta da Chicago a New York per presidiare il cuore del mercato americano con rinnovata forza".
"Stiamo puntando inoltre su nuovi potenziali mercati - aggiunge Zoppas - come Mercosur, India, Sud Est Asiatico e Australia e per il 2026 abbiamo programmato ben 61 iniziative promozionali in 24 mercati prioritari, dai Balcani alla Cina".
“Il Vinitaly si conferma la fiera di riferimento globale - dichiara Zoppas - dove si definiscono i trend di settore. In una fase economica complessa, e in linea con le priorità emerse dal tavolo di crisi voluto dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, è fondamentale accelerare la promozione e lo sviluppo internazionale del comparto".
"È stata dunque messa in moto una macchina con più risorse e attività per le imprese e per lo sviluppo del business. Questa spinta - continua - si realizza attraverso quella 'Diplomazia della Crescita' voluta dal ministro Tajani, che vede il sistema Italia muoversi in modo compatto anche all’estero".
"Un ruolo centrale in questa strategia è svolto dal lavoro del ministro Francesco Lollobrigida che punta molto sulle esportazioni ed è anche fautore del riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio Immateriale dell'Unesco".

(Adnkronos) - Donald Trump attacca frontalmente il Papa. Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato ai giornalisti di "non essere un grande fan" di Papa Leone XIV, dopo l'appello di quest'ultimo in favore della pace. "Non sono un grande fan di Papa Leone. È una persona molto liberale ed è un uomo che non crede nella lotta alla criminalità", ha detto Trump ai giornalisti alla Joint Base Andrews nel Maryland. Per poi accusare il Pontefice di "giocare con un Paese che vuole un'arma nucleare".
Ma l'attacco del presidente arriva anche sul suo social, Truth. "Non voglio un Papa che pensi che sia giusto che l'Iran possieda un'arma nucleare".
"Papa Leone è debole sulla criminalità e pessimo per la politica estera". "Leone dovrebbe essere grato perché, come tutti sanno, è stato una sorpresa scioccante. Non era in nessuna lista per essere Papa, ed è stato messo lì dalla Chiesa solo perché era americano, e pensavano che fosse il modo migliore per affrontare il presidente Donald J. Trump. Se non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano".

(Adnkronos) - "Ce l'abbiamo fatta, Tisza e l'Ungheria hanno vinto le elezioni. Non con un piccolo margine, ma con un margine molto ampio. Insieme abbiamo liberato l'Ungheria". Peter Magyar parla dal palco allestito a Budapest per celebrare la vittoria dopo il voto che ha messo fine all'era di Viktor Orban durata 16 anni. "Avremo una maggioranza dei due terzi in Parlamento", esulta il leader di Tisza al termine di una giornata che ha segnato un'affluenza record alle urne. Il partito di Magyar, a spoglio terminato, si aggiudica 138 seggi mentre Fidesz si ferma a 55.
"Insieme - scandisce il leader 45enne dell'opposizione parlando davanti alla folla - abbiamo fatto cadere il regime di Orban. Abbiamo liberato l'Ungheria, abbiamo riconquistato la nostra patria". "Abbiamo sconfitto una tirannia", rivendica ancora davanti ai suoi sostenitori, che "hanno detto no alla paura, hanno detto no al tradimento". "Siamo partiti in pochi, eravamo Davide contro Golia e alla fine, con il potere dell'amore, abbiamo ottenuto una vittoria storica", scandisce Magyar, che si rivolge poi a coloro che non lo hanno votato, incoraggiando uno spirito di "unità nazionale".
Orban ammette la sconfitta sottolineando il risultato "chiaro" delle elezioni vinte da Tisza di Magyar. "Un risultato doloroso ma chiaro - dice in un breve discorso il premier uscente - La responsabilità e l'opportunità di governare non ci sono state date". "Serviremo il nostro Paese e la nazione ungherese dall'opposizione", aggiunge, dopo aver ringraziato i 2,5 milioni di elettori che hanno votato per Fidesz e promettendo di "non deluderli mai". Nei 30 anni alla guida del partito, "abbiamo vissuto anni difficili e facili, belli e tristi", conclude, ribadendo che "non si arrenderà mai, mai, mai".
"Congratulazioni per la chiara vittoria elettorale a Peter Magyar, al quale il governo italiano augura buon lavoro", scrive in un post sui social la premier Giorgia Meloni. "Italia e Ungheria sono nazioni legate da un profondo legame di amicizia - sottolinea la presidente del Consiglio - e sono certa che continueremo a collaborare con spirito costruttivo nell'interesse dei nostri popoli e delle comuni sfide a livello europeo e internazionale". Meloni su X saluta il premier ungherese uscente: "Ringrazio il mio amico Viktor Orban per l'intensa collaborazione di questi anni, e so che anche dall'opposizione continuerà a servire la sua Nazione".
"Il cuore dell'Europa stasera batte più forte in Ungheria", il primo commento, scritto in inglese e in ungherese, della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Poi, in un altro post: "L'Ungheria ha scelto l'Europa. L'Europa ha sempre scelto l'Ungheria. Insieme siamo più forti. Un Paese riprende il suo percorso europeo. L'Unione si rafforza". La presidente della Commissione europea ha telefonato a Magyar per congratularsi. Lo ha scritto sui social la portavoce di von der Leyen, Paula Pinho, precisando che "hanno concordato di cooperare strettamente". A Bruxelles si aspettano che uno dei primi atti del prossimo premier sia lo sblocco del prestito da 90 miliardi di euro per l'Ucraina su cui Orban aveva messo il veto.
Emmanuel Macron è stato tra i primi a congratularsi con Magyar per la sua vittoria. In un post su X il presidente francese scrive: "Ho appena avuto un colloquio con Peter Magyar per congratularmi con lui per la sua vittoria in Ungheria! La Francia saluta la vittoria della partecipazione democratica, dell'attaccamento del popolo ungherese ai valori dell'Unione Europea e per l'Ungheria in Europa". "Insieme - conclude Macron - facciamo avanzare un'Europa più sovrana, per la sicurezza del nostro continente, la nostra competitività e la nostra democrazia".
"L'Ungheria ha deciso. Congratulazioni per la vittoria alle elezioni caro Peter Magyar", il post su X del cancelliere tedesco Friedrich Merz, dicendosi "impaziente a una cooperazione per un'Europa forte, sicura e soprattutto unita".
"Congratulazioni a Peter Magyar per la vittoria elettorale. Questo è un momento storico, non solo per l'Ungheria, ma per la democrazia europea. Non vedo l'ora di lavorare con lui per la sicurezza e la prosperità di entrambi i nostri Paesi", la dichiarazione sui social del premier britannico Keir Starmer.
Volodymyr Zelensky si è congratulato con Magyar per "la schiacciante vittoria" alle elezioni in Ungheria, dopo le tensioni e le crisi diplomatiche delle settimane scorse sull'asse Kiev-Budapest, con il premier uscente filorusso Orban che ha bloccato gli ultimi aiuti all'Ucraina. "È importante quando prevale un approccio costruttivo - scrive il presidente ucraino sui social - L'Ucraina ha sempre cercato relazioni di buon vicinato con tutti in Europa e siamo pronti ad avanzare nella nostra cooperazione con l'Ungheria".
"L'Europa e ogni nazione europea devono rafforzarsi, e milioni di europei cercano cooperazione e stabilità. Siamo pronti per incontri e a un lavoro congiunto costruttivo a beneficio di entrambe le nazioni, nonché per la pace, la sicurezza e la stabilità in Europa", conclude Zelensky.
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