
(Adnkronos) - Il settore vitivinicolo italiano conferma leadership e solidità sui mercati internazionali, nonostante un contesto globale incerto, con produzione ed export in crescita e forte incidenza dei vini a indicazione geografica. Centrale il ruolo delle politiche di sostegno, in particolare il nuovo bando OCM Promozione 2026-2027, che introduce semplificazioni, maggiore flessibilità e accesso più inclusivo, con risorse per oltre 98 milioni di euro.
Nel corso dell’incontro al Vinitaly, operatori e istituzioni hanno evidenziato l’importanza dell’innovazione nelle procedure, del supporto ai piccoli produttori e delle strategie per affrontare criticità come i dazi, sottolineando al contempo le opportunità offerte dai mercati emergenti e dagli accordi di libero scambio, in particolare con Mercosur e India.
Ribadito anche il valore del dialogo tra pubblico e privato per sostenere la competitività del comparto e favorirne l’internazionalizzazione. “Il vino italiano rappresenta uno degli asset più strategici del nostro agroalimentare, capace di coniugare qualità, identità territoriale e competitività sui mercati internazionali – ha dichiarato Livio Proietti Presidente ISMEA. In un contesto globale complesso, il rafforzamento degli strumenti di sostegno come l’OCM Promozione e il lavoro sinergico tra istituzioni e filiera sono elementi fondamentali per consolidare la nostra leadership e accompagnare, in particolare, anche le realtà più piccole nei percorsi di internazionalizzazione e crescita.”
“Con il nuovo bando OCM vino Promozione 2026 proseguiamo un lavoro già avviato nei due anni precedenti insieme a tutte le associazioni di settore per rendere sempre più efficace il sostegno fornito alle nostre imprese che esportano nei Paesi extra UE” ha dichiarato Marco Lupo, Capo Dipartimento della Sovranità alimentare e dell’ippica presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF). “Quest’anno abbiamo ulteriormente anticipato i tempi di pubblicazione del bando, in modo da dare agli operatori più tempo per programmare e realizzare le iniziative. Abbiamo introdotto ulteriori spazi di flessibilità, per consentire adattamenti dei progetti in un contesto internazionale assai complesso, e semplificazioni nella fase di presentazione e rendicontazione. I risultati degli ultimi anni in termini di utilizzo delle risorse e l’apprezzamento ricevuto dall’intera filiera per il lavoro svolto ci confermano che siamo nella giusta direzione e ci stimolano a migliorarci ogni anno.”

(Adnkronos) - Non solo l'attacco frontale al Papa, Donald Trump ora si illumina anche di...luce divina. E' infatti questa l'immagine Ai postata dal tycoon su Truth Social dopo il post al vetriolo contro il Pontefice, accusato di essere "un debole" in politica estera, di "danneggiare la Chiesa cattolica" ma anche di essere in Vaticano solo grazie alla sua vittoria alla Casa Bianca.
E così, con lo scarso senso della misura che da sempre lo contraddistingue, il presidente americano tra un'invettiva e l'altra trova il tempo di postare l'immagine che lo vede imporre la mano su un infermo, vestito con una tunica come fosse Gesù, circondato da militari, infermieri e fedeli adoranti e in preghiera. Sullo sfondo i simboli degli Usa, dalla bandiera all'aquila, passando per la Statua della Libertà ma anche da soldati e mezzi delle forze statunitensi. Nella mano, una palla di luce divina.

(Adnkronos) - A Verona, nell’ambito di Vinitaly 2026, l'incontro 'Gestione del rischio e credito: quali prospettive per la filiera vitivinicola verso la nuova Pac', promosso da Ismea presso il Palaexpo Masaf. L’evento ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni, operatori e stakeholder del settore sulle sfide e le opportunità legate alla gestione del rischio in agricoltura. Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del presidente Ismea, Livio Proietti, seguiti dagli interventi introduttivi di Nicola Lasorsa (Ismea) e Andrea Stoppa, esperto senior di risk management presso organismi internazionali. Il dibattito, moderato da Camillo Zaccarini Bonelli (Ismea) ha visto la partecipazione di Massimiliano Giansanti (presidente Copa), Albano Agabiti (presidente Asnacodi), Gelsomina Vigliotti (vicepresidente Bei) e Giuseppe Blasi (capo Dipartimento Masaf), con le conclusioni affidate al direttore generale Ismea, Sergio Marchi.
Nel corso dell’incontro è stato evidenziato come la viticoltura rappresenti in Italia il comparto agricolo più assicurato, con oltre 2 miliardi di euro di valori coperti. Tuttavia, la diffusione delle polizze resta limitata a circa il 10% delle aziende e a meno del 30% della superficie vitata, con forti squilibri territoriali, soprattutto nel Mezzogiorno. I dati presentati hanno confermato l’elevata esposizione del settore ai rischi climatici – dagli stress idrici e termici agli eventi estremi come grandine, gelate e precipitazioni intense – fenomeni sempre più frequenti e impattanti sia sulla quantità sia sulla qualità delle produzioni.
A livello europeo, secondo analisi Bei/fi-compass, le perdite medie annue legate a eventi climatici superano i 28 miliardi di euro e potrebbero arrivare a 40 miliardi entro il 2050, mentre gli eventi catastrofici potrebbero generare danni fino a 90 miliardi. In questo contesto, è emersa con forza la necessità di rafforzare un approccio integrato alla gestione del rischio su scala europea. Tra le principali direttrici condivise nel dibattito: il potenziamento della capacità finanziaria attraverso il ricorso al mercato dei capitali, lo sviluppo di strumenti innovativi, come le polizze parametriche, la creazione di pool assicurativi e riassicurativi a livello continentale.
In ambito nazionale, è stato sottolineato il ruolo del Ministero dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste, guidato da Francesco Lollobrigida, nel rafforzamento degli strumenti di gestione del rischio, a partire dall’avvio operativo dell’Income Stabilisation Tool (Ist) per l’uva da vino previsto dal Piano di gestione dei rischi in agricoltura 2026. Centrale anche l’obiettivo di una maggiore integrazione tra assicurazioni, credito e altri strumenti di risk management.
Nel corso del confronto è emerso come l’attuale contesto internazionale – segnato da shock multipli, rigidità dei costi, tensioni commerciali e cambiamenti nei consumi – renda ancora più strategico il tema della gestione del rischio per il futuro del comparto vitivinicolo. “Ed è proprio in questa direzione - ha sottolineato Giuseppe Blasi - che si stanno concentrando le energie negoziali a livello europeo sui tavoli in cui si discute della riforma della Pac post 2027, con l’obiettivo di rafforzare gli strumenti di gestione del rischio a disposizione delle imprese, assicurando adeguati finanziamenti e prospettive di sviluppo poliennali”.
Il settore vitivinicolo dimostra anche sul tema della gestione del rischio di essere all'avanguardia” ha dichiarato Sergio Marchi. "Su un valore della produzione di 14 miliardi il dato assicurato è di circa 2 miliardi di euro, quindi attorno al 15%, un valore superiore rispetto alla media nazionale. È chiaro che sulla gestione del rischio è necessario che, in primis, l'Europa faccia riflessioni e investimenti Importanti perché coi cambiamenti climatici e le nuove fitopatie è sempre più importante ampliare la platea degli assicurati e puntare sulla difesa attiva preventiva. In questo senso l'obiettivo europeo è di passare dagli attuali 28 miliardi assicurati ai 40 miliardi nei prossimi anni. Sarà anche importante far sì che, oltre agli shock di mercato, si possa intervenire anche sulle cosiddette catastrofali, dove l'Italia è all'avanguardia con il sistema mutualistico Agricat”.
(Adnkronos) - Una distraeva il dipendente della gioielleria mentre l’altra sottraeva i tappetini di gioielli dal bancone del negozio. Era il modus operandi usato dalla banda smantellata nel corso di un'operazione congiunta della Polizia nazionale spagnola e del Servizio Centrale operativo della Polizia, con la Squadra Mobile di Roma. Gli arrestati, provenienti dall’Italia, residenti a Roma, realizzavano azioni criminali in Spagna della durata di 5 giorni, durante le quali agivano in modo tale da non essere rintracciati: non lasciavano tracce negli hotel, cambiavano frequentemente veicolo e telefono e percorrevano ogni giorno centinaia di chilometri tra diverse località. I quattro arrestati sono considerati responsabili di 21 colpi su tutto il territorio nazionale per un bottino di oltre 500.000 euro in gioielli.
L’indagine è iniziata dopo che, negli ultimi anni, è stata rilevata la commissione di furti in gioiellerie in tutta la Spagna con un modus operandi molto caratteristico. Una coppia di donne entrava nell’esercizio commerciale e si interessava a diversi prodotti. In quel momento il dipendente mostrava loro gli articoli, normalmente disposti su tappetini da gioielleria. In quel frangente, con straordinaria abilità e approfittando della distrazione del lavoratore, che non poteva prestare attenzione a così tanti prodotti, sottraevano uno dei tappetini nascondendolo in un fazzoletto o in una borsa. Successivamente lasciavano il negozio con tranquillità e senza destare sospetti. Dopo un’analisi approfondita di casi simili degli ultimi anni, gli agenti hanno individuato un furto analogo, commesso nel 2012 a Saragozza, nel quale fu arrestata una cittadina italiana con caratteristiche fisiche che coincidevano pienamente con una delle autrici dei fatti più recenti. Sulla base di questo elemento, gli agenti hanno aperto un canale permanente di cooperazione di polizia con la Polizia italiana e, grazie allo scambio di informazioni, si è appreso che quella donna faceva parte di un gruppo criminale specializzato nella commissione di furti in gioiellerie in tutta Europa.
A partire da quel momento, l’obiettivo dell’indagine è stato localizzare e arrestare i membri del gruppo criminale. La loro individuazione rappresentava una sfida per gli agenti, poiché gli autori agivano come fantasmi, senza lasciare traccia. Nelle gioiellerie, durante i furti, evitavano di manipolare o toccare oggetti per non lasciare impronte e utilizzavano indumenti come travestimento per rendere più difficile o evitare la loro identificazione. Non si registravano negli hotel e cambiavano veicolo e telefono a ogni viaggio dalla Italia verso la Spagna, effettuando campagne criminali di 4 o 5 giorni. Percorrevano centinaia di chilometri fino a raggiungere la località in cui si trovava la gioielleria oggetto del reato e, dopo averlo commesso, percorrevano nuovamente lunghe distanze fino a raggiungere la città scelta per pernottare. Questa pratica aveva un unico scopo: evitare di essere collegati al fatto criminale. Analizzate le informazioni fornite dall’Italia, gli investigatori hanno scoperto un dato di particolare interesse: ogni volta che si verificava un furto in una gioielleria, in una località situata a una distanza compresa tra i 100 e i 400 chilometri dal luogo del reato, alloggiava un cittadino italiano legato alla principale indagata.
Con l’analisi di queste nuove informazioni, gli agenti hanno individuato nuovi episodi delittuosi commessi dagli indagati ed è stato emesso un ordine europeo di Indagine dalle autorità spagnole affinché si procedesse alla localizzazione degli indagati. Infine, lo scorso 30 marzo, è stata rilevata la presenza in Spagna dei quattro indagati con la chiara intenzione di commettere nuovi reati. Gli agenti hanno quindi attivato un dispositivo operativo e, il giorno successivo, sono riusciti ad arrestarli tutti a Palencia. Tra i loro effetti personali, gli arrestati avevano indumenti utilizzati durante la commissione dei reati precedenti, nonché 4.000 euro in contanti. 21 episodi e gioielli sottratti per un valore superiore a 500.000 euro. Gli agenti hanno accertato il presunto coinvolgimento degli arrestati in 21 episodi delittuosi in tutto il territorio nazionale, alcuni dei quali commessi anche dieci anni fa. In particolare, sono stati chiariti fatti avvenuti in diverse località delle Asturie, a Logroño, Murcia, Palencia, Valencia, Almería, Albacete, Badajoz, Alicante, Siviglia, Castellón e Granada. I quattro arrestati sono stati messi a disposizione dell’autorità giudiziaria, che ha disposto la custodia cautelare in carcere per tre di loro.

(Adnkronos) - Positivo confronto tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il presidente della Giunta regionale del Veneto, Alberto Stefani, presso lo stand della Regione a Vinitaly. Al centro del colloquio, si legge in una nota, le più recenti evoluzioni della crisi nello Stretto di Hormuz e le possibili conseguenze per le esportazioni venete verso l’area, per l’approvvigionamento delle materie prime e per l’energia, con particolare riferimento all’impatto dei costi sulle imprese. Urso e Stefani hanno inoltre approfondito le caratteristiche del territorio veneto in relazione a una possibile candidatura a ospitare uno dei futuri depositi strategici europei di materie prime critiche. L’iniziativa si inserirebbe nella strategia della Commissione europea volta a rafforzare l’autonomia industriale e la sicurezza degli approvvigionamenti, tra i temi al centro del confronto nei giorni scorsi a Roma tra il ministro Urso e il commissario europeo Stéphane Séjourné.

(Adnkronos) - "Gli imprenditori ieri mi hanno parlato di Napa Valley. Io dico loro: insegnatemi questo modello, venite al ministero a trovarmi, insegnatemi questo modello e io, per quanto possibile, cercherò di applicarlo in Italia". Lo ha detto il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi intervenendo al talk in apertura della 58esima edizione di Vinitaly, ribadendo che "intendo puntare sull'enoturismo" che "oggi vale 3 miliardi di euro ma è in continua crescita".

(Adnkronos) - Umidità, vento, sabbia dal Sahara e pioggia. Dopo giornate dalle temperature estive, l'Italia si trova ora nel pieno di un cambio di scenario meteorologico radicale, con un profondo vortice mediterraneo che sta richiamando masse d'aria instabili sulla Penisola. Ed è così che la settimana appena iniziata si preannuncia difficile, con il Paese spaccato in due dal meteo almeno fino alla prima metà, per poi avviarsi verso una instabilità sparsa . Atteso un timido miglioramento, ma non ovunque. Sono queste le previsioni degli esperti per la giornata di oggi, lunedì 13 aprile, e per i giorni a venire.
Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che il vortice sta agendo come un magnete per il pulviscolo sahariano. Le correnti di Scirocco in quota stanno trasportando enormi quantità di polvere dal deserto, rendendo l'atmosfera opaca. Tra lunedì e martedì ci aspettiamo piogge e rovesci su gran parte del Paese, con un rischio elevato di "piogge sporche" che depositeranno la polvere su auto e superfici.
La situazione tra lunedì 13 e martedì 14 aprile sarà particolarmente dinamica al Centro-Nord e nelle zone interne, dove oltre alle piogge, potranno anche svilupparsi i primi temporali della stagione. Una curiosità tecnica riguarda l'interazione tra fulmini e polvere: il pulviscolo sahariano può accentuare i contrasti in quota, favorendo una maggiore attività elettrica.
Per quanto riguarda l'aspetto termico, assisteremo a un'Italia divisa. Al Nord l'arrivo delle precipitazioni e della copertura nuvolosa provocherà un calo delle temperature, che rimarranno comunque gradevoli e non eccessivamente fredde. Al Centro-Sud, invece, le colonnine di mercurio continueranno a segnare valori ben oltre la media del periodo, alimentate dal costante afflusso di correnti meridionali.
Dopo il passaggio del fronte principale, resteremo in un contesto di instabilità sparsa. Le regioni del Centro-Sud saranno quelle più soggette a rapidi rovesci o brevi temporali pomeridiani, tipici della variabilità primaverile. Tuttavia, la pressione tenderà a mostrare timidi segnali di ripresa, portando un miglioramento parziale pur in un quadro meteorologico che rimarrà dinamico e tutt'altro che statico.
Lunedì 13. Al Nord: piogge diffuse, specie a ovest. Al Centro: piogge su Toscana, Umbria e Lazio. Al Sud: variabile ma piuttosto asciutto, mite.
Martedì 14. Al Nord: instabilità diffusa, meglio su Nord Piemonte e zona dei laghi. Al Centro: piogge in Toscana al mattino, dal pomeriggio temporali sui rilievi. Al Sud: rovesci sulle Isole Maggiori, localmente anche altrove.
Mercoledì 15. Al Nord: più asciutto, molte nubi. Al Centro: tempo spiccatamente instabile. Al Sud: precipitazioni irregolari.
Tendenza: da giovedì migliora, ma rimane una residua instabilità pomeridiana sui rilievi, specie del Centro-Sud.
(Adnkronos) - "Papa Leone non mi piace, non sono un suo ammiratore". E' l'attacco frontale di Donald Trump contro Papa Leone XIV. Il presidente degli Stati Uniti punta il dito contro il Pontefice, definito "una persona molto liberale che non crede nel contrasto al crimine". L'affondo di Trump arriva dopo la presa di posizione del Papa sulla guerra in Iran: il Santo Padre nei giorni scorsi ha condannato le minacce del presidente americano che, prima della tregua, prospettava l'ipotesi di attaccare e distruggere le centrali elettriche e le infrastrutture della Repubblica islamica.

(Adnkronos) - Al via domenica 12 aprile a Verona la 58esima edizione di Vinitaly, che si presenta con il quartiere fieristico al completo e 4mila aziende in rappresentanza di tutte le regioni. Fino al 15 aprile, Veronafiere torna così a essere il baricentro internazionale del business del vino, con oltre 100 appuntamenti in calendario tra approfondimenti, degustazioni e nuovi format. Al centro dell’edizione 2026, il consolidamento della proiezione internazionale della manifestazione, sostenuta da un piano di incoming mirato da 70 nazioni realizzato da Veronafiere e Ita-Italian Trade Agency. Sono oltre 1.000 i top buyer selezionati a cui si aggiungono migliaia di operatori professionali da circa 130 Paesi. Consegnati i Premi Vinitaly 2026: Vinitaly international Italia ed estero rispettivamente a Lamberto Frescobaldi e Antonio Stopper; alla Carriera per Attilio Scienza; Cent’anni di eccellenza a Valdo Spumanti e al Consorzio di tutela vino Bardolino. Realizzati da Venini, realtà del vetro artistico di Murano, i premi consistono in bottiglie in vetro soffiato eseguite con la tradizionale tecnica delle canne nei colori esclusivi Lattimo e Magenta. La caraffa disegnata da Gio Ponti andrà invece al Miglior format ristorazione 2026 che va a Gucci Osteria da Massimo Bottura.
Nel dettaglio della domanda internazionale legata al programma di incoming, il Nord America si conferma in posizione di vertice: 200 operatori complessivi tra Stati Uniti e Canada, inclusi i buyer dei principali monopoli – Lcbo, Saq, Anbl e Nslc. Fuori dall’Unione europea, si consolida il peso dell’Asia, con la Cina a guidare una delegazione di quasi 60 tra importatori e distributori. In crescita anche India, Giappone e Thailandia (mercati che ospitano le tappe estere di Vinitaly) insieme a Vietnam, Corea del Sud, Singapore, Malesia e Filippine, per un totale che sfiora i 70 top buyer.
L’America Latina si distingue per numerosità nel programma di incoming 2026, con Brasile e Messico tra i mercati più dinamici e circa 50 super acquirenti coinvolti. Espansione significativa anche per il continente africano, che amplia il proprio perimetro a 10 Paesi: Marocco, Burkina Faso, Etiopia, Tanzania, Camerun, Nigeria, Mozambico, Angola, Ghana e Kenya. In Europa, Germania e Paesi nordici confermano il posizionamento consolidato del vino italiano, mentre si rafforza la presenza dell’Est Europa, a partire dal Kazakistan, tappa del roadshow Vinitaly. A questi si affiancano gli operatori esteri presenti autonomamente in fiera, al di fuori del programma di incoming: gli Stati Uniti si confermano primo Paese di provenienza, seguiti da Germania, Svizzera, Regno Unito, Belgio, Paesi Bassi e Canada.

(Adnkronos) - "L'obiettivo è ambizioso ma raggiungibile: vogliamo portare l'export del vino italiano dai correnti 8 miliardi a 10 miliardi di euro nel più breve tempo possibile. Insieme, stiamo costruendo il futuro del nostro business". Lo ha dichiarato il presidente di Ice, Matteo Zoppas, in occasione dell'Opening di Vinitaly 2026.
"L’impegno di Ice per questa edizione di Vinitaly è straordinario - siega - insieme a Veronafiere portiamo oltre 1.000 buyer strategici provenienti da 53 Paesi, segnando un incremento del 20% rispetto allo scorso anno. Cruciale per il settore resta il consolidamento in Usa, dove l’Italia mantiene saldamente la sua posizione, nonostante i dazi e la debolezza del cambio euro dollaro. Quest'anno Vinitaly Usa si sposta da Chicago a New York per presidiare il cuore del mercato americano con rinnovata forza".
"Stiamo puntando inoltre su nuovi potenziali mercati - aggiunge Zoppas - come Mercosur, India, Sud Est Asiatico e Australia e per il 2026 abbiamo programmato ben 61 iniziative promozionali in 24 mercati prioritari, dai Balcani alla Cina".
“Il Vinitaly si conferma la fiera di riferimento globale - dichiara Zoppas - dove si definiscono i trend di settore. In una fase economica complessa, e in linea con le priorità emerse dal tavolo di crisi voluto dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, è fondamentale accelerare la promozione e lo sviluppo internazionale del comparto".
"È stata dunque messa in moto una macchina con più risorse e attività per le imprese e per lo sviluppo del business. Questa spinta - continua - si realizza attraverso quella 'Diplomazia della Crescita' voluta dal ministro Tajani, che vede il sistema Italia muoversi in modo compatto anche all’estero".
"Un ruolo centrale in questa strategia è svolto dal lavoro del ministro Francesco Lollobrigida che punta molto sulle esportazioni ed è anche fautore del riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio Immateriale dell'Unesco".

(Adnkronos) - Donald Trump attacca frontalmente il Papa. Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato ai giornalisti di "non essere un grande fan" di Papa Leone XIV, dopo l'appello di quest'ultimo in favore della pace. "Non sono un grande fan di Papa Leone. È una persona molto liberale ed è un uomo che non crede nella lotta alla criminalità", ha detto Trump ai giornalisti alla Joint Base Andrews nel Maryland. Per poi accusare il Pontefice di "giocare con un Paese che vuole un'arma nucleare".
Ma l'attacco del presidente arriva anche sul suo social, Truth. "Non voglio un Papa che pensi che sia giusto che l'Iran possieda un'arma nucleare".
"Papa Leone è debole sulla criminalità e pessimo per la politica estera". "Leone dovrebbe essere grato perché, come tutti sanno, è stato una sorpresa scioccante. Non era in nessuna lista per essere Papa, ed è stato messo lì dalla Chiesa solo perché era americano, e pensavano che fosse il modo migliore per affrontare il presidente Donald J. Trump. Se non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano".

(Adnkronos) - "Ce l'abbiamo fatta, Tisza e l'Ungheria hanno vinto le elezioni. Non con un piccolo margine, ma con un margine molto ampio. Insieme abbiamo liberato l'Ungheria". Peter Magyar parla dal palco allestito a Budapest per celebrare la vittoria dopo il voto che ha messo fine all'era di Viktor Orban durata 16 anni. "Avremo una maggioranza dei due terzi in Parlamento", esulta il leader di Tisza al termine di una giornata che ha segnato un'affluenza record alle urne. Il partito di Magyar, a spoglio terminato, si aggiudica 138 seggi mentre Fidesz si ferma a 55.
"Insieme - scandisce il leader 45enne dell'opposizione parlando davanti alla folla - abbiamo fatto cadere il regime di Orban. Abbiamo liberato l'Ungheria, abbiamo riconquistato la nostra patria". "Abbiamo sconfitto una tirannia", rivendica ancora davanti ai suoi sostenitori, che "hanno detto no alla paura, hanno detto no al tradimento". "Siamo partiti in pochi, eravamo Davide contro Golia e alla fine, con il potere dell'amore, abbiamo ottenuto una vittoria storica", scandisce Magyar, che si rivolge poi a coloro che non lo hanno votato, incoraggiando uno spirito di "unità nazionale".
Orban ammette la sconfitta sottolineando il risultato "chiaro" delle elezioni vinte da Tisza di Magyar. "Un risultato doloroso ma chiaro - dice in un breve discorso il premier uscente - La responsabilità e l'opportunità di governare non ci sono state date". "Serviremo il nostro Paese e la nazione ungherese dall'opposizione", aggiunge, dopo aver ringraziato i 2,5 milioni di elettori che hanno votato per Fidesz e promettendo di "non deluderli mai". Nei 30 anni alla guida del partito, "abbiamo vissuto anni difficili e facili, belli e tristi", conclude, ribadendo che "non si arrenderà mai, mai, mai".
"Congratulazioni per la chiara vittoria elettorale a Peter Magyar, al quale il governo italiano augura buon lavoro", scrive in un post sui social la premier Giorgia Meloni. "Italia e Ungheria sono nazioni legate da un profondo legame di amicizia - sottolinea la presidente del Consiglio - e sono certa che continueremo a collaborare con spirito costruttivo nell'interesse dei nostri popoli e delle comuni sfide a livello europeo e internazionale". Meloni su X saluta il premier ungherese uscente: "Ringrazio il mio amico Viktor Orban per l'intensa collaborazione di questi anni, e so che anche dall'opposizione continuerà a servire la sua Nazione".
"Il cuore dell'Europa stasera batte più forte in Ungheria", il primo commento, scritto in inglese e in ungherese, della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Poi, in un altro post: "L'Ungheria ha scelto l'Europa. L'Europa ha sempre scelto l'Ungheria. Insieme siamo più forti. Un Paese riprende il suo percorso europeo. L'Unione si rafforza". La presidente della Commissione europea ha telefonato a Magyar per congratularsi. Lo ha scritto sui social la portavoce di von der Leyen, Paula Pinho, precisando che "hanno concordato di cooperare strettamente". A Bruxelles si aspettano che uno dei primi atti del prossimo premier sia lo sblocco del prestito da 90 miliardi di euro per l'Ucraina su cui Orban aveva messo il veto.
Emmanuel Macron è stato tra i primi a congratularsi con Magyar per la sua vittoria. In un post su X il presidente francese scrive: "Ho appena avuto un colloquio con Peter Magyar per congratularmi con lui per la sua vittoria in Ungheria! La Francia saluta la vittoria della partecipazione democratica, dell'attaccamento del popolo ungherese ai valori dell'Unione Europea e per l'Ungheria in Europa". "Insieme - conclude Macron - facciamo avanzare un'Europa più sovrana, per la sicurezza del nostro continente, la nostra competitività e la nostra democrazia".
"L'Ungheria ha deciso. Congratulazioni per la vittoria alle elezioni caro Peter Magyar", il post su X del cancelliere tedesco Friedrich Merz, dicendosi "impaziente a una cooperazione per un'Europa forte, sicura e soprattutto unita".
"Congratulazioni a Peter Magyar per la vittoria elettorale. Questo è un momento storico, non solo per l'Ungheria, ma per la democrazia europea. Non vedo l'ora di lavorare con lui per la sicurezza e la prosperità di entrambi i nostri Paesi", la dichiarazione sui social del premier britannico Keir Starmer.
Volodymyr Zelensky si è congratulato con Magyar per "la schiacciante vittoria" alle elezioni in Ungheria, dopo le tensioni e le crisi diplomatiche delle settimane scorse sull'asse Kiev-Budapest, con il premier uscente filorusso Orban che ha bloccato gli ultimi aiuti all'Ucraina. "È importante quando prevale un approccio costruttivo - scrive il presidente ucraino sui social - L'Ucraina ha sempre cercato relazioni di buon vicinato con tutti in Europa e siamo pronti ad avanzare nella nostra cooperazione con l'Ungheria".
"L'Europa e ogni nazione europea devono rafforzarsi, e milioni di europei cercano cooperazione e stabilità. Siamo pronti per incontri e a un lavoro congiunto costruttivo a beneficio di entrambe le nazioni, nonché per la pace, la sicurezza e la stabilità in Europa", conclude Zelensky.

(Adnkronos) - Da oggi lunedì 13 aprile su Canale 5, tutti i giorni dal lunedì alla domenica alle ore 18.45, torna con puntate inedite 'Avanti un altro!'. Paolo Bonolis, affiancato da Luca Laurenti, conduce il preserale più bizzarro della tv. Come da tradizione, un’interminabile fila di concorrenti proverà a giocarsi il tutto e per tutto per conquistare la vittoria e il montepremi finale fra battute, divertimento e momenti di grande leggerezza.
Nel surreale “salottino” tornano alcuni dei personaggi più amati dal pubblico: la regina del web Laura Cremaschi, lo iettatore Franco Pistoni, la Bonas Paola Caruso, insieme agli storici XXXL, al Coreografo e al Brasile. Attesissimo anche il ritorno dell’Alieno Leonardo Tricarico.
Tra le novità di questa edizione, nuovi ingressi pronti a sorprendere e divertire: La Cina Elena Zhou, una nuova Buona Sorte Carlotta Maggiorana, Bordocampo Martina Dotti, Io c’ero Claretta Micaroni e un inedito personaggio, la Veterinaria Sofia Bartoli, che porterà in studio animali veri, contribuendo a rendere ancora più imprevedibile e spettacolare il gioco. Come di consueto, la sfida che incorona il campione della puntata sarà tutta al contrario. Nel gioco finale, divenuto negli anni un vero cult, il concorrente, per vincere, dovrà dare 21 risposte sbagliate.
Tutti i personaggi di 'Avanti un altro!' sono nati dalla mente del conduttore e degli autori e 'scovati' attraverso migliaia di casting in tutta Italia da Sdl2005, la società che fin dalla prima edizione si è occupata della ricerca dei concorrenti, del cast e del pubblico. Il format, ideato da Paolo Bonolis e Stefano Santucci, è stato esportato in tutto il mondo: Spagna, Albania, Ungheria, Bulgaria, Brasile, Cile, Canada, Paraguay, Polonia, Turchia, Vietnam, Romania.

(Adnkronos) - Torna in campo la Lazio. Oggi, lunedì 13 aprile, i biancocelesti volano a Firenze per sfidare la Fiorentina - in diretta tv e streaming - nella 32esima giornata di Serie A. La squadra di Sarri è reduce dal pareggio interno per 1-1 contro il Parma, mentre i viola sono stati battuti 3-0 dal Crystal Palace nell'andata dei quarti di finale di Conference League. Nell'ultima giornata di campionato invece la squadra di Vanoli ha vinto in trasferta con l'Hellas Verona 1-0.
La sfida tra Fiorentina e Lazio è in programma oggi, lunedì 13 aprile, alle ore 20.45. Ecco le probabili formazioni:
Fiorentina (4-3-3): De Gea; Dodo, Pongracic, Ranieri, Gosens; Ndour, Mandragora, Brescianini; Harrison, Kean, Fazzini. All. Vanoli
Lazio (4-3-3): Motta; Marusic, Provstgaard, Romagnoli, Tavares; Dele-Bashiru, Cataldi, Taylor; Isaksen, Maldini, Noslin. All. Sarri
Fiorentina-Lazio sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Dazn, visibili tramite smart tv. Il match sarà inoltre disponibile anche in streaming sulla piattaforma web e sull'app di Dazn.

(Adnkronos) - Carlo Conti, Giulia Michelini e Francesco Chiofalo sono gli ospiti della seconda puntata di 'Belve', il programma di Francesca Fagnani, in onda domani martedì 14 aprile alle 21.20 su Rai 2 e on demand su Raiplay e Disney+.
Nei suoi consueti faccia a faccia, la giornalista si confronta, senza sconti, con personaggi del mondo dello spettacolo, del costume e della cronaca, ospiti che sono disposti a mettersi in gioco e a rispondere alle sue domande chiare, dirette e spesso irriverenti.
Non mancherà come di consueto la sigla di chiusura con tutti i 'fuori onda' degli ospiti, uno dei momenti più attesi dal pubblico. Da quest'anno inoltre, vanno in onda anche i provini di 'Belve', con le interviste a persone comuni.
Amanda Lear, Micaela Ramazzotti e Zeudi Di Palma sono state le ospiti della prima puntata.

(Adnkronos) - Non solo il programma nucleare. I negoziati tra Stati Uniti e Iran sono falliti a Islamabad perché Teheran rifiuta di accettare le dure "linee rosse" poste da Washington. Oltre all'arricchimento dell’uranio, gli Usa chiedono lo smantellamento degli impianti nucleari, il recupero di 440 kg di uranio arricchito al 60% e la fine del sostegno ai proxy regionali. Donald Trump risponde annunciando il blocco navale dello Stretto di Hormuz.
"L'Iran non è disponibile a rinunciare alle sue ambizioni nucleari, che è l'unica cosa che conta", la sintesi del presidente americano dopo la fumata nera nelle trattative andate in scena a Islamabad. In realtà, a quanto pare, il quadro è più complesso. Il programma nucleare della Repubblica islamica non è l'unico nodo da sciogliere per gli Stati Uniti, che non fermano ai 440 chili di uranio arricchito al 60%. Il materiale, con ulteriori step relativamente semplici, può arrivare ad una soglia di arricchimento del 90%: a quel punto, sarebbe utilizzabile per produrre almeno 11 bombe atomiche.
La delegazione a stelle e strisce, riferisce la fonte dell'amministrazione alla Cnn, nei negoziati ha tracciato una serie di "linee rosse".
1. Effettivamente, gli Stati Uniti hanno chiesto all'Iran di porre fine al programma di arricchimento dell'uranio, confermando l'importanza del tema indicato da Trump come priorità assoluta.
2. La delegazione guidata dal vicepresidente JD Vance ha chiesto lo smantellamento di tutte le strutture principali del programma nucleare, già colpite - almeno in parte - dai raid americani e israeliani effettuati a giugno dello scorso anno.
3. Gli Usa esigono il recupero dei 440 chili di uranio arricchito, che al momento sarebbero conservati in una struttura sotterranea, probabilmente nell'ambito del sito di Isfahan.
4. L'Iran dovrebbe impegnarsi per un quadro generale di "pace, sicurezza e de-escalation" che includa anche gli alleati regionali. Quindi, Teheran dovrebbe porre fine al sostegno - finanziario e logistico - ai proxy attivi in Medio Oriente: Hamas, Hezbollah e Houthi.
5. Trump chiede l'immediata riapertura dello Stretto di Hormuz, con totale libertà di navigazione senza l'imposizione di pedaggi per le navi che utilizzano il passaggio fondamentale per il commercio del 20% del petrolio mondiale. Intanto, da oggi lunedì 13 aprile scatta il blocco navale dello Stretto annunciato dal presidente degli Stati Uniti: stop a tutte le navi in entrata e in uscita dai porti iraniani.
I cinque punti costituiscono i pilastri di quella che Vance ha definito "la migliore e definitiva offerta sul tavolo". La fumata nera produce, come conseguenza immediata, lo stallo totale nello Stretto di Hormuz. L'Iran non intende rinunciare alla gestione del braccio di mare, mentre Trump vara il blocco per impedire il passaggio di navi disposte a pagare un pedaggio. Con lo Stretto 'vuoto e immobile', gli Stati Uniti dovrebbero attuare un'operazione per sminare il tratto di mare. La marina americana dovrebbe scendere in campo con la collaborazione di altri paesi, in particolare il Regno Unito, secondo le prime informazioni diffuse da Trump.
Teheran, nel day after, contesta le affermazioni di Trump e boccia la versione secondo cui i colloqui di Islamabad sarebbero falliti fondamentalmente per il rifiuto iraniano di rinunciare al suo programma nucleare. "È falso. La posizione dell'Iran è chiara. L'Iran non cerca di acquisire armi nucleari, ma ha il diritto all'energia nucleare per scopi pacifici. Questo diritto è innegabile e deve essere riconosciuto", afferma una fonte della Repubblica islamica, secondo quanto riferisce il Times of Israel.
"La delegazione americana non è riuscita a ottenere la fiducia della delegazione iraniana durante questo ciclo di negoziati", dice il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf. Più dettagliata la dichiarazione del portavoce del Ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baqaei. Iran e Stati Uniti hanno "raggiunto un'intesa su diverse questioni" e permangono "divergenze di opinione su 2-3 temi importanti. Questi negoziati si sono svolti dopo 40 giorni di guerra imposta e in un clima di sfiducia e sospetto. È naturale che non ci si aspettasse, fin dall'inizio, di raggiungere un accordo in un solo incontro. Nessuno se lo aspettava", afferma. Secondo Baqaei il successo dei colloqui dipendeva dalla "serietà e dalla buona fede della controparte" e dal riconoscimento dei legittimi diritti e interessi dell'Iran. Il portavoce del Ministero degli Esteri evidenzia la complessità delle questioni: "A questi negoziati sono state aggiunte nuove questioni, come quella dello Stretto di Hormuz, ognuna delle quali presenta le proprie complessità".

(Adnkronos) - Donald Trump cambia marcia e annuncia il blocco navale dello Stretto di Hormuz che scatta già oggi, in attesa di nuovi attacchi all'Iran o negoziati supplementari. Un paio di punti fermi e tante incognite nella strategia che il presidente illustra dopo il flop delle trattative tra Stati Uniti e Iran in Pakistan. A Islamabad, il tentativo di trasformare la tregua in un accordo di pace fallisce. Trump volta pagina e si prepara alla nuova fase: diplomazia o guerra, il doppio binario è aperto. L'Iran non chiude al dialogo ma, a parole, non teme lo scontro: Teheran è pronta a combattere per lo Stretto. L'effetto immediato rischia di essere una nuova impennata del prezzo del petrolio e di quelli dei carburanti.
In un quadro estremamente fluido, due elementi sono solidi nello scacchiere di Trump: "L'Iran non avrà mai un'arma nucleare. Gli Stati Uniti realizzeranno un blocco navale nello Stretto di Hormuz", dice il numero 1 della Casa Bianca in un diluvio di parole tra dichiarazioni a Fox News e post sul social Truth. A Islamabad, secondo Trump, tra Usa e Iran sono stati "raggiunti molti accordi ma c'è solo una cosa che conta: l'Iran non è disposto a rinunciare alle sue ambizioni nucleari. Per molti versi, i punti concordati sono per noi meglio rispetto proseguimento delle nostre operazioni militari fino alla conclusione, ma tutti questi punti non contano rispetto a consentire che l'energia nucleare sia nelle mani di un popolo così instabile, difficile e imprevedibile".
La novità sostanziale annunciata da Trump è il blocco navale - che scatterà oggi 13 aprile - per blindare lo Stretto di Hormuz, via determinante per il commercio del 20% del petrolio mondiale. Il braccio di mare, sotto la minaccia di droni e missili iraniani, è paralizzato da settimane. Risultato: prezzo del greggio in ascesa, come quello di benzina e diesel in molti paesi, Italia compresa.
Il blocco si materializzerà nella giornata di lunedì. "Le forze del Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) inizieranno ad attuare un blocco di tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti iraniani da domani alle 10 ora americana (le 16 in Italia )in conformità con la proclamazione del presidente" Trump, rende noto il Centcom. "Il blocco sarà applicato imparzialmente nei confronti delle imbarcazioni di tutte le nazioni che entrano o escono dai porti e dalle aree costiere iraniane, compresi tutti i porti iraniani sul Golfo Persico e sul Golfo dell'Oman. Le forze del Centcom - viene poi precisato - non ostacoleranno la libertà di navigazione per le imbarcazioni che transitano nello Stretto di Hormuz da e verso porti non iraniani".
"Gli iraniani dicono di aver posizionato mine in acqua, nonostante tutta la loro Marina e la maggior parte delle loro navi posamine siano state completamente distrutte. Farebbero meglio ad avviare al più presto il processo per riaprire questa via internazionale navigabile. Stanno violando ogni legge", afferma Trump. Gli Stati Uniti hanno inviato un segnale già nella giornata di sabato: due cacciatorpediniere hanno attraversato lo Stretto, primo step per sminare il tratto di mare. Ora, l'ulteriore upgrade. "Con effetto immediato, la Marina degli Stati Uniti, la migliore al mondo, inizierà il processo di blocco di tutte le navi che tentano di entrare o uscire dallo Stretto di Hormuz. A un certo punto, arriveremo a una situazione in cui 'a tutti sarà permesso entrare, a tutti sarà permesso uscire'".
I potenziali effetti dell'operazione sono intuibili. "Se abbiamo un blocco navale, rimane il problema della carenza di circa 7 milioni di barili di greggio sul mercato, di cui 4 milioni di barili di prodotti raffinati che non riescono a essere esportati. E a questo problema aggiungiamo i barili iraniani che non arriveranno sul mercato", dice alla CNN Karen Young, ricercatrice senior presso il Center on Global Energy Policy della Columbia University.
"Potrebbe passare molto tempo" prima che i prezzi del petrolio scendano, anche dopo la fine della guerra: le cifre non caleranno finché lo Stretto non sarà riaperto e gli impianti petroliferi danneggiati non saranno riparati. "Si tratta di variabili enormi che sono ancora irrisolte", ha affermato. "Quindi, credo che per ora e fino alla fine del 2026 ci troveremo sicuramente ad affrontare prezzi del petrolio elevati".
Nel frattempo, il dialogo potrebbe riprendere vigore. La via diplomatica non è sbarrata secondo Teheran. "L'altra parte non è riuscita a ottenere la fiducia della delegazione iraniana durante questo ciclo di negoziati", dice Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano e leader della delegazione a Islamabad. "Questi negoziati si sono svolti dopo 40 giorni di guerra imposta e in un clima di sfiducia e sospetto. È naturale che non ci si aspettasse, fin dall'inizio, di raggiungere un accordo in un solo incontro. Nessuno se lo aspettava ma la diplomazia non si ferma mai", dice il portavoce del Ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baqaei.
Teheran contesta le affermazioni di Trump secondo cui i colloqui di Islamabad sono falliti per rifiuto di rinunciare al programma nucleare: "È falso. La posizione dell'Iran è chiara. L'Iran non cerca di acquisire armi nucleari, ma ha il diritto all'energia nucleare per scopi pacifici. Questo diritto è innegabile e deve essere riconosciuto", afferma una fonte della Repubblica islamica, secondo quanto riferisce il Times of Israel. La stessa fonte assicura che il Paese è pronto a limitare le attività nucleari nell'ambito di misure per costruire la fiducia, compresi i livelli di arricchimento dell'uranio.
In attesa di un eventuale nuovo round, l'Iran non intende cedere la carta più importante a disposizione: il paese ha ancora a disposizione mezzi per controllare lo Stretto di Hormuz. Più del 60 per cento delle imbarcazioni usate dai Pasdaran per pattugliare il braccio di mare è intatta, evidenzia il Wall Street Journal. Si tratta di barchini veloci e unità da combattimento dotate di missili e mine che riescono a sfuggire ai satelliti per le loro dimensioni ridotte. La 'chiave' dello Stretto rimane nelle "mani capaci" di Teheran, afferma Ali Akbar Velayati, consigliere della Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei, ricordando che tutta "la storia della diplomazia" del suo Paese si basa su un unico principio: "Salvaguardare il nostro caro Iran".
L'avvicinamento di navi militari allo Stretto, inoltre, sarà visto come "una violazione del cessate il fuoco", avvertono i Pasdaran. "Contrariamente alle false affermazioni di alcuni funzionari nemici, lo Stretto di Hormuz è sotto controllo e gestione intelligente, aperto al passaggio innocuo di navi non militari in conformità con regolamenti specifici". Qualsiasi nave militare "che tenti di avvicinarsi allo stretto di Hormuz con qualsiasi pretesto o scusa sarà considerata una violazione del cessate il fuoco e sarà trattata con durezza e decisione".
Si rischia una nuova escalation? Sì, forse. Anzi, no. Per ora. "I colloqui sono stati molto amichevoli, abbiamo ottenuto quasi ogni punto di cui avevamo bisogno, tranne per il fatto che si rifiutano di rinunciare alla loro ambizione nucleare", il quadro incoraggiante tratteggiato da Trump. "Prevedo che torneranno al tavolo e ci daranno tutto quello che vogliamo... Voglio tutto... Non hanno carte da giocare", aggiunge prima della sterzata con toni diametralmente opposti: "Siamo pronti a far fuoco in un momento appropriato, i nostri militari finiranno quel poco che è rimasto dell'Iran". Potrei eliminare l'Iran in un giorno. In un'ora potrei colpire la loro intera filiera energetica, tutto, ogni singolo impianto: le centrali elettriche, che sono una cosa seria. E mi dispiace farlo, perché se lo faccio ci vogliono 10 anni per ricostruire, non riusciranno mai a ricostruirlo. E l'altra cosa da colpire sono i ponti". All'elenco si aggiungono anche gli impianti di desalinizzazione: "L'unica cosa davvero rimasta è la loro acqua. Colpirla sarebbe devastante".

(Adnkronos) - Proteste in Como-Inter. Oggi, domenica 12 aprile, la squadra di Fabregas ha ospitato i nerazzurri nel big match della 32esima giornata di Serie A, in una partita condizionata anche da una decisione arbitrale piuttosto dubbia. Nel finale di gara infatti l'arbitro Massa ha assegnato un calcio di rigore al Como per presunto fallo di Bonny su Nico Paz, molto contestato dai nerazzurri, con Da Cunha a realizzare il penalty del 3-4.
Succede tutto all'88'. Nico Paz riceve palla al limite dell'area e calcia, scontrandosi però con l'intervento in scivolata di Bonny, subentrato a Esposito nella ripresa, che prova a frapporsi tra porta e pallone. Nello slancio però l'attaccante dell'Inter finisce per colpire il trequartista argentino e l'arbitro, dopo aver stabilito, grazie all'aiuto del Var, che il fallo fosse sulla linea dell'area di rigore, assegna penalty.
Ma la visione del direttore di gara sembra essere smentita dalle immagini. I replay mostrano infatti che nello slancio è Nico Paz a colpire Bonny all'altezza del gluteo, e non il contrario.

(Adnkronos) - "Addio per sempre, signor Orban". Ilaria Salis festeggia il risultato delle elezioni in Ungheria e la sconfitta del premier uscente Viktor Orban. Tisza, il partito guidato dal leader dell'opposizione Peter Magyar, ha conquistato la maggioranza dei due terzi dei 199 seggi del Parlamento ungherese. Fidesz, il partito di Orban, si ferma a 57 seggi. Il premier, sconfitto dopo 16 anni alla guida del paese, ha riconosciuto la sconfitta: "Un risultato doloroso ma chiaro", ha detto.
Salis, europarlamentare eletta con AVS, nel febbraio 2023 è stata arrestata a Budapest con l'accusa di aver partecipato all'aggressione di 3 militanti neonazisti. In custodia cautelare, ha affrontato il processo con il rischio di una condanna a 11 anni di carcere. Salis è stata candidata da AVS alle elezioni europee 2024 e dopo l'elezione ha ottenuto la liberazione con l'immunità parlamentare poi confermata dal voto dell'europarlamento. Ora, la parlamentare festeggia la sconfitta di Orban pubblicando un post sui social. Salis posa sorridente con un foglio, sul quale si legge il saluto destinato a Orban: "Addio per sempre, signor Orban". "Sia l'Ungheria che l'Europa saranno posti migliori senza Viktor Orban", afferma.

(Adnkronos) - Jannik Sinner festeggia il trionfo di Montecarlo con... un tuffo in piscina, davanti agli occhi di Carlos Alcaraz. Oggi, domenica 12 aprile, il tennista azzurro ha battuto proprio lo spagnolo nella finale del Masters 1000 del Principato, vincendo così per la prima volta in carriera il torneo e tornando al numero 1 del ranking Atp, sorpassando Alcaraz in testa alla classifica.
Dopo la cerimonia di premiazione e la conferenza stampa, Sinner ha condiviso un momento fin qui inedito con il suo staff. L'azzurro si è infilato un costume, salendo sul gradino più alto del trampolino del circolo di Montecarlo e ha deciso di tuffarsi in piscina.
Prima però qualche momento di esitazione, con Sinner che ha chiesto a Vagnozzi, anche lui in costume pronto a tuffarsi, quanto fosse alto: "Tuffati di testa", il consiglio, poco raccomandabile vista l'altezza, dell'allenatore. Sinner, per fortuna, non lo ha ascoltato e ha optato per una classica 'candela', celebrando così il trionfo di Montecarlo. A guardare il tutto, appoggiato a una colonna a bordo piscina, proprio Alcaraz.

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