
(Adnkronos) - A un giorno dalla sentenza di primo grado al processo per il crollo del Ponte Morandi, a Genova, che il 14 agosto 2018 provocò la morte di 43 persone, l'Ad di Autostrade per l'Italia Arrigo Giana scrive una lettera di scuse rivolta ai familiari delle vittime.
"In queste ore - scrive Giana - siamo in attesa della sentenza di primo grado sulla tragedia del Ponte Morandi, con lo stesso desiderio di verità che sentono i familiari delle vittime, i cittadini genovesi e tutti gli italiani. Tutti noi ricordiamo, come fosse oggi, quella mattina del 14 agosto 2018. Io ero uno dei milioni di cittadini che si trovava attonito davanti agli schermi della televisione, dove scorrevano le drammatiche immagini di quella tragedia che si stava consumando a Genova".
"In quegli istanti - prosegue la lettera - il pensiero di tutti correva alle vittime innocenti, alle loro famiglie irreparabilmente distrutte, ai feriti assistiti da eroici soccorritori. Nel tempo che seguì il crollo del Ponte Morandi, continuavo quindi a domandarmi come fosse stato possibile non chiedere immediatamente scusa per quanto era successo. Un'ulteriore incomprensibile ferita, vissuta altrettanto drammaticamente dalla comunità".
"Le azioni e le scelte di alcuni - sostiene Giana - hanno lasciato ferite indelebili, quindi porgere oggi quelle scuse non fatte ieri è una nostra esigenza morale che va al di là dell’accertamento delle responsabilità e del corso della Giustizia verso la verità. Autostrade per l’Italia preserva la sua storia e il suo nome anche per custodire la memoria di quanto accaduto il 14 agosto 2018 come monito costante, anche se oggi questa azienda è altro rispetto ad allora: un nuovo corso sotto il controllo dello Stato e con nuovi azionisti. Una nuova gestione, con nuovi dirigenti che lavorano giorno per giorno per monitorare la rete, pianificare gli interventi e prevenire i rischi, garantendo così la sicurezza delle infrastrutture, dei viaggiatori e dei lavoratori".
"Rompiamo il silenzio dunque. Ribadendo l’assoluto impegno delle nostre diecimila lavoratrici e lavoratori affinché fatti del genere non si ripetano mai più, a nome del gruppo Autostrade per l’Italia voglio chiedere scusa ai familiari delle vittime, ai genovesi e a tutti gli italiani, per le sofferenze originate dal tragico evento del Morandi. Pur consapevole che il nostro gesto non potrà mai cancellare il loro dolore".

(Adnkronos) - Ieri in Parlamento, sulla legge elettorale, "è stata persa un’occasione, dobbiamo andare avanti e se ci sono le condizioni e possibilità ripresentare l'emendamento in Senato". Lo afferma all'Adnkronos Claudio Durigon, vicesegretario della Lega e Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali commentando la bocciatura nel voto segreto alla Camera di un emendamento della maggioranza sulle preferenze.
"Freni, Giorgetti e Gava erano presenti alla Camera e non hanno votato? Non possiamo soffermarci sui singoli casi perché i numeri dicono che i contrari sono stati tanti, e distribuiti un po' tra tutti i partiti di maggioranza", dice ancora, aggiungendo che "è anche vero purtroppo che quando si è investiti di responsabilità di governo bisogna essere molto attenti a quello che si fa". Sulle prossime mosse Durigon osserva: "Condivido il pensiero della Meloni, è giusto che venga fatta una riflessione, perché i numeri di oltre trenta parlamentari che votano contro non può non aprirla".

(Adnkronos) - La terza ondata di calore africano sull'Italia si avvia verso il suo apice. Se il maltempo colpirà nelle prossime ore il Nord, dal Triveneto alla Pianura Padana, le temperature tuttavia non diminuiranno, anzi: il Bel Paese toccherà infatti ancora una volta picchi record, con oltre 40° al Sud e afa soffocante diffusa tra Centro e Settentrione. E per la tanto agognata 'rinfrescata' (seppur paziale), la strada sembra essere ancora lunga. Sono queste le previsioni meteo degli esperti per la giornata di oggi, mercoledì 15 luglio, e per i giorni a venire.
Siamo ad un passo dall'apice della “Terza Ondata di calore africano”, eppure non siamo ancora entrati nel periodo tradizionalmente più rovente dell'anno, tra fine luglio e fine agosto, il Solleone. Durante questo periodo il Sole fa il suo ingresso astronomico nella costellazione del Leone (da qui il nome), i mari e la terraferma rilasciano il massimo del calore accumulato, rendendo le giornate insopportabilmente più calde ed afose.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma dunque l'anomalia di questa Estate 2026: la fornace si è accesa già in primavera. Come accadde nel famigerato 2003, un inizio così precoce ha seccato prematuramente i terreni. Con i suoli aridi, l'energia solare non viene spesa per far evaporare l'acqua, ma si concentra interamente nel riscaldare l'aria: ecco un altro motivo per cui questa fiammata estiva risulta ancora più intensa.
Mentre il Paese bolle senza interruzioni, un'importante e pericolosa novità scuoterà il Nord. Tra il pomeriggio di oggi mercoledì 15 e le prime ore di giovedì 16, il calore e l'umidità estremi accumulati in Pianura Padana si scontreranno con due inneschi micidiali: l'ingresso di aria fresca in quota dalle Alpi centro-orientali e un elevato wind-shear (venti che soffiano in direzioni e velocità diverse alle varie quote).
Questi tre ingredienti creeranno purtroppo le condizioni ideali per temporali violenti, grandinate, supercelle e possibili tornado. L'area a massimo rischio è il Triveneto, ma l'allerta si estende all'intera Val Padana, con possibili sconfinamenti a Milano in tardissima serata.
Questi sbuffi temporaleschi non abbatteranno però la cappa di calore. L'escalation termica proseguirà inesorabile fino al weekend, consegnandoci un bollettino rovente:
45°C nelle zone interne della Sardegna (fortunatamente poco abitate).
42°C a Nuoro.
41°C a Caltanissetta, Foggia e Oristano.
40°C a Firenze, Terni e Matera.
37°C a Roma e 36°C a Milano.
Il vero, atteso ribaltone si materializzerà solo a partire da domenica. I modelli profilano finalmente una buona notizia: un calo termico destinato a durare 5-6 giorni.
Passeremo dai 40°C ai 34°C: un tempo, 34°C avrebbero rappresentato una giornata di caldo insopportabile; oggi, abituati agli eccessi nordafricani, li accogliamo con gioia definendoli una vera e propria "rinfrescata". E qui risiede la grande ironia di quest'anno: sovvertendo ogni regola climatologica, i primi giorni del temuto Solleone potrebbero regalarci il primo, reale sollievo. Tuttavia, per intravedere la fine dell'Estate, la strada è ancora drammaticamente lunga.
Mercoledì 15. Al Nord: caldo e sole, temporali forti dal pomeriggio/sera. Al Centro: soleggiato, molto caldo. Al Sud: sole e caldo eccezionale, punte di 41-43°C in Sardegna e Sicilia.
Giovedì 16. Al Nord: caldo e sole, temporali fino al primo mattino, poi migliora decisamente. Al Centro: soleggiato, molto caldo. Al Sud: sole e caldo eccezionale, punte di 42-43°C in Sardegna e Sicilia.
Venerdì 17. Al Nord: caldo e sole, temporali solo sulle Alpi. Al Centro: soleggiato, molto caldo. Al Sud: sole e caldo eccezionale, punte di 44-45°C in Sardegna e Sicilia.
Tendenza: più instabilità dal Nord verso il Centro da domenica, ancora caldo anomalo al Sud.

(Adnkronos) - Inghilterra-Argentina e complotti ai Mondiali 2026. Oggi, mercoledì 15 luglio, la Nazionale dei Tre Leoni sfida l'Albiceleste nella semifinale della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada in una partita carica di significati e che alla vigilia si è alimentata con l'ennesima teoria del complotto portata avanti dai media inglesi. Nel mirino ci sarebbe l'arbitro della sfida, Ismail Elfath, etichettato come "preferito di Messi".
Ismail Elfath è un arbitro marocchino naturalizzato americano, che ai Mondiali si ritroverà a dirigere per distacco la partita più importante della sua carriera, assistito dai connazionali Corey Parker e Kyle Atkins, con l'italiano Maurizio Mariani che sarà il quarto uomo. Elfath ha incrociato Messi in più occasioni visto che è di stanza nella Mls, il massimo campionato di calcio americano, dove il numero 10 argentino gioca con l'Inter Miami.
I due si sono 'conosciuti' quindi in campo, e proprio per questo il Daily Mail ha definito Elfath come "l'arbitro preferito da Messi", insinuando quindi che la scelta della Fifa, in questo caso di Pierluigi Collina, sia arrivata per favorire l'Argentina. A sostegno della 'tesi' arriva qualche numero.
Elfath era quarto uomo il giorno in cui Messi è diventato campione del mondo con l'Argentina nel 2022, battendo la Francia nella finale in Qatar. Da quando è arrivato negli Stati Uniti, il numero 10 dell'Albiceleste è stato arbitrato per quattro volte da Elfath, vincendo in tutte le occasioni, tre volte in Mls e una volta nella finale della coppa nazionale. In totale Messi, nelle partite arbitrate da Elfath, ha segnato cinque gol.
Dopo gli ottavi di finale vinti contro l'Egitto, rimontato da 0-2 a 3-2, sul web si sono rincorse teorie di un presunto 'complotto' a favore di Lionel Messi per far vincere la coppa all'Argentina, alimentate dalle accuse del ct e dei giocatori egiziani. Ad accusare in particolare il presidente della Fifa Gianni Infantino ci sono diversi video che si stanno rincorrendo sul web, che vedrebbero Infantino esultare per i gol dell'Argentina e rattristarsi per ogni rete subita, svelando così un presunto 'tifo' per Messi e compagni.
Dopo i sedicesimi di finale vinti dall'Albiceleste contro Capo Verde, intercettato da una tv argentina, Infantino ha detto: "Un abbraccio a tutta l'Argentina e complimenti. Il cuore stasera non ha retto, anche per me che sono neutrale". Nelle ultime ore è diventato virale un video che raffigurerebbe il numero 1 della Fifa 'disperato' dopo un gol subito dall'Argentina contro l'Egitto, ma in realtà le immagini sono vecchie.
Il video mostra Infantino che, in tribuna d'onore, è protagonista di un apparente gesto di disappunto, mentre alle sue spalle altri spettatori esultano. Molti utenti hanno quindi collegato le immagini alla partita Argentina-Egitto, associando il disappunto del presidente della Fifa ad un gol della nazionale nordafricana. In realtà, come evidenziano anche le note di comunità, le immagini si riferiscono ad un'altra partita.
A dare adito a queste accuse, ci ha pensato, come detto, l'Egitto. "Non è giusto, l'arbitro non è stato giusto. Ha rubato lo sforzo di un'intera nazione dall'inizio", ha detto l'attaccante Ziko a caldo, lamentando presunti torti arbitrali durante la sfida, "il campionato è truccato per l'Argentina, complimenti a loro che hanno già vinto il Mondiale: è tutto pianificato", ha concluso, accusando così Fifa e Albiceleste.
Una tesi confermata anche dal ct dell'Egitto, Hossam Hassan: "Non guarderò più partite dei Mondiali", ha detto l'allenatore, "questa è la mia piccola forma di protesta. Hanno rubato il nostro duro lavoro e lo ha visto tutto il mondo". "Vogliono che siano presenti i campioni del mondo, vogliono che ci sia Messi", ha continuato il ct, "è una questione di marketing. Avremmo voluto dare una gioia ai nostri tifosi, ma il calcio non è solo una questione di campo. E' anche marketing, non ci sono solo aspetti tecnici. Ci sono stati errori".
"Abbiamo giocato meglio dei campioni in carica, siamo stati superiori in tutto - ha aggiunto il ct. Il risultato è stato condizionato da fattori legati al campo e fattori esterni, forse vogliono tenere Messi in corsa. Non c'è stato rispetto e non c'è stato fair play. Non è stato concesso un rigore, non è stato nemmeno controllato al Var", ha detto facendo riferimento all'intervento su Salah nell'azione che si è conclusa, dall'altra parte del campo, con il gol del 3-2 argentino. "Ci è anche stato annullato un gol per ragioni misteriose. La vita è ingiusta, perché non c'è correttezza nello sport? Posso parlare di sfortuna, ma non siamo stati trattati con fair play: è stata un'ingiustizia".
Pierluigi Collina, attualmente 'Chief Refereeing Officer', ovvero capo degli arbitri, della Fifa ha commentato le teorie complottistiche diffuse sul web, che vorrebbero l'Argentina favorita dai direttori di gara: "Nel complesso, siamo soddisfatti dell'operato degli arbitri", ha detto Collina in un comunicato ufficiale pubblicato sul sito della Fifa, "tuttavia, con un numero così elevato di partite giocate in un periodo di tempo relativamente breve, è normale che alcune cose non vadano come previsto".
"Il confronto costruttivo sulle decisioni farà sempre parte del calcio, ma le accuse infondate non hanno posto nel nostro sport", ha continuato l'ex arbitro italiano, respingendo così le accuse, "nessuno può mettere in discussione l'integrità degli arbitri dei Mondiali. Quando ciò accade, si possono scatenare reazioni che sfociano in minacce contro di loro e le loro famiglie, questo non è giusto".
"Allo stesso modo, nessuno può affermare che l'arbitraggio possa essere influenzato da qualcuno, nemmeno dal presidente della Fifa", ha spiegato Collina, facendo riferimento a Gianni Infantino, "che ha sempre dimostrato il suo pieno sostegno, riponendo in noi la massima fiducia e permettendoci di lavorare in completa indipendenza. Gli ufficiali di gara prendono decisioni oneste e, proprio come i giocatori e gli allenatori, cercano sempre di dare il massimo".
Collina ha anche commentato gli eposodi di Argentina-Egitto, che nel post partita hanno portato alle accuse della Nazionale africana: "Il numero 19 egiziano, Marwan Attia, ha chiaramente calpestato il piede del numero 6 argentino Lisandro Martinez", ha detto il capo degli arbitri Fifa riguardo alla rete annullata all'Egitto, "riteniamo che un fallo sia un fallo. Indipendentemente dal fatto che il fallo appaia 'evidente', se l'arbitro non lo ha visto sul campo di gioco, il Var può intervenire".
"Allo stesso modo, se non viene rilevato alcun fallo nell'azione che ha portato a un gol, il Var informerà l'arbitro di conseguenza. Calpestare il piede di un avversario è fallo, mentre un difensore che tocca prima il pallone e poi effettua un normale contatto calcistico non commette fallo", ha spiegato Collina, riferendosi invece al contatto in area argentina tra Salah e Alvarez, "anche in questo caso, un esempio si è verificato alla fine della stessa partita. L'arbitro e il Var hanno giudicato normale il contatto calcistico tra il numero 10 dell'Egitto Mohamed Salah e il numero 10 dell'Argentina Julian Alvarez. Certo, ci sarà sempre un elemento di soggettività in alcune decisioni, ma siamo soddisfatti di come questo principio sia stato applicato durante tutto il torneo".

(Adnkronos) - Dalle norme anti-maranza all'abolizione del risarcimento del danno a carico di chi viene condannato per eccesso di legittima difesa, misura ispirata al caso del gioielliere Mario Roggero, che il 28 aprile 2021 sparando uccise i rapinatori, ritrovandosi una richiesta di 3,3 milioni di euro da parte dei loro familiari. Sono alcune delle novità approvate oggi dal Consiglio dei ministri, contenute nel ddl 'Disposizioni in materia di sicurezza e per la prevenzione del disagio giovanile, nonché di ordinamento, organizzazione e funzionamento delle forze di polizia e del ministero dell'Interno', che di fatto andranno a integrare il ddl approvato nel pacchetto sicurezza il 5 febbraio 2026.
La prima norma anti-maranza consiste nel divieto di aggregazione (Modifica all’articolo 3 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 del codice antimafia con l'introduzione di un nuovo comma 5-bis) prevedendo una nuova ipotesi di avviso orale del questore con la quale si dispone appunto anche tale divieto. La misura è volta a potenziare gli strumenti a disposizione delle forze dell'ordine per arginare e contrastare la proliferazione degli episodi di violenza e di vandalismo da parte di bande giovanili e le correlate manifestazioni di degrado urbano e disagio sociale, che costituiscono una grave minaccia per l'ordine e la sicurezza pubblica.
La seconda riguarda invece l'estensione dell'applicazione del fermo preventivo anche ai minorenni: la misura introduce modifiche all’articolo 11-bis del dl 59/1978, recentemente novellato dall’articolo 7, comma 2, del dl 23/2026 (cosiddetto decreto sicurezza 2026), estendendo appunto il fermo di prevenzione ai soggetti, anche minori di 18 anni, rispetto ai quali, nel corso di specifiche operazioni di polizia destinate alla prevenzione di reati che turbino l'ordine e la sicurezza pubblica in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone (ad esempio, luoghi della movida), sussista un fondato motivo di ritenere che pongano in essere condotte di pericolo per la sicurezza pubblica in relazione a circostanze di tempo, di luogo e di elementi di fatto (ad esempio, possesso di armi o oggetti atti ad offendere, uso di caschi o strumenti che rendono difficoltoso il riconoscimento della persona, nonché segnalazioni per reati in materia di stupefacenti). Secondo quanto ha precisato il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, durante la conferenza stampa al termine del Cdm, il fermo preventivo potrà essere applicato da tutti gli agenti di pubblica sicurezza impegnati nei servizi di ordine pubblico, compresi gli agenti della Polizia locale quando siano specificamente impiegati in tali attività.
Tra le norme c'è poi una modifica al codice penale in materia di danneggiamento e al codice di procedura penale in materia di arresto in flagranza: la proposta è volta a colpire la proliferazione di atti violenti, intimidatori, di vandalismo e di molestie nei luoghi pubblici e aperti al pubblico con l'introduzione di una ipotesi aggravata all’interno dell’articolo 635 del codice penale (danneggiamento), funzionale a punire con la reclusione da un anno e sei mesi a cinque anni e con la multa fino a 15.000 euro, le condotte di cui ai commi 1 e 2 del medesimo articolo (distruzione, dispersione, deterioramento di cose mobili o immobili altrui con o senza violenza fisica/minacce nei confronti della persona) commesse da 5 o più persone (articolo 4, comma 1). Di conseguenza si introduce la possibilità per gli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria, di procedere all’arresto facoltativo in flagranza dei responsabili delle condotte delittuose in parola e l’estensione dell’applicabilità dell’istituto dell'arresto differito anche alla nuova ipotesi aggravata di danneggiamento (articolo 4, comma 2).
Il testo ritocca anche il codice civile: in particolare con l’articolo 7 viene escluso il risarcimento del danno se il fatto si verifica in occasione del compimento da parte del danneggiato di uno dei reati di cui agli articoli 609-bis (violenza sessuale), 609-quater (atti sessuali con minorenne), 609-octies (violenza sessuale di gruppo), 624-bis (furto in abitazione, furto con strappo e furto con destrezza in casi particolari), 628 (rapina), 630 (sequestro di persona a scopo di estorsione) del codice penale. Infine con il provvedimento si introduce la procedibilità d’ufficio del reato di lesioni personali nei confronti di ufficiale o agente di polizia giudiziaria o pubblica sicurezza nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni. La proposta mira a estendere il novero delle circostanze aggravanti del reato di lesioni personali “lievi o lievissime” per le quali è prevista la procedibilità d’ufficio, includendovi anche l’ipotesi delle lesioni personali nei confronti di un ufficiale o agente di polizia giudiziaria o pubblica sicurezza “nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni”.

(Adnkronos) - Il Tour de France 2026 torna protagonista con la undicesima tappa. Oggi, mercoledì 15 luglio, la Grande Boucle riprende la sua corsa - in diretta tv e streaming - dopo il giorno di riposo di ieri con una frazione da 161,3 chilometri che partirà da Vichy e arriverà a Nevers. In maglia gialla rimane uno dei grandi favoriti alla vittoria finale, lo sloveno Tadej Pogacar.
Il percorso dell'undicesima tappa del Tour de France sarà prevalentemente pianeggiante. Dopo poco più di 27 chilometri si arriverà al traguardo volante di Saint-Pourcain-Sur-Siou, per poi raggiungere la prima scalata del Cote de Billonniere, una salita di quarta categoria al 5,8% di pendenza media. A meno di quaranta chilometri dall'arrivo di Nevers invece i ciclisti affronteranno la salita del Cote de Billy-Chevannes, una scalata di quarta categoria al 5%.
La partenza dell'11esima tappa del Tour de France è prevista per le ore 13.50, con l'arrivo che è invece in programma intorno alle 17.31.
La Grande Boucle sarà trasmessa in diretta televisiva e in chiaro sui canali Rai, tra Rai 2 e RaiSport, ma anche sui canali Eurosport. Il Tour si potrà seguire anche in streaming su RaiPlay, HBO Max, Discovery+, Dazn, TIMvision e Prime Video Channels.

(Adnkronos) - I campioni in carica dell'Argentina sfidano l'Inghilterra nell'attesissima seconda semifinale del mondiale 2026. Oggi, mercoledì 15 luglio, la nazionale albiceleste guidata in panchina dal ct Lionel Scaloni affronta la nazionale dei tre leoni, in diretta tv e streaming. In palio un posto in finale nella rassegna iridata di scena tra Stati Uniti, Messico e Canada. II match si disputerà al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta. Nel loro match dei quarti di finale l'Argentina ha sconfitto 3-1 la Svizzera con i gol di Mac Allister, Alvarez e Lautaro Martinez mentre l'Inghilterra ha battuto per 2-1 la Norvegia con la doppietta di Bellingham.
La sfida tra Argentina e Inghilterra è in programma oggi, mercoledì 15 luglio, alle ore 21. Ecco le probabili formazioni:
Argentina (4-3-1-2): E. Martinez; Molina, Li. Martinez, Romero, Tagliafico; De Paul, Paredes, Enzo Fernandez; Mac Allister; Messi, Alvarez. Ct: Scaloni.
Inghilterra (4-2-3-1): Pickford; Konsa, Stones, Guehi, O'Reilly; Anderson, Rice; Saka, Bellingham, Gordon; Kane. Ct:Tuchel.
Il match tra Argentina e Inghilterra sarà trasmesso in diretta televisiva, anche in chiaro, su Rai1 e su Dazn e in streaming su Rai Play e sull'app di Dazn.

(Adnkronos) - Il Pakistan tenta di riportare Iran e Stati Uniti al tavolo negoziale, ma la crescente ondata di nazionalismo nella Repubblica islamica e il rafforzamento dell'ala più oltranzista del regime stanno rendendo sempre più difficile qualsiasi compromesso, soprattutto sul controllo dello Stretto di Hormuz. Mentre Islamabad, insieme a Qatar e Oman, mantiene aperti i canali diplomatici, analisti e fonti vicine alla mediazione ritengono, infatti, che il vero ostacolo sia ormai interno a Teheran, dove i Pasdaran e gli ultraconservatori stanno limitando il margine d'azione dei negoziatori.
Secondo un'analisi del Wall Street Journal, il regime, uscito profondamente indebolito dalle proteste di inizio anno, ha alimentato il sentimento patriottico durante il conflitto con Stati Uniti e Israele e lo ha ulteriormente rafforzato in occasione dei funerali della Guida Suprema, Ali Khamenei. Quella mobilitazione, inizialmente utile a ricompattare il Paese, sta ora diventando un freno ai negoziati: parlamentari ultraconservatori, media e Pasdaran sfruttano infatti il clima nazionalista per ostacolare qualsiasi concessione a Washington.
Le conseguenze più evidenti riguardano proprio lo Stretto di Hormuz, punto centrale del memorandum d'intesa mediato dal Pakistan e firmato il 17 giugno dal presidente americano Donald Trump e dal suo omologo iraniano, Masoud Pezeshkian. L'accordo prevedeva la riapertura dello Stretto al libero passaggio delle navi commerciali, ma l'intesa è rapidamente entrata in crisi. L'Iran ha continuato ad attaccare navi in transito, rivendicando il controllo esclusivo del passaggio marittimo, mentre gli Stati Uniti hanno ripristinato il blocco navale contro i porti iraniani e avviato una nuova campagna di raid.
Come ricostruisce anche Al Jazeera, Islamabad continua a svolgere un'intensa attività diplomatica nel tentativo di scongiurare un'escalation. Negli ultimi giorni il ministro degli Esteri, Ishaq Dar, ha parlato con il collega iraniano Abbas Araghchi, mentre il premier Shehbaz Sharif ha avuto un colloquio telefonico con Pezeshkian ribadendo che "dialogo e diplomazia restano l'unica strada percorribile". Tuttavia, i tentativi di rilanciare l'accordo si sono finora scontrati con il riaccendersi delle ostilità e con la crescente diffidenza tra Washington e Teheran.
Secondo diversi analisti, il Pakistan dispone di canali privilegiati con entrambe le parti, ma ha strumenti limitati per imporre il rispetto degli accordi. Il memorandum, osservano, era stato concepito soprattutto come uno strumento per fermare temporaneamente i combattimenti e riaprire Hormuz, rinviando le questioni più controverse a successivi negoziati. Proprio il controllo dello Stretto continua però a rappresentare il principale punto di scontro: Teheran lo considera un asset strategico irrinunciabile, mentre Washington respinge qualsiasi pretesa iraniana di amministrarne il traffico. Trump su Truth ha scritto che "lo Stretto di Hormuz è aperto a tutto il traffico navale, ad eccezione di quello iraniano" ed ha annunciato che "dopo colloqui molto proficui con i leader del Medio Oriente", ha deciso di "sostituire il rimborso del 20% agli Stati Uniti con accordi commerciali e di investimento che i vari Stati del Golfo stipuleranno con gli Usa".
Nel frattempo, il fronte interno iraniano continua a irrigidirsi. Sabato il deputato ultraconservatore Mahmoud Nabavian ha definito l'ipotesi di negoziare il futuro di Hormuz una "palese debolezza", assicurando che i Pasdaran eserciteranno il "diritto esclusivo della Nazione iraniana" sullo Stretto "a qualsiasi costo". Secondo il Wall Street Journal, i diplomatici iraniani avrebbero confidato ai mediatori di essere favorevoli a un compromesso, ma di avere ormai "le mani legate" dalle pressioni del fronte più radicale. Le tensioni sono emerse anche durante i funerali di Khamenei, durante i quali Pezeshkian è stato contestato con slogan contro i "traditori" e i "normalizzatori" da gruppi di sostenitori della linea dura. E lo stesso è accaduto al ministro degli Esteri, Abbas Araghchi. Anche la nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, pur lasciando formalmente aperta la strada ai colloqui, ha ribadito la necessità di vendicare il padre, rafforzando la linea della fermezza.

(Adnkronos) - 'Pickaxe Mountain' potrebbe diventare il prossimo obiettivo dei raid Usa. A indicare il bersaglio è stato il presidente americano Donald Trump accendendo i riflettori sul sito nucleare che gli iraniani avrebbero costruito a centinaia di metri sotto una montagna alta circa 1.600 metri e che si troverebbe a 1,5 chilometri a sud del centro di arricchimento dell'uranio di Natanz, nel cuore dell'altopiano iraniano nella provincia di Isfahan, ad alcune centinaia di chilometri da Teheran.
In farsi Kuh-e Kolang Gaz La, 'monte del Piccone' in italiano, la montagna ospiterebbe dunque un sito nucleare costruito sotto il granito, fino a 145 metri secondo l'Institute for science and international security (Isis) di Washington, addirittura a 600 metri secondo altre valutazioni. Comunque protetto da una roccia tanto densa e così in profondità da poter resistere ai 'bunker buster' americani, più difficile da colpire rispetto all'impianto di Fordo, cuore del programma nucleare di Teheran colpito a giugno dello scorso anno con diverse bombe Gbu-57.
Il complesso di Pickaxe Mountain si estenderebbe per circa un chilometro quadrato sul versante montuoso della catena degli Zagros e si sospetta che ospiti impianti di arricchimento dell'uranio e depositi di stoccaggio, all'interno di tunnel e bunker costruiti in profondità proprio per resistere agli attacchi. Dall'analisi delle immagini satellitari, condotta dall'Institute for science and international security, la costruzione del sito è iniziata intorno al 2020. Gli iraniani l'hanno protetto con una recinzione di sicurezza lunga diversi chilometri attorno alla montagna, collegandola alla recinzione perimetrale che circonda il complesso di arricchimento di Natanz.
L'Iran l'ha descritto come un impianto di assemblaggio di centrifughe, ma agli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) Nazioni Unite non è mai stato concesso l'accesso. Le immagini satellitari hanno mostrato scavi estesi e la costruzione di tunnel, ma lo scopo esatto del complesso non è stato confermato pubblicamente. Secondo l'Aiea, qui potrebbe trovarsi una quantità di uranio arricchito al 60 per cento tale da permettere la costruzione di più ordigni.
A partire dagli attacchi del giugno del 2025, molti analisti sostengono che le attività su Pickaxe Mountain siano decisamente aumentate. Secondo l'Institute for science and international security, il mese scorso veicoli e camion sono stati visti transitare lungo le strade che conducono agli ingressi occidentali della struttura e nelle zone circostanti. Tale attività, afferma l'istituto, indica "che i lavori all'interno del complesso del tunnel, così come il consolidamento dell'ingresso, sono in corso". Gli ingressi orientali erano stati precedentemente bloccati in modo parziale con terra, apparentemente per impedire ai veicoli di entrare o uscire rapidamente. Secondo l'istituto, l'attività viola il memorandum d'intesa firmato tra Stati Uniti e Iran, che impone a Teheran di mantenere lo status quo del suo programma nucleare, incluso il divieto di costruzione o ricostruzione presso i siti nucleari. Il sito di Pickaxe Mountain finora non è mai stato attaccato.
L'Iran reagirebbe con una "risposta devastante" se Trump andasse oltre la minaccia di attacco al sito Pickaxe Mountain. Ha risposto così alla Cnn una fonte della sicurezza iraniana, che la rete americana descrive come una fonte di alto grado, dopo le parole arrivate nelle scorse ore dal presidente degli Stati Uniti. "Se Trump dovesse dare seguito alle sue minacce, la nostra sarebbe una risposta devastante e a pagarne il prezzo sarebbero i soldati americani e i loro partner nella regione", ha detto la fonte, bollando come falsità le accuse secondo cui si tratterebbe di un sito in cui vengono portate avanti attività del controverso programma nucleare della Repubblica islamica.

(Adnkronos) - Afa giorno e notte, senza tregua. L'Italia è investita dalla nuova ondata di calore, che infiamma la metà di luglio, e torna a vivere un crescendo di allerta per le temperature elevate in diverse aree del Paese. Se ieri le città previste col bollino rosso sono state 4 - cioè Brescia, Firenze, Perugia e Torino - stando all'ultimo aggiornamento del bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute, il numero oggi, mercoledì 15 luglio, salirà a 7 con l'aggiunta di Bologna, Frosinone e Roma.
La lista si allungherà ulteriormente giovedì 16, quando le città bollino rosso diventeranno ben 15, con l'innalzamento dell'allerta al livello massimo anche per Cagliari, Campobasso, Genova, Latina, Palermo, Pescara, Rieti e Viterbo. Segno che il caldo si sta prendendo il Paese, da Nord a Sud.
Completano il quadro del giorno al momento previsto più afoso - il 16 luglio - anche 5 capoluoghi bollino arancione (livello 2): Bolzano, Milano, Trieste, Venezia e Verona. In giallo (pre-allerta) restano Ancona (che nei due giorni precedenti è prevista in arancione), Bari, Catania, Civitavecchia, Messina, Napoli e Reggio Calabria. Zero i bollini verdi.
L'estate 2026 si sta rivelando un calvario per l'Europa. Luglio, in tal senso, non si differenzia dal mese precedente. La brutale ondata di calore registrata a giugno ha causato migliaia di morti in tutta l'Europa occidentale, diventando uno dei disastri climatici più letali del continente, come emerge da un'analisi di 'Politico', secondo cui i dati ufficiali preliminari sulla mortalità nell'area e le stime dei ricercatori dai 6 Paesi più colpiti indicano almeno 14mila decessi in eccesso durante il periodo di caldo estremo registrato il mese scorso.
L'ondata di afa record, iniziata intorno al 18 giugno e durata fino all'1 luglio, si è abbattuta su diversi Paesi europei, con picchi di temperature talmente fuori dall'ordinario che secondo gli esperti non sarebbero state possibili senza i cambiamenti climatici causati dall'uomo, in particolare dalla combustione di combustibili fossili.
Le cifre analizzate da Politico, si legge nel focus pubblicato online, includono circa 2mila decessi in eccesso in Francia, 1.740 in Belgio, 6.800 in Germania e 480 nei Paesi Bassi, oltre a 810 decessi specificamente legati al caldo in Spagna e circa 2.200 decessi dovuti al caldo nel Regno Unito. Un altro set di dati, pubblicato lunedì da 'EuroMoMo', un servizio di monitoraggio della mortalità supportato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ha mostrato che i suoi 27 Paesi membri dell'Ue hanno segnalato 10.650 decessi in eccesso tra il 22 e il 28 giugno.
Queste cifre potrebbero ancora cambiare man mano che arrivano ulteriori dati. I decessi in eccesso fotografano l'aumento della mortalità rispetto ai livelli medi. Sebbene le cifre includano i decessi per tutte le cause, questo indicatore viene utilizzato per valutare rapidamente l'impatto delle ondate di calore. Ottenere un conteggio preciso dei decessi correlati al caldo è un lavoro meticoloso, poiché le alte temperature uccidono non solo per colpo di calore, ma anche aggravando patologie preesistenti.
"È molto plausibile che questi dati siano principalmente legati al calore", ha affermato Lasse Skafte Vestergaard, dello Statens Serum Institut danese, che ospita EuroMoMo, commentando i risultati dell'analisi. "Al momento in Europa non ci sono altre spiegazioni evidenti o minacce per la salute pubblica che possano giustificare questo fenomeno", ha dichiarato a Politico. "E le cifre sono davvero insolite per la loro entità". I dati di EuroMoMo non hanno una ripartizione a livello nazionale, ma il servizio ha rilevato che i decessi in eccesso sono stati particolarmente elevati in Francia e Belgio alla fine di giugno.

(Adnkronos) - Non solo caldo record, ma anche un'ondata di maltempo sull'Italia. Previsti per la giornata di oggi, mercoledì 15 luglio, forti temporali al Nord. E scatta l'allerta gialla in due regioni.
"L’indebolimento del campo di alta pressione sul Nord-Italia, associato a correnti di aria più fresca in quota, favorirà, nel pomeriggio e nella serata" di oggi, "l’innesco di temporali anche di forte intensità su gran parte delle regioni settentrionali", riferisce il Dipartimento della Protezione Civile in una nota.
"Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte, alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati, ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse". L’avviso prevede, dal primo pomeriggio di oggi temporali, anche di forte intensità su Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate e frequente attività elettrica, prosegue la nota.
Sulla base dei fenomeni previsti, per la giornata di oggi, mercoledì 15 luglio, è stata quindi valutata allerta gialla per rischio temporali su Veneto e su gran parte di Emilia-Romagna.
(Adnkronos) - "Un tempo Xi Jinping (che nel 2013 ha scelto Mosca come prima capitale da visitare da leader, ndr) ammirava Vladimir Putin, ora lo gestisce", scrive il Wall Street Journal. "Quattro anni di guerra e isolamento economico hanno ridotto il presidente russo a un supplicante in una relazione sempre più squilibrata, e a volte tesa", si sottolinea, citando il mancato accordo sul gasdotto Potenza della Siberia 2 nel corso della 14esima visita di Putin per incontrare Xi in Cina a maggio, contrariamente a quanto aveva poco prima anticipato come certo il Presidente russo.
La delegazione russa arrivata a Pechino prima di Putin per definire l'accordo si è trovata di fronte a "un muro": Pechino ha spiegato a chiare lettere al ceo di Gazprom che avrebbe sottoscritto l'accordo ma solo a un prezzo del gas scontato come quello che viene venduto all'interno della Russia, "di fatto la richiesta che la Russia finanziasse il progetto", spiegano fonti al corrente del contenuto del negoziato. I cinesi hanno detto anche ai russi di non sollevare più la questione fino a che non saranno cambiate le condizioni, si precisa.
Le relazioni bilaterali sono tutt'altro che sul punto di crollare e Pechino ha assicurato a Mosca il sostegno cruciale per portare avanti il suo sforzo bellico dal 2022. "Xi sembra aver capito la lezione degli anni sessanta, quando i sovietici trattavano con mano pesante la Cina, come "fratello minore", e come questo atteggiamento abbia fratturato l'alleanza precedente. Per ora, Xi è attento a trattare Putin con rispetto in pubblico anche se in privato cerca di stritolarlo con concessioni", si legge inoltre.
Nel 2013, il presidente cinese considerava Putin come "un modello di ruolo", la sua capacità di imporsi con un ruolo al tavolo globale malgrado l'economia della Russia fosse altamente legata al petrolio e al gas e non una economia diversificata come già quella cinese o quella degli Usa. "La guerra contro l'Ucraina ha consegnato a Xi il potere di completare uno spostamento di potere strutturale già in corso, trasformando quella che una volta era una partnership fra quasi uguali in una relazione in cui la Cina domina in quasi tutti i settori".
La partnership non poggia su solide basi ma solo su un antagonismo condiviso verso l'ordine mondiale a guida Usa e non su valori e cultura comuni. "E mostra segni di stress" che sono al centro dell'idea audace di quello che gli analisti hanno battezzato come "Reverse Nixon": l'investimento Usa per allontanare la Russia dalla Cina, come Richard Nixon aveva usato le tensioni sino-sovietiche per aprire relazioni con Pechino negli anni Settanta. Ad acuire l'instabilità, la scoperta di sempre più tentativi di spionaggio cinesi fra funzionari di governo di medio livello in Russia che Mosca non rende pubblici nel timore di alienare i rapporti.

(Adnkronos) - È ripreso il blocco navale statunitense contro le navi dirette verso e provenienti dai porti iraniani, secondo quanto annunciato dal Comando centrale Usa (Centcom). La misura è entrata in vigore alle 16 ora della costa orientale americana (le 22 in Italia), come previsto, dopo che il presidente Donald Trump aveva annunciato il ripristino dell'operazione e definito gli Stati Uniti "il guardiano" dello Stretto di Hormuz.
Poco prima dell'entrata in vigore del blocco, il Centcom aveva comunicato l'avvio di nuovi raid contro obiettivi iraniani nell'area dello Stretto. "Gli attacchi sono in corso mentre le forze americane si preparano a riprendere il blocco navale contro i porti iraniani e le aree costiere", ha scritto il comando statunitense in un messaggio pubblicato su X.
Il blocco impedisce alle navi commerciali di raggiungere i porti iraniani attraverso lo Stretto di Hormuz, una delle principali rotte mondiali per il trasporto energetico. In precedenza gli Stati Uniti avevano già applicato una misura simile contro l'Iran per circa due mesi, tra aprile e giugno, con operazioni estese dal Medio Oriente fino all'Oceano Indiano.
Trump aveva dichiarato lunedì che gli Stati Uniti avrebbero imposto agli operatori commerciali un costo pari al 20% del valore delle merci trasportate, per compensare Washington del ruolo svolto nel "fornire sicurezza e protezione" nello Stretto. Oggi, tuttavia, il presidente americano ha modificato la sua posizione, affermando che i Paesi arabi del Golfo avrebbero concluso "accordi commerciali e di investimento negli Stati Uniti".
Intanto l'Iran prende le distanze dagli accordi raggiunti con Washington. Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che Teheran non ha "alcun obbligo" rispetto all'intesa in 14 punti raggiunta con gli Stati Uniti il mese scorso. "Con l'annuncio del ripristino del blocco marittimo dell'Iran, che fine hanno fatto gli Stati Uniti con tutti i loro impegni previsti dal Protocollo di Islamabad? Li hanno abbandonati; in un certo senso, hanno smantellato il protocollo", ha affermato
"Il cuore del memorandum d'intesa di Islamabad riguardava la fine della guerra, una cessazione immediata e permanente della guerra e, di fatto, delle operazioni militari contro la Repubblica islamica dell'Iran, così come su tutti gli altri fronti, incluso il Libano", ha detto Gharibabadi, riferendosi anche agli attacchi israeliani contro Hezbollah. "Pertanto, attualmente non ci sono obblighi previsti dal memorandum d'intesa di Islamabad che rimangano validi e in vigore, né per gli Stati Uniti né per la Repubblica islamica dell'Iran", ha aggiunto in un'intervista all'emittente statale iraniana Irib.
Il viceministro ha definito "irragionevole e infondata" l'aspettativa che l'Iran rispetti gli impegni previsti dall'accordo, compresa la riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale. "Se gli Stati Uniti ritengono che intensificando la pressione e le azioni militari contro l'Iran possano costringere la Repubblica islamica a chiedere negoziati, si sbagliano gravemente", ha affermato Gharibabadi.

(Adnkronos) - Via libera alla riformulazione di un emendamento di Fratelli d'Italia che prevede il reintegro nell'Albo del personale sanitario radiato per non essersi vaccinato contro il Covid durante la pandemia e per la prescrizione di trattamenti antiscientifici. La norma, a prima firma della deputata di Fratelli d'Italia Alice Buonguerrieri, introduce un nuovo articolo 7-bis al Ddl sulla responsabilità professionale sanitaria che consente ai professionisti interessati di chiedere la reiscrizione e prevede inoltre che non sia riconosciuto alcun risarcimento per il periodo della radiazione. La richiesta andrebbe presentata alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (Cceps) entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge. L'approvazione ha subito innescato lo scontro politico, con le opposizioni e la Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) che contestano duramente il provvedimento.
"Con la riformulazione dell'emendamento 7.01 al Ddl sulla responsabilità professionale sanitaria, la maggioranza introduce un articolo 7-bis che apre la strada alla reiscrizione all'albo dei sanitari radiati durante il periodo dell'obbligo vaccinale previsto dal decreto-legge 44 del 2021. Non basta: il comma 3 esclude persino ogni forma di risarcimento per il periodo della radiazione, come se nulla fosse accaduto". Lo affermano in una nota congiunta i gruppi di Pd, M5s, Avs, Iv, Azione e +Europa, parlando di "una vergogna senza precedenti".
Secondo le opposizioni si tratta di "un precedente pericolosissimo: si riscrive la memoria di una fase drammatica del Paese, quella in cui migliaia di operatori sanitari hanno rischiato la vita per curare i pazienti, quella in cui abbiamo pianto migliaia di morti, mentre oggi si premia chi si è sottratto a quell'obbligo".
"A firmare l'emendamento, oltre alla prima firmataria Buonguerrieri, sono altre due parlamentari di Fratelli d'Italia, Vietri e Morgante, che si assumono così la piena responsabilità politica di aprire una ferita profonda nel Paese", aggiungono. "Come partiti di opposizione, ci opporremo con tutte le nostre forze, perché questa è una offesa alla credibilità non solo della nostra sanità pubblica, ma dell'intero Paese. Non permetteremo che si cancelli, con un colpo di spugna, il sacrificio di chi ha servito la sanità pubblica nel momento più difficile della nostra storia recente - concludono -. Basta usare il Covid per una indecente e gravissima battaglia politica, riabilitando chi si è irresponsabilmente sottratto alle proprie responsabilità e legittimando ancora una volta i no vax per puri fini elettorali".
Duro anche il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli. "E' una vergogna. Così si toglie l'autorevolezza a chi durante il Covid si è speso per la salute degli italiani. E' un affronto a chi ha perso la vita per questo, tanti medici e operatori sanitari. Credo che la politica dovrebbe riflettere, il Parlamento dovrebbe riflettere. Sono dispiaciuto e frustrato".
In una successiva dichiarazione, Anelli ha ribadito la contrarietà della Federazione: "Siamo sconcertati, amareggiati e delusi. Aprire una finestra per la reiscrizione immediata dei medici e degli operatori sanitari che hanno diffuso terapie antiscientifiche durante il Covid è una delegittimazione del ruolo degli Ordini professionali a tutela della salute individuale e collettiva. Ed è un affronto alle vittime del Covid, e, tra loro, ai 383 medici e odontoiatri e a tutti i professionisti della salute che hanno sacrificato la loro vita per continuare a curare".
"Se queste notizie corrispondono al vero - spiega Anelli - verrebbe svuotato il ruolo disciplinare degli Ordini..." e conclude: "L'autonomia degli Ordini non è un privilegio delle professioni. È una garanzia per la collettività. Indebolirla significa indebolire uno dei presidi sui quali si fonda il rapporto di fiducia tra cittadini, professionisti e istituzioni".

(Adnkronos) - Inizia con un episodio dubbio e tante polemiche la semifinale dei Mondiali tra Francia e Spagna di oggi, martedì 14 luglio. Al minuto 20, su un cross lungo delle Furie Rosse sul secondo palo, Yamal si inserisce tra la palla e Digne, che nel tentativo di calciare colpisce lo spagnolo. L'arbitro Barton non ha dubbi e fischia il calcio di rigore per la nazionale di De La Fuente, tra le proteste dei Bleus per un presunto tocco di mano del fuoriclasse spagnolo, che poi finisce a terra.
Il Var controlla l'azione e non segnala anomalie in campo: Barton conferma il rigore, Oyarzabal lo tira in maniera perfetta e porta in vantaggio la Spagna.

(Adnkronos) - Un solo voto ha fatto saltare l’emendamento sulle preferenze nella legge elettorale e aperto un nuovo fronte di tensione politica. Alla Camera il testo sostenuto dalla maggioranza è stato bocciato con 187 voti favorevoli e 188 contrari al termine dello scrutinio segreto. Un risultato inatteso che ha fatto scattare la caccia ai franchi tiratori e alimentato lo scontro politico tra governo e opposizioni.
Dopo la bocciatura, Giorgia Meloni ammette che nella maggioranza sono mancati alcuni voti e ha parlato della necessità di una riflessione. “Il risultato dice che la sinistra e le opposizioni hanno votato compattamente contro. Ma anche nella maggioranza sono mancati diversi voti, e su questo serve una riflessione", scrive la presidente del Consiglio sui social.
Dopo il verdetto dell'aula, sono iniziati i calcoli. Chi ha votato contro? Chi sono i franchi tiratori? Secondo il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari, i voti mancati alla maggioranza sarebbero circa 31. "Nessun franco tiratore c’è stato nella Lega", ha assicurato, escludendo che i deputati del Carroccio abbiano contribuito alla bocciatura dell’emendamento. Sul possibile coinvolgimento di altri esponenti del centrodestra, Molinari ha spiegato che al momento non ci sarebbero elementi per attribuire responsabilità precise. 'Mi chiedete di Vannacci? Bisogna sempre vedere se Fn ha votato come ha dichiarato..", taglia corto Molinari per poi ribadire: ''A quanto ci è dato sapere non ho movito di pensare che ci siano stati franchi tiratori nella Lega, lo escludo''.
Di tutt’altro avviso il centrosinistra. Matteo Ricci, europarlamentare del Partito democratico, punta il dito contro alcuni deputati di Fratelli d’Italia: "La maggioranza è andata sotto, e per la prima volta i deputati di FdI non seguono gli ordini di Giorgia Meloni. Con quell’emendamento FI e Lega avrebbe eletto solo i capilista bloccati. I franchi tiratori sono di FdI, terrorizzati dalle preferenze". Secondo Ricci, i franchi tiratori sarebbero tra i parlamentari contrari all’introduzione delle preferenze, considerate un rischio per gli equilibri interni ai partiti.
Nel mirino anche il contenuto dell’emendamento. "Con l’emendamento c’erano i capilista bloccati, quindi i partiti piccoli avrebbero eletto solo loro mentre i partiti grandi, come FdI e PD, avrebbero eletto anche con le preferenze. - spiega - Questo significa che, mentre le opposizioni hanno votato contro perché ritenevamo che l’emendamento non rispondesse davvero al tema della preferenze, essendo un bluff per pochi seggi, i veri franchi tiratori si sono rivelati quelli FdI che temono le preferenze e non Forza Italia e Lega, tranquillizzati invece dal meccanismo dei capilista che avrebbero gestito anche senza preferenze. Mi pare un dato politico che aggrava ulteriormente la tenuta e la credibilità della maggioranza e del principale partito di destra".
Dal centrodestra, Forza Italia respinge le accuse. Il presidente dei deputati azzurri Enrico Costa ha escluso responsabilità interne al partito: "Non cercate tra di noi", dichiara, ribadendo che il gruppo sarebbe stato compatto e presente al momento del voto. "Al momento il testo è quello uscito dalla Commissione e quindi non c'è nessun impedimento strutturale per non proseguire, per non andare avanti. Il presidente Fontana ha ribadito questo: che dal punto di vista della struttura del provvedimento non ci sono impedimenti ad andare avanti. Le opposizioni hanno chiesto, come loro diritto, di sospendere. Ma noi riteniamo di andare avanti. Proseguiamo e vediamo". Si parla di una quarantina di franchi tiratori? "Noi siamo stati presentissimi e solidissimi nel voto. Sicuramente non cercate fra di noi", conclude Costa.

(Adnkronos) - La diplomazia, gli inni, le autorità italiane e francesi, ma quest’anno anche il calcio. Il tradizionale ricevimento del 14 luglio a Palazzo Farnese, organizzato dall’Ambasciata di Francia in Italia per celebrare la Festa nazionale, avrà un’appendice decisamente insolita: durante la serata viene proiettata la semifinale dei Mondiali tra Francia e Spagna.
Una coincidenza di calendario difficile da ignorare. La sfida, alle 21 italiane al Dallas Stadium, mette in palio un posto nella finale del Mondiale 2026 e cade proprio nel giorno simbolo della République. L’Ambasciata ha quindi deciso di inserire la partita nel programma del ricevimento, trasformando per una sera uno degli appuntamenti più tradizionali della vita diplomatica romana anche in un momento di tifo collettivo.
A Palazzo Farnese si ritroveranno, come ogni anno, rappresentanti delle istituzioni, della diplomazia, del mondo economico, culturale e dell’informazione, insieme alla comunità francese in Italia. Dopo la parte ufficiale della cerimonia, l’attenzione si sposterà dunque sugli schermi e sulla nazionale dei Bleus, impegnata contro la Spagna nella prima delle due semifinali.
È una novità rispetto al copione abituale del 14 luglio romano. Nel 2025 la cerimonia aveva coinciso anche con i 150 anni della presenza francese a Palazzo Farnese, celebrati alla presenza di esponenti del governo e delle istituzioni italiane.
Quello di quest’anno sarà inoltre il primo ricevimento del 14 luglio presieduto dalla nuova ambasciatrice di Francia in Italia, Anne-Marie Descôtes. Nominata il 9 febbraio e insediatasi ufficialmente dopo la presentazione delle lettere credenziali al presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel mese di marzo, Descôtes ha assunto la guida della sede diplomatica dopo Martin Briens.
Diplomatica di lungo corso, già ambasciatrice in Germania, Descôtes è stata fino alla nomina a Roma segretaria generale del ministero francese dell’Europa e degli Affari esteri. Il ricevimento rappresenterà quindi anche il suo primo grande appuntamento istituzionale con la comunità francese e con il sistema politico, economico e culturale italiano nella ricorrenza più importante del calendario nazionale francese.

(Adnkronos) - L'esperienza in rossonero di Luka Modric è destinata a proseguire per un altro anno. Secondo quanto riporta Sky Sport il quarantenne centrocampista croato è vicino alla conferma in rossonero. Il club di Gerry Cardinale ha continuato a corteggiare l'ex pallone d'oro dopo la sconfitta in campionato contro il Cagliari dello scorso 24 maggio e le chance di vederlo ancora in Italia aumentano giorno dopo giorno. Manca solo l'ultima conferma definitiva del centrocampista, che poi raggiungerebbe i compagni direttamente in Australia il 26 luglio.

(Adnkronos) - Penultimo atto dei Mondiali 2026. Oggi, martedì 14 luglio, si gioca la prima semifinale del torneo tra Francia e Spagna all'AT&T Stadium di Arlington (in Texas). I transalpini arrivano dal successo per 2-0 contro il Marocco ai quarti di finale, con i gol di Kylian Mbappé e Ousmane Dembele. Le Furie Rosse del ct De La Fuente hanno invece superato 2-1 il Belgio, con le reti di Fabian Ruiz e Mikel Merino.
La semifinale tra Francia e Spagna sarà visibile in diretta televisiva e in chiaro su Rai 1, oltre che su Dazn. Partita disponibile anche in streaming su Rai Play e sull'app di Dazn
Domani, mercoledì 15 luglio, si giocherà la seconda semifinale tra Inghilterra e Argentina.

(Adnkronos) - Paura nel pomeriggio di oggi a Vivaro, in provincia di Pordenone, dove dieci cadetti dell'Accademia militare di Modena sono stati coinvolti nella caduta di un fulmine mentre erano impegnati in un'esercitazione.
I giovani militari, tutti ventenni, sono stati investiti dall'onda d'urto provocata dal fulmine. Nessuno di loro ha riportato ferite gravi, ma per precauzione sono stati soccorsi e trasportati nei pronto soccorso degli ospedali di Pordenone e Spilimbergo.
Due cadetti sono stati trattenuti in osservazione dai sanitari, mentre gli altri sono stati dimessi dopo gli accertamenti.
L'incidente è avvenuto durante un violento temporale che nel pomeriggio si è abbattuto sulla zona di Vivaro. Il maltempo è stato caratterizzato da numerosi fulmini e da forti grandinate.
Sul posto sono intervenuti i soccorsi per verificare le condizioni dei militari coinvolti e assistere il gruppo di cadetti dell'Accademia militare di Modena impegnati nell'attività addestrativa.

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(Adnkronos) - Carlos Alcaraz mette nel mirino il ritorno in campo. Dopo quasi quattro mesi di assenza dalle competizioni a causa dell’infortunio al polso destro rimediato a Barcellona, il tennista spagnolo affronta la fase decisiva del percorso di recupero con l'obiettivo di tornare per il Masters 1000 di Cincinnati, l’ultimo grande torneo di preparazione prima degli Us Open. Come riportato da La Verdad, nello staff del murciano inizia a esserci grande ottimismo. Alcaraz non è nell'entry list del Masters 1000 di Montreal, ma la decisione risponde a un programma medico e sportivo molto preciso, che sta portando l'attuale numero 3 del ranking Atp a non forzare i tempi.
Lo staff di Alcaraz preferisce concentrare tutti gli sforzi per arrivare nelle migliori condizioni possibili a Cincinnati, torneo che inizierà a metà agosto. Prima dovrà esserci però il parere medico positivo per riprendere la racchetta e il dottor Angel Ruiz-Cotorro potrebbe concederlo proprio questa settimana. La decisione di rinunciare a Montreal si inserisce quindi in questa strategia della prudenza, per evitare possibili ricadute verso il finale di stagione. Cincinnati, torneo che prenderà il via il 13 agosto, offre uno scenario molto più favorevole ad Alcaraz per valutare i progressi e pensare al rientro.
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