
Vaccino anti Covid alle mamme in attesa per gravidanze e parti più sicuri. Indipendentemente dall'effetto-scudo contro l'infezione da Sars-CoV-2, la vaccinazione anti Covid-19 in gravidanza, in particolare se accompagnata da una dose booster, riduce significativamente il rischio di preeclampsia, una grave complicanza ostetrica potenzialmente pericolosa per la vita materna e fetale. E' la conclusione di uno studio internazionale pubblicato sulla rivista 'EClinicalMedcine' (gruppo Lancet) e condotto nell'ambito del consorzio Intercovid, una rete di ricerca nata durante la pandemia per analizzare gli esiti materni e perinatali del Covid. Il lavoro è stato guidato dall'università di Oxford (Josè Villar e Aris Papageorghiou), che ne ha anche sostenuto il finanziamento attraverso il Covid-19 Research Response Fund, e ha coinvolto oltre 6.500 donne in gravidanza reclutate tra il 2020 e il 2022 in 40 ospedali di 18 Paesi del mondo.
Il centro capofila per l'Italia è stato l'Irccs ospedale San Raffaele di Milano con Paolo Cavoretto, primo autore dello studio, medico ostetrico-ginecologo responsabile della Medicina materno fetale dell'Unità di Ginecologia e Ostetricia diretta da Massimo Candiani, anche professore associato di Ginecologia e Ostetricia dell'università Vita-Salute San Raffaele. Per il nostro Paese hanno contribuito altri hub ostetrico-ginecologici e pediatrici tra cui la Fondazione Irccs Ca' Granda ospedale Maggiore Policlinico - Clinica Mangiagalli di Milano, l'Irccs azienda ospedaliero-universitaria di Bologna, l'Irccs Gaslini di Genova, l'ospedale Luigi Sacco - università degli Studi di Milano e il Sant'Anna Hospital - Aou Città della Salute e della Scienza di Torino.
La ricerca conferma che "la vaccinazione anti-Covid in gravidanza riduce il rischio di preeclampsia non solo prevenendo l'infezione da Sars-CoV-2, ma anche nella popolazione generale, riducendo inoltre la probabilità di parto pretermine, morbilità e mortalità materna e perinatale".
Cos'è la preeclampsia
La preeclampsia - ricorda una nota del San Raffaele di Milano - è una patologia che compare generalmente dopo la 20esima settimana di gravidanza e si caratterizza per un'ipertensione arteriosa associata a danno d'organo, spesso accompagnata da proteinuria (presenza di proteine nelle urine). E' una delle principali cause di complicanze ostetriche e di morbilità e mortalità materna e neonatale, responsabile di parto pretermine, danni renali ed epatici, disturbi neurologici e, nei casi più gravi, può mettere a rischio la vita della madre e del bambino. La preeclampsia colpisce fino dal 3% all'8% delle gravidanze a livello globale, in funzione del rischio gestazionale e dei protocolli clinici. Le origini della malattia non sono completamente note, ma si ritiene che derivi da un'alterazione dello sviluppo e della funzione della placenta, alla quale possono contribuire anche disfunzioni cardiovascolari. Questo processo può innescare uno stato di infiammazione diffusa e compromettere il corretto funzionamento di diversi organi, in particolare dei vasi sanguigni. "Questi meccanismi - spiega Cavoretto - sono gli stessi che si osservano nelle forme gravi di infezione da Sars-CoV-2. E' infatti noto che l'infezione da Covid-19 scateni una 'tempesta citochinica' infiammatoria e produca per questo danni ai vasi sanguigni, aggravando la vulnerabilità della placenta".
Cosa fa il vaccino anti Covid
I vaccini anti-Covid agiscono stimolando il sistema immunitario a riconoscere e neutralizzare il virus Sars-CoV-2, riducendo il rischio di infezione e delle sue complicanze più gravi. Studi precedenti hanno già confermato la loro sicurezza in gravidanza e la capacità di prevenire forme severe di Covid-19, parto pretermine e mortalità materna e neonatale. Questo studio aggiunge un elemento innovativo, chiariscono gli autori: "La vaccinazione potrebbe influenzare positivamente i meccanismi del sistema immunitario e dei vasi sanguigni che giocano un ruolo chiave nello sviluppo della preeclampsia, potenzialmente offrendo una forma di protezione anche in assenza dell'infezione virale".
Dall'analisi prospettica delle 6.527 pazienti in gravidanza reclutate (3.753 donne non vaccinate e 2.774 vaccinate, di cui 848 avevano ricevuto anche la dose booster), emerge che l'infezione da Covid-19 in gravidanza è associata a un aumento del rischio di preeclampsia del 45%, che raggiunge il 78% nelle donne non vaccinate. Al contrario, la vaccinazione anti-Covid risulta associata a una riduzione del rischio complessivo di preeclampsia del 33% dopo dose booster. Nelle donne con comorbidità preesistenti, tra cui diabete, ipertensione e patologie tiroidee, la riduzione del rischio associata alla vaccinazione con booster raggiunge il 58%. L'associazione tra vaccinazione e riduzione del rischio di preeclampsia rimane significativa anche tenendo conto di altri fattori che possono influenzare la gravidanza, suggerendo un possibile beneficio nella prevenzione della preeclampsia anche in assenza di infezione da Sars-CoV-2. Inoltre, le donne vaccinate mostrano una minore probabilità di altri esiti avversi relativi alla gravidanza, tra cui parto pretermine, morbilità e mortalità materna e perinatale, ciascuno ridotto di circa il 30%.
"Questo è il primo risultato prospettico su larga scala che dimostra come la vaccinazione anti-Covid, in particolare con dose booster, possa contribuire alla prevenzione della preeclampsia - afferma Cavoretto - In particolare, l'effetto protettivo è massimo nelle donne con comorbidità preesistenti, che sono proprio quelle a rischio più elevato".
Secondo i ricercatori, "queste osservazioni rafforzano l'importanza di sostenere e ampliare i programmi vaccinali per le donne in gravidanza, con particolare attenzione alla copertura booster e all'equità di accesso a livello globale".
"Lo studio - commenta Candiani, primario dell'Unità di Ginecologia e Ostetricia e Medicina della riproduzione dell'Irccs ospedale San Raffaele, ordinario di Ostetricia e Ginecologia all'università Vita-Salute San Raffaele - conferma il valore dell'integrazione tra clinica e ricerca che caratterizza l'eccellenza dell'Irccs ospedale San Raffaele e il nostro impegno per una cura a 360 gradi delle nostre pazienti. Essere protagonisti di una collaborazione internazionale di questa portata è motivo di orgoglio e testimonia la rilevanza globale del nostro lavoro".

Un luogo di incontro che diventa simbolo di inclusione e consapevolezza. Questa mattina all’Irccs San Raffaele di Roma è stata inaugurata la 'Panchina Viola' dedicata ai pazienti con epilessia, nell’ambito dell’iniziativa nazionale promossa dalla Fondazione Epilessia Lice (Lega italiana contro l’epilessia). Sono intervenuti Federico Vigevano, responsabile del Dipartimento disabilità età evolutiva dell’Istituto; Amalia Allocca, direttore sanitario aziendale del Gruppo San Raffaele e numerosi genitori. La panchina è, per definizione, un luogo di incontro, di ascolto e di condivisione, uno spazio semplice e quotidiano che richiama prossimità, dialogo e umanità. Collocarla all’interno di un ospedale significa trasformarla in un simbolo permanente di accoglienza e consapevolezza, un invito a sedersi accanto a chi convive con la malattia per comprenderne la realtà e superare insieme paure e pregiudizi.
Il viola è il colore internazionale scelto per rappresentare la lotta all’epilessia ed è utilizzato in tutto il mondo durante il 'Purple Day', la Giornata Internazionale dell’Epilessia istituita nel 2015. Un gesto simbolico ma dal significato profondamente concreto, l’epilessia è una delle patologie neurologiche più diffuse al mondo e, nonostante i progressi scientifici, resta ancora oggi accompagnata da paure, stereotipi e discriminazioni. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre 50 milioni di persone nel mondo convivono con la malattia. In Italia si stimano tra 500-600mila persone con epilessia attiva, con circa 30.000 nuovi casi ogni anno. Una quota significativa di pazienti presenta forme farmacoresistenti o quadri clinici complessi che richiedono centri altamente specializzati. Ma l’epilessia è spesso anche una malattia della solitudine. Molti pazienti, soprattutto bambini e adolescenti, sperimentano isolamento e incomprensione nei contesti scolastici e sociali.
“Nonostante i grandi progressi nella diagnosi e nella terapia, l’epilessia è ancora oggi circondata da pregiudizi che limitano l’autonomia dei pazienti e li espongono a esclusione sociale - afferma Federico Vigevano, riceviamo spesso racconti di episodi di emarginazione, bambini a cui viene sconsigliato di partecipare a gite scolastiche, famiglie che segnalano difficoltà perfino nell’accesso agli scuolabus per timori ingiustificati. Sono situazioni che non hanno nulla a che fare con la realtà clinica, ma con la disinformazione. Mettere questo simbolo all’interno di un ospedale significa rendere visibile un impegno culturale prima ancora che clinico, l’obiettivo è che la patologia esca definitivamente dall’ombra”.
l’Irccs romano è in procinto di essere riconosciuto dalla Regione Lazio come Centro per le malattie rare
L’iniziativa assume un significato particolare per l’Irccs San Raffaele, centro di riferimento per epilessie complesse, spesso legate a malattie rare e disordini del neurosviluppo di origine genetica. “Oggi in molti casi non ci limitiamo a controllare le crisi, ma possiamo intervenire sul meccanismo biologico che le determina”, puntualizza Vigevano “questo significa terapie sostitutive nei difetti metabolici, farmaci specifici per determinate alterazioni genetiche ed evitare trattamenti controindicati”.
Elemento distintivo dell’Istituto è l’organizzazione multispecialistica che consente una presa in carico globale del paziente, in età pediatrica e adulta, con un approccio integrato che coinvolge neurologi, genetisti, neuropsichiatri infantili, specialisti della riabilitazione e altre figure cliniche. Molti pazienti con epilessia presentano infatti comorbilità complesse, tra cui disabilità intellettiva, disturbi dello spettro autistico, disturbi del sonno, problematiche alimentari e disturbi psichiatrici.
“Non curiamo solo le crisi epilettiche, ma la persona nella sua globalità - conclude Vigevano - La presenza nello stesso Istituto di competenze pediatriche e dell’adulto ci permette inoltre di gestire la delicata fase della transizione, evitando alle famiglie di doversi spostare verso centri per adulti spesso non adeguatamente preparati alla complessità di queste patologie”. Proprio per questa expertise, l’Irccs romano è in procinto di essere riconosciuto dalla Regione Lazio come Centro per le Malattie Rare.

"L'argomento affrontato, enfatizzato e trattato da Aaroi è utile per la nuova sanità che stiamo costruendo con il ministro Schillaci. Si tratta di un sistema che tende proprio a valorizzare il personale quale cuore pulsante di un Servizio sanitario nazionale che deve rimanere universalistico, ma che, per conservare se stesso, deve fare un check, un controllo e un cambiamento anche in termini di approccio e di algoritmo di riferimento". Lo ha detto Guido Quintino Liris, membro della V commissione Bilancio del Senato, durante il convegno 'Lavoro e capitale umano: le sfide per il futuro', organizzato da Aaroi-Emac (Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani - Emergenza area critica) a Roma.
"Lo studio delle esigenze, delle richieste e dell'offerta dell'attuale Servizio sanitario nazionale - prosegue Liris - è il punto di partenza per poter progettare, monitorare e programmare personale qualificato e sempre più valorizzato. Questo si ottiene integrando ospedale e territorio, mettendo in relazione i bisogni e cercando di offrire risposte sempre più performanti al paziente".
"Un incontro come questo mette al centro il personale prima delle infrastrutture e delle tecnologie, perché senza un personale motivato e qualificato - conclude - verrebbe meno la capacità di essere un unicum a livello internazionale che da tempo il Servizio sanitario nazionale ha maturato".

Sguardo smarrito, parole biascicate e frasi quasi prive di senso. Quello che doveva essere un semplice collegamento dai Giochi invernali di Milano Cortina si è trasformato in un caso mediatico internazionale .
Protagonista, suo malgrado, la giornalista australiana Danika Mason, volto di ‘Channel 9’ e inviata del programma Today. Durante il collegamento dedicato agli eventi sportivi della giornata, Mason è apparsa con voce impastata e lo sguardo poco lucido per poi dire cose del tutto fuori contesto, come il prezzo del caffè. "Il prezzo del caffè qui va benissimo, è quello americano che dovremo imparare a sopportare. Sulle iguane, invece, non so dove vogliamo andare a parare", ha detto con sguardo confuso.
Il video ha fatto rapidamente il giro sui social, dividendo gli utenti tra chi ha difeso la giornalista e chi invece ha parlato di un comportamento poco professionale. Il giorno successivo Mason è tornata in onda e, al termine del servizio, ha chiesto scusa pubblicamente. Ha ammesso di aver "sottovalutato la situazione" e di aver bevuto prima della diretta, spiegando che il freddo e il non aver cenato hanno amplificato gli effetti dell’alcol: "Voglio assumermi la piena responsabilità, non è lo standard che mi impongo", ha dichiarato, mortificata.
Per difenderla è intervenuto anche il primo ministro australiano Anthony Albanese, che ha invitato a ridimensionare il caso, suggerendo che potesse trattarsi anche di semplice stanchezza da viaggio e di fuso orario.
Tra la passione per l'opera lirica e la forza d'animo...
Comitati e associazioni uniti in una mozione, 'giunta Todde impugni
norme statali'... Parole piene di affetto, di considerazione per persone e animali, mostrano la sensibilità che a 10 anni aveva la futura regina Elisabetta, quando scrisse una lettera alla sua governante alla Royal Lodge, Beatrice Stillman. Ma non solo: la missiva ritrovata in un baule dagli eredi della dipendente della famiglia reale porta alla luce le qualità artistiche della bambina. Non solo non è presente alcuna cancellatura ed errore di ortografia, ma i disegni sono bellissimi, le proporzioni dei personaggi ritratti perfette.

Stimato a 4.500 euro, il documento sarà messo all'asta il 27 febbraio presso Hansons Auctioneers a Penshurst, nel Kent. Scoperta da William Westacott, pronipote della signora Stillman, la lettera era rimasta per anni in un baule di pelle blu marchiato Harrod's sotto il letto della madre, scomparsa due anni prima. Elisabetta la scrisse durante una vacanza in Cornovaglia, a Praa Sands, inviando notizie alla sua governante, dicendole di aver raccolto dei fiori. "Cara Beatrice, ti mando delle primule selvatiche che abbiamo raccolto. Ce ne sono alcune rosa pallido e altre gialle. È molto piacevole qui. Puoi andare in spiaggia dal giardino".
La bambina si informa anche sulla salute dei suoi animali: "Spero che gli uccelli stiano bene e che i pesci rossi siano ancora vivi. Potresti dare delle primule a Cootie (intendo la signorina Coote) e alla signora Wade? Jock (il pony, ndr) è in ottima forma e molto felice qui. Tata e Joanna ti mandano i loro saluti". I disegni sulla lettera sono la parte più impressionante della scoperta. Due banditi a cavallo adornano l'angolo in alto a sinistra del documento. Sotto di loro, una bambina, di nome Mary, è assorta nella lettura, mentre un bambino con i calzini alti fino al ginocchio, John, è seduto a gambe incrociate. Tra loro c'è un cane di nome Jim. In fondo alla lettera, un bambino salta un ostacolo a cavallo, mentre un uomo con un bastone da passeggio accarezza un altro cavallo.
Le proporzioni nei disegni sono perfette, così come il senso del movimento; l'attenzione ai dettagli e la precisione del tratto sono impressionanti per un bambino di quell'età. Un talento che la regina non ha mai mostrato, poiché le capacità artistiche della famiglia erano principalmente quelle di Carlo III o di suo padre, il principe Filippo. "Quando ho visto la lettera per la prima volta, mi è venuta la pelle d'oca", ha detto il banditore d'asta James Matthews al Telegraph . "Queste poche righe ci permettono di capire tutto ciò che sappiamo della defunta regina. Appare attenta, gentile e attenta al benessere degli altri, proprio come lo era negli ultimi anni", ha continuato.

"MyPlant & Garden è una fiera bellissima. Parlare dei campi di calcio è solo una piccola parte della manifestazione, in quanto il resto è dedicato agli espositori e a chi si occupa di fiori, di piante e di tutto ciò che ha inerenza con il verde e con tutte le nuove tecnologie che penso possano dare un contributo a migliorare questo aspetto della nostra economia". A dirlo Giancarlo Camolese, vice presidente componente professionistica Aiac-Associazione italiana allenatori calcio, alla decima edizione di MyPlant & Garden, il salone internazionale del verde, in svolgimento nei padiglioni di Rho Fiera Milano dal 18 al 20 febbraio 2026.
"Oggi rappresento l'Associazione allenatori, capillare sul territorio: siamo una componente tecnica, abbiamo circa 20mila associati e siamo all'interno del Consiglio federale, dando il nostro contributo quando ci viene richiesto -spiega-. Il nostro primo compito è sostenere la figura dell'allenatore, che negli anni è cambiata molto, in quanto ora ci sono staff molto numerosi, ad esempio al nostro interno ci sono anche i preparatori atletici, però teniamo in considerazione anche le osservazioni che ci arrivano da altre figure che fanno parte degli staff e che sono altrettanto importanti".
Camolese, poi, a margine del panel 'Fattore campo: impatto diretto su performance e risultati. Strategia, gestione, sostenibilità. Prospettive e case history', a cui ha preso parte, ha parlato anche dell’evoluzione dei manti erbosi nel tempo: "C'è stato un grande cambiamento nel corso degli anni. Il calcio si gioca dal 1863, ma in realtà i terreni sono cambiati. Io ricordo i campi in terra battuta e quelli un po' 'spelacchiati' -sottolinea il vice presidente di Aiac-. Adesso, invece, parliamo di campi in sintetico, di campi in erba, molto belli e curati, e anche di campi misti. Tutto questo aiuta la qualità del gioco e soprattutto la sicurezza. Come allenatori siamo i primi a preoccuparci del campo proprio perché sappiamo che un bel campo favorisce la qualità del gioco e previene infortuni. Pertanto, siamo sempre molto attenti. Sappiamo e ci rendiamo conto che non è facile perché bisogna curare con grande attenzione i manti erbosi e quelli misti. Adesso con i sintetici, molto probabilmente le molte partite che si fanno sono più o meno legate alla qualità del campo, però, il campo è sempre qualcosa che l'allenatore guarda subito, così come i giocatori", conclude.

"La sostenibilità del verde sportivo e degli stessi impianti sportivi comincia ad essere un tema particolarmente importante, anche alla luce del fatto che la presenza di impianti è direttamente proporzionale alla crescita del movimento. In un momento complicato e difficile come questo, in cui i ragazzi cercano proprio quei punti di riferimento che mancano, avere la disponibilità di attrezzature e di impianti sportivi significherebbe avere un grosso ammortizzatore sociale, capace di dare una mano soprattutto a questi ragazzi". Sono le parole di Mauro Grimaldi, amministratore delegato Federcalcio Servizi, intervenendo al panel 'Fattore campo: impatto diretto su performance e risultati. Strategia, gestione, sostenibilità. Prospettive e case history', nel contesto della decima edizione di MyPlant & Garden, il salone internazionale del verde, in svolgimento nei padiglioni di Rho Fiera Milano dal 18 al 20 febbraio 2026.
"Rispetto ad anni fa, il panorama è cambiato: gli impianti sportivi e gli stadi possono diventare anche un terreno sperimentale per ottimizzare costi, ambiente, energia, servizi -prosegue Grimaldi-. Le possibilità di farlo ci sono". Un altro tema cruciale è quello della proprietà e della gestione di queste infrastrutture: "L'80% degli impianti sono degli enti locali. Per poter dare la possibilità di investire ai privati, c'è bisogno di una sinergia più complessa. Se il privato vuole investire, deve avere la disponibilità dell'impianto almeno per 15-20 anni, cosa che adesso non succede, e poter accedere a varie fonti di finanziamento. È importante che si intervenga velocemente perché abbiamo un patrimonio di impiantistica sportiva molto vecchio, alcuni impianti risalgono addirittura a prima della guerra e hanno bisogno di essere attenzionati e mantenuti".
Da parte del movimento sportivo "c'è grande sensibilità su questo tema. Nelle strutture c'è adesione, c'è movimento, il campo sportivo è punto di aggregazione, dialogo e formazione, oltre che di condivisione di valori. Per questo dobbiamo dialogare in maniera sinergica con gli enti locali, il governo, le società sportive, le banche e gli enti di promozione, per cercare di creare una squadra in cui tutti cercano di trovare delle soluzioni adatte -spiega-. Oggi parleremo di questo, stiamo cercando di ‘provocare delle reazioni’ perché si prenda finalmente coscienza di questo problema. Il fatto che ci sia un settore dedicato al verde sportivo a MyPlant & Garden trovo che sia un grande passo avanti -conclude- perché ci dà la possibilità di mostrare come oggi la tecnologia permetta di fare impianti modernissimi, con un livello di ottimizzazione incredibile e sistemi di manutenzione altrettanto avanzati. Stiamo infatti ragionando sulla possibilità di creare dei corsi di formazione per chi mantiene i campi sportivi. La competenza e la professionalità sono infatti estremamente importanti e credo che sia corretto formare i giardinieri e i manutentori sulle nuove tematiche e i nuovi materiali".

"Credo sia fondamentale far capire ai giovani che loro sono il futuro e quindi, così come le piante devono crescere, altrettanto deve fare la 'coscienza verde' dei giovani, rendendoli partecipi di un cambiamento che è in essere ma che ancora non li coinvolge del tutto". A dirlo Francesco Ferrini, professore di Arboricoltura e Coltivazioni arboree presso l’Università di Firenze, alla terza edizione del convegno 'Giovani e florovivaismo: dal vivaio alla città resiliente: coltivare il futuro verde', a cura di Cia e Florovivaisti italiani, nel contesto della decima edizione di MyPlant & Garden, il salone internazionale del verde, in svolgimento nei padiglioni di Rho Fiera Milano dal 18 al 20 febbraio 2026.
Per superare questo gap in termini di interessamento e partecipazione da parte dei giovani "dovremmo far capire loro che chi lavora nel verde, chi produce le piante, chi poi le dimora e le cura è una persona che ha a cuore il futuro delle nostre comunità, delle città e che soprattutto -aggiunge- fa un mestiere importantissimo perché lavora con il bello. Non si tratta solamente di lavorare con la terra e con le mani, ma anche con l'intelletto e con le tecnologie, come l'intelligenza artificiale ed altre tecnologie all'avanguardia che consentono che la produzione del verde sia ‘certificata’ e sostenibile fin dall'inizio".
"Ritengo che questo sia il miglior sistema per coinvolgere i giovani e per renderli veramente gli attori principali di quello che sarà il nostro futuro. MyPlant & Garden mostra anche questo: non ci sono solamente piante, alberi e arbusti o piante in vaso, ma anche tecnologie e innovazione, come spiegherò nel mio intervento -prosegue-. Parlerò infatti del ruolo del vivaismo sostenibile e funzionale, per poi passare ai criteri che guidano la scelta delle piante, che costruiranno le infrastrutture del futuro. Non si parla infatti più solo di piante come ornamento e come fonte di bellezza estetica, ma si cerca resilienza, tolleranza agli stress ambientali, resistenza ai parassiti". A dimostrare che la 'coscienza verde' si sta sviluppando anche la stessa decima edizione della kermesse, chiamata anche l'Olimpiade del Verde, il fatto che sia "sicuramente molto più estesa e partecipata rispetto agli anni precedenti. In aumento anche la presenza di giovani, che fa molto piacere, così come quella degli operatori, non solo italiani ma anche stranieri", conclude.
Il sindaco, 'siamo indignati e preoccupati per slittamento opere'...
Testo presentato da ex assessore Satta per valorizzare e tutelare
eccellenze...
l'incidente sul lavoro è avvenuto a Elmas...
Intervento dei vigili del fuoco...
Spanedda, 'al centro pianificazione, trasparenza e tutela delle
coste'...
Per consentire lo svolgimento della 18/a edizione della
manifestazione...
Risorse dalla Regione per l'emergenza-urgenza...
Patronaggio: 'Non è differente da chi si vede sequestrata una
automobile dai vigili'...
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Il delitto nella notte a Orani... 
Dodicesimo giorno di gare a Milano Cortina 2026. Dopo il 25esimo podio per gli azzurri alle Olimpiadi invernali, oggi giovedì 19 febbraio è il giorno del debutto dello sci alpinismo ai Giochi Olimpici. Per l'Italia, occhi soprattutto su Giulia Murada, a caccia della prima storica medaglia olimpica nella disciplina a Bormio. In serata torna il pattinaggio di figura: in gara c'è Lara Naki Gutmann. Ecco programma, orario delle gare di giornata e dove vederle in tv e streaming.
Milano Cortina, italiani in gara oggi
Ecco gli italiani in gara oggi alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026:
9.05 curling – Torneo maschile, round robin: Italia-Svizzera, Germania-Cina, Svezia-Cechia, Norvegia-Canada
9.10 combinata nordica – Team sprint, trial round (Italia)
9.50 sci alpinismo – Sprint femminile, batterie (Alba De Silvestro, Giulia Murada)
10.00 bob – Bob a 4 maschile, prove cronometrate 3-4 (Italia)
10.00 combinata nordica – Team sprint, salto (Italia)
10.30 sci freestyle – Halfpipe maschile, qualificazioni (prima manche)
10.30 sci alpinismo – Sprint maschile, batterie (Michele Boscacci)
11.00 sci freestyle – Aerials maschili, qualificazioni (prima manche)
11.27 sci freestyle – Halfpipe maschile, qualificazioni (seconda manche)
11.45 sci freestyle – Aerials maschili, qualificazioni (seconda manche)
12.55 sci alpinismo – Sprint femminile, semifinali
13.25 sci alpinismo – Sprint maschile, semifinali
13.55 sci alpinismo – Sprint femminile, finale
14.00 bob – Bob a 2 femminile, prove cronometrate 5-6 (Italia 1, Italia 2)
14.00 combinata nordica – Team sprint, sci di fondo (Italia)
14.00 sci freestyle – Aerials maschili, finale (prima manche)
14.05 curling – Torneo femminile, fase a gironi: Italia-Gran Bretagna, Svizzera-USA, Canada-Corea del Sud, Cina-Giappone
14.15 sci alpinismo – Sprint maschile, finale
14.40 hockey ghiaccio – Torneo femminile, finale per il bronzo: Svizzera-Svezia
15.00 sci freestyle – Aerials maschili, finale (seconda manche)
16.30 speed skating – 1500 metri maschili (Daniele Di Stefano)
19.00 pattinaggio di figura – Individuale femminile, free program (Lara Naki Gutmann)
19.05 curling – Torneo maschile, semifinali
19.10 hockey ghiaccio – Torneo femminile, finale per l’oro: Stati Uniti-Canada
19.30 sci freestyle – Halfpipe femminile, qualificazioni (prima manche)
20.27 sci freestyle – Halfpipe femminile, qualificazioni (seconda manche)
Milano Cortina, dove vedere gare oggi
Dove vedere le gare di oggi a Milano Cortina 2026? I Giochi sono trasmessi in diretta tv e in chiaro sui canali Rai, in streaming su Rai Play e in abbonamento su Eurosport, ma anche su Hbo Max, Discovery+, Dazn, Timvision e Prime Video Channels.
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