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(Adnkronos) - Torna in campo la Lazio. Oggi, lunedì 13 aprile, i biancocelesti volano a Firenze per sfidare la Fiorentina - in diretta tv e streaming - nella 32esima giornata di Serie A. La squadra di Sarri è reduce dal pareggio interno per 1-1 contro il Parma, mentre i viola sono stati battuti 3-0 dal Crystal Palace nell'andata dei quarti di finale di Conference League. Nell'ultima giornata di campionato invece la squadra di Vanoli ha vinto in trasferta con l'Hellas Verona 1-0.
Nella prossima giornata di Serie A, la Lazio sfiderà il Napoli in trasferta mentre la Fiorentina ospiterà il Sassuolo.

(Adnkronos) - Emma Marrone ha lanciato un potente messaggio sulla prevenzione attraverso i suoi canali social. La cantante - che nel 2009 ha affrontato la diagnosi di un tumore alle ovaie - ha raccontato con grande gioia di essersi sottoposta al consueto controllo annuale e che ha dato un esito positivo.
"Questa bella notizia mi ha dato ancora di più lo slancio per fare sempre meglio", ha detto la cantante che sta preparando un tour in giro per l'Italia e due date speciali negli Ippodromi di Roma e Milano previsti per il prossimo settembre.
"Mi raccomando raga, fate sempre i controlli, non trascurate niente", ha aggiunto la cantante lanciando un appello importantissimo ai suoi fan. "Anche se vi sentite bene, fate i controlli", ha concluso a corredo di uno scatto che la ritrae in macchina con il sorriso stampato sulle labbra.

(Adnkronos) - Nell’ambito inchiesta sull’eredita di Marella Agnelli, la procura di Torino ha avanzato la richiesta di rinvio a giudizio per il presidente di Stellantis, John Elkann e per il commercialista Gian Luca Ferrero. La richiesta, emersa nel corso dell’udienza preliminare che fa seguito alla decisione del gip di Torino che lo scorso dicembre aveva disposto l’imputazione coatta respingendo parzialmente la richiesta di archiviazione avanzata della procura rinviando gli atti ai pm. L’udienza e’ stata aggiornata al 22 giugno.
“La richiesta di rinvio a giudizio di cui si è avuta notizia oggi è solo un passaggio procedurale assolutamente atteso per permettere la ricomposizione di un procedimento che ha avuto una genesi unitaria”. Cosi’, in una nota, i legali del presidente di Stellantis che in una nota sottolineano: “Ribadiamo che il nostro interesse è difendere nel merito una persona del tutto estranea ai fatti contestati”.

(Adnkronos) - In occasione del suo 60° anniversario, Danone Italia festeggia un traguardo d’eccellenza riconfermando la Certificazione per la parità di genere (Uni/PdR 125:2022), rilasciata da Bureau Veritas, uno dei principali organismi di certificazione accreditati a livello internazionale. La certificazione, ottenuta per la prima volta nel marzo 2023, evidenzia l’impegno concreto dell’azienda nel promuovere un ambiente di lavoro equo, inclusivo e attento a valorizzare le persone in tutte le fasi della loro vita professionale e personale, grazie a politiche di sostegno alla genitorialità e alle attività di cura, all’empowerment femminile e all’inclusione.
Questo risultato importante è stato celebrato durante l’evento '60 anni di Danone: crescere creando valore. Oltre la parità di genere: salute, persone e cura per un impatto positivo', svoltosi presso la sede di Milano dell’azienda. L’iniziativa ha offerto un’occasione di confronto su come la parità di genere possa generare valore per le persone e per la società. All’evento hanno preso parte rappresentanti delle Istituzioni – tra cui Alessandra Locatelli, ministra per le Disabilità con un contributo video; Simona Tironi, assessora all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia e Alessia Cappello, assessora allo Sviluppo economico e alle Politiche del Lavoro del Comune di Milano - e del mondo aziendale, arricchendo il dibattito con testimonianze dirette su inclusione, lavoro e valore condiviso. Per suggellare simbolicamente la giornata, si è inoltre svolto il taglio del nastro dei nuovi uffici aziendali, progettati con attenzione al benessere dei 'danoners', come amano chiamarsi le persone che lavorano in Danone, a conferma della centralità del capitale umano nella strategia di Danone Italia.
Nel 2026 Danone ha raggiunto un punteggio di ricertificazione pari a 95,7 su 100, registrando un miglioramento di 5 punti rispetto all’anno precedente: un risultato significativo che testimonia un percorso in continua evoluzione, guidato dalla convinzione che la valorizzazione delle persone sia la base per costruire organizzazioni più inclusive, innovative e sostenibili. La ricertificazione per la Parità di genere ottenuta da Danone Italia è stata resa possibile grazie a risultati tangibili: nel 2025 le donne costituiscono il 62% dei dirigenti, il 73% delle promozioni totali del 2025 è stato assegnato a donne, il 68% delle donne ha una delega di budget rispetto al 32% degli uomini e il 100% di chi lavora nell’organizzazione, donne e uomini, beneficia di una remunerazione variabile che assicura la corresponsione equa del salario. Questi dati testimoniano la solidità e la maturità del percorso intrapreso dall’azienda a sostegno delle pari opportunità e dell’inclusione.
“Esperienze come quella di Danone - ha commentato Simona Tironi, assessora all’Istruzione, Formazione, Lavoro di Regione Lombardia - dimostrano che la parità di genere si costruisce con politiche strutturate, misurabili e continuative nel tempo Il punteggio raggiunto e i risultati ottenuti in termini di crescita professionale e valorizzazione delle competenze rappresentano un segnale importante anche per il nostro territorio. Regione Lombardia è oggi la prima in Italia per numero di certificazioni e per strumenti di sostegno attivati su questi temi, a conferma di un impegno concreto e continuativo. In questa direzione, lavoriamo per rafforzare un ecosistema in cui imprese e istituzioni collaborino per creare condizioni di lavoro sempre più inclusive e capaci di sostenere le persone in tutte le fasi della vita”.
La certificazione attesta quindi l’adozione di un sistema strutturato e misurabile per la promozione delle pari opportunità, basato su indicatori che riguardano cultura e strategia aziendale, governance, gestione delle risorse umane, opportunità di crescita professionale, equità retributiva e tutela della genitorialità e dell’equilibrio tra vita privata e lavoro.
“Mi fa molto piacere - ha affermato l’assessora allo Sviluppo economico e Politiche del lavoro Alessia Cappello del Comune di Milano - festeggiare con Danone Italia, un doppio traguardo di eccellenza, da un lato la presenza dell’azienda da sessant’anni in Italia, dall’altra il conseguimento della ricertificazione per la parità di genere, che rappresenta concretamente l’impegno verso i dipendenti e anche verso il contesto in cui l’azienda è inserita Policy concrete e attente alle esigenze dei collaboratori, come quelle che attua Danone, non sono solo un buon esempio per le altre organizzazioni, ma costituiscono dei veri e propri modelli per sperimentare formule innovative di conciliazione vita lavoro in un’epoca in cui c’è sempre maggior bisogno di “cura” verso le persone, specie i propri dipendenti”.
Per Danone, la parità di genere si inserisce in una visione più ampia e profondamente umana: costruire un ambiente di lavoro capace di accompagnare e sostenere le persone nei passaggi più significativi della loro vita. Un impegno che prende forma in un modello strutturato su quattro pilastri. Il pilastro culturale promuove una cultura fondata su rispetto, inclusione e autentica valorizzazione delle diversità lungo tutto il percorso professionale. Quello psico-affettivo si prende cura della dimensione emotiva, offrendo supporto attraverso sportelli psicologici e spazi di ascolto e condivisione all’interno delle community aziendali. Il pilastro economico si traduce in strumenti concreti di welfare e in forme di sostegno finanziario pensate per i momenti di maggiore bisogno. Infine, il pilastro organizzativo garantisce flessibilità e attenzione all’equilibrio tra vita privata e lavoro, grazie a congedi e programmi dedicati. Un sistema integrato che mette al centro la persona, riconoscendone bisogni, aspirazioni e unicità.
Questo impegno si traduce in politiche strutturate pensate per accompagnare situazioni di fragilità, cambiamento e responsabilità familiari. Oncology Recovery Policy: un impegno che si fa presenza, accanto alle persone che affrontano un percorso oncologico. Un sistema di tutele e attenzioni che intreccia supporto psicologico, flessibilità lavorativa, strumenti di welfare e congedi dedicati, per accompagnare con cura e continuità ogni fase, dalla terapia al rientro, restituendo serenità e dignità al tempo della guarigione. Caregiver Policy: il riconoscimento autentico di un gesto quotidiano di responsabilità e amore. A chi si prende cura di familiari o persone fragili, l’azienda offre sostegno concreto attraverso congedi retribuiti e strumenti dedicati, alleggerendo il peso di un impegno prezioso e spesso invisibile, e valorizzandone il profondo significato umano e sociale. Parental Policy: un percorso di accompagnamento che accoglie e sostiene la genitorialità in ogni suo momento. Dalla preparazione alla nascita fino al rientro al lavoro, la policy mette a disposizione servizi legali, psicologici, educativi ed economici, insieme a congedi potenziati e programmi continuativi, favorendo un equilibrio armonioso tra vita familiare e professionale e contribuendo a una stabilità organizzativa duratura.
“Questo riconoscimento - ha sottolineato Pietro Paolo Origgi, hr director di Danone Nutricia - rappresenta un passo significativo nell’ormai consolidato percorso di Danone verso un ambiente di lavoro sempre più equo e inclusivo. È il risultato di un impegno collettivo che negli anni ha rafforzato politiche, processi e iniziative a sostegno delle nostre persone: interventi misurabili che confermano la solidità del nostro impegno e la maturità del nostro modello organizzativo. Per le persone, questo si traduce in fiducia, trasparenza e opportunità reali. Per il business, significa maggior attrattività dei talenti, processi decisionali più efficaci, un vantaggio competitivo in sede di gare, nei bandi e nei rapporti con clienti e stakeholder, una reputazione più solida e un modello organizzativo credibile verso l’esterno, oltre all’accesso a benefici e incentivi, tra cui sgravi contributivi previsti per le aziende certificate, contribuendo alla sostenibilità del nostro modello”.
“Siamo orgogliosi - ha dichiarato Nicoletta Palese, business unit manager della divisione certificazione Nord di Bureau Veritas Italia - di valorizzare, con i nostri audit di certificazione, le best practice delle organizzazioni in prima linea per diffondere le pari opportunità. La testimonianza di Danone, particolarmente emblematica sui temi della genitorialità condivisa e del caregiving, è in grado di ispirare le aziende della filiera e del settore, promuovendo quell’evoluzione culturale che oggi non solo è necessaria, ma anche improrogabile”.
Nel loro insieme, queste policy all’avanguardia raccontano una visione chiara e coerente: costruire un ambiente di lavoro in cui le persone possano sentirsi veramente sostenute nei momenti che contano, con fiducia e serenità. Momenti come malattia, genitorialità e cura diventano dimensioni riconosciute e supportate, contribuendo a un ambiente di lavoro più inclusivo, sostenibile e orientato al benessere delle persone.

(Adnkronos) - "A causa dei pensionamenti c’è il rischio di avere meno colleghi che possano occuparsi di questa patologia, l'emofilia. Ecco che allora la formazione di tutti i medici e di tutti gli specialisti che si possano incontrare nel percorso assistenziale del paziente con malattie emorragiche congenite diventa essenziale". Lo ha detto Verena De Angelis, consigliere del Comitato centrale della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri - Fnomceo, al convegno per la XXII Giornata mondiale dell'emofilia (17 aprile), promosso da FedEmo a Roma.
"Quando parlo di medici mi riferisco a chi si occupa di medicina generale, al pediatra di libera scelta, al ginecologo, all'odontoiatra - spiega De Angelis - Ecco perché è essenziale fornire a tutti competenze tali da individuare precocemente il paziente con questo tipo di malattia, così poi da riferire un quadro clinico completo ai centri specialistici; una formazione diffusa capillarmente garantisce equità nella fornitura del risultato ma anche un certa correttezza nella cura".
"La Fnomceo - sottolinea il consigliere - ritiene necessario riallineare la preparazione specialistica alle esigenze dei centri che assistono pazienti con patologie emorragiche congenite, è l'elemento più importante che abbiamo. L'Ordine dei medici è un ente sussidiario dello Stato, quindi ha il compito di vigilare sulla validità dello stato di salute dei pazienti, però non siamo né il ministero né l'università, per cui possiamo interagire con loro verificandone i punti deboli; non ci resta che insistere sulla formazione a tappeto - conclude - magari con eventi specifici diffusi su tutto il terirtorio nazionale".

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(Adnkronos) - "Allenare una Nazionale? Un giorno forse arriverà, però adesso sono troppo allenatore, io mi devo sentire tutti i giorni in campo, allenare i giovani, farli imparare, preparare le partite. Essere allenatore della Nazionale in questo momento per me è un po' 'noioso'. Quando sarò un po' più vecchio... forse vedremo". Lo ha detto il tecnico del Como Cesc Fabregas a margine del premio Bearzot.
"Champions? Non è per noi in questo momento", ha spiegato Fabregas. "Futuro? Io sono convintissimo a Como, spero di rimanere al Como, quando inizia a pensare al domani le cose non vanno bene, sono molto attaccato a questo progetto e a questa città, non so cosa farò domani, va tanto veloce, che è impossibile pensare al futuro. Tranquillità assoluta, sono molto contento e spero che la gente di Como sia contenta con me e speriamo di stare insieme tanto tempo".

(Adnkronos) - È morto l'imprenditore pugliese Stefano Adamo mentre stava pranzando presso uno stand al padiglione 7 di Vinitaly. Colto da un malore ieri pomeriggio è stato immediatamente soccorso dai medici che si trovavano in fiera insieme alle auto medice. I medici rianimatori hanno praticato subito le manovre di rianimazione e caricato l'imprenditore sull'autoambulanza per portarlo in ospedale dove verso le 16 è deceduto nella struttura di Borgo Roma di Verona.
Adamo, 51 anni, ha subito un arresto cardiarco ma non si conoscono ancora le cause del decesso dovuto probabilmente a un malore piuttosto che a un soffocamento. Non si trovava a Vinitaly come espositore ma era in visita allo stand di alcuni amici.
Stefano Adamo veniva da una famiglia che per generazioni, come ha raccontato lui stesso, ha coltivato "la terra con dedizione, producendo olio e patate nel rispetto della natura e delle tradizioni". "Cresciuto tra i campi e i profumi della mia terra, ho deciso di trasformare questa eredità in un progetto che valorizzasse i sapori autentici del territorio. Dopo anni di esperienza nella promozione dei prodotti locali, ho creato Voilà Boutique all’interno del nostro storico magazzino di famiglia". Si tratta di uno shop online nato "dall’amore profondo per il Salento e per le sue eccellenze enogastronomiche" che Adamo definiva "no spazio dove ogni prodotto racconta una storia di autenticità, qualità e legame con la terra. Qui ogni acquisto è un viaggio nei sapori del Salento — un’esperienza vera, da vivere e condividere". Tra i prodotti il Gin che omaggia la nonna Gina e "tutte le nonne salentine, paladine di una cultura pugliese travolgente e senza eguali".
Stefano Adamo aveva partecipato al programma televisivo 'Il contadino cerca moglie'. Lascia una figlia.

(Adnkronos) - Passaggio di testimone alla guida del Gruppo Les italiano Odv. Dopo due mandati al timone dell'associazione per la lotta contro il lupus eritematoso sistemico, dal 2020 al 2026, Rosa Pelissero lascia la presidenza a Mercedes Callori, già vicepresidente e da anni impegnata nel percorso associativo. "Il primo ringraziamento va a Rosa - afferma la neoeletta Callori - In tutti questi anni abbiamo lavorato molto bene insieme e il suo contributo è stato importante anche per il mio percorso personale. So che, con ruoli diversi, continueremo a lavorare bene insieme, e non posso che ribadire la mia gratitudine a lei. Ringrazio anche tutta la squadra che mi ha scelta: insieme proseguiremo il lavoro già avviato sotto la guida di Rosa Pelissero, portando avanti tanti progetti pensati per migliorare concretamente la vita delle persone che, come noi, convivono con il lupus e i loro caregiver".
Tra i diversi progetti già avviati dall'associazione - riporta una nota - c'è anche 'Les is more', che ha consentito di mappare i centri di eccellenza per la cura del lupus in Italia e di far emergere alcune delle principali criticità su cui intervenire. "Abbiamo tanto altro in cantiere - aggiunge Callori - ma per ora sento il bisogno di esprimere gratitudine a tutti i volontari che non mancano di supportarci, a tutti i membri del direttivo e del consiglio scientifico, sia a quelli già presenti da tempo che ai nuovi entrati nella squadra".
Romana, attiva nel Gruppo Les italiano Odv dal 2010, Callori è stata prima referente del gruppo del Lazio e, dal 2013, componente del consiglio direttivo. Ha inoltre partecipato a tavoli istituzionali e firmato lavori scientifici che hanno coinvolto l'associazione. E' stato rinnovato anche il direttivo del Gruppo Les: Lucia Coppola è la nuova vicepresidente con funzione di tesoriera. Si aggiungono alla squadra: Francesca Marchiori, già volontaria e membro dello staff di Lupus Europe, ed Elisa Iarlori, associata da diversi anni e volontaria attiva da qualche anno anche per la comunicazione social. Sono state confermate: Lucia Di Bernardo, con funzione di segretario; Letizia Ditaranto, Roberta Brusadelli, e Pelissero con il ruolo di Past President. Nel consiglio scientifico entra Franco Franceschini, già responsabile della Reumatologia degli Spedali Civili di Brescia. Sono stati riconfermati Lorenzo Emmi, immunologo e Davide Montin, pediatra reumatologo.

(Adnkronos) - "Attualmente i corsi di Medicina sono già allineati nel rispondere alle esigenze di ogni tipo di associazioni di pazienti, perché si tratta di nostri stakeholder. Da questa giornata mi porterò a casa la possibilità di fare un'indagine più approfondita per vedere se questo aspetto è stato recepito a livello nazionale". Lo ha detto Stefania Basili, presidente della Conferenza permanente dei presidenti di consiglio di corso di laurea magistrale in Medicina e chirurgia, intervenendo oggi a Roma al convegno per la XXII Giornata mondiale dell'emofilia, promosso da FedEmo.
La presidente Basili ha illustrato poi le azioni prioritarie "affinché il percorso formativo universitario contribuisca a rendere quest'area più attrattiva per gli studenti e per i futuri specializzandi". Ha ricordato che "il ministero dell'Università e della Ricerca il 19 dicembre del 2023 ha pubblicato il decreto 1649 nel quale ha inserito un tirocinio volto proprio ad orientare i ragazzi fin dagli ultimi anni del corso di laurea: si tratta del tirocinio della flessibilità, con il quale il ragazzo, al quarto e quinto anno di Medicina, può decidere di affrontare un percorso particolarmente orientato e in questi percorsi, composti da 8 crediti formativi universitari (Cfu) totali. Pensiamo di inserire un ulteriore percorso dedicato alle basi della trombosi per orientare al post laurea", ha sottolineato.
(Adnkronos) - "Stiamo vivendo un periodo in cui il ministero riflette sui percorsi formativi specialistici in area medica e si sta discutendo sulla possibilità di riformare gli stessi anche in accordo con il ministero della Salute, ma quello che stiamo cercando di capire è come produrre competenze specifiche; ciò significa adeguarsi nel prossimo futuro a costruire percorsi formativi adeguati". Così Massimo Miscusi, direttore generale per le Specializzazioni sanitarie, i dottorati di ricerca e altra formazione post-universitaria del ministero dell'Università e della Ricerca, al convegno per la XXII Giornata mondiale dell'emofilia (17 aprile), promosso da FedEmo a Roma.
In merito allo sviluppo di nuovi strumenti proprio per favorire percorsi più flessibili, Miscusi sottolinea: "Stiamo ragionando insieme al ministero della Salute su questa possibile riforma futura del sistema. Di sicuro - spiega - troverà spazio la necessità di identificare, non solo all'interno dei percorsi formativi delle scuole di specializzazione, ma anche nei percorsi di sub specializzazione, quello che è il cosiddetto modello di diploma supplement: ciascuno specializzando, alla fine del proprio percorso, avrà un riconoscimento di una particolare competenza acquisita. Ma stiamo ragionando anche in termini più ampi, adeguandoci a quella che è l'abitudine e la prassi dei Paesi più avanzati dal punto di vista della formazione medica, creando dunque percorsi di formazione professionale post specialistica".
"A valle delle scuole di specializzazione - prosegue Miscusi - giovani medici già specialisti potranno in qualche modo approfondire alcune tematiche e acquisire ulteriori competenze, secondo il modello delle fellowship cliniche che sono attualmente in uso in molti paesi occidentali avanzati da un punto di vista della formazione medica. Quindi entrambe queste fattispecie sicuramente ci aiuteranno a creare delle figure professionali con caratteristiche specifiche che potranno essere più utili per il sistema sanitario nazionale a seconda delle esigenze che la salute ci chiederà", concude.

(Adnkronos) - La corsa alla presidenza della Figc prende forma in un tranquillo lunedì di metà aprile. Milano chiama, Roma risponde. In mattinata i 20 club di Serie A si riuniscono in Assemblea nella sede di via Rosellini per scegliere il nome del proprio candidato verso le elezioni federali del prossimo 22 giugno nella Capitale. Sono 18 le 'preferenze' per Giovanni Malagò, ex numero uno del Coni e attuale presidente di Fondazione Milano Cortina 2026. È lui il nome su cui convergono 18 squadre della massima serie: non firmano solo i presidenti di Lazio e Verona, Claudio Lotito e Italo Zanzi.
La questione viene chiarita dal presidente della Lega Calcio Serie A Ezio Simonelli: “Diciotto club su venti hanno sottoscritto la candidatura di Giovanni Malagò, che da questo momento rispetta il requisito dell'articolo 6,2 del regolamento elettorale della Figc, consistente nell'aver raggiunto l'accredito della candidatura. Il 22 giugno le 20 società avranno diritto di sottoscrivere un modulo federale per accreditare un candidato”. Le elezioni federali si terranno il 22 giugno a Roma. I voti non hanno lo stesso peso, ma assumono un valore specifico proporzionale alla rilevanza della componente rappresentata: Serie A (20 delegati, peso complessivo del 18%), Serie B (20 delegati, 6%), Lega Pro (57 delegati, 12%), Lnd (99 delegati, 34%), Aic (52 delegati, 20%), Aiac (26 delegati, 10%).
Simonelli puntualizza: "Le due società mancanti, Lazio e Verona, non lo hanno fatto certo per mancanza di fiducia nella figura di Malagò, che credo tutti riconoscano come una delle persone più autorevoli nel mondo dello sport e di grande riferimento per tutti. Ne hanno fatto una questione di metodo, ritenendo che prima si dovesse discutere dei programmi e poi individuare la persona per portali avanti”. Un tema poi sottolineato, al termine dell’Assemblea, dallo stesso patron biancoceleste Claudio Lotito: “Le elezioni vengono indette con la legge 91 del 1981, una legge di 45 anni fa. Non va bene. Il nome non c’entra, se una cosa non funziona va ristrutturata. Il sistema va ridisegnato”.
Subito dopo l’accordo della Lega Serie A sul nome di Malagò, arrivano le parole di Giancarlo Abete, attuale numero uno della Lega Nazionale Dilettanti: "È stato individuato un candidato di prestigio – il commento a margine del Premio Bearzot - dobbiamo parlare prima di programmi che di candidati, non basta una persona per risolvere i problemi del calcio italiano. La Lega di A merita il massimo rispetto, è giusto che faccia le proprie scelte ma il mondo del calcio è fatto anche da chi rappresenta la base e le politiche di sviluppo dell'attività giovanile ed è giusto che si sia un ruolo anche per loro”. Abete aggiunge: "C'è stata questa accelerazione con l'investitura di Malagò, se l'impostazione è questa noi seguiremo la stessa. Ho già convocato gli organi direttivi della Lega Dilettanti, chiederò il via libera per poter dare la disponibilità. Il mio invito è che la stessa cosa facciano le componenti tecniche e le altre leghe, perché abbiamo necessità di avere il contributo di tutte le componenti. Ben vengano altre proposte perché l'obiettivo è di confluire in un programma condiviso e di un'unica candidatura. In questo caso non c'è da parte mia nessuna volontà di essere il candidato condiviso da tutti. Chi riterrà si giocherà la sua partita in sede elettorale".
Al termine dell'Assemblea della Lega Serie A, sul tema interviene anche il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta: “Malagò è stato identificato e individuato per il suo profilo, è un manager sportivo che naviga da tanti anni nel nostro mondo e quindi deve essere colui che raccoglie le linee guida da parte della Serie A per migliorare il nostro calcio, in questo momento un paziente malato che ha bisogno di una cura”. Il numero uno del club nerazzurro spiega la tempestività di questa scelta: “Ha un significato importante, perché ci siamo mossi anche con grande unione. La candidatura di Giancarlo Abete? È un atto legittimo di un dirigente che ha dato molto al calcio. È un suo diritto, poi chi troverà più consensi vincerà. Stiamo parlando di due professionisti, noi abbiamo fatto la nostra scelta”.
E ora? Malagò sarà nella sede della Lega Calcio Serie A la prossima settimana, per discutere il programma dopo l'invito del presidente Ezio Simonelli: "Accolgo con grande soddisfazione l'importante mandato fiduciario conferito dalla Lega di Serie A, visto anche il contenuto numerico con cui è stato espresso - le parole dell'ex numero uno del Coni, in una nota diffusa nel pomeriggio -. È un segnale di straordinaria considerazione, che mi permette di intraprendere un doveroso percorso esplorativo. Credo sia corretto interpellare le altri componenti prima di effettuare una valutazione complessiva, ma sono onorato di questa significativa testimonianza di stima. Aver fatto convergere un consenso quasi unanime, da un mondo spesso litigioso, è un segnale che mi gratifica e responsabilizza". La corsa inizia da qui. (di Michele Antonelli)
Grande successo al TsE di Cagliari per Sangue Nostro. Cronaca di
una strage con lo spettacolo di Michela Gargiulo, Margherita Asta e
Fabrizio Coniglio, produzione Tangram Teatro, inserito all'interno
della stagione di Teatro Senza Quartiere organizzata dal Teatro del
Segno.
(Adnkronos) - Botta e risposta tra Giuseppe Conte e Luigi Di Maio. A scatenarlo il libro ‘Una nuova primavera. La mia storia, i nostri valori, la sfida progressista per l’Italia’ dell'ex premier. "Mi ha molto stupito che con tutto quello che sta succedendo in Medio Oriente" Di Maio "abbia avuto il tempo di leggere la rassegna stampa di oggi. Però deve leggere tutto il libro per avere un’impressione più completa". Questa la replica di Conte, presidente del Movimento 5 stelle, durante la presentazione del suo libro al Tempio di Adriano, a Roma.
A scatenare Di Maio sono state le anticipazioni di 'Una nuova primavera'. Nel libro, che uscirà ufficialmente domani, l'ex premier e attuale presidente dei pentastellati racconta il retroscena che ha portato alla rielezione di Sergio Mattarella come presidente della Repubblica a fine gennaio del 2022, ma anche i certo non brillanti rapporti tra lui, Mario Draghi, Beppe Grillo e ovviamente l'ex ministro degli Esteri. Due racconti che, però, non lasciano indifferente Di Maio, che attraverso delle stories su Instagram non le ha mandate a dire a Conte. Per il rappresentante speciale dell'Unione europea per il Golfo persico, quelle del leader del Movimento 5 stelle sono "una pessima caduta di liste", specie ora che i protagonisti della 'congiura' messa nera su bianco saranno i suoi alleati nel 'campo largo' e, in alcuni casi, ci governa anche insieme.
"Il 28 gennaio - si legge sull'estratto del libro pubblicato dal Corriere della Sera -, per provare a sbloccare l’impasse, concordammo un incontro a tre: Enrico Letta, Matteo Salvini e il sottoscritto. Nel corso dell’incontro proponemmo a Salvini tre nominativi. Ascoltò pensoso e andò via dicendo che ci avrebbe fatto sapere. Richiamò qualche ora più tardi manifestando il suo accordo su uno dei tre nominativi: Elisabetta Belloni, ambasciatrice, figura di alto profilo e grande esperienza per tanti anni segretario generale della Farnesina e dal 2021 a capo del Dis, l’agenzia di coordinamento della nostra intelligence. In quanto donna, sarebbe stata una notevole svolta, politica e culturale. Anche Giorgia Meloni si dichiarò favorevole. La convergenza su questo nominativo a quel punto era davvero molto ampia, ma appena fu reso noto partì un attacco concentrico per bruciarlo da parte di Matteo Renzi, spiazzato da questo accordo, di Di Maio, deciso a contrastare qualsiasi nominativo appoggiato da me, e di Lorenzo Guerini del Pd, che pure in un primo tempo — come assicurato da Letta — aveva condiviso questa scelta, anche se con scarsa convinzione".
Nel merito, invece, di quanto successo durante l'esecutivo di Draghi, Conte, si legge in un'anticipazione pubblicata sul Fatto Quotidiano, si ritrovò "nel paradosso di dover essere io a mostrare le unghie per proteggere il cambiamento faticosamente avviato dal M5s", in particolare "cominciava a manifestarsi quello che si sarebbe rivelato l'errore politico di Grillo nei confronti della comunità del Movimento 5 stelle: l'idea di costruire un rapporto personale con Mario Draghi avrebbe finito per confliggere con la rappresentanza dell'intera comunità, rischiando di indebolire la nostra azione politica". In varie occasioni, ricorda ancora l'ex premier nel suo libro, "Beppe racconterà di un rapporto molto cordiale con Draghi che lo chiamava spesso al telefono e lo trattava con molto rispetto" ma, "di fatto l'apertura a questa prospettiva di collaborazione veniva utilizzata per tenere sotto scacco politico il Movimento" e così arrivava "di prima mattina una telefonata di Grillo e mi trovavo a dovermi difendere giustificando punto per punto i motivi di contrasto al provvedimento di turno". A far indispettire, però, Di Maio è soprattutto "l'incidente" che interruppe i rapporti tra Grillo e Draghi, incidente che "avrebbe reso di pubblico dominio il tentativo di Draghi di convincere il fondatore del M5s a isolare il sottoscritto e ad appoggiare Di Maio. A rivelare quell’episodio fu il sociologo Domenico De Masi, quando ormai Grillo lo aveva riferito anche ad alcuni parlamentari del Movimento".
E quindi, la risposta di Di Maio, affidata addirittura a tre diverse storie su Instagram. "Stamattina l'onorevole Giuseppe Conte, per lanciare il suo nuovo libro, ha fatto trapelare alla stampa alcuni retroscena su di me. Costringendomi a intervenire", inizia l'ex capo politico del Movimento 5 stelle, che poi entra nel merito di quelle che lui considera delle accuse, la prima quella "di essere stato tra i protagonisti della rielezione del presidente Sergio Mattarella" e poi quella "di aver goduto della stima del presidente Mario Draghi", "due cose - dice - di cui sono profondamente orgoglioso. "Purtroppo nel raccontarle - è qui inizia il j'accuse dell'ex ministro -, cita un episodio completamente falso proprio su di me e l'ex presidente del Consiglio Draghi. Una pessima caduta di stile, visto che uno dei protagonisti, il professore Domenico De Masi, non può più essere coinvolto in un contradditorio".
"Al di là del vittimismo, che in politica funziona sempre, Conte nel suo libro elenca ulteriori 'congiurati': Matteo Renzi, Lorenzo Guerini e altri, rei di aver sostenuto il governo Draghi dopo la caduta del Conte II e di aver partecipato attivamente alla rielezione del presidente della Repubblica. Peccato che oggi quei 'draghiani' siano tutti i suoi alleati nel cosiddetto campo largo", aggiunge Di Maio, che poi passa all'attacco: "Sono gli stessi che - scrive -, con i loro voti, gli permettono di sostenere sindaci, presidenze di regione e, domani, forse anche ministeri. E sono gli stessi che il Movimento 5 stelle saranno chiamati saranno chiamati a sostenere nei collegi uninominali alle elezioni dell'anno prossimo, in nome di un bene superiore chiamato 'campo largo'".
"Sia chiaro: per primo ho proposto di aprire le alleanze politiche il più possibile. Esattamente come sta facendo oggi Giuseppe Conte, stringendo accordi con Renzi, De Luca, Mastella e molti altri protagonisti della vita politica italiana. La differenza è che nel suo libro si racconta come vittima di queste persone. Nella realtà ci governa insieme", conclude Di Maio.
Durante la presnetazione del libro Conte ha parlato anche del cetrosinistra. "Partito democratico, Movimento 5 stelle, Avs siamo già in una condizione, in un atto iniziale, non perché siamo esclusivisti, ma perché abbiamo già lavorato insieme, partiamo da qui e poi vedremo altri che vorranno partecipare", ha detto.
"Io sono stato l'ultimo a chiedere le primarie, anche Schlein ha dato disponibilità". Il criterio che il partito che prende un voto in più esprime il premier è "un automatismo che funziona a destra" dove "c'è una consuetudine di alleanza, per quanto siano divisi". Nel "campo progressista non c'è questa consuetudine. Il Movimento 5 stelle non ha mai detto di essere in un’alleanza organica. Siamo in una coalizione quando si fa programma", ha detto ancora. Se vince Schlein le primarie, "certo" che siamo dentro la coalizione. "Se le primarie non le vince un rappresentante del M5s allora non si dice che non valgono più", aha aggiunto.
Qualche frase anche su Beppe Grillo: "Non mi sono mai considerato nemico di Beppe Grillo. Semmai sono stato attaccato da lui, ma io non l'ho mai attaccato dal punto di vista personale anche perché ho sempre apprezzato il suo ruolo di fondatore". "Essendo avvocato ho studiato bene le cose" e non ho paura della causa intentata da Beppe Grillo sul nome e il simbolo del Movimento 5 stelle, ha quindi affermato Conte.

(Adnkronos) - "Oggi celebriamo un Made in Italy connesso allo sviluppo della fibra ottica, per questo portiamo esempi di imprese molto diverse, delocalizzate, che avendo questo tipo di strutture sono riuscite a mantenere la loro posizione geografica e allo stesso tempo a produrre e vendere in località molto diverse, tessendo rapporti anche con clienti a distanza”. Così Giuseppe Gola, amministratore delegato Open Fiber, intervenendo all’incontro ‘Fibra ottica: il futuro del Made in Italy’ organizzato oggi a Roma nell’ambito delle celebrazioni della Giornata nazionale dedicata alle eccellenze nostrane. L’iniziativa è stata incentrata sul ruolo della connettività nello sviluppo del tessuto economico ed imprenditoriale del Paese nonché sull’innovazione e sulla competitività dei territori e ha visto confrontarsi istituzioni, imprese e mondo associativo.
Poi aggiunge: “Quello citato è un esempio molto chiaro di come l'infrastruttura in fibra sia un moltiplicatore di ricchezza anche per il sistema Paese. Ad esempio, qualche tempo fa abbiamo assistito alla presentazione di un rapporto di Deloitte che dimostra come un 1 euro investito sull'infrastruttura del nostro progetto Bul (Banda ultra larga) abbia generato 4,4 euro di Pil, quindi a fronte di un investimento inferiore ai 5 miliardi di investimento sono stati realizzati oltre 20 miliardi di Pil. Questo è un risultato importante ma che soprattutto dà l'idea di come l'infrastruttura in fibra non sia solo un'infrastruttura tecnologica, ma di sviluppo del Paese e di crescita sociale”.
Gola, infine, conclude: “Adesso abbiamo una rete molto ampia e molto diffusa, stiamo completando il progetto Pnrr, il tema vero è crescere l'adozione. Siamo quasi a 4 milioni di clienti connessi però abbiamo circa 17 milioni di unità immobiliari per cui dobbiamo accelerare il processo di adozione della fibra superando la vecchia infrastruttura in rame”.

(Adnkronos) - "Moretti Design è un’azienda nata nel 1960 e ha visto il cambiamento graduale un po’ in tutte le fasi della sua vita, compreso l’arrivo della fibra ottica, indispensabile per promuoversi ai mercati esteri ed internazionali". Sono le parole di Stefano Moretti, amministratore delegato di Moretti Design, partecipando all’evento organizzato oggi a Roma da Open Fiber in occasione della Giornata nazionale del Made in Italy del 15 aprile. Intitolato ‘Fibra ottica: il futuro del Made in Italy’, l’incontro ha promosso il confronto tra istituzioni, imprese e rappresentanti del mondo associativo sul tema della connettività, il cui ruolo è sempre più centrale.
“Senza la fibra oggi non potremmo fare innumerevoli cose - prosegue Moretti - come essere molto più efficienti nella produttività grazie proprio alla connettività tra macchine e uomo, diventa quindi un punto di svolta per quello che è il futuro delle aziende italiane”.
Poi conclude: “La connettività che promuove Open Fiber permette di produrre in tempi più rapidi e di essere maggiormente competitivi in quelle che sono le vendite internazionali anche in quei Paesi emergenti che per entrare tendono ad abbassare il prezzo, noi siamo costretti grazie alla qualità e alla passione che gli italiani sono soliti mettere nel lavoro, a competere in questo mercato globale".

(Adnkronos) - La Procura di Caltanissetta, guidata da Salvatore De Luca, come confermato all'Adnkronos da ambienti giudiziari, ha chiesto al gip del Tribunale l'archiviazione di uno dei filoni d'inchiesta sulle stragi di Capaci e Via D'Amelio, in cui furono uccisi i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e gli agenti delle scorte. L'inchiesta, che è contro ignoti, riguardarebbe la parte sul dossier mafia e appalti. Proprio domani il Procuratore Salvatore De Luca proseguirà la sua audizione davanti alla Commissione nazionale antimafia.

(Adnkronos) - A partire da oggi, lunedì 13 aprile 2026 e sino al 13 maggio, sul sito di Sport e Salute (www.sportesalute.eu) tutti i residenti nella regione Lazio, dai 6 ai 18 anni le cui famiglie abbiano un Isee non superiore ai 50mila euro, possono presentare domanda per ricevere il voucher di 500 euro e scegliere dove fare sport tra i 5.454 corsi di varie discipline, messi a disposizione da 1.961 realtà sportive. Per il secondo anno consecutivo, la Regione Lazio, in collaborazione con Sport e Salute, sceglie di investire in maniera decisa sulla pratica sportiva, abbattendo la barriera economica d’accesso. E la risposta del territorio è già eclatante.
Quest’anno, infatti, i giovani della regione hanno un ventaglio di possibilità più ampio del 36% rispetto allo scorso anno, con un’offerta che coinvolge 2.620 impianti sportivi (+15% rispetto al 2025) in 217 Comuni del Lazio (+3%) e ben 366.054 posti dedicati ai voucher messi a disposizione, in aumento del 21% rispetto al 2025.
Diverse le novità inserite in questa seconda edizione del bando, tutte rivolte a semplificare ulteriormente le procedure. La pratica sportiva dovrà essere svolta per almeno 3 ore mensili scegliendo anche fino a tre associazioni, società sportive o enti del terzo settore di ambito sportivo, mentre per i ragazzi con disabilità basterà un’ora al mese. Per certificare l’effettiva presenza sarà poi sufficiente timbrare il QR code giornaliero una sola volta, in entrata oppure in uscita.
"Si tratta di una delle più grandi operazioni per la promozione dello sport nel Lazio. Siamo particolarmente soddisfatti perché tutti i numeri rispetto allo scorso anno sono in crescita. Il successo di questa iniziativa ci dice che abbiamo intercettato un bisogno reale e ci spinge a lavorare in questa direzione. Il bando si rivolge a una platea molto ampia e punta a non lasciare nessuno indietro. Restiamo convinti che lo sport, in quanto strumento per il benessere e per la crescita sana dei ragazzi, sia un diritto che va garantito senza esclusioni. Aver ampliato il numero di associazioni, società ed enti, di corsi, di impianti sportivi e di posti disponibili ci aiuta a raggiungere questo nostro ambizioso obiettivo", afferma l’assessore allo Sport della Regione Lazio, Elena Palazzo.
"Voucher per lo Sport – Regione Lazio” è un’iniziativa promossa dalla Regione Lazio, Direzione regionale Affari della Presidenza, Turismo, Cinema, Audiovisivo e Sport, in qualità di Organismo Intermedio del Pr Fse+ 2021-2027, realizzata in collaborazione con Sport e salute S.p.A. e cofinanziata dall'Unione Europea – Programma Fse+ della Regione Lazio 2021-2027.

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(Adnkronos) - Carlo Conti sullo sgabello di Belve. Il conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo 2026 si racconta in una lunga intervista che andrà in onda domani, martedì 14 aprile, nel programma condotto da Francesca Fagnani alle 21.20 su Rai2. Dall'annuncio di Stefano De Martino come nuovo conduttore di Sanremo alla sua presunta bisessualità: ecco le anticipazioni dell'intervista di Conti.
"Vede un suo erede in giro?", domanda Fagnani. "Non lo so... vedo Stefano De Martino partito fortissimo" dice il conduttore e la giornalista incalza "ma quello che sente più vicino a lei?" e Conti rivela "Nicola Savino".
Francesca Fagnani torna sulla staffetta in conduzione durante la finale di Sanremo: "Perché annunciarlo prima dal punto di vista della comunicazione?" e Conti ribatte "non mi sono mai preoccupato della comunicazione", e rivela le ragioni di quella scelta "l’ho fatto perché avevo già deciso".
La giornalista incalza sul passaggio di testimone a Stefano De Martino dal palco dell’Ariston: "Per alcuni è stato un momento un po’ troppo enfatico e pomposo , lei che è sempre così misurato...".
"Volevo dare forza prima di tutto a Stefano e a questo passaggio di consegne. E poi era anche un gesto di affetto", rivela Conti. "Molto generoso, ma gli avrà fatto venire un’ansia da prestazione, gli avrà alzato così l’asticella che adesso io non ci avrei dormito da quel giorno…", chiude divertita Fagnani.
Conti apre poi a sorpresa a un rientro sulla rete pubblica: "Le piacerebbe un ritorno di Amadeus in Rai?", chiede Fagnani. "Ma perché no? È una squadra, no? Più professionisti ci sono, meglio è", risponde Conti. "Ma è vero che le hanno proposto di fare il direttore di rete in Rai?", domanda poi Fagnani. "Davvero? non lo sapevo... comunque non accetterei mai, dovrei cancellare tutti i miei programmi!", replica Conti.
Fagnani provoca: "Un noto disturbatore televisivo le ha urlato dietro che è bisessuale, vuole chiosare su quella voce che è rimasta un po’ in sospeso?" e il conduttore risponde con un ironico doppio senso "ho solo un’idea fissa in testa…", "non è curioso in generale", punge Fagnani. "No no, mi sono sempre trovato bene lì…", conclude Conti.
Conti confida a Fagnani un episodio del periodo in cui "ero malato di dongiovannite": "Avevo due fidanzatine contemporaneamente. Una era venuta a trovarmi al mare e aveva il treno in partenza era alle 16:55. Quell'altra arrivava alle 17:05", svela il conduttore. "Ah così era la lei", gioca Fagnani: "È partita 30 secondi prima che arrivasse l’altra. Ho fatto una corsa da un binario all'altro…Ero un po’ birbante", ribatte Conti.

(Adnkronos) - "I miei legali stanno valutando come procedere". Così Patrizia Mirigliani, ospite oggi a La volta buona, ha commentato la decisione del Tribunale di Roma di respingere il ricorso presentato dagli organizzatori del concorso di bellezza contro l’utilizzo del nome 'Miss Italia' per il nuovo album di Ditonellapiaga. La sentenza conferma quindi che il progetto discografico potrà mantenere la sua denominazione originale.
La patron del concorso di bellezza ospite nel salotto di Caterina Balivo ha spiegato che difficilmente si fermerà, sottolineando come 'Miss italia' sia un marchio registrato: "È stato più volte citato nella musica, ma siamo un marchio storico e famoso. A noi è dispiaciuto che il nome sia stato usato per promuovere questo album in un contesto diverso rispetto al nostro concorso. Il nostro brand dà il titolo al disco e il nome al tour".
Secondo Mirigiliani, "non è corretta l'esistenza di un tour di Miss Italia che non ha nulla a che fare con il concorso, che conosciamo tutti. Se ci avessero contattati avremmo partecipato con entusiasmo". E poi ha concluso: "Noi abbiamo intenzione di fare appello, i miei legali stanno valutando come procedere".
Il disco, interamente scritto e composto da Margherita Carducci (vero nome di Ditonellapiaga) insieme ad Alessandro Casagni, che ne ha curato anche la produzione, è dedicato a chi si sente inadeguato ma ha imparato a trasformare le proprie fragilità in forza. L'album indaga il rapporto con i canoni estetici e sociali e con l'idea di essere "giusti", attraverso una voce definita "sbarazzina e volutamente fuori dal coro".
"È bello sapere che la possibilità di potersi esprimere artisticamente in libertà sia considerato un valore importante da tutelare, soprattutto quando non si intacca la dignità altrui", ha commentato Ditonellapiaga dopo la decisione del Tribunale di Roma. "Credo nella potenza delle immagini, nel loro potere evocativo per raccontare un vissuto o un’emozione. In 'Miss Italia' racchiudo tutto il mio mondo interiore in due parole diventate ormai universali, parte dell’immaginario collettivo. Racconto la mia storia: il rapporto con il fallimento, il senso d’inadeguatezza e l’accettazione dell’imperfezione, sono contenta che questo significato sia arrivato".
La controversia è nata durante l'ultimo Festival di Sanremo. Mentre Ditonellapiaga era in gara con 'Che Fastidio!', l'organizzazione di Miss Italia ha annunciato azioni legali per “uso indebito della denominazione 'Miss Italia'”, in riferimento al titolo dell'album di prossima uscita. In una nota, il concorso aveva definito la condotta "gravemente pregiudizievole dei diritti esclusivi connessi alla denominazione".
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