
(Adnkronos) - Integratori di sali minerali nella borraccia, bevande isotoniche, magnesio, potassio. Con il caldo torrido aumenta anche il consumo di questi prodotti, da cui ci si aspetta un 'aiuto' per il fisico provato dalla calura. Ma servono davvero? "Usare questi integratori non è un problema, ma non è necessariamente nemmeno un vantaggio. Quello di cui l'organismo ha davvero bisogno con queste temperature è l'acqua che è sufficiente per ricostituire i liquidi perduti", spiega all'Adnkronos Salute Giorgio Sesti, docente di Medicina interna alla Sapienza di Roma. "Per avere la necessità reale di reintegrare i sali minerali bisognerebbe averne persa davvero una grande quantità, aver sudato a litri, oppure aver avuto importanti episodi di vomito o diarrea. In questi casi reintrodurre i minerali è necessario. Altrimenti normalmente il nostro organismo ha bisogno solo di acqua".
Eppure molte persone utilizzando gli integratori e dichiarano di sentirsi più in forza nonostante il caldo. "Non sono i sali che danno forza. Bisogna vedere - continua Sesti - la composizione di questi prodotti. Frequentemente c'è lo zucchero che dà energia immediata. Lo vediamo con gli sportivi. Pensiamo ai ciclisti professionisti, come quelli ora impegnati al 'Tour de France'. Le bibite che vediamo assumere sono in gran parte costituite da glucosio. Questi sportivi fanno lavorare molto il muscolo che si stanca e consuma molta energia. Quell'integratore serve in realtà a dare energia. Il glucosio è utile immediatamente ad aiutare il muscolo. Non tanto quindi per porre rimedio alla perdita di sali". La sensazione di benessere che si dichiara assumendo sali minerali può essere anche "un effetto psicologico. E' come dire: 'ecco, mi sono reintegrato e quindi sto bene". Non c'è "nulla di sbagliato, non ci sono controindicazioni, ma ciò che serve davvero è il giusto quantitativo d'acqua", almeno 2 litri al giorno. "Con una sudorazione profusa, si può anche perdere un litro, un litro e mezzo di liquidi che va reintegrato. L'acqua degli acquedotti, quella di casa, è più che sufficiente. Mentre per le acque minerali va fatta qualche riflessione. Se io prendo un'acqua con pochi minerali, una oligominerale, non ripristino i minerali persi . E se ne prendo una molto gassata, tipo Perrier, si gonfia lo stomaco e si finsce per non bere adeguatamente. La cosa migliore è l'acqua naturale", conclude l'esperto.

(Adnkronos) - Si inizia con una punturina, poi l'attenzione si sposta su un difetto da correggere, dagli zigomi alle labbra, dal naso al seno, dalla pancia ai glutei, dalla cellulite alla luminosità della pelle. E alla fine ci si trova imprigionati in un 'restyling infinito', senza riuscire a fermarsi. Anche la bellezza e la costante ricerca della perfezione possono avere l'effetto di una droga. E uno studio conferma: la dipendenza da 'ritocco' esiste e si calcola che una donna su 5 fra le habitué dei trattamenti sia a rischio di svilupparla. Complice anche l'uso problematico dei social, dove oggi i contenuti di bellezza la fanno da padrone.
E' un dato di fatto: le procedure estetiche sono in forte aumento in tutto il mondo e le piattaforme online sono un'allettante vetrina. In questo contesto, un team di scienziati della Hebrew University di Gerusalemme ha condotto un'analisi che suggerisce come per alcune donne i trattamenti cosmetici possono iniziare ad assumere le sembianze di un comportamento compulsivo o di una vera e propria dipendenza. Il lavoro, pubblicato sul 'Journal of Health Psychology', è stato condotto da Vera Skvirsky con i colleghi Uri Lifshin, Dvora Shmulewitz e il professore Mario Mikulincer del Dipartimento di psicologia dell'ateneo e del Centro israeliano per le dipendenze e la salute mentale (Icamh). Gli autori hanno esaminato quello che è stato definito 'uso compulsivo di procedure estetiche' coinvolgendo 1.614 donne di età tra i 25 e i 71 anni. Si tratta di una delle più ampie indagini finora condotte sui modelli psicologici associati ai trattamenti estetici ripetuti. Pur trattandosi di uno studio trasversale che non può stabilire un rapporto di causa-effetto, i risultati, osservano gli esperti, indicano un fenomeno che merita maggiore attenzione sia da parte dei medici che del pubblico.
Secondo i dati raccolti dai ricercatori, tra le donne che si erano sottoposte a procedure estetiche, il 20% ha raggiunto la soglia di rischio da moderato a grave di dipendenza da tali procedure nel corso della vita. Oltre il 15% ha riferito di aver manifestato sintomi attivi di questa dipendenza nell'ultimo anno. Nell'intero campione, quasi il 9% ha mostrato segni da moderati a gravi di uso problematico di procedure estetiche.
I ricercatori hanno adattato uno strumento di valutazione originariamente basato sui criteri del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali per i disturbi correlati all'uso di sostanze. Alle partecipanti sono state poste domande tipicamente associate alla dipendenza, tra cui se avessero tentato senza successo di interrompere le procedure estetiche, si fossero sentite costrette a continuare nonostante le conseguenze negative o avessero sperimentato un desiderio irrefrenabile legato ai trattamenti. Precedenti ricerche avevano collegato le procedure estetiche a problemi di immagine corporea e disturbo da dismorfismo corporeo (dismorfofobia).
Il nuovo studio va oltre, esaminando se i trattamenti estetici ripetuti possano, in alcuni casi, assomigliare a una dipendenza comportamentale. A differenza degli studi precedenti, che spesso si concentravano su pazienti di cliniche estetiche, questa ricerca ha coinvolto oltre 1.600 donne della popolazione generale e ha scoperto che i modelli di comportamento simili alla dipendenza erano maggiormente associati alla combinazione di bassa autostima corporea e uso problematico dei social media. Due aspetti che risultano essere dunque i più significativi fattori di rischio per la dipendenza da 'ritocco'. Anche se, rimarcano gli esperti, non è ancora chiaro se l'uso problematico dei social media contribuisca al comportamento di dipendenza dai cosmetici, se le procedure estetiche stesse influenzino l'immagine corporea e l'interazione online, o se altri fattori psicologici siano alla base di entrambi i fenomeni. Sebbene le procedure estetiche siano spesso associate alla fiducia in se stessi e all'espressione di sé, i ricercatori hanno scoperto che il ricorso ripetuto alle procedure può anche intrecciarsi con vulnerabilità legate all'immagine corporea e al comportamento digitale. Sono state osservate anche associazioni meno significative con atteggiamenti femministi meno marcati, una minore sicurezza nell'attaccamento e atteggiamenti più negativi nei confronti dell'invecchiamento, sebbene tali relazioni risultassero meno consistenti una volta analizzati congiuntamente più fattori.
Complessivamente i risultati offrono un tassello in più per esaminare il trend globale di forte aumento degli interventi di chirurgia estetica. Secondo le stime internazionali citate nello studio, questi interventi sono cresciuti in tutto il mondo di circa il 40% tra il 2019 e il 2023. Ma il messaggio che emerge dalla ricerca, precisano gli autori, non è che le procedure estetiche in sé siano intrinsecamente dannose. Piuttosto, i risultati suggeriscono che, in alcuni casi, la ripetizione di tali procedure può assumere caratteristiche simili alle dipendenze comportamentali già riconosciute nella ricerca sulla salute mentale. "Le procedure estetiche sono diventate profondamente normalizzate in molte società e per molte persone possono rappresentare un'esperienza positiva - concludono i ricercatori - Tuttavia, i nostri risultati suggeriscono che per una minoranza significativa, tale comportamento potrebbe iniziare ad assomigliare ad altri schemi compulsivi che osserviamo nella ricerca sulle dipendenze, soprattutto quando sono coinvolti una bassa autostima corporea e un uso problematico dei social media".

(Adnkronos) - Trascorrere tempo in spiaggia, d'estate, offre numerosi benefici per la salute fisica e mentale: aiuta a ridurre lo stress, favorisce il riposo, migliora l'umore e stimola la produzione di vitamina D grazie all'esposizione solare moderata. Inoltre, camminare lungo la riva, fare il bagno o semplicemente rilassarsi di fronte all’acqua contribuisce al benessere generale e a staccare della routine quotidiana e dai problemi, condizione tipica delle vacanze. Tuttavia, gli occhi sono costantemente esposti a fattori che possono provocare fastidi: i disturbi della vista aumentano del 30% durante i mesi estivi, ricordano gli esperti di Baviera - Clinica oculistica. La combinazione di radiazione ultravioletta intensa, riflessi dell'acqua, sabbia, vento, sale marino, alte temperature e contatto frequente con le mani bagnate - illustrano gli esperti in una nota - può alterare la superficie oculare e favorire la comparsa di irritazioni, secchezza, bruciore, lacrimazione, occhi rossi o sensazione di sabbia negli occhi. In alcuni casi, l'esposizione prolungata al sole senza protezione può anche aumentare il rischio di lesioni oculari più serie a lungo termine, specialmente in persone con occhi sensibili, bambini o in chi utilizza lenti a contatto.
Gli oculisti della clinica hanno elencato 8 buone abitudini che aiutano a proteggere gli occhi dal sole, dalla sabbia, dal vento e dall'acqua di mare durante le vacanze: 1) Utilizzare occhiali da sole con protezione Uv certificata. I raggi ultravioletti possono colpire direttamente strutture sensibili dell'occhio come la cornea, il cristallino o la retina. Inoltre, in spiaggia la radiazione solare arriva anche dal riflesso dell'acqua e della sabbia, anche nelle giornate nuvolose. Per questo motivo, è fondamentale scegliere occhiali omologati che incorporino il filtro Uv400 o protezione totale contro i raggi Uva e Uvb. Utilizzare modelli di bassa qualità può risultare addirittura più dannoso: oscurando la visione, la pupilla si dilata e permette l'ingresso di una maggiore quantità di radiazione se le lenti non dispongono di filtri adeguati. È inoltre consigliabile optare per modelli avvolgenti o di dimensioni maggiori: aiutano a evitare che la luce entri lateralmente e forniscono una protezione più completa contro il vento e la sabbia.
Seconda regola, restare particolare attenzione alla sabbia e non strofinarsi mai gli occhi. Specialmente quando c'è vento o quando si rimane vicino alla riva - avvertono gli esperti -le piccole particelle possono introdursi facilmente sotto le palpebre e produrre irritazione immediata, arrossamento, lacrimazione e sensazione di corpo estraneo. Sebbene il primo impulso sia solitamente quello di strofinarsi gli occhi, questo gesto può peggiorare il problema e provocare piccole lesioni sulla cornea. Se entra sabbia nell'occhio, la cosa migliore è sbattere le palpebre più volte per favorire l'eliminazione naturale delle particelle - consigliano gli oculisti - e lavare la zona con abbondante acqua pulita o soluzione fisiologica: aumentare l'irritazione può favorire infezioni. Portare una piccola bottiglia di soluzione fisiologica nella borsa da spiaggia può risultare molto utile per agire rapidamente in caso di qualsiasi fastidio.
E ancora: 3) Mantenere gli occhi idratati durante tutto il giorno. Il calore, il vento e il sale del mare favoriscono l'evaporazione della lacrima naturale che protegge la superficie oculare che può provocare sensazione di secchezza, bruciore o affaticamento visivo, specialmente dopo aver trascorso diverse ore all'aperto. Per mantenere una corretta idratazione oculare è importante bere acqua frequentemente durante il giorno, anche senza aspettare la sensazione di sete. Inoltre, quando gli occhi risultano particolarmente secchi o irritati, le lacrime artificiali raccomandate da uno specialista possono aiutare a recuperare il comfort visivo e ad alleviare i fastidi provocati dall'ambiente secco e dall'esposizione continua al sole e all'acqua salata.
Quindi: 4) Evitare l'uso prolungato delle lenti a contatto in mare. Le lenti a contatto richiedono una cura speciale durante l'estate, specialmente in spiaggia. L'acqua di mare può contenere microrganismi, sabbia e particelle che rimangono aderenti alle lenti e aumentano il rischio di infezioni o irritazioni oculari - sottolineano gli esperti - Inoltre, il sale e il vento possono far seccare le lenti più rapidamente e farle risultare scomode dopo diverse ore. Se si utilizzano lenti a contatto in spiaggia, è opportuno limitarne l'uso in acqua e rimuoverle correttamente al termine del bagno. È inoltre consigliabile portare sempre occhiali graduati di riserva ed evitare di dormire con le lenti a contatto dopo una giornata di spiaggia: gli occhi risultano solitamente più sensibili e irritati dopo un'esposizione prolungata al sole e al mare.
Il punto 5 prevede di utilizzare cappelli o berretti per migliorare la protezione oculare. Sebbene molte persone associno la protezione solare unicamente agli occhiali da sole, l'uso di cappelli o berretti aiuta anche a proteggere gli occhi in modo significativo. Le visiere e i cappelli a tesa larga riducono la quantità di radiazione che arriva direttamente al viso e diminuiscono l'impatto dei riflessi dell'acqua e della sabbia sulla vista. Questa protezione aggiuntiva risulta particolarmente utile nei bambini, nelle persone con occhi chiari o in chi trascorre molte ore all'aperto. Oltre a migliorare il comfort visivo, i cappelli aiutano a ridurre lo sforzo costante che gli occhi compiono per adattarsi all'intensità della luce solare, evitando così affaticamento oculare e fastidi a fine giornata.
Il suggerimento numero 6 è di non condividere asciugamani, trucchi né prodotti per gli occhi che facilitano la trasmissione di batteri e virus responsabili di problemi come congiuntivite o irritazioni. Per evitarlo, è importante utilizzare sempre prodotti personali e mantenere una buona igiene delle mani prima di toccarsi gli occhi. Si raccomanda asciugare il viso con un asciugamano pulito ed evitare di lasciare cosmetici o gocce oftalmiche esposti al calore per molte ore, poiché le alte temperature potrebbero alterarne la composizione. Inolte 7) Riposare la vista in zone d'ombra durante il giorno. Trascorrere troppe ore consecutive sotto il sole può provocare affaticamento oculare anche indossando occhiali di protezione. L'esposizione continuata alla luce intensa - ricordano gli esperti - costringe gli occhi a un continuo adattamento alla luce intensa e uno sforzo visivo eccesivo, che può finire per generare fastidi e sensazione di spossatezza. Per questo, si raccomanda di fare piccole pause in zone d'ombra o sotto l’ombrellone, per permettere alla vista di riposare dall'esposizione solare diretta. Questi momenti aiutano anche a rinfrescare gli occhi e a ridurre la sensazione di secchezza che solitamente compare dopo diverse ore davanti al mare e al vento.
Infine, 8) Poteggere in modo particolare gli occhi dei bambini: sono più vulnerabili nei confronti della radiazione ultravioletta perché le strutture oculari sono ancora in via di sviluppo e filtrano meno la luce solare intensa. Inoltre, i più piccoli trascorrono solitamente molto tempo giocando con la sabbia, entrando e uscendo dall'acqua o toccandosi gli occhi con le mani bagnate, che aumenta il rischio di irritazioni. Per questo motivo, è importante che indossino occhiali da sole adeguati alla loro età e che rimangano protetti con berretti o cappelli durante le ore di radiazione più intensa. È preferibile insegnare loro fin da piccoli a non strofinarsi gli occhi e ad avvisare se avvertono fastidio, prurito o visione offuscata dopo il bagno.
"Prendersi cura degli occhi in spiaggia è fondamentale per il proprio benessere durante l'estate - rimarca Sergio Ares, medico oculista e country manager di Baviera Italia - Sebbene il mare, il sole e l'aria aperta apportino numerosi benefici fisici ed emotivi, l'esposizione continuata alla radiazione solare, alla sabbia e all'acqua salata può compromettere la salute oculare se non si adottano misure di protezione adeguate". L'invito è di "adottare abitudini semplici ma che possono aiutare a godersi le vacanze con maggiore sicurezza e comfort: come proteggere il viso dal sole, mantenere una buona igiene oculare e prestare attenzione ai segnali di irritazione agli occhi dopo una giornata di mare. Se i fastidi sono intensi o persistono per diverse ore, naturalmente - concllude - conviene consultare uno specialista".

(Adnkronos) - Estate è sinonimo di vacanze, mare e relax, ma anche di qualche attenzione in più per la salute intima femminile. Le alte temperature, l'umidità, i costumi da bagno indossati troppo a lungo e l'esposizione a sabbia, sale e cloro possono infatti alterare l'equilibrio vaginale, aumentando il rischio di infezioni e irritazioni. A spiegare come prevenire i disturbi più comuni è Letizia Carotenuto, consigliera della Federazione nazionale degli ordini della professione ostetrica (Fnopo), che invita le donne ad adottare semplici accorgimenti quotidiani e a non sottovalutare i segnali del proprio corpo. "L'estate può rappresentare un periodo critico per il benessere intimo femminile. Il calore e l'umidità creano un microclima favorevole alla proliferazione di batteri e funghi, mentre il prolungato contatto con il costume bagnato e l'azione irritante di sale marino, sabbia e cloro rendono le mucose più vulnerabili", evidenzia Carotenuto.
Secondo la consigliera Fnopo, proprio in questo periodo aumentano i casi di vaginiti, candidosi e cistiti, favorite anche dalle alterazioni del pH vaginale. La prevenzione, sottolinea Carotenuto, parte dalle abitudini quotidiane. "È importante sostituire il costume bagnato subito dopo il bagno, senza lasciarlo asciugare sulla pelle. La biancheria intima dovrebbe essere preferibilmente di cotone bianco e gli indumenti non troppo aderenti, così da favorire la traspirazione". Un altro consiglio riguarda il contatto con le superfici comuni. "È sempre opportuno utilizzare un telo pulito per evitare il contatto diretto con la sabbia o con il bordo della piscina, che possono rappresentare un veicolo di contaminazione batterica". Anche una corretta idratazione, aggiunge, contribuisce a ridurre il rischio di infezioni delle vie urinarie. Uno dei falsi miti più diffusi riguarda la convinzione che lavarsi spesso significhi proteggere meglio la salute intima.
"Dal punto di vista ostetrico - osserva Carotenuto - è necessario sfatare questa convinzione. L'eccesso di igiene può diventare il primo nemico dell'equilibrio vaginale". La vagina, spiega, è un ecosistema complesso protetto da un biofilm naturale e dalla presenza dei lattobacilli, responsabili del mantenimento di un pH acido che costituisce una barriera naturale contro batteri patogeni e funghi.
Per questo motivo, le lavande vaginali interne sono fortemente sconsigliate. "Non solo eliminano il muco protettivo, ma alterano improvvisamente il pH, favorendo proprio quelle infezioni che si vorrebbero evitare". Anche l'igiene esterna richiede attenzione. L'abuso di detergenti aggressivi, molto schiumogeni o profumati può impoverire il film idrolipidico della vulva, provocando secchezza, microabrasioni e irritazioni. "La parola chiave - sottolinea la consigliera Fnopo - è equilibrio. La vagina possiede naturali meccanismi di autodetersione e autoripristino e l'igiene deve rispettarne la fisiologia". Per la detersione quotidiana è consigliabile utilizzare soltanto acqua tiepida oppure detergenti specifici con pH acido e privi di profumazioni irritanti. Carotenuto ricorda inoltre l'importanza di effettuare sempre l'igiene intima procedendo dalla parte anteriore verso quella posteriore, per evitare il trasferimento di batteri dalla zona anale a quella vaginale, e di risciacquare con acqua dolce l'area genitale dopo ogni bagno in mare o in piscina.
Ascoltare il proprio corpo è fondamentale. "Prurito o bruciore persistenti, cambiamenti nell'odore o nel colore delle perdite vaginali, dolore durante i rapporti sessuali o bruciore durante la minzione sono sintomi che non devono essere trascurati", avverte Carotenuto. Se il disturbo è limitato a una lieve irritazione esterna, migliorare l'igiene e indossare abiti traspiranti può essere sufficiente per una risoluzione spontanea nel giro di 24-48 ore.
"In presenza di sintomi persistenti o intensi, invece, è importante evitare l'automedicazione e rivolgersi tempestivamente all'ostetrica o al ginecologo per una diagnosi corretta e un trattamento mirato". L'educazione alla salute rappresenta uno degli aspetti centrali della professione ostetrica. "L'ostetrica non si occupa soltanto della gravidanza e della nascita, ma accompagna la donna lungo tutto l'arco della vita, promuovendo prevenzione, consapevolezza e benessere conclude Carotenuto - . Vivere le vacanze in serenità significa anche prendersi cura della propria salute intima con piccoli gesti quotidiani. E quando nasce un dubbio o compare un sintomo, il confronto tempestivo con l'ostetrica rappresenta il primo passo per prevenire complicanze e tutelare il proprio benessere", conclude.

(Adnkronos) - Il Mondiale di calcio 2026 volge al termine. Tra pochi giorni, il più grande evento sportivo della storia giungerà all'atto conclusivo e per dare il tocco finale a questa indimenticabile avventura che le 48 squadre partecipanti hanno vissuto nei tre paesi ospitanti e nelle 16 città ospitanti, domenica 19 luglio si terrà la cerimonia di chiusura in vista della finale che si terrà al New York Stadium New Jersey. L'evento riunirà alcune delle figure più importanti del mondo della musica e dell'intrattenimento come Laura Pausini, Nicole Scherzinger, Robbie Williams o IShowSpeed, che si esiberanno alla cerimonia, oltre a Tom Cruise, e gli artisti e ospiti speciali che saranno annunciati nei prossimi giorni. Jennifer Hudson e Tony, eseguiranno una versione speciale dell'inno nazionale statunitense nei momenti precedenti l'inizio della finale. La performance di uno degli artisti più acclamati al mondo sarà lo sfondo, l'antipasto perfetto per la partita di calcio più importante del pianeta e uno dei momenti più attesi della competizione.
La cerimonia di chiusura, prodotta in collaborazione con Balich Wonder Studio, metterà in luce la passione, l'emozione e il carattere globale che hanno definito la 23/a edizione della Coppa del Mondo Fifa. "La cerimonia di chiusura susciterà la stessa emozione con cui il mondo è stato accolto durante le cerimonie di apertura in Canada, Messico e Stati Uniti, e chiuderà il cerchio per la Coppa del Mondo 2026. L'evento unirà musica, cultura e calcio, e porterà alla tanto attesa partita in cui sarà proclamato il campione di questa storica competizione", ha dichiarato Heimo Schirgi, Chief Operating Officer della Coppa del Mondo Fifa 2026. La cerimonia di chiusura inizierà alle 13:30 (ora locale), cioè 90 minuti prima dell'inizio della finale.

(Adnkronos) - Come anticipato da Adnkronos, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera all'avvio della procedura di nomina di Guido Stazi come nuovo presidente della Consob. Lo confermano fonti di Governo.
Guido Stazi è un esperto di Autorità indipendenti, concorrenza e regolamentazione dei mercati. Dal marzo 2022 è segretario generale dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, l’Antitrust.
E’ stato dirigente dell’Antitrust fin dagli anni Novanta, ha ricoperto l’incarico di capo di gabinetto dell’Agcom ed è stato segretario generale della Consob dal giugno 2013 al dicembre 2017. Ha quindi un profilo tecnico-istituzionale molto forte, con esperienza diretta nella regolamentazione finanziaria, nell’antitrust, nelle telecomunicazioni e nei temi legati alle piattaforme digitali e ai Big Tech.

(Adnkronos) - "Sono onorato di essere qui, devo ringraziare Luca Percassi che penso sia uno dei più grandi manager in circolazione e un grande uomo di calcio. Ringrazio anche Antonio Percassi e Pagliuca che mi hanno accolto come un figlio. Ho accettato in un secondo, non puoi non innamorarti dell'Atalanta. Ogni anno questa squadra sforna tantissimi gioielli per il calcio europeo e mondiale. Sono orgoglioso di far parte di questo club". Così Cristiano Giuntoli nel corso della conferenza stampa di presentazione da direttore sportivo dell'Atalanta. E' stata l'occasione per trattare i temi più caldi del mercato degli orobici a partire dalla scelta di Maurizio Sarri come nuovo allenatore: "La prima cosa sulla quale ho puntato è l'identità, anche nella scelta di Sarri. Ha una grande identità e uno stile di gioco tanto chiaro quanto importante. Crediamo che la squadra sia molto forte numericamente e qualitativamente. Siamo convinti che all'interno di questo club ci sia tanta qualità anche nelle giovanili. Siamo molto felici e fiduciosi".
L'ex direttore della Juventus si è espresso poi sulla questione Ederson, dopo la trattativa saltata con il Manchester United. "Siamo rimasti stupiti. Lui è contento di rimanere e stiamo lavorando sul rinnovo". Giuntoli torna anche sulla questione della cessione di Marco Palestra al Chelsea, dopo che l'esterno era ad un passo dal trasferirsi all'Inter. "E' stata una trattativa aperta, tutti erano al corrente di tutto. Noi siamo stati super corretti con tutte le parti. Il giocatore poi è andato al Chelsea e noi siamo orgogliosi che un giovane talento italiano vada a rappresentare il nostro calcio in una grande società. Nuovo Palestra? Sulla destra abbiamo Bellanova e Zappacosta e siamo contenti di averli. Credo che possano giocare anche a quattro. Secondo me parlare del 'nuovo Palestra' è poco opportuno. C'è un gruppo di ragazzi disponibili e intenzionati a fare".
Il ds nerazzurro dopo essersi dichiarato "molto soddisfatto dell'acquisto di Gaetano", non si sbilancia sul possibile arrivo di Alajbegovic. "L'Atalanta deve essere sempre attenta alle opportunità di mercato, ma per noi la priorità è sempre il lavoro sul campo. Un tipo di calcio prevede un tipo di situazioni. Alla fine conteranno i risultati, però porterò la mia esperienza all'Atalanta: qui è una grande famiglia. Ho trovato una società seria, a cui piace lavorare come me".

(Adnkronos) - Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi, 14 luglio, un nuovo disegno di legge in materia di sicurezza e di prevenzione del disagio giovanile. Il provvedimento introduce nuove disposizioni sulla sicurezza, sull'organizzazione e il funzionamento delle Forze di polizia e del Ministero dell'Interno e prevede un'ulteriore stretta contro il fenomeno delle baby gang e delle cosiddette "maranze".
Tra le misure contenute nel ddl c'è l'introduzione di una nuova ipotesi di avviso orale del questore, che potrà prevedere anche il divieto di aggregazione. La misura, come spiegato dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi al termine del Consiglio dei ministri, riguarda "soggetti che, in contesti caratterizzati da un elevato afflusso di persone, come quelli legati alla cosiddetta movida, pongano in essere comportamenti idonei a costituire una grave minaccia per l'ordine e la sicurezza pubblica".
"Nello stesso ambito di intervento - ha aggiunto il ministro - viene estesa la disciplina del cosiddetto fermo di prevenzione, che potrà essere applicata anche a soggetti minorenni quando, nell'ambito di specifiche operazioni di polizia finalizzate alla prevenzione di reati che turbino l'ordine pubblico in luoghi caratterizzati da una consistente presenza di persone, sussistano fondati motivi per ritenere che tali soggetti pongano in essere condotte pericolose per la sicurezza pubblica".
La nuova norma amplia quindi gli strumenti preventivi a disposizione delle forze dell'ordine, includendo anche i minorenni nei casi ritenuti più critici. "La valutazione della pericolosità - ha spiegato Piantedosi - potrà essere effettuata anche sulla base delle circostanze di tempo e di luogo e di elementi concreti, come il possesso di armi o di altri oggetti che possano essere considerati indicativi della pericolosità della persona".
Il provvedimento si inserisce nel solco del decreto Sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri il 5 febbraio e convertito definitivamente dalla Camera ad aprile. Quel testo aveva già introdotto misure contro le baby gang, tra cui il carcere da sei mesi a tre anni per chi porta fuori casa, senza giustificato motivo, un coltello con lama di almeno 8 centimetri, con un'aggravante se il fatto avviene su treni e autobus.
Tra le novità del nuovo ddl anche l'estensione del cosiddetto fermo preventivo alla polizia locale. La misura consentirebbe agli agenti dei Comuni di intervenire in via preventiva nei confronti di persone ritenute pericolose per l'ordine pubblico, ampliando gli strumenti a disposizione per la gestione della sicurezza.

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(Adnkronos) - “La giornata di oggi rappresenta la prima fase di un lavoro durato oltre tre anni. La grande scoperta che abbiamo fatto ci fa capire come il suburbio celi anche resti monumentali, che possono essere veicoli di riqualificazione dei nostri territori, di conoscenza e strumenti per una gestione più consapevole, partecipata e condivisa”. Lo afferma Marco Fabbri, docente e direttore del Maut - Museo archeologico universitario del territorio, in occasione dello svelamento, oggi a Roma, delle restaurate Torre Vergata e Villa Gentile, all’interno della quale è da oggi aperto al pubblico il Museo archeologico universitario del territorio.
“La posizione - in cui è ubicato - il Casale di Villa Gentile, dove sorge il nostro museo, è abbastanza atipica: insiste, infatti, su una villa romana. Oggi sappiamo che ingloba resti monumentali di una torre medievale, che è documentata da cartografie storiche risalenti al ‘500-’600 e che è circondata dalla periferia della città contemporanea. Pertanto, si tratta di un luogo dove poter raccontare la nostra storia e la storia delle persone che vivono, abitano e frequentano le zone di Tor Vergata e delle nostre periferie, che vengono attraversate senza nessuna consapevolezza della storia passata. In epoca romana, il sobborgo era densamente e fittamente popolato, come se fosse una metropoli contemporanea”, conclude.

(Adnkronos) - Il pubblico ministero Maurizio Ascione, che domani saluterà la procura di Milano per poi approdare alla Procura europea (Eppo), potrebbe non firmare l'inchiesta sugli arbitri a cui ha iniziato a lavorare nell'ottobre del 2024 e che solo dallo scorso giugno, proprio in vista dell'addio al Palazzo di giustizia di Milano, lo ha visto affiancato dall'aggiunto Paolo Ielo. Una mancata firma sulla definizione del fascicolo che potrebbe arrivare non per assenza di tempo, ma perché il pm napoletano non condivide appieno le valutazioni altrui.
L'inchiesta sul presunto sistema di condizionamento delle designazioni arbitrali si avvia verso l'archiviazione, mentre la parte che riguarda le ipotetiche bussate alla sala Var della serie A a Lissone, in Brianza, sembra destinata a finire sul tavolo della Procura di Monza competente per territorio. Gli atti finiranno anche alla giustizia sportiva - come chiesto dalla Procura federale della Figc finora rimasta a guardare perché si tratta di documenti coperti da segreto istruttorio - e anche alla Commissione parlamentare antimafia intenzionata a verificare eventuali infiltrazioni o legami con la criminalità organizzata.
L'ipotesi di partenza era che le presunte pressioni abbiano alterato la regolarità delle partite. Cinque in tutto gli indagati tra l'ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi accusato del reato di frode sportiva in concorso con appartenenti all'Inter. Per l'accusa Rocchi avrebbe combinato - con altri soggetti non identificati - la designazione dell’arbitro Andrea Colombo (gradito all'Inter, a dire di chi indaga) per la partita Bologna-Inter dell’aprile 2025. Altrettanto avrebbe fatto con la designazione dell’arbitro Daniele Doveri per la semifinale di Coppa Italia tra Milan e Inter, in modo da evitare per l'eventuale finale e per le partite successive di campionato la designazione dello stesso arbitro, ritenuto anche in questo caso poco gradito ai nerazzurri.
Inoltre Rocchi, in occasione della partita Udinese-Parma del primo marzo 2025 avrebbe violato il protocollo Var, che prevede l'autonomia della sala di Lissone, bussando e inducendo la chiamata all’On field review dell’arbitro Fabio Maresca ai fini dell’assegnazione del rigore all’Udinese. Sotto la lente d'ingrandimento degli inquirenti ci sarebbero presunte pressioni sul Var in occasione di alcune partite, Inter-Verona della stagione 2023-24 (quella della gomitata di Bastoni a Duda, ndr) e Udinese-Parma dello stesso campionato.
L'elenco delle partite contestate comprende anche Torino-Inter dello scorso aprile che secondo l'ipotesi accusatoria sarebbe stata designata con il preventivo consenso del club. Gli investigatori non avrebbero trovato intercettazioni dirette tra dirigenti dell'Inter e Rocchi. Domani il tempo per il pm Ascione scade, se non firmerà sarà l'aggiunto Ielo a definire il fascicolo entro la prossima settimana, prima della pausa estiva, con la richiesta di archiviazione non avendo raccolto elementi sufficienti per dimostrare che le presunte pressioni abbiano alterato la regolarità delle partite oggetto dell'indagine.

(Adnkronos) - Dario Simic è stato arrestato in Croazia nell'ambito di un'indagine su presunte irregolarità nella realizzazione di un campeggio a Tisno. A riferirlo è la stampa croata, secondo cui insieme all'ex difensore di Inter e Milan sono stati fermati anche un'ex funzionaria dell'amministrazione regionale del turismo e un imprenditore locale.
L'inchiesta riguarda il rilascio delle autorizzazioni edilizie per la struttura ricettiva. In base a quanto ricostruito dagli investigatori, tra il 2020 e il 2021 sarebbero stati concessi permessi nonostante parte dei terreni interessati fosse classificata come non edificabile e non conforme ai requisiti urbanistici previsti dalla normativa. Gli inquirenti ipotizzano che le autorizzazioni siano state ottenute mediante episodi di presunta corruzione. Le indagini sono in corso e la posizione degli indagati è al vaglio dell'autorità giudiziaria.

(Adnkronos) - Una grossa frana di detriti si è staccata nel primo pomeriggio di oggi sulle Dolomiti di Sesto, nei pressi del rifugio Tre Scarperi, dopo un forte e improvviso temporale che ha interessato la zona di San Candido, in provincia di Bolzano. Poiché l'area è particolarmente frequentata da escursionisti, è scattato l'allarme e sono state avviate le ricerche per escludere il coinvolgimento di persone.
Il Soccorso alpino e speleologico dell'Alto Adige ha mobilitato numerose squadre, trasportate in quota dagli elicotteri, per effettuare le verifiche nell'area interessata dal distacco.
Poco dopo le 17 è arrivato il cessato allarme: le ricerche hanno escluso la presenza di persone sotto la massa di terra e roccia e i soccorritori hanno iniziato il rientro a valle.
Una seconda frana, di dimensioni più contenute, si è verificata in val Fiscalina senza causare problemi.

(Adnkronos) - Maggiore trasparenza per i cittadini, informazioni più complete per medici e farmacisti e un progressivo allineamento della normativa italiana a quella europea. Sono stati questi i temi al centro della conferenza stampa 'La medicina omeopatica in Europa e in Italia. Quadro normativo, orientamenti e prospettive di riforma', ospitata oggi nella Sala Caduti di Nassiriya del Senato della Repubblica su iniziativa del senatore Giovanni Satta. "Quando milioni di cittadini ricorrono a questi medicinali è dovere delle istituzioni promuovere un confronto serio, basato sulla ricerca, sulla trasparenza e sulla tutela del paziente", ha affermato Satta. Il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, nel suo intervento, ha evidenziato la necessità di proseguire il percorso di armonizzazione della normativa italiana con quella europea, affinché anche i cittadini italiani possano disporre, come avviene in altri Paesi dell’Unione, di strumenti informativi più completi, a partire dal foglietto illustrativo dei medicinali omeopatici.
"L’obiettivo è garantire ai cittadini un’informazione sempre più chiara e qualificata: quando oltre 10 milioni di italiani dichiarano di aver utilizzato medicinali omeopatici nell’ultimo anno, il tema non può essere considerato marginale", ha dichiarato Gemmato, ricordando inoltre l’istituzione di un tavolo di confronto presso il ministero della Salute dedicato anche al comparto degli integratori per rafforzare il monitoraggio del settore e favorire un quadro regolatorio più trasparente. "Non servono contrapposizioni ideologiche, ma un dialogo fondato sulle evidenze scientifiche e sul diritto dei cittadini a essere informati correttamente", ha sottolineato Alessandro Pizzoccaro, presidente di Guna, azienda di farmaci omeopatici, che ha richiamato la necessità di costruire un percorso condiviso tra istituzioni, ricerca e imprese. Pizzoccaro ha inoltre ricordato come una maggiore formazione e un’informazione qualificata rivolte a medici, farmacisti e operatori sanitari rappresentino un passaggio fondamentale per accompagnare l’evoluzione del settore e garantire ai cittadini scelte sempre più consapevoli. La presidente di Omeoimprese, Silvia Nencioni, ha illustrato il quadro economico e sociale del comparto. Il mercato italiano rappresenta il terzo in Europa, con un valore di circa 160 milioni di euro, 25 aziende e circa 2.000 addetti. Presentando i risultati dell’indagine Eumetra 2026, Nencioni ha ricordato che il 97% degli italiani conosce i medicinali omeopatici, 22,5 milioni di persone li hanno acquistati almeno una volta e 10,4 milioni li hanno utilizzati nell’ultimo anno. "Il dato più significativo è che otto italiani su dieci chiedono informazioni più chiare e trasparenti. La vera sfida oggi non è far conoscere l’omeopatia, ma consentire ai cittadini di comprenderla meglio attraverso un’informazione corretta e completa", ha evidenziato.
Valter Santilli, docente di Medicina fisica e riabilitativa dell’Università Sapienza di Roma, ha sottolineato come il ricorso all’omeopatia e alla low dose medicine da parte di milioni di cittadini europei e di migliaia di medici rappresenti un fenomeno che merita di essere approfondito con strumenti scientifici sempre più rigorosi. "La ricerca rappresenta il presupposto fondamentale per ogni evoluzione della medicina", ha affermato, osservando come l’assenza di evidenze definitive non coincida necessariamente con la dimostrazione dell’inefficacia di un trattamento. Santilli ha quindi auspicato un maggiore sostegno alla ricerca indipendente e lo sviluppo di metodologie adeguate per valutare approcci terapeutici innovativi, nell’interesse dei pazienti e del Servizio sanitario nazionale. Per Sergio Bernasconi, professore Emerito di Pediatria ed ex presidente della Società italiana di pediatria, "i dati della ricerca preclinica e clinica mostrano effetti biologici e terapeutici che meritano attenzione e ulteriori approfondimenti". Bernasconi ha inoltre evidenziato come la farmacologia omeopatica possa rappresentare, in specifici contesti clinici, una terapia complementare da integrare con la medicina convenzionale, contribuendo a migliorare la qualità di vita dei pazienti. Nel corso dell’incontro è emersa la volontà condivisa di proseguire il dialogo tra istituzioni, comunità scientifica e imprese per costruire un quadro normativo più chiaro, trasparente e coerente con quello europeo. Un percorso che punta a rafforzare l’informazione, aumentare la consapevolezza dei cittadini e garantire regole sempre più omogenee nell’interesse dei pazienti e del Servizio sanitario nazionale.

(Adnkronos) - Casper Ruud e Stefanos Tsitsipas danno spettacolo a Gstaad, in Svizzera. Anche fuori dal campo. I due tennisti, che domani saranno impegnati negli ottavi di finale del torneo elvetico, sono stati protagonisti direttamente... da casa. O meglio, dal balcone di casa. Il norvegese e il greco hanno preso le racchette dalle abitazioni rispettivamente affittate per il torneo, sono usciti sui balconi con le racchette in mano e hanno cominciato a scambiare, tra le risate di decine di tifosi presenti per strada.
Il video del simpatico siparietto è diventato presto virale e ha fatto il giro dei social. Oggi, restando al campo, Tsitsipas ha battuto Buse ai sedicesimi del torneo Atp 250.

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L'università degli studi di Sassari è prima nella classifica Censis
2026/27 dei medi atenei statali italiani. Con un punteggio
complessivo di 93,2, il migliore ottenuto finora anche a fronte
dell'88,8 della precedente edizione, Sassaru precede la Politecnica
delle Marche (92,8) e le università di Trento e Udine (92,7).
(Adnkronos) - È stata svelata questo pomeriggio la Torre Vergata, edificio da cui prende il nome il quartiere a sud est della città di Roma e da cui trae il suo nome anche l’università di Roma Tor Vergata. Dopo anni di restauri scrupolosi è stata resa visibile alla popolazione - accademica e non - la porzione della Torre Vergata inglobata nella Villa Gentile da oggi sede del Museo Archeologico Universitario del Territorio.
All’inaugurazione dell’evocativo complesso storico medioevale - la Torre Vergata fu costruita nei secoli XII-XIII come torre segnaletica e riportata anche nella cartografia antica - sono intervenuti il magnifico rettore dell’università di Roma Tor Vergata Nathan Levialdi Ghiron, la direttrice del dipartimento di Storia, patrimonio culturale, formazione e società Lucia Ceci, il direttore del MAUT - Museo archeologico universitario del territorio Marco Fabbri. A rappresentare il Ministero della Cultura, hanno partecipato Massimo Osanna direttore generale dei musei e Caterina Bova direttrice generale deli Uffici di diretta collaborazione del Ministro.
Il territorio circostante l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata conserva un patrimonio straordinario, esito di stratificazioni che raccontano la storia plurisecolare della campagna romana: dai resti di ville e acquedotti di età romana alle torri medievali, dai toponimi delle tenute di età moderna fino al complesso tessuto edilizio della periferia contemporanea.
“Lo svelamento e valorizzazione della Torre Vergata s’incardina armoniosamente con quella del nostro Ateneo e dell’area che la ospita”. Il rettore Levialdi Ghiron sottolinea l’importanza del momento. “Un ulteriore tassello della costruzione di una conoscenza condivisa e costantemente finalizzata a consolidare il rapporto con le nostre radici storiche e culturali. Una Università che sa sempre rinnovarsi e cogliere il meglio dal proprio patrimonio storico. La presenza di un Museo come il MAUT non fa che sottolineare l’eccellente approccio didattico di Roma Tor Vergata, che cerca sempre di valorizzare il territorio con uno sguardo rivolto al futuro della formazione”.
Gli interventi di ristrutturazione, resi possibili grazie anche ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), finalizzati alla rimozione delle barriere fisiche e cognitive nei luoghi della cultura, hanno rappresentato un’importante occasione di ricerca. Le indagini condotte in questa fase hanno infatti permesso di valorizzare le strutture della Torre Vergata, inglobata nel casale di Villa Gentile. Della torre a fasce bianche e nere, per le pietre calcaree e basaltiche con cui fu costruita, si erano da tempo perse le tracce, anche se la memoria della sua esistenza si era conservata nel toponimo che dà il nome al quartiere e al nostro ateneo.
L’ultima immagine a "cielo aperto" della Torre Vergata, già parzialmente diroccata, si ritrova in una notizia del secolo XVIII che così la ricorda: "torretta antica in mezzo alli prati vicino al fontanile (di Carcaricola, ndr) con tetto impianellato in buono stato...". Una lunga storia del sito, che mostra quanto il comprensorio di Roma Tor Vergata sia parte di un patrimonio storico unico della Capitale.
In questo contesto nasce il Museo Archeologico Universitario del Territorio (MAUT), con l’obiettivo di narrare l’evoluzione degli assetti suburbani e il loro profondo legame con la storia dell’Urbe. Il Museo, che ha visto un precedente allestimento ideato e curato dalla professoressa Andreina Ricci, recentemente scomparsa, trova sede nel casale di Villa Gentile, uno degli edifici rurali dell’Agro Romano, situato all’interno dei quasi 600 ettari di territorio di proprietà dell’Ateneo, e, come sottolinea Marco Fabbri, direttore del museo e associato di Metodologie della ricerca archeologica al dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società dell’università di Roma Tor Vergata, “L'inaugurazione del Museo Archeologico Universitario del Territorio rappresenta un momento di grande soddisfazione per il nostro Ateneo e il punto di arrivo di un lungo percorso di ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. Il MAUT nasce dalla volontà dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata di restituire al territorio una parte importante della sua storia”.
Il prof. Fabbri evidenzia la portata della scoperta avvenuta in loco. “Nel corso dei quasi tre anni di lavori di ristrutturazione e riallestimento del Casale di Villa Gentile, le indagini archeologiche hanno consentito di riportare alla luce i resti della Torre medievale di Tor Vergata, databile tra la fine del XII e gli inizi del XIII secolo. Si tratta di una scoperta di straordinario valore che permette di recuperare le origini del nome stesso del nostro Ateneo e del quartiere”. Una Torre simbolo del territorio circostante e dell’università che lo ospita dal oltre 40 anni.
Il MAUT - aperto al pubblico a partire dal prossimo settembre - si configura dunque, oltre che come museo, come un vero e proprio palinsesto architettonico: edificato sui resti di una villa romana, trasformato in epoca moderna in casale rurale e inserito in un contesto caratterizzato da una significativa area verde, rappresenta oggi un punto di connessione tra il tessuto universitario e l’espansione urbana del Novecento. Il progetto museale dell’Ateneo si fonda su un approccio innovativo che valorizza l’edificio non solo come contenitore, ma come parte integrante del percorso espositivo. L’allestimento è arricchito da reperti di età romana provenienti dal territorio e da apparati multimediali e interattivi, pensati per offrire un percorso di visita accessibile, in grado di adattarsi alle diverse esigenze dei visitatori. Il MAUT si propone così non solo come spazio espositivo, ma come centro attivo di ricerca, formazione e divulgazione, rivolto in primo luogo alla comunità che vive e frequenta questo territorio. La Torre Vergata, oggi restituita alla sua dimensione fisica, diventa il punto da cui ripartire per raccontare un passato ancora in gran parte da ricostruire.

Con 350 mila impianti installati, la Sardegna è la terza regione
in Italia per dotazione di sistemi di condizionamento, dopo Veneto
e Sicilia. Nei mesi più caldi i condizionatori rimangono accesi in
media 6 ore e 17 minuti al giorno: circa tre ore nel pomeriggio,
poco più di due ore la notte e circa un'ora la mattina. Quelli
centralizzati o autonomi restano in funzione più a lungo (7 ore e
11 minuti) rispetto agli apparecchi singoli di solo raffreddamento
(6 ore e 7 minuti) o di caldo/freddo (6 ore e 1 minuto), Le
famiglie con almeno una persona anziana accendono i condizionatori
quasi 30 minuti in meno rispetto alle altre, secondo un'analisi di
Confartigianato Imprese Sardegna, che raccomanda di acquistare
modelli ad alta efficienza e, per le manutenzioni, di rivolgersi a
personale qualificato, sia in per ragioni di risparmio energetico
sia di sicurezza.
Secondo i dati più recenti dell'Ufficio studi
dell'organizzazione artigiana, nell'Isola il 59,9% degli immobili
utilizza il sistema di condizionamento caldo/freddo (ovvero la
climatizzazione unica per estate e inverno), a fronte di una media
italiana del 48,8%. All'interno di questa percentuale, l'82,9% sono
pompe di calore fisse o portatili, il 13,2% sono condizionatori
utilizzati solo per raffreddamento e il 3,9% è costituito da
impianti centralizzati.
"Oggi il climatizzatore non è più soltanto un
apparecchio per combattere il caldo, ma un vero e proprio impianto
per il comfort domestico", osserva Giuseppe Tatti, presidente
provinciale degli impiantisti di Confartigianato Nuoro Ogliastra.
"Sceglierlo e utilizzarlo correttamente significa migliorare il
benessere della famiglia, contenere i consumi e guardare con
maggiore consapevolezza al futuro energetico delle nostre
abitazioni".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
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(Adnkronos) - Ha sedato e violentato 14 donne, conosciute tramite app di incontri, e ha filmato gli stupri commessi. Questa l'accusa che i pubblici ministeri tedeschi hanno rivolto nei confronti di un uomo di 68 di Berlino, che si trova in custodia cautelare. Nessuna delle vittime ricorda le violenze subite e che sono state scoperte solo dopo che la polizia ha fatto irruzione nell'appartamento del sospettato e ha sequestrato chiavette Usb contenenti "numerosi video di reati sessuali", hanno affermato i pm. "L'imputato avrebbe sedato le donne con sonniferi e alcol, per poi violentarle", ha dichiarato la procura di Berlino in un comunicato. "Si dice che abbia conosciuto le donne in precedenza tramite piattaforme di incontri online", prosegue il testo. L'uomo è accusato di 22 capi d'imputazione per stupro aggravato e lesioni personali gravi.
Secondo quanto riferito dai pubblici ministeri, sono in tutto 58 le donne identificate in relazione ai presunti reati commessi dall'uomo dell'uomo, ma finora le accuse riguardano 22 casi di stupro ai danni di 14 donne. Le autorità hanno iniziato a indagare sul sospetto dopo essere state allertate dalla polizia della Bassa Sassonia, che stava indagando su crimini simili commessi da un altro uomo in contatto con il sospettato a Berlino.

(Adnkronos) - I giudici della seconda sezione penale di Milano, presieduta da Nicola Clivio, hanno accolto l'istanza di patteggiamento di una pena pecuniaria per Fabrizio Corona accusato di bancarotta fraudolenta. Il procedimento riguardava l'ex società la Fenice srl, e, in particolare, la sua vecchia casa di via De Cristoforis a Milano, a pochi passi da corso Como. Secondo le indagini del pubblico ministero Luigi Luzi, la vecchia abitazione di Corona sarebbe stata intestata "fittiziamente" dall'ex agente fotografico a un collaboratore e così distratta dal patrimonio della società, poi fallita.
L'accordo di patteggiamento a 10 mesi, ma convertiti in una pena pecuniaria, avanzata dal difensore Ivano Chiesa aveva trovato l'ok della procura e ora anche dei giudici. Corona ha già versato circa 40mila euro di risarcimento all'Agenzia delle Entrate e ha poi concordato la pena in continuazione con una precedente condanna definitiva per il crac di una delle sue società.
Nel processo odierno è imputata anche la madre dell'ex fotografo dei vip, Gabriella Privitera, difesa dalla legale Cristina Morrone. Nel rito abbreviato, lo stesso pm ha chiesto l'assoluzione perché era "inconsapevole" di essere l'amministratrice della società del figlio. La sentenza per Privitera è attesa per il prossimo 15 settembre.

(Adnkronos) - Si è chiusa in bellezza a Nettuno, domenica 12, la terza edizione del Campionato Italiano Assoluto di Paracadutismo 2026 , che dopo cinque giornate di sfida e spettacolo, porta sul podio dei vincitori per le categorie in gara , i Carabinieri , rappresentati da Vincenzo Solito, Claudio D’Ascanio, Marco Pizziconi, Daniele Bianchi, Pierfrancesco Vanni, aggiudicandosi il titolo per la precisione in atterraggio a Squadre. L'Esercito con Fabrizio Mangia porta casa tre titoli individuali per lo Stile e la combinata. Sul podio per la categoria femminile dopo un anno di assenza Samanta Vallarino mentre Paolo Filippini a distanza di 40 anni torna a vincere il titolo italiano per lo stile e precisione in atterraggio. Una competizione a tutto sport, giunta con successo al suo terzo anno, organizzata da Aero Club Real Lazio, Crazy Fly e della SS.Lazio Paracadutismo con il patrocinio della Regione Lazio, del Comune di Nettuno e Coni Lazio e disputata senza interruzione dal 7 al 12 luglio, sull’Aviosuperficie Arma di Nettuno.
Una settimana, quindi all’insegna di lanci e della sana competizione per la manifestazione dedicata allo Style (Stile in caduta libera) e l'Accuracy Landing (Precisione in atterraggio disciplina iconica del paracadutismo sportivo), organizzata dalle tre realtà di eccellenza del panorama paracadutistico italiano, che dopo il successo dell’edizione 2024 e 2025, è tornata a luglio al centro della scena accogliendo gli ardimentosi atleti del cielo uomini e donne confermando la bella città di Nettuno polo di riferimento del paracadutismo sportivo nel Lazio.
Un calendario fitto per il Campionato che, nel pomeriggio del 12 è arrivata domenica pomeriggio. Mentre il pubblico tratteneva il fiato, Giuseppe Tresoldi, campione del mondo, atleta della società sportiva Lazio, insieme agli atleti e allo staff del Crazy Fly e della Lazio Paracadutismo, ha dispiegato in cielo un tricolore di oltre 200 metri quadrati. Un'immagine potente ed emozionante, che ha unito sport, territorio e orgoglio nazionale, inaugurando ufficialmente la "Spiaggia dello Sport del Comune di Nettuno". Un momento che ha fatto vibrare il cuore di tutti i presenti, atleti, organizzatori, istituzioni e cittadini uniti sotto i colori della bandiera italiana. "Ora puntiamo ai Campionati Europei e ai Mondiali - ha dichiarato il sindaco Nicola Burrini - È stato un onore e un piacere ospitare nella nostra città i Campionati Italiani di paracadutismo, una manifestazione che qualifica la nostra città .Ringrazio gli organizzatori che come sempre si sono distinti per la professionalità in un settore in cui la sicurezza è essenziale".
Nettuno ha reso inoltre omaggio ad 'Adriano Marchetto' presentando a suo nome il secondo trofeo Open stile in caduta libera e a “Chicco Magno” ispiratore del 3 º Trofeo Internazionale Open di Precisione in atterraggio Città Nettuno. “Siamo molto soddisfatti - ha dichiarato Carmine (Lino) Della Corte Presidente della SS. Lazio Paracadutismo – del risultato di questa terza edizione del Campionato Italiano che ha messo a confronto grandissimi atleti plurimedagliati del nostro paracadutismo militare e civile. La città di Nettuno a oggi si conferma una delle sedi papabili per il prossimo Europeo 2029 e Mondiali 2030 qualora fossero assegnati a Roma. Un ringraziamento va naturalmente a tutti i nostri meravigliosi atleti che rendono come sempre onore al nostro tricolore. Un grazie sentito va poi Arianna di Magno che da venticinque anni porta avanti questo meraviglioso centro di Paracadutismo fondato da suo padre Chicco di Magno. Voglio infine ringraziare tutti gli organi di stampa che in questi giorni hanno contribuito a restituire visibilità al nostro sport molto spesso e a torto considerato minore rispetto ad altri. Un grazie sentito per la straordinaria collaborazione istituzionale alla nostra Federazione Nazionale Aero Club Italia e all' Ente di promozione Sportiva Asi. Ringrazio inoltre tutti gli Enti militari e Civili ( Enac, Enav Aeronautica Militare) per aver gestito in modo ineccepibile il controllo del traffico aereo in contemporanea con il Campionato".
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