
(Adnkronos) - L'Iran "ha molta voglia di fare un accordo", ma "non siamo ancora soddisfatti". Così il presidente americano Donald Trump durante la riunione di gabinetto. "Ma saremo soddisfatti - ha proseguito - o in alternativo dovremo finire il lavoro".
Il presidente degli Stati Uniti ha ribadito la propria determinazione a raggiungere un accordo favorevole per porre fine alla guerra con l'Iran, sostenendo che l’eventuale strategia di Teheran, orientata a dilatare i tempi per ottenere condizioni più vantaggiose, non avrà successo: a Trump “non importa delle elezioni di metà mandato", la Casa Bianca non ha fretta di chiudere la questione anche se a novembre si va al voto. "Pensavano che sarebbero riusciti a mettermi fretta, sapete? 'Aspettiamo, ha le elezioni di midterm'", ha detto Trump durante una riunione di gabinetto. "Non mi interessano le elezioni di midterm. Guardate cosa è successo ieri sera, è stato un preludio alle elezioni di midterm. La gente capisce", ha aggiunto, riferendosi alla vittoria del candidato da lui sostenuto nelle primarie repubblicane per il Senato in Texas, Ken Paxton.
Trump ha inoltre citato la ripresa dell'accesso a Internet in Iran come segnale di indebolimento della posizione del regime, sostenendo che "l'intero sistema economico è in crisi". "Vogliono semplicemente fare un accordo - ha affermato - Non credo che abbiano scelta".
In un breve colloquio telefonico con Pbs News, Trump ha invece dichiarato che Washington non concederà alcun allentamento delle sanzioni all'Iran in cambio della rinuncia al materiale nucleare. "No, no, assolutamente no. Nessun allentamento delle sanzioni, no", ha affermato.
Qualche ora prima la tv di Stato iraniana aveva diffuso una bozza di memorandum d’intesa tra Usa e Iran per porre fine alla guerra e a ripristinare la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz. Secondo Teheran tra i punti principali, gli Usa si sarebbero impegnati ad alleggerire le restrizioni sul traffico marittimo iraniano, oltre a ritirare parte delle proprie forze militari dalle aree circostanti l'Iran. In cambio, Teheran avrebbe ripristinato entro un mese il traffico commerciale nel Golfo Persico e nel Golfo di Oman ai livelli precedenti al conflitto. Lo Stretto di Hormuz, tuttavia, non verrebbe completamente riaperto: controlli e gestione del transito resterebbero affidati all'Iran in coordinamento con l'Oman, mentre le navi militari statunitensi sarebbero escluse dall'intesa.
Ma a stretto giro è arrivata la smentita della Casa Bianca. "Nessuno dovrebbe credere a ciò che diffonde la televisione di Stato iraniana", ha dichiarato su X l'account Rapid Response, vicino all'amministrazione del presidente Donald Trump, respingendo l'ipotesi che sia in corso un'intesa preliminare tra Washington e Teheran.

(Adnkronos) - Il 27 maggio 2026 si è svolto, presso la sede della Med-Or Italian Foundation, l’evento conclusivo del progetto “CyberBridge – Progetto di formazione strategica per la resilienza digitale in Africa”, iniziativa dedicata al rafforzamento delle capacità istituzionali e operative nel settore della cybersicurezza che ha coinvolto 30 funzionari pubblici provenienti da nove Paesi dell’Africa sub-sahariana.
Il progetto è stato finanziato dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci), sviluppato in partenariato con l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (Acn) e con il supporto operativo della Divisione Cyber & Security Solutions di Leonardo. CyberBridge si inserisce nel quadro delle attività italiane di cooperazione strategica e institutional building con il continente africano, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo internazionale e promuovere una maggiore resilienza digitale nei Paesi partner. L’iniziativa nasce dalla crescente centralità della cybersicurezza nello sviluppo economico, istituzionale e infrastrutturale dell’Africa, in un contesto caratterizzato da una rapida trasformazione digitale e dall’aumento delle minacce cyber rivolte a governi, istituzioni pubbliche e infrastrutture critiche.
Il programma ha consentito di rafforzare le competenze tecniche e strategiche dei funzionari pubblici coinvolti, favorendo al contempo una più stretta cooperazione internazionale nel settore della sicurezza digitale. Il percorso formativo si è articolato in più fasi: una fase iniziale di assessment istituzionale e tecnico, realizzata anche grazie al coinvolgimento delle sedi diplomatiche italiane nei Paesi partner; un modulo introduttivo online sui fondamenti della cybersicurezza; una fase specialistica in presenza presso la Divisione Cyber & Security Solutions di Leonardo, dedicata alla defensive security attraverso attività laboratoriali immersive, simulazioni operative e cyber exercises avanzate; un modulo specialistico presso l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale dedicato a cyber diplomacy, norme internazionali applicabili al cyberspazio e politiche pubbliche per la sicurezza digitale, cui ha fatto seguito una visita al Csirt Italia. una visita tecnica al Global Cybersec Center di Leonardo a Chieti. In particolare, presso l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, i partecipanti hanno approfondito l’architettura nazionale ed europea della cybersicurezza, con focus sui modelli di governance, coordinamento e risposta agli incidenti. Nel corso della giornata sono stati inoltre affrontati i temi della gestione degli attacchi informatici e del rafforzamento delle capacità operative, anche attraverso l’analisi di casi studio e procedure di risposta coordinata.
Obiettivo del progetto è contribuire alla costruzione di ecosistemi digitali più sicuri e resilienti nei Paesi partner, favorendo la crescita di una rete di funzionari pubblici africani in grado di contribuire allo sviluppo di strategie nazionali e regionali nel campo della cybersicurezza. In questo quadro si inserisce il ruolo crescente della Med-Or Italian Foundation nel continente africano, dove la Fondazione opera con l’obiettivo di rafforzare le partnership istituzionali e promuovere iniziative ad alto impatto nei settori economici e industriali chiave dello sviluppo, contribuendo alla costruzione di competenze e capacità locali attraverso programmi strutturati di alta formazione e institutional building, come dimostra anche il progetto CyberBridge. Il consolidamento della presenza della Fondazione in Africa ha compiuto un ulteriore passaggio strategico con l’inaugurazione, l’8 febbraio 2026, della sede di Nairobi attraverso la costituzione della Med-Or Italian Foundation for Africa, oggi principale hub operativo della Fondazione per il coordinamento e l’attuazione delle attività nel continente. In Africa, la Fondazione è oggi impegnata in un portafoglio crescente di iniziative dedicate alla cybersicurezza, alla blue economy, all’agricoltura sostenibile, alle materie prime critiche, alla resilienza climatica e alla formazione diplomatica
( di Stefano Ambu) La Sardegna è tra le regioni più in ritardo
sulla transizione alle rinnovabili: ancora lontana dall'obiettivo
intermedio, l'isola, con questa andatura, rischia di raggiungere il
traguardo (i 6,2 GW aggiuntivi che il Decreto Aree Idonee assegna
all'isola) solo tra venticinque anni. È l'allarme lanciato dal
report di Legambiente "Italia Rinnovabile". "Questo - spiega
l'associazione - a causa della legge 20 che oggi impedisce,
sostanzialmente, di installare impianti a scala industriale
sull'isola, compresi gli impianti agrivoltaici proposti dagli
agricoltori che, ben lontani da ogni speculazione, potrebbero
essere una boccata d'aria per l'agricoltura dell'isola e un
supporto fondamentale all'adattamento ai cambiamenti climatici in
atto".
(Adnkronos) - Apre venerdì 29 maggio a Fieramilano Rho la seconda edizione di 'Anteprima d’estate', la manifestazione promossa da Artigiano in Fiera che celebra la bella stagione con un’esperienza immersiva dedicata all’artigianato, ai territori e alle culture del mondo. L'ingresso alla manifestazione è gratuito, con un pass scaricabile sul sito internet di Artigiano in Fiera. In programma fino al 2 giugno 2026, tutti i giorni dalle 10 alle 22.30, Anteprima d’estate è facilmente accessibile con i mezzi pubblici – grazie alla linea M1 della metropolitana (fermata Rho Fiera), alle linee ferroviarie regionali e del Passante Trenord e ai collegamenti Alta Velocità Italo – oltre che in auto, tramite i parcheggi di interscambio Atm e i parcheggi interni alla Fiera.
Con la partecipazione di oltre 1.000 artigiani provenienti da cinquanta Paesi, 'Anteprima d’estate' - viene sottolineato nel comunicato stampa di lancio - si conferma "un ponte tra culture, capace di trasformare la diversità in occasione di incontro e conoscenza reciproca. La presenza a Milano di artigiani da tutto il mondo, alcuni dei quali da aree segnate da conflitti, rende l’evento ancora più significativo e invita a trasformare la visita in un gesto concreto di solidarietà. Essere presenti significa sostenere chi ha scelto la manifestazione come luogo di lavoro, scambio e relazione, portando con sé competenze, tradizioni e storie".
"Anteprima d’estate consente anche ad artigiani provenienti da contesti complessi di venire a Milano per condividere il proprio lavoro in un ambiente di pace e incontro – dichiara Antonio Intiglietta, presidente di Ge.Fi. – Invitiamo il pubblico a essere presente: ogni visita è un gesto concreto di supporto agli artigiani, che con il loro lavoro rappresentano un patrimonio di competenze e tradizioni".

(Adnkronos) - Un'accesa lite è esplosa questa mattina nel Comune di Laterza, in provincia di Taranto, tra il neo sindaco Giuseppe Cristella, eletto proprio lunedì al primo turno, e il comandante della Polizia locale Sandro Frigiola. Entrambi sono finiti in ospedale a Castellaneta. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che ora stanno compiendo accertamenti per ricostruire l'accaduto.
Sindaco e comandante sono stati portati all'ospedale a causa dello stato di agitazione. Viene escluso per ora il contatto fisico. L'alterco è avvenuto, secondo una prima ricostruzione nella stanza del primo cittadino. Il comandante della Polizia municipale è stato visitato al pronto soccorso mentre il sindaco è stato ricoverato nel reparto di cardiologia.

(Adnkronos) - L'attore francese Pierre Deny, noto al pubblico internazionale per la sua partecipazione alle stagioni tre e quattro della serie Netflix 'Emily in Paris', è morto lunedì 25 maggio all’età di 69 anni a causa della sclerosi laterale amiotrofica (Sla).
La notizia è stata confermata dalla famiglia attraverso una dichiarazione diffusa ai media francesi. Secondo quanto comunicato dalle figlie, la malattia avrebbe avuto un decorso improvviso e particolarmente aggressivo. Nella serie Netflix con Lily Collins protagonista, Deny interpretava Louis de Léon, amministratore delegato del gruppo Jvma e figura centrale nel mondo della moda raccontato da 'Emily in Paris'.
Attore di lunga carriera, Pierre Deny aveva iniziato a recitare in teatro negli anni Ottanta, diventando poi un volto noto della televisione francese. In patria aveva preso parte a numerose produzioni di successo, tra cui le serie 'Fabio Montale' e 'Il comandante Florent'.

(Adnkronos) - In Italia circa 6 milioni di persone, oltre il 10% della popolazione, convivono con disturbi della tiroide, con una netta prevalenza tra le donne e un picco dopo i 60 anni. Le malattie tiroidee, come iper o ipotiroidismo, sono tra le più diffuse a livello globale, ma non altrettanto diffusa è l’informazione sulla funzione degli ormoni tiroidei e la loro importanza in tutte le fasi della vita. Per chiarire alcuni tra i principali dubbi, Merck Italia lancia 'Vivendo. Storie di persone, risposte di endocrinologia': un podcast in 10 puntate che, attraverso testimonianze dei pazienti e opinioni di specialisti, illustra il ruolo e le patologie degli ormoni tiroidei e dell’ormone della crescita (Gh), dall’infanzia all’età adulta. La prima delle 5 puntate è già disponibile, in occasione della Giornata mondiale della tiroide (25 maggio), su iniziativa dell’Associazione europea della tiroide (Eta), e che apre la Settimana Internazionale della consapevolezza sulla tiroide (Thyroid Awareness Week, 25-31 maggio). Le successive puntate saranno pubblicate con cadenza settimanale. La Giornata mondiale della tiroide è gestita dalle associazioni dei pazienti coordinate dalla Thyroid Federation International, tra cui l’Associazione Italiana della Tiroide (Ait-Ets) che partecipa con una serie di eventi sul territorio nazionale. Focus della campagna 2026: lo stretto legame tra nutrizione, corretto funzionamento della tiroide e benessere generale.
Il podcast realizzato da Merck Italia è basato sul racconto di esperienze personali, domande precise e risposte chiare da parte degli esperti coinvolti: Diego Ferone, presidente della Società italiana di Endocrinologia, professore ordinario di Endocrinologia presso la Scuola di Medicina e Farmacia Università degli Studi di Genova, dipartimento di Medicina Interna & Specialità Mediche (DiMI), direttore Uoc Clinica Endocrinologica, Irccs Policlinico San Martino; Daniele Cappellani, specialista in Endocrinologia e Malattie del metabolismo, Università di Pisa – Aou Pisana; Francesco Massart, professore associato, pediatra e specialista in Endocrinologia e Diabetologia pediatrica, dipartimento di Medicina clinica e sperimentale, Università di Pisa – Aou Pisana. "Il disturbo endocrino più comune è l’ipotiroidismo che in Italia colpisce il 5% circa della popolazione - ricorda la nota - seguito da ipertiroidismo e noduli. Eppure, si stima che molte persone non ricevano una diagnosi adeguata e, di conseguenza, un trattamento, corretto, a causa di sottovalutazione dei sintomi e di sottodiagnosi. L’Istituto superiore di sanità (Iss) ha pubblicato Linee Guida per standardizzare la gestione clinica dell’ipotiroidismo e dell’ipoparatiroidismo post-chirurgico e migliorare così i percorsi di cura su tutto il territorio nazionale".
Merck è impegnata da tempo a supportare la consapevolezza e la cura della tiroide attraverso progetti e iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sui disturbi tiroidei e sull’importanza della diagnosi precoce. “È in quest’ottica che nasce 'Vivendo', per ampliare la conoscenza del grande pubblico sulla tiroide e stimolare un’azione consapevole da parte dei cittadini, con la promozione di controlli regolari e di una corretta informazione sulla salute di questa fondamentale ghiandola che influenza il benessere dell’organismo dall’infanzia all’età adulta – dichiara Ramón Palou de Comasema, presidente e amministratore delegato healthcare di Merck Italia – la nostra azienda non si limita a rispondere solo ai bisogni terapeutici, ma è impegnata a promuovere progetti e attività che vanno oltre il farmaco, con iniziative di prevenzione ed educazione sulla salute, informando i cittadini sui disturbi tiroidei, aiutarli a riconoscere i sintomi e i segni e, infine, ad orientarli a rivolgersi agli specialisti endocrinologi ai primi segnali che possono far sospettare un mal funzionamento della tiroide”. Le successive 5 puntate del podcast, dedicate ai disturbi endocrini dell’infanzia, verranno pubblicate a partire dal prossimo 20 settembre 2026 in occasione della Giornata mondiale della crescita.

(Adnkronos) - "Annarita Torriero mi disse che il giorno della scomparsa di Serena era andata in caserma a portare un panino con il prosciutto e la scheda telefonica a Santino Tuzi" e che "anche lei aveva visto Serena". A rivelarlo in aula, durante il processo di Appello bis sull'omicidio di Serena Mollicone, è Sonia Da Fonseca, teste chiave per la procura generale. Da Fonseca riferisce le confidenze di Torriero, che era sua vicina di casa e che ebbe una relazione con Santino Tuzi, il carabiniere morto suicida l'11 aprile del 2008, dopo aver dichiarato di aver visto Serena Mollicone entrare in caserma la mattina del 1 giugno 2001.
In aula oggi è stato ascoltato un altro teste chiave, l'appuntato dei carabinieri Ernesto Venticinque. Entrambi sono stati sentiti anche sul contenuto delle conversazioni contenute in due intercettazioni, una ambientale del 28 settembre 2008 e una telefonica del 10 ottobre 2008, le cui trascrizioni, che l'Adnkronos ha potuto visionare, sono state consegnate alla Corte dal perito incaricato ed entrando per la prima volta in dibattimento. In un passaggio Da Fonseca parlando con Venticinque e riferendosi a Torriero afferma: "Ti ho detto lei sa tutto. Capito? Lei sa tutto però non lo dice niente!". Ecco alcuni dei passaggi fondamentali: Da Fonseca: “E poi ha cominciato a racconta’ che era andato al Tribunale: ‘Ma lo sai che Santino sta anda’ a proprio di cervello! Prima dice una cosa, poi dice un’altra…poi dice che prima era…ha visto pure la borsa, i colori della borsa che portava Serena, il vestito…quel giorno ci so’ andato io a porta’ il panino a lui con gli affettati”. E Venticinque chiede: “Quando? Quel giorno quando?”. E Da Fonseca: “Ha detto il giorno che ha visto che Serena, c’era un borsellino, non so se era verde, un qualcosa così’. Venticinque: “Ma dove in caserma?” Da Fonseca: “In caserma…". Dice che là l'ha vista parecchie volte, lui, in caserma. In un altro passaggio si legge: Venticinque: “Cioè lei è entrata in caserma per portare qualchecosa….”. Da Fonseca: “I panini”. Venticinque: “Il panino…!” Da Fonseca: “Il panino” Venticinque:”…quel venerdì mattina?” Da Fonseca: “Eh!” Venticinque:”Cioè quando è sparita Serena”. Da Fonseca:”Quando è sparita Serena” Venticinque: “E ha visto Serena?” Da Fonseca:”E ha visto Serena”.
Annarita Torriero durante il primo processo di Appello aveva smentito la circostanza di aver visto Serena in caserma il 1 giugno, giorno della scomparsa, sottolineando di averla vista però "altre volte entrare e uscire dal cancello grande sotto la caserma nuova insieme ad altri amici". Il motivo? Secondo quanto dice in un altro passaggio dell'intercettazione Da Fonseca, Torriero non voleva confermare questa circostanza per proteggersi. "Io non ci potevo anda' a butta io davanti a Santino, per prendere io delle bastonate di Santino, io ci dovevo salvaguarda' a me". (di Giorgia Sodaro)

(Adnkronos) - Michael Valgren vince la diciassettesima tappa del Giro d'Italia oggi, mercoledì 27 maggio, con partenza da Cassano d'Adda e arrivo ad Andalo dopo 202 km. Il danese del team Ef Education–EasyPost si impone in solitaria con 3" di vantaggio sul norvegese Andreas Leknessund Uno-X Mobility e 6" sul siciliano Damiano Caruso (Bahrain Victorious).
Il danese Jonas Vingegaard (Visma Lease a bike) conserva la maglia rosa di leader della classifica generale con 4'03" sull'austriaco Felix Gall (Decathlon) e 4'27" sull'olandese Thymen Arensman (Ineos). Domani si corre la diciottesima frazione, la Fai della Paganella-Pieve di Soligo di 171 km.

(Adnkronos) - "La S.S. Lazio comunica di aver depositato presso la Lega di Serie A la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con l’allenatore Maurizio Sarri e il suo staff. La Società prende atto della conclusione del rapporto professionale e formula al tecnico e ai suoi collaboratori i migliori auspici per il prosieguo dell’attività professionale". Così la Lazio in una nota sul proprio sito ufficiale annuncia la risoluzione consensuale del contratto con il tecnico Maurizio Sarri.
Il club biancoceleste ha salutato poi il tecnico sui social, con un video emozionante: "Grazie di tutto, Comandante".

(Adnkronos) - "Il tema del social freezing va affrontato con realismo e senza ideologie. Non si tratta di donne che non vogliono avere figli, ma spesso di donne che non possono, perché non hanno ancora una stabilità economica e lavorativa sufficiente". Lo ha detto la deputata della Lega Simona Loizzo, intervenuta da remoto all'evento 'Qui, per la salute di ogni donna', promosso a Roma da Organon sul tema delle politiche di sostegno alla natalità .
Secondo Loizzo, la questione riguarda le condizioni concrete in cui molte persone entrano oggi nel mondo del lavoro, "spesso in modo tardivo e non ancora stabile", per uomini e donne. In questo contesto, ha spiegato, "è necessario aprire una riflessione sul possibile ruolo dello Stato nel sostenere percorsi come il social freezing". La parlamentare ha sottolineato che il "dibattito non può essere ridotto a una contrapposizione politica. Non è una questione di destra o di sinistra, ma un tema che riguarda la scienza, l’economia e i cambiamenti sociali dei Paesi occidentali".
Loizzo ha poi richiamato "l'importanza di un confronto pubblico più trasparente e informato, citando anche il dibattito su oncofertilità e procreazione medicalmente assistita che - ha osservato - devono essere affrontate con rigore scientifico e non ideologico". Infine, ha ribadito la necessità di "valutare nel merito gli emendamenti sul tema e ha evidenziato come la diffusione delle tecniche di Pma sia in crescita, pur in un contesto in cui i dati non sono ancora completamente esaustivi, soprattutto per la limitata tracciabilità delle attività svolte nel settore privato e all'estero".

(Adnkronos) - "La sanità è una priorità di questo Governo e le criticità attuali non possono essere attribuite soltanto all'Esecutivo in carica, ma derivano da problemi strutturali accumulati negli anni". Lo ha dichiarato Ignazio Zullo, senatore di Fratelli d'Italia, membro della X Commissione Affari sociali e sanità del Senato, intervenendo da remoto all'evento 'Qui, per la salute di ogni donna', promosso a Roma da Organon.
Rispondendo alle critiche dell'opposizione - ovvero dalla deputata dem Ilena Malavasi intervenuta poco prima - sulla gestione della sanità pubblica, Zullo ha sottolineato come le difficoltà del sistema derivino anche dalla carenza di personale sanitario e dall'organizzazione regionale della sanità. "Abbiamo un gap di medici e infermieri che si trascina da anni e che rende più difficile garantire prevenzione, diagnosi e assistenza. Allo stesso tempo, la regionalizzazione del sistema sanitario ha creato forti differenze territoriali". Secondo Zullo, più che cambiare l'assetto costituzionale è necessario rafforzare il monitoraggio dello Stato sulle Regioni. "Serve un controllo collaborativo, non punitivo, per verificare qualità dei servizi, appropriatezza delle cure e gestione delle risorse". Zullo ha poi evidenziato la necessità di superare una visione "a compartimenti stagni" della spesa sanitaria, in particolare sul fronte farmaceutico. "Non bisogna guardare solo al costo dei farmaci - ha precisato - ma agli esiti complessivi di cura. I farmaci innovativi possono ridurre ricoveri, interventi chirurgici e costi sanitari nel lungo periodo". A questo proposito ha citato l'esempio delle nuove terapie per l'epatite C. "Grazie ai farmaci innovativi siamo riusciti a ridurre drasticamente l'evoluzione della malattia verso cirrosi e trapianto di fegato, con benefici enormi sia per i pazienti sia per il sistema sanitario", ha ricordato.
Nel suo intervento, Zullo ha richiamato anche il tema della medicina di genere. "Molte patologie hanno una prevalenza diversa tra uomini e donne e richiedono percorsi specifici. Per questo ho presentato una proposta di legge sulla medicina di genere attualmente all’esame della Commissione Sanità". Infine, il senatore ha acceso i riflettori sull'emicrania cronica, patologia che colpisce in particolare le donne. "Abbiamo proposto l’inserimento dell’emicrania cronica tra le malattie croniche riconosciute nei Lea. E' una patologia spesso sottovalutata, ma con un forte impatto sanitario, sociale e lavorativo", ha concluso.

(Adnkronos) - Milano è stata confermata all'unanimità alla presidenza della 'Rete italiana Città sane - Oms', l'associazione nazionale dei Comuni impegnati nella promozione della salute urbana secondo il modello dell'Organizzazione mondiale della sanità. La riconferma è arrivata durante l'Assemblea nazionale della rete, ospitata a Roma nell'ambito del Meeting dedicato ai 25 anni dell'associazione. Milano aveva assunto la guida del network nel 2023 e, nel corso del mandato, ha contribuito a rafforzare il coinvolgimento dei Comuni soci, il dialogo con istituzioni e stakeholder e il posizionamento pubblico sui temi della salute urbana e della prevenzione. Alla presidenza è stato confermato Lamberto Bertolé, con Francesco Caroli nel ruolo di coordinatore nazionale della rete. La riconferma, si legge in una nota, arriva in una fase importante in cui il ruolo delle città nei processi di salute pubblica è sempre più centrale.
Oggi oltre il 70% dei cittadini dell'Unione europea vive in aree urbane, tra città, centri urbani minori e sobborghi. Parallelamente, l'Italia continua a registrare un forte invecchiamento della popolazione: nel 2024 l'indice di vecchiaia ha raggiunto quota 208 persone con più di 65 anni ogni 100 giovani tra 0 e 14 anni. A questo si aggiunge il tema della solitudine, che l'Oms ha indicato come una priorità globale di salute pubblica: riguarda 1 persona su 6 nel mondo ed è associata a oltre 871mila morti ogni anno. Numeri che evidenziano come la salute non si costruisca soltanto negli ospedali o nei luoghi tradizionali della cura, ma anche nei quartieri, negli spazi pubblici, nelle relazioni sociali, nei servizi di prossimità, nella mobilità urbana, nell’ambiente e nelle politiche locali.
"Questa riconferma unanime è un riconoscimento importante per Milano, ma soprattutto una responsabilità verso l'intera comunità della rete", dichiara Lamberto Bertolé, presidente nazionale Rete Città sane - Oms. "Dalla celebrazione dei 25 anni della rete - continua - è emersa con forza una prospettiva chiara: le città devono essere riconosciute come protagoniste della produzione di salute. Non si tratta solo di curare meglio le malattie, ma di creare prima le condizioni perché le persone possano vivere meglio, più a lungo e con minori disuguaglianze. Casa, ambiente, mobilità, scuola, lavoro, alimentazione, relazioni sociali, spazi pubblici e servizi di prossimità sono determinanti decisivi di salute. Per questo i Comuni hanno un ruolo essenziale. Le città possono diventare luoghi salutogenici, capaci di generare benessere, prevenzione, autonomia, inclusione e qualità della vita. Nel nuovo mandato vogliamo lavorare perché questo ruolo venga riconosciuto con più forza nelle politiche pubbliche nazionali ed europee. La rete dovrà rafforzare la propria capacità di rappresentanza, costruire alleanze stabili con istituzioni, sistema sanitario, università, terzo settore e mondo produttivo, e aiutare i Comuni a misurare meglio l'impatto delle politiche urbane sulla salute".
Tra i progetti che continueranno a essere sviluppati figurano anche Everyone4MentalHealth, dedicato alla salute mentale e al contrasto dello stigma, e Donne in salute, percorso itinerante focalizzato sulla salute femminile e sulla medicina di genere. Iniziative che puntano a rafforzare prevenzione, consapevolezza e accesso equo ai servizi sanitari.
"Il lavoro dei prossimi anni – sottolinea Francesco Caroli, coordinatore nazionale Rete Città Sane - Oms - sarà rafforzare la rete come spazio nazionale di confronto, progettazione e rappresentanza dei Comuni. La sfida è passare dalle buone pratiche a una capacità comune di incidere: produrre conoscenza, costruire alleanze e rendere più riconoscibile il contributo delle città alla salute pubblica".
Nel corso dell’assemblea è stato rinnovato anche il direttivo della rete, composto dai Comuni di Ancona, Alfianello, Bologna, Sacile, Tollo, Martina Franca, Torino, Verona, Padova e Modena. Durante il meeting è stata inoltre presentata la pubblicazione 'Fare salute. Esperienze, prospettive e ruolo dei Comuni italiani', realizzata per i 25 anni del network e disponibile gratuitamente sul sito della Rete italiana Città sane - Oms. Il volume raccoglie esperienze dei Comuni, contributi istituzionali, scientifici e degli stakeholder, con l'obiettivo di valorizzare il ruolo delle città nella promozione della salute.

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Si è svolto nei giorni scorsi alla Comunità La Collina il secondo
evento di "Ussi80. Racconti mundial: voci, leggende e campioni con
i protagonisti di ieri e di oggi. Omaggio a Nando Martellini e
Bruno Pizzul - Sport e sociale: per una Sardegna inclusiva, coesa,
contro discriminazioni e disuguaglianze".
(Adnkronos) - "L'invecchiamento della popolazione e l'aumento delle cronicità impongono un ripensamento profondo dei modelli di assistenza sanitaria e sociale, con particolare attenzione alla salute delle donne". Lo ha dichiarato Ilenia Malavasi, deputata Pd e capogruppo in Commissione Affari sociali, intervenendo da remoto all'evento 'Qui, per la salute di ogni donna', promosso a Roma da Organon. Malavasi ha richiamato l'attenzione sui numeri dell'invecchiamento in Italia. "Nel nostro Paese ci sono circa 16 milioni di persone over 65, quasi la metà ha più di 75 anni e circa 4 milioni non sono autosufficienti. Questo richiede una riorganizzazione dei modelli socio-assistenziali e un rafforzamento della medicina territoriale e dell’assistenza domiciliare". Secondo la deputata dem, la medicina di genere deve diventare "non solo un tema culturale, ma un vero approccio clinico, terapeutico ed economico. Ancora oggi - ha osservato - molti percorsi di cura sono costruiti prevalentemente sul modello maschile, mentre uomini e donne rispondono in modo diverso alle patologie e alle terapie, anche dal punto di vista fisico e biologico".
Malavasi ha inoltre denunciato il rischio di "ageismo sanitario", cioè il sottotrattamento delle persone anziane. A tale proposito, ha osservato, "servono linee guida e percorsi di cura che garantiscano qualità e pari accesso alle cure anche nella fase dell'invecchiamento. La sfida è assicurare non solo una maggiore aspettativa di vita, ma anche qualità della vita". Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle donne nel sistema di assistenza: "Le donne rappresentano la maggioranza sia nel comparto sanitario e socio-assistenziale sia tra i caregiver familiari. Per questo è fondamentale sostenere le famiglie con servizi territoriali adeguati".
La deputata ha ricordato come l'assistenza agli anziani sia ancora insufficiente. "In Italia i posti nelle strutture residenziali per over 65 sono limitati, i centri diurni sono pochissimi e l'assistenza domiciliare integrata copre solo una parte della popolazione anziana. Senza un rafforzamento dei servizi territoriali sarà difficile garantire un invecchiamento dignitoso e sostenibile". Infine, Malavasi ha criticato l'azione del Governo sulla sanità pubblica: "La tutela e il rilancio del Servizio sanitario nazionale dovrebbero essere una priorità strategica. Servono investimenti strutturali, assunzioni e un piano straordinario per ridurre le liste d’attesa e garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini", ha concluso.

(Adnkronos) - "Le variazioni ormonali hanno un ruolo rilevante in diverse patologie neurologiche, molte delle quali presentano una maggiore prevalenza nella popolazione femminile. Tra queste, una delle più importanti è la sclerosi multipla, una malattia cronica con un coinvolgimento del sistema immunitario. Esiste anche una comorbilità tra sclerosi multipla ed emicrania. In questo contesto, gli ormoni possono avere effetti sul decorso della malattia, talvolta anche incredibilmente positivi. Ad esempio, durante la gravidanza le donne con sclerosi multipla vivono un periodo felice, possono andare incontro a una riduzione delle recidive dell'infiammazione fino al 70%. Al contrario, purtroppo, dopo il parto è possibile che la donna possa avere delle ricadute e delle fluttuazioni importanti della sintomatologia e questo è dovuto alla stretta interazione che c'è tra gli ormoni, in particolare gli ormoni del ciclo femminile, e l'attività del sistema immunitario". Lo ha detto Innocenzo Rainero, direttore Ssd Malattia di Alzheimer e demenze correlate e Centro di ricerca sulle cefalee Aou Città della Salute e della Scienza di Torino, presidente eletto Sisc (Società italiana per lo studio delle cefalee), intervenuto all'evento 'Qui, per la salute di ogni donna', promosso a Roma da Organon.
"Un'altra patologia, anche questa parzialmente comorbida come l'emicrania, è l'epilessia - ha proseguito Rainero - Durante il periodo perimestruale le donne affette dalle diverse forme di epilessia possono avere un'accentuazione della frequenza delle crisi, anche in questo caso gli ormoni possono avere un ruolo significativo. Queste sono le patologie forse più evidenti, più importanti. Studi importanti anche dal punto di vista della prevalenza ci dicono che patologie come il deficit cognitivo, ad esempio la malattia di Alzheimer, o lo stroke, le varie forme di vasculopatia cerebrale, possono essere influenzate dall'attività ormonale, tant'è che la prevalenza di queste patologie spesso è più alta nel sesso femminile. Quindi l'aspetto delle variazioni ormonali e l'incidenza, così come anche le caratteristiche cliniche, il fenotipo delle patologie correlate alle variazioni del ciclo mestruale e degli ormoni femminili possono essere estremamente importanti".

(Adnkronos) - "Le donne presentano una diversa incidenza di numerose patologie rispetto agli uomini e questo rende indispensabile un approccio clinico specifico e di genere". Così Annamaria Colao, direttore Uoc di Endocrinologia presso il Policlinico Federico II di Napoli e titolare della Cattedra Unesco 'Educazione alla salute e allo sviluppo sostemninile', intervenuta all'evento 'Qui, per la salute di ogni donna', promosso a Roma da Organon.
"In ambito oncologico, il tumore della mammella rappresenta la principale patologia femminile, mentre i tumori dell’apparato digerente risultano sostanzialmente simili tra uomini e donne - spiega Colao -. Più marcate le differenze in altri ambiti: disturbi neurologici come depressione ed emicrania, così come osteoporosi e patologie tiroidee, colpiscono le donne con una frequenza fino a cinque volte superiore rispetto agli uomini". Accanto a queste patologie a prevalenza femminile, esistono condizioni che interessano entrambi i sessi ma che si manifestano in modo diverso, come le malattie cardiovascolari, alcune patologie epatiche e renali. "Non esistono organi 'neutri' dal punto di vista del genere", osserva Colao, "perché le differenze biologiche influenzano l’espressione e la progressione delle malattie".
Al centro del ragionamento di Colao c’è il ruolo dell’assetto ormonale, che regola numerosi processi dell’organismo. "Gli ormoni non agiscono su un singolo organo, ma su tutto il corpo: ogni funzione biologica è influenzata da un sistema complesso di interazioni endocrine, che risponde continuamente a fattori come alimentazione, ambiente e stile di vita", sottolinea l'endocrinologa. Per questo motivo, l’assetto ormonale dovrebbe essere considerato in modo sistematico nella valutazione della salute di ogni individuo, lungo tutto l’arco della vita. Tuttavia, secondo Colao, "il ruolo degli ormoni è ancora sottovalutato" nella pratica clinica quotidiana. Da qui la necessità di un "approccio multidisciplinare. Solo il confronto tra specialisti diversi consente di leggere il paziente nella sua complessità e di costruire percorsi di cura più efficaci" conclude.

(Adnkronos) - "Le donne vivono più a lungo, ma spesso trascorrono molti anni in condizioni di salute non ottimali. Per questo è fondamentale intervenire prima, accompagnandole in ogni fase della vita con un approccio integrato e multidisciplinare". Lo ha dichiarato Flavia Binetti, amministratore delegato Organon Italia, intervenuta all'evento istituzionale 'Qui, per la salute di ogni Donna' - promosso da Organon Italia oggi a Roma - che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della comunità scientifica e della medicina generale per confrontarsi sulle trasformazioni demografiche ed epidemiologiche in atto e promuovere un nuovo approccio alla salute della donna.
"Abbiamo scelto una missione distintiva: essere al fianco delle donne lungo tutto il loro percorso di vita, dalla contraccezione alla pianificazione familiare, fino alla menopausa e alla gestione delle patologie croniche e delle comorbilità - ha spiegato Binetti - Ma il tema centrale resta la consapevolezza: molte donne conoscono ancora poco i cambiamenti legati alle diverse fasi della vita e le possibilità di prevenzione e cura disponibili". Secondo l'Ad di Organon Italia, è necessario superare un approccio frammentato alla salute femminile: "La donna ha bisogni complessi che devono essere affrontati a 360 gradi. Per questo è essenziale mettere in rete medicina generale e specialistica, evitando percorsi discontinui, duplicazioni di esami e sprechi per il Servizio sanitario nazionale".
Binetti ha inoltre richiamato l'attenzione sulla 'predisposizione di genere' nell'approccio alle cure: "Le donne affrontano molte patologie in modo diverso rispetto agli uomini. Lo vediamo, ad esempio, nell'ambito cardiovascolare: spesso sono più informate, ma tendono a prendersi cura degli altri trascurando se stesse, con una minore aderenza alle terapie. Comprendere queste differenze significa migliorare gli esiti clinici e rendere più efficace il sistema sanitario". Infine, il tema della sostenibilità sociale e lavorativa. "Come azienda vogliamo mettere in pratica ciò che promuoviamo. Oggi ci sono sempre più donne medico e professioniste sanitarie, con esigenze nuove legate all’equilibrio tra vita privata e lavoro. Servono modelli organizzativi capaci di sostenere genitorialità, caregiving e crescita professionale, modelli evolui", ha poi concluso.

(Adnkronos) - La salute della donna non è solo una priorità clinica, ma una leva strategica per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e per la medicina del futuro. E' questo il messaggio al centro dell'evento 'Qui, per la salute di ogni donna' - promosso da Organon Italia oggi a Roma - che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della comunità scientifica e della medicina generale per confrontarsi sulle trasformazioni demografiche ed epidemiologiche in atto e promuovere un nuovo approccio alla salute della donna. A guidare i lavori nel corso dell'intera giornata il giornalista Gianluca Semprini. Per tutto il giorno un serrato confronto tra istituzioni, clinici ed esperti sui cambiamenti che stanno ridefinendo i bisogni di salute delle donne del nostro Paese.
"Dedicarsi alla salute della donna significa andare oltre la cura della singola patologia e guardare alla persona nella sua interezza, nelle diverse fasi della vita - ha dichiarato Joe Morrissey, Ceo Organon - In Organon crediamo che colmare i gap nella salute femminile non sia solo una questione di equità, ma una scelta strategica per la salute collettiva. Per questo vogliamo essere un partner attivo del sistema, capace di ascoltare, collaborare e contribuire a soluzioni concrete".
Al centro del confronto è emersa innanzitutto la voce delle donne rispetto a temi quali prevenzione, preservazione della fertilità, accesso tempestivo alle cure e qualità della presa in carico nella cronicità: voci e testimonianze che confermano ancora una marcata distanza tra bisogni percepiti e risposta del sistema. A partire da questi elementi, il dibattito si è concentrato sull'evoluzione della domanda di cura dei prossimi decenni, alla luce delle elaborazioni della Società italiana di medicina generale (Simg), che fotografano uno scenario di profondo cambiamento: continua diminuzione della natalità, invecchiamento della popolazione, aumento delle cronicità e delle disuguaglianze di salute e ampliamento del gender health gap. In questo contesto, le donne - che vivono più a lungo ma con più anni di malattia - rappresentano il punto di snodo di una transizione che impone un ripensamento strutturale che ponga al centro la salute della donna come elemento essenziale per la ridefinizione dei modelli assistenziali.
"L’approccio di genere nella medicina non è più un'opzione culturale, ma un imperativo clinico ed economico - ha spiegato Claudio Cricelli, presidente emerito della Simg - Le donne concentrano una quota crescente della domanda di cura per cronicità, fragilità e neurodegenerazione. Senza un rafforzamento della medicina territoriale e della presa in carico continuativa, il sistema non sarà in grado di sostenere la pressione dei prossimi decenni". Durante il dibattito è emersa con forza la necessità di adottare un approccio multidisciplinare alla salute della donna, per integrare competenze diverse e accompagnare le pazienti lungo tutto l'arco della vita: dalla pianificazione familiare alla preservazione della fertilità, dall'emicrania fino ad arrivare alla gestione delle patologie croniche, quali l’osteoporosi e le malattie cardiovascolari, che possono interessare le donne nella fase della vita più matura. Ampio spazio è stato dedicato all'integrazione tra competenze specialistiche e medicina territoriale, come condizione imprescindibile per rispondere con efficacia ai bisogni di salute femminili che evolvono nel tempo e richiedendo percorsi personalizzati e una continuità di cura reale tra territorio e specialistica.
In particolare, gli esperti hanno evidenziato l'importanza di un approccio multidisciplinare alla salute delle donne under 40, per aumentare l'informazione e il counseling personalizzato su patologie quali l'emicrania, sulla fertilità e sulla sua preservazione. Centrale il ruolo della collaborazione tra ginecologi, medici di medicina generale, endocrinologi, neurologi e centri di fertilità, anche attraverso modelli organizzativi e buone pratiche regionali, per rispondere in modo integrato ai bisogni di salute riproduttiva delle donne e contrastare denatalità e accessi tardivi alle cure. Il dibattito ha posto al centro anche i bisogni di salute delle donne over 40, sottolineando l'importanza di una corretta informazione sulla salute riproduttiva che si modifica con l'avanzare dell’età e sui cambiamenti cardiometabolici legati alla fase di peri e post menopausa. Anche in questa fase la parola chiave è multidisciplinarietà per migliorare i percorsi di procreazione medicalmente assistita (Pma), intercettare precocemente condizioni come disturbi metabolici e cardiovascolari, osteopenia, osteoporosi ed emicrania, e contrastare il sottotrattamento al fine di preservare salute e qualità di vita.
In questo scenario, Organon ribadisce il proprio ruolo come partner strategico del sistema salute. "Essere qui, per la salute di ogni donna, significa assumersi una responsabilità che va oltre il farmaco - ha affermato Flavia Binetti, amministratore delegato Organon Italia - Vuol dire contribuire allo sviluppo di un approccio multidisciplinare centrato sulla persona, che tenga conto dell’evoluzione dei bisogni di salute della donna nelle diverse fasi della vita in grado di garantire un invecchiamento in buona salute e una migliore qualità di vita. Come azienda ci proponiamo inoltre di favorire il dialogo tra specialisti ed istituzioni e di aiutare alla comprensione dei reali bisogni di salute delle donne superando tabù e falsi miti".
Dal confronto tra ginecologi, endocrinologi, cardiologi, neurologi e medici di medicina generale è emersa infine l'importanza della rete territoriale e del coordinamento tra medicina generale e specialistica, come leva decisiva per garantire continuità assistenziale e una presa in carico realmente integrata. La partnership annunciata tra Organon e Simg si inserisce in questa visione condivisa, con l'obiettivo di rafforzare l'attenzione alla salute femminile nella pratica clinica quotidiana e valorizzare il ruolo della medicina generale, nell'ottica di una sempre maggiore sinergia con gli specialisti per migliorare la presa in carico della paziente e realizzare percorsi multidisciplinari integrati sul territorio.
"La salute delle donne è il vero banco di prova della sostenibilità del nostro sistema sanitario - ha concluso Cricelli - . Investire oggi in integrazione delle cure, medicina di genere e continuità assistenziale significa evitare domani costi umani, sociali ed economici molto più elevati".

(Adnkronos) - Boehringer Ingelheim ha pubblicato oggi i risultati di un'indagine globale che accende i riflettori sugli aspetti spesso trascurati della medicina veterinaria, essenziali per proteggere gli animali, le persone e la società, informa l'azienda in una nota. Basata sulle risposte di 1.046 professionisti veterinari qualificati in 51 Paesi, la survey ha identificato tre degli aspetti più importanti, ma anche meno riconosciuti della pratica veterinaria: individuazione di problemi di salute nascosti e segnali di dolore, identificati dall'87% dei veterinari per animali da compagnia e dal 60% dei veterinari equini; protezione della sicurezza della filiera alimentare, identificata dal 65% dei veterinari per animali d'allevamento; programmi di sorveglianza per limitare la diffusione delle malattie, identificati dal 62% dei veterinari per animali d'allevamento. Risultati che evidenziano "il ruolo di vasta portata della professione veterinaria nella nostra vita quotidiana, dalla cura degli animali da compagnia presenti in oltre la metà delle famiglie del mondo, alla tutela degli animali e dei prodotti di origine animale che aiutano a nutrire il 97% della popolazione mondiale", commenta la società biofarmaceutica attiva nel settore della salute umana e animale.
"Il contributo della medicina veterinaria si esprime ogni giorno non solo nella tutela della salute e del benessere animale, ma anche nella prevenzione dei rischi sanitari, nella sicurezza delle filiere alimentari e nel monitoraggio delle malattie che possono avere un impatto sull'uomo - dichiara Karin Ramot, Head of Boehringer Ingelheim Animal Health Italia - In un contesto sempre più interconnesso, il veterinario rappresenta un presidio chiave di equilibrio tra salute animale, umana e ambientale. Rendere più evidente questo suo contributo significa rafforzare una cultura della prevenzione e promuovere una consapevolezza più ampia del suo ruolo strategico all'interno dell'approccio One Health, a beneficio dell'intera collettività". Queste competenze invisibili nascono da anni di formazione, sottolinea l'azienda. Individuare problemi di salute e definire il percorso terapeutico richiedono infatti un livello di conoscenza che non è immediatamente evidente. "Molto spesso, durante una visita veterinaria, il proprietario vede solo il risultato finale: una diagnosi, una terapia, un consiglio. Dietro quelle decisioni, però, ci sono anni di formazione universitaria, specializzazione ed esperienza clinica - afferma Marco Melosi, presidente Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari) - Il medico veterinario è chiamato ogni giorno a riconoscere segnali deboli, intercettare patologie nascoste e prendere decisioni che possono cambiare la qualità e l’aspettativa di vita degli animali. Non sorprende quindi che l'87% dei veterinari per animali da compagnia indichi proprio questa capacità diagnostica come l'aspetto meno riconosciuto della professione. E' un lavoro spesso invisibile, ma essenziale non solo per la salute animale, bensì anche per la salute pubblica e per l'equilibrio dell'approccio One Health".
Il percorso per diventare veterinario - si ricorda nella nota - richiede generalmente 5 anni di studi universitari, ai quali si possono aggiungere fino ad almeno 3 anni di formazione specialistica. Alcune decisioni cliniche sono quindi basate su oltre un decennio di studi ed esperienza clinica pratica. Per cani e gatti, questa expertise può fare la differenza nelle diagnosi precoci di condizioni gravi, come ad esempio il diabete o la malattia renale cronica. Con l'aumento delle aspettative dei proprietari di animali in termini di salute e benessere, il giudizio clinico veterinario diventa sempre più centrale in tutte le fasi della cura: dalla prevenzione alla diagnosi precoce fino alla gestione di condizioni complesse. Eppure, gran parte di questo lavoro resta invisibile: non a caso quasi 9 veterinari per animali da compagnia su 10 ha indicato "l'individuazione di problemi di salute nascosti" come l'aspetto più importante, ma meno riconosciuto del loro ruolo. "Ogni giorno i medici veterinari svolgono un lavoro silenzioso, ma essenziale: proteggono la salute e il benessere degli animali, garantiscono la sicurezza degli alimenti e contribuiscono alla prevenzione e al controllo delle malattie che possono avere un impatto anche sull'uomo - avverte Gaetano Penocchio, presidente Fnovi (Federazione nazionale Ordini veterinari italiani) - Gran parte di questo impegno resta invisibile agli occhi del pubblico, proprio perché la prevenzione efficace spesso non fa notizia. Questa indagine contribuisce a riportare l'attenzione sul valore strategico della professione veterinaria all'interno dell'approccio One Health, evidenziando il ruolo fondamentale dei medici veterinari nella tutela della salute collettiva e della società".
Gran parte della medicina veterinaria è orientata alla prevenzione, prosegue la nota. Interventi tempestivi e osservazione attenta permettono di evitare l'aggravarsi di problemi di salute e di ridurre l'impatto emotivo ed economico per i proprietari. Nel caso dei veterinari per equini, l'indagine ha rilevato che tra gli aspetti più importanti, ma meno riconosciuti della loro professionalità ci sono "l'identificazione del dolore nascosto e dei segni precoci delle malattie", per 6 su 10, e "l'utilizzo dell'ambiente e della storia clinica del cavallo per prevedere i rischi legati alla sua salute", per il 42%. Nella pratica, questo significa fornire indicazioni personalizzate sull'alimentazione del cavallo, sulla sua igiene orale e degli zoccoli, vaccinazioni, controllo dei parassiti, valutazione dello stato osteoarticolare e la gestione degli ambienti in cui vive, contribuendo a prevenire patologie come coliche, laminite, zoppie, malattie respiratorie e cardiocircolatorie. "Nel nostro settore - riferisce Giorgio Strozzi, prsidente Sive (Società italiana veterinari per equini) - una parte fondamentale del lavoro veterinario si svolge lontano dai riflettori: significa saper leggere segnali sottili, interpretare il comportamento dell’animale e integrare informazioni cliniche, ambientali e gestionali. Questo approccio non solo migliora il benessere e le performance del cavallo, ma consente anche di prevenire patologie complesse e costose. Rendere più visibile questo valore significa riconoscere il contributo specialistico dei veterinari equini all'interno dell'approccio One Health e alla sostenibilità dell'intero sistema".
La medicina veterinaria applicata al mondo dell'allevamento - che protegge animali come bovini, suini e pollame - ha un impatto diretto e misurabile sulla filiera alimentare, contribuendo a circa il 34% dell'apporto proteico globale, riporta Boehringer Ingelheim. E' inoltre cruciale per la salute pubblica: il 60% delle malattie infettive umane si trasmette tra animali e uomini, e il 70% delle malattie emergenti ha origine animale. Per Vito Loconte, presidente Sivarsib (Società italiana veterinari per animali da reddito e buiatria), "questa indagine contribuisce a far emergere un aspetto ancora poco noto della professione. Nella pratica quotidiana, i veterinari che operano nel settore buiatrico sono impegnati non solo nella cura degli animali, ma anche nella prevenzione, nel monitoraggio continuo degli allevamenti e nella gestione dei rischi sanitari che possono avere un impatto sull’intera collettività. Rafforzare la consapevolezza di questo contributo è essenziale per valorizzare una professione che è parte integrante dell'approccio One Health e della sostenibilità delle produzioni zootecniche". Ma nonostante i dati, secondo i veterinari specializzati in animali d'allevamento intervistati, questo impatto più ampio del loro ruolo è spesso sconosciuto. Per questo nella survey il 65% ha identificato la "protezione della sicurezza alimentare" come l'aspetto del loro lavoro più trascurato dal pubblico, seguito dalla "sorveglianza per limitare la diffusione delle malattie" (62%).
"Questa indagine - commenta Bartolomeo Griglio, presidente Aivemp (Associazione italiana veterinari per la medicina pubblica e le produzioni) - evidenzia con chiarezza quanto il ruolo del medico veterinario sia ancora oggi percepito solo in parte nella sua reale ampiezza e complessità. Accanto alla cura e al benessere degli animali, la professione veterinaria svolge infatti una funzione essenziale nell'ambito della sanità pubblica, della sicurezza alimentare, della prevenzione e sorveglianza delle malattie. Ogni giorno i veterinari operano per garantire la tutela della salute animale e umana, contribuendo concretamente alla sicurezza delle produzioni alimentari e al rafforzamento dell'approccio One Health, sempre più centrale nelle sfide sanitarie contemporanee".
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