- RIPRODUZIONE RISERVATA( di Stefano Ambu) La Sardegna è tra le regioni più in ritardo sulla transizione alle rinnovabili: ancora lontana dall'obiettivo intermedio, l'isola, con questa andatura, rischia di raggiungere il traguardo (i 6,2 GW aggiuntivi che il Decreto Aree Idonee assegna all'isola) solo tra venticinque anni. È l'allarme lanciato dal report di Legambiente "Italia Rinnovabile". "Questo - spiega l'associazione - a causa della legge 20 che oggi impedisce, sostanzialmente, di installare impianti a scala industriale sull'isola, compresi gli impianti agrivoltaici proposti dagli agricoltori che, ben lontani da ogni speculazione, potrebbero essere una boccata d'aria per l'agricoltura dell'isola e un supporto fondamentale all'adattamento ai cambiamenti climatici in atto".
    Saranno quasi 13000 - queste le indicazioni del report - i nuovi posti di lavoro generati in Sardegna dai progetti attualmente in fase avanzata di approvazione, secondo lo Svimez.
    La Sardegna ospita circa il 4,8% della capacità rinnovabile nazionale, collocandosi al 10/o posto tra le regioni italiane, dopo la Campania (4.729,7 MW) e prima della Calabria (3.361,6 MW). A marzo 2026 il totale della potenza installata ha raggiunto i 3.994,6 MW totali così ripartiti: eolico 1.267,2 MW, fotovoltaico 2.057 MW, idroelettrico 537,1 MW, bioenergie 133,2 MW.
    La Sardegna è storicamente una delle regioni con maggiore presenza eolica e oggi si colloca tra le sei regioni italiane che, insieme, ospitano il 91,2% della capacità nazionale. Per quanto riguarda il fotovoltaico, è al di sotto delle regioni leader, nonostante disponga di un irraggiamento solare tra i più elevati d'Italia. La capacità di accumulo si ferma oggi a 163,4 MW.
    "La Sardegna - sottolinea Giorgio Querzoli, responsabile scientifico di Legambiente Sardegna - è stata la prima ad aver approvato la legge sulle Aree idonee ma ha utilizzato lo strumento normativo per escludere il 99%...

Leggi tutto su Ansa Sardegna