
(Adnkronos) - Infortunio per Jannik Sinner al Roland Garros 2026? Oggi, giovedì 28 maggio, il tennista azzurro ha sfidato l'argentino Juan Manuel Cerundolo in una partita segnata, nelle fasi finali del terzo set, da un problema fisico accusato da Sinner, che al momento di servire per il match ha concesso break facendosi rimontare da 5-1 a 5-4.
Sinner ha iniziato a muoversi male, faticando a guidare gli scambi e non trovando più slancio con il servizio, in quelli che sembrano a tutti gli effetti crampi. Al momento del cambio di campo Sinner si è seduto in panchina massaggiandosi la coscia sinistra, ma senza chiedere l'intervento del fisioterapista. Tornato in campo l'azzurro ha però cominciato a zoppicare.
"Dipende da cosa hai", gli ha detto l'arbitro quando lui ha chiesto se potesse prendersi del tempo. "Non so se è disidratazione", ha detto l'azzurro, che poi ha chiamato il fisioterapista. "Mi sento la testa pesante e sento di dover vomitare", ha detto Sinner al suo team, rientrando poi negli spogliatoi.

(Adnkronos) - Prosegue la collaborazione triennale tra myPos, piattaforma finanziaria all-in-one dedicata alle piccole imprese europee, e Artigiano in Fiera, la più grande manifestazione internazionale dedicata all'artigianato e alle micro e piccole imprese. In occasione della seconda edizione di 'Anteprima d’estate', myPos torna al fianco della manifestazione come partner di pagamento ufficiale, mettendo a disposizione degli espositori soluzioni per accettare pagamenti digitali in modo semplice, rapido e sicuro.
Dal 29 maggio al 2 giugno, presso il quartiere fieristico di FieraMilano Rho, Anteprima d’estate -promossa da Artigiano in fiera- tutti i giorni dalle 10 alle 22.30 e con ingresso gratuito offrirà alle micro e piccole imprese presenti un contesto ad alta affluenza per incontrare nuovi clienti e trasformare i contatti in opportunità commerciali.
In questo scenario, un’esperienza di pagamento fluida contribuisce a ridurre code e disagi e a supportare l’operatività quotidiana degli espositori anche nei momenti di picco. Grazie all’ecosistema myPos, i merchant possono gestire incassi e attività in modo continuativo e sotto controllo, senza problemi di connessione, offrendo ai visitatori un’esperienza di acquisto cashless più fluida e riducendo la necessità di ricorrere agli sportelli Atm.
"Eventi come 'Anteprima d'estate' promosso da Artigiano in fiera sono un'occasione concreta per dimostrare come la digitalizzazione dei pagamenti possa semplificare il lavoro quotidiano dei commercianti", ha affermato Alessandro Bocca, country manager di myPos. "Il nostro obiettivo è rendere l’esperienza d'acquisto cashless più scorrevole per i visitatori e, allo stesso tempo, aiutare gli espositori a gestire incassi e operatività con maggiore continuità e controllo: non solo un Pos, ma un ecosistema di strumenti che li accompagna prima, durante e dopo l'evento".
“Questo accordo, che celebra il terzo anno di collaborazione, è prima di tutto un impegno condiviso per rendere l’esperienza all'Artigiano in fiera sempre più fluida, piacevole e vicina alle esigenze di chi la vive, artigiani e visitatori. Il nostro villaggio artigiano globale è fatto di incontri, scoperte e relazioni, e innovare significa anche semplificare ogni gesto quotidiano, a partire dai pagamenti -ha dichiarato Gabriele Alberti, amministratore delegato e direttore generale di Ge.Fi.-. In un contesto che ogni giorno accoglie migliaia di transazioni, offrire soluzioni rapide, intuitive e sicure diventa fondamentale per lasciare spazio a ciò che conta davvero: l'esperienza, la scoperta del lavoro artigiano e il piacere dell’acquisto".
Il team myPos sarà presente ad 'Anteprima d'estate' supportando gli artigiani con uno stand dedicato (L84/M83, Padiglione 3).

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(Adnkronos) - Dopo il successo contro la russa Pridankina al Roland Garros 2026, Oleksandra Oliynykova continua nella sua polemica contro i tennisti russi, per le vicende connesse alla guerra tra Russia e Ucraina: "Quando gioco sono professionale - ha detto la tennista ucraina in conferenza stampa, tornando sul tema dopo gli Internazionali - non mi influenza contro chi. Penso però che dobbiamo capire che trasformare tutto questo in uno spettacolo non sia giusto. Potrei mostrarvi cosa i russi hanno fatto ai campi da tennis in Ucraina e cosa sta succedendo. Molti atleti ucraini sono andati in guerra per difendere l’Ucraina e sono morti. Altri sono stati uccisi in casa, come civili".
Oliynykova si è soffermata poi sulla bandiera russa: "È un simbolo di terrore, il simbolo che i soldati russi usano dopo aver distrutto completamente delle città. Per me, usare quella bandiera non è diverso dall’usare una svastica. Non vedo differenze".
Parlando degli atleti russi, Oliynykova ha aggiunto: "Il problema è che fanno parte della propaganda. Restano in silenzio, così sostengono il regime. Molti partecipano attivamente alla propaganda sui social e partecipando a eventi sponsorizzati da Gazprom. Altri sostengono Putin, non si parla abbastanza di questo". E ancora: "Dobbiamo smettere di fingere che non stia succedendo nulla. I giocatori russi contribuiscono a una propaganda aggressiva anche verso gli altri Paesi europei".

(Adnkronos) - Lilly annuncia che l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) "ha approvato la rimborsabilità di pirtobrutinib per il trattamento di pazienti adulti affetti da leucemia linfatica cronica (Llc) recidivante o refrattaria". La decisione, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 26 marzo 2026, rende il farmaco "disponibile per i pazienti che sono stati precedentemente trattati con un inibitore covalente della tirosina chinasi di Bruton (Btk). La Llc - informa una nota dell'Azienda - è un tumore del sangue caratterizzato da un accumulo nel sangue venoso periferico e negli organi linfoidi di linfociti B". Nelle fasi iniziali, la malattia si sviluppa come proliferazione di cellule 'clonali', cioè di copie identiche dei linfociti patologici interessati, a cui segue il coinvolgimento delle strutture linfatiche - linfonodi e milza - che aumentano di dimensione. In Occidente, la Llc è la forma di leucemia più frequente negli adulti e l’incidenza è stimata in 5 casi ogni 100.000 persone. In Italia si stimano circa 3000 nuovi casi all'anno. La malattia è tipica dell’età più avanzata, con il 40% delle diagnosi effettuate oltre i 75 anni e solo il 15% entro i 50 anni. L’età media alla diagnosi è di circa 70 anni, con una leggera prevalenza degli uomini rispetto alle donne. "Nonostante i progressi terapeutici, molti pazienti con Llc vanno incontro a multiple recidive o diventano resistenti al trattamento. Pirtobrutinib rappresenta un’innovazione terapeutica significativa, in quanto agisce come inibitore di Btk non covalente ed è capace di legarsi alla proteina target in modo differente rispetto agli inibitori covalenti di prima e seconda generazione", si legge nella nota.
"Si stima che in Emila Romagna ogni anno vengano diagnosticati 250 nuovi casi di leucemia linfatica cronica e che la prevalenza della Llc a 10 anni sia di 2100 pazienti. Per i nostri pazienti, l’approvazione della rimborsabilità di pirtobrutinib rappresenta un’importante e innovativa opzione che arricchisce il panorama terapeutico della Llc ricaduta o refrattaria - commenta Antonio Cuneo, ordinario di Ematologia dell'Università degli Studi di Ferrara e direttore della Sezione di Ematologia dell'Aou Arcispedale Sant'Anna di Ferrara -. La novità risiede nel suo meccanismo di azione, unico e reversibile, che lo rende efficace anche nei casi di resistenza agli altri inibitori di Btk". I risultati dello studio clinico di fase 1/2 Bruin - si legge - pubblicati su 'New England Journal of Medicine' nel 2023 , hanno dimostrato l'efficacia del farmaco in una popolazione di pazienti fortemente pretrattata, mostrando risposte cliniche durature anche in casi di prognosi sfavorevole. Lo studio di fase 3 Cll-Bruin 321 ha poi messo a confronto pirtobrutinib con il trattamento standard di riferimento nello stesso setting, dimostrando la sua superiorità di efficacia.
"I dati clinici dimostrano che pirtobrutinib, terapia somministrata per via orale e in via continuativa, garantisce un'efficacia significativa in pazienti con Llc recidivante o refrattaria; efficacia accompagnata da un’ottima tolleranza, frutto della selettività del meccanismo di azione Btk - sottolinea Cuneo -. Avere la rimborsabilità in Italia di questa opzione consente una gestione più flessibile e mirata del percorso terapeutico, offrendo ai pazienti un miglioramento significativo della qualità di vita e una risposta più duratura nel tempo, anche nei casi in cui le terapie target attualmente disponibili non abbiano dato esito". Da ottobre 2024, pirtobrutinib è rimborsato in Italia nel trattamento di pazienti adulti affetti da linfoma a cellule mantellari (Mcl) recidivante o refrattario precedentemente trattati con un inibitore della BTK. A cui si aggiunge ora l’indicazione nella Llc. "Siamo orgogliosi di poter rendere disponibile pirtobrutinib anche per questa popolazione di pazienti ematologici - afferma Elias Khalil, Presidente e Amministratore delegato Italy Hub di Lilly -. Questa nuova approvazione riflette il nostro costante impegno nell'innovazione oncologica e nella ricerca di soluzioni che possano realmente fare la differenza per le persone affette da tumori rari o complessi".
(Adnkronos) - "Le politiche non possono essere un insieme di interventi scollegati, al contrario, devono essere coerenti e interdipendenti. Il recupero –o la ricostruzione– di un modello di crescita che combini gli elementi quantitativi con quelli qualitativi, quelli economici con quelli sociali e culturali: in altre parole, la grande causa della lotta all’esclusione nei suoi molteplici aspetti, richiede una capacità e una volontà di progettare che, in questa fase storica, è difficile riscontrare nel dibattito politico italiano. Questo, perché la politica italiana è dominata da una grammatica che privilegia l’emozione sull’argomento, lo slogan sulla proposta, la visibilità sulla competenza". Lo rileva il Rapporto Eurispes 2026.
"I programmi elettorali, quando esistono, non sono letti, a volte, nemmeno da chi teoricamente li avrebbe scritti, tanto spesso questo accade anche nel momento in cui vengono introdotte nuove norme. La politica dialoga con i cittadini -sottolinea ancora il documento- attraverso i Social grazie all’Intelligenza artificiale istruita e gestita da agenzie di comunicazione e non dal singolo politico. Il Parlamento è sempre meno il luogo dove si decide e sempre più un’Aula in cui si ratifica ciò che è stato deciso altrove".
"Una generazione senza grandi cause -avverte il Rapporto- è una generazione senza futuro. Ed ecco un altro nodo nevralgico: l’Italia ha bisogno di grandi cause, cioè di obiettivi collettivi condivisi attorno ai quali mobilitare energie, risorse, intelligenze. Ma, per coglierle occorre una politica capace di pensiero lungo. E il pensiero lungo è incompatibile con il ciclo elettorale permanente e con la logica del consenso estemporaneo. Occorre recuperare ciò che per i Padri costituenti era il 'senso dello Stato': l’idea che esistano interessi superiori a quelli di partito, di coalizione, di mandato elettorale o privati o personali".
"È una posizione che riconosce la differenza tra chi governa per sé e chi governa per la comunità. Tra il politico che chiede: 'cosa posso promettere per vincere le prossime elezioni?' e il politico che chiede: 'cosa devo fare per lasciare il Paese in condizioni migliori di come l’ho trovato?'. La seconda domanda è quella giusta ed è anche la più difficile da porsi. Difficile anche -sottolinea ancora Eurispes- perché esiste un processo in atto che riguarda sicuramente il nostro Paese ma anche, in termini più estesi e diffusi, l’intera comunità internazionale che è un aspetto nuovo, e più inquietante, della nostra epoca: il potere decisionale si è spostato, ha trovato casa altrove. Non si esprime più principalmente nei luoghi istituzionali, ma in luoghi differenti, spesso opachi, raramente sottoposti a controllo democratico".
"Lo troviamo nelle piattaforme tecnologiche che decidono che cosa milioni di persone vedono ogni giorno orientando, insieme ai consumi, credenze, valori e modi di pensare. Lo troviamo nei fondi di investimento globali che orientano le politiche economiche degli Stati con la sola forza dei mercati finanziari. In reti di potere informali che si incontrano in dimore private piuttosto che nelle Aule parlamentari. Solo poche settimane fa è stato divulgato il 'Manifesto della Repubblica tecnologica', manifesto politico, tecnologico e imprenditoriale di Palantir, che ricordiamo essere una società privata tra le più importanti negli àmbiti della sorveglianza digitale, della previsione e della tecnologia civile e militare".
"Non a caso, Papa Leone XIV nel messaggio per la 60esima Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali ad inizio 2026, ha denunciato -ricorda il Rapporto Eurispes- l’esistenza di una 'enorme forza invisibile che coinvolge tutti' nelle mani di 'una manciata di aziende', definendo il controllo algoritmico come un rischio di oligopolio e richiamando alla necessità di 'costruire una cittadinanza digitale consapevole e responsabile'".

(Adnkronos) - "Il farmaco equivalente rappresenta un’opportunità in più, in particolar modo per la parte più fragile della popolazione. Investire nei farmaci equivalenti significa offrire una possibilità ulteriore e rendere più resiliente e sostenibile la sanità pubblica, nonché il modo universalistico di erogare assistenza sui territori. Chiaramente, ciò richiede di poter contare su un’offerta e su una qualità di farmaci all’altezza". Lo ha detto a Roma Guido Quintino Liris (Fdi), membro della Commissione Bilancio del Senato, all’evento istituzionale per le celebrazioni del trentennale di Doc Pharma. Un’occasione per ripercorrere la storia dello sviluppo del farmaco equivalente in Italia con uno sguardo volto alle sfide future del sistema salute.
"Gli investimenti nel comparto possono fare la differenza - riprende il senatore - sia per quanto riguarda la produzione industriale, sia per quanto riguarda la qualità e l'accessibilità alle cure". E proprio sulla qualità del prodotto, Liris si sofferma: "È fondamentale preservarla: è su questo fronte che oggi si può combattere una battaglia utile per tutti gli italiani, per il modello universalistico di sanità e, soprattutto, per le prospettive di autonomia e indipendenza. Dobbiamo lavorare molto per raggiungere una maggiore autonomia, anche nella produzione di farmaci. In definitiva - conclude - lavoro, produzione, ma anche qualità e sostenibilità del Servizio sanitario nazionale".

(Adnkronos) - Ritorna dal 29 al 31 maggio la festa rionale di Testaccio. La tre giorni di festeggiamenti della festa patronale di Santa Maria Liberatrice prenderà il via venerdì sera con il saluto delle istituzioni e a seguire il concerto della 'Walkmen Band', con la partecipazione di artisti come Stefano Bullian, Roberta Marini, Rino Narciso, Marco Garattini e Alessandro Salvo Cugliari. Si tratta di una festa storica, istituita nei primi anni del ‘900, che come ogni anno prevede un vario e ampio programma di eventi, celebrazioni religiose e iniziative culturali. Concerti, tornei sportivi, laboratori per bambini e cerimonie religiose si alterneranno durante il fine settimana e vedranno coinvolta l’intera comunità salesiana del rione. Il tutto si concluderà domenica sera con la celebre processione nel quartiere.
"La Festa Rionale di Santa Maria Liberatrice rappresenta uno dei momenti più autentici e sentiti della vita del nostro quartiere. È una celebrazione che unisce generazioni diverse attraverso la fede, la cultura, lo sport e la partecipazione collettiva. Ringrazio tutte le realtà associative, la parrocchia, i volontari e gli artisti che hanno contribuito a costruire un programma così ricco e coinvolgente. Testaccio dimostra ancora una volta la forza della sua comunità e il valore delle sue tradizioni", ha dichiarato la presidente del Municipio I Roma Centro, Lorenza Bonaccorsi.
"Questa festa è un esempio straordinario di come la cultura possa diventare occasione di incontro, inclusione e valorizzazione dell’identità di un territorio. Musica, laboratori, spettacoli e attività per bambini animeranno le piazze di Testaccio trasformandole in luoghi di condivisione e partecipazione - ha commentato l’assessore alla Cultura del Municipio I Roma centro Giulia Silvia Ghia - Eventi come la Festa di Santa Maria Liberatrice rafforzano il legame tra cittadini e territorio, mantenendo vive le tradizioni del rione con uno sguardo aperto al futuro".

(Adnkronos) - L'attaccante della Roma Stephan El Shaarawy e l'influencer Ludovica Pagani si sono sposati. Ieri il rito civile nella Capitale che li ha ufficialmente resi marito e moglie. A condividere la notizia la stessa coppia, sui propri canali social, con una serie di foto in bianco e nero della giornata. Completo scuro per lui, gonna lunga con spacco e blazer oversize bianchi per lei. Look accompagnato da un cappellino con veletta. (LE FOTO)
Dopo questa cerimonia intima, spiegano i neosposi, è tutto pronto per la grande festa di giugno. La coppia, 34 anni Stephan El Shaarawy e 30 anni Ludovica Pagani, sta insieme dal 2020. Lo scorso ottobre l'annuncio sui social della proposta di matrimonio da parte del calciatore, tra lacrime e sorrisi, durante una cena romantica.
Un turismo cinematografico. Che ad esempio va alla ricerca del
passaggio di Elizabeth Taylor e Richard Burton ad Alghero sul set
de "La Scogliera dei desideri" di Joseph Losey. Se ne parlerà nella
due giorni il convegno in programma l'8 e 9 giugno al Lu' Hotel di
Carbonia, promosso dalla Fondazione Umanitaria Sardegna, insieme al
Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell'Università di
Cagliari, su fondi della Regione, assessorato dei beni
culturali.
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(Adnkronos) - È entrato in esercizio il nuovo impianto fotovoltaico realizzato dal Gruppo Magis a Trissino, in provincia di Vicenza. L’impianto - spiega il Gruppo in una nota - interamente progettato e realizzato dall’area Ingegneria di Magis e costruito con le più efficienti tecnologie per la produzione di energia da fonte solare, rappresenta un perfetto modello di integrazione tra sviluppo industriale e sostenibilità ambientale. L’impianto di Trissino è il più grande parco fotovoltaico del Gruppo Magis in Veneto e il secondo del Gruppo in Italia.
Realizzato in un’area precedentemente destinata ad attività estrattive (ex cava e discarica), l’impianto ha una potenza di picco di 8,8 MWp e produrrà 12 GWh di energia elettrica all’anno, equivalenti al fabbisogno energetico annuo di oltre 4mila famiglie, evitando al contempo l’emissione in atmosfera di circa 5mila tonnellate di CO2 all’anno, che diversamente verrebbero emesse da un'equivalente produzione da fonti fossili.
L’entrata in esercizio dell’impianto di Trissino, che permette al Gruppo di raggiungere oltre 82 MW di potenza installata da fonte solare, si inserisce nel percorso di sviluppo tracciato dal Piano industriale al 2030 che, sul fronte degli impianti, prevede 508 milioni di euro destinati alla realizzazione di impianti di generazione 100% rinnovabili.
“In un anno dove la produzione energetica del Gruppo ha raggiunto l’82% da fonti rinnovabile e la capacità installata da fonti green ha superato per la prima volta quella da fonti tradizionali, il completamento dell’impianto di Trissino conferma la nostra capacità di guidare la transizione energetica con investimenti concreti e visione industriale di lungo periodo - osserva Alessandro Russo, consigliere delegato di Magis - Questo impianto dimostra poi come, all’interno di Magis, ci siano professionalità e competenze di altissimo livello. La sua realizzazione all’interno del Gruppo rappresenta un ulteriore elemento di valore, che testimonia la solidità, l’integrazione e la capacità di esecuzione della nostra organizzazione".
Per Federico Testa, presidente di Magis, "l’entrata in esercizio dell’impianto di Trissino rappresenta un ulteriore avanzamento nel programma di sviluppo del Gruppo nel settore delle energie rinnovabili. La sua realizzazione è il frutto di una proficua collaborazione con le istituzioni locali e di un dialogo costruttivo con il territorio, con l’obiettivo di garantirne sviluppo e sostenibilità ambientale. Il fatto che l’impianto sia stato costruito su un’area precedentemente occupata da una discarica rappresenta inoltre un importante simbolo di riqualificazione e attenzione ai territori, contribuendo a restituire loro nuova vita”.
“Il parco solare di Trissino dimostra come sia possibile conciliare la produzione di energia da fonti rinnovabili, anche attraverso impianti di grande dimensione, con la tutela e la valorizzazione del territorio. Nel Vicentino questo progetto è uno dei primi esempi di come un impianto di questa taglia possa integrare sviluppo energetico sostenibile, riqualificazione ambientale e attenzione al contesto locale”, dice Stefano Fracasso, vicepresidente di Magis.

(Adnkronos) - Nel corso degli ultimi quindici anni, l’età media dei coniugi al momento del divorzio si è spostata significativamente verso la maturità. Dunque, la trasformazione più rilevante che emerge dall’analisi dei dati sui divorzi è demografica. La concentrazione maggiore di divorzi interessa oggi le età centrali della vita adulta (tra i 40 e i 49 anni per le mogli, tra i 40 e i 54 anni per i mariti), ma la crescita più rilevante si registra nelle fasce over 50. E' quanto emerge dal Rapporto Italia Eurispes 2026 pubblicato oggi. I numeri raccontano una trasformazione profonda. Le mogli over 50 che hanno divorziato sono più che triplicate tra il 2008 e il 2022: da 8.297 a 26.798. Le over 60 hanno subito un aumento ancora più marcato: da 3.212 a 10.841, un incremento di oltre tre volte. La stessa tendenza, amplificata, si registra tra i mariti: gli over 50 sono passati da 11.719 a 30.511 casi, quasi triplicando; gli over 60 da 5.202 a 17.562, più che triplicando. La fascia più anziana, di 60 anni e oltre, registra dunque la crescita proporzionalmente più sostenuta, sia per le mogli sia per i mariti. Questa tendenza è strettamente connessa con l’invecchiamento demografico del Paese: l’età media della popolazione italiana ha raggiunto i 46,8 anni nel 2025, e più del 24,7% degli italiani ha 65 anni o più. In un Paese più vecchio, è naturale che aumenti anche il peso delle classi di età avanzate tra chi decide di sciogliere il matrimonio.
Secondo il rapporto poi, la genitorialità attiva non trattiene le coppie dalla separazione. Per l’intero periodo 2008-2022, circa la metà delle separazioni ha coinvolto figli affidati, in proporzione sorprendentemente stabile nel tempo. La presenza di figli minorenni non è un deterrente rispetto alla decisione di separarsi, ma non la accelera nemmeno: la frattura coniugale segue dinamiche proprie, indipendenti dalla struttura familiare. Al momento del divorzio, però, il quadro cambia: la quota di figli affidati scende al 35-40%, sensibilmente inferiore a quella osservata nelle separazioni. La spiegazione è logica: la chiusura definitiva del matrimonio avviene spesso molti anni dopo la separazione, quando i figli sono ormai cresciuti e non necessitano più di affidamento formale. Emerge con particolare chiarezza anche l’aumento progressivo della durata media del matrimonio fino alla rottura. Nel 2000 la convivenza coniugale media fino alla separazione era di 13 anni, e di 17 anni fino al divorzio. Nei decenni successivi entrambe le medie sono cresciute ulteriormente. Questo significa che separazioni e divorzi riguardano sempre più frequentemente unioni di lunga durata. La dissoluzione del legame si colloca in una fase più avanzata e più matura del ciclo di vita.
Quattro grandi fattori strutturali contribuiscono a spiegare il fenomeno dei divorzi grigi. Il primo è il fenomeno del “nido vuoto”: quando i figli lasciano la casa e la coppia si ritrova a fare i conti con sé stessa, senza la funzione genitoriale condivisa che aveva tenuto in piedi la relazione. Il secondo è l’allungamento della speranza di vita: vivere più a lungo significa trascorrere più anni nella relazione coniugale. Quando questa non risponde più alle aspettative, la prospettiva di protrarre il legame per altri decenni può diventare intollerabile. Il terzo è la crescente autonomia economica delle donne: il progressivo aumento della partecipazione femminile al mercato del lavoro ha ridotto la dipendenza economica che in passato rendeva più difficile l’uscita da relazioni non soddisfacenti. Il quarto è il processo di secolarizzazione e mutamento culturale. Parallelamente, le innovazioni legislative, come, ad esempio, il divorzio breve, hanno ridotto le barriere procedurali.

(Adnkronos) - Un uomo ha accoltellato ferendole tre persone questa mattina alla stazione ferroviaria di Winterthur, vicino a Zurigo in Svizzera, prima di essere arrestato.
L'uomo - 31enne svizzero - come si vede da alcuni video circolati sui social avrebbe urlato 'Allah Akbar' mentre feriva le persone con un'arma da taglio. La polizia ha affermato che al momento il movente dell'attacco non è ancora chiaro e che le indagini sono in corso per stabilire le cause dell'agguato. La stazione ferroviaria di Winterthur è un luogo molto frequentato, specialmente durante le ore di punta: quindi l'attacco ha avuto un impatto significativo sulla zona.
Le tre persone ferite sono state portate in ospedale per ricevere le cure necessarie.

(Adnkronos) - “Le cellule Car-T rappresentano a pieno titolo la frontiera più estrema dell’immunoterapia. Sono state inizialmente sviluppate per il trattamento delle patologie ematologiche maligne, ma oggi stiamo assistendo a un vero cambio di paradigma. Accanto ai risultati ottenuti nelle leucemie, nei linfomi e nel mieloma multiplo, si stanno aprendo prospettive molto importanti nei tumori solidi — come il neuroblastoma, nel quale proprio al Bambino Gesù abbiamo ottenuto risultati significativi — ma soprattutto nel campo delle malattie autoimmuni”. Così Franco Locatelli, professore di Pediatria all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e direttore dipartimento di Oncoematologia e Terapia Genica dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, in occasione all’81.esimo Congresso italiano di pediatria (Sip), in corso a Padova, illustra all’Adnkronos Salute le novità nell’impiego della terapia cellulare grazia alla quale “possono emanciparsi dalla malattia e diventare completamente liberi dai trattamenti immunosoppressivi cronici”.
In particolare, quelle patologie “autoimmuni mediate dai linfociti B, come il lupus eritematoso sistemico e la dermatomiosite giovanile - chiarisce Locatelli - Abbiamo raccolto dati molto solidi, ottenuti nel nostro ospedale e recentemente pubblicati su ‘Nature Medicine’, che dimostrano come le cellule Car-T riescano a eliminare le popolazioni di linfociti B autoreattivi, determinando la scomparsa dei segni clinici, dei sintomi e dei marcatori immunologici della malattia. In altri termini, realizziamo un vero e proprio ‘reset’ del sistema immunitario. Questo significa che i pazienti, con a una singola somministrazione di Car-T, potranno evitare le terapie immunosoppressive tradizionali che, pur essendo efficaci - precisa - nel lungo periodo possono causare danni a diversi organi. Riuscire quindi a ottenere remissioni prolungate senza necessità di ulteriori farmaci rappresenta una conquista straordinaria. Per i primi pazienti trattati al Bambino Gesù abbiamo ormai un follow-up superiore ai tre anni”.
Dopo le prime applicazioni “nelle neoplasie ematologiche - in particolare leucemie linfoblastiche acute, linfomi non-Hodgkin e mieloma multiplo - il campo si sta rapidamente ampliando - ricostruisce Locatelli - Sono in corso sperimentazioni nelle leucemie mieloidi acute, nei tumori solidi e anche nelle neoplasie del sistema nervoso centrale. Un altro filone estremamente promettente riguarda la possibilità di generare cellule Car-T direttamente ‘in vivo’, utilizzando nanoparticelle lipidiche che trasportano la sequenza genetica del costrutto Car. Questo approccio potrebbe rendere le Car-T più facilmente accessibili, più rapide da produrre e anche più sostenibili dal punto di vista economico”. I risultati osservati nei bambini con malattie autoimmuni “trovano conferma anche negli adulti - sottolinea l’esperto - In questi pazienti la qualità di vita e la prospettiva di sopravvivenza migliorano in maniera clamorosa. E non parliamo soltanto di malattie reumatologiche. Nell’ambito dell’autoimmunità, le Car-T potrebbero avere un ruolo importante anche in alcune malattie neurologiche selezionate, come le poliradicoloneuropatie, la neuromielite ottica e, negli adulti, la miastenia grave”.
“Il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha previsto la creazione di Centri Nazionali di ricerca. Uno di questi, il Centro Nazionale 3, è dedicato proprio allo sviluppo di approcci terapeutici basati sull’Rna e sulla terapia genica. Grazie a questi investimenti è stato possibile potenziare laboratori già esistenti e promuovere trial clinici che non solo sono stati avviati al letto del paziente, ma hanno già prodotto risultati pubblicati su riviste scientifiche internazionali. È fondamentale che questi investimenti trovino continuità di investimento proprio in un’ottica di sistema Paese, perché investire in ricerca significa investire nel futuro, soprattutto nel futuro delle nuove generazioni” ha ribadito Locatelli. “Stiamo vivendo una vera rivoluzione biotecnologica, con opportunità straordinarie - continua Locatelli - Ma sarebbe un errore pensare che la tecnologia possa essere separata dalla centralità della persona. La biotecnologia deve sempre accompagnarsi alla ‘filantropia’, intesa come attenzione all’uomo e ai suoi bisogni. Abbiamo la fortuna di vivere in un Paese dotato di un Servizio sanitario nazionale fondato sui principi di equità e universalità delle cure. È un patrimonio straordinario che non deve essere disperso. Per questo - conclude - la comunità scientifica deve continuare a sensibilizzare anche il mondo politico: non può esistere vero avanzamento biotecnologico senza equità di accesso e senza uguaglianza nel diritto alla cura”.

(Adnkronos) - La pediatria sta vivendo una trasformazione profonda. Oggi non si interviene più soltanto quando la malattia si manifesta, ma sempre più spesso prima che compaiano i sintomi, con strumenti capaci di prevedere il rischio, modificare il decorso delle patologie e costruire cure personalizzate sul singolo bambino. È questo il quadro emerso all’81.esimo Congresso italiano di pediatria, in corso a Padova, dove specialisti provenienti da tutta Italia si stanno confrontando sulle nuove frontiere della ricerca e dell’assistenza pediatrica: dalla medicina genomica alle terapie cellulari avanzate, dalla prevenzione delle infezioni respiratorie allo screening precoce del diabete tipo 1 e della celiachia. “Il filo conduttore - afferma Rino Agostiniani, presidente Sip-Società italiana di pediatria - è un cambio di paradigma destinato a ridefinire la medicina dell’infanzia: dalla cura alla prevenzione, dalla terapia standard alla medicina di precisione e personalizzata, dalla gestione della malattia alla possibilità di intercettarla e modificarla prima ancora che provochi danni irreversibili”.
Tra le innovazioni più rivoluzionarie - informa Sip in una nota - ci sono le cellule Cart-T, terapie cellulari già utilizzate con successo nelle leucemie pediatriche e oggi sempre più promettenti anche nei tumori solidi e nelle malattie autoimmuni gravi. Ogni anno in Italia circa 400 bambini e adolescenti si ammalano di leucemia linfoblastica acuta, il tumore pediatrico più frequente. Nei casi refrattari o recidivati, le Car-T hanno cambiato radicalmente la prognosi, con tassi di remissione completa che raggiungono l’80-90%. Risultati molto incoraggianti stanno emergendo anche nel neuroblastoma, uno dei tumori solidi pediatrici più aggressivi. Studi condotti all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma hanno mostrato una risposta globale nel 66% dei pazienti con una malattia ricaduta e refrattaria, con remissioni complete nel 40% dei casi a sei mesi e una sopravvivenza a cinque anni superiore al 40% nei casi più avanzati, rispetto a valori che non andavano oltre il 15% con le terapie convenzionali.
Ma la vera svolta riguarda oggi le malattie autoimmuni pediatriche severe. “Stiamo assistendo a un vero cambio di paradigma”, spiega Franco Locatelli, responsabile dell’area di Oncoematologia e terapia cellulare e genica dell’ospedale Pediatrico Bambino Gesù e professore di Pediatria all’Università Cattolica del Sacro Cuore. “Se inizialmente le Car-T erano limitate alle neoplasie ematologiche - chiarisce - oggi si stanno dimostrando efficaci anche in altri contesti, incluse le malattie autoimmuni, come lupus eritematoso sistemico, dermatomiosite, sclerosi sistemica e, in prospettiva, alcune malattie neurologiche autoimmuni”. In uno studio recente condotto all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù e pubblicato su ‘Nature Medicine’ su bambini refrattari alle terapie convenzionali - riferisce la nota - le Car-T anti-Cd19 hanno ottenuto remissioni complete e durature, consentendo la sospensione delle terapie immunosoppressive. Alcuni pazienti sono oggi liberi da malattia a quasi tre anni dal trattamento.
“Il meccanismo è una sorta di reset del sistema immunitario - illustra Locatelli. Le cellule responsabili dell’autoimmunità vengono eliminate e, quando il sistema immunitario si ricostruisce, le cellule B che portavano all’aggressione sull’organismo del paziente non si ripresentano”. Si tratta di un cambiamento enorme, soprattutto nei bambini, perché significa poter ridurre o addirittura evitare anni di terapie immunosoppressive croniche, spesso associate a effetti collaterali importanti sulla crescita, sul metabolismo e sulla qualità di vita. “Nei prossimi anni - precisa l’esperto - queste terapie potrebbero essere utilizzate sempre più precocemente, con l’obiettivo di prevenire danni irreversibili a organi come reni, polmoni o sistema nervoso”.
Cambia anche la storia della bronchiolite da virus respiratorio sinciziale (Rsv), principale causa di ricovero nei primi mesi di vita. A modificare lo scenario - riferisce Sip - è stato l’arrivo del nirsevimab, l’anticorpo monoclonale somministrato in dose unica per proteggere i bambini, soprattutto nel primo anno di vita. Già nella scorsa stagione, la prima con l’introduzione del trattamento, un monitoraggio della Sip aveva registrato un forte calo dei ricoveri nei bambini sotto i 12 mesi, pur con marcate differenze regionali. Ora, i nuovi dati preliminari della seconda stagione di immunizzazione con l’anticorpo monoclonale raccolti dai presidenti delle sezioni regionali della Sip, e attualmente riferiti a 12 Regioni, mostrano un ulteriore calo delle ospedalizzazioni nei bambini sotto i 12 mesi. I ricoveri sono passati: dai 4.530 della stagione 2023-2024, quando non c’era ancora l’anticorpo, ai 2.430 del 2024-2025 (prima stagione di nirsevimab), ai 1.610 del 2025-2026. Ancora più marcato il calo dei ricoveri in terapia intensiva neonatale e pediatrica: sono scesi da 343 a 129 fino a 62 casi.
Un altro ambito in forte evoluzione è quello dello screening precoce per il diabete tipo 1 e la celiachia. L’obiettivo non è più soltanto diagnosticare la malattia quando compaiono i sintomi, ma identificarla nelle fasi iniziali, quando può restare silente per mesi o anni. In questa direzione si inserisce la Legge 130/2023, che ha introdotto in Italia un programma nazionale di screening pediatrico, con una sperimentazione pilota, condotta in 4 regioni (Campania, Lombardia, Marche e Sardegna) che ha coinvolto oltre 5.500 bambini, 429 pediatri di famiglia e più di 5.300 campioni analizzati. I dati preliminari mostrano che circa l’1% dei bambini sottoposti al test presentava marcatori di rischio per il diabete tipo 1, consentendo di identificare casi già in fase presintomatica, prima dell’esordio clinico della malattia. “Il risultato più importante riguarda però la riduzione delle forme più gravi di esordio”, sottolinea Valentino Cherubini, responsabile dell'Unità di Endocrinologia e diabetologia pediatrica, dipartimento di Salute della donna e del bambino, Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche. Contestualmente all’introduzione della Legge 130, infatti, uno studio multicentrico italiano condotto in 59 centri pediatrici ha documentato una riduzione del 26% del rischio di chetoacidosi diabetica e del 49% delle forme gravi nei bambini con nuova diagnosi di diabete tipo 1.
“Il diabete tipo 1 non si scopre più soltanto in emergenza - aggiunge Cherubini - Oggi possiamo intercettarlo prima dei sintomi, monitorarne l’evoluzione e, in alcuni casi, utilizzare terapie in grado di rallentarne la progressione”. Tra queste c’è il teplizumab, anticorpo monoclonale già utilizzato nei bambini in stadio 2 di malattia per ritardare la comparsa del diabete clinico.
Uno degli esempi più concreti di come la ricerca pediatrica abbia cambiato il destino di malattie un tempo considerate rapidamente progressive e invalidanti è la fibrosi cistica. In Italia convivono con questa patologia circa 6mila persone, di cui una quota importante in età pediatrica. Nel 2000 - riporta la nota - l’aspettativa di vita dei bambini con fibrosi cistica non superava i 25 anni. Oggi, grazie ai modulatori della proteina Cftr, le nuove generazioni possono realisticamente guardare a una prospettiva di vita superiore ai 60-70 anni. Si tratta di farmaci che non si limitano a controllare i sintomi, ma agiscono direttamente sul difetto genetico responsabile della malattia. Dal 2021 queste terapie innovative sono disponibili anche in Italia e oggi circa il 90% dei pazienti può beneficiarne. Una recente estensione dell’accesso terapeutico consentirà adesso a circa 1.500 ulteriori italiani di essere trattati, ampliando così la platea dei bambini e degli adolescenti che potranno accedere alle cure più avanzate. “La fibrosi cistica è il simbolo più evidente di come la medicina di precisione possa cambiare la storia naturale di una malattia - evidenzia Renato Cutrera, consigliere Sip e responsabile dell’Unità operativa complessa di Pneumologia e fibrosi cistica Ospedale Pediatrico Bambino Gesù - Oggi non parliamo più soltanto di aumentare la sopravvivenza, ma di migliorare in modo concreto qualità e prospettive di vita.”
Parallelamente cresce l’attenzione verso allergie e malattie atopiche, condizioni croniche sempre più diffuse in età pediatrica. Negli ultimi anni la ricerca ha mostrato come il rischio atopico inizi già nei cosiddetti “primi 1000 giorni di vita”, periodo cruciale per lo sviluppo del sistema immunitario. “Sempre più evidenze indicano il ruolo centrale di microbiota intestinale, alimentazione precoce, modalità del parto, esposizioni ambientali, e introduzione controllata degli alimenti”, rimarca Michele Miraglia del Giudice, professore ordinario di Pediatria all’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, past presidente Siaip-Società italiana di Allergologia e immunologia pediatrica. “La prevenzione sta quindi sostituendo progressivamente le vecchie strategie basate sull’evitamento - continua - Parallelamente, stanno emergendo nuove terapie biologiche mirate, capaci non solo di controllare i sintomi ma anche di modificare l’evoluzione della cosiddetta ‘marcia atopica’, riducendo la progressione verso forme allergiche più gravi”.

(Adnkronos) - Negli ultimi anni numerosi studi hanno evidenziato una associazione tra tempo trascorso davanti agli schermi e aumento di cefalee ed emicranie in età pediatrica. Si tratta della cefalea digitale, una forma di mal di testa associata a uso prolungato di dispositivi elettronici, all’alterazione del sonno, all’affaticamento visivo e al sovraccarico cognitivo. È uno dei temi centrali dell’81.esimo Congresso italiano di pediatria, in corso a Padova fino a domani, 29 maggio. Smartphone usati fino a tarda notte, ore passate tra TikTok, video brevi e scrolling infinito, mal di testa e disturbi del sonno: anche attraverso questi segnali i pediatri osservano gli effetti dell’iper-esposizione digitale sulla salute dei più giovani.
La cefalea - informa in una nota la Società italiana di pediatria (Sip) - rappresenta “una delle cause più frequenti di accesso agli ambulatori pediatrici. Interessa fino al 15% dei bambini e adolescenti in età scolare”. Una recente review pubblicata sulla rivista ‘Headache’ che ha analizzato 48 studi internazionali, indica infatti la durata dello ‘screen time’ come uno dei fattori più frequentemente associati alla cefalea nei ragazzi. Tra i sintomi più segnalati compaiono mal di testa, affaticamento visivo, bruciore oculare e alterazioni del sonno. Un altro recente studio pubblicato sul ‘Boletín Médico del Hospital Infantil de México’ - continua la nota - ha osservato che nei bambini che riferivano di soffrire di cefalea, “risultava più frequente un utilizzo di smartphone e tablet superiore alle 3 ore al giorno, mentre l’uso dei dispositivi oltre le 6 ore quotidiane era associato a una maggiore frequenza degli episodi di mal di testa”. Lo studio ha inoltre rilevato un miglioramento della sintomatologia dopo la riduzione del tempo trascorso davanti agli schermi.
A favorire cefalee ed emicranie nei ragazzi - riferisce Sip - è una combinazione di fattori legati all’uso prolungato degli schermi. “Tra i principali meccanismi coinvolti ci sono innanzitutto l’affaticamento visivo causato dalla fissazione prolungata di contenuti rapidi e altamente stimolanti, come i video brevi e lo scrolling continuo tipici delle piattaforme social. A questo si aggiunge l’alterazione del ritmo sonno-veglia: la luce blu emessa dagli schermi può infatti ridurre la produzione di melatonina, rendendo più difficile addormentarsi e peggiorando la qualità del sonno, uno dei principali fattori associati alla cefalea”. Un altro elemento interessa la postura: passare molte ore con “il collo piegato sullo smartphone (“text neck”) aumenta la tensione dei muscoli cervicali e può favorire dolore che si irradia verso la testa, soprattutto nelle forme di cefalea tensiva”.
Ma non c’è solo una componente fisica. Le piattaforme digitali espongono inoltre i ragazzi a una stimolazione continua fatta di notifiche, video brevissimi, cambi rapidi di immagini e contenuti sempre nuovi - evidenziano gli esperti - Questo sovraccarico cognitivo, insieme all’ansia di restare sempre connessi e di “non perdersi nulla” (la cosiddetta Fomo, Fear of Missing Out), può contribuire ad aumentare stress e vulnerabilità alla cefalea nei soggetti predisposti.
“Non si tratta di demonizzare la tecnologia – spiega Antonino Gulino, pediatra di famiglia a Catania e componente del consiglio direttivo Sip – ma di imparare a utilizzarla in modo corretto. Oggi sappiamo che l’uso serale degli smartphone, il binge scrolling, il sonno insufficiente e l’iper-esposizione agli schermi possono contribuire a peggiorare cefalee ed emicranie nei soggetti predisposti”. Per questo la Società italiana di pediatria richiama l’attenzione sull’importanza di un corretto uso dei device fin dall’infanzia, come indicato anche nelle recenti raccomandazioni Sip sull’esposizione ai media digitali.
“I dispositivi elettronici fanno ormai parte della quotidianità dei bambini e degli adolescenti – osserva Rino Agostiniani, presidente Sip – ma proprio per questo è fondamentale educare famiglie e ragazzi a un utilizzo consapevole. Regole semplici come evitare smartphone e tablet prima di dormire, tenere le camere da letto ‘device-free’, limitare il tempo trascorso online e fare pause frequenti durante l’uso degli schermi - avverte - possono avere effetti importanti sul benessere fisico e psicologico dei più giovani. La prevenzione oggi passa anche dall’educazione digitale”.
La Sardegna non frena sulla transizione energetica, ma rivendica il
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la governatrice Alessandra Todde da Napoli per l'evento "Far
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