
(Adnkronos) - Chi costruisce oggi la verità? Chi orienta il racconto della realtà? E quanto la (dis)informazione condiziona il dibattito pubblico, la politica e le grandi scelte del nostro tempo? Sono queste le domande al centro della XVII edizione di Ponza D’Autore, in programma il 17 e 18 luglio, alle ore 22, nella Piazza della Chiesa SS. Silverio e Domitilla. Ideata e curata da Valentina Fontana, realizzata da Vis Factor con il patrocinio del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo, della Regione Lazio e del Comune di Ponza, la rassegna si conferma uno dei principali appuntamenti estivi dedicati al confronto tra istituzioni, politica, giornalismo e cultura, proponendo anche quest’anno un programma costruito attorno ai grandi temi dell’attualità.
Dopo l’apertura del calendario 2026 con Pantelleria – Mediterraneo D’Autore, dedicata alle nuove sfide geopolitiche del Mediterraneo, Ponza sposta l’attenzione su un tema che attraversa ogni ambito della vita pubblica: la (dis)informazione, intesa non soltanto come fake news, ma come insieme di narrazioni, percezioni, propaganda e nuovi strumenti digitali che influenzano politica, economia, giustizia e società.
La prima serata sarà dedicata al rapporto tra politica, informazione e costruzione del consenso, per poi affrontare il tema della credibilità dei dati economici, del racconto mediatico della giustizia e del ruolo della satira nel dibattito pubblico. Sul palco si alterneranno protagonisti delle istituzioni, del giornalismo e della magistratura, tra cui Claudio Durigon, Nicola Gratteri, Luca Palamara e Federico Palmaroli (Osho). La seconda serata allargherà lo sguardo allo scenario internazionale e alla competizione delle narrazioni, approfondendo le dinamiche di quello che rappresenta un vero e proprio ecosistema della disinformazione. Interverranno il vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, Carlo Calenda, Massimo Giannini, Pietro Francesco Dettori, Gino Zavalani e Stefania Andreoli, per riflettere su diplomazia, propaganda, consenso, comunicazione digitale e sui meccanismi che orientano il modo in cui interpretiamo la realtà. A condurre gli incontri saranno Gianluigi Nuzzi, Davide Desario, Peter Gomez e Roberto Inciocchi, accompagnando il pubblico in un percorso che mette a confronto sensibilità, esperienze e punti di vista differenti, nel segno del pluralismo che da sempre caratterizza Ponza D'Autore.
"Viviamo in un tempo in cui il problema non è soltanto distinguere il vero dal falso, ma comprendere come si costruiscono le narrazioni che orientano il dibattito pubblico", sottolinea Valentina Fontana, ideatrice e curatrice della rassegna e amministratore unico di Vis Factor. "Ponza D'Autore nasce proprio con questo obiettivo: creare uno spazio di confronto tra posizioni diverse, dove politica, giornalismo, magistratura, cultura e società possano dialogare senza semplificazioni. La (dis)informazione è oggi una delle grandi sfide delle democrazie contemporanee e abbiamo scelto di affrontarla attraverso le voci di chi quei processi li osserva, li racconta o li vive quotidianamente. Crediamo che un confronto autentico tra esperienze e sensibilità diverse sia il modo migliore per offrire strumenti di lettura della complessità, al di là delle contrapposizioni e delle narrazioni precostituite", spiega ancora.
Giunta alla sua XVII edizione, Ponza D’Autore rappresenta una delle tappe storiche del network D’Autore, ideato da Valentina Fontana, che nel 2026 attraversa l’Italia con appuntamenti dedicati ai grandi temi della contemporaneità. Dopo Ponza, il percorso proseguirà in Liguria, Veneto e Milano, confermando la vocazione della rassegna a mettere in dialogo politica, informazione, cultura e impresa nei luoghi simbolo del Paese. Ponza D’Autore è un progetto culturale promosso, ideato e organizzato da Vis Factor. La rassegna è realizzata con il patrocinio del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo, della Regione Lazio e del Comune di Ponza. Sponsor: Enel, FIV Fontana Industrie Vernici, Retitalia. Media Partner: Adnkronos, Sky TG24, Berlusconismo Nostalgico, Esperia, InsideOver. Partner: Gennarino a Mare, Grand Hotel Santa Domitilla, Laziomar, VisualMade, VisVerbi.

(Adnkronos) - Il Gruppo Davines, da oltre 40 anni attivo nel settore della cosmetica professionale con i marchi per l’haircare 'Davines' e per lo skincare [ comfort zone ], è tra le prime aziende globali ad avere completato la ricertificazione B Corp con i nuovi e ancora più stringenti standard di sostenibilità ambientale e sociale introdotti dall’organizzazione no-profit B Lab. Certificata B Corp dal 2016, Davines Group negli ultimi 10 anni ha intrapreso un percorso evolutivo verso la sostenibilità e verso la transizione a un modello rigenerativo di crescita e sviluppo. Per il gruppo si tratta della quarta certificazione B Corp. "La sostenibilità - si legge in una nota - è profondamente radicata nei processi decisionali e industriali dell’azienda che si sta impegnando per estenderla progressivamente lungo tutta la catena del valore". Oltre all'adozione dello statuto di Società Benefit nel 2019 per le filiali italiana e nordamericana, nel 2022 Davines Group è stata tra le fondatrici della B Corp Beauty Coalition, l'iniziativa che riunisce più di 50 aziende di eccellenza nel settore della bellezza unite nello sforzo di migliorare le pratiche di sostenibilità in tutta l'industria cosmetica.
"Affrontare questo percorso misurandoci con i nuovi criteri globali di B Lab - dice Davide Bollati, presidente del Gruppo Davines - dimostra come la certificazione B Corp sia un percorso evolutivo di miglioramento costante. Abbiamo sposato il modello B Corp 10 anni fa, è stata e resta una vera e propria dichiarazione d'intenti che accomuna aziende determinate a lavorare in un modo nuovo, che non guarda solo al profitto: pur appartenendo a settori e mercati profondamente diversi, le B Corp condividono una visione comune, si riconoscono negli stessi valori e lavorano nella medesima direzione. L'obiettivo che possiamo raggiungere solo insieme è generare un effetto domino positivo in grado di scardinare i vecchi paradigmi per guidare un cambiamento sistemico verso un modello stakeholder-driven. Siamo un’azienda e naturalmente perseguiamo il profitto, ma elevando allo stesso livello la creazione e lo sviluppo di un impatto positivo sulle persone e sul pianeta".
I nuovi standard di certificazione B Corp, lanciati da B Lab, sostituiscono il precedente sistema a punteggio in favore di sette aree d'impatto fondamentali: missione & stakeholder governance, azione per il clima, circolarità e tutela ambientale, lavoro equo, giustizia, equità, diversità e inclusione (Jedi), diritti umani e, infine, relazioni istituzionali e azione collettiva. Sono oltre 10.000 le aziende certificate B Corp nel mondo, distribuite in più di 102 Paesi e 163 settori. In Italia le imprese B Corp sono oltre 390 e generano un fatturato superiore a 23,5 miliardi di euro. Tra le azioni adottate dal gruppo spiccano l'aggiornamento dell'analisi di 'Doppia materialità' e il lancio della 'Stakeholder governance policy', per chiarire come vengono ascoltati gli stakeholder – lavoratori, clienti, fornitori, ambiente e comunità locali - nei processi decisionali. L'azienda ha aggiornato la policy su marketing & pubbliche relazioni responsabili per prevenire il greenwashing, in accordo con la nuova normativa europea in vigore da settembre 2026, e ha aperto pubblicamente il canale di segnalazione 'We Listen To You' (evoluzione del whistleblowing) per accogliere segnalazioni legate ad ambiente, diritti umani e impatti sociali.
Davines Group ha implementato la policy globale 'Fair & inclusive recruiting', garantendo annunci inclusivi, divieto di richiedere lo storico salariale ai candidati e strumenti di selezione oggettivi. Il Gruppo Davines monitora e analizza in modo organico i dati legati all'identità (genere, età, anzianità, tipologia contrattuale). Oltre a dichiarare pubblicamente i propri impegni rispetto alle tematiche Jedi, l'azienda ha creato un piano d'azione pluriennale e monitorabile per rendere concreto e significativo questo impegno per le persone, ad esempio attraverso il rafforzamento delle iniziative di formazione e consapevolezza sui temi di diversità, equità, inclusione e l’utilizzo di un linguaggio inclusivo nelle job description. A garanzia di condizioni di vita e lavoro dignitose lungo l'intera catena del valore, Davines ha definito una rigorosa policy di gruppo sui diritti umani. L'azienda ha mappato le criticità salienti in ambito di diritti umani e ha predisposto un processo per gestire le segnalazioni (supportato dal canale 'We Listen To You'). Gli obiettivi legati ai diritti umani sono stati inoltre inseriti in un Piano di ingaggio dei fornitori più strategici per monitorarne i progressi.
A sostegno degli sforzi globali per limitare il riscaldamento entro 1,5°C, Davines misura in modo rigoroso da anni la Carbon Footprint di organizzazione. Coinvolgendo tutte le filiali e le funzioni, le emissioni di gas serra vengono calcolate e certificate da un ente terzo indipendente (in conformità al GHG Protocol Corporate Standard e con garanzia ragionevole, come fatto nel 2024 e 2025) per poi essere pubblicate sul Rapporto di sostenibilità annuale. Il Gruppo applica poi un sistema strutturato di raccolta dati per monitorare consumi energetici e idrici. Vengono analizzati i materiali in ingresso, con focus su packaging e ingredienti, per valutare l’origine delle materie prime e favorire scelte più sostenibili e circolari. Inoltre, vengono raccolti i dati sui rifiuti generati dalle operazioni, e viene esaminato anche il contesto di fine vita degli imballaggi post-consumo attraverso studi sulle infrastrutture di recupero in 26 Paesi europei. Cruciale l'estensione di un Piano di coinvolgimento a 22 fornitori strategici con obiettivi sociali e ambientali condivisi al 2030, promuovendo così tracciabilità e riduzione degli impatti.
Davines consolida il proprio ruolo attivo nel dibattito pubblico promuovendo un approccio responsabile al lobbying. Impegnandosi nel Codice etico a sostenere solo organizzazioni basate su evidenze scientifiche e orientate a generare un impatto positivo, il Gruppo conferma le sue due azioni collettive fondamentali: il ruolo attivo nella B Corp Beauty Coalition e nel centro di ricerca europeo sull'agricoltura rigenerativa Eroc.

(Adnkronos) - Nella giornata di ieri la semifinale dei Mondiali 2026 - Francia-Spagna stravince in prime time con 8.559.000 telespettatori pari al 48,22% di share, dalle 21 alle 22.58 (primo tempo a 8.104.000 telespettatorie 44,1% di share, secondo tempo a 9.009.000 telespettatori e 52,6% di share). Secondo gradino dal podio per Canale5 con 'Mio figlio' che ottiene 1.386.000 telespettatori (share del 10,2%). Su Rai2 'Storie al Bivio di Sera' ha conquistato 522.000 telespettatori pari al 2,94 di share.
Su Italia1 'Mamma ho preso il morbillo' ha raggiunto 607.000 telespettatori (share del 3,75%), su Rai3 'È andato tutto bene' ha ottenuto 412.000 telespettatori (2,4% di share), su Rete4 'Il pesce innamorato' ha totalizzato 427.000 telespettatori (2,6% di share), su La7 'Insider – Dietro la verità' ha raggiunto 303.000 telespettatori (2,2% di share) e su Tv8 'Money Road - Ogni Tentazione ha un Prezzo' ha conquistato 210.000 telespettatori (share del 1,3%).
A seguire sul Nove 'Save the Dating – Amori in Corso' ha ottenuto 321.000 telespettatori con il 2% di share ('L’Amore Non Dorme Mai' a 260.000 e il 2,6% di share) e infine su Rai4 'Shut In' è stato visto da 229.000 telespettatori (1.3% di share).

(Adnkronos) - “Per noi la ricerca scientifica e gli investimenti in essa rappresentano la chiave di volta per risolvere un problema enorme che, nel Paese, coinvolge milioni di persone: basti pensare che abbiamo un milione e mezzo di persone affette da demenza e circa 3 milioni di caregiver. Nel lungo periodo, chiaramente, la ricerca sarà in grado di produrre più risultati, gli unici capaci di tenere sotto controllo un fenomeno altrimenti destinato a esplodere”. Lo ha detto Alessandro Morandotti, socio fondatore e vicepresidente Airalzh - Associazione italiana ricerca alzheimer onlus all’incontro 'Alzheimer: bisogno sociale, responsabilità collettiva', ospitato presso il Palazzo della Cancelleria Vaticana per fare il punto sulle prospettive della presa in carico delle persone con malattia di Alzheimer.
“C'è un tema di investimento sociale sulla ricerca scientifica e c'è anche un tema di responsabilità collettiva. Ognuno di noi, all'interno della società, deve fare la propria parte per affrontare questa sfida”, ha concluso Morandotti.

(Adnkronos) - Pochi giorni fa 22 bus rossi a due piani completamente elettrici e pronti all'uso hanno lasciato la Cina dal porto di Yantai diretti a Londra. Sono solo gli ultimi della commessa ricevuta dalla Byd, azienda asiatica tra le più note nel settore della produzione di veicoli, da parte della Transport for London (TfL), la società municipalizzata che supervisiona i trasporti pubblici lungo tutto il Comune di Londra. I 22 bus rossi, o double-deckers come sono più conosciuti dai residenti della capitale inglese, sono parte della transizione ecologica avviata dalla TfL volta a sostituire progressivamente i vecchi e longevi motori diesel con alternative a zero emissioni. Una decisione che sta spingendo la flotta della metropoli a 'parlare' sempre più la lingua cinese.
Dietro questo cambio c’è una precisa strategia ambientale. Con l'obiettivo di rendere più salubre l'aria della città, TfL ha imposto un’accelerazione che ha già portato su strada oltre duemila autobus elettrici. Ma se l'obiettivo finale è una flotta totalmente decarbonizzata, il percorso industriale per arrivarci ha subito una profonda mutazione. Il viaggio del colosso cinese Byd sulle strade londinesi non è infatti iniziato in solitaria. Consapevole delle resistenze politiche e della necessità di mantenere un legame visivo e costruttivo con la tradizione locale, il gigante di Shenzhen aveva inizialmente stretto un’alleanza strategica con Alexander Dennis, il più grande allestitore di autobus del Regno Unito. Per quasi un decennio, questa partnership ha rappresentato il compromesso perfetto: la Cina forniva il cuore tecnologico, ovvero le batterie e i sistemi di trazione, mentre gli stabilimenti britannici si occupavano di assemblare le carrozzerie e rifinire gli interni secondo i rigidi standard londinesi. Unione che ha dato ottimi frutti, celebrando la consegna di oltre 1.500 veicoli anglo-cinesi e rassicurando i sindacati sulla tutela dei posti di lavoro oltremanica.
Oggi, però, quello scenario è stato superato dalle logiche di mercato. L'accordo tra le due aziende si è progressivamente sciolto per i modelli di nuova generazione, e Byd ha deciso di competere in totale autonomia, introducendo veicoli interamente sviluppati e costruiti nei propri stabilimenti in Cina. L'esempio di questa nuova era è il BD11, un mastodontico double-decker elettrico che sbarca nei porti inglesi già completamente assemblato e pronto ad entrare in servizio, trovando spazio anche sulle rotte ad alta frequentazione della nuova rete express denominata Superloop. Questo modello vanta una batteria strutturale da ben 532 chilowattora, la più capiente della categoria, pensata per coprire i massacranti turni giornalieri delle linee urbane senza alcuna ansia da ricarica. A spingere le compagnie private che gestiscono le linee in appalto per TfL verso la Cina, tra le quali Go-Ahead London, Metroline, Stagecoach e Arriva, è una questione fondamentalmente di costi. Un autobus a due piani interamente assemblato da Byd viene proposto sul mercato a un prezzo di circa 400.000 sterline, circa 470.000 euro, garantendo un risparmio netto di quasi 100.000 sterline, 118.000 euro, rispetto ai modelli concorrenti prodotti interamente nel Regno Unito o in Europa. Attualmente la flotta complessiva a zero emissioni di Londra conta poco più di 3.000 autobus. Questo significa che la tecnologia del colosso cinese muove oltre il 50-60% dell'intera rete elettrica della capitale britannica. Una percentuale che andrà a crescere sempre di più, dato che nel corso dei prossimi mesi i nuovi arrivi Yantai andranno a sostituire i vecchi mezzi diesel.
A confermare questo approccio pragmatico e fortemente orientato al budget sono le dichiarazioni stesse dei vertici dell'azienda dei trasporti. Tom Cunnington, responsabile dello sviluppo del business degli autobus per Transport for London, intervistato da Adnkronos, ha spiegato chiaramente come l'introduzione di mezzi di nuova concezione sia l’unica strada percorribile per proteggere il futuro della rete. “L'evoluzione di questi veicoli dimostra che tutto il lavoro di sviluppo industriale intrapreso serve a renderli non solo più sicuri, ma soprattutto più economici da gestire, un fattore che diventa cruciale per far quadrare i bilanci. Come TfL cerchiamo, inoltre, di mantenere una posizione neutrale rispetto alle tecnologie e ai marchi. Come azienda pubblica puntiamo semplicemente a ottenere la migliore soluzione tecnica per ogni singola rotta, a patto che questa si dimostri finanziariamente sostenibile nel lungo periodo”.
C’è anche un altro fattore che sta a cuore al dirigente della TfL che interessa proprio la questione ambientale. “Oltre all’effettivo risparmio economico per le casse pubbliche, dobbiamo fare in modo che questi mezzi siano attrattivi per il passeggero, migliorando comfort, velocità e sostenibilità per spingere i cittadini a preferire il bus alla macchina privata. Se chiediamo loro di non usare le auto personali perché inquinanti e poi come alternativa offriamo noi stessi mezzi inquinanti, si crea un cortocircuito difficile da gestire”. Per la dirigenza londinese, insomma, la provenienza geografica delle fabbriche passa in secondo piano rispetto all'urgenza di decarbonizzare in fretta l’intera flotta. Un traguardo che, stando alla TfL, senza l'efficienza e i costi competitivi garantiti dai giganti asiatici, rischierebbe di essere rimandato di anni. (di Alessandro Allocca)

(Adnkronos) - “Abbiamo assoluto bisogno di una linea di azione europea che permetta, da un lato, di strutturare la prevenzione, aumentare i centri per le demenze a livello europeo, potenziare le reti di diagnostica precoce con i biomarcatori e garantire l'accesso ai farmaci”, dato che “oggi abbiamo una prima linea di terapie e, speriamo, nel prossimo futuro altre. Dall’altro lato, è fondamentale sostenere la parte sociale: assistenza, supporto ai caregiver, luoghi idonei dove poter vivere e modi diversi di affrontare la malattia”. Lo ha detto la senatrice Beatrice Lorenzin, co-presidente dell'Intergruppo parlamentare per le Neuroscienze e l'Alzheimer, all’incontro 'Alzheimer: bisogno sociale, responsabilità collettiva', ospitato dalla Santa Sede, presso il Palazzo della Cancelleria Vaticana, per fare il punto sulle prospettive della presa in carico delle persone colpite dalla malattia.
La senatrice ha posto l’accento sui “numeri dell’invecchiamento della popolazione europea e dell’inverno demografico” che rendono “ineludibile il fatto che il tema delle demenze e dell'Alzheimer diventi una questione europea, da affrontare con una strategia comune, così come è stato fatto in passato per il cancro: inserire l'oncologia tra gli obiettivi europei ha permesso a Paesi che non avevano accesso all'innovazione, alla ricerca e alle infrastrutture, di strutturare al proprio interno, anche attraverso linee guida condivise, opzioni di terapia, di cura e di diagnosi per milioni di persone”, ha puntualizzato.
“Oggi il tema delle demenze e dell’Alzheimer diventa ancora più importante perché ci troviamo di fronte a un doppio scenario – ha osservato - se da un lato abbiamo la fortuna di vivere tutti molto più a lungo, affrontando quindi il tema della longevità, dall’altro sappiamo già esattamente quante saranno le persone molto anziane e i grandi anziani nel 2050", equanti soffriranno di Alzheimer. "Oggi, tra gli over 65, abbiamo quasi 600mila persone con l'Alzheimer e 900mila con demenza. Per il 2050 parliamo di numeri più che raddoppiati”. Ma se i numeri sono importanti, “dietro i numeri ci sono le persone”, ha sottolineato. “Persone che si troveranno sole ad affrontare una patologia molto pesante, caratterizzata dalla perdita della cognizione. Anche le dinamiche familiari cambieranno, anzi, sono già cambiate, e ricordiamo che oggi è proprio la famiglia a prendersi cura delle persone con Alzheimer”, ha concluso.

(Adnkronos) - “L'Alzheimer e le altre demenze non rappresentano solo una questione sanitaria ma una realtà che coinvolge l'intera comunità. È una sfida che richiede competenze, sensibilità e un impegno condiviso. Oggi in Italia sono centinaia di migliaia le persone che convivono con questa malattia e milioni i familiari e caregiver che ogni giorno affrontano un percorso spesso complesso, difficile, fatto di sacrifici, responsabilità e preoccupazioni. Per sostenerle, il ministero della Salute ha messo in campo azioni concrete. Abbiamo rifinanziato il Fondo Alzheimer e demenze. Continuiamo a sostenere la ricerca scientifica, indispensabile per migliorare diagnosi e terapie. Allo stesso tempo stiamo puntando sul potenziare l'assistenza territoriale e sullo sviluppo della telemedicina, per facilitare la presa in carico anche con l'impiego delle nuove tecnologie e, soprattutto, garantire una maggiore vicinanza ai pazienti e alle loro famiglie, specie nei territori più fragili”. Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, nel videomessaggio inviato ieri, all'incontro ‘Alzheimer: bisogno sociale, responsabilità collettiva’, ospitato ieri dalla Santa Sede, presso il Palazzo della Cancelleria Vaticana, alla presenza dei membri dell’Intergruppo per le Neuroscienze e l'Alzheimer.
Dopo aver rivolto il saluto a “sua eccellenza Monsignor Yoannis Lahzi Gaid, a sua eccellenza Monsignor Antonio Staglianò, all'onorevole Ugo Cappellacci, al presidente Aifa Robert Nisticò, a tutti gli autorevoli ospiti e partecipanti”, il ministro ha affermato: “Non posso non ricordare quanto per queste patologie sia centrale il valore della prevenzione e della diagnosi precoce. Promuovere stili di vita salutari, individuare tempestivamente i primi segnali di declino cognitivo e accompagnare precocemente i pazienti verso percorsi assistenziali appropriati vuol dire offrire maggiori opportunità di cura e migliore qualità di vita. Per questo, anche sul terreno della prevenzione ci stiamo spendendo con tanta energia - ha aggiunto Schillaci - È un impegno che guarda al presente ma anche al futuro. L'obiettivo è offrire risposte sempre più efficaci e integrate, assicurare continuità assistenziale, prossimità e qualità delle cure”.
In questa prospettiva, “assume valore fondamentale collaborare tra le istituzioni, il Servizio sanitario nazionale e tutti quelli che sono coinvolti - ha concluso il ministro - Solo facendo rete possiamo costruire modelli realmente vicini ai bisogni delle persone e ridurre le diseguaglianze nell'accesso ai servizi, perché nessuno deve sentirsi abbandonato. A chi è colpito dal morbo di Alzheimer o da altre demenze, così come a chi se ne prende cura, voglio dire di non sentirsi solo”.

(Adnkronos) - “È importante, per i pazienti con Alzheimer, sapere che si continua a lavorare, a livello istituzionale, con gli aiuti previsti per le famiglie. Questo aiuta a non sentirsi abbandonati perché si sa che, dall'altra parte, c'è qualcuno che fa in modo che le cose inizino a girare per il verso giusto. Fino a qualche anno fa si parlava pochissimo delle malattie neurologiche degenerative”. Così Michela Morutto, protagonista del libro 'Un tempo piccolo', scritto da Serenella Antoniazzi, intervenendo all’incontro 'Alzheimer: bisogno sociale, responsabilità collettiva' presso il Palazzo della Cancelleria Vaticana. Il volume racconta la storia della sua famiglia e del marito Paolo, colpito da Alzheimer precoce.
“Quando si è ammalato mio marito – ha raccontato Morutto – si sapeva poco per le persone anziane e ancora meno per quelle giovani. Io e lui ci siamo impegnati a parlarne sempre più perché anche oggi ci sono persone che non sanno nulla” della patologia. Diventa quindi fondamentale “sentirsi accompagnati, accolti e supportati in qualche modo. Questo è importante per le famiglie. C’è molta disparità tra regioni e territori - ha osservato - e anche poca informazione tra le varie persone”.

(Adnkronos) - “Oggi stiamo assistendo a un importante cambio di paradigma nella cura della malattia di Alzheimer: abbiamo la disponibilità di farmaci che intervengono su quello che è il processo patogenetico della malattia. Si tratta di terapie immunologiche che si basano sull'impiego di anticorpi che possono aggredire la beta-amiloide, cioè la proteina che si accumula nel cervello delle persone con Alzheimer, e che si ritiene essere alla base del processo fisiopatologico che determina la malattia”. Sono le parole di Mario Zappia, presidente della Società italiana di neurologia (Sin), intervenendo al convegno ospitato dalla Santa Sede, presso il Palazzo della Cancelleria Vaticana, su 'Alzheimer: bisogno sociale, responsabilità collettiva'.
“Dai trials clinici – ha spiegato Zappia – si ha evidenza di una discreta efficacia, nel senso di poter ritardare quella che è l'evoluzione della malattia e la comparsa di effetti indesiderati in misura contenuta. Questi ultimi, soprattutto attraverso uno stretto monitoraggio, possono essere individuati e, se trattati precocemente, non dare luogo a delle condizioni che possono diventare irreversibili”.
Rimane però non rinviabile “la possibilità di avere un accesso equo su tutto il territorio nazionale - ha sottolineato il presidente Sin - Riteniamo che, riuscendo a individuare una popolazione di soggetti in cui possibilmente si avranno degli effetti di efficacia ben dimostrabili e un profilo di sicurezza assolutamente sicuro, si possa proporre all'Agenzia regolatoria di dare il via libera affinché questi farmaci possano essere rimborsati in futuro per tutti i pazienti che ne avessero la necessità”, ha concluso.

(Adnkronos) - La malattia di Alzheimer non è soltanto una sfida sanitaria ma una questione di dignità della persona, responsabilità collettiva ed equità sociale. È il messaggio emerso nel corso dell'incontro ‘Alzheimer: bisogno sociale, responsabilità collettiva’, ospitato ieri dalla Santa Sede, presso il Palazzo della Cancelleria Vaticana, alla presenza dei membri dell’Intergruppo per le Neuroscienze e l'Alzheimer, che ha visto riuniti rappresentanti delle istituzioni, della comunità scientifica, delle associazioni dei pazienti e del mondo ecclesiale per fare il punto sulle prospettive della presa in carico delle persone con malattia di Alzheimer. Filo conduttore dell’evento - informa una nota - è stato il richiamo espresso nei mesi scorsi da Papa Leone XIV, secondo cui la salute non può essere considerata un "lusso per pochi ma è una condizione essenziale”, un diritto che le società hanno il dovere di garantire, soprattutto alle persone più fragili. Un principio che assume un significato ancora più rilevante di fronte all'aumento dell’incidenza delle malattie neurodegenerative e al crescente impatto sociale della malattia di Alzheimer.
"L'innovazione scientifica, che fa progressi decisivi, acquista il suo significato più profondo quando riesce a raggiungere le persone più fragili", ha affermato mons. Marcelo Sánchez Sorondo, Cancelliere emerito della Pontificia Accademia delle Scienze. "L'Alzheimer è una sfida che riguarda non solo la medicina, ma anche il modo in cui la società si prende cura delle persone più vulnerabili. Interpella il senso più profondo della cura, intesa non solo come trattamento, ma anche come vicinanza, responsabilità e scelta di civiltà, umanità e fede. Significa rispetto e dignità soprattutto per chi soffre, e fare del principio di solidarietà un fatto concreto. E' una opportunità privilegiata per realizzare quella fraternità e amicizia che ci rendono canali della grazia di Cristo, sviluppando reti di fede, speranza e carità".
In Italia oltre 600mila persone convivono con la malattia di Alzheimer e più di 3 milioni di familiari e caregiver sono coinvolti quotidianamente nell'assistenza: una realtà destinata a crescere con l'invecchiamento della popolazione e che richiede risposte nuove sul piano sanitario, sociale e organizzativo. Ma, dopo oltre trent'anni di ricerca, la comunità scientifica si trova oggi di fronte a un vero cambio di paradigma. Le nuove terapie anti-beta amiloide - si legge nella nota - hanno dimostrato la possibilità di intervenire sul decorso biologico della malattia nelle sue fasi iniziali, aprendo prospettive fino a pochi anni fa impensabili per pazienti e famiglie. Il tema è oggi al centro del dibattito scientifico e regolatorio, sia a livello internazionale che nazionale, dal momento che la Commissione scientifica ed economica del farmaco di Aifa-Agenzia italiana del farmaco si è recentemente espressa sulla non rimborsabilità da parte del Servizio sanitario nazionale di questa innovativa classe di farmaci per il trattamento dell’Alzheimer in fase precoce, riaccendendo il confronto sulle modalità più appropriate e sostenibili per garantire l'accesso all'innovazione.
“Le nuove terapie anti-beta amiloide rappresentano una nuova frontiera di speranza per le persone con Alzheimer e le loro famiglie - ha affermato Mario Zappia, presidente della Società italiana di neurologia (Sin) - La discussione in corso non può non concentrarsi sui pazienti che possono realmente trarne beneficio, attraverso esiti misurati sul piano clinico. In questa prospettiva, la Società Italiana di Neurologia ribadisce la propria piena disponibilità a collaborare con le istituzioni e gli enti regolatori per definire percorsi appropriati e sostenibili di accesso a queste innovazioni".
Proprio l'arrivo delle nuove opportunità terapeutiche rende ancora più centrale il tema della diagnosi precoce. “Il tempo della diagnosi e della cura presentano una finestra ristretta al fine di ottimizzare il rapporto tra benefici e costi. Per questo è fondamentale garantire alle persone un accesso precoce alla diagnosi biologica e, quando indicato, alle terapie in grado di modificare il decorso di malattia, superando ritardi e disuguaglianze”, ha sottolineato il presidente della Società italiana neurologia delle demenze (Sindem), Marco Bozzali. Per una presa in carico tempestiva sono fondamentali le reti territoriali, come ribadito dal presidente della Società delle scienze neurologiche ospedaliere (Sno), Pasquale Palumbo: “La sfida è rafforzare la capacità del sistema sanitario con una programmazione lungimirante, investendo in competenze, infrastrutture e integrazione con le cure primarie, per governare l'impatto del nuovo approccio diagnostico terapeutico attraverso l’implementazione di percorsi clinici assistenziali operativi”.
Gli esperti hanno poi ricordato il ruolo dei biomarcatori, strumenti oggi fondamentali per identificare la malattia nelle sue fasi iniziali e individuare i pazienti che potrebbero beneficiare di un trattamento tempestivo. “Le famiglie fanno proprie le parole del Papa, ‘Nessuno sia lasciato solo, la cura è segno di speranza e prossimità’, per rivendicare il sospirato accesso all’innovazione, la diagnosi precoce e tempestiva, una presa in carico adeguata per tutte le fasi di malattia, senza differenze geografiche o economiche”, ha aggiunto Patrizia Spadin, presidente Associazione italiana malattia di Alzheimer (Aima). “È tempo che la responsabilità collettiva aiuti le famiglie a portare il peso di una malattia devastante e che le istituzioni investano nella costruzione di un ecosistema equo e rispettoso della vita di pazienti e caregiver”. Eppure, i dati più recenti - riporta la nota - mostrano che oltre l'80% delle persone con Alzheimer non riceve test diagnostici specifici basati sui biomarcatori e che meno del 20% dei pazienti viene sottoposto ad accertamenti in grado di confermare la presenza della patologia. Inoltre, i pazienti inviati a una valutazione specialistica arrivano mediamente alla diagnosi dopo circa cinque mesi di attesa.
“L'Alzheimer - ha sottolineato il vicepresidente di Airalzh Ets, Alessandro Morandotti - continua a rappresentare una delle principali sfide sanitarie e sociali del nostro tempo. Per questo riteniamo importante contribuire al dibattito con uno sguardo rivolto al futuro. La ricerca deve continuare a essere sostenuta con determinazione, perché ogni avanzamento scientifico rappresenta un passo verso nuove opportunità per le persone che convivono con la malattia e per le loro famiglie. Sta attraversando una fase di significativa evoluzione e creando prospettive concrete per diagnosi sempre più tempestive e per terapie capaci di incidere progressivamente sul decorso della malattia”.
Tra le diverse necessità emerse, sono di particolare rilievo: rafforzare le reti territoriali dedicate alle demenze; consolidare il Fondo Alzheimer e demenze e promuovere una maggiore integrazione tra assistenza sanitaria, servizi sociali e sostegno ai caregiver, anche attraverso un Piano Europeo. “L'Alzheimer è una sfida che richiede una visione di lungo periodo e una collaborazione stabile tra istituzioni, ricerca, professionisti sanitari e associazioni dei pazienti” ha dichiarato l’onorevole Annarita Patriarca, segretaria di presidenza della Camera dei deputati e co-presidente Intergruppo Alzheimer. “Occorre trasformare questa consapevolezza in scelte concrete, a partire dal rafforzamento del Piano nazionale per le demenze e dalla stabilizzazione del Fondo per l’Alzheimer, affinché pazienti e famiglie possano contare su risorse certe, servizi omogenei sul territorio e percorsi di presa in carico tempestivi e continuativi. L’Intergruppo parlamentare per le Neuroscienze e l’Alzheimer - ha proseguito - rinnova il proprio impegno a sostenere con determinazione queste priorità, promuovendo iniziative legislative e di indirizzo che mettano al centro la dignità delle persone e il supporto alle famiglie, e lavorando per rafforzare il coordinamento tra livello nazionale ed europeo”.
“L’aumento della longevità - ha osservato la senatrice Beatrice Lorenzin, co-presidente dell’Intergruppo Alzheimer - rappresenta una grande conquista ma porta con sé una sfida sempre più urgente. L’Alzheimer e le demenze sono destinate a crescere in modo significativo nei prossimi decenni. Dietro numeri che potrebbero più che raddoppiare entro il 2050, ci sono persone e famiglie che affrontano ogni giorno una malattia complessa e altamente invalidante. Per questo è fondamentale investire oggi in prevenzione, diagnosi precoce, accesso alle terapie e sostegno ai caregiver, costruendo una rete di assistenza capace di rispondere ai bisogni di una popolazione sempre più anziana”. L'incontro – svolto sotto il patrocinio della Pontificia Accademia di Teologia, del Coordinamento nazionale associazioni diocesane opere assistenziali e dell'Università Lumsa, con il contributo non condizionante di Eli Lilly, Eisai e Biogen – si è concluso con un appello condiviso a fare della malattia di Alzheimer una priorità sanitaria e sociale del Paese, rafforzando diagnosi precoce, accesso ai biomarcatori, ricerca, reti territoriali e sostegno ai caregiver.

(Adnkronos) - Diventano definitive le condanne per l’omicidio di Saman Abbas, la 18enne pachistana uccisa nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio 2021 a Novellara di Reggio Emilia. I giudici della prima sezione penale della Cassazione hanno rigettato i ricorsi dei familiari imputati confermando i quattro ergastoli inflitti il 18 aprile dello scorso anno dalla Corte di Appello di Bologna ai genitori della ragazza, Habbar Abbas e Nazia Shaheen e ai cugini Noman Ul Haq e Ijaz Ikram, accusati di omicidio e soppressione di cadavere, e i 22 anni di reclusione decisi per lo zio, Danish Hasnain, che in primo grado era stato condannato a 14 anni, riconosciute le aggravanti della premeditazione e dei motivi abietti, valutate equivalenti alle circostanze attenuanti generiche già concesse per la collaborazione prestata per il ritrovamento del corpo.
I giudici di merito avevano ribaltato la sentenza di primo grado nei confronti dei cugini della vittima, che erano stati assolti e poi condannati all'ergastolo, riconoscendo le aggravanti di premeditazione e motivi abietti. I supremi giudici hanno accolto quanto chiesto dalla procura generale della Cassazione, con l’avvocato generale Marco Dall’Olio, che all’udienza dello scorso 17 giugno aveva sottolineato di trovarsi davanti “non a un delitto d’impeto ma a un’azione premeditata. Che Saman non potesse decidere da sola è chiaro, manifesto, la ricostruzione dei fatti è inequivoca. Saman, anche se maggiorenne, non poteva decidere da sola della sua vita, non poteva avere una vita propria. Una storia agghiacciante, un atto corale e premeditato”.
Saman fu uccisa nel vialetto davanti a casa e sepolta in una buca a poca distanza dall’abitazione familiare a Novellara. Ad allertare le forze dell’ordine era stato il fidanzato della 18enne. Il corpo della giovane venne ritrovato un anno e mezzo dopo, il 18 novembre del 2022, dopo che lo zio fuggito all’estero e catturato a Parigi indicò agli investigatori il luogo dove era stata sepolta. Le indagini si erano sempre concentrate sull’ambito familiare.

Anche oggi, per il terzo giorno consecutivo, la macchina antincendi della Sardegna sta cercando di domare definitivamente gli ultimi focolai del vasto rogo divampato lunedì nelle colline antistanti la spiaggia di Naracu Nieddu, nel territorio di Aglientu, tra Castelsardo e Santa Teresa Gallura, nel nord dell'Isola.
Le operazioni di bonifica sono ancora in corso e anche questa mattina due elicotteri, quello leggero della base di Limbara, e il Super Puma di Alà dei Sardi, si sono alzati in volo per supportare le squadre a terra.
Sul posto coordina le azioni il direttore delle operazioni di spegnimento della stazione Forestale di Luogosanto.
"Oggi è attivo solo qualche focolaio - dice all'ANSA il sindaco Marco Demuro - secondo una prima stima sono andati in fumo circa 24 ettari di territorio tra una parte di pineta e macchia mediterranea.

(Adnkronos) - Ancora nessuna traccia di Luigi Cavallari, il marito della ministra della Famiglia, Eugenia Roccella, disperso da sabato 27 giugno nel lago di Vico. Da oltre due settimane le ricerche proseguono ininterrotte con squadre specializzate provenienti da tutta Italia impegnate in una 'staffetta' che, però, sinora non ha dato esito positivo. Sul campo oggi, mercoledì 15 luglio, ci sono i nuclei di sommozzatori provenienti da Taranto, Roma e Reggio Calabria, insieme a loro una moto d'acqua con soccorritori acquatici di Viterbo e un'unità di comando locale dislocata sul posto per il coordinamento dell'intervento. Le operazioni, che vedono l'impegno anche di personale dell'Arma dei carabinieri, della Polizia di Stato e della Guardia di finanza, restano complesse a causa della scarsa visibilità dello specchio d'acqua già a pochi metri di profondità.
Una condizione che rende indispensabile l'utilizzo di strumentazione di ultima generazione in grado di mappare l'area e rilevare ogni elemento utile alle ricerche. Cavallari, 84 anni, sabato 27 giugno era in gita sul lago insieme alla moglie quando si è tuffato dalla barca. Da quel momento, però, non è più riemerso. Ieri un lungo applauso e una standing ovation bipartisan ha accolto l'ingresso in aula della ministra Roccella in occasione della seduta notturna sulla legge elettorale.

(Adnkronos) - La Russia ha colpito una nave mercantile civile nell'oblast di Odessa, uccidendo tre persone. Lo ha reso noto il governatore Oleh Kiper. "Questa sera, il nemico ha lanciato un altro attacco contro le infrastrutture portuali nell'Oblast di Odessa. Durante l'attacco, un drone ostile ha colpito un'imbarcazione civile battente bandiera delle Isole Marshall, danneggiandone la sovrastruttura. A bordo è scoppiato un incendio", ha riferito Kiper .
Ieri, la Russia aveva colpito una nave mercantile civile battente bandiera togolese mentre scaricava fertilizzanti minerali nel porto . L'attacco aveva causato la morte di cinque persone, tra cui tre membri dell'equipaggio stranieri, e il ferimento di altre dieci.
Sono state intanto colpite nella notte 20 navi russe nel Mar Nero, ha riferito il comandante delle Forze di Sicurezza ucraine Robert Brovdi. Tra le imbarcazioni colpite figurano 17 petroliere, due gasiere e un rimorchiatore: "Ad oggi: 17 petroliere, 2 gasiere e 1 rimorchiatore sono stati colpiti. Seguirà un rapporto ufficiale, corredato da prove video", ha annunciato Brovdi.
Diciassette persone sono rimaste ferite a seguito degli attacchi russi nella regione di Sumy, tra cui un bambino di 11 anni, secondo quanto riportato su Telegram dal servizio stampa della Polizia nazionale ucraina. Secondo le forze dell'ordine, sette persone sono rimaste ferite in un attacco con munizioni a grappolo nella comunità di Sumy, tra cui un bambino di 11 anni. Sono stati danneggiati due condomini, undici case private e una stazione di servizio.
Tre persone sono rimaste ferite negli attacchi ucraini contro la regione russa di Belgorod, al confine con l'Ucraina. Lo ha riferito il centro di crisi regionale in un comunicato sulla piattaforma social Max. "Ieri sera, un uomo e una donna hanno riportato ferite multiple da schegge in seguito all'esplosione di un drone nella città di Graivoron. Sono stati curati presso l'ospedale distrettuale centrale di Gravoron prima di essere trasferiti all'ospedale cittadino n. 2 di Belgorod. Questa mattina, un drone ha attaccato un'abitazione privata nel villaggio di Nikolskoye, nel distretto di Belgorod: un uomo è stato trasportato in ospedale con ferite da schegge al torace. Le finestre della casa sono andate in frantumi", si legge nel comunicato.

(Adnkronos) - Roberta Bruzzone lascia 'Quarto Grado' per dedicarsi ai nuovi progetti in Rai, dove sarà impegnata sempre più come conduttrice. Ad annunciare l'addio al programma di Rete 4 è stata la stessa criminologa e psicologa forense con un messaggio pubblicato sui social, nel quale ha escluso qualsiasi attrito con la trasmissione e ha ribadito la propria stima nei confronti della squadra guidata da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero.
"Amici, visto il grande affetto e i tantissimi messaggi che ho ricevuto, desidero chiarire un aspetto", scrive Bruzzone, spiegando di nutrire "la massima stima nei confronti di 'Quarto Grado', di Gianluigi Nuzzi, Siria Magri, Alessandra Viero e di tutta la squadra che, in questi anni, mi ha dato l'opportunità di condividere un percorso professionale estremamente importante".
La criminologa motiva la decisione con il nuovo percorso professionale intrapreso nel servizio pubblico. "Oggi, però, il mio percorso ha preso una direzione diversa. I nuovi progetti che mi vedono protagonista in Rai, con un ruolo sempre più centrale e con programmi che mi vedono direttamente in conduzione, mi hanno portata a fare una scelta che ritengo naturale, doverosa e ormai non più procrastinabile: dedicare la mia energia principalmente ai progetti che mi appartengono e al percorso professionale che sto costruendo all'interno del servizio pubblico".
Bruzzone conclude il messaggio con un saluto alla trasmissione Mediaset: "A Quarto Grado e a tutto il suo straordinario staff auguro di continuare con lo stesso rigore e la stessa qualità che hanno sempre contraddistinto il loro lavoro. Da parte mia resteranno immutati la stima, il rispetto e la gratitudine per un'esperienza professionale che ha rappresentato una tappa importante del mio cammino".
L'uscita da Quarto Grado arriva mentre per Bruzzone si apre una nuova fase professionale in Rai. Nei palinsesti della prossima stagione di Rai2 è prevista infatti la conduzione di 'Dentro la truffa', format dedicato ai meccanismi delle frodi e della manipolazione psicologica, oltre al ritorno di 'Nella mente di Narciso', programma ideato e condotto dalla stessa criminologa.

(Adnkronos) - A un giorno dalla sentenza di primo grado al processo per il crollo del Ponte Morandi, a Genova, che il 14 agosto 2018 provocò la morte di 43 persone, l'Ad di Autostrade per l'Italia Arrigo Giana scrive una lettera di scuse rivolta ai familiari delle vittime.
"In queste ore - scrive Giana - siamo in attesa della sentenza di primo grado sulla tragedia del Ponte Morandi, con lo stesso desiderio di verità che sentono i familiari delle vittime, i cittadini genovesi e tutti gli italiani. Tutti noi ricordiamo, come fosse oggi, quella mattina del 14 agosto 2018. Io ero uno dei milioni di cittadini che si trovava attonito davanti agli schermi della televisione, dove scorrevano le drammatiche immagini di quella tragedia che si stava consumando a Genova".
"In quegli istanti - prosegue la lettera - il pensiero di tutti correva alle vittime innocenti, alle loro famiglie irreparabilmente distrutte, ai feriti assistiti da eroici soccorritori. Nel tempo che seguì il crollo del Ponte Morandi, continuavo quindi a domandarmi come fosse stato possibile non chiedere immediatamente scusa per quanto era successo. Un'ulteriore incomprensibile ferita, vissuta altrettanto drammaticamente dalla comunità".
"Le azioni e le scelte di alcuni - sostiene Giana - hanno lasciato ferite indelebili, quindi porgere oggi quelle scuse non fatte ieri è una nostra esigenza morale che va al di là dell’accertamento delle responsabilità e del corso della Giustizia verso la verità. Autostrade per l’Italia preserva la sua storia e il suo nome anche per custodire la memoria di quanto accaduto il 14 agosto 2018 come monito costante, anche se oggi questa azienda è altro rispetto ad allora: un nuovo corso sotto il controllo dello Stato e con nuovi azionisti. Una nuova gestione, con nuovi dirigenti che lavorano giorno per giorno per monitorare la rete, pianificare gli interventi e prevenire i rischi, garantendo così la sicurezza delle infrastrutture, dei viaggiatori e dei lavoratori".
"Rompiamo il silenzio dunque. Ribadendo l’assoluto impegno delle nostre diecimila lavoratrici e lavoratori affinché fatti del genere non si ripetano mai più, a nome del gruppo Autostrade per l’Italia voglio chiedere scusa ai familiari delle vittime, ai genovesi e a tutti gli italiani, per le sofferenze originate dal tragico evento del Morandi. Pur consapevole che il nostro gesto non potrà mai cancellare il loro dolore".

(Adnkronos) - Ieri in Parlamento, sulla legge elettorale, "è stata persa un’occasione, dobbiamo andare avanti e se ci sono le condizioni e possibilità ripresentare l'emendamento in Senato". Lo afferma all'Adnkronos Claudio Durigon, vicesegretario della Lega e Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali commentando la bocciatura nel voto segreto alla Camera di un emendamento della maggioranza sulle preferenze.
"Freni, Giorgetti e Gava erano presenti alla Camera e non hanno votato? Non possiamo soffermarci sui singoli casi perché i numeri dicono che i contrari sono stati tanti, e distribuiti un po' tra tutti i partiti di maggioranza", dice ancora, aggiungendo che "è anche vero purtroppo che quando si è investiti di responsabilità di governo bisogna essere molto attenti a quello che si fa". Sulle prossime mosse Durigon osserva: "Condivido il pensiero della Meloni, è giusto che venga fatta una riflessione, perché i numeri di oltre trenta parlamentari che votano contro non può non aprirla".

(Adnkronos) - La terza ondata di calore africano sull'Italia si avvia verso il suo apice. Se il maltempo colpirà nelle prossime ore il Nord, dal Triveneto alla Pianura Padana, le temperature tuttavia non diminuiranno, anzi: il Bel Paese toccherà infatti ancora una volta picchi record, con oltre 40° al Sud e afa soffocante diffusa tra Centro e Settentrione. E per la tanto agognata 'rinfrescata' (seppur paziale), la strada sembra essere ancora lunga. Sono queste le previsioni meteo degli esperti per la giornata di oggi, mercoledì 15 luglio, e per i giorni a venire.
Siamo ad un passo dall'apice della “Terza Ondata di calore africano”, eppure non siamo ancora entrati nel periodo tradizionalmente più rovente dell'anno, tra fine luglio e fine agosto, il Solleone. Durante questo periodo il Sole fa il suo ingresso astronomico nella costellazione del Leone (da qui il nome), i mari e la terraferma rilasciano il massimo del calore accumulato, rendendo le giornate insopportabilmente più calde ed afose.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma dunque l'anomalia di questa Estate 2026: la fornace si è accesa già in primavera. Come accadde nel famigerato 2003, un inizio così precoce ha seccato prematuramente i terreni. Con i suoli aridi, l'energia solare non viene spesa per far evaporare l'acqua, ma si concentra interamente nel riscaldare l'aria: ecco un altro motivo per cui questa fiammata estiva risulta ancora più intensa.
Mentre il Paese bolle senza interruzioni, un'importante e pericolosa novità scuoterà il Nord. Tra il pomeriggio di oggi mercoledì 15 e le prime ore di giovedì 16, il calore e l'umidità estremi accumulati in Pianura Padana si scontreranno con due inneschi micidiali: l'ingresso di aria fresca in quota dalle Alpi centro-orientali e un elevato wind-shear (venti che soffiano in direzioni e velocità diverse alle varie quote).
Questi tre ingredienti creeranno purtroppo le condizioni ideali per temporali violenti, grandinate, supercelle e possibili tornado. L'area a massimo rischio è il Triveneto, ma l'allerta si estende all'intera Val Padana, con possibili sconfinamenti a Milano in tardissima serata.
Questi sbuffi temporaleschi non abbatteranno però la cappa di calore. L'escalation termica proseguirà inesorabile fino al weekend, consegnandoci un bollettino rovente:
45°C nelle zone interne della Sardegna (fortunatamente poco abitate).
42°C a Nuoro.
41°C a Caltanissetta, Foggia e Oristano.
40°C a Firenze, Terni e Matera.
37°C a Roma e 36°C a Milano.
Il vero, atteso ribaltone si materializzerà solo a partire da domenica. I modelli profilano finalmente una buona notizia: un calo termico destinato a durare 5-6 giorni.
Passeremo dai 40°C ai 34°C: un tempo, 34°C avrebbero rappresentato una giornata di caldo insopportabile; oggi, abituati agli eccessi nordafricani, li accogliamo con gioia definendoli una vera e propria "rinfrescata". E qui risiede la grande ironia di quest'anno: sovvertendo ogni regola climatologica, i primi giorni del temuto Solleone potrebbero regalarci il primo, reale sollievo. Tuttavia, per intravedere la fine dell'Estate, la strada è ancora drammaticamente lunga.
Mercoledì 15. Al Nord: caldo e sole, temporali forti dal pomeriggio/sera. Al Centro: soleggiato, molto caldo. Al Sud: sole e caldo eccezionale, punte di 41-43°C in Sardegna e Sicilia.
Giovedì 16. Al Nord: caldo e sole, temporali fino al primo mattino, poi migliora decisamente. Al Centro: soleggiato, molto caldo. Al Sud: sole e caldo eccezionale, punte di 42-43°C in Sardegna e Sicilia.
Venerdì 17. Al Nord: caldo e sole, temporali solo sulle Alpi. Al Centro: soleggiato, molto caldo. Al Sud: sole e caldo eccezionale, punte di 44-45°C in Sardegna e Sicilia.
Tendenza: più instabilità dal Nord verso il Centro da domenica, ancora caldo anomalo al Sud.

(Adnkronos) - Inghilterra-Argentina e complotti ai Mondiali 2026. Oggi, mercoledì 15 luglio, la Nazionale dei Tre Leoni sfida l'Albiceleste nella semifinale della rassegna iridata di scena in Stati Uniti, Messico e Canada in una partita carica di significati e che alla vigilia si è alimentata con l'ennesima teoria del complotto portata avanti dai media inglesi. Nel mirino ci sarebbe l'arbitro della sfida, Ismail Elfath, etichettato come "preferito di Messi".
Ismail Elfath è un arbitro marocchino naturalizzato americano, che ai Mondiali si ritroverà a dirigere per distacco la partita più importante della sua carriera, assistito dai connazionali Corey Parker e Kyle Atkins, con l'italiano Maurizio Mariani che sarà il quarto uomo. Elfath ha incrociato Messi in più occasioni visto che è di stanza nella Mls, il massimo campionato di calcio americano, dove il numero 10 argentino gioca con l'Inter Miami.
I due si sono 'conosciuti' quindi in campo, e proprio per questo il Daily Mail ha definito Elfath come "l'arbitro preferito da Messi", insinuando quindi che la scelta della Fifa, in questo caso di Pierluigi Collina, sia arrivata per favorire l'Argentina. A sostegno della 'tesi' arriva qualche numero.
Elfath era quarto uomo il giorno in cui Messi è diventato campione del mondo con l'Argentina nel 2022, battendo la Francia nella finale in Qatar. Da quando è arrivato negli Stati Uniti, il numero 10 dell'Albiceleste è stato arbitrato per quattro volte da Elfath, vincendo in tutte le occasioni, tre volte in Mls e una volta nella finale della coppa nazionale. In totale Messi, nelle partite arbitrate da Elfath, ha segnato cinque gol.
Dopo gli ottavi di finale vinti contro l'Egitto, rimontato da 0-2 a 3-2, sul web si sono rincorse teorie di un presunto 'complotto' a favore di Lionel Messi per far vincere la coppa all'Argentina, alimentate dalle accuse del ct e dei giocatori egiziani. Ad accusare in particolare il presidente della Fifa Gianni Infantino ci sono diversi video che si stanno rincorrendo sul web, che vedrebbero Infantino esultare per i gol dell'Argentina e rattristarsi per ogni rete subita, svelando così un presunto 'tifo' per Messi e compagni.
Dopo i sedicesimi di finale vinti dall'Albiceleste contro Capo Verde, intercettato da una tv argentina, Infantino ha detto: "Un abbraccio a tutta l'Argentina e complimenti. Il cuore stasera non ha retto, anche per me che sono neutrale". Nelle ultime ore è diventato virale un video che raffigurerebbe il numero 1 della Fifa 'disperato' dopo un gol subito dall'Argentina contro l'Egitto, ma in realtà le immagini sono vecchie.
Il video mostra Infantino che, in tribuna d'onore, è protagonista di un apparente gesto di disappunto, mentre alle sue spalle altri spettatori esultano. Molti utenti hanno quindi collegato le immagini alla partita Argentina-Egitto, associando il disappunto del presidente della Fifa ad un gol della nazionale nordafricana. In realtà, come evidenziano anche le note di comunità, le immagini si riferiscono ad un'altra partita.
A dare adito a queste accuse, ci ha pensato, come detto, l'Egitto. "Non è giusto, l'arbitro non è stato giusto. Ha rubato lo sforzo di un'intera nazione dall'inizio", ha detto l'attaccante Ziko a caldo, lamentando presunti torti arbitrali durante la sfida, "il campionato è truccato per l'Argentina, complimenti a loro che hanno già vinto il Mondiale: è tutto pianificato", ha concluso, accusando così Fifa e Albiceleste.
Una tesi confermata anche dal ct dell'Egitto, Hossam Hassan: "Non guarderò più partite dei Mondiali", ha detto l'allenatore, "questa è la mia piccola forma di protesta. Hanno rubato il nostro duro lavoro e lo ha visto tutto il mondo". "Vogliono che siano presenti i campioni del mondo, vogliono che ci sia Messi", ha continuato il ct, "è una questione di marketing. Avremmo voluto dare una gioia ai nostri tifosi, ma il calcio non è solo una questione di campo. E' anche marketing, non ci sono solo aspetti tecnici. Ci sono stati errori".
"Abbiamo giocato meglio dei campioni in carica, siamo stati superiori in tutto - ha aggiunto il ct. Il risultato è stato condizionato da fattori legati al campo e fattori esterni, forse vogliono tenere Messi in corsa. Non c'è stato rispetto e non c'è stato fair play. Non è stato concesso un rigore, non è stato nemmeno controllato al Var", ha detto facendo riferimento all'intervento su Salah nell'azione che si è conclusa, dall'altra parte del campo, con il gol del 3-2 argentino. "Ci è anche stato annullato un gol per ragioni misteriose. La vita è ingiusta, perché non c'è correttezza nello sport? Posso parlare di sfortuna, ma non siamo stati trattati con fair play: è stata un'ingiustizia".
Pierluigi Collina, attualmente 'Chief Refereeing Officer', ovvero capo degli arbitri, della Fifa ha commentato le teorie complottistiche diffuse sul web, che vorrebbero l'Argentina favorita dai direttori di gara: "Nel complesso, siamo soddisfatti dell'operato degli arbitri", ha detto Collina in un comunicato ufficiale pubblicato sul sito della Fifa, "tuttavia, con un numero così elevato di partite giocate in un periodo di tempo relativamente breve, è normale che alcune cose non vadano come previsto".
"Il confronto costruttivo sulle decisioni farà sempre parte del calcio, ma le accuse infondate non hanno posto nel nostro sport", ha continuato l'ex arbitro italiano, respingendo così le accuse, "nessuno può mettere in discussione l'integrità degli arbitri dei Mondiali. Quando ciò accade, si possono scatenare reazioni che sfociano in minacce contro di loro e le loro famiglie, questo non è giusto".
"Allo stesso modo, nessuno può affermare che l'arbitraggio possa essere influenzato da qualcuno, nemmeno dal presidente della Fifa", ha spiegato Collina, facendo riferimento a Gianni Infantino, "che ha sempre dimostrato il suo pieno sostegno, riponendo in noi la massima fiducia e permettendoci di lavorare in completa indipendenza. Gli ufficiali di gara prendono decisioni oneste e, proprio come i giocatori e gli allenatori, cercano sempre di dare il massimo".
Collina ha anche commentato gli eposodi di Argentina-Egitto, che nel post partita hanno portato alle accuse della Nazionale africana: "Il numero 19 egiziano, Marwan Attia, ha chiaramente calpestato il piede del numero 6 argentino Lisandro Martinez", ha detto il capo degli arbitri Fifa riguardo alla rete annullata all'Egitto, "riteniamo che un fallo sia un fallo. Indipendentemente dal fatto che il fallo appaia 'evidente', se l'arbitro non lo ha visto sul campo di gioco, il Var può intervenire".
"Allo stesso modo, se non viene rilevato alcun fallo nell'azione che ha portato a un gol, il Var informerà l'arbitro di conseguenza. Calpestare il piede di un avversario è fallo, mentre un difensore che tocca prima il pallone e poi effettua un normale contatto calcistico non commette fallo", ha spiegato Collina, riferendosi invece al contatto in area argentina tra Salah e Alvarez, "anche in questo caso, un esempio si è verificato alla fine della stessa partita. L'arbitro e il Var hanno giudicato normale il contatto calcistico tra il numero 10 dell'Egitto Mohamed Salah e il numero 10 dell'Argentina Julian Alvarez. Certo, ci sarà sempre un elemento di soggettività in alcune decisioni, ma siamo soddisfatti di come questo principio sia stato applicato durante tutto il torneo".

(Adnkronos) - Dalle norme anti-maranza all'abolizione del risarcimento del danno a carico di chi viene condannato per eccesso di legittima difesa, misura ispirata al caso del gioielliere Mario Roggero, che il 28 aprile 2021 sparando uccise i rapinatori, ritrovandosi una richiesta di 3,3 milioni di euro da parte dei loro familiari. Sono alcune delle novità approvate oggi dal Consiglio dei ministri, contenute nel ddl 'Disposizioni in materia di sicurezza e per la prevenzione del disagio giovanile, nonché di ordinamento, organizzazione e funzionamento delle forze di polizia e del ministero dell'Interno', che di fatto andranno a integrare il ddl approvato nel pacchetto sicurezza il 5 febbraio 2026.
La prima norma anti-maranza consiste nel divieto di aggregazione (Modifica all’articolo 3 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 del codice antimafia con l'introduzione di un nuovo comma 5-bis) prevedendo una nuova ipotesi di avviso orale del questore con la quale si dispone appunto anche tale divieto. La misura è volta a potenziare gli strumenti a disposizione delle forze dell'ordine per arginare e contrastare la proliferazione degli episodi di violenza e di vandalismo da parte di bande giovanili e le correlate manifestazioni di degrado urbano e disagio sociale, che costituiscono una grave minaccia per l'ordine e la sicurezza pubblica.
La seconda riguarda invece l'estensione dell'applicazione del fermo preventivo anche ai minorenni: la misura introduce modifiche all’articolo 11-bis del dl 59/1978, recentemente novellato dall’articolo 7, comma 2, del dl 23/2026 (cosiddetto decreto sicurezza 2026), estendendo appunto il fermo di prevenzione ai soggetti, anche minori di 18 anni, rispetto ai quali, nel corso di specifiche operazioni di polizia destinate alla prevenzione di reati che turbino l'ordine e la sicurezza pubblica in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone (ad esempio, luoghi della movida), sussista un fondato motivo di ritenere che pongano in essere condotte di pericolo per la sicurezza pubblica in relazione a circostanze di tempo, di luogo e di elementi di fatto (ad esempio, possesso di armi o oggetti atti ad offendere, uso di caschi o strumenti che rendono difficoltoso il riconoscimento della persona, nonché segnalazioni per reati in materia di stupefacenti). Secondo quanto ha precisato il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, durante la conferenza stampa al termine del Cdm, il fermo preventivo potrà essere applicato da tutti gli agenti di pubblica sicurezza impegnati nei servizi di ordine pubblico, compresi gli agenti della Polizia locale quando siano specificamente impiegati in tali attività.
Tra le norme c'è poi una modifica al codice penale in materia di danneggiamento e al codice di procedura penale in materia di arresto in flagranza: la proposta è volta a colpire la proliferazione di atti violenti, intimidatori, di vandalismo e di molestie nei luoghi pubblici e aperti al pubblico con l'introduzione di una ipotesi aggravata all’interno dell’articolo 635 del codice penale (danneggiamento), funzionale a punire con la reclusione da un anno e sei mesi a cinque anni e con la multa fino a 15.000 euro, le condotte di cui ai commi 1 e 2 del medesimo articolo (distruzione, dispersione, deterioramento di cose mobili o immobili altrui con o senza violenza fisica/minacce nei confronti della persona) commesse da 5 o più persone (articolo 4, comma 1). Di conseguenza si introduce la possibilità per gli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria, di procedere all’arresto facoltativo in flagranza dei responsabili delle condotte delittuose in parola e l’estensione dell’applicabilità dell’istituto dell'arresto differito anche alla nuova ipotesi aggravata di danneggiamento (articolo 4, comma 2).
Il testo ritocca anche il codice civile: in particolare con l’articolo 7 viene escluso il risarcimento del danno se il fatto si verifica in occasione del compimento da parte del danneggiato di uno dei reati di cui agli articoli 609-bis (violenza sessuale), 609-quater (atti sessuali con minorenne), 609-octies (violenza sessuale di gruppo), 624-bis (furto in abitazione, furto con strappo e furto con destrezza in casi particolari), 628 (rapina), 630 (sequestro di persona a scopo di estorsione) del codice penale. Infine con il provvedimento si introduce la procedibilità d’ufficio del reato di lesioni personali nei confronti di ufficiale o agente di polizia giudiziaria o pubblica sicurezza nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni. La proposta mira a estendere il novero delle circostanze aggravanti del reato di lesioni personali “lievi o lievissime” per le quali è prevista la procedibilità d’ufficio, includendovi anche l’ipotesi delle lesioni personali nei confronti di un ufficiale o agente di polizia giudiziaria o pubblica sicurezza “nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni”.

(Adnkronos) - Il Tour de France 2026 torna protagonista con la undicesima tappa. Oggi, mercoledì 15 luglio, la Grande Boucle riprende la sua corsa - in diretta tv e streaming - dopo il giorno di riposo di ieri con una frazione da 161,3 chilometri che partirà da Vichy e arriverà a Nevers. In maglia gialla rimane uno dei grandi favoriti alla vittoria finale, lo sloveno Tadej Pogacar.
Il percorso dell'undicesima tappa del Tour de France sarà prevalentemente pianeggiante. Dopo poco più di 27 chilometri si arriverà al traguardo volante di Saint-Pourcain-Sur-Siou, per poi raggiungere la prima scalata del Cote de Billonniere, una salita di quarta categoria al 5,8% di pendenza media. A meno di quaranta chilometri dall'arrivo di Nevers invece i ciclisti affronteranno la salita del Cote de Billy-Chevannes, una scalata di quarta categoria al 5%.
La partenza dell'11esima tappa del Tour de France è prevista per le ore 13.50, con l'arrivo che è invece in programma intorno alle 17.31.
La Grande Boucle sarà trasmessa in diretta televisiva e in chiaro sui canali Rai, tra Rai 2 e RaiSport, ma anche sui canali Eurosport. Il Tour si potrà seguire anche in streaming su RaiPlay, HBO Max, Discovery+, Dazn, TIMvision e Prime Video Channels.

(Adnkronos) - I campioni in carica dell'Argentina sfidano l'Inghilterra nell'attesissima seconda semifinale del mondiale 2026. Oggi, mercoledì 15 luglio, la nazionale albiceleste guidata in panchina dal ct Lionel Scaloni affronta la nazionale dei tre leoni, in diretta tv e streaming. In palio un posto in finale nella rassegna iridata di scena tra Stati Uniti, Messico e Canada. II match si disputerà al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta. Nel loro match dei quarti di finale l'Argentina ha sconfitto 3-1 la Svizzera con i gol di Mac Allister, Alvarez e Lautaro Martinez mentre l'Inghilterra ha battuto per 2-1 la Norvegia con la doppietta di Bellingham.
La sfida tra Argentina e Inghilterra è in programma oggi, mercoledì 15 luglio, alle ore 21. Ecco le probabili formazioni:
Argentina (4-3-1-2): E. Martinez; Molina, Li. Martinez, Romero, Tagliafico; De Paul, Paredes, Enzo Fernandez; Mac Allister; Messi, Alvarez. Ct: Scaloni.
Inghilterra (4-2-3-1): Pickford; Konsa, Stones, Guehi, O'Reilly; Anderson, Rice; Saka, Bellingham, Gordon; Kane. Ct:Tuchel.
Il match tra Argentina e Inghilterra sarà trasmesso in diretta televisiva, anche in chiaro, su Rai1 e su Dazn e in streaming su Rai Play e sull'app di Dazn.
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