
(Adnkronos) - Patologia rara, complessa e altamente invalidante, che incide in modo significativo sulla qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie, la sindrome di Lennox-Gastaut è una grave encefalopatia epilettica che interessa circa 2,8 neonati ogni 10mila nati vivi e rappresenta dal 3% all'11% delle epilessie infantili. In questo contesto nasce la Fondazione Lennox-Gastaut Ets, evoluzione dell'associazione Famiglie Lgs Italia Onlus, attiva dal 2015 nella promozione della conoscenza della patologia, nel sostegno alle famiglie e nella collaborazione con istituzioni e comunità scientifica a livello nazionale e internazionale. La presentazione ufficiale della Fondazione si è svolta venerdì a Genova presso Villa Quartara, sede della Gaslini Academy, a sottolineare il legame con l'ospedale pediatrico Istituto Giannina Gaslini, centro di eccellenza a livello nazionale e internazionale nel campo della neurologia pediatrica e delle malattie rare.
"La nascita della Fondazione rappresenta un passaggio fondamentale del nostro percorso - afferma Katia Santoro, presidente della Fondazione Lennox-Gastaut Ets - In questi anni abbiamo lavorato al fianco delle famiglie, ascoltandone i bisogni, costruendo relazioni con la comunità scientifica, impegnandoci nella divulgazione. Oggi vogliamo rafforzare questo impegno, sostenendo con più forza la ricerca e contribuendo a creare una rete sempre più solida tra pazienti, clinici e istituzioni, affinché nessuno si senta solo di fronte alla complessità della malattia".
La sindrome di Lennox-Gastaut, una grave encefalopatia epilettica e dello sviluppo, è caratterizzata da crisi epilettiche frequenti e spesso farmacoresistenti, associate a importanti compromissioni cognitive e disturbi comportamentali. "La Lgs è una condizione altamente complessa, che può manifestarsi già nei primi anni di vita e accompagnare la persona lungo tutto il suo percorso di vita", spiega Giuseppe Gobbi, già direttore della Uoc di Neuropsichiatria infantile dell'Oospedale Bellaria-Irccs Istituto delle Scienze neurologiche di Bologna, vicepresidente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Lgs. "Le crisi sono quotidiane, molto numerose, spesso imprevedibili e associate a un elevato rischio di traumi - precisa - A questo si aggiunge una compromissione dei processi di apprendimento, che determina una disabilità intellettiva significativa". L'impatto della malattia non riguarda solo i pazienti, ma coinvolge profondamente anche le famiglie. "Ci troviamo di fronte a quello che può essere definito un vero e proprio dramma esistenziale - prosegue Gobbi - La diagnosi impone una rielaborazione profonda della genitorialità, dell'identità personale e di coppia. Si affronta il lutto del figlio immaginato e la consapevolezza della fragilità umana, con un rischio concreto di isolamento".
In risposta a questa complessità, la Fondazione si propone di promuovere un approccio integrato alla presa in carico, rafforzando il dialogo tra ospedale e territorio e sostenendo lo sviluppo di percorsi assistenziali multidisciplinari. "Per garantire una reale presa in carico è fondamentale costruire una rete capillare a livello nazionale: anche per questo l'associazione ha voluto intraprendere il percorso di trasformazione in Fondazione", sottolinea Antonino Romeo, primario emerito di Neuropsichiatria infantile dell'ospedale Fatebenefratelli, Asst Fatebenefratelli Sacco di Milano e coordinatore dei comitati regionali della Fondazione Lgs. "I comitati regionali - rimarca - rappresentano in questo senso un elemento chiave per assicurare continuità assistenziale, supporto alle famiglie e sviluppo di progetti personalizzati lungo tutto l'arco della vita, oltre a dare voce alle esigenze locali dei pazienti e dei caregivers e rappresentare la Fondazione presso le istituzioni locali".
Accanto alle attività di supporto, sensibilizzazione e divulgazione, la Fondazione pone al centro anche il tema della ricerca, avviando alcuni primi progetti in collaborazione con la comunità scientifica e le case farmaceutiche. "La ricerca è uno strumento essenziale per migliorare la comprensione della malattia e sviluppare approcci terapeutici sempre più mirati - conclude Pasquale Striano, presidente del Comitato tecnico-scientifico della Fondazione e direttore Uoc di Neurologia pediatrica e malattie muscolari, Irccs Giannina Gaslini e Dinogmi, università di Genova - L'integrazione tra competenze neurologiche, genetiche e neuropsicologiche rappresenta oggi una delle sfide più rilevanti per offrire risposte concrete ai pazienti".
Più tutele, canoni calmierati e incentivi fiscali. Presentato a
Palazzo Bacaredda l'accordo territoriale per le locazioni abitative
agevolate per il 2026.
(Adnkronos) - Metro Italia, partner d’eccellenza per il mondo HoReCa e da sempre a supporto dei professionisti della ristorazione italiana, ha consegnato ai 31 ristoranti laziali le Targhe ufficiali 'Guida Michelin 2026'. La consegna è avvenuta nel corso di un evento organizzato presso Terrazza degli Aranci, Waldorf Astoria Rome Cavalieri, che ospita lo Chef Heinz Beck e il suo ristorante 'La Pergola'. Tra le realtà del Lazio premiate per il 2026, 27 hanno ottenuto una Stella e 3 due Stelle. L’ambito riconoscimento delle tre Stelle Michelin è andato al Ristorante 'La Pergola' di Roma, sotto la trentennale direzione dello chef tedesco Heinz Beck, padrone di casa della cerimonia.
“Consegnare le Targhe ufficiali Guida Michelin 2026 ai ristoranti stellati del Lazio, uno dei cuori pulsanti - dichiara Guido Cassago, direttore Sales & Operations di Metro Italia - della ristorazione italiana, è per noi un grande onore. Da nove anni siamo al fianco di Michelin e premiare i 31 ristoranti laziali che si sono distinti per creatività e qualità è l’emblema del nostro impegno quotidiano nel sostenere i professionisti della ristorazione. Lo facciamo quotidianamente attraverso un’offerta multicanale in grado di rispondere a tutte le esigenze dei nostri clienti, insieme ad una offerta di prodotti che si distingue per ampiezza e qualità”.
Tra certezze e nuovi ingressi, il nutrito gruppo di ristoranti premiati dalla 'guida rossa' ribadisce nuovamente l’eccellenza del Lazio nel panorama gastronomico italiano. Grazie al talento degli chef e a un patrimonio enogastronomico locale dalla rinomata varietà e qualità, il Lazio si impone come riferimento per i professionisti della ristorazione nonché per tutti gli appassionati del gusto. Nel 2026 Metro Italia consegna, per il nono anno consecutivo, le targhe ufficiali 'Guida Michelin' e, per la prima volta, anche le targhe 'Bib Gourmand' che identificano i ristoranti che si distinguono per offrire esperienze gastronomiche d’eccellenza a prezzi accessibili.
(Adnkronos) - Scatta l'allarme cognomi in Italia. Secondo uno studio di MyHeritage infatti, alcuni cognomi, tredici per la precisione, sono a rischio estinzione e potrebbero quindi scomparire per sempre. Le cause sono diverse ma legate tra loro, tra cui il calo della natalità nel nostro Paese e i cambiamenti in atto nella struttura stessa della famiglia.
L'indagine ha preso in esame archivi anagrafici e registri italiani, confermando la crisi demografica italiana. L'Italia è infatti uno dei paesi con un livello di fecondità più basso d'Europa e questo contribuisce a mettere a rischio la sopravvivenza di alcuni cognomi. Ma quali sono quelli che rischiano l'estinzione?
I cognomi in questione sono i seguenti: Aguglione, tipico cognome fiorentino che risale al XIII secolo e già oggi è considerato rarissimo; Cantarutti, questo di origine friulana è legato alla musica ed nasce da contesti popolari legati a Udine; Diotallevi, chiaramente dai connotati religiosi, è diffuso (ma non più così tanto) soprattutto nel centro Italia; Bellagamba invece, altro cognome a rischio estinzione si trova tra Toscana ed Emilia-Romagna e arriva dal Medioevo, quando si voleva indicare, in modo piuttosto didascalico, una ben definita caratteristica fisica.
La lista continua ancora: un altro cognome che rischia di scomparire è Incognito, così come Mangiaterra, che sembra essere legato a una 'stirpe' di proprietari terrieri. Legista invece deriva dal latino per indicare una professione giuridica, e rischia di scomparire proprio come Mazzasalma e Prencipe, che come si può immaginare veniva associato a figure nobiliari.
Proietti è in rapida decadenza nel Lazio e in Umbria proprio come Scantamburlo e Vespasiani, che richiama l'imperatore romano Vespasiano. A rischio anche il cognome Zappacosta, che arriva dal Sud e richiama il lavoro della terra.

(Adnkronos) - Sal Da Vinci in lacrime a Domenica In. Il cantante napoletano, vincotore del Festival di Sanremo 2026, è stato ospite nel salotto di Mara Venier domenica 26 aprile: "Ho atteso così tanto tempo che ora mi godo tutto", ha detto, "c’è qualcosa di miracoloso in tutto questo”.
La dedica è chiara: "Canto per chi ha perseverato nei sogni, sia per chi li ha realizzati sia per chi non ci è riuscito", poi Sal Da Vinci ha esposto la sua visione dell'amore, al centro di 'Per sempre sì': "L’amore è un mestiere e va frequentato. Noi abbiamo il sacrosanto dovere di crescere i nostri figli verso questa direzione", ha detto lanciando un appello ai genitori, "se i ragazzi hanno questa rabbia continua, significa che noi genitori abbiamo sbagliato".
Da Vinci si è poi emozionato quando Venier gli ha mostrato un filmato della madre: "Quale mamma non ama i propri figli? Mia mamma non fa eccezione, è una mamma. Alla fine noi siamo fatti di questo", ha detto in lacrime, "cambiano i modi, i linguaggi, ma il sentimento non cambia mai".

(Adnkronos) - Stagione finita per Hakan Calhanoglu? Il centrocampista dell'Inter ha riportato un infortunio alla gamba sinistra che lo ha costretto a saltare la trasferta di Torino, valida per la 34esima giornata di Serie A, ma che potrebbe essere più serio del previsto. Oggi, lunedì 27 aprile, il giocatore turco è stato sottoposto a esami strumentali che hanno infatti evidenziato un risentimento muscolare al soleo della gamba sinistra.
A comunicarlo è stata l'Inter con una nota pubblicata sui propri canali ufficiali: "Hakan Calhanoglu si è sottoposto questa mattina a esami strumentali presso l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano", ha scritto il club nerazzurro, "gli esami hanno evidenziato un risentimento muscolare al soleo della gamba sinistra. La sua situazione sarà valutata nei prossimi giorni".
Calhanoglu salterà quindi sicuramente la prossima partita casalinga contro il Parma che, in caso di vittoria, potrebbe assegnare lo scudetto all'Inter, ma potrebbe essere assente anche per le successive partite contro la Lazio, prima la trasferta di campionato e poi la finale di Coppa Italia in programma il 13 maggio. In dubbio anche le ultime giornate di Serie A contro Verona e Bologna, con Calhanoglu che punta a recuperare per i Mondiali.

(Adnkronos) - L'8 luglio sul palco di Rock in Roma ci saranno gli Ateez. Il gruppo coreano è stato annunciato a sorpresa durante la conferenza stampa di presentazione della 16esima edizione della rassegna, che quest’anno torna con lo slogan 'Lo spazio tra noi smette di esistere'. Dal 9 giugno al 18 luglio, la Capitale tornerà a essere un crocevia della musica nazionale e internazionale, ospitando grandi headliner nelle due storiche location del festival: l'Ippodromo delle Capannelle e la Cavea dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.
Il festival presenta una line-up ricca e trasversale, che ha già ottenuto un grande riscontro di pubblico con i concerti di Olly e Marilyn Manson registrati sold out ancor prima dell'inizio. Il programma all'Ippodromo delle Capannelle prenderà il via il 9 giugno con i The Offspring, seguiti il 13 giugno dai Pippo Sowlo e il 14 giugno dai Counting Crows. Il calendario proseguirà con Gemitaiz il 18 giugno, i Negramaro il 20 giugno, Caparezza il 26 giugno e Olly il 30 giugno. A luglio, la programmazione continua con Emma il 2, i Mumford & Sons il 7, Mannarino il 10, gli OneRepublic il 12, i Litfiba il 16, Luchè il 17 e i Bluvertigo il 18 luglio. Mentre la Cavea dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone ospiterà il 29 giugno Ben Harper & The Innocent Criminals, il 7 luglio gli Europe e il 14 luglio Marilyn Manson.
Nato e cresciuto nella Capitale, Rock in Roma, sotto la direzione dei fondatori Maxmiliano Bucci e Sergio Giuliani, si è affermato come un rito estivo che ha superato i 3 milioni di spettatori complessivi, inserendo stabilmente Roma nei circuiti internazionali dei grandi tour. Il festival rappresenta un importante volano culturale ed economico per la città, generando un significativo indotto e rafforzandone l'attrattività come destinazione per la musica dal vivo.
L'esperienza del pubblico sarà supportata da partnership strategiche. Rai Radio2 si conferma la radio ufficiale del festival. Per la mobilità, Frecciarossa sarà il treno ufficiale, affiancato dal servizio navetta di Eventi in Bus e dalle soluzioni di sharing di Lime e 'Come Back Home', per un rientro sicuro e sostenibile. Sul fronte della responsabilità sociale, il festival rinnova la collaborazione con Save the Children e ospita Unicef Italia, mentre la sicurezza dell'evento sarà potenziata dalla nuova partnership con Airfire. L'impegno della manifestazione si estende anche alla sostenibilità ambientale, con la promozione della raccolta differenziata e di pratiche eco-friendly all'interno delle aree concerto.

(Adnkronos) - Cresce l'allerta a Torre Flavia, nel comune di Ladispoli dopo il ritrovamento di un esemplare di tartaruga azzannatrice. Con la sua coda seghettata, il collo lungo e i suoi quasi 15 chili, l'esemplare di Chelydra serpentina non è il primo a essere ritrovato in zona. "Sono animali esotici originari del Nord America che in passato in Italia si potevano trovare in mostre espositive", spiega all'Adnkronos il Maggiore Matteo Brovelli, Comandante della Sezione Operativa Centrale Carabinieri Cites, che controlla il commercio di specie protette. La specie è considerata tra le tartarughe più temibili al mondo. "Queste specie sono considerate pericolose per l'uomo e per l'incolumità pubblica, pertanto i privati cittadini non possono detenerle", conferma il Maggiore Brovelli. Il collo lungo ed elastico della tartaruga è infatti utilizzato per mordere le prede con attacchi veloci e brutali. "Può arrivare a staccare un dito a un essere umano", sottolinea il Comandante della sezione Cites.
Dal momento che non si tratta del primo ritrovamento, l'ipotesi è che gli esemplari si siano riprodotti nella zona umida creando una prima generazione in Italia della specie esotica. "Al momento non abbiamo un dato certo che avvalori questa tesi. Gli esemplari trovati avevano varie dimensioni, quindi non possiamo escludere che ci sia una certa una parentela tra loro, però solo le analisi genetiche lo potranno confermare", sottolinea Brovelli. Tutti gli esemplari sono al momento sotto sequestro e sono stati portati nel Centro Carabinieri Biodiversità di Fogliano (Latina) per le analisi. "Rimarranno lì e non verranno rimessi in natura dato che si tratta di specie invasive e pericolose sia per l'uomo che per la fauna locale", spiega.
Il timore fondato è che questo possa non essere l'ultimo ritrovamento a Torre Flavia. Da qui l'avvertimento del reparto forestale a non avvicinarsi in caso di avvistamento. "È importante evitare di toccarla o di spostarla impropriamente, perché il collo dell'animale riesce ad allungarsi facilmente per mordere. Il consiglio è di non avvicinarsi e allertare subito i carabinieri forestali", dice Brovelli. "Se ci si trova all'aperto con il proprio cane, è più prudente allontanarsi velocemente ed evitare che gli animali entrino in contatto per scongiurare episodi di aggressività", conclude.
La potenza della scrittura narrativa sta nella capacità di svelare
l'anima dei paesi, custodi di identità, memorie, storie. È lo
spirito della terza edizione di "Luoghi Letterari", progetto ideato
da Gianmarco Murru, presidente dell'associazione Mediterranea, e
Giulio Pisano, direttore artistico.
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(Adnkronos) - "Non serve cambiare il rapporto giuridico dei medici, ma applicare gli accordi esistenti, chiarire i ruoli e rispettare i tempi. Il nodo è organizzativo: programmazione insufficiente e carenza di professionisti". Così Antonio Magi, segretario generale del Sumai-Assoprof, il sindacato dei medici specialisti ambulatoriali, contesta l'idea che la riforma dei medici di merdicina generale debba puntare sulla dipendenza: "Si pensa che il problema del Ssn sia il rapporto giuridico dei medici, quando invece il problema reale è l’organizzazione, la programmazione e la carenza di professionisti - spiega Magi - La proposta di introdurre forme di dipendenza nella medicina generale viene presentata come una soluzione moderna ed efficiente. In realtà rischia di produrre effetti esattamente opposti a quelli dichiarati".
Tra i rischi indicati: "Il primo e più grave effetto è la perdita del rapporto fiduciario tra medico e paziente, vero pilastro della medicina generale italiana. Trasformare il medico in un ingranaggio di un sistema organizzativo rigido significa indebolire quella relazione diretta, continuativa e personale che oggi garantisce accesso immediato alle cure e presa in carico reale", avverte Magi. Il secondo rischio, ammonisce, "è la creazione di liste d'attesa anche per accedere al medico di medicina generale, un fenomeno che oggi nel modello convenzionato non esiste. Il passaggio a un sistema programmato, vincolato da turni, obiettivi e attività organizzate, introduce inevitabilmente un filtro temporale: il cittadino non accede più direttamente, ma entra in un percorso regolato. In altre parole, si passa da un sistema di prossimità a un sistema di attesa". Il terzo rischio è di natura economica: per il segretario di Sumai-Assoprof "la trasformazione in dipendenza comporterebbe un aumento esponenziale dei costi della sanità, legati alla dirigenza sanitaria, alle strutture organizzative, alle indennità e agli oneri accessori, rispetto a un modello convenzionato che ha dimostrato negli anni maggiore flessibilità e sostenibilità. In un contesto in cui la spesa sanitaria pubblica è già sotto pressione, questa scelta appare non solo inefficace, ma anche insostenibile".
Secondo Magi, la priorità è un'altra: "Il potenziamento della specialistica ambulatoriale interna convenzionata. Senza questa, le Case della comunità restano 'contenitori vuoti' e cresce la pressione su pronto soccorso e ospedali, già in difficoltà tra carichi elevati e carenza di personale". Il leader sindacale richiama anche il cambiamento nelle aspettative dei giovani medici: "Le nuove generazioni - precisa - non cercano modelli rigidi, gerarchici e vincolanti. Chiedono autonomia, flessibilità, valorizzazione professionale e condizioni di lavoro compatibili con una nuova idea di equilibrio tra vita e professione. In questo contesto, spingere sulla dipendenza rischia di rendere il sistema meno attrattivo. La crescente difficoltà nel coprire il turnover, sia nella medicina generale che nella specialistica ambulatoriale e nella dirigenza ospedaliera, è la dimostrazione concreta di questo cambiamento".
"I concorsi vanno deserti o vengono parzialmente coperti - ricorda Magi - e sempre più spesso i posti assegnati non vengono accettati. Il privato e il lavoro all'estero diventano sempre più attrattivi. In questo contesto, proporre ancora la dipendenza come soluzione significa andare esattamente nella direzione opposta rispetto alle esigenze dei professionisti. Significa rendere il sistema ancora meno attrattivo, aggravando ulteriormente la carenza di personale".
"Non servono rivoluzioni ideologiche né cambiamenti radicali dei rapporti giuridici - conclude il segretario del Sumai-Assoprof - Serve piuttosto applicare ciò che già esiste, a partire dagli accordi nazionali e dall'organizzazione di équipe multiprofessionali con ruoli chiari. Solo in questo modo sarà possibile costruire un sistema territoriale efficace capace di rispondere ai bisogni dei cittadini senza generare nuove inefficienze. Altrimenti, il rischio è quello di alimentare una spirale negativa: professionisti insoddisfatti, poco attratti dal Ssn, sempre più liste d'attesa, sempre più pressione sugli ospedali, fuga di medici, più spazio per il privato".

(Adnkronos) - Fratelli d'Italia in calo, Pd in netta crescita, il Movimento 5 Stelle sale. Cambiano i dati dei partiti di vertice secondo il sondaggio Ixe che oggi, 27 aprile, fotografa le intenzioni di voto in caso di elezioni. Fratelli d'Italia si conferma al top pur cedendo lo 0,5% rispetto al precedente rilevamento di febbraio. La formazione guidata dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, scende al 28,4%. Il Partito Democratico della segretaria Elly Schlein cresce dello 0,5% e arriva al 23,4%: il gap, in sostanza, si riduce di un punto percentuale. In ascesa anche il M5S di Giuseppe Conte, che guadagna lo 0,2% e ora vale il 12,9%.
In calo Forza Italia, che perde lo 0,5% e scivola all'8,3%. Dati in discesa anche per Verdi e Sinistra, che lasciano sul terreno lo 0,7% e ora si attestano al 6,7%. La Lega scende dal 6,2% al 6%. In ascesa Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, che mette a referto un parziale di +0,7% e sale al 3,4%. Seguono Azione di Carlo Calenda al 3,1%, Italia viva di Matteo Renzi al 2,5%, +Europa all'1,5% e Noi Moderati all'1%.
Il centrodestra (Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati) viene accreditato del 43,7%. Il centrosinistra (Pd, M5S, Verdi e Sinistra) è al 43,2%. In ottica elezioni, pesa l'eventuale collocazione di Futuro Nazionale, Azione, Italia Viva.

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(Adnkronos) - La vitamina D non è solo un nutriente, ma un vero e proprio 'interruttore biologico' che regola il nostro sistema immunitario e la salute delle ossa. "Tuttavia, per massimizzarne l'efficacia non basta semplicemente assumerla: bisogna sapere come farlo correttamente. Basandoci sulle evidenze scientifiche, ecco un approfondimento sulle modalità ottimali di assunzione". Lo spiega all'Adnkronos Salute Mauro Minelli, immunologo e docente di Nutrizione clinica all'università Lum Giuseppe Degennaro.
Mattina o sera: esiste un orario ideale? "Sebbene la vitamina D possa essere assunta in qualsiasi momento della giornata, la ricerca suggerisce alcune considerazioni importanti - risponde Minelli - Essendo una vitamina liposolubile, la vitamina D necessita della presenza di grassi per essere assorbita dall'intestino. Pertanto, il momento ideale è in corrispondenza del pasto principale della giornata (che sia pranzo o cena), purché contenga una quota di grassi sani (olio extravergine d'oliva, pesce, frutta secca)".
Impatto sul sonno. "Alcuni studi osservazionali indicano che l'assunzione di dosi elevate di vitamina D la sera potrebbe interferire con la produzione di melatonina, influenzando potenzialmente la qualità del sonno in soggetti sensibili. Se si riscontrano difficoltà a dormire, è consigliabile assumerla a colazione o a pranzo", suggerisce l'immunologo.
Con quali alimenti non va associata? "Più che di 'divieti', è corretto parlare di interferenze che possono ridurne la biodisponibilità - indica Minelli - Eccesso di fibre: una dieta estremamente ricca di fibre vegetali (se assunte contemporaneamente all'integratore) può accelerare il transito intestinale o 'sequestrare' parte della vitamina, riducendone l'assorbimento. E' preferibile distanziare l'assunzione di integratori di fibre dalla vitamina D. Sostituti del grasso e farmaci per il peso: l'uso di prodotti che inibiscono l'assorbimento dei grassi (come l'orlistat) o l'abuso di paraffina liquida (usata come lassativo) può bloccare quasi totalmente l'assimilazione della vitamina D. Un consumo eccessivo di alcol può interferire con i processi di attivazione della vitamina D che avvengono nel fegato e nei reni, rendendola meno efficace".
Cosa aiuta l'assorbimento? "Per far sì che la vitamina D funzioni al meglio, è utile considerare alcune sinergie - indica lo specialista - Sebbene l'associazione con la K2 non sia un obbligo tassativo per la correzione della carenza, è noto che il magnesio è un cofattore essenziale per attivare la vitamina D nel sangue. Una carenza di magnesio può rendere la vitamina D inerte".
Il ruolo del peso corporeo. "Nei soggetti in sovrappeso o con obesità, la vitamina D tende a essere 'sequestrata' dal tessuto adiposo. In questi casi, l'assunzione deve essere attentamente monitorata dal medico - precisa Minelli - poiché le dosi standard potrebbero non essere sufficienti".
Il consiglio d'oro. "Non dimentichiamo - conclude l'immunologo - che la fonte primaria resta il sole. Per capire se il tuo corpo sta producendo vitamina D mentre sei all'aperto, guarda la tua ombra: se è più corta della tua altezza, la produzione è massima. Se l'ombra è più lunga (come al tramonto o in inverno a certe latitudini), la sintesi cutanea è minima o assente, rendendo l'integrazione o l'apporto alimentare ancora più preziosi".

(Adnkronos) - Giallo di Pietracatella, disposti altri esami per risolvere il mistero delle due donne morte su cui le analisi hanno rilevato tracce di ricina, un potente veleno. Domani, martedì 28 aprile, negli uffici della Polizia giudiziaria a Campobasso, sarà effettuato l’accertamento tecnico irripetibile sul cellulare di Alice Di Vita, 18 anni, sorella e figlia delle due donne. Come richiesto dalla Procura, alla presenza delle parti, si procederà con l’estrazione della copia forense dei dati presenti sul telefono. Gli investigatori analizzeranno le chat che la ragazza ha tenuto con la madre, la sorella e il padre durante gli accessi delle due donne al pronto soccorso dell’ospedale 'Cardarelli' nelle drammatiche ore che hanno preceduto il loro decesso, anche per riscontrare eventuali responsabilità dei cinque medici indagati per omicidio colposo.
L’inchiesta entrerà così in una fase decisiva. Si tratta di attività fondamentali perché non replicabili, destinate quindi ad avere un peso determinante nella ricostruzione dei fatti e nelle eventuali valutazioni giudiziarie. Mercoledì, a Bari, al centro delle operazioni ci saranno i reperti biologici di Antonella e Sara, già acquisiti. Particolare attenzione sarà riservata ai vetrini dell’esame autoptico, nello specifico alle analisi istologiche, che verranno nuovamente esaminate, alla presenza delle parti, per chiarire alcuni passaggi ancora poco definiti.
L’obiettivo degli esperti è quello di ottenere dati più solidi e scientificamente attendibili, in grado di confermare o rivedere quanto emerso finora. I risultati di questi accertamenti sono attesi con grande interesse e potrebbero orientare in modo significativo il prosieguo dell’indagine. Intanto, la relazione tecnica già acquisita agli atti fornisce indicazioni importanti. Secondo la valutazione peritale, vengono confermate tracce riconducibili ad Antonella e Sara, mentre Gianni Di Vita risulterebbe escluso. Tuttavia, proprio su quest’ultimo punto, c’è l’invito alla cautela: il campione analizzato sarebbe stato prelevato in ritardo e sottoposto a esame in una fase in cui il materiale biologico risultava ormai degradato. Una circostanza che, pur portando a un’esclusione, ne limita la portata probatoria e lascia aperta la necessità di ulteriori approfondimenti. È anche per questo che gli accertamenti in programma assumono un valore ancora più rilevante.
A questo proposito, una nota ufficiale dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani Irccs di Roma, tesa a fare chiarezza sul ‘giallo di Pietracatella’, dopo la diffusione di notizie ritenute inesatte o incomplete. L’istituto, punto di riferimento nazionale per le malattie infettive, ha ritenuto necessario precisare i passaggi relativi alla gestione dei campioni biologici di Giovanni Di Vita, al centro della vicenda: “A seguito delle ultime notizie relative alla vicenda di Pietracatella, avendo rilevato alcune imprecisioni comparse sulla stampa, al fine di evitare speculazioni e ricostruzioni non corrette, si chiarisce che i campioni del paziente Di Vita Giovanni sono stati raccolti e conservati presso l’Istituto secondo modalità specificamente previste e validate per le indagini di microbiologia clinica, che costituivano l’unica tipologia di analisi per la quale l’Istituto era stato formalmente coinvolto. In tale ambito, la conservazione è avvenuta a +4°C per le indagini sierologiche e mediante congelamento a -20°C per gli estratti destinati alle analisi molecolari, in conformità a protocolli standardizzati per lo specifico test di riferimento”. Comunque, allo stato dei fatti, non si può affermare con certezza scientifica che Gianni Di Vita sia stato anche lui vittima di avvelenamento.
Le due donne sono decedute, tra il 27 e il 28 dicembre dello scorso anno, presso l'ospedale Cardarelli di Campobasso, Sara era morta per prima, il 27 dicembre; la madre Antonella la mattina seguente. Il marito e padre Gianni Di Vita era stato nel frattempo trasferito allo Spallanzani di Roma. Determinante si è rivelata anche la telefonata intercorsa tra gli investigatori e i medici dell'ospedale di Campobasso per orientare i campioni da repertare. I valori di laboratorio destarono subito allarme: le piastrine del padre risultavano superiori a 112.000 e la bilirubina totale era elevata in tutti e tre i familiari. “È alta a Sara, ad Antonella. È alta anche a Giovanni Di Vita”, aveva comunicato il medico. "Aumenta sempre di più, ed è indiretta e non coniugata”. Quindi per Gianni la birilubina era alta, ma le tracce di ricina non sono state trovate: un giallo nel giallo.
Il 28 dicembre, la Scientifica aveva effettuato un sopralluogo nell'abitazione di famiglia. Gli investigatori avevano trovato funghi e vongole nei frigoriferi di casa, ma al momento del sopralluogo non era ancora chiaro se quei cibi avessero giocato un ruolo nella vicenda. Tracce di ricina, negli alimenti, nessuna. Quindi le due donne e forse Gianni, avevano consumato fuori di casa gli alimenti contenenti la ricina?
La svolta decisiva arriva con la conferma dell’avvelenamento dalla Tossicologia clinica di Pavia. La relazione del Centro antiveleni Maugeri, trasmessa alla Procura di Larino, ha messo nero su bianco ciò che finora era rimasto nel campo delle ipotesi: un quadro compatibile con una grave intossicazione da ricina per le vittime, madre e figlia morte tra il 27 e il 28 dicembre scorso.
Un elemento che rafforza in modo netto l’impianto investigativo già delineato nelle settimane precedenti, quando le analisi avevano evidenziato una “non negatività” alla sostanza nei campioni biologici, lasciando intendere la presenza del veleno ma senza una formalizzazione definitiva.
Ora, invece, il dato scientifico si consolida. E con esso cambia il peso dell’inchiesta. La ricina – una delle tossine naturali più potenti, capace di bloccare la sintesi proteica e provocare un collasso progressivo degli organi – diventa sempre più il perno attorno a cui ruota l’intero caso. La Procura di Larino, che procede per duplice omicidio premeditato contro ignoti, dispone finalmente di un riscontro tecnico strutturato, destinato a incidere sia sul piano investigativo sia su quello processuale. Il punto centrale, adesso, è duplice: come sia stata somministrata la sostanza e da dove provenga.
Le indagini, infatti, restano aperte su più fronti. Da un lato, la ricostruzione delle ultime ore di vita delle due donne e dei contatti avuti nei giorni precedenti al Natale; dall’altro, la filiera della sostanza, con verifiche che spaziano dall’eventuale estrazione artigianale dai semi di ricino fino all’ipotesi di un approvvigionamento attraverso circuiti illegali, incluso il dark web. Nel frattempo proseguono le audizioni in questura: familiari, conoscenti, persone informate sui fatti. Un lavoro minuzioso, già arrivato a decine di testimonianze, che punta a colmare le incongruenze emerse e a definire con precisione dinamiche e responsabilità. La relazione del Maugeri rappresenta comunque un punto di non ritorno: non più sospetti, ma una base scientifica su cui costruire l’accusa.

(Adnkronos) - "Ho parlato con Marotta mi è sembrato sereno e convinto, quindi anche io sono sereno e convinto...". Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, tifoso dell'Inter e presidente dell'Inter Club Parlamento, interpellato dall'AdnKronos, fa sapere di aver appena parlato con il presidente del club nerazzurro Beppe Marotta, dopo la tempesta per l'inchiesta arbitri sul Var (con l'indagine in corso della Procura di Milano. "Ma poi di cosa parliamo. Dicono che ci hanno dato un arbitro amico e con quello abbiamo perso 3 a 0...".
La Russa aggiunge: "Piuttosto restiamo concentrati sullo scudetto, perché mi pare che quando vinciamo a qualcuno dà fastidio...".

(Adnkronos) - Nuovo appuntamento con il programma tv di Francesca Fagnani. Domani, martedì 28 aprile, andrà in onda la quarta puntata di 'Belve', con tre nuovi ospiti protagonisti degli iconici faccia a faccia.
Romina Power, Elena Santarelli e Sal Da Vinci sono i tre protagonisti della puntata di martedì 28 aprile, che si metteranno in gioco rispondendo alle domande dirette e spesso irriverenti della conduttrice.
Da quest’anno in onda anche i provini di 'Belve': persone comuni siederanno sullo sgabello intervistate da Francesca Fagnani. Non mancherà, come di consueto, la sigla di chiusura con tutti i fuori onda degli ospiti, diventato nel corso degli anni uno dei momenti più attesi dal pubblico.
Come ogni settimana, la puntata va in onda alle 21.20 su Rai 2, ma sarà disponibile anche on demand su RaiPlay e Disney+.

(Adnkronos) - Marco Bocci e l'amore con Laura Chiatti. L'attore è stato ospite a Verissimo nella puntata del 26 aprile, dove ha parlato della sua relazione con l'attrice e modella, tormentata da alti e bassi. La loro storia va avanti da 13 anni, ma è stato lo stesso Bocci a rivelare come il loro rapporto possa essere anche burrascoso: "Noi siamo abbastanza selvaggi nella nostra vita insieme", ha detto nel salotto di Silvia Toffanin, "ci sosteniamo e ci lasciamo un sacco di volte".
"Io penso di essere l'uomo più lasciato della storia dell'umanità. Oggi vengo qui da lasciato! Laura mi tiene in standby, sia nella parte affettiva che nella parte lavorativa", ha spiegato. Ed ecco l'appello di Toffanin: "Laura, per favore riprenditelo, dove va senza di te. Tu Marco, devi andare a casa e fare pace".
"Essere padre e marito è complicatissimo, perché non c'è un modo, una maniera, ma c'è un vivere, un'intuizione", ha continuato Bocci, "quindi si possono commettere tanti errori, ma è chiaro che io con loro mi diverto tantissimo: ad esempio, non lavoro quando ci sono le partite dei miei figli".

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(Adnkronos) - Medici, infermieri e personale sanitario sono introvabili, come del resto attesta anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità secondo cui la carenza di infermieri è considerata una vera e propria bomba ad orologeria: entro il 2030 in Europa ne mancheranno 1 milione. Un dato allarmante ed ora le società di recruitment si organizzano per selezionare e formare all’estero personale sanitario professionale da far arrivare in Italia. Si punta su altre nazioni extra europee i cui professionisti sanitari siano propensi a fare un’esperienza nel nostro Paese. Ecco quindi che per far fronte all’ormai nota carenza di infermieri e professionisti sanitari in Italia, negli ultimi tre anni sono state oltre 1.000 le figure sanitarie selezionate e formate da International Recruitment, l’Hub specializzata di Openjobmetis Spa, tra le più importanti agenzie per il lavoro attive nel nostro Paese.
In tutto, Openjobmetis ha incontrato e svolto colloqui all’estero con oltre 5.000 persone, per poi selezionarne 1.000 per la formazione e l’inserimento in Italia nelle strutture sanitarie di destinazione. Ma quali sono le regioni d'Italia in cui vanno a lavorare gli infermieri e i professionisti sanitari che arrivano dall’estero? Al 1° posto c’è la Lombardia con il 50% delle attivazioni. Segue un’altra regione del nord come il Piemonte, che si colloca in 2a posizione (19%). Il 10% dei professionisti selezionati si è inserito in Sardegna. A seguire il Veneto (8%) e la 1a regione del Sud, la Calabria (5%). Presenti nella classifica anche Emilia Romagna (4%), Valle d’Aosta (3%) e Marche (1%).
Le motivazioni che spingono questi professionisti a trasferirsi in Italia sono prima di tutto economiche, per un compenso, quindi, superiore rispetto a quello percepibile nei Paesi di origine, ma anche per migliorarsi professionalmente nei nostri ospedali. Un’esperienza in Italia di questo tipo, a diretto contatto con le procedure e gli standard italiani, consente infatti maggior possibilità di carriera.
Quali sono i Paesi di origine di questi professionisti? Al 1° posto troviamo la Tunisia (30%), seguita da India (25%) e Paraguay (15%); e ancora Brasile (12%), Perù (9%), El Salvador (7%). Qualche caso (2%) anche da: Colombia, Argentina, Pakistan. 'Openjobmetis International Recruitment' propone la stabilità di un contratto a tempo indeterminato e si fa mediatore culturale per accompagnare le figure assunte nell’inserimento oltre che professionale, anche pratico-logistico e sociale. Il profilo degli infermieri assunti è all’85% rappresentato da donne, di cui 70% con figli. L’età media è compresa tra i 25 e i 38 anni, con un’esperienza professionale pregressa media di 5 anni. L’iter prevede che, una volta selezionati, gli infermieri, già in possesso di una buona conoscenza della lingua italiana, ne approfondiscano lo studio a livello professionale. Vi è quindi il riconoscimento del titolo di studio della nazione per poi avviarsi a un periodo di 1 mese di formazione on the job durante il quale perfezionarsi sulle prassi italiane, e ancora, sullo studio della lingua. Trascorsi i primi 2 anni, la maggior parte dei professionisti rimane in Italia.
“Ultimamente ci stiamo concentrando su un nuovo Paese, El Salvador, che ci permette di attrarre numerosi infermieri ben preparati sia a livello linguistico che tecnico. Abbiamo inoltre richieste di molti infermieri dai Paesi da tutto il mondo e in particolare del Centro Africa che vorrebbero venire a lavorare in Italia", spiega Daniela Pomarolli, head of International Recruitment di Openjobmetis.
"Il nostro impegno si sta allargando inoltre verso altri ambiti di competenza professionale per i quali abbiamo sviluppato due nuove aree, Learn To Italy e Quick To Italy. Learn To Italy è il programma che prevede la formazione in loco, con focus anche su sicurezza e lingua italiana, per garantire risorse competenti e pronte per ogni settore. Grazie all’inserimento attraverso i canali previsti dall'art. 23 del Testo Unico Immigrazione, il progetto ci permette di offrire alle imprese italiane una forza lavoro esperta, solida e pronta all'inserimento in realtà del nostro territorio. Quick To Italy è il servizio di consulenza che supporta le aziende nella gestione completa delle pratiche amministrative necessarie per assumere lavoratori extracomunitari già individuati. Il programma semplifica e accelera l’ingresso in Italia di personale qualificato proveniente da qualsiasi settore, riducendo tempi e complessità burocratiche per le aziende clienti", conclude.
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