
(Adnkronos) - Nuovo appuntamento del Grande Fratello Vip stasera, martedì 14 aprile, in prima serata su Canale 5. Accanto a Ilary Blasi ci saranno le due opinioniste, Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli, per commentare gli avvenimenti tra gli inquilini nella Casa.
Dopo i litigi furiosi dei giorni scorsi, Alessandra Mussolini, Antonella Elia e Adriana Volpe hanno unito le forze per arginare gli altri inquilini. Stasera il gruppo scoprirà l'esistenza di questo patto segreto. Quali saranno le reazioni?
Continuano poi le tensioni tra Paola Caruso e Antonella Elia. Un litigio nato in settimana ha rivelato antipatie e rancori mai del tutto sopiti. Nel corso della puntata, le due si affronteranno in un faccia a faccia per chiarire le loro posizioni.
Spazio poi alle nomination. Il pubblico dovrà scegliere chi tra Alessandra Mussolini, Adriana Volpe, Lucia Ilardo o Blu Barbara Prezia dovrà abbandonare definitivamente la Casa. Chi sarà costretto a lasciare il gioco?

(Adnkronos) - Nel 2025, l'enoturismo ha generato oltre 3 miliardi di euro di valore per le cantine, contribuendo mediamente al 21% del fatturato delle aziende vinicole. E il trend è orientato alla crescita. Lo rileva il primo report sul mercato turistico del vino, presentato oggi da UniCredit e Nomisma Wine Monitor, realizzato in partnership con Vinitaly e con la collaborazione dell’Associazione Nazionale Città del Vino, su un campione di 300 aziende vinicole e 13 Consorzi di Tutela distribuiti su tutto il territorio nazionale.
Il pubblico è prevalentemente italiano (58%), formato in primis da coppie e famiglie (51%) e consumatori non esperti (58%), tuttavia, la presenza internazionale è in crescita. Sebbene solo una quota ridotta di cantine non proponga ancora attività enoturistiche, infrastrutture territoriali insufficienti, complessità autorizzative, scarsità di incentivi e carenza di personale specializzato continuano a rappresentare barriere significative per consentire al settore di compiere un ulteriore salto di qualità.
“Il settore vitivinicolo e il turismo rappresentano un pilastro fondamentale per la competitività del Paese, soprattutto in una fase segnata da sfide climatiche e geopolitiche che richiedono visione strategica e interventi mirati - dichiara Remo Taricani, Deputy Head of Italy di UniCredit - Con la nostra struttura di Agribusiness e l’offerta rinnovata One4Wine, UniCredit sostiene le imprese del comparto attraverso soluzioni dedicate a investimenti, innovazione e sostenibilità. Nel 2025 abbiamo erogato oltre 300 milioni di euro di nuovi crediti alla filiera, in crescita di oltre il 35% rispetto all'anno precedente, confermandoci come Partner affidabile per produttori e territori. Guardiamo con particolare attenzione anche allo sviluppo dell’enoturismo, una leva di valore e identità capace di generare crescita diffusa e rafforzare il legame tra imprese e comunità locali”.
Per Denis Pantini, responsabile Agrifood e Wine Monitor di Nomisma, "l’enoturismo non rappresenta un piano B, ma una strategia competitiva dai molteplici vantaggi, sia per le aziende vinicole che per i territori: disintermedia le vendite garantendo una maggior redditività alle imprese; trasforma ogni visitatore - che non compra più solo una bottiglia di vino, ma un’esperienza - in un ambasciatore del brand nel mondo; ma, soprattutto, tutela il paesaggio e garantisce un futuro alle comunità rurali, rendendo l'impresa vinicola il perno di un ecosistema turistico più ampio. In questo senso, il turismo non è più percepito solo come un’attività accessoria di promozione del vino, ma una leva di valorizzazione territoriale strettamente connessa all’identità della denominazione".

(Adnkronos) - I Cesaroni sono tornati e infiammano il web. A 12 anni dall'ultimo capitolo e a 20 dalla prima storica messa in onda, la nuova stagione ha debuttato ieri sera su Canale 5 conquistando subito il pubblico: sono stati 3.486.000 gli spettatori, per uno share del 22.6%. Un successo che ha avuto un'eco immediata sui social, dove il titolo della serie è schizzato in cima alle tendenze tra le reazioni appassionate dei fan. Il popolo di X si è diviso nettamente in due. Da un lato, l'ondata di nostalgia ha travolto chi è cresciuto con la famiglia della Garbatella. "Che emozione rivivere tutto ciò a 20 anni di distanza, bellissimo", scrive un utente, interpretando un sentimento diffuso. Dall'altro, però, non sono mancate le critiche sulle nuove scelte narrative. "Troppe cose sono cambiate", lamentano in molti, mentre altri notano un ritmo diverso: "I Cesaroni purtroppo non stanno cesaronando, è tutto così piatto".
A mettere tutti d'accordo è stato il toccante omaggio ad Antonello Fassari - morto nell’aprile 2025 a 72 anni - l'indimenticabile Cesare Cesaroni a cui è dedicata l'intera serie. Nell'ultima scena della prima puntata, Giulio Cesaroni (Claudio Amendola, anche regista della serie), pronuncia la celebre frase del fratello Cesare: "Che amarezza". La commozione è stata unanime per il ricordo dell'attore: "Fiumi di lacrime", "un omaggio bellissimo", si legge sui social. Un momento simbolico, la demolizione di un muro della bottiglieria, è stato interpretato da molti come "la metafora dei nuovi Cesaroni, che non saranno più quelli che guardavamo da bambini".
Non sono mancate le domande sui grandi assenti. Oltre a Cesare, i fan hanno sottolineato ancora una volta la mancanza di Eva (Alessandra Mastronardi) e Alice (Micol Olivieri). Quest'ultima ha risposto indirettamente con un video sui social, raccontando la sua vita dopo i Cesaroni: "Ho vissuto, mi sono fatta conoscere davvero, ho una relazione stabile da 13 anni e sto crescendo due figli. Sono diventata la donna che volevo essere". Infine, l'unica critica che ha messo d'accordo tutti riguarda l'orario di messa in onda. "Date la possibilità di far partire la prima serata alle 21", è l'appello di molti, che lamentano come "la tv stia diventando un luogo ostile che non va incontro a un pubblico che alle 22:30 va a nanna".

(Adnkronos) - In Italia più di 1 milione e mezzo di persone sono colpite dalla psoriasi, una patologia dermatologica cronica che incide profondamente sulla vita quotidiana. Per 9 pazienti su 10 la malattia ha un impatto significativo sulla sfera relazionale, sociale ed emotiva. Il 70% lamenta problemi in ambito familiare, il 68% in ambito lavorativo e il 17% ha avuto conseguenze negative anche nella vita intima. Nonostante le terapie oggi disponibili consentano di controllare i sintomi e migliorare il benessere complessivo, l’aderenza ai trattamenti e la diagnosi precoce restano una sfida. Per accendere i riflettori sulla psoriasi e promuovere una maggiore consapevolezza sull'importanza della corretta gestione della malattia, Fondazione Onda Ets ha promosso, lo scorso 11 marzo, l'(H) Open day sulla psoriasi.
La campagna è stata resa possibile grazie alla collaborazione con Sidemast (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e di malattie sessualmente trasmesse) e ha avuto il patrocinio di Apiafco (Associazione psoriasici italiani amici della Fondazione Corazza). L'iniziativa, sostenuta dal contributo incondizionato di Bristol Myers Squibb, ha coinvolto 97 strutture sanitarie su tutto il territorio nazionale, offrendo gratuitamente oltre 750 visite e consulenze dermatologiche, affiancate da momenti informativi rivolti alla cittadinanza, dirette social e info point presidiati da personale specializzato. I risultati della campagna vengono presentati oggi a Roma nel corso di una conferenza stampa.
"LìH Open Day sulla psoriasi nasce con un duplice obiettivo: da un lato sensibilizzare lìopinione pubblica su una patologia cronica e spesso ancora sottovalutata che incide profondamente sulla qualità di vita delle persone, e dall'altro facilitare concretamente l'accesso ai percorsi di diagnosi e cura, promuovendo una presa in carico appropriata, tempestiva e multidisciplinare - afferma Francesca Merzagora, presidente di Fondazione Onda - Attraverso iniziative come questa vogliamo non solo informare, ma anche abbattere le barriere culturali e organizzative che ancora ostacolano molti pazienti nel rivolgersi agli specialisti e intraprendere il percorso terapeutico più adeguato. La psoriasi, infatti, richiede un approccio integrato che tenga conto delle sue molteplici implicazioni cliniche e psicologiche. In questo contesto, il network degli ospedali Bollino Rosa rappresenta un presidio fondamentale sul territorio: una rete capillare e qualificata in grado di intercettare i bisogni di salute, orientare i cittadini e offrire risposte adeguate e tempestive, contribuendo a una sanità sempre più vicina alle persone e attenta alle loro specifiche esigenze".
"La psoriasi è una malattia infiammatoria che quasi sempre compromette il benessere fisico, psicologico e relazionale delle persone che ne sono colpite - spiega Alessandro Borghi, membro del Consiglio direttivo Sidemast - E' caratterizzata da un andamento cronico e recidivante e si manifesta principalmente con placche arrossate e desquamanti in genere distribuite in maniera simmetrica su gomiti, ginocchia, mani, piedi, superficie lombosacrale e cuoio capelluto e non di rado localizzate al distretto genitale. Non interessa esclusivamente la pelle, ma spesso coinvolge l'intero organismo e può associarsi ad altre gravi patologie come l'artrite psoriasica, le malattie cardiovascolari, le malattie infiammatorie intestinali o il diabete. I pazienti spesso lamentano prurito intenso e l'interessamento di certi distretti anatomici, come le mani o i piedi, determina rilevanti limitazioni funzionali. Oggi la scelta terapeutica è sempre più personalizzata. Deve basarsi sulle caratteristiche del singolo paziente, incluse eventuali comorbidità, sulla gravità e sull'estensione del quadro clinico, oltre che sull'entità del disagio e dell'impatto della malattia sulla qualità di vita delle persone affette".
"Se nelle forme lievi e circoscritte si ricorre prevalentemente a trattamenti topici - illustra Borghi - nelle forme moderate-gravi possono essere indicati la fototerapia e i farmaci sistemici. Questi si distinguono in convenzionali e biotecnologici e in terapie orali a bersaglio mirato. L'evoluzione delle opzioni terapeutiche disponibili ha consentito un controllo più efficace della malattia a lungo termine, garantendo anche un eccellente profilo di sicurezza. Ha permesso inoltre di intervenire in modo appropriato sulle diverse manifestazioni cliniche della psoriasi, migliorandone la gestione complessiva e la qualità di vita dei pazienti".
"Abbiamo deciso con piacere di partecipare ad u'iniziativa nata per favorire una maggiore consapevolezza sulla malattia e per facilitare l'accesso ai vari percorsi di cura - sottolinea Valeria Corazza, presidente Apiafco - In particolare, la giornata dell'11 marzo ha voluto ribadire la grande importanza di rivolgersi sempre e solo a centri ospedalieri specializzati nella gestione multidisciplinare di una malattia complessa e ancora sottovalutata. La diagnosi deve essere quanto mai tempestiva, così come il successivo intervento terapeutico personalizzato. Così si può ridurre drasticamente il rischio di un peggioramento del quadro clinico e l'insorgenza di complicanze. Vi è il grave problema dell'aderenza terapeutica che è fondamentale in una malattia cronica come la psoriasi. Durante l'iniziativa è stata sottolineata con forza l'importanza di assumere sempre con continuità i farmaci prescritti dai medici specialisti. Purtroppo - rimarca Corazza - la scarsa consapevolezza della natura sistemica della malattia porta all'interruzione delle cure in circa il 25% dei malati, che si alza fino al 60% con il trattamento con farmaci topici. E' un fenomeno che va contrastato anche attraverso un maggiore e migliore dialogo tra il medico e il paziente. Infine, vi è la necessità di mappare i 200.000 pazienti con psoriasi severa di cui circa la metà sono in carico con farmaci biologici /biosimilari. In alcune Regioni ancora oggi l'accesso ai centri prescrittori non è facile e quindi le cure ci sono, ma non per tutti".

(Adnkronos) - Giulia Michelini irresistibile a Belve, un’intervista - che andrà in onda oggi martedì 14 aprile in prima serata su Rai 2 - in cui l’attrice divertita non si risparmia tra ansie, paure, droghe, un figlio arrivato presto, crisi attoriali e amore e repulsione per il ruolo che l’ha resa celebre in una fiction tv.
"La gente dice che so' pazza”, dice subito. E quando Francesca Fagnani, a proposito di droghe, le domanda 'Lei ha detto: alla luce di una recente esperienza, diciamo orientale, sono sempre più convinta che la vita vera non sia sui red carpet di Venezia, ma altrove. Ma era un viaggio lisergico o proprio un viaggio orientale?', Michelini ha risposto: “Ho fatto quest’esperienza curativa della ayahuasca tre volte, mannaggia a me, ho pianto otto ore di fila, ho avuto le visioni…”.
E sulla domanda di Fagnani 'Ma lei è dentro o fuori dal circoletto?', Michelini esplode: “Ma io sto fuori come una sedia a sdraio!.
Altro momento esilarante quando alla domanda sul difetto più sgradevole, l'attrice classe 1985 non si trattiene: “Spesso rutto”. E scherza: "E' liberatorio viene proprio su da sé, a volte mi sveglio la mattine e ahhhh”. L’ultima volta che lo ha fatto? E Michelini: “Qui nel corridoio, durante la presentazione Eh, l'ansia lo fa, lo fa…”, chiude divertita.
Non mancano momenti di commozione quando Michelini racconta della decisione di diventare madre a 19 anni. 'Lei va per interrompere la gravidanza, poi invece decide di tenerlo. Posso chiederle cosa l’ha convinta?', è la domanda. L’attrice emozionata: “Non mi voglio commuovere. Senza di lui mi sarei persa”.

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(Adnkronos) - Un farmaco sperimentale per la cura del glioma maligno, una patologia oncologica cerebrale di estrema gravità, messo a punto dalla Acom, azienda marchigiana di Montecosaro (Macerata) focalizzata sullo sviluppo di radiofarmaci, ha ottenuto la Orphan Drug Designation (Odd) ed è stato riconosciuto come farmaco per patologia rara dalla Fda (Food and Drug Administration), autorità statunitense responsabile della governance del settore farmaceutico negli Usa. La Fda concede le Odd per agevolare lo sviluppo di terapie sperimentali destinate al trattamento, alla diagnosi o alla prevenzione di malattie rare che colpiscono meno di 200mila persone negli Stati Uniti. Il farmaco in questione - informa una nota - è un isotopo del rame, il rame-64, che Acom aveva in origine messo a punto come strumento diagnostico e che, grazie alle sue caratteristiche, oggi è in fase di validazione clinica avanzata per la rilevazione di lesioni tumorali non sempre identificabili con mezzi diagnostici tradizionali. Questo isotopo, a seguito di approfonditi studi, ha dimostrato successivamente, se somministrato a dosaggi maggiori, di possedere importanti potenzialità terapeutiche in ambito oncologico. Al momento trovano applicazione in fase sperimentale per una forma di tumore cerebrale, ma grazie al meccanismo d'azione del farmaco potranno interessare anche altre tipologie tumorali.
"Il fatto che un organismo di grande prestigio come la Fda abbia riconosciuto al cloruro di rame-64 la designazione di farmaco orfano (Odd) - afferma Gianluca Valentini, direttore scientifico di Acom, titolare del brevetto e medico nucleare di lunga esperienza - per la nostra piccola realtà marchigiana è motivo di particolare soddisfazione e incoraggiamento a proseguire nello sviluppo di questo radiofarmaco con studi clinici che ci impegneranno almeno per i prossimi 2 anni. Se gli ulteriori studi clinici confermeranno i risultati già in nostro possesso, il prodotto entrerà a pieno titolo, con un approccio innovativo, nel panorama scientifico internazionale della teranostica, l'approccio di medicina di precisione che combina diagnostica per immagini e terapia mirata in un'unica procedura in medicina nucleare".
Il cloruro di rame-64 aveva già ottenuto un analogo riconoscimento dall'Ema (Agenzia europea per i medicinali) e ora arriva quello della Fda. Insieme, consentono al prodotto di avere numerose agevolazioni, sia di natura tecnico-scientifica che di natura commerciale. La Odd - sottolinea Acom - offre infatti numerosi vantaggi per l'azienda, tra cui potenziali crediti d'imposta per i costi clinici, esenzioni da alcune tasse amministrative della Fda, possibilità di accedere a sovvenzioni per finanziare future attività cliniche e 7 anni di esclusività di commercializzazione qualora la domanda di autorizzazione all'immissione in commercio venga approvata.

(Adnkronos) - E' disponibile per gli oculisti italiani l'atropina solfato 0,01%, il primo medicinale approvato dalla Commissione europea per rallentare la progressione della miopia nei bambini. Lo annuncia in una nota Santen Italia, evidenziando che gli studi clinici hanno dimostrato come i colliri a base di atropina a basso dosaggio sono efficaci nel rallentare la progressione della miopia. L'atropina solfato 0,01% - spiega l'azienda - è il primo trattamento farmacologico approvato dall'Europa che offre agli oculisti una nuova opzione per rallentare la progressione della miopia e aiutare a proteggere la vista dei bambini per il futuro. Si tratta di un cambio di paradigma: fino a oggi, infatti, i pazienti hanno dovuto ricorrere a formulazioni galeniche, ma ora dispongono di un prodotto industriale registrato.
La miopia in età pediatrica è in crescita a livello mondiale, si ricorda nella nota: l'aumento dell’esposizione agli schermi e la riduzione del tempo trascorso all'aperto rappresentano fattori chiave nel peggioramento della salute visiva dei più giovani. La progressione della miopia è in genere più rapida nei bambini più piccoli, pertanto è necessario un trattamento il più precoce possibile per rallentare tale progressione e ridurre il rischio di severe complicazioni per la salute degli occhi in età avanzata. I genitori e i pediatri possono svolgere un ruolo importante nell'identificare il problema in fase precoce. Allo stesso tempo, gli oculisti possono intervenire per rallentare la progressione della miopia, contribuendo a ridurne i rischi di insorgenza di patologie oculari in età adulta e migliorare la qualità di vita dei bambini.
L'atropina solfato 0,01% - dettaglia la nota - è un marchio registrato di Santen Pharmaceutical Co. approvato dalla Commissione europea ed è un collirio indicato per rallentare la progressione della miopia nei pazienti pediatrici. Il trattamento può essere avviato nei bambini di età compresa tra 3 e 14 anni con un tasso di progressione pari o superiore a 0,5 D (diottrie) all'anno e una gravità compresa tra -0,5 D e -6,0 D. L'approvazione è supportata dallo studio di fase 3 Star, che ha dimostrato che l'atropina solfato 0,01% ha ridotto significativamente la progressione annuale della miopia con un profilo di sicurezza e tollerabilità favorevole. Il collirio a basso dosaggio di atropina è da somministrarsi una volta al giorno prima di coricarsi. Il prodotto è concesso in licenza da Sydnexis alla consociata di Santen con sede in Svizzera (Santen Sa) per la registrazione e la commercializzazione in Europa, Medio Oriente e Africa (Emea). Con oltre 130 anni di esperienza nella salute degli occhi, Santen - conclude la nota - continuerà a collaborare con gli operatori sanitari, le organizzazioni di pazienti e i responsabili politici per affrontare il crescente problema della miopia infantile. Il lancio dell'atropina solfato 0,01%rafforza l'impegno di Santen a favore dell'intervento precoce e di migliori risultati nella cura oculistica pediatrica.
"Sono state 143 le aggressioni ai danni del personale sanitario e
socio-sanitario registrate nel biennio 2023-2024 nelle Aziende
sanitarie dell'area metropolitana di Cagliari e del Medio
Campidano. Una situazione inaccettabile che evidenzia una
preoccupante esposizione a rischi di violenza fisica e verbale sul
luogo di lavoro di tutti gli operatori". Lo denunciano il
segretario generale regionale della Uil Fp, Mimmo Foddis, il
segretario organizzativo regionale Uil Fp, Massimo Marceddu, e il
segretario regionale Uil Fp Fabio Sanna che, attraverso il Centro
Studi e Ricerca della Uil Fp Sardegna, hanno condotto uno studio
sulle aggressioni avvenute tra il 2023 e il 2024.
(Adnkronos) - "La democrazia rimane sana solo quando è radicata nella legge morale e in una vera visione della persona umana. In mancanza di questo fondamento, rischia di diventare una tirannia maggioritaria o una maschera per il dominio delle élite economiche e tecnologiche". Il Papa mette in guardia in un messaggio inviato in occasione della Sessione Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali.
"Gli stessi principi che guidano l'esercizio dell'autorità all'interno delle nazioni devono anche informare l'ordine internazionale - una verità che è particolarmente importante ricordare in un momento in cui le rivalità strategiche e le mutevoli alleanze stanno rimodellando le relazioni globali. Dobbiamo ricordare - scrive Leone - che un ordine internazionale giusto e stabile non può emergere dal semplice equilibrio di potere o da una logica puramente tecnocratica. La concentrazione del potere tecnologico, economico e militare in poche mani minaccia sia la partecipazione democratica tra i popoli che la concordia internazionale".
Di ieri l'attacco frontale del presidente americano Donald Trump al Pontefice. "Papa Leone è debole sulla criminalità e pessimo per la politica estera - ha detto Trump - Se non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano", l'affondo presidenziale.
"Io non ho paura dell'amministrazione Trump, parlo del Vangelo, continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra - la replica di Leone XIV - Non ho intenzione di entrare in un dibattito con lui".

(Adnkronos) - Il cattolico JD Vance si schiera con Donald Trump contro Papa Leone XVI, che il presidente ha definito "debole e pessimo in politica estera". In un'intervista a Fox News, il vice presidente degli Stati Uniti ha detto che "in alcuni casi sarebbe meglio che il Vaticano si attenesse alle questioni morali, si attenga alle questioni di ciò che accade nella Chiesa Cattolica". "E lasci - ha aggiunto Vance - che il presidente degli Stati Uniti si occupi di dettare la politica pubblica americana". Infine Vance ha concluso: "Quando sono in conflitto, sono in conflitto. Non mi preoccupa molto. Penso sia una cosa naturale. Sono sicuro che accadrà in futuro e non è un grosso problema che sia successo in passato".
Di ieri l'attacco frontale del presidente americano al Pontefice. "Papa Leone è debole sulla criminalità e pessimo per la politica estera - ha detto Trump - Se non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano", l'affondo presidenziale.
"Io non ho paura dell'amministrazione Trump, parlo del Vangelo, continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra - la replica di Leone XIV - Non ho intenzione di entrare in un dibattito con lui".
In un messaggio inviato in occasione della Sessione Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali il Papa oggi mette in guardia: "La democrazia rimane sana solo quando è radicata nella legge morale e in una vera visione della persona umana. In mancanza di questo fondamento, rischia di diventare una tirannia maggioritaria o una maschera per il dominio delle élite economiche e tecnologiche".
"Gli stessi principi che guidano l'esercizio dell'autorità all'interno delle nazioni devono anche informare l'ordine internazionale - una verità che è particolarmente importante ricordare in un momento in cui le rivalità strategiche e le mutevoli alleanze stanno rimodellando le relazioni globali. Dobbiamo ricordare - scrive Leone - che un ordine internazionale giusto e stabile non può emergere dal semplice equilibrio di potere o da una logica puramente tecnocratica. La concentrazione del potere tecnologico, economico e militare in poche mani minaccia sia la partecipazione democratica tra i popoli che la concordia internazionale".
Nel messaggio Leone sottolinea anche che "la giustizia e la forza d'animo sono indispensabili per un buon processo decisionale e per mettere in pratica le decisioni. La temperanza si dimostra anche essenziale per l'uso legittimo dell'autorità, poiché la vera temperanza frena l'eccessiva autoesaltazione e agisce come un guardrail contro l'abuso di potere".

(Adnkronos) - “Le principali criticità legate ai centri emofilia in Italia partono dalla non omogenea strutturazione delle attività a livello nazionale. Sappiamo bene che il sistema sanitario declina a livello regionale alcune delle funzioni e questo può avere un impatto anche nell’accesso alle cure stesse, soprattutto in determinati territori, in sostanza va a crearsi una diseguaglianza”. Così Maria Elisa Mancuso, vicepresidente dell'Associazione italiana dei centri emofilia – Aice, intervenendo al convegno per la XXII Giornata mondiale dell’Emofilia, promossa da FedEmo, organizzato presso Palazzo Rospigliosi a Roma.
Poi aggiunge ancora: “C’è un altro punto da menzionare in termini di formazione di ricambio generazionale. In realtà non riguarda solo il nostro ambito, anche se qui è un po’ più urgente ed emergente. L'esperto che si occupa di queste patologie non è ben identificato nella sua dignità professionale come specialità a sé stante, spesso troviamo giovani che si interessano all'ambito delle malattie emorragiche, ma provengono dalla medicina interna piuttosto che dalla medicina trasfusionale, questo può creare una ulteriore frammentazione in termini di ruoli o di competenze o anche di assegnazioni di incarichi; ne emerge un disorientamento che scoraggia i giovani in qualche modo intenzionati ad occuparsi di queste patologie”. “Il nostro compito come centri emofilia è dunque quello di fornire una base formativa di esperienza - continua Mancuso - ma anche di entusiasmo e dedizione verso quello che abbiamo sempre fatto. È evidente, però, che questo non basti e anche a livello istituzionale ci piacerebbe che le nostre competenze fossero riconosciute in maniera un po’ più circostanziata per garantire una cura a tutti i pazienti che si rivolgono a noi”.
Modelli internazionali a cui ispirarsi? La vicepresidente risponde così: “Ne esistono, ma dobbiamo ricordare che non sempre sono pedissequamente trasportabili alla nostra realtà. In alcuni paesi europei esiste la figura dell’emostasiologo, ovvero il medico che si occupa di disordini della coagulazione, che ha una sua dignità professionale nonché il compito di occuparsi solo ed esclusivamente di questo e non in modo trasversale, attraverso altre specialità. Questo è un tipo di approccio che potrebbe aiutarci ad aumentare il ricambio generazionale”.
Infine un appello alle istituzioni: “Bisogna dare la giusta attenzione alle nostre competenze, le istituzioni spesso vedono il nostro ambito costoso ed effettivamente è così soprattutto sulle nuove terapie, ma l'appello è di dare importanza alle competenze perché una patologia, seppur onerosa, ma trattata bene e con competenze eccellenti, si traduce in una migliore allocazione delle risorse e, conseguentemente, in un risparmio economico. Un paziente ben curato è una persona che a livello sociale diventa produttiva”. “Tradotto - aggiunge Mancuso - sarà uno studente che non salta la scuola, che può avere una certa carriera accademica e risultare produttivo sul mondo del lavoro senza che la sua patologia abbia alcun impatto. Al di là della spesa economica del farmaco, il circuito diventa virtuoso, con persone che hanno un buon controllo della patologia trasformandosi in individui protagonisti e socialmente produttivi, quindi - conclude - con un ritorno economico positivo”.
(Adnkronos) - Hanno lasciato una bimba di sei mesi dentro l'auto e sono andati a fare la spesa. Alcuni passanti hanno visto la piccola e hanno chiamato subito i soccorsi. I fatti si sono svolti sabato nel parcheggio di un supermercato a Siniscola, in provincia di Nuoro. A far scattare l'allarme dei passanti anche il fatto che fosse una giornata calda e nell'auto ci fossero i finestrini chiusi.
Quando i carabinieri del Comando provinciale di Nuoro sono arrivati sul posto hanno intercettato i genitori che uscivano dal supermercato. La loro assenza si era protratta per una ventina di minuti, un arco di tempo potenzialmente pericoloso per la bimba di sei mesi. Per i due turisti della Repubblica Ceca è scattata quindi una denuncia per abbandono di minore.

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(Adnkronos) - È diventato definitivo il proscioglimento di Leonardo Apache La Russa, figlio del presidente del Senato Ignazio, accusato di revenge porn per un video intimo registrato il 19 maggio del 2023 al termine di una serata che gli è costata un'inchiesta, poi archiviata, con l'ipotesi di violenza sessuale. Dopo il deposito delle motivazioni della giudice per l'udienza preliminare di Milano Maria Beatrice Parati, che ha dichiarato estinto il reato per il ragazzo, non è stato presentato ricorso contro la sentenza del 17 dicembre 2025.
Per la giudice l'indagato, assistito dagli avvocati Vinicio Nardo e Adriano Bazzoni, aveva mostrato un "sincero dispiacere". Se l'evento ha "certamente suscitato una sofferenza apprezzabile e suscettibile di risarcimento" nella giovane, l'episodio contestato è rimasto riservato e quindi "il danno morale si ritiene identificabile solo in quella sofferenza, in quel turbamento psicologico ingenerato dalla scoperta esposizione della propria immagine" catturata nel breve video poi inviato solo all'altro indagato, l'amico deejay.
La giudice aveva ritenuto congrua la somma di 25mila euro messa a disposizione della persona offesa e "lo spontaneo adempimento risarcitorio risulta inoltre affiancato dal contegno tenuto dall'imputato dopo i fatti ed evincibile dalla lettera manoscritta depositata all'udienza del 13 novembre 2025, in cui l'imputato ha mostrato sincero dispiacere per le sofferenze ingenerate nella persona offesa" e "una presa di coscienza" per quanto fatto.

(Adnkronos) - Nel 2025 i ghiacciai del pianeta hanno continuato a perdere massa a un ritmo estremamente elevato. È quanto emerge da un nuovo studio coordinato dal World Glacier Monitoring Service (Wgms), al quale ha contribuito anche l’Università di Pisa con il professor Carlo Baroni del Dipartimento di Scienze della Terra, in qualità di corrispondente italiano del Wgms.
Secondo i dati dello studio pubblicato sulla rivista internazionale Climate Chronicles di Nature Reviews Earth & Environment e nel Rapporto sullo Stato del Clima in Europa 2025 (Copernicus Climate Change Service e Organizzazione Meteorologica Mondiale), nell’anno idrologico 2025 – escludendo le calotte glaciali di Groenlandia e Antartide – i ghiacciai globali hanno registrato una perdita netta di massa pari a 408 gigatonnellate (con un margine di incertezza di 132 gigatonnellate), equivalente a un innalzamento del livello del mare di 1,1 millimetri (con un margine di circa 0,4 millimetri).
Il dato conferma una tendenza ormai consolidata: la perdita di massa dei ghiacciai si è infatti fortemente accelerata negli ultimi decenni. Si è passati da circa 100 gigatonnellate annue nel periodo 1976–1995, a circa 230 nel periodo 1996–2015, fino a raggiungere una media di circa 390 gigatonnellate annue nell’ultimo decennio (2016–2025), quasi quattro volte superiore rispetto agli anni Settanta e Ottanta. Complessivamente, dal 1975, i ghiacciai hanno perso circa 9.583 gigatonnellate di massa (con un margine di incertezza di 1.211 gigatonnellate), contribuendo a un innalzamento del livello del mare di circa 26,4 millimetri, con un margine di circa 3,3 millimetri.
“Per dare un’idea del processo in atto – ha spiegato Michael Zemp, direttore del WGMS – la perdita annuale di massa dei ghiacciai nel 2025 avrebbe potuto riempire cinque piscine olimpioniche ogni secondo per l’intero anno”. Lo studio si basa su osservazioni raccolte da una vasta rete internazionale di ricercatori, università e istituti di ricerca, tra cui anche il Comitato Glaciologico Italiano, coordinate dal Wgms.
All’interno di questo quadro globale, il contributo dell’Università di Pisa ha riguardato in particolare il monitoraggio e l’analisi dei ghiacciai italiani. I dati mostrano una situazione critica lungo tutto l’arco alpino. “Nell’anno idrologico 2025 – spiega il professor Carlo Baroni dell’Università di Pisa – tutti i ghiacciai italiani monitorati hanno registrato bilanci di massa negativi, a conferma di una tendenza ormai consolidata e preoccupante per il futuro delle nostre risorse idriche”.
In dettaglio, tutti i 16 ghiacciai italiani osservati, insieme al glacionevato del Calderone nel Gruppo del Gran Sasso, hanno evidenziato perdite, con una perdita mediana di -1038 mm di equivalente in acqua. Le situazioni più critiche sono state registrate sulla Vedretta Pendente, sul Ghiacciaio di Malavalle e sul Ghiacciaio del Careser, mentre perdite più contenute si sono osservate per il Ghiacciaio de La Mare, il Ghiacciaio Occidentale del Montasio e il Calderone.
Le abbondanti precipitazioni nevose invernali hanno contribuito a mitigare parzialmente le perdite nel settore piemontese-valdostano, in particolare sul Ghiacciaio del Ciardoney. Al contrario, Lombardia e Triveneto hanno registrato accumuli nevosi più limitati, con condizioni particolarmente critiche in Lombardia e nelle Alpi Retiche (Careser e Malavalle).
Resta tuttavia determinante il ruolo delle perdite estive, soprattutto nei ghiacciai caratterizzati da scarsi accumuli invernali: un fattore che continua a guidare i bilanci di massa negativi degli ultimi anni e che rende sempre più urgente un monitoraggio costante.
I dati relativi ai ghiacciai italiani sono attualmente in corso di pubblicazione nel volume 49 (2026) della rivista 'Geografia Fisica e Dinamica Quaternaria'.

(Adnkronos) - Quando bisogna prendere delle decisioni importanti la narrazione può aiutare il medico a comprendere meglio le esigenze del paziente. Il clinico deve avere una preparazione non solo scientifica per affrontare il sempre più complesso rapporto con il malato. E' questa la tesi al centro del quinto appuntamento di 'Agorà di psicologia', un ciclo di incontri promosso dall'università Statale di Milano in collaborazione con il Dipo (Dipartimento di Oncologia ed emato-oncologia). Ogni appuntamento è dedicato ai temi della psicologia e del benessere mentale. Il prossimo, intitolato 'Il paziente e la cura', avrà come protagonista Marco Venturino, direttore della Divisione di Anestesia e terapia intensiva dell'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano. Si terrà nell'Aula Magna di via Festa del Perdono giovedì 16 aprile alle 18, con ingresso libero fino a esaurimento posti.
"L'incontro propone una riflessione sul senso profondo della relazione terapeutica - afferma Venturino - Vogliamo esplorare le dimensioni etiche, l'importanza dell'ascolto e la responsabilità che accomuna chi cura e chi è curato. La narrativa, l'aneddotica e più in generale il racconto possono avere un ruolo fondamentale ed essere fonte di conoscenze proprio come lo sono gli studi scientifici. Riescono a dare quello che le ricerche cliniche non possono fornire. Uno studio parte da uno stadio statistico per arrivare ad un'informazione specifica per un singolo individuo. La narrativa invece inizia con il racconto dell'esperienza di un paziente e può dare soluzioni utili a molte persone. Un paradigma diverso, con grandi potenzialità e che vale soprattutto per malattie gravi e spesso a prognosi infausta come i tumori". Durante l'incontro saranno presentati una novella e due racconti, scritti sempre da Venturino. Hanno al centro tre diverse storie di pazienti, colpiti da patologie serie, e dei loro medici curanti. L'obiettivo è dimostrare il ruolo positivo e di facilitazione della narrativa in ambito medico-scientifico.
L'iniziativa Agorà della psicologia - ricorda una nota - è stata avviata lo scorso inverno e per la prima volta l'università degli Studi di Milano ha promosso un progetto dedicato alla cittadinanza sui temi della psicologia. Il ciclo prevede 6 incontri nei quali l'Aula Magna della Statale diventa una piazza aperta come nelle antiche polis greche. "Abbiamo finora registrato un grande successo per un'iniziativa che vuole andare incontro ai bisogni dei cittadini - sottolinea Gabriella Pravettoni, ordinaria di Psicologia presso il Dipo, UniMi, e direttrice della Divisione di Psiconcologia allo Ieo - E' stata creata una 'piazza aperta' dove è possibile ampliare le proprie conoscenze, coltivare il dialogo e ascoltare alcuni tra gli esperti più autorevoli del panorama scientifico e culturale italiano. L'incontro ha al centro il tema della comunicazione medico-paziente che è davvero rilevante nella gestione di malattie a forte impatto. Lo è pure il supporto psicologico che deve essere sempre garantito, soprattutto ai malati oncologici. Il trattamento del cancro per essere efficace deve prevedere anche l’aiuto a pazienti e caregiver da parte di personale medico-sanitario opportunamente formato".

(Adnkronos) - La Ue deve "agire subito", noi "stiamo ponendo una serie di questioni in Europa" come l'idea "di prendere in considerazione una sospensione del Patto di stabilità, non intesa come misura per il singolo Stato membro, ma come misura generalizzata". Così la premier Giorgia Meloni a margine del Vinitaly. "Esattamente come, tornando a questo settore, stiamo chiedendo alcune cose che riguardano l'energia" a partire dalla questione Ets, "la cui sospensione si è cominciata a discutere mesi fa". La Ue commetterebbe "un errore", secondo Meloni, nel "sottovalutare questa crisi".
La presidente del Consiglio è tornata anche a parlare dell'attacco di Trump al Papa, dopo aver definito "inaccettabili" le parole del tycoon. "Considerando gli Stati Uniti un nostro alleato strategico, prioritario; però, quando si è amici e si hanno alleati, particolarmente se sono strategici, bisogna anche avere il coraggio di dire quando non si è d’accordo. È quello che faccio ogni giorno: quando sono d’accordo lo dico, quando non sono d’accordo dico di non esserlo, perché credo che questo faccia bene all’Europa, agli Stati Uniti e all’Occidente in generale", ha affermato.
Le dichiarazioni del presidente americano sul Pontefice "erano inaccettabili - ha ribadito anche oggi - Ho espresso e rinnovo la mia solidarietà a Papa Leone. E dico di più: francamente non mi sentirei a mio agio in una società nella quale i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici, diciamo non in questa parte del mondo".
Quanto allo stop al bando sul gas russo: "Io continuo a sperare che, quando il problema dovesse seriamente porsi, cioè a gennaio 2027, noi saremo riusciti a fare dei passi avanti e a portare la pace in Ucraina. Però non dobbiamo dimenticare - benché io ovviamente capisca il punto di vista di Descalzi - che la pressione economica che abbiamo esercitato sulla Russia in questi anni è, alla fine, l’arma più efficace che abbiamo per costruire la pace. Per cui dobbiamo fare molta attenzione a come ci muoviamo da questo punto di vista".

(Adnkronos) - L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità di givinostat per il trattamento della distrofia muscolare di Duchenne (Dmd) nei pazienti in grado di camminare, a partire dai 6 anni di età, in trattamento concomitante con corticosteroidi e indipendentemente dal tipo di mutazione genetica alla base della patologia. Una malattia rara e degenerativa che colpisce a livello globale circa 1 su 5.050 nati maschi e provoca un progressivo indebolimento di tutti i muscoli, inclusi quelli cardiaci e respiratori. Lo annuncia in una nota Italfarmaco, sottolineando che la decisione di Aifa fa seguito all'approvazione condizionata da parte della Commissione europea nel 2025 e si basa sui risultati delle sperimentazioni cliniche che dimostrano l'efficacia del farmaco e il suo favorevole rapporto beneficio-rischio.
"La distrofia muscolare di Duchenne è causata da mutazioni del gene Dmd che impediscono la produzione di distrofina funzionale, una proteina chiave per la salute dei muscoli - spiega Eugenio Mercuri, professore e direttore dell'Unità operativa di Neuropsichiatria infantile del Policlinico Gemelli, presso l'università Cattolica di Roma - In assenza di distrofina il muscolo viene progressivamente sostituito da tessuto fibroso o adiposo. Givinostat agisce modulando l'attività di alcune sostanze e permettendo di ridurre il danno alla fibra muscolare, promuovendo così fenomeni di rigenerazione dei muscoli". Attualmente non esiste una cura definitiva per questa malattia genetica rara che ha una trasmissione recessiva legata al cromosoma X, ricorda Italfarmaco. La diagnosi avviene intorno ai 3 anni di età, a partire da difficoltà del bambino nel saltare e salire le scale. In pochi anni i sintomi progrediscono, richiedono il ricorso alla sedia a rotelle e comportano una significativa perdita di autonomia dei pazienti.
"L'obiettivo raggiunto oggi - afferma Filippo Buccella, fondatore di Parent Project Aps (parentproject.it) - non è un punto di arrivo: è la conferma che vent'anni di lavoro scientifico, clinico e di advocacy su questa molecola possono produrre risultati concreti. Parent Project ha supportato la ricerca su questa innovazione terapeutica fin da quando era ancora in fase universitaria, insieme a genitori, ricercatori e clinici italiani che hanno creduto in questo percorso. Allo stesso tempo è importante ricordare che non abbiamo ancora raggiunto una cura definitiva. E' necessario proseguire affinché tutti i pazienti possano accedere alle terapie disponibili, e perché interi capitoli della vita adulta con Dmd - dall'autonomia al lavoro, dalla cardiologia alla respirazione - abbiano finalmente risposte adeguate dal sistema. La nostra comunità, in questi trent'anni, ha contribuito a creare le condizioni perché tutti i pazienti possano accedere alle terapie disponibili".
La novità terapeutica givinostat - si legge nella nota - rappresenta una storia di eccellenza scientifica italiana, perché l'Italia ha guidato fin dalle prime fasi la ricerca e sviluppo del nuovo farmaco a livello internazionale. "Questa approvazione - commenta Francesco Di Marco, Ceo di Italfarmaco - ci riempie di soddisfazione e rappresenta una tappa importante del percorso che stiamo compiendo in un ambito complesso come quello delle malattie rare, dove esistono tante sfide ancora aperte che richiedono coraggio e visione per dare nuove risposte a chi ancora troppo spesso si sente dimenticato. Vedere questa innovazione, frutto della ricerca italiana, arrivare ai pazienti - conclude - è per noi uno stimolo a fare sempre di più, verso nuovi traguardi terapeutici".

(Adnkronos) - "Il 30 marzo l'Associazione medica mondiale ha espresso profonda preoccupazione per la crescente ondata di violenza diretta contro il personale e le strutture sanitarie in Libano. Purtroppo nei giorni successivi la situazione è ulteriormente precipitata", sottolinea la Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), che in una nota esprime profonda preoccupazione per quanto sta accandendo in Libano. Gli anestesisti-rianimatori si uniscono così all'appello dell'Associazione medica mondiale per la tutela del personale sanitario, dei pazienti e degli ospedali in zona di conflitto.
"Un documento delle Nazioni Unite del 9 aprile descrive la drammatica condizione degli ospedali di Beirut e riferisce di decine di operatori sanitari uccisi o feriti - spiega la Siaarti - Un secondo documento Onu (10 aprile) riporta l'intenzione dichiarata dell'esercito israeliano di prendere di mira le ambulanze, con la motivazione che potrebbero essere utilizzate da Hezbollah. Autorevoli organi di stampa internazionale confermano la gravità della situazione e documentano il deliberato intento di colpire le strutture sanitarie libanesi e il personale sanitario. Il quadro che emerge è quello di una violazione gravissima e intollerabile del diritto internazionale umanitario e, ancor prima, delle più elementari norme di civiltà e umanità. Desta particolare allarme il fatto che tali azioni siano condotte dall'esercito di uno Stato di diritto, il cui sistema sanitario è storicamente all'avanguardia nella gestione delle emergenze sanitarie: una realtà che rende inaccettabile qualsiasi ignoranza delle devastanti conseguenze di questi attacchi sulla popolazione civile".
Siaarti condivide pienamente quanto affermato dall'Oms: "Le strutture sanitarie, i professionisti della salute e i pazienti sono sempre intoccabili. Devono essere attivamente protetti e mai attaccati, né utilizzati per scopi militari. I principi di precauzione, distinzione e proporzionalità previsti dal Diritto umanitario internazionale sono assoluti e devono essere rispettati sempre". La società scientifica ribadisce con fermezza che, "in qualsiasi contesto e circostanza, nulla può giustificare la distruzione deliberata di ospedali e strutture sanitarie, né la conseguente privazione delle cure mediche per la popolazione civile". La Siaarti "si unisce pertanto con decisione all'appello dell'Associazione medica mondiale, che esorta tutte le parti coinvolte nel conflitto in Libano e nel più ampio contesto mediorientale: 1) A rispettare pienamente e senza riserve gli obblighi sanciti dal diritto internazionale umanitario; 2) A garantire la protezione integrale del personale sanitario, dei pazienti e delle infrastrutture mediche; 3) Ad assicurare a tutti i civili un accesso sicuro, libero e incondizionato alle cure mediche".
Una settimana interamente dedicata alla prevenzione, alla diagnosi
precoce e alla promozione della salute femminile. Dal 22 al 29
aprile l'Azienda ospedaliero universitaria di Sassari aderisce
all'11/a Giornata nazionale della salute della donna partecipando
all'(H) Open Week promossa da Fondazione Onda ETS.
(Adnkronos) - Fabio Caressa risponde ad Antonio Cassano e bacchetta Lele Adani. Il giornalista sportivo è intervenuto per commentare le parole, piuttosto colorite, dell'ex attaccante, tra le altre, di Milan e Inter, che in una puntata del podcast Viva El Futbol aveva attaccato proprio il telecronista Sky e altri volti noti del giornalismo sportivo italiano.
L'attacco di Cassano era stato frontale, facendo intendere che Caressa, come altri, volesse spingere Massimiliano Allegri verso la panchina della Nazionale italiana: "Io ho sentito uno schifo, faccio nome e cognome: Beppe Bergomi si candida per dare una mano. Ma non vi vergognate, la dignità non ce l'avete? Avete dignità zero", aveva urlato Cassano a Viva El Futbol, "voi coi vostri amici, i Caressa, i Bergomi, gli Zazzaroni e i Sabatini vi dovete vergognare: state portando il calcio nel baratro col vostro lecchinaggio a destra e a sinistra. Questo è lo schifo del calcio italiano: dobbiamo iniziare a fare piazza pulita, fuori tutti. Dobbiamo resettare con gente che ama il calcio e non i propri interessi".
La risposta di Caressa a Cassano è stata lapidaria: "Molti mi dicono di rispondere a Cassano. Ma scusate, ma se voi camminaste su una strada, no? E sull'altro marciapiede c'è uno che vi urla degli insulti sgangherati, ma che fate? Vi fermate a parlarci?", ha chiesto il telecronista in un video pubblicato sul proprio canale YouTube, "ma no, tirate dritto, lo guardate con sorpresa e pensate 'poraccio, che finaccia', ma così è ridotto?".
Più elaborato il pensiero che riguarda Adani, che oltre a essere fondatore di Viva El Futbol è anche opinionista Rai: "Noi, anch'io nel mio piccolo, siamo personaggi pubblici che rappresentano dei brand, perché comunque io lavoro per dei brand, per aziende importantissime", ha spiegato Caressa, "a Sky lavoro da 30 anni ed è normale che la mia faccia sia associata a quel brand. E quindi io devo tenere conto nelle cose che faccio pubblicamente che in piccola parte rappresento quell'azienda".
"Siamo proprio proprio sicuri sicuri che uno che rappresenta un'azienda importantissima, che è un servizio pubblico, che ha decenni e decenni di storia di comunicazione, di giornalismo, non solo nello sport, ma anche nello sport, gloriosa, che ha insegnato a quelli della mia generazione come si fa questo mestiere con dei personaggi straordinari, siamo sicuri che per questa azienda sia giusto che accetti che un suo rappresentante importante sia presente settimanalmente in un posto dove si insultano regolarmente le persone senza che lui dica niente, dove anche lui insulta, ogni tanto come è capitato, come sapete bene, le persone? Siamo proprio sicuri?", ha continuato Caressa, "perché ogni azienda ha delle regole di comportamento. Io non do lezioni a nessuno, non le ho mai date. Non comincio certo alla mia età. Però non basta cambiare cappello perché i brand che rappresentiamo, ovunque andiamo, li portiamo qui sul petto come marchi della squadra".
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