
La radiologia interventistica è sempre di più uno strumento fondamentale nella cura dei tumori, il quarto pilastro - con chemioterapia, chirurgia e radioterapia - capace di integrare tecnologia avanzata, precisione terapeutica e attenzione alla qualità di vita del paziente. In alcune neoplasie è ormai una pratica diffusa con ottimi risultati riconosciuti anche a livello internazionale. La conferma viene dal congresso Icio - Italian Conference on Interventional Oncology che si è appena concluso a Milano e che ha riunito esperti da tutto il mondo per confrontarsi sulle più recenti innovazioni.
"Questo convegno è importante soprattutto per i pazienti - spiega Gianpaolo Carrafiello, presidente di Icio, direttore di Radiologia del Policlinico di Milano e professore dell'università Statale di Milano - Riunire esperti di radiologia interventistica da tutto il mondo ci permette di condividere le conoscenze più attuali e di guardare al futuro, mantenendo sempre il paziente al centro. Oggi possiamo affermare con certezza che i tumori si possono trattare anche con la radiologia interventistica. Abbiamo tanti sistemi di ablazione, apparecchiature che ci permettono di 'bruciare' il tumore con il caldo (e anche con il freddo), ma disponiamo anche di trattamenti ablativi non termici che hanno il vantaggio di distruggere solo le cellule tumorali. Si tratta quindi di una terapia molto mirata, molto focalizzata, che evita potenziali complicanze maggiori e ci consente di ottenere risultati che oggi in alcune neoplasie sono sovrapponibili alla chirurgia stessa, in particolare nel trattamento dei tumori epatici, polmone, rene, pancreas".
"Oggi il nostro intervento non va visto come isolato - precisa l'esperto - ma all'interno di un percorso e di una valutazione multidisciplinare. Queste tecniche garantiscono non solo un'azione lesiva nei confronti delle cellule tumorali, ma favoriscono anche un aumento dell'azione della chemioterapia e dell'immunoterapia. E' importante aumentare il livello di conoscenza della radiologia interventistica contro i tumori e favorire una maggiore condivisione con gli altri clinici".
"L'idea di Icio, nata alcuni anni fa dalla collaborazione con il professor Carrafiello, è quella di fare il punto sulle nuove procedure e su ciò che oggi è consolidato nella radiologia interventistica - sottolinea Luca Brunese, presidente eletto Società italiana di radiologia medica e interventistica (Sirm) e co-presidente del congresso - Non un confronto solo tra radiologi italiani, ma un dialogo aperto con colleghi provenienti da tutto il mondo. E' un'occasione importante per valorizzare la scuola interventistica italiana e per mostrare ai tanti giovani presenti quale livello di eccellenza sia possibile raggiungere".
"E' importante condividere culture scientifiche e percorsi clinici integrati - evidenzia Nicoletta Gandolfo, presidente nazionale Sirm e direttore Dipartimento Immagini Asl 3 di Genova - Questa è la forza della radiologia interventistica oncologica moderna: trasformare la tecnologia in cura, l'immagine in risposta clinica e le procedure in opportunità terapeutiche condivise con tutti gli specialisti coinvolti nel percorso del paziente oncologico".
La radiologia interventistica "è una delle punte più avanzate della medicina moderna - conclude Francesco Blasi, preside della Facoltà di Medicina e prorettore dell'università degli Studi di Milano - Ha davanti a sé un grande futuro nella gestione di molte patologie, dal cancro ad altre condizioni complesse. Dal punto di vista accademico è particolarmente significativo vedere la grande partecipazione dei giovani: un segnale forte dell'interesse e del potenziale di crescita di questa disciplina".

Il formaggio può aiutare a prevenire la demenza. È quanto afferma un nuovo studio, pubblicato su 'Neurology', la rivista medica della American Academy of Neurology, che avrebbe scoperto come basti mangiare 50 grammi o più di formaggio al giorno per diminuire il rischio di sviluppare demenza. Ciò riguarda, in particolare, i formaggi con una percentuale di grassi superiore al 20%, tra cui brie, gouda, cheddar, groviera oltre ai prodotti tipici italiani come parmigiano e mozzarella.
Lo studio è stato condotto in Svezia e ha seguito oltre 27mila adulti per circa 25 anni, mettendo in correlazione così l'assunzione giornaliera di formaggio ad alto contenuto di grassi a un minor rischio di demenza, statisticamente rilevabile. "Per decenni, il dibattito tra diete ricche di grassi e povere di grassi ha plasmato i consigli sulla salute, arrivando a volte persino a classificare il formaggio come un alimento malsano da limitare", ha affermato l'epidemiologa nutrizionista Emily Sonestedt dell'Università di Lund in Svezia.
"Il nostro studio ha scoperto invece che alcuni latticini ad alto contenuto di grassi possono effettivamente ridurre il rischio di demenza", ha spiegato Sonestedt, "mettendo in discussione alcune radicate convinzioni sul rapporto tra grassi e salute del cervello".
Cos'è la demenza
Demenza, secondo quanto riportato dal Ministero della Salute, è un termine generico per indicare diverse patologie che colpiscono la memoria, altre capacità cognitive e comportamenti che interferiscono in modo significativo con la capacità di una persona di mantenere le proprie attività della vita quotidiana.
Le demenze non fanno quindi parte del normale invecchiamento della persona, ma sono l’effetto di specifiche malattie, spesso anche molto differenti tra loro, la cui comparsa è più probabile con l’avanzare dell’età. Le più comuni sono ad esempio il morbo di Alzheimer, la demenza vascolare e il morbo di Parkinson.
Nel mondo, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), oltre 55 milioni di persone convivono con la demenza. Un dato importante, ancora più eclatante in quanto cresce su base giornaliera, con previsioni che, sempre secondo il Ministero, raggiungono i 150 milioni entro il 2050.
In Italia secondo stime dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) 1.241.000 persone (che diventeranno 1.609.000 nel 2030 e 2.272.000 nel 2050) soffrono di demenza (di cui il 50-60% sono malati di Alzheimer, circa 600mila persone), e 900mila persone soffrono di deficit cognitivo lieve (Mild cognitive impariment).
Lo studio e la funzione dei formaggi
I latticini sono un gruppo alimentare piuttosto particolare e la loro associazione con la demenza è stata difficile da stabilire. Diversi studi in passato, condotti in Finlandia, Regno Unito e Giappone, avevano già collegato il consumo di formaggio a una possibile prevenzione. Nel nuovo studio, condotto dall'epidemiologo nutrizionista Yufeng Du dell'Università di Lund, i ricercatori hanno basato la loro analisi su uno studio osservazionale di lunga durata della Malmo Diet and Cancer, che ha intervistato residenti svedesi sulla loro dieta monitorandone gli effetti sulla salute.
I partecipanti hanno registrato la loro dieta utilizzando un diario alimentare, un questionario sulla frequenza dei pasti e un'intervista dettagliata sulla preparazione del cibo e sulle abitudini alimentari. I ricercatori hanno poi confrontato il rischio di demenza in base al consumo di formaggio. Circa il 10% di coloro che consumavano 50 grammi o più di formaggio ad alto contenuto di grassi al giorno ha sviluppato demenza, rispetto a circa il 13% di coloro che ne consumavano meno di 15 grammi al giorno.
Dopo aver aggiustato i dati in base ad età, sesso, istruzione e dieta generale, si è notato che le persone che consumavano più di 50 grammi di formaggio ricco di grassi al giorno presentavano un rischio di demenza per tutte le cause inferiore del 13% rispetto alle persone che ne consumavano meno di 15 grammi al giorno.
Nessuna associazione è stata riscontrata invece per formaggi o panna a basso contenuto di grassi, latte di qualsiasi tipo o prodotti a base di latte fermentato come yogurt e kefir. Il burro ha mostrato risultati contrastanti, tra cui un possibile aumento del rischio di Alzheimer in caso di consumo elevato rispetto a chi non ne consumava affatto.
La ricerca però presenta anche dei limiti: "Uno dei maggiori è il consumo di formaggio registrato da un diario alimentare e da un'intervista in un momento preciso, 25 anni prima dell'analisi della diagnosi di demenza. È altamente probabile che la dieta e altri fattori legati allo stile di vita siano cambiati in quei 25 anni", ha affermato Tara Spires-Jones, responsabile della divisione presso il Dementia Research Institute del Regno Unito, che non è stata coinvolta nello studio.

La fiction 'Un Professore 3', in onda ieri su Rai1, vince la sfida del prime time con 3.492.000 spettatori, pari al 21,8% di share. Secondo posto per Canale 5 con 'Grande Fratello' che ha interessato 1.620.000 spettatori e il 14,3% di share mentre su Italia1 la Supercoppa Italiana Live ha incollato allo schermo 1.428.000 spettatori con l’8,2% di share.
Fuori dal podio troviamo Rai3 con 'Splendida Cornice' che ha raggiunto 960.000 spettatori (6,4% share) mentre 'Ore 14 Sera' su Rai2 ha intrattenuto 809.000 spettatori (6,3% share). A seguire: Rete 4 con 'Dritto e Rovescio' (753.000 spettatori, 5,8% share); La7 con 'Il processo di Norimberga' (552.000 spettatori, 3,7% share); Tv8 con 'Sei giorni, sette notti' (488.000 spettatori, 2,8% share) e Nove con 'Non sono pronta per Natale' (395.000 spettatori, 2,3% share).
Testa a testa in access prime time. 'Affari Tuoi' su Rai 1, condotto da Stefano De Martino, ha interessato 4.469.000 spettatori con il 21,1% di share. Su Canale 5, 'La Ruota della Fortuna' di Gerry Scotti ha raccolto con 4.436.000 spettatori, ottenendo un identico 21,1% di share, sebbene su una durata maggiore. A rendere la fascia oraria ancora più competitiva è stata la semifinale di Supercoppa Italiana su Italia 1: la partita Napoli-Milan ha incollato davanti al video 4.107.000 spettatori, siglando il 20,3% di share.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha escluso la possibilità di un conflitto militare con il Venezuela, affermando che l’opzione resta "sul tavolo". In un’intervista a Nbc News, Trump ha risposto a una domanda diretta sulla possibilità di una guerra con Caracas: "Non la escludo, no".
Il presidente ha ricordato di aver ordinato nei giorni scorsi un "blocco" delle petroliere sanzionate in entrata e in uscita dal Venezuela, annunciando che ci saranno ulteriori sequestri. "Non ne parlo - ha detto inizialmente quando gli è stato chiesto se queste azioni possano portare a un conflitto, ma ha poi confermato che si tratta di una possibilità - Dipende. Se sono abbastanza stupidi da continuare a navigare, continueranno a navigare fino a uno dei nostri porti", ha aggiunto. Trump ha inoltre evitato di chiarire se la destituzione del presidente venezuelano Nicolás Maduro sia il suo obiettivo finale: "Lui sa esattamente cosa voglio. Lo sa meglio di chiunque altro".
Il prestito da 90 miliardi all'Ucraina apre la strada agli Eurobond, può essere una svolta per la Ue

L'accordo raggiunto al Consiglio Ue sul prestito da 90 miliardi all'Ucraina può avere un valore superiore a quello più evidente, continuare a garantire sostegno finanziario a Kiev. La scelta di ricorrere al debito comune, e di farlo con un meccanismo che di fatto neutralizza il vincolo dell'unanimità, apre la strada all'utilizzo di Eurobond garantiti dal bilancio dell'Unione. Un passo che può rappresentare una svolta nella capacità futura dell'Europa di finanziare le politiche in cui possono impegnarsi tutti, o quasi, gli Stati membri.
Di fronte ai veti incrociati e alle oggettive difficoltà giuridiche per l'utilizzo degli asset congelati alla Russia a sostegno del finanziamento per Kiev, i 27 membri della Ue hanno trovato un accordo su quello che alla vigilia della riunione del Consiglio era considerato un piano B: un prestito finanziato sul mercato dei capitali con la garanzia del Qfp, il bilancio pluriennale comunitario.
Per ottenere questo risultato sarebbe stata necessaria l'unanimità. E qui si inserisce una formula che potrà rappresentare un precedente utile a sbloccare altri dossier complessi, senza dover necessariamente passare per una riforma, lunga e complessa, dei meccanismi di funzionamento dei processi decisionali. Repubblica Ceca, Slovacchi e Ungheria, i Paesi che di fatto avevano in mano il potere di veto capace di bloccare l'intera operazione, hanno votato l'accordo a fronte di una 'via d'uscita' concordata, la possibilità di non partecipare al prestito per Kiev. Di fatto, si fa debito comune con il consenso di tutti ma con garanzie per chi non vuole partecipare all'operazione che quel debito deve finanziare. E' uno schema che, con i dovuti aggiornamenti caso per caso, potrà essere replicato.
La strada percorsa con il prestito da 90 miliardi all'Ucraina è la stessa strada che ha sempre indicato con forza e convinzione Mario Draghi, a partire dal suo Rapporto: introdurre obbligazioni sovrane comuni europee (gli Eurobond) per finanziare investimenti strategici e aumentare la competitività, strumenti per stimolare il mercato unico, ridurre i costi di finanziamento per gli Stati più indebitati e affrontare le sfide economiche europee.
Il concetto sviluppato da Draghi e sostanzialmente accolto nell'accordo della scorsa notte sul finanziamento all'Ucraina nasce dalla premessa che per gli investimenti necessari, dalla difesa alla transizione verde e a quella digitale, i capitali privati non bastano e i fondi pubblici non possono gravare sui bilanci dei singoli Stati. La conseguenza è che si faccia debito comune, come nel caso specifico del finanziamento all'Ucraina, non per aumentare la spesa pubblica generale o per finanziare sussidi, ma per sostenere obiettivi fondamentali su cui c'è una convergenza strategica. (Di Fabio Insenga)

La Commissione europea ha recentemente approvato asciminib per il trattamento di tutti i pazienti adulti con leucemia mieloide cronica in fase cronica con cromosoma Philadelphia positivo (Lmc-Cp Ph+), sia di nuova diagnosi che precedentemente trattati. Questa decisione viene considerata dagli esperti un importante passo avanti nella gestione della malattia, offrendo una nuova opzione terapeutica caratterizzata da un meccanismo d'azione innovativo e da un profilo di efficacia e tollerabilità favorevole, che risponde a bisogni clinici ancora irrisolti. L'approvazione - ricorda una nota - si basa sui risultati dello studio di fase III Asc4First in cui asciminib, il primo inibitore Stamp per il trattamento della leucemia mieloide cronica, dimostra, nei pazienti di nuova diagnosi, un beneficio clinico superiore rispetto a tutti gli altri inibitori tirosin-chinasici (Tki) disponibili. Circa il 30% dei pazienti di nuova diagnosi in trattamento con i Tki, infatti, non raggiunge gli obiettivi terapeutici entro il primo anno di trattamento, evidenziando come permangano bisogni clinici rilevanti già nelle fasi iniziali della malattia. Lo studio Asc4First, che ha confrontato asciminib con i Tki di prima o seconda generazione, ha mostrato a 96 settimane tassi di risposta molecolare maggiore significativamente superiori (74,1%) rispetto a tutti gli inibitori della tirosin-chinasi di confronto (52%).
"La leucemia mieloide cronica è una neoplasia ematologica caratterizzata dalla proliferazione incontrollata delle cellule mieloidi e dalla presenza del cromosoma Philadelphia - spiega Massimo Breccia, professore associato di Ematologia della Sapienza università di Roma - Nella maggior parte dei casi viene diagnosticata in fase cronica, spesso in modo casuale. Oggi è considerata una patologia gestibile nel lungo periodo, ma richiede un trattamento continuo e un monitoraggio costante. La terapia con Tkis ha aumentato la sopravvivenza, tuttavia, oltre agli importanti effetti collaterali, il 30% dei pazienti non raggiunge una risposta ottimale nei tempi attesi". Tale scenario sottolinea l'urgenza di avere disponibili soluzioni terapeutiche innovative "in grado di rispondere ai bisogni clinici non soddisfatti nelle linee precoci offrendo efficacia e tollerabilità elevate".
I dati recentemente presentati al congresso della Società americana di ematologia (Ash) a Orlando evidenziano come asciminib possa offrire un profilo di tollerabilità superiore rispetto ai Tki, standard of care nei pazienti con Lmc-Cp di nuova diagnosi, riducendo l'incidenza di eventi avversi e favorendo la continuità terapeutica.
"Nelle fasi iniziali della leucemia mieloide cronica - chiarisce Breccia - l'obiettivo è ottenere risposte molecolari rapide e profonde, perché queste si associano a un migliore controllo della malattia nel tempo. Efficacia e tollerabilità sono fattori strettamente connessi: una terapia ben tollerata favorisce la continuità del trattamento e contribuisce al raggiungimento di risultati clinici più solidi. L'inibitore Stamp come asciminib è un farmaco che agisce specificamente sulla tasca miristoilica di Abl. L'innovazione terapeutica rappresentata da questa classe di farmaci antitumorali ha introdotto un nuovo paradigma nel trattamento della patologia: grazie a un meccanismo d'azione differente rispetto agli inibitori della tirosin-chinasi tradizionali, questa terapia consente infatti di ottenere migliori risposte molecolari, riducendo il rischio di eventi avversi. I dati clinici dimostrano che tale approccio innovativo può migliorare in modo significativo l'efficacia del trattamento fin dalle prime linee. Ridurre il carico degli effetti collaterali - sottolinea lo specialista - significa inoltre aumentare la probabilità che il paziente mantenga la terapia nel tempo, un aspetto cruciale per consolidare risposte stabili e durature".
Il raggiungimento precoce di risposte molecolari profonde - prosegue la nota - rappresenta un prerequisito fondamentale per obiettivi terapeutici di lungo periodo, come la remissione libera da trattamento. "Pensare alla possibilità di sospendere la terapia - osserva Breccia - significa impostare fin dall'inizio una strategia sostenibile. Trattamenti che combinano elevata efficacia e buona tollerabilità possono aumentare la probabilità di ottenere risposte stabili, migliorando in modo significativo gli outcome a lungo termine. Asciminib ha mostrato efficacia e sicurezza anche nei risultati emersi dallo studio di fase 2 Asc2Escalate nella coorte di pazienti già trattati con un Tki. Inoltre, i dati preliminari di qualità di vita dello studio Asc4First suggeriscono che il nuovo trattamento possa anche offrire importanti benefici in tal senso, favorendo anche l'aderenza terapeutica".

E' stato approvato nell'Unione europea anifrolumab per l'autosomministrazione per via sottocutanea (Sc), tramite penna pre-riempita, per il trattamento dei pazienti adulti con lupus eritematoso sistemico (Les) in aggiunta alla terapia standard. L'approvazione della Commissione europea segue il parere positivo da parte del Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea del farmaco (Ema) ed è basata sui risultati positivi dello studio di fase III Tulip-Sc. Nello studio - informa AstraZeneca in una nota - la somministrazione di anifrolumab Sc ha portato a una riduzione statisticamente significativa e clinicamente rilevante dell'attività di malattia, rispetto al placebo, nei pazienti con lupus eritematoso sistemico attivo, autoanticorpi-positivo, in forma da moderata a grave nonostante la terapia standard.
Il lupus eritematoso sistemico è una patologia autoimmune debilitante che colpisce più di 3,4 milioni di persone a livello globale. Colpisce principalmente le donne e può causare dolore, rash cutanei, affaticamento, tumefazione alle articolazioni e febbre. In Europa le persone con Les presentano un rischio di morte da 2 a 3 volte superiore rispetto alla popolazione generale. Sebbene i corticosteroidi orali siano spesso utilizzati per alleviare i sintomi del Les, sono associati a eventi avversi e non mirano ai meccanismi alla base della malattia.
"L'approvazione europea di anifrolumab per l'autosomministrazione tramite penna pre-riempita rappresenta una notizia estremamente rilevante per le persone che convivono con il lupus eritematoso sistemico - afferma Thomas Dörner, reumatologo, professore di Reumatologia ed Emostasiologia presso lo Charité University Hospital di Berlino, Germania e investigator dello studio Tulip-Sc - I clinici hanno ora la possibilità di raggiungere un numero più ampio di pazienti con questo medicinale, che ha dimostrato di ridurre significativamente l'attività di malattia e il rischio di danno d'organo". Il lupus eritematoso sistemico "è stato storicamente sottovalutato - sottolinea lo specialista - ma con raccomandazioni terapeutiche che puntano alla remissione di malattia, un impiego più precoce dei biologici e una minore dipendenza dai corticosteroidi orali, stiamo osservando progressi concreti verso standard di cura più elevati".
Aggiunge Jeanette Andersen, Chair of Lupus Europ: "Il lupus eritematoso sistemico è una malattia fortemente debilitante che colpisce principalmente le giovani donne ed è associata a una sintomatologia che compromette in modo significativo la qualità di vita. Anifrolumab ha rappresentato un'innovazione terapeutica molto attesa nel trattamento del Les e la possibilità di somministrazione a domicilio garantisce ora ai pazienti un'opzione più flessibile e pratica".
"Siamo impegnati a migliorare il trattamento del lupus eritematoso sistemico e, dal momento del suo lancio, anifrolumab somministrato tramite infusione endovenosa ha migliorato gli outcome di malattia per decine di migliaia di persone che convivono con questa patologia - dichiara Ruud Dobber, Executive Vice President, BioPharmaceuticals Business Unit, AstraZeneca - Circa il 70% dei pazienti con Les in trattamento con un farmaco biologico utilizza un'opzione di autosomministrazione per via sottocutanea, per tale motivo questa approvazione consentirà di portare ai pazienti i benefici clinicamente significativi di anifrolumab, ampliando al contempo la possibilità di scelta del paziente in merito a modalità e luogo in cui ricevere il trattamento".
Il profilo di sicurezza di anifrolumab osservato nell'interim analysis dello studio Tulip-Sc - riporta la nota - è risultato coerente con il profilo clinico già noto del farmaco somministrato tramite infusione endovenosa. I risultati ad interim dello studio sono stati presentati durante il Congresso dell'American College of Rheumatology (Acr) 2025 e saranno pubblicati prossimamente su una rivista scientifica. La somministrazione per via sottocutanea di anifrolumab è in corso di valutazione da parte delle autorità regolatorie in diversi Paesi a livello globale, inclusi gli Stati Uniti e il Giappone. La somministrazione tramite infusione endovenosa è approvata per il trattamento del Les in forma da moderata a grave in oltre 70 Paesi nel mondo, inclusi gli Stati Uniti, l'Ue e il Giappone, e sono attualmente in corso revisioni da parte delle autorità regolatorie in altri Paesi. A oggi, più di 40mila pazienti sono stati trattati con anifrolumab a livello globale.

Federica Pellegrini è di nuovo incinta. L'annuncio è arrivato oggi attraverso il suo profilo social, con un post che svela l'attesa della seconda figlia dal marito ed ex allenatore Matteo Giunta, a quasi due anni dalla nascita della primogenita Matilde. La 'Divina' del nuoto italiano ha condiviso con i suoi follower una tenera immagine in bianco e nero che mostra il suo pancino, su cui si posano le sue mani, quelle di Matteo Giunta e la piccola mano della figlia Matilde, nata a gennaio 2024.
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Un post condiviso da Federica Pellegrini (@kikkafede88)[1]
A corredo del post, una frase ironica che cita il celebre film d'animazione: "Piovono polpette". L'ex campionessa olimpica ha poi aggiunto un messaggio carico di emozione: "Inaspettata, come le sorprese più belle… ti aspettiamo piccolina".

Si è tenuta ieri a Roma, presso la Sala Einaudi di Confedilizia, la quinta edizione del Premio Antonio Catricalà, appuntamento che celebra la memoria di un giurista e servitore dello Stato, simbolo di rigore, equilibrio e senso delle responsabilità civiche. Nel corso della cerimonia il riconoscimento è stato conferito a Sabino Cassese, uno dei più autorevoli esponenti del pensiero giuridico italiano, e ad Andrea Illy, in segno di apprezzamento rispettivamente per una vita straordinaria dedicata allo studio del diritto e al servizio del bene comune, e per l’impegno nel mondo dell’impresa e nella promozione di valori di eccellenza e responsabilità sociale.
Sono intervenuti Gianni Letta, già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e figura di rilievo nella politica italiana, e Francesco Paolo Sisto, giurista e parlamentare con una lunga esperienza istituzionale, sottolineando l’eredità umana e professionale di Antonio Catricalà, richiamandone i valori morali e la visione istituzionale, e mettendo in rilievo la straordinaria statura intellettuale e civile di Cassese e l’impegno imprenditoriale e responsabile di Illy.
L’evento, promosso dal Comitato organizzatore guidato dal presidente onorario Fiaip Paolo Righi, insieme a Roberto Somella, direttore di Milano Finanza, e a Andrea Pancani, vicedirettore del TgLa7, conferma il significato più autentico dell’iniziativa: non solo un omaggio al merito, ma anche un’occasione di memoria e di impegno civile, volta a riaffermare il valore della competenza, dell’etica pubblica e della responsabilità verso le istituzioni dello Stato.

Il mobbing indica comportamenti ostili e ripetuti che mirano a isolare o danneggiare psicologicamente il lavoratore ed è tornato proprio recentemente al centro del dibattito pubblico. Ne parla Luca Furfaro, consulente esperto nelle politiche del lavoro e del welfare, che indica cinque segnali per riconoscerlo e sottolinea come la giurisprudenza riconosca il mobbing come una forma di persecuzione psicologica, nonostante manchi ancora una legge dedicata.
I 5 segnali per riconoscere il mobbing
1) L’esclusione da riunioni, chat di gruppo o dalle interazioni sociali: quando una persona viene sistematicamente esclusa dagli incontri di lavoro o dalle comunicazioni informali come chat o momenti di socialità, si crea un isolamento che impedisce di partecipare pienamente al proprio ruolo. Questa esclusione non è casuale, ma spesso una strategia per marginalizzare e indebolire il lavoratore.
2) Campagne diffamatorie o gossip che minacciano la credibilità o la professionalità dell’individuo: diffondere voci false o deformate sul conto di qualcuno, ridicolizzarne le competenze o mettere in dubbio la sua serietà professionale è un modo subdolo di attaccare la sua reputazione. Questo tipo di comportamento può danneggiare profondamente la fiducia in sé stessi e la percezione che gli altri hanno di quel lavoratore.
3) Critiche eccessive o micromanagement senza basi chiare o fondate: una costante e sproporzionata attenzione ai dettagli, con continui rimproveri che non si basano su motivazioni oggettive, può diventare un modo per far sentire inadeguata una persona e minare la sua autonomia. Questo tipo di controllo esasperato tende a creare disagio e insicurezza, andando oltre una semplice valutazione della performance.
4) Informazioni nascoste o sabotaggio: non comunicare dati, scadenze o novità importanti, oppure ostacolare intenzionalmente il lavoro di qualcuno, sono pratiche che rallentano o compromettono inevitabilmente i risultati. Questi atteggiamenti non solo impediscono alla persona di lavorare efficacemente, ma la mettono anche in una posizione svantaggiata rispetto agli altri colleghi.
5) Freddezza o trattamento del silenzio: ignorare deliberatamente una persona, non risponderle o rivolgerle la parola solo quando strettamente necessario produce una sensazione di isolamento emotivo e professionale. Questo tipo di comportamento crea un ambiente gelido, carico di tensione, che può indurre ansia, stress e senso di abbandono.
Cosa fare in caso di mobbing
Per affrontare efficacemente il mobbing, è fondamentale che tanto i lavoratori quanto le aziende adottino un ruolo attivo e responsabile. I lavoratori devono innanzitutto riconoscere i segnali di disagio e non sottovalutare comportamenti che minano il proprio benessere, cercando supporto interno o, se necessario, rivolgendosi a esperti esterni o sindacati. Dall’altro lato, le aziende hanno il dovere di creare ambienti di lavoro trasparenti e inclusivi, promuovendo una cultura di rispetto e ascolto, e mettendo in atto procedure chiare per la gestione e la prevenzione di comportamenti vessatori. Solo con un impegno condiviso si può intervenire tempestivamente, evitando che situazioni di disagio si cronicizzino e compromettano la salute psicofisica dei lavoratori.
E' necessario sottolineare che il mobbing non deve essere per forza perpetrato dal datore di lavoro o da un manager: talvolta sono gli stessi colleghi che mettono in pratica azioni vessatorie nei confronti di uno dei propri pari a livello professionale. In questo caso si parla di mobbing orizzontale e la responsabilità del collega è configurabile solo a titolo extracontrattuale, ma permane quella del datore di lavoro di non aver impedito tali condotte.
Infatti, in caso di mobbing, il datore di lavoro viola l’obbligo di garantire un ambiente sicuro e risponde contrattualmente dei danni. Chi denuncia il fenomeno deve provare il rapporto di lavoro, le condotte vessatorie, il danno subito, il nesso causale e anche l’intento persecutorio che lega tra loro gli atti. Se questo intento non emerge, il giudice deve comunque valutare se ci sia una responsabilità datoriale per aver tollerato un ambiente stressante o dannoso (straining o responsabilità per ambiente di lavoro stressogeno), situazione che richiede solo la prova del danno e del suo collegamento con il contesto lavorativo.
Per Furfaro "è quindi illegittimo che il datore di lavoro, anche solo per colpa, consenta il mantenersi di un ambiente che provochi un danno alla salute del lavoratore. Questa modalità si differenzia dal mobbing perché non richiede necessariamente la prova di un intento persecutorio unificante, ma si fonda sulla violazione colposa dell'obbligo di sicurezza. In questo scenario, il lavoratore deve provare il danno e il nesso con l'ambiente di lavoro, mentre il datore deve dimostrare di aver agito diligentemente per prevenire il medesimo danno".
"Oggi - commenta - in un mercato del lavoro sempre più veloce e competitivo, prendersi cura del clima in azienda influisce davvero sul lavoro di tutti. Per i datori di lavoro, saper riconoscere segnali di disagio, evitare situazioni stressanti e favorire rapporti rispettosi tra colleghi e superiori è fondamentale per il buon funzionamento di un’organizzazione".

Mentre c'è da sciogliere il nodo allenatore, Carlos Alcaraz si diverte con Flavio Cobolli. Il tennista spagnolo sta preparando la nuova stagione a Murcia con l'azzurro, grande protagonista del trionfo in Coppa Davis proprio contro la Spagna del numero uno del mondo, assente a Bologna per infortunio. Tra un allenamento e l'altro però i due trovano anche il modo per concedersi qualche momento di svago.
Nell'ultimo video postato sulle storie Instagram di Stefano Cobolli, padre di Flavio, si vede l'azzurro costretto a pagare una 'penitenza' particolare dopo aver perso una sfida di campo. Alcaraz è infatti saltato sulle spalle di Cobolli, che lo ha portato così in giro facendo finta di colpirlo come un fantino con il suo cavallo.
"Si paga... come sempre", ha scritto Stefano Cobolli, facendo intendere che non è la prima volta che Flavio paga una penitenza di questo genere. Risate e sorrisi tra i due, mentre l'azzurro si esibisce in squat con Alcaraz sulle spalle a fare il gesto del torero. Poi l'abbraccio, fraterno, tra i due.
Alcaraz e l'addio al coach Ferrero, i motivi dell'addio
A seguire la preparazione di Alcaraz non c'è Juan Carlos Ferrero. Il tennista spagnolo si è infatti separato dallo storico allenatore, che lo ha seguito per sette anni, ufficializzando l'addio con un lungo post su Instagram[1]. Ferrero ha risposto a sua volta con una, velata, frecciata: "Mi sarebbe piaciuto continuare", ha scritto il coach, facendo così intendere che la decisione di separarsi non sia stata del tutto condivisa. Ma quali sono stati i motivi dell'addio?
I motivi dell'addio sembrano essere di natura contrattuale. Secondo quanto riportato da diversi media spagnoli, alla base della separazione ci sarebbe proprio il rinnovo del contratto di Ferrero. Il coach vantava infatti percentuali molto alte sugli introiti del giocatore, reduce da una delle migliori stagioni della carriera culminata con la riconquista del primo posto nel ranking Atp.
L'entourage di Alcaraz avrebbe quindi provato ad abbassare queste percentuali e a rinegoziare un accordo al ribasso, che però Ferrero non ha accettato. Da qui nasce la rottura che ha portato poi alla definitiva separazione. Ma non è tutto. Sempre dalla Spagna riportano di un rapporto che si era fatto più teso tra i due, con Carlos che avrebbe voluto più libertà rispetto a quella che gli 'concedeva' Ferrero, che negli ultimi anni ha lavorato per far sì che il tennis fosse al primo posto.
Chi sarà il nuovo allenatore?
Per ora non sembrano essere previsti nuovi inserimenti nello staff di Alcaraz. Stando a quanto riportato da Marca, ad allenare lo spagnolo rimarrà Samuel Lopez, mentre potrebbe avere sempre più risalto nel team la figura di Alvaro Alcaraz, fratello di Carlos finora sparring partner.

L'Ucraina "si rifiuta praticamente di porre fine al conflitto con mezzi pacifici". All'indomani della decisione dell'Ue sul finanziamento a Kiev, e mentre i colloqui con gli Usa restano in stallo, il presidente russo Vladimir Putin lancia l'accusa rispondendo alle domande dei giornalisti nella conferenza di fine anno a Mosca. Il leader del Cremlino ha tuttavia aggiunto che ci sono "alcuni segnali... che indicano la loro disponibilità a intraprendere un qualche tipo di dialogo".
Putin ha quindi ribadito che Mosca è disposta a "porre fine a questo conflitto con mezzi pacifici" ma solo "sulla base dei principi che ho delineato lo scorso anno", che prevedono "l'affrontare le cause profonde che hanno portato a questo conflitto".
Il governo di Kiev, ha poi denunciato il presidente russo, "ha iniziato la guerra nell'est dell'Ucraina" nel 2022, e avrebbe dovuto lasciare "la popolazione libera di scegliere il proprio stile di vita in quella parte del Paese". "Allora non hanno voluto lasciarli fare", ha continuato.
Quindi l'attacco a Volodymyr Zelensky, definito "un attore, e anche molto talentuoso", a proposito del video girato dal presidente ucraino a Kupiansk, città di cui i russi rivendicano il controllo. Per il leader del Cremlino, il video è stato girato "a circa un chilometro dalla città". "Beh, se la città è sotto il loro controllo, perché non entrano in città?", ha ironizzato.
Secondo Putin "le nostre truppe stanno avanzando lungo tutta la linea di contatto" e "il nemico retrocede in tutte le direzioni", ha poi rivendicato lo 'zar' e la Russia otterrà ulteriori "successi" entro la fine dell'anno.
Il leader del Cremlino si è detto "fiducioso che entro la fine dell'anno saremo testimoni di nuovi successi delle nostre forze armate". Questo dopo che il presidente russo aveva dichiarato che il suo Paese intendeva "spostarsi verso ovest", dopo aver compiuto ulteriori progressi in Ucraina, confermati dagli ultimi rapporti dei suoi militari secondo cui si erano già verificati spostamenti verso ovest di circa 1,5 km e che le forze russe stavano continuando ad avanzare sul campo di battaglia.
Quindi il passaggio sull'Ue[1], con Putin che ha definito una "rapina" l’ipotesi avanzata dall’Unione europea di utilizzare i beni russi congelati per finanziare la ricostruzione dell’Ucraina, avvertendo che una simile decisione avrebbe conseguenze "gravi" per i Paesi coinvolti.
Rispondendo a una domanda sulla questione durante la sua conferenza di fine anno, Putin ha affermato che i leader europei non hanno ancora raggiunto un accordo proprio per il timore che "le conseguenze possano essere davvero gravi per i rapinatori". Secondo il capo del Cremlino, l’eventuale utilizzo degli asset minerebbe la fiducia nell'eurozona e creerebbe un precedente pericoloso, suscettibile di essere applicato in futuro contro altri Stati o gruppi. "Qualunque cosa rubino, prima o poi dovranno restituirla - ha dichiarato Putin, assicurando che la Russia ricorrerà alle vie legali per difendere i propri interessi - Faremo tutto il possibile per individuare una giurisdizione indipendente dal contesto politico".

Udienza dedicata alle difese oggi, venerdì 19 dicembre, nel processo milanese che vede imputata Chiara Ferragni per truffa aggravata (dall'uso del mezzo informatico) in relazione alle operazioni commerciali 'Pandoro Balocco Pink Christmas' (Natale 2022) e 'Uova di Pasqua Chiara Ferragni - sosteniamo i Bambini delle Fate' (Pasqua 2021 e 2022)'. Davanti al giudice Ilio Mannucci Pacini prenderanno la parola i difensori dell'influencer (presente come sempre in aula), gli avvocati Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana, i legali del suo ex braccio destro Fabio Maria Damato e quelli del presidente del cda di Cerealitalia, Francesco Cannillo.
Nel processo abbreviato, gli avvocati proveranno a sostenere la buona fede e il fatto che nessuno abbia lucrato sulle iniziative di beneficenza a differenza di quanto sostiene l'accusa che, nella scorsa udienza, ha chiesto la condanna a un anno e otto mesi per l'imprenditrice digitale perché, tramite le due campagne commerciali, avrebbe ottenuto un ingiusto profitto di circa 2,2 milioni di euro, oltre che benefici non calcolabili dal ritorno di immagine.
In particolare, l'operazione 'Balocco' avrebbe indotto "in errore un numero imprecisato di acquirenti" convinti che con il proprio acquisto Pink (al prezzo di 9,37 euro invece di 3,68 euro del prodotto tradizionale) avrebbero finanziato la raccolta fondi a favore dell'ospedale Regina Margherita di Torino. Un errore di comunicazione, a dire di Chiara Ferragni, che per l'accusa cela invece, anche nel secondo caso, una truffa.

Dopo la frenata della Lega, cambia la manovra 2026. Via le norme sulle pensioni, le novità sul Tfr e le risorse per finanziare Transizione 4.0. Restano le misure sull'iperammortamento e la rimodulazione del Pnrr.
"Aspettiamo l'ultima parola per dire che è tutto risolto. Meglio aspettare la fine quando è suonato il gong", così il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, a margine dei lavori della Commissione Bilancio del Senato, risponde a chi gli chiede se, con l'arrivo dell'ultima versione dell'emendamento del governo al ddl bilancio, possano considerarsi risolte le tensioni all'interno della maggioranza[1].
Ripartono i lavori della Commissione Bilancio sulla manovra[2], con l'obiettivo di chiudere il testo in giornata per arrivare - come da calendario - in Aula a Palazzo Madama lunedì. Nella nuova formulazione dell’emendamento del governo alla manovra cambia la ritenuta d'acconto per le imprese. Si prevede infatti un anticipo della misura al 2028 con un'aliquota ridotta dello 0,5% che poi si conferma all'1% dal 2029. Il gettito della misura viene calcolato in 734,5 milioni di euro che poi salgono a 1.469 a decorrere dal 2029.
Saltano le norme sulle pensioni, l'allungamento delle finestre e il riscatto della laurea, e le novità sul Tfr: sono scomparse le misure relative all'estensione dell'obbligo di versamento, da parte delle imprese che hanno superato i 50 dipendenti dopo l'avvio dell'attività, al Fondo, e anche quelle all'adesione automatica alla previdenza complementare per i neoassunti.
Spariscono, dal nuovo emendamento del governo alla manovra depositato in commissione Bilancio del Senato, anche le risorse stanziate dal testo originario, pari a 1,3 miliardi, per finanziare Transizione 4.0, i cui fondi sono esauriti.
Via libera invece all'emendamento alla manovra, proposto da FdI, che attribuisce la proprietà delle riserve auree conservate da Banca d'Italia al popolo italiano. Lo annuncia il senatore della Lega e relatore della finanziaria, Claudio Borghi, a margine della lavori sul ddl bilancio. "E' un momento molto importante, si chiude una mia battaglia di 11 anni", chiosa il senatore. E conclude: "Penso che sia una delle cose più importanti fatte in questa manovra: riaffermare il principio ci riporta alla normalità, messa in pericolo da pretese sul nostro oro da parte dei più disparati soggetti".

L'influenza e i virus respiratori stringono la morsa sull'Italia e continuano a crescere: "L'incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità nella settimana dall'8 al 14 dicembre - secondo il rapporto della sorveglianza RespiVirNet, pubblicato oggi dall'Istituto superiore di sanità (Iss) - è stata pari a 14,7 casi per 1.000 assistiti contro i 12,4 del bollettino precedente, in aumento rispetto alla settimana precedente come atteso per il periodo. Sono stati stimati circa 817mila nuovi casi, con un totale dall'inizio della sorveglianza di circa 4,9 milioni di casi".
L'incidenza più elevata si continua a osservare, come di consueto, nella fascia di età 0-4 anni, con circa 42 casi per 1.000 assistiti. Nella settimana 2025-50, sia nella comunità che nel flusso ospedaliero si registra per influenza un alto tasso di positività (36% e 40.4% rispettivamente vs 25.3% e 28.8%).
L'intensità è molto alta in due regioni, Campania e Sardegna, ed è alta in Sicilia. Mentre risulta media in Abruzzo, Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte, Valle D'Aosta e Provincia di Bolzano e bassa in tutte le altre, ad eccezione del Molise in cui è a livello basale.
Quali virus influenzali stanno circolando in Italia? "Nella comunità e nel flusso ospedaliero la percentuale di virus A (H3N2) risulta ampiamente maggiore rispetto ai virus A (H1N1)pdm09", si segnala nel rapporto RespiVirNet diffuso oggi dall'Istituto superiore di sanità (Iss). "Ad oggi nessun campione è risultato essere positivo per influenza di tipo A 'non sottotipizzabile' come influenza stagionale, che potrebbe essere indicativo della circolazione di ceppi aviari", continuano gli esperti.
Quanto alla presenza del nuovo ceppo di 'super influenza', "le analisi di sequenziamento condotte sul gene HA di virus influenzali A H3N2 attualmente circolanti in Italia evidenziano che nell'ambito del più ampio clade 2a.3a.1, il subclade K è nettamente prevalente", spiega l'Iss che però precisa: "I dati epidemiologici finora disponibili indicano che non si osserva un aumento nella severità delle manifestazioni cliniche".
Inoltre, si rimarca nel report, "stime preliminari suggeriscono che i vaccini in uso continuano a proteggere dall'ospedalizzazione benché, sulla base dei dati ad oggi disponibili, non sia possibile stabilire la loro efficacia verso le manifestazioni cliniche della malattia". Durante la settimana 2025-50, dall'8 al 14 dicembre, sono stati segnalati attraverso il portale RespiVirNet in tutto 3.561 campioni clinici ricevuti dai diversi laboratori afferenti alla rete. Dalle analisi effettuate, 1.436 (40,3%) sono risultati positivi al virus influenzale, in particolare 1.432 di tipo A (295 di sottotipo H1N1pdm09, 662 H3N2 e 475 A non ancora sottotipizzati) e 4 di influenza B.
Nell'ambito di questi campioni analizzati, 91 (2,6%) sono risultati positivi per Virus respiratorio sinciziale, 86 (2,4%) per Sars-CoV-2 e i rimanenti sono risultati positivi per altri virus respiratori: 269 (7,6%) rhinovirus, 89 (2,5%) coronavirus umani diversi da Sars-CoV-2, 64 (1,8%) virus parainfluenzali, 62 (1,7%) adenovirus, 21 bocavirus e 12 metapneumovirus.

LMDV Capital, family office di Leonardo Maria Del Vecchio, annuncia di avere sottoscritto un accordo per l’acquisizione del 30% de Il Giornale, storico quotidiano nazionale della famiglia Angelucci. L’ingresso di LMDV Capital - si spiega in una nota - "avviene in qualità di investitore di lungo periodo, al fianco dell’azionista di riferimento, con l’obiettivo di rafforzare il progetto industriale del quotidiano e sostenerne l’evoluzione digitale, preservandone al contempo identità, autonomia e linea editoriale".
L’operazione - si sottolinea - "si inserisce nel più ampio percorso avviato da LMDV Capital nel settore dei media e si affianca all’esclusiva recentemente sottoscritta per l’acquisizione della maggioranza di un gruppo editoriale italiano, attivo su quotidiani e piattaforme digitali a diffusione nazionale e locale. Le due iniziative delineano il primo perimetro del polo editoriale italiano che Leonardo Maria Del Vecchio intende sviluppare come base del proprio futuro piano industriale nei media".
"In una fase di profondo riassetto del settore LMDV Capital conferma la volontà di investire nel lungo periodo sull’informazione italiana mettendo a disposizione capitale, competenze manageriali e know-how sulla trasformazione digitale". Il progetto - si spiega - prevede la costruzione di una piattaforma editoriale integrata, fondata su: la valorizzazione dei brand storici della stampa italiana; l’accelerazione della trasformazione digitale (siti, app, podcast, video, prodotti premium e modelli di abbonamento); l’utilizzo responsabile di dati e intelligenza artificiale a supporto del lavoro delle redazioni, senza sostituire il ruolo, l’indipendenza e il valore dei giornalisti né ridurre la centralità delle scelte editoriali; risorse professionali, persone che operano all’interno della struttura editoriale che rappresentano il capitale umano su cui si fondano crescita, credibilità e identità del gruppo".
“Questo investimento, al fianco della famiglia Angelucci, rappresenta un passo concreto nel percorso che ho delineato nei mesi scorsi: rafforzare l’editoria italiana con capitale italiano, paziente e industriale". Lo dichiara Leonardo Maria Del Vecchio, fondatore e azionista di LMDV Capital commentando l'acquisizione del 30% de Il Giornale. "Non possiamo accettare che il futuro dell’informazione venga deciso esclusivamente dagli algoritmi o da piattaforme che non investono nel lavoro giornalistico. L’obiettivo di chi oggi ha la possibilità di investire è esattamente l’opposto: mettere risorse e competenze al servizio di redazioni libere, capaci - conclude - di parlare alle nuove generazioni senza rinunciare alla qualità.”

Il Napoli contro Massimiliano Allegri. Non si fermano le polemiche dopo Napoli-Milan, semifinale di Supercoppa italiana vinta dagli azzurri per 2-0 con i gol di Neres e Hojlund, e caratterizzata da qualche polemica arbitrale e grande nervosismo tra le due panchine. Tra i più agitati c'è stato proprio Allegri, che si è scontrato a più riprese con la panchina del Napoli, in particolare con il dirigente del Napoli Lele Oriali.
Da qui nasce un duro comunicato della società azzurra: "La SSC Napoli condanna con fermezza l’atteggiamento dell’allenatore del Milan, Massimiliano Allegri che, durante la semifinale di Supercoppa Italiana, alla presenza di decine di persone a bordocampo e in diretta televisiva, ha pesantemente insultato Gabriele Oriali con termini offensivi e reiterati", ha scritto il club in una nota".
"Auspichiamo che tale aggressione, totalmente fuori controllo, non passi inosservata, a maggior ragione perché, con 33 telecamere impegnate nella produzione dell’evento, è impossibile non riscontrare quanto avvenuto".
La 'manata' di Maignan e lo scontro Allegri-Oriali
La tensione è scoppiata al 55', quando Mike Maignan para in due tempi il tiro da fuori di Rrahmani. Al momento di bloccare il pallone però, il portiere francese è sbilanciato da Politano, che ha provato ad avventarsi sulla ribattuta, 'cadendo' nel più classico dei falli di reazione.
Maignan ha infatti rifilato una leggera manata[1] all'esterno del Napoli, che si è poi toccato il volto dolorante. Immediate le proteste degli azzurri, con l'arbitro Zufferli che ha interrotto il gioco per permettere il check alla sala Var. Dopo qualche secondo però il gioco è ripreso, con l'intervento del portiere rossonero che non è stato quindi sanzionato.
Da qui è nato un acceso battibecco tra le due panchine con protagonisti Allegri e Oriali, che si è rivolto anche al quarto uomo 'raccomandandosi' di segnare a referto le parole, piuttosto colorite, dell'ex allenatore della Juventus.
Conte-Allegri, niente stretta di mano
A certificare il nervosismo ci hanno pensato a fine partita i due allenatori. Al triplice fischio infatti non c'è stata la consueta stretta di mano[2] tra i due allenatori. Antonio Conte e Massimiliano Allegri infatti non si sono incrociati al triplice fischio, con il tecnico del Napoli che è andato in campo a salutare i suoi giocatori, mentre quello del Milan è corso negli spogliatoi. Durante il giro di campo Conte ha incrociato invece Landucci, storico secondo di Allegri, stringendogli la mano.

May Britt, l'attrice svedese che negli anni Cinquanta conquistò Cinecittà e Hollywood, prima di ritirarsi dalle scene per il matrimonio con il leggendario cantante e attore Sammy Davis Jr, è morta a Los Angeles all'età di 91 anni. Si è spenta l'11 dicembre per cause naturali al Providence Cedars-Sinai Tarzana Medical Center, come ha dichiarato suo figlio Mark Davis a 'The Hollywood Reporter'.
Nata a Lidingö, nei pressi di Stoccolma, in Svezia, il 22 marzo 1934, Majbritt Wilkens - questo il suo nome di nascita - fu scoperta nel 1951 dal produttore cinematografico Carlo Ponti e dal regista Mario Soldati mentre lavorava come assistente di un fotografo. Ponti e Soldati cercavano una giovane bionda per il ruolo principale di 'Jolanda, la figlia del Corsaro Nero', ispirato all'omonimo romanzo di Emilio Salgari, e, colpiti dalla sua presenza, le offrirono immediatamente la parte.
May Britt si trasferì a Roma e debuttò sul grande schermo nel 1952, dando inizio a una carriera intensa, seppur breve, nel cinema italiano.
Tra i film girati a Cinecittà in cui recitò figurano "Le infedeli" (1953) di Steno e Mario Monicelli, "La lupa" (1953) di Alberto Lattuada, "Il più comico spettacolo del mondo" (1953) di Mario Mattoli, "La nave delle donne maledette" (1953) di Raffaello Matarazzo, "Cavalleria rusticana" (1953) di Carmine Gallone, "Vergine moderna" (1954) di Marcello Pagliero, "Silenzio… si spara!" (1955) di John Berry, "L'ultimo amante" (1955) di Mario Mattioli e "Prigionieri del male" (1955) di Mario Costa.
Nel 1956 partecipò al kolossal "Guerra e pace" di King Vidor, che segnò il suo passaggio definitivo agli studios americani. A Hollywood May Britt firmò un contratto con la 20th Century Fox e recitò in film come "I giovani leoni" (1958) di Edward Dmytryk, accanto a Marlon Brando, "I cacciatori" (1958) di Dick Powell, con Robert Mitchum, "L'angelo azzurro (1959) di Edward Dmytryk, nel ruolo di Lola-Lola - remake dell'omonimo film del 1930 che aveva lanciato Marlene Dietrich - e "Sindacato assassini" (1960) di Burt Balaban e Stuart Rosenberg, dove interpretò la moglie di un cantante minacciato dalla mafia.
Nel 1959 incontrò Sammy Davis Jr. La loro relazione, resa pubblica nel 1960, destò scalpore: i matrimoni interrazziali erano ancora illegali in 31 stati americani. Il 13 novembre 1960 i due si sposarono a Los Angeles con Frank Sinatra come testimone. Dopo il matrimonio, Britt si ritirò quasi completamente dal cinema per dedicarsi alla famiglia; dalla loro unione nacque la figlia Tracey e furono adottati altri due figli, Mark e Jeff. Il matrimonio si concluse nel 1968.
Dopo il divorzio, May Britt tornò sporadicamente sul piccolo schermo, apparendo in serie come "The Danny Thomas Hour", "Missione impossibile", "The Most Deadly Game", "The Partners" e "Probe", e nel 1977 recitò nel film horror "Haunts - Spettri del passato". In seguito si dedicò alla pittura e a una vita lontana dai riflettori. Nel 1993 si risposò con l’imprenditore e allevatore Lennart Ringquist, scomparso nel 2017. May Britt lascia i due figli adottivi, una sorella e numerosi nipoti. La figlia Tracey è deceduta nel 2020. (di Paolo Martini)

Orrore in provincia di Palermo, dove u n bambino di 11 anni sarebbe stato violentato fuori dalla scuola che frequenta da un gruppo di compagni che frequentavano il suo stesso istituto. L'episodio di violenza sessuale sarebbe avvenuto, come scrive oggi Repubblica Palermo, nei giorni scorsi in un paese delle Madonie in provincia di Palermo. La famiglia ha denunciato gli abusi e sull’episodio sta indagando la procura per i minorenni di Palermo, guidata da Claudia Caramanna. Proprio oggi la procuratrice Caramanna ascolterà il bambino alla presenza di uno psicologo, come prevede il protocollo del codice rosso. Indaga il Commissariato di Termini Imerese.

Tensione alle stelle tra la Fiorentina e i suoi tifosi dopo l'ennesima sconfitta rimediata in stagione, ieri, giovedì 18 dicembre, a Losanna in Conference League. Così, in vista della partita di campionato di domenica 21 dicembre contro l'Udinese, allo stadio Artemio Franchi, la Curva Fiesole annuncia che, per protesta, il settore che occupa rimarrà vuoto per i primi 20 minuti.
"Lo scempio che squadra e società stanno portando avanti - si legge in un comunicato della Curva Fiesole - ha ormai superato ogni limite di sopportazione per tutto il popolo viola. I gruppi organizzati pertanto comunicano che per i primi 20 minuti della partita tra Fiorentina e Udinese la Curva Fiesole rimarrà vuota. Invitiamo tutto lo stadio a fare lo stesso. Il silenzio e la nostra assenza sono ciò che si merita chi sta calpestando la storia di una città e la sua gente. Vergognatevi tutti!".

A 16 anni stuprata in spiaggia da due ragazzi: in manette due 17enni in provincia di Salerno. La Squadra Mobile di Salerno ha eseguito un'ordinanza applicativa della misura cautelare del collocamento in comunità, emessa dal gip presso il Tribunale per i minorenni di Salerno, su richiesta della competente Procura, nei confronti di due 17enni, indagati per il reato di violenza sessuale di gruppo ai danni di una 16enne.
Secondo la ricostruzione, i fatti si sarebbero verificati nella notte tra il 15 e il 16 agosto scorso, in occasione dei festeggiamenti del Ferragosto. I due minori, abusando delle condizioni di inferiorità psico fisica della minore, dovute all'assunzione di alcolici e stupefacenti, l'avrebbero condotta in un parcheggio nei pressi della spiaggia dove si stava svolgendo un falò, costringendola a subire atti sessuali e umiliandola con diversi insulti.
Le indagini, avviate nell'immediatezza dalla Squadra Mobile, si sono basate a riscontro delle dichiarazioni della vittima, oltre che con l'analisi delle celle del traffico telefonico, anche con le testimonianze di altre persone informate sui fatti e con immagini di videosorveglianza, che hanno immortalato le fasi precedenti e successive alla consumazione del reato.

"Il Libro dei Fatti", pubblicato da Adnkronos, è "uno strumento utile, ricco di dati e di notizie in vari ambiti, facile da consultare e prezioso per coloro (e sono tanti) che hanno difficoltà a navigare in rete". E' il parere del professore Paolo D'Achille, presidente dell'Accademia della Crusca, la secolare istituzione fiorentina incaricata di custodire il 'tesoro' della lingua italiana di Dante Alighieri, Giovanni Boccaccio e Francesco Petrarca.
D'Achille, ordinario di Linguistica Italiana all'Università degli Studi Roma Tre, ha ricevuto una delle prime copie dell'edizione 2025 del "Libro dei Fatti" - l'enciclopedia delle notizie che offre una chiave di lettura per orientarsi tra gli eventi che hanno segnato il mondo e l'Italia nell'ultimo biennio - a nome del presidente del Gruppo Adnkronos, il Cavaliere del Lavoro Pippo Marra, nella storica sede della Crusca, nella Villa medicea di Castello a Firenze.
"Anche sul piano linguistico si possono trarre indicazioni ed elementi su cui riflettere sfogliando il Libro dei Fatti", ha sottolineato Paolo D'Achille.
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