
(Adnkronos) - "Ascoltate l'Africa. Rispettate la sovranità culturale. Offrite una cooperazione libera, non condizionata da agende ideologiche". Con questo appello ai parlamentari europei il cardinale Robert Sarah è intervenuto oggi pomeriggio, nella Sala Spaak 5B1 del Parlamento europeo, alla conferenza 'Europe and Africa. In conversation with cardinal Robert Sarah', organizzata dal gruppo Ecr in collaborazione con Pro Vita & Famiglia, su invito degli eurodeputati Paolo Inselvini (FdI) e Nicolas Bay. L'incontro ha riunito parlamentari europei, rappresentanti istituzionali e delegazioni della società civile per discutere degli strumenti con cui l'Unione europea condiziona la cooperazione per lo sviluppo dell'Africa all'adozione di agende in materia di aborto, ideologia di genere ed educazione sessuale.
I lavori si sono aperti con gli interventi di Paolo Inselvini e Nicolas Bay, seguiti dai saluti istituzionali della vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna (FdI) e del nunzio apostolico presso l'Unione europea, mons. Bernardito Cleopas Auza. Al centro dell’incontro, Pro Vita & Famiglia ha presentato un proprio dossier dal titolo 'Aiuti condizionati - L'Unione europea e l'Africa: strumenti finanziari, giuridici e commerciali in materia di aborto, agenda Lgbtiq+ ed educazione sessuale': una ricostruzione basata su fonti ufficiali che copre il periodo 2000-2026 e raccoglie tredici schede su trattati, regolamenti, risoluzioni parlamentari e programmi di finanziamento dell'Unione, insieme alle prese di posizione ufficiali di Stati e parlamenti africani.
Il dossier documenta cinque elementi principali. Innanzitutto il cosiddetto 'Samoa agreement', ovvero un trattato internazionale vincolante che contiene impegni in materia di salute sessuale e riproduttiva per l'Africa e, soprattutto, una clausola secondo la quale nessun accordo tra Stati membri Ue e Stati Oacps (Africa, Caraibi, Pacifico) può ostacolarne l'attuazione, quindi nemmeno una legge nazionale africana. Dopodiché c’è lo strumento Ndici–Global Europe che, come una vera e propria leva finanziaria, destina all'Africa subsahariana almeno 29,18 miliardi di euro per il 2021-2027, con l'obiettivo di arrivare a circa 60,5 miliardi per il periodo 2028-2034, il tutto sostituendo gli obiettivi quantitativi vincolanti in materia di genere con un approccio di 'mainstreaming' trasversale.
Il dossier di Pro Vita denuncia le risoluzioni del Parlamento europeo di questi anni che, pur non essendo vincolanti, sono mandati formali di indirizzo verso Commissione e Seae (Servizio europeo per l'azione esterna), le quali hanno chiesto, nel 2022, di dare priorità all’accesso universale all'aborto sicuro e legale nelle relazioni esterne dell'Unione. Viene poi denunciato un apparato operativo capillare per arrivare a tali obiettivi, come dimostra il Gender action plan III, che impegna l'85% delle nuove azioni esterne Ue a contribuire all'uguaglianza di genere, mentre in ultimo il dossier di Pro Vita documenta la resistenza africana, come nel caso dell'Uganda, che ha depositato una dichiarazione interpretativa formale che esclude l'aborto dai riferimenti alla salute riproduttiva, e delle due conferenze interparlamentari di Entebbe (2023 e 2025) che hanno proposto una Carta africana per la sovranità culturale.
Il momento centrale della conferenza è stata la lectio magistralis del cardinale Robert Sarah, incentrata sulla crisi del linguaggio nei rapporti tra le istituzioni europee e il continente africano. Rilanciando la celebre denuncia di Papa Francesco sulle "colonizzazioni ideologiche" imposte dall'esterno ai Paesi in via di sviluppo, spesso in cambio di aiuti economici, il cardinale ha affermato che "la mancanza di accesso all'aborto viene definita come 'violenza', mentre il concepito -il più debole, il più innocente fra noi- è privato di qualunque parola, di qualunque rappresentanza, di qualunque diritto", sostenendo che un'educazione sessuale imposta "senza consultazione reale dei popoli interessati" costituisce essa stessa una forma di ingerenza esterna. Il cardinale ha inoltre ricordato l'appello di Papa Leone XIV al Corpo diplomatico dello scorso gennaio: "Abbiamo bisogno che le parole tornino ad esprimere in modo inequivoco realtà certe. Solo così può riprendere un dialogo autentico e senza fraintendimenti".
Il porporato ha infatti richiamato l'esempio delle Costituzioni africane, ricordando che quella del Kenya stabilisce che "la vita della persona ha inizio al concepimento" e quella dell'Uganda dispone che "nessuna persona ha il diritto di porre fine alla vita di un nascituro, salvo quanto autorizzato dalla legge", definendole non un residuo arretrato ma "un frammento di saggezza giuridica… che l'Occidente farebbe bene a riconsiderare invece di correggere".
Parlando come "figlio dell’Africa", il cardinale ha denunciato un episodio concreto: "In alcuni Paesi africani sono stati creati veri e propri ministeri dedicati alla teoria del gender in cambio di sostegno economico". E ha ricordato la propria replica a un Segretario generale delle Nazioni unite giunto in Africa a chiedere la depenalizzazione dell'omosessualità come condizione di civiltà: non si può imporre ai poveri questo genere di richieste, ha osservato, mentre a mancare sono ospedali, scuole e acqua potabile.
Il presidente di Pro Vita & Famiglia, Antonio Brandi, ha poi denunciato senza mezzi termini quella che ha definito una "condizionalità ideologica", ovvero "il meccanismo con cui le istituzioni europee vincolano gli aiuti economici all'accettazione di istanze radicali, ovvero il piegarsi all'Agenda Lgbt e alle pressioni per accettare o introdurre, culturalmente e legalmente, strumenti per facilitare l'aborto, la propaganda gender e l’educazione sessuale". Anche Brandi ha citato i piani di azione dell'Europa che condizionano decine di miliardi di euro destinati all'Africa all'adozione di politiche ideologiche. Durissimo, inoltre, il giudizio di Brandi sul metodo: "Trattare nazioni sovrane come soggetti immaturi da guidare con il guinzaglio del denaro significa risvegliare un pregiudizio razzista, che nega all'altro pari dignità umana e morale".
Brandi ha inoltre ricordato l'impegno diretto dell'associazione contro la Strategia Lgbtiq+ 2026-2030 della Commissione europea, oggetto di una petizione promossa da Pro Vita & Famiglia che ha raccolto oltre 33.000 firme, e ha reso omaggio alla resistenza di Paesi come Uganda, Nigeria e Guinea Equatoriale di fronte alle pressioni di Bruxelles, chiudendo anch'egli con un appello diretto alle istituzioni europee: "Cessino i loro diktat ideologici. Si rispettino la Carta delle Nazioni unite, che sancisce il diritto all’autodeterminazione dei popoli -oggi invece calpestato dall'Ue- e la libertà dei popoli africani di vivere secondo le proprie usanze, le proprie tradizioni e la propria fede". Al dibattito ha preso parte anche Jean Valier, in rappresentanza di Sos Chrétiens d'Orient, con un contributo dal punto di vista della società civile impegnata sul terreno.

(Adnkronos) - Jannik Sinner avrebbe vinto anche nell'era dei Big Three? Secondo Marat Safin, no. L'azzurro è reduce dal trionfo di Wimbledon, il secondo consecutivo, dopo aver battuto Alexander Zverev in finale, eppure, stando a quanto dichiarato dall'ex tennista russo, oggi allenatore, non avrebbe il livello per competere con il 'prime' di Djokovic, Federer e Nadal.
"Sinner e Alcaraz nell'era di Nole, Roger e Rafa non sarebbero numero uno e due del mondo", ha detto Safin al podcast Dinara Safina, "il livello del tennis è molto calato. Prima c'erano tanti giocatori di altissimo livello, mentre oggi al massimo sono dieci".
Critiche che si uniscono a quelle già palesate da Jim Courier: "A parte la semifinale, non penso che Sinner abbia giocato il suo miglior tennis durante il torneo", ha detto l'ex tennista americano, oggi commentatore televisivo, "è stato comunque abbastanza bravo da vincerle. La storia della partita è cambiata quando Sinner è riuscito a entrare negli scambi e trovare più ritmo. Nei primi set non ci sono stati scambi lunghi, ma soltanto servizi".
"Sono stati set fantastici, ma senza ritmo e questo non ti dà la confidenza necessaria per importi negli scambi", ha continuato Courier, "nel momento in cui Zverev ha rallentato con la prima, giocando qualche slice in più... era tutto quello che serviva a Sinner".

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(Adnkronos) - Le micro e nanoplastiche potrebbero rappresentare un nuovo fattore di rischio per la salute del cuore, soprattutto quando si combinano con il fumo di sigaretta e l'esposizione all'inquinamento atmosferico. È quanto emerge da una ricerca italiana pubblicata sull''European Heart Journal', rivista scientifica della Società europea di cardiologia. Lo studio, realizzato da ricercatori della Sapienza università di Roma coordinati da Emanuele Barbato, dell'università di Verona e del Centro di ricerca sull'inquinamento ambientale e le malattie cardiovascolari dell'università degli Studi della Campania 'Luigi Vanvitelli', diretto da Giuseppe Paolisso insieme a Raffaele Marfella, evidenzia come le concentrazioni di micro e nanoplastiche nel sangue coronarico siano significativamente più elevate nei pazienti colpiti da infarto miocardico acuto rispetto a chi soffre di cardiopatia ischemica cronica o presenta coronarie sane.
L'indagine - riferisce una nota - ha coinvolto 61 pazienti, dai quali sono stati raccolti campioni di sangue coronarico e periferico, oltre a informazioni sulle abitudini di fumo e sull'esposizione all'inquinamento atmosferico sia nel giorno del prelievo sia nei 2 anni precedenti. Le analisi delle particelle plastiche sono state effettuate presso il centro di ricerca dell'università Vanvitelli. I risultati mostrano che micro e nanoplastiche erano presenti nell'84% dei pazienti con infarto, contro il 40% dei soggetti con cardiopatia ischemica cronica e il 32% di quelli con arterie coronarie normali. Nei pazienti infartuati è stata inoltre riscontrata una maggiore varietà di polimeri, con una prevalenza del polietilene, materiale largamente impiegato negli imballaggi e nei prodotti di uso quotidiano. La ricerca conferma anche il ruolo determinante dei fattori ambientali. "Chi vive in aree caratterizzate da elevate concentrazioni di Pm2,5, il particolato fine capace di penetrare nel circolo sanguigno, presenta una probabilità maggiore di accumulare microplastiche nel sangue", rilevano gli esperti. Ancora più marcato è il dato relativo ai fumatori, che mostrano "un rischio circa 6 volte superiore rispetto ai non fumatori". Secondo gli autori, fumo, inquinamento e microplastiche sembrano esercitare un effetto sinergico che aumenta il danno cardiovascolare. Le micro e nanoplastiche sono ormai diffuse in tutti gli ecosistemi: si ritrovano nell'aria, nell'acqua e negli alimenti, e negli ultimi anni sono state individuate anche in diversi organi e tessuti umani. La loro presenza nell’organismo è oggetto di crescente attenzione da parte della comunità scientifica.
Ad accompagnare lo studio un editoriale firmato dal gruppo di Andreas Daiber dell'università Johannes Gutenberg di Magonza (Germania), che richiama l'attenzione sulla progressiva frammentazione delle plastiche nell'ambiente e sulla loro diffusione ormai ubiquitaria. Un ulteriore elemento emerso dalla ricerca riguarda l'infiammazione sistemica. Nei pazienti con maggiori concentrazioni di microplastiche sono stati rilevati livelli più elevati di marcatori infiammatori, tra cui il fattore di necrosi tumorale alfa (Tnf-α) e l'interleuchina-6 (Il-6), suggerendo un possibile legame tra esposizione alle particelle plastiche e processi infiammatori coinvolti negli eventi cardiovascolari acuti.
"Pur trattandosi di uno studio condotto su un campione numericamente limitato - conclude la nota - va sottolineato che i risultati rappresentano una delle prime evidenze cliniche di una possibile associazione tra presenza di microplastiche nell'organismo e maggiore gravità di infarto del miocardio, aprendo nuovi scenari di ricerca sul rapporto tra inquinamento ambientale e salute cardiovascolare".

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(Adnkronos) - Matteo Bassetti, Pier Luigi Lopalco e Roberto Burioni contro l'emendamento approvato in Commissione Affari sociali della Camera che prevede il reintegro negli Ordini professionali dei sanitari radiati durante la pandemia di Covid-19 per non essersi vaccinati. Gli esperti parlano di una norma che rischia di delegittimare gli Ordini professionali e di rappresentare un segnale contrario ai principi della medicina basata sulle evidenze.
"L'emendamento che prevede il reintegro nell'albo del personale sanitario radiato durante la pandemia di Sars-CoV-2 è una vergogna, un affronto alle vittime del Covid. E' veramente uno dei punti più bassi mai toccati sulla salute in questo Paese. D'altronde negli ultimi 5 anni di punti davvero bassi ne abbiamo toccati tanti e questo dal punto di vista sanitario è forse uno dei peggiori. Devo dire che sono dispiaciuto, amareggiato e anche un po' arrabbiato per questo atteggiamento che francamente non mi aspettavo", afferma all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova.
"Credo che sia la dimostrazione lampante che il partito di maggioranza relativa di questo Paese è un partito molto vicino al pensiero no-vax - aggiunge - L'emendamento è di Fratelli d'Italia, quindi credo che sia importante che Fdi prenda una posizione chiara e netta sulle vaccinazioni: è pro o contro i vaccini il partito del presidente del Consiglio? Questo continuo 'ondivaghismo' - un giorno sono dalla parte dei vaccini e un giorno contro - non giova a nessuno". E conclude: "Il reintegro di medici no-vax è uno sputo in faccia a chi è morto di Covid e a chi tra i medici si è vaccinato e si è speso per la campagna vaccinale che ha salvato la vita a molte persone".
Sulla stessa linea Pier Luigi Lopalco, epidemiologo e docente di Igiene all'Università del Salento, secondo cui l'emendamento "è una pessima norma prima di tutto perché entra a gamba tesa in una materia che lo Stato delega agli Ordini dei medici. Delegittimare l'Ordine significa ridurre un importante livello di garanzia per i cittadini. Poi c'è la questione di merito, perché si legittima un atteggiamento antiscientifico e di cattiva pratica medica etichettandolo come 'libertà di scelta'. Un medico no vax è semplicemente un medico ignorante e, pertanto, pericoloso per coloro che si affidano alle sue cure".
"Ho sempre affermato - ricorda Lopalco - che il maggior problema legato ai medici no vax non è il fatto che non si vaccinino o non facciano vaccinare i loro assistiti, il vero problema è che sono profondamente ignoranti. Se un medico non comprende il valore scientifico della vaccinazione e si fa affascinare da teorie strampalate, vuol dire che non ha studiato oppure che non ha capito quello che gli hanno fatto studiare". Per l'epidemiologo, "il medico no-vax è una bomba ad orologeria che prima o poi danneggerà seriamente qualche suo paziente con una diagnosi mancata o una terapia fantasiosa".
Anche Roberto Burioni interviene sulla vicenda, criticando l'ipotesi di reintegro dei sanitari radiati durante la pandemia. Il virologo su X in maniera ironica fa i "complimenti alla deputata Alice Buonguerrieri", prima firmataria dell'emendamento, "per la sua lotta a favore dei virus e a danno della salute pubblica". "Vergognatevi. Vergognatevi. Vergognatevi", tuona il virologo.

(Adnkronos) - "Se tu dopo quattro anni ti concentri e blocchi il Parlamento per la legge elettorale a pochi mesi dal voto, perché ti vuoi accroccare un obbrobrio giuridico per cercare di salvaguardare il tuo posto e vieni pure bocciata, devi andare a casa". Così il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, in collegamento con L'aria che tira, su La7.
"Noi non possiamo tradire Giorgia Meloni, perché non ha mai avuto la nostra fiducia. Nelle nostre dichiarazioni di voto abbiamo spiegato che non potevamo votare un emendamento farlocco. Fratelli d'Italia sta facendo una grancassa, una caciara dicendo che loro volevano le preferenze, ma su questo hanno subito una sconfitta. Non una sconfitta degli elettori, chiariamo questo. Meloni ci ha messo la faccia e ha detto 'io voglio le preferenze', ma quell'emendamento prevedeva nomi prestampati con capilista bloccati. Queste non sono preferenze perché come prevedeva il nostro emendamento, che è stato bocciato, gli elettori devono essere liberi di scrivere il nome del candidato. Giorgia Meloni si è inventata la solita furbata per prendere in giro gli italiani", ha sottoloineato.
Nel merito, poi, dell'emendamento presentato da Futuro nazionale per Vannacci sempre sulle preferenze, Conte ha dichiarato che il Movimento 5 stelle non lo voterà "perché non è accettabile in un contesto inaccettabile. E' una partita tra Fn e la maggioranza, se la giochino tra di loro".
Sulla legge elettorale e ciò che sta accaddendo in Aula, Conte ironizzando ha anche lanciato un quiz sui social: "Secondo voi una premier che ha bloccato il Parlamento sulla legge elettorale anziché su stipendi e sanità e che è stata appena sfiduciata dalla sua stessa maggioranza, dove dovrebbe essere oggi? 1. Al Quirinale per dimettersi. 2. A un vertice di maggioranza per uscire dalla palude in cui sono precipitati e hanno precipitato l’Italia. 3. Alla cerimonia di premiazione dei Maestri della cucina. Vi metto la risposta esatta nei commenti".
"Noi abbiamo fatto da mesi un processo interno con i cittadini e l'abbiamo pressoché terminato. Ci confronteremo con le altre forze...se dobbiamo anticipare, lo facciamo dalla settimana prossima, solo ci dicano che finalmente vogliono rispettare la volontà degli elettori e in queste condizioni si va a votare e noi in pochissimo tempo condivideremo un programma e anche il criterio per dare un'indicazione del candidato premier se imposto dalla legge elettorale", ha detto ancora in collegamento con L'aria che tira, su La7. E ha aggiunto: "In questi quattro anni di opposizione abbiamo già lavorato, definito un programma che è molto più dettagliato del niente che sta facendo questo governo Meloni". Sulla politica estera "non c'è nessuna maretta - ha detto ancora Conte - Le forze di opposizione" sono "molto più convergenti di quanto non lo sia questa maggioranza di governo, che sono sfaldati su tutto. Siamo molto più uniti sulla politica estera, il nostro primo punto, e ci accomuna tutti, è ripristinare il diritto internazionale e lavorare per la pace".
Io ho parlato "di minaccia di invasione dell'Europa" da parte della Russia. "Non ho mai detto che non ci sono le guerre ibride, gli attacchi cibernetici di Russia e tanti altri player. Il tema è un altro: far credere per giustificare il riarmo che c'è la minaccia di invadere l'Europa è smentito da ufficiali della Nato, strateghi militari, esponenti dell'esercito e tutti gli esperti. Ho detto che non possiamo buttare soldi per noi insostenibili, senza costrutto, nel riarmo", ha spiegato infine.

(Adnkronos) - Allerta massima per Inghilterra-Argentina. Oggi, mercoledì 15 luglio, la Nazionale dei Tre Leoni sfida l'Albiceleste nella semifinale dei Mondiali 2026, in quella che, per alcuni, è molto più di una partita. Sebbene il ct Lionel Scaloni abbia provato a gettare acqua sul fuoco, la sfida si è caricata di ricorsi storici e un forte significato politico, che richiama alla guerra delle Falkland, o Malvinas. Una ferita ancora aperta nei cuori argentini e che ha fatto alzare l'allerta sicurezza ad Atlanta.
Se i ricordi di campo vanno al 1986, quando Diego Maradona 'beffò' i Tre Leoni con l'iconica 'Mano de Dios' e il gol del secolo, ci sono infatti anche motivi politici dietro la rivalità. Nel 1982 Argentina e Inghilterra combatterono la guerra delle Isole Falkland, o Malvinas per gli argentini, una ferita ancora aperta nei cuori sudamericani, tanto da essere citate nell'ormai iconica canzone 'La quarta stella', colonna sonora dei Mondiali dell'Albiceleste creata dall'influencer Palmito: "Per le Malvinas, per Diego, per l'ultima di Leo".
Proprio la carica storica che si porta dietro la sfida ha, come detto, ha innalzato l'allarme sicurezza al massimo, con la città di Atlanta che schiererà una fitta schiera di polizia anche a cavallo. Inglesi e argentini saranno divisi per evitare ogni punto di contatto ed entreranno da settori diversi dell'Atlanta Stadium, ma le misure preventive potrebbero andare oltre il semplice schieramento di forze di polizia.
Ai controlli all'ingresso dello stadio, come riferito dal Clarin, infatti potrebbero essere bloccate ogni bandiera o maglietta raffigurante le Malvinas: "Se lo interpreteranno come una provocazione, permetteranno l'ingresso alle persone, ma non agli oggetti con presunti messaggi politici", hanno confermato fonti negli Stati Uniti al giornale argentino.
(Adnkronos) - Prende il via 'Parola alla medicina', il nuovo progetto editoriale realizzato da Adnkronos in collaborazione con Fism - Federazione delle società medico-scientifiche italiane, per raccontare attraverso la voce delle società scientifiche le priorità della salute pubblica e le trasformazioni del Servizio sanitario nazionale. "'Parola alla medicina' nasce per rendere più accessibile il contributo della comunità medico-scientifica italiana al dibattito pubblico sulla salute - dichiara Loreto Gesualdo, presidente Fism - Le società scientifiche esprimono competenze, ricerca ed esperienza clinica: un patrimonio fondamentale per leggere le trasformazioni della sanità e promuovere una cultura della salute fondata su evidenze, responsabilità e innovazione".
A questo obiettivo si affianca il ruolo dell'informazione, chiamata a tradurre la complessità scientifica in contenuti chiari, accessibili e verificati, capaci di orientare cittadini, decisori e professionisti. "L'informazione scientifica e sanitaria richiede rigore, chiarezza e capacità di rendere comprensibili temi complessi - afferma Davide Desario, direttore responsabile dell'agenzia Adnkronos - Con 'Parola alla medicina', Adnkronos mette a disposizione un progetto editoriale per offrire contenuti affidabili e verificati su un tema centrale per la vita delle persone e per il futuro del Paese".
La piattaforma - informa una nota - raccoglie oltre 60 video-interviste offrendo una lettura ampia e qualificata delle principali sfide della sanità contemporanea: prevenzione, diagnosi precoce, cronicità, innovazione terapeutica e diagnostica, salute mentale, medicina del territorio, emergenza-urgenza, salute della donna, medicina di laboratorio, ricerca, sicurezza delle cure e sostenibilità del sistema sanitario. Le testimonianze restituiscono una visione comune orientata alla costruzione di modelli di cura sempre più integrati, multidisciplinari e centrati sulla persona, capaci di rafforzare il dialogo tra comunità scientifica, cittadini e istituzioni e di contribuire all'evoluzione delle politiche sanitarie del Paese. Nei prossimi mesi sono previste nuove sessioni di registrazione per ampliare il numero delle realtà coinvolte e arricchire ulteriormente i contenuti della piattaforma. Le video-interviste e informazioni sul progetto sono su adnkronos.com/parola-alla-medicina/.

(Adnkronos) - La Corte di Cassazione si esprime oggi sul ricorso presentato dalla difesa di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo la rapina avvenuta nel suo negozio il 28 aprile 2021. Secondo quanto si apprende, la procura generale ha chiesto la conferma della condanna.
Il gioielliere ha sempre sostenuto di aver reagito per proteggere se stesso e la propria famiglia presente in quel momento in negozio mentre secondo l’accusa i colpi sarebbero stati esplosi quando il pericolo era cessato, poiché i rapinatori erano in fuga.
Lo scorso dicembre la Corte d’Assise d’Appello di Torino lo aveva condannato a 14 anni e nove mesi di carcere rivedendo in parte la sentenza emessa in primo grado ad Asti che aveva previsto una pena di 17 anni. A marzo la difesa di Mario Roggero aveva depositato il ricorso in Cassazione contro la sentenza sostenendo che ‘fu legittima difesa’. Ora i giudici si sono riuniti in camera di consiglio e la sentenza e’ attesa per il pomeriggio.
Trentanove milioni di chili di Pecorino Romano Dop prodotti nella
campagna 2024/2025, quasi 9mila allevatori e 47 caseifici
coinvolti, export al 60% della produzione: sono i numeri presentati
oggi nell'assemblea annuale del Consorzio di tutela del Pecorino
Romano Dop, a Siamaggiore (Oristano).
(Adnkronos) - Per la prima volta in Europa 2 società scientifiche si sono unite per sviluppare raccomandazioni per una pratica clinica sulla tomografia computerizzata. La Società italiana di radiologia medica e interventistica (Sirm) e l'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) hanno prodotto un documento congiunto per la compilazione del modulo di richiesta dell'esame diagnostico per immagini e la successiva refertazione radiologica. L'obiettivo - informano le società scientifiche una nota - è favorire una comunicazione più efficace tra i professionisti coinvolti, supportare un uso appropriato dell'imaging diagnostico e migliorare la qualità e l'omogeneità dell'assistenza oncologica. Il documento è stato di recente pubblicato sul Sistema nazionale Linee guida dell'Istituto superiore di sanità.
"Vogliamo migliorare gli esiti clinici e la continuità del percorso di cura per i nostri pazienti - afferma Nicola Silvestris, segretario nazionale Aiom - La tomografia computerizzata è uno degli esami più diffusi in ambito oncologico e viene utilizzato nella gestione di molti tumori tra cui quelli al seno, polmone, colon-retto o vescica. L'assistenza ai malati è sempre più affidata ai team multidisciplinari con i quali è possibile pianificare i trattamenti migliori anche grazie ad una stadiazione più accurata della neoplasia. Il nostro nuovo documento va nella direzione di un rafforzamento dell'alleanza tra gli oncologi e i radiologi. Un'adeguata comunicazione e collaborazione tra questi professionisti favorisce una più corretta gestione del singolo caso di cancro". Come radiologi "siamo sempre più chiamati a dare risposte chiare e soddisfacenti alle domande degli oncologi medici - aggiunge Nicoletta Gandolfo, presidente Sirm - A nostra volta abbiamo bisogno però di indicazioni precise da parte dei colleghi. La richiesta dell'esame deve essere arricchita da informazioni cliniche adeguate e dai dati relativi al paziente. Sono tutti elementi che agevolano l'interpretazione delle immagini e consentono anche di ottimizzare la tecnica di acquisizione. Ogni professionista in Italia potrà ora beneficiare di raccomandazioni uniformi di buona pratica clinica. Il documento suggerisce delle norme condivise e prestabilite in grado di migliorare il lavoro di tutti".
In oncologia "negli ultimi anni vi è una crescente consapevolezza sulla così detta medicina personalizzata - concludono i rappresentanti di Sirm e Aiom - Si basa sul principio che sia necessario soffermarsi maggiormente sulla cura complessiva della persona piuttosto che solo ed esclusivamente sulla malattia. I tumori sono oltre 200 diverse patologie e per molte di queste sono stati raggiunti risultati importanti in termini di sopravvivenza e guarigione. Anche la personalizzazione dei trattamenti e la gestione multidisciplinare-multiprofessionale del cancro hanno permesso di ottenere questi successi. Servono indicazioni precise e aggiornate sui diversi aspetti dell'assistenza che deve essere garantita alla persona colpita da cancro. Le nuove raccomandazioni - concludono - sono rivolte a tutti i clinici e i radiologi e in particolare a quelli che non lavorano in centri di riferimento".

(Adnkronos) - Brutta sorpresa per Lamine Yamal nel giorno del suo compleanno. Nella notte tra ieri e oggi, mercoledì 15 luglio, mentre il talento del Barcellona era impegnato nei festeggiamenti per la finale dei Mondiali appena conquistata dopo la vittoria contro la Francia, a Esplugues de Llobregat due ladri con passamontagna hanno tentato di introdursi nella sua casa.
Come riportato da La Vanguardia, ad accorgersi dell'intrusione sono stati gli uomini della sicurezza privata, che grazie alle telecamere di sorveglianza sono intervenuti in tempo evitando il furto e mettendo in fuga i due malviventi.

(Adnkronos) - In attesa di tornare in campo, Alcaraz si rilassa sulla Costiera Amalfitana. E lo fa in dolce compagnia. Il tennista spagnolo, fermo da quattro mesi a causa dell'infortunio al polso destro rimediato a Barcellona, ha inaugurato il suo yatch da 27 metri e circa 10 milioni di euro toccando diverse destinazioni nel Golfo di Napoli, con tappe nelle isole di Procida, Ischia e Capri, insieme a una misteriosa ragazza bionda, la cui identità non è ancora stata resa nota.
I due sono stati paparazzati dalla rivista spagnola 'Semana' e, secondo quanto riportato, "Carlos e la ragazza bionda hanno condiviso momenti teneri e molto intimi".
Intanto il 23enne sta affrontando la fase decisiva del percorso di recupero con l'obiettivo di tornare per il Masters 1000 di Cincinnati, l’ultimo grande torneo di preparazione prima degli Us Open. Come riportato da La Verdad, nello staff del murciano inizia a esserci grande ottimismo. Alcaraz non è nell'entry list del Masters 1000 di Montreal, ma la decisione risponde a un programma medico e sportivo molto preciso, che sta portando l'attuale numero 3 del ranking Atp a non forzare i tempi.
Lo staff di Alcaraz preferisce concentrare tutti gli sforzi per arrivare nelle migliori condizioni possibili a Cincinnati, torneo che inizierà a metà agosto. Prima dovrà esserci però il parere medico positivo per riprendere la racchetta e il dottor Angel Ruiz-Cotorro potrebbe concederlo proprio questa settimana. La decisione di rinunciare a Montreal si inserisce quindi in questa strategia della prudenza, per evitare possibili ricadute verso il finale di stagione. Cincinnati, torneo che prenderà il via il 13 agosto, offre uno scenario molto più favorevole ad Alcaraz per valutare i progressi e pensare al rientro.
(Adnkronos) - "Sono trascorsi 2 anni dall'approvazione della legge sulle liste di attesa e tra le novità più rilevanti introdotte c'è la Piattaforma nazionale sulle liste di attesa. Proprio grazie all'ultima versione della piattaforma, se da una parte sappiamo, come ci ha anche detto l'Agenas, che la capacità delle Regioni di rispettare i tempi massimi di attesa è in miglioramento rispetto al 2025, dall'altra, dai dati pubblicati sulla stessa piattaforma, aggiornati a giugno 2026, è allarme sul rispetto dei tempi massimi di attesa previsti dalla legge", con solo 2 Regioni che si rivelano quest'anno adempienti per il rispetto dei tempi massimi per le visite e solo 2 Regioni per il rispetto dei tempi degli esami. Lo spiega Tonino Aceti, presidente di Salutequità il cui Osservatorio, a giugno 2026, ha realizzato un'analisi sui dati contenuti nella Piattaforma nazionale sulle liste di attesa gestita dall'Agenas e relativi al periodo gennaio-maggio 2026. A rispettare i tempi per le prime visite sono Basilicata e Marche, mentre per gli esami diagnostici sempre la Basilicata insieme al Veneto.
Più nel dettaglio, riferisce Aceti, "per le prime visite, da gennaio a maggio 2026, sono solo 2 le Regioni in grado di garantire il rispetto dei tempi massimi di attesa per i codici di priorità B (Breve, 10 giorni), D (Differita, 30 giorni) e P (Programmata, 120 giorni) in almeno il 90% dei casi; per gli esami diagnostici, da gennaio a maggio 2026, sono solo 2 le Regioni in grado di garantire il rispetto dei tempi massimi di attesa per i codici di priorità B, D e P in almeno il 90% dei casi. Infatti, secondo il Piano nazionale di governo delle liste di attesa (Pngla) 2019-2021 (vigente a maggio 2026), per tutte le prestazioni ambulatoriali oggetto di monitoraggio (visite specialistiche e prestazioni strumentali) il tempo massimo di attesa indicato dalla Regione e Provincia autonoma dovrà essere garantito (ai fini del monitoraggio) almeno per il 90% delle prenotazioni con classi di priorità B e D, riferite a tutte le strutture sanitarie. E a decorrere dal 2020 il monitoraggio sarà esteso anche alla classe P". Il 90% è quindi la soglia di garanzia prevista dal Pngla 2019-21 e confermata anche dal nuovo Pngla 2026-28, approvato a giugno 2026, per la piena adempienza delle Regioni in materia di rispetto dei tempi di attesa.
Secondo l'analisi realizzata da Salutequità, "le Regioni che nei primi 5 mesi del 2026 sono in grado di garantire il rispetto dei tempi massimi di attesa per le prime visite con codici di priorità B, D e P in almeno il 90% dei casi sono la Basilicata (anche se per la classe di priorità U - Urgente, 3 giorni - non viene riportato alcun dato) e le Marche. Il Veneto invece riesce a centrare il risultato per i codici B e P, mentre per la classe D è lievemente sottosoglia. Anche il Lazio si avvicina alla soglia di garanzia del 90% per le classi B e D (ma non la raggiunge), mentre è pienamente adempiente sulla classe P. Particolarmente distanti dalla soglia di garanzia la Puglia, la Provincia autonoma di Trento, Umbria, Sicilia, Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Abruzzo. La soglia di garanzia del 90% dei casi di rispetto dei tempi di attesa viene ampiamente centrata, in media a livello nazionale, solo in ambito oncologico (95,9%). Arrancano dermatologia e allergologia (61,8%), oculistica 66,6% e urologia 68,7%. Per quanto riguarda gli esami diagnostici, risultano pienamente adempienti rispetto alla soglia di garanzia la Regione Basilicata (anche se per la classe di priorità U non viene riportato alcun dato) e il Veneto. Più critiche invece Umbria, Sicilia, Puglia, Pa Trento, Friuli Venezia Giulia e Abruzzo. Praticamente in Italia solo 6.862.469 di cittadini vedono rispettati i tempi massimi di attesa previsti dalla legge, cioè l'11,64%".
Per un’analisi più completa e ragionata, "questi dati sul rispetto dei tempi di attesa, che emergono dalla piattaforma - evidenzia Aceti - andrebbero letti in combinato disposto anche con altre evidenze. Innanzitutto, la piattaforma monitora i tempi di attesa di sole 55 prestazioni di specialistica ambulatoriale (esami diagnostici e prime visite) su 2.108, cioè il 2,61%, quindi una parte molto residuale di tutte le prestazioni garantite nei Lea. Anche l'eventuale adempienza delle Regioni è quindi relativa ad una quota molto parziale di prestazioni, non sufficiente a fotografare la reale e piena capacità delle Regioni di garantire il rispetto del diritto dei cittadini ad ottenere tutte le cure nei tempi giusti". In secondo luogo, "alcune Regioni presentano una percentuale di prenotazioni con classi di priorità P di gran lunga superiori alle altre. È il caso della Basilicata che, pur essendo adempiente su classi B, D, e P, mentre nessun dato è disponibile per la classe di priorità U, ha l'85% di prenotazioni in classe P, contro l'8,8% dell'Emilia Romagna e il 7,8% della Toscana (dati Agenas)", sottolinea.
In conclusione, sintetizza il presidente di Salutequità, "i dati ci restituiscono un quadro di un'Italia che ha grandi difficoltà a garantire il diritto dei cittadini ad ottenere un accesso tempestivo alle cure e con profonde differenze tra Regioni. Se la Piattaforma nazionale sulle liste di attesa rappresenta un risultato e un'innovazione importante nella governance del Ssn, i margini per un suo rafforzamento, anche in una chiave di trasparenza e accountability, sono ancora molto importanti e un imperativo categorico per il sistema. Innanzitutto, i dati contenuti nella piattaforma dovrebbero rilevare e concorrere alla valutazione istituzionale della capacità delle Regioni di garantire i Lea, arricchendo con batterie di indicatori l'attuale Nuovo sistema di garanzia dei Lea, che attualmente ha un solo indicatore 'core' sulle liste di attesa".
La piattaforma dovrebbe inoltre "essere aggiornata in tempo reale. Ad oggi è ancora ferma a maggio 2026. Le prestazioni monitorate sono ancora troppo poche rispetto all'intero paniere Lea. Manca una sezione che renda chiaro ai cittadini, con un quadro di insieme, quali siano le Regioni che garantiscono i tempi massimi di attesa, rispettando la soglia di garanzia del 90% dei casi, prevista dalla legge. Non ci sono sezioni e dati sull'attivazione e sull'efficacia dei percorsi di tutela per i cittadini (salta code) attivabili quando le Regioni non siano in grado di rispettare i tempi massimi di attesa. Manca inoltre una sezione che illustri le caratteristiche degli ambiti di garanzia delle Regioni, cioè l'ambito di territorio entro il quale devono essere garantiti i tempi massimi di attesa, nonché il loro livello di rispetto dello standard nazionale e cioè 'raggiungibilità e prossimità'. Infine, non c'è ancora una sezione dedicata all'informazione al cittadino sulle modalità di tutela dei suoi diritti in caso di superamento dei tempi massimi di attesa e anche sui suoi doveri", conclude Aceti.

(Adnkronos) - Tragedia a Maracalagonis, centro dell'hinterland di Cagliari. I corpi di due persone, madre e figlio di 89 e 59 anni, sono stati trovati morti nella loro abitazione in via San Giacomo. Sul posto sono accorsi i Carabinieri e il 118. Sta giungendo anche il magistrato di turno insieme al medico legale per comprendere le dinamiche di quanto accaduto.
(Adnkronos) - Doppia tragedia nel Cagliaritano. I corpi di due persone, madre e figlio disabile di 89 e 59 anni, sono stati trovati morti nella loro abitazione in via San Giacomo. Secondo le prime ricostruzioni, fatte dai carabinieri intervenuti nell'appartamento di Maracalagonis, il figlio - disabile non autosufficiente - dovrebbe aver avuto un malore fatale. Poi, quando se n'è accorta, la madre non ha retto il colpo ed è morta di crepacuore.
L'anziana dedicava la sua vita al figlio ma poteva contare anche sull'aiuto di alcuni vicini, una coppia con contatti e visite quotidiani. Ieri avevano trovato una situazione normale, ma oggi non erano riusciti a comunicare con la donna e sono entrati con la loro copia delle chiavi. Sono stati loro a ritrovarsi davanti madre e figlio senza vita e dare l'allarme. Immediato l'intervento dei soccorritori del 118 e dei carabinieri della Compagnai di Quartu, che sotto la guida del comandante Michele Cerri, hanno cercato di ricostruire la vicenda. Sul posto anche il medico legale e il magistrato di turno.
Amazon vs Negozi Locali: Birra Beck's a 12,50 Euro, la Concorrenza è "Impossibile"
SARDEGNA – Il divario di prezzo tra le piattaforme online e i negozi tradizionali si fa sempre più incolmabile. Un esempio lampante arriva dal settore delle bevande: su Amazon , una cassa di birra Beck's da 24 bottiglie viene venduta a soli 12,50 euro (con l'opzione "Iscriviti e Risparmia"). Nei negozi tradizionali sotto casa, lo stesso prodotto costa almeno il doppio, tra i 25 e i 26 euro. Al bar, il prezzo di una singola bottiglietta supera mediamente i 3 euro.
Un Caso Simbolo
La differenza di prezzo è talmente marcata da rendere la concorrenza per i negozi locali "impossibile". Mentre il consumatore medio può acquistare una cassa di birra online a meno di 0,52 euro a bottiglia, nel punto vendita fisico la stessa spesa supera abbondantemente il doppio.
I Guadagni di Ricalco
Il margine di ricalco (il ricarico applicato dal commerciante) è un fattore chiave. Se il prezzo di acquisto per il dettagliante è già più alto, il ricarico finale rende il prodotto poco competitivo rispetto ai giganti dell'e-commerce. Il fenomeno è destinato a crescere, mettendo in difficoltà i piccoli commercianti, che non possono competere con le economie di scala e i modelli di vendita diretta di Amazon. Il confronto è emblematico del cambiamento delle abitudini di consumo e delle sfide che il commercio locale deve affrontare.
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In relazione allo sciopero dei rider di Glovo e Deliveroo indetto per il 15 luglio a Firenze, Confintesa esprime attenzione tecnica al tema e osserva che la mobilitazione documenta la persistenza del modello di remunerazione a cottimo nel food delivery, anche a seguito dei procedimenti giudiziari in corso e in vigenza del DL 62/2026. "La vicenda di Firenze - dichiara il segretario generale confederale Francesco Prudenzano - mostra che la protezione retributiva del lavoratore non si realizza soltanto con l'aumento nominale della tariffa a consegna, ma richiede un impianto contrattuale che riconosca il tempo di connessione effettivo e le condizioni di lavoro reali. È questo il senso del compenso per il tempo di disponibilità operativa e delle maggiorazioni per condizioni meteorologiche avverse".
Confintesa ricorda di aver sottoscritto, unitamente a Co.n.a.p.i. nazionale, un Ccnl settoriale specifico per le piattaforme digitali di consegna e la logistica urbana dell'ultimo miglio, depositato al Cnel il 5 maggio scorso. Il contratto prevede, tra gli altri istituti: un compenso minimo per il tempo di connessione senza ordini assegnati; maggiorazioni per lavoro notturno, festivo e in condizioni meteorologiche avverse; compenso aggiuntivo per la distanza percorsa oltre una soglia predeterminata; disciplina della trasparenza algoritmica con diritto di riesame umano delle decisioni automatizzate; limiti giornalieri e settimanali di connessione con riposo minimo garantito; bilateralità di settore e sanità integrativa.
"Non è mancata la contrattazione - conclude Prudenzano - è mancata l'applicazione. Fino a quando gli strumenti contrattuali depositati non trovano operatori che li adottino, la protezione dei lavoratori resta un tema di sistema".

(Adnkronos) - La vaccinazione contro il Papillomavirus umano (Hpv) rappresenta uno degli strumenti più efficaci di prevenzione oncologica oggi disponibili. In Campania, le aziende sanitarie stanno rafforzando le strategie per aumentare le coperture, puntando su un accesso sempre più capillare e precoce al vaccino. L’anti-Hpv “si rivolge principalmente agli adolescenti - spiega Maria Rosaria Granata, direttore del Distretto sanitario 42 di Casavatore dell’Asl Napoli 2 Nord”. L’obiettivo di copertura dei Lea- Livelli essenziali di assistenza “riguarda i quindicenni, ma il vaccino può essere somministrato già a partire dai 9 anni - aggiunge - Quanto prima viene effettuato, tanto maggiore è la sua efficacia, perché protegge prima dell’inizio dell’attività sessuale. In Campania - precisa - è offerto gratuitamente ai maschi nati dal 2006, alle donne fino ai 31 anni e alle categorie a rischio, comprese le donne con lesioni da Hpv. Anche dopo un tumore della cervice uterina la vaccinazione resta consigliata, perché protegge dagli altri ceppi oncogeni non ancora contratti”. (VIDEO)
Come puntualizza Lucia Marino, direttrice del dipartimento di prevenzione della Asl Napoli 1 Centro, “l’infezione da Hpv interessa principalmente le mucose genitali e orali e, pur avendo nella maggior parte dei casi un decorso benigno, può evolvere in lesioni precancerose e successivamente in tumore della cervice uterina. Per questo motivo bisogna mettere in campo quanti più strumenti possibili per far aderire alla vaccinazione anti-Hpv che abbiamo a disposizione”. All’Asl Napoli Centro si “stanno adottando una serie di iniziative proprio per allargare quanto più possibile la platea delle persone”. In particolare “nella fascia dei giovani che possono sottoporsi alla vaccinazione anti-Hpv, attraverso i nostri centri presenti presso tutti i distretti sanitari, ma anche attraverso i consultori e il cosiddetto ‘ospedale che vaccina’: anche per chi è ricoverato, soprattutto nei reparti di ginecologia, si considera di offrire la vaccinazione anti-Hpv”. Una nuova iniziativa riguarda “la firma di un protocollo d’intesa, anche attraverso l’Ufficio scolastico regionale - sottolinea Marino - per andare noi direttamente nelle scuole a vaccinare, previa chiaramente una campagna di divulgazione e comunicazione sull’importanza di vaccinarsi per proteggersi da una malattia che può avere un’evoluzione veramente drammatica nel cancro della cervice”.
L’infezione da Papillomavirus “è molto diffusa - afferma Granata - Soprattutto nelle donne, nel corso della vita, è frequente. Nella maggior parte dei casi guarisce spontaneamente. Tuttavia, quando l’infezione persiste può cronicizzare e favorire l’insorgenza di tumori. Oltre al tumore della cervice uterina, sono in aumento altre patologie strettamente correlate all’Hpv, come i carcinomi del pene e quelli del distretto testa-collo. È particolarmente preoccupante l’aumento esponenziale di queste forme tumorali. Per questo, accanto agli screening, è fondamentale la prevenzione primaria rappresentata dalla vaccinazione, che protegge dai principali ceppi oncogeni responsabili della trasformazione delle lesioni in tumore”.
Per incrementare le adesioni, l’Asl Napoli 2 Nord ha già attivato diverse iniziative di recupero vaccinale. “Abbiamo dedicato pomeriggi e sabati mattina esclusivamente alla vaccinazione anti-Hpv - prosegue Granata - Nel Distretto sanitario 42 è inoltre attivo un centro vaccinale Hpv Open Day, aperto ogni domenica mattina senza prenotazione, al quale possono accedere liberamente ragazzi e ragazze”. Particolare attenzione viene inoltre riservata “alle donne nate nel 1995 e nel 1996, che quest’anno perderanno il diritto all’anti-Hpv. È importante iniziare il ciclo vaccinale entro i termini previsti: effettuando la prima dose, anche le successive resteranno gratuite. Il ciclo vaccinale prevede due dosi fino ai 14 anni - ricorda - e tre dosi dai 15 anni in poi”. La vaccinazione, aggiunge Granata, non richiede la prescrizione medica salvo casi particolari. Il Piano regionale coinvolge pediatri di libera scelta, medici di medicina generale, centri vaccinali, ospedali e scuole. Anche all’Asl Napoli 2 Nord il vaccino viene già proposto anche nei presidi ospedalieri e sono in programma interventi direttamente negli istituti scolastici, anche attraverso unità mobili. “Tra tutti i vaccini, quello contro l’Hpv è quello che mi sta più a cuore, perché previene il cancro - rimarca Granata - L’esempio dell’Australia dimostra che, grazie alle elevate coperture vaccinali, il tumore della cervice uterina può diventare un problema residuale

Icadaveri di una donna di 86 anni e del figlio di 59 sono stati scoperti nella tarda mattinata in un'abitazione di Maracalagonis, nel Cagliaritano.
Sul posto sono intervenuti i medici del 118 e i carabinieri della compagnia di Quartu Sant'Elena.
Da quanto si apprende, sui corpi di mamma e figlio non sono stati trovati segni di violenza.
I carabinieri da un primo sopralluogo non hanno riscontrato elementi che possano ricondurre a una aggressione.
Nessun segno di intrusione o scasso.
L'ipotesi più avvalorata al momento è quella della morte naturale. A quanto pare, il 59enne avrebbe avuto un malore, non riuscendo a chiamare aiuto. La madre trovandolo privo di vita si sarebbe sentita a sua volta male. Si attende l'arrivo del medico legale che effettuerà l'esame sui corpi per chiarire le cause del decesso.
Quello che fino a qualche anno fa era il galoppatoio comunale di
Arzachena, in Sardegna, sarà come un grande luna park, con
attrazioni pensate per i più piccoli e le famiglie, aree food con
pietanze a base di prodotti tipici dell'isola e un'arena concerti
da 20mila posti: un grande palco scoperto avrà come tetto il cielo
stellato della Gallura e come scenario le rocce di questa parte di
costa nord orientale sarda.Pagina 23 di 325
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