
(Adnkronos) - Ci sarà anche Riccardo Cocciante sul palco del concertone dell'1 maggio a Roma. Comincia a prendere forma la lineup dell’edizione 2026 del Concerto del primo maggio nella Capitale - promossa da Cgil, Cisl e Uil e organizzata da iCompany - dedicata al tema 'Lavoro dignitoso: contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale'.
Dopo l’annuncio di Litfiba, nella storica formazione degli anni ’80 con Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo, Emma Nolde e La Niña, torna sul palco di Piazza San Giovanni in Laterano uno dei più grandi protagonisti della musica internazionale: Riccardo Cocciante. Quattro anni fa era salito sul palco con i protagonisti della sua opera popolare Notre dame de Paris, attualmente in tour in tutta Italia. Recentemente ha pubblicato 'Ho vent'anni con te', dodici brani inediti, custoditi nel tempo, frutto di prestigiose collaborazioni autoriali di lunga data.
Anche quest’anno il Concertone mette al centro le performance, rigorosamente live, come strumento di racconto, rappresentando una festa e un momento di riflessione per immaginare il domani attraverso le voci di chi, con la propria musica, lo sta già costruendo. 'Il domani è ancora nostro' è infatti il focus scelto dalla direzione artistica guidata da Massimo Bonelli per dare voce alla contemporaneità attraverso la musica con un cast ampio e trasversale, capace di rappresentare sensibilità e percorsi artistici differenti, mettendo insieme nomi affermati e nuove voci della scena musicale italiana che guardano a un futuro pieno di possibilità. Un mosaico sonoro e generazionale che il primo maggio di Roma, anno dopo anno, interpreta con un’identità riconoscibile e coerente, valorizzando la qualità delle proposte, l’attenzione ai linguaggi del presente e la capacità di intercettare i temi più urgenti della società contemporanea.
L’evento sarà come sempre a libero accesso e sarà trasmesso in diretta su Rai 3 e Rai Radio 2 e in onda su RaiPlay e Rai Italia. È intanto in corso 1MNext, il contest dedicato alla ricerca di nuovi artisti, organizzato da iCompany, che ogni anno porta sul palco del Concertone i 3 vincitori. Sono stati annunciati i 12 artisti che passano in finale: Bambina, cantautrice di origine calabrese, Biancamare, cantautrice di Erice (Trapani), Cainero, cantautrice di Terracina (Lazio), Cristiana Verardo, cantautrice pugliese, Daiana Lou, duo nato a Roma formato da Daiana e Luca, Giovami, cantautore di Santeramo in Colle (Bari), Ilaria Kappler, cantautrice di Napoli, Giovedì, band di Roma, Macadamia, band di Roma, Montegro, cantautore di Lanciano (Chieti), Tufo, cantautore di Verbicaro (Cosenza) e Vaeva, band della Brianza. I 3 vincitori che si esibiranno al Concertone saranno annunciati domani, giovedì 16 aprile. Rai Radio2, la radio ufficiale del Primo Maggio e di 1MNext, seguirà il Primo Maggio in diretta radiofonica dal pomeriggio a tarda notte con interviste a caldo agli artisti dal backstage di Piazza San Giovanni. Realizzerà inoltre contenuti extra per le pagine social del canale e trasmetterà anche in visual radio sul canale 202.

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(Adnkronos) - Un muro digitale, quasi più invalicabile di quello antico. Acquistare un biglietto per il Colosseo sul sito ufficiale è diventata "una missione impossibile" per turisti e piccoli operatori, spesso costretti a rivolgersi al mercato del "secondary ticketing", dove i prezzi aumentano e le dinamiche sono influenzate da grandi player del settore. A lanciare l'allarme, attraverso un dossier e la segnalazione all’Agcm e all’Anac, è Isabella Ruggiero, presidente dell’Associazione guide turistiche abilitate (Agta), che all’Adnkronos denuncia un sistema a suo dire minato da "accaparramento, falle tecniche e una gestione da rivedere”. La situazione, critica da metà gennaio 2026, rievoca quanto accaduto nel 2023. "Siamo tornati al punto di partenza", spiega Ruggiero. "Sul sito ufficiale i biglietti sono quasi sempre impossibili da acquistare al momento del rilascio e sold-out poco dopo, anche in periodi di bassa stagione come gennaio e febbraio. Questo è anomalo e inaccettabile".
Per chi attende il rilascio, l'esperienza è frustrante. O non riesce neanche a visualizzare i biglietti disponibili, perché gli appaiono già esauriti, oppure quando cerca di metterli nel carrello il sistema dà errore. Le guide turistiche inviano ai clienti dei "tutorial" per l'acquisto, ma quest’anno non basta. "Abbiamo raccolto decine di testimonianze e video", continua Ruggiero. Secondo l'analisi dell'associazione, le cause del caos sarebbero molteplici. Il problema principale risiederebbe nel portale di vendita ufficiale, che sembrerebbe essere in sofferenza rispetto alle interazioni e ai tentativi di connessione, inclusi Bot e attacchi informatici, cui è soggetto.
Esistono due canali di vendita: B2C (per il pubblico) e B2B (per agenzie e tour operator accreditati). La regola vorrebbe che chi è accreditato non attinga dal canale pubblico. "Sappiamo per certo che non è così", afferma Ruggiero. "Molti grandi operatori, per varie ragioni, comprano massicciamente anche sulla piattaforma pubblica usando account diversi, prosciugando la disponibilità per i singoli visitatori". Le ragioni? Varie: Aumentare la quantità e la tipologia di biglietti che gli è stata concessa, evitare di pagare in anticipo le quote di biglietti previste per gli accreditati o aggirare il divieto di vendita negli ultimi 3 giorni prima della visita, una regola pensata per combattere gli "skip the line" di strada ma che, secondo Ruggiero, danneggia molti altri operatori.
Se alcune agenzie accreditate si limitano a comprare dall’altra piattaforma in casi eccezionali, altri operatori invece attingono da lì a mani basse anche tramite Bot, programmi automatizzati che permettono di acquistare enormi quantità di biglietti in frazioni di secondi. Tra questi c’è da notare l’uso del software che, con la tecnica del "freezing" (congelamento), "afferra" e tiene bloccati i biglietti nel carrello, anche per giorni. In questo modo, i biglietti non risultano disponibili al pubblico ma non sono ancora stati pagati dall'operatore, che finalizzerà l'acquisto solo quando avrà una richiesta, garantendosi la disponibilità anche all'ultimo minuto.
Di fronte alle segnalazioni, la direzione del Parco del Colosseo ha comunicato che il sito è stato oggetto di "attacchi informatici" (cosa diversa dai Bot per l’accaparramento), attribuendo però il sold-out anche a un'affluenza record. Una spiegazione che non convince Ruggiero: "Non posso credere che a febbraio ci sia stata la stessa affluenza di giugno. L'anomalia è nella velocità con cui i biglietti scompaiono, non il loro esaurirsi graduale. Sentirci rispondere dal Parco che i visitatori dovranno ‘programmare la visita con congruo anticipo’ è una presa in giro, visto che sul sito del Parco non possono prenotare prima di 30 giorni e che era impossibile trovare i biglietti di febbraio 30 giorni prima allo scoccare dell’ora”.
Il problema, secondo l’Agta, non sarebbe solo tecnico ma anche gestionale. L’associazione sottolinea di aver avanzato da anni proposte concrete che sarebbero rimaste "inascoltate". Tra queste, è fondamentale quella di "estendere gli orari di apertura in estate”, poiché viene ritenuto "inaccettabile" che il Parco non adotti orari più ampi a fronte dell'enorme richiesta e dell’aumento delle temperature. Un'altra proposta è quella di "abbandonare il rilascio a 30 giorni" dei biglietti, suggerendo una vendita con almeno sei mesi di anticipo per adeguarsi alla programmazione dei viaggi: "Il turista vede che non ci sono biglietti sul sito ufficiale e si riversa immediatamente sulle piattaforme private, dove li trova disponibili per tutto l'anno a prezzo maggiorato”, spiega Ruggiero.
Si evidenzia inoltre la necessità di rivedere itinerari e tipologie di biglietti: “Hanno creato un biglietto che nessuno vuole, l'Only Arena da 20 minuti, e altri che invece permettono di visitare tutto con il risultato di starci quasi 2 ore. Servono biglietti che diano accesso a itinerari limitati ma con tempi accettabili per tutti, itinerari più snelli, per velocizzare i flussi. La gente impiega un'ora e mezza per la visita anche a causa di code per l'unico ascensore, per i pochi bagni e per la lunghezza dei percorsi per disabili e persone con difficoltà motorie. Ottimizzando i percorsi si potrebbero far entrare molte più persone al giorno.”
La conclusione dell'associazione è che il simbolo di Roma sia prigioniero di un sistema che penalizza i visitatori e favorisce un mercato parallelo dove il biglietto da 18 euro viene rivenduto in pacchetti con audioguida o altri servizi a partire da 33 arrivando a circa 100 euro. “E questi sono i prezzi dei biglietti ordinari - spiega Ruggiero - I biglietti più ‘preziosi’, quelli dei Sotterranei, se abbinati a una visita guidata costano varie centinaia di euro a persona. Sul sito ufficiale costerebbero 24 euro ma sono costantemente e regolarmente sold-out, impossibili da acquistare, e non solo quest’anno”. “Il visitatore dovrebbe poter scegliere. L’acquisto dei pacchetti turistici privati deve essere una scelta, non un obbligo perché il pubblico non funziona", chiosa Ruggiero, auspicando una gestione più efficiente.

(Adnkronos) - Jonathan David chiude il 'caso spogliatoio' alla Juventus. Il centravanti canadese, arrivato a Torino a parametro zero la scorsa estate dal Lille, ha parlato delle voci che lo volevano escluso dal gruppo squadra bianconero, già smentite prima da Spalletti e poi direttamente da alcuni giocatori.
"La Juventus è il club più esposto d’Italia. Tutti gli occhi sono su di te e ovviamente la gente parla. Non so perché e come sia nata questa voce", ha detto David a TSN Canada, "ovviamente non era vero, passo molto tempo con i miei compagni e vado d’accordo con loro".
"Dopo la partita contro il Lecce si è parlato molto del modo in cui ho calciato il rigore e del perché lo avessi tirato io. Quando poi ho segnato e tutti sono venuti ad abbracciarmi con il Sassuolo è stato un momento davvero speciale per me", ha continuato David, "forse a volte le persone non ti capiscono, non ti conoscono veramente e quindi tendono a giudicarti, ma in realtà non importa perché hai persone vicine che si prendono cura di te e sanno chi sei".

(Adnkronos) - "Lo ribadisco con fierezza: noi abbiamo un sistema sanitario nazionale molto attivo e rispettoso dei cittadini. Ci sono delle problematiche, ma sono problematiche particolari. Per le liste d'attesa, che sono l'aspetto clamorosamente più importante, quello che conta è se noi riusciamo o non riusciamo a fare in tempi giusti un esame che per noi sarebbe essenziale. Su questo stiamo lavorando come Istituto superiore di sanità con le linee guida e le buone pratiche. Il sistema nazionale di linee guida e buone pratiche, che peraltro ci affida una normativa di legge, è ciò che permette di identificare una 'flow chart' in maniera tale che, al comparire di un sintomo o di una problematica, si evidenzi qual è l'esame giusto da fare, qual è la pratica giusta da attuare. In mancanza di tutto ciò, c'è un 'fai da te' che comporta un allungamento improprio di attese su esami che sarebbero inutili, togliendo spazio a quelli che sarebbero efficaci". Lo ha evidenziato il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Rocco Bellantone, intervenendo oggi al convegno 'Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide', in corso a Roma.
"I medici del territorio fanno quello che possono, ma vengono continuamente messi sotto pressione da una richiesta inappropriata di esami", ha osservato il presidente dell'Iss, rimarcando l'importanza di intervenire sul nodo dell'appropriatezza. Va dato "a questi stessi medici, a tutti gli operatori sanitari, uno strumento preziosissimo che elimina quell'evento drammatico che è la medicina difensiva: se il medico ha una certezza su quello che deve o non deve fare in una determinata situazione, può evitare di rifugiarsi in quegli atteggiamenti che provocano sprechi e provocano allungamento delle liste d'attesa".

(Adnkronos) - La replica dell'episodio 'Gatto e cardellino' de 'Il commissario Montalbano' ha vinto la prima serata di ieri con il 15,9% di share. La serie di Rai1 con Luca Zingaretti ha incollato allo schermo 2.811.000 telespettatori. Su Canale 5 'Grande Fratello Vip' ha intrattenuto 1.809.000 telespettatori, pari al 15,1%. Su La7 'DiMartedì' ha raggiunto 1.810.000 telespettatori e l’11,1%. Su Rai2, 'Belve' ha conquistato 1.280.000 telespettatori, pari all’8,6%.
Su Italia1, 'Le Iene presentano: La Cura' ha raggiunto 804.000 telespettatori e il 7%. Su Rete4, 'È Sempre Cartabianca' ha totalizzato 546.000 telespettatori e il 4,2%. Sul Nove 'Only Fun – Comico Show' ha radunano 600.000 telespettatori, pari al 3,5%. Poco sotto con il 3,2% c'è 'FarWest' - in onda su Rai3 - è stato visto da 487.000 telespettatori.
Nella fascia access prime time, su Canale5 'La Ruota della Fortuna' ha conquistato 4.987.000 telespettatori e il 23,1%. Su Rai1 'Cinque Minuti' ha registrato 4.392.000 telespettatori (21.7%) e 'Affari Tuoi' 4.779.000 telespettatori e il 22,1%.

(Adnkronos) - "Ci sono alcuni provvedimenti importanti in questo momento all'esame del Parlamento. Noi ci siamo trovati al centro di una tempesta perfetta: oltre ai cambiamenti in atto, che probabilmente si sarebbero dovuti intuire prima e per i quali comunque ci saremmo dovuti attrezzare prima - cioè il cambiamento demografico, la necessità di spostare l'equilibrio dalla visione ospedalocentrica alla sanità territoriale - abbiamo avuto il Covid. Il Covid ha generato un blocco del sistema e ci sono tutta una serie di accertamenti diagnostici che poi si sono ribaltati sulle liste d'attesa. E allora, partendo proprio dalle liste d'attesa, un tema molto sentito di cui leggiamo tutti i giorni, dobbiamo chiederci forse: perché non si è pensato prima di fare un sistema che potesse dare il monitoraggio della situazione nazionale e che consentisse poi di attivare gli strumenti, di attivare la terapia necessaria, giusta, nel punto giusto? Lo dico anche rispetto a una diseguaglianza territoriale che oggi è particolarmente profonda e sentita in tutto il Paese. Lo dico da ex presidente di una Regione a statuto speciale, da autonomista convinto che corre il rischio di diventare un autonomista pentito: se c'è una sfida che il regionalismo ha fallito è proprio quella della sanità". E' la riflessione di Ugo Cappellacci (Fi), presidente della Commissione Affari sociali alla Camera, che, intervenendo oggi al convegno 'Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide', in corso a Roma, parte da una premessa: l'indagine presentata oggi, una rilevazione sulla percezione degli utenti, "ha rilevato un certo tipo di sfiducia nei confronti del sistema sanitario nazionale. Noi però non dobbiamo dimenticare che il nostro Ssn è ancora oggi un'eccellenza nel mondo, che assicura qualità di cura e assistenza", secondo "un principio universalistico che molti ci invidiano". Detto questo, però, ha continuato Cappellacci, "noi abbiamo 21 sistemi sanitari regionali, tra Regioni e Province autonome, e la messa a terra della gestione spetta alle Regioni. Ma in passato sono stati dati fondi che non sono stati spesi sulle liste d'attesa, sono stati utilizzati per altro".
Oggi uno dei problemi, ha osservato, è che "non c'è il quadro puntuale vero" sulle liste d'attesa. Non possiamo basarci su indagini spot o su articoli che mettono in evidenza solo quello che non funziona". E poi "c'è un altro tema fondamentale che è quello dell'appropriatezza: ci sono molti esami che oggi vengono prescritti perché c'è anche quel meccanismo della medicina difensiva che pesa sul Ssn, perché probabilmente il suo costo sfiora i 9 miliardi". Come intervenire? In primo luogo, "con la legge delega sulla riforma delle professioni viene introdotto un meccanismo di razionalizzazione che non è uno scudo penale, è una razionalizzazione che insieme al meccanismo delle linee guida consente ai sanitari di poter operare in maggiore tranquillità e di evitare tutta una serie di situazioni. La legge nasce da un'indagine conoscitiva molto approfondita che è stata fatta sentendo tutti gli stakeholder (gli operatori sanitari, gli Ordini, le associazioni, i sindacati), e sono emersi tutta una serie di problemi: carenze di personale, differenze territoriali, problemi di attrattività delle professioni, sicurezza sul lavoro, necessità di migliore organizzazione. La legge delega prevede una serie di misure che riguardano tutti i professionisti sanitari, cercando di trovare soluzioni su una serie di temi importanti: abbiamo il riordino delle forme di lavoro flessibile degli specializzandi, gli incentivi e i riconoscimenti per chi opera in aree disagiate, la semplificazione degli adempimenti amministrativi, i meccanismi premiali legati anche alla riduzione delle liste d'attesa. Si interviene sullo sviluppo delle competenze con un sistema nazionale di certificazione, sul problema della formazione e della specializzazione per i medici di medicina generale, anche questo un aspetto determinante".
Sono dunque "in atto una serie di riforme. E, sul piano delle risorse - ha evidenziato Cappellacci - questo Governo ha fatto sforzi straordinari, nonostante la situazione veramente complicata e ulteriormente appesantita e aggravata dal piano internazionale. Ma non è un problema solo di risorse, anzi. Le sfide vere sono i modelli organizzativi e la prevenzione. Anche su quest'ultima ci sono dei passi avanti significativi e penso che la sostenibilità del sistema possa reggersi solo se si affronteranno in modo determinato questi due aspetti".

(Adnkronos) - Infortunio per Arkadiusz Milik. L'attaccante della Juventus, appena rientrato da problemi fisici in serie che ne hanno condizionato le ultime stagioni, ha riportato un infortunio muscolare che lo terrà fuori dai campi per 4-5 settimane. La sua stagione, quindi, è da considerarsi conclusa in anticipo, con Spalletti che si ritrova in emergenza in attacco in vista della prossima partita contro il Bologna, valida per la 33esima giornata di Serie A, con solo David e Openda disponibili.
Milik quindi salterà non solo la sfida casalinga contro la squadra di Italiano, ma anche tutte le restanti partite della stagione.
Appena rientrato in campo per degli spezzoni di partita contro Sassuolo e Genoa, l'attaccante polacco dovrà restare ancora ai box, con la sua assenza che si aggiunge a quella di Dusan Vlahovic, anche lui vittima di infortunio nelle scorse settimane.

(Adnkronos) - Il tessuto imprenditoriale italiano affronta una crisi strutturale: il 95% delle 4,6 milioni di imprese attive sono microimprese spesso prive di governance adeguata. La piccola dimensione organizzativa con meno di 10 dipendenti si traduce in difficoltà concrete. Per esempio nell'accesso al credito, sono praticati tassi medi del 4,16% per prestiti sotto il milione di euro contro il 3,29% per quelli superiori.
Di questo nodo cruciale si è discusso al convegno «Il ruolo della Politica nel migliorare il dialogo Banca-Impresa», organizzato dall'Associazione Nazionale Finanzialisti (ANF) il 14 aprile presso l'Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati a Roma. Un confronto tra mondo accademico, istituzionale e imprenditoriale, moderato da Sergio Luciano, direttore di Economy e Investire, che ha messo al centro la governance aziendale come pilastro del sistema economico nazionale. Tra gli interventi, quello di Maria Francesca Aceti, ceo di Deltha Pharma srl, ha portato la voce dell'impresa con una testimonianza che intreccia esperienza diretta e visione strategica. Il suo intervento, 'La governance come infrastruttura di fiducia nel sistema economico e nel dialogo tra impresa e sistema bancario', ha posto una questione di fondo: il problema dell'accesso al credito per le pmi non è solo finanziario, ma organizzativo e culturale.
"Nel 2011 sono entrata in un'azienda vicina al fallimento, con debiti pesanti e senza accesso al credito", racconta Aceti. "Non avevamo capitale, ma abbiamo costruito fiducia attraverso la governance, trasformando completamente il nostro rapporto con il sistema bancario». Il percorso di Deltha Pharma — da impresa non affidata a realtà con rating massimo presso gli istituti di credito — dimostra che la trasformazione è possibile anche partendo da situazioni critiche".
La frammentazione del tessuto imprenditoriale italiano, con il 95% delle imprese classificate come microimprese, rappresenta non solo un limite dimensionale ma soprattutto organizzativo. "Il problema è che banche e piccole imprese parlano linguaggi diversi", osserva Aceti. "Le imprese parlano di prodotto e mercato, le banche di rischio e sostenibilità. La governance è il ponte tra questi due mondi", sottolinea. Una disconnessione comunicativa che si traduce in opportunità mancate per l'intero sistema economico.
Il contesto macroeconomico amplifica queste criticità. Con previsioni Istat che indicano una crescita del PIL italiano del +0,6% per il 2025 e un fabbisogno occupazionale stimato tra 3,3 e 3,7 milioni di lavoratori entro il 2029, la necessità di imprese strutturate diventa ancora più urgente. La trasmissione non uniforme della politica monetaria penalizza ulteriormente le realtà meno organizzate, creando un circolo vizioso dove la mancanza di struttura limita l'accesso al credito e quindi la possibilità di crescita.
"La governance non è burocrazia, è infrastruttura di fiducia", sottolinea Aceti, evidenziando come strumenti quali il MOG 231, le certificazioni e il reporting ESG non siano meri adempimenti ma elementi di credibilità aziendale. Un tema, quello della compliance come leva competitiva, al centro anche degli altri interventi del convegno — dai requisiti di accesso al credito per PMI e startup alla certificazione del valore intangibile attraverso il rating algoritmico, fino al ruolo del sistema di controllo integrato per la gestione del rischio.
La digitalizzazione e i nuovi obblighi normativi aggiungono ulteriore pressione. Dal 2026, anche le PMI quotate dovranno adeguarsi alla rendicontazione non finanziaria in formato digitale, mentre il Cyber Index evidenzia un persistente ritardo strutturale nella cybersecurity. Elementi che rendono ancora più critica l'implementazione di sistemi di governance adeguati.
Le proposte emerse dal convegno puntano su programmi di formazione imprenditoriale mirati, modelli di governance semplificati per le pmi, un uso più strategico di bandi e incentivi per accompagnare il salto organizzativo, e sistemi di premialità per chi investe in struttura e trasparenza. «Non dobbiamo incentivare solo l'accesso al credito, dobbiamo incentivare la qualità delle imprese», afferma Aceti, delineando una visione dove la governance diventa leva di sviluppo economico.
Il caso Deltha Pharma dimostra concretamente che la trasformazione è possibile. L'azienda, passata da una situazione di quasi fallimento a diventare una realtà internazionale riconosciuta tra quelle a maggiore crescita in Italia, rappresenta un modello replicabile per migliaia di PMI italiane che affrontano sfide simili. "Senza fiducia non c'è credito di qualità, e senza credito di qualità non c'è crescita duratura", conclude Aceti, sintetizzando una visione dove la governance non è più vista come costo o adempimento, ma come investimento strategico per la competitività. In un sistema dove la frammentazione imprenditoriale è strutturale, la capacità di costruire organizzazioni leggibili e affidabili diventa il vero differenziale competitivo.

(Adnkronos) - Raphinha e la profezia 'sbagliata' in Atletico Madrid-Barcellona. Prima del fischio d'inizio del derby spagnolo valido per il ritorno dei quarti di finale di Champions League Raphinha si è mostrato piuttosto spavaldo davanti ai tifosi avversari, che hanno riempito ogni seggiolino del Wanda Metropolitano.
L'attaccante brasiliano, ricevendo i cori poco amichevoli dei tifosi dell'Atletico, ha fatto un segno con le mani in direzione delle tribune urlando le parole: "Oggi andate a casa". Una chiara dichiarazione d'intenti da parte del calciatore del Barcellona, che credeva, come il resto dei suoi compagni, nella rimonta dalla 0-2 subito in casa nella gara d'andata.
La partita però ha raccontato una storia diversa. Il Barcellona è volato subito sul 2-0 con i gol di Yamal e Ferran Torres, ma ha subito sul finale di primo tempo la rete di Lookman, che ha fissato il risultato sul 2-1 finale e che è valsa all'Atletico la qualificazione alla semifinale di Champions League. Con buona pace di Raphinha.

(Adnkronos) - Sono tredici le persone indagate dalla Procura di Gela (Caltanissetta) nell'ambito della inchiesta sulla frana di Niscemi (Caltanissetta) per disastro colposo. Lo ha detto il Procuratore capo Salvatore Vella nel corso di una conferenza stampa in Tribunale. Sono decine le audizioni condotte dalla magistratura, che ha sentito in questi mesi tecnici, funzionari e dirigenti, tutti ascoltati come persone informate sui fatti. Oggi la svolta con i 13 indagati.

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(Adnkronos) - "Il Governo ha investito molto sulla cosiddetta 'farmacia dei servizi'. Si tratta di farmacie che non si limitano più a vendere farmaci, ma offrono anche prestazioni sanitarie semplici e accessibili. Oggi in Italia ci sono circa 20.000 farmacie, tra pubbliche e private convenzionate, diffuse su tutto il territorio. Queste rappresentano un presidio sanitario fondamentale, soprattutto nelle aree più isolate, montane o con meno servizi. In molti casi il farmacista, insieme al medico di medicina generale, è il punto di riferimento sanitario più vicino ai cittadini. Questa rete è stata resa stabile grazie a un finanziamento di 50 milioni di euro, proseguendo un progetto avviato anche da Governi precedenti". Lo ha detto Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute, nel suo intervento oggi al convegno 'Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide', in corso a Roma.
"Nelle farmacie - sottolinea Gemmato - è ora possibile effettuare diverse prestazioni di bassa complessità, come: elettrocardiogrammi, spirometrie, vaccinazioni, servizi di telemedicina, prenotazioni di visite ed esami. Questo aiuta soprattutto anziani e persone fragili ad accedere più facilmente al Servizio sanitario nazionale, evitando allo stesso tempo il sovraffollamento di ospedali e strutture sanitarie".

(Adnkronos) - "Il mio invito al Governo è far si che non ci siano provvedimenti 'testa-coda' come la clausola di salvaguardia, piuttosto che la revisione del prontuario farmaceutico. Perché questo significa anche andare a creare ulteriore rischio di carenze e non vedere l'innovazione atterrare in Italia e in Ue. I primi segnali li abbiamo. Gli Usa si sono accaparrati 400 miliardi in ricerca e sviluppo con i dazi. Quando sentiamo che la spesa farmaceutica è fuori controllo non è vero, c'è la pressione demografica e c'è l'innovazione: dobbiamo agire in modo mirato. Se abbiamo una scheggia impazzita nel sistema che introduce provvedimenti opposti creeremo difficotà anche ai cittadini. L'industria farmacetica è traino nell'export, lavoriamo insieme con velocità su due priorità: sostenere l'innovazione partendo dal payaback che va tolto, e in questo il Governo ha dato un segnale positivo scendendo di 1 punto di perceutale; e poi il Testo unico per la legislazione farmaceutica, un'opportunità di riforma e di riallocazione di risorse". Così Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, nel suo intervento oggi in collegamento al convegno 'Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide', in corso a Roma.

(Adnkronos) - In Italia, dall'accesso ai farmaci innovativi alle liste d'attesa, rimane ancora il divario Nord-Sud. "Ci sono ancora troppi e inaccettabili divari nella possibilità di accesso alle cure dei cittadini e su questo io credo che un ruolo fondamentale lo potrà giocare la tecnologia, l'innovazione che stiamo portando avanti con i fondi del Pnrr, quindi la telemedicina, il teleconsulto e le visite a distanza. Chi vive in zone disagiate non deve avere meno possibilità di chi vive in una grande città. Stiamo dando grande impulso al Piano sanitario nazionale (Psn) - che manca da 15 anni - e sono certo di poterlo chiudere prima dell'estate. E' uno strumento utile per le Regioni, il Governo e i cittadini, per stabilire chi fa che cosa in maniera moderna e adatta alle situazioni che si stanno presentando". Lo ha annunciato il ministro della Salute Orazio Schillaci, nell'intervista rilasciata al convegno 'Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide', in corso a Roma.
Per rafforzare la fiducia degli italiani nel Ssn "dobbiamo migliorare il sistema, e penso innanzitutto a quello che viene vissuto dai cittadini come il grave problema del Servizio sanitario nazionale: le lunghe liste d'attesa. Siamo intervenuti, ho avuto oggi un incontro con il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga, per ribardire - come ha fatto il primo ministro Giorgia Meloni - che ci vuole piena collaborazione con le Regioni per cercare di ridurre questo fenomeno. Lavoreremo insieme e sono sicuro che il prossimo mese l'Agenas potrà rendere pubblici i dati Regione per Regione. Ci stiamo impegnando molto su questo".
Oltre alla lotta alle liste d'attesa, "ci sono altri due aspetti che mi stanno particolarmente a cuore", sottolinea il ministro: "La riforma della medicina territoriale e ospedaliera, anche questa da fare con le Regioni nell'interesse dei cittadini, e poi intervenire sui professionisti sanitari. Dobbiamo avere medici e infermieri motivati e far sì che una medicina in continua evoluzione possa essere arricchita dal contributo fondamentale di chi lavora nel Ssn in maniera moderna e proattiva".
Per la finalizzazione della Missione 6 'Salute' del Piano nazionale di ripresa e resilienza "stiamo lavorando con le Regioni, con il ministro Foti, stiamo monitorando la situazione e credo che sia necessario adesso dare un grande scossone e andare avanti con decisione. Le Case di comunità non solo vanno edificate, ma bisogna avere il personale per offrire l'assistenza necessaria. Il rilancio della medicina territoriale con i fondi del Pnrr è un'occasione che non possiamo lasciarci scappare e quello che è venuto meno durante il Covid lo stiamo recuperando. Abbiamo stanziato 250 milioni nel 2024 e 350 milioni nel 2025 per le assunzioni, ma soprattutto credo che sia importante avere il contributo fattivo nelle Case di comunità dei medici di medicina generale. E' un aspetto importante a cui tengo, è una professione da rilavutare puntando sorpattutto sui giovani e senza far venire meno il rapporto fiduciario che c'è sempre stato tra l'assistito e il medico di famiglia". Così il ministro della Salute Orazio Schillaci, nell'intervista rilasciata al convegno 'Adnkronos Q&A - Salute, prevenzione e risorse: le sfide', in corso a Roma, rispondendo alla domanda sulla messa a terra del Pnrr Salute in vista della scadenza e se ci sarà un intervento nell'ultimo miglio sulle Regioni in ritardo sulle Case e gli Ospedali di comunità.

(Adnkronos) - Cinque persone sono indagate per la morte di Alicia Amoruso, la dodicenne schiacciata a Bisceglie da un albero di pino, a tronco grosso, caduto durante le forti raffiche di vento che spiravano sulla cittadina in provincia di Barletta-Andria-Trani. Si tratta di un atto dovuto in considerazione degli accertamenti tecnici irripetibili programmati, a partire dall'autopsia il cui incarico verrà conferito oggi e alla necessità conseguente di nominare consulenti di parte.
Nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Trani, con l'ipotesi di concorso in omicidio colposo, sono stati iscritti quattro dipendenti del Comune e il rappresentante legale della ditta che si occupa della gestione e manutenzione del verde pubblico. Le indagini si concentrano su azioni o omissioni, sostanzialmente autonome, che possono aver causato l'evento.
La tragedia è avvenuta in via Veneziano, nei pressi della scuola media 'Monterisi' frequentata dall'alunna. Vicino alla transenna che delimita l'area sottoposta a sequestro penale, già da ieri sono stati lasciati fiori, peluche e striscioni per Alicia in cui tra le altre cose familiari, compagni di classe e semplici cittadini reclamano giustizia, oltre a rendere omaggio alla dodicenne.

(Adnkronos) - Su un sito di incontri si era presentata come ‘Francesca’, chef professionista capace di preparare cene di alto livello. E così lo scorso febbraio scorso si era garantito il primo appuntamento in casa di un sessantottenne di Venaria Reale, nel torinese. Il figlio dell’uomo, non riuscendo ad avere contatti con il papà, aveva dato l’allarme. In camera da letto dell’uomo, i sanitari lo avevano trovato narcotizzato e dunque avevano allertato i carabinieri. I militari, dopo aver constatato che il pensionato era stato vittima di una rapina da parte di una donna conosciuta su un sito d’incontri che aveva sottratto un prezioso orologio, documenti e carte di credito, hanno ricostruito approfonditamente le ore antecedenti al primo appuntamento. Il primo impulso alle indagini lo ha dato una pentola di spaghetti che gli investigatori hanno trovato appoggiata sul tavolo della cucina e che, analizzata, ha fatto emergere la presenza di tracce di benzodiazepine, medesimo principio attivo trovato al sessantottenne.
È stata questa correlazione, unita al fatto che la donna si vantava di essere una chef di alta categoria, che ha permesso agli investigatori di definire il modus operandi dell’indagata. La raccolta delle telecamere di videosorveglianza della zona e il tracciamento dei pagamenti effettuati in vari esercizi pubblici hanno, inoltre, accertato la complicità del suo compagno nel mettere a segno il colpo. L’analisi dei sistemi di video-sorveglianza da parte degli investigatori ha oltretutto permesso di smentire la posizione della donna dichiaratasi affetta da una invalidante malattia che l’aveva ridotta in sedie a rotelle avanzando un’istanza di riconoscimento ufficiale di invalidità permanente, le telecamere l’hanno invece ripresa fuggire a piedi con la refurtiva. Le perquisizioni domiciliari hanno rafforzato l'impianto accusatorio contro la coppia, 49 anni lei, 63 lui, residente nell’alessandrino.
Durante l’operazione i militari hanno rinvenuto oltre 8.000 euro in contanti, farmaci psicotropi, che il compagno si occupava di reperire, i beni sottratti alla vittima e telefoni fittizi intestati a un prestanome per eludere i controlli. Elemento chiave è risultato un manoscritto contenente un vero e proprio elenco mirato di bersagli. La misura della custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura di Ivrea, è stata eseguita i giorni scorsi mentre proseguono gli accertamenti per verificare l’ipotesi che i due abbiano agito colpendo altre vittime.

(Adnkronos) - Il colosso statunitense dell'intrattenimento e dei media Disney ha iniziato a tagliare fino a 1.000 posizioni, in una delle prime mosse significative sotto la guida del nuovo Ceo, Josh D'Amaro. In una nota ottenuta dai media, D'Amaro ha scritto: "Abbiamo assistito a molti cambiamenti negli ultimi anni, sia all'interno dell'azienda che nei nostri settori". Disney "eliminerà ruoli in alcune aree aziendali e ha iniziato a informare i dipendenti interessati", ha affermato. "Negli ultimi mesi, abbiamo esaminato i modi in cui possiamo snellire le nostre operazioni in varie aree dell'azienda per garantire di offrire la creatività e l'innovazione di livello mondiale che i nostri fan apprezzano e si aspettano da Disney", ha scritto D'Amaro nella sua nota.
"Considerato il ritmo rapido dei nostri settori, questo ci impone di valutare costantemente come promuovere una forza lavoro più agile e tecnologicamente avanzata per soddisfare le esigenze di domani", ha concluso. L'amministratore delegato ha osservato che i licenziamenti riflettono una revisione in corso su come gestire le risorse in modo più efficace e reinvestire nell'attività. I licenziamenti avranno ripercussioni a catena negli studi televisivi e cinematografici della Disney, nel colosso sportivo Espn, nella sua unità di prodotti e tecnologia, nelle funzioni aziendali e nel marketing, ha riportato martedì il Los Angeles Times, citando una fonte anonima.
Il report ha rilevato che Disney impiegava circa 230.000 persone alla fine dello scorso anno, il che significa che i tagli interesseranno meno dell'1% della sua forza lavoro globale. Come molti studi di Hollywood, Disney sta cercando di adattarsi ai minori profitti derivanti dallo streaming rispetto a quelli che otteneva in passato dalla televisione tradizionale, nonché al calo degli incassi al botteghino e all'intensa concorrenza delle aziende tecnologiche, secondo il report.

(Adnkronos) - Jannik Sinner scatenato a Montecarlo. Il tennista azzurro ha vinto, per la prima volta in carriera, il Masters 1000 del Principato battendo Carlos Alcaraz in finale e tornando così numero 1 del mondo. Nelle ore immediatamente successive alla finale, Sinner si è lasciato andare a una festa senza freni, che dalla piscina del circolo di Montecarlo, in cui si è tuffato dopo il match, si è spostata nei locali monegaschi.
Virale è diventato infatti un video che ritrae Sinner a tavola in un ristorante di Montecarlo insieme al suo team e accanto alla fidanzata Laila Hasanovic, presente per tutto il torneo sugli spalti del Court Rainier III. L'azzurro ha quindi intonato 'We are the Champions', il noto brano dei Queen diventato un vero e proprio inno dopo ogni trionfo sportivo.
Un video diventato virale su X mostra quindi un Sinner inedito cantare sguaiato insieme alla fidanzata e in compagnia del team, della famiglia e degli amici sventolando in area i tovaglioli.

(Adnkronos) - Nel 2026 nel terziario italiano mancheranno fino a 275mila lavoratori, destinati a diventare 470mila entro il 2035. Servizi e turismo, da soli, già oggi registrano oltre 200mila posizioni scoperte. Sono le stime dello studio di Confcommercio, realizzato in collaborazione con l’università degli studi Roma tre, diffuse in occasione del forum. ''Il problema -secondo l'associazione- non sarà più solo quantitativo perché bisognerà trovare persone con il profilo giusto: oggi, infatti, il 70% delle posizioni scoperte dipende dalla carenza di candidati e il 30% dalla mancanza di competenze, ma tra 10 anni il gap di competenze salirà fino a quasi il 45%''.
Questo disallineamento tra competenze richieste e disponibili ''crescerà per diplomati e università (fino a oltre il 90% per le lauree triennali e magistrali), mentre gli istituti tecnologici superiori, con un mismatch che resterà molto più contenuto, intorno al 23-25%, si confermano il canale formativo più vicino ai fabbisogni delle imprese'', osserva Confcommercio. ''Aumenteranno anche i rapporti di lavoro fragili con oltre 70mila cessazioni nei primi sei mesi (+45%) e crescita delle dimissioni (+65%) e dei mancati rientri al lavoro (dal 22,8% al 26,9%), mentre l’obsolescenza delle competenze rischia di ridurre la produttività fino al 15%. La carenza di lavoratori nel terziario è un fenomeno strutturale legato, principalmente, a demografia, innovazione e trasformazione del lavoro e dei consumi''.
''Giovani, donne, lavoratori stranieri e senior e apprendistato sono i bacini nei quali è possibile 'recuperare' i lavoratori mancanti'', secondo l'associazione. Per contrastare questa emergenza, Confcommercio indica alcune linee di azione prioritarie. Tra queste, ''rafforzamento degli its, revisione dei percorsi universitari per renderli più coerenti con il mercato, potenziamento dell’orientamento e collaborazione strutturata tra scuola e imprese. Sul versante delle imprese: riprogettazione dei ruoli, investimenti nel capitale umano, integrazione dell’intelligenza artificiale, sviluppo di programmi di formazione continua, certificazioni flessibili per contrastare l’obsolescenza delle competenze e valorizzazione del ruolo dei fondi paritetici interprofessionali''. Nell’ambito delle politiche pubbliche: ''Programmazione di lungo periodo e politiche mirate per accompagnare le trasformazioni del lavoro e sostenere la crescita del settore''.

(Adnkronos) - "Fumus persecutionis", come lo scomparso segretario del Psi Bettino Craxi. L'eurodeputata di Avs Ilaria Salis ha conservato l'immunità parlamentare, evitando di tornare in carcere in Ungheria dove era stata condotta in Tribunale in manette, catene alle caviglie e al guinzaglio, per la stessa motivazione che spinse la Camera dei Deputati, il 29 aprile del 1993, a respingere quattro delle sei autorizzazioni a procedere inoltrate dalla Procura di Milano nei confronti del leader del Partito Socialista Italiano per vari presunti reati, come corruzione e ricettazione.
La motivazione che ha spinto l'Aula di Strasburgo a 'salvare' l'eurodeputata, con un solo voto di scarto, è contenuta nella decisione del Parlamento Europeo del 7 ottobre 2025, pubblicata oggi e consultata dall'Adnkronos.
Il Parlamento afferma che "sembrerebbe (...), in questo caso, che si possa presupporre la sussistenza del fumus persecutionis, vale a dire 'elementi concreti' dai quali si evince che l'intento alla base del procedimento giudiziario in questione è quello di recare pregiudizio all'attività politica di Ilaria Salis in qualità di deputata al Parlamento Europeo".
Il Parlamento ammette che "i presunti reati e la successiva richiesta di revoca dell'immunità non si riferiscono alle opinioni o ai voti espressi da Ilaria Salis nell'esercizio delle sue funzioni di deputata al Parlamento Europeo", una delle argomentazioni principali di coloro che volevano revocarle l'immunità. E ricorda anche che "l'immunità parlamentare non è un privilegio personale del deputato, ma una garanzia di indipendenza del Parlamento Europeo in quanto istituzione e dei suoi membri".
Però sottolinea anche che, "secondo la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, il Parlamento dispone di 'un ampio potere discrezionale in ordine all'orientamento che intende attribuire alla decisione che fa seguito a una domanda di revoca dell'immunità, in considerazione del carattere politico che riveste una tale decisione'". Dunque l'Aula è sovrana, nel decidere sull'immunità dei suoi membri.
Il Parlamento Europeo concede che, secondo quanto indicato nella richiesta di revoca dell'immunità inviata dal Tribunale regionale di Budapest-Capitale, Ilaria Salis si è recata in Ungheria per partecipare agli attacchi coordinati" contro i militanti di estrema destra che si erano concentrati nella capitale ungherese per celebrare la cosiddetta Giornata dell'Onore, "e vi ha preso parte il 10 e l'11 febbraio 2023".
Il Parlamento sottolinea però che "sono stati segnalati scontri ed episodi di violenza commessi dalle persone che celebravano il cosiddetto Giorno dell'onore". Tuttavia, nota, "il Tribunale regionale di Budapest-Capitale ha affermato di non essere a conoscenza di alcun atto di violenza commesso da alcun partecipante alla commemorazione del cosiddetto Giorno dell'onore del 2023 che avrebbe portato all'adozione di misure nei loro confronti, ad eccezione di Ilaria Salis e di altri due imputati nella causa".
In altre parole, secondo le autorità giudiziarie ungheresi, solo Salis e due altri militanti di estrema sinistra avrebbero commesso violenze in quei giorni del febbraio 2023, mentre i tanti militanti di estrema destra non avrebbero fatto nulla, cosa che contrasta con le notizie riportate in quei giorni.
Pertanto, "nell'esercizio di tale ampio potere discrezionale, il Parlamento ha constatato, nel caso di specie, che Ilaria Salis è stata sottoposta a condizioni e misure detentive dure nel corso del procedimento penale a suo carico".
L'Aula rimarca anche che, "apparentemente, il Tribunale regionale di Budapest-Capitale non è a conoscenza di alcun atto di violenza commesso da alcun altro partecipante, in particolare da coloro che partecipavano alla commemorazione del cosiddetto Giorno dell'onore del 2023, che avrebbe portato all'adozione di misure nei loro confronti".
L'Aula constata che, "pertanto, sembrano esservi dubbi che non è stato possibile dissipare in merito alle informazioni ricevute; che l’obiettivo alla base del procedimento e della conseguente richiesta sembra pertanto essere quello di mettere a tacere Ilaria Salis a causa delle sue opinioni politiche e del suo attivismo di lunga data, in particolare nell'opporsi alla commemorazione neonazista autorizzata ogni anno a Budapest, elementi che sono anche alla base del suo impegno e della sua attività politica in qualità di deputata al Parlamento Europeo".
E quindi, considerando tutti questi elementi, il Parlamento Europeo "decide di non revocare l'immunità di Ilaria Salis". (di Tommaso Gallavotti)

(Adnkronos) - Due persone sono morte oggi mercoledì 15 aprile precipitando dal balcone della loro abitazione in via Vittorio Veneto a Bisceglie in provincia di Barletta-Andria-Trani. Si tratta di una coppia. L'ipotesi è quella di un omicidio-suicidio. L'uomo, 61 anni, avrebbe lanciato la donna di 55 dal balcone, da un'altezza di circa tre metri, e poi si sarebbe lanciato lui stesso. Entrambi sono morti.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri che indagano sull'episodio.
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