
Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

(Adnkronos) - "L'innovazione terapeutica dovrebbe essere sempre anticipata da un'innovazione di processo. E' necessario migliorare l'organizzazione all'interno delle strutture ospedaliere e delle singole Regioni, affinché i pazienti possano essere identificati tempestivamente, dal medico di medicina generale fino ai centri di eccellenza. Questi ultimi devono dotarsi delle infrastrutture adeguate a garantire un'efficace attività diagnostica e una corretta presa in carico". Lo ha detto Federico Villa, Associate Vice President Corporate Affairs & Patient Access di Eli Lilly Italia, a margine dell'evento internazionale 'MindShift - A cross-country mission to reshape Alzheimer's Care', in corso a Roma.
"Il confronto internazionale sulle esperienze e sulle buone pratiche contribuisce ad accelerare la programmazione sanitaria, permettendo di rendere realmente accessibile l'innovazione ai pazienti - ha sottolineato Villa - In una patologia come l'Alzheimer, che fino a questo momento è stata trattata quasi esclusivamente sotto il profilo sociale, è fondamentale che il sistema si prepari a una diagnosi precoce e a una presa in carico basata su trattamenti efficaci, garantendo non solo l'efficienza, ma anche la sostenibilità del sistema stesso", ha aggiunto. Villa si è poi soffermato sull'efficacia delle cure innovative: "Esistono Paesi che implementano da tempo modelli di eccellenza. L'Italia stessa, già in 15 Regioni e in quasi 50 centri, sta utilizzando le terapie più innovative. Questo dimostra che il nostro Paese può fungere da modello per molti altri nella gestione e nella presa in carico del paziente con Alzheimer", ha affermato.
"Prima si interviene sui pazienti - ha concluso - e migliori saranno i risultati in termini di salute; ciò genera un beneficio non solo sanitario, ma soprattutto sociale ed economico, considerando l'enorme impatto che questa patologia ha sulle famiglie".

(Adnkronos) - Per quanto riguarda l'accesso alle nuove terapie modificanti la malattia di Alzheimer, "il sistema al momento non è organizzato affinché questo avvenga. Essere organizzato vuol dire stabilire delle priorità da un punto di vista delle competenze. Occorre un sistema più snello". Così Alessandro Martorana, professore associato in Neurologia all'università di Tor Vergata e responsabile del Centro demenze del Policlinico di Tor Vergata, in occasione dell'evento internazionale 'MindShift - A cross-country mission to reshape Alzheimer's Care', in corso a Roma.
"Nel momento in cui questo viene stabilito - ha proseguito - la rimborsabilità delle terapie modificanti la malattia verrà in qualche modo naturalmente organizzata, perché sarà più semplice selezionare i pazienti da trattare, capire quali sono le strutture che dovranno seguirli, fare un follow-up organizzato e gestiti in maniera snella. Quindi, il problema dovrebbe essere quasi del tutto superato".

(Adnkronos) - Il Mondiale 2026 si apre al leggendario Stadio Azteca di Città del Messico, dove va in scena la partita inaugurale tra i padroni di casa del Messico e il Sudafrica. La Tricolor messicana è alla sua nona partecipazione consecutiva, mentre i sudafricani ritornano dopo 16 anni, l’ultima presenza risale infatti al 2010 quando ospitarono il torneo e puntano a superare per la prima volta la fase a gironi, traguardo ancora mai raggiunto. Il pronostico degli esperti di Sisal pende nettamente dalla parte del Messico, imbattuto da otto partite di fila con sei vittorie e due pareggi e avanti a 1,40. Dall’altra parte, il Sudafrica non vince da 5 gare di fila, l’ultimo successo risale al dicembre scorso quando, in Coppa d’Africa vinse con lo Zimbabwe, il successo balza così a 9,00 con il pareggio a 4,50. Nei precedenti incontri tra le due Nazionali - dove il Messico conduce con 2 vittorie contro 1 vittoria dei Bafana Bafana e 1 pareggio – entrambe sono andate a segno, ipotesi meno probabile in questa sfida con il Gol a 2,50 contro l’1,48 del No Gol.
Il Mondiale può essere un’occasione di riscatto per Santiago Gimenez, l’attaccante del Milan che in questa stagione ha trovato pochissimo spazio in rossonero, segnando appena un gol in 18 presenze: probabilmente non partirà titolare ma la sua rete è un’opzione concreta, a 2,50. Il punto di riferimento dell’attacco messicano è però ancora Raul Jimenez, nonostante i 35 anni d’età: 127 presenze e 44 gol con la nazionale, arriva da una stagione positiva al Fulham ed è il primo candidato al gol, a 2,40. Occhio a Gilberto Mora, centrocampista del Tijuana che non ha ancora compiuto 18 anni e che sarà il giocatore più giovane del torneo: un suo assist nel match è proposto a 4,00. Nel Sudafrica spicca Lyle Foster che milita in Premier League nel Burnley, ha segnato appena 3 reti in stagione ma si presenta come il principale riferimento offensivo dei sudafricani, il suo gol è a 7,50.
Insieme a Repubblica Ceca e Corea del Sud, le due squadre compongono il Girone A del Mondiale, e il Messico la fa da padrone assoluto, con la vittoria nel raggruppamento a 1,72, seguito dai cechi a 4,25, i coreani a 5,00 e gli africani, ultimi a 16,00. Il Messico ha ottenuto i suoi migliori risultati nelle due precedenti occasioni in cui ha ospitato il torneo, raggiungendo i quarti di finale nel 1970 e nel 1986: ripetersi in questa edizione è un’ipotesi a 5,00, più lontano l’obiettivo semifinale, a 12,00.

(Adnkronos) - Via libera del governo al quarto decreto correttivo della riforma fiscale. "Abbiamo semplificato alcune misure relative ai 18 decreti legislativi della riforma fiscale, fino ad ora approvati. Più nello specifico, ci sono una serie di misure destinate alle imprese, venendo incontro alle loro esigenze e introducendo semplificazioni e chiarimenti normativi in diversi ambiti"sottolinea il viceministro dell'Economia, Maurizio Leo, al termine del Cdm.
Tra le novità principali, spiega Leo, vi è l'intervento sulla disciplina dei fringe benefit relativi alle auto aziendali. "La misura pone definitivamente fine alle incertezze interpretative che si erano stratificate nel tempo. L’obiettivo è garantire chiarezza applicativa per sia per le imprese che per i lavoratori”. Il provvedimento, rileva, recepisce alcune disposizioni in materia di fiscalità internazionale legate all'implementazione del cosiddetto Pillar Two, il sistema di imposizione minima globale delle multinazionali cui l'Italia ha aderito nell'ambito degli accordi internazionali. Nel testo, inoltre, trova spazio anche un adeguamento alla giurisprudenza comunitaria, che permetterà alle imprese di poter dedurre le cosiddette 'perdite estere definitive'. "Attraverso queste disposizioni, la nostra Nazione si dota di un quadro fiscale sempre più conforme alle regole internazionali, così da garantire certezza del diritto anche alle imprese che intendono investire in Italia", aggiunge.
Un ulteriore intervento riguarda il Terzo Settore: "Con l'entrata in vigore del Codice del Terzo Settore, sono sorte delle complicazioni per gli enti per il calcolo dell'Irap. Attraverso la disposizione contenuta nel decreto legislativo, si chiarisce che ai soli fini Irap, gli enti dovranno pagare l'imposta con le regoli previgenti. In tal modo evitiamo di imporre loro pesanti oneri che avrebbero potuto compromettere l'attività e la capacità di queste realtà di operare al servizio della collettività", sottolinea Leo. "Queste misure si inseriscono nel percorso di attuazione della delega fiscale, ormai giunto quasi a conclusione", chiosa Leo. "L'obiettivo è rafforzare la certezza del diritto, semplificare gli adempimenti, adeguare l'ordinamento nazionale al diritto e alla fiscalità europea e internazionale e, soprattutto, fornire maggiori certezze alle imprese", conclude.

(Adnkronos) - Torna il 24 giugno a Bologna 'StartUp Day - Talenti, Progetti, StartUp', l’iniziativa dedicata alla valorizzazione dell’innovazione, della ricerca e dell’imprenditorialità universitaria promossa da Alma Mater Studiorum – Università di Bologna insieme agli atenei dell’Emilia-Romagna. Giunto alla sua dodicesima edizione, StartUp Day rappresenta oggi uno dei principali appuntamenti regionali dedicati all’incontro tra università, impresa, startup e territorio. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di trasformare competenze, ricerca e conoscenza in nuove opportunità imprenditoriali, favorendo la nascita di progettualità capaci di rispondere alle grandi sfide contemporanee: non solo occasione di valorizzazione delle competenze generate dal sistema universitario regionale, ma anche spazio concreto di incontro tra domanda e offerta di innovazione. Promosso dall’Università di Bologna con la collaborazione dell’Università degli Studi di Ferrara, dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, dell’Università degli Studi di Parma e di ART-ER, StartUp Day conferma la volontà condivisa degli atenei emiliano-romagnoli di costruire un ecosistema regionale dell’innovazione sempre più aperto, interdisciplinare e orientato all’impatto economico, sociale e ambientale.
L’edizione 2026 si svolgerà all’interno del WMF – We Make Future, la Fiera internazionale dedicata all’innovazione digitale, all’intelligenza artificiale e alla tecnologia, in programma a BolognaFiere dal 24 al 26 giugno. “La dodicesima edizione dello StartUp Day conferma la forza della collaborazione tra gli atenei dell’Emilia-Romagna e la sinergia che si può stabilire fra ricerca universitaria e impresa - afferma Claudio Melchiorri, delegato del rettore per i rapporti con le imprese e la ricerca industriale all’Università di Bologna - Per quanto riguarda il nostro ateneo, questo evento è anche il culmine di una serie di attività che sviluppiamo nel corso dell'anno per mettere in luce il talento di studentesse e studenti e il loro contributo per promuovere un’imprenditorialità orientata all’innovazione, alla sostenibilità ambientale e tecnologica e di respiro sempre più internazionale. L’iniziativa dimostra anche come il dialogo con il territorio ed i suoi attori possa generare valore concreto”.
Anche quest’anno l’evento offrirà spazio a idee e startup ad alto potenziale provenienti da ambiti strategici come intelligenza artificiale, deep-tech, salute e life sciences, transizione ecologica, industrie culturali e creative, tecnologie digitali emergenti e servizi innovativi. I 35 progetti selezionati per StartUp Day 2026 restituiscono una fotografia articolata delle nuove traiettorie dell’innovazione universitaria e imprenditoriale: dalle tecnologie digitali e industriali alle soluzioni per la sostenibilità ambientale, dall’impatto sociale alla salute e alle life sciences, studenti, ricercatori e team interdisciplinari presenteranno idee capaci di trasformare ricerca e competenze in applicazioni concrete. Tra i progetti in programma figurano piattaforme di intelligenza artificiale per la cybersecurity educativa e l’accesso ai servizi pubblici, sistemi IoT per l’agricoltura di precisione e il monitoraggio ambientale, dispositivi aptici per la realtà aumentata e virtuale, soluzioni digitali per la sanità e la riabilitazione neuropsicologica, strumenti per la sicurezza sul lavoro e modelli innovativi di economia circolare applicati alle filiere agroalimentari e industriali. Accanto alle tecnologie emergenti, trovano spazio anche iniziative orientate all’inclusione sociale, alla mobilità accessibile, al turismo responsabile e al benessere delle persone, confermando il ruolo dell’Università come luogo di sperimentazione capace di generare innovazione tecnologica, sociale e ambientale.
“L’innovazione e la nuova imprenditorialità rappresentano leve fondamentali per la crescita e la competitività della regione e del Paese - afferma Alessandra Florio, direttrice regionale Emilia-Romagna e Marche Intesa Sanpaolo - Il nostro supporto alla ricerca scientifica e ai processi di innovazione è volto ad affiancare gli imprenditori favorendo il fondamentale trasferimento tecnologico tra mondo della ricerca e imprese e il sostegno a StartUp Day si inserisce appunto nel solco di una lunga collaborazione con Università, Centri nazionali di Ricerca, acceleratori e imprese, qualificando l’ecosistema dell’innovazione che in Emilia-Romagna è tra i più dinamici in Italia. Ad oggi oltre un terzo delle startup italiane e la metà delle PMI innovative hanno scelto di avvantaggiarsi delle opportunità che offriamo. Come Direzione regionale Emilia-Romagna e Marche, nell’ambito della Divisione Banca dei Territori guidata da Stefano Barrese, nel 2025 abbiamo erogato nuovi finanziamenti per 13 milioni di euro a startup e PMI innovative”.
La giornata si articolerà tra pitch session dedicate ai team e alle startup partecipanti, tavole rotonde, workshop, laboratori e momenti di approfondimento sui temi dell’innovazione, dell’imprenditorialità e del trasferimento tecnologico. La presenza di StartUp Day all’interno del WMF offrirà inoltre a studenti, ricercatori e team imprenditoriali l’opportunità di confrontarsi con una rete nazionale e internazionale di innovatori, imprese e stakeholder impegnati nello sviluppo delle tecnologie e delle competenze del futuro, ampliando le occasioni di networking, collaborazione e crescita dei progetti.
“Siamo particolarmente lieti di sostenere anche per il 2026 lo StartUp Day, che quest’anno si colloca all’interno del We Make Future, rafforzando il dialogo tra cooperazione e un ecosistema dell’innovazione sempre più ampio e articolato - spiega Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna - In questa cornice, Legacoop Bologna promuoverà il percorso Coopstartup Changemakers attraverso un workshop dedicato, con l’obiettivo di accompagnare la nascita e lo sviluppo di nuove imprese cooperative ad alto impatto sociale. Contribuiremo inoltre alla valorizzazione delle migliori progettualità emergenti, attraverso un momento di premiazione delle startup, e parteciperemo alla tavola rotonda ‘Ecosistema dell’Innovazione’, luogo di confronto tra attori istituzionali ed economici sulle traiettorie di sviluppo del territorio. Rinnoviamo così il nostro impegno a sostenere, in sinergia con l’Università di Bologna e l’ecosistema locale, percorsi capaci di generare innovazione sostenibile, inclusiva e orientata al benessere collettivo”. "ART-ER ha partecipato allo Start Up Day fin dalla prima edizione per sostenere attivamente l’imprenditorialità delle Università regionali e favorire il confronto e la contaminazione, attraverso occasioni di incontro tra team provenienti da atenei diversi - aggiunge Marina Silverii, direttrice operativa di ART-ER - Il nostro obiettivo è chiaro: investire oggi sugli studenti e sulle loro competenze per garantire e alimentare la capacità di innovazione del territorio".

(Adnkronos) - Per giustificare e difendere la decisione di riprendere i raid contro l'Iran, in risposta all'abbattimento dell'Apache su Hormuz, Donald Trump posta su Truth una scena di una serie televisiva del filone presidenziale, ma un po' datata. Si tratta infatti di "The West Wing", popolare serie televisiva andata in onda su Nbcnews tra il 1999 e il 2006, ed in particolare di un episodio della prima serie andata in onda nell'ottobre del 1999 - per intenderci esattamente due anni prima dell'11 settembre - in cui Martin Sheen, nei panni dell'immaginario presidente Josiah Ned Bartlet, discute animatamente con i suoi consiglieri militari la risposta proporzionata all'abbattimento di un aereo Usa da parte della Siria.
L'episodio si intitolava appunto "A proportional response", come quella annunciata da Trump quando ha reso noto che era stato stabilito che l'Apache era stato colpito dagli iraniani e che gli Usa "dovevano" rispondere con "una risposta proporzionale ai recenti attacchi alle forze Usa".

(Adnkronos) - Il mercato immobiliare torna a crescere nelle principali città italiane. E' quanto emerge dal focus elaborato dal Consiglio nazionale del notariato sulla base dei Dati statistici notarili (Dsn) 2025, che analizza l’andamento delle compravendite e dei mutui a Milano, Torino, Verona, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Palermo e Bari. A livello nazionale, nel 2025 le compravendite di abitazioni crescono del +6,6%, mentre i mutui registrano un incremento del +18,8%, accompagnato da una crescita del +30,4% del capitale complessivamente erogato. Parallelamente aumentano anche i valori economici delle transazioni immobiliari, che raggiungono complessivamente oltre 145 miliardi di euro, con una crescita del +4,3% rispetto al 2024.
Nelle grandi città la ripresa appare diffusa, con dinamiche particolarmente sostenute dalle compravendite di prima casa tra privati, mentre continua a mostrare maggiori difficoltà il comparto delle nuove costruzioni e degli acquisti direttamente da impresa. Parallelamente, il mercato conferma la forte centralità della componente giovanile. Gli under 35 rappresentano nella quasi totalità delle città la fasciap revalente sia tra gli acquirenti che usufruiscono delle agevolazioni prima casa sia tra i contraenti di mutuo. Si rafforza inoltre il peso della seconda casa acquistata tra privati, soprattutto nei grandi centri urbani a vocazione turistica e universitaria, dove l’investimento immobiliare continua a rappresentare una forma di tutela patrimoniale e una leva collegata al mercato delle locazioni e degli affitti brevi.
Anche il settore dei mutui mostra segnali di forte ripresa. In quasi tutte le principali città si registra un aumento sia del numero dei finanziamenti sia del capitale erogato, con una crescita significativa dei mutui di fascia medio-alta e delle operazioni di surroga. Un andamento che evidenzia una maggiore dinamicità del mercato del credito e una progressiva ripresa della capacità di spesa delle famiglie.
Ecco il focus mercato immobiliare per città. Milano (con Monza e Brianza): nel 2025 l’area ha registrato una crescita complessiva delle compravendite di fabbricati abitativi del +5,63%, passando da 57.798 a 61.054. Il mercato immobiliare è trainato con forza dalle transazioni tra privati: si registrano infatti 29.798 compravendite di prima casa tra privati, con un incremento del +9,74% rispetto al 2024, accompagnate da un aumento del +4,26% nelle compravendite di seconda casa tra privati (21.592). La tenuta della seconda casa tra privati sottolinea come l’area metropolitana milanese e il comparto brianzolo mantengano un’elevata attrattività sia per esigenze abitative, sia per finalità di investimento. Il settore del nuovo – ovvero gli acquisti direttamente da impresa – mostra invece segnali di sofferenza: le prime case da costruttore segnano un calo del -9,08% (2.473), mentre le seconde case da impresa restano sostanzialmente stabili con una lieve flessione del -0,33%. La componente giovanile si conferma l’anima del mercato residenziale: nel 2025 il 36,98% degli acquirenti di fabbricati con agevolazione prima casa appartiene alla fascia d’età 18-35 anni, seguita dal 28,10% della fascia 36-45 anni.
Il comparto dei mutui evidenzia una dinamica di grande espansione, superando decisamente i volumi dell’anno precedente. Nel 2025 si registra un incremento del +17,20% (44.784 mutui totali), con un’impennata ancora più marcata del capitale complessivamente erogato, che raggiunge i 15.221.972.708 euro. Tale crescita si riflette in un valore medio del finanziamento che sale a 339.898 euro (+19,84%). Questo dato indica chiaramente che i cittadini stanno puntando su immobili di pregio più elevato o che l’offerta creditizia è diventata più generosa nel sostenere acquisti di valore importante. Un segnale di gestione attiva del debito arriva dalle surroghe, che sono cresciute del +8,77%, a dimostrazione del fatto che una parte dei mutuatari ha cercato attivamente di ottimizzare le proprie condizioni contrattuali.
L’analisi per scaglioni di importo evidenzia uno spostamento verso l’alto: i mutui nella fascia tra 250.000 e 300.000 euro sono balzati del +42,06%, mentre la crescita più impressionante riguarda i finanziamenti tra 450.000 e 500.000 euro (+55,14%). Anche i grandi tagli, oltre i 500.000 euro, crescono del +27,56%. In controtendenza risultano i piccoli prestiti fino a 50.000 euro (-7,77%). Infine, il numero di individui che hanno sottoscritto un finanziamento è aumentato del +18,20% (61.387 soggetti totali). Gli under 35 rimangono la categoria dominante con il 43,32% del totale dei contraenti e una crescita del +19,26%. Tuttavia, l’incremento percentuale più significativo si osserva nella fascia 56-65 anni (+23,79%), suggerendo un ritorno al credito anche per chi ha una posizione economica più consolidata.
Torino: nel 2025 ha registrato una crescita complessiva delle compravendite dell’8,88%, passando da 31.699 a 34.513 unità. Il mercato immobiliare torinese è trainato con decisione dalle transazioni tra privati: si registrano infatti 18.506 compravendite di prima casa tra privati, con un incremento del +12,15% rispetto al 2024. Anche il segmento delle seconde case tra privati mostra dinamismo, con 13.018 atti e una crescita del +6,25%. Al contrario, il comparto del nuovo appare più statico. Le prime case da impresa segnano una lieve flessione del -1,73% (740), mentre le seconde case da impresa registrano una crescita contenuta del +2,55% (2.249). La componente giovanile è il vero motore del mercato: il 35,57% degli acquirenti che hanno usufruito delle agevolazioni prima casa ha un’età compresa tra i 18 e i 35 anni.
Il comparto dei mutui a Torino manifesta una forte vitalità nel 2025. Si registra un incremento del +20,04% nel numero di atti (18.858 totali) rispetto al 2024. Anche il capitale totale erogato è cresciuto sensibilmente, raggiungendo i 2.744.797.595 euro (+17,48%). Il valore medio del finanziamento si attesta a 145.551 euro (-2,13%), suggerendo che l’aumento dei volumi sia trainato da una platea più ampia di mutuatari. Le surroghe crescono del +9,85% (903), indicando una ricerca di ottimizzazione dei costi del debito da parte delle famiglie torinesi. Si osserva inoltre una decisa spinta verso i finanziamenti di fascia medio-alta: i mutui compresi tra 200.000 e 300.000 euro registrano crescite superiori al 33-35%, mentre i grandi importi oltre i 500.000 euro crescono del +6,45%.
Il numero di individui che hanno sottoscritto un mutuo è aumentato del +24,93%, per un totale di 13.294 soggetti. La crescita è trainata in modo massiccio dagli under 35, che rappresentano la categoria prevalente con un incremento del +31,97%.
Verona: nel 2025 il mercato immobiliare registra una crescita complessiva dell’1,82% delle compravendite. La prima casa tra privati cresce del +3,15%, consolidandosi come principale segmento del mercato. In forte contrazione invece la prima casa acquistata da impresa (-34,42%), mentre le seconde case da impresa crescono del +12,60%, confermando l’attrattività della città per gli investimenti immobiliari. Verona si conferma inoltre una città particolarmente dinamica per i giovani: oltre il 34% degli acquirenti con agevolazione prima casa appartiene alla fascia 18-35 anni. I mutui ipotecari nel 2025 sono cresciuti del 18.09% con un totale di 7.298 atti rispetto ai 6.180 del 2024. Il capitale complessivamente erogato cresce del +29,3%, passando da 1,32 a 1,70 miliardi di euro. Il valore medio del finanziamento sale a 234.064 euro, mentre si registra un forte incremento dei mutui di fascia medio-alta, in particolare tra 200.000 e 250.000 euro (+43,9%). Le surroghe crescono del +17,8%, segnale di una maggiore attenzione all’ottimizzazione delle condizioni di finanziamento.
Bologna: nel 2025 registra una crescita complessiva delle compravendite del +6,42%, passando da 15.316 a 16.299. Il mercato è trainato dalle transazioni tra privati: la prima casa tra privati cresce del +13,71%, passando da 8.247 a 9.378, mentre le seconde case tra privati aumentano del +2,31%, da 5.141 a 5.260. In flessione il comparto del nuovo: le prime case da impresa segnano un -13,50%, passando da 689 a 596, e le seconde case da impresa un -14,04%, da 1.239 a 1.065. La componente giovanile resta centrale: il 37,16% degli acquirenti di prima casa appartiene alla fascia 18-35 anni. I mutui crescono del +18,61%, passando da 9.880 a 11.719, mentre i mutui ipotecari aumentano del +20,22%, da 9.151 a 11.001. Il capitale erogato supera i 2 miliardi di euro, raggiungendo 2.057.540.176 euro. Crescono in particolare i finanziamenti di importo elevato: +39,78% nella fascia 200.000-250.000 euro (da 905 a 1.265) e +60,47% nella fascia 400.000-450.000 euro (da 43 a 69). Gli under 35 rappresentano il 41,59% dei contraenti di mutuo, passando da 4.946 a 6.282 soggetti (+27,01%).
Firenze: nel 2025 registra una crescita contenuta ma positiva delle compravendite (+1,16%, passando da 11.770 a 11.906). Le compravendite di prima casa tra privati crescono del +3,74%, passando da 6.302 a 6.538, mentre le seconde case tra privati registrano una lieve flessione (-4,97%, da 4.310 a 4.096). Il mercato del nuovo continua a mostrare dinamiche differenziate: le prime case da impresa calano del -17,03%, passando da 323 a 268, mentre le seconde case da impresa crescono del +20,24%, da 835 a 1.004. Gli under 35 rappresentano il 34,61% degli acquirenti con agevolazione prima casa. Nel 2025 il comparto dei mutui cresce del +17,91%, passando da 7.437 a 8.769, con un capitale erogato pari a oltre 1,68 miliardi di euro. Aumentano soprattutto i finanziamenti di fascia medio-alta: +48,33% tra 250.000 e 300.000 euro (da 300 a 445) e +76,19% nella fascia 300.000-350.000 euro (da 126 a 222). Le surroghe crescono del +23,98%, passando da 392 a 486, mentre gli under 35 rappresentano il 38,42% dei contraenti, passando da 3.186 a 4.061 (+27,46%).
Roma: nel 2025 registra una crescita complessiva delle compravendite del +7,80%, passando da 53.333 a 57.495. A trainare il mercato sono le compravendite tra privati: la prima casa tra privati cresce del +9,69%, passando da 32.921 a 36.112, mentre le seconde case tra privati aumentano del +8,07%, da 13.366 a 14.445. Le prime case acquistate da impresa segnano invece una flessione del -10,70%, passando da 3.214 a 2.870, mentre le seconde case da impresa crescono del +6,16%, da 3.832 a 4.068. La componente giovanile continua a rappresentare una quota rilevante del mercato: il 33,67% degli acquirenti con agevolazione prima casa appartiene alla fascia 18-35 anni. Il mercato dei mutui mostra una decisa ripresa: nel 2025 gli atti crescono del +17,28%, passando da 31.116 a 36.494, e il capitale erogato supera i 7,6 miliardi di euro. Particolarmente dinamici i mutui di importo elevato: +32,38% nella fascia 250.000-300.000 euro (da 1.541 a 2.040) e +61,38% nella fascia 450.000-500.000 euro (da 145 a 234). Le surroghe crescono del +20,75%, passando da 1.475 a 1.781, mentre gli under 35 rappresentano il 36,64% dei contraenti di mutuo, passando da 12.371 a 15.425 soggetti (+24,69%).
Napoli: nel 2025 registra una crescita complessiva delle compravendite del +6,93%, passando da 17.978 a 19.223. La crescita è trainata dalle transazioni tra privati: le compravendite di prima casa tra privati aumentano del +12,75%, passando da 8.960 a 10.102, mentre le seconde case tra privati crescono del +5,36%, passando da 7.108 a 7.489. Continua invece a soffrire il comparto del nuovo: le prime case da impresa registrano un calo del -22,52%, passando da 444 a 344, mentre le seconde case da impresa diminuiscono del -12,14%, da 1.466 a 1.288. Oltre il 39% degli acquirenti di prima casa appartiene alla fascia 18-35 anni.
Nel 2025 il comparto dei mutui torna a crescere con un incremento del +21,38%, passando da 8.046 a 9.766, e del +33,38% del capitale erogato, che raggiunge 1.685.429.576 euro. Il valore medio del finanziamento sale a 172.581 euro (+9,89%). Particolarmente rilevante il raddoppio delle surroghe (+101,20%). Crescono soprattutto i mutui di fascia medio-alta e i finanziamenti oltre i 500.000 euro (+44,83%). Gli under 35 rappresentano la categoria più numerosa tra i contraenti di mutuo con 4.883 soggetti, mentre il numero complessivo dei contraenti cresce del +14,75%, raggiungendo 11.999 soggetti.
Palermo: nel 2025 registra una delle performance più dinamiche tra le grandi città italiane, con una crescita complessiva delle compravendite del +25,91%, passando da 9.753 a 12.280. La prima casa tra privati cresce del +33,58%, passando da 5.152 a 6.882, mentre le seconde case tra privati aumentano del +15,19%, raggiungendo quota 4.618. In forte crescita anche il comparto delle imprese: le prime case da impresa aumentano del +30,37, raggiungendo 249 compravendite, mentre le seconde case da impresa crescono del +32,42%, arrivando a 531. Gli under 35 rappresentano il 38,70% degli acquirenti con agevolazione prima casa. Complessivamente, le compravendite agevolate prima casa passano da 7.726 a 9.458. Anche il mercato dei mutui mostra una forte espansione: +43,57% nel numero di mutui, passati da 3.785 a 5.434, e +39,24% del capitale erogato, che raggiunge 753.907.155 euro. Crescono in particolare i mutui nelle fasce tra 100.000 e 149.999 euro (+53,93%) e tra 150.000 e 199.999 euro (+65,64%), ma si registra un forte incremento anche nelle fasce alte, con i mutui tra 350.000 e 399.999 euro che segnano un +152,94%. Le surroghe aumentano del +24,06%, passando da 133 a 165, mentre gli under 35 rappresentano il 39,41% dei contraenti di mutuo, con 2.968 soggetti. Complessivamente i contraenti passano da circa 5.348 a 7.532 soggetti (+40,84%).
Bari E BAT (Barletta-Andria-Trani): nel 2025 registra una crescita complessiva delle compravendite del +3,53%, passando da 18.338 a 18.986. Il mercato è sostenuto dalle transazioni tra privati: la prima casa tra privati cresce del +15,18%, raggiungendo 10.745 compravendite, mentre le seconde case tra privati aumentano del +9,90%, arrivando a 6.426. Continua invece la forte contrazione del comparto del nuovo: le prime case da impresa crollano del -55,48%, passando da 1.669 a 743, mentre le seconde case da impresa diminuiscono del -28,20%, attestandosi a 1.072. Gli under 35 rappresentano il 39,27% degli acquirenti con agevolazione prima casa.
Nel 2025 i mutui crescono del +15,15%, passando da 9.233 a 10.632, e del +20,10% nel capitale erogato, che raggiunge 1.783.740.975 euro. Aumentano soprattutto i finanziamenti di importo medio-alto e i mutui superiori a 500.000 euro (+31,90%), che raggiungono 215 operazioni. Le surroghe crescono del +13,05%, passando da 452 a 511, mentre gli under 35 restano la categoria prevalente tra i contraenti con 6.431 soggetti (+10,65%). Complessivamente, i contraenti di mutuo aumentano del +13,97%, raggiungendo 15.223 soggetti.

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....
(di Stefano Ambu) La Sardegna al secondo posto in Italia per costo
del credito a breve termine: 33% in più rispetto alla media
nazionale per finanziare la liquidità aziendale. Sono gli ultimi
dati del Centro studi di Cna Sardegna.
Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

(Adnkronos) - Con l'arrivo dell'estate cambiano gli orari, si moltiplicano le occasioni di socialità e le giornate sembrano non finire mai. Per milioni di famiglie italiane, però, insieme a costumi e valigie torna anche una preoccupazione che accompagna gran parte della genitorialità: il sonno dei bambini. Il tema è tutt'altro che marginale.
on l'arrivo dell'estate cambiano ritmi, orari e abitudini familiari. E mentre per molti bambini iniziano vacanze, giornate all'aria aperta e serate più lunghe, per i genitori torna una delle preoccupazioni più diffuse: il sonno dei figli. Dormiranno di più dopo una giornata al mare? La montagna aiuta davvero a riposare meglio? E saltare la routine rischia di compromettere mesi di progressi? Domande che ogni anno accompagnano milioni di famiglie italiane e che alimentano dubbi, consigli non richiesti e convinzioni spesso lontane dalla realtà.
Diverse ricerche internazionali hanno evidenziato come i genitori possano perdere complessivamente oltre 700 ore di sonno nel primo anno di vita di un figlio e come gli effetti della deprivazione di sonno possano influire sul benessere psicofisico, sulla relazione di coppia e sulla gestione dello stress familiare. "Proprio per questo, quando arrivano le vacanze, molti genitori si trovano divisi tra due esigenze opposte: concedersi maggiore libertà e preservare gli equilibri costruiti durante l'anno. In questo contesto proliferano consigli, convinzioni popolari e regole tramandate che spesso finiscono per aumentare la confusione".
Secondo Chiara Baiguini, educatrice del sonno gentile, esperta di profili sensoriali e autrice del libro 'Nati per Dormire. L'approccio che rivoluziona il sonno dei bambini basato sui '4 profili Care' (Vallardi), molte delle credenze più diffuse sul sonno estivo non trovano riscontro nella realtà. "Il problema non è che in estate cambiano gli orari o le abitudini. Il problema è pensare che esistano regole valide per tutti. Ogni bambino ha un sistema nervoso diverso, reagisce in modo diverso agli stimoli e vive le vacanze in maniera diversa. Quando i genitori imparano a leggere il proprio figlio invece di inseguire regole rigide, il sonno smette di essere una battaglia", spiega Chiara Baiguini.
"'È probabilmente la convinzione più diffusa. Dopo una giornata trascorsa tra spiaggia, giochi, acqua e attività all'aria aperta, molti genitori si aspettano che il bambino crolli appena tocca il letto. In realtà la stanchezza fisica non coincide necessariamente con la predisposizione al sonno. Una giornata ricca di stimoli - si legge nella nota - può infatti generare un vero e proprio sovraccarico sensoriale. Rumori, nuove persone, sole, cambiamenti alimentari, ambienti diversi e ritmi alterati possono mantenere il sistema nervoso in uno stato di attivazione elevata proprio quando sarebbe il momento di rilassarsi. Per alcuni bambini, soprattutto quelli particolarmente sensibili agli stimoli ambientali, la sera può quindi diventare più difficile e non più semplice.
"Aria pulita, temperature più fresche e natura vengono spesso considerate una sorta di rimedio universale ai problemi del sonno. La realtà è più complessa - prosegue Se per alcuni bambini gli spazi aperti, il movimento e il contatto con la natura rappresentano condizioni ideali per scaricare energie e favorire il riposo, per altri l'ambiente nuovo può generare un aumento dell'attivazione emotiva. Rumori sconosciuti, stanze diverse da quelle abituali, nuovi odori o una routine modificata possono richiedere alcuni giorni di adattamento prima che il bambino riesca a sentirsi davvero a proprio agio. Non esiste quindi una destinazione che garantisca automaticamente notti perfette: ciò che conta è comprendere come il singolo bambino reagisce ai cambiamenti".
"Molti genitori vivono le vacanze con il timore di compromettere tutto ciò che hanno costruito durante l'anno. Una cena più tardi, un addormentamento diverso dal solito o una settimana in campeggio vengono percepiti come una minaccia alla stabilità raggiunta. Secondo Baiguini si tratta di una delle paure più infondate. Il sonno - si legge nel libro - non è un castello di carte destinato a crollare al primo cambiamento. Al contrario, la capacità di adattarsi a contesti nuovi rappresenta una competenza evolutiva importante. Un bambino che riesce a dormire in una casa diversa, a gestire orari leggermente differenti e a ritrovare gradualmente il proprio equilibrio dimostra di possedere risorse preziose. Al rientro dalle vacanze, nella maggior parte dei casi, bastano pochi giorni per ritrovare il ritmo abituale. L'approccio migliore consiste nel procedere gradualmente, evitando cambiamenti bruschi e tornando progressivamente agli orari consueti.
1) Rinunciare alla vacanza per paura di rompere i ritmi è una trappola. Qualche variazione negli orari non cancella i progressi costruiti durante l’anno. Se il genitore conosce i bisogni del proprio bambino e sa accompagnarlo con calma, la vacanza può diventare un’occasione di adattamento, non una minaccia.
2) Il bambino “stanco morto” che non si addormenta non sta facendo i capricci. Dopo una giornata intensa, il sistema nervoso può essere sovraccarico. Sole, rumori, persone nuove e attività continue possono rendere più difficile lasciarsi andare al sonno, anche quando il bambino è fisicamente esausto.
3) Il bambino che non vuole andare a letto quando è ancora chiaro non sta facendo i capricci. In estate la luce può confondere, ma il corpo del bambino continua a rispondere soprattutto alle abitudini consolidate. Per questo è importante osservare i segnali di stanchezza, più che aspettare il buio.
4) Non esiste la meta di vacanza che fa dormire meglio. Mare, montagna o lago non funzionano allo stesso modo per tutti. Alcuni bambini si rilassano con la natura e il movimento, altri possono sentirsi più stimolati o disorientati dal cambiamento di ambiente.
5) In macchina, treno e aereo ogni bambino ha bisogno di cose diverse. C’è chi deve scaricare energia prima di partire, chi ha bisogno di silenzio e oscurità, chi si tranquillizza sapendo in anticipo cosa succederà. Il viaggio non va gestito con una regola unica, ma leggendo il profilo del bambino.
E ancora:
6) Il sonno del bambino dipende anche dallo stato di chi lo mette a letto. La routine aiuta, ma non basta. Se il genitore è teso, agitato o esausto, il bambino lo percepisce. La calma dell’adulto diventa uno dei segnali più importanti per aiutare il bambino a regolarsi.
7) Le vacanze divise tra mamma e papà si gestiscono bene. Il bambino non ha bisogno che tutto sia identico, ma che ci sia continuità emotiva. Oggetti familiari, rituali conosciuti e un adulto presente e tranquillo possono rendere serena anche una vacanza con un solo genitore o con i nonni.
8) Se al rientro dalla vacanza non torna tutto come prima, niente panico. Come gli adulti, anche i bambini hanno bisogno di qualche giorno per ritrovare i propri ritmi. In genere è sufficiente riprendere gradualmente le abitudini, senza forzare tutto dal primo giorno.
9) L’inserimento al nido si prepara in estate, non a settembre. Il rientro o l’inizio del nido comporta nuovi stimoli, nuove persone e nuovi ritmi. Preparare il bambino con gradualità, raccontargli cosa accadrà e mantenere alcuni rituali familiari può rendere il passaggio meno faticoso.
10) Anche i genitori hanno un profilo sensoriale, e in vacanza conta. Un genitore sovraccarico, stanco o emotivamente saturo farà più fatica ad accompagnare il bambino al sonno. Prendersi cura del proprio equilibrio non è egoismo: è una condizione fondamentale perché anche le notti funzionino meglio.

(Adnkronos) - "La parola d'ordine è prevenzione: arrivare a una diagnosi precoce e, al contempo, implementare terapie in grado di rallentare l'insorgenza di demenze e dell'Alzheimer". Così Nicola Bonaccini, capo della segreteria tecnica del ministero della Salute, intervenendo all'evento internazionale 'MindShift - A cross-country mission to reshape Alzheimer's Care', in corso a Roma. Un appuntamento che ha radunato esperti, istituzioni e rappresentanti dei pazienti da 12 Paesi per accelerare la trasformazione della cura dell'Alzheimer. "Parallelamente - ha proseguito - l'obiettivo del Governo, attraverso il finanziamento del Fondo per l'Alzheimer, è quello di sostenere non solo i pazienti, ma tutto il sistema che ruota intorno loro: i professionisti, le strutture sanitarie e, in particolare, i caregiver. Queste persone, che si prendono cura dei malati, ne custodiscono quotidianamente la dignità, garantendo loro la possibilità di vivere il proprio percorso di vita con serenità".
"Questo evento è estremamente importante - ha evidenziato Bonaccini - perché affronta una tematica cruciale per il futuro. Se pensiamo che nel 2050 la popolazione raggiungerà un'età media molto elevata, ci troviamo di fronte a una buona e a una cattiva notizia. La buona è che la scienza, grazie ai continui progressi terapeutici, sta spostando sempre più in alto l'asticella della longevità. La grande sfida, tuttavia, è riuscire a invecchiare nel modo più confortevole possibile", ha osservato. "Eventi come questo, che riuniscono esperti e società scientifiche, come la Società italiana di neurologia, sono fondamentali. Abbiamo discusso un tema chiave che unisce le politiche sostenute dal ministro Schillaci e dal ministero della Salute alle nuove frontiere della ricerca scientifica", ha concluso.

(Adnkronos) - "Negli ultimi decenni la ricerca ha dimostrato chiaramente che la malattia di Alzheimer è un disordine del sistema nervoso centrale estremamente complesso. Limitare l'analisi a una singola via patogenetica significherebbe ridurre la portata del problema in modo eccessivamente semplicistico". Lo ha detto Monica Diluca, presidente eletto della Società italiana farmacologia (Sif), nell'ambito dell'evento internazionale 'MindShift - A cross-country mission to reshape Alzheimer's Care', presso la sede di Cattaneo Zanetto Pomposo a Roma. Un appuntamento che ha radunato esperti, istituzioni e rappresentanti dei pazienti da 12 Paesi per accelerare la trasformazione della cura dell’Alzheimer.
"In realtà - ha spiegato l'esperta - sappiamo che l'Alzheimer deve essere interpretato come una disfunzione di molteplici vie biologiche patogenetiche, strettamente interconnesse tra loro. Parliamo, ovviamente, dell'amiloide come aspetto centrale della malattia ma anche della proteina Tau". Diluca si è soffermata sulla complessità della malattia: “Dobbiamo prendere in considerazione molti altri fattori, come la disfunzione dei circuiti neuronali e sinaptici - che avviene, tra l'altro, in una fase molto precoce della patologia, rappresentando un segnale d'allarme significativo - così come le alterazioni di processi fisiologici fondamentali, quali il sonno e il metabolismo", ha osservato.
"Proprio per questa complessità la malattia dovrà essere affrontata nell'ottica della medicina di precisione. Oggi - ha precisato - la domanda che dobbiamo porci non è tanto se un particolare farmaco o una terapia innovativa funzionino, ma piuttosto perché funzionino proprio in quel determinato contesto biologico".

(Adnkronos) - "Quello che stiamo chiedendo in quasi tutti i Paesi europei è l'adozione di un Piano europeo per le demenze e per l'Alzheimer, sulla scia di quanto già realizzato per la lotta contro il cancro e le malattie cardiovascolari. Questo significherebbe avere una linea d'azione condivisa con regole omogenee in tutta Europa, garantendo i finanziamenti necessari per sostenere la prevenzione, la diagnosi precoce, l'uso dei biomarcatori e tutto ciò che serve per l'erogazione di nuovi farmaci e per le terapie non farmacologiche". Lo ha detto Beatrice Lorenzin, membro della Commissione Bilancio del Senato, partecipando all'evento 'MindShift - A cross-country mission to reshape Alzheimer's Care', in corso a Roma. Un'iniziativa internazionale che ha riunito esperti, istituzioni e rappresentanti dei pazienti da 12 Paesi per accelerare la trasformazione della cura dell'Alzheimer.
Lorenzin si sofferma poi sull'importanza della misurazione degli outcome. "E' necessario che la spesa venga monitorata a livello regionale e che ne siano rendicontati i risultati - ha affermato la senatrice del Pd - Credo sia un obiettivo imprescindibile per tutti noi. Ricordiamoci che l'Italia è il Paese più vecchio d'Europa e il secondo al mondo dopo il Giappone. Più in generale, l'Europa è un continente che invecchia e che necessita di strumenti per affrontare l'invecchiamento attivo in modo positivo, oltre che per prendersi cura dei milioni di persone che saranno affette da demenza". Dunque, "l'impegno a livello internazionale deve concentrarsi assolutamente su questo piano europeo, tenendo conto anche di nuovi modelli regolatori per garantire la sostenibilità dei nuovi farmaci. Sotto questo aspetto - ha continuato - credo che il nostro Paese debba attuare una politica di rimborsabilità efficace. Indipendentemente dal modello che decideremo di adottare".
Seppure non esista ancora una cura definitiva per l'Alzheimer, oggi sono disponibili nuove terapie che, intervenendo sui meccanismi biologici della patologia, consentono di rallentarne la progressione e ritardare il declino cognitivo, soprattutto se somministrate nelle fasi iniziali. Si tratta però di "terapie rivolte a una specifica fascia di popolazione, che deve essere diagnosticata precocemente e necessita di biomarcatori per monitorare l'efficacia del trattamento", ha chiarito Lorenzin. "Per quanto riguarda la sostenibilità economica, il nostro sistema regolatorio offre gli strumenti per gestirla - ha sottolineato - Dobbiamo evitare di perdere questo treno, quello della ricerca e dell'avanzamento scientifico, anche perché, più di altri, siamo di fronte alla prospettiva di milioni di cittadini potenzialmente affetti da demenza". Se "da un lato dobbiamo lavorare sulla non autosufficienza sul piano sociale e socio-sanitario - ha evidenziato l'ex ministro della Salute - dall'altro non possiamo restare ai margini delle scoperte scientifiche. Dobbiamo essere capaci di restare al passo, come abbiamo dimostrato di saper fare negli ultimi anni", ha avvertito. "Il tema dell'invecchiamento della popolazione e la necessità di riorganizzare il sistema - ha concluso Lorenzin - devono entrare a pieno titolo nelle politiche italiane, non solo sanitarie, ma anche sociali, ambientali, urbane e dei trasporti. Significa adattare le nostre città a popolazioni più anziane, che hanno esigenze diverse. Non significa considerare tutti come 'malati', ma semplicemente riconoscere l'evoluzione demografica e calibrare di conseguenza le nostre politiche attive, che oggi risultano ancora troppo riduttive, parziali e frammentate".

(Adnkronos) - Ridisegnare la cura dell'Alzheimer integrando la diagnosi nei percorsi assistenziali, garantendo un accesso equo e tempestivo alle nuove terapie, rafforzando i sistemi sanitari e pianificando in modo più strategico, con una maggiore regia europea. E' il cuore del documento di consensus firmato a Roma nell'ambito di 'MindShift - A cross-country mission to reshape Alzheimer's Care', iniziativa internazionale che ha riunito nella Capitale esperti, istituzioni e rappresentanti dei pazienti da 12 Paesi. Obiettivo: colmare il divario tra innovazione scientifica per l'Alzheimer e reale accesso dei pazienti a diagnosi precoce e terapie. Il white paper finale individua 5 priorità condivise: "Portare la diagnosi biologica nella pratica clinica, allineare modelli organizzativi e di rimborso per garantire accesso alle terapie innovative, potenziare le strutture sanitarie, adottare una pianificazione di lungo periodo e rafforzare il coordinamento tra Paesi". Una vera e propria roadmap europea per superare "approcci frammentati e ancora troppo tardivi nella presa in carico".
"L'Alzheimer è una patologia devastante che compromette memoria, identità e autonomia, con profonde ripercussioni su pazienti, famiglie, caregiver e società, anche sul piano economico. La Commissione europea sostiene il rinnovamento dell'assistenza, promuovendo ricerca, biotecnologie e accesso alle terapie. Con iniziative come Healthier Together e il Biotech Act lavoriamo per facilitare innovazione, sviluppo di nuovi farmaci e traduzione dei progressi scientifici in cure efficaci per i pazienti in tutta Europa. Per questo la vostra missione di ripensare l'assistenza all'Alzheimer è così importante e potete contare sul sostegno della Commissione europea", ha dichiarato in un messaggio Olivér Várhelyi, commissario europeo per la Salute e il benessere degli animali, aprendo i lavori.
L'Alzheimer viene oggi riconosciuta come una priorità di sanità pubblica: in Europa - ricorda una nota dall'evento - si stimano circa 9 milioni di persone con demenza, un numero destinato a superare i 14 milioni entro il 2050. In Italia sono oltre 1 milione, di cui circa il 60% con Alzheimer, con un impatto significativo su famiglie, caregiver e sostenibilità del sistema di welfare. La demenza è associata a un elevato carico assistenziale e a costi globali superiori ai 1.300 miliardi di dollari, mentre in Italia il costo complessivo è stimato in circa 23 miliardi di euro l'anno. "Il nostro rapporto del 2026 evidenzia chiaramente il crescente impatto della demenza in Europa, con una prevalenza che dovrebbe superare i 14 milioni di persone entro il 2050 - ha sottolineato Angela Bradshaw, Director for Research di Alzheimer Europe - Questi dati riflettono una sfida urgente per le persone, i sistemi di assistenza e le società, una sfida che non può più essere ignorata. E' fondamentale garantire un accesso equo e tempestivo alla diagnosi, alle cure, all'assistenza e al sostegno, sfruttando i recenti progressi della ricerca per migliorare la vita delle persone affette da demenza".
La buona notizia è che l'Alzheimer è entrato in una fase nuova, spiegano gli esperti. "Seppure non esista ancora una cura definitiva, oggi sono disponibili nuove terapie che, intervenendo sui meccanismi biologici della malattia, consentono di rallentarne la progressione e ritardare il declino cognitivo, soprattutto se somministrate nelle fasi iniziali. E' proprio qui che la diagnosi biologica, grazie all'arrivo dei nuovi biomarcatori ematici, gioca un ruolo decisivo: permette infatti di individuare la malattia molto prima e di identificare con maggiore precisione il target dei pazienti che possono beneficiare di queste terapie". Accanto ai trattamenti sintomatici, "si sta quindi affermando un nuovo approccio con il potenziale di modificare il decorso della patologia, a condizione di intervenire tempestivamente". E lo sguardo della scienza è già rivolto oltre. La ricerca sta infatti esplorando la possibilità di agire in fasi ancora più precoci, prima che i sintomi si manifestino: "Un orizzonte che rende oggi più urgente che mai costruire sistemi sanitari pronti ad accompagnare questo progresso".
"Le terapie per l'Alzheimer aprono prospettive nuove e richiedono un approccio rigoroso nella valutazione del loro impatto clinico. La sfida è trovare un punto di equilibrio tra accesso all'innovazione e tutela dei pazienti nell'interesse delle tante famiglie che vivono l'impatto di una patologia come l'Alzheimer. In questo senso, il dialogo tra istituzioni, comunità scientifica e pazienti, come quello avvenuto con MindShift, è essenziale per definire modalità di utilizzo appropriate, sicure e sostenibili", ha affermato Mario Zappia, presidente della Società italiana di neurologia (Sin).
Quella che si profila è "una possibilità che fino a pochi anni fa non esisteva. Una trasformazione che migliora sensibilmente la qualità di vita e le prospettive per i pazienti, ma che - si precisa nel consensus - rischia di restare incompiuta senza sistemi sanitari pronti a recepirla. Per i sistemi sanitari servono percorsi diagnostici più solidi, una migliore identificazione dei pazienti e modelli organizzativi e di accesso adeguati, in grado di garantire un utilizzo appropriato e tempestivo delle nuove terapie, abilitato da percorsi diagnostici più precoci e accurati, in grado di individuare la malattia prima e in modo più preciso e di trasformare la diagnosi precoce in una reale porta di accesso alla cura". L'obiettivo finale di MindShift è "fare in modo che i progressi della scienza incontrino l'impegno della politica e si traducano in diritti di cura più tempestivi, appropriati ed equi per tutti i pazienti che ne hanno diritto". Da qui il messaggio del nuovo documento internazionale: "Non limitarsi a registrare l'innovazione, ma costruire sistemi capaci di renderla concreta, garantendo benefici reali per le persone che vivono con l’Alzheimer, per le loro famiglie e per la sostenibilità dei sistemi sanitari".
La sottoscrizione del documento di consensus - si legge nella nota - è stata preceduta da una visita presso la Camera dei deputati, dove la delegazione internazionale ha incontrato i rappresentanti dell'Intergruppo parlamentare sull'Alzheimer, che da anni è impegnato nel miglioramento dell'ecosistema, rafforzando il dialogo tra comunità scientifica, associazioni di pazienti e decisori pubblici. Il percorso prosegue oggi con una visita al Policlinico Tor Vergata di Roma, una delle realtà pubbliche di riferimento in Italia nella gestione delle patologie neurologiche e dell'Alzheimer. Il racconto di questa esperienza concreta consentirà di approfondire sul campo i temi della diagnosi, dell'identificazione precoce dei pazienti e della presa in carico multidisciplinare, elementi considerati cruciali per accompagnare l'ingresso dell’innovazione nella pratica clinica e nell’organizzazione dei servizi.
MindShift nasce come una missione transnazionale per ripensare la cura dell'Alzheimer in Europa, mettendo in dialogo decisori pubblici, clinici e rappresentanti dei pazienti in un percorso condiviso fondato sulla fiducia, sul confronto multi-stakeholder e sulla ricerca di soluzioni comuni. L'iniziativa ospitata a Roma ha coinvolto delegazioni da Italia, Germania, Francia, Olanda, Spagna, Polonia, Austria, Estonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Svezia e Bulgaria, con l'obiettivo di rafforzare la preparedness dei sistemi sanitari rispetto a una fase nuova della lotta alla malattia.
MindShift è un'iniziativa realizzata con il patrocinio di Aima (Associazione italiana malattia di Alzheimer), Fondazione Roma, Sibioc (Società italiana di biochimica clinica e biologia molecolare clinica - Medicina di laboratorio), Sif (Società italiana di farmacologia) e Sin, e con il supporto non condizionante di Lilly, Biogen, Eisai, Fujirebio, Ge Healthcare, Roche SpA, Roche Diagnostics SpA e Siemens Healthineers.

(Adnkronos) - La nuova edizione di Temptation Island è sempre più vicina. Giovanni e Sabrina sono la terza coppia del reality show in partenza prossimamente su Canale 5.
“Ho perso la fiducia nei suoi confronti”, dice Giovanni nel videoclip di presentazione. Dopo le due coppie formate da Gabriele e Sara, e Francesca e Danilo, anche Sabrina e Giovanni sono pronti ad affrontare il viaggio nei sentimenti.
Giovanni e Sabrina sono fidanzati da sei anni, ma ultimamente il rapporto non è più lo stesso. A scrivere al programma è stato lui: Giovanni non ha più fiducia nei confronti della compagna. “Mi ha chiesto delle pause, non sa se mi ama ancora e anche la nostra intimità si è raffreddata molto”, ha spiegato.
Anche Sabrina è molto incerta sul loro rapporto e dei suoi sentimenti nei confronti del compagno: “Non sono più sicura di essere innamorata di lui”. Inoltre, ha ammesso di aver avuto una “distrazione” nell'ultimo periodo che le ha fatto nascere dubbi sul futuro con Giovanni.
Due serate di magia sotto le stelle con la voce potente e la
straordinaria presenza scenica di Amii Stewart. L'artista
americana, icona della scena musicale internazionale, dà il via, 7
e 8 luglio, a Rotte Sonore Summer, stagione estiva del Lirico di
Cagliari fino all'8 agosto in suggestivi scenari della Sardegna. Un
live inedito: sul palco ad accompagnarla tra hit di ieri e di oggi
e omaggi ai grandi della musica, sarà l'orchestra del Lirico. Il
concerto inaugura il Teatro del Mare, struttura a cielo aperto da
840 posti incastonata nel Parco Nervi, a Su Siccu a due passi dal
porto del capoluogo.
Il 14 giugno, nella sala conferenze Lo Quarter di Alghero,
studiosi, ricercatori e studenti si confronteranno sui benefici
dello sport outdoor per la salute, nel convegno nazionale "Attività
motoria e sportiva in ambiente naturale - Uniss 2026", organizzato
dall'Università di Sassari.
L'iniziativa riunirà docenti, ricercatori e
ricercatrici, esperti provenienti da numerosi atenei italiani, tra
cui l'Università di Sassari, "G. d'Annunzio" di Chieti-Pescara,
Padova, Roma "Foro Italico", l'Università della Calabria, Cassino e
del Lazio Meridionale, oltre a studiosi e professionisti afferenti
a numerose altre sedi e realtà di ricerca nazionali.
L'incontro sarà articolato in una serie di
relazioni scientifiche dedicate alle opportunità offerte dagli
ambienti naturali per la pratica delle attività motorie e
sportive.
Particolare attenzione sarà rivolta alle
caratteristiche del territorio sardo e del patrimonio ambientale
italiano, mettendo in evidenza il ruolo che tali contesti possono
svolgere nella promozione della salute, del benessere psicofisico e
della qualità della vita.
Sono attesi circa 150 partecipanti, tra
ricercatori, studiosi provenienti da università italiane e
straniere e studenti dei corsi di laurea in Scienze motorie delle
Università di Sassari e Cagliari.
Il programma prevede anche alcune attività
pratiche dedicate alla promozione dello sport in ambiente naturale.
Nel pomeriggio del 13 giugno si svolgerà un evento di orienteering
urbano nel centro storico di Alghero, coordinato dalla Federazione
italiana sport orientamento. Nella mattinata di domenica 15 giugno
, invece, la spiaggia di Porto Ferro ospiterà una surf activity
organizzata in collaborazione con la Federazione italiana surfing,
sci nautico e wakeboard (Fissw).
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Da non perdere...
prevPageLabel
Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

(Adnkronos) - Dai catinoni sintetici alla ketamina, dalla cannabis alle sostanze con effetti atropinici, fino ai derivati del fentanyl e agli oppioidi come i nitazeni. "Sono alcune delle oltre 1.250 nuove sostanze psicoattive che circolano in Italia e nel resto del mondo e che destano crescente preoccupazione tra noi esperti". A lanciare l'allarme, in occasione del congresso nazionale della Società italiana di tossicologia (Sitox) in corso a Bologna, è Carlo Locatelli, già presidente della Sitox e direttore dell'Unità di Tossicologia, del Centro antiveleni e del Centro nazionale di informazione tossicologica dell'Irccs Maugeri di Pavia.
"Queste sostanze vengono assunte sempre più spesso dai giovani e in alcuni casi l'uso inizia già in età molto precoce, sotto i 10 anni di età - spiega Locatelli all'Adnkronos Salute - Non esiste una vera soglia anagrafica: si registrano consumi tra i giovanissimi, gli adolescenti ma anche tra gli over 60, spesso convinti che si tratti di sostanze meno pericolose rispetto alle droghe tradizionali. In realtà gli effetti sulla salute e l'impatto sul Servizio sanitario nazionale sono molto pesanti".
Le conseguenze sull'organismo possono essere estremamente variabili. "Tra i sintomi più frequenti - sottolinea Locatelli - figurano agitazione psicomotoria, eccitazione, tachicardia, allucinazioni, stati deliranti, sonnolenza e confusione mentale. A questi si aggiungono disturbi gastrointestinali, midriasi (dilatazione delle pupille), tremori e, nei casi più gravi, il coma". Negli ultimi due anni, in particolare, l'attenzione dei tossicologi si è concentrata sui catinoni sintetici. "La loro diffusione sta aumentando in modo molto significativo e stiamo osservando situazioni cliniche particolarmente gravi - mette in guardia Locatelli - I pazienti che arrivano nei reparti specialistici sono spesso difficili da trattare perché queste sostanze provocano effetti molto complessi e severi".
Secondo l'esperto, i catinoni sono oggi tra le "molecole maggiormente coinvolte nei casi di intossicazione acuta, abuso e comportamenti violenti - afferma Locatelli - Inoltre, vengono frequentemente assunti insieme ad altre droghe, come ketamina e cocaina, dando origine a miscele dagli effetti imprevedibili e particolarmente pericolosi". Queste combinazioni "possono avere conseguenze devastanti sulla salute mentale e neurologica", avverte. "Stiamo studiando in modo approfondito i possibili danni cerebrali associati a queste sostanze e alcuni dati suggeriscono la presenza di processi degenerativi che potrebbero risultare permanenti e difficili da trattare".
Per Locatelli il fenomeno delle droghe rappresenta una delle sfide più complesse per la sanità pubblica. "Pensare di eliminare completamente il problema è irrealistico. Da decenni si cerca di contrastare le dipendenze senza aver trovato una soluzione definitiva. Con le nuove sostanze la situazione si complica ulteriormente perché il mercato è estremamente dinamico: l'acquisto è facile, spesso avviene attraverso internet, e molti consumatori ritengono erroneamente che queste droghe siano meno dannose di quelle tradizionali".
"Dai numeri emerge inoltre che, per quanto riguarda il sesso, i casi di intossicazione grave rilevati dal Sistema nazionale di allerta rapida per le droghe, sono prevalentemente maschili: 77% uomini e 23% donne. Rispetto all'età, il 3% riguarda soggetti con meno di 14 anni, il 53% interessa la fascia tra 14 e 25 anni, mentre il 44% riguarda persone dai 25 anni in su. Tra i pazienti ricoverati, il 51% viene ricoverato in rianimazione, il 34% in psichiatria e il 15% in altri reparti", conclude Locatelli.
Il mese di maggio segna una svolta per il turismo del Nord Ovest
della Sardegna, registrando flussi e tassi di occupazione che
iniziano a ricordare da vicino quelli tipicamente estivi. I dati
rilevati da Federalberghi-Confcommercio Nord Ovest, basati su un
campione statistico significativo che coinvolge un terzo delle
strutture iscritte (pari a 110 realtà provinciali, per un totale di
105.400 posti letto e oltre 46.000 camere processate nel mese),
evidenziano una crescita netta. A livello provinciale, il
riempimento delle camere ha raggiunto il 71,78%, con un balzo in
avanti importante rispetto al 64,35% dello scorso anno. A trainare
questa performance è una massiccia presenza internazionale, che
rappresenta il 74,88% dei visitatori totali, con Polonia, Svizzera,
Francia e Germania come mercati di riferimento.Pagina 169 di 324
Sarda News - Notizie in Sardegna
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Per proporre i tuoi feed o un contenuto originale, scrivici a info@sardanews.it