
(Adnkronos) - Jannik Sinner show al matrimonio di Armand Duplantis. Il tennista azzurro, che è tornato ad allenarsi a Montecarlo in vista del prossimo Wimbledon 2026, ha partecipato alle nozze dell'amico e campione del salto con l'asta con la modella Desiré Inglander insieme alla fidanzata Laila Hasanovic, mostrandosi con un completo elegantissimo.
Vestito nero e papillon dello stesso colore, Sinner ha posato con Duplantis con in mano un bicchiere di champagne, in una foto pubblicata dal profilo Instagram di Vogue. 'Mondo' invece ha scelto una giacca bianca e pantaloni neri per la cerimonia.
Sotto al post condiviso dalla coppia, che ha postato alcuni scatti delle nozze sui propri profili Instagram, è arrivato anche il commento di Laila Hasanovic, fidanzata di Sinner: "La giornata più bella. Sono così felice per voi due", ha scritto la modella danese allegando diversi cuori.
Cinque piani, dieci sale operatorie più due ibride, una superficie
di 17.268 metri quadrati: sono i numeri di uno dei più importanti
investimenti della Regione Sardegna degli ultimi anni. Dopo dieci
anni di attesa per l'Arnas Brotzu di Cagliari comincia il percorso
che porterà il più grande ospedale della Sardegna a
un'implementazione tecnologica e funzionale senza precedenti,
destinata a cambiare il volto del presidio sanitario: è la nuova
Piastra Tecnologica per l'Emergenza-Urgenza, un progetto partito
dieci anni fa e che ora, dopo l'ok del consiglio comunale di
Cagliari espresso all'unanimità alla variante urbanistica
necessaria, è arrivato al traguardo della conferenza di
servizi.
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La tassa dell'Ets (emission trading system, il balzello sulle
emissioni che alterano il clima) rischia di rallentare o
scoraggiare anche il decollo del porto canale di Cagliari e
l'arrivo di un possibile terminalista. A lanciare l'allarme è il
presidente dell'Autoritá di sistema dei mari di Sardegna Domenico
Bagalà, a margine del convegno organizzato dai Riformatori sardi
"Costi ed Ets: il mare ci separa sempre di più", con la
partecipazione, tra gli altri, del presidente della Regione
Liguria, Marco Bucci.
(Adnkronos) - Una firma che non costa nulla, ma che può contribuire a sviluppare nuove cure, sostenere la ricerca scientifica e migliorare la vita di migliaia di pazienti.
Con questo messaggio la Fondazione Irccs Policlinico San Matteo lancia la campagna 5xmille 2026 'Dietro la tua firma c'è tutto questo', invitando cittadini e contribuenti a sostenere uno dei principali centri italiani di ricerca e cura. Dietro una firma c'è molto più di un nome - sottolineano dall'Irccs - Ci sono medici, infermieri, ricercatori e professionisti della salute che ogni giorno lavorano per offrire diagnosi più accurate, trattamenti più efficaci e nuove opportunità di cura. Ci sono laboratori, studi clinici, tecnologie avanzate e progetti di ricerca che contribuiscono a migliorare concretamente la vita delle persone. La campagna - si legge in una nota - nasce per rendere visibile ciò che spesso resta invisibile: l'impatto concreto che una semplice firma può generare. Un gesto che non comporta alcun costo aggiuntivo per il contribuente, ma che può trasformarsi in ricerca, innovazione e progresso medico. Al Policlinico San Matteo la cura nasce dall'incontro continuo tra assistenza clinica e ricerca scientifica. Le nuove terapie, i trattamenti più avanzati e i progressi della medicina sono il risultato di un lavoro quotidiano che coinvolge professionisti, pazienti e comunità. Un percorso che può continuare a crescere anche grazie al sostegno dei cittadini attraverso il 5x1000.
Dietro ogni firma ci sono storie concrete. Come quella di Shrika che, grazie a una terapia genica innovativa, oggi conduce una vita pienamente attiva. Un risultato che dimostra come la ricerca possa trasformarsi in nuove possibilità di vita quando trova le risorse necessarie per diventare cura. Per dare volto a questo messaggio, la campagna sceglie come protagonisti alcuni professionisti che ogni giorno operano all'interno del Policlinico San Matteo. Medici impegnati in diversi ambiti specialistici, accomunati dalla stessa missione: trasformare la conoscenza scientifica in opportunità concrete per i pazienti. A rafforzare il racconto contribuisce anche il video istituzionale della campagna, che accompagna il pubblico in un viaggio che parte dalla ricerca e arriva alla vita delle persone - descrivono dall'Irccs - evidenziando il ruolo fondamentale dei cittadini nel sostenere il progresso della medicina. La campagna è inoltre accompagnata da una serie di videointerviste che approfondiscono il valore della ricerca, attraverso le testimonianze di professionisti e pazienti. Tra queste quella di Vittorio Bellotti, direttore scientifico della Fondazione, che racconta il ruolo distintivo di un Irccs nel mettere in relazione attività di ricerca e attività di cura, accelerando il trasferimento delle innovazioni scientifiche nella pratica clinica. Un esempio concreto di questo percorso è raccontato da Marco Zecca, direttore della Sc di Oncoematologia pediatrica, che ripercorre i risultati ottenuti grazie alle più recenti terapie geniche. Proprio al San Matteo due giovani pazienti hanno potuto accedere a trattamenti innovativi che hanno aperto nuove prospettive di vita, dimostrando come la ricerca possa offrire risposte anche quando non esistono altre opzioni terapeutiche, ricorda l'ospedale.
La Fondazione Irccs Policlinico San Matteo - conclude la nota - rappresenta uno dei principali poli italiani della ricerca biomedica e della medicina ad alta specializzazione. Tra le numerose eccellenze cliniche, assistenziali e scientifiche del Policlinico San Matteo, riconosciute anche a livello nazionale e internazionale, la Fondazione rappresenta un punto di riferimento nella presa in carico delle patologie complesse e rare, integrando cura, ricerca e innovazione. Per destinare il proprio 5x1000 alla Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia è sufficiente firmare nell’apposito riquadro della dichiarazione dei redditi dedicato al finanziamento della ricerca sanitaria e indicare il codice fiscale della Fondazione. Codice fiscale: 00303490189.

(Adnkronos) - Resta in rianimazione Daniela Ferrari, la madre di Andrea Sempio indagato per l'omicidio di Chiara Poggi. La donna si trova ricoverata da ieri, mercoledì 17 giugno, all'ospedale di Vigevano (Pavia) dopo "un'overdose di farmaci". I legali, gli avvocati Angela Taccia e Liborio Catalliotti, sono stati autorizzati dalla famiglia a confermare che "si è trattato di un tentativo di suicidio". Una scelta - spiegano i difensori all'Adnkronos - dettata "dalla paura che altri possano fornire dati medici sensibili e per provare a mettere un freno agli insulti che ancora adesso la donna riceve sui social".
La notizia del ricovero è arrivata ieri dopo che la donna è stata soccorsa da un'ambulanza e ricoverata d'urgenza "per un eccesso o diciamo overdose di assunzione di farmaci tranquillanti". I difensori hanno anche invitato ad abbassare i toni su una vicenda a cui la madre dell'indagato è estranea: "Lei con questo processo non c'entra nulla, non essendo null'altro che una testimone e speriamo di ridarle la tranquillità che merita" conclude l'avvocato Cataliotti.

(Adnkronos) - La prima giornata del Mondiale 2026 è andata in archivio e a mettersi in mostra sono stati i protagonisti annunciati. Su tutti, Leo Messi che, con la tripletta all’esordio dell’Argentina con l’Algeria, si è subito preso lo scettro eguagliando il record di miglior marcatore nella storia dei Mondiali di Miroslav Klose, a quota 16. Mbappè, uomo copertina nella gara della Francia con il Senegal con una doppietta, è a soli due gol da entrambi e ha ottime chance di raggiungerli, ma non è stato da meno nemmeno il debutto di Erling Haaland e Harry Kane, protagonisti anche loro con una doppietta, rispettivamente ad Iraq e Croazia. Tutti vanno a caccia del nuovo record e puntano a battere quello di Just Fontaine che, ancora oggi, detiene il primato di maggior numero di gol segnati in una singola edizione dei Mondiali: 13 reti in sole sei partite. Per gli esperti di Sisal è a 16,00 l’ipotesi che questo record venga infranto in questa edizione della Coppa del Mondo.
La lotta per il titolo di capocannoniere è appena cominciata e, per gli esperti Sisal, vede favorito Mbappé, a 3,75: nelle ultime due edizioni del torneo iridato il francese è stato il giocatore che ha segnato più reti (12) e partecipato a più gol (14), è lui il primo candidato a vincere il titolo di miglior marcatore del torneo e lo farebbe per la seconda volta consecutiva, dopo quello del Mondiale 2022. Come allora, anche oggi la sfida sarà soprattutto con Leo Messi, a 4,50, alla pari con Harry Kane, forte dei suoi 61 gol realizzati in tutte le competizioni con il Bayern di Monaco in stagione. Dietro il terzetto dei favoriti c’è Erling Haaland, l’attaccante della Norvegia ha dominato le qualificazioni con 16 reti in appena 8 incontri, il doppio di qualsiasi altro giocatore europeo, senza dimenticare che la sua stagione al Manchester City racconta di 38 reti in 52 partite: l’eventualità di vederlo capocannoniere è a 9,00. La sfida Messi vs Mbappè si ripropone anche nelle quote sul Miglior Giocatore del Mondiale, con La Pulce che in questo caso comanda, a 5,00 contro il 5,50 del francese.
E Cristiano Ronaldo? Il fuoriclasse portoghese, a secco nella prima partita con il Congo, ha deluso le attese e non è riuscito a stare al passo del suo rivale di sempre, Messi. CR7 vanta il primato di essere l’unico calciatore ad aver segnato in cinque diverse edizioni dei Mondiali, ma il suo cammino in questa edizione è partito in salita tanto che, al momento, vederlo capocannoniere è un’ipotesi a 50 volte la posta.

(Adnkronos) - Non basta studiare molte ore per affrontare al meglio la maturità. Per ottenere il massimo delle proprie prestazioni cognitive bisogna allenare il cervello attraverso una combinazione di studio efficace, attività fisica, meditazione, sonno e una corretta gestione delle tecnologie digitali. E' questa la 'ricetta' prescritta agli oltre 500mila studenti italiani che hanno cominciato le prove scritte da Christian Brogna, neurochirurgo di fama internazionale, specializzato nella chirurgia dei tumori cerebrali complessi, nella neuro-oncologia, nella chirurgia spinale e dei nervi periferici, oggi responsabile di Neurochirurgia presso il Paideia International Hospital di Roma.
Secondo l'esperto, uno degli errori più frequenti dei ragazzi è pensare che il rendimento aumenti proporzionalmente alle ore trascorse sui libri. "Il cervello - spiega Brogna - non è progettato per mantenere livelli elevati di attenzione per molte ore consecutive. È molto più efficace alternare sessioni di studio di 20-30 minuti a brevi pause, possibilmente con una passeggiata all'aria aperta. Il movimento aumenta il flusso sanguigno cerebrale e aiuta il cervello a elaborare e consolidare meglio le informazioni". Tra gli strumenti che il neurochirurgo considera più efficaci c'è la meditazione, da praticare più volte nel corso della giornata. "La meditazione riduce i livelli di cortisolo e stress, migliora la regolazione delle emozioni e favorisce una maggiore consapevolezza dei propri processi mentali - descrive lo specialista - In una fase delicata come quella della maturità, può rappresentare un supporto concreto per affrontare l'ansia e mantenere lucidità e concentrazione". Il medico suggerisce di dedicare alcuni minuti alla meditazione al mattino, durante la pausa pranzo e alla sera, integrandola nella normale routine quotidiana. Un'altra tecnica consigliata è la visualizzazione mentale: "Immaginare in modo vivido il contesto dell'esame, vedersi seduti davanti alla commissione, ripercorrere mentalmente le domande e le possibili risposte aiuta il cervello a familiarizzare con la situazione. In questo modo l'esame viene percepito come qualcosa di meno nuovo e meno minaccioso".
Fondamentale il sonno, una fase essenziale dell'apprendimento. "Durante la notte il cervello consolida le informazioni acquisite durante il giorno - ricorda Brogna - I contenuti appresi vengono progressivamente trasferiti dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine. Per questo motivo studiare fino a tarda notte sacrificando il riposo è spesso controproducente", avverte il neurochirurgo. Che mette in guardia dall'abuso di telefonini e tablet: "Le neuroscienze hanno dimostrato che il multitasking digitale frammenta l'attenzione. Passare continuamente da social network, notifiche, chat e video riduce la capacità di concentrazione profonda e aumenta la distraibilità", ammonisce l'esperto. L'indicazione è creare blocchi di studio senza interruzioni digitali, limitando l'accesso allo smartphone ai momenti di pausa. "Il cervello dei ragazzi è ancora in fase di maturazione, soprattutto nelle aree prefrontali coinvolte nella pianificazione e nel controllo dell'attenzione. Per questo è particolarmente sensibile agli effetti della sovrastimolazione digitale", aggiunge Brogna.
Tra le raccomandazioni più importanti c'è l'esercizio fisico quotidiano. "L'attività fisica intensa è un vero e proprio farmaco cognitivo - assicura il neurochirurgo - Stimola la produzione del Bdnf, una sostanza fondamentale per la plasticità cerebrale, favorisce la formazione di nuove connessioni neuronali e migliora la capacità di apprendimento". Secondo lo specialista, per ottenere benefici significativi sarebbe opportuno dedicare almeno 40-60 minuti al giorno al movimento.
Infine, Brogna invita studenti e famiglie a rivalutare il ruolo del tempo libero e della cosiddetta 'noia costruttiva': "Quando il cervello non è continuamente bombardato da stimoli digitali, entra in funzione una rete neurale legata alla creatività, all'introspezione e alla pianificazione del futuro. Lasciare spazio a momenti di silenzio e riflessione non significa perdere tempo, ma allenare capacità fondamentali per la crescita cognitiva", precisa il medico.
Per l'esperto, dunque, la preparazione alla maturità non passa esclusivamente dai libri. "Studiare è fondamentale, ma per rendere al massimo occorre mettere il cervello nelle condizioni migliori per funzionare. Sonno, attività fisica, meditazione, pause di qualità e una gestione consapevole della tecnologia - riassume Brogna - sono strumenti altrettanto importanti per affrontare con successo una prova impegnativa come l'esame di Stato".

(Adnkronos) - Il tema della prevenzione, che poi arriva anche alla prevenzione delle malattie infettive e quindi ai vaccini, “è cruciale rispetto agli strumenti per far fronte a questi trend demografici. L’aumento dell’aspettativa di vita è un successo della medicina, ma chiaramente ha un peso sociale ed economico e anche un impatto sulla salute. Se l’aspettativa di vita in Italia è quasi a 85 anni, quella in buona salute si ferma a 58-60 anni. Per cui gli obiettivi di sanità pubblica sono preservare la buona salute, non solo diagnosticare e curare le patologie e le comorbidità che, chiaramente, grazie al driver dell’età, aumentano. E qui entra il tema della prevenzione”. Lo ha detto Anna Odone, professore ordinario di Sanità pubblica all'Università di Pavia, presidente sezione 3 Consiglio superiore di sanità, partecipando al dibattito ‘La demografia cambia la società’ organizzato oggi in occasione della sesta edizione dell’appuntamento annuale di Adnkronos dedicato ai temi dell'evoluzione demografica a Palazzo dell’Informazione a Roma
La prevenzione primaria “si occupa di preservare la salute - spiega Odone - Si riferisce alla vaccinazione, agli screening, agli stili di vita corretti perché si guadagna in salute e, in una prospettiva di popolazione, ha un impatto economico molto importante. Nell’ambito della prevenzione delle malattie infettive, siamo abituati a parlare di vaccinazioni pediatriche, ma con questi numeri demografici la prevenzione diventa uno strumento di invecchiamento in salute e attivo anche per la popolazione adulta, anziana e fragile. Abbiamo a disposizione straordinari strumenti di vaccinazione nei confronti di patologie diffuse nella popolazione anziana, per le quali l’età rappresenta un fattore di maggiore rischio per forme complicate o gravi”.
Sul tema della prevenzione di prossimità, “legato al Pnrr, il monitoraggio dell’implementazione - illustra Odone - mostra, nei diversi contesti territoriali, alcune criticità importanti, che vengono affrontate dai diversi servizi regionali, e riguarda anche la prevenzione vaccinale. Pensare una prevenzione che si allontana dai luoghi tradizionali, ospedali e dipartimenti di prevenzione, e abbraccia modelli sperimentati in contesto emergenziale, come la vaccinazione nelle farmacie, significa costruire un sistema che resta e può essere utilizzato anche a regime. Sono modelli di prevenzione che avvicinano il cittadino. La medicina di prossimità - conclude - integra farmacisti, medicina di famiglia e servizi territoriali, e unisce le necessità sanitarie con quelle sociali, in un’ottica di integrazione sociosanitaria e promozione della salute”.

(Adnkronos) - e ha conseguenze reali. Fino a pochi anni fa, una terapia come quella che ho ricevuto sembrava impensabile. Oggi rappresenta una possibilità concreta per tanti pazienti. Essere stata la prima persona in Italia e in Europa ad affrontare questo percorso mi fa sentire ancora più forte e consapevole della responsabilità di testimoniare quanto la ricerca possa fare la differenza”.
Sono le parole di Shrika che nel 2025 ha ricevuto una nuova terapia genica. Si tratta del primo caso in Italia ed Europa.
“Quando i medici mi hanno parlato della terapia genica ho pensato che la mia vita potesse davvero cambiare - racconta la giovane - Dopo anni trascorsi tra ricoveri, crisi, trasfusioni e complicanze, ero abituata a convivere con la malattia e a gestirne le conseguenze. Per la prima volta, mi sono trovata davanti a una cura, alla possibilità di poter riscrivere la mia storia. È stato, al tempo stesso, un momento molto delicato: non avevo punti di riferimento, essendo la prima persona in Italia e in Europa a intraprendere questo percorso. Non potevo parlarne con qualcuno che lo avesse già vissuto o che potesse dirmi cosa aspettarmi. Ho avuto paura, è impossibile negarlo - ammette - Ma quella paura era accompagnata da una speranza ancora più grande. Pensavo a tutto ciò che la malattia mi aveva tolto e alla possibilità di riconquistare quello che avevo sempre desiderato: una vita meno condizionata”.
Di fatto “convivere con l’anemia falciforme e la talassemia significa affrontare una malattia che non concede pause”, spiega Shrika che fin da bambina ha dovuto imparare “a convivere non solo con il dolore, ma anche con ricoveri frequenti, terapie continue e l’incertezza costante di non sapere come mi sarei sentita il giorno successivo”. “Nel mio caso - continua - la malattia ha avuto un impatto importante sulla vita quotidiana. Le crisi dolorose hanno richiesto spesso il ricovero ospedaliero e l'uso di terapie molto forti, fino alla morfina. Ho subìto complicanze ossee significative, come infarti ossei, che hanno limitato i miei movimenti e reso difficili anche le attività che per molte persone sono normali”.
Oltre alla sofferenza fisica, quella emotiva: “La fase più difficile non è solo quella fisica, è convivere con la consapevolezza che ogni progetto, ogni viaggio, ogni scelta deve tenere conto della malattia - riflette - Bisogna imparare a essere forti anche quando si è stanchi e continuare ad andare avanti nonostante le difficoltà. Questa esperienza mi ha insegnato molto: a non dare nulla per scontato, ad apprezzare i momenti di benessere e a trovare la forza anche nei periodi più complessi”.
Poi una luce ha acceso la speranza. La terapia genica ha cambiato la vita di Shrika: a un anno dalla prima infusione, “riesco a guardare al futuro in un modo che prima non mi era possibile - racconta - Per anni, la mia vita è stata composta solo da trasfusioni, visite e dalle paure indotte dalla malattia, che era sempre presente e influenzava ogni decisione. Oggi continuo il percorso di controlli, ma sento di aver acquisito una libertà che non avevo mai conosciuto: la possibilità di vivere senza essere costantemente in attesa della prossima complicanza. Questo ha cambiato profondamente il mio modo di vedere la vita. Ora riesco a fare progetti con maggiore serenità, a immaginare un futuro con fiducia e a dedicarmi alle cose che amo. Il cambiamento più importante non è solo fisico, ma anche emotivo: dopo tanti anni trascorsi a combattere contro la malattia, oggi sento di poter finalmente dare più spazio alla persona che sono, non solo alla paziente che sono stata”.
La terapia ha avuto un impatto tale su Shrika che la giovane ha potuto finalmente assecondare un desiderio prima inesaudibile: “Sono sempre stata un’amante della montagna, ma non potevo fare lunghe camminate. Uscita dall’ospedale, sono andata a fare due settimane di trekking in montagna e sono arrivata in cima, un traguardo che fino a due anni fa non avrei mai immaginato. La terapia mi ha aperto a una vita diversa - sottolinea - non solo fisicamente ma anche mentalmente: quando sono arrivata fin su, ho pensato a quante cose mi ero persa e a quante attività adesso ho la possibilità di recuperare”.
“Ho scelto di fidarmi della ricerca, dei medici che mi seguivano e di tutto il lavoro che aveva reso possibile questa opportunità - si sofferma ancora - È stata una delle decisioni più importanti della mia vita e oggi sono orgogliosa di aver trovato il coraggio di fare questo passo. Se ho avuto l’opportunità di accedere a una terapia innovativa - conclude - è grazie a decenni di studio, al lavoro dei ricercatori e dei medici e a chi ha creduto nella ricerca scientifica”.

(Adnkronos) - “La talassemia e l’anemia falciforme sono due malattie genetiche del sangue. Oggi disponiamo di diverse strategie per affrontarle. La prima è rappresentata dalle terapie mediche di supporto, che mirano, da un lato, a correggere l’anemia attraverso le trasfusioni e, dall’altro, a ridurre gli episodi acuti e le complicanze dell’anemia falciforme.
Fino a oggi, l’unica terapia consolidata con la potenzialità di portare a una guarigione completa e definitiva era il trapianto allogenico di midollo osseo. Si tratta di un trattamento efficace, supportato da un’esperienza di oltre quarant’anni, che presenta però un limite importante: la necessità di disporre di un donatore compatibile. Per questo motivo, non tutti i pazienti affetti da talassemia o anemia falciforme hanno potuto beneficiare del trapianto.
Fortunatamente, negli ultimi anni si è resa disponibile una procedura estremamente avanzata: la terapia genica. Questa tecnica consente di partire direttamente dalle cellule del paziente, prelevarle e correggerle in laboratorio, rendendole nuovamente capaci di funzionare in modo adeguato e di produrre emoglobina corretta”.
Sono le parole di Marco Zecca, direttore della SC Oncoematologia Pediatrica della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia. Nel 2025, Zecca è stato tra i primi specialisti in Europa e in Italia a trattare con una nuova terapia genica due giovani pazienti, entrambe ventenni: una affetta da anemia falciforme e l’altra da talassemia.
Si tratta di malattie che hanno un impatto molto rilevante sulla qualità di vita dei pazienti.
“Nel caso della talassemia, si osserva un difetto nella produzione dell’emoglobina e dei globuli rossi. Nell’anemia falciforme, invece, vengono prodotti globuli rossi ed emoglobina alterati. Il risultato finale è molto diverso, ma in entrambi i casi la malattia condiziona profondamente la vita quotidiana.
Nella talassemia, il paziente dipende dalle trasfusioni fin dai primi mesi di vita e per tutta la vita: deve infatti ricevere trasfusioni di globuli rossi ogni due o tre settimane per sopravvivere. Nell’anemia falciforme, invece, i globuli rossi difettosi possono causare complicanze a carico di diversi organi — scheletro, cervello, polmoni, reni, milza e fegato — e provocare frequenti crisi dolorose, che rendono molto difficile svolgere le normali attività quotidiane”, spiega Zecca.
Grazie alla terapia genica, le due pazienti trattate al San Matteo hanno potuto intraprendere un percorso terapeutico con l’obiettivo di liberarsi dal peso della malattia e recuperare una vita il più possibile ordinaria.
Ma, nello specifico, che cosa accade quando le cellule “riparate” in laboratorio vengono nuovamente infuse nel paziente?
“Dopo essere state corrette in laboratorio, le cellule vengono reinfuse nel paziente, a seguito di un breve ciclo di chemioterapia preparatoria. Una volta rientrate nell’organismo, riprendono progressivamente a funzionare e si dimostrano in grado di modificare in modo sostanziale il quadro clinico delle due malattie, fino ad azzerarne le principali manifestazioni e complicanze”, spiega Zecca.
La terapia genica è il risultato di un lungo e prezioso lavoro scientifico.
Sono convinto che investire nella ricerca sia la cosa più importante che possiamo fare per noi stessi ma, soprattutto, per i nostri figli. La ricerca rappresenta il futuro”, conclude Zecca.

(Adnkronos) - Il progetto Age-It, “finanziato con il Pnrr è un progetto fondamentale sull’invecchiamento, che ha avuto un forte investimento sia in termini economici sia di personale. Abbiamo più di mille ricercatori e oltre 2mila pubblicazioni. Abbiamo fatto veramente tantissime cose. Questo non è solo un progetto, ma un programma. Non vogliamo che, finito il Pnrr, tutto si chiuda, perché altrimenti sarebbe un investimento sprecato. L’idea è continuare a lavorare e portare nel dibattito pubblico una visione di demografia positiva: l’invecchiamento è una sfida, non un problema. Noi dobbiamo pensare che esiste una nuova fase della vita, dopo quella che consideriamo età pensionabile, intorno ai 65 anni, c’è una fase in cui le persone sono istruite, ancora in buona salute, si dedicano al volontariato e possono continuare a dare molto”. Così Cecilia Tomassini, Università del Molise - Age-It, intervenendo al dibattito istituzionale 'La demografia cambia la società', nuovo appuntamento del ciclo di eventi Adnkronos Q&A, in corso al Palazzo dell'Informazione di Roma.
L’invecchiamento “non è tutto uguale e i nuovi anziani sono più istruiti - aggiunge Tomassini - e questo significa che fanno maggiore prevenzione, hanno uno stato di salute migliore e vivono più a lungo. In Italia, un uomo con una laurea vive in media sei anni in più rispetto a chi non ha un titolo di studio alto: quando pensiamo alle pensioni c’è anche questo elemento da considerare. I nuovi anziani, inoltre, sono più digitali rispetto al passato, quindi hanno maggiori possibilità di intervenire su vari aspetti: la salute, la telemedicina, l’accesso alle conoscenze attraverso internet. Sono tutti elementi che migliorano rispetto al passato. Le famiglie quindi sono più povere in termini di componenti orizzontali, meno fratelli, sorelle, cugini, ma con più interazioni verticali, con figli, nipoti e probabilmente anche pronipoti”.
Gli studi portati avanti con Age-It “misurano come contrastare il declino cognitivo, ma anche le disuguaglianze: territoriali, generazionali - sottolinea Tomassini - Abbiamo creato indici che cercano di capire se gli anziani, in termini di risorse e di peso politico, abbiano lo stesso peso dei giovani. Lo facciamo anche rispetto al carico di cura, perché le donne passano circa il 30% della loro vita in condizioni di maggiore carico rispetto agli uomini. Sono tutti aspetti che ci aiutano a comprendere meglio la sfida dell’invecchiamento e - conclude - a prendere decisioni politiche più consapevoli e più sagge”.

(Adnkronos) - “Una caratteristica distintiva del San Matteo è quella di aver voluto unire discipline diverse attorno alla missione della ricerca. Penso che il segreto del successo e della competitività della nostra realtà nel panorama nazionale sia proprio questo: coniugare competenze molto differenti tra loro. Nel corso della mia carriera, ho lavorato in importanti ospedali di ricerca negli Stati Uniti e soprattutto nel Regno Unito. Questa esperienza mi ha permesso di confrontare da vicino realtà scientifiche considerate tra le migliori al mondo e di constatare direttamente lo straordinario valore dei ricercatori del San Matteo e delle ricerche che qui vengono sviluppate”.
Lo ha detto il direttore scientifico della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, Vittorio Bellotti, in occasione del lancio della campagna per il 5xMille a sostegno della ricerca.
Nell’istituto “lavorano più di cento giovani ricercatori, sono figure forse poco visibili al pubblico, ma fondamentali per la ricerca - si sofferma Bellotti - Non sono tutti Medici, alcuni sono specialisti in discipline come la fisica, la matematica, l'ingegneria e la chimica. Solo grazie all'integrazione del loro lavoro con quello del personale sanitario - medici e infermieri - possiamo affrontare sfide complesse. Conosco questi ricercatori - afferma – li frequento e vedo ogni giorno la loro passione e la loro soddisfazione anche di fronte a un piccolo progresso, ma ne vivo anche le frustrazioni, un aspetto che va ricordato. Donare il 5xMille al San Matteo significa aiutare questi giovani ricercatori, non lasciarli soli davanti alle difficoltà, costruendo una vera alleanza tra i cittadini e queste figure così importanti”.
“Sempre di più ci troviamo di fronte a patologie complesse: malattie per le quali la diagnosi è molto difficile, le terapie non sono completamente efficaci o, in certi casi, non abbiamo ancora cure disponibili - prosegue il direttore scientifico - L’approccio interdisciplinare del San Matteo permette di affrontare queste tematiche difficili. Così, accanto a un'eccellenza in ematologia, ne troviamo ad esempio una in ostetricia, fondamentale per affrontare una malattia rara ematologica in corso di gravidanza. Direi che è proprio la sinergia tra le tante discipline eccellenti a fare del San Matteo una realtà davvero unica nel panorama nazionale e territoriale”.
Il Direttore Scientifico si sofferma poi sull’importanza di riunire ricerca e cura in un unico istituto: “La medicina ha ancora molti limiti. Esistono situazioni nelle quali non abbiamo tutte le risposte ed è per questo che bisogna svolgere un'attività di ricerca di frontiera, al limite delle conoscenze - osserva - Questo approccio ha un impatto ovvio sulla possibilità di sviluppare nuove cure più efficaci, ma incide anche sulla sostenibilità, consentendo di evitare trattamenti non appropriati”.
“Un altro tema centrale - aggiunge - è quello di rendere le cure accessibili al maggior numero di persone, un ambito in cui il San Matteo svolge un'attività molto importante. La ricerca, infatti, non si focalizza solo sulla patologia, ma riguarda anche il miglioramento dell’organizzazione e della presa in carico del paziente, considerato non solo per il suo problema medico, ma anche per il suo vissuto rispetto alla malattia. Per questo motivo offriamo un supporto psicologico dedicato alle patologie più complicate e difficili. Al San Matteo il paziente è al centro, insieme ai suoi diritti: il modo migliore per garantire la sua individualità e identità è la necessità di lavorare per la sua cura”, conclude.

(Adnkronos) - Rafa Leao litiga con un giornalista ai Mondiali 2026. L'attaccante del Milan è stato uno dei protagonisti dell'esordio del Portogallo contro il Congo, che è riuscito a fermare Cristiano Ronaldo e compagni sull'1-1. Subentrato al 71', Leao non è riuscito a lasciare il segno, tanto da meritarsi più di qualche critica al termine della partita e tradendo un certo nervosismo.
In zona mista, un giornalista gli ha chiesto le ragione di una prestazioni giudicata "molle", definizione che ha fatto infuriare Leao: "Molle? In che senso?", ha risposto l'attaccante del Milan, "ho cercato di fare il massimo. Se non fai gol o assist non significa essere entrati molli in partita".
"In campo ci sono anche gli avversari, e difendono bene quindi bisogna anche dare merito a loro, che vengono con 2-3 giocatori addosso a marcarti", ha spiegato, piuttosto stizzito, Leao, "io cercherò sempre di puntare l'uomo, a volte va bene e altre no. La cosa più importante resta la squadra, abbiamo fatto un punto e non ci resta che alzare la testa e pensare alla prossima partita".

(Adnkronos) - A Londra si celebrano i vent'anni dall'uscita al cinema di 'Notte prima degli esami' con una speciale maratona in programma al Regent Street Cinema, la più antica sala inglese inaugurata nel 1896 con il debutto in Uk dei fratelli Lumière. Nel pomeriggio del 27 giugno verrà proiettata la prima delle due pellicole cult dirette da Fausto Brizzi, e alle 19.30 il sequel 'Notte prima degli esami, oggi', uscito l'anno successivo. Quella della capitale inglese non è una scelta casuale, dato che qui vive stabilmente uno degli attori principali, nonché protagonista dei Q&A che faranno seguito alle due proiezioni: Nicolas Vaporidis. "Esportiamo un po' di cultura pop italiana degli anni Ottanta. Sarà un tuffo nella nostalgia, che manca tanto a noi italiani che l'abbiamo vissuta in prima persona, utile anche al pubblico internazionale che interverrà, il quale avrà così modo di conoscere ancora più da vicino quanto l'Italia, proprio in quel periodo, abbia dato a livello mondiale in termini di moda, musica e costume", racconta ad Adnkronos Vaporidis - nel film il maturando Luca Molinari - oggi 44 anni, sposato da due anni con la compagna italo-inglese Ali Rinaldo e da poco diventato papà del piccolo Leonardo.
La maratona si tiene mentre oltre mezzo milione di studenti è alle prese con gli esami di maturità. "Se potessi viaggiare nel tempo e dare un consiglio a quel giovane Luca, così come a tutti i suoi colleghi di oggi, gli direi di ascoltare più se stesso e fidarsi di più del suo istinto, cercando di avere meno paura di quello che pensano gli altri di lui. Con il senno di poi, tutto quello che ho scelto con l'istinto, con la pancia, ha funzionato, mentre le decisioni dettate dalla testa o dalla mera convenienza si sono rivelate fallimentari e dolorose. Sbaglia, ma scegli tu", è il monito che Vaporidis regalerebbe al se stesso del passato, perché la consapevolezza di aver scelto in prima persona "ti fa digerire meglio il fatto di aver fallito poi nel risultato".
Per l'attore romano, vedere proiettato a Londra il film che non ha segnato il suo debutto sul grande schermo, ma che lo ha lanciato come giovane star sulla scena italiana, rappresenta un traguardo emotivo fortissimo. Unisce due aspetti della sua vita che sono tuttora importantissimi. "L'uno con il cinema, un percorso di vita intenso e meraviglioso. L'altro con Londra, il mio secondo grande amore, dove vivo e ho messo radici con la mia nuova famiglia. Li ho definiti un po' come mamma e papà, e vederli insieme anche se solo per un giorno, mi fa davvero sorridere e stare bene". Proprio nella capitale inglese, Vaporidis da alcuni anni ha dato vita a un altro progetto professionale legato alla ristorazione. Si tratta di un locale, 'Taverna Trastevere', gestito in tandem con il socio Alessandro Grappelli, che offre cucina tipicamente romanesca. Quella stessa romanità, tra accenti, ambientazioni ed emozioni, che fa da cornice a 'Notte prima degli esami', diventato parte del successo stesso della pellicola.
Tra gli attori principali della pellicola, anche Giorgio Faletti, il temibile professor Martinelli, scomparso nel 2014 all'età di 63 anni, del quale Vaporidis ha ancora dei ricordi molto forti. "Le sue improvvisazioni sul set sono state la parte più difficile per me, allora un giovane e sicuramente ancora poco esperto attore. Tra cui una delle frasi in assoluto più iconiche della pellicola, non prevista dal copione, è stata 'Non è importante quello che trovi alla fine della corsa ma quello che provi mentre corri', diventata un cult negli anni a seguire l'uscita al cinema. Proprio quelle improvvisazioni mi hanno insegnato molto. Mi hanno fatto capire quanto siano la forza dei grandi, quale lui era, come attore, comico, scrittore e musicista, ovvero la rara capacità di prendere molto sul serio quello che si fa e molto poco sul serio se stessi, regalando alla vita una preziosa leggerezza". L’evento di Londra è organizzato da 'Nervosa Pictures' in collaborazione con Complitaly Tv con il patrocinio dell'Istituto Italiano di Cultura di Londra. (di Alessandro Allocca)

(Adnkronos) - Sono 42 le molecole di Bristol Myers Squibb in sperimentazione in Italia e spaziano dall’oncologia all’ematologia, dalle malattie cardiovascolari fino all’immunologia e alle neuroscienze. Negli ultimi 5 anni, l’azienda ha investito oltre 90 milioni di euro nella ricerca clinica nel nostro Paese, e oggi è impegnata con più di 120 studi in oltre 700 centri ospedalieri e il coinvolgimento di più di 2200 pazienti. Questi numeri testimoniano la partnership consolidata di Bristol Myers Squibb con l’Italia. È una storia di successo e di continua innovazione a favore dei pazienti, iniziata esattamente 80 anni fa. Il ruolo centrale del nostro Paese nella strategia globale dell’azienda è evidenziato in una conferenza stampa oggi a Roma, al Centro Studi Americani, con gli interventi di Marta Costanzo Youth (Deputy Chief of Mission US Embassy) e Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio e il videomessaggio del ministro della Salute Orazio Schillaci.
"Da 80 anni la nostra ricerca si concentra dove c’è più bisogno, in aree terapeutiche che hanno segnato passaggi decisivi nell’evoluzione della medicina. Dalla disponibilità degli antibiotici alle terapie in virologia, dalle soluzioni per le patologie cardiovascolari e neurodegenerative fino alle più recenti innovazioni in immuno-oncologia, abbiamo ridefinito il paradigma di trattamento di molte malattie gravi - spiega Regina Vasiliou, Vice President e General Manager di Bristol Myers Squibb Italia -. Nel corso dei decenni abbiamo portato nel Paese oltre 80 farmaci che hanno contribuito a trasformare gli esiti di salute e le prospettive di cura, migliorando la qualità di vita dei pazienti. Il contributo di Bristol Myers Squibb in Italia non si misura solo nell’innovazione terapeutica resa disponibile, ma anche nel nostro ruolo di partner industriale del Paese. Nel triennio 2023–2025 l’azienda, come media annua, ha infatti contribuito a generare in Italia 369 milioni di euro di Pil, secondo l’impact assessment report redatto da PwC. La nostra responsabilità è continuare a costruire, insieme alla comunità scientifica e alle Istituzioni, un percorso fatto di ricerca, innovazione e progresso".
"A livello globale, il punto di forza della pipeline di Bristol Myers Squibb risiede nella sua ampiezza e profondità, sostenute da piattaforme innovative e da un impegno costante nelle aree terapeutiche a più elevato bisogno medico insoddisfatto - afferma Cristian Massacesi, Executive Vice President, Chief Medical Officer and Head of Development, Bristol Myers Squibb -. L’Italia riveste un ruolo strategico per la ricerca e lo sviluppo clinico di Bristol Myers Squibb. Siamo orgogliosi della solidità dell’ecosistema clinico e accademico italiano e del contributo che i ricercatori e i centri italiani apportano ai nostri programmi globali di sviluppo clinico”. “Guardando al futuro - continua Cristian Massacesi - la nostra ambizione è continuare a elevare gli standard di cura per i pazienti in tutto il mondo affetti da alcune delle patologie più difficili da curare".
In oncologia, Bristol Myers Squibb - informa una nota - "ha introdotto terapie che hanno segnato tappe fondamentali nella storia del trattamento dei tumori, molte delle quali sono ancora oggi ampiamente utilizzate. Tra queste, un farmaco appartenente alla classe dei taxani, sviluppato in collaborazione con il National Cancer Institute statunitense. Successivamente, l’azienda ha contribuito alla rivoluzione dell’immunoterapia, con l’introduzione nella pratica clinica dei checkpoint inhibitors, che ha trasformato la prognosi del melanoma metastatico: se dieci anni fa la sopravvivenza a cinque anni era inferiore al 10%, oggi supera il 50%".
"I taxani hanno rivoluzionato le cure contro il cancro e costituiscono ancora oggi capisaldi della chemioterapia – afferma Carmine Pinto, direttore Oncologia medica Ausl-Irccs di Reggio Emilia -. Nel 2025, in Italia, sono state stimate circa 390.000 nuove diagnosi di tumore e, negli ultimi 10 anni, vi è stata una riduzione del 9% dei decessi oncologici. L’innovazione, insieme alla prevenzione e all’adesione agli screening, ha contribuito a questo risultato. Oltre al melanoma, l’immunoterapia ha modificato l’algoritmo terapeutico di numerose neoplasie solide. In alcuni casi, i risultati ottenuti nei pazienti affetti da malattia avanzata rappresentano il razionale per l’utilizzo anche negli stadi più precoci, aumentando così le possibilità di guarigione. Le sfide della ricerca passano attraverso la comprensione dei meccanismi di resistenza all’immunoterapia e la definizione della corretta sequenza di terapie".
In ematologia - riferisce la nota - Bristol Myers Squibb "ha contribuito in modo determinante alla definizione degli standard di cura, a partire dal mieloma multiplo, ambito in cui un farmaco immunomodulante ha rappresentato per anni il cardine del trattamento. La ricerca dell’azienda ha portato alla prima terapia cellulare Car-T approvata in Italia nel mieloma multiplo e ad un’altra Car-T, disponibile per i pazienti con linfoma a grandi cellule B, la forma più frequente di linfoma non Hodgkin". "Le neoplasie ematologiche spesso hanno rappresentato l’apripista di trattamenti innovativi, come le target therapies, che poi sono stati utilizzati anche nei tumori solidi – spiega Armando Santoro, direttore Cancer Center Irccs Humanitas Research Hospital (Rozzano) -. L’innovazione terapeutica nel mieloma multiplo negli ultimi 25 anni è stata rappresentata dall’introduzione di farmaci con azione diretta verso le plasmacellule e verso il 'microambiente midollare', primi tra tutti gli immunomodulatori. Le Car-T, linfociti del paziente modificati geneticamente, sono il risultato dello straordinario lavoro svolto in laboratorio e nella pratica clinica e costituiscono la frontiera più avanzata dell’immunoterapia. Le terapie Car-T sono approcci 'chemio-free', che non prevedono l’impiego della chemioterapia in associazione, offrendo così potenziali vantaggi significativi per i pazienti. La ricerca è orientata verso lo sviluppo di trattamenti sempre più tollerabili, con l’obiettivo di preservare al meglio la qualità di vita dei pazienti".
Nelle malattie cardiovascolari - dettaglia la nota - Bristol Myers Squibb ha introdotto il primo ACE-inibitore, che ha rappresentato una rivoluzione nel trattamento dell’ipertensione arteriosa e ha lanciato un antiaggregante che, per decenni, è rimasto lo standard globale nella prevenzione degli eventi tromboembolici. Successivamente un anticoagulante orale di nuova generazione ha contribuito a ridefinire la prevenzione degli eventi cardiovascolari. A novembre 2025, un altro importante traguardo raggiunto, con l’approvazione della prima terapia che agisce sui meccanismi all’origine della cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva.
"In Italia, oltre 350mila persone sono colpite da cardiomiopatia, di cui più di 100mila presentano forme ipertrofiche - sottolinea Gianfranco Sinagra, presidente della Società italiana di cardiologia (Sic) -. La forma ipertrofica, causata da ispessimento del muscolo cardiaco, presenta una forte componente genetica. Si stima, infatti, che circa il 50% dei pazienti abbia una conclamata predisposizione ereditaria. Il nostro Paese vanta una cultura decennale nella cura delle cardiopatie genetiche e i centri di riferimento per questa patologia sono diffusi su tutto il territorio. I ricercatori italiani, inoltre, hanno offerto un contributo decisivo allo sviluppo di questa terapia innovativa in grado di offrire risposte concrete ai bisogni dei pazienti, perché può migliorare la loro qualità di vita, riducendo l’entità dei sintomi ed il ricorso all’intervento chirurgico in più dell’80% dei casi e condizionando favorevolmente l’espressività biologica di malattia".
In neurologia, la ricerca di Bristol Myers Squibb ha sviluppato una terapia orale innovativa per la cura della sclerosi multipla, disponibile in Italia dal 2021. Ogni anno, nel nostro Paese, si stimano circa 3.600 nuove diagnosi, con un forte impatto sulla qualità di vita dei pazienti. "La sclerosi multipla è una delle patologie neurologiche croniche più diffuse nelle persone giovani adulte – afferma Eleonora Cocco, direttrice Sc Centro Regionale Sclerosi multipla, Asl Cagliari/Università di Cagliari –. I sintomi più frequenti riguardano, tra gli altri, la vista, la sensibilità, le capacità motorie e il controllo sfinterico. I deficit cognitivi sono presenti in una percentuale significativa di persone fin dagli stadi precoci e sono correlati all’atrofia cerebrale che si instaura nel tempo. È fondamentale, quindi, disporre di terapie in grado di modificare il decorso della malattia fin dalle fasi iniziali, prevenendo la progressione della disabilità fisica e cognitiva. Preservare la riserva cerebrale fin da subito è il presupposto essenziale per garantire l'efficacia di un approccio integrato, mirato a proteggere la qualità di vita e l’autonomia delle persone".
La ricerca di Bristol Myers Squibb - riferisce la nota - "è focalizzata anche nello sviluppo di una molecola in grado di controllare i sintomi e stabilizzare il declino cognitivo nell’Alzheimer e schizofrenia, aree terapeutiche in cui persiste un elevato bisogno clinico insoddisfatto". "Sono orgogliosa di quanto abbiamo costruito in questi 80 anni - conclude Regina Vasiliou –. Questo anniversario non rappresenta un traguardo ma una tappa del nostro percorso, per continuare a generare valore nel lungo periodo. Stiamo vivendo una fase di straordinaria accelerazione scientifica. In questo contesto, il settore farmaceutico rappresenta una leva strategica fondamentale per rafforzare la competitività e il futuro del nostro Paese. Investire in salute significa prima di tutto ampliare le opportunità di cura per i pazienti e generare un beneficio concreto per la comunità, ma anche contribuire allo sviluppo economico e sociale dell’Italia”.

(Adnkronos) - Tra le tracce proposte per l’analisi del testo della Maturità 2026 compare 'Passerò per Piazza di Spagna', una delle liriche più intense e visionarie di Cesare Pavese. Il componimento colpisce per la sua straordinaria luminosità, che però convive con un sottofondo di inquietudine e malinconia, tipico dell’ultima fase della produzione pavesiana.
Il testo risale al 28 marzo 1950 e appartiene alla raccolta postuma 'Verrà la morte e avrà i tuoi occhi', pubblicata nel 1951 da Einaudi e curata da Italo Calvino. Si tratta di una delle opere più celebri e drammatiche dello scrittore e poeta piemontese, in cui confluiscono gli ultimi componimenti d’amore e di riflessione esistenziale, scritti in un momento di forte crisi personale. Gran parte di questi testi nasce infatti dal legame sentimentale tra Pavese e l’attrice americana Constance Dowling, figura centrale e idealizzata che attraversa molte delle poesie della raccolta. La fine della relazione contribuisce ad accentuare il senso di solitudine e disillusione che caratterizza gli ultimi mesi di vita dello scrittore, fino al suicidio avvenuto il 27 agosto 1950 all'Hotel Roma, in piazza Carlo Felice a Torino.
'Passerò per Piazza di Spagna' è una poesia costruita interamente sull’attesa di un incontro amoroso che non è mai descritto direttamente, ma che diventa il centro emotivo di tutto il testo. L’ambientazione romana non è realistica in senso stretto: Piazza di Spagna si trasforma in uno spazio simbolico, luminoso e quasi irreale, dove la città stessa sembra partecipare al sentimento del poeta. Uno degli elementi fondamentali del componimento è l’uso costante del tempo futuro (“sarà”, “s’apriranno”, “canteranno”). Questo crea un effetto di proiezione: tutto ciò che viene descritto non sta accadendo, ma è atteso, immaginato, desiderato. La poesia diventa così una visione, una costruzione mentale in cui il poeta anticipa un incontro che ancora non si è realizzato. La città appare viva e animata: le strade si aprono, le pietre sembrano cantare, le fontane e i fiori assumono comportamenti umani. È un mondo in cui natura e città si fondono e tutto contribuisce a creare un’atmosfera di intensa vitalità. Tuttavia, questa energia non è solo gioiosa: dietro la luminosità si avverte una tensione emotiva crescente. Il cuore del poeta diventa progressivamente parte dello scenario urbano. Il “tumulto delle strade” coincide con il “tumulto del cuore”, come se la realtà esterna e quella interiore fossero inseparabili. L’attesa dell’incontro si carica così di una forte intensità emotiva, quasi dolorosa. Il momento decisivo arriva nel finale, quando compare la figura della donna attesa: “Sarai tu – ferma e chiara”. La sua presenza è essenziale e definitiva, ma anche immobile. È una figura idealizzata, che riassume in sé la luce e la stabilità cercate lungo tutta la poesia. Tuttavia, proprio questa perfezione la rende distante, quasi irraggiungibile. (di Paolo Martini)

(Adnkronos) - “Il primo pneumatico prodotto in Arabia Saudita da Pirelli arriverà entro metà 2027”. Lo ha detto Andrea Casaluci, Ceo di Pirelli, durante il livestream che Adnkronos ha dedicato al Fii Priority Europe, il summit europeo del Fii Institute, la piattaforma nata in Arabia Saudita e cresciuta negli ultimi anni come uno dei principali luoghi di incontro tra fondi sovrani, grandi investitori, governi, imprese globali e innovatori. Lo pneumatico, specifica il Ceo di Pirelli, sarà “il primo in assoluto ad essere prodotto nel Paese”.
Nel 2023 il Public investment fund (Pif) dell’Arabia Saudita e Pirelli hanno siglato un accordo di joint venture per la costruzione di una fabbrica di pneumatici in Arabia Saudita. Il Pif ha una quota del 75% della Jv, mentre Pirelli ha il restante 25%.
“Credo che il sistema Italia, e il sistema Europa, sia un bacino straordinario di innovazione. Il nostro progetto di cybertire e pneumatici intelligenti, ad esempio, si sviluppa in Italia e si avvale di partnership europee. Quando invece parliamo di diversificazione geografica, dei rischi della supply chain, di tutti i fattori fondamentali per la competitività in un mondo che è sempre meno prevedibile e sempre più esposto a volatilità o a fenomeni di crisi geopolitica, allora sì, credo che essere con le produzioni vicino ai clienti finali sia un fattore competitivo fondamentale. Pirelli da anni sta investendo per far crescere la capacità produttiva negli Stati Uniti, nell'Arabia Saudita, così come ha fatto in passato in Cina e in tutti i mercati dove vediamo un'opportunità di crescita”, sottolinea Casaluci

(Adnkronos) - Cristiano Ronaldo diventa un caso per il Portogallo? La domanda comincia ad aleggiare tra tifosi e non solo all'indomani dell'esordio flop ai Mondiali 2026, dove la Nazionale lusitana ha pareggiato 1-1 con la Repubblica Democratica del Congo. Un risultato inaspettato e deludente per la squadra del ct Martinez, che al centro dell'attacco ha schierato proprio il suo numero 7, autore però di una prova fortemente negativa.
Dopo il gol di Neves, il Portogallo ha effettuato soltanto sei tiri in porta, con Martinez che ha sostituito, nel corso della ripresa, tutti i suoi giocatori offensivi a eccezione di Ronaldo, che a 41 anni continua a essere intoccabile. E proprio su di lui si sono concentrate le critiche di Thierry Henry nell'immediato post partita: "La squadra deve segnare, non tu", ha detto l'ex attaccante francese, che ha poi preso a esempio un'azione in cui un movimento in area di Ronaldo ha ostacolato Bruno Fernandes, "se avesse continuato la sua corsa, avrebbe portato via un difensore e liberato Bruno Fernandes, ma siccome vuole segnare lo ha ostacolato".
"Ma è la squadra a dover segnare, non lui. Abbiamo visto infatti la reazione di Bruno Fernandes", ha concluso Henry. Le difficoltà di Ronaldo, e del suo Portogallo, sono riassunte anche nei numeri: nonostante abbia giocato tutti i 90 minuti, CR7 ha concluso con soli tre tiri, zero occasioni create, due progressioni palla al piede (il secondo numero più basso tra i titolari del Portogallo), due passaggi progressivi (anche in questo caso il secondo numero più basso), due duelli aerei vinti, nessun tentativo di duello a terra e, come spesso capita, zero interventi difensivi e un solo recupero palla.
Martinez ha comunque difeso Ronaldo e la sua scelta: "Penso che in una partita come quella di oggi, in cui abbiamo faticato a entrare in area di rigore, avremmo potuto sfruttare di più la qualità di Ronaldo", ha detto il ct del Portogallo nel post partita, "il Congo aveva una difesa a cinque, che a tratti sembrava addirittura a sei, lasciavano molti giocatori in area. Non aveva senso far uscire il miglior marcatore del mondo in una partita in cui hai bisogno di gol".

(Adnkronos) - Perché oggi si può tornare a investire in Europa? "Rappresenta una grande fonte di stabilità nello scenario geopolitico, e vediamo che con le tensioni che abbiamo vissuto c’è la volontà ovunque di stabilire nuovi canali e rafforzare quelli esistenti. Abbiamo una grande capacità tecnologica, manifatturiera e d ricerca: c’è forse maggiore prudenza ma sicuramente valore e capacità di sviluppo".
Lo ha detto il viceministro alle Imprese e al Made in Italy Valentino Valentini aprendo il livestream che Adnkronos ha dedicato al Fii Priority Europe di Roma il summit europeo del Fii Institute, la piattaforma nata in Arabia Saudita e cresciuta negli ultimi anni come uno dei principali luoghi di incontro tra fondi sovrani, grandi investitori, governi, imprese globali e innovatori. All’evento hanno partecipato alcuni dei più grandi fondi d’investimento del mondo
Sull’Italia il viceministro dice che “spesso mi trovo a spostare attenzione dei nostri interlocutori dal Made in Italy tradizionale a un Paese dove c’è una manifattura fantastica, una grande capacità di automazione e imprese di nicchia che possono fare cose che altri non possono fare. Dobbiamo spiegare al resto del mondo che siamo un Paese all’avanguardia dal punto di vista tecnologico e che concorriamo con il Giappone come quarto esportatore mondiale”.

(Adnkronos) - Ritardi e disagi sulle linea ferroviaria Napoli-Roma. Oggi, giovedì 18 giugno, la circolazione sulla linea alta velocità è fortemente rallentata per danneggiamenti sulla tratta da parte di ignoti nei pressi di Tora e Piccilli. I treni Alta Velocità, sottolinea il gruppo Fs, possono essere instradati da Napoli a Roma sulla linea convenzionale via Formia e registrare un maggior tempo di percorrenza fino a 90 minuti.
Dalle 8.30 la circolazione ferroviaria sulla linea Alta Velocità Roma-Napol è comunque in ripresa , dopo il danneggiamento dell’infrastruttura avvenuto alle 6.50 I tecnici di Rfi sono intervenuti tempestivamente per ripristinare la piena funzionalità della linea. Secondo quanto si apprende ci sarebbero stati cavi tagliati e un furto di cavi.
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