
(Adnkronos) - "I risultati positivi degli studi di fase IIb 'Vista' e 'Solstice' di elecoglipron, una piccola molecola orale agonista del recettore Glp-1 (Glp-1 Ra), aprono un nuovo capitolo nell'ambizione di AstraZeneca di sviluppare terapie in grado di migliorare la salute cardiometabolica e renale e ridurre le complicanze legate al peso". Questi risultati, presentati a New Orleans in occasione della Scientific Session dell'American Diabetes Association (Ada) 2026 e contestualmente pubblicati su 'The Lancet' - informa una nota dell'azienda - rappresentano un importante passo avanti nello sviluppo di un portfolio differenziato per la gestione del peso di AstraZeneca, che comprende monoterapie e terapie in combinazione, supportato dall'ampia pipeline cardiovascolare, renale e metabolica e da una consolidata esperienza commerciale a livello globale. Il gruppo sta portando avanti lo sviluppo di elecoglipron nell'ambito di un ampio programma di studi di fase III nell'obesità e nel diabete di tipo 2, inclusi studi di outcome cardiovascolari e renali.
Nello studio Vista (n=310) - riporta AstraZeneca - gli adulti con obesità o sovrappeso e almeno una comorbidità ai quali è stato somministrato elecoglipron (75mg) hanno raggiunto una riduzione media del peso corporeo clinicamente rilevante e statisticamente significativa del 10,5% a 26 settimane, rispetto allo 0,6% di quelli trattati con placebo, un duplice endpoint primario dello studio. La perdita di peso nei partecipanti allo studio ai quali è stato somministrato elecoglipron non si è arrestata, raggiungendo l'11,8% a 36 settimane (75mg) rispetto allo 0,3% del placebo. Lo studio ha raggiunto anche il duplice endpoint primario relativo alla percentuale di partecipanti che avessero raggiunto almeno il 5% di perdita di peso alle 26 settimane, con fino all'88,8% dei pazienti ai quali è stato somministrato elecoglipron che ha raggiunto questa soglia. In aggiunta, elecoglipron ha dimostrato miglioramenti clinicamente rilevanti in diverse analisi esplorative dei fattori di rischio cardiometabolici, inclusi riduzione della pressione arteriosa e dei livelli di proteina C-reattiva, un marcatore di infiammazione sistemica.
Nello studio Solstice (n=404) - prosegue la nota - i pazienti adulti con diabete di tipo 2 trattati con elecoglipron (75mg) hanno ottenuto una riduzione media dell'emoglobina glicata (HbA1c), clinicamente rilevante e statisticamente significativa, dell'1,9% rispetto al basale a 26 settimane, rispetto allo 0,2% del gruppo con placebo, endpoint primario dello studio. La maggior parte dei partecipanti trattati con elecoglipron (75mg) ha raggiunto entro 26 settimane i target glicemici raccomandati dalle linee guida, con il 90% che ha ottenuto una HbA1c (emoglobina glicata) inferiore al 7% e l'85% un valore di HbA1c pari o inferiore al 6,5%. Elecoglipron ha inoltre mostrato, a 26 settimane, una riduzione media del peso corporeo clinicamente significativa pari al 7,7%, rispetto all’1,7% con placebo.
Il profilo di sicurezza di elecoglipron - sottolinea AstraZeneca - si è dimostrato coerente con quello della classe dei Glp- 1 Ra. Gli eventi avversi sono stati principalmente di tipo gastrointestinale e di gravità da lieve a moderata. Nello studio Vista, gli eventi avversi più comuni riscontrati con elecoglipron (75mg) rispetto al placebo sono stati nausea (55%, 20%), costipazione (41%, 6%), diarrea (35%, 25%) e vomito (29%, 5%). Nello studio Solstice gli eventi avversi più comuni riscontrati con elecoglipron (75mg) rispetto al placebo sono stati nausea (37%, 3%), costipazione (29%, 4%), diarrea (21%, 15%), e vomito (18%, 1%). In entrambi gli studi, gli eventi avversi che hanno portato all'interruzione del trattamento sono stati poco frequenti e non sono stati osservati segnali di sicurezza epatica. Nei partecipanti con diabete di tipo 2 (Solstice), l'insorgenza di ipoglicemia è risultata non comune e alcun evento avverso grave o interruzione del trattamento sono stati attribuiti all'ipoglicemia. I dati di tollerabilità della fase II hanno contribuito a definire lo schema di incremento della dose nel programma di fase III, al fine di migliorare ulteriormente il profilo di tollerabilità".
Melanie Davies, professoressa di Diabetologia all'University of Leicester, Honorary Consultant Diabetologist all'University Hospitals of Leicester Nhs Trust e Principal Investigator dello studio Vista, ha commentato: "Nonostante gli importanti progressi nel campo della gestione dell'obesità, permangono ancora opportunità significative nel fornire benefici più ampi, sostenibili e più rilevanti in termini di salute per i miliardi di persone che vivono con obesità o complicanze legate al peso. I risultati dello studio Vista mostrano che le persone che hanno ricevuto elecoglipron somministrato per via orale una volta al giorno hanno raggiunto una perdita di peso significativa, così come una riduzione della pressione arteriosa e dell’infiammazione sistemica, dimostrando il potenziale del farmaco nel trattamento dell’obesità e delle complicanze ad essa correlate".
"Nello studio Solstice, i risultati significativi in termini di riduzione di HbA1c e perdita di peso dimostrati da elecoglipron mostrano il potenziale della molecola di diventare un’importante opzione terapeutica per le persone con diabete di tipo 2. Fino a 8 pazienti su 10 trattati con elecoglipron hanno raggiunto i target glicemici raccomandati dalle linee guida, risultato che sappiamo essere correlato a migliori outcome e una migliore salute a lungo termine", ha affermato Vanita Aroda, Director of Diabetes Clinical Research at Brigham and Women's Hospital, Associate Professor at Harvard Medical School e Principal Investigator dello studio Solstice.
"La nostra ambizione è quella di sviluppare un portfolio che possa rispondere a molte delle patologie cardiovascolari, renali e metaboliche che rappresentano tra le principali cause di morte a livello globale - ha commentato Sharon Barr, Executive Vice President, BioPharmaceuticals R&D, AstraZeneca - L'avanzamento dello sviluppo di elecoglipron rappresenta una tappa importante per rendere disponibile un portfolio differenziato per la gestione del peso, che possa offrire soluzioni terapeutiche in monoterapia e in combinazione, disegnate per rispondere alla complessità biologica dell’obesità e delle comorbidità e che possano essere mirate ai bisogni individuali, consentendo alle persone di vivere una vita più sana. Questi risultati ci danno fiducia mentre avviamo il nostro ampio programma di sviluppo di fase III".
Il programma di studi di fase III di elecoglipron - conclude la nota - include gli studi di fase III Embold che valuteranno elecoglipron come trattamento per le persone con obesità o sovrappeso, a prescindere dalla presenza di diabete di tipo 2. Gli studi di fase III Eluminate valuteranno elecoglipron come monoterapia e in combinazione con dapagliflozin, come trattamento per le persone con diabete di tipo 2. Ulteriori studi di outcome saranno focalizzati su outcome cardiovascolari e renali a lungo termine.

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(Adnkronos) - Il tribunale di Sorveglianza di Roma si è riservato di decidere sul reclamo presentato dalla difesa di Alfredo Cospito contro la decisione del ministero della Giustizia di rinnovare per due anni il regime di detenzione del 41bis per l’anarchico.
La decisione arriverà nei prossimi giorni. Durante l’udienza di questa mattina fuori dal tribunale di Sorveglianza si è svolto un sit-in in solidarietà di Cospito, che si trova detenuto a Sassari al regime del carcere duro dal 2022.

(Adnkronos) - “L'anno scorso abbiamo raccolto 70mila firme sulla nostra proposta di legge di iniziativa popolare che chiede che ci sia in Italia un servizio pubblico di psicologia che sia gratuito per tutti. Non sono necessari nuovi sportelli esterni ai contesti di vita: non nelle scuole, ma nelle classi, non genericamente nei luoghi di lavoro, ma all'interno degli uffici, dove le persone vivono la loro vita in comune. Dal nostro punto di vista questo è cruciale. È il primo capitolo di investimento industriale in Italia ed è la prima priorità di cui dovrebbe occuparsi la politica. Per tale ragione abbiamo proposto in Senato il nostro testo di legge per la psicologia pubblica territoriale”. E’ quanto affermato da Francesco Maesano, coordinatore campagna 'Diritto a stare bene' di Pubblica - un’associazione senza scopo di lucro nata per contribuire ad allargare lo spazio dei diritti e restringere il campo dell’esclusione sociale - proprio in occasione della stessa campagna, che ha trovato il suo spazio all’interno della Galleria Sordi di Roma per la tappa romana di Close the Gap, l’iniziativa organizzata da Coop dedicata all’educazione alle relazioni, al benessere e alla condivisione. Tra i partner della giornata anche la Fondazione Gino Cecchettin.
All’insegna della collettività e della pluralità, l’appuntamento 'Una piazza per parlare di educazione alle relazioni', ha riunito sul palco tutti gli attori che in questi ultimi 5 anni di campagna hanno incrociato in vario modo il percorso di Coop sull’uguaglianza di genere. “Con ‘Dire, Fare, Amare’ ci siamo conosciuti in modo naturale perché entrambe le campagne chiedono che ci sia, per i ragazzi, una competenza professionale all'interno dei contesti e delle classi che spieghi loro cosa è davvero importante dal punto di vista delle relazioni personali”, conclude Maesano.

(Adnkronos) - “L’obiettivo principale di oggi è parlare di emozioni e parlare di come questi argomenti si possano portare a scuola, discutendone con i ragazzi tra i banchi. La campagna è così importante perché siamo molto indietro in Italia rispetto agli altri paesi, dove studiano educazione affettiva come una materia qualsiasi, come se fosse storia, inglese, matematica. Da anni, ormai, mentre noi necessitiamo di un certo tipo di lavoro in questo senso, qui possiamo ragionare su come proporre questa materia in classe, senza paura o timore di questo tipo di lezioni”. Sono le parole di Enrico Galiano, professore e scrittore, alla presentazione della campagna 'Diritto a stare bene', organizzata all’interno della Galleria Sordi di Roma per la tappa romana di 'Close the Gap', l’iniziativa organizzata da Coop dedicata all’educazione alle relazioni, al benessere e alla condivisione. Tra i partner della giornata anche la Fondazione Gino Cecchettin.
"In generale - prosegue il professore Galiano - si teme che la scuola faccia una ingerenza, cioè si metta a fare qualcosa che andrebbe fatta a casa, ed è vero che l’educazione affettiva andrebbe discussa in famiglia ma io insegno da vent’anni e posso dire con certezza che questi ragazzi affrontano questi temi in maniera sana solo in classe; a casa manca questo tipo di appoggio, siamo convinti che la scuola possa portare a loro ciò che non trovano altrove".
"Quando in aula trattiamo questi temi - aggiunge Galiano - magari tramite la poesia, la letteratura, è fantastico vedere come improvvisamente anche quegli studenti che prima sbadigliavano d’un tratto si accendono. Capisci subito che c'è ‘fame’ di questi argomenti, ma sono comunque temi che andrebbero affrontati con psicologi e personale specializzato, non con noi insegnanti”, conclude.

(Adnkronos) - “La campagna 'Diritto a stare bene' nasce come una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare dedicata alla costruzione di una rete di servizi psicologici pubblici gratuiti, accessibili e presenti nei luoghi della quotidianità delle persone. Il lavoro che abbiamo fatto con Coop si è particolarmente intersecato con il tema dell'educazione alle relazioni, rispetto alle quali Coop aveva già fatto un lavoro importante di ricerca, di cui anch'io sono stata parte rispetto ai desideri dei genitori, su chi potessero essere i professionisti e professioniste più adatte a fare questo e la risposta è stata che ad essere più adatti sono gli psicologi e le psicologhe”. A dirlo Elisabetta Camussi, psicologa sociale Università Milano Bicocca e componente del comitato scientifico della campagna 'Diritto a stare bene', alla presentazione della stessa campagna, oggi all’interno della Galleria Sordi di Roma per la tappa romana di Close the Gap, l’iniziativa organizzata da Coop dedicata all’educazione alle relazioni, al benessere e alla condivisione. Tra i partner della giornata anche la Fondazione Gino Cecchettin.
“Da questa dimensione, in accordo con altre figure professionali e nel rapporto con i docenti all'interno dei percorsi scolastici, abbiamo trovato una possibilità di cooperazione importante, per cui l’iniziativa Close the Gap e il progetto ‘Dire, Fare e Amare’ di Coop hanno contribuito alla raccolta firme per il sostegno alla legge e stiamo continuando a ragionare insieme su quali siano le dimensioni scientifiche e applicative davvero utili affinché questo aspetto dell'educazione alle relazioni diventi sostanza nella vita delle persone”, conclude Camussi.

(Adnkronos) - “In un mondo, ormai molto condizionato dai social, che sono tecnologia prima di essere relazione tra persone, tornare all'origine del dialogo, cioè all'educazione affettiva, è importante. La campagna ‘Dire, Fare e Amare’ ha, pertanto, la volontà di far comprendere a tutti, e i nostri soci sono i promotori di questa necessità, quanto l'educazione affettiva nelle scuole sia la chiave di cambiamento per evitare la terribile attualità che tutti i giorni dobbiamo affrontare come il cyberbullismo, l'incomunicabilità, la violenza di genere. L’educazione affettiva, quindi, si fa grimaldello per migliorare la relazione nel mondo nel quale viviamo”. Così Maura Latini, presidente Coop Italia, in occasione della tappa romana della campagna di Coop sulla differenza di genere “Close the Gap”, che oggi ha trovato il suo spazio a Roma all’interno della Galleria Alberto Sordi.
All’insegna della collettività e della pluralità, l’appuntamento “Una piazza per parlare di educazione alle relazioni”, ha portato sul palco tutti gli attori che in questi ultimi 5 anni di campagna hanno incrociato in vario modo il percorso di Coop sull’uguaglianza di genere. “La campagna ‘Dire, Fare, Amare’ è molto importante per noi perché si tratta di una vera e propria evoluzione. Siamo partiti con ‘Close the Gap’, ormai cinque anni fa - spiega Latini - occupandoci dei disagi che derivano dalla mancanza di inclusione e di parità di genere, ma anche della difficoltà di comunicare, del dramma del femminicidio e della violenza a tutto tondo. Solo adesso abbiamo trovato una chiave per condividere insieme al mondo dell'associazionismo, con cui collaboriamo da sempre, la necessità di partire dall'origine dei problemi, ovvero l'educazione affettiva mancante e la difficoltà che hanno le giovani generazioni, insieme anche gli adulti - sottolinea Latini - ad avere le chiavi di dialogo e confronto che permettano di comprendere come le relazioni possano migliorare e svilupparsi, piuttosto che degenerare e diventare ostative tra un essere umano e l'altro”.
“Purtroppo, la recente legge adottata va nella direzione opposta, almeno per la parte di necessità di consenso da parte delle famiglie, che secondo noi è un errore perché spesso sono proprio le famiglie più fragili a non comprendere la necessità dell'educazione affettiva per i propri ragazzi e ragazze, e lo Stato abdica a svolgere il suo ruolo di migliorare e aiutare tutte le famiglie. Speriamo che ci ripensi. Il nostro percorso vuole andare nella direzione opposta e far comprendere quanto dialogare fra esseri umani sia la chiave per vivere meglio”, conclude Latini.

(Adnkronos) - “I dati Istat e quelli di numerose associazioni confermano che la strada da percorrere per colmare il divario di genere è ancora lunga. Il tema di questa giornata è fondamentale: la parità deve essere un obiettivo condiviso da tutti, un traguardo collettivo”. Sono le parole di Gino Cicchettin, Fondazione Giulia Cicchettin, intervenuto oggi a Roma alla tappa della campagna di Coop sulla differenza di genere “Close the Gap”, che oggi ha trovato il suo spazio nella Capitale all’interno della Galleria Alberto Sordi.
“Come Fondazione Giulia Cecchettin, stiamo portando avanti il nostro impegno, concentrandoci soprattutto sull'educazione - riprende il fondatore della Fondazione - Crediamo fermamente che per abbattere questo gap si debba partire dai banchi di scuola, già dalla primaria e dall'infanzia: solo così potremo formare generazioni capaci di guardare l’altro come un proprio pari, riconoscendo a ogni individuo gli stessi diritti e le stesse opportunità”.
“Il percorso è complesso e non privo di ostacoli - osserva Cecchettin - ma la sensibilità pubblica è in crescita, sostenuta anche dal crescente impegno delle aziende che scelgono di promuovere attivamente questi valori. Non ci fermeremo: la ricerca e i dati internazionali confermano che l'implementazione di percorsi di educazione sessuo affettiva porta a una significativa riduzione di violenze e femminicidi. È tempo di contrastare con determinazione pregiudizi e teorie prive di fondamento scientifico. Concentrandoci concretamente sul benessere dei giovani e della società, saremo in grado di compiere le scelte giuste per il futuro”, conclude Cecchettin.

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Rendere più accessibili le infrastrutture culturali del sistema
Sinis - Mont'e Prama; proseguire e rafforzare le attività di
ricerca e valorizzazione; promuovere il patrimonio culturale
collegato ai Giganti di Mont'e Prama su scala regionale, nazionale
e internazionale e migliorare le competenze del capitale umano e la
capacità di gestione di progetti complessi. E' l'obiettivo
dell'Iti, l'Investimento Territoriale Integrato "Sistema integrato
del Sinis - Grande Progetto Mont'e Prama" entrato nella fase
attuativa. La dotazione complessiva è di quasi 26,5 milioni di
euro. I dettagli sono stati illustrati dall'assessore regionale
della Programmazione, Bilancio, Giuseppe Meloni, dal presidente
della Fondazione Mont'e Prama, Anthony Muroni, e dal sindaco di
Cabras, Andrea Abis.
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(Adnkronos) - Rocco Forte Hotels espande il concetto di accoglienza e presenta 'Bedtime Stories', una raccolta di audiostorie pensata per portare immaginazione, conforto e "un senso di casa" ai circa ventimila bambini attualmente assistiti a Roma presso la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, che debutta il 15 giugno. Si compone di dieci racconti senza tempo, selezionati tra le favole più celebri di Esopo - quali 'La Volpe e l’uva' e 'La cicala e la formica' - e nasce con l’obiettivo di accompagnare i piccoli pazienti dell’ospedale capitolino, offrendo loro un momento di svago e leggerezza.
Per raggiungere questo obiettivo, Rocco Forte Hotels si è avvalsa di un ‘doppiaggio d’autore’ realizzato in collaborazione con SuoniLab e, per offrire ai bambini maggiore rassicurazione, la registrazione delle audiostorie in italiano e in inglese ha visto la partecipazione delle voci già protagoniste di tanti film animati per l’infanzia e più familiari ai bambini.
A dare un ritmo internazionale al doppiaggio in inglese delle favole della raccolta 'Bedtime Stories' sono le voci dei talent nazionali ed internazionali che hanno generosamente contribuito: Winston Duke, Andy Garcia e Matthew McConaughey.
Per la versione in italiano, dieci voci per dieci favole grazie alla partecipazione di Nanni Baldini, Marco Bresciani, Tatiana Dessì, Mino di Caprio, Andrea Mete, Stella Musy, Roberto Pedicini, Luca Ward, Massimiliano Manfredi.
Attraverso 'Bedtime Stories”' Rocco Forte Hotels porta ai piccoli pazienti una coccola che caratterizza il nostro impegno quotidiano fatto di ospitalità, empatia e connessione umana" – sottolinea Sir Rocco Forte. In occasione del lancio del progetto, l’Hotel de la Ville fa da cornice alla cena di raccolta fondi del Policlinico A. Gemelli IRCCS a favore de "La Casa dei Bambini Trenta Ore per la vita".
L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’associazione Trenta Ore per la vita, Casa Ronald McDonald Italia e l’Istituto Toniolo per gli Studi Superiori ha l’obiettivo di ridurre l’impatto sociale ed emotivo delle terapie di lunga durata, offrendo dignità, continuità e vicinanza ai pazienti e alle loro famiglie provenienti da tutte le regioni d’Italia e da tanti paesi del mondo.

(Adnkronos) - Jannik Sinner e Laila Hasanovic 'paparazzati' a Milano. Il tennista azzurro, dopo un breve periodo di vacanza trascorso in Sardegna, si trova nel Principato di Monaco, dove ha ricominciato ad allenarsi, ma senza rinunciare alla compagnia della fidanzata. Prima di tornare a casa però Sinner si è fermato per due giorni a Milano per alcuni controlli medici dopo il malessere che lo ha colpito al Roland Garros.
In un video diventato rapidamente virale su X, Sinner è stato filmato mentre usciva da 'Palazzo Parigi', un lussuoso hotel milanese, proprio in compagni di Laila Hasanovic e del suo cane Snoopy. Il tennista azzurro ha richiamato l'attenzione di passanti, appassionati di tennis e non, che gli hanno chiesto una foto e hanno fermato anche la modella danese per un selfie.
Negli scorsi giorni invece Sinner era stato 'paparazzato' a Montecarlo, ancora una volta insieme a Laila Hasanovic. Il tennista azzurro è stato 'beccato' con la sua vespa rossa fiammante. I due dopo una rapida inversione di marcia, sono sfrecciati per le strade di Montecarlo e ripresi, inevitabilmente, in un video diventato poi virale.

(Adnkronos) - Dmitry Medvedev celebra la festa nazionale russa con una nuova provocazione. In un video postato su X, il vice presidente del Consiglio di sicurezza della Federazione è ripreso mentre infila in un tritacarte le foto del cancelliere tedesco Friedrich Merz, della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e del premier britannico Keir Starmer.
Quindi Medvedev scrive: "Nessun nemico può fermare la crescita e la prosperità della nostra patria. Buona Festa della Russia!".
(Adnkronos) - No, non è vero che non si può donare sangue se si assume la pillola contraccettiva, non c'è alcuna controindicazione al riguardo. E la procedura di donazione non è pericolosa, parlare col medico prima di farla minimizza la possibilità che donino persone a rischio di eventi avversi. Sono solo alcuni dei dubbi che talvolta frenano le persone dal 'grande passo', cioè dalla scelta di uscire di casa, raggiungere la struttura più vicina dove è possibile donare sangue e plasma e compiere un gesto solidale. Dai viaggi ai piercing alcune credenze sono dure a morire, e ancora oggi bufale e falsi miti potrebbero scoraggiare le persone che vorrebbero donare. Ecco le domande più frequenti, a cui si può trovare risposta in un focus di Centro nazionale sangue e ministero della Salute, disponibile in un pieghevole. Nel documento si fa chiarezza per esempio sul fatto che la donazione in Italia, sia di sangue che di plasma, "non è remunerata". Oltre agli aspetti etici, si spiega, la linea della gratuità adottata "è un'ulteriore garanzia di sicurezza per i pazienti che ricevono il sangue o gli emoderivati, perché evita che chi va a donare nasconda al medico eventuali fattori di rischio".
C'è poi il tema dell'età, uno dei dubbi più grossi per gli aspiranti donatori. Da quando si può cominciare? "Si può donare il sangue dai 18 ai 65 anni - chiariscono gli esperti - e in alcuni casi anche sopra i 65 anni". Anche chi ha tatuaggi e piercing può farlo. A patto che aspetti "4 mesi dall'ultima seduta di tatuaggio o dall'ultimo piercing". Anche una vacanza esotica viene percepita dai più come un impedimento. Ed effettivamente nel documento si chiarisce che "a volte di ritorno dai viaggi non è possibile donare per un certo periodo di tempo". Questo perché "in alcuni Paesi ci sono malattie endemiche che si trasmettono attraverso il sangue, come la malaria". Per avere informazioni al riguardo si può consultare il sito della Società italiana di medicina trasfusionale e immunoematologia (Simti), che ha proprio una sezione dedicata al 'donatore che viaggia'. Al suo interno, la pagina 'Paesi del mondo' chiarisce quali mete comportano poi che il viaggiatore debba essere sospeto dalle donazioni per un periodo di tempo variabile. Per questo - informano gli esperti - è necessario comunicare al medico che si occupa delle donazioni tutti i viaggi effettuati nei mesi precedenti alla seduta.
Alcuni dei falsi miti più diffusi riguardano anche le modalità, le regole da seguire. Al primo posto il dilemma del digiuno. Gli esperti sciolgono anche questo dubbio: non bisogna avere lo stomaco totalmente vuoto. "E' possibile fare una colazione leggera se si dona di mattina". L'importante però, avvertono, "è non assumere latte o derivati". Il ciclo mestruale? In questo caso è tutto vero: per le donne la donazione in quei giorni è "sconsigliata".
Altro capitolo riguarda le questioni di salute. In caso di malattia cronica si può donare? "Dipende dalla malattia - precisano gli esperti nel pieghevole della campagna 'Dona Vita Dona Sangue' - In generale le patologie non gravi non sono motivo di esclusione, ma il medico responsabile del processo di selezione del donatore dovrà valutare le condizioni generali di salute e un'eventuale terapia a base di farmaci". Anche per quanto riguarda i medicinali, poi, "l'assunzione di per sé non preclude la donazione - si puntualizza nel documento - Alcune terapie però non sono compatibili con la procedura e possono portare a una sospensione temporanea. Bisogna quindi segnalare sempre al medico selezionatore i farmaci assunti per una valutazione".
Anche l'emotività gioca un forte ruolo nella spinta al dono. Quando qualcosa ci tocca personalmente è più semplice percepire il valore del gesto e l'urgenza di compierlo. E quindi una delle domande più frequenti in questi casi può essere: se un amico o un parente stanno male si può donare il sangue solo per lui o lei? La risposta è no. In Italia, rimarcano gli esperti, "non è possibile fare una donazione di sangue 'dedicata' a una persona specifica. Se rispondete a un appello a donare il sangue per aiutare una persona malata o vittima di un incidente, non donerete il sangue a quella persona direttamente. La vostra donazione aiuterà il servizio trasfusionale a rifornire le scorte di sangue dopo che le sacche sono state utilizzate per rispondere all'emergenza che ha coinvolto il vostro caro".

(Adnkronos) - L’innovazione utile, concreta, che nasce in corsia come risposta a un bisogno importante ed inevaso è al centro del 26.esimo Convegno nazionale Aiic-Associazione italiana ingegneria clinica in svolgimento a Torino. Il tema è stato approfondito da Umberto Nocco, presidente Aiic, nella sessione inaugurale dell'evento, all’interno del quale – citando anche gli aspetti di umanizzazione delle soluzioni hi-tech nella recente enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV– l’azione dell’ingegnere clinico è stata descritta come rivolta ai pazienti, in risposta al loro bisogno di salute, dentro e fuori l’ospedale, a casa, sul territorio, più o meno connessi tra loro, ma sempre con un denominatore comune: la tecnologia. “Noi ingegneri clinici - ha dichiarato Nocco - siamo un popolo di tecnici che accetta la sfida di costruire qualcosa utile alla convivenza essendo risposta alle necessità di salute. Una comunità professionale che dialoga con tutti per rendere questa costruzione ancora più efficace”.
E’ stato Claudio Ronco, International Renal Research Institute di Vicenza, nefrologo riconosciuto a livello internazionale per i numerosi e innovativi sistemi per emodialisi realizzati – a raccontare “come l’innovazione tecnologica nasce effettivamente in corsia”, intervenendo a Torino. “Con un gruppo multidisciplinare di ingegneri, designer e clinici abbiamo studiato la fattibilità concettuale di una nuova generazione di dispositivi per dialisi, analizzando le tecnologie disponibili, l’ergonomia, il design, le fonti energetiche e gli aspetti logistici e gestionali - ha spiegato Ronco riferendosi soprattutto agli ultimi due decenni della sua attività clinica - Questo percorso ha portato alla realizzazione di una nuova generazione di dispositivi miniaturizzati che offre i maggiori benefici sopratuttto nell'ambito neonatale”.
Di fatto - informa una nota - l’insufficienza renale neonatale rappresentava una malattia orfana dal punto di vista tecnologico e per affrontare correttamente il problema serviva uno strumento specifico: da questa consapevolezza è nato il progetto Carpediem (Cardio-Renal Pediatric Dialysis Emergency Machine), sviluppato per raggiungere livelli di efficienza, accuratezza e sicurezza inediti in questa fascia di pazienti. L’innovazione deve compiere un percorso che va dal letto del paziente al laboratorio, “ma soprattutto - ha puntualizzato il nefrologo - deve nascere dalla collaborazione multidiscipinare tra professionisti, prendere forma e poi traslare dal laboratorio alla coscienza collettiva".
All’evento inaugurale sono intervenuti proprio sul tema della collaborazione “capace di creare tecnologia utile”, anche Leonardo Chiariglione, presidente Mpai, Leandro Pecchia dell’Università Campus Biomedico di Roma e Guido Costamagna dell’ospedale Isola Tiberina – Gemelli di Roma. Tra gli speaker è intervenuta anche Cinzia Marano, General Manager Moderna Italia, che ha raccontato il percorso della tecnologia mRna, applicata soprattutto nel periodo della pandemia Covid, ma che oggi consente di sviluppare una pipeline per diversi bisogni di sanitari, dalle patologie respiratorie alle emergenze sanitarie, dalle malattie rare a quelle oncologiche.
Ultima voce della sessione, che ha approfondito il titolo del Convegno 2026 - Facciamo innovazione. Come le tecnologie nascono in corsia - è stata quella di Fabio Faltoni, presidente Confindustria Dispositivi medici che ha sottolineato un principio strategico. L’innovazione, ha spiegato, “non nasce dallo stanziare risorse, ma da un ecosistema che permette a un’idea di trasformarsi in una soluzione per i pazienti. Questo coinvolge il clinico, l’ingegnere clinico e biomedico, le università e centri di ricerca e le imprese che investono in ricerca e produzione e, infine, le istituzioni che devono creare le condizioni affinché l’innovazione arrivi al cittadino. Si finanzia quando il sistema investe sull’innovazione che migliora la salute”.
Tra le sessioni centrali del Convegno Aiic, spicca quella che ha fatto il punto sull’implementazione delle azioni della Missione salute del Pnrr, in particolare sulle Cot- Centrali operative territoriale e Case e ospedali di Comunità. Intervenendo da remoto Achille Iachino, direttore Generale dell'Unità di Missione per l'attuazione del Pnrr del ministero della Salute, ha affermato che i target per il Pnrr in sanità “sono stati pienamente raggiunti e la piena operatività è attualmente in corso”, con un dato particolarmente rilevante che riguarda il rafforzamento dell’assistenza domiciliare, che già oggi consente di ridurre la pressione sui servizi di continuità assistenziale e sui presidi territoriali, migliorando la gestione complessiva della domanda sanitaria.
Il presidente del Comitato scientifico del Convegno, Stefano Bergamasco, ha puntualizzato che “nell'ambito del meccanismo di finanziamento del Pnrr era previsto che, per case e ospedali di comunità, il raggiungimento degli obiettivi minimi essenziali dati dal target fosse attestato da un'attività di verifica di un esperto indipendente. Grazie all’azione di Aiic molti ingegneri clinici hanno avuto l'opportunità di portare la loro competenza nell'ambito di questa attività di verifica. Questa esperienza - ha evidenziato - è stata molto interessante e, per alcuni tratti, molto sfidante, in particolare per le tempistiche date dal Pnrr, e ha offerto a moltissimi colleghi la possibilità di integrare le tecnologie e l'informatica all'interno di queste nuove strutture, creando nelle Case di comunità una forte sinergia con gli operatori sanitari, i medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, gli specialisti sul territorio e gli infermieri”. Proprio in questa direzione, la presidente Fnopi- Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche, Barbara Mangiacavalli, ha ricordato la collaborazione in corso tra infermieri ed ingegneri clinici - definita anche da un protocollo siglato nel 2019 - e ha sottolineato che nell’ambito delle Case e degli ospedali di Comunità la sanità deve “ricomporre i diversi contributi professionali in un sistema coerente e continuo”.
Il dialogo “tra infermieri e ingegneri clinici - ha aggiunto Mangiacavalli - è continuo e proficuo all’interno delle aziende sanitarie, con un impatto concreto sia sull’utilizzo delle tecnologie sia sulla gestione dei percorsi di cura e continuità assistenziale”. La presidente Fnopi ha concluso sottolineando che la crescente articolazione del sistema, che oggi coinvolge decine di professioni sanitarie e attori sociosanitari, rende necessario ripensare i modelli tradizionali di organizzazione: "diventa quindi essenziale valorizzare modelli di collaborazione multidisciplinare e di utilizzo condiviso delle tecnologie, con livelli di autonomia differenti in base alle competenze professionali”.

(Adnkronos) - Un video social, uno split screen e una polemica immediata tra Giorgia Meloni e Giuseppe Conte. Il leader del Movimento 5 Stelle ha pubblicato un filmato – con la didascalia “fatevi sotto, non temiamo nulla” - del suo intervento alla Camera in risposta alle comunicazioni della presidente del Consiglio in vista del prossimo Consiglio europeo. Nel montaggio, accanto a Conte che attacca il governo, compaiono le immagini della premier, con espressioni serie e contrite, come se stesse assistendo in Aula a quelle parole.
Il problema, secondo la stessa Meloni, è che in quel momento lei non era più a Montecitorio. Aveva già lasciato la Camera dopo la replica alla discussione generale ed era al Quirinale per la consueta colazione di lavoro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e i ministri, prima del passaggio pomeridiano al Senato.
A sollevare il caso è stata direttamente la premier su X, rispondendo proprio al video di Conte: "Presidente Conte, mi spiega come avete fatto a montare mie espressioni sul video del suo intervento, considerato che in quel momento io ero al Quirinale e quindi non in Parlamento? Lo chiarisco solo per ricordare a tutti quanto la vostra politica si fondi su mistificazioni della realtà e fake news".
Il caso del video arriva peraltro dopo un’altra polemica, quella sulle “ginocchiere”, esplosa in Aula dopo le parole del deputato M5s Francesco Silvestri contro la premier. Meloni aveva già replicato duramente, rivendicando di essere arrivata a Palazzo Chigi “senza favoritismi e senza scorciatoie” e accusando i Cinque stelle di usare insulti e volgarità nel confronto politico.

(Adnkronos) - In Italia sono stati oltre 600 i casi di annegamento nel biennio 2024-2025, in prevalenza di maschi e quasi equamente divisi tra mare, soprattutto nelle spiagge libere, e acque interne. A scattare la fotografia è la relazione annuale dell'Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti e incidenti in acque di balneazione, istituito dal ministero della Salute nell'ottobre del 2019. Alla stesura del report hanno partecipato ministero, Istituto superiore di sanità (Iss), Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), Corpo delle Capitanerie di Porto, Gruppo nazionale per la ricerca sull'ambiente costiero (Gnrac), Anci (Associazione nazionale Comuni italiani), Società nazionale di salvamento e ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Il rapporto è stato presentato oggi a Roma durante un convegno nella sede dell'Iss.
Nei 2 anni considerati - riporta l'istituto - sono 604 gli annegamenti fatali censiti da una raccolta sistematica delle notizie di cronaca realizzata tramite tecniche di web scraping dall'Iss. Il fenomeno è nettamente maschile: nei casi per i quali è specificato il genere, i maschi sono la maggioranza con 482 casi, pari all'80,7%. Circa il 30% degli annegamenti riguarda persone con oltre 65 anni, circa il 23% bambini e giovani fino a 24 anni, mentre per il 3% di casi non è stato possibile risalire all'età dei soggetti annegati.
Le cause i luoghi dell'annegamento. Complessivamente il "malore in acqua" rappresenta la causa principale (44,9%), seguito dalle "cadute in acqua", dalle "condizioni meteo avverse/mare mosso" e dal "ritorno a riva impedito da un ostacolo/correnti di ritorno". In circa il 6% dei casi è stato possibile rilevare che, nonostante fosse presente la segnalazione di pericolo con la bandiera rossa, tale indicazione era stata disattesa. La maggior parte degli annegamenti avviene in mare (281) e nelle acque interne (277), che insieme rappresentano il 93% dei casi. Un numero inferiore (37 annegamenti), ma importante se si considera che coinvolge principalmente i bambini e gli adolescenti, avviene nelle piscine. In termini assoluti, i dati indicano che, nel biennio 2024-2025, le regioni con il maggior numero di annegamenti sono la Lombardia (90 casi, 14,9%); il Veneto (73, 12,1%); la Toscana (52, 8,6%); il Lazio (51, 8,4%); Puglia, Sardegna e Sicilia (41, 6,8%) e l'Emilia Romagna (37, 6,1%).
Gli incidenti si possono prevenire seguendo alcune semplici regole, spiega l'Iss che ne elenca 13 rivolte a tutti o declinate su misura per genitori, giovani e anziani. Un vademecum per vacanze serene e bagni sicuri.
Le raccomandazioni a genitori/accompagnatori: 1) Al mare o in prossimità di un qualsiasi corpo idrico non lasciate mai i bambini senza il vostro costante controllo neanche per una telefonata, un caffè, una breve chiacchierata. Sapevate che in Italia muoiono in media 16 bambini (0-14 anni) ogni anno a causa di queste distrazioni? Nominate un sorvegliante dell'acqua, una persona che abbia come unico compito quello di guardare chi è in acqua senza distrazioni; 2) Se avete una piscina domestica o condominiale, fatela recintare in modo che i bambini non possano accedere senza essere accompagnati (nei Paesi dove lo fanno la mortalità dei bambini è stata praticamente azzerata); 3) Fate in modo che i bambini imparino presto a nuotare e acquisire acquaticità, cioè mantenersi a galla, respirare, orientarsi e gestire la fatica.
I consigli a ragazzi/adulti: 4) Non fate il bagno quando è issata la bandiera rossa, comunque se il mare è mosso (nelle spiagge libere non viene quasi mai organizzato un sistema di segnalazione di condizioni di pericolo). Fare il bagno con il mare mosso mette a repentaglio la vita vostra e degli eventuali soccorritori. Sapevate che l'80% degli annegamenti riguarda i maschi? In media ogni anno muoiono 106 maschi e 17 femmine di età compresa tra 15 e 60 anni. Questi annegamenti sono spesso associati a comportamenti spavaldi e sottovalutazione del pericolo. Ci sono modi più sani per dimostrare abilità e coraggio; 5) Non assumete alcol e sostanze stupefacenti perché alterano equilibrio, riflessi e giudizio, aumentando enormemente il rischio; 6) Se vi trovate in difficoltà in mare perché spinti al largo da una corrente di ritorno (può accadere con il mare mosso in una spiaggia naturale, ma anche a ridosso di strutture artificiali come moli e frangiflutti), nuotate lateralmente per uscirne, mai contro e segnalate la vostra presenza; 7) Non vi tuffate mai senza prima conoscere il fondale del corpo idrico (profondità o presenza di sporgenze). Comunque, fate i primi tuffi di piedi, mai di testa (sono tanti gli incidenti gravi dovuti ai tuffi che vanno da esiti fatali a danni non recuperabili alla colonna vertebrale).
Un monito particolare agli anziani: 8) L'età purtroppo conta. E' necessario limitare le prestazioni faticose, evitare di immergersi in acqua in condizioni di mare sfavorevoli e consultare comunque il proprio medico per consigli sui comportamenti da adottare in caso di patologie (il numero di incidenti per malore sopra i 60 anni è elevato, circa 120 persone l'anno).
Infine, i comandamenti che tutti dovrebbero seguire: 9) Non fare mai il bagno da soli, avere qualcuno vicino significa poter ricevere aiuto immediato o essere visti in caso di difficoltà; 10) Se frequentate ambienti fluviali prestate attenzione alle basse temperature delle acque (possono causare shock termico), alle correnti particolarmente forti del corso d'acqua, ai materiali presenti, alle sponde scoscese e instabili (circa 70 persone l'anno annegano nei fiumi); 11) Leggete sempre attentamente le informazioni riportate nella cartellonistica riguardanti gli eventuali pericoli presenti, l'organizzazione e gli orari della sorveglianza, i numeri di telefono per il soccorso. Se non è presente la cartellonistica, informatevi comunque sui possibili pericoli presenti nel corpo idrico che frequentate; 12) Fare il bagno vicino agli assistenti bagnanti riduce significativamente il rischio di annegamento. I bagnini riconoscono i pericoli e intervengono rapidamente; 13) Se frequentate le spiagge libere preferite i luoghi dove gli enti gestori (Comuni, autorità portuali o Regioni) si prendono cura della gestione della loro sicurezza. Nelle spiagge in concessione prestate attenzione alla qualità della gestione della sicurezza.
Abbanoa sospenderà nei prossimi giorni l'erogazione idrica per
lavori programmati a Cagliari, Sassari e Sorso.
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(Adnkronos) - La prima partita dei Mondiali di calcio 2026 tra Messico e Sudafrica, trasmessa da Rai1, è stata di gran lunga il programma più seguito del prime time di giovedì 11 giugno, con 4.758.000 spettatori e il 27.1% di share. Nel dettaglio, il primo tempo è stato seguito da 5.277.000 spettatori con il 27.8% e il secondo tempo da 4.269.000 con il 26.4%. Al secondo posto 'Montmartre' su canale 5 ha dovuto accontentarsi di 1.328.000 spettatori con il 9.9% di share. Terzo piazzamento per 'Quarto Grado' su Rete4, con 1.122.000 spettatori e il 9.7% di share.
A seguire, tra gli altri ascolti di prime time: 'Sarabanda Celebrity' su Italia1 (933.000 spettatori, share 7%), 'Piazzapulita' su La7 (863.000 spettatori, share 7.1%), 'Overland' su Rai3 (735.000 spettatori, share 4.6%), 'La Sottile Linea della Vendetta' su Rai2 (555.000 spettatori, share 3.4%), 'Sinceramente Persia – One Milf Show' sul Nove (479.000 spettatori, share 3.2%), 'Io prima di te' su Tv8 (479.000 spettatori, share 3.1%).
In access prime time, su Rai1 il pre partita Messico-Sudafrica con la cerimonia inaugurale dei Mondiali ha ottenuto 4.528.000 spettatori e il 25.6% di share. Ma su Canale5, dopo 'Gira La Ruota della Fortuna' (3.558.000 spettatori e il 20.3% di share), 'La Ruota della Fortuna' si è difesa molto bene, registrando 4.691.000 spettatori e il 24.8% di share.
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