Si è partiti con una giornata di informazione e sensibilizzare
sull'importanza della prevenzione e della diagnosi precoce dei
tumori maschili, e, grazie all'impegno dei volontari del Rotary
Club Alghero, si è arrivati ad un grande gesto di generosità che si
è concretizzato con la donazione di un contributo di 11.000 euro,
consegnati ai responsabili della Ssd di Oncologia e della Sc di
Urologia dell'ospedale di Alghero, Davide Santeufemia e Pietro
Saba.
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(Adnkronos) - Si sono concluse con il ritrovamento del corpo senza vita della donna slovena di 54 anni le ricerche avviate nelle scorse ore in Val di Fanes, nel Bellunese. L'escursionista è stata individuata dai soccorritori nella forra sottostante il Ponte Outo, noto anche come Ponte Alto, struttura panoramica situata nel Parco Naturale delle Dolomiti d'Ampezzo, sospeso a circa 1400 metri di altezza sopra la confluenza del Rio Travenanzes e del Rio Fanes che dà il nome alla valle.
Alle operazioni hanno partecipato il Soccorso Alpino del Veneto, i carabinieri, la Guardia di finanza, i vigili del fuoco, unità cinofile e droni. Dopo il recupero della salma sono stati avviati gli accertamenti da parte delle autorità competenti per chiarire le circostanze dell'accaduto. Al momento, tra le ipotesi al vaglio degli investigatori, vi è quella di un gesto volontario.
La scomparsa della 54enne era stata segnalata ai carabinieri di Ortisei dalla madre, che non riusciva più a mettersi in contatto con la figlia. Secondo quanto emerso, la donna avrebbe dovuto trovarsi in Val Gardena, ma gli accertamenti hanno portato i soccorritori nel territorio di Cortina d'Ampezzo.
L'auto dell'escursionista era stata infatti individuata parcheggiata all'ingresso del Parco Naturale delle Dolomiti d'Ampezzo, in località Felizon, dopo che le telecamere di videosorveglianza l'avevano ripresa mentre transitava in direzione di Fiames nella serata di sabato. L'ultimo segnale telefonico attivo era stato registrato nella mattinata di domenica nell'area del Col Rosà.
Le ricerche si erano concentrate tra il Col Rosà e la Val di Fanes, con l'impiego di elicotteri della Guardia di finanza e dei vigili del fuoco, droni e squadre a terra. Il corpo della donna è stato infine localizzato nella zona del Ponte Outo, ponendo fine alle operazioni di ricerca.

(Adnkronos) - Belen Rodriguez è indagata dalla procura di Milano per omissione di soccorso per un doppio incidente stradale. La vicenda riguarda due episodi avvenuti nel centro del capoluogo lombardo. Il primo in via Melzi d’Eril, vicino l’Arco della Pace, dove il suv avrebbe colpito lo specchietto di un’auto parcheggiata. Il secondo, invece, in via San Marco: in quel caso il mezzo guidato dalla conduttrice avrebbe urtato uno scooter e altre vetture in sosta, e tre persone avrebbero riportato ferite lievi.
Dopo gli impatti il suv, guidato da Belen Rodriguez, non si sarebbe fermato ed è questo comportamento che ha fatto scattare la una denuncia per omissione di soccorso. La ricostruzione della polizia locale è stata anche agevolata dalle immagini scattate da alcuni testimoni che non lasciano dubbi su chi fosse alla guida.
Per la showgirl la denuncia è scattata d'ufficio come prevede il codice della strada in caso di incidente con feriti (in cui il conducente non si ferma a prestare soccorso) e la patente le è stata ritirata. Il fascicolo è stato trasmesso in procura e per Belen Rodriguez è scattata l'iscrizione nel registro degli indagati.

(Adnkronos) - Sospeso lo sciopero del trasporto ferroviario di 8 ore proclamato unitariamente per l’11 giugno dai sindacati confederali contro il bando di gara ‘spezzatino’ per l’assegnazione dei servizi Intercity. Scongiurata dunque, all’esito del tavolo di oggi convocato dal Mit, la mobilitazione di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl trasporti, Orsa trasporti e Fast, presenti oggi all’incontro presieduto dal viceministro Edoardo Rixi. Ma restano al momento ancora in piedi gli scioperi proclamati dai sindacati di base per lo stesso giorno: Cub (di 23 ore), Cat, Assemblea Pdb e Pdm (8 ore).
Il Mit "ha ascoltato e raccolto le richieste dei sindacati dei ferrovieri, tutelando una giornata di lavoro per milioni di lavoratori e pendolari. La sospensione dello sciopero dell’11 giugno dimostra che il confronto serio e concreto porta risultati", afferma in una nota è il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. "Il Mit continuerà a lavorare per garantire servizi efficienti, tutela dei lavoratori e rispetto dei cittadini", sottolinea.

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Prende vita l'Itinerario delle Sette Città Regie. 30 i milioni di
euro stanziati per i centri storici "per posizionare la Sardegna
nel crescente mercato del turismo culturale", ha sottolineato
l'assessore regionale del turismo Franco Cuccureddu che ha
sottoscritto il protocollo d'intesa assieme ai sindaci di Alghero,
Bosa, Cagliari, Castelsardo, Iglesias, Oristano e Sassari.
(Adnkronos) - "La sostenibilità è integrata nel business lungo cinque direttrici strategiche che spaziano dalla decarbonizzazione all’Alleanza per lo sviluppo, passando per le persone Eni, l’ambiente e la sostenibilità nella catena del valore". Lo ha dichiarato Luigi Sampaolo, Head of Sustainability Positioning and Stakeholder Engagement di Eni, a margine dell’evento ‘Eni for a Just Transition’, che si è tenuto oggi a Roma.
“Le strategie sono state elaborate in maniera pragmatica e consistente - ha sottolineato Sampaolo - in maniera tale che hanno una loro solidità anche al variare degli scenari geopolitici ed energetici”.
L’evento, che ha visto la presentazione del nuovo Report di Sostenibilità con i risultati 2025, è stato anche l’occasione per condividere con gli stakeholder le principali aree di impegno del gruppo: dalla trasformazione industriale del downstream alla gestione della risorsa idrica, fino allo sviluppo economico dei territori.
Al centro della giornata anche il racconto del modello collaborativo che sta alla base del Report. “Una forte collaborazione interna, con tante funzioni che costruiscono questo report in maniera corale, ma soprattutto una collaborazione all’esterno con le persone e le organizzazioni che fanno un percorso sostenibile”, ha spiegato il manager.
L’iniziativa è stata accompagnata da una mostra allestita per rappresentare visivamente i contenuti del Report di Sostenibilità, a testimonianza dell’impegno di Eni nel rendere accessibile e trasparente il proprio percorso verso la transizione giusta.

(Adnkronos) - Nessuna lettera di dimissioni dalla Rai da parte di Milo Infante, al momento. Lo apprende l'Adnkronos da fonti Rai. Il conduttore di 'Ore 14' e 'Ore 14 Sera', che dal 2022 è anche vicedirettore nell'ambito della Direzione Approfondimento Rai, è protagonista da qualche giorno di insistenti rumors da parte dei siti specializzati su un suo possibile passaggio a Mediaset, dove si è ipotizzato che potrebbe prendere il timone di un programma pomeridiano.
Al momento nulla trapela da Cologno Monzese. Mentre dai corridoi Rai qualcuno ipotizza che Infante potrebbe trattare con l'azienda (che era pronta al rinnovo di tutti i suoi programmi nei palinsesti della prossima stagione) più per un cambiamento di contratto che per un addio.
Infante, sulla scia di quanto già accaduto ad altri volti dell'approfondimento Rai, da Bruno Vespa a Monica Maggioni, potrebbe, secondo alcuni, voler trasformare il suo contratto da dipendente in una collaborazione esterna pluriennale, che gli permetterebbe di sottrarsi al tetto retributivo di 240mila euro annui vigente per i dirigenti dell'azienda.

(Adnkronos) - Eni “sta perseguendo una strategia di trasformazione e di transizione che cerca di mantenere in equilibrio diversi elementi: il mantenimento della crescita nei business tradizionali, che riteniamo essenziali per il mix energetico del futuro, ma anche la crescita su tutte le nuove energie e sulle modalità di trasformazione del mix”. Lo ha dichiarato Francesco Gattei, Chief Transition and Financial Officer e Direttore Generale di Eni, intervenendo oggi a Roma all’evento ‘Eni for a Just Transition’.
Gattei ha illustrato le principali operazioni di transizione realizzate dal gruppo, con una crescita significativa su Plenitude, Enilive e sulla Ccs (Carbon Capture and Storage), resa possibile da “un modello finanziario unico che combina la valorizzazione di questi asset con l’ingresso di capitali di terzi”.
“In questo modo - ha spiegato - siamo in grado di sviluppare il nostro modello di business senza intaccare le disponibilità finanziarie dei business tradizionali, assicurando nel contempo la riduzione dell’indebitamento e un’adeguata remunerazione per i nostri azionisti”.
Sul fronte della transizione industriale, attualmente Plenitude ha circa 6 GW di capacità rinnovabile installata, così come il manager ha evidenziato la crescita delle bioraffinerie, che contano oggi una capacità di 1,65 milioni di tonnellate, con una prima linea di Sustainable Aviation Fuel (Saf) avviata a inizio anno a Gela. L’obiettivo è portare la capacità complessiva a 5 milioni di tonnellate entro il 2030.
A questa dimensione industriale si affianca quella finanziaria, con l’ingresso sia in Plenitude che Enilive di investitori istituzionali di rilievo - Eip Infrastructure Partners, Kkr e Ares - che hanno complessivamente valorizzato i due business di circa 23 miliardi di euro.
Sul fronte climatico, Gattei ha sottolineato i progressi nei target emissivi: “Le emissioni Scope 1 e 2 di Eni procedono verso l’obiettivo net zero al 2035, con una riduzione del 6% dell’intensità emissiva che include anche le emissioni Scope 3 legate ai prodotti finali, con l’obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica al 2050”. Un’esecuzione che, ha concluso, “continuerà a registrare successo anche nel 2026, nonostante il complesso contesto internazionale”.

(Adnkronos) - La Fondazione per il Tuo Cuore - Hcf Onlus, presieduta dal professor Domenico Gabrielli, annuncia la promozione, per il prossimo 12 giugno, della Giornata nazionale della prevenzione cardiovascolare, "iniziativa di alto valore sociale, scientifico e istituzionale dedicata alla tutela della salute del cuore, alla prevenzione delle malattie cardiovascolari e alla sensibilizzazione dei cittadini sull’importanza dei controlli periodici e dei corretti stili di vita". L'iniziativa si inserisce nel più ampio impegno della Fondazione per il Tuo Cuore e della cardiologia italiana a favore della prevenzione, dell'informazione sanitaria qualificata e della prossimità ai bisogni dei cittadini, anche attraverso il coinvolgimento di Anmco - Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri, quale riferimento scientifico e professionale della cardiologia ospedaliera nazionale. La Giornata intende rappresentare un momento di informazione, responsabilizzazione e servizio alla popolazione, confermando il contributo concreto della cardiologia italiana alla promozione della salute pubblica. In tale contesto - informa una nota - sarà valorizzato anche il servizio 'L'esperto risponde', presente sul portale istituzionale della Fondazione, attraverso il quale i cardiologi offrono gratuitamente risposte informative alle richieste dei cittadini. Il servizio rappresenta "uno strumento qualificato di orientamento e sensibilizzazione, volto a favorire una maggiore consapevolezza sui principali temi legati alla salute cardiovascolare, alla prevenzione, ai fattori di rischio e alla necessità di rivolgersi tempestivamente allo specialista in presenza di sintomi o condizioni meritevoli di approfondimento".
"La salute del cuore è parte fondamentale della salute della persona. Promuovere la prevenzione cardiovascolare significa tutelare la vita, l'autonomia e la qualità dell'esistenza dei cittadini. Con questa Giornata vogliamo rafforzare il messaggio che la cura del cuore deve iniziare prima della malattia, attraverso controlli periodici, stili di vita corretti, informazione qualificata e attenzione ai fattori di rischio. Il servizio 'L'esperto risponde', attivo sul portale della Fondazione, rappresenta un contributo concreto dei cardiologi alla popolazione, offrendo ai cittadini uno spazio autorevole, gratuito e scientificamente qualificato di orientamento informativo", afferma Gabrielli. "Anmco guarda con grande favore a ogni iniziativa capace di rafforzare la cultura della prevenzione cardiovascolare e di avvicinare i cittadini alla cardiologia. La Giornata nazionale della prevenzione cardiovascolare rappresenta un'occasione preziosa per ribadire che informazione corretta, diagnosi precoce, aderenza alle terapie e stili di vita adeguati sono strumenti fondamentali per ridurre l’impatto delle malattie cardiovascolari. Come comunità scientifica, sentiamo il dovere di contribuire a questo percorso, mettendo a disposizione competenze, autorevolezza e prossimità ai bisogni della popolazione”, dichiara il professor Massimo Grimaldi, presidente nazionale Anmco.
In considerazione del periodo estivo e dell'aumento dei rischi legati alle alte temperature, la Giornata sarà anche l'occasione per richiamare l'attenzione sulle principali problematiche cardiovascolari connesse al caldo, alla disidratazione, agli sbalzi pressori e alla corretta gestione delle terapie nei mesi estivi. Per tale ragione, i cardiologi della Fondazione per il Tuo Cuore, con il contributo scientifico della comunità cardiologica Anmco, potranno predisporre un vademecum per la prevenzione cardiovascolare nel periodo estivo, che sarà presentato in occasione della Giornata e messo a disposizione della popolazione quale strumento pratico di informazione, prevenzione e tutela della salute del cuore.
Ecco le 10 regole per proteggere la salute cardiovascolare:
1) Controllare regolarmente la pressione arteriosa. Durante l'estate la pressione può variare in modo significativo. Il caldo favorisce la vasodilatazione e può provocare abbassamenti pressori, capogiri, debolezza, vista offuscata o sensazione di svenimento, soprattutto nei pazienti che assumono farmaci antipertensivi o diuretici. E' utile misurare la pressione con regolarità e riferire al medico eventuali valori anomali o sintomi ricorrenti;
2) Non modificare autonomamente le terapie. Farmaci per la pressione, diuretici, antiaritmici, anticoagulanti, antiaggreganti e terapie per lo scompenso cardiaco devono essere assunti secondo prescrizione. In caso di caldo intenso, pressione bassa, crampi, stanchezza marcata o riduzione della diuresi, non bisogna sospendere o modificare i farmaci da soli, ma confrontarsi con il medico curante o con il cardiologo;
3) Idratarsi correttamente. Bere acqua con regolarità aiuta a prevenire disidratazione, tachicardia, cali pressori e affaticamento. È importante bere anche quando non si avverte sete, soprattutto nelle persone anziane. Nei pazienti con scompenso cardiaco, insufficienza renale o indicazioni alla restrizione dei liquidi, la quantità di acqua da assumere deve però essere concordata con il medico;
4) Evitare le ore più calde. Nelle giornate di caldo intenso è consigliabile evitare l’esposizione diretta al sole e gli sforzi fisici nelle ore centrali della giornata. Le uscite, le passeggiate e l'attività fisica dovrebbero essere programmate al mattino presto o in serata, quando le temperature sono più favorevoli e il cuore è sottoposto a minore stress;
5) Riconoscere i segnali da non sottovalutare. Dolore o oppressione al petto, mancanza di respiro, palpitazioni persistenti, svenimento, sudorazione fredda, confusione, nausea intensa, gonfiore improvviso alle gambe o peggioramento dell'affanno non devono essere attribuiti semplicemente al caldo. In presenza di sintomi importanti, improvvisi o persistenti, è necessario chiamare tempestivamente il 112/118.
6) Prestare attenzione a scompenso cardiaco e aritmie. Chi soffre di scompenso cardiaco deve monitorare peso corporeo, gonfiore alle caviglie, affanno e stanchezza insolita. Un rapido aumento di peso, la comparsa di edemi o il peggioramento del respiro devono essere segnalati al medico. Anche chi soffre di aritmie deve evitare disidratazione, eccesso di alcol, caffeina e sforzi nelle ore più calde, prestando attenzione a battito irregolare, palpitazioni, capogiri o affanno;
7) Seguire un'alimentazione leggera e amica del cuore. Nei mesi estivi è preferibile scegliere pasti leggeri, ricchi di frutta, verdura, cereali integrali, pesce, legumi e alimenti facilmente digeribili. È opportuno limitare pasti abbondanti, eccessi di sale, grassi, bevande zuccherate e alcolici, che possono favorire disidratazione, alterazioni pressorie e maggiore affaticamento cardiovascolare;
8) Fare attività fisica con prudenza. Il movimento resta fondamentale per la prevenzione cardiovascolare, ma deve essere adattato alla stagione e alle condizioni cliniche. È meglio evitare sforzi intensi nelle ore calde, indossare abiti leggeri, fare pause, idratarsi correttamente e interrompere l’attività in caso di dolore toracico, affanno insolito, capogiri, debolezza o palpitazioni;
9) Evitare sbalzi termici e proteggere i farmaci. Il passaggio improvviso da ambienti molto caldi ad ambienti troppo freddi può rappresentare uno stress per l'apparato cardiovascolare. Anche l'aria condizionata va utilizzata con buon senso, evitando temperature eccessivamente basse. I farmaci devono essere conservati correttamente, lontano da sole e calore, e non lasciati in auto o in luoghi esposti ad alte temperature;
10) Usare l'informazione qualificata e rivolgersi agli specialisti. La prevenzione cardiovascolare passa anche da una corretta informazione. La Fondazione per il Tuo Cuore mette a disposizione il servizio 'L'esperto risponde', attraverso il quale i cittadini possono inviare quesiti e ricevere risposte informative da cardiologi esperti. Il servizio non sostituisce la visita medica, non formula diagnosi individuali e non modifica terapie, ma rappresenta uno spazio autorevole di orientamento, prevenzione e sensibilizzazione.
(di Stefano Ambu) Cerimonia inaugurale per raccontare un progetto
partito da molto lontano, all'alba del Duemila. E ringraziare chi
lo ha reso possibile. E poi, dopo la benedizione di don Marco Orrù
e le parole del presidente del Consiglio regionale Piero Comandini
e della neo sindaca di Elmas Maria Laura Orrù, alle 12 il via
libera per l'apertura delle porte del Fass Shopping Centre. A
Elmas, a pochi passi dall'aeroporto, all'ingresso di Cagliari: un
polo commerciale, ma anche uno dei più importanti progetti di
rigenerazione urbana degli ultimi anni. Oltre 50.000 metri quadrati
di shopping centre, con più di 3.000 metri quadrati dedicati al
food e oltre 4.000 metri.
A fine maggio, quando era candidato alle comunali che si sono
svolte ieri anche nel suo paese, Ottana, era stato sospeso dalla
carica di sindaco dalla prefettura di Nuoro Alessandra Nigro sulla
base della legge Severino. Oggi, a meno di 24 ore dalla sua
riconferma come primo cittadino, Franco Saba, è stato nuovamente
sospeso "permanendo nei suoi confronti la misura cautelare degli
arresti domiciliari per il reato di tentata concussione in
concorso, a norma degli articoli 110, 56 e 317 del codice penale",
si legge in una nota della prefettura. Il decreto è stato inviato
al Comune e alla Regione Sardegna per i rispettivi adempimenti del
caso.
Proprio ieri, a scrutini aperti, gli è stata
confermata la misura degli arresti domiciliari dal tribunale del
Riesame.
Saba, che ha respinto ogni addebito attraverso
il suo legale, è stato rieletto sindaco avendo superando il quorum
con il 60,8% dei votanti, essendo l'unico candidato per la carica
di primo cittadino.
Secondo quanto appreso il sindaco Saba appena proclamato ha
nominato il vicesindaco e gli assessori. Questo passaggio
istituzionale dovrebbe evitare il commissariamento del Comune da
parte della Regione autonoma della Sardegna - che ha potestà
legislativa primaria in materia di enti locali - e 'salvare' la
consiliatura che verrà aperta a breve dalla prima assemblea
cittadina, nonostante la sospensione del sindaco.
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(Adnkronos) - Come nasce l’innovazione tecnologica in sanità? Come vengono progettati un nuovo ecografo, un mammografo o un angiografo di “nuova generazione”? In quali luoghi ed a partire da quali bisogni e processi nascono le 'tecnologie avanzate'? E l’intelligenza artificiale: a quali necessità di salute può rispondere? A partire da queste domande, fedele alla sua vocazione di concretezza professionale, l’Associazione italiana ingegneri clinici-Aiic, per il suo 26.esimo Convegno nazionale, propone come titolo ‘Facciamo innovazione: come le tecnologie nascono in corsia’, un invito - dal 10-13 giugno, Officine Grandi Riparazioni, Torino - a comprendere bisogni, origini, competenze, collaborazioni e obiettivi reali dello sviluppo tecnologico in corso. “Al centro del nostro evento nazionale - afferma Lorenzo Leogrande, presidente del Convegno Aiic- c’è la necessità di riportare tutta l’attenzione sul tema della salute e sui bisogni di una popolazione che è sempre più cronica e sempre più anziana. Desideriamo partire da qui, dal bisogno, più che dalla rivoluzione tecnologica, e quindi parlare di quella innovazione che nasce dal letto di degenza, dalla corsia, dall'esigenza di salute colta dentro l’ospedale, e che si traduce in strumenti innovativi a tutto vantaggio dei pazienti”.
E’ un approccio inedito, quindi, quello proposto nel 26.esimo Convegno Aiic che, afferma Umberto Nocco, presidente Aiic, “privilegia l’analisi delle necessità di salute colte attraverso la collaborazione con i clinici, la voce dei cittadini, il dialogo con le organizzazioni ed anche con i produttori affinché si possano produrre benefici per i pazienti, oltre che per l’insieme del Sservizio sanitario nazionale”. Da qui la scelta di dar voce alle esperienze che animeranno la Sessione inaugurale (giovedì 11 giugno, ore 14.30) con alcuni esponenti dell’innovazione concreta, tra cui l’inventore dello standard Mpeg ed Mp3, Leonardo Chiariglione, presidente Mpai e Claudio Ronco, Irriv- International Renal Research Institute Vicenza, nefrologo riconosciuto a livello internazionale, che ha messo a punto numerosi sistemi avanzati per emodialisi.
“Nelle giornate torinesi - spiega Stefano Bergamasco, presidente del Comitato scientifico del Convegno - parleremo, con gli oltre 2mila iscritti, di innovazione tecnologica, analizzando l’evoluzione delle tecnologie biomediche avanzate, l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei percorsi clinici, le nuove frontiere della diagnostica digitale e i dispositivi smart per la cura e il monitoraggio. Ma anche di innovazione dei processi, con approfondimenti su modelli di procurement più efficaci, ottimizzazione gestionale, approccio integrato al rischio tecnologico e nuovi metodi di valutazione delle tecnologie sanitarie. E ancora, di innovazione generata dall’industria, attraverso casi concreti di co-progettazione, standard emergenti e soluzioni che stanno ridisegnando il mercato; e di innovazione proposta dalle strutture sanitarie, dai centri di ricerca, dalle start up con elementi di radicamento nella concretezza ospedaliera”.
Il Convegno Aiic - informa una nota - si apre domani, mercoledì 10, con i corsi di formazione curati da Giovanni Poggialini, componente del Consiglio direttivo Aiic e coordinatore dei Corsi, con 2 sessioni d’apertura: la prima, ‘Touchpoint ingegneria clinica’, rivolta a scuole e università con gli interventi: di Filippo Molinari, pro-rettore Politecnico Torino; Anna Forlenza, direttore Fondazione Its Academy Biotecnologie Piemonte e Daniela Cameroni, assessore alla formazione Regione Piemonte. La seconda sessione, ‘Connessioni di valore: impresa, sanità e innovazione’, vedrà gli interventi di: Andrea Tronzano, assessore al Bilancio e attività produttive, Regione Piemonte; Cesare Mangone, Unione Industriali Torino; Alberta Pasquero, Bio Industry Park; Adriano Leli, presidente Fare; Mario Alparone, FinPiemonte e Alessandro Preziosa, presidente Associazione elettromedicali, Confindustria Dispositivi medici.
L’agenda convegnistica si sviluppa poi con un corpus di 45 sessioni, tra cui 4 appuntamenti con esperienze realizzate di intelligenza artificiale, e con le plenarie Sanità e Spazio: il futuro è ora (venerdì 12, ore 9.30); Innovazione nei modelli di organizzazione dell’assistenza tecnica (venerdì 12, ore 11.30); l’Ecosistema delle start-up e degli incubatori d’impresa (venerdì 12, ore 14.30); Creare innovazione tecnologica: modelli a confronto (venerdì 12, ore 16.30). A fianco di queste, una serie di altri approfondimenti come: La catena di valore delle tecnologie in telemedicina (giovedì 11, ore 11.30); Focus sui giovani ingegneri biomedici (venerdì 12, ore 11.30) e Dopo la Cot: ospedali di comunità e case di comunità (sabato 13 giugno, ore 11.00).
“Affermare che l’innovazione nasce in corsia significa sottolineare che è nella contaminazione dei saperi e nella collaborazione effettiva che nasce la risposta tecnologica ai bisogni di salute”, ricorda Nocco, che sottolinea i tanti eventi congiunti che sono previsti a Torino e all’interno dei quali Aiic dialogherà con: i radiologi, all’interno di una sessione a cui parteciperà la presidente Sirm Nicoletta Gandolfo; con l’associazione dei manager di sala operatoria Aiorm; nelle Sessioni Aiic-Fiaso e Aiic-Federsanità Anci; nella Sessione Aiic-Associazione sanità digitale e nella Sessione Aiic-Ingesan, dove saranno presenti gli ingegneri gestionali del Ssn. Il tutto senza dimenticare gli ‘eventi nell’evento’. Il primo - riferisce la nota - è l'appuntamento dedicato al rapporto tra Hta e Clinical Costing. Il secondo è la sessione proposta dall’Associazione nazionale tecnici delle apparecchiature biomediche (Antap9. “Il Convegno 2026 di Aiic propone dunque un programma complessivo ricco e vastissimo – conclude Leogrande - che conferma, anche con queste sessioni congiunte, la vocazione degli ingegneri clinici ad essere professione di connessione tra gli operatori della sanità”.

(Adnkronos) - “È un momento importante quello del Manifesto IncontraDonna, ma oggi ancora di più perché si inserisce in un percorso in cui il ministero della Salute ha già dato segnali concreti e rilevanti.” Così Francesco Saverio Mennini, capo dipartimento Programmazione, dispositivi medici, farmaco e politiche in favore del Ssn del ministero della Salute intervenuto all'incontro con la stampa su 'Tumori: dallo screening ai test molecolari, un anno di risultati del manifesto IncontraDonna' oggi a Roma. “Con la legge di bilancio - continua Mennini - per la prima volta dal 1978, sono stati incrementati in modo strutturale i fondi per la prevenzione, con risorse aggiuntive dal 2026, destinate in particolare agli screening e all’ampliamento della platea per lo screening mammografico”. L’obiettivo è “trasformare la prevenzione da spesa corrente a investimento, anche in linea con l' Europa, liberando risorse e rafforzando il Fondo sanitario nazionale”.
Mennini ha poi evidenziato il lavoro su Lea e omogeneità territoriale. “Stiamo lavorando all’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza e al riconoscimento di patologie come l’obesità, oltre a un sistema di monitoraggio più efficace per ridurre le disuguaglianze regionali”. Infine, ha richiamato il ruolo della programmazione nazionale: “Con il nuovo Piano sanitario nazionale e strumenti di valutazione e premialità per le regioni virtuose, puntiamo a garantire maggiore uniformità nell’accesso alla prevenzione e alle cure sul territorio”.

(Adnkronos) - “La prevenzione deve essere personalizzata, così come oggi si parla sempre più di cura personalizzata, seguendo i fattori di rischio e la storia familiare per costruire percorsi più appropriati e mirati”. Lo ha detto Adriana Bonifacino, fondatrice di Fondazione Incontradonna, alla presentazione del Manifesto della Fondazione 'Un impegno per la salute 2025-2027', oggi a Roma. Nato come strumento di patient advocacy, il documento promuove un confronto continuativo sui principali bisogni di salute e sulla necessità di rafforzare equità di accesso, appropriatezza dei percorsi e presa in carico dei pazienti oncologici lungo tutto il patient journey.
“Siamo già sicuri di aver ottenuto risultati importanti sul fronte dello screening mammografico e del fondo per i test molecolari, ma la legge da sola non basta: servono ancora decreti attuativi e un investimento maggiore sulla genetica e sulla prevenzione personalizzata”, ha aggiunto Bonifacino, sottolineando come “il vero traguardo sia guardare oltre e continuare a lavorare insieme alle associazioni e ai territori per una sanità più equa e realmente operativa”.
La fondatrice di IncontraDonna ha poi richiamato l’importanza della collaborazione tra realtà associative e istituzioni. “Il Manifesto raccoglie circa 50, tra associazioni e società scientifiche - ha precisato - ed è già arrivato a risultati concreti nel primo anno, ma funziona perché è un’alleanza operativa, non solo formale”. Infine, sul tema dei Pdta, Percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali, ha evidenziato la necessità di una maggiore centralizzazione. “Devono partire dal ministero della Salute - ha concluso - per garantire equità, perché oggi le differenze regionali non assicurano a tutti le stesse opportunità di cura”.

(Adnkronos) - Una studentessa è stata fermata dalla polizia di Manchester perché avrebbe accoltellato tre compagni di scuola. Lo rende noto la polizia di Greater Manchester, mentre i media locali riportano che la bambina fermata ha solo 12 anni e una delle vittime 11.
La polizia ha quindi spiegato che la Co-op Academy di Plant Hill Road a Blackley, dove si è registrato l'attacco, è stata posta in lockdown. Nessuno dei feriti non versa in gravi condizioni, precisa Sky News. "Al momento si ritiene che non vi sia alcuna minaccia per gli alunni e il personale scolastico", si legge in una nota della polizia.
Media britannici spiegano che, tra i feriti, c'è una bambina di 11 anni con una lacerazione nella parte superiore della spalla che è stata portata in ospedale ed è stata successivamente dimessa. Le indagini sono ancora in corso.

(Adnkronos) - “Ritrattazione della massaggiatrice sul caso Minetti? Non è nemmeno una ritrattazione, è proprio una smentita di non aver mai detto le cose che secondo quel giornale avrebbe detto quindi per noi il caso è chiuso”. Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio intervenendo al Forum della Pubblica amministrazione.
Interpellato sulla grazia concessa a Nicole Minetti e sulla ritrattazione della testimone chiave intervistata nell’inchiesta del Fatto Quotidiano, il ministro Nordio ha aggiunto che “la magistratura italiana non può fare una rogatoria verso l'Uruguay perché non è prevista dai trattati internazionali. È un paletto che la Procura generale di Milano ha già spiegato benissimo e che noi conoscevamo. Inoltre le forme di controllo di questa persona sono già state fatte dalla stessa procura di Milano”.
Sulla possibilità di intentare cause civili contro il giornale di Marco Travaglio come ha già fatto Giuseppe Cipriani nella sedi nazionali e internazionali, il ministro ha detto: “Questo lo deciderà il mio legale”. Decisione già presa invece dal ministro nei confronti della giornalista Bianca Berlinguer e della sua trasmissione a Mediaset. “Ha narrato fatti falsi e non ha nemmeno chiesto scusa lì sono quindi dovuto intervenire, ma non con una querela, ma con un’azione civile di risarcimento il cui ricavato, ammesso che un giorno arrivi, andrà in beneficenza e alla protezione animali”, ha specificato.
In merito invece alle critiche che giornali e opposizioni politiche gli hanno diretto nel corso del caso Minetti, il ministro le ha definite “parte della fisiologia politica. Non mi permetterei mai di reagire in sede giudiziaria. Non ho reagito nemmeno reagito nei confronti di Ranucci quando mi ha attribuito quei fatti falsi, ha chiesto scusa e questo a me è bastato. Sono stato aggredito in modo improprio in Parlamento dall'opposizione, posso dire che fa parte della fisiologia della politica, quello che mi ha stupito è che queste persone non hanno capito che l'attacco di quel giornale non era nei miei confronti, ma era nei confronti del capo dello Stato e che quindi sono cadute in questo tranello quando anche un bambino avrebbe capito che il bersaglio non ero io, ma era Mattarella”. E sul Fatto Quotidiano in particolare. “Quel giornale lì da 4 anni dice che sono un ubriacone. Non ho mai risposto e non mi sono mai degnato di rispondere perché sono affermazioni che si commentano da sole. Altra cosa è quando invece ti attribuiscono un fatto che non è avvenuto, cioè una falsità e allora lì bisogna reagire. Io l'ho già fatto in una una volta contro questo giornale che ha detto che avrei addirittura favorito un mio dentista su una cosa che non era affatto il mio dentista e quella cosa non c'era, per cui ho dovuto intervenire in sede civile”.

(Adnkronos) - In uno scenario sempre più complesso, le imprese sono chiamate a gestire volumi crescenti di dati, documenti, transazioni e obblighi normativi, spesso distribuiti tra canali, sistemi e geografie diverse. Questa complessità si muove frequentemente tra digitale e analogico, generando frammentazione, inefficienze e nuove sfide di governabilità. In un’ottica moderna di Enterprise content and process management (ecm), è necessario che tecnologia, governance e trasformazione del business possano convergere in un unico 'brain' aziendale, Le organizzazioni devono poter disporre di un modello più integrato, intelligente e conforme che gestisca informazioni, processi e relazioni, il tutto, all’interno dell’ecosistema Sap. Questo è il messaggio principale che emerge da Brain, l’evento Archiva Group, azienda punto di riferimento dal 1998 in ambito Enterprise Content and Process Management, in collaborazione con Sap, leader globale nelle applicazioni aziendali e nella Business AI.
Archiva Group, attraverso le soluzioni proprietarie Ddm, permette alle aziende di centralizzare, automatizzare e governare contenuti e processi transazionali dire ttamente all’interno di Sap, secondo un approccio Clean Core, valorizzando il potenziale di Sap Business AI Platform. Sap Business AI Platform è la nuova base per creare e distribuire intelligenza artificiale di livello enterprise basata sul contesto reale di business e offre soluzioni uniche per la compliance, la gestione end to end dei processi e la centralizzazione in SAP di tutto il patrimonio informativo aziendale.
“Il nostro contributo all’Autonomous Enterprise è garantire la piena governance del patrimonio informativo aziendale, sia che il dato si trovi già dentro Sap, oppure risieda su sistemi esterni o sia ancora intrappolato in documenti cartacei o pdf, il nostro lavoro è andare a prenderlo ovunque esso sia e portarlo al “Brain” centrale che trasformerà questa automazione in autonomia”, commenta Loris Marchiori, corporate communication director di Archiva Group.
“Stiamo quindi immaginando una soluzione sviluppata su Btp, totalmente interfacciata con il sistema di conservazione a norma Archiva Group — interrogabile con Joule in linguaggio naturale — questo significa che ogni dato, ogni documento, ogni transazione, ogni log gestito nel perimetro Sap, arricchito dai flussi che Archiva Group porta da fuori, diventa parte di un patrimonio informativo immodificabile, con valore di prova. L'Archivium — nel senso latino del termine. La memoria storica dell'impresa. Completa, viva, interrogabile. E qui il cerchio si chiude. La predittività di Sap Business AI Platform diventa esponenzialmente più potente quando lavora su una memoria storica completa e senza distorsioni — capace di identificare tendenze, pattern, anomalie che solo la profondità del tempo sa rivelare. Non predittività o memoria storica. Predittività e memoria storica. Insieme. Un'impresa che governa il presente con dati affidabili conosce il proprio passato con certezza e anticipa il futuro con precisione — questa è la visione di Archiva Group. Ed è su questo terreno che si gioca la partita della competitività.”
“Le aziende stanno entrando in una nuova fase della trasformazione digitale, in cui l'obiettivo non è più soltanto automatizzare i processi, ma costruire le basi dell'Autonomous Enterprise, per decisioni più rapide e informate grazie all'integrazione tra dati, processi e intelligenza artificiale”, commenta Carla Masperi, amministratore delegato di SAP Italia. “Per raggiungere questo traguardo è fondamentale disporre di dati affidabili, accessibili e governati lungo l'intera catena del valore. La collaborazione con Archiva Group rappresenta un elemento importante per aiutare le imprese italiane a centralizzare e valorizzare il proprio patrimonio informativo, creando le condizioni per una gestione sempre più intelligente, conforme ed efficiente", spiega.
L’evento si è svolto sotto il patrocinio di Uninfo, è andato in scena a Verona il 9 giugno ed ha visto la partecipazione di oltre 140 tra leader aziendali, decisori tecnologici, esperti di compliance. Sul palco della sessione plenaria, sotto la guida della conduttrice Lavinia Spingardi, si sono alternate personalità importanti del mondo tech e della business community italiana che hanno approfondito importante tematiche legate allo scenario italiano di innovazione e digitalizzazione: Carla Masperi, amministratore delegato Sap Italia; Eligio Papa, sap btp and data&ai, sales head Sap Italia; Samuele Fini, sales director Archiva Group; Moreno Ferri, head of sap practice di Archiva Group; Alberto Sartor, founder e coo DDM, parte di Archiva Group; Benedetto Santacroce e Alessandro Mastromatteo dello Studio Santacroce & Partners; Enrico Maria Bignami, socio fondatore e managing partner di Bignami Associati; Luciano Quartarone, ciso & dpo Archiva Group e vicepresidente di Uninfo; Pierangelo Chiappini, cio Mutti; Satiris Chantzis, vp architecture, governance & business intelligence, Brembo; Arturo Preti, group enterprise application manager, Ima Group; Simone Farini, it strategic project manager, Ima Group; Stefano Ferrari, Group IT Director, De Rigo Vision.
La giornata si è conclusa con quattro teatri verticali che hanno declinato la visione strategica della plenaria in approfondimenti concreti per area aziendale, scenario normativo e ambito di processo.

(Adnkronos) - Uno degli strumenti più efficaci per massimizzare la raccolta selettiva degli imballaggi in plastica e metallo per bevande, e quindi favorire processi di riciclo più performanti, è rappresentato dai sistemi di deposito cauzionale (o Drs secondo l’acronimo inglese deposit return system). I sistemi di deposito attualmente sono impiegati principalmente per imballaggi per bevande, in diversi Paesi Ocse e non Ocse per garantire elevati tassi di raccolta e la qualità di specifici prodotti a fine vita.
Attraverso l’impiego del deposito cauzionale per gli imballaggi per bevande, quando il consumatore procede all’acquisto del prodotto viene aggiunto un piccolo sovrapprezzo a titolo di cauzione o deposito. L’importo, che nei sistemi europei si aggira solitamente tra i 10 e i 25 centesimi di euro per imballaggio, viene interamente restituito quando il consumatore riporta il contenitore vuoto ed integro presso un punto di raccolta, generalmente presso un rivenditore di bevande (quale un supermercato o un altro esercizio al dettaglio, in modo da rendere la restituzione altrettanto facile quanto l’acquisto).
Gli imballaggi vengono da lì prelevati e inviati presso un centro di smistamento e successivamente mandati ai riciclatori che li trasformano in nuovi contenitori come materia prima seconda.
Questo meccanismo non solo incoraggia la raccolta differenziata e il riciclo attraverso la leva economica, ma garantisce anche un’effettiva economia circolare che “chiude il cerchio” con un riciclo di elevata qualità, da “bottiglia a bottiglia” e da “lattina a lattina”. Gli imballaggi per bevande raccolti non diventano materia prima seconda per produrre filati, ricambi per auto o altri oggetti che non hanno più un circuito di riciclo (cosiddetto downcycling), ma alimentano la produzione di imballaggi identici per la cui produzione, in mancanza di materiale da riciclo, dovrebbero essere impiegati polimeri o metalli vergini.
In questo modo si evita un prelievo di risorse che, in un Paese povero di materie prime come l’Italia, mette in crisi anche gli obiettivi climatici e di decarbonizzazione nazionali, e in particolare i target europei per la raccolta ed il riciclo degli imballaggi.
I benefici ambientali, economici e sociali di un sistema Drs: l’esperienza dei Paesi con Drs dimostra vantaggi chiari e misurabili. Sul piano ambientale, tassi di raccolta selettiva superiori al 90% con conseguente riduzione significativa del littering, riduzione della dispersione di plastica e metalli leggeri in natura e aumento del riciclo di qualità. Sul piano economico, efficienza nella raccolta selettiva, stimolo all’innovazione e alla filiera del riciclo, risparmi per i Comuni in termini di gestione dei rifiuti. Tra gli aspetti sociali, la creazione di posti di lavoro qualificati nel settore della logistica e del trattamento e il coinvolgimento attivo del cittadino che riceve un incentivo economico per ogni contenitore restituito. La cauzione genera inoltre impatti socioeconomici positivi: in molti Paesi europei che hanno adottato il Drs, l’importo della cauzione può essere donato ad enti di beneficenza favorendo la creazione di “economie del dono”.
Il Regolamento Ue sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio 2025/40 (Ppwr) rafforza le disposizioni già stabilite dalla Direttiva sulle plastiche monouso 2019/904 (Supd) per quanto riguarda la riduzione del littering dei contenitori per bevande e l’incremento del tasso di circolarità dei materiali, imponendo l'introduzione di sistemi di deposito cauzionale Drs in tutti gli Stati membri entro il 2029, sia per le bottiglie in plastica che per le lattine in metallo.
Gli Stati membri che possono certificare il raggiungimento dell’80% di raccolta differenziata delle bottiglie in plastica e delle lattine entro il 2026, e che riescono a raggiungere il 90% di raccolta nel 2029 mantenendo tale raccolta stabile negli anni, sono esentati dall’introduzione di un sistema Drs. L’esenzione viene tuttavia rimossa qualora per tre anni consecutivi non si consegua l’obiettivo del 90%, che si configura dunque come il target fondamentale ed obbligatorio. Questa esenzione sembra essere volta unicamente a ritardare l'implementazione degli ultimi sistemi Drs mancanti in Europa, poiché solo attraverso questi sistemi è possibile centrare l’obiettivo di raccolta del 90%. Ci si aspetta dunque che tutti gli Stati membri introducano sistemi Drs al più tardi entro il 2032.
Ad oggi sono 19 i Paesi europei con sistemi Drs per il riciclo attivi, mentre altri 8 hanno già preso una decisione politica favorevole in merito. La direttiva Sup prevede la raccolta selettiva dei contenitori per bevande in plastica del 90% entro il 2029 (con un obiettivo intermedio del 77% entro il 2025) ed il raggiungimento di un target minimo del 30% di plastica riciclata nelle bottiglie stesse entro il 2030 (con un obiettivo intermedio del 25% entro il 2025).
In Italia fronte di un immesso al consumo di circa 450-470 mila tonnellate annue di PET per contenitori per bevande, il sistema consortile stima di aver raggiunto nel 2024 un tasso di raccolta differenziata compreso tra il 68% e il 70%, mentre il contenuto di plastica riciclata impiegato per produrre nuove bottiglie si attesta al 20%, al di sotto del target europeo del 25% previsto per il 2025. L'Italia deve quindi colmare un divario significativo per raggiungere gli obiettivi fissati dall'Unione europea. Ad oggi, inoltre, non sarebbe ancora stata avviata una discussione strutturata sull'introduzione di un sistema di deposito cauzionale, mentre negli ultimi anni si è puntato su progetti sperimentali basati su eco-compattatori, come il programma Mangiaplastica, il progetto del consorzio Coripet e il progetto promosso da Corepla. Nel frattempo il dibattito politico si è intensificato: tra il 2025 e il 2026 sono state presentate diverse proposte di legge sul tema e, nel corso di un convegno svoltosi alla Camera dei deputati lo scorso maggio, esponenti istituzionali e stakeholder hanno rilanciato il confronto sull'adozione del sistema Drs anche in Italia.

(Adnkronos) - "Nel 2025 in Italia si sono verificati tre importanti cluster di botulismo, a Cagliari, Cosenza e, a fine anno, in Sicilia. Episodi che hanno determinato un numero di casi nettamente superiore rispetto agli anni precedenti. Le indagini sono ancora in corso, ma è probabile che all'origine ci siano state criticità nella conservazione di alcuni alimenti, come il mantenimento a temperature non adeguate". Così all'Adnkronos Salute Carlo Locatelli, già presidente della Società Italiana di tossicologia e direttore dell'Unità di Tossicologia, Centro Antiveleni e Centro nazionale di Informazione tossicologica dell'Irccs Maugeri, a margine del 23esimo congresso nazionale della Sitox a Bologna.
Secondo l'esperto, "il rischio di intossicazioni può aumentare in contesti come fiere, eventi all'aperto o attività di vendita ambulante", dove è più complesso garantire il rispetto costante della catena del freddo e dell'igiene degli alimenti. "Nei locali pubblici, come bar e ristoranti, che operano secondo le procedure previste dalla normativa i controlli sono maggiori e i rischi si riducono", osserva l'esperto.
Locatelli ricorda tuttavia che, in Italia, "la maggior parte dei casi di botulismo è tradizionalmente associata alle conserve domestiche. Il problema - spiega - può nascere quando questi prodotti vengono mescolati con altri alimenti oppure quando prodotti commerciali non vengono conservati correttamente. Se non vengono rispettate temperatura e modalità di conservazione, esiste il rischio di sviluppo di batteri del genere Clostridium e della produzione delle relative tossine".
Alla domanda su quali precauzioni possano adottare i consumatori, Locatelli invita a non demonizzare il cibo acquistato per strada. "Non possiamo certo dire alle persone di non comprare un panino da un venditore ambulante: sarebbe un danno per molti commercianti. È però importante che chi vende alimenti disponga di frigoriferi funzionanti, mantenga i prodotti alla temperatura corretta e li conservi adeguatamente anche durante la notte. In sostanza, il consumatore deve poter contare sul fatto che il cibo sia stato gestito e conservato in modo appropriato".
L'esperto sottolinea inoltre che il rischio di contaminazioni non riguarda esclusivamente i prodotti artigianali. "Negli anni scorsi abbiamo registrato episodi legati alla presenza di alcaloidi tropanici che hanno portato al ritiro di spinaci, broccoli e altri alimenti, anche industriali. Anche i prodotti confezionati possono quindi, in alcuni casi, veicolare tossine". Tuttavia, conclude Locatelli, "il sistema di sorveglianza italiano è ottimale e consente di individuare rapidamente le criticità. Grazie al lavoro dei Centri Antiveleni e dell'intera rete dell'igiene e sicurezza alimentare, che coinvolge Asl e ministero della Salute, è possibile intercettare i prodotti pericolosi e procedere tempestivamente al loro ritiro dal mercato" conclude.

(Adnkronos) - "Le competenze come leva strategica per governare la trasformazione dell’industria farmaceutica, sostenere innovazione e produzione, attrarre talenti e rafforzare la competitività del Paese". È questo il messaggio emerso dal talk ‘L’industria farmaceutica scommette sulle competenze’, secondo appuntamento del ciclo ‘Equilibri e prospettive del sistema salute’, promosso da Adnkronos con il contributo non condizionante di Farmindustria, che si è tenuto oggi al Palazzo dell’Informazione di Roma, moderato dal vicedirettore Fabio Insenga, con la partecipazione di Claudio Durigon, sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, e Giorgio Maracchioni, presidente della Fondazione Its per le Nuove tecnologie della vita. In un contesto segnato da cambiamenti sempre più rapidi dall’impatto dell’intelligenza artificiale e dei big data alla medicina di precisione fino all’evoluzione dei processi produttivi, il settore farmaceutico conferma la centralità del capitale umano. Le competenze, è stato il filo conduttore del confronto, non sono più un elemento accessorio, ma la condizione necessaria per accompagnare la transizione tecnologica e trasformarla in investimenti, brevetti, occupazione qualificata e crescita industriale.
“Le competenze sono fondamentali. L’industria farmaceutica ha un obiettivo molto semplice e chiaro: ricercare, sviluppare e produrre nuovi farmaci, nuovi vaccini per curare meglio patologie esistenti o curarne di nuove. E per fare questo le competenze sono la base essenziale”, ha sottolineato Cattani, ricordando come la farmaceutica rappresenti in Italia una delle filiere più dinamiche sul fronte dell’innovazione, dei brevetti, della produzione e dell’export: “Un primato costruito nel tempo grazie a un modello di competenze distribuito lungo tutta la filiera e su tutto il territorio nazionale, oggi guardato come riferimento anche oltre i confini italiani”, ha ricordato.
Sul fronte del lavoro, Durigon ha richiamato l’attenzione sul tema del mismatch tra domanda e offerta di professionalità. “Dopo la stagione del Pnrr andiamo verso una fase con meno risorse e dovremo essere molto più attenti a come utilizzarle”. Da qui la necessità, ha aggiunto, di “una grande operazione comune tra Governo, parti sociali e imprese per indirizzare gli investimenti sulla formazione che serve davvero al mercato del lavoro”. Un punto chiave, per il sottosegretario è la qualità dei percorsi formativi: “Non possiamo più sbagliare la formazione: deve essere sempre più mirata sulle esigenze delle aziende e dei lavoratori. L’orientamento e gli Its Academy sono strumenti fondamentali su cui investire per il futuro”.
Per Maracchioni, il nodo delle competenze è ancora più strutturale. “Le competenze non sono una variabile dipendente dell’innovazione, ma la sua condizione abilitante”, ha affermato. “Senza competenze e senza un linguaggio condiviso tra ricerca, industria e autorità regolatoria, il rischio è non riuscire a trasformare il valore generato in competitività, sviluppo industriale e attrazione di investimenti”. Da qui l’urgenza di allineare formazione e tecnologie: “Dobbiamo parlare ai giovani in modo chiaro e indicare prospettive concrete di crescita, altrimenti il rischio è perdere competenze e valore che si spostano all’estero”.
Il tema della formazione continua è stato indicato come leva strategica per accompagnare l’evoluzione del mercato del lavoro. “Lo skill progressivo è fondamentale – ha osservato Durigon – e alcune best practice, come quelle del contratto farmaceutico, vanno estese perché dimostrano che qualità del lavoro e crescita professionale possono andare di pari passo”.
Per Cattani, lo sviluppo delle competenze riguarda l’intera filiera, dalla ricerca alla produzione fino ai nuovi modelli industriali: “Non parliamo solo delle grandi aziende, ma anche di tutto il comparto Cdmo (Contract Development and Manufacturing Organization, ndr), che rappresenta una forza propulsiva fondamentale. Questa dinamica positiva di formazione, assunzione e retention dei talenti deve essere rafforzata lungo tutto il sistema”. E ha aggiunto: “Le competenze trasversali legate a dati e algoritmi stanno diventando sempre più centrali ed è evidente che il tema sarà ancora più strategico per il futuro del settore”. Per un comparto che è già oggi leader in Europa e tra i primi al mondo, la vera scommessa non riguarda solo la tecnologia ma la capacità di sviluppare, attrarre e trattenere le competenze giuste. “Dobbiamo uscire da una dimensione autoreferenziale e avere il coraggio di fare scelte rapide, perché il mondo si muove più velocemente di noi. Le imprese farmaceutiche sono tra le più dinamiche al mondo perché investono in ricerca e nei giovani: dobbiamo rafforzare questa capacità insieme alle istituzioni”, ha concluso Cattani.
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