
(Adnkronos) - Il cadavere di una ragazza è stato ritrovato questa mattina in un campo a Cecima, in provincia di Pavia. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del comando provinciale e il medico legale, che ha terminato l'ispezione del corpo. Così come sono conclusi i rilievi dei militari nel luogo del ritrovamento. Al momento - a quanto si apprende - gli investigatori non escludono nessuna pista, dall'incidente all'omicidio.
Della ragazza, che è stata identificata, si erano perse le tracce da qualche giorno. La scomparsa era stata denunciata alla fine della scorsa settimana.

(Adnkronos) - Via libera da parte del Cdm al decreto sul 'salario giusto'. Un decreto che è un ringraziamento per coloro che "ogni giorno contribuiscono, con il loro lavoro, a fare grande la nostra nazione", ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in conferenza stampa.
"Il decreto legge che abbiamo approvato oggi in Consiglio dei ministri è chiaramente un tassello di una strategia molto più ampia che il governo ha portato avanti fin dal suo insediamento, che ha come obiettivo quello di sostenere la creazione di maggiore occupazione, ma anche di occupazione stabile e di qualità", ha sottolineato Meloni.
"Siamo convinti - ha aggiunto - che è una sfida per un lavoro di qualità e che questa sfida si vinca solo ed esclusivamente se facciamo squadra, se lavoriamo tutti nella stessa direzione e se cerchiamo di dimostrare questa volontà con i fatti".

(Adnkronos) - Via libera da parte del Cdm al decreto sul 'salario giusto'. Un decreto che è un ringraziamento per coloro che "ogni giorno contribuiscono, con il loro lavoro, a fare grande la nostra nazione", ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in conferenza stampa oggi martedì 28 aprile.
"Il decreto legge che abbiamo approvato oggi in Consiglio dei ministri è chiaramente un tassello di una strategia molto più ampia che il governo ha portato avanti fin dal suo insediamento, che ha come obiettivo quello di sostenere la creazione di maggiore occupazione, ma anche di occupazione stabile e di qualità", ha sottolineato Meloni. "Siamo convinti - ha aggiunto - che è una sfida per un lavoro di qualità e che questa sfida si vinca solo ed esclusivamente se facciamo squadra, se lavoriamo tutti nella stessa direzione e se cerchiamo di dimostrare questa volontà con i fatti".
Il decreto legge approvato oggi in Cdm "stanzia quasi un miliardo di euro per il rinnovo di alcuni importanti ed efficaci incentivi occupazionali, in particolare quelli legati all’assunzione dei giovani under 35, all’assunzione delle donne e all’assunzione dei lavoratori nell’area Zes. Ma con una novità che consideriamo molto importante: a quegli incentivi si può accedere solo ed esclusivamente se si riconosce e si applica ai propri lavoratori quello che definiamo il 'salario giusto'", ha spiegato la presidente del Consiglio.
Che cosa si intende per salario giusto? "Si intende il trattamento economico complessivo percepito dal lavoratore, che chiaramente non è composto solamente dal salario orario, ma da tutti gli elementi economici che concorrono a formare il contratto in favore del lavoratore", ha detto Meloni.
La premier ha rivendicato che la strategia del governo sul fronte occupazionale "sta dando i suoi frutti, se guardiamo a questi dati che ci consentono di dire che oggi, più di ieri, l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Noi abbiamo in questi anni raggiunto il record di numero di occupati; il tasso di occupazione femminile non è mai stato così alto; la disoccupazione, sia giovanile che generale, è ai minimi da sempre".
In sostanza, ha rimarcato, "è aumentato il lavoro stabile, è diminuita la precarietà, è cresciuta la percentuale del lavoro full-time, è diminuita quella del part-time. I numeri Istat, come ho già avuto modo di ricordare, certificano che rispetto all’inizio della legislatura noi abbiamo quasi 1,2 milioni di occupati in più e oltre 550mila precari in meno".
Capitolo caro carburanti. "Per quello che riguarda il taglio delle accise, stiamo valutando una ulteriore proroga. Potrebbe essere più breve delle precedenti - ha preannunciato - La situazione internazionale è in continua evoluzione, quindi cerchiamo di restare ancorati all’andamento del quadro generale".
"Non abbiamo ancora definito con precisione la durata della proroga - ha precisato - ma stiamo anche valutando di non intervenire in modo orizzontale. L’aumento del gasolio, infatti, è stato molto più significativo rispetto a quello della benzina: mediamente circa +24% per il gasolio contro circa +6% per la benzina. Quindi potrebbe trattarsi di un intervento che incide maggiormente sul prezzo del gasolio rispetto a quello della benzina, per cercare di ottenere un effetto più equilibrato".
In conferenza stampa, interpellata sul caso della grazia a Nicole Minetti, la premier ha risposto: "Io mi fido del ministro Carlo Nordio. Per quello che riguarda la revoca della grazia, credo che la competenza non sia la mia. Non è il mio ruolo dire cosa il Presidente della Repubblica debba fare rispetto alla concessione di una grazia".
"Ad oggi - ha affermato - escludo l’ipotesi di dimissioni del ministro" Nordio. "Ho parlato con lui ieri al telefono, quando è uscita la lettera del Quirinale, per capire che cosa fosse accaduto. Mi sono messa a ricostruire come funziona l’iter".
"Per quanto riguarda l’iter del provvedimento, credo sia importante ricostruire come funzionano le cose in questa vicenda, perché anche io - lo confesso - ho appreso della grazia a Nicole Minetti dalla stampa. Ho quindi chiesto come funzionasse la prassi", ha detto Meloni.
"Questo provvedimento - ha proseguito - non ha seguito un iter diverso da quello degli altri provvedimenti: è stato portato avanti nel rispetto della legge e della prassi. Successivamente sono emersi altri elementi e, sulla base di questi, il Presidente della Repubblica ha chiesto - per il nostro tramite - a chi deve fare le verifiche, cioè alle Procure Generali, di svolgere ulteriori accertamenti. E io sono d’accordo sul fatto che questi accertamenti vadano fatti".

(Adnkronos) - Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e il Presidente di Ferrero spa Massimo Micieli hanno sottoscritto, presso la sede del MIM, il protocollo d’intesa per promuovere attività educative e formative, di carattere ludico-motorio e di orientamento alla pratica sportiva nelle Istituzioni scolastiche primarie e secondarie di I grado, al fine di diffondere la cultura dell’attività motoria e sportiva come leva a favore della formazione degli studenti, nonché dell’inclusione, dell’orientamento e del contrasto alla dispersione scolastica. Questo protocollo riflette la rilevanza e l’impegno nella promozione dell’attività fisica come strumento educativo e formativo che il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha voluto interpretare anche attraverso investimenti strutturali, tra cui quelli destinati al miglioramento delle palestre scolastiche, per sostenere interventi di potenziamento, messa in sicurezza e riqualificazione degli spazi dedicati allo sport.
“Grazie al protocollo d’intesa siglato con Ferrero spa, rafforziamo il nostro impegno nel promuovere lo sport, attraverso il gioco, come strumento centrale per la crescita e il benessere dei giovani. Le attività ludiche rappresentano uno strumento educativo essenziale, capace di sviluppare competenze cognitive, relazionali ed emotive. Attraverso lo sport, i giovani imparano a collaborare, a rispettare le regole, a gestire le emozioni, a confrontarsi con l'impegno. Inoltre, l’attività motoria, soprattutto quella condivisa e all’aria aperta, rappresenta un antidoto naturale al rischio di isolamento e dipendenza digitale, favorendo relazioni autentiche e uno sviluppo equilibrato della persona”, ha dichiarato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
“Siamo orgogliosi di aver sottoscritto il rinnovo del protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito. Ringrazio il ministro Valditara per aver voluto confermare l’impegno condiviso di lungo periodo che abbiamo assunto e per voler quindi consolidare un percorso che mette al centro la comune convinzione dell’importanza dell’attività fisica nelle scuole. Crediamo che il movimento, vissuto attraverso il gioco, rappresenti un elemento fondamentale per la crescita dell’individuo e che Joy of moving possa supportare fattivamente scuole e docenti, attraverso la messa a disposizione di strumenti formativi, semplici e facilmente replicabili, ma scientificamente validati, e rendere l’attività ludico-motoria un’esperienza inclusiva, partecipata e davvero gioiosa”, ha affermato Massimo Micieli, presidente di Ferrero spa.
Il protocollo suggella il reciproco intento di confermare un ciclo virtuoso iniziato oltre dieci anni fa, nel 2015, e volto a promuovere un approccio all’attività ludico-motoria che metta sempre al centro bambine e bambini, contribuendo quindi al loro sviluppo fisico-motorio, cognitivo e socio-emozionale.
La metodologia Joy of moving, validata scientificamente, si fonda sul movimento e sul gioco, privilegiando l’aspetto relazionale e partecipativo. Joy of moving è stato già applicato in migliaia di scuole italiane coinvolgendo, attraverso corsi accreditati, oltre 60.000 classi delle scuole dell’infanzia e primarie, oltre un 1.000.000 di alunni e oltre 20.000 insegnanti. Questi dati fotografano la portata del progetto e il suo radicamento nel sistema educativo.
In questo contesto, il Ministero dell’Istruzione e del Merito e Ferrero spa condividono valori e obiettivi nel sostenere la promozione dell’attività fisica come leva educativa e di benessere, con un ruolo centrale in Italia e, in particolare, direttamente o attraverso progetti promossi da alcune Federazioni sportive nazionali, all’interno delle scuole italiane.

(Adnkronos) - Mirto alleato della fertilità maschile. Uno studio nato dalla collaborazione tra il Dipartimento di Scienze del farmaco dell'università di Padova e gruppi tunisini dell'università di Beja e di Hammam Lif mostra come l'olio essenziale di mirto comune (Myrtus communis) possa proteggere gli spermatozoi dai danni causati dal bisfenolo A, una sostanza chimica molto diffusa nelle plastiche che agisce da interferente endocrino, riducendo la funzionalità dei gameti maschili e aumentando lo stress ossidativo. In un articolo pubblicato sulla rivista 'Antioxidants', i ricercatori hanno visto cosa succede agli spermatozoi quando vengono esposti al bisfenolo A e hanno osservato come l'olio essenziale di mirto sia in grado di ridurne gli effetti. Gli scienziati hanno documentato, per ora in fase preclinica, "un miglioramento di tutti i parametri legati allo stress ossidativo". Poiché "l'olio essenziale di mirto è naturale e non ha pericolosità - sottolineano - potrebbe essere un punto di partenza per controbilanciare l'esposizione agli interferenti endocrini". Pianta aromatica tipica dell'area mediterranea, il mirto è inoltre "molto comune e disponibile in diverse varietà. Questo rende ancora più interessante il suo possibile utilizzo in ambito terapeutico".
"Nel corso dello studio abbiamo visto che alcuni dei composti presenti nell'olio sono selettivamente rilevabili all'interno delle cellule, e che il bisfenolo causa una riduzione delle difese antiossidanti del nostro organismo - afferma Stefano Dall'Acqua del Dipartimento di Scienze del farmaco dell'università di Padova, corresponding author dello studio - Questo ci ha portato a concludere che l'olio essenziale di Myrtus Communis protegge dal danno indotto da bisfenolo attraverso meccanismi di stabilizzazione della membrana degli spermatozoi e di riattivazione delle loro attività enzimatiche, evidenziando così un nuovo potenziale campo di applicazione di questo fitoterapico contro la sterilità maschile, e per contrastare il danno alla fertilità dovuto appunto all'esposizione all'inquinante". I primi dati sono incoraggianti: "La prova fatta su un modello animale sembra funzionare, abbiamo diverse buone informazioni che ci mostrano la possibilità di un certo grado di successo", riporta Dall'Acqua. "I prossimi passi - aggiunge l'autore - saranno aumentare il numero di studi e verificare la possibilità di utilizzo, cioè la sicurezza nell'uomo. Si procede".
Il bisfenolo - ricorda una nota dell'ateneo padovano - è un composto chimico organico utilizzato come materia prima per produrre plastiche. E' un interferente endocrino perché è capace di simulare l'azione degli estrogeni e di alterare l'equilibrio ormonale sviluppando dei malfunzionamenti a livello del sistema riproduttivo. Questi danni sono maggiori se l'esposizione avviene durante la gestazione o durante il periodo dell'embriogenesi. Nell'adulto la tossicità del bisfenolo è ridotta, ma alla lunga gli effetti di ormonosimili, cioè sostanze che imitano la struttura e l'azione degli ormoni naturali del corpo umano, possono creare problematiche. Ad oggi tutti gli interferenti endocrini fra cui il bisfenolo sono vietati nei cosmetici, nella produzione di alcune plastiche per i biberon, e in generale degli oggetti di plastica che sono più a contatto con la popolazione mettendola più a rischio. E' considerato una di quelle sostanze preoccupanti di cui dovrebbero essere limitate la produzione, la dispersione e l'esposizione umana.
Lo stress ossidativo è il meccanismo da contrastare. Il nostro corpo - illustrano da UniPd - produce naturalmente molecole chiamate radicali dell'ossigeno. In piccole quantità sono utili, ma quando diventano troppe possono danneggiare le cellule. Lo squilibrio che causano si chiama appunto stress ossidativo. "E' come il fuoco: utile se controllato, ma pericoloso se si diffonde senza controllo - rimarca Dall'Acqua - Quindi, finché i sistemi che producono radicali dell'ossigeno si comportano nelle loro corrette forme non c'è stress ossidativo, cioè abbiamo dei radicali che svolgono la funzione che ci è utile, producono e velocizzano reazioni molto importanti in condizioni molto blande. Quando invece per qualche motivo il sistema non funziona più bene, questi radicali dell'ossigeno perdono il controllo e si ha stress ossidativo che porta a danneggiare le molecole e tutto quello che ne consegue".

(Adnkronos) - Le sue origini si perdono nella notte dei tempi. La danza è una forma di espressione che accompagna da sempre la storia dell'umanità. Fin dalla preistoria, come dimostrano le tracce di silhouette in movimento rimaste impresse nelle pitture rupestri. Nel tempo gli stili si sono evoluti, ma anche fuori dal ristretto mondo di chi la coltiva come massima espressione artistica, ballare - o semplicemente lasciarsi andare al ritmo in maniera rudimentale per brevissimi momenti - è un'esperienza che accomuna chiunque nel pianeta, e scandisce la quotidianità di molti. Quasi un istinto primordiale, i cui benefici sono però perfettamente codificati ormai in una lunga serie di studi. Parola di scienziati. Mercoledì 29 aprile si celebrerà la 44esima Giornata internazionale della danza (ricorrenza istituita nel 1982 dal Comitato di Danza dell'International Theatre - Unesco) e, se dal punto di vista performativo la disciplina ha regalato immagini iconiche che hanno ispirato da capolavori pittorici a capisaldi della storia del cinema e fa ancora sognare, ci sono diverse buone ragioni pratiche per introdurre l'abitudine di ballare nella propria routine di vita. Dagli effetti sul cervello a quelli prettamente legati alla forma fisica, fino ai vantaggi sociali.
Ecco quello che emerge, solo passando in rassegna gli studi prodotti dalla letteratura scientifica negli ultimi 2 anni: la danza è un cuscinetto contro lo stress, contribuisce a rallentare l'invecchiamento cerebrale, allevia sintomi di ansia e depressione, è alleata di persone che si misurano con malattie ad alto impatto, praticarla e perfezionare questa abilità educa il cervello alla socialità, per non parlare dell'aiuto che può rappresentare per le persone con obesità o in sovrappeso per tenere a bada l'ago della bilancia. L'elenco è lungo e l'effetto sul peso è il più intuitivo. Ma una metanalisi pubblicata su 'Plos One' entra nel merito in modo approfondito. Gli autori hanno incluso solo gli studi che indagavano su interventi di danza proposti a persone in sovrappeso e obese e hanno rilevato che, rispetto a uno stile di vita normale, ballare ha portato a miglioramenti significativi in termini di Bmi, circonferenza vita, percentuale di grasso e massa grassa. Dati che hanno portato gli esperti a concludere che la danza è efficace, apportando anche un miglioramento significativo alla composizione e alla morfologia corporea. E "grazie al maggiore piacere che offre, può rappresentare un valido intervento di esercizio fisico per la perdita di peso".
Un capitolo corposo è poi quello della salute mentale e della connessione mente-corpo. E' di pochi mesi fa uno studio pubblicato sul 'British Journal of Sports Medicine' che dimostra come l'esercizio aerobico - quale appunto la danza - potrebbe essere "molto efficace" per ridurre l'impatto di ansia e depressione. Per quest'ultima, in particolare, sembra essere più indicata proprio l'attività di gruppo, mentre modalità più brevi e a bassa intensità potrebbero esserlo per l'ansia. In ogni caso, in qualsiasi forma si pratichi, secondo gli autori che hanno setacciato le banche dati alla ricerca di analisi aggregate di studi clinici randomizzati e controllati è uno strumento valido, paragonabile a psicoterapia e farmaci, per alleviare i sintomi. Per quanto riguarda la depressione, sono state incluse 57 analisi di dati aggregati, comprendenti 800 studi, con 57.930 partecipanti di età compresa tra 10 e 90 anni. Per l'ansia 24 analisi di dati aggregati, comprendenti 258 studi, con 19.368 partecipanti di età compresa tra 18 e 67 anni. Il lavoro ha mostrato che l'esercizio fisico ha avuto un effetto di entità media sui sintomi depressivi e un effetto da piccolo a medio sui sintomi d'ansia, con gli impatti più significativi riscontrati nei giovani adulti (18-30 anni) e nelle donne che avevano partorito di recente. Tutte le forme di esercizio fisico sono risultate associate ad effetti positivi, ma le forme aerobiche, di gruppo e supervisionate si sono dimostrate le più efficaci nell'alleviare i sintomi della depressione.
L'altro aspetto analizzato è quello della creatività correlata alla danza (e ad altre attività quali dipingere). La domanda degli scienziati è stata: come mantenere il cervello in forma? Dall'analisi, pubblicata su 'Nature Communications', emerge che dedicarsi regolarmente ad attività creative come ballare è associato a un rallentamento dell'invecchiamento cerebrale. Nell'ambito di questo studio internazionale sono stati presi in esame dati di neuroimaging e questionari di oltre 1.400 partecipanti provenienti da 13 Paesi (tra cui anche l'Italia), comprese persone che potevano essere definite esperte in un determinato campo creativo. Sono stati inclusi per esempio ballerini di tango e l'attività cerebrale di tutti i soggetti è stata misurata prima e dopo diverse settimane di allenamento. Poi l'età del cervello è stata calcolata usando dei modelli avanzati chiamati orologi cerebrali. Risultato: le persone più impegnate in attività creative, dalla danza alla musica, tendevano ad avere un'età cerebrale più giovane, il che suggerisce un legame di queste attività con la salute del cervello. Le esperienze creative hanno aumentato la plasticità delle regioni soggette all'invecchiamento. E in particolare chi aveva dedicato anni allo sviluppo delle proprie capacità in campi come la danza presentava profili più 'giovanili'. Ciò significa, concludono gli autori, che la pratica a lungo termine potrebbe essere più efficace nel promuovere la plasticità neurale e la salute del cervello rispetto alle esperienze di breve durata. Ballare aiuta, ma ancora di più coltivare la passione in modo duraturo.
E che dire del fattore sociale? Uno studio pubblicato qualche tempo fa sulla rivista 'JNeurosci', da esperti di base a Roma in un centro dedicato alle neuroscienze della rete dell'Istituto italiano di tecnologia e colleghi, ha indagato su come il cervello durante la danza gestisce la coordinazione sociale, un'abilità che permette di ballare in modo fluido con un'altra persona. Per riuscirci è necessario allineare i movimenti con quelli degli altri, elaborando al contempo informazioni sensoriali dinamiche, come suoni e immagini. I ricercatori hanno reclutato coppie di ballerini inesperti e hanno registrato la loro attività cerebrale, i movimenti di tutto il corpo e l'attività muscolare mentre ballavano sulla stessa canzone o su canzoni diverse. Dall'analisi è emerso che i segnali neurali per il coordinamento sociale, che consentivano movimenti sincronizzati tra le persone, si verificavano solo quando i ballerini si muovevano sulla stessa canzone e potevano vedersi. Il lavoro, secondo gli esperti, amplia la comprensione dell'interazione sociale al di là della danza, poiché fa luce su come il cervello supporti le attività di coinvolgimento sociale integrando al contempo informazioni sensoriali dinamiche.
Dal mondo della ricerca scientifica arriva anche la consacrazione di slogan come 'balla che ti passa'. Uno studio internazionale pubblicato sulla rivista 'Psychology of Sport & Exercise' promuove la danza come alleata per scacciare via lo stress. Gli autori del lavoro hanno messo sotto la lente varie forme di ballo, raccogliendo dati da un'ampia gamma di studi e analizzando la relazione tra danza e regolazione dello stress con approcci multidisciplinari. Ed emerge come il movimento, la musica e la connessione sociale possano trasformare il modo in cui affrontiamo le sfide della vita. Ballare, spiegano i ricercatori, non solo solleva il morale, ma svolge anche un ruolo significativo nel rafforzamento della resilienza e nel miglioramento del benessere generale. I risultati suggeriscono che dedicarsi al ballo può facilitare l'espressione emotiva e promuovere i legami sociali, creando un potente cuscinetto contro lo stress. Questi elementi non solo migliorano l'umore, ma stimolano anche il rilascio di ormoni come l'ossitocina e le endorfine, che sono collegati a sensazioni di felicità e di appartenenza. Lo studio suggerisce che gli interventi musicali hanno ridotto l'ansia, il nervosismo, l'irrequietezza e la sensazione di preoccupazione, nonché i livelli di cortisolo salivare, la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna. "Le nostre ricerche - concludono gli esperti - dimostrano che ballando possiamo attivare un meccanismo naturale che ci aiuta ad affrontare le pressioni quotidiane". Il consiglio? Senza aspirare ad essere Roberto Bolle o Fred Astaire e Ginger Rogers in erba, integrare la danza nella routine settimanale potrebbe essere una strategia semplice ma efficace per migliorare salute mentale e resilienza. "E incoraggiare le persone a muoversi insieme - aggiungono gli autori - può creare un senso di appartenenza e di sostegno migliorando al contempo la loro capacità di gestire lo stress".
Sempre in tema di salute mentale, un altro studio indaga sull'effetto della danza in situazioni ancora più complesse. Il lavoro, pubblicato sul 'Journal of Medical Internet Research', ha seguito 23 partecipanti al programma Sharing Dance Parkinson's della National Ballet School del Canada e 11 soggetti di controllo sani (familiari o caregiver). I partecipanti hanno frequentato lezioni di danza settimanali per 8 mesi e gli autori hanno scoperto che dopo ogni lezione i tassi di depressione riportati diminuivano con un effetto cumulativo di lezione in lezione e miglioramenti significativi dopo 8 mesi. "E' stato interessante constatare che la danza ha avuto un effetto positivo sui circuiti cerebrali che regolano l'umore, come abbiamo potuto osservare nelle immagini" di risonanza magnetica cerebrale, afferma Joseph DeSouza, professore associato della York University e autore dello studio. Miglioramenti "confermati anche dai partecipanti tramite i questionari".

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

(Adnkronos) - "Noi abbiamo partecipato a questa giornata sulla salute e sicurezza come FenealUil, dentro quelle che sono le iniziative concordate insieme agli amici e ai colleghi di Cisl e Cgil. E continuiamo a chiedere agli organi ispettivi del lavoro e all'Inail un impegno serio e concreto sotto il profilo di salute e sicurezza sul lavoro. Sappiamo che purtroppo abbiamo ancora più di 1.000 morti sul lavoro in Italia, più moltissime malattie professionali e tantissimi infortuni, seppure non letali. È chiaro che bisogna fare di più, bisogna fare meglio, bisogna farlo sotto il profilo della formazione e l'informazione dei lavoratori e l'Inail ci sta aiutando in questo senso. Parimenti va fatto molto di più sul tema dei controlli e delle verifiche nei luoghi di lavoro, in particolare nei cantieri edili. Ed oggi abbiamo ricevuto sia dall'Inail che dall'Ispettorato nazionale del lavoro (Inl) una attenzione importante". Così, in un intervista con Adnkronos/Labitalia, Mauro Franzolini, segretario generale della FenealUil, sull'incontro di oggi, in occasione della Giornata mondiale sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, tra i sindicati dei lavoratori delle costruzioni con Inail e Inl.
E Franzoni ha ribadito che sul tema "il sindacato c'è, mette in campo tutta la sua forza. È una battaglia ancora lunga, ed e ci vorrà ancora parecchio tempo, però insieme alla nostra Uil, con l'iniziativa di 'Zero morti sul lavoro', contiamo di ottenere i primi risultati in tempi abbastanza brevi".
E Franzolini ha ricordato "tutto il lavoro che facciamo con gli enti bilaterali edili, con le casse edili, con i nostri Formedil, con i nostri istituti che fanno le visite tecniche di cantiere e anche con tutti i nostri Rlst", ha concluso.

(Adnkronos) - "Da quelle che sono le prime indiscrezioni siamo moderatamente soddisfatti, nel senso che ci sono alcuni passaggi che sicuramente raccolgono quelle che sono le nostre richieste, in particolare della nostra confederazione, la Uil. Il fatto che ci si concentri nella valutazione dei contratti collettivi nazionali comparativamente più rappresentativi è un primo passo in avanti. Noi sappiamo che ci sono molte associazioni datoriali che hanno una scarsissima rappresentatività, che hanno stipulato dei contratti con organizzazioni sindacali altrettanto poco rappresentative, cercando di creare delle condizioni per una strutturale riduzione dei vantaggi e dei diritti dei lavoratori. Questa ipotesi è stata scongiurata, ci pare almeno ad oggi, in maniera proficua dalla nostra organizzazione sindacale insieme alla Cisl e alla Cgil con le associazioni datoriali, per cui credo che sia un notevole passo avanti". Così, intervistato da Adnkronos/Labitalia, Mauro Franzolini, segretario generale della FenealUil, sulla bozza del decreto lavoro, che oggi pomeriggio dovrebbe essere sul tavolo del Consiglio dei ministri.
Per Franzolini è "un passo avanti notevole che ci si concentri sui contratti veramente rappresentativi, quelli firmati da Cgil, Cisl e Uil". "Abbiamo poi un tema caldissimo, su cui abbiamo imperneato anche la nostra attività come confederazione, come Uil e come Feneal, che è quello della detassazione degli aumenti contrattuali, uno dei nostri cavalli di battaglia. Un primo risultato l'abbiamo ottenuto con la finanziaria del 2026 e ora contiamo di poter estendere ulteriormente la platea dei beneficiari. Il salario contrattato a livello lordo spesso è un salario che ha anche dei volumi importanti. Le ricadute pratiche sulle buste paga dei lavoratori in termini di salario netto sono molto inferiori a quelle che sono le legittime aspettative. Dobbiamo lavorare ancora su questo tema e ottenere risultati ancora migliori", ha concluso.

(Adnkronos) - Tra sincerità, emozione ed ironia Sal Da Vinci si confessa a 'Belve', nella puntata in onda stasera, martedì 28 aprile, in prima serata su Rai2. A Francesca Fagnani il vincitore del festival di Sanremo 2026 parla della polemica a distanza con Cazzullo, della sua adolescenza difficile e del suo rapporto con il padre che ha perso mentre era in tour.
"Dopo il trionfo a Sanremo si è anche scatenato un dibattito, anche con firme prestigiose, sul testo della sua canzone", chiede Francesca Fagnani. "Eh, troppo!", la sua amara risposta. E sulle parole di Aldo Cazzullo aggiunge: "Potrebbe essere la colonna sonora di un matrimonio della camorra - dice - Ma perché c'è un repertorio delle canzoni della camorra? Non ho voluto replicare a questo tipo di provocazioni e ho chiesto anche ai miei fan di non farlo". "Cazzullo dice che le canzoni come le sue prima avevano il buongusto di farle arrivare seconde o persino quinte come l’Italiano di Toto Cotugno", prosegue la giornalista e Sal risponde: "È come dare dell’imbecille a chi mi ha votato". "Ma Cazzullo canticchia la sua canzone sotto la doccia?", scherza Fagnani e il cantante replica: "Ma secondo me sì!".
"Lei e sua moglie state insieme da quando ha 15 anni! Ma la curiosità di fare un tuffo dove il mare è più blu, lei un'altra donna e sua moglie un altro uomo?", chiede Fagnani. E Sal risponde ironico: "Lei non mi ha mai detto niente e quindi neanche io le ho detto nulla". Infine il racconto divertito a Fagnani di quella volta in albergo a Trani, in cui il cantante era convito di avere un ospite invisibile in stanza.
Quella di stasera è l'ultima puntata della stagione e oltre a Sal Da Vinci verranno intervistati anche Elena Santarelli e Romina Power. Poi il programma di Francesca Fagnani torna con tre puntate di 'Belve Crime'.

(Adnkronos) - Una proposta di impegni e rimborsi per circa 30 milioni per gli skipass, destinati agli sciatori delle stagioni recenti, insieme alla promessa di eliminare ogni coordinamento sui prezzi tra i vari consorzi e garantire maggiore autonomia tariffaria. E' quanto ha presentato il Federconsorzio Dolomiti SuperSki e i 12 consorzi che ne fanno parte, tra le province di Bolzano, Trento e Belluno per ottenere la chiusura dell’istruttoria avviata dall’Antitrust per presunta intesa restrittiva della concorrenza volta a definire i prezzi degli skipass di zona e della relativa politica di vendita.
In particolare – ricorda Assoutenti, che interverrà nel procedimento dinanzi l’Agcm in rappresentanza dei consumatori – l’Antitrust contestava la definizione, all’interno del Federconsorzio Dolomiti SuperSki, del prezzo degli skipass dei Consorzi di zona, e i limiti, gravanti sempre sui Consorzi di zona, alla vendita dei propri skipass attraverso soggetti terzi.
Tra gli impegni presentati dal Dolomiti Superski – e che ora dovranno essere valutati dall’Autorità e dalle parti interessate – spiccano i rimborsi in favore degli sciatori che, nel corso delle stagioni sciistiche 2022/23, 2023/24, 2024/25, hanno acquistato uno skipass di valle giornaliero o plurigiornaliero, i quali potranno ottenere un rimborso diretto in forma monetaria pari al 20% dell’esborso economico relativo al precedente acquisto, oppure uno sconto su acquisti futuri di skipass vallivi giornalieri o plurigiornalieri, pari, in questo caso, al 30% del precedente esborso. Una soluzione che, tuttavia, non convince affatto Assoutenti, essendo caratterizzata da troppi limiti e condizioni a danno degli sciatori.
"E' bene ricordare dice all'Adnkronos/Labitalia il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso - che l'intervento dell'Antitrust arriva grazie alle proteste di Assoutenti che ogni anno segnala i forti aumenti delle tariffe per gli skipass che in alcune zone d'Italia arrivano a sfiorare il +40% dal 2021, rendendo la settimana bianca sempre più un lusso per ricchi. Abbiamo letto con attenzione le proposte presentate dal consorzio Dolomiti Superski, ma alcuni punti non ci convincono: la possibilità di rimborsi per chi ha acquistato skipass nelle ultime tre stagioni invernali è finalizzata unicamente ad evitare la maxi-multa dell'Antitrust, e stanzia 30 milioni di euro per gli indennizzi, di cui però una buona parte, ben 18 milioni di euro, solo per chi sceglierà voucher per acquistare nuovi skipass nelle future stagioni sciistiche, con i soldi che quindi rientreranno nelle tasche dei consorzi. Non si capisce poi perché chi opta per il rimborso in denaro possa ottenere solo il 20% di quanto pagato in precedenza, mentre chi sceglie voucher per l'acquisto di nuovi skipass abbia diritto ad un indennizzo molto più alto, pari al 30%. Abbiamo bocciato anche la decisione di riconoscere i rimborsi solo a chi arriva prima, considerato che il fondo per gli indennizzi in denaro si ferma a 12 milioni di euro, e varrà fino all'esaurimento delle risorse messe a disposizione. Per quanto riguarda l'accettazione di tali proposte, la decisione spetterà all'antitrust sentite tutte le parti del procedimento".

(Adnkronos) - Su ricorso del rappresentante legale di Adi Energia Srl in As, il Tar di Lecce sospende l'ordinanza del sindaco di Taranto, Piero Bitetti, del 13 aprile scorso che, richiamando il 'principio di precauzione ambientale', imponeva lo stop della centrale termoelettrica dell'ex Ilva entro 30 giorni, scongiurando così il rischio di uno stop del ciclo produttivo. Il tribunale amministrativo, si legge nel decreto pubblicato oggi dal Tar, "accoglie l’istanza" e, "per l’effetto, sospende in via meramente interinale l’efficacia dell’ordinanza del sindaco del Comune di Taranto n. 18 del 13 aprile 2026", fissando "per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 19 maggio 2026".
L'ordinanza di Bitetti, "ritenuto d’intervenire a tutela della salute pubblica", si legge nel documento dello scorso 13 aprile, ordinava "alla Società Adi Energia srl in A.S. di sospendere, entro 30 giorni, l’esercizio dell’installazione autorizzata con Aia" e "fino alla presentazione del piano di riduzione contenente le misure e gli interventi da attuare per il conseguimento degli obiettivi di riduzione prescritti nel Rapporto di Vds Taranto dell’anno 2024 e successiva valutazione ed approvazione da parte di Arpa Puglia, Aress Puglia ed Asl Taranto".
Contro la decisione di Bitetti si era pronunciato a stretto giro il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, parlando di "un pessimo segnale per chiunque voglia rilanciare lo stabilimento" e sperando che non venisse così compromessa "la continuità produttiva dello stabilimento".

(Adnkronos) - La quinta giornata della Settimana Velica Internazionale si è conclusa con un incontro dedicato all’epopea del Team Luna Rossa all’America’s Cup. L’Accademia Navale ha ospitato due vincitori della Coppa nel 2024 nelle acque di Barcellona: la trimmer triestina Alice Linussi, vittoriosa nella prima edizione della Women’s America’s Cup e il giovane livornese Rocco Falcone, che ha avuto lo stesso ruolo nell’equipaggio che si è aggiudicato la terza edizione della Youth America’s Cup. Ad ascoltarli, un folto pubblico, costituito da appassionati della vela e da allievi dell’Accademia navale, che poi si sono intrattenuti con i campioni per chiedere consigli utili al loro addestramento marinaresco. I due ragazzi si stanno preparando a difendere il titolo nel 2027 nelle acque di Napoli.
Lo stesso specchio d’acqua dove la squadra maschile tenterà di nuovo l’assalto al titolo più antico e prestigioso: l’unico che ancora manca nel prestigioso palmares dell’Italia e del team Luna Rossa. Labronico anche Pietro Romeo, che ha fatto parte dell’equipaggio che nel 2000 ha vinto la Louis Vuitton Cup nelle acque di Auckland, assicurandosi il trofeo degli sfidanti e arrivando a un passo dal sogno di portare in Italia la mitica coppa delle Cento ghinee. Di quel team, in qualità di manager, faceva parte anche Antonio Marrai, esperto di logistica al servizio di Luna Rossa per vent’anni, che nel 1987 aveva fatto parte dell’equipaggio di Azzurra nella spedizione di Perth, in Australia. A bordo di quella storica barca c’era anche un giovane Enrico Chieffi, oggi amministratore delegato di una nota azienda di abbigliamento velico, che ha rivolto anche lui parole di incoraggiamento alla nuova generazione di velisti e di futuri ufficiali della Marina Militare.

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

(Adnkronos) - Novartis annuncia che la Commissione europea ha approvato remibrutinib per l'orticaria cronica spontanea (Csu) negli adulti con risposta inadeguata al trattamento con antistaminici H1. Si tratta della prima terapia orale mirata approvata per il trattamento della Csu - spiega l'azienda in una nota - con un approccio innovativo e una somministrazione orale in compresse da assumere 2 volte al giorno, senza necessità di monitoraggi di laboratorio.
"In Italia si stima che oltre 480.000 persone convivano con l'orticaria cronica spontanea, una malattia infiammatoria di origine autoimmune con sintomi altamente debilitanti come prurito, pomfi e un decorso spesso imprevedibile che incide negativamente sulla qualità di vita - afferma Silvia Mariel Ferrucci, responsabile del Servizio di Dermatologia allergologica e professionale della Fondazione Irccs Ca' Granda ospedale Maggiore Policlinico Milano - L'approvazione europea di questa nuova opzione terapeutica, che agisce su una via immunitaria chiave, amplia le opzioni di gestione della malattia per i pazienti che non traggono beneficio dalla terapia antistaminica convenzionale". Sottolinea Elena Radaelli, presidente di Arco (Associazione ricerca cura dell'orticaria): "Convivere con l'orticaria cronica spontanea significa affrontare ogni giorno una malattia complessa e spesso sottovalutata, che può incidere profondamente sulla qualità della vita, compromettendo il sonno, il lavoro e la socialità. Molti pazienti si sentono ancora poco compresi e faticano a trovare risposte adeguate. L'approvazione europea di una nuova opzione terapeutica rappresenta un segnale importante, perché amplia le possibilità di trattamento della patologia".
Il farmaco aveva ricevuto a febbraio 2026 il parere positivo del Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema) ed è incluso nelle Linee guida internazionali 2026 per la definizione, classificazione, diagnosi e gestione dell'orticaria. "Per Novartis l'approvazione europea rappresenta un progresso importante per la gestione dell'orticaria cronica spontanea nei pazienti che non raggiungono un controllo adeguato della malattia con gli antistaminici H1 - dichiara Paola Coco, Cso & Medical Affairs Head IM Italy - Questa nuova opzione terapeutica offre la possibilità di intervenire in modo mirato su una via immunologica chiave, con significative evidenze cliniche. Il programma di sviluppo clinico in altre patologie immunomediate conferma inoltre il potenziale di questo approccio terapeutico".
Remibrutinib - riporta la nota - è un inibitore orale di Btk selettivo, che blocca la via Btk (Bruton Tyrosine Kinase) coinvolta nel rilascio di istamina, uno dei principali fattori responsabili di pomfi pruriginosi e gonfiore. Riducendo il rilascio di istamina, il farmaco contribuisce ad alleviare i sintomi dell'orticaria cronica spontanea. E' approvato negli Stati Uniti, in Cina e in diversi altri Paesi per il trattamento di pazienti adulti con Csu con risposta inadeguata agli antistaminici H1.
Remix-1 (NCT05030311) e Remix-2 (NCT05032157) sono due studi globali multicentrici di fase 3, con disegno identico, randomizzati, in doppio cieco, a gruppi paralleli e controllati con placebo, che hanno coinvolto 925 adulti rimasti sintomatici nonostante il trattamento con antistaminici H1 di seconda generazione. Il trattamento ha dimostrato risultati superiori rispetto al placebo nella variazione dal basale del prurito, dei pomfi e dell'attività settimanale della malattia alla settimana 12. Ha inoltre mostrato un profilo di sicurezza che non richiede monitoraggio laboratoristico. Gli eventi avversi più comuni (incidenza ≥3%) sono stati congestione nasale, mal di gola e rinorrea, sanguinamento, cefalea, nausea e dolore addominale.
La Csu è una malattia cutanea cronica che colpisce circa 40 milioni di persone nel mondo (4 milioni in Europa), con una frequenza quasi doppia nelle donne rispetto agli uomini, e si manifesta più spesso tra i 20 e i 40 anni. E' caratterizzata dalla comparsa improvvisa di pomfi pruriginosi e/o gonfiore dei tessuti profondi, che possono interessare viso, gola, mani e piedi e insorgere in assenza di un allergene o di un fattore scatenante esterno identificabile. I sintomi durano 6 settimane o più e causano un impatto fisico ed emotivo rilevante. La maggior parte dei pazienti soffre di privazione del sonno, con elevati tassi di disturbi mentali quali ansia o depressione, oltre a una riduzione della produttività lavorativa. Oltre il 50% continua a manifestare sintomi debilitanti dopo la terapia antistaminica convenzionale.

(Adnkronos) - iliad, l’operatore che ha messo al centro fiducia, innovazione e offerte accessibili a tutti, presenta oggi 'Più Veloci', una proposta per accelerare lo sviluppo delle reti mobili di nuova generazione. Un piano che punta a generare maggiore crescita per tutto il Paese: cittadini, imprese e operatori. L’idea nasce nell’ambito delle riflessioni che il settore porta avanti da più di un anno, in vista della scadenza nel 2029 delle licenze per l’uso del 73% delle frequenze complessivamente usate in Italia per la telefonia mobile. Le modalità di riallocazione di tali frequenze, saranno determinanti per creare le condizioni necessarie per assicurare un assetto di mercato concorrenziale e che permetta agli operatori italiani di investire nella realizzazione delle reti mobili del futuro. La decisione che si prenderà in questi mesi, pertanto, influenzerà le logiche di concorrenza, investimento e di sviluppo da qui al prossimo decennio con un impatto sulla crescita, competizione e innovazione del Paese.
È per questo che iliad intende ampliare la portata del dibattito pubblico sul tema, invitando così tutto il settore a vivere questo appuntamento con una logica rivolta al futuro e non al passato: è fondamentale guardare oggi agli applicativi e alle innovazioni dei prossimi dieci anni e alle infrastrutture necessarie per sostenerli. 'Più Veloci' intende superare la logica di breve termine e adottare una visione orientata alla crescita e al futuro, capace di anticipare i bisogni dell’industria e del sistema Paese, rafforzando così il ruolo dell’Italia nello sviluppo digitale, tecnologico ed economico. Il piano strutturale mira a garantire il ruolo delle infrastrutture di tlc come leva per la crescita economica e digitale dell’Italia, basata su quattro pilastri fondamentali: più frequenze per il futuro; più potenza al segnale della rete; più investimenti per il Paese; più qualità per tutti.
Lo spettro frequenziale, risorsa fondamentale per lo sviluppo delle reti mobili, è essenziale per abilitare le tecnologie del futuro come il 5G Standalone, l’ai e l’edge computing, che richiederanno reti sempre più performanti in termini di capacità, latenza, resilienza e sicurezza. Per questo, il primo pilastro di 'Più Veloci' punta ad ampliare la disponibilità di spettro destinato agli operatori mobili già in vista delle assegnazioni per i diritti d’uso in scadenza nel 2029. In questa prospettiva, per iliad è necessario avviare una ricognizione complessiva delle frequenze che potranno essere rese disponibili al settore. Occorre, inoltre, valutare l’utilizzo di porzioni di spettro ancora sottoutilizzate prendendo in considerazione anche soluzioni che consentano forme di 'utilizzo duale', ossia in condivisione tra soggetti diversi affiancando uso pubblico e commerciale.
Dal 1995 ad oggi, la dotazione frequenziale destinata alla telefonia mobile è sempre aumentata, al fine di supportare i salti tecnologici del settore, perché le applicazioni che usano le reti mobili come infrastruttura di base hanno sempre più bisogno di spettro. Per questo, è fondamentale continuare in questa direzione, così da rafforzare la dotazione frequenziale del Paese in modo coerente con i fabbisogni industriali e tecnologici del prossimo decennio. In questa prospettiva, un primo passo può essere rappresentato della banda 2.3 GHz, rispetto alla quale il Ministero delle Imprese e del Made In Italy ha già promosso una procedura per l’assegnazione temporanea dei diritti d’uso in alcune province.
Più spettro comporta una maggiore capacità potenziale ma affinché questa capacità si concretizzi e si possano sfruttare appieno le nuove frequenze, sono necessari limiti elettromagnetici in grado di supportare lo sviluppo delle reti e del settore. In Italia, l’innalzamento dei limiti a 15 V/m - entrato in vigore nel 2024 - ha rappresentato un importante passo in questa direzione, ma i vincoli emissivi in vigore rimangono più stringenti rispetto a quelli adottati nel resto d’Europa. Per questo, senza un ulteriore adeguamento dei limiti elettromagnetici, larghissima parte del valore industriale, tecnologico e sociale delle nuove frequenze rischia di essere vanificato.
In questa prospettiva, il secondo pilastro di 'Più Veloci' prevede l’avvio di un percorso che porti entro il 1° gennaio 2030 all’adeguamento dei limiti elettromagnetici italiani a quelli europei di 61 V/m. Inoltre, una maggiore disponibilità delle risorse frequenziali può tradursi in una leva per la crescita industriale, la competitività e la sovranità digitale solo se accompagnata da una visione strategica di lungo periodo. In quest’ottica, a fronte di un accordo di sistema, lo Stato potrebbe definire le priorità di intervento e indirizzare gli investimenti degli operatori verso obiettivi di interesse pubblico, chiedendo agli operatori di corrispondere il valore delle frequenze anche con piani di investimento ad alto impatto pubblico e sociale. In questo senso - con il terzo pilastro di 'Più Veloci' - iliad propone come primo impegno concreto e misurabile quello di accelerare il deployment del 5G Standalone (5G Sa) su scala nazionale.
La rete 5G Sa realizzata più velocemente, diventerebbe quindi il primo di una serie di investimenti indirizzati dal Governo, ma a carico degli operatori. Così facendo, sarebbe possibile realizzare interventi utili al Paese, anche in zone a fallimento di mercato e/o senza un ritorno commerciale, senza che questi gravino sulla finanza pubblica. Pertanto, secondo questa logica, a partire dalla comunicazione ufficiale di assegnazione delle frequenze, ciascun operatore potrebbe impegnarsi ad: attivare il 5G Sa in tutti i capoluoghi di Regione entro 2 anni; estendere il 5G Sa a tutti i capoluoghi di provincia entro 3 anni e mezzo; coprire con 5G Sa il 99% della popolazione in Italia entro 6 anni. Il piano coniuga velocità di rollout e qualità del servizio. L’impegno non sarebbe solo sulla velocità di sviluppo in tutta la Penisola dell’ultima tecnologia disponibile ma anche sulla sua sicurezza e resilienza. Infatti, iliad ritiene che - a fronte di una dotazione frequenziale maggiore - gli operatori dovrebbero investire progressivamente per garantire una disponibilità del servizio pari al 99,9%, grazie a sistemi di monitoraggio proattivo e predittivo.
Ulteriori investimenti significativi dovrebbero essere dedicati alla robustezza della rete, con l’introduzione di protocolli avanzati di Disaster Recovery, pensati per garantire l’integrità delle comunicazioni e dei servizi di emergenza anche in condizioni critiche. Più frequenze, più potenza, più investimenti generano valore reale solo in presenza di un mercato effettivamente competitivo. Questo significa garantire level playing field tra i diversi operatori presenti nel mercato, per abilitare una concorrenza sana e basata sui meriti a stimolo della qualità delle reti, sviluppo dei servizi e capacità di innovazione degli operatori. Maggiori frequenze, limiti elettromagnetici più alti e un indirizzo strategico degli investimenti possono contribuire ad una maggiore crescita per il Paese solo in presenza di una effettiva concorrenza del mercato.
In questo scenario, il quarto pilastro di 'Più Veloci' si concentra su una proposta di riallocazione delle frequenze, ideata con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita digitale di tutti. In particolare, iliad propone una nuova distribuzione delle bande 900, 1800, 2100 MHz e 3,4-3,8 GHz tra i quattro operatori mobili. Tale riallocazione dello spettro, prevede un incremento della dotazione frequenziale dei tre operatori storici (incumbent) che accederebbero alla banda 2,3 GHz a fronte di un rilascio di parte dello spettro nelle bande sopra citate (900, 1800, 2100 MHz e 3,4-3,8 GHz).Questo approccio mira a promuovere la concorrenza, conciliare la necessità di una gestione efficiente dello spettro e l’esigenza di incentivare gli investimenti futuri, salvaguardando la sostenibilità finanziaria del settore.
“Le scelte che saranno prese oggi avranno un impatto sulle reti dei prossimi quindici anni e più - afferma Benedetto Levi, amministratore delegato di iliad -. È da questa consapevolezza che nasce Più Veloci. iliad vuole fare la sua parte e contribuire concretamente ad allargare la portata della riflessione in corso sulla scadenza delle frequenze nel 2029, guardando avanti, interpretando quali saranno le esigenze del Sistema Paese negli anni a venire, prendendo decisioni di policy utili a creare reti a prova di futuro. Le proposte di Più Veloci puntano a creare un contesto orientato allo sviluppo tecnologico del Paese, sostenendo la crescita digitale futura e garantendo all’Italia la leadership tecnologica che merita”.
Il piano 'Più Veloci' è stato oggetto di un’analisi approfondita da tecnici esperti nel settore che hanno valutato l’impatto e gli effetti delle singole proposte di iliad. Sul primo pilastro 'Più frequenze per il futuro', Davide Dattoli, founder di Talent Garden, sottolinea: “Con l'intelligenza artificiale generativa, la qualità degli strumenti cognitivi a disposizione di un lavoratore dipende dalla qualità della sua connessione. L'Italia ha 400mila aziende manifatturiere, distribuite su tutto il territorio: per noi la connettività mobile non è un servizio consumer, è un'infrastruttura produttiva. Le frequenze in scadenza nel 2029 vanno trattate per quello che sono: una scelta sul tipo di Paese che vogliamo essere nel prossimo decennio. La domanda non è quanto incassa lo Stato oggi, ma quale capacità di rete serve all'economia italiana per restare competitiva”.
L’analisi di Davide Dattoli vede produttività e connettività come strettamente legate: in quest’ottica, la connettività non viene considerata come un semplice servizio di comunicazione, ma come un moltiplicatore di produttività distribuito sul territorio. Per far fronte alle crescenti esigenze di continuità di servizio, latenza stabile, capacità elevata e affidabilità operativa delle reti mobili, non sarà necessaria solo maggiore capacità aggregata, ma anche bande più ampie e meglio utilizzabili. Sul secondo pilastro, 'Più potenza al segnale della rete', Nicola Pasquino, professore di Misure per la Compatibilità Elettromagnetica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha evidenziato che “Il 5G promette velocità, bassa latenza e nuovi servizi, ma queste prestazioni richiedono potenza coerente con lo spettro disponibile. Finché i limiti di campo rimarranno una frazione di quelli raccomandati dalla comunità scientifica internazionale, il potenziale della rete resterà sulla carta e non nei dispositivi dei cittadini”.
Nella sua analisi, Nicola Pasquino presenta l’allineamento dei limiti elettromagnetici ai valori Icnirp come condizione necessaria perché l’Italia possa implementare pienamente il 5G e affrontare la transizione verso il 6G in posizione competitiva, insieme a misure di accompagnamento sul piano autorizzativo, del monitoraggio e della trasparenza informativa. Sul terzo pilastro, 'Più investimenti per il Paese', l’analisi di Cesare Pozzi, Professore ordinario di Economia Industriale presso la Luiss Guido Carli, e Davide Quaglione, professore ordinario di Economia Industriale presso l’Università degli Studi 'G. D'Annunzio' di Chieti-Pescara, collega il criterio di assegnazione al valore sistemico dello spettro e alle esternalità diffuse che questo attiva. “Il valore dello spettro per la società italiana si misura nella capacità di tradurre, lungo l'intera durata della licenza, il relativo diritto d'uso in infrastrutture effettivamente dispiegate e funzionali alla generazione di valore per le imprese e le famiglie”. Il fulcro della procedura viene così spostato sulla credibilità industriale degli impegni assunti dagli operatori, sulla loro misurabilità e sulla loro capacità di tradurre una risorsa scarsa in rete, qualità del servizio e innovazione diffusa.
Tra gli investimenti ritenuti prioritari, l’analisi di Pozzi e Quaglione individua anche quelli nello sviluppo del 5G Sa, sottolineando che 'Una rete distribuita di nodi edge integrata con 5G Standalone, distretti industriali e poli logistici costituisce la base di una politica industriale della connettività'. Sul quarto pilastro, 'Più qualità per tutti', Carlo Alberto Carnevale Maffè, professor of Strategy and Entrepreneurship alla Sda Bocconi School of Management, da una parte ricostruisce la letteratura accademica e i benchmark europei rilevanti, dall’altra articola un set neutrale di opzioni di disegni regolatori alternativi sottolineando che 'Lo spettro non è soltanto una risorsa tecnica da assegnare né un semplice attivo da massimizzare fiscalmente: è una scelta di architettura del mercato'.
Nella sua analisi, infatti, vengono articolate cinque precondizioni cumulative affinché una riforma della spectrum policy sia economicamente efficace e giuridicamente difendibile: neutralità procedurale (criteri ex ante, oggettivi e simmetrici per tutti gli operatori); preservazione del segnale di mercato (almeno una quota residua competitiva); rivalità effettiva tra più operatori capaci di competere su 4G evoluto e 5G Sa; obblighi performativi verificabili con monitoraggio pubblico; certezza regolatoria intertemporale. “La violazione di una sola di queste precondizioni - conferma Carnevale Maffè - compromette la tenuta complessiva della riforma”.

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

(Adnkronos) - L'ingresso del ciclone Valeria Marini, il 'mistero' di Francesca Manzini, una nuova e definitiva eliminazione e anche l'arrivo nella Casa di un amico inaspettatto. C'è tanta carne al fuoco per l'appuntamento di stasera con il 'Grande Fratello Vip'. Oggi, martedì 28 aprile, nuova puntata del reality show condotto da Ilary Blasi. Con lei, in studio, Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli.
È arrivato il ciclone stellare: l’ingresso di Valeria Marini ha fatto saltare tutti gli equilibri nella Casa. Dopo giorni di scintille e accuse, stasera il faccia a faccia decisivo con la sua storica nemica Antonella Elia.
Il 'mistero' di Francesca Manzini infiamma gli animi: alcune dichiarazioni sul suo essere o meno single e su un possibile uomo misterioso a cui pensa continuamente, fanno sospettare tutti della sua sincerità. Per Alessandra Mussolini non ci sono dubbi: Francesca non fa che mentire per attirare l’attenzione. Stasera il confronto.
Il ritorno di Paola Caruso dall’esilio nel monolocale ha fatto rifiorire vecchie alleanze. Alessandra Mussolini è al suo fianco nello scontro con Antonella Elia e Adriana Volpe. Quattro donne, un’unica leadership. Chi la conquisterà? E, a proposito di donne, a creare scompiglio ci ha pensato anche “il ballo della discordia”: la preparazione di una coreografia tutta al femminile fa venire a galla antipatie e risentimenti mai sopiti. Francesca Manzini la coreografa incompresa, Valeria Marini la diva, Alessandra Mussolini e Antonella Elia le giudici spietate. Riusciranno a mettere da parte i dissapori in nome dell’arte?
Un amico inaspettato: una grande sorpresa per gli inquilini! Stasera Alvin entrerà in Casa per aiutarli in una prova all’ultima nota.
Una nuova e definitiva eliminazione. Al televoto Marco Berry, Alessandra Mussolini, Lucia Ilardo e Paola Caruso. Chi dovrà abbandonare il reality per sempre?

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

Benimindi!, sottotitolo "Biddas piticcas, bideas mannas", è il
nuovo programma tv prodotto da Rai Sardegna, che andrà in onda per
sei settimane consecutive a partire da domenica 3 maggio, ore 9 e
35 su Rai Tre regionale o sul canale DTT 822 e successivamente
sulla piattaforma digitale RaiPlay.
Il programma va a scoprire quali siano le grandi
idee nei piccoli paesi, valorizzando luoghi e persone che meritano
visibilità. Si parte da Milis, terra di arance, ville spagnole e
non, e la rassegna annuale sul florovivaismo. Non solo piante, ma
anche chiese, strade, piazze e aneddoti curiosi, simpatici che
arricchiscono la trasmissione.
Un programma di Marco De Pascale, testi di
Marcello Atzeni con la regia di Donatella Meazza. Ci saranno due
conduttori, Marianna Mainas, di San Gavino e Gabriele Atzeni, di
Capoterra, entrambi giovanissimi.
Marcello Atzeni, giornalista e scrittore di
Sanluri, cerca notizie e poi scrive le parole, in sardo
campidanese. Le riprese sono di Andrea Martuscello e Kevin Lai.
La sigla iniziale, "Atlantide", è del musicista
di Serramanna Bujumannu.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Da non perdere...

(Adnkronos) - Situazione sempre più critica in Mali, dove i combattenti degli Africa Corps, sostenuti dalla Russia, sono stati costretti a ritirarsi dalla città strategica di Kidal dopo attacchi coordinati di jihadisti e ribelli tuareg. Si tratta della prima battuta d’arresto significativa per il gruppo paramilitare russo operativo all'estero, nato il 20 novembre del 2023 su iniziativa del vice ministro della Difesa, Yunus-bek Evkurov, per prendere il posto della Gruppo Wagner con l'identico obiettivo di proiettare all'estero gli interessi e l'influenza di Mosca,.
Gli elementi dell'Africa Corps sono stati costretti a lasciare la loro postazione dagli attacchi coordinati di sabato di milizie del Jnim legate ad al Qaeda e separatisti Tuareg del Fronte di liberazione Azawad contro Bamako, Kindal - di cui Bamako aveva ripreso il controllo nel 2023 - Gao e Mopti in cui è stato ucciso il ministro della Difesa, Sado Camara.
Il ritiro da Kidal è stato confermato dagli stessi Africa Corps in un post su Telegram di ieri in cui si precisa che come prima cosa sono stati portati via i feriti e gli equipaggiamenti pesanti e che la situazione nel Mali rimane difficile. Diversi video, la cui veridicità è stata confermata dal Moscow Times mostrano un convoglio di mezzi, di cui facevano parte un veicolo corazzato per il trasporto truppe, tre pick up modificati, un mezzo di fabbricazione cinese Shacman SX2190N in dotazione ai mercenari russi, sistemi missilistici Grad, ha attraversato il centro della città da sud, dove si trova una base delle forze regolari del Mali e una base russa, per dirigersi a ovest, nella direzione della principale strada per uscire da Kidal. Diversi mezzi russi, trasportati nel Mali solo lo scorso anno, sono stati incendiati.
La Wagner, iniziativa dell'imprenditore Evgheny Prigozhin caduto in disgrazia e morto in un incidente aereo, insieme al cofondatore Dmitry Utkin, per aver creduto di poter fare la guerra ai vertici militari, aveva piano piano negli anni scorsi occupato postazioni strategiche in Africa, inviando addestratori e unità per la protezione di siti sensibili, come le miniere della Repubblica Centrafricana. Nel Mali avevano consolidato la loro posizione nel 2021 per assistere la giunta militare, al posto dei militari francesi, contro i jihadisti e soprattutto per assumere il controllo del Sahel, esteso con lo stesso meccanismo - prima la presa di potere dei militari, poi la formalizzazione di accordi con i russi nel settore della difesa - in Burkina Faso e Niger.
"E' più una sconfitta psicologica, in termini di equipaggiamenti e materiali persi. Non penso che i loro asset all'aeroporto (d Bamako, ndr) siano stati toccati. La loro base di Kodal è stata saccheggiata ma la maggior parte dell'infrastruttura è intatta", ha spiegato Ulf Laessing, direttore del Programma Sahel della Konrad Adenauer Foundation, in una intervista al quotidiano in lingua inglese.
Africa Corps, un nome che si ispira agli Africakorps del terzo reich, ha preso in mano le attività di Wagner in Africa, di cui era rivale, assorbendone anche il personale. Viene descritta come una struttura rigida, centralizzata, e maggiormente disciplinata della Wagner. Il suo obiettivo è quello di portare a termine "operazioni militari a grande scala sul continente africano per sostenere i Paesi che cercano di sbarazzarsi dalle dipendenze neocoloniali, ripulire la presenza occidentale e acquisire la piena dovranità", come ha spiegato l'analista militare russo Igor Korotchenko. Africa Corps sono presenti in Burkina Faso, Libia, Sudan, Repubblica centrafricana e Niger. Nel Mali sostituisce Wagner a partire dal 2024, con centinaia, forse migliaia di mercenari. Sono molti i comandanti della Wagner che passano agli Africa Corps, portando in dote i loro uomini.
Pagina 17 di 207
Sarda News - Notizie in Sardegna
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Per proporre i tuoi feed o un contenuto originale, scrivici a info@sardanews.it
CAGLIARI – La Polizia di Stato di Cagliari ha sottoposto a fermo due persone di 25 e 27 anni, originarie di Napoli
CAGLIARI – Un vero e proprio deposito di droga è stato scoperto dalla Squadra Mobile, Sezione
SASSARI – Un sassarese pregiudicato, responsabile di una serie di rapine e furti ai danni di attività commerciali
VILLASIMIUS – Si sono concluse nel tardo pomeriggio di oggi le operazioni di ricerca di
ORISTANO – Un'operazione congiunta della Guardia di Finanza e della Polizia