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(Adnkronos) - In un contesto globale segnato da instabilità, transizioni industriali ed evoluzione tecnologica, il talento diventa vero motore di innovazione e principale leva per affrontare le complessità e adattarsi ai cambiamenti. È questo il messaggio al centro di 'Talents do it better', il nuovo libro di Pasquale Frega, Stephan Bissig e Chris Howarth, presentato oggi a Milano. Il volume nasce dall’esperienza professionale diretta degli autori in contesti internazionali e propone una rilettura del ruolo della leadership nelle organizzazioni contemporanee. Mettendo in discussione modelli tradizionali di gestione delle persone, spesso ancora fondati su controllo e standardizzazione, gli autori propongono nuovi approcci per guidare le persone nelle organizzazioni, senza perdere di vista la dimensione umana della leadership.
Al centro della riflessione si colloca il concetto di 'hypertalenting': una strategia orientata all’individuazione e alla valorizzazione di talenti capaci di sfidare lo status quo e generare un impatto reale e misurabile. L’innovazione, spiegano gli autori, non nasce esclusivamente da processi o strategie, ma dalla presenza di una massa critica di persone che pensano e agiscono in modo diverso. È questa combinazione a rendere possibile una crescita duratura, senza snaturare l’identità dell’organizzazione. A dare concretezza a questo approccio è il modello delle 4S -Spot, Steward, Stretch, Sustain- che traduce l'hypertalenting in una pratica di leadership quotidiana.
Spot è l'arte di riconoscere il talento andando oltre competenze ed esperienza, per cogliere potenziale, mindset e capacità di adattamento. All'interno di questo framework si colloca la formula del talento 70/30: un equilibrio intenzionale tra il 30% di talenti dirompenti -capaci di innescare l'innovazione- e il 70% di abilitatori, essenziali per garantire stabilità ed esecuzione. Per identificare quel 30% dirompente, il libro introduce Star -State of mind, trials, activator, results- un framework di valutazione in quattro dimensioni pensato per riconoscere un autentico potenziale dirompente, sia all’interno che all’esterno dell’organizzazione. Un altro pilastro di Spot è il 'mentoring retreat': un offsite strutturato che offre ai leader una conoscenza intima dei loro migliori talenti, come nessuna performance review potrà mai fare.
Steward ridefinisce il ruolo di leader come facilitatore e sponsor, superando il paradigma del controllo. I talenti dirompenti non vanno gestiti, ma accompagnati attraverso fiducia, protezione e sponsorship, creando contesti psicologicamente sicuri, in cui le idee possano trasformarsi in risultati concreti. Stretch riguarda invece l'accelerazione dello sviluppo, affidando al talento ruoli e missioni capaci di ampliare competenze, modo di pensare e identità professionale. Invece di attendere che le persone siano "pronte sulla carta", il leader assume rischi calcolati, allineando la crescita individuale ad obiettivi organizzativi ambiziosi. Quando scopo personale e scopo aziendale si rafforzano reciprocamente, aumentano performance e ingaggio. Infine, Sustain assicura continuità e coerenza nel tempo: l'hypertalenting, non deve essere un’iniziativa episodica, ma un approccio strutturato supportato da strumenti come il 'talent review process', che permettono di allineare strategia, struttura e succession planning alle esigenze future.
Nel corso della presentazione, gli autori hanno condiviso anche il significato personale e professionale del percorso che li ha portati alla realizzazione del libro. "È stata un'esperienza unica condividere la mia passione per lo sviluppo dei talenti in un’opera che mostra come il talento, se valorizzato, possa essere dirompente e fare la differenza -ha dichiarato Pasquale Frega, presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia-. Un approccio che ho l’opportunità di portare avanti anche in Philip Morris Italia, promuovendo una cultura della leadership fondata sulla valorizzazione delle persone, sulla fiducia e sulla responsabilità".
Per Stephan Bissig, founder leader Growth Llc, "Talents do it better nasce dalla consapevolezza che in tempi di continui cambiamenti, i modelli tradizionali non sono più efficaci. Il nuovo vantaggio competitivo deriva da scommesse audaci sui talenti". Ma il libro, ha aggiunto, va oltre il tema del talento in sé: "Parla del coraggio di investire sulle persone e di riconoscerne il potenziale". Chris Howarth, Group chro, Zentiva ha infine sottolineato: "È un privilegio mettere per iscritto la conoscenza, la pratica e gli insegnamenti maturati nel corso degli anni. L'auspicio è che questo lavoro offra ai leader e ai loro talenti gli strumenti per prosperare e per liberare ulteriore potenziale all’interno delle organizzazioni".

(Adnkronos) - "Spero che la Procura di Roma, a cui due anni fa ho presentato un esposto, si muova e come i magistrati di Milano possa far luce su un sistema non trasparente e che si autoassolve. La giustizia sportiva si è sempre rifiutata di andare a fondo, spero in quella ordinaria". Lo afferma all’Adnkronos l’ex fischietto Daniele Minelli che lo scorso luglio ha detto addio all’arbitraggio. Nel 2021 aveva presentato un esposto alla Procura Federale e poi nel 2024 una querela alla Procura di Roma lamentando la falsificazione di voti e verbali.
"So per certo che il mio esposto non è stato archiviato dai magistrati e il mio auspicio è che ci siano sviluppi… Ho portato documenti e chat tra i componenti della Commissione arbitrale da cui emergevano irregolarità nelle graduatorie e voti agli arbitri che nella mail erano in un modo e poi agli atti in un altro". A pochi giorni dal nuovo scandalo che coinvolge, tra gli altri, il designatore arbitrale (autosospeso) Gianluca Rocchi indagato per concorso in frode sportiva, l’ex arbitro di 43 anni valuta se rivolgersi anche alla Procura di Milano e se "le bussate al vetro della sala Var possano costituire un altro elemento della mia difesa volta a mostrare un sistema opaco in cui cambiano i nomi, ma non la sostanza".
Di quei presunti "suggerimenti" al Var, uno dei capitoli dell’indagine del pubblico ministero di Milano Maurizio Ascione, "nell'ambiente si sapeva, anche se il protocollo non lo permette. Nel caso di Udinese-Parma (una delle partite sotto la lente della Procura, ndr) è pacifico che se quell'addetto Var ha preso una valutazione positiva va a incidere sul voto e, di conseguenza, sulla graduatoria interna degli arbitri stabilendo chi rimane e chi va a casa, chi guadagna e chi no. Il tutto con effetti anche sulla classifica del campionato, se in una partita viene fatto e per un'altra no" conclude Minelli.
In occasione della festa di Sant'Efisio, venerdì 1 maggio, il Ctm
ha allestito a Cagliari due pensiline floreali nel largo Carlo
Felice, una davanti alla Rinascente, l'altra di fronte al
municipio, per celebrare "sa Ramadura", il rito tradizionale sardo
in cui le strade vengono cosparse di petali di fiori per
accompagnare e onorare il passaggio del martire guerriero.
(Adnkronos) - Spettacolo ai quarti di finale del Masters 1000 di Madrid. Oggi, mercoledì 29 aprile, Jannik Sinner ha battuto lo spagnolo Rafa Jodar, staccando il pass per la semifinale. Sul vetro della telecamera, il numero 1 del ranking Atp ha scritto: "What a player", "Che giocatore". Senza risparmiare i complimenti al talentuoso avversario, il 19enne spagnolo che in questi giorni ha incantato il mondo del tennis.
Al termine del match, nella classica intervista post-partita, Sinner ha aggiunto: "Jodar mi ha spinto fino al limite, è un giocatore incredibile. Era la prima volta che lo affrontavo, le prossime volte saprò cosa aspettarmi. Sono molto felice della vittoria, è stata una partita di grande qualità. Nel secondo set ho avuto un po' di fortuna, ora pensiamo al prossimo turno. Essere in semifinale per la prima volta a Madrid vuol dire tanto".
In occasione della festa di Sant'Efisio, venerdì 1 maggio, il Ctm
ha allestito a Cagliari due pensiline floreali nel largo Carlo
Felice, una davanti alla Rinascente, l'altra di fronte al
municipio, per celebrare "sa Ramadura", il rito tradizionale sardo
in cui le strade vengono cosparse di petali di fiori per
accompagnare e onorare il passaggio del martire guerriero.
(Adnkronos) - I Maneskin di nuovo insieme. Damiano David, Victoria De Angelis, Thomas Raggi ed Ethan Torchio si sono ritrovati per una cena a Roma, lì nella stessa città dove tutto è cominciato. Lunedì 27 aprile i quattro componenti della band sono stati avvistati insieme attorno al tavolo del ristorante 'Il Tulipano Nero', nel cuore di Trastevere.
Tuttavia, il motivo della riunion pare sia legato al compleanno di Victoria De Angelis, la bassista dei Maneskin che ieri, martedì 28 aprile, ha spento 26 candeline. Un'ottima occasione per trascorrere insieme una serata come ai vecchi tempi. Sarà questo il primo passo verso il ritorno ufficiale? Chi lo sa, ma le speranze dei fan che sognano di vederli di nuovo insieme sul palco rimangono ancora accese, ora più vive che mai.

(Adnkronos) - "Mi sono sentita sbagliata per tanto tempo". Rossella Erra ospite oggi, mercoledì 29 aprile, a 'La volta buona' ha raccontato la difficoltà di rimanere incinta. Oggi Erra è mamma di Beatrice, ma il percorso non è stato facile: "Ho avuto enormi difficoltà", ha detto.
L'opinionista di Ballando con le stelle ha spiegato di essersi sottoposta a diverse cure definite da lei come "umilianti": "Ho dovuto fare tante cose personali per rimanere incinta". Poi, è arrivata Beatrice "ma ogni volta che facevo il test di gravidanza lo vivevo come un fallimento".
Erra ha spiegato di essersi sentita sbagliata - "ho sempre pensato fosse colpa mia" - anche a causa dei commenti della gente: "Quando mi vedevano con la pancia pensavano fossi incinta, in realtà ero solo in carne".

(Adnkronos) - Un 'bel tirone' di spinello serve a mandare un messaggio importante, parola di Angelo Bonelli. Soprattutto se lo fai da non assuntore di cannabis e mentre vieni ripreso dalle telecamere di Pulp, il podcast di Fedez e Mr. Marra, che qualche centinaia di migliaia di utenti lo riesce a catturare. Ma, di fatto, com'è nata la 'gag' in cui il co-portavoce di Europa verde e leader di Avs (assieme a Nicola Fratoianni) si è concesso il lusso di fumarsi una canna insieme al rapper milanese, unico onorevole, dice Fedez, ad averlo fatto? "Non c'era niente di preparato - assicura Bonelli interpellato dall'Adnkronos -, subito dopo l'intervista con Michele Boldrin, Fedez ha tirato fuori lo spinello e ha chiesto se volessi fumarmelo con lui. Ho detto di sì, perché volevo lanciare un messaggio".
"La legalizzazione della cannabis è una storica battaglia nostra, non solo perché sarebbe la più grande patrimoniale contro le mafie, evitando anche la criminalizzazione dei giovani e meno giovani che la assumono e la marginalizzazione, al contrario, delle mafie, ma anche perché è utile anche a fini terapeutici. Viene data per esempio ai malati neurologici, come quelli che hanno il Parkinson o l'Alzheimer, o come terapia del dolore", dice ancora il deputato rossoverde.
Il passaggio in cui Bonelli si fuma lo spinello con Fedez non dovrebbe andare in onda nella puntata di Pulp della prossima settimana, che invece sarà dedicata al confronto del leader di Avs con Boldrin. Piuttosto è stato fatto per essere diffuso sui social, come pre-puntata. E chissà se sarà divertente come quel teaser.
Le politiche e le strategie mirate che dovranno essere adottate
dall'Unione europea per lo sviluppo delle regioni insulari e
ultraperiferiche, sono state al centro dell'assemblea generale
della conferenza delle Regioni periferiche e marittime e della
Commissione Isole, che si è tenuta a Cagliari. All'evento hanno
preso parte tra gli altri la presidente della Regione Sardegna
Alessandra Todde, il vicepresidente Giuseppe Meloni e il presidente
del Consiglio regionale, Piero Comandini, la presidente della
Commissione Isole, Marie Antoinette Maupertuis, e il presidente
della Conferenza delle regioni periferiche e marittime (CRPM),
Filip Reinhag.
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(Adnkronos) - L'Italia si costituisce parte civile nel processo penale per la strage di Crans-Montana. La presidenza del Consiglio dei ministri, "tramite l’Avvocatura Generale dello Stato, che a sua volta ha delegato uno studio legale elvetico", ha infatti "depositato l’atto di costituzione di parte civile della Repubblica Italiana" nel procedimento penale relativo all’incendio avvenuto nella località Svizzera tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026. "La decisione - si legge in una nota di Palazzo Chigi - è motivata dal danno diretto arrecato al patrimonio dello Stato italiano a causa delle ingenti risorse mobilitate dal Servizio nazionale della Protezione civile per l’assistenza medica, psicologica e logistica ai connazionali coinvolti".
"Sotto il profilo delle responsabilità - viene sottolineato da palazzo Chigi - il documento di costituzione di parte civile evidenzia come il coinvolgimento delle autorità locali nella genesi dell’evento sia considerato estremamente verosimile, giustificando la ferma richiesta di ristoro contro tutti i soggetti civilmente responsabili".
"Il governo italiano continuerà ad assicurare il massimo impegno nel monitorare ogni fase del procedimento giudiziario in Svizzera" sulla tragedia, "garantendo un’informazione costante e trasparente sulle proprie iniziative e confermando il pieno e ininterrotto supporto alle famiglie delle vittime e ai feriti, affinché sia fatta piena luce sulle responsabilità e sia resa giustizia per il grave danno subito dalla comunità nazionale", recita ancora la nota.

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(Adnkronos) - "Quattro mesi ogni anno: è il tempo che noi pazienti con malattia di Fabry perdiamo tra giornate di lavoro, visite, cure e giorni sottratti alla vita sociale a causa dei sintomi". Lo ha detto Stefania Tobaldini, presidente dell'Associazione italiana Anderson-Fabry, intervenuta alla presentazione - oggi a Roma - della campagna 'She SpeaXX', promossa da Chiesi Global Rare Diseases con la partecipazione di Aiaf. Obiettivo dell'iniziativa: colmare il gap di conoscenza e diagnosi di una patologia rara ancora troppo poco diagnosticata nella popolazione femminile.
La patologia genetica rara legata al cromosoma X, causata da mutazioni del gene GLA, colpisce vari organi, in particolare reni, cuore e sistema nervoso. "Si tratta di una malattia cronica a tutti gli effetti, non guarisce con le terapie attuali" spiega Tobaldini . Tra le principali manifestazioni ci sono stanchezza cronica, neuropatia periferica, febbre, formicolii a mani e arti inferiori, dolore toracico, disturbi gastrointestinali e ridotta sudorazione.
"Nonostante le cure disponibili, la patologia resta quindi presente nel tempo e incide in modo significativo sulla quotidianità di noi pazienti. Oltre agli accessi in ospedale — che non in tutte le Regioni possono essere sostituiti da cure domiciliari — i sintomi costringono spesso a rinunciare anche alla vita sociale, dalle uscite con gli amici alle vacanze. Anche andare a cena fuori o portare i nostri figli a scuola diventa un compito arduo. La malattia di Fabry è invalidante ma poiché i sintoni non sono visibili non è riconosciuta come tale" ha poi concluso.

(Adnkronos) - La malattia di Fabry "è ancora oggi poco conosciuta e spesso non riconosciuta. Questo vale in modo particolare per le donne, che possono presentare segni e sintomi diversi rispetto agli uomini. Proprio per questo è fondamentale sviluppare strumenti più adeguati per riconoscere e monitorare la patologia nella popolazione femminile". Lo ha detto Alessandra Vignoli, Vice President Cluster Mediterranean di Chiesi Global Rare Diseases, nel suo intervento alla presentazione - oggi a Roma - della campagna 'She SpeaXX', promossa da Chiesi Global Rare Diseases con la partecipazione dell'Associazione italiana Anderson-Fabry (Aiaf). Obiettivo dell'iniziativa: colmare il gap di conoscenza e diagnosi di una patologia rara ancora troppo poco diagnosticata nella popolazione femminile.
Parlare di Fabry al femminile "significa anche tenere conto delle diverse fasi della vita di una donna, come la gravidanza, l’allattamento e la menopausa, momenti in cui la gestione della malattia può richiedere un’attenzione specifica - ha evidenziato Vignoli -. L’obiettivo è quindi quello di dare maggiore visibilità a questa patologia rara e promuovere un approccio sempre più personalizzato, in linea con il nostro impegno nel supportare i pazienti lungo tutto il loro percorso di vita. Questa campagna di sensibilizzazione è volutamente promossa tra il mese di aprile, dedicato alla malattia di Fabry, e maggio, tradizionalmente legato alla figura femminile e alla maternità. Siamo molto lieti di sostenere questa iniziativa dedicata alla medicina di genere e, in particolare, alla salute delle donne".
Per quanto riguarda la campagna ‘She SpeaXX’, gli "obiettivi nel breve periodo sono principalmente due - le parole di Vignoli -. Da un lato, aumentare la conoscenza della malattia, aiutando a riconoscerne i sintomi e a ridurre il numero di pazienti non diagnosticati. Dall’altro, favorire l’empowerment delle donne, che spesso vedono i propri sintomi sottovalutati o poco riconosciuti. Ci aspettiamo quindi, in una prima fase, una maggiore consapevolezza sulla malattia di Fabry e sulle sue specificità nella popolazione femminile". Successivamente, l’obiettivo "è aiutare le pazienti a diventare sempre più protagoniste nella gestione della propria salute, attraverso un monitoraggio più attento, personalizzato e focalizzato sulle loro esigenze specifiche" ha poi concluso.

(Adnkronos) - La malattia di Fabry "è una patologia genetica rara e ancora poco conosciuta. Proprio per questo, il primo passo fondamentale è aumentare la consapevolezza tra medici e operatori sanitari. Questo lavoro deve partire dalla comunità scientifica, coinvolgendo le società scientifiche, le facoltà di medicina e le scuole di specializzazione, così da formare professionisti in grado di riconoscere precocemente la malattia". Lo ha detto Irene Motta, professoressa associata di Medicina interna all'università degli Studi di Milano, intervenuta alla presentazione - oggi a Roma - della campagna 'She SpeaXX', promossa da Chiesi Global Rare Diseases con la partecipazione di Aiaf. Obiettivo dell'iniziativa: colmare il gap di conoscenza e diagnosi di una patologia rara ancora troppo poco diagnosticata nella popolazione femminile.
Per migliorare le diagnosi, "è molto importante puntare sullo screening delle persone a rischio - ha spiegato l'esperta -. Questo consente di individuare pazienti che spesso hanno già sviluppato i primi sintomi, ma che possono essere presi in carico tempestivamente e seguiti con cure adeguate. Un altro strumento chiave è lo screening familiare: quando viene diagnosticato un primo caso in una famiglia, è fondamentale controllare anche gli altri membri. Dal punto di vista diagnostico, nelle donne è essenziale ricorrere all’analisi genetica. I test enzimatici, infatti, possono risultare normali o quasi, e questo rischia di portare a errori o ritardi nella diagnosi, soprattutto se non si ha esperienza con questa patologia. Per questo, l’analisi molecolare rappresenta oggi un passaggio decisivo".
Ma che cos’è, in concreto, la malattia di Fabry? "Si tratta di una malattia genetica ereditaria legata al cromosoma X, che provoca l’accumulo di sostanze dannose nelle cellule dell’organismo. Per molto tempo si è pensato che le donne fossero solo portatrici sane, ma oggi - ha sottolineato Motta - sappiamo che possono sviluppare la malattia a tutti gli effetti. Nelle donne, la patologia può manifestarsi in modo molto variabile: in alcuni casi è lieve, in altri può essere anche grave e coinvolgere diversi organi, come cuore, reni e sistema nervoso. Tra i sintomi più comuni c’è anche una forte stanchezza persistente, che non migliora con il riposo e può incidere pesantemente sulla qualità della vita". Per questo "è fondamentale parlare di malattia di Fabry anche al femminile: riconoscerla in tempo significa poter intervenire prima e migliorare concretamente la vita delle pazienti" ha concluso.

(Adnkronos) - "Per molti anni le donne affette dalla malattia di Anderson-Fabry sono state considerate erroneamente semplici portatrici sane. Questo equivoco ha avuto conseguenze importanti: diagnosi tardive, progressione della patologia e un impatto significativo sulla qualità della vita, oltre a un accesso ritardato alle terapie. Oggi, grazie ai progressi della ricerca scientifica, sappiamo che anche le donne possono manifestare i segni tipici della malattia. Questo ha aperto la strada a una presa in carico più adeguata, con percorsi di monitoraggio e cure specifiche". Lo ha detto Stefania Tobaldini, presidente di Aiaf (Associazione italiana Anderson-Fabry), intervenuta alla presentazione - oggi a Roma - della campagna 'She SpeaXX', promossa da Chiesi Global Rare Diseases con la partecipazione di Aiaf. Obiettivo dell'iniziativa: colmare il gap di conoscenza e diagnosi di una patologia rara ancora troppo poco diagnosticata nella popolazione femminile.
"Le criticità che le donne affrontano sono diverse - ha ricordato Tabaldini -. Una delle principali riguarda la trasmissibilità della malattia: spesso più membri della stessa famiglia ne sono affetti. Di conseguenza, molte donne si trovano a ricoprire un doppio ruolo, quello di paziente e quello di caregiver. Questo può portarle a trascurare la propria salute per dedicarsi alla cura di figli o genitori malati". Un’altra difficoltà "è legata alla scarsa conoscenza della patologia, che rende complicato ottenere il riconoscimento dell’invalidità. La malattia richiede frequenti controlli - ha spiegato - visite e terapie impegnative, ma non è ancora pienamente riconosciuta come invalidante. Questo comporta problemi sul lavoro, con assenze difficili da giustificare e l’impossibilità di accedere ai benefici previsti, ad esempio, dalla Legge 104".
C’è poi il tema della pianificazione familiare. "Affrontare una gravidanza può essere complesso, anche dal punto di vista emotivo, per il timore di trasmettere la malattia ai figli. Per questo - ha sottolineato Tabaldini - è fondamentale offrire alle coppie supporto adeguato, accesso alla consulenza genetica e informazioni chiare sulle opzioni disponibili e sui controlli necessari". Un messaggio importante "che vogliamo rivolgere alle donne è quello di informarsi e acquisire consapevolezza. Conoscere la malattia e i rischi associati permette di diventare protagoniste delle proprie scelte di salute e di affrontare il percorso con maggiore serenità". Tra i bisogni più urgenti espressi dalle pazienti "c’è la necessità di una presa in carico multidisciplinare ben organizzata. La gestione della malattia richiede infatti numerosi controlli: per questo - ha evidenziato la presidente di Aiaf - è essenziale ottimizzare i tempi, ridurre gli accessi in ospedale e favorire, dove possibile, le terapie domiciliari". Infine, il ruolo del caregiver è fondamentale. "In famiglie dove più persone convivono con la malattia di Fabry, il supporto quotidiano è cruciale. È però altrettanto importante che anche i caregiver ricevano sostegno, ad esempio attraverso percorsi di supporto psicologico, per gestire il carico emotivo e pratico legato alla malattia" ha poi concluso.

(Adnkronos) - Giallo di Pietracatella: nel giorno dell'esame irripetibile sui vetrini delle biopsie, al Policlinico di Bari, arriva anche la notizia del nuovo incarico al Centro Antiveleni del Maugeri di Pavia. Lo ha chiesto la procuratrice Elvira Antonelli, probabilmente per cercare ulteriori elementi.
I primi esami del Maugeri hanno certificato la presenza di ricina nel sangue di madre e figlia, Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, ma ora la procedura giudiziaria vuole risposte circostanziate a quesiti precisi e per questo la procuratrice ieri si è incontrata a Pavia con i responsabili del centro antiveleni, consegnando loro una serie di domande, a cui il Maugeri risponderà ufficialmente e relativamente all'indagine per omicidio. Intanto, a Bari, alle 15.30 al policlinico, è iniziato l'esame irripetibile sui vetrini delle autopsie.
"Sulle modalità dell'intossicazione non sappiamo ancora nulla. Oggi semplicemente andiamo a ricercare i reperti compatibili con questa intossicazione". Dall'autopsia in "alcuni casi si può risalire alle modalità e ai tempi", ha detto il medico legale incaricato dalla Procura di Larino, in provincia di Campobasso, Pia Benedetta De Luca, parlando con I giornalisti a Bari, prima dell'esame istologico al microscopio che è iniziato nell'istituto di anatomia patologica del policlinico di Bari, alla presenza di altri consulenti di parte. "Non è detto che per evidenziare l'intossicazione da ricina debba esserci la necrosi in tutti gli organi", ha poi precisato. "Ci sono alcuni reperti comunque compatibili con l'intossicazione".

(Adnkronos) - Il ministro della Cultura Alessandro Giuli interviene sul caso del Teatro delle Vittorie. E lo fa in diretta con Fiorello, che da giorni si batte contro la vendita del teatro da parte della Rai, tirando in ballo anche Beatrice Venezi. "Eccellentissimo Fiorello, posso assicurare che faremo tutto il possibile. Ora conteremo i pochi piccioli a disposizione del Ministero della Cultura e parleremo con la Rai. Se riusciremo con l’impresa potremmo realizzare un grande Teatro Sinfonico ed io nominerò Beatrice Venezi alla direzione", ha detto il ministro intervenendo in diretta nel corso della puntata di oggi de 'La Pennicanza'.
Fiorello, durante la puntata, aveva lasciato un audio indirizzato direttamente a Giuli. "Abbiamo saputo che le Belle Arti tutelano il Teatro delle Vittorie - aveva scandito lo showman siciliano -. So che anche la vigilanza Rai oggi ha presentato un’istanza per poter intervenire sulla questione del Teatro. Abbiamo avuto un’idea, potrebbe comprarlo lo Stato e darlo in concessione alla Rai… Costa poco, che cosa sono per lo Stato 14 milioni?" E poi la proposta di Fiore: "A noi piacerebbe anche un Teatro per farci i varietà intitolato a Pippo Baudo".

(Adnkronos) - Insegnare in Italia? È per lavoratrici mature. Già, perché l’80% è donna e over 45 prima di entrare nei ruoli, ma il cursus honorum è lungo. Si inizia a insegnare come precaria a 30 anni, qualcuna anche prima e dopo anni e anni di supplentite si entra di ruolo, spesso senza essersi mai interrogati sul proprio cedolino e sul proprio contratto di lavoro. Quasi sempre si ignora la normativa europea, ci si disinteressa di quella contrattuale pur coltivando da esperta la propria disciplina. Secondo il giovane e rappresentativo sindacato Anief è un paradosso tutto italiano: si parte dalla mortificazione dei diritti e non dalla valorizzazione di chi chiama in cattedra da precario prima dell’agognato ruolo, salvo poi negare il diritto alla famiglia coi trasferimenti.
Spesso il sindacato è latitante, a volte indifferente: Anief ha scelto di scendere in campo per rappresentare quelle giovani e quei giovani la cui vocazione deve essere accompagnata da riconoscimento professionale e tutela sindacale fin dai primi anni di studio universitari e durante i corsi di accesso all’insegnamento. Alessandro Albergoni, membro del board di Cesi Youth (confederazione europea che rappresenta 7 milioni di laboratori in Europa), presieduta da un altro dirigente sindacale nazionale di Anief Antonello Pietrangeli, è stato nominato coordinatore nazionale Anief della sezione giovani da Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e della Academy Cesi Europe, in occasione del convegno nazionale svolto a Palermo presso la Lumsa oggi.
“Il tema della formazione degli insegnanti è uno dei temi più affascinanti, però per portare avanti questa missione al meglio bisogna essere sempre consapevoli dei propri diritti, lo dico partendo dalla mia esperienza personale. Quando ho iniziato a insegnare, più di 25 anni fa, nessuno mi aveva detto quello che mi aspettava: nessuno in tutti gli anni di precariato mi aveva detto che cosa era un contratto, quali erano i miei diritti, cosa potevo fare, se potevo chiedere delle ferie, se potevo chiedere dei permessi, quale erano gli aumenti stipendiali. L’Anief vuole invertire questa tendenza e formare una classe di insegnanti e personale Ata consapevoli. La consapevolezza ti dà la possibilità di essere più incisivo, ti permette di avere più soddisfazione, ti permette anche di pianificare meglio la tua vita e tutto questo ha ricadute nel lavoro”, ha detto Marcello Pacifico, leader del sindacato Anief. “Oltre a fare questa campagna informativa vogliamo anche affrontare il tema della conoscenza di diritti e doveri: questo significa fare sindacato a 360 gradi. Vogliamo portare la questione dei lavoratori della scuola anche in Europa”, ha concluso Pacifico.
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Sarda News - Notizie in Sardegna
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CAGLIARI – La Polizia di Stato di Cagliari ha sottoposto a fermo due persone di 25 e 27 anni, originarie di Napoli
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ORISTANO – Un'operazione congiunta della Guardia di Finanza e della Polizia