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Sono più di 114mila le famiglie sarde, corrispondenti al 15,3% del
totale dei nuclei famigliari regionali, in condizioni di povertà
energetica. Significa che in Sardegna oltre 240mila persone hanno
estrema difficoltà ad accedere ai servizi essenziali come
riscaldarsi e farsi una doccia calda d'inverno, raffrescare gli
ambienti d'estate, poter cucinare adeguatamente e riuscire a
illuminare tutte le stanze della casa. Una situazione che
nell'Isola nell'ultimo periodo è letteralmente esplosa se si
considera che solo 2 anni fa i dati parlavano dell'8,9% delle
famiglie sarde in difficoltà a pagare l'energia elettrica
corrispondenti a 143mila persone. E' questo ciò che emerge
dall'analisi realizzata per Anap Confartigianato Sardegna,
dall'Ufficio Studi di Confartigianato, che ha esaminato i dati per
il 2025 rilasciati dall'Osservatorio Italiano per la Povertà
Energetica, e dall'Istat.
Un importante passo avanti nella cura della malattia di Alzheimer
al Policlinico Duilio Casula.
(Adnkronos) - Prima di poter accedere a una nuova terapia, in Italia un paziente attende in media 14 mesi a cui si aggiungono ulteriori differenze territoriali, che incidono sulla tempestività dell’accesso alla cura, sulla vita delle persone e sulla tenuta di un Sistema sanitario sotto pressione. Per accelerare l’accesso all’innovazione e ridurre le disuguaglianze serve un cambio di prospettiva: nuovi modelli sanitari basati sul valore della cura, attraverso gli esiti clinici, sociali, organizzativi ed economici. È questa la sfida raccolta dalle oltre 20 associazioni di pazienti attive in diversi ambiti, dall’oncologia al cardiovascolare, dalle malattie immunologiche a quelle neurologiche, riunite presso Sda Bocconi School of Management, per una nuova tappa del progetto ‘Pazienti in agorà’, promosso da Novartis. Con il supporto degli esperti di Sda Bocconi - informa la farmaceutica in una nota - le associazioni lavoreranno a strumenti concreti per dare voce e misura al valore reale della cura, contribuendo a un ruolo più attivo dei pazienti nella raccolta e analisi dei dati e nella definizione delle priorità, al fianco delle istituzioni e degli altri attori del sistema salute.
L’obiettivo è riconoscere e formalizzare il ruolo dei pazienti nelle decisioni relative ai percorsi di cura, su cui le istituzioni hanno avviato un percorso concreto che sta generando passi avanti positivi. “In un momento di grande complessità, in cui il nostro Sistema sanitario è sottoposto a una pressione crescente, diventa fondamentale concentrarci sulla centralità del paziente come leva per evolvere la cura”, osserva l’onorevole Tiziana Nisini, intervenuta nell’Agorà ospitata in Sda Bocconi. “Il nostro impegno, come istituzioni - prosegue - è rivolto al miglioramento dei percorsi di diagnosi e trattamento, sfruttando appieno le opportunità offerte da nuovi modelli e strumenti, come quelli digitali, che permettono di avvicinare la cura al paziente in risposta ai bisogni reali”. Le associazioni lavoreranno quindi per evolvere il modo in cui il valore della cura viene misurato e valutato: non più solo l’efficacia del farmaco, ma dell’intero percorso del paziente, dalla diagnosi all’assistenza, includendo la qualità della vita, l’impatto sociale ed economico e valorizzando le nuove opportunità offerte dall’Ia e dal digitale. Una visione più ampia da cui possono nascere risposte più rapide, eque e sostenibili per i pazienti e per il Ssn.
“Una nuova prospettiva di sanità basata sul valore richiede, per realizzarsi, dati ed evidenze non solo di tipo clinico, ma anche economico e sociale, di impatto sulla qualità di vita e sui potenziali risparmi per il sistema paese”, spiega Emanuele Monti, presidente Commissione IX Sostenibilità sociale, casa e famiglia del Consiglio regionale della Lombardia e membro del Cda di Aifa, Agenzia italiana del farmaco. “Per questo, il contributo dei pazienti e delle loro associazioni è fondamentale a livello istituzionale, nazionale e regionale per mettere in evidenza i bisogni reali e favorire interventi mirati. Il percorso ‘Pazienti in agorà - precisa - rappresenta in questo senso un’utile piattaforma di lavoro, che valorizza concretamente il ruolo dei pazienti per migliorare la cura”.
La collaborazione è il valore fondante di ‘Pazienti in agorà’ - riporta la nota - che fa parte del progetto ‘Partner per il futuro’ avviato da Novartis nel 2023, nell’ottica di un’azione condivisa da parte di tutti gli attori del sistema salute per realizzare un obiettivo comune e garantire un accesso equo e tempestivo alla cura. “Riconoscere e sostenere il valore reale della cura, intesa oltre il farmaco – puntualizza Valentino Confalone, amministratore delegato di Novartis Italia – è ciò che serve per affrontare la complessità attuale, sostenere il nostro Ssn e non perdere la posizione di eccellenza della sanità italiana nelle scienze della vita. Dobbiamo impegnarci per consolidare una visione comune, che consideri l’innovazione come un investimento strategico per il futuro e per farlo serve riconoscere e misurare il valore reale della cura, a partire dai bisogni dei pazienti. Come azienda siamo determinati a dare il nostro contributo”.
Dopo la sua nascita nel marzo 2025 e la definizione di aree d’azione prioritaria, l’Agorà di pazienti compie oggi un passo avanti ed entra in Sda Bocconi - evidenzia la farmaceutica - per consolidare competenze e strumenti che permetteranno alle associazioni dei pazienti di contribuire in modo attivo e consapevole alla costruzione di una sanità più equa, sostenibile e orientata al valore. I temi affrontati nel percorso di lavoro comprenderanno: la raccolta e misurazione di dati e indicatori del valore della cura; le dinamiche di interazione e comunicazione con gli interlocutori istituzionali a livello nazionale e regionale e la partecipazione dei pazienti ai processi relativi all’innovazione, a partire dalla ricerca lungo tutto il percorso di cura.
“La sanità basata sul valore è un cambio di paradigma indispensabile, che per realizzarsi non può prescindere dall’ascolto e dal coinvolgimento attivo dei pazienti”, illustra Monica Otto, Associate professor of practice della Sda Bocconi School of Management, Divisione Government, Health e Non Profit. “Come Sda Bocconi siamo felici di accogliere il progetto ‘Pazienti in agorà’ e ci auguriamo che i prossimi mesi di lavoro insieme alle associazioni di pazienti possano contribuire concretamente allo sviluppo di percorsi di cura di valore a livello nazionale e territoriale”. Le associazioni di pazienti - conclude la nota - acquisiranno non solo informazioni e approfondimenti tecnici, ma soprattutto consapevolezza del proprio ruolo come motore di modelli innovativi di collaborazione, in ottica di equità e riduzione dei tempi di accesso alla cura.

(Adnkronos) - Il Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha espresso un parere positivo riguardo alla concessione dell’autorizzazione all’immissione in commercio di trofinetide per il trattamento dei sintomi neurocomportamentali della sindrome di Rett, in pazienti adulti e pediatrici di età pari o superiore a 5 anni. Lo annuncia, in una nota, Acadia Pharmaceuticals, sottolineando che, se approvato dalla Commissione europea, trofinetide sarebbe il primo trattamento dei sintomi neurocomportamentali della sindrome di Rett nell’Unione europea (Ue). "L'opinione positiva del Chmp per trofinetide - commenta Catherine Owen Adams Ceo di Acadia - è un importante traguardo nella nostra missione di portare questa terapia innovativa alle persone che vivono con la sindrome di Rett in tutta Europa. Per troppo tempo, le famiglie che vivono con la sindrome di Rett non hanno avuto a disposizione alcuna terapia approvata specificamente per questa condizione devastante. Siamo determinati a fare la differenza nella vita dei pazienti, dei caregiver e di tutta la comunità Rett, dando risposte a bisogni medici significativi e ancora insoddisfatti e accogliamo con grande soddisfazione il risultato di questo processo di riesame”.
La raccomandazione del Chmp si basa principalmente sui risultati dello studio di fase 3 Lavender, che ha dimostrato miglioramenti statisticamente e clinicamente significativi nelle caratteristiche principali della sindrome di Rett, misurati mediante il questionario sul comportamento della sindrome di Rett (Rsbq) e la scala dell'impressione clinica globale di miglioramento (Cgi-I). Questi risultati - riferisce la farmaceutica - indicano che il trattamento con trofinetide - un analogo sintetico del tripeptide N-terminale del fattore 1 di crescita insulino-simile - può agire su alcuni degli aspetti più gravosi della sindrome di Rett, che incidono negativamente sulla qualità della vita dei pazienti e dei loro caregiver. “Per decenni - spiega Pedro Rocha, presidente Rett Syndrome Europe - le famiglie europee colpite dalla sindrome di Rett non hanno avuto a disposizione alcuna opzione di trattamento approvata, anche se questa condizione invalidante causa una grave compromissione in diverse aree e colpisce quasi ogni aspetto della vita dei pazienti. L'opinione positiva del Chmp rappresenta una speranza per le migliaia di persone che vivono con questa condizione devastante, le loro famiglie e i loro caregiver”. In seguito alla raccomandazione del Chmp, la Commissione europea esaminerà il parere e si prevede che emetterà una decisione finale nei prossimi mesi. L’approvazione di trofinetide sarebbe valida in tutti i 27 stati membri dell’Ue, oltre che in Islanda, Liechtenstein e Norvegia.
La sindrome di Rett - si legge nella nota - è un raro disturbo neuroevolutivo complesso che si manifesta in circa una su 10-15mila nate di sesso femminile in tutto il mondo. La malattia è solitamente causata da una mutazione genetica sul gene MeCp2. Una bambina affetta da sindrome di Rett ha generalmente uno sviluppo apparentemente normale fino a 6-18 mesi. In seguito, molte delle sue capacità sembrano rallentare o stagnare, quindi regredire. Le manifestazioni della patologia possono anche includere lo sviluppo di stereotipie delle mani, come torcere e battere le mani, e anomalie dell’andatura. La maggior parte delle persone che convivono con la sindrome di Rett solitamente vive fino all’età adulta e richiede un’intensa assistenza continuativa.

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(Adnkronos) - Nessuno “vuole solo distruggere” . Ma "no a una destra che si adegua". In un colloquio con l’Adnkronos, il leader di Futuro nazionale Roberto Vannacci, commenta le parole del premier Giorgia Meloni che nell’intervista a Rete 4 di ieri sera ha parlato di Futuro nazionale, ribadendo come il movimento del generale sia di fatto schierato con l’opposizione. Meloni dice che Vannacci vuole “solo distruggere”.
“Noi non vogliamo distruggere - è il suo ragionamento -. Piuttosto ricordiamo bene. Ci ricordiamo il blocco navale, lo stop alle accise, le preferenze nella legge elettorale. E ci ricordiamo anche quel famoso 'è finita la pacchia' rivolto all’Unione Europea”. “Parole forti e promesse chiare -lamenta- a fronte di quali risultati?”
Per Vannacci Futuro Nazionale non nasce per demolire la destra ma “perché milioni di italiani non vogliono più una destra che promette battaglia e poi si adegua, che parla di sovranità e poi si prostra a Bruxelles”.
La premier Meloni "chiede fiducia, ma non accetta suggerimenti, proposte ed emendamenti da chi vuole solo riportare coerenza nel centrodestra”. “Le alleanze si fanno in due - sottolinea ancora Vannacci, replicando alle accuse che da ultimo ieri sera la Meloni in Tv ha rivolto a Fn, per non aver votato più volte la fiducia al governo in Aula - . "Non si può chiedere lealtà e poi ignorare chi pone questioni vere. Non si può pretendere il voto di fiducia a scatola chiusa, mentre ogni proposta seria viene respinta o trattata come un fastidio”, dice ancora.
Per Vannacci “Chi vuole costruire ascolta e chi vuole comandare da solo accusa gli altri di distruggere”. "Non siamo noi a dover dimostrare lealtà a voi, siete voi a dover dimostrare lealtà agli italiani”, ribadisce rivolto al governo. "Se poi Meloni vuole parlare con me, conosce il mio numero di telefono... invece di continuare a fare illazioni per interposta persona", spiega l'ex capo dei parà
"Presidente Meloni, se non vuole perdere completamente la faccia, almeno sulle preferenze nella legge elettorale dia un segnale”, dando vita “a preferenze vere, senza posizioni bloccate, e parlamentari nominati”, si rivolge così alla presidente del Consiglio sul tema della legge elettorale, chiedendole di tenere il punto sulle preferenze, su cui frenano Fi e Lega. “Tiri fuori gli attributi almeno su questo” perché “non costa un euro, non lo osteggiano le toghe rosse e non lo blocca la sua amica Frau von der Leyen”, dice nel giorno in cui è atteso il vertice di maggioranza per sciogliere il nodo sulla legge elettorale. Meloni “faccia vedere che almeno una cosa la riesce a portare a casa”. (di Francesco Saita).

(Adnkronos) - Al via un progetto di collaborazione scientifica tra l'Università degli Studi di Padova – Dipartimento di Scienze Chirurgiche, Oncologiche e Gastroenterologiche (DIscog), il Centre Hospitalier Universitaire (Chu) de Bordeaux e l'Université de Bordeaux per lo sviluppo di modelli tridimensionali biomimetici per la chirurgia robotica urologica. Uno degli aspetti più innovativi del progetto è il processo di realizzazione dei modelli. Ogni rene biomimetico viene sviluppato a partire dalle immagini Tc (tomografia computerizzata) di pazienti reali, opportunamente elaborate per ricostruire fedelmente l'anatomia del rene e della lesione tumorale.
"Nelle nostre sale operatorie è stato recentemente eseguito con successo un intervento di nefrectomia parziale robot-assistita su un modello tridimensionale in silicone di rene contenente una neoplasia - dice Fabrizio Dal Moro, direttore Clinica Urologica Azienda/Università di Padova e referente del progetto per il Doscog -.Questa attività rappresenta una tappa fondamentale del progetto di ricerca. Durante la simulazione sono stati raccolti dati e osservazioni che contribuiranno allo sviluppo e al perfezionamento delle future generazioni di modelli, rendendoli sempre più realistici e utili per la pianificazione preoperatoria e la formazione dei chirurghi"
L'intero processo avviene nel pieno rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali. Le immagini impiegate sono completamente anonimizzate e non contengono alcun elemento che consenta l'identificazione dei pazienti, garantendo la massima tutela della privacy. La collaborazione tra il Discog dell'Università di Padova, il Chu de Bordeaux e l'Université de Bordeaux ha l'obiettivo di sviluppare strumenti sempre più efficaci per la simulazione chirurgica, contribuendo a migliorare la preparazione degli specialisti e, in prospettiva, la sicurezza e la qualità delle cure offerte ai pazienti. I risultati di queste attività saranno valorizzati anche nel corso di Erus26 (European Robotic Urology Section), uno dei principali congressi internazionali dedicati alla chirurgia robotica urologica che si terrà dal 9 all’11 settembre, dove le nuove tecnologie per la simulazione rappresentano uno dei temi di maggiore interesse scientifico.

(Adnkronos) - Esordio con brividi, caduta e rimonta per Jannik Sinner a Wimbledon 2026. Durante il match contro Kecmanovic, il campione italiano ha fatto trattenere il fiato a milioni di tifosi. "Fortunatamente il campione azzurro si è rialzato e ha continuato a giocare, nonostante un evidente sanguinamento sulla superficie laterale dell' avampiede dx che però era dovuto a un problema ad un'unghia come ha rassicurato subito al termine del match. Queste cadute avvengono più frequentemente nel passaggio dalla stagione su terra battuta a quella su erba, il motivo non risiede solo nella tecnica del giocatore, ma nella biomeccanica del contatto tra suola della calzatura e superficie di gioco specialmente al passaggio stagionale da una superficie all'altra". Lo spiega all'Adnkronos Salute il medico-fisiatra Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all'UniSalento e segretario generale della Simfer (Società italiana di medicina fisica e riabilitativa).
"La letteratura scientifica ha messo in evidenza chiaramente come le superfici influenzino drasticamente il tasso di infortuni. Infatti, mentre sulla terra rossa l'incidenza degli infortuni è la più bassa in assoluto (circa il 3,5% per match), l'erba ha un coefficiente di smorzamento diverso e, soprattutto, un attrito estremamente variabile. L'umidità, l'usura del campo vicino alla linea di fondo e la natura stessa del manto erboso rendono la superficie instabile - avverte Bernetti - Sull'erba infatti i giocatori devono piantare il piede per cambiare direzione rapidamente e quando il piede, invece di fare presa, scivola inaspettatamente, si rischia appunto di cadere. Il motivo è controintuitivo, la terra permette una scivolata 'controllata'. Infatti, quando un tennista frena su terra, la superficie cede leggermente e il piede scivola in modo fluido".
Invece sull'erba l'aderenza può venir meno all'improvviso, come nel caso di Sinner. "La perdita improvvisa di aderenza porta spesso a una brusca iperestensione del ginocchio o a distorsioni della caviglia. Inoltre - aggiunge - il tentativo disperato di recuperare l'equilibrio può causare anche problematiche muscolari. Senza considerare come, quando la caduta diventa inevitabile, il riflesso incondizionato è quello di parare il colpo con le mani per proteggersi con il rischio di traumi anche a livello del polso e della spalla".
Il calendario tennistico "concede pochissime settimane per adattare il corpo dalla terra di Parigi all'erba di Londra. Dal punto di vista preventivo, il lavoro da fare è enorme - suggerisce il medico-fisiatra - Si lavora sulla propriocezione, ovvero la capacità del sistema nervoso di percepire la posizione del corpo nello spazio e sulla reattività. I tennisti devono riprogrammare i loro movimenti per un gioco più basso e reattivo. Anche l'equipaggiamento è vitale. Le scarpe da terra rossa presentano una suola a spina di pesce per favorire lo scivolamento controllato. Invece le scarpe da erba sono dotate di una suola piatta ricoperta da piccoli tacchetti in gomma, progettati specificamente per penetrare il manto erboso e fare presa sulla terra sottostante, riducendo al minimo il rischio di cadute da carenza di aderenza".
"Sicuramente - conclude - tutti aspetti ampiamente considerati dal team di Sinner, che probabilmente sarà caduto per le caratteristiche intrinsecamente insidiose del manto erboso. Speriamo che il piccolo contrattempo non abbia creato conseguenze particolari, ci auguriamo che il campione prosegua il torneo fino in fondo".
(Adnkronos) - Lite, lancio di caschi e sedie, cassonetti rovesciati e poi gli spari. Prima con una pistola, poi l'arrivo di un uomo incappucciato armato di kalashnikov. Non ci sono feriti, ma è quanto accaduto nel tardo pomeriggio di ieri in piazza Montesanto a Napoli, all'esterno di una stazione. I video sono diventati virali sui social e mostrano anche un uomo che recupera una pistola dalla sua auto e spara in aria prima di allontanarsi, mentre poco dopo compare un'altra persona con un'arma da guerra che va nella direzione della sua fuga. Sul caso indagano gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Napoli, che hanno già acquisito i filmati della zona e quelli amatoriali. A pubblicarli sui social, il deputato di Alleanza Verdi-la Sinistra Francesco Emilio Borrelli.

(Adnkronos) - L'Europa continua a fare i conti con un'ondata di calore senza precedenti. Mentre l'ovest del continente inizia lentamente a respirare, il caldo estremo si sposta verso est, dove oggi Budapest rischia di superare i 40°C, secondo le previsioni del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine. Tra record storici, allerte rosse, incendi, blackout e disagi ai trasporti, sette Paesi sono in emergenza e gli esperti avvertono: la crisi climatica sta rendendo questi eventi sempre più intensi e frequenti.
Ieri, alcune zone dell'Europa centrale, orientale e meridionale sono state colpite da un'ondata di caldo torrido, a causa dello spostamento verso est della "cupola di calore" responsabile delle temperature record della scorsa settimana, che ha portato condizioni pericolose in una nuova area del continente. Belgrado e Bucarest hanno raggiunto rispettivamente i 38°C e i 37°C. La Slovacchia ha stabilito un nuovo record di temperatura, raggiungendo i 40,5°C in una città di confine meridionale, superando il precedente record di 40,3°C stabilito nel 2007. "Arrivano i due giorni più duri dell'ondata di caldo. Dimostriamo di essere capaci di completa unità nazionale. Prendiamoci cura gli uni degli altri", ha scritto lunedì su X il primo ministro ungherese Péter Magyar.
Le autorità ungheresi hanno pubblicato un elenco di oltre 2.000 centri climatizzati in tutto il paese per le persone che non riescono a trovare sollievo dal caldo nelle proprie case. Il ministro dell'energia ungherese ha concesso alla centrale nucleare di Paks un'esenzione temporanea dalle norme sulla temperatura dell'acqua di raffreddamento a valle, al fine di prevenire un'ulteriore drastica riduzione della produzione di energia a causa dell'ondata di calore.
Allerta rossa per caldo estremo è stata diramata in Ungheria, Polonia, Romania, Serbia, Croazia, Slovacchia e Bosnia-Erzegovina, con le autorità che esortano la popolazione a rimanere in casa durante le ore più calde della giornata. Domenica la Germania ha registrato la temperatura più alta per il terzo giorno consecutivo, con i dati preliminari del servizio meteorologico DWD che indicano 41,7°C a Coschen, nel Brandeburgo.
Il caldo estremo ha causato disagi ai trasporti in diverse città a causa del cedimento dei binari del tram, mentre la polizia di Berlino ha impiegato i cannoni ad acqua per rinfrescare la folla radunatasi negli spazi pubblici. In Croazia, il servizio meteorologico ha emesso ieri un'allerta rossa per regioni che includono la capitale, Zagabria, e le località turistiche di Spalato e Dubrovnik. Decine di vigili del fuoco, supportati da quattro velivoli, hanno combattuto un incendio che stava devastando le pinete sull'isola turistica di Vis, nel Mar Adriatico, a circa 55 km a sud-ovest di Spalato.
Intanto, la fase più critica dell'ondata di calore ha iniziato ad attenuarsi nell'Europa occidentale, dopo che sono stati infranti i record di temperatura. In Francia, le autorità hanno affermato che l'ondata di calore ha contribuito a oltre 1.000 decessi in eccesso, mentre l'Istituto nazionale della sanità ha registrato più di 800 decessi aggiuntivi a livello nazionale.
In altre zone, le condizioni meteorologiche estreme hanno portato violente tempeste. Nell'Alto Adige, le piogge torrenziali hanno provocato alluvioni lampo e frane, con accumuli fino a 50 mm in una sola ora in alcune aree. Diversi residenti sono stati evacuati dalle proprie case, mentre i vigili del fuoco hanno soccorso una persona rimasta intrappolata in un garage dopo l'esondazione di un fiume vicino alla città di Merano. L'ondata di calore che sta devastando l'Europa, la più grave e diffusa di sempre, è possibile solo a causa della crisi climatica innescata dalla combustione di combustibili fossili , hanno affermato gli scienziati.

(Adnkronos) - Un fuoco acceso per cuocere i wurstel avrebbe provocato il grave incendio che, nella notte tra il 20 e il 21 giugno, ha danneggiato il leccio monumentale di via di Belmonte, uno degli alberi più preziosi del patrimonio naturalistico di Bagno a Ripoli (Firenze). Al termine di un'articolata attività investigativa, i carabinieri della stazione di Grassina hanno individuato i presunti responsabili: quattro giovanissimi, tutti minorenni, denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze.
L'albero si trova all'interno di una proprietà della Misericordia di Firenze ed è considerato un vero e proprio monumento naturale. Si tratta infatti di un esemplare ultrasecolare di altissimo valore storico, paesaggistico e ambientale, iscritto nel Registro regionale degli Alberi Monumentali della Toscana. L'allarme era scattato nel cuore della notte, quando alcuni cittadini avevano notato fumo e bagliori provenire dall'area boschiva circostante. La segnalazione al numero unico di emergenza 112 aveva fatto intervenire tempestivamente i vigili del fuoco e i carabinieri del nucleo radiomobile di Firenze.
Una volta raggiunto il luogo dell'incendio, i soccorritori avevano accertato che il leccio era stato interessato da un'importante combustione. Le fiamme avevano colpito soprattutto la cavità interna del tronco, una delle parti più delicate di un albero così antico, facendo temere inizialmente conseguenze irreparabili.
Fortunatamente, gli accertamenti tecnici eseguiti nei giorni successivi hanno restituito un quadro meno allarmante del previsto. Durante il sopralluogo effettuato il 24 giugno dai consulenti agronomici è emerso infatti che il leccio conserva complessivamente buone condizioni vegetative. Gli specialisti hanno escluso, allo stato attuale, situazioni tali da comprometterne la stabilità o la sopravvivenza, pur sottolineando la necessità di un monitoraggio continuo nel tempo per verificare l'evoluzione dei danni provocati dal calore.
Parallelamente sono partite le indagini dei carabinieri della stazione di Grassina, supportati dai militari del nucleo carabinieri forestale e dalla sezione investigazioni scientifiche di Firenze. Gli investigatori hanno esaminato con attenzione tutta l'area circostante il monumentale esemplare arboreo, rinvenendo numerosi elementi che hanno consentito di ricostruire quanto accaduto.
Nei pressi del tronco sono stati trovati contenitori di bevande, confezioni alimentari, residui di cibo e una zona circolare con tracce di cenere, chiari indizi della presenza di persone che avevano trascorso del tempo nell'area poco prima dell'incendio.
L'elemento decisivo è stato il ritrovamento di uno scontrino fiscale emesso da un supermercato della zona. Gli articoli riportati sul documento coincidevano infatti con i prodotti rinvenuti sul posto. Da quel momento gli investigatori hanno acquisito le immagini dell'impianto di videosorveglianza dell'esercizio commerciale e quelle di un'azienda situata lungo il percorso che conduce al bosco. L'analisi dei filmati ha consentito di seguire gli spostamenti di un gruppo composto da quattro ragazzi minorenni, ripresi mentre si dirigevano verso l'area del leccio con bottiglie e generi alimentari acquistati poco prima.
Una volta identificati e convocati presso la caserma dei carabinieri, i quattro giovanissimi hanno ammesso le proprie responsabilità, ricostruendo nei dettagli quanto accaduto. Hanno raccontato di essersi fermati nei pressi del grande albero e di aver acceso un piccolo fuoco utilizzando un accendino e alcuni rami raccolti sul posto con l'intenzione di cuocere dei wurstel.
Secondo il loro racconto, le fiamme sarebbero però rapidamente aumentate di intensità fino a diventare difficili da controllare. I ragazzi avrebbero quindi tentato di spegnere il fuoco utilizzando l'acqua che avevano con sé e calpestando il materiale ancora acceso. Convinti di essere riusciti a estinguere completamente il focolaio, si sarebbero infine allontanati senza richiedere l'intervento dei soccorsi e senza informare nessuno dell'accaduto.
Proprio questo particolare, spiegano gli investigatori, si è rivelato determinante. Le successive perizie agronomiche hanno infatti evidenziato come le caratteristiche del legno e della complessa struttura interna di un esemplare tanto antico abbiano consentito alla combustione di continuare lentamente all'interno della cavità del tronco. Un fenomeno difficile da percepire dall'esterno, che ha fatto sì che il fuoco covasse per diverso tempo prima di manifestarsi con fumo e fiamme ben visibili.
Sulla base delle evidenze raccolte, dei rilievi tecnici e delle ammissioni dei quattro giovani, i Carabinieri hanno trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze. Nei loro confronti vengono ipotizzate, a vario titolo, le fattispecie di distruzione, dispersione, deterioramento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici, oltre al danneggiamento seguito da incendio e alla violazione di domicilio.
Nel frattempo sono state adottate ulteriori misure per proteggere il leccio monumentale e consentire agli esperti di seguirne l'evoluzione. L'area è stata delimitata con nastri e cartelli di divieto ed è stata installata una rete di fototrappole, con l'obiettivo di scoraggiare nuovi accessi non autorizzati e monitorare costantemente il sito durante la fase di recupero della pianta.

(Adnkronos) - Dal caldo estremo agli eventi estremi. Arriva una tregua dalle temperature infernali degli ultimi giorni, ma la fase più instabile scatenerà violenti temporali che nel corso dei prossimi giorni colpiranno l'Italia da Nord a Sud. Si tratterà in ogni caso di una parentesi breve: l'afa, secondo gli esperti, potrebbe infatti tornare a soffocare la Penisola già dal prossimo fine settimana. Ecco le previsioni meteo di oggi, martedì 30 giugno, e per i giorni a venire.
Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, evidenzia la complessità di questa transizione, spiegando che prevedere con largo anticipo l'esatta collocazione di questi fenomeni è un compito davvero arduo per i modelli matematici in questo momento e le sorprese sono dietro l’angolo. In atmosfera è presente talmente tanta energia in gioco che i temporali possono esplodere ovunque e in modo repentino. In questo contesto, anche il mare gioca un ruolo cruciale e preoccupante: con temperature superficiali record che hanno raggiunto i 29°C, il bacino mediterraneo smette di fare da mitigatore e si trasforma in benzina pura per il maltempo, esaltando la violenza dei fenomeni.
Il vero pericolo associato a questa rottura barica è rappresentato dalla severità dei fenomeni convettivi. Il forte contrasto termico tra l'aria fresca in ingresso e lo strato caldo e umido preesistente solleverà violentemente l'aria verso l'alto, creando le condizioni ideali per la nascita di supercelle capaci di generare grandine di grosse dimensioni, potenzialmente rovinose per le coltivazioni e le infrastrutture. Massima attenzione va posta anche al rischio di downburst: si tratta di violente raffiche di vento lineari che scendono perpendicolarmente dal temporale, espandendosi orizzontalmente a velocità che possono superare i 100 km/h, provocando danni simili a quelli di una tromba d'aria.
Il danno, ormai, è fatto. Con un mare così bollente e un'atmosfera altrettanto surriscaldata, secondo l'esperto è del tutto utopistico sperare in un netto e duraturo calo termico su scala nazionale. Certo, nei prossimi giorni percepiremo un po' di refrigerio e una parziale flessione delle temperature, ma si tratterà di un sollievo relativo dovuto semplicemente al fatto che veniamo da un periodo meteo letteralmente folle dal punto di vista termico.
La tregua, di fatto, si preannuncia brevissima. L'inerzia termica del sistema è enorme e le proiezioni a medio termine indicano che questa parentesi instabile non lascerà tracce durature: già dal prossimo fine settimana il grande caldo potrebbe tornare a impossessarsi della Penisola, ripristinando condizioni di piena stabilità atmosferica.
Martedì 30. Al Nord: temporali pomeridiani dai rilievi verso alcune zone di pianura. Sole altrove. Al Centro: sole e acquazzoni sull’Appennino. Caldo. Al Sud: soleggiato, qualche rovescio sui monti.
Mercoledì 1 Luglio. Al Nord: forti temporali, locali grandinate. Al Centro: sole e caldo intenso. rovesci su zone interne. Al Sud: prevalenza di sole, isolati temporali sui monti.
Giovedì 2. Al Nord: instabilità in Romagna al mattino, sole altrove. Al Centro: forti temporali sul Lazio, instabile altrove. Al Sud: forte instabilità dal pomeriggio, specie in Campania.
Tendenza: generale miglioramento e nuovo rialzo termico a partire dal Nord

(Adnkronos) - L'esplosione di ieri sera nel Principato di Monaco ha fatto scattare la caccia all'uomo da parte della polizia, che sta cercando una persona sospettata di aver fatto detonare una bomba artigianale che ha ferito tre persone, tutte di nazionalità ucraina e parte di una stessa famiglia composta da padre, madre e figlio. Il padre sarebbe un oligarca di Kiev, Vadim Ermolaev secondo fonti vicine al dossier, ora in prognosi riservata assieme alla moglie. Il quotidiano Le Figaro ha riferito che le immagini delle telecamere di sorveglianza mostravano un uomo che lasciava cadere uno zaino all'ingresso di un palazzo residenziale poco prima dell'esplosione. Il principe Alberto II di Monaco ha descritto l'attentato come un "crimine efferato" e "uno choc per l'intera comunità monegasca". Ha affermato che "tutti i servizi statali interessati sono attualmente mobilitati" in collaborazione con le autorità francesi competenti.
Il procuratore generale di Monaco, Thibault Stéphane, ha dichiarato al giornale che due delle vittime versano in condizioni critiche. Il quotidiano ha inoltre riportato che le vittime erano ucraine. Éric Ciotti, il sindaco di destra della vicina Nizza, al di là del confine con la Francia, ha dichiarato su X: "L'attentato commesso questa sera è una tragedia per Monaco". BFM TV, un canale televisivo nazionale francese di informazione, ha descritto l'ordigno esplosivo come una "bomba contenuta in un pacco", citando il procuratore generale del principato. Secondo quanto riferito, la polizia che indaga sul caso ha ripreso il sospettato mentre posava uno zaino prima di fuggire a piedi, dirigendosi verso il confine francese. L'esplosione in un edificio residenziale è stata "molto probabilmente un attentato", ha dichiarato all'AFP il ministro di Stato Christophe Mirmand.
Mirmand ha dichiarato ai media locali che due delle vittime hanno riportato ferite "gravissime", ma non ha rivelato l'identità di nessuna di esse. Il governo monegasco ha affermato che i tre feriti sono stati trasportati in ospedale nella vicina città francese di Nizza. L'esplosione è avvenuta intorno alle 21 di ieri, ora locale. Secondo Mirmand, l'ordigno esplosivo conteneva bulloni e pallini da caccia, e la polizia sta indagando sull'accaduto. "A mia conoscenza, è la prima volta nella storia che un simile evento si verifica nel principato", ha affermato.

(Adnkronos) - Quattro arresti per l'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, avvenuto la sera del 16 ottobre 2025 a Pomezia, vicino Roma, quando un ordigno esplose davanti al cancello dell'abitazione del conduttore di Report. Nelle prime ore della mattina, nelle province di Napoli e Avellino, i carabinieri del Comando Provinciale di Roma, insieme con i militari dei Comandi Provinciali competenti, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale (3 in carcere e uno agli arresti domiciliari), emessa dal gip di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 4 persone accusate a vario titolo di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso.
I quattro arrestati hanno tutti precedenti, sono residenti nei comuni di Nola, Cicciano e Avella, nelle provincie di Napoli e Avellino e hanno tra i 53 e i 22 anni, con precedenti per droga e danneggiamento. Uno di loro era ai domiciliari da qualche giorno nell’ambito di un’indagine per stupefacenti. Dalle indagini è emerso, a quanto apprende l’Adnkronos, che tre degli arrestati hanno effettuato un sopralluogo sei giorni prima dell’attentato mentre sono stati in due a portare l’ordigno poi fatto deflagrare. Il commando avrebbe agito dietro un compenso economico di diverse migliaia di euro.
L'operazione (QUI IL VIDEO) è scattata a seguito delle indagini avviate dai carabinieri dei Nuclei Investigativi di Roma e Frascati dopo l’attentato dinamitardo ai danni di Ranucci, quando un ordigno fu fatto deflagrare davanti al cancello dell'abitazione del giornalista, distruggendo le sue due autovetture parcheggiate e danneggiando il muro perimetrale. L'indagine ha richiesto l'esame incrociato di tutti i sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, rilievi tecnico scientifici e l’esame di tutti i tabulati telefonici della vasta cella interessata, consentendo di ricostruire in modo minuzioso le fasi preparatorie, esecutive e successive dell'azione. In particolare, i rilievi tecnico scientifici svolti dalla Sezione Rilievi e dalla Squadra Artificieri del Nucleo Investigativo di Roma e i successivi accertamenti del R.I.S. di Roma hanno dimostrato che l'ordigno era costituito da una carica detonante composta da "gelatina da cava", dalla straordinaria capacità distruttiva, indicativo di una rete illecita di approvvigionamento del materiale.
Una telecamera installata sulla S.S. 148 “Pontina”, a diversi chilometri di distanza dal luogo del delitto, ha permesso di individuare una Fiat 500 X, risultata noleggiata in Campania, e di tracciarne il viaggio di andata verso Roma e il repentino ritorno nelle ore immediatamente successive all'attentato. L'analisi dei tabulati di traffico telefonico e telematico è stata di assoluto rilievo per le indagini. I dati dei ripetitori hanno dimostrato che il percorso dei cellulari utilizzati dagli esecutori materiali era perfettamente sovrapponibile al tracciato della Fiat 500 X in viaggio dalla Campania a Torvaianica sia il giorno dell’attentato sia in precedenza quando avevano effettuato un sopralluogo della zona.
Il commando avrebbe agito su specifico mandato di terze persone, allo stato non identificate, come "favore" e dietro compenso economico. I mandanti si sono adoperati per garantire supporto per tutelare i presunti esecutori, fornendo fondi, schede telefoniche dedicate, assistenza legale e pianificando una loro eventuale fuga all'estero.
Gli indagati hanno tentato in più occasioni di ostacolare le indagini effettuando bonifiche per cercare microspie, distruggendo schede Sim e concordando linee difensive omertose per dissimulare il loro coinvolgimento e coprire i mandanti. Contestualmente all’esecuzione degli arresti, sono tuttora in corso numerose perquisizioni nei confronti di altri indagati che potrebbero aver fornito l'esplosivo e garantito il supporto logistico al commando. Le indagini proseguono incessantemente al fine di svelare l'identità dei mandanti che hanno commissionato l'attentato.

(Adnkronos) - Gli Stati Uniti proseguono la mobilitazione in Venezuela per potenziare i loro aiuti, cinque giorni dopo il doppio sisma che ha causato almeno 1.719 morti. Circa 50.000 persone risultano ancora disperse secondo le Nazioni Unite, che stimano che la catastrofe abbia generato circa 1,2 milioni di tonnellate di macerie nello Stato di La Guaira, la regione più duramente colpita. Centinaia di corpi si trovano in obitori improvvisati allestiti all'interno dei magazzini del porto della città omonima, a 40 chilometri da Caracas..
L'esercito americano, che ha schierato 130 Marines per contribuire alle riparazioni di infrastrutture, ha annunciato ieri che il porto di La Guaira è di nuovo operativo, consentendo lo sbarco di aiuti umanitari. Un forte simbolo, la USS Fort Lauderdale, una nave anfibia per il trasporto di truppe e materiali, è attualmente ancorata nelle acque della città costiera, di cui la maggior parte delle residenze con piscina sono crollate come castelli di carte. In immagini riprese da droni si possono vedere interi quartieri in cui nessun edificio ha resistito alle scosse sismiche.
Intanto un’altra famiglia italiana composta da cinque persone, originaria del Salernitano, è morta nel terremoto che ha colpito il Venezuela. A quanto si apprende da fonti vicine alla famiglia, si tratta della famiglia di Gennaro Garofalo, che viveva a La Guaira. I cinque non rientrerebbero tra gli 11 italiani morti già confermati dalla Farnesina.

(Adnkronos) - E' stato rintracciato e arrestato dalla Polizia di Stato nella notte l'uomo che ha ucciso a coltellate Raffaele Stipa, 60 anni, titolare di una pizzeria a Reggio Emilia. E' accaduto nella tarda serata di ieri all'interno della pizzeria Yoghi in via Gran Sasso d'Italia, nella zona sud della città. È stata ferita anche la sorella del pizzaiolo che ha tentato di salvare il fratello cercando di fermare l'omicida. La donna ha riportato diverse ferite ed è sotto choc.

(Adnkronos) - Jasmine Paolini torna protagonista a Wimbledon 2026. Oggi, martedì 30 giugno, la tennista azzurra se la vedrà con l'americana Robin Montgomery - in diretta tv e streaming - nel primo turno dello Slam di Londra. Paolini è reduce dalla sconfitta al secondo turno del Roland Garros, dove è stata battuta dall'argentina Solana Sierra.
La sfida tra Paolini e Montgomery è in programma oggi, martedì 30 giugno, alle 12 ora italiana. Le due tenniste non si sono mai incontrate in carriera.
Paolini-Montgomery sarà visibile in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. Il match si potrà seguire anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW.

(Adnkronos) - Stasera, martedì 30 giugno, andrà in onda 'Storie al bivio di sera' condotto da Monica Setta, alle 21.20 su Rai 2. Ad aprire il nuovo appuntamento è l’intervista a Lory Del Santo, che si racconta a tutto tondo tra carriera e vita privata.
Segue l'incontro con la presidente della Commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo, in un percorso che spazia tra i suoi impegni istituzionali e un inedito ritratto della sua vita familiare e personale.
La serata prosegue con un'esibizione musicale di Al Bano, a cui segue il faccia a faccia con Maria Grazia Cucinotta, che ripercorre il suo percorso nel cinema e i nuovi progetti. Spazio poi a una seconda performance di Al Bano, che precede un'intervista inedita con l'ex premier Giuseppe Conte, incentrata sul rapporto con il figlio, sulla sua famiglia e sui suoi sogni politici e di vita per il futuro.
Dopo un ulteriore momento in musica, Al Bano si racconta in un'intervista esclusiva con la conduttrice tra aneddoti e retroscena della sua vita. In chiusura, la scena è per Clizia Incorvaia, che racconta il profondo rapporto che la legava a Eleonora Giorgi: un grande affetto che si riflette anche nel rapporto d'amore con il suo piccolo bimbo, adorato nipote dell'attrice.

(Adnkronos) - Flavio Cobolli fa il suo esordio a Wimbledon 2026. Oggi, martedì 30 giugno, il tennista azzurro affronta l'argentino Mariano Navone - in diretta tv e streaming - nel primo turno dello Slam di Londra. Cobolli è reduce dalla finale conquistata nell'ultimo Roland Garros, la prima a livello Slam della carriera, dove è stato battuto in cinque set da Alexander Zverev.
La sfida tra Cobolli e Navone è in programma oggi, martedì 30 giugno, alle ore 17 circa, con il match che è il quarto del campo 2. I due tennisti si sono affrontati in un solo precedente, vinto da Cobolli nell'Atp di Umago del 2024.
Cobolli-Navone sarà visibile in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. Il match si potrà seguire anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW.

(Adnkronos) - Oggi 30 giugno torna in campo la Francia, tra le grandi favorite al successo finale, contro la Svezia in un match valido per i sedicesimi del Mondiale 2026. I transalpini hanno vinto il gruppo I a punteggio pieno con tre vittorie, mentre gli scandinavi hanno chiuso il girone F al terzo posto alle spalle di Olanda e Giappone con 4 punti.
Ecco le probabili formazioni di Francia-Svezia, in campo stasera alle 23:
FRANCIA (4-2-3-1): Maignan; Kounde, Upamecano, Saliba, Theo Hernandez; Kone, Rabiot; Dembele, Olise, Doue; Mbappe. Ct: Didier Deschamps.
SVEZIA (3-4-3): Zetterstrom; Lagerbielke, Lindelof, Gudmundsson; Bernhardsson, Ayari, Bergvall, Stroud; Elanga, Isak, Gyokeres. Ct: Graham Potter.
La partita Francia-Svezia sarà trasmessa in diretta su Rai 1 e Dazn e in streaming su Rai Play e sull'App di Dazn.

(Adnkronos) - Da caldo estremo all'allerta temporali in Italia. Il quadro meteo inizia a cambiare dopo un lungo periodo rovente. Da oggi 30 giugno l'anticiclone africano che ha portato questa ondata anomala di calore "inizierà a indebolirsi e avremo i primi fenomeni, soprattutto sul Nord Italia, ma anche sull'Appennino e le zone adiacenti", dice all'Adnkronos il meteorologo Edoardo Ferrara.
"Il grosso del cedimento dell'alta pressione, però, si registrerà soprattutto tra mercoledì e giovedì con rovesci e temporali sparsi, da nord a sud, che localmente potranno risultare anche di forte intensità. Non escludiamo grandinate, raffiche di vento o nubifragi, ma si tratterà di fenomeni molto localizzati".
Le aree più a rischio saranno "Alpi, Prealpi, l'Appennino e tutte le zone vicine ai settori montuosi", avverte Ferrara, anche se, "occasionalmente, i fenomeni interesseranno anche i restanti settori", con acquazzoni pure su coste e pianure.
Già da oggi "sulla Sicilia interna potrebbero arrivare i primi temporali, anche di forte intensità, con un locale sconfinamento sulle coste meridionali, mentre la Sardegna sarà più protetta dall'alta pressione almeno fino a mercoledì".
Pioggia sì, ma chi sperava in un drastico calo delle temperature potrebbe rimanere deluso. "Il calo termico sarà irregolare, più apprezzabile lungo il versante adriatico, sul nord-est, dove potremmo perdere anche oltre 6-8 gradi - dice Ferrara -. Sui restanti settori le temperature scenderanno di 2-5 gradi".
Insomma, "non arriverà il fresco", ma "torneremo a una condizione di caldo più accettabile rispetto ai picchi feroci di questi giorni". Una 'boccata di ossigeno' di breve durata. Perché nel prossimo weekend la colonnina di mercurio potrebbe tornare ad alzarsi, ma, "almeno in una prima fase, non con i picchi elevati di questi giorni", conclude Ferrara.
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