
(Adnkronos) - La linea Fl1 Orte-Fiumicino Aeroporto è interrotta oggi martedì 30 giugno tra le stazioni dei treni di Monterotondo e Roma Tiburtina per un incendio che si è verificato nella tratta Fidene-Nuovo Salario. Lo riferisce Rfi spiegando che è stato attivato un servizio bus dalla stazione di Monterotondo verso Roma. Per chi proviene dall'aeroporto di Fiumicino, le fermate bus sono alle stazioni di Roma Ostiense, Roma Tuscolana e Roma Tiburtina. Sul posto i vigili del fuoco e i tecnici di Rfi.

(Adnkronos) - “Il Made in Italy, sia dal punto di vista dell'attività produttiva che della trasformazione del lavoro, è un'eccellenza a livello mondiale. Noi siamo già attrattivi grazie alla nostra capacità e al nostro ingegno” ma anche grazie “alle misure che come Governo abbiamo messo in pratica”. Sono le parole di Giorgio Maria Bergesio, vicepresidente IX Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare del Senato, durante l’evento che ha illustrato le evidenze emerse a metà dell’edizione 2026 del Global Attractiveness Index- Gai.
Tra queste misure “il Piano transizione 5.0, che significa” investire “in innovazione tecnologica. Tra il 2024 e il 2026 la misura è valsa circa 4,3 miliardi di euro e dal 2026 al 2028 avremo altri 9,3 miliardi, per un totale di 15 miliardi. Sul fronte del lavoro invece - continua - abbiamo inserito nella legge di bilancio quasi 18 miliardi per il taglio del cuneo fiscale e un miliardo con il decreto approvato la scorsa settimana, con il quale diamo anche flessibilità nelle unità produttive. Insomma, il governo oggi sta lavorando a 360° per incentivare la produttività in questo Paese. Se le energie arrivano da fuori, e arriva anche una forte capacità di competitività nel nostro Paese, vuol dire che noi rafforziamo sia il prodotto interno lordo ma soprattutto la stabilità e il benessere delle nostre famiglie”.

(Adnkronos) - Per allinearci ai livelli di Francia, Inghilterra e Spagna per quanto riguarda l'attrazione di imprese multinazionali, “bisogna rendere più semplice il nostro Paese. La burocrazia ammazza tutti, ammazza gli imprenditori privati, figuriamoci gli investitori stranieri. Fare un piano per l'energia, semplificare la giustizia per le imprese e migliorare i trasporti”. Lo afferma Silvia Fregolent, vicepresidente della IX Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, al Senato, intervenendo oggi a Roma, all’incontro organizzato in Senato per presentare i risultati del Global Attractiveness Index (Gai) 2026, giunto alla sua undicesima edizione.
Fregolent torna sul costo dell’energia in Italia affermando che “quando abbiamo fatto le audizioni su Stellantis” abbiamo appreso che “produrre in Spagna costa 484 euro, in Italia 1420 euro. Stiamo parlando della stessa vettura. Finché sarà così alta la sproporzione, si capisce come sia difficile” attrarre imprese multinazionali. Inoltre, “gli investitori stranieri sono abituati alla giustizia straniera e quindi c'è bisogno di qualcosa di più semplice. E poi i trasporti - conclude - Se non aiutiamo a far arrivare le merci è difficile che ci sia lo sviluppo tecnologico in quei poli, attrattivi e bellissimi posti, che però si fatica a raggiungere”.

Il recente sciopero dei lavoratori Hyundai contro l’introduzione dei robot umanoidi nelle linee produttive segna un passaggio simbolico nella storia del lavoro globale: per la prima volta, l’automazione non è solo una trasformazione industriale, ma diventa oggetto diretto di conflitto sindacale. È in questo scenario che si inserisce la proposta elaborata dal giuslavorista Alessandro Paone, founder di Niuls Studio legale, che, come spiega ad Adnkronos/Labitalia, punta a introdurre nell’ordinamento italiano il diritto alla trasmissione dell’esperienza professionale e un nuovo strumento contrattuale per governare l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Il cuore della proposta del giuslavorista è l’introduzione del contratto di accelerazione professionale, destinato a sostituire progressivamente stage e apprendistato. “Gli strumenti attuali nascono in un’epoca in cui si imparava facendo attività semplici e ripetitive. Oggi quelle attività vengono automatizzate. Serve quindi un modello nuovo, che renda l’esperienza un obiettivo giuridico e non un effetto collaterale del lavoro”, precisa Paone.
Secondo il giuslavorista, infatti, “Il caso Hyundai dimostra che non siamo più davanti a una discussione astratta sull’innovazione tecnologica. Siamo di fronte a un cambiamento che incide direttamente sui rapporti di lavoro e sulla tenuta stessa dei sistemi produttivi”, afferma Paone.
Secondo il documento elaborato dal giuslavorista, "l’automazione non si limita a sostituire mansioni, ma rischia di eliminare proprio i passaggi intermedi attraverso cui si costruisce la competenza professionale. È il fenomeno definito a livello internazionale come 'broken ladder', la rottura della scala formativa che consente di passare dall’ingresso nel lavoro alla piena maturità professionale".
Il nodo quindi è nelle competenze. “Il punto critico non è la perdita di posti di lavoro in sé, ma la progressiva scomparsa delle esperienze iniziali che formano tecnici, operai specializzati, impiegati e dirigenti. Se salta questo meccanismo, il rischio è strutturale: non avremo più abbastanza capitale umano qualificato”, osserva il giuslavorista. Il problema, si sottolinea, riguarda in modo unitario "sia il lavoro manuale sia quello cognitivo. Nelle fabbriche, i robot umanoidi assorbono attività ripetitive; negli uffici, l’intelligenza artificiale generativa svolge funzioni di analisi, sintesi e supporto decisionale. In entrambi i casi viene meno la gradualità dell’apprendimento".
Il nuovo contratto proposto dal giuslavorista sarebbe rivolto agli under 35 e prevederebbe la partecipazione strutturata ai processi operativi, decisionali e gestionali, con l’Ai utilizzata come strumento di apprendimento e non di sostituzione. Sono inoltre previsti incentivi fiscali e contributivi e la piena applicazione della contrattazione collettiva. Sul piano sistemico, la proposta introduce anche il principio di una possibile quota minima di inserimenti annuali legati a questo modello contrattuale, in rapporto alla dimensione aziendale e al livello di automazione.
“Nel Novecento il diritto del lavoro ha garantito la sicurezza del lavoratore nell’industria. Oggi la sfida è diversa: garantire la continuità della formazione dell’esperienza. Senza questo passaggio non si tutela solo il lavoro, ma la capacità stessa del Paese di produrre futuro”, conclude Paone. La vicenda Hyundai, "insieme alle trasformazioni già in atto nei settori manifatturieri e cognitivi, apre così un nuovo fronte nel dibattito sull’intelligenza artificiale: non più soltanto tecnologia e produttività, ma qualità della formazione del capitale umano come questione strategica nazionale". (di Fabio Paluccio)

SETTIMO SAN PIETRO – Si sono concluse nel modo più drammatico le ricerche di Teseo Cocco, l'operaio di 56 anni di Settimo San Pietro scomparso da 10 giorni. Ieri sera, il suo corpo senza vita è stato ritrovato nel territorio di Sinnai.
La Scomparsa e le Ricerche
Teseo Cocco era uscito di casa il 22 giugno e aveva fatto perdere le sue tracce. Dopo la denuncia di scomparsa, le ricerche erano state condotte senza sosta da familiari, volontari, Carabinieri di Sinnai e Quartu, Vigili del Fuoco e Nucleo Speleo Alpino. Nonostante gli sforzi, le ricerche hanno avuto un esito tragico.
Il Cordoglio
La notizia del ritrovamento si è rapidamente diffusa a Settimo San Pietro, dove Teseo Cocco era una persona conosciuta e stimata. Il dolore e lo sconcerto hanno colpito tutta la comunità, che si stringe attorno ai familiari in questo momento di grande dolore. Le cause del decesso sono al vaglio degli inquirenti.

(Adnkronos) - Una malattia rara e complessa, ma anche una comunità di pazienti, famiglie, clinici e associazioni che chiede maggiore attenzione, percorsi di cura adeguati e risposte concrete. Sono i temi del digital talk ‘Sindrome di Rett: bisogni, prospettive e priorità emergenti dall’Europa all’Italia’, online domani, 1 luglio, sui canali web e social di Adnkronos. La sindrome di Rett è una grave malattia neurologica rara che colpisce prevalentemente le bambine che si riconoscono in una descrizione speciale - le bimbe dagli occhi belli - perché riescono a comunicare bisogni ed emozioni con un’intensa espressività nello sguardo. In Italia si stima che siano tra 1.500 e 2.000 le persone che convivono con questa condizione caratterizzata da bisogni assistenziali complessi e da un forte impatto sulla qualità della vita delle famiglie.
Al centro del confronto - promosso da Adnkronos in collaborazione con Acadia - ci sono i contenuti del recente Libro Bianco sulla sindrome di Rett, presentato al Parlamento europeo con il contributo di associazioni pazienti, comunità scientifica e istituzioni, per individuare le principali priorità e le azioni necessarie a migliorare diagnosi, presa in carico, ricerca e accesso alle cure.
Intervengono al dialogo, Aglaia Vignoli, professore associato di Neuropsichiatria infantile dell’Università degli Studi di Milano e direttore del dipartimento di Neuropsichiatria infantile dell’Asst Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, e Giulia Prato, neuropsichiatra dell’Uoc Neuropsichiatria infantile dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova. In collegamento ci sono i rappresentanti delle principali associazioni italiane impegnate a supporto delle persone con sindrome di Rett e delle loro famiglie: Cristiana Mantovani (Airett), Simona Piccolo (ConRett Ets), Salvatore Franzè (Pro Rett Ricerca) e Adriana Russo (Noi Insieme Rett). L’appuntamento è l’occasione per approfondire le sfide ancora aperte e le prospettive future per una patologia rara che richiede un approccio integrato tra ricerca, assistenza e politiche sanitarie.

SINNAI – Un vuoto che si allarga ben oltre i confini del paese. Sinnai è in lutto per la scomparsa di Stefano Tronci, notissimo non solo nel territorio ma in tutta la Sardegna per la sua attività di cantante. Voce carismatica degli "Alcool" , la cover band di Vasco Rossi che da anni infiammava piazze e locali dell'isola, Stefano era un volto e una voce amata dal pubblico di tutte le età.
L'Affetto di Centinaia di Persone
La notizia della sua scomparsa ha subito inondato i social network di messaggi di cordoglio e affetto. Centinaia di persone, amici, fan e colleghi, hanno voluto ricordarlo con parole che raccontano di un artista autentico e di una persona di grande cuore.
Per chi lo ha visto esibirsi, Stefano Tronci era il rock degli "Alcool" in versione live: una presenza scenica travolgente e una voce capace di far cantare a squarciagola migliaia di persone. La sua musica ha accompagnato serate memorabili in ogni angolo della Sardegna, rendendo omaggio al "Blasco" con una passione che diventava contagiosa.
Il Cordoglio della Comunità
La comunità di Sinnai, che lo conosceva e stimava profondamente, si stringe attorno alla sua famiglia e ai suoi cari in questo momento di immenso dolore. Un abbraccio collettivo a chi ha perso un amico, un artista e un simbolo di allegria e musica dal vivo. Le esequie saranno comunicate successivamente.

(Adnkronos) - "La campagna '5 euro contro il fumo' deve arrivare al più presto in Parlamento. Chiediamo che la legge d’iniziativa popolare, per aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, sia quanto prima calendarizzata in Senato e discussa in Aula. Ha raccolto in quattro mesi oltre 52mila firme (quasi 3.000 in più rispetto a quelle richieste dalla Costituzione). Ed ha riscosso un enorme consenso della comunità medica e scientifica italiana. Lo dimostrano le adesioni di più di 90 tra società scientifiche, associazioni, fondazioni e strutture sanitarie attive sull’intero territorio nazionale. Un successo senza precedenti che testimonia la chiara volontà dei cittadini e degli operatori sanitari per ottenere la riduzione consistente del numero di fumatori". È questa la richiesta avanzata alle Istituzioni da Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi Ets e Fondazione Aiom, promotori della campagna '5 euro contro il fumo', avviata il 20 gennaio 2026, nel corso di una conferenza stampa svoltasi oggi a Roma.
"La nostra iniziativa ha riscosso un grande successo - affermano Francesco Perrone (presidente Fondazione Aiom), Daniele Finocchiaro (consigliere delegato di Fondazione Airc), Giulia Veronesi (membro del Comitato di Lotta al Fumo di Fondazione Umberto Veronesi Ets) e Massimo Di Maio (presidente Aiom) -. Le firme sono state ufficialmente consegnate al Senato ed entro 3 mesi, secondo quanto previsto dal regolamento, ci aspettiamo l'esame del disegno di legge e la calendarizzazione della sua presentazione in Assemblea. La palla ora passa alle Istituzioni per un provvedimento che riteniamo ineludibile: il fumo rappresenta una delle principali cause di malattia e mortalità prevenibile nel nostro Paese. Ogni anno si stimano circa 93mila decessi attribuibili al tabagismo, con effetti rilevanti sull’incidenza di tumori, patologie cardiovascolari-metaboliche e malattie respiratorie croniche. L’impatto economico e sociale è di straordinaria entità: i costi complessivi derivanti dal consumo di tabacco e nicotina, fra spese dirette, perdita di produttività e danni ambientali, superano i 23 miliardi di euro l’anno".
"In Italia il prezzo medio delle sigarette ammonta a circa 6 euro ed è molto basso rispetto al resto d'Europa - sottolinea Silvano Gallus, responsabile del Laboratorio di Ricerca sugli Stili di vita dell'Istituto Mario Negri -. Nonostante gli aumenti, registrati negli ultimi anni, il prezzo reale al netto dell'inflazione è addirittura diminuito. Di conseguenza si sono ridotte anche le entrate fiscali da accise che incidono per circa il 60% del totale del costo dei tabacchi tradizionali. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità-Oms e la Banca Mondiale il forte aumento del prezzo rappresenta la via maestra da seguire, così come hanno dimostrato l’esperienza in Francia e in Irlanda. Importante è che il provvedimento sia per tutti i prodotti fumo correlati, come le sigarette elettroniche e il tabacco riscaldato. Non si sono dimostrati efficaci nel favorire la cessazione stabile e il loro utilizzo non fa altro che aumentare, anziché ridurre, la probabilità di fumare. Gli studi scientifici evidenziano come nel contesto reale non favoriscono la cessazione del fumo". Sempre secondo l’Oms - riferisce una nota dei promotori della camapgna - "il fumo di tabacco è la più grande minaccia per la salute a livello globale. Sono oltre 8 milioni le persone che, nell’intero Pianeta, perdono la vita ogni anno per i danni causati dal tabagismo. Si calcola che il 70% dei fumatori inizia prima dei 18 anni di età e addirittura il 94% prima dei 25 anni".
"Nonostante le norme sempre più restrittive, oltre 10 milioni di persone nel nostro Paese fumano regolarmente - sottolinea Perrone -. Spaventa soprattutto la grande diffusione tra i giovanissimi. Più del 10% degli under 19 è tabagista e di questi uno su dieci consuma già più di mezzo pacchetto al giorno. Per contrastare il fumo, soprattutto tra gli adolescenti, è indispensabile aumentare in modo rilevante il costo di tutti questi prodotti. È una strategia efficace così come hanno evidenziato, negli ultimi anni, gli esempi positivi di altri Paesi. In Italia possiamo ridurre del 37% il numero di fumatori se diventerà legge la nostra proposta che permetterà anche di reperire nuove risorse economiche grazie al gettito derivante dall’accisa che chiediamo sia vincolato al finanziamento del Ssn".
"I dati scientifici in nostro possesso parlano chiaro: le abitudini si consolidano da giovanissimi e rischiano di diventare un fattore di rischio a lungo termine per la salute. Come Fondazione Airc - aggiunge Finocchiaro - consideriamo allarmante la diffusione, soprattutto tra gli adolescenti, di e-cig e tabacco riscaldato, dispositivi spesso erroneamente percepiti come meno pericolosi. Finanziare la ricerca oncologica significa anche promuovere una cultura della prevenzione. Per questo chiediamo di aumentare il prezzo di tutti questi prodotti: le evidenze raccolte ci confermano essere lo strumento più potente che abbiamo oggi per disincentivarne il consumo. La nostra proposta non è contro i fumatori, ma a tutela della salute pubblica. L’adesione delle principali società scientifiche e le oltre 52mila firme raccolte ne confermano lo straordinario valore: ora auspichiamo un intervento rapido ed efficace da parte del Senato”.
"Il fumo non è solo responsabile di numerose neoplasie ma è anche il principale fattore di rischio per le malattie respiratorie come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) - spiega Veronesi -. Favorisce poi l’insorgenza di patologie cardiovascolari e metaboliche. Una persona che fuma tutta la vita ha il 50% di probabilità di morire per una malattia fumo-correlata. Per tutti questi motivi abbiamo lanciato la nostra campagna e siamo assolutamente convinti della necessità di combattere il tabagismo utilizzando anche un forte disincentivo economico. Un costo più elevato di tutti i prodotti da fumo, in linea con le direttive europee, spingerà molti cittadini a fumare meno o a smettere".
"Il tumore del polmone è paradigmatico circa il pericolo rappresentato dalle sigarette ed è, infatti, responsabile dell’85-90% di tutti i casi registrati in Italia - sostiene Di Maio -. Ma, per esempio, è anche il fattore di rischio a cui sono riconducibili la metà dei carcinomi della vescica. Inoltre, è collegato ad altre neoplasie come quelle alla faringe, al cavo orale, al rene, al pancreas, al fegato o allo stomaco. Esistono poi ovviamente altri stili di vita associati a rischi per la salute, come l’uso di alcol, la sedentarietà o l’eccesso di peso. Anche questi vanno contrastati attraverso iniziative sia legislative che di sensibilizzazione della popolazione. Era importante partire dal fumo, ma non intendiamo certo fermarci qui".
"Riponiamo grande fiducia nei confronti delle Istituzioni della Repubblica - concludono Perrone, Finocchiaro, Veronesi e Di Maio -. E come già successo per la legge sul diritto all’oblio, chiediamo un impegno forte e responsabile del Senato che permetta una discussione della legge in tempi rapidi, e la sua approvazione con il voto unanime di tutte le forze parlamentari”"

(Adnkronos) - "Osservando i dati epidemiologici dei tumori nelle donne dopo i 50 anni, emerge un elemento rilevante: aumentano soprattutto le neoplasie per le quali esistono fattori di rischio noti e sui quali è possibile intervenire con la prevenzione. Tra queste, il tumore della mammella, che può comparire anche in età più giovane ma che si colloca tipicamente ai primi posti per incidenza dopo i 50 anni, il tumore del colon-retto e, in aumento significativo, il tumore del polmone, anche a causa del cambiamento delle abitudini al fumo". Lo ha detto Massimo Di Maio, presidente Aiom (Associazione italiana oncologia medica) intervunto - oggi alla Camera - alla presentazione di 'Menopausa, riscriviamo le regole', la prima campagna nazionale che coinvolge le diverse figure professionali che gravitano intorno a questa fase della vita.
"Questo quadro epidemiologico ci ricorda l’importanza della prevenzione: ridurre il fumo, evitare l’alcol, promuovere l’attività fisica - ha sottolineato Di Maio -. Quest’ultima rappresenta un punto critico, perché le donne risultano mediamente più sedentarie rispetto agli uomini, e la sedentarietà è un noto fattore di rischio non solo oncologico, ma anche cardiovascolare". Un elemento fondamentale, secondo il presidente degli oncologi italiani è l’adesione agli screening. "Troppo spesso - ha fatto notare - gli screening vengono considerati solo come un indicatore di efficienza del sistema sanitario, mentre in realtà richiedono anche la partecipazione attiva delle persone. Per le donne in età post-menopausale sono disponibili programmi di screening efficaci per il tumore della mammella, del colon-retto e della cervice uterina, che è importante conoscere e utilizzare".
Un altro aspetto riguarda l’oncologia 'in menopausa' intesa come menopausa indotta dai trattamenti oncologici. Molte terapie, farmacologiche o chirurgiche, possono determinare una menopausa precoce o definitiva, con conseguente comparsa dei sintomi tipici di questa condizione. Questo tema è molto rilevante, sia per informare correttamente le pazienti sugli effetti collaterali attesi, sia per garantire una gestione adeguata dei sintomi. La gestione richiede spesso un approccio multidisciplinare che coinvolge il ginecologo, l’endocrinologo, lo specialista dell’osso e altre figure". È importante che "noi operatori sanitari non sottovalutiamo questi aspetti. Anche quando non mettono a rischio la vita, come le vampate o i disturbi del sonno, possono avere un impatto molto significativo sulla qualità della vita. Proprio per questo non vanno trascurati e richiedono una migliore comunicazione e una presa in carico adeguata", ha poi concluso Di Maio.

(Adnkronos) - Si rafforza il percorso di Explorare, iniziativa avviata nel 2022 da Cencora Italy e Ispor Italy – Rome Chapter per analizzare e migliorare i meccanismi di accesso ai farmaci per le malattie rare in Italia. L’iniziativa, diventata un punto di riferimento nel dibattito nazionale sulle politiche del farmaco in ambito malattie rare, nell’edizione 4.0 si è concentrata su 3 principali assset. “Nel tempo, Explorare si è evoluto progressivamente - spiega Fulvio Luccini, Senior Director Market Access Cencora e membro del Direttivo di Explorare - ampliando il proprio perimetro di analisi, approfondendo dimensioni cliniche, economiche e organizzative attraverso un approccio più strutturato e soprattutto capace di integrare dati, metodologie e proposte operative a supporto dei processi decisionali”.
La nuova edizione - informa una nota - si inserisce in un contesto normativo segnato dall'evoluzione dei framework valutativi europei e nazionali, dall’attuazione della Legge 175/2021 e del Piano nazionale malattie rare 2023–2026 e dai più recenti aggiornamenti dei criteri di innovatività. Quest’anno il progetto si è articolato in tre ambiti di lavoro principali, strettamente interconnessi. Il primo ha analizzato gli studi clinici pivotali a supporto dei farmaci per malattie rare, evidenziando come, pur in presenza di disegni adattati ai vincoli strutturali della rarità, la metodologia adottata risulti nella maggior parte dei casi sostanzialmente corretta. Emergono inoltre approcci alternativi alla randomizzazione classica, come l'utilizzo di controlli esterni, che rappresentano strumenti utili per ridurre l'incertezza decisionale nei contesti a bassa prevalenza. “Alle persone con malattia rara va garantito un sostegno concreto per accedere alle migliori cure disponibili, come previsto dal nostro ordinamento - sottolinea Annalisa Scopinaro, presidente Uniamo-Federazione italiana malattie rare - Iniziative come Explorare puntano a rendere più trasparenti i complessi meccanismi di accesso alle terapie e a promuovere il coinvolgimento precoce dei pazienti nella ricerca, per identificare con precisione i bisogni clinici e assistenziali. È altresì necessario valutare in che misura l’introduzione di nuove opzioni terapeutiche possa contribuire a ridurre o azzerare i costi indiretti, generando benefici tangibili sia per le famiglie sia per il sistema”.
Le valutazioni costo-efficacia sono state invece il topic del secondo tavolo di lavoro. Dall’analisi emerge una marcata variabilità dei rapporti incrementali di costo-efficacia (Icer), che risultano di frequente ampiamente al di sopra delle soglie di disponibilità a pagare. I risultati evidenziano la necessità di modelli valutativi più flessibili, capaci di considerare le specificità delle malattie rare, come la gravità, l’unmet need e il valore sociale delle terapie. Come ultimo focus - prosegue la nota - sono stati analizzati i processi regionali legati ai centri prescrittori, dai quali sono emerse differenze territoriali che possono influenzare i tempi e l’equità di accesso. L’analisi sottolinea il ruolo strategico di strumenti come l’Horizon Scanning per anticipare i bisogni organizzativi e la necessità di rafforzare il coordinamento tra livello centrale e regionale.
“L’innovazione terapeutica, in particolare nell’ambito delle malattie rare, rappresenta una leva strategica per trasformare il nostro sistema sanitario e dare risposta ai bisogni ancora insoddisfatti di molti pazienti, anche nella nostra regione”, commenta Emanuele Monti, presidente IX Commissione permanente - Sostenibilità sociale, casa e famiglia del Consiglio Regionale Lombardia e Executive Board member Agenzia italiana del farmaco (Aifa). “La sfida oggi - continua - è garantire un accesso sempre più precoce ed equo alle nuove cure, valorizzando strumenti fondamentali come l’Health Technology Assessment e il Fondo per i farmaci innovativi. In questo scenario, Regione Lombardia intende confermarsi come apripista, promuovendo investimenti, collaborazione e modelli organizzativi innovativi. Progetti come Explorare 4.0 possono offrire alcuni importanti strumenti di valutazione che aiutano a migliorare la governance e contribuire a dimostrare il reale valore dell’innovazione per i pazienti affetti da malattie rare”.
Nel corso delle sue 4 edizioni, “questo progetto ha compiuto un percorso di crescita significativo, evolvendo da momento di analisi e confronto a piattaforma strutturata di produzione di evidenze e raccomandazioni operative”, osserva Pier Luigi Canonico, professore emerito di Farmacologia presso l’Università del Piemonte Orientale ‘Amedeo Avogadro’, dipartimento di Scienze del Farmaco, Past President di Ispor Italy-Rome Chapter e membro del Direttivo di Explorare. “Oggi - aggiunge - Explorare rappresenta un punto di riferimento nel panorama nazionale per l’approfondimento dei temi legati all’accesso ai farmaci per le malattie rare, grazie alla capacità di integrare prospettive cliniche, economiche e organizzative. Questo percorso - precisa - dimostra quanto sia fondamentale un approccio multidisciplinare e collaborativo per affrontare la complessità delle decisioni in ambito sanitario e contribuire in modo concreto al miglioramento dell’equità di accesso alle cure e della sostenibilità del sistema”.
Il progetto - conclude la nota - è realizzato con il supporto non condizionante di argenx, Csl, Ipsen., Sobi, Alexion, AstraZeneca Rare Disease, Alnylam, Astellas, Blueprint Medicines e Neuraxpharm. Il Report Explorare 4.0 è disponibile su explorare-rare.it/.

(Adnkronos) - “Il progetto ‘Pazienti in agorà’ nasce dall'obiettivo comune di una sanità partecipata, che è l'unico modo per avere una sanità sostenibile, equa e tempestiva. E’ per questo che dobbiamo trasformarci in una sanità che consideri e che si basi sul valore, che può essere considerato solo se teniamo in considerazione la voce delle persone che vivono la malattia tutti i giorni e quindi affiancare al valore clinico ed economico anche il valore sociale della cura”. Lo ha detto Chiara Gnocchi, Communication & Advocacy Head Novartis Italia, oggi a Milano, in occasione dell’incontro ‘Pazienti in Agorà. Verso una cura più vicina per tutti', presso Sda Bocconi.
“Le associazioni pazienti oggi portano competenza, passione e visione - spiega Gnocchi - Si tratta di tre ingredienti fondamentali che sono pronti a fornire alle istituzioni e alle autorità competenti al fine di lavorare insieme e produrre una medicina basata sul valore. In tale contesto, Novartis vuole essere partner del sistema e dare il proprio contributo nel rispetto di ciascun ruolo di responsabilità".
"Competenza, passione, visione - rimarca - sono ingredienti che accomunano associazioni di pazienti, clinici, direttori generali, istituzioni, ma anche noi come azienda. Si tratta di ingredienti che porteranno a un cambio di paradigma, da una medicina basata sull'outcome clinico a una medicina basata sul valore per il sistema. Questo è l'unico ingrediente che - conclude - ci permetterà di avere una medicina sostenibile, equa e tempestiva”.

(Adnkronos) - Nel corso del 2025 il Gruppo InfoCamere ha distribuito un valore economico pari a circa 133 milioni di euro, rafforzando le iniziative e i programmi di sostenibilità a beneficio dell’innovazione, degli Stakeholder istituzionali, dei collaboratori e dell’ambiente. È quanto emerge dal Bilancio di Sostenibilità InfoCamere 2025, presentato nei giorni scorsi all’Assemblea degli azionisti e giunto alla sua ottava edizione.
"Il percorso verso la sostenibilità è un impegno continuo - ha detto il presidente di InfoCamere, Antonio Santocono - L'innovazione digitale è per noi un valore naturale e un motore di progresso che diventa bene comune quando è accompagnato da informazioni certificate, accessibili e utili alla collettività. Lavoriamo per costruire ponti informativi capaci di rendere il mercato più equo e trasparente. Guardiamo al domani continuando a investire nell’ascolto dei nostri stakeholder, convinti che la sostenibilità sia un percorso di miglioramento".
Sul fronte ambientale, le strategie di ottimizzazione energetica hanno permesso di produrre per autoconsumo circa 164.150 kWh di energia pulita, evitando l’immissione di 72 kg di CO2 equivalente. Grazie alle politiche di smart working sono state ridotte le emissioni pro capite mensili con un impatto equivalente a circa 2,3 alberi per ciascun dipendente. Nel 2025, il Gruppo ha investito nello sviluppo delle competenze erogando circa 36.723 ore di formazione e arricchito il programma di welfare aziendale con specifiche iniziative a supporto della genitorialità, della diversità, del benessere organizzativo e del bilanciamento tra vita professionale e privata.

(Adnkronos) - Ha trasformato il dialetto pugliese in un patrimonio nazionale e i suoi personaggi - da Oronzo Canà al Commissario Lo Gatto, dal brigadiere Pasquale Zagaria fino a Nonno Libero - sono diventati capitoli di un'Italia che ha imparato a riconoscersi nelle sue battute. Lino Banfi, nato ad Andria il 9 luglio 1936, ma iscritto all’anagrafe solo l'11 luglio, arriva a novant'anni senza alcuna intenzione di fermarsi. Mentre si gode l'uscita del suo memoir '90, non mi fai paura!' (edito da HarperCollins), il premio Biagio Agnes alla Carriera e il regalo di Rai1 - che proietterà l'8 luglio in prima serata il docu-film 'Lino d’Italia - Storia di un itAlieno', dove si racconta in prima persona tra vita privata e carriera - Banfi si destreggia tra nuovi progetti in arrivo e un sogno: "Mi sono stancato di interpretare un buono, voglio fare il cattivo", dice all'Adnkronos. E il ritorno di 'Un medico in famiglia', la serie cult Rai grazie a cui è diventato il "nonno d'Italia" non è escluso. Un'ipotesi che Banfi non alimenta né smentisce, lasciando aperta quella porta che il pubblico non ha mai davvero chiuso.
L'11 luglio compirà 90 anni, come festeggerà questo importante traguardo?
"Sì, molto importante. Non mi sarei mai aspettato di raggiungerlo così bene: in salute, felice e pieno di offerte di lavoro. Nemmeno quando avevo cinquant’anni mi offrirono le cose che mi offrono a novant’anni".
E che cosa le hanno offerto?
"Un film e altri progetti che avevo lasciato in stand-by".
Festeggerà in famiglia, con i suoi cari?
"Festeggerò a Termoli, che negli ultimi anni mi ha portato bene. Ho sempre festeggiato da un mio amico lì. Il festeggiamento in famiglia, invece, lo faccio due giorni prima: solo i familiari intimi, a Roma. Sicuramente qualche personaggio del mio mondo ci sarà...magari arriverà a sorpresa, non lo so".
Quale regalo desidererebbe ricevere?
"Beh, già la Rai mi ha fatto un bel regalo che io non mi aspettavo. Il docu-film 'Lino d’Italia - Storia di un itAlieno' che avevo girato sulla mia vita, che pensavo andasse chissà quando in onda, magari in seconda serata, lo mandano invece in primissima serata l'8 luglio su Rai1. Sì, perché l’avrebbero mandato proprio la sera dell’11, il giorno del mio compleanno. Ma siccome hanno paura che poi ci sia qualche partita improvvisa, non vogliono distrarre la gente che mi vuole bene e che sicuramente lo vedrà".
Come si arriva a 90 anni come lei? Qual è il segreto?
"Intanto la burrata. Mi ricordo che da ragazzino passai dal latte di mia madre alla burrata. Siccome sono nato ad Andria, che è il paese dove nasce la burrata, proprio dico questa strana combinazione. Ancora oggi la metto dappertutto perché è un piacere mangiarla. Non è che ne faccio questo grande abuso, però mi piace".
Ci sarà un reunion di 'Un medico in famiglia'?
"Se dipendesse da me l'avrei fatto già da due o tre anni fa. Bisogna ripristinare la famiglia, e ci vuole tempo. Al momento, oltre a me, ci sono Giulio Scarpati (interprete di Lele Martini, figlio di nonno Libero, ndr) ed Eleonora Cadeddu (Annuccia, nipote di nonno Libero, ndr). Siamo troppo pochi".
E uno spin-off su nonno Libero?
"L'ipotesi c'è. Non so come si faccia uno spin-off. A me 'spin-off' mi sa di una cosa proibita che si fuma", dice Banfi con la sua inconfondibile comicità. "Mi piacerebbe".
Di questi 90 anni, c’è un momento che vorrebbe rivivere della sua vita che artistica?
"Vorrei rivivere la mia vita artistica per rivedere gli amici che mi volevano bene e che sono Franchi e Ingrassia, che io ho adorato. Ma anche Arbore, che è vivo e vegeto: ci sentiamo quasi ogni giorno e con il quale lavorerei subito. Se ci dicono 'venite', noi siamo prontissimi. Io e lui che siamo affiatati".
E della vita privata?
"Con mia moglie Lucia (morta nel 2023, ndr) abbiamo vissuto oltre 60 anni di matriomiono e 10 di fidanzamento. Vorrei rivivere questa coppia come amanti e ci andremmo a nascondere in qualche casetta dove nessuno ci vede".
Ha ancora un sogno nel cassetto? Qual è?
"Se si fa in tempo, mi piacerebbe fare un film bello, moderno, dove un uomo buono come me - che ha fatto tanto bene - a un certo punto, è costretto da diventare cattivo. Ecco, mi sono stancato di fare il buono: voglio fare un po' il cattivo".
C’è qualcosa in programma anche con sua figlia Rosanna? Come sta?
"Rosanna sta alla grande. Stiamo sempre insieme, ci sentiamo 2 o 3 volte al giorno. E poi ci saranno delle novità che dirò in seguito". (di Lucrezia Leombruni)

(Adnkronos) - Dieci anni del premio al Museo Maxxi di Roma e un tema che non si può più ignorare: il ruolo dell'intelligenza artificiale nella comunicazione tra medico e paziente. È questo il filo conduttore della decima edizione delle 'Eccellenze dell'Informazione Scientifica e la Centralità del Paziente', promossa dall'Osservatorio Comunicazione Medico Scientifica (Ocms) e celebrata alla presenza di istituzioni, comunità scientifica e mondo sanitario. Con il contributo non condizionato di Merqurio e Bhave e il patrocinio di Fnomceo, Simg, Cittadinanzattiva e Farmindustria, il riconoscimento "nasce con l'obiettivo di valorizzare i progetti di informazione scientifica che apportano un reale beneficio alla salute del paziente e costituisce l'unico riconoscimento in cui sono i medici a individuare e selezionare le eccellenze. A conferma della vitalità e della diffusione dell’iniziativa, in questa edizione sono stati 594 i progetti segnalati dai medici, da cui sono stati selezionati 150 progetti in gara, 37 finalisti e 12 vincitori. L’iniziativa - si legge nella nota - si conferma come uno spazio di confronto tra esperienze e competenze diverse, volto a promuovere una comunicazione sempre più efficace, accessibile e orientata alla persona".
«Questo premio ha innanzitutto il merito di identificare e valorizzare iniziative, nuovi prodotti e servizi che vengono messi a disposizione del sistema sanitario e della medicina nel nostro Paese. Dare visibilità a queste esperienze e contribuire a diffonderne il valore e la qualità rappresenta uno strumento importante per facilitarne l’adozione da parte dei medici e del Servizio sanitario. In questo modo, direttamente o indirettamente, si contribuisce a migliorare la qualità delle prestazioni sanitarie nel nostro Paese", ha sottolineato Claudio Cricelli, presidente emerito Simg (Società italiana di medicina generale). "Siamo entusiasti di sostenere il premio da alcuni anni perché crediamo nel valore di un riconoscimento dedicato all’informazione corretta. È la prima volta che medici e cittadini si ritrovano insieme in questo contesto, rendendo il premio particolarmente significativo. In un momento in cui la comunicazione rischia spesso di essere superficiale, qui vengono premiati coloro che producono informazione di qualità e lavorano ogni giorno per offrire soluzioni di salute e prevenzione", ha commentato Alessandro Cossu, responsabile dell’ufficio comunicazione e stampa di Cittadinanzattiva.
Il ruolo dell’informazione, infatti, si intreccia sempre più con l’innovazione tecnologica. Tra i temi centrali dell’edizione, l’intelligenza artificiale si conferma uno strumento rilevante non solo nel supporto alle decisioni cliniche, ma anche nella trasformazione del dialogo tra medico e paziente, rendendolo più accessibile e personalizzato. «È uno strumento che migliora il lavoro clinico e organizzativo. Non sostituisce la relazione con il paziente, ma la supporta, contribuendo alla qualità delle cure", ha aggiunto Cricelli. E nella ricerca farmaceutica rappresenta già un acceleratore, "gli studi clinici condotti con piattaforme di intelligenza artificiale sono aumentati dell’82% tra il 2021 e il 2025 rispetto ai cinque anni precedenti e i tempi di ricerca si riducono fino al 40%. Allo stesso tempo, può rappresentare uno strumento fondamentale per migliorare la qualità della comunicazione medico-scientifica, rendendo le informazioni più accessibili e personalizzate. È però essenziale che venga utilizzata secondo principi di trasparenza, qualità, responsabilità e centralità della persona, senza mai sostituire il valore della relazione tra medico e paziente. In questo senso, iniziative come questa contribuiscono a valorizzare i progetti più innovativi a beneficio dell’intero sistema salute". ha affermato Marcello Cattani, presidente Farmindustria.
Nel corso della serata sono stati premiati i progetti che si sono distinti per qualità, innovazione e impatto, capaci di migliorare il dialogo tra medico e paziente e favorire una maggiore consapevolezza sui temi della salute. "Questo riconoscimento nasce per valorizzare i progetti di informazione scientifica che producono un beneficio concreto per la salute del paziente. In questi dieci anni, il premio si è evoluto insieme al settore, mantenendo però una direzione chiara: mettere al centro la qualità dell’informazione e il suo impatto reale sulle persone. Una comunicazione efficace è parte integrante del percorso di cura perché contribuisce a rendere il paziente più consapevole e parte attiva nelle decisioni sulla propria salute", ha raccontato Salvatore Ruggiero, founder Merqurio e presidente Ocms.
"Un evento che premia i medici e i ricercatori ed è costruito dai medici, capace di valorizzare le innovazioni sviluppate dalla professione. Un messaggio di speranza, ma anche un segnale importante per i cittadini, che guardano alla propria malattia spesso con preoccupazione. Le esperienze presentate oggi sono state di grande valore, per qualità e, in alcuni casi, per il loro carattere straordinario: innovazione e attenzione alla persona si intrecciano con una forte volontà di curare con umanità tutte le persone che ai medici si affidano. Questo emerge anche attraverso i premi consegnati oggi e rappresenta per noi un motivo di orgoglio, oltre che l’occasione per ringraziare Roberto Mania per questa importante opportunità", ha concluso Filippo Anelli, presidente Fnomceo

(Adnkronos) - "La donna attraversa due grandi cambiamenti ormonali nel corso della vita: la pubertà, che segna il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, un periodo in cui il corpo cambia rapidamente, al punto da non riconoscersi più allo specchio, con la crescita in altezza, la modifica della voce e trasformazioni profonde in tempi molto brevi. Sono gli ormoni a guidare questi cambiamenti straordinari. Il secondo grande cambiamwnto è la menopausa, passaggio straordinario ma a volte può avere implicazioni importanti per la salute e non deve essere banalizzato". Lo ha detto Annamaria Colao, ordinaria di Endocrinologia e Malattie del metabolismo dell'università Federico II di Napoli e vicepresidente del Consiglio superiore di sanità, intervenendo alla presentazione - oggi alla Camera - di 'Menopausa, riscriviamo le regole', il progetto che prevede un convegno nazionale, la nascita di un portale e la pubblicazione di un libro ('M come Menopausa', di Annamaria Colao e Raffaella Cesaroni, edito da Cairo Editore).
"Parlare di questo tema - ha sottolineato Colao - significa affrontare una questione che riguarda una parte fondamentale della nostra società: le donne, che rappresentano circa la metà della popolazione e, con l’aumento dell’aspettativa di vita, diventeranno in futuro una quota ancora maggiore. Già oggi, infatti, le donne vivono mediamente circa due anni in più rispetto agli uomini, e questo divario potrebbe ampliarsi ulteriormente. Sappiamo inoltre che, prima della menopausa, la donna è in parte protetta dal punto di vista cardiovascolare, ma dopo questo passaggio acquisisce una vulnerabilità simile, se non talvolta superiore, a quella maschile. Questo anche perché spesso mancano informazione, cultura ed educazione sui determinanti della salute".
Da qui nasce "il senso del lavoro fatto insieme - ha ricordato Colao - per organizzare questo volume e questa giornata, che auspichiamo sia solo la prima di una serie di incontri su questo tema. Non solo perché si tratta di un’esperienza che riguarda molte donne, ma anche perché l’informazione in ambito sanitario non è sempre semplice da trasmettere e da comprendere. Anche per chi ha un’educazione medica, infatti, la divulgazione può risultare complessa: richiede strumenti adeguati e una base di conoscenze comuni".
Secondo Colao "un tempo, di questi temi non si parlava né in famiglia né nella società. Oggi - ha evidenziato - al contrario, siamo immersi in una grande quantità di informazioni, spesso anche eccessiva. Ciò che manca, però, è una vera cultura della salute: la conoscenza di come funziona il nostro organismo e dei determinanti del benessere. Questa consapevolezza è fondamentale per comprendere l’importanza degli stili di vita, delle strategie preventive e delle terapie precoci volte a evitare lo sviluppo di malattie. Senza queste basi, anche le indicazioni mediche più corrette rischiano di essere difficili da comprendere e applicare".
Per questo motivo, "riteniamo che sia necessario un impegno anche sul piano educativo. Forse è il momento di ripensare i contenuti della formazione scolastica, non limitandola alle materie tradizionali come matematica, storia o lingue, ma includendo anche l’educazione alla salute e ai suoi determinanti. Solo così potremo formare generazioni più consapevoli e capaci di comprendere i progressi della medicina e della scienza", ha poi concluso.

(Adnkronos) - Dopo l'impresa, è tempo di sorrisi. Il Paraguay ha eliminato la Germania ai sedicesimi dei Mondiali, firmando un'impresa memorabile per la storia del Paese. E il presidente Santiago Pena non ha perso tempo per esultare, decretando festa nazionale dopo il successo dell'Albirroja ai calci di rigore. Il presidente ha dato la notizia alla popolazione sui social, con un annuncio: "Il Paraguay non si arrende mai! E ora, vacanza. Oggi un intero paese festeggia. Festeggia la vittoria di una nazionale che rappresenta il cuore della nostra identità: la fede e la forza di un popolo che non si arrende mai".
Pena ha continuato con queste parole accanto alla foto del decreto: "Grazie, Albirroja, per regalarci questa gioia immensa e per riunire nuovamente milioni di paraguaiani sotto la stessa bandiera. Decreto N.º 6280: le cose buone si fanno attendere". Il Paraguay torna così agli ottavi dei Mondiali, sognando di replicare quanto fatto nel 2010 con i quarti di finale. Il prossimo ostacolo sarà la vincente di Francia-Svezia.

(Adnkronos) - "La menopausa non deve essere considerata l'ultima fase della vita, ma un nuovo inizio". È il messaggio lanciato da Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute, intervenendo alla presentazione del progetto 'Menopausa. Riscriviamo le regole', oggi alla Camera. Campitiello ha ricordato che in Italia "sono circa 17 milioni le donne in menopausa e che ogni anno 450 mila entrano in questa fase della vita. Un fenomeno che", ha sottolineato, "non riguarda solo la salute, ma ha anche importanti ricadute sociali ed economiche. Secondo i dati della Women's Health Initiative, la menopausa rappresenta addirittura la seconda causa di abbandono del lavoro dopo la maternità. Questo significa che il Paese non sostiene ancora adeguatamente le donne in questa fase della vita".
La menopausa "non è una malattia e nella maggior parte dei casi non richiede una terapia", ha precisato Campitiello. "È però una condizione che comporta cambiamenti fisici e sintomi che possono incidere profondamente sulla qualità della vita e sulla capacità di svolgere normalmente l'attività lavorativa". Per questo motivo, "è necessario sviluppare percorsi multidisciplinari dedicati - ha osservato - che accompagnino le donne non solo dal punto di vista clinico, ma anche psicologico e sociale. Le donne rappresentano un asse portante del Paese: sono professioniste, leader, si prendono cura delle famiglie e contribuiscono in modo determinante all'economia. Vanno sostenute in tutte le fasi della vita, anche dal punto di vista della prevenzione oncologica".
Campitiello ha richiamato anche "l'importanza di rendere gli ambienti di lavoro più adeguati alle esigenze delle donne in menopausa. Può sembrare banale, ma predisporre ambienti più confortevoli per chi soffre di vampate di calore o garantire servizi igienici facilmente accessibili in caso di disturbi urinari significa favorire il benessere e consentire alle donne di continuare a lavorare nelle migliori condizioni possibili" ha aggiunto.
Sul fronte delle iniziative istituzionali, Campitiello ha ricordato che "il ministero della Salute ha istituito una struttura interdipartimentale dedicata alla salute della donna, con un approccio che accompagna tutto il percorso di vita, dall'infanzia all'adolescenza, dall'età riproduttiva fino alla menopausa". Tra le novità illustrate, Campitiello ha citato anche i progetti finanziati attraverso il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm), "dedicati ai percorsi innovativi per la menopausa, oltre all'inserimento del tema nel Piano nazionale della prevenzione con un approccio orientato all'intero arco della vita".
"La grande novità di quest'anno è l'attivazione di percorsi di supporto psicologico per le donne in menopausa", ha spiegato. "Questa fase non deve essere vissuta come uno stigma. Così come accompagniamo gli adolescenti nei momenti di cambiamento, dobbiamo sostenere anche le donne durante la menopausa, considerandola non una fine ma un nuovo inizio". Campitiello ha ribadito l'impegno del ministero a lavorare insieme alle società scientifiche e alle associazioni. "La prevenzione resta il miglior farmaco per vivere meglio e più a lungo. In un Paese in cui aumenta la longevità e si allunga la vita lavorativa, è fondamentale accompagnare le donne in ogni fase della loro esistenza" ha poi concluso.

Lo Sme - Ai Maturity Index 2026 (Sme-Aimix 2026) di Webidoo Insight Lab fotografa con precisione lo stato dell’adozione dell’intelligenza artificiale nelle piccole e medie imprese italiane. Il quadro che emerge è quello di un potenziale concreto - l’Ai può aumentare la produttività del 30% - che oggi resta in gran parte inespresso per via di una crescita disomogenea. L’Italia resta sotto la media europea con uno score di maturità pari all’8,5%. L’Ai viene adottata soprattutto dove è più immediato generare efficienza: il 33,1% dei casi riguarda marketing e vendite, il 25,7% l’amministrazione, il 20% la ricerca e sviluppo.
A livello settoriale, la maturità dell’Ai si concentra ancora in comparti limitati: guida l’informatica e i servizi digitali (31,1%), seguita dall’audiovisivo (27,1%), dall’editoria (21,1%), dai servizi professionali (20,7%) e dalle telecomunicazioni (19,8%). Forti le differenze territoriali: il Nord-Ovest guida l’adozione con il 18,6%, seguito dal Nord-Est (17,0%). Il Centro si attesta al 14,5%, mentre Sud e Isole si fermano all’11,3%.
Tra le aziende che ancora non utilizzano l’Ai, gli ostacoli sono chiari: il 58,6% segnala la mancanza di competenze interne, il 47,3% l’incertezza normativa, il 45,2% difficoltà legate alla gestione dei dati. A questi si aggiungono temi di privacy e costi. Numeri che raccontano una sfida prima di tutto organizzativa e culturale, come sintetizza Giovanni Farese, Ceo di Webidoo: "Il 30% di incremento di produttività non è un’ipotesi teorica: è ciò che i dati mostrano laddove l’Ai viene davvero integrata nei processi. Eppure, siamo all’8,5% di maturità media nelle pmi italiane. Il gap non è tecnologico: è di competenze, cultura e governance. Colmarlo è la priorità assoluta per rendere l’Ai un reale motore di competitività del tessuto produttivo italiano".
Una responsabilità da governare, appunto: è questo il punto di partenza di Casa & Associati, che ha scelto di trasformare la riflessione in una struttura interna dedicata. "L’intelligenza artificiale non è una minaccia da subire né uno strumento da adottare senza criterio: è una responsabilità da governare, per noi e per ognuna delle pmi italiane. Per questo abbiamo scelto di costruire all’interno dello studio un dipartimento dedicato, che non si limita a monitorare l’evoluzione normativa ma sperimenta, apprende e sviluppa competenze concrete. Lo facciamo prima di tutto per noi, perché crediamo che per guidare i clienti in un territorio nuovo bisogna averlo attraversato. E lo facciamo per loro: per aiutare imprese e professionisti a usare l’Ai in modo corretto, consapevole e sostenibile. E abbiamo voluto renderlo visibile, dialogando con Federico Faggin, uno dei padri dell’informatica moderna, che ce lo ha ricordato con la chiarezza di sempre: le macchine elaborano simboli, noi comprendiamo significati. Ed è proprio in quel margine della coscienza, del giudizio e dell’etica che si gioca il valore di chi usa l’AI davvero bene", commenta Fabio Sebastiano, Managing Partner di Casa & Associati.
Se per Casa e Associati la governance è innanzitutto una questione di metodo e di cultura del rischio, per chi si occupa di sicurezza digitale il tema assume un’urgenza ancora più concreta. "L’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità per le pmi, ma anche un rischio crescente quando viene adottata più rapidamente di quanto venga governata. L’innovazione accelera, mentre processi, controlli e competenze spesso faticano a tenere il passo e questo divario può trasformarsi rapidamente in una vulnerabilità", spiega David Baldinotti, Ceo di SimpleCyb.
"Molte aziende - prosegue - investono nell’Ai per ottenere benefici immediati in termini di efficienza, ma spesso lo fanno in modo frammentato senza destinare risorse adeguate alla sicurezza e alla governance. L’Ai può rafforzare le difese grazie a capacità predittive e adattive, ma può anche rendere le minacce più sofisticate e difficili da individuare. Per le pmi, il vero valore non sta solo nell’adottare l’intelligenza artificiale, ma nel farlo con un approccio strutturato, investendo contemporaneamente in sicurezza, monitoraggio e competenze. Solo così innovazione e protezione possono crescere insieme".
Anche dal lato della tecnologia che le pmi usano ogni giorno, il tema della governance trova eco soprattutto per chi lavora a stretto contatto con le piccole imprese, come racconta Luciano Tramontano, Head Of Services di Odoo: "Abbiamo come obiettivo aiutare le aziende a eliminare le attività ripetitive e a basso valore aggiunto che rallentano il lavoro quotidiano delle persone. Per questo consideriamo l'Ai non come un fine, ma come uno strumento di efficienza operativa, da adottare con responsabilità, concretezza e una chiara comprensione dei processi aziendali da migliorare. Con questa filosofia abbiamo integrato l'intelligenza artificiale nel nostro gestionale: non per sostituire le persone, ma per supportarle velocizzando i processi decisionali/operativi. Crediamo che il suo vero valore emerga quando viene inserita in modo naturale nei flussi di lavoro esistenti. Per le pmi, in particolare, questo significa dedicare più tempo alla crescita del business, ai clienti e alle attività strategiche, lasciando alla tecnologia il compito di gestire il resto”.
Dal piano organizzativo a quello strategico nazionale, il filo si allarga. "Siamo davanti a un bivio storico: l’intelligenza artificiale non è più soltanto uno strumento di efficienza, ma forse il principale asset strategico di un Paese, basta guardare alla Cina, che ne ha fatto un pilastro della propria strategia di potenza mondiale. Per non restare indietro dobbiamo trasformare quel potenziale in capacità diffusa con competenze, cultura d’impresa e governance, dal Nord-Ovest al Sud. Il futuro non aspetterà chi resta a guardare: costruirlo adesso significa dare alle nostre pmi un vantaggio competitivo che durerà nel tempo", osserva Roberto Spagnolo, direttore commerciale di Gruppo Effort Cube.
Se il futuro dell’Ai per le pmi si costruisce oggi, c’è anche chi guarda già alla prossima generazione. "Abbiamo selezionato scuole, tradizionalmente anglofone, che hanno saputo evolversi, integrando nei loro percorsi linguistici corsi di intelligenza artificiale e robotica. Una scelta che ci ha convinto fin da subito, perché risponde a un bisogno reale: quello di avvicinare i ragazzi, fin dalle primissime esperienze all’estero, a competenze che saranno fondamentali nel loro futuro. Anche chi sceglie solo due settimane di viaggio studio si ritrova oggi a fare i conti con strumenti potenti come l’Ai, imparandoli a usare con consapevolezza e responsabilità. È un arricchimento straordinario, che sta orientando sempre di più le scelte non solo dei genitori, ma degli stessi studenti: e questo, per noi, è la conferma che l’innovazione può diventare una reale opportunità di crescita per i ragazzi", racconta Vanessa Rota, Ceo & Founder di Mlc Edu Ltd.

(Adnkronos) - Sono riprese oggi, martedì 30 giugno, le attività degli esperti, incaricati dalla Procura di Larino nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, le due donne decedute lo scorso dicembre a Pietracatella per un sospetto avvelenamento da ricina. Effettuati i prelievi ematici su Gianni e Alice Di Vita, i loro campioni di sangue verranno trasferiti nelle prossime ore in Germania, dove saranno analizzati dal Robert Koch Institute di Berlino.
Le verifiche proseguiranno domani con un nuovo passaggio: la trasmissione agli specialisti tedeschi degli alimenti che erano stati sequestrati all'interno dell'abitazione della famiglia, a Pietracatella. Nelle prossime ore si dovrebbe conoscere anche l’esito dell’esame autoptico, entro oggi la relazione arriverà in Procura.

(Adnkronos) - Approvvigionamento sostenibile delle materie prime, tutela dell’ambiente e sostegno alle comunità.
Ferrero pubblica il Report di sostenibilità per l’anno finanziario 2024/25 e nell'anno in cui il Gruppo celebra i suoi 80 anni di storia il rapporto evidenzia come le iniziative di sostenibilità siano integrate in tutta l’azienda, supportando sistemi alimentari sostenibili end-to-end: dalle aziende agricole e dalle comunità da cui provengono gli ingredienti, fino agli stabilimenti produttivi, ai prodotti e alle persone. Il documento mette in luce l’evoluzione del framework 'Ferrero Farming Values' come driver centrale dell’approccio del Gruppo all’approvvigionamento degli ingredienti e alla resilienza delle catene di approvvigionamento. "Il successo di lungo periodo di Ferrero resta strettamente legato al benessere delle persone e degli ecosistemi da cui dipende la nostra filiera - dice Giovanni Ferrero, presidente del Gruppo -. I consumatori sono sempre più orientati verso brand di cui possono fidarsi, costruiti su qualità, buone pratiche di approvvigionamento, una produzione accurata e un impegno autentico verso le persone e il pianeta".
"Guidati dal nostro purpose e dalla nostra visione di lungo periodo - prosegue -, continueremo a sostenere iniziative legate alla tutela delle risorse naturali, al supporto delle nostre persone, delle comunità e dei partner e alla creazione di prodotti che sappiano conquistare i consumatori per le generazioni a venire". Ferrero Farming Values si fonda su cinque elementi chiave: due diligence dei fornitori, tracciabilità e visibilità della filiera, certificazioni e standard, pratiche agricole e comunità e trasformazione del settore, in cui la collaborazione con gli stakeholder è fondamentale per affrontare le sfide sistemiche. "Ferrero Farming Values traduce il nostro approccio alla sostenibilità in azioni concrete lungo l’approvvigionamento delle nostre materie prime chiave - spiega Lapo Civiletti, chief executive officer del Gruppo Ferrero -. Offre un framework strutturato per rafforzare la responsabilità dei fornitori, migliorare la tracciabilità e le certificazioni, supportare gli agricoltori e promuovere la collaborazione lungo tutto il settore, consentendoci al contempo di adattarci alle specificità di ciascuna filiera delle materie prime".
Le materie prime chiave hanno raggiunto elevati livelli di tracciabilità: il cacao il 98% di tracciabilità fino alle mappe poligonali delle aziende agricole, l’olio di palma il 98,6% fino alle piantagioni, le nocciole il 97% fino all’agricoltore e i chicchi di caffè il 100% di tracciabilità fino alle mappe poligonali delle piantagioni. Quasi 230.000 poligoni della filiera di fornitori di caffè, olio di palma e cacao sono stati analizzati attraverso il processo di monitoraggio di Ferrero allineato al regolamento Eudr, rafforzando la visibilità e supportando un approvvigionamento 'deforestation-free'. Il 99% dei volumi di cacao è stato approvvigionato tramite certificazioni o altri standard gestiti in modo indipendente, come Rainforest Alliance, Cocoa Horizons e Fairtrade; il 100% dei volumi di olio di palma è certificato Rspo e il 100% dei chicchi di caffè è certificato Rainforest Alliance secondo il modello di filiera segregata. Proseguono le partnership a supporto delle comunità agricole, tra cui l’espansione del programma ad alto impatto Save the Children in Costa d’Avorio, che prevede di raggiungere 235 comunità produttrici di cacao entro il 2030.
Prosegue ache lo sviluppo del Climate Transition Plan, supportato dal lancio del Decarbonization Hub, un nuovo strumento che consente ai siti produttivi di progettare e implementare roadmap di decarbonizzazione scalabili lungo le operazioni. Avviata una campagna di raccolta dati Scope 3 dai fornitori, che copre circa il 60% dei volumi di materie prime, con un tasso di risposta del 93%. Le emissioni di gas a effetto serra Scope 1 e 2 sono diminuite del 7,2% su base annua, grazie al proseguimento delle iniziative di transizione energetica, tra cui 24 stabilimenti alimentati al 100% da elettricità rinnovabile dalla rete. Completata la prima valutazione del Water Corporate Footprint a livello di Gruppo e adesione all’Alliance for Water Stewardship. Il 92,9% del packaging complessivo è stato progettato per essere riciclabile, riutilizzabile o compostabile, mentre l’86,8% lo è effettivamente nella pratica e su larga scala. Il redesign delle confezioni Ferrero Rocher ha contribuito a una riduzione del 14,7% del rapporto plastica/prodotto rispetto alla baseline 2019/20, evitando cumulativamente circa 16.000 tonnellate di plastica da settembre 2021.

(Adnkronos) - Continua il cammino dell’Inghilterra nel Mondiale, e fin qui c’è poco di cui stupirsi. A sorprendere è invece l’avversaria che dovrà affrontare la nazionale dei Tre Leoni, ovvero la Repubblica Democratica del Congo che al sogno della qualificazione al Mondiale, ha ora aggiunto quello storico dell’accesso ai sedicesimi di finale. Per gli esperti di Sisal, la squadra di Tuchel è ovviamente favorita ma non dovrà sottovalutare il Congo, una delle nazionali africane che ha colpito di più nella fase a gironi, capace di bloccare sul pareggio il Portogallo di Cristiano Ronaldo: il successo inglese è a un rasoterra 1,27, l’impresa congolese sale a 14 volte la posta mentre il pareggio vale 5,25.
Probabile che l’Inghilterra non subisca reti per la terza gara consecutiva – dopo le sfide con Ghana e Panama - il clean sheet inglese è dato infatti a 1,67 e il No Gol è a 1,48. Harry Kane sta collezionando record con la maglia della Nazionale: con il gol a Panama, il terzo in tre partite del torneo, il centravanti del Bayern Monaco è diventato il miglior marcatore dell'Inghilterra nelle fasi finali della Coppa del Mondo e non sembra volersi fermare, la sua rete alla Repubblica Democratica del Congo è infatti a 1,75 con l’ipotesi doppietta a 4,50. Grazie alla cinquina rifilata alla Nuova Zelanda, il Belgio, dopo un inizio stentato, ha conquistato i sedicesimi come primo del gruppo e ora i Diavoli Rossi affrontano il Senegal, ripescato tra le migliori terze grazie all’ultimo, largo successo contro l’Iraq.
Per gli esperti Sisal il match non è scontato, la nazionale di Rudi Garcia è avanti con il successo a 2,15 contro il 3,60 dei Leoni della Teranga e il 3,10 del pareggio. Il Belgio è avanti anche per il passaggio turno, a 1,57, a 2,40 la quota sul Senegal agli ottavi. Nel Belgio, uno degli uomini più in forma è Leandro Trossard, un palo e due gol alla Nuova Zelanda, la sua rete alla nazionale africana è a 4,00 ma si aspetta anche il gol di Lukaku, anche lui a segno con i neozelandesi, a 2,75. Per il Senegal, la star è Ismaila Sarr che si presentava a questo Mondiale dopo una stagione con il Crystal Palace da ben venti gol ed è dato marcatore a 4,50, ma occhio anche a Pape Gueye, decisivo con una doppietta nel match con l’Iraq che punta a esserlo di nuovo, con un gol o assist a 6,00.

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