Alberto Mantovani - (Adnkronos)

(Adnkronos) - Il nostro sistema immunitario è come “un’orchestra invisibile che, con i suoi oltre 4 miliardi di orchestrali, gestisce i nostri problemi, fra cui le fasi iniziali della crescita di un cancro. Quando uno dei nostri pazienti ha un tumore, è una sorta di ‘fallimento” della nostra orchestra. La sfida, il sogno, la rivoluzione è quella di usare le armi immunologiche contro il cancro: parliamo quindi di immuno revolution”. Lo ha detto Alberto Mantovani, presidente Fondazione Humanitas per la Ricerca e professore Humanitas University, in occasione dell’incontro, a Milano, 'Tumori, oltre il silenzio della malattia: il valore dell’immunoterapia oggi' promosso da AstraZeneca.  

“È l'inizio di una rivoluzione: abbiamo risultati positivi ma il bicchiere non è ancora pieno nemmeno per metà. La sfida - prosegue - è riempirlo con nuovi anticorpi, nuovi strumenti, nuove cellule e speriamo, in futuro, con vaccini terapeutici. Le ‘armi’ sono innanzitutto gli anticorpi, che utilizziamo per togliere i freni al sistema immunitario, per trasportare farmaci o radionuclidi nella sede di un tumore, o per avvicinano cellule del sistema immunitario e cellule tumorali in un ‘bacio della morte’ nel caso degli anticorpi engagers, oppure, ancora, anticorpi che possono avere tre quattro valenze. Abbiamo poi la grande speranza di utilizzare le terapie cellulari nella lotta contro il cancro. Non dimentichiamo mai che abbiamo già due vaccini preventivi contro il cancro: quello per l’epatite B e quello dell’Hpv. Quest'ultimo vorremmo vederlo più utilizzato. C’è infine il sogno di usare vaccini terapeutici. Questa è una delle grandi speranze davanti a noi”.