
(Adnkronos) - Non dimenticare di misurare la pressione è un’indicazione semplice ma anche una regola d’oro ‘salva salute’. Come ricorda il tema della Giornata mondiale della pressione (#WorldHypertensionDay) che si è celebrata ieri e il cui messaggio continua, oggi, al Policlinico Gemelli di Roma dove, con Carlo Verdone e Giovanni Veronesi come testimonial, si è aperto un evento dedicato, con il convegno ‘Gestiamo insieme l’ipertensione’, imperniato sui diversi aspetti di questo importante fattore di rischio cardiovascolare. Per l’occasione i cittadini che lo desiderano potranno accedere al counselling gratuito, controlli della pressione e consigli su stile di vita, fino alle 18.30 nella sede del Policlinico romano, dove sono state allestite diverse postazioni.

(Adnkronos) - "L'allergia alle proteine del latte scatena reazioni immunitarie immediate e violente come lo shock anafilattico, che può uccidere. L'intolleranza al lattosio, uno zucchero del latte, invece, non ha esiti fatali". Vincenzo Patella, presidente della Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica (Siaaic) e direttore Uoc Medicina interna azienda sanitaria di Salerno, torna nuovamente a fare chiarezza sul tema, commentando la notizia della scomparsa di Adriano d'Orso, un ragazzo di 16 anni allergico alle proteine del latte, deceduto a Casoria (Napoli) dopo aver consumato un cono gelato. Un nuovo dramma, a poco più di 1 mese di distanza dalla morte per shock anafilattico di una studentessa di 15 anni, anche lei allergica alle proteine del latte, dopo aver consumato un panino in un ristorante a Ostia. "Questa nuova tragedia riaccende i riflettori sulla fragilità di un sistema che sconta ancora troppa disinformazione sulle allergie severe e sulla crucialità dell'uso tempestivo dell'adrenalina - afferma Patella - L'intolleranza causa malessere generale, dolore addominale o vomito, ma non esiti infausti. L'allergia scatena l’anafilassi, un collasso dell'apparato cardiovascolare che impedisce al sangue di raggiungere organi vitali come cuore e cervello. Tra le proteine del latte, la caseina resta la più insidiosa poiché termostabile e gastrostabile, mantenendo intatto il suo potere allergizzante anche dopo la cottura o la lavorazione industriale".
A sollevare i timori del presidente Siaaic - si legge in una nota - è anche la gestione dell'emergenza nei momenti immediatamente successivi al malore: dalle prime ricostruzioni sul caso di Casoria emerge infatti il disperato tentativo di somministrare del cortisone al giovane prima dell'arrivo del 118. "Il cortisone ha tempi di azione troppo lenti per un'anafilassi acuta - precisa Patella - Ciò che un paziente allergico deve sempre portare con sé è l'adrenalina auto-iniettabile. E' un farmaco di autosomministrazione che permette di guadagnare il tempo necessario per raggiungere il pronto soccorso. In Italia si registrano mediamente tra i 40 e i 60 decessi accertati all'anno per shock anafilattico, ma il numero potrebbe essere superiore a causa di morti improvvise non correttamente notificate". Proprio per ovviare a questa carenza di dati certi, il presidente Siaaic lancia un appello istituzionale: "In Italia non esiste un Registro nazionale sulle anafilassi - specifica Patella - E' auspicabile, come suggerito dalle associazioni dei pazienti, tra queste Federasma, che sia gestito direttamente dall'Istituto superiore di sanità (Iss) con il coinvolgimento delle società scientifiche degli allergologi come Siaaic".
Nelle vicende che coinvolgono la ristorazione e la produzione artigianale, il pericolo principale è rappresentato dalla contaminazione o dall'ingrediente non dichiarato, evidenziano gli esperti. "Sia che si tratti di tracce in un gelato, di formaggio nella pasta o di latte nelle polpette, il cosiddetto 'cibo nascosto' resta la minaccia maggiore. Pur non avendo l'obbligo di detenere adrenalina, i ristoratori e gli artigiani del settore alimentare devono essere formati. La Siaaic mette a disposizione corsi e podcast su Siaaic channel per aggiornare costantemente il personale sulla gestione del rischio allergeni", conclude Patella, auspicando che la prevenzione e la chiarezza scientifica possano finalmente arrestare questa scia di drammi evitabili.

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Per oltre dodici anni aveva convissuto con un dolore toracico da
sforzo che veniva attribuito ad ansia e reflusso gastrico. Poi,
qualche settimana fa, l'arrivo al pronto soccorso dell'ospedale di
Carbonia per una sindrome coronarica acuta: dolore intenso al
petto, alterazioni dell'elettrocardiogramma, il timore di un
infarto.
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(Adnkronos) - Prosegue “Number Ten”, la serie video dedicata alle imprese, alle competenze e alle eccellenze industriali impegnate nella realizzazione della Nuova Diga Foranea di Genova, il più grande intervento di potenziamento della portualità italiana e una delle opere marittime più complesse oggi in costruzione in Europa.
Il nuovo episodio “Un cuore di Pietra”, il terzo della serie, racconta il contributo di Heidelberg Materials Italia, protagonista di una filiera altamente specializzata che contribuisce alla realizzazione dell’opera attraverso soluzioni innovative per la produzione e la gestione del calcestruzzo. Dalla produzione a terra alla “fabbrica offshore” operativa in mare, il racconto mostra come qualità dei materiali, continuità produttiva, controllo tecnologico e know-how industriale rappresentino elementi decisivi per affrontare le sfide di un cantiere unico al mondo nel suo genere. La Nuova Diga Foranea di Genova, realizzata dal consorzio PerGenova Breakwater guidato da Webuild , sorgerà su fondali fino a 50 metri di profondità, una delle maggiori mai sperimentate per una diga foranea, e le lavorazioni avvengono senza interrompere l’operatività del porto.
Con uno sviluppo complessivo previsto di circa 6,2 chilometri, l’opera consentirà al porto di Genova di accogliere in sicurezza le grandi navi portacontainer di ultima generazione e le nuove navi da crociera, rafforzando il ruolo strategico dello scalo ligure nei corridoi logistici europei e nel sistema dei traffici del Mediterraneo. La serie “Number Ten” nasce per valorizzare la filiera del progetto e raccontare il lavoro integrato di imprese, tecnici e professionalità che, ogni giorno, contribuiscono alla costruzione di un’infrastruttura destinata a ridisegnare il futuro del porto di Genova e della logistica italiana”.

(Adnkronos) - Un nuovo sondaggio boccia Donald Trump e la guerra contro l'Iran. Per la maggioranza degli elettori americani, il 64%, il presidente degli Stati Uniti ha sbagliato a decidere di attaccare. E' il netto giudizio che emerge dal sondaggio pubblicato oggi da New York Times/Siena che registra un nuovo record negativo del tasso di popolarità del presidente, con il 59% che disapprova l'operato e solo il 37% che l'approva.
Il tasso di disapprovazione di Trump sale ancora se si considera l'economia, al 64%, e ancora di più, al 69%, il costo della vita, che del resto è fortemente legato alle conseguenze del conflitto con l'Iran, che ha provocato l'aumento dei prezzi della benzina e a cascata di altri prodotti. Anche l'elemento principe della politica interna trumpiana, la campagna di deportazione di massa, vede un bilancio in negativo per il tycoon, bocciato dal 56% degli elettori in materia di immigrazione e promosso solo dal 41%. Numeri destinati ad aumentare la preoccupazione dei repubblicani in vista delle elezioni di midterm, nella quali tradizionalmente gioca il fattore del voto di protesta contro il partito del presidente impopolare.
Tanto più che il 44% degli elettori ritiene di essere danneggiato personalmente dalle politiche sbagliate dell'amministrazione, quasi 10 punti in più rispetto allo scorso autunno quando il 36% esprimeva questa opinione. Inoltre, altro segnale importante in vista del voto di novembre, tra gli elettori indipendenti, cioè non iscritti come democratici o repubblicani, il tasso di disapprovazione di Trump sale al 69%, con un 47% che si dice personalmente danneggiato dalle sue politiche.
D'altro canto, il sondaggio descrive una situazione non certo rosea per il partito democratico: appena il 26% si dice soddisfatto dalla linea che sta seguendo, con un 44% di elettori democratici che si dice non soddisfatto del partito, mentre solo il 23% dei repubblicani afferma la stessa cosa del Gop.
Prima di entrare in sala per assistere allo spettacolo Notte
Morricone ha ammesso: "è la prima volta che assisto a uno
spettacolo di danza". Andrea Spiga, musicista cagliaritano, è uno
dei 40 spettatori con una disabilità visiva che al Teatro Massimo
di Cagliari ha preso parte del progetto teatro No Limits applicato
all'arte coreutica.
Le parole, che arrivano dall'audiodescrizione delle scene, e la
forza evocativa della musica conducono gli spettatori non vedenti e
ipovedenti dentro le atmosfere e le visioni di Notte Morricone. Si
apre alla danza "Teatro No Limits", progetto nazionale legato
all'accessibilità dell'offerta culturale ideato dal Centro Diego
Fabbri Ets di Forlì, diretto da Paolo De Lorenzi in collaborazione
con l'Università di Bologna - Campus di Forlì - Dit, di cui il
Cedac da quest'anno è anche partner. La sperimentazione legata
all'arte coreutica parte con lo spettacolo ideato e coreografato
dal pluripremiato artista spagnolo Marcos Morau. Prodotto dalla
Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto, ispirato alla figura
e al talento creativo del grande compositore, è andato in scena al
Teatro Massimo di Cagliari tra gli applausi del numeroso pubblico.
Il percorso No Limits permette a 40 spettatori con una disabilità
visiva di seguire, in tempo reale, quanto accade nella scena. Il
tutto grazie alla voce narrante che descrive la gestualità e le
azioni degli interpreti, la complessità e l'eleganza della
coreografia, trasmettendo il fascino di questo emozionante racconto
per quadri. Notte Morricone disegna un inedito ritratto del maestro
autore di indimenticabili colonne sonore per il cinema ma anche di
importanti pagine di musica contemporanea: il diario di una notte
inquieta di un'artista alla ricerca dell'ispirazione tra surreali
incontri e momenti di poesia. "Un'esperienza molto intensa -
racconta all'ANSA Andrea Spiga, musicista cagliaritano - è la prima
volta che assisto a uno spettacolo di danza audio descritto. Se non
ho potuto cogliere lo spettacolo con gli occhi, sono riuscito a
immaginare i corpi in movimento sulla scena, a entrare nella
dimensione onirica e magica di questo affascinante racconto e
immergermi nello spazio creativo del grande compositore che, da
musicista, non posso che amare. Alcune parti mi sono piaciute
tantissimo, altre...

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(Adnkronos) - Narges Mohammadi torna a casa. E' stata "dimessa" dall'ospedale di Teheran in cui era ricoverata ed è stata "mandata a casa", fa sapere la Narges Foundation all'indomani delle dimissioni dell'attivista, Premio Nobel per la Pace nel 2023. "Nelle prossime settimane dovrà sottoporsi a visite di controllo in ospedale e a sedute quotidiane di fisioterapia in ambulatorio", si legge, con la precisazione che "secondo gli specialisti, cardiologi e neurologi compresi, è fondamentale resti sotto stretta osservazione e riceva cure specialistiche". "Necessita di riposo e cure dedicate in un ambiente tranquillo, assolutamente privo di fattori di stress esterni, per almeno otto mesi", viene evidenziato.
Mohammadi, 54 anni, è stata ricoverata a Zanjan, dove era detenuta dall'arresto dello scorso dicembre, dal primo al 10 maggio. A 150 giorni dall'arresto brutale, ricostruisce la Fondazione, dopo una sospensione temporanea della condanna è stata trasferita in ambulanza nell'ospedale di Teheran, dove è rimasta dal 10 al 17 maggio. "Il suo staff medico - si legge - conferma che le condizioni di Mohammadi sono direttamente collegate a una pressione psicologica prolungata e grave, ansia cronica e stress ambientale intenso". E, riportano, i medici ritengono che non debba tornare in carcere "in nessuna circostanza".
La Fondazione chiede "il rilascio immediato e senza condizioni di tutti i prigionieri politici" e "il ritiro senza condizioni di tutte le accuse" contro Mohammadi. La sua ripresa, evidenzia la figlia Kiana Rahmani, che vive a Parigi con il fratello Ali e non vede la mamma da oltre dieci anni, è incompatibile con il carcere e tornare in prigione sarebbe per lei l'equivalente di "una condanna a morte". "Dobbiamo garantire resti in libertà, che le accuse infondate contro di lei cadano definitivamente e finisca la persecuzione nei suoi confronti", ha aggiunto Kiana Rahmani, che è anche co-presidente della Fondazione.
Nel 2023 Mohammadi è stata insignita del Premio Nobel per la Pace, mentre era in carcere, "per la sua battaglia contro l'oppressione delle donne in Iran e la sua lotta per promuovere i diritti umani e la libertà per tutti".

(Adnkronos) - José Mourinho torna al Real Madrid. Come riportato da Sky Sports, l'attuale tecnico del Benfica, che ha appena chiuso il campionato portoghese al terzo posto dietro ai campioni del Porto di Francesco Farioli e allo Sporting, ha trovato l'accordo con il presidente Florentino Perez per tornare sulla panchina dei Blancos. Lo Special One, che in Italia ha allenato l'Inter (portata alla conquista del Triplete) e la Roma (con cui ha vinto la Conference League) firmerà un contratto biennale.
L'annuncio ufficiale arriverà solo dopo l'ultima giornata di Liga, al termine della partita tra il Real Madrid e l'Athletic Bilbao. Per Mou sarà una sfida non banale, visto che il Real arriva da due anni senza successi: in questa stagione, i madrileni hanno chiuso la Liga al secondo posto e sono stati eliminati ai quarti di Champions League. Lo special One ha già allenato i Galacticos dal 2010 al 2013.

(Adnkronos) - Non basta ridurre i livelli di colesterolo 'cattivo' Ldl-C, ma è importante garantire che questi livelli si mantengano stabili nel tempo. Cresce l'attenzione degli esperti sulla variabilità dei livelli lipidici, associata a un rischio cardiovascolare più elevato. Lo studio osservazionale di popolazione V-Difference di Novartis, pubblicato su 'European Heart Journal', indicano che la variabilità nel tempo dei livelli di colesterolo rappresenta un fattore di rischio cardiovascolare diretto e indipendente. In particolare, riporta la farmaceutica in una nota, "le persone con le maggiori fluttuazioni dei livelli di colesterolo presentano un aumento del 26% del rischio di mortalità totale, dell'8% del rischio di infarto miocardico e dell'11% del rischio di ictus, rispetto a chi mantiene livelli più stabili nel tempo, a parità di valori medi di colesterolo".
Sono i temi al centro del convegno 'Harmony of Silencing' che si è svolto oggi a Milano, dedicato alla gestione dell'ipercolesterolemia alla luce delle Linee guida Acc/Aha/Multisociety 2026, che introducono nuovi parametri per la prevenzione cardiovascolare secondaria nelle persone ad alto rischio. Tra i temi in primo piano, i recenti dati dello studio V-Difference che mostrano come il trattamento con inclisiran, in aggiunta alla terapia ipolipemizzante ottimizzata individualmente (Llt), permetta non solo una riduzione rapida dei livelli di Ldl-C, in linea con i nuovi parametri, ma anche il loro mantenimento prolungato nel tempo.
"Le fluttuazioni lipidiche - spiega Stefano Carugo, direttore della Cardiologia del Policlinico di Milano e presidente FinSic, Fondazione della Società italiana di cardiologia (Sic) - hanno un impatto diretto e indipendente sulla progressione del processo aterosclerotico, poiché sono correlate a fenomeni come l'aumento dell'ossidazione lipidica all'interno delle placche, l'incremento del loro volume e l'attivazione di meccanismi infiammatori. La variabilità nel tempo dei livelli di colesterolo rappresenta quindi evidenza di un controllo non ottimale di questo fattore di rischio, causa di eventi quali infarto, ictus e morte per cause cardiovascolari. L'obiettivo terapeutico oggi non è solo abbassare i livelli di Ldl, ma ottenere un controllo efficace e soprattutto sostenuto nel tempo, elemento fondamentale per rallentare la progressione dell’aterosclerosi e ridurre il rischio di eventi".
Gli esperti, quindi, puntano al raggiungimento di livelli di colesterolo Ldl bassi e stabili nel tempo - riferisce la nota - per ridurre la mortalità cardiovascolare nelle persone ad alto rischio. Su questo obiettivo terapeutico si inseriscono i dati dello studio V-Difference sulla molecola siRna, che offrono uno spaccato utile su come, nella pratica clinica reale, sia possibile ottenere una riduzione significativa dei livelli di Ldl-C e mantenerla nel tempo in pazienti a rischio cardiovascolare alto e molto alto, in linea con i target oggi raccomandati dalle linee guida internazionali.
La presentazione di V-Difference si inserisce in una strategia più ampia con cui Novartis mira a migliorare la gestione del rischio cardiovascolare e a rispondere a bisogni clinici ancora insoddisfatti, sottolinea l'azienda. "Da 40 anni Novartis è impegnata in ambito cardiovascolare, affinché nessun cuore smetta di battere troppo presto - commenta Paola Coco, Cso & Medical Affairs Head Novartis Italia - Investiamo da anni in programmi di ricerca clinica su larga scala, come VictOrion che coinvolge oltre 60mila pazienti in più di 50 Paesi e rappresenta uno dei più ampi programmi di sviluppo clinico mai realizzati a livello globale. Un impegno che si accompagna alla volontà di lavorare insieme alla comunità scientifica e alle istituzioni per favorire un accesso equo e sostenibile all'innovazione terapeutica, elemento essenziale per rendere la prevenzione cardiovascolare realmente applicabile nella vita reale dei pazienti".
Dallo studio V-Difference - dettaglia Novartis - emerge che "l'85% dei pazienti trattati con il farmaco siRna più terapia ipolipemizzante ottimizzata individualmente (Llt) ha raggiunto i livelli raccomandati di colesterolo Ldl entro 3 mesi, con benefici significativi già dopo 1 mese e una riduzione media del 59% del colesterolo Ldl dopo 1 anno di trattamento, con un mantenimento costante nel tempo dei livelli raccomandati di Ldl, in linea con le nuove Linee guida Acc/Aha/Multisociety 2026. All'osservazione al giorno 330, il 92,7% dei pazienti nel braccio inclisiran aveva raggiunto i propri target raccomandati dalle linee guida Internazionali. Pubblicate a marzo 2026, le linee guida reintroducono con forza l'utilizzo di target assoluti di Ldl-C come riferimento nella pratica clinica e raccomandano, per la maggior parte dei pazienti in prevenzione secondaria ad altissimo rischio, un obiettivo di Ldl-C inferiore a 55 mg/dL. Un approccio che riflette il principio 'colesterolo basso, con tempestività e continuità nel tempo', sempre più centrale nella gestione moderna del rischio cardiovascolare. In questo scenario - conclude la nota - il tema della stabilità del controllo lipidico nel tempo si conferma come uno degli elementi chiave per tradurre le raccomandazioni delle linee guida in benefici clinici concreti nella pratica quotidiana.

(Adnkronos) - Jannik Sinner festeggia il trionfo agli Internazionali d'Italia 2026... a modo suo. Il tennista azzurro ha vinto il Masters 1000 di Roma battendo Casper Ruud in finale e riportando così un italiano sul trono 50 dopo l'ultimo successo firmato Adriano Panatta. Per celebrare l'ennesimo successo del 2026, Sinner si è quindi concesso una serata diversa, lontana dalla routine "hotel-campo, campo-hotel" che aveva raccontato in conferenza al Foro.
Subito dopo la partita, Sinner si è infatti recato nel centro di Roma insieme alla famiglia, il papà Hanspeter, la mamma Siglinde e il fratello Mark, sempre presenti sulle tribune del Centrale, e in compagnia della fidanzata Laila Hasanovic, arrivata nella Capitale per la semifinale contro Daniil Medvedev.
Insieme a loro Sinner ha lasciato quindi il Centrale per andare all'Osteria Pirò, noto ristorante di pesce nel cuore di Roma. "Certi match finiscono. La voglia di Pirò no!", ha scritto oggi il profilo ufficiale dell'osteria su Instagram, "bentornato Jannik Sinner e congratulazioni per ieri". Non è la prima volta che infatti l'azzurro prenota un tavolo da Pirò, uno dei suoi ristoranti di fiducia durante gli Internazionali.
La cena si è svolta in un clima gioviale e familiare, con Sinner che è poi tornato nel lussuoso hotel 'Roma Cavalieri' in zona Monte Mario prima di ripartire oggi per Montecarlo. L'azzurro si concederà infatti qualche giorno libero prima di focalizzarsi sul Roland Garros: "Ora riposerò per 2-3 giorni, quindi la felicità per questa vittoria mi durerà 2-3 giorni", ha detto il numero 1 in conferenza stampa dopo il trionfo del Foro, "dopo Montecarlo non è stato così perché sono andato subito a Madrid".
"Se arrivi in un torneo felice per quello precedente poi perdi il filo, il nostro sport cambia in un attimo. Credo che la mia felicità non debba dipendere se vinci o no un torneo, altrimenti diventa un incubo", ha spiegato Sinner, "io sono abbastanza equilibrato nei modi di fare, anche fuori dal campo. Mi rendono felici le piccole cose: passare mezza giornata a giocare a golf, andare sui go kart, con quelle cose sono felice". Nei suoi programmi ci sarà forse un po' di allenamento fisico, "ma niente tennis", ha assicurato.

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(Adnkronos) - Con la vittoria di Lorenzo nella finalissima di ieri, cala il sipario sulla venticinquesima edizione di 'Amici', ma i numeri parlano chiaro: il talent show di Maria De Filippi non solo si conferma il più longevo della televisione italiana, ma dimostra ancora una volta la sua forza schiacciante nel prime time, dominando la serata finale e consolidando una stagione di leadership indiscussa. L'atto conclusivo del programma ha segnato il miglior risultato stagionale: la finale ha raccolto davanti allo schermo 3.483.000 spettatori totali, pari al 25.9% di share. Durante la serata, la curva degli ascolti ha raggiunto picchi di 4.558.000 spettatori e del 39.1% di share. Ancora più significativo è il dato sul target commerciale 15-34enni, dove lo spettacolo ha registrato una quota del 37.81%, a riprova della sua capacità di catturare un pubblico giovane, sempre più difficile da intercettare sulla tv generalista.
Il successo della finale non è un caso isolato. L'intera fase del serale ha mantenuto una media di 3.135.000 telespettatori con il 23,2% di share, confermando la sua leadership in ogni singola puntata fin dal debutto, che aveva già conquistato 3.295.000 spettatori (23,8%). Sebbene lontani dai record storici dell'edizione 2008, quella che lanciò Marco Carta, che in un'altra epoca televisiva superò i 7 milioni di spettatori per la finale, i numeri attuali acquistano un peso specifico notevole se contestualizzati nell'attuale panorama televisivo. In un'era segnata dalla frammentazione dell'offerta e dalla concorrenza delle piattaforme streaming, che ha portato a una contrazione generale della platea, la tenuta di 'Amici' rappresenta un caso quasi unico nel palinsesto italiano .
La forza del format è emersa chiaramente anche nella storica sfida del sabato sera. Quest'anno, il talent di Canale 5 si è scontrato con 'Canzonissima', il nuovo show di Rai1 condotto da Milly Carlucci. Nonostante la novità della proposta concorrente, Maria De Filippi si è confermata leader incontrastata del prime time. Un dominio che prosegue da anni: già nella scorsa stagione, la potenza di 'Amici' si era dimostrata tale da contribuire alla chiusura anticipata del programma concorrente 'Ne vedremo delle belle', condotto da Carlo Conti. Mentre si celebrano i vincitori – Lorenzo per il canto e Alessio per il ballo – e si guarda al futuro discografico dei ragazzi con l'uscita dei loro primi Ep, il bilancio televisivo è netto: 'Amici 25' è un format solido in grado di creare un evento televisivo capace di unire un pubblico vasto e trasversale.

(Adnkronos) - Restano stabili ma gravi le condizioni di quattro dei sette feriti travolti sabato pomeriggio in centro a Modena, secondo le ultime notizie di oggi lunedì 18 maggio. In particolare, i due pazienti ricoverati all’ospedale Maggiore di Bologna sono entrambi in rianimazione "in condizioni stabili". La donna di 55 anni presenta diversi traumi, le sue condizioni sono "in lieve miglioramento ma restano critiche e in prognosi riservata". L'uomo, anche lui di 55 anni con diversi traumi, è stabile, "non più in immediato pericolo di vita ma la prognosi è riservata".
Per quanto riguarda i pazienti ricoverati all'ospedale civile di Baggiovara (Modena) la donna di 69 anni "pur in un quadro di gravità complessivo presenta segni di progressivo miglioramento che hanno portato a staccare la paziente dai supporti ventilatori ed è pertanto in respiro spontaneo"; la donna di 53 anni, "sempre in condizioni gravi, presenta un quadro clinico stabile". Per entrambe la prognosi resta riservata. Il paziente di 59 anni, con trauma facciale, nel confermare la prognosi già comunicata ieri di 30 giorni in totale, presenta "un quadro di stabilità e condizioni cliniche buone".
“Confuso e frastornato”. E' stato descritto così ieri, dal suo legale Francesco Cottafava, Salim El Koudri, l'uomo che con la sua auto ha falciato sette persone in pieno centro a Modena. “Si è avvalso della facoltà di non rispondere, ieri (sabato, ndr) era confuso e frastornato e ha preferito non parlare davanti agli agenti, alla pm Monica Bombana e al procuratore Luca Masini”, ha spiegato l’avvocato all’Adnkronos.

(Adnkronos) - Una connessione che accompagna ogni giorno lavoro, studio, intrattenimento e accesso ai servizi digitali. Con 'The Fiber Life', Open Fiber lancia una nuova campagna di comunicazione dedicata al ruolo della connettività nella vita quotidiana di persone, imprese e territori. Interamente realizzata con il supporto dell’intelligenza artificiale generativa, la campagna racconta il valore della rete Ftth e il contributo della fibra ottica allo sviluppo digitale del Paese, mostrando come la connettività sia diventata un’infrastruttura invisibile ma essenziale nelle nuove modalità di vita, lavoro e relazione. Una campagna di comunicazione in linea con la nuova fase di Open Fiber che, dopo aver costruito l’infrastruttura, sta spostando il suo focus sulla valorizzazione della rete in fibra e dei servizi abilitati.
'The Fiber Life' nasce per rendere visibile il valore di un’infrastruttura che, pur restando spesso invisibile, abilita ogni giorno nuove possibilità per persone, famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni. La campagna presenta la fibra ottica come una presenza concreta, stabile e affidabile, capace di connettere persone, servizi e territori. Attraverso un racconto semplice ed emozionale, la campagna mostra come la rete Ftth rappresenti oggi un elemento abilitante per il lavoro, lo studio, l’intrattenimento e l’accesso ai servizi digitali, contribuendo anche alla riduzione del digital divide.
Lo spot racconta la fibra ottica attraverso situazioni quotidiane e riconoscibili, evidenziando i principali ambiti di applicazione: dalla connessione domestica allo smart working, dall’intrattenimento digitale alla casa smart, fino ai servizi per imprese, città e pubbliche amministrazioni. La connettività entra nella quotidianità come abilitatore di nuove esperienze, relazioni e modalità di lavoro.
Dal punto di vista produttivo, il progetto integra creatività e tecnologia: la campagna utilizza strumenti di intelligenza artificiale generativa a supporto della realizzazione visiva, ampliando le possibilità narrative e contribuendo alla costruzione di ambientazioni e scenari contemporanei. Il contributo dell’AI si affianca al lavoro creativo umano, che resta centrale nelle fasi di ideazione, regia e direzione artistica. La campagna è stata realizzata per Open Fiber, da Saatchi & Saatchi con casa di produzione Think Cattleya, e sarà pianificata attraverso un mix di mezzi volto a consolidare la leadership del brand, aumentare la riconoscibilità della rete Ftth e rafforzare il posizionamento dell’azienda come infrastruttura strategica per la modernizzazione del Paese, attraverso una presenza ad alta copertura a livello nazionale.
In onda dal 17 maggio e fino al 13 giugno, coinvolgendo televisione, radio, piattaforme digitali, Connected Tv e cinema. Lo spot sarà trasmesso in tv fino al 6 giugno con formati da 30 e 15 secondi, mentre la radio sarà on air dal 24 maggio. La presenza al cinema è prevista dal 21 maggio al 3 giugno, con presidio delle principali sale.
Open Fiber ha realizzato la più grande infrastruttura in fibra ottica del Paese, con un modello di business wholesale only. Ad oggi l’azienda a connesso in fibra 17 milioni di case ed è il principale operatore Ftth in Italia e tra i leader in Europa.

(Adnkronos) - Sono stati individuati i corpi dei quattro sub italiani morti giovedì scorso durante un'immersione alle Maldive. Lo riferiscono fonti locali. Stamattina erano riprese le ricerche, alle quali partecipa anche un team di tre sommozzatori finlandesi della società Dan Europe, arrivata ieri per coordinare i piani con la Guardia Costiera delle Maldive. Secondo quanto riferito dalle autorità maldiviane, le salme di tutti e quattro i sub italiani dispersi sono state localizzate nel terzo segmento della grotta presso il sito Cave Dive dell'Atollo Vaavu, a seguito dell'immersione condotta dai soccorritori.
Il portavoce capo dell'ufficio del presidente, Mohamed Hussain Shareef, affermato che, sebbene l'operazione sia ripresa, per l'immersione di oggi è utilizzato un Rov (veicolo sottomarino a controllo remoto), perché "non è possibile immergersi in profondità a causa delle correnti". "Oggi - ha dichiarato Shareef, citato dal sito maldiviano 'Edition' - non ci saranno immersioni profonde. Il sito sarà ispezionato, con procedure di familiarizzazione che si svolgeranno sul posto con la squadra straniera". Il portavoce ha aggiunto che la squadra di sommozzatori stranieri, la missione di salvataggio delle Maldive e una squadra di sommozzatori del servizio di polizia delle Maldive sono attualmente attive nell'operazione.
L'operazione era stata sospesa dopo la morte del sergente maggiore Mohamed Mahudhy, uno dei sommozzatori più esperti della Guardia Costiera, a causa della malattia della decompressione mentre era impegnato nelle ricerche.

(Adnkronos) - Le Fondazioni, associazioni e onlus rappresentano oggi uno dei pilastri più importanti a supporto del Servizio sanitario nazionale, soprattutto in un momento storico segnato da trasformazioni profonde, aumento della domanda di salute e necessità di accelerare innovazione, ricerca e accesso alle cure. Il loro contributo non è sostitutivo della sanità pubblica, ma integrativo e complementare: un supporto concreto per rafforzare i percorsi diagnostici e terapeutici, sostenere la ricerca scientifica, finanziare tecnologie avanzate e contribuire a ridurre le disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari. Tra le realtà maggiormente impegnate in questo percorso figurano la Fondazione Leonardo Del Vecchio e la Fondazione Roma, da sempre attive nel sostegno alla sanità, alla ricerca scientifica e ai progetti destinati a migliorare la qualità dell’assistenza e l’accesso alle cure sul territorio. È questo uno dei messaggi centrali emersi nel corso del convegno 'Milano e Roma si incontrano per una sanità pubblica più vicina ai cittadini', organizzato oggi al Policlinico di Milano con il patrocinio della Società italiana di radiologia medica e interventistica (Sirm). L’iniziativa ha riunito esperti, clinici, rappresentanti delle istituzioni sanitarie e numerose Fondazioni, associazioni e onlus impegnate nel settore salute, con l’obiettivo di promuovere un confronto sul futuro della radiologia e sul valore della collaborazione tra pubblico, privato accreditato e Terzo settore. Al centro del dibattito il ruolo sempre più strategico della diagnostica per Immagini e della radiologia interventistica nella medicina moderna, insieme alle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale, dalla radiomica, dall’imaging molecolare e dalle nanotecnologie per la diagnosi precoce e la medicina personalizzata.
"La diagnostica per Immagini e la radiologia Interventistica rappresentano oggi uno degli snodi fondamentali dei percorsi di cura – ha dichiarato Ettore Squillaci, responsabile della Uoc di Diagnostica per immagini ospedale Isola Tiberina Gemelli Isola-. Il radiologo accompagna il paziente lungo tutto il percorso clinico, dalla prevenzione al monitoraggio terapeutico. In questo scenario il ruolo della sanità pubblica è centrale, perché garantisce accesso universale, appropriatezza e continuità assistenziale. Tuttavia, per mantenere elevati standard di cura e assicurare a tutti i cittadini diagnosi tempestive e trattamenti all’avanguardia, il contributo delle fondazioni è diventato indispensabile". Secondo Squillaci, le realtà del Terzo settore svolgono una funzione strategica soprattutto nel sostenere l’innovazione tecnologica e la ricerca clinica: "le Fondazioni consentono di accelerare investimenti, favorire l’acquisizione di tecnologie avanzate e supportare progetti di ricerca che migliorano concretamente la qualità delle cure. La collaborazione tra Ssn, privato accreditato e fondazioni permette inoltre di ampliare la capacità diagnostica del sistema, ridurre i tempi di attesa e favorire diagnosi sempre più precoci, che significano più possibilità di cura e più vite salvate".
"La Diagnostica per immagini sta entrando in una nuova era grazie all’integrazione tra intelligenza artificiale, radiomica, imaging molecolare e nanotecnologie – ha sottolineato Gianpaolo Carrafiello, direttore Dipartimento Area dei servizi Policlinico di Milano e ordinario di Diagnostica per immagini Università degli Studi di Milano -. Gli algoritmi di apprendimento automatico stanno già migliorando l’acquisizione e l’interpretazione delle immagini e supportando il radiologo nell’identificazione precoce delle malattie, soprattutto in ambito oncologico. Inoltre la radiologia interventistica, anche essa supportata sempre più dall’intelligenza artificiale, rappresenta uno dei pilastri fondamentali per la cura del cancro". Carrafiello ha evidenziato come lo sviluppo di queste innovazioni richieda investimenti continui e una forte sinergia tra pubblico e fondazioni: "il futuro della radiologia sarà sempre più orientato verso un modello predittivo, personalizzato e multidisciplinare. Per rendere sostenibile questa evoluzione è fondamentale costruire reti collaborative in cui ricerca scientifica, innovazione tecnologica e sostegno del Terzo settore lavorino insieme per garantire qualità delle cure e sostenibilità del Ssn'.
"La Diagnostica per immagini sta vivendo una trasformazione profonda – ha aggiunto Andrea Laghi, direttore Dipartimento di Diagnostica per immagini Irccs Istituto Clinico Humanitas, ordinario di Radiologia Humanitas University- guidata dall’innovazione tecnologica, dalla crescente domanda di salute e dalla necessità di garantire risposte rapide, accurate e accessibili ai cittadini. In questo scenario la vera sfida non è soltanto tecnologica, ma culturale e organizzativa".
Per Laghi, il futuro della sanità passa dalla capacità di creare un sistema realmente integrato: "È necessario costruire un modello sanitario moderno capace di coniugare qualità clinica, sostenibilità organizzativa ed equità nell’accesso. La collaborazione tra pubblico, privato e fondazioni rappresenta oggi un elemento strategico per ridurre le liste d’attesa, valorizzare le competenze presenti sul territorio e garantire continuità assistenziale di qualità. Al centro deve rimanere il principio di una sanità sostenibile ed equa: un sistema capace di innovare senza creare disuguaglianze, assicurando a tutti l’accesso a servizi diagnostici di alta qualità. Investire nella diagnostica significa investire nella salute pubblica, nella prevenzione e nell’efficienza complessiva del sistema sanitario". Nel corso del convegno è stato infine ribadito come il Ssn resti una delle più grandi conquiste del Paese, ma anche come, in questa fase di transizione, il contributo del Terzo settore e delle fondazioni sia sempre più decisivo per preservarne qualità, universalità e capacità di innovazione.

(Adnkronos) - L'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ha dichiarato l'epidemia di Ebola nella Repubblica democratica del Congo e in Uganda "un'emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale", che rappresenta un rischio per i Paesi limitrofi.
L'Oms ha affermato che l'epidemia - causata dalla specie Bundibugyo del virus - non soddisfa i criteri per essere dichiarata un'emergenza pandemica, ma i Paesi che condividono confini terrestri con la Repubblica democratica del Congo sono ad alto rischio di ulteriore diffusione.
L'agenzia sanitaria delle Nazioni Unite ha dichiarato in un comunicato che, fino al 16 maggio, nella provincia di Ituri, Repubblica democratica del Congo, erano stati segnalati 80 decessi sospetti, 8 risultavano i casi confermati in laboratorio e 246 quelli sospetti in almeno tre zone sanitarie, tra cui Bunia, Rwampara e Mongbwalu.
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