
(Adnkronos) - "Con Conte siamo amici da tempo, quindi ci siamo visti ed è stato un incontro 'very easy', tra l'altro abbiamo mangiato molto bene, il menù era a base di pesce...". Lo dice all'AdnKronos Paolo Zampolli, rappresentante speciale degli Stati Uniti per le partnership globali, dopo il pranzo con il leader del M5S, Giuseppe Conte. "Non ci vedevamo da un paio di anni, ma ogni tanto ci sentiamo - dice l'imprenditore - e il nostro non era un incontro che fa parte della mia missione". "Fa sempre piacere poi vedere chi è stato premier, vorrei dire che è un un piacere vedere 'Giuseppi'", aggiunge.
"Il mio ruolo -precisa- non è politico, delle cose politiche si occupa l'ambasciatore Fertitta". Conte le ha espresso contrarietà alla guerra? "Guardi -risponde- anche Trump pensa che la guerra deve finire". Come ci siamo lasciati? "Conte mi ha chiesto di salutargli il presidente Trump e io lo farò al più presto...".
Precedentemente, in un post su Facebook, Conte aveva parlato di "illazioni e fantasmagoriche teorie" riguardo all'incontro "avvenuto in un luogo pubblico con l’inviato speciale del presidente Trump che me ne aveva fatto formale richiesta e, peraltro, nel corso di giornate in cui sta incontrando vari esponenti istituzionali in Italia".
Nel post Conte ha pubblicato anche la lettera inviata al direttore di 'Libero', Mario Sechi, dopo la notizia data dal quotidiano sul colloquio tra l'ex premier e Zampolli, che "non ha avuto nessuna aura di segretezza", precisa ancora il leader M5S. Nella lettera al direttore di 'Libero' Conte innanzi tutto respinge quelle che definisce "offensive accuse e scorrette insinuazioni", spiegando che "l’incontro non ha avuto nessuna aura di segretezza. È avvenuto su precisa richiesta del signor Zampolli, avanzata con lettera formale nella quale ha esibito le sue credenziali di 'Special Envoy of the President Trump for global partnerships'. Quale leader di un partito di opposizione ho ritenuto di accettare l’invito a questo incontro e non avendo segreti di sorta ho preferito io stesso che avvenisse in un luogo pubblico, in un ristorante del centro di Roma. Al ristorante era presente un suo giornalista. Mi spiace, non l’ho riconosciuto altrimenti l’avrei educatamente salutato".
"Quanto al merito dell’incontro non so se il suo giornalista ha potuto ascoltare sprazzi della nostra conversazione. Se lo avesse fatto -prosegue l'ex premier- lui si sarebbe fatto una cultura sulla legalità internazionale e lei si sarebbe risparmiato di scrivere sciocchezze. Anche al signor Zampolli ho esposto le mie posizioni e del M5S in politica estera. Quindi nessun cambiamento di posizione. Anzi. Massima chiarezza: ho incaricato il signor Zampolli di riferire al presidente Trump da parte mia che considero questi attacchi all’Iran completamente contrari al diritto internazionale, per cui vanno fermamente condannati e -per quanto sta in me- non potranno mai avere il sostegno dell’Italia. Ho detto che mi batterò perché le nostre basi non siano messe a disposizione non solo dei bombardieri americani di passaggio ma anche per qualsiasi attività logistica di sostegno a questi attacchi illegali. Se preferisce avere qualche dettaglio in più le aggiungo che gli ho esposto la mia convinzione che questa guerra vada immediatamente terminata, anche perché costituisce un completo fallimento in quanto non c’è alcun chiaro obiettivo che possa essere raggiunto".
"Ho anche precisato -conclude Conte- che è folle che gli Stati Uniti si lascino trascinare dal Governo di Netanyahu e ho aggiunto che il presidente Trump continuando in questo modo riuscirà ad avere tutta la comunità internazionale contro e a distruggere qualsiasi principio di ordine internazionale. Le bastano queste precisazioni?"

(Adnkronos) - Novantunomila contenuti rilevati e 3.1 mln di interazioni social totali generate sull'Italia fuori dai Mondiali di calcio: è quanto emerge dal report realizzato da Spin Factor, in esclusiva per Adnkronos, tramite Human, l’esclusiva piattaforma di web e social listening sviluppata interamente con algoritmo a base semantica italiana e integrata con l’Ai. L'analisi ha riguardato le conversazioni sui social network tra il 31 marzo e l'1 aprile dopo la sconfitta di ieri degli azzurri ai rigori nella finale dei playoff di qualificazione contro la Bosnia. Dal report emerge un sentiment analysis negativo del 95% e come emozioni prevalenti delusione (27%), rabbia (21%), malinconia (21%), vergogna (13%), sarcasmo (9%).
Nel mirino finiscono il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, il ct dell'Italia Rino Gattuso, la squadra e i giocatori: in base al report di Spin Factor, sono percepiti negativamente rispettivamente al 98%, al 68% e al 91%.
Come rileva il report, i temi più frequenti sui social sono: la richiesta di dimissioni immediate dei vertici Figc (36%), la critica all'atteggiamento dei calciatori (22%), l'eccessiva presenza di stranieri in serie A (16%), l'inadeguatezza tattica del Ct (13%), il confronto nostalgico con il passato e l'assenza di leader (13%).
Le parole più frequenti in post e commenti - a parte Italia (4,11%) e Mondiali (3,98%) - sono: fallimento (3,27%), dimissioni (3,22%), Gravina (2,22%), vergogna (2,11%), giovani (1,85%), sistema (1,81%), Figc (1,69%), Gattuso (1,65%), talento (1,49%), risultati (1,42%), club (1,31%), settore (1,27%), stranieri (1,12%), Serie A (1,10%), coraggio (1,08%), umiliazione (1,01%) e storia (0,93%).

(Adnkronos) - Unicredit e Agea hanno sottoscritto un protocollo d’intesa al fine di "favorire e promuovere il supporto informativo ai processi bancari di analisi e concessione del credito alle imprese agricole e zootecniche operanti su tutto il territorio nazionale e un’offerta alle imprese di prodotti bancari sempre più innovativi e funzionali al contesto di settore e al panorama internazionale in cui le aziende agricole e l’intera filiera agricola operano".
In dettaglio, si legge in una nota, Agea metterà a disposizione di Unicredit informazioni, dati e analisi sulle caratteristiche del settore agricolo e zootecnico e parteciperà a gruppi di lavoro per la definizione di indicatori e metriche utili ai processi bancari di valutazione del merito creditizio al fine di semplificare l’accesso al credito da parte delle imprese agricole.
Unicredit è disponibile a "valorizzare i flussi informativi e gli output analitici messi a disposizione da Agea al fine di efficientare i processi di istruttoria e migliorare la qualità del credito, attraverso la promozione e lo sviluppo di servizi e strumenti sempre più innovativi ed efficienti per le imprese del settore agricolo e zootecnico nonché per la relativa filiera produttiva, la partecipazione ai tavoli tecnici e l’organizzazione, insieme ad Agea, di sessioni formative rivolte alle strutture commerciali e creditizie della banca su indicatori, caratteristiche settoriali e linee guida operative".
“La filiera agricola italiana rappresenta un’eccellenza della nostra economia e un pilastro del Made in Italy nel mondo. Unicredit sostiene il settore con soluzioni finanziarie dedicate supportando investimenti, gestione del circolante e transizione sostenibile. In un contesto in costante evoluzione, è fondamentale disporre di competenze e strumenti aggiornati, calibrati sulle esigenze specifiche degli operatori. L’accordo siglato con Agea si inserisce in questa direzione e conferma il nostro senso di responsabilità verso il settore agricolo e le sue imprese” sottolinea Annalisa Areni, Head of Client Strategies di Unicredit Italia.
Il direttore Agea, Fabio Vitale, ha dichiarato “comprendere meglio i rischi specifici del settore e offrire consulenza personalizzata attraverso prodotti bancari strutturati garantisce strumenti realmente funzionali alle esigenze - e alle tempistiche - degli agricoltori per poter rafforzare la competitività dell’intero comparto. Un modello virtuoso: questo accordo permette infatti, agli istituti di credito di valutare il merito creditizio in modo più rapido e preciso, offrendo tassi agevolati grazie alla certezza dell'erogazione futura; consente ad Agea, parallelamente, di valorizzare i dati certificati a disposizione nel Sian - Sistema Informativo Agricolo Nazionale - testimoniando la consistenza aziendale delle imprese agricole e i pagamenti percepiti”.

(Adnkronos) - "Il calcio italiano va rifondato e questo processo deve ripartire da un rinnovamento dei vertici della Figc". Andrea Abodi, ministro dello Sport, invoca una svolta totale dopo il fallimento dell'Italia, con la mancata qualificazione ai Mondiali 2026 dopo la clamorosa sconfitta nei playoff con la Bosnia. "Il calcio è uno sport e, in un tempo di crisi militari ed economiche come questo, non va caricato di significati eccessivi. D’altra parte è innegabile che non sia solo uno sport. Particolarmente in Italia, dove il calcio si fa cultura popolare, rito comunitario, prestigio internazionale. Mi dispiace pensare che ci sia un’intera generazione di bambini e ragazzi che non abbia ancora provato l’emozione di veder giocare la Nazionale in un mondiale di calcio", dice il ministro.
"Ringrazio la squadra e il suo allenatore per l’impegno che hanno dimostrato anche ieri sera, ma è evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della Figc", aggiunge evidenziando ruolo e posizioni diverse: da un lato il ct Rino Gattuso e la squadra, dall'altro la federazione guidata dal presidente Gabriele Gravina.
Gravina, ieri sera, ha puntato il dito contro la politica invocando provvedimenti a favore del sistema calcio. Per il presidente federale, mancherebbe il sostegno. La risposta di Abodi è perentoria: "Il Governo ha dimostrato concretamente, in questi anni, l'impegno a favore di tutto il movimento sportivo italiano. I nostri atleti ci hanno regalato enormi soddisfazioni in tante discipline, e io reputo obiettivamente scorretto tentare di negare le proprie responsabilità sulla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali di calcio, accusando le Istituzioni di una presunta inadempienza e sminuendo l’importanza e il livello professionistico di altri sport", dice Abodi stigmatizzando le frasi con cui Gravina ha definito il calcio sport professionistico rispetto ad altre discipline 'dilettantistiche'. "Noi continueremo, come abbiamo fatto finora, a fare ciò che compete alle Istituzioni ma serve responsabilità, umiltà e rispetto da parte di tutti. L’Italia deve tornare ad essere l’Italia, anche nel calcio mondiale", aggiunge Abodi.

(Adnkronos) - Situazione drammatica in Molise per l’ondata di maltempo che ha investito la regione. C’è l’allarme della Protezione Civile per la piena dell’invaso del Liscione.
Dopo la prima fase di preallerta, con scarico aumentato prima a 60 e poi a 120 metri cubi al secondo, la Protezione civile regionale ha diramato un nuovo aggiornamento che porta la situazione in fase di allerta per rischio diga e rischio idraulico a valle. Contemporaneamente è stata chiusa al traffico la Bifernina, da Termoli in direzione Campobasso, dal bivio di Guglionesi, all’altezza del chilometro 70, per la presenza di acqua sulla carreggiata, che rende impossibile la circolazione in sicurezza, e da Campobasso in direzione Termoli dal bivio di Casacalenda-Lupara. Infine, la provincia di Isernia, dove si registrano abbondanti nevicate in tutti i comuni della fascia appenninica, con la chiusura del valico di Guado Liscis per Capracotta e Agnone.
(GUARDA IL VIDEO: A Termoli un uomo si salva dalla piena aggrappandosi a un albero)
La sezione di Protezione civile della Regione Puglia (centro funzionale decentrato) ha emanato un bollettino di aggiornamento per rischio idraulico a causa delle piogge che hanno interessato e stanno interessando diversi territori della regione. La situazione più rischiosa, segnalata con livello di criticità di colore rosso, è quella del torrente Cervaro, nel foggiano, nei comuni di Bovino, Foggia e Orsara di Puglia all'altezza dei rispettivi ponti sulla strada provinciale 106. Il colore rosso indica "possibili fenomeni di inondazione, anche estesi, connessi al passaggio della piena e dovuti a puntuali fenomeni di tracimazione, sifonamento, rottura o cedimento degli argini, con coinvolgimento di aree distali al corso d'acqua".
Criticità di colore arancione per rischio idraulico viene segnalata per il bacino del fiume Fortore, sempre nel foggiano, nei territori di Carlantino, Casalnuovo Monterotaro e Castelnuovo della Daunia all'altezza dei ponti rispettivi sulla strada provinciale 5. Il colore arancione indica "possibilità di limitati fenomeni di inondazione, connessi al passaggio della piena, con coinvolgimento delle aree prossimali al corso d'acqua; fenomeni localizzati di deposito di detriti solidi, con formazione di sbarramenti temporanei od occlusione parziale delle sezioni di deflusso delle acque e delle luci dei ponti; divagazioni d'alveo e salto di meandri". Ci sono infine una dozzina di altre zone con livello di criticità di colore giallo ("possibili piene improvvise nell'idrografia secondaria"). Tra le situazioni critiche sempre in provincia di Foggia quella segnalata dal sindaco di Cagnano Varano, Michele Di Pumpo, per massi sulla strada tra la cittadina e Imbuti.
Diversi i Comuni pugliesi che ieri sera hanno deciso di chiudere per questa mattina le scuole a causa del maltempo che sta interessando le varie province, tra cui Brindisi e Taranto. Su tutta la regione la Protezione civile ha emanato ieri una allerta di colore arancione, fino a mezzanotte di oggi, per piogge, temporali, grandine e raffiche di vento con rischio idrogeologico dovunque e anche idraulico nelle aree dove sono presenti bacini e corsi d'acqua.
Tra i Municipi che hanno emanato provvedimenti di chiusura delle scuole, anticipando per gli studenti le vacanze di Pasqua, quelli di San Severo, in provincia di Foggia, Molfetta, Altamura, Gravina, Terlizzi , nel barese, Barletta, Trani, Margherita di Savoia e Bisceglie nella Bat, Pulsano nel tarantino. In molti di questi e altri centri, ad esempio a Bari, chiusi cimiteri, parchi e giardini pubblici.
Inoltre il maltempo e le precipitazioni piovose persistenti e intense di ieri e soprattutto di questa notte stanno provocando alcune criticità nei centri del subappennino dauno, in provincia di Foggia. A Roseto Valfortore il Comune rende noto mediante i social che i volontari della Protezione Civile sono, operativi fin dalle prime ore del mattino. Proprio l’associazione invita la cittadinanza "a limitare al massimo gli spostamenti, consentendoli solo in caso di stretta necessità, raccomandazione valida almeno per le prossime 24 ore". Particolare attenzione per la viabilità: la strada provinciale 129, nel tratto Roseto - Biccari, risulta infatti compromessa a causa della caduta di alberi lungo la carreggiata e di una frana verificatasi nei pressi di una masseria. Per gli spostamenti, si consiglia "di utilizzare la strada provinciale 130".
Nel frattempo, le squadre sono impegnate anche nella gestione delle emergenze sul territorio. In particolare, si stanno effettuando interventi nella Casa di Riposo, dove si registrano allagamenti "che richiedono operazioni immediate di messa in sicurezza", continua il Comune. "La situazione resta in continua evoluzione e sotto costante monitoraggio". Le autorità rinnovano l’invito "alla prudenza e alla collaborazione da parte di tutti i cittadini, al fine di evitare ulteriori rischi e facilitare il lavoro dei soccorritori".
A Faeto tra i paesi più alti di Puglia a causa delle intense piogge, la strada provinciale 125 risulta attualmente bloccata "per la caduta di ulteriori massi". Sono già in corso gli interventi per la messa in sicurezza e il ripristino della viabilità. Al momento non è possibile raggiungere Castelluccio Valmaggiore da Faeto. La cittadinanza viene invitata "a utilizzare il percorso alternativo passando per Celle di San Vito". I pullman non possono ancora partire. Si raccomanda la massima prudenza e di limitare gli spostamenti allo stretto necessario".Le scuole sono rimaste chiuse "per garantire la sicurezza degli alunni, del personale scolastico e delle famiglie".
A seguito degli avvisi di condizioni meteo avverse del 30 e 31 marzo e delle comunicazioni del Centro funzionale d'Abruzzo sul superamento del limite di allarme del fiume Pescara, il Comune di Pescara sta provvedendo a chiudere al traffico le golene nord e sud. L'area, ritenuta una di quelle potenzialmente a rischio sul territorio cittadino, è stata già sottoposta a monitoraggio dal gruppo comunale di Protezione civile e ora scatta la chiusura ai mezzi, a scopo precauzionale. Il monitoraggio prosegue, anche in prossimità dei sottopassi e delle altre aree a rischio allagamento. Il Comune raccomanda ai cittadini la massima prudenza.
In considerazione dell’evoluzione del quadro meteo e delle valutazioni del Centro Funzionale, la Protezione Civile della Regione Campania ha prorogato di ulteriori 24 ore la vigente allerta meteo. Fino alle 14 di domani, 2 aprile, proseguiranno infatti le condizioni di instabilità con piogge e temporali anche intensi e con la sussistenza di vento forte con raffiche da Nord-Nord-Est. Lo si legge in una nota della Protezione civile regionale. Lo scenario riguarda tutta la Campania con alcune differenze.
Dalle 14 di oggi l’allerta con criticità Gialla interesserà esclusivamente le zone 2 (Alto Volturno e Matese); 3: (Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini); 4 (Alta Irpinia e Sannio); 5 (Tusciano e Alto Sele) dove sono possibili fenomeni connessi al rischio idrogeologico da temporali (allagamenti, esondazione, scorrimento delle acque nelle sedi stradali, frane e caduta massi). L’allerta per vento forte con raffiche e conseguente moto ondoso con possibili mareggiate continuerà invece ad interessare tutta la Campania. Si raccomanda alle autorità competenti di attuare tutte le misure atte a prevenire e contrastare i fenomeni previsti in linea con i rispettivi piani comunali di protezione civile, di monitorare la corretta tenuta del verde pubblico e delle strutture esposte alle sollecitazioni atmosferiche nonché di prestare attenzione alle comunicazioni della Sala Operativa.

(Adnkronos) - Un'altra batosta, l'Italia ancora fuori dai Mondiali. E si torna a parlare di ricette per uscire dalla crisi senza fine in cui il calcio italiano è precipitato. Come si riparte? L'Adnkronos interpella ex azzurri che hanno giocato con la maglia della Nazionale. "Arrivati a questo punto ricordiamoci che abbiamo un ministro dello Sport: ora Abodi deve suonare la campanella, far rientrare tutti in classe e da lì non si esce finché non si trova una soluzione alla crisi conclamata del calcio italiano", dice Beppe Dossena, campione del mondo nel 1982 "Oggi dire che il presidente federale Gravina sia il solo responsabile è sbagliato. Ma lui ha molte responsabilità, e ne ha decisamente tante: è sua responsabilità se si circonda nel Consiglio federale di componenti federali, come Aic e Aiac, che non portano nessun contributo, nessuna idea, non danno valutazioni diverse dalle sue, non danno prospettive e non presentano fotografie totalmente diverse da quelle che possono essere quelle del presidente federale, questa è sua responsabilità", dice l'ex centrocampista di Bologna e Torino.
Detto ciò "un uomo solo non può più gestire questa cosa. Adesso Abodi chiami tutti, si mettano intorno a un tavolo e seriamente, ognuno abbandoni difesa di bandiere e orticelli e si esca dalla stanza solo dopo aver individuato proposte concrete e fattibili. Da sola la Federazione non ne ha la forza. Poi certo ci sono gli atti di responsabilità personale, ognuno ha la propria sensibilità, ma quella lì la lascio ai singoli. Dobbiamo realizzare che il dato più sconcertante è che in questo Mondiali ci sono 48 nazionali e noi anche così non ci siamo, ancora una volta restiamo a casa a vederlo in tv. Lo dico con grande rispetto per ciò che sta accadendo nel mondo e nel nostro paese, però lo sport è una faccenda sociale e bisogna dimostrare di essere maturi, seri, capaci di gestire le emergenze. Dobbiamo dare un messaggio al Paese", aggiunge.
"E' davvero molto triste per il nostro calcio non andare al mondiale per la terva volta di seguito. Ieri ci sono stati degli episodi che hanno condizionato la partita in senso negativo per la nostra squadra ma l'Italia non può arrivare all'ultimo a giocarsi la qualificazione. Tutto il calcio italiano deve fare 'mea culpa' perché i risultati degli ultimi vent'anni sono sotto gli occhi di tutti, eccetto ovviamente l'isolato trionfo dell'Europeo", dice Franco Baresi. La bandiera del Milan assolve il ct Gennaro Gattuso. "In questi mesi ci ha messo l'anima e, secondo me ha fatto anche un buon lavoro con il poco tempo avuto a disposizione, purtroppo non è bastato -aggiunge Baresi-. Non spetta a me dire se si dovrà continuare con lui ma di certo è tra i meno responsabili di questa sconfitta".
"Il calcio italiano è allo sbando, va rifondato dalla base", la sentenza di Fabrizio Ravanelli. "Siamo rimasti fermi a vent'anni fa, gli altri hanno lavorato e sono cresciuti, noi siamo rimasti fermi. Tutto il movimento calcistico italiano deve farsi un bell'esame di coscienza, in primis chi questo movimento lo guida come il presidente Gravina, che ieri non si è dimesso, ha giustamente detto che la sede per fare le disamine è il Consiglio federale della prossima settimana e vediamo che cosa si deciderà", afferma l'ex attaccante di Juventus e Lazio.
"Secondo me l'errore più grave è non aver fatto nulla per fare crescere il calcio giovanile, quella è la base di tutto. La conseguenza è che il livello della nostra Nazionale non è più quello di qualche anno fa anche se la qualità, pur non eccelsa dei nostri ragazzi, bastava e avanzava per battere la Bosnia, purtroppo è andata male", aggiunge Ravanelli che non getta la croce sul ct. "Gattuso è l'ultimo dei responsabili di questo disastro, sicuramente ha fatto degli errori anche lui, alcune sue scelte sono opinabili, ad esempio io non avrei fatto giocare un Retegui fuori forma invece di Esposito, Palestra andava fatto giocare dal 1' e non avrei tolto Kean e Barella che stavano facendo bene, però ci ha messo l'anima, ha creato un gruppo unito con il poco tempo avuto a disposizione e non me la sento di dargli particolari colpe".

(Adnkronos) - Muniti di bandiere, trombette e popcorn, il cast del Grande Fratello Vip era pronto per festeggiare l'ingresso dell'Italia ai Mondiali. In occasione della finale dei playoff valida per la qualificazione ai prossimi Mondiali, la Casa del reality show ha permesso ai concorrenti di 'assistere', in modo alternativo, allo partita Italia contro Bosnia.
I concorrenti sono stati aggiornati simultaneamente. A turno, rispondevano al celebre telefono rosso apprendendo le informazioni dell partita e comunicando tutto ai compagni di avventura. Iconica la chiamata a cui ha risposto Paola Caruso che, con evidenti difficoltà, ha provato a riferire gli aggiornamenti: "Non ho capito niente perché non conosco i giocatori".
Dopo la fine del primo tempo, che si è concluso con l'Italia in vantaggio, la Bosnia ha pareggiato e tra i concorrenti si è disperso l'entusiasmo. La partita si è conclusa 1-1, poi è andata ai supplementari e poi ai rigori: Marco ha annunciato il gol della squadra avversaria e, dopo di lui, anche Alessandra. Renato, invece, ha dato buone notizie: l'Italia segna il primo punto. Ma è sempre Renato a comunicare: "L'Italia è fuori dai mondiali".

(Adnkronos) - Il governo è al lavoro per prorogare il taglio delle accise sui carburanti, deliberato il 18 marzo e in scadenza il 7 aprile. Lo riferiscono fonti governative. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è in stretto contatto con il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, "per definire gli aspetti tecnici e reperire le risorse necessarie".
Questa mattina, mercoledì 1 aprile 2026, i prezzi medi nazionali sono ancora aumentati rispetto a ieri. Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, IP ha aumentato di 1,5 centesimi al litro i prezzi consigliati del gasolio; per Q8 registriamo un rialzo di tre centesimi sul gasolio; per Tamoil +2 sulla benzina e +4 sul diesel.
Il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, oggi è pari a 1,754 euro/l per la benzina e 2,076 euro/l per il gasolio. Lo rende noto il ministero delle Imprese e del Made in Italy in un comunicato. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,821 euro/l per la benzina e 2,142 euro/l per il gasolio.

(Adnkronos) - Sono più di 10 milioni gli italiani che convivono ogni giorno con il dolore cronico. Una condizione silenziosa, spesso invisibile, che erode la qualità della vita ben oltre il sintomo fisico. A pochi giorni dall'apertura, il XXV Congresso Acd organizzato dalla Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti) - in programma a Riccione dall'8 al 10 aprile - si prepara ad accogliere oltre 400 professionisti con iscrizioni ancora aperte. Un appuntamento che quest'anno festeggia la 25esima edizione e che porta al centro del dibattito scientifico le grandi domande: come si cura il dolore nel 2026? Cosa può fare la tecnologia? E quanto siamo bravi, come sistema, ad accompagnare chi soffre? Questa edizione è tra le più dense di novità - informa una nota - proprio perché la disciplina sta attraversando una fase di trasformazione accelerata tra nuovi farmaci, nuove tecnologie e una crescente attenzione alla persona nella sua interezza. La presidente della Siaarti, Elena Bignami, ne sottolinea il valore simbolico oltre che scientifico: "Questa edizione - spiega - rappresenta un traguardo significativo per la nostra società e per l'intera comunità di professionisti impegnati quotidianamente nella lotta contro il dolore cronico, indipendentemente dalla sua eziologia".
Negli anni, da appuntamento di nicchia, il congresso Acd si è trasformato nel principale punto di incontro nazionale per tutti i medici che si occupano di dolore: anestesisti-rianimatori, neurologi, oncologi, palliativisti, medici di base, sottolinea la Siaarti. Silvia Natoli, responsabile dell'Area culturale dolore e cure palliative della società scientifica e co-responsabile scientifica del congresso, traccia le coordinate del programma: "Il programma esplora le nuove frontiere del dolore cronico, oncologico e non oncologico - illustra - con focus su terapie farmacologiche, tecniche interventistiche di ultima generazione, neuromodulazione, medicina rigenerativa e applicazioni dell'intelligenza artificiale nell'ambito della medicina del dolore".
Tra i temi che più caratterizzano questa edizione - descrive la nota - c'è il ruolo crescente della tecnologia e dell'intelligenza artificiale nella pratica clinica. Non fantascienza: algoritmi già oggi capaci di orientare la scelta terapeutica, analizzare pattern di risposta ai farmaci, migliorare la precisione delle procedure interventistiche. Una sessione dedicata esplorerà lo stato dell'arte - dall'ablazione del nervo basivertebrale alla neuromodulazione - chiedendosi con onestà quanto l'Ia stia già cambiando il modo in cui i medici lavorano e quanto invece sia ancora promessa. Accanto all'intelligenza artificiale, la medicina rigenerativa: nuove terapie per il dolore alla schiena, alle grandi articolazioni e ai tendini, che puntano non solo ad alleviare il sintomo, ma a ripristinare il tessuto danneggiato. E poi un fronte inatteso: la relazione tra microbiota intestinale, alimentazione e dolore cronico, un campo di ricerca giovane, ma già ricco di implicazioni cliniche. Il congresso non evita i temi più scottanti. La fibromialgia - una condizione dolorosa diffusa, spesso incompresa e sottodiagnosticata - sarà al centro di una sessione che ne interroga i meccanismi, i limiti diagnostici e l'efficacia delle stimolazioni nervose.
"Abbiamo cercato di garantire un equilibrio tra clinica pratica, innovazione e appropriatezza - afferma Natoli - Ci saranno spazi dedicati ai giovani specialisti, alla medicina di genere, ai Pdta e all'analgesic stewardship. L'obiettivo è un confronto costruttivo che si proponga di colmare il divario tra formazione e pratica quotidiana". L'analgesic stewardship di cui parla Natoli è un concetto ancora poco diffuso fuori dagli addetti ai lavori: significa usare i farmaci per il dolore - oppioidi inclusi - nel modo più appropriato possibile, evitando sia il sottotrattamento che l'abuso, chiarisce la nota. Sul fronte della cannabis terapeutica, il dibattito è aperto: una sessione in formato 'ring' - un confronto strutturato tra posizioni opposte - metterà a confronto chi ne sostiene le opportunità terapeutiche e chi ne mette in discussione l'efficacia reale. Stesso sguardo critico sul dolore femminile: una sessione sulla medicina di genere affronterà le differenze biologiche e cliniche tra uomini e donne nella percezione e nel trattamento del dolore, storicamente sottorappresentate nella ricerca.
Alcune delle sessioni più attese del meeting riguardano le popolazioni per cui trattare il dolore è particolarmente complesso. Il dolore in gravidanza richiede di bilanciare il benessere della madre con la sicurezza del feto: una sfida quotidiana per i clinici, che il congresso affronta con rigore scientifico e attenzione alle evidenze più recenti, rimarca la Siaarti. Per i bambini, un workshop intensivo è interamente dedicato al dolore perioperatorio pediatrico: come misurarlo - i piccoli non sempre possono descriverlo - come gestirlo in sala operatoria, come trattarlo dopo l'intervento. E ancora il paziente anziano e quello fragile, per cui le terapie interventistiche pongono interrogativi diversi rispetto all’adulto in buona salute: quanto e quando vale la pena intervenire?
"Vi invito a partecipare a quello che si preannuncia come un congresso capace di coniugare eccellenza scientifica, innovazione e formazione pratica. Ci aspetta un confronto che può fare davvero la differenza per i nostri pazienti", conclude Bignami. Il congresso si tiene al Palariccione - Palazzo dei Congressi di Riccione. L'apertura è fissata per l'8 aprile alle 13.30; i lavori si concludono il 10 aprile alle 14. Informazioni e iscrizioni su www.siaarti.it.

(Adnkronos) - Una scoperta italiana potrebbe chiarire qual è la 'scintilla' che innesca il cambiamento nel tessuto del tumore delle corde vocali, rendendo la malattia più aggressiva e capace di diffondersi. Per la prima volta, infatti, un team di ricercatori ha identificato le molecole 'registe' di questa trasformazione, in grado di determinare la transizione dei tessuti da uno stato solido e protettivo a uno fluido e invasivo. Lo studio porta la firma di scienziati dell'Ifom, l'Istituto di Oncologia molecolare di Fondazione Airc, e del Dipartimento di oncologia ed emato-oncologia (Dipo) dell'università Statale di Milano. I dati sono pubblicati sulla rivista 'Advanced Science'.
Ogni giorno, spiegano gli esperti, le cellule del nostro corpo sono sottoposte a continue forze meccaniche, che per esempio agiscono sui movimenti necessari alla respirazione, alla fonazione, al battito cardiaco. I tessuti sani sono in grado di adattarsi e resistere a tali forze, senza perdere la propria integrità. Nei tumori epiteliali, invece, questa capacità di adattamento può favorire la progressione della malattia: un tessuto che impara a rendersi un po' 'fluido' può permettere alle cellule tumorali di muoversi, invadere e diffondersi.
I tumori epiteliali - tra cui i carcinomi squamocellulari e il cancro delle corde vocali - diventano pericolosi soprattutto quando le cellule maligne acquisiscono la capacità di muoversi, invadere i tessuti circostanti e dare origine a metastasi. Il cancro delle corde vocali origina dagli strati epiteliali che rivestono tali strutture, soggette a sollecitazioni meccaniche continue, e la sua aggressività è strettamente legata all'alterazione delle proprietà fisiche del tessuto. Come questi cambiamenti avvengano a livello molecolare è un quesito che è rimasto a lungo senza risposta.
"Era già noto - spiega Giorgio Scita, direttore del Laboratorio Ifom Meccanismi di migrazione delle cellule tumorali e professore ordinario di Patologia generale al Dipo della Statale - che i tessuti epiteliali tendono normalmente a evolversi verso uno stato 'solido', in cui le cellule sono serrate le une alle altre e scarsamente mobili. Per mutuare una metafora del traffico automobilistico, lo stato è anche detto jammed, o bloccato, ed esercita peraltro una funzione protettiva per il resto dell'organismo e dunque per il paziente, dato che impedisce alle cellule tumorali di muoversi e diffondersi. Per diventare invasive, le cellule devono superare questo ostacolo, transitando verso uno stato più 'fluido' - che in gergo chiamiamo unjammed - capace di movimenti collettivi coordinati. In fisica della materia il fenomeno è noto come transizione di fase".
In studi precedenti - inclusi quelli dello stesso gruppo diretto da Scita - si era osservato che le cellule possono oscillare di volume in modo significativo e che queste fluttuazioni potrebbero abbassare la barriera energetica per 'liquefare' il tessuto. Ma i meccanismi molecolari che innescano e controllano questo processo erano solo in parte noti. I risultati del nuovo studio, condotto da Hind Abdo, ricercatrice libanese di base in Ifom, e Scita, hanno permesso di dimostrare che la transizione verso uno stato fluido e invasivo richiede l'attivazione di geni specifici.
Negli esperimenti i ricercatori hanno utilizzato diversi tipi di cellule in coltura: cheratinociti umani, cellule di carcinoma epidermoide, espianti di colture primarie di epitelio bronchiale sano e cellule di carcinoma delle corde vocali e di carcinoma squamocellulare, in varie combinazioni. Le tecniche impiegate hanno compreso sistemi avanzati di imaging, metodi di tracciamento del movimento cellulare in tempo reale ed editing genetico tramite Crispr-Cas9 per l'eliminazione mirata dei geni di specifiche proteine, chiamate connessine. Si tratta di proteine che formano le cosiddette gap junction, i 'ponti', o meglio i 'canali' con cui le cellule vicine comunicano tra loro e si scambiano direttamente alcuni fluidi.
Al centro della scoperta c'è il ruolo di alcuni fattori di crescita, Egf e Areg, normalmente prodotti dall'organismo in risposta a stimoli come le lesioni dei tessuti o la proliferazione cellulare, e spesso espressi in eccesso nei tumori. "L'Egf funziona come un interruttore - spiega Abdo, prima autrice dell'articolo - Legandosi alla superficie cellulare, avvia una catena di segnali che porta alla produzione di due connessine specifiche, Cx26 e Cx31".
Quando questi canali si moltiplicano, le cellule iniziano a scambiarsi fluidi in modo sincronizzato, gonfiandosi e sgonfiandosi in sequenza. Per dare l'idea, gli esperti suggeriscono di pensare a un'onda che percorre una tribuna allo stadio o, più precisamente, ai movimenti coordinati di uno stormo di uccelli. "Abbiamo dimostrato che tale processo non avviene però spontaneamente - aggiunge Abdo - e richiede l'induzione di connessine specifiche. Infatti, quando le abbiamo eliminate con Crispr-Cas9 o le abbiamo inibite farmacologicamente, il movimento collettivo si è bloccato".
Questa scoperta apre potenziali scenari terapeutici basati sull'inibizione delle proteine coinvolte in questa transizione. "Ciò che la rende concettualmente rilevante - argomenta Scita - è che abbiamo identificato un programma molecolare preciso e non una risposta passiva a sollecitazioni fisiche. Tale programma consente la transizione del tessuto da uno stato solido e immobile a uno fluido e invasivo. Un livello di controllo molecolare di questo tipo non era ancora stato dimostrato in questo contesto". L'analisi di dati anche clinici in grandi banche dati oncologiche, inclusa nello studio, ha mostrato che l'elevata espressione di Cx26 è associata a una ridotta sopravvivenza dei pazienti con diversi tipi di carcinoma. Le cellule di carcinoma delle corde vocali mostrano, peraltro, un'espressione costitutivamente elevata di connessine anche in assenza di stimolazione esterna, e un comportamento di movimento persistente particolarmente sensibile all'inibizione farmacologica. Il gruppo intende ora esplorare in studi futuri il possibile effetto di inibitori delle connessine già noti, oltre a lavorare sulla validazione dei risultati in colture cellulari tridimensionali e in animali di laboratorio. Lo studio è stato reso possibile con il sostegno di Airc a un programma 'Airc 5 per mille', coordinato da Stefano Piccolo e con il sostegno Ue a un progetto Erc-Synergy.

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(Adnkronos) - A febbraio 2026, su base mensile, il calo degli occupati si associa alla crescita dei disoccupati e alla sostanziale stabilità degli inattivi. Così l'Istat. La diminuzione degli occupati (-0,1%, pari a -29mila unità) coinvolge gli uomini, i dipendenti e i 25-49enni; tra le donne, gli autonomi, i 15-24enni e chi ha almeno 50 anni d’età il numero di occupati è invece in crescita. Il tasso di occupazione cala al 62,4% (-0,1 punti). La crescita delle persone in cerca di lavoro (+2,7%, pari a +36mila unità) si osserva per uomini e donne e per tutte le classi d’età ad eccezione dei 15-24enni, tra i quali il numero risulta in diminuzione. Il tasso di disoccupazione sale al 5,3% (+0,1 punti), quello giovanile scende al 17,6% (-1,0 punti).
La sostanziale stabilità degli inattivi tra i 15 e i 64 anni è sintesi di un aumento tra gli uomini e i 15-49enni e di una diminuzione tra le donne e tra chi ha almeno 50 anni d’età, rileva l'Istat. Il tasso di inattività è stabile al 33,9%. Confrontando il trimestre dicembre 2025-febbraio 2026 con quello precedente (settembre-novembre 2025), si registra una crescita nel numero di occupati (+0,1%, pari a +20mila unità). Rispetto al trimestre precedente, diminuiscono le persone in cerca di lavoro (-8,0%, pari a -119mila unità) e aumentano gli inattivi di 15-64 anni (+0,9%, pari a +117mila unità).
A febbraio 2026, il numero di occupati supera quello di febbraio 2025 dello 0,1% (+13mila unità); l’aumento riguarda le donne e chi ha almeno 50 anni, a fronte della diminuzione tra gli uomini e nelle altre classi d’età. Il tasso di occupazione risulta in calo in confronto a un anno prima (-0,2 punti). Rispetto a febbraio 2025, diminuisce il numero di persone in cerca di lavoro (-14,1%, pari a -223mila unità) e cresce quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+2,1%, pari a +259mila unità).
"A febbraio 2026 il numero di occupati, pari a 24 milioni 149mila, è in calo rispetto al mese precedente. La diminuzione coinvolge i dipendenti, sia permanenti (16 milioni 430mila) sia a termine (2 milioni 432mila), mentre risultano in crescita gli autonomi (5 milioni 287mila). L’occupazione aumenta rispetto a febbraio 2025 (+13mila occupati in un anno) per effetto della crescita dei dipendenti permanenti (+52mila) e degli autonomi (+187mila), a fronte del calo dei dipendenti a termine (-226mila). Su base mensile il tasso di occupazione cala al 62,4%, quello di disoccupazione sale al 5,3% e il tasso di inattività è stabile al 33,9%", commenta l'Istat.

(Adnkronos) - Puntuale, dopo la mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali di calcio, ecco il 'sogno ripescaggio' che oggi, complice la data, somiglia più a un pesce d'aprile. La Nazionale, battuta dalla Bosnia nel playoff, non parteciperà alla World Cup 2026 in programma in Usa, Messico e Canada. Dopo il verdetto del campo, come già accaduto in passato, ecco però le teorie relative ad un miracoloso recupero della Nazionale. Spoiler: non succederà nemmeno questa volta. Il 'sogno' del ripescaggio è legato in questo caso all'eventuale mancata partecipazione dell'Iran ai prossimi Mondiali, a causa della guerra contro Stati Uniti e Israele. La selezione asiatica dovrebbe giocare due volte a Los Angeles contro la Nuova Zelanda e e il Belgio, poi a Seattle contro l'Egitto. "L'Iran sarà alla Coppa del Mondo e le partite si svolgeranno dove previsto", ha tagliato corto Gianni Infantino, presidente della Fifa.
Cosa succederebbe se, in uno scenario alternativo, l'Iran disertasse i Mondiali? La decisione finale potrebbe essere adottata direttamente dalla Fifa che, sulla base dell'articolo 6.7 del regolamento, può scegliere il sostituto "a propria esclusiva discrezione". Si illude chi ipotizza che la posizione nel ranking, con il 12esimo posto, possa agevolare gli azzurri. L'eventuale vuoto lasciato dall'Iran, con ogni probabilità, verrebbe colmato da una selezione asiatica. L'Iraq si è qualificato superando il playff contro la Bolivia e si è guadagnato da solo il biglietto per i Mondiali. Il ripescaggio premierebbe gli Emirati Arabi Uniti, eliminati proprio dall'Iraq nel cammino verso la fase finale.

(Adnkronos) - Interrogatorio oggi a Roma per Mauro e Miriam Caroccia, indagati per riciclaggio e intestazione fittizia di beni nel caso della società 'Le 5 Forchette', di cui l'ex sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro ha detenuto quote azionarie, poi cedute. La difesa, rappresentata dall’avvocato Fabrizio Gallo, respinge ogni accusa di legami con la criminalità organizzata e con il clan Senese, sostenendo che i fondi siano tracciabili e riconducibili a Delmastro.
“Diremo ai magistrati che non c’è un centesimo della criminalità organizzata nella società ‘Le 5 Forchette’, non c’entra nulla la famiglia Caroccia, non c’entra nulla la famiglia Senese. I soldi sono stati messi da Delmastro: questo lo chiariremo perché è tutto tracciato”, ha detto l'avvocato, spiegando che l'ex sottosegretario alla giustizia "andava alla Bisteccheria a mangiare con gli uomini della scorta, era un cliente, ed è stato l'unico a tendere una mano a Mauro Caroccia a cui nel 2019 era stato bruciato il ristorante: nonostante abbia chiesto aiuto a tutti, è stato abbandonato e ha subito ulteriori aggressioni e incendi. E’ una vittima della criminalità organizzata”.
Secondo l’accusa, i Caroccia avrebbero "trasferito e reinvestito" nella società "proventi delle attività illecite del clan di stampo camorristico dei Senese". Questa mattina Mauro Caroccia, che sta scontando una pena definitiva a quattro anni di carcere per reati di stampo mafioso, e la figlia Miriam, azionista della Srl compariranno davanti ai pm della Dda per l’interrogatorio.
"Chiederò ai magistrati di dirci dove stanno i flussi di denaro della famiglia Senese - ha detto il penalista - perché se ci fossero stati credo che il mio assistito non sarebbe stato in questa condizione, lui non riusciva a portare da mangiare ai figli”. L’apertura della società ‘Le 5 Forchette’ con la figlia Miriam “è stata una scelta per sentirsi più tranquillo: una parte della criminalità che lo vessava si è allontanata perché vedeva Delmastro frequentare il locale con la scorta, auto dello Stato. Pensava - ha spiegato - di cambiare vita”. “Nel capitale sociale complessivo della Srl di diecimila euro, sono stati versati 2.500 euro, di cui la quota di Miriam Caroccia è 1.250. Se noi muoviamo tutta la criminalità di Roma per questa cifra siamo messi male. Davanti al notaio di Biella lei c’era e sapeva di essere amministratore unico”, ha spiegato Gallo.
Una stagione segnata da numeri impietosi e da ricadute pesanti sui
conti delle aziende.
(Adnkronos) - Il fallimento dell'Italia, fuori dai Mondiali per la terza volta consecutiva, arriva alla Camera dei deputati e la politica entra in campo. In apertura di seduta il deputato di Fratelli d'Italia Salvatore Caiata ha chiesto un'informativa del ministro dello Sport, Andrea Abodi, chiedendo le dimissioni del presidente della Figc, Gabriele Gravina, dopo la sconfitta ai calci di rigore contro la Bosnia. "Non credo che con questo tipo di interventi assolviamo la nostra funzione e anche il futuro del nostro calcio", ha replicato Marco Grimaldi di Avs. Dalla richiesta di Caiata si è dissociato Mauro Berruto, del Pd, chiedendo che l'informativa di Abodi riguardi le ragioni che hanno portato all'eliminazione dell'Italia e non le dimissioni di Gravina.
"In seguito alla nuova e grave sconfitta della Nazionale italiana di calcio e la conseguente mancata qualificazione alla Coppa del Mondo - per la terza edizione di fila - chiederò l'audizione, dati i poteri di vigilanza del Parlamento, in Commissione Sport alla Camera, del Presidente della Figc Gabriele Gravina per capire i motivi di una simile disfatta", dice il presidente della Commissione Sport della Camera, Federico Mollicone. "L'ultima volta che l’Italia ha partecipato alla fase finale è stato nel 2014: praticamente due generazioni di ragazzi italiani non hanno mai visto la propria nazionale giocare ai mondiali", conclude Mollicone.
Il passo indietro del presidente federale è stato chiesto subito dalla Lega: "Ancora eliminati. Niente Mondiale per l’Italia: è una vergogna inaccettabile. Il calcio italiano è da rifondare, partendo dalle dimissioni di Gabriele Gravina". Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha analizzato la situazione con un post su X: "Non andiamo ai mondiali. Abbiamo tifato, abbiamo sperato, abbiamo inveito contro un paio di decisioni arbitrali discutibili, ci siamo persino stupiti che incredibilmente abbiano mandato il più giovane a tirare il PRIMO rigore (lo ha deciso Gattuso o forse un Bonucci presuntuoso?)", scrive riferendosi alla scelta di far calciare il rigore a Pio Esposito. "Ma a ripensarci bene, in cuor nostro lo temevamo o meglio lo sapevamo. Ridire adesso come la pensiamo - e non da oggi - sarebbe inutile più che ingeneroso. Ma a tutto c’è un limite", chiosa La Russa.
Il numero 1 della Figc ha parlato a caldo ieri sera, escludendo l'ipotesi di dimissioni immediate."Faremo riflessioni approfondite, c'è una sede deputata che è il Consiglio federale", ha detto Gravina, rinnovando la fiducia al ct Rino Gattuso. "Devo fare i complimenti a Rino Gattuso, è un grande allenatore. Ho chiesto a lui e a Gigi Buffon di rimanere alla guida tecnica di questi ragazzi", ha detto il presidente federale in conferenza stampa.
"Ci sono valutazioni da fare. Per quanto riguarda la parte politica c'è una sede deputata che è il Consiglio federale che ho chiesto di convocare per settimana prossima. Capisco l'esercizio della richiesta di dimissioni, sono abituato negli ultimi tempi, ma le valutazioni spettano al consiglio e le faremo all'interno del consiglio", ha affermato ancora. "La politica si prodiga chiedendo le dimissioni, ma io chiedo un provvedimento per sostenere la crescita del calcio italiano. Siamo in crisi, la responsabilità oggettiva è mia perché rappresento la federazione. Ma ci sono riflessioni che non devono intaccare il lavoro e la dignità di chi in questi mesi ha profuso energie".
Lievitano ma purtroppo ad aumentare in volume e in bontà non sono
panini, colombe, pizze, dolci e tutte le altre prelibatezze della
food economy della Sardegna. Sono i costi di produzione, dovuti ai
rincari generalizzati di materie prime, energia, gas, trasporti e
packaging che si ripercuotono sul prezzo finale del prodotto.
(Adnkronos) - A 70 anni è morto Gianfranco Caliendo, frontman, voce solista, chitarrista, autore e anima creativa de Il Giardino dei Semplici, uno dei gruppi simbolo della musica leggera italiana della cosidetta generazione Beat. Sui social un messaggio carico di emozione del figlio Tiziano: "Ciao, papà. Ti aspetta il concerto più bello. Sarà meraviglioso. Sarà perfetto. Il palco è tuo. E ci sarà un pubblico infinito ad applaudirti. Tu, per me, rivivrai ogni volta che ascolteremo la tua voce e la tua musica. Ti voglio bene, Capellone".
Caliendo è morto a Napoli all’età di 70 anni e i funerali si terranno oggi, 1 aprile, alle ore 17:00, nella chiesa di Sant'Antonio di Fuorigrotta.
Con 14 album, oltre 2.000 concerti e 4 milioni di copie vendute, Il Giardino dei Semplici ha mescolato la melodia italiana con molteplici influenze musicali e accompagnato generazioni di ascoltatori e di fan con successi come 'M’innamorai', 'Tu, ca nun chiagne', 'Vai', 'Miele', 'Concerto in La Minore', 'Silvie', '...E amiamoci'.
Il gruppo musicale Il Giardino dei Semplici fu fondata nel 1974 a Napoli da Caliendo insieme al batterista Gianni Averardi, a cui poi si unirono Andrea Arcella e Luciano Liguori. Il progetto prese forma grazie anche al sostegno dei produttori Giancarlo Bigazzi e Totò Savio, che portarono il gruppo al debutto discografico con 'M’innamorai' nel 1975. Il brano segnò l’immediata affermazione della band, consolidata nello stesso anno dal successo di 'Tu, ca nun chiagne', che raggiunse il disco d’oro. Da quel momento per il Giardino dei Semplici , specialisti negli impasti vocali e nelle sonorità mediterranee, si aprì un lungo periodo di successi e grandi soddisfazioni.
Protagonista del periodo d’oro del gruppo, a cavallo tra la fine degli anni Settanta e i primi Ottanta, Caliendo guidò la formazione anche attraverso momenti difficili, come il grave incidente stradale del 1977 poco prima della partecipazione al Festival di Sanremo con 'Miele'. Nonostante l’infortunio, la band salì comunque sul palco del teatro Ariston, confermandosi tra le realtà più amate dal pubblico.
Autore prolifico, Caliendo fu determinante nell’evoluzione stilistica del gruppo, dalla stagione pop di successo fino alle sperimentazioni legate al cosiddetto Neapolitan Power, mantenendo sempre una forte impronta melodica e romantica. Negli anni Ottanta e Novanta continuò a firmare gran parte dei brani del repertorio, contribuendo alla longevità artistica della band.
Nel 2012 lasciò il Giardino dei Semplici dopo quasi quarant’anni di attività per intraprendere una carriera solista, durante la quale continuò a reinterpretare i successi storici e a pubblicare nuovi lavori. Tra questi anche l’autobiografia 'Memorie di un capellone. Luci ed ombre di un successo anni '70'(Iacobelli editore, 2021), in cui ripercorre la sua lunga esperienza musicale.
Nato a Firenze nel 1956, era nipote del musicista napoletano Eduardo Caliendo, con il quale intraprese gli studi nel capoluogo campano. Gianfranco Caliendo era un giovanissimo 'capellone' quando nel 1969 con un gruppo di amici del quartiere, a metà tra il Vomero e Arenella, dette forma al suo primo gruppo musicale, Gli Stars 69. Negli anni successivi il 'complesso' cambiò denominazione in I Diapason e iniziarono ad esibirsi ogni sabato al circolo del Banco di Napoli e al Cantaestate, un festival itinerante nei posti più belli della Campania. Nel 1973 creò ancora un nuovo gruppo, i Gung, che divennero il complesso ufficiale del Queen Elizabeth, all’epoca la discoteca più grande di Napoli. Fino all’incontro decisivo del 1974 con Gianni Averardi, che lo coinvose nel progetto che caratterizzerà tutta la sua carriera artistica: Il Giardino dei Semplici. In seguito ha composto e prodotto per altri musicisti, fondato uno studio di registrazione, un’etichetta discografica e una scuola di musica: l’Accademia Caliendo, dove insegnava canto moderno.(di Paolo Martini)
(Adnkronos) - Momenti di paura a Termoli, dove a causa del maltempo che ha investito il Molise un uomo è stato travolto dalla piena del Sinarca mentre si trovava a bordo della sua auto. Riuscito a mettersi in salvo aggrappandosi a un albero, l'uomo è rimastobloccato al centro della corrente in condizioni estremamente pericolose. Immediato l’intervento dei Vigili del Fuoco dei comandi di Campobasso e Isernia, con squadre specializzate nel rischio acquatico e dotate di gommoni e attrezzature per scenari alluvionali. Le operazioni di ricerca e recupero, rese difficili dal buio e dalla forza dell’acqua, si sono protratte per diverse ore.

(Adnkronos) - Fondazione Fiera Milano ha presentato il progetto per la realizzazione della Milan Ice Fiera Arena, la struttura temporanea destinata a ospitare il palazzetto del ghiaccio da circa 4.000 posti a sedere che sorgerà nel quartiere fieristico di fieramilano, Rho, in prossimità dell’ingresso di Porta Sud.
Il progetto è stato illustrato alla presenza della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio (FISG), partner sportivo dell’iniziativa.
Grazie a un investimento di circa 5 milioni di euro da parte di Fondazione Fiera Milano, interamente autofinanziati, l’intervento consentirà la realizzazione di un impianto in grado di accogliere competizioni di hockey su ghiaccio, para ice hockey, pattinaggio di figura e curling, oltre a corsi di avviamento di short track, eventi e spettacoli on ice. La struttura sarà a disposizione degli atleti per le attività agonistiche, ospiterà corsi di avviamento allo sport per bambini e ragazzi e sarà anche aperta al pubblico.
«Le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 hanno riacceso la fiamma della passione per gli sport del ghiaccio e noi non vogliamo che si spenga. Per questo, Fondazione Fiera Milano ha deciso di trasformare l’entusiasmo olimpico in un’opera concreta e di valore, in collaborazione con istituzioni e stakeholder. Durante il periodo olimpico i nostri impianti hanno ospitato circa 180.000 spettatori e ora è tempo di mettere a disposizione una nuova infrastruttura che sarà operativa già dal prossimo ottobre. L’iniziativa rafforza la vocazione polifunzionale del quartiere fieristico, in continuità con gli interventi realizzati in occasione delle Olimpiadi nei padiglioni 13-15 e 22-24. Siamo inoltre particolarmente orgogliosi che qui sorgerà il centro federale degli sport su ghiaccio, a conferma del valore sportivo e strategico dell’iniziativa. In questo percorso, il coinvolgimento di ulteriori partner e sponsor rappresenta un elemento fondamentale. L’arena contribuirà ad accrescere notorietà del quartiere fieristico, rendendolo sempre più attrattivo e vivo anche al di fuori del calendario delle manifestazioni, e avvicinando il grande pubblico, le famiglie e i giovani allo sport e allo spettacolo, anche grazie alla sinergia con Fiera Milano», dichiara Giovanni Bozzetti, Presidente di Fondazione Fiera Milano.
«La realizzazione della Milan Ice Fiera Arena rappresenta un passaggio fondamentale per lo sviluppo degli sport del ghiaccio in Italia e, in particolare, in un territorio strategico come Milano. Come Federazione siamo impegnati a supportare questo progetto affinché possa diventare un punto di riferimento per l’attività agonistica di alto livello, ma anche e soprattutto per la crescita dei giovani e di tutto il movimento. Strutture moderne e accessibili sono fondamentali per costruire il futuro delle nostre discipline perché permettono di ampliare la base e avvicinare nuovi praticanti. Questa iniziativa, sviluppata in collaborazione con Fondazione Fiera Milano, va esattamente in questa direzione, costituisce un elemento concreto di legacy delle Olimpiadi di Milano Cortina e rappresenta una best practice che auspichiamo possa diventare un modello replicabile anche in altre città italiane» spiega Andrea Gios, Presidente della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio.
L’impianto temporaneo sarà operativo per circa tre anni, in attesa della realizzazione del palazzetto del ghiaccio definitivo attualmente allo studio. La realizzazione e il successivo utilizzo della struttura non incideranno in alcun modo sullo svolgimento delle manifestazioni in programma nel quartiere fieristico.
La struttura sarà realizzata attraverso una tendostruttura con struttura portante in acciaio zincato e doppio telo in PVC anticondensa, con una superficie della struttura principale pari a 5.130 metri quadrati e una superficie coperta complessiva di 5.710 metri quadrati. L’impianto sarà dotato di un’area riscaldamento pre-gara, di 8 spogliatoi per gli atleti di 42 mq per un totale di 252 mq, oltre a un moderno sistema di trattamento aria e deumidificazione.
Sono attualmente in corso le attività necessarie all’iter autorizzativo con il Comune di Rho; al termine di queste prenderanno il via i lavori, con conclusione prevista entro il prossimo ottobre.
Gran parte delle strutture utilizzate per la realizzazione dell’impianto del ghiaccio temporaneo potranno essere successivamente riutilizzate all’interno del quartiere fieristico come la tendostruttura, le tribune e gli impianti di condizionamento oppure destinati alla realizzazione del futuro palazzetto del ghiaccio permanente, come il sistema di formazione del ghiaccio.
Fondazione Fiera Milano ha già avviato le attività propedeutiche allo sviluppo dell’impianto, per il quale è stato pubblicato un primo bando disponibile nella sezione gare e appalti del sito istituzionale. Sezione gare e appalti Fondazione Fiera Milano: https://www.fondazionefieramilano.it/it/gare-e-appalti/index.html

(Adnkronos) - In arrivo la Luna piena rosa. L'appuntamento è per giovedì 2 aprile 2026, con il momento di massima luminosità previsto per le 4:11 del mattino. L'evento in ogni caso sarà visibile anche nelle serate di oggi 1 aprile e di domani sera. Ma la Luna cambia davvero colore?
In realtà la Pink Moon, che non va confusa con la Luna di Fragola' - non è un evento astronomico legato al colore della Luna. Si riferisce alla fioritura primaverile del fiore selvatico noto come Phlox subulata, chiamato anche 'moss pink' e originario del Nord America, secondo l'Old Farmer's Almanac. Il fiore era in piena fioritura intorno al periodo della luna piena di aprile, il che ha portato a chiamarla 'Luna rosa' nelle tradizioni dei nativi americani. Il nome, quindi, non descrive ciò che accade nel cielo, ma ciò che accade sulla Terra. Come per la Strawberry Moon non si tratta di un fenomeno fisico.
In genere la Luna appare di colore grigio-marroncino chiaro. Dalla Terra, però, può anche assumere colori diversi. Questo non dipende dalla Luna, ma dal filtro atmosferico che la sua luce deve attraversare prima di raggiungerci. È lo stesso fenomeno che colora i tramonti.
Quindi la Luna può assumere un colore che tende al rosa-arancione-rosso ma non ha nulla a che vedere con il nome Pink Moon. Quando la Luna piena sorge poco dopo il tramonto del Sole o tramonta poco prima del sorgere del Sole, cosa che avviene a ogni plenilunio, può trovarsi in un cielo ancora illuminato dal crepuscolo.
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