
Da domani sabato 7 marzo, vigilia della Giornata internazionale della donna, Roma potrà contare su una nuova Breast Unit. E' il progetto avviato dal Centro diagnostico Ostiense, con il supporto dell'ospedale San Giovanni Addolorata, con l'obiettivo di offrire alle donne un percorso dedicato, completo e altamente specialistico per la salute del seno. "Un percorso che - sottolineano dalla struttura poliambulatoriale capitolina - richiede non solo precisione clinica, ma una visione d'insieme che metta al centro la persona nella sua interezza".
Nel 2025 in Italia si sono registrati 55.900 nuovi casi di tumore alla mammella (erano 53.600 nel 2024), il tumore più diffuso tra le donne (prima del polmone e del colon-retto). Con la prevenzione si aumentano le probabilità di remissione e si allungano i tempi di sopravvivenza (88% a 5 anni dalla diagnosi). La Breast Unit del Centro diagnostico Ostiense - spiega una nota - nasce per essere un punto di riferimento per le donne: un luogo dove tecnologia avanzata (che può contare su un sofisticato mammografo 3D con tomosintesi e guida stereotassica con modulo Affirm), competenza multidisciplinare e accoglienza si fondono in un servizio realmente dedicato, per assicurare la centralità della paziente. In caso di diagnosi di carcinoma la paziente può essere seguita direttamente presso la sala operatoria del Centro diagnostico Ostiense, dotata di attrezzature di ultima generazione e standard elevatissimi di comfort e sicurezza, oppure - qualora non potesse accedere ai servizi privati - può proseguire il percorso dedicato presso il San Giovanni Addolorata, garantendo continuità assistenziale.
La Breast Unit sarà guidata da Lucio Fortunato, chirurgo senologo e oncologo, insieme ai chirurghi senologi Alessio Merendoni e Gianmarco Piccolino. L'équipe conta sui radiologi senologi del Centro diagnostico Ostiense Andrea Porfiri, Federica Cicciarelli, Chiara De Nardo, Giuliana Moffa, Francesca Laghi, Basilio Lippi. L'unità comprende il responsabile della Diagnostica per Immagini, Federico Maspes, e la genetista Juliette Farro, per una valutazione del rischio oncogenetico e un inquadramento personalizzato. Il Centro diagnostico Ostiense opera da 30 anni a Roma, con oltre 200 medici specialisti in 40 aree mediche e chirurgiche, in una sede con una superficie di 5.000 metri quadrati. Nel 2025 ha registrato oltre 10mila pazienti.

La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha deciso di stringere le briglie ai suoi 26 commissari, mettendoli 'sotto tutela' nei periodi di campagna elettorale nei rispettivi Stati membri. La Standpauke, la 'ramanzina', della presidente è andata in scena nella riunione del collegio tenutasi nel pomeriggio del 10 febbraio scorso a Strasburgo, a quanto risulta dal verbale della riunione, consultato dall'Adnkronos.
Von der Leyen ha ricordato al collegio che i trattati stabiliscono che i membri della Commissione devono essere "completamente indipendenti" e che non devono "chiedere né accettare" istruzioni da "alcun governo o altra istituzione, organo, ufficio o entità". Nello stesso tempo, in base al codice di condotta, i commissari hanno la responsabilità di "mantenere" i contatti politici con gli Stati membri, con i partiti politici e le amministrazioni nazionali.
In questo contesto, la presidente ha richiamato l'attenzione sulla "particolare sensibilità politica" dei periodi elettorali e sull'"obbligo" dei membri del collegio di chiedere il suo consenso e di attendere la sua "approvazione scritta", se intendono partecipare alle elezioni nazionali.
Su richiesta della presidente von der Leyen, la segretaria generale Ilze Juhansone ha sottolineato che negli orientamenti per la partecipazione dei membri della Commissione Europea alle campagne elettorali a livello di Stato membro vengono stabilite norme specifiche.
Le norme riguardano due situazioni, vale a dire la partecipazione attiva e non attiva dei membri del collegio alle campagne elettorali negli Stati membri in cui sono affiliati a partiti politici nazionali. In entrambi i casi, ha ricordato la segretaria generale su richiesta di von der Leyen, le norme impongono ai membri del collegio di informare "immediatamente" la presidente della loro intenzione di partecipare a queste campagne.
Si possono verificare, ha ricordato Juhansone, molte altre situazioni, dato che i membri del collegio si recano "regolarmente" negli Stati membri e le elezioni si tengono "sempre" in qualche parte d'Europa, a livello locale, regionale o nazionale. Durante i viaggi negli Stati membri, dunque, i membri del collegio, è stato loro ricordato, devono "tenere conto delle sensibilità politiche e dell'opinione pubblica", perché non venga percepito che stanno "interferendo" con le elezioni nazionali.
Mentre si promuovono le priorità e i valori comuni europei, ha continuato la segretaria generale, questo significa prestare "particolare attenzione" a incontrare le parti di "tutto lo spettro politico", a "concentrare" gli interventi su questioni e iniziative relative al portafoglio e a "tenere conto della possibile percezione di parzialità, nell'ambito delle conferenze stampa".
Il verbale non riporta alcuna reazione da parte dei membri del collegio a questa 'ramanzina', né chiarisce quale sia stato l'episodio che ha indotto von der Leyen a ricordare ai commissari che ha scelto quali sono gli obblighi che si sono assunti, quando hanno accettato di rappresentare l'interesse europeo.
Non si può escludere, tuttavia, che il pensiero di qualcuno di loro sia silenziosamente corso alla metà di gennaio del 2025, quando la presidente si recò a Berlino per partecipare ad un summit dei leader del Ppe, con la partecipazione di Friedrich Merz, che allora era candidato cancelliere. Venne poi eletto il mese successivo. Un gesto, quello di von der Leyen, che valse più di mille parole: la presidente era reduce da una grave polmonite. Quella fu la sua prima apparizione pubblica, dopo che all'inizio dell'anno, come emerse in seguito, era stata costretto al ricovero in ospedale per una settimana. (di Tommaso Gallavotti)
"David Rossi fu picchiato, appeso nel vuoto e lasciato cadere", è questo lo scenario più credibile secondo il medico legale Robbi Manghi e il Tenente Colonnello del Ris di Roma Adolfo Gregori, consulenti della Commissione parlamentare di inchiesta. Per anni a sostenerlo sono stati solo i familiari di David Rossi e l’inchiesta della trasmissione 'Le Iene'. Oggi però a dirlo è il Parlamento italiano.
Rossi precipitò dalla finestra della sede centrale della banca il 6 marzo 2013, a Siena. La magistratura ha archiviato per due volte il caso come suicidio. Tuttavia, la Commissione parlamentare d’inchiesta che sta indagando sulla vicenda parla di alcune lesioni al volto ritenute incompatibili con la dinamica della caduta. I consulenti Robbi Manghi e Adolfo Gregori hanno infatti dichiarato che "quelle lesioni non sono, come affermato da vari medici legali, compatibili con la caduta" e che esse "... necessitano di un atto di forza", specificando che sono state "... causate da una pressione esterna sui fili antipiccione", indicando con precisione la loro origine, il davanzale della finestra di David Rossi.
Per spiegare cosa sarebbe accaduto davvero, la commissione parlamentare d’inchiesta ha realizzato una ricostruzione tridimensionale: un modello 3D – il cui video viene mostrato in esclusiva nella trasmissione di Italia 1 – che descrive la sequenza dei fatti prima della caduta ricostruita secondo le misurazioni del colonnello del Ris Gregori e l’analisi del medico legale Robbi Manghi. Nelle immagini viene presentata la "Ricostruzione Digitale della Perizia del Dott. Robbi Manghi", consulente della Commissione.
La scena è ambientata nell’ufficio del manager. Nella ricostruzione realizzata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale si vede David Rossi seduto alla scrivania mentre discute con due persone. A un certo punto uno dei due si alza e lo aggredisce: prima lo afferra per un braccio e glielo torce, provocando un’iperestensione del gomito e la frattura del capitello radiale del braccio sinistro. Questa lesione è stata individuata per la prima volta dopo 13 anni dalla perizia del medico legale Robbi Manghi, incaricato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta.
Nelle immagini si osserva inoltre come la fede indossata dall’aggressore possa aver lasciato le tracce d’oro rinvenute sul polso e sulla cassa dell’orologio del manager senese, rimaste finora senza spiegazione. Successivamente l’aggressore spinge David verso la finestra, facendo sì che il suo volto urti contro il filo metallico antipiccione presente sul davanzale. L’impatto provoca escoriazioni allineate su labbra, naso e fronte, oltre a un’ulteriore ferita sulla tempia destra, causata dalla molla metallica che fissa il filo antipiccione al muro.

"La stagione" influenzale "di quest'anno si avvia a essere di intensità paragonabile alle due precedenti, anche se per alcune settimane avremo ancora un numero significativo di casi soprattutto tra i più piccoli". Lo comunica Anna Teresa Palamara, a capo del Dipartimento di Malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità che oggi ha pubblicato l'aggiornamento della sorveglianza RespiVirNet sulle infezioni respiratorie acute.
"Bisogna tenere però conto del fatto - sottolinea Palamara - che il cambiamento della definizione di caso, che ha portato a includere più infezioni nel conteggio, rende difficile confrontare l'incidenza settimanale". "Dal punto di vista virologico l'emergere del subclade K del ceppo" influenzale "H3N2, la cosiddetta 'variante K', ha probabilmente portato a un anticipo del picco, come avvenuto in altri Paesi europei, ma al momento non sono emersi segnali che abbia avuto un effetto anche sulla gravità dei sintomi". Il fatto che l'influenza 2025-2026 non sia stata più grav "lo dimostrano ad esempio i dati del flusso ospedaliero, dove non si è mai registrata una netta preponderanza di ricoveri per questa variante".
"In generale - evidenzia Palamara - anche per questa stagione si conferma la validità delle raccomandazioni sulla vaccinazione, con la maggior parte dei casi di influenza grave e complicata che ha riguardato persone non vaccinate, come provato anche dai primi studi appena pubblicati".
"L'efficacia del vaccino antinfluenzale utilizzato in questa stagione è stata più alta di quanto atteso e i dati confermano la validità delle raccomandazioni sulla vaccinazione nelle popolazioni per cui è prevista", afferma l'Iss, in base alla "conclusione a cui sono arrivati 9 studi preliminari condotti dai ricercatori dell'European Ive Group, di cui fa parte anche l'Iss, i cui risultati sono stati pubblicati su 'Eurosurveillance'". Scrivono gli autori: "In una stagione dominata dall'influenza A(H3N2) i risultati dei 9 studi europei indicano un'efficacia da bassa a moderata, con l'immunizzazione che ha prevenuto da un terzo a metà degli effetti dell'infezione tra le persone vaccinate. L'efficacia in generale è risultata più alta nei bambini che negli adulti".
"Le ricerche, i cui risultati sono stati utilizzati per la formulazione del vaccino per la prossima stagione - spiega l'Iss - hanno analizzato complessivamente i dati di 16 Paesi europei. In alcuni di questi, Italia compresa, la stagione è iniziata precocemente, con i virus del ceppo A che sono risultati predominanti, con la cosiddetta 'variante K' che è risultata la più rappresentata". Nel paper su Eurosurveillance si sottolinea che "questa variante è molto diversa dal virus incluso nel vaccino, e questo poteva far pensare alla possibilità che potesse aggirare la protezione immunitaria". Invece, evidenzia l'Iss, "i valori di efficacia trovati dagli studi sono stati invece paragonabili a quelli delle stagioni passate".

Esordio a Indian Wells per Lorenzo Musetti, Matteo Berrettini e Jasmine Paolini. Oggi, venerdì 6 marzo, i tennisti azzurri scendono in campo nel secondo turno del Masters 1000 americano che nella notte italiana vedrà anche il debutto di Jannik Sinner.
Per Berrettini, in realtà, non si tratta della prima partita disputata nel torneo. Il tennista romano arriva infatti alla sfida dopo aver battuto il francese Adrian Mannarino nel primo turno in tre set ed è atteso dal super match con Alexander Zverev, mentre Musetti incontrerà Marton Fucsovics. Nel tabellone femminile invece Paolini se la vedrà con Anastasija Potapova.
Ad aprire il programma della giornata di oggi, venerdì 6 marzo, sarà Berrettini, che affronterà Zverev alle 20 ora italiana. Musetti invece è programmato come seconda partita a partire proprio dalle 20 e non dovrebbe giocare prima delle 21.30, mentre Paolini sarà la terza sfida a partire dalla stessa ora. Difficile scenda in campo prima delle 23.
Le partite di Musetti, Berrettini e Paolini a Indian Wells, come tutte le altre partite del Masters 1000 americano, saranno trasmesse in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. I match si potranno seguire anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW.

In un contesto internazionale in cui la transizione energetica è diventata una priorità assoluta, il Gruppo Hera si è presentato alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo di Rimini 2026 come un vero e proprio hub di consulenza strategica per imprese e territori. Presso il suo stand di 260 metri quadrati, la multiutility ha messo in campo un ecosistema di soluzioni concrete per accompagnare i partner nella costruzione di modelli di business innovativi. (VIDEO[1])
La partecipazione alla fiera si inserisce in un percorso ben strutturato dall'azienda. “Nel 2024 abbiamo definito una nostra strategia net zero che ci porterà a una riduzione delle emissioni complessive del 90% al 2050 - spiega Cristian Fabbri, presidente esecutivo del gruppo - Abbiamo un parco emissivo che per il 90% è legato alle emissioni dei nostri clienti, per il 10% a quelle del gruppo. Lavoriamo per ridurre le emissioni dei nostri clienti andando a sollecitare le attività di decarbonizzazione e di efficienza energetica in tutti i segmenti. Questa è la sfida che ci poniamo".
I risultati di questo impegno sono già tangibili nei numeri presentati a Rimini. "Siamo a buon punto - fa sapere Fabbri - Da quando siamo partiti nel monitoraggio, nel 2019, abbiamo ridotto i consumi del 14%, pur avendo aumentato del 40% la base clienti. Lavoriamo parallelamente anche sull'efficienza energetica dei nostri impianti: abbiamo già conseguito un 10% di riduzione dei consumi energetici e lavoriamo anche per andare a utilizzare il più possibile energia rinnovabile".
All'interno dell'esposizione, Hera Servizi Energia presenta i nuovi modelli di decarbonizzazione, mentre Hera Luce mostra l'evoluzione dell'illuminazione pubblica, esemplificata dal lampione circolare progettato con Aliplast per essere totalmente recuperabile. Inoltre, attraverso la sinergia tra Hera Comm, EstEnergy e F.lli Franchini, la multiutility propone un polo integrato che affianca le imprese nel trasformare l’energia in una leva di competitività e sviluppo, combinando strategie di fornitura e soluzioni impiantistiche per ridurre volatilità e consumi, anche valorizzando gli incentivi disponibili. Tra le soluzioni più innovative spiccano i contratti Power Purchase Agreements (Ppa) e i sistemi fotovoltaici ‘chiavi in mano’, progettati per mantenere rendimenti elevati e garantiti per 25 anni.
Ad accogliere i visitatori all'ingresso della fiera è Joul 7, il Super Robot dell'energia alto 5,5 metri nato dalla collaborazione con Automobili Lamborghini. Realizzato con scarti di produzione e dotato di un cuore fotovoltaico, il robot sintetizza visivamente l'impegno di Hera verso l'economia circolare. La visione di Hera, volta a favorire la transizione energetica, si concretizza anche con il teleriscaldamento. "Abbiamo un potenziamento di progetti - dice il presidente esecutivo - La città di Ferrara, ad esempio, avrà un terzo dei cittadini alimentati dal teleriscaldamento il cui calore sarà prodotto da fonti rinnovabili non emissive".
La strategia del Gruppo mira a unire l'impatto ambientale al beneficio economico. "Lavoriamo da tanto tempo per aiutare le aziende a ridurre il peso della bolletta e contemporaneamente a ridurre le emissioni di CO2 - osserva Fabbri - È una sfida che ormai portiamo avanti da vent'anni. Nell'intersezione fra decarbonizzazione e vantaggio economico lavoriamo per proporre alle imprese soluzioni che siano portatrici di benefici in entrambi gli assi. Lo facciamo con la produzione locale sui centri di consumo di energia rinnovabile del fotovoltaico ma anche con gli impianti di cogenerazione che è vero sì, usano il gas, ma riducono i costi e le emissioni. Lavoriamo con progetti pluriennali per ridurre i consumi di energia complessivi, sia termica che elettrica". In sintesi, conclude Fabbri, "la sfida è stare al fianco degli imprenditori, dei territori, delle imprese e delle pubbliche amministrazioni per giocare insieme la partita dell'efficienza dei costi, dell'efficienza energetica e della decarbonizzazione".
Si è chiusa oggi al Cinema Quattro Fontane di Roma la quarta edizione di Premio Film Impresa, l’iniziativa ideata e realizzata da Unindustria in collaborazione con il ministero delle Imprese e del Made in Italy, Invitalia, Confindustria e Circuito Cinema.
Ecco i vincitori e i premi speciali assegnati. Il Premio Miglior Film d’Impresa – Area Narrativa a cura di Umana è stato assegnato a 'Il viaggio è appena iniziato' di Riccardo Calamandrei, prodotto dalla Cooperativa Trasporti di Riolo Terme. Il riconoscimento è stato consegnato da Maria Raffaella Caprioglio, Presidente di Umana.
La Menzione Speciale Area Narrativa Umana è stata attribuita a 'Punti nascosti' di Beatrice Baldacci, produzione Giffoni Innovation Hub e Anemone Film. Il Premio Miglior Film d’Impresa – Area Documentaria a cura di UniCredit è stato assegnato, invece, a 'Storia di una leggenda. Pininfarina di Flavia Triggiani e Marina Loi', prodotto da Flair Media Production e Rai Documentari per Pininfarina. Il premio è stato consegnato da Luca Rosati - Head of Territorial Development Centro Italia UniCredit. Il Premio Miglior Film d’Impresa – Area Innovation, Image & Sound a cura di Almaviva Group è stato assegnato a 'L’archivio del domani' di Giulio Pipitone, prodotto dalla sede Lombardia del Centro Sperimentale di Cinematografia per Fondazione EOS. Il riconoscimento è stato consegnato da Alberto Tripi, Presidente di Almaviva.

Tra le novità della quarta edizione è stato introdotto il Premio Film Impresa alla migliore musica originale, promosso da Caterina Caselli e Sugar Publishing, assegnato a Raffaele Petrucci per la colonna sonora del film 'Pane Amore e Libertà' di Rovero Impiglia e Giacomo Cagnetti, prodotto da Guasco per Magazzini Gabrielli. Il riconoscimento è stato consegnato da Elisabetta Biganzoli, Managing Director di Sugar Publishing.
È stata inoltre attribuita la Menzione Speciale per la migliore canzone originale Sugar Publishing a Enel per il brano 'Eroi' interpretato da Fiorella Mannoia e presente nella produzione 'Enel. L’energia delle emozioni'. Nel corso della serata è stata poi assegnata la Menzione Speciale della Platea Competente a “Il ritmo della mezzaluna” di Mirko Rodio prodotto dalla sede Lombardia del Centro Sperimentale di Cinematografia per SITE - Società italiana talassemie ed emoglobinopatie.
Altra novità di questa edizione è il Premio Alice nella Città Film Impresa, che è stato assegnato a COSPLAI di Anna Coccoli, prodotto da Anica Academy ETS in collaborazione con Anomalia Media e Steti Produzioni. Il premio è stato consegnato dai direttori artistici di Alice nella Città Fabia Bettini e Gianluca Giannelli. Tra i momenti più attesi della serata la consegna del Premio Speciale Film Impresa Unindustria alla Maison Hermès per il progetto Grand Tour degli Affreschi e il film Reviving Saint Benedict’s Frescoes in Naples Hermès Footsteps Across The World, diretto da Frédéric Laffont. Dopo la proiezione del film, il regista Frédéric Laffont e Francesca di Carrobio, membro del Consiglio di Amministrazione e responsabile affari strategici e relazioni di Gruppo Hermès, hanno dialogato con Giampaolo Letta e Mario Sesti. Il premio è stato consegnato dal Presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo.

Nel corso della serata è stato assegnato il Premio Speciale alla Creatività al regista Giuseppe Tornatore per il docufilm Brunello, il visionario garbato. Dopo la proiezione del trailer del film, Tornatore ha dialogato con Mario Sesti, prima della consegna del premio da parte del Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. È stato infine conferito il Premio Film Impresa per il Made in Italy a Brunello Cucinelli.

Un'ordinanza del tribunale dell'Aquila che ha deciso che Catherine, la mamma della famiglia del bosco di Palmoli deve essere portata via dalla struttura della casa famiglia di Vasto e così verranno trasferiti in un'altra struttura protetta anche i tre figli. Ne dà notizia il Tg1 sui canali social. "La mamma del bosco di Palmoli - si legge - è stata mandata via dalla casa famiglia di Vasto: non potrà più vivere nella stessa struttura dei tre figli".
Secondo Nathan Trevallion, il papà dei tre bambini, i figli "sono tristi, dal primo giorno. E dal primo giorno mi dicono che vogliono venire a casa, questa casa. È il posto della nostra anima, per tutti e cinque. È stato il nostro paradiso per tre anni e non riesco ancora a capire perché ce l’hanno tolto. Abbiamo deciso che accetteremo gli standard italiani. Lo farò, che ne sia convinto o no", le parole a Repubblica dell'uomo solo qualche giorno fa.
"Allargheremo il nostro casolare qui a Palmoli, ingloberemo un bagno a secco, rifaremo gli infissi. Un progetto di bioedilizia. Ci collegheremo alla rete elettrica, a quella idrica. In Italia per vivere in cinque devi avere almeno 66 metri quadrati di alloggio, in Inghilterra basta la metà. E in Australia i bagni a secco sono la normalità da vent’anni, là manca acqua. Avvieremo, comunque, la ristrutturazione, come chiede il Tribunale dei minorenni".
Sull'istruzione dei tre bimbi, Nathan confermava: "Chiuderemo con l’unschooling, l’insegnamento diretto dei genitori. Ho capito che qui non si può fare, al contrario del mio Paese, la Gran Bretagna. Manterremo la scuola a casa, l’homeschooling, scegliendo un istituto che la offre online". In tre mesi, il papà dice che "il cuore non è cambiato, penso sempre allo stesso modo, vogliamo tutti vivere in stretto rapporto con la natura. La mia testa, però, è cambiata, è stato necessario".

Vittoria di Rai1 nel prime time di ieri sera con 'Don Matteo 15' che ha ottenuto 3.706.000 telespettatori e il 21,7% di share. Secondo gradino del podio per Canale 5 con il film di Checco Zalone 'Quo vado?' visto da 2.724.000 telespettatori (share del 16,5%). Medaglia di bronzo per Rai3 con 'Splendida cornice', seguita da 1.029.000 telespettatori ( share del 6,3%).
Fuori dal podio su La7 'Piazzapulita' ha realizzato 951.000 telespettatori e il 6,8% mentre su Rete4 'Dritto e Rovescio' ha interessato 896.000 telespettatori raggiungendo uno share del 6,9%. Su Rai2 il programma'Ore 14 Sera' è stato visto da 714.000 telespettatori (share del 5,2%) mentre su Italia1 'Mission: Impossible – Fallout' ha coinvolto 680.000 telespettatori arrivando al 4,2% di share.Sul Nove 'Only Fun – Comico Show' ha conquistato 426.000 telespettatori e il 2,5% e su Tv8 '2012' ha realizzato 160.000 telespettatori e l'1% di share.
Nell'access prime time sulla rete ammiraglia Rai 'Cinque Minuti' è stato seguito da 4.461.000 telespettatori (22,2%). Testa a testa tra 'Affari Tuoi', che su Rai1 ha totalizzato 5.033.000 telespettatori e il 23,8%, e 'La Ruota della Fortuna' che su Canale 5 ha realizzato 5.017.000 telespettatori e il 23,8% di share.

Jannik Sinner, Lorenzo Musetti e i tennisti italiani tornano protagonisti a Indian Wells. Oggi, venerdì 6 marzo, il numero due del mondo esordisce al secondo turno del Masters 1000 americano contro il qualificato Svrcina, proprio come il toscano, che invece sfiderà Fucsovics.
La giornata sarà aperta dalla super sfida tra Matteo Berrettini e Alexander Zverev. In campo anche Flavio Cobolli, che se la vedrà con Kecmanovic, mentre sulla strada di Jasmine Paolini, nel tabellone femminile, ci sarà Potapova.
Il programma completo delle partite del secondo turno di Indian Wells in programma venerdì 6 marzo e nella notte:
STADIUM 1
ore 20.00 – Berrettini vs (4) Zverev
non prima delle 22.00 – (1) Sabalenka vs (Q) Sakatsume
a seguire – (4) Gauff vs Rakhimova
non prima delle 03.00 – (Q) Svrcina vs (2) Sinner
non prima delle 05.00 – Blinkova vs (8) Anisimova
STADIUM 2
ore 20.00 – (10) Mboko vs Birrell
a seguire – (8) Shelton vs Opelka
a seguire – Brooksby vs (21) Tiafoe
non prima delle 03.00 – (Q) Kasintseva vs (16) Osaka
a seguire – Bergs vs (23) Paul
STADIUM 3
ore 20.00 – Walton vs (25) Tien
a seguire (5) Musetti vs Fucsovics
a seguire (WC) Monfils vs (9) Auger-Aliassime
ore 03.00 – (18) Jovic vs Osorio
a seguire – Yastremska vs (31) Eala
STADIUM 4
ore 20.00 – (25) Raducanu vs (Q) Zakharova
a seguire – (21) Shnaider vs Cirstea
a seguire – Potapova vs (7) Paolini
non prima delle 00.00 – (29) Etcheverry vs Shapovalov
a seguire – Giron vs (12) Mensik
STADIUM 5
ore 20.00 – Bouzas Maneiro vs (14) Noskova
non prima delle 23.00 – (Q) Prizmic vs (30) Fils
STADIUM 6
ore 20.00 – (15) Cobolli vs Kecmanovic
terzo match dalle 20.00 – (28) Nakashima vs Ugo Carabelli
quinto match dalle 20.00 – (18) Davidovich Fokina vs Svajda
STADIUM 7
ore 20.00 – Putintseva vs (17) Tauson
a seguire (30) Wang vs Tomljanovic
a seguire Cristian vs (29) Joint
STADIUM 9
ore 20.00 – (11) E.Alexandrova vs (Q) Gibson
a seguire – Sonmez vs (23) Kalinskaya

“Prima che la luce si spenga, ferma il glaucoma”. È questo il claim che la Fondazione Iapb Italia Ets - Sezione italiana dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità – ha scelto per la 'Settimana mondiale del glaucoma' che si celebra tra l’8 e il 14 marzo. In Italia si stima colpisca un milione di persone ma almeno la metà non sa di avere la malattia. L’obiettivo della settimana, istituita nel 2008 da World Glaucoma Association e World Glaucoma Patient Association , è quello di sensibilizzare cittadini e opinione pubblica sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce per questa patologia che costituisce una delle principali cause di cecità irreversibile.
Per questo Iapb Italia Ets e Unione Italiana dei ciechi e degli Ipovedenti (Uici) Ets-Aps organizzano e promuovono in circa 80 città italiane (elenco su www.settimanaglaucoma.it) controlli oculistici gratuiti e attività divulgative, utili a sensibilizzare la popolazione sui gravi rischi che gravano sulla vista a causa della malattia. Anche in questa settimana, come durante tutto l’anno, Iapb Italia offre un servizio gratuito di consultazione oculistica telefonica al numero verde 800-068506, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13.
Il glaucoma è un insieme di malattie caratterizzate dal danno progressivo del nervo ottico, la struttura che trasmette le informazioni visive dall’occhio al cervello. Quando questo danno si verifica, la perdita visiva è irreversibile. Il principale fattore di rischio è l’aumento della pressione intraoculare, ma si tratta di una patologia complessa e multifattoriale: può svilupparsi anche con pressioni apparentemente normali e dipende da fattori genetici, vascolari e dall’età. La sua pericolosità sta soprattutto nel fatto che nella maggior parte dei casi non dà sintomi nelle fasi iniziali e la perdita visiva, nella maggior parte dei casi, interessa inizialmente la periferia del campo visivo, che il paziente non percepisce. I disturbi compaiono spesso solo quando la malattia è già avanzata.
"Il glaucoma - spiega Mario Barbuto, presidente della Fondazione Iapb Italia e Uici- è una malattia silenziosa, perché nelle prime fasi è asintomatica e insidiosa poiché la vista persa non può più essere recuperata. Pertanto, non va aspettata ma anticipata con visite oculistiche regolari. Per questo portiamo la prevenzione nelle piazze, tra la gente, coinvolgiamo mass media e comunicazione sociale per rendere i cittadini agenti attivi della propria salute, affinché nessuno possa perdere la vista per cause evitabili. Quest’anno grazie al sostegno dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti riusciamo a garantire una maggiore incisività alle iniziative e a coinvolgere un maggior numero di stakeholder, con l’unico obiettivo di tutelare realmente il bene prezioso della vista".
Il glaucoma "è un ladro silente. Quando arriva, spesso non lascia scampo. Ti cambia la vita. Ma la vita vale la pena di essere vissuta: Il sole non lo vedo, ma lo sento. Il mare non lo vedo più, ma ne ascolto il suono. Ogni onda ha una frequenza diversa. Tutto ciò che prima era scontato perché lo vedevi, oggi lo percepisci con altri sensi: odori, suoni, consistenze. È una questione di testa", testimonia Giovanna che ha dovuto affrontare la malattia. "Ho sofferto di miopia fin dalle scuole elementari. La mia vista non è mai stata perfetta, non ho mai raggiunto i 10/10, ma ero una donna indipendente: guidavo, lavoravo, facevo tutto". Ma "quando avevo 45 anni, ho iniziato ad accorgermi di una nebbia davanti agli occhi. La vista peggiorava al punto da non permettermi più di guidare in sicurezza. Una sera non so nemmeno come sono arrivata a un passaggio a livello: vedevo solo nebbia. Ho acceso le quattro frecce, sono scesa dall’auto e ho iniziato a chiedere aiuto. Non vedevo più nulla".
"La diagnosi è stata immediata: glaucoma acuto, pressione oculare a 50, con segni emorragici a carico del nervo ottico. Mi hanno operata tre volte. È stato durissimo". Quando una persona perde la vista, continua, "è come se perdesse anche le gambe. Perdi l’indipendenza. Puoi riacquistare spazi di autonomia, ma è un percorso soggettivo e difficilissimo, soprattutto se non hai sostegno. Io ho sempre amato profondamente la mia vita. Quando il glaucoma mi ha colpita mi sono detta: 'Hai voluto sfidarmi? Io non mi fermo'", aggiunge Giovanna."Non è semplice perdere la vista. Ma se impariamo a valorizzare ciò che resta, possiamo trasformare il dolore in evoluzione.Oggi la mia missione è la prevenzione. Non voglio che accada ad altri ciò che è accaduto a me. Non tutti hanno la stessa forza. Durante una campagna di screening, una donna misurò quasi per caso la pressione oculare: era altissima. L’abbiamo intercettata in tempo. Oggi è in terapia. Abbiamo salvato una persona".

Fratelli d'Italia stabile, il Pd cresce, il M5S cala. E il partito di Roberto Vannacci sale. E' la 'classifica' oggi nel sondaggio dell'Istituto Only Numbers (Alessandra Ghisleri) per 'Porta a Porta' con le intenzioni di voto in caso di elezioni secondo i dati del 5 marzo.
Fratelli d'Italia è stabile rispetto alla rilevazione dello scorso 16 febbraio. Il partito guidato dalla premier Giorgia Meloni è sempre al 29,3% con un ampio vantaggio sul Pd. Il Partito Democratico guadagna lo 0,4% e sale al 23%. Il Movimento 5 stelle, invece, è al 10,5% in calo dello 0,6%. Ai piedi del podio Forza Italia al 9% è stabile, mentre la Lega è all'8,5% (+0,2%). Alleanza verdi e sinistra è al 6,5% (+0,2%), Azione è al 3,3% e cede mezzo punto (-0,5%). Quindi, Futuro Nazionale: il partito di Vannacci cresce dello 0,2% e si attesta al 2,8%. Italia viva al 2,6% (+0,1%) e Più Europa all'1,4% (-0,1%), mentre Noi moderati è allo 0,5% in calo dello 0,3%.
In generale, il centrodestra è al 47,3% (-0,1%) mentre il centrosinistra è al 30,9% e guadagna mezzo punto. Infine campo largo (senza Azione) è al 44%, stabile. Gli astenuti-indecisi si attestano al 45,9% (+0,3% rispetto all'ultima rilevazione).

Zcs Azzurro è presente a Key – The Energy Transition Expo 2026, uno degli appuntamenti di riferimento per il settore delle energie rinnovabili, in programma a Rimini dal 4 al 6 marzo. Il marchio di Zucchetti Centro Sistemi (Zcs) espone al Padiglione D3/Stand 300, per celebrare i primi 10 anni di attività nel settore fotovoltaico e l’evoluzione della propria visione industriale e tecnologica. A Key 2026, Zcs Azzurro presenta il proprio concetto di ecosistema energetico integrato che unisce fotovoltaico, accumulo, stazioni di ricarica e pompe di calore in un’unica architettura coordinata. Un approccio pensato per rispondere alle esigenze di impianti industriali, commerciali e residenziali, ottimizzando la gestione dell’energia in modo semplice ed efficace. Cuore del sistema è Zcs Azzurro Hub che, grazie all’intelligenza artificiale, governa i flussi energetici utilizzando l’energia prodotta nel momento e nel luogo in cui serve davvero. Il risultato è una maggiore autonomia, una riduzione dei costi e degli sprechi e un utilizzo più consapevole dell’energia, con benefici concreti anche in termini di sostenibilità ambientale.
Il 2026 segna un passaggio chiave per Zcs Azzurro con l’avvio del progetto Made in Europe su alcuni modelli di inverter di grande potenza. Una scelta che valorizza qualità industriale e innovazione tecnologica, in linea con le più recenti normative europee.
All’interno di questo progetto si inserisce un importante progetto di reshoring: nei primi mesi del 2026, Zcs Azzurro riporterà in Italia (Toscana) alcune linee di produzione e assemblaggio della gamma Zcs Azzurro. Un investimento strategico che consente di rafforzare competenze, processi industriali e standard qualitativi, contribuendo al rilancio della manifattura europea nel settore delle energie rinnovabili. Il decimo anniversario di attività di Zcs Azzurro rappresenta una tappa significativa in un percorso di crescita costante, costruito su un Heritage industriale di oltre 40 anni di Zucchetti Centro Sistemi. In questi anni, Zcs Azzurro ha consolidato il proprio posizionamento puntando su affidabilità, qualità dei prodotti e centralità del servizio post-vendita, oggi elementi sempre più determinanti nelle scelte di installatori e operatori del settore fotovoltaico.
All’interno di questo percorso di crescita si inserisce il restyling del logo Zcs Azzurro. Una nuova identità visiva che nasce come naturale conseguenza dell’evoluzione del brand: dieci anni di esperienza nel fotovoltaico, un rafforzamento del posizionamento internazionale e una visione sempre più orientata al futuro dell’energia.
Il nuovo logo interpreta in chiave contemporanea solidità, innovazione e visione europea, accompagnando Zcs Azzurro in una nuova fase di sviluppo e consolidamento nel panorama delle energie rinnovabili.
Zcs Azzurro, brand della Green Innovation Division di Zucchetti Centro Sistemi Spa, consolida il proprio posizionamento nel mercato dei sistemi fotovoltaici intelligenti, contribuendo attivamente alla transizione energetica attraverso soluzioni integrate per i settori residenziale, commerciale e industriale. L’offerta comprende inverter di ultima generazione, sistemi di accumulo, soluzioni Bess per applicazioni C&I e industriali, stazioni di ricarica per veicoli elettrici e piattaforme avanzate di monitoraggio. Un ecosistema energetico completo, progettato per ottimizzare l’autoconsumo, migliorare la gestione dei flussi energetici e supportare la stabilità della rete. Grazie all’intelligenza “Zcs inside”, gli impianti garantiscono controllo evoluto, efficienza operativa e riduzione dell’impatto ambientale, offrendo a imprese e privati una gestione dell’energia sempre più autonoma e consapevole.La crescita in numeri: 12 Partner Tecnologici; 30 Partner Commerciali ; 5.000 Installatori Certificati ; Oltre 1.000.000 di impianti installati ; Oltre 7 GW di potenza installata ; Oltre 2,5 GWh di capacità di storage installata. Zcs Azzurro conferma così il proprio impegno nello sviluppo di soluzioni energetiche innovative, efficienti e sostenibili, al servizio di un futuro sempre più elettrico e intelligente.

L’inusuale ed enigmatico silenzio del vicepresidente americano Jd Vance sull’attacco Usa all'Iran ordinato da Donald Trump scuote la destra americana. Nei primi giorni dell’operazione militare ordinata dalla Casa Bianca, il vicepresidente ha mantenuto un profilo pubblico insolitamente basso, alimentando malumori tra alleati e base Maga e mettendo in discussione non solo il ruolo politico dell’ex paladino del non interventismo all’interno dell’amministrazione Trump, ma anche le sue credenziali come possibile "erede naturale" del tycoon alla guida della Casa Bianca. Lo riferisce Politico, ricordando come Vance abbia costruito parte della propria ascesa politica sulla critica alle "guerre infinite" in Medio Oriente e sul sostegno a una politica estera più prudente. Oggi, però, il vicepresidente si trova associato a una svolta militare che molti sostenitori del movimento Maga - che lo consideravano un interprete rigoroso dell’ideologia America First - vedono come un dietrofront dalle posizioni da lui sempre sostenute.
Nel gennaio 2023, quando era ancora senatore, Vance aveva annunciato il proprio sostegno alla candidatura presidenziale di Donald Trump per il 2024, lodandone il primo mandato per non aver "iniziato guerre" e definendo questo risultato la principale eredità politica del presidente. Una posizione ribadita anche nell’ottobre dello stesso anno, alla vigilia delle elezioni, quando sosteneva che l’interesse degli Stati Uniti fosse "non andare in guerra con l’Iran".
L’attacco ordinato dalla Casa Bianca contro l'Iran rappresenta dunque una netta inversione di rotta per il vicepresidente, che dall’inizio dell’operazione ha mantenuto un profilo pubblico estremamente basso: non era presente a Mar-a-Lago con Trump durante l’avvio dei raid[1] - seguendoli invece dalla Situation Room di Washington (a differenza del segretario di Stato Marco Rubio, altro favorito alla corsa 2028) - e si è limitato a brevi post social e a poche interviste, di cui l'ultima a Fox News, in cui ha ribadito per filo e per segno la linea presidenziale sulla "minaccia nucleare" iraniana e si è limitato a dire che "non avremo i problemi che abbiamo avuto con Iraq e Afghanistan".
L’assenza di prese di posizione più incisive ha alimentato malumori anche tra i repubblicani. Durante un incontro in Florida del National Republican Congressional Committee, diversi esponenti del Gop avrebbero discusso proprio del silenzio di Vance e della sua mancata presenza accanto al presidente nella gestione pubblica dell’operazione. Secondo i sostenitori della linea cosiddetta "restrainer", favorevole a una politica estera meno interventista, quanto accaduto dimostrerebbe il fallimento della corrente anti-guerra nel frenare l’approccio più aggressivo dell’amministrazione, nonostante i tentativi di pressione mediatica portati avanti nei mesi precedenti da figure vicine al movimento Maga.
Analisti e commentatori conservatori citati da Politico sottolineano tuttavia che i limiti istituzionali della vicepresidenza impongono spesso di difendere le decisioni del presidente anche a costo di accantonare posizioni personali. Resta però il prezzo politico per Vance, considerato tra i favoriti per la candidatura repubblicana alla Casa Bianca nel 2028: una parte della base non-interventista mette ora in dubbio la sua coerenza e teme che la svolta militare possa indebolire il progetto di costruire una larga coalizione conservatrice capace di attrarre l’elettorato stanco delle guerre all’estero. Nonostante le critiche, conclude Politico, molti alleati continuano a considerare il suo ruolo un investimento di lungo periodo, confidando che eventuali cambiamenti di rotta di Trump possano restituirgli spazio politico.

In occasione della Giornata internazionale della Donna prende il via 'La salute è di tutte', il roadshow di prevenzione senologica e cardiologica dedicato alle donne che hanno subito violenza e accolte nei centri della rete D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza. L’iniziativa è realizzata con il supporto di Novartis, azienda leader nell’innovazione in ambito farmaceutico, impegnata al fianco degli attori del sistema Paese per reimmaginare la salute del futuro, promuovendo equità e tempestività di accesso all’innovazione, in un percorso che va di pari passo con l’impegno per la parità di genere. Il progetto, patrocinato dalla Società italiana di cardiologia (Sic), mira a superare gli ostacoli che allontanano le donne dall’accesso alla prevenzione e cura, promuovendo il diritto alla salute contro la violenza di genere.
I primi appuntamenti si terranno il 9 marzo a Genova e L’Aquila, per poi proseguire nelle settimane successive a Messina, Viareggio e Taranto. In ciascuna tappa - informa una nota - senologhe e cardiologhe realizzeranno visite e colloqui informativi rivolti alle donne che fanno riferimento ai centri antiviolenza, con un focus sulla prevenzione del tumore al seno e sulla salute cardiovascolare: due tra le principali cause di mortalità femminile in Italia. Le dottoresse che parteciperanno alle giornate di prevenzione sono state coinvolte grazie al supporto di Novartis e alla collaborazione di Fondazione Onda Ets, che dal 2007 attribuisce il Bollino rosa agli ospedali italiani che si distinguono per servizi e percorsi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura della salute femminile.
"Grazie a questo progetto, sostenuto da Novartis, abbiamo avuto la conferma di quello che le operatrici dei nostri centri antiviolenza toccano ogni giorno. - commenta Cristina Carelli, presidente D.i.Re -. La violenza maschile alle donne incide in misura importante sulla loro salute e sulla possibilità di fare prevenzione. Proprio per questo, crediamo sia importante dare un segnale concreto, per consentire alle donne di mettere la loro salute al centro, come elemento fondamentale della libertà futura”.
Ogni anno nel nostro Paese si registrano circa 53.000 nuovi casi di tumore al seno e sono 925.000 le italiane che convivono con questa malattia - si legge -. Le malattie cardiovascolari, invece, provocano 124.000 decessi femminili ogni anno e rappresentano la prima causa di morte tra le donne. Eppure, la prevenzione rimane poco accessibile per chi vive situazioni di violenza: l’indagine1, condotta nell’ambito del progetto, su 207 donne seguite dai centri della rete D.i.Re rivela che quasi la metà delle donne intervistate non ha mai preso parte a iniziative di screening promosse sul territorio (48,8%) e si rivolge al medico “solo in caso di sintomi (49,8%). Dati che mettono in evidenza come la violenza generi distanza dal percorso di cura e alimenti profonde disuguaglianze nell’accesso alla salute.
Un calendario di appuntamenti che attraverserà l’Italia da Nord a Sud nei mesi di marzo e aprile, toccando città chiave, identificate in base a criteri di collocazione geografica, ampiezza dei centri antiviolenza e bacino di donne afferenti ai centri in ottica di prossimità territoriale. L’obiettivo è creare una prima occasione di incontro con esperte senologhe e cardiologhe, per favorire l’avvio di percorsi consapevoli di prevenzione e cura da parte delle donne vittime di violenza. Il diritto alla salute delle donne che subiscono violenza richiede azioni mirate e accessibili. In questa direzione si sviluppa 'La salute è di tutte', iniziativa che affronta le disuguaglianze legate alla violenza di genere e favorisce un accesso più equo alla prevenzione.
Novartis, azienda leader nell’innovazione in ambito farmaceutico nell’area oncologia, cardio-renale-metabolico, neuroscienze e immunologia, lavora al fianco di istituzioni, comunità scientifica, Associazioni del Terzo settore per contribuire a un 'sistema salute' in cui l’accesso alle cure e all’innovazione sia equo e tempestivo, come spiega Chiara Gnocchi, Country Communication & Advocacy Head di Novartis Italia: "La salute è di tutte è un impegno concreto che procede insieme alla nostra attenzione per la parità di genere e alla volontà di costruire, giorno dopo giorno, un contesto di lavoro davvero inclusivo. In questa prospettiva è nato il sostegno a D.i.Re e siamo felici di vedere come possa concretamente aiutare a ridurre le barriere che limitano l’accesso alla prevenzione e ai servizi sanitari".

Un'ospite d'eccezione ieri sera tra il pubblico dell'Auditorium Conciliazione di Roma per la data del tour di Angelina Mango: Maria De Filippi. La conduttrice, che ha visto nascere e ha consacrato il talento della giovane cantautrice nel suo programma 'Amici', non è voluta mancare a una delle tappe più importanti del tour 'Nina canta nei teatri', applaudendo la sua ex allieva in uno show che segna il suo rientro dopo circa un anno di pausa dalle scene[1].
Il tour, prodotto e organizzato da Live Nation, nasce sulla scia dell'album ‘caramé’, pubblicato a sorpresa lo scorso ottobre a un anno e mezzo di distanza dal precedente lavoro "poké melodrama". Lo spettacolo è un'immersione totale nel mondo dell'artista. Il palco, disegnato da lei stessa, è trasformato in una "casa", un monolocale-studio arredato con oggetti personali e simbolici. Spicca un letto a castello verde, ricordo d'infanzia condiviso con il fratello Filippo Mango (batterista della band), su cui Angelina canta 'Edmund e Lucy', brano a lui dedicato. Ogni elemento, dalla libreria allo specchio vintage, contribuisce a creare un'atmosfera di profonda intimità, come se il pubblico fosse seduto accanto a lei in studio.
La musica è la protagonista assoluta, con arrangiamenti ripensati per una band che unisce strumenti classici a sonorità più ricercate, con contrabbasso, archi, fisarmonica e theremin. La scaletta alterna i brani di "caramé" a successi come ‘La noia’, con cui ha trionfato a Sanremo, e l'inno alla libertà ‘Che t'o dico a fa’.
Dopo Roma, il tour 'Nina canta nei teatri' proseguirà a Catania (7 marzo), Palermo (9 marzo), Bari (12 marzo) e in altre città italiane, prima di concludersi con la doppia data di Milano il 27 e 28 marzo.

Il successo delle Olimpiadi italiane è ancora vivo. Il viaggio di Milano Cortina 2026, però, non è ancora finito. È pronto anzi ad aprire un nuovo capitolo con i Giochi Paralimpici, introdotti da uno spettacolo che punterà su valori universali e un forte messaggio culturale. Alfredo Accatino, direttore artistico di Filmmaster, ha curato insieme alla sua squadra la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi e ha raccontato all'Adnkronos le coordinate dell'evento: “Arriviamo da un successo per certi versi inaspettato, oltre le previsioni. Ci ha dato una grande carica. Dopo uno show così importante spesso l'adrenalina cala, invece noi siamo ripartiti subito. Ci scommetto, sarà uno spettacolo bellissimo”. L’appuntamento è per domani, venerdì 6 marzo, all’Arena di Verona.
La cerimonia di apertura delle Paralimpiadi è stata pensata (anche) in continuità con la chiusura dei Giochi Olimpici. A partire dalla location, la maestosa Arena di Verona: “Abbiamo ragionato - spiega Accatino - su due titoli. Da Beauty in Action, bellezza in movimento, a Life in Motion. Una sorta di saga divisa in due capitoli". Il concetto chiave è proprio il movimento, declinato in più significati. “È da intendere come cambiamento, ma anche come movimento in senso paralimpico, capace di cambiare le regole e la percezione delle cose. Sarà questo il filo conduttore della cerimonia, insieme a valori universali che parlano al mondo contemporaneo”.
Tra i temi centrali ci sarà la pace, in un periodo storico segnato da numerosi conflitti. “E un argomento importante sarà l’amore, omaggio alla pace e alla vita”. Non mancherà poi il riferimento allo spazio, inteso come diritto all’inclusione. “Parleremo di spaces, cioè del diritto ad avere uno spazio giusto per noi. È un richiamo al mondo che ci circonda, che deve permetterci di esprimerci senza vincoli architettonici”.
La serata vedrà la partecipazione di numerosi ospiti internazionali, ognuno scelto per un significato. "Tra questi Stewart Copeland, storico batterista e fondatore dei Police, che si esibirà in un dialogo musicale con un batterista con disabilità e con una giovane batterista veronese". Ci saranno anche i Meduza, Miky Bionic e Dardust, protagonista di un progetto musicale pensato appositamente per la cerimonia.
Sul palco saliranno inoltre due giovani voci della scena musicale, le ultime due vincitrici di X Factor, Mimì Caruso e Rob, entrambe giovanissime. “Canteranno insieme – precisa Accatino –. Abbiamo voluto affiancarle ad artisti provenienti da altre parti del mondo, è una contaminazione che ci piace”. A Verona, insomma, andrà in scena una cerimonia da non perdere, trasmessa in prima serata su Rai 1. “È un messaggio molto importante e ci tengo a sottolinearlo, soprattutto dopo il grande successo delle Olimpiadi. Portare questo evento in prima serata, pochi giorni dopo Sanremo, è un atto di coraggio e dimostra la consapevolezza dell’importanza delle Paralimpiadi. Seguirla sarà importante, la crescita civile passa anche da questi momenti”. (di Michele Antonelli)

Va in pensione con oltre 100 giorni di ferie non godute e ottiene un indennizzo complessivo stimato in 60mila euro. È uno dei casi chiusi nei primi mesi del 2026 da Consulcesi & Partners, network legale specializzato nella tutela dei professionisti del pubblico impiego. La vertenza si è definita con una transazione in pochi mesi, con il riconoscimento di circa 350 euro per ogni giorno di ferie non fruito. L’azienda sanitaria - informa una nota di C&P - ha inoltre provveduto al versamento degli oneri contributivi correlati all’indennizzo, con effetti positivi anche sul trattamento pensionistico del medico.
Un caso che riporta al centro non solo il tema economico, ma anche quello della tutela del diritto al riposo, particolarmente delicato nel comparto sanitario - si legge - dove carichi di lavoro prolungati e carenze di organico espongono i professionisti a fenomeni di stress cronico e burnout. Sempre in questo inizio d’anno, C&P ha assistito un altro dirigente medico nella definizione di una transazione giudiziale che ha portato a una liquidazione complessiva di 42.000 euro. Con queste ultime definizioni – per oltre 100mila euro complessivi solo nei primi mesi del 2026 – il network legale ha superato il mezzo milione di euro riconosciuto ai propri assistiti dall’avvio del servizio dedicato alle ferie non godute.
Gli ultimi casi seguiti dal network - rende noto C&P - si inseriscono in un contesto di contenzioso in forte espansione su tutto il territorio nazionale. Dall’ultimo monitoraggio del team legale, aggiornato al 28 febbraio 2026, risultano circa 700 pronunce nei soli primi due mesi dell’anno, con una percentuale di accoglimento che si attesta intorno al 98%, mentre i rigetti rappresentano una quota residuale stimata intorno al 2% dei ricorsi presentati. Si tratta di un dato particolarmente significativo se proiettato su base annuale: mantenendo l’attuale andamento, il 2026 potrebbe chiudersi con oltre 4.200 sentenze, consolidando un orientamento giurisprudenziale ormai stabile in favore dei dipendenti pubblici che non hanno potuto fruire delle ferie maturate.
Sul piano economico, le sentenze già pubblicate fino al 28 febbraio hanno comportato il riconoscimento di 3,2 milioni di euro a titolo di indennizzo. Se il trend verrà confermato, i legali C&P stimano che a fine anno si potrebbe arrivare a 19,2 milioni di euro di sorte capitale e 9 milioni di euro di spese legali - dettaglia la nota - per un impatto complessivo stimato in oltre 28 milioni di euro, senza considerare i pagamenti spontanei e le transazioni giudiziarie, che ovviamente non possono verificarsi. “Il quadro che emerge – l’analisi di Bruno Borin, responsabile del team legale di C&P - è quello di un contenzioso ormai strutturale, con un orientamento giurisprudenziale che, nei fatti, riconosce in maniera pressoché costante il diritto alla monetizzazione delle ferie maturate e non godute in assenza di effettiva possibilità di fruizione”.
Oltre il 90% dei procedimenti intentati dai dipendenti della Pa che hanno cessato l’attività riguarda docenti precari. Tuttavia, le liquidazioni più elevate si registrano nel comparto sanitario e negli enti locali: dirigenti medici apicali: in media oltre 50-60 mila euro; infermieri: oltre 10.000 euro; funzionari di enti locali: oltre 16.000 euro.
Le Sezioni regionali di controllo della Corte dei Conti - conclude la nota - hanno evidenziato criticità nella gestione delle ferie arretrate nel Ssn, con stime di oltre 50.000 giornate non godute per il personale in carico a talune amministrazioni regionali. “Secondo la magistratura contabile – chiosa Borin - l’accumulo di ferie pregresse non rappresenta solo una potenziale passività milionaria per le amministrazioni, ma anche un indice di squilibrio organizzativo. La mancata fruizione sistematica del riposo può infatti incidere sulla qualità delle prestazioni e sulla salute psico-fisica del personale, contribuendo ad aumentare il rischio di burnout, soprattutto nei reparti a maggiore pressione assistenziale".

Ridisegnare i processi di cura, con il supporto fondamentale della tecnologia, automatizzando la burocrazia e supportando le decisioni cliniche dei medici perché si possano dedicare ad attività ad alto valore relazionale. Sono alcuni dei contenuti emersi del convegno ‘Innovare modelli organizzativi e tecnologici per garantire sostenibilità e qualità in un’Italia sempre più longeva’ che si è svolto oggi a Roma presso Palazzo Farnese, sede dell’Ambasciata di Francia in Italia, alla presenza dell’ambasciatrice designata Anne-Marie Descôtes. L’evento, promosso da Clariane Italia – parte del Gruppo Clariane, punto di riferimento in Europa per l’assistenza sanitaria e socio-sanitaria - in partnership con il Centro di ricerca sulla gestione dell'assistenza sanitaria e sociale (Cergas) Sda Bocconi, ha riunito rappresentanti delle istituzioni nazionali e regionali, degli ordini professionali e del mondo sindacale, oltre a esperti di management sanitario, per un dibattito che ha messo in luce necessità e proposte volte al rinnovamento del Ssn, di fronte alle sfide demografiche ed economiche del nostro tempo.
La ricerca di Cergas Sda Bocconi - riporta una nota - evidenzia una crisi di sostenibilità strutturale del Ssn alimentata da un ‘deserto demografico’ senza precedenti, che mette a rischio l'attuale equilibrio tra bisogni e risorse. Con una popolazione over 65 che ha raggiunto il 24%, si stima che entro il 2050 la forza lavoro potenziale si ridurrà del 30%, rendendo l'attuale modello organizzativo del Ssn, basato su standard normativi rigidi e sedimentati, non più sostenibile. A oggi, ben il 70% della spesa del Ssn è assorbito dalle cure per i pazienti cronici, una pressione che ha già innescato un razionamento implicito: solo il 49% delle prestazioni è a carico del sistema pubblico, mentre il 51% è a carico delle famiglie che è costretto a ricorrere a spese out-of-pocket o attraverso l’intermediazione di un’assicurazione. Questo scenario - secondo gli esperti - impone un urgente cambio di paradigma per garantire la tenuta del sistema a fronte di risorse umane ed economiche sempre più limitate.
"L’Europa sta vivendo un’epoca di grandi cambiamenti, in particolare demografici, con una popolazione che invecchia rapidamente - afferma Sophie Boissard, Ceo del Gruppo Clariane - sul fronte sanitario si registra un aumento delle malattie croniche, mentre i recenti sviluppi tecnologici alimentano nuove speranze. Clariane, presente in 6 importanti Paesi europei e leader nell’assistenza sanitaria e nel supporto agli anziani, intende contribuire allo sviluppo delle soluzioni di domani".
In questo contesto, “Clariane Italia intende dare il proprio contributo in qualità di privato accreditato nel sostenere il Ssn, che sta attraversando una fase di grande complessità - sottolinea Federico Guidoni, presidente e Ceo di Clariane Italia - La sanità italiana affronterà infatti delle sfide demografiche e finanziarie importantissime. Non ci saranno sufficienti risorse economiche per far fronte a un crescente bisogno legato all'invecchiamento della popolazione né adeguate risorse dal punto di vista del personale”. Il Gruppo “punta quindi a innovare e rinnovare il sistema, offrendo anche nuove forme, nuovi modelli organizzativi, che auspichiamo possano essere condivisi anche nel regolatore pubblico. Ricerca e innovazione – prosegue Guidoni - saranno gli elementi chiave per fornire servizi sempre più su misura e integrati tra loro, con un approccio olistico a trecentosessanta gradi che possa accompagnare le persone dalla prevenzione alla cura. L’obiettivo, attraverso la tecnologia, non è automatizzare la cura, ma riallocare il tempo dei professionisti e le risorse delle strutture verso attività ad alto valore relazionale, garantendo ai pazienti una qualità di vita superiore e una presa in carico realmente globale".
Come evidenziato da Francesco Longo, direttore Oasi, Cergas Sda Bocconi, “il Ssn affronta una crisi di sostenibilità strutturale, e non congiunturale, legata all’invecchiamento della popolazione, alla crescita delle cronicità e a risorse pubbliche destinate a rimanere limitate a causa di una base contributiva che si restringe. In questo scenario, non basta puntare a più finanziamenti: occorre ripensare regole, standard di personale e modelli organizzativi. La tecnologia – in particolare le infrastrutture digitali e l’intelligenza artificiale – può diventare una leva decisiva di sostenibilità, per riallocare competenze e tempo verso attività ad alto valore clinico e relazionale. Governare in modo esplicito l’ibridazione tra risorse pubbliche e private è una condizione necessaria per preservare qualità ed equità del sistema. La sostenibilità futura del Ssn non dipenderà soltanto da quante risorse saranno disponibili, ma dalla capacità di allocarle secondo priorità dichiarate e coerenti con i bisogni reali della popolazione”.
Secondo la ricerca Cergas, è necessario evolvere dagli attuali standard rigidi del personale sanitario, storicamente basati sulla mera presenza fisica (input) verso una regolazione orientata ai risultati di salute (outcome), superando vincoli numerici ormai obsoleti che frenano l'innovazione.
Per garantire i servizi - si legge nella nota - il sistema deve evolvere verso una reale flessibilità, adottando politiche di task-shifting e ricalibrando lo skill-mix, ovvero redistribuire i compiti in modo razionale: liberare i professionisti più specializzati dalle mansioni a basso valore aggiunto, automatizzabili grazie alla tecnologia, per concentrarli sulle necessità cliniche reali. In questo contesto, diventa fondamentale valorizzare figure intermedie ancora sottoutilizzate, come l’assistente infermiere, a metà tra Oss e infermiere, per garantire la tenuta e l’efficienza del sistema.
Sulla cronica carenza di personale, l'innovazione tecnologica si trasforma da semplice supporto amministrativo in una leva strategica fondamentale per la sostenibilità del sistema. Strumenti come l'intelligenza artificiale, la telemedicina o il Fascicolo sanitario elettronico 2.0 - precisano gli esperti - “permettono di ridisegnare i percorsi clinici, automatizzando le incombenze burocratiche e supportando i medici nelle fasi decisionali. L’obiettivo primario è "liberare" tempo professionale: l’Ia applicata agli screening o il monitoraggio remoto nelle Rsa non sostituiscono l’operatore, ma eliminano i compiti ripetitivi per restituire centralità al rapporto umano e alla cura diretta. Questo approccio, secondo gli esperti, abbatte la storica frammentazione informativa tra i diversi settori sanitari, garantendo equità di accesso e una continuità assistenziale che supera i limiti fisici delle strutture attuali, anche grazie a strumenti come la telemedicina.
Il tema del finanziamento è oggi una priorità assoluta per garantire l’equità di un sistema italiano strutturalmente ibrido e frammentato dalla regolamentazione regionale. Attualmente, l’universalismo del Ssn è messo a dura prova da un ‘razionamento implicito’: i cittadini sono costretti a pagare di tasca propria oltre il 25% della spesa sanitaria totale per sopperire a liste d’attesa e carenze della copertura pubblica, difficoltà confermata anche dal 36% delle visite specialistiche e il 35% della spesa farmaceutica ormai a carico dei privati. Per salvaguardare la tenuta del sistema, la soluzione proposta risiede nel 'pooling' delle risorse, ovvero un’integrazione trasparente tra finanziamenti pubblici e privati, come la sanità integrativa, sotto la cabina di regia del Ssn. In questo contesto - conclude la nota - il privato accreditato svolge una funzione pubblica fondamentale e la collaborazione trasparente tra i due mondi è l'unica via per garantire equità e sostenibilità al sistema.

E' stata inaugurata questa mattina, l’Unità di Geriatria del Policlinico Tor Vergata, un nuovo tassello nel potenziamento dell’area Emergenza pensato in modo specifico per rispondere ai bisogni delle persone fragili, degli anziani e dei pazienti affetti da patologie croniche. Al taglio del nastro, insieme con il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, hanno partecipato anche il ministro della Università e della Ricerca Scientifica, Anna Maria Bernini, il rettore dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Nathan Levialdi Ghiron e il direttore generale del Policlinico Tor Vergata, Ferdinando Romano.
Realizzata grazie ai fondi del Giubileo e destinati al Dipartimento di Emergenza e Accettazione (Dea), la nuova unità di degenza, situata al quarto piano della Torre 8, dispone di 20 posti letto ed è già operativa dal 22 gennaio 2026. L’intervento, consegnato nei tempi programmati, costituisce un rafforzamento dell’area dell’Emergenza e Urgenza e nasce dall’esigenza di affrontare l’aumento costante degli accessi al pronto soccorso da parte di pazienti con pluripatologie, condizioni di fragilità clinica e bisogni assistenziali complessi.
La presenza di un’Unità di Geriatria dedicata permette di garantire una presa in carico tempestiva e multidisciplinare, con percorsi assistenziali mirati e personalizzati. L’Unità, diretta dal prof. Davide Canosci Della Morte, responsabile della Uoc di Epatologia, Nutrizione Clinica e Geriatria, comprende 9 stanze doppie e 2 stanze singole, di cui una con bagno accessibile a persone con disabilità. "Gli spazi sono stati progettati per assicurare comfort, sicurezza e continuità assistenziale, elementi fondamentali nella gestione di pazienti fragili e cronici - conclude la Regione Lazio - La ristrutturazione ha interessato circa 1.000 metri quadrati di superficie funzionale, oltre a 300 metri quadrati di aree comuni e spazi di attesa, per un investimento complessivo di 4.209.000 euro".

“L’esempio della Jaguar Land Rover” vittima di un cyberattacco lo scorso agosto “ci dà l'opportunità di riflettere su come colpire un’azienda economica produttrice di automobili, e che incide sul pil di un paese con 5000 aziende di indotto, significhi andare a colpire, a cascata, il tessuto economico di altri paesi, essendo l’indotto non limitato ad un unico territorio. In sostanza si tratta di una crisi sistemica da affrontare in modo multifattoriale, poiché questo mondo è figlio dell’iperconnessione tra dati che assumono un valore in base alla relazione tra loro, delineando così il contesto”. Lo ha detto Nunzia Ciardi, vicedirettrice generale Acn - Agenzia cybersicurezza nazionale - nel suo intervento a Cybersec, la conferenza internazionale in corso a Roma, organizzata dal quotidiano Cybersecurity Italia e giunta alla sua 5^ edizione.
“Sono partita da quest’esempio nel Regno Unito - spiega Ciardi - perché è la prova plastica di quanto ormai lo scenario digitale impatti su ogni aspetto della vita quotidiana di ciascuno di noi, oltre che sulla vita economica e sociale di un paese; in pratica ricade sulla trama che avvolge ogni aspetto della vita digitale e reale”.
Fondamentale, però, la capacità umana nella gestione dello scenario: “Ci garantisce un’enorme possibilità di progresso e di performance produttiva, ma allo stesso tempo di limitare i rischi”. E ancora: “Dobbiamo mettere l’uomo al centro, ma la capacità umana non può fare a meno di essere qualificata per controllare la costante sollecitazione al dominio cognitivo della persona, una sollecitazione che avviene tramite agenti automatici dell’intelligenza artificiale e che impattano, appunto, sulla capacità cognitiva delle persone, sulla loro opinione e sulle democrazie”.
Ma c’è possibilità di difendere i propri valori? Ciardi risponde così: “È un orizzonte continuo che evolve rapidamente e che non dobbiamo stancarci di raggiungere. Noi dobbiamo percorrere una strada e farlo a grande velocità. Se sappiamo che il nostro dominio cognitivo è attaccato da una campagna disinformativa, da un eccesso informativo che ci confonde, allora dobbiamo in qualche modo fornire una narrazione corretta e reale; dobbiamo soprattutto formare persone, formare il singolo, formare l'organizzazione, formare tutti gli strati sociali della società affinché si costruisca quella struttura di anticorpi pronta a gestire e a fronteggiare questo nuovo mondo che avanza in maniera repentina”.Ma c’è possibilità di difendere i propri valori? Ciardi risponde così: “È un orizzonte continuo che evolve rapidamente e che non dobbiamo stancarci di raggiungere. Noi dobbiamo percorrere una strada e farlo a grande velocità. Se sappiamo che il nostro dominio cognitivo è attaccato da una campagna disinformativa, da un eccesso informativo che ci confonde, allora dobbiamo in qualche modo fornire una narrazione corretta e reale; dobbiamo soprattutto formare persone, formare il singolo, formare l'organizzazione, formare tutti gli strati sociali della società affinché si costruisca quella struttura di anticorpi pronta a gestire e a fronteggiare questo nuovo mondo che avanza in maniera repentina”.
Infine un appunto sulla kermesse, giunta alla 5^ edizione, e che la vicedirettrice ha seguito fin dall’esordio: “Trovo molto interessante l'evento nella centralità e nell'evoluzione degli argomenti odierni. Quando parlo di interconnessione di dati, parlo ovviamente di interconnessioni di mondi, ed eventi come questo mettono in connessione punti di vista, sfere differenti, istituzioni diverse. E questo è fondamentale per costruire quella consapevolezza diffusa di cui parlavo prima, una consapevolezza che ci può in qualche modo difendere, o che può contenere i rischi davanti ai quali la società digitale ci pone”.

La morte della guida suprema iraniana Ali Khamenei in un attacco israeliano ha riportato al centro una questione spesso sottovalutata: le infrastrutture digitali delle città – telecamere, sensori, reti di gestione urbana – non sono solo strumenti per migliorare la mobilità o l’efficienza energetica. Possono diventare anche piattaforme di intelligence strategica.
Secondo Rosario Cerra, presidente del Centro economia digitale, il caso di Teheran dimostra come le smart city siano ormai parte integrante della competizione geopolitica e della sicurezza nazionale. In questa intervista con l’Adnkronos spiega perché le città intelligenti rappresentano un nuovo campo di battaglia tecnologico e perché l’Europa deve costruire una propria sovranità tecnologica.
Cosa rivela l’operazione che ha portato alla morte di Ali Khamenei?
Rivela qualcosa che gli esperti di sicurezza sanno da tempo: le infrastrutture digitali delle città sono anche strumenti di sorveglianza strategica. Nel caso di Teheran, non è stata sorprendente solo la precisione dei missili, capaci di colpire bersagli estremamente piccoli da oltre mille chilometri di distanza. La vera sorpresa è ciò che era accaduto anni prima, in silenzio: quasi tutte le telecamere del traffico della capitale iraniana erano state violate e le loro immagini venivano trasmesse in tempo reale a server esterni.
Questo ha permesso di costruire quello che l’intelligence definisce pattern of life: una mappatura continua e granulare di come una città si muove, respira e si organizza. Quando si conosce una città come la strada in cui si è cresciuti, qualsiasi anomalia diventa immediatamente visibile.
Le smart city nascono con obiettivi molto diversi: mobilità, sostenibilità, servizi urbani.
Nessuno di quegli obiettivi è falso. Le smart city promettono semafori intelligenti, sistemi di sicurezza più efficaci, reti di sensori per l’energia e piattaforme integrate per i servizi pubblici. Il punto è che queste infrastrutture possono fare molto di più. Una telecamera a un incrocio non vede solo le automobili: vede volti, comportamenti ricorrenti, anomalie. Se collegata a sistemi di riconoscimento facciale e analisi delle reti sociali, diventa un nodo di raccolta di intelligence. Moltiplichiamo questo per migliaia di dispositivi e otteniamo una piattaforma di sorveglianza persistente sull’intera popolazione urbana.
Lei sostiene che esiste un rischio ancora più insidioso di quello emerso a Teheran.
Il fatto che il rischio possa essere incorporato nel sistema stesso. A Teheran un attore esterno ha violato l’infrastruttura. Ma cosa accade quando il produttore dell’infrastruttura ha obblighi legali verso un governo straniero e i suoi apparati di intelligence?
Il caso più noto è quello della Cina. Dal 2017 una legge sull’intelligence nazionale impone alle aziende di sostenere e cooperare con le attività di intelligence dello Stato. Questo obbligo si applica a tutte le aziende soggette alla giurisdizione cinese, indipendentemente dal luogo in cui i loro prodotti vengono installati.
Parliamo di aziende come Huawei, Hikvision, ZTE o Dahua, che hanno installato infrastrutture di sicurezza urbana in oltre cento Paesi. In molti casi questi sistemi costituiscono la spina dorsale della videosorveglianza urbana e vengono gestiti anche da remoto.
Nel vostro rapporto sulla High-Tech Economy[1] sostenete che la tecnologia è diventata una questione di potere geopolitico. In che modo le smart city rientrano in questo paradigma?
Nel nostro rapporto abbiamo sostenuto che la tecnologia non è più solo un fattore produttivo o un servizio abilitante. È diventata il perno attorno al quale ruotano la sovranità e la rilevanza geopolitica delle nazioni.
La smart city rende questa dinamica molto concreta. L’infrastruttura urbana digitale – telecamere, sensori, reti di connettività e piattaforme di gestione dei dati – non è semplicemente un servizio municipale. È il nodo fisico della High-Tech Economy: il punto in cui raccolta dati, algoritmi e controllo in tempo reale si fondono.
I dati generati da una smart city non sono dati municipali. Sono una rappresentazione dinamica di come funziona una nazione, di dove si trovano le sue vulnerabilità e di come si muovono i suoi decisori.
Questo ci porta al tema del dual use. Le città stanno diventando parte del perimetro della sicurezza nazionale?
Esattamente. Il concetto di dual use – tecnologie civili utilizzabili anche in ambito militare o di sicurezza – esiste da tempo. Pensiamo all’aerospazio o alla crittografia. La differenza oggi è la scala. Le tecnologie dual use non sono più confinate a settori industriali altamente specializzati. Sono nei semafori, nelle stazioni, negli ospedali, nei parcheggi.
Di conseguenza il perimetro della sicurezza nazionale si è spostato dentro le città. Non alle frontiere o nelle basi militari, ma nelle infrastrutture urbane quotidiane.
Le amministrazioni locali sono consapevoli di questa dimensione?
Spesso no. Quando un comune acquista sistemi di videosorveglianza o piattaforme di gestione urbana pensa di prendere una decisione tecnica o di bilancio. In realtà sta prendendo una decisione di sicurezza nazionale.
Il problema è che molte amministrazioni locali non hanno né le competenze né i quadri normativi necessari per valutare il rischio geopolitico di queste scelte.
Negli ultimi anni diversi Paesi hanno iniziato a vietare alcune tecnologie.
È un passo necessario, ma non sufficiente. Gli Stati Uniti hanno vietato gli acquisti federali di prodotti Hikvision e Dahua. L’Australia ha rimosso queste telecamere dagli edifici governativi sensibili. Il Regno Unito ha imposto l’uscita di Huawei dalle reti 5G. Anche l’India sta rafforzando i controlli sulle telecamere importate.
Il problema è che queste misure spesso arrivano tardi: le infrastrutture sono già installate e continuano a funzionare. E molti enti locali non rientrano nelle categorie coperte dai divieti.
Qual è allora la vera sfida per l’Europa?
La sfida non è solo difensiva. Non basta vietare o rimuovere tecnologie rischiose. Bisogna costruire un ecosistema alternativo solido e competitivo, basato su alleanze con partner affidabili.
L’Europa deve smettere di essere solo un mercato per tecnologie sviluppate altrove e diventare protagonista della loro progettazione, con architetture aperte, audit indipendenti e governance trasparente.
Investire in un’industria europea della sicurezza urbana non è solo una questione economica: è un posizionamento geopolitico.
In concreto, cosa dovrebbero fare oggi i governi europei?
Servono interventi su tre livelli.
Il primo è normativo: le gare pubbliche per infrastrutture di sorveglianza urbana devono includere criteri di rischio geopolitico simili a quelli adottati per il 5G.
Il secondo è architetturale: i sistemi di smart city devono essere progettati secondo principi di security by design, con cifratura end-to-end, separazione delle reti e localizzazione dei dati.
Il terzo è strategico: l’Europa deve investire nella costruzione di capacità tecnologiche proprie, invece di limitarsi a escludere i competitor. La sovranità tecnologica proattiva significa avere alternative credibili da offrire.
Siamo entrati nel paradosso delle smart city?
Più una città diventa intelligente, connessa e integrata, più diventa trasparente. E in un contesto geopolitico ostile la trasparenza può diventare vulnerabilità. A Teheran le telecamere erano anche occhi altrui. In qualche altra città del mondo potrebbe accadere la stessa cosa, senza neppure bisogno di un attacco informatico. Perché la porta potrebbe essere già aperta dall’interno. (di Giorgio Rutelli)
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