
(Adnkronos) - "I principali trend socio demografici in Italia mostrano un invecchiamento della popolazione e un calo della fertilità. Questo fa sì che la popolazione nativa è sempre in decrescita. Come può l’economia italiana, e il settore welfare in particolare, rispondere ai problemi e ai bisogni di una popolazione che è sempre più anziana? Essere dotati di un 'ecosistema longevity' vuol dire avere un ecosistema tecnologico, infrastrutturale e assicurativo che possa aiutare a far fronte ai bisogni di questa popolazione che invecchia". Così Cristian Losito, partner, financial services, consulting di EY, alla seconda giornata di lavori degli 'Insurtech Days 2026', un evento organizzato a Milano da Italian Insurtech Association, dal titolo 'Life, Health & Longevity', la giornata interamente dedicata all’evoluzione dei modelli assicurativi in ambito vita, salute e longevità, in risposta a nuovi bisogni demografici, sociali e tecnologici.
"Un altro tema demografico importante sono i nuclei familiari, che sempre spesso sono nuclei composti da una o due persone e non più una 'famiglia tradizionale' con uno o piú figli - ha aggiunto - Questo fa sì che la cura degli anziani diventerà un aspetto più critico e, di conseguenza, tutti i servizi connessi con l’assistenza all'anziano saranno sempre più importanti e al centro dell'economia".

(Adnkronos) - "Il ruolo delle compagnie di assicurazione sta cambiando e si sta ampliando, perché siamo noi assicuratori che pensiamo sia opportuno fornire un valore più ampio ai nostri soci e clienti. Il cambiamento in atto, però, è dato anche dal fatto che i clienti stanno vedendo in noi degli operatori a cui si possono affidare sempre di più, anche per tematiche ulteriori rispetto al nostro mestiere principale, che è quello delle polizze assicurative. C’è grande effervescenza in questo periodo e grandi cambiamenti che stanno per arrivare". Sono le parole di Matteo Cattaneo, Ceo Reale Services e Group Chief Transformation & Services Development Office di Reale Mutua, alla seconda giornata di lavori degli 'Insurtech Days 2026', un evento organizzato a Milano da Italian Insurtech Association, dal titolo 'Life, Health & Longevity', la giornata interamente dedicata all’evoluzione dei modelli assicurativi in ambito vita, Salute e Longevità, in risposta a nuovi bisogni demografici, sociali e tecnologici.
"Il tema della salute o del welfare sono temi fondamentali per tutti noi come persone - ha aggiunto -, ma sono anche temi che, con più naturalezza, si può provare a portare avanti come compagnia assicurativa, nell'ampliamento del nostro perimetro di attività dei servizi che forniamo. Per noi, infatti, questo principio di prevenzione, protezione e cura, è un paradigma che vogliamo seguire, realizzare e portare con valore, affidabilità e qualità a tutti i nostri soci e clienti", ha concluso.

(Adnkronos) - "Il ruolo delle assicurazioni sta evolvendo. Diventano, infatti, sempre più centrali i temi relativi alla salute e, in questo senso, l'assicurazione evolve e diventa attore di un ecosistema complesso che mira non a gestire dei premi e dei sinistri, ma a gestire la salute dei clienti in maniera che, alla fine del viaggio, il valore sia maggiore per tutti, soprattutto per i clienti assicurati, che devono averne un beneficio in termini di qualità della salute e anche minor complessità nella sua gestione". Lo ha detto Massimo Tessitore, Ceo InSalute Servizi, in occasione della seconda giornata di lavori degli 'Insurtech Days 2026', un evento organizzato a Milano da Italian Insurtech Association, dal titolo 'Life, Health & Longevity'. "Questo modello pro-attivo, in cui si decide un piano di prevenzione, ossia cosa si deve fare per gestire e tutelare la salute in modo preventivo - ha aggiunto -, prevede una vera transizione di ruolo per tutti gli agenti e gli attori in campo. Ci sono alcune cose fondamentali da fare perché il sistema stia in piedi, ossia, in estrema sintesi, affinchè i cittadini abbiano una salute migliore e il costo della prevenzione di un ampio set di persone sia inferiore o uguale al risparmio che si ha per una gestione di emergenza della salute".
"La prima è la 'precision prevention' - ha spiegato -: non fare prevenzione indiscriminata a tutti, che non sarebbe sostenibile per il sistema sanitario né per le assicurazioni, ma avere dati e modelli predittivi efficaci per decidere con precisione chi sottoporre a prevenzione, in quale momento della vita e con quali analisi. La seconda è avere un rapporto di lungo periodo, in cui ci si affida a un partner della salute e non si sceglie un'assicurazione. Se il rapporto non è di lungo periodo, gli incentivi non possono essere allineati. La terza ed ultima cosa è un allineamento di incentivi, anche sulle strutture sanitarie. Per far questo il valore creato deve essere maggiore per tutti. La parte di cittadini che deve avere diritto a una gestione proattiva della salute - ha concluso Tessitore - deve essere quasi estensiva, solo così ne beneficerà anche il sistema sanitario nazionale con la riduzione della spesa".
Le costruzioni muovono un terzo dell'economia sarda e la crescita
dell'occupazione regionale è dovuta solo a questo settore, con
15mila occupati in più negli ultimi sei anni. È quanto emerso
nell'indagine commissionata dalla Fillea Cgil Sardegna al centro di
ricerche nazionale Cresme presentata in Camera di Commercio a
Sassari alla presenza del segretario generale della Fillea Cgil
nazionale Antonio Di Franco.
Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

"A venticinque anni dalla nascita dei fondi interprofessionali, una ricerca Adapt realizzata per For.Te. fotografa luci e ombre della formazione continua in Italia. Tra il 2008 e il 2023, solo il 68,5% delle risorse raccolte attraverso il contributo dello 0,30% è stato effettivamente destinato alla formazione, mentre 4,5 miliardi di euro sono rimasti fuori dal sistema a causa di prelievi e mancate adesioni. Lo studio evidenzia inoltre forti differenze nei livelli di adesione tra i diversi fondi e propone una riflessione sul futuro della formazione continua e sul ruolo dei fondi interprofessionali nelle trasformazioni del mercato del lavoro". E' quanto emerge dalla ricerca Adapt 'I Fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua venticinque anni dopo: bilancio e rilancio di una esperienza' curata dal giuslavorista Michele Tiraboschi che Adnkronos/Labitalia ha potuto visionare.
"Manca ancora oggi - si legge - una prospettiva di sistema, capace di raccordare i Fondi con i sistemi di relazioni industriali da cui hanno origine, i relativi contratti collettivi e la bilateralità di settore, da una parte, e con l’attore pubblico in una logica paritetica e collaborativa, nella progettazione e implementazione delle politiche formative, dall’altra. Rispetto a questa, originaria, visione sistemica i Fondi si sono piuttosto affermati in molti casi come soggetti autonomi e spesso sganciati dalla contrattazione collettiva di riferimento. Quest’ultima, allo stesso tempo, ha valorizzato solo in modo marginale le potenzialità dei Fondi. Sussistono ancora oggi, infatti, ampi spazi per una migliore sinergia tra le politiche contrattuali e il ruolo dei Fondi".
"Ripensarne oggi funzione e ruolo nei moderni mercati del lavoro - osserva - significa tornare all’origine dei Fondi, adottando una prospettiva di sistema collocandoli in un orizzonte più ampio di governance del lavoro e delle politiche formative, valorizzando il loro legame con le relazioni industriali e promuovendo l’integrazione strutturale con la contrattazione collettiva e la bilateralità, così da sostenere e rilanciare la competitività dei settori economici, la produttività e l’occupabilità dei lavoratori".
Dati alla mano: le risorse complessive generate dal contributo obbligatorio dello 0,30% sono cresciute in modo costante negli ultimi quindici anni: dal 2008 al 2023 il gettito è aumentato da circa 717 milioni a oltre 1 miliardo di euro. Tuttavia, una parte rilevante di queste risorse continua a non finanziare direttamente i Fondi interprofessionali. Con riferimento al 2023, le risorse complessivamente raccolte attraverso il contributo dello 0,30% ammontavano a circa 1,1 miliardi di euro. Di questo totale, il 70,4% – pari a 777,7 milioni di euro – è stato effettivamente destinato ai Fondi interprofessionali. Adottando un’ottica di lungo periodo, tra il 2008 e il 2023 sono stati prelevati complessivamente circa 14,3 miliardi di euro come ammontare dello 0,30%. Di questi, soltanto 9,8 miliardi (pari al 68,5% del totale) hanno alimentato i fondi interprofessionali, mentre circa 4,5 miliardi (pari al 31,5%) sono rimasti fuori dal sistema, trovando quindi altre destinazioni.
Il mancato afflusso della quota restante ai Fondi paritetici è dovuto a due fattori distinti. Da un lato, una parte del contributo è destinata ad altri strumenti pubblici in conseguenza della scelta di alcune imprese di non destinare lo 0,30% ai Fondi interprofessionali. Dall’altro lato, opera un prelievo strutturale pari a 120 milioni di euro l’anno, introdotto dalla legge n. 190 del 2014, che si applica indipendentemente dalle decisioni delle imprese in materia di adesione ai Fondi interprofessionali. Nel loro insieme, questi due meccanismi concorrono a spiegare lo scostamento tra le risorse complessivamente raccolte e quelle effettivamente affluite ai Fondi.
Di fatto, nel 2023 soltanto lo 0,21% della retribuzione imponibile ha alimentato i Fondi interprofessionali, ben al di sotto dello 0,30% previsto dalla normativa, un andamento che si ripete in modo costante nell’intero periodo 2008–2023.
765mila imprese aderenti a 19 realtà esistenti
L’estensione del sistema dei Fondi paritetici interprofessionali appare significativa: nel 2023 erano circa 765 mila le imprese che hanno aderito a un fondo. Si tratta, approssimativamente, del 48% delle aziende italiane con dipendenti. Tuttavia, una quota significativa di imprese rimane esterna al sistema, con risorse che confluiscono nella gestione ordinaria dell’Inps. Questo dato solleva interrogativi sulla capacità dei Fondi di raggiungere la totalità della platea potenziale, in particolare quella parte del tessuto produttivo che, per dimensione o caratteristiche organizzative, fatica ad attivare politiche strutturate di formazione continua. Il sistema dei Fondi si presenta oggi articolato in 19 realtà, fortemente eterogenee per storia, governance, modello di rappresentanza e composizione delle imprese aderenti. Esso comprende Fondi storici, come FondArtigianato, Fon.Coop, Fondimpresa, For.Te. e Fapi, istituiti nei primi anni Duemila, accanto a Fondi di più recente costituzione, quali Fondo Innova, Fondo conoscenza, FondItalia e Fondolavoro.
La stragrande maggioranza delle aziende che aderiscono ai Fondi è costituita da micro e piccole imprese: le prime rappresentano il 78% delle aderenti, le seconde il 18,4%. Le imprese medie e grandi sono residuali, appena il 3,6% del totale. Questa configurazione, coerente con la prevalenza di micro e piccole imprese nel Paese, influenza anche la domanda di formazione: realtà di dimensioni ridotte, con organici contenuti e processi interni meno strutturati, tendono a richiedere interventi formativi più brevi, modulari e adattabili ai propri vincoli operativi. Esistono, tuttavia, Fondi con profili molto diversi: alcuni raccolgono prevalentemente imprese di piccolissime dimensioni, mentre altri, come Fondo Banche Assicurazioni o Fondimpresa, aggregano aziende mediamente più strutturate. L’eterogeneità riguarda anche la distribuzione territoriale e quella settoriale. Nel 2022 le adesioni risultano complessivamente equilibrate tra regioni del Nord-ovest (26%), Nord-est (23,1%), Centro (20,4%) e Mezzogiorno (30,5%), ma con forti concentrazioni locali di singoli Fondi. Allo stesso modo, alcuni Fondi mantengono una specializzazione settoriale molto marcata – come For.Te. nel commercio, nella ricettività e nella logistica, For.Agri nell’agricoltura, Fondoprofessioni nei servizi avanzati o Fondo Banche Assicurazioni nel settore finanziario – mentre altri, come Fonarcom, presentano una composizione più trasversale e diversificata.
Negli ultimi quindici anni la struttura settoriale complessiva del sistema si è trasformata, seguendo la progressiva terziarizzazione dell’economia italiana: il peso del manifatturiero si è ridotto per molti Fondi, mentre sono cresciuti commercio, turismo e soprattutto servizi alle imprese, ICT e attività ad alta intensità di conoscenza. Tuttavia, la forte variabilità nelle traiettorie dei singoli fondi, con riferimento alla loro capacità di penetrazione settoriale, suggerisce che accanto ai trend strutturali dell’economia operino anche dinamiche competitive e strategie di posizionamento differenziate che possono portare a significativi riassestamenti nella composizione settoriale di ciascun fondo. In particolare, l’apertura di alcuni fondi verso settori diversi da quello di riferimento, pur potendo riflettere logiche di tipo economico, rischia di allontanarli dal loro modello originario, fondato su una stretta connessione con i sistemi di contrattazione collettiva settoriale, con possibili implicazioni sulla capacità di rispondere in modo mirato alle esigenze formative specifiche dei diversi comparti produttivi e dei lavoratori che vi operano, nonché sul loro raccordo con i relativi sistemi di relazioni industriali.
For.Te. esempio integrazione con relazioni industriali
Il Fondo For.Te. rappresenta uno dei casi più rilevanti all’interno del sistema dei Fondi paritetici interprofessionali, sia per dimensioni sia per collocazione nel sistema di relazioni industriali del terziario di mercato, la cui evoluzione nel tempo mostra plasticamente le criticità sperimentate dai Fondi e le opportunità che possono cogliere. Costituito nel 2001 su iniziativa di Confcommercio, Confetra, Abi e Ania, insieme a Cgil, Cisl e Uil, For.Te. si colloca sin dalle sue origini all’interno di un perimetro contrattuale ampio ma riconducibile a sistemi di rappresentanza comparativamente rappresentativi e ben consolidati.
Il Fondo ha inoltre avviato un percorso di semplificazione e digitalizzazione delle procedure, intervenendo su piattaforme, sistemi di gestione e processi amministrativi. Tale scelta risponde all’esigenza di ridurre i costi indiretti della formazione, spesso percepiti dalle imprese come un ostacolo all’utilizzo delle risorse, e di ampliare la platea dei beneficiari effettivi, in particolare tra le micro e piccole imprese. Il fondo ha poi scelto, a partire dal 2019, di introdurre negli avvisi la necessità di progettare la formazione per competenze e micro competenze, elemento ulteriormente rafforzato dall’implementazione a partire dal 2022 di digital badge riconosciuti ai partecipanti dei percorsi formativi finanziati dal fondo. L’esperienza di For.Te. mostra quindi un progressivo orientamento verso la messa in trasparenza e la valorizzazione degli apprendimenti, dalla fase di progettazione fino alla loro registrazione. Nel complesso, il 'caso For.Te.' evidenzia come un fondo interpro fessionale possa svolgere una funzione non meramente finanziaria, ma di infrastruttura di sistema, capace di sostenere la qualificazione del lavoro e la competitività delle imprese, a condizione di mantenere un saldo ancoraggio alle relazioni industriali e di investire sulla qualità della formazione. L’esperienza di For.Te. si configura come un caso avanzato ma non isolato: un modello che mostra tanto le possibilità quanto i limiti dell’attuale assetto dei Fondi interprofessionali, e che fornisce indicazioni rilevanti per un loro rilancio in una prospettiva realmente sistemica.
Il nodo irrisolto del rapporto con i sistemi delle relazioni industriali
Il nodo centrale che emerge dal bilancio dei primi venticinque anni dei Fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua riguarda il rapporto irrisolto tra Fondi interprofessionali e sistemi di relazioni industriali. E' quanto emerge dalla ricerca Adapt 'I Fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua venticinque anni dopo: bilancio e rilancio di una esperienza' curata dal giuslavorista Michele Tiraboschi che Adnkronos/Labitalia ha potuto visionare. La proliferazione dei Fondi, favorita da un criterio 'debole' di selezione delle parti costituenti, ha prodotto una frammentazione che rispecchia e amplifica quella della contrattazione collettiva, in particolare nel terziario di mercato, e ha innescato una competizione non giocata sulla qualità della formazione erogata quanto sulla sua accessibilità.
Un fondo costituito da parti sociali poco rappresentative rischia infatti di compromettere la qualità della formazione finanziata, che dipende dalla condivisione dei piani con le parti sociali a livello aziendale, territoriale o settoriale. Parti poco rappresentative potrebbero non garantire un presidio adeguato di questo processo, perché non presenti in tutti i livelli richiamati e in particolare a livello aziendale, riducendolo ad un mero adempimento burocratico e privando così la formazione finanziata dai Fondi di uno dei suoi elementi più qualificanti. In generale, l’eterogeneità tra i Fondi rischia di produrre anche effetti distorsivi sul piano della competizione tra gli stessi, in presenza di regole non sempre chiare né applicate in modo uniforme all’interno del sistema. Questa situazione finisce per penalizzare proprio quei Fondi che, più di altri, hanno investito con convinzione nel rispetto rigoroso delle procedure. La frammentazione, dunque, non appare soltanto potenzialmente dannosa per la qualità della formazione finanziata — anche a causa della difficile condivisione dei piani e della limitata capacità di analisi dei fabbisogni da parte di Fondi promossi da parti sociali poco rappresentative — ma rischia anche di svantaggiare i soggetti più virtuosi, in un contesto in cui i controlli risultano ancora poco orientati alla verifica della qualità della formazione erogata e al contrasto di possibili abusi.
In assenza di un saldo ancoraggio ai contratti collettivi comparativamente più rappresentativi, i Fondi rischiano di operare come soggetti in competizione su un mercato della formazione, piuttosto che come infrastrutture di sistema orientate alla qualità e alla coerenza degli investimenti formativi con i fabbisogni espressi dal settore di riferimento, ed integrati con gli altri strumenti introdotti dai contratti collettivi e dalla relativa bilateralità. In definitiva, come soggetti autonomi, sganciati da precisi sistemi di relazioni industriali.
E' questo un elemento particolarmente critico, emerso nel tratteggiare il bilancio di questi primi venticinque anni di operatività, e che si può notare analizzando i contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali che costituiscono i Fondi, dove questi ultimi sono raramente menzionati e con ruoli ancora troppo marginali rispetto alle loro potenzialità nell’ambito dell’anticipazione dei fabbisogni formativi di settore, di finanziamento di attività formative, di riconoscimento delle competenze acquisite e, più in generale, nel supporto alla competitività delle imprese a partire da un robusto investimento nella formazione dei lavoratori.
La formazione continua rimane spesso un intervento episodico, poco integrato nelle dinamiche di sviluppo professionale e organizzativo, e raramente utilizzato come leva per accompagnare transizioni occupazionali, innovazioni tecnologiche e riorganizzazioni produttive. Tale raccordo si sarebbe potuto esercitare, e ancora oggi può essere concretamente costituito, ponendo i Fondi in dialogo con i contratti collettivi sottoscritti dalle loro parti costituenti. Più in generale, la stessa contrattazione dovrebbe orientarsi verso una maggior valorizzazione delle politiche formative, promuovendo così un migliore allineamento tra le strategie contrattuali e il ruolo giocato dai Fondi.
Favorire il ricorso - ancora limitato - alla formazione finanziata dai Fondi, migliorarne la qualità, il dialogo con il sistema pubblico e l’integrazione con le relazioni industriali richiede di ripensarne il ruolo presente e futuro non come enti autonomi o autore ferenziali ma come luoghi di coprogettazione delle competenze utili alla competitività e all’occupabilità, tasselli di un sistema pubblico-privato articolato e piattaforme per governare, investendo sulle competenze dei lavoratori e in stretto raccordo con sistemi di relazioni industriali, le trasformazioni che attraversano e che attraverseranno i mercati del lavoro.
(di Sabrina Rosci)

CAPOTERRA – Un giovane di appena 20 anni, Dario Paolo Garau, ha perso la vita in un terribile incidente stradale lungo la statale 195 nel Sulcis. Il ragazzo, originario di Capoterra, stava rientrando dalle spiagge quando il suo scooter si è scontrato frontalmente con un camper. L'impatto non gli ha lasciato scampo.
La Dinamica
Secondo una prima ricostruzione, il giovane stava percorrendo la SS 195, probabilmente di rientro da una giornata al mare, quando per cause ancora in corso di accertamento si è scontrato con il mezzo pesante. I rilievi sono affidati ai Carabinieri, che hanno lavorato per ricostruire l'esatta dinamica e raccogliere le testimonianze dei presenti.
Il Cordoglio
La notizia della morte di Dario Paolo Garau ha gettato nello sconforto l'intera comunità di Capoterra. Amici e conoscenti si sono stretti attorno alla famiglia del ragazzo in questo momento di immenso dolore.
La Strada
Il tratto di statale è stato immediatamente chiuso al traffico per consentire le operazioni di soccorso e i rilievi. Il traffico è rimasto bloccato per diverse ore. La dinamica dell'incidente è al vaglio degli inquirenti, che cercano di fare luce sulle cause dello schianto. L'ennesima giovane vita spezzata sulle strade sarde.

(Adnkronos) - Sono stati i rumori in strada ad allarmare i residenti del quartiere torinese del Lingotto che nella notte tra sabato e domenica hanno chiamato i carabinieri. Giunti sul posto i militari hanno sorpreso in uno studio dentistico un uomo con passamontagna intento a frugare nei cassetti della reception. Fermato, è stato trovato in possesso di arnesi da scasso e in tasca di una ricetrasmittente, strumento. A quel punto i carabinieri fingendosi l’autore del colpo si sono messi in contatto con gli eventuali complici.
Quando il finto ladro li ha invitati a pochi isolati dal luogo del colpo per spartirsi il bottino, un 57enne e un 67enne entrambi italiani, giunti sul posto hanno trovato ad attenderli i militari che li hanno arrestati in flagranza di reato insieme al 65enne per tentato furto aggravato e portati in carcere a disposizione della Procura.

(Adnkronos) - Paura per Andreas Muller. Il ballerino, marito di Veronica Peparini, ha raccontato sui social di essere corso in ospedale dopo aver accusato un malore a causa di un alimento.
Il coreografo e ballerino ha spiegato che si trovava a Sapri, in provincia di Salerno, per lavoro quando ha avuto una "forte reazione allergica" mentre stava pranzando: "Ho iniziato a sentire le palpitazioni ovunque, ho visto il mio corpo diventare rosso nel giro di pochi minuti e pieno di macchine", ha raccontato attraverso le Instagram stories.
Muller ha ammesso di essersi spaventato perché "non mi era mai successa una cosa del genere". Per cui, continua il ballerino, "preso dall'ansia ho deciso di andare subito al pronto soccorso e farmi vedere senza fare il supereroe". Arrivato in ospedale, il ballerino ha raccontato di essere stato preso in cura: "Mi hanno dato il cortisone e l'antistaminico che hanno, nel giro di qualche ora, risolto il problema".
Ora, non resta da capire il motivo della reazione allergica: "Credo possa esser stato il tonno, il pistacchio o il cavolo viola. In ogni caso farò i test per le allergie perché mi sono veramente spaventato". E ha concluso con un consiglio rivolto ai follower: "Fateli anche voi perché non lo auguro a nessuno, non sottovalutate la cosa".

(Adnkronos) - Mangiare correttamente fa bene alla salute. E anche alle tasche di chi vive in condizioni di fragilità economica. È quanto emerge da uno studio della Tufts University condotto su larga scala in Massachusetts su oltre 1.800 beneficiari di Medicaid (il programma sanitario statunitense per persone a basso reddito) che hanno ricevuto pasti personalizzati, preparati e consegnati a domicilio secondo le indicazioni di un medico esperto in nutrizione. Ad analizzare per l'Adnkronos Salute il lavoro scientifico è Alessandro Laviano, direttore Nutrizione clinica dell'Azienda ospedaliero-universitaria Sant'Andrea di Roma, che spiega in questa intervista i risultati della ricerca pubblicata su 'Nature Medicine'.
"I risultati di questa ricerca - spiega il professor Laviano - sono stati sorprendenti: chi ha seguito una dieta personalizzata ha registrato il 31% in meno di ricoveri ospedalieri e il 20% in meno di accessi al pronto soccorso. In termini pratici, significa 443 ricoveri e 403 visite in meno ogni 1.000 persone trattate, in soli 6 mesi di osservazione. Numeri che testimoniano importanti risparmi sia per quanto riguarda la salute dei pazienti sia per quelli che sono i costi del sistema sanitario". Altro elemento rilevante è quello legato alle patologie. "Noi medici non facciamo altro che ripetere la lezione di Esculapio: 'che il cibo sia la tua medicina…'. I vantaggi di seguire una dieta controllata, infatti, secondo quanto dice la ricerca, sono stati ancora più marcati tra chi soffre di malattie cardiovascolari, diabete, insufficienza renale cronica o depressione. E - continua il direttore - sempre valutando anche l'aspetto economico, possiamo dire che i risparmi netti sono stati ancora più elevati, arrivando fino a 10.450 dollari per i pazienti con problemi cardiaci e oltre 12.000 dollari per quelli con insufficienza renale".
Quindi come nutrizionista cosa consiglierebbe a un paziente che già segue una terapia farmacologica? "Prima di tutto di evitare il fai da te e quindi di rivolgersi a un centro specializzato e di seguire un regime adattato alle esigenze cliniche e alle preferenze alimentari del paziente, dopo una attenta valutazione nutrizionale iniziale. L'integrazione di cibo sano nella cura clinica può migliorare rapidamente la salute dei pazienti più fragili e ridurre anche i costi per il sistema sanitario. Il modello usato in questa ricerca potrebbe essere sperimentato anche qui da noi perché investire in alimentazione personalizzata per i pazienti più vulnerabili non è solo una scelta etica, ma anche una strategia efficace per migliorare la salute pubblica e contenere la spesa sanitaria".

(Adnkronos) - Jasmine Paolini torna in campo a Wimbledon 2026 a caccia di un posto ai quarti di finale. Oggi, lunedì 6 luglio, la trentenne toscana affronta la 21enne filippina Alexandra Eala - in diretta tv e streaming - agli ottavi dello Slam di Londra. L'azzurra ha superato la greca Maria Sakkari al terzo turno, in un match chiuso in due rapidi set, mentre Eala arriva dalla sorprendente vittoria contro la polacca Iga Swiatek, campionessa 12 mesi fa sull'erba londinese.
La vincente di questo match sfiderà l'ucraina Marta Kostyuk.

(Adnkronos) - Tra le 250 mila persone presenti al concerto di Ultimo a Tor Vergata c'era pure la sua ex fidanzata, Federica Lelli. È lei la musa che ha ispirato il cantautore romano - protagonista del concerto record che si è tenuto sabato 4 luglio - a scrivere alcuni dei brani più iconici della sua carriera e presenti tra le canzoni che hanno composto la scaletta dello show, come '22 settembre'.
La ragazza è stata ripresa mentre ballava, cantava e si scatenava durante il concerto. Tra i due, infatti, è rimasto un ottimo rapporto. Niccolò Moriconi e Federica Lelli sono stati legati sentimentalmente per due anni, quando nel 2019 le loro strade si sono divise. Ma tra i due è rimasto un profondo rapporto di stima e rispetto reciproco.
Al fianco dell'artista non poteva mancare l'attuale compagna, Jacqueline Luna Di Giacomo che ha mostrato sui social grande supporto al fidanzato. I due lo scorso 30 novembre 2024 sono diventati genitori del piccolo Enea.

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....

Ad Alghero Abbanoa dismetterà mercoledì prossimo, 8 luglio, la
vecchia condotta idrica in via Deledda, all'angolo con via Leonardo
Da Vinci, già sostituita di recente. Durante i lavori, previsti
dalle 8 alle 20, sarà interrotta l'erogazione idrica nei seguenti
distretti: 1 Mazzini - Carrabuffas; 2 Pivarada - Porto; 3 Alghero
Sud - Sant'Anna, dove saranno possibili cali di pressione e
temporanee interruzioni. Il servizio riprenderà a pieno regime a
conclusione dei lavori.
Sono lunghe quasi 10 chilometri le nuove reti
idriche che il gestore idrico sta realizzando in città con un
investimento di oltre 7,2 milioni di euro: Alghero è tra i
principali centri su cui Abbanoa sta investendo risorse del Fondo
sociale di sviluppo e coesione destinate a "Interventi di rilevanza
strategica regionale per il settore idrico".
La città, ricorda la società, è stata
interessata da tre maxi-appalti: il lotto A riguarda le zone del
Carmine, Manzoni, De Gasperi, Pietraia e Sant'Anna; il lotto B
riguarda Fertilia mentre il lotto C il Centro storico e Giovanni
XXIII.
L'intervento lavori di mercoledì rientra nel
primo e più consistente lotto. L'investimento di 3,74 milioni di
euro consentirà la sostituzione integrale di quasi 4,5
chilometri.
Sono interessate le vie Marongiu, De Muro,
Matteotti, Deledda, Da Vinci, Palomba, Sant'Agostino, XX Settembre,
Don Minzoni (ss 127 bis), Paoli, Coros, Parc Guell, Tibidabo,
Villafranca De Panades, Carbia.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Da non perdere...

(Adnkronos) - Dall’educazione ambientale alla forestazione urbana, dalle infrastrutture ai servizi, dalla mobilità elettrica alla logistica, dall'economia circolare fino a governance, sicurezza e salute. Questi i temi al centro della quarta edizione di Eco - Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti che si terrà il 15 e 16 settembre 2026 negli spazi di Roma Eventi - Piazza di Spagna.
La manifestazione, illustrata oggi nella sede nazionale di Anci, a Roma, rappresenta un'occasione annuale di confronto sul percorso della transizione ecologica della mobilità di persone e merci in Italia. Giunto alla sua quarta edizione, il Festival riunirà istituzioni, imprese, associazioni, esperti e operatori del settore per approfondire i principali temi della mobilità sostenibile, analizzandone le molteplici dimensioni e le sfide che interessano i contesti urbani. L’edizione 2026 metterà al centro la persona, promuovendo un confronto sugli impatti della mobilità nella vita quotidiana dei cittadini, sulle soluzioni capaci di migliorare salute e benessere e sulle politiche necessarie a costruire città più sicure, inclusive e sostenibili.
Eco, evento aperto a tutti, istituzioni, cittadini, studenti, aziende, si è sempre avvalso del patrocinio di ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell’Istruzione e del Merito oltre a quello di Anci-Associazione Nazionale Comuni Italiani. Per l’edizione 2026, il Festival si svolge in collaborazione con Enel, Regionale - brand di Trenitalia (Gruppo FS), Intesa Sanpaolo, Confcommercio, Conai, Fondazione Caracciolo e Amazon. Il programma prevede un fitto calendario di incontri, dibattiti e interviste con protagonisti del panorama istituzionale, politico, accademico e imprenditoriale. Nel pomeriggio del 15 settembre si svolgeranno, inoltre, tavoli di lavoro ai quali prenderanno parte rappresentanti delle istituzioni, specialisti del settore e aziende impegnate nello sviluppo di soluzioni sostenibili.
Tra le principali novità dell'edizione 2026 ci sarà la presentazione di un’anticipazione - realizzata per Eco - dello studio dell’Osservatorio Audimob di Isfort, che ogni anno registra la domanda di mobilità degli italiani monitorando quanti spostamenti effettuano ogni giorno i cittadini, per quali motivi, con quali mezzi di trasporto, quanti km percorrono, quanto tempo dedicano a queste attività, quali valutazioni esprimono sui servizi di trasporto utilizzati. Eco vuole porsi anche come 'laboratorio' formativo e l’evento di settembre sarà aperto agli studenti delle superiori con obiettivo di sensibilizzarli su tutti i temi ambientali trattati.
Gli argomenti che verranno approfonditi a settembre dai partner riguardano aspetti e tematiche che interessano la mobilità sostenibile e le città intelligenti. Il focus di Regionale di Trenitalia (Gruppo FS) verterà su una mobilità sempre più sostenibile, integrata e accessibile, grazie all’innovazione digitale, ai servizi di intermodalità e al rinnovo della flotta. Confcommercio - per la prima volta a Eco - tratterà di desertificazione commerciale nelle città e del progetto Cities per la rigenerazione urbana e valorizzazione del ruolo del terziario per lo sviluppo. L’importanza di tutelare il capitale naturale comune attraverso uno sforzo condiviso tra mondo profit e non profit, pubblico e privato, è il focus sul quale verterà l’intervento di Intesa Sanpaolo.
L’economia circolare passa ovviamente attraverso il riciclo e il riuso e tra i temi di Conai quest’anno ci sarà quello dei progetti artistici realizzati riutilizzando i rifiuti. Fondazione Caracciolo svilupperà il tema della sicurezza nei centri urbani in un momento di forte trasformazione dell’automotive. Innovazione tecnologica e intelligenza artificiale e il loro ruolo fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione sono, invece, al centro dell’intervento di Amazon.
“Il Mase, in attuazione della traiettoria delineata dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (Pniec), promuove iniziative per la mobilità sostenibile e la ricerca sui carburanti sostenibili, in coerenza con gli obiettivi al 2030 e il percorso verso la neutralità climatica al 2050. La strategia si fonda sul principio della neutralità tecnologica e mira a integrare politiche di decarbonizzazione, qualità dell’aria, ricerca e innovazione, sostenendo la competitività delle filiere produttive e la qualità della vita dei cittadini. In questo quadro, sono in corso interventi per il trasporto pubblico locale, la mobilità collettiva e attiva, il mobility management, la logistica urbana sostenibile, l’elettrificazione del parco veicolare e delle flotte leggere, lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica e attività di R&D, a valere sull’iniziativa Mission Innovation 2.0, su bioidrogeno e biofuel”, afferma Stefania Crotta, direttore generale dei Programmi e Incentivi Finanziari del Mase.
"Eco è un momento di dialogo e di approfondimento delle tematiche della mobilità sostenibile che ci tengono fortemente impegnati - osserva Fabrizio Penna, capo Dipartimento dell'unità di missione per il Pnrr del Mase - Il Pnrr è stato modello di una nuova modalità di attuazione delle politiche di incentivazione anche nell’ambito della mobilità sostenibile. Penso, in particolar modo, all’infrastrutturazione della rete di ricarica nazionale sia urbana sia non urbana e alla misura di incentivi per l’acquisto di auto elettriche, che ha rilanciato il mercato dell’auto, oppure all’implementazione del vettore idrogeno come carburante alternativo nell’ambito di uno sviluppo integrato della mobilità sostenibile. Si tratta di un percorso che stiamo facendo insieme agli enti locali e, in particolare, con le 9 città italiane che fanno parte del progetto Climate-Neutral and Smart Cities, selezionate dalla commissione europea come avanguardia di nuove politiche della mobilità sostenibile. Una collaborazione forte che sta dando i suoi frutti e che è bene raccontare a Eco Festival”.
Nell’evento di settembre è previsto un confronto tra alcune città italiane del progetto Climate-Neutral and Smart Cities, impegnate nell’obiettivo di neutralità climatica urbana entro il 2030.
Secondo Veronica Nicotra, segretario generale Anci, "la mobilità sostenibile e lo sviluppo delle città intelligenti rappresentano una sfida strategica per il futuro dei territori e per la qualità della vita delle comunità. I Comuni sono protagonisti di questo cambiamento, chiamati a progettare e attuare politiche che coniughino innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale, accessibilità e inclusione sociale, anche attraverso le opportunità offerte dal Pnrr, per realizzare interventi concreti a beneficio delle comunità. In questo percorso Anci è al fianco degli enti locali, promuovendo il confronto tra istituzioni, amministrazioni, imprese e mondo della ricerca, favorendo la diffusione delle buone pratiche e il rafforzamento delle competenze necessarie ad accompagnare la transizione. Eco Festival rappresenta un'importante occasione di dialogo e condivisione per valorizzare il ruolo dei Comuni come protagonisti della transizione ecologica e digitale e contribuire alla costruzione di città sempre più innovative, sostenibili, inclusive e capaci di rispondere alle sfide ambientali, sociali ed economiche dei prossimi anni”.

L’Università UniCamillus ha pubblicato i bandi 2026-2027 per partecipare ai test di ammissione per i Corsi di Laurea Triennale in Infermieristica (lingua inglese) e in Ostetricia (lingua italiana), entrambi con sede a Roma. Possono partecipare alla selezione i candidati in possesso di un diploma di scuola secondaria di secondo grado. L’iscrizione alla prova di ammissione dovrà essere effettuata esclusivamente online tramite il portale studenti Gomp entro le 13 del 14 luglio 2026. La prova di selezione consiste in un test scritto composto da 60 quesiti a risposta multipla, suddivisi tra ragionamento logico, cultura generale, biologia, chimica, fisica e matematica. La durata complessiva è di 60 minuti. Il test si svolgerà in modalità telematica home-based nella giornata di venerdì 17 luglio. Per Infermieristica la prova sarà in lingua inglese, mentre per Ostetricia sarà in lingua italiana. Gli esiti della selezione saranno resi noti sul sito istituzionale entro il 21 luglio.
La domanda di professionisti sanitari in Italia si conferma strutturalmente superiore all’offerta, con una carenza stimata di circa 65.000 infermieri nel sistema sanitario nazionale. Un divario che riflette un rapporto infermieri/popolazione ancora inferiore rispetto alla media europea e una crescente pressione su ospedali, servizi territoriali e assistenza di prossimità. In questo scenario, Infermieristica si inserisce come una delle lauree a più alto impatto occupazionale, rispondendo a un bisogno concreto e crescente del sistema salute. Parallelamente, anche il Corso di Laurea in Ostetricia si colloca in un contesto di evoluzione del sistema sanitario, caratterizzato da una crescente attenzione alla salute materno-infantile, al potenziamento dei percorsi territoriali e consultoriali e al rafforzamento delle politiche di prevenzione e sostegno alla natalità. In questo quadro, la professione ostetrica assume un ruolo sempre più centrale nei modelli di assistenza territoriale e nella continuità materno-infantile, diventando una figura chiave nei nuovi assetti della sanità pubblica.
A conferma della solidità del proprio modello formativo, UniCamillus si distingue anche nei più recenti Rapporti AlmaLaurea 2026, che ne evidenziano l’elevata efficacia occupazionale e la forte attrattività. Tra i laureati triennali occupati a un anno dal titolo, il 97,8% considera la laurea conseguita efficace per il lavoro svolto, un dato nettamente superiore alla media nazionale. Nello stesso periodo, il tasso di occupazione raggiunge l’86,5%, con quasi nove laureati su dieci che dichiarano di utilizzare in modo significativo le competenze acquisite durante il percorso universitario. Anche la soddisfazione complessiva degli studenti conferma la qualità dell’esperienza formativa: il 92,8% dei laureati si dichiara soddisfatto del percorso svolto e oltre otto su dieci sceglierebbero nuovamente UniCamillus, in molti casi iscrivendosi allo stesso corso di studi. I dati AlmaLaurea evidenziano infine anche la regolarità del percorso accademico e la qualità complessiva della formazione, con un’elevata percentuale di studenti che conclude gli studi nei tempi previsti e un voto medio di laurea superiore alla media nazionale, confermando UniCamillus come un Ateneo capace di accompagnare gli studenti verso il successo formativo e professionale.

Il mercato immobiliare della capitale continua a dare segnali di vitalità. "I primi mesi del 2026 - dice all'Adnkronos/Labitalia Fabiana Megliola, responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa - vedono un mercato immobiliare della capitale ancora positivo. Nei primi tre mesi l’Agenzia delle Entrate ha messo in rilievo un aumento delle compravendite del 5,1% rispetto a un anno fa. Anche i prezzi sono in crescita. Tengono i valori nelle zone centrali della città ma anche diverse realtà periferiche stanno dimostrando una buona tenuta alla luce del fatto che i prezzi sono più accessibili".
"Tengono come già rilevato nel 2025 - fa notare - i quartieri che sono serviti dalla nuova linea C della metropolitana che ha modificato tempi di percorrenza e attrattività di numerosi quartieri. Parallelamente si segnalano ancora acquisti per investimento per affitti brevi soprattutto nelle zone più turistiche anche se il fenomeno si sta ridimensionando dopo il boom che era scaturito post Giubileo. Chi aveva acquistato con questa finalità sta valutando sempre più spesso l’affitto a studenti. Questo trend potrebbe spiegare perché nei primi sei mesi del 2026 i dati sulle compravendite effettuate dalle nostre agenzie sul territorio rilevano una contrazione della componente di acquisto per investimento passato da 23,7% della prima parte del 2025 al 19,4% del 2026".
"Gli investitori - continua Fabiana Megliola - stanno puntando ancora una volta sui quartieri universitari e sempre più si segnalano operazioni di frazionamento nelle aree con immobili di ampia metratura alla luce del fatto che anche su Roma, come nel resto d’Italia, la domanda di abitazioni si sta focalizzando sempre più su immobili in buono e ottimo stato che non necessitano di lavori. Anche i canoni di locazione sono in aumento in città ma la crescita dei valori sembra essere più contenuta, tanti proprietari che avevano acquistato per realizzare affitti brevi stanno optando per le locazioni tradizionali calmierando così il mercato".
Corrado Sassu, '1° semestre 2026 spesi 346 mila euro per comprare casa'
"Nei primi sei mesi del 2026 i nostri clienti hanno investito mediamente 346 mila euro per comprare casa a Roma". Lo dice all'Adnkronos/Labitalia Corrado Sassu, agente immobiliare e volto del programma Casa a Prima Vista. "Il dato - spiega - emerge dall'analisi delle operazioni concluse in città nella prima metà del 2026. Un indicatore che fotografa l’investimento medio sostenuto dagli acquirenti e che conferma la tenuta della domanda nonostante un contesto che continua a richiedere particolare attenzione all'accesso al credito. Esiste un divario netto - sottolinea - tra alcuni dei mercati più richiesti del quadrante Nord e il quadrante Sud della Capitale. A parità di budget, il potere d’acquisto cambia sensibilmente a seconda della zona scelta. In quartieri come Ponte Milvio, Vigna Clara, Fleming, Balduina e Camilluccia, i 346 mila euro medi investiti dai nostri acquirenti si sono tradotti prevalentemente nell'acquisto di bilocali tra i 60 e i 75 metri quadri".
Nel quadrante Sud, invece, lo stesso investimento ha consentito di accedere a superfici più ampie. "In quartieri come Appio Claudio, Tuscolano e Cinecittà - sottolinea - gli acquisti si sono orientati soprattutto verso trilocali, con metrature tra i 90 e i 100 metri quadri. Fa eccezione l’Eur, tra i mercati più costosi del quadrante sud, dove le operazioni si sono concentrate su superfici comprese tra i 70 e gli 85 metri quadri".
Secondo Sassu, "la differenza diventa ancora più evidente avvicinandosi al Grande Raccordo Anulare. In aree come Romanina, Anagnina e Morena, il budget medio di 346 mila euro ha consentito di acquistare abitazioni da oltre 110 metri quadri. Accanto al prezzo dell'immobile, un elemento decisivo resta la disponibilità di liquidità iniziale necessaria per completare l'acquisto. Per una casa dal valore medio di 346 mila euro, gli acquirenti hanno generalmente dovuto disporre di circa 90-95 mila euro tra anticipo e spese accessorie. L'anticipo del 20% richiesto dagli istituti di credito, pari a oltre 69 mila euro, si somma infatti a imposte, costi notarili, perizie e spese di intermediazione".
(di Sabrina Rosci)

Il 2026 è l'anno del centenario per American Airlines, una delle principali compagnie aeree di linea statunitensi e la più grande al mondo per numero di passeggeri trasportati e dimensioni della flotta. Un traguardo che riflette un secolo di innovazione, di crescita e di trasformazione. American ha introdotto il primo servizio cargo aereo di linea, la prima lounge aeroportuale e il primo programma fedeltà di una compagnia aerea, continuando ancora oggi a reinventare l’esperienza dei passeggeri. Oggi American opera più di 6.000 voli al giorno verso oltre 350 destinazioni in più di 60 Paesi, trasportando ogni anno oltre 200 milioni di passeggeri. La compagnia, con headquarter a Fort Worth, in Texas, è inoltre membro fondatore dell’alleanza oneworld, i cui membri servono più di 900 destinazioni in tutto il mondo. Forte di un team composto da 130.000 professionisti dell’aviazione, American realizza quotidianamente la propria missione: prendersi cura delle persone lungo il loro viaggio ogni giorno. Di questi primi cento anni di vita Adnkronos/Labitalia ha parlato con José A. Freig, vicepresident of International and Inflight Dining Operations di American Airlines, nei giorni in cui, fra l'altro, si celebrano anche 30 anni di voli per Roma Fiumicino.
Il 2026 è un anno molto importante per gli Usa e per American Airlines. La compagnia, infatti, compie 100 anni. Da dove è partita e dove è arrivata oggi? Che bilancio trarre da questo secolo di vita?
"American Airlines affonda le proprie origini nel 1926, con un volo postale tra Chicago e St. Louis operato da Robertson Aircraft Corporation: un’operazione che segnò l’inizio della storia di uno dei brand più iconici dell’aviazione. Oggi American è una compagnia aerea globale, con oltre 6.000 voli giornalieri verso più di 350 destinazioni in oltre 60 Paesi, che trasporta più di 200 milioni di passeggeri ogni anno. Nel corso dell’ultimo secolo, il percorso della compagnia è stato definito dal progresso, dall’innovazione e dalle connessioni costruite insieme ai passeggeri e ai membri del team. In ogni fase, tra sfide e successi, il nostro impegno è rimasto costante: prenderci cura di chi sceglie di volare con noi. Il centenario non rappresenta soltanto una celebrazione del passato, ma anche un’opportunità per guardare avanti. American lo considera un ponte tra il percorso costruito negli ultimi cento anni e le opportunità future, mantenendo una costante attenzione al progresso".
Quali sono i record e i primati raggiunti in 100 anni di storia?
"Nel corso della sua storia, American ha contribuito a definire il ritmo dell’evoluzione del settore, introducendo innovazioni che hanno trasformato il modo di viaggiare. Tra queste, il primo servizio cargo aereo di linea al mondo, lanciato nel 1944 da New York LaGuardia, che ha segnato un punto di svolta nel ruolo dell’aviazione nel commercio globale. Sono seguite la creazione della prima lounge aeroportuale e il lancio di AAdvantage®, il primo programma loyalty del settore, pensato per rafforzare le relazioni di lungo periodo con i passeggeri e migliorare l’esperienza di viaggio. Altre tappe fondamentali includono l’introduzione del DC-3 nel servizio commerciale e, nel 1959, il lancio del primo servizio jet transcontinentale non-stop negli Stati Uniti tra New York e Los Angeles. Nel loro insieme, questi risultati riflettono una direzione chiara e coerente: innovare continuamente per migliorare l’esperienza di viaggio e ampliare le connessioni tra persone, territori ed economie".
I valori alla base della mission della compagnia sono rimasti sempre gli stessi? Quali sono oggi quelli che rilancia e riafferma con orgoglio in occasione del centenario?
"I valori che guidano American restano oggi chiaramente riconoscibili, con una forte attenzione a mettere le persone al centro e a supportarle lungo tutto il loro viaggio. Il centenario rappresenta un’opportunità per riaffermare questo impegno, valorizzando al contempo una cultura dell’innovazione e una mentalità orientata al futuro che hanno da sempre caratterizzato la storia della compagnia. Passeggeri e membri del team hanno avuto un ruolo decisivo in questo percorso, accompagnando la compagnia attraverso fasi molto diverse, tra sfide e risultati, e contribuendo alla sua evoluzione. In linea con questi valori, American riafferma inoltre un principio fondamentale: la sicurezza come base di ogni attività".
Tra i valori di American Airlines c’è sicuramente il supporto alle priorità nazionali e alla crescita del paese. In questo spirito si inserisce la partnership con America250, in occasione delle celebrazioni per i 250 anni dalla Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti. Quale l’obiettivo che vede la compagnia aerea al fianco di altre aziende americane sponsor?
"La partnership con America250 riflette una visione chiara: da un secolo la compagnia collega comunità, sostiene la crescita economica e contribuisce al progresso delle priorità nazionali. In questo contesto, American partecipa come partner ufficiale e sponsor delle celebrazioni per il 250° anniversario della firma della Dichiarazione d’Indipendenza, insieme a un gruppo di aziende impegnate a coinvolgere oltre 350 milioni di americani in questo storico traguardo. L’obiettivo è contribuire a rendere questa commemorazione concreta e diffusa su scala nazionale, attraverso iniziative che portino la storia dell’anniversario nelle comunità di tutto il network della compagnia. Per American, che nel 2026 celebra il proprio centenario insieme a questo importante anniversario nazionale, si tratta di un’opportunità per valorizzare il percorso condiviso con il Paese e guardare al futuro, coinvolgendo lungo il cammino anche le nuove generazioni".
Quali iniziative ha lanciato la compagnia nell’ambito della partnership con America250?
"American ha annunciato diverse iniziative concrete nell’ambito della partnership con America250, pensate per dare ampia visibilità alle celebrazioni. Tra queste, due aeromobili con una livrea dedicata ad America250, che portano il messaggio dell’anniversario attraverso il network della compagnia negli Stati Uniti e a livello internazionale. American è, inoltre, la compagnia aerea ufficiale di una mostra itinerante dedicata allo spirito di innovazione del Paese, con l’obiettivo di raccontare la creatività che ha plasmato la storia degli Stati Uniti. Queste attività si affiancano a momenti simbolici già realizzati, come la presentazione di un aeromobile commemorativo che mette in evidenza il legame tra il 250° anniversario degli Stati Uniti e il centenario della compagnia. Il programma continuerà ad ampliarsi nei prossimi mesi con nuove iniziative, rafforzando ulteriormente il coinvolgimento di passeggeri e comunità".
America250 insieme ai Campionati Fifa2026 rappresentano forti attrattori turistici. Avete già registrato un incremento di prenotazioni collegabili a questi grandi eventi, in particolare nei collegamenti con le città coinvolte? Quali le aspettative?
"Eventi di questa portata rappresentano importanti driver di domanda e richiedono una pianificazione operativa mirata. In questo contesto, la compagnia ha intrapreso azioni per supportare i viaggi legati alla Fifa World Cup 2026, aumentando le frequenze, impiegando aeromobili più capienti e rafforzando la connettività tra le città ospitanti. L’obiettivo è rendere il viaggio il più semplice possibile, offrendo ai passeggeri un network ampio e flessibile, in grado di rispondere alle esigenze associate a eventi di questa dimensione. Anche iniziative come America250 si muovono in questa direzione, contribuendo a valorizzare le destinazioni e a sostenere i flussi di viaggio attraverso il network della compagnia".
American Airlines ha un focus significativo sull’Italia, offrendo numerosi voli diretti su importanti aeroporti americani, tra cui Philadelphia e Dallas. Quanto è importante il mercato italiano per la compagnia?
"L’Italia rappresenta un mercato di significativa importanza per American, in cui la compagnia continua a investire con determinazione. Per la stagione estiva 2026, American ha previsto di operare fino a 13 voli giornalieri tra l’Italia e gli Stati Uniti nei periodi di picco: un’offerta che riflette chiaramente l’importanza strategica del Paese all’interno del suo network globale. La compagnia opera da quattro aeroporti italiani (Roma, Milano, Venezia e Napoli), offrendo collegamenti diretti verso hub statunitensi chiave, tra cui New York (JFK), Philadelphia (PHL), Chicago (ORD), Charlotte (CLT), Dallas Fort Worth (DFW) e Miami (MIA). Questo network ampio e diversificato è pensato per rispondere sia alla domanda leisure sia a quella business, consentendo ai viaggiatori italiani di accedere, attraverso gli hub statunitensi, a un’ampia gamma di destinazioni in Nord America, Caraibi, Messico e America Latina. Nel complesso, l’Italia rimane uno dei mercati più importanti per lo sviluppo del network internazionale di American, sia in termini di volumi di traffico sia di opportunità di crescita a medio-lungo termine".
Quali sono le rotte strategicamente più importanti sull’Italia? Ce ne sono di nuove per il 2026?
"Nel mercato italiano, tutte le rotte operate da American hanno un valore strategico, in particolare per la loro capacità di collegare i passeggeri a un network globale ampio e integrato. I voli dagli aeroporti italiani sono pensati per garantire l’accesso ai principali hub della compagnia, come Philadelphia, il suo principale gateway transatlantico, e Dallas/Fort Worth, il suo hub più grande, oltre ad altri snodi chiave del network. In questo modo, le rotte vanno oltre il servizio point-to-point, diventando parte di un sistema di connettività più ampio, che consente viaggi fluidi verso numerose destinazioni negli Stati Uniti e oltre. In termini di sviluppo del network, la principale novità per il 2026 è il collegamento diretto Milano-Miami, che amplia ulteriormente le opzioni di viaggio dall’Italia e rafforza la connettività con il network di American".
Per la stagione estiva, ci sono nuove rotte globali lanciate per quest’anno?
"Per la stagione estiva, American ha ampliato in modo significativo il proprio network globale, introducendo nuove rotte e rafforzando la propria offerta internazionale complessiva. Tra le principali novità figurano nuovi collegamenti dall’hub di Philadelphia verso città come Budapest e Praga, oltre a nuove destinazioni da Dallas/Fort Worth, tra cui Atene e Zurigo. A queste si aggiunge Edimburgo, servita per la prima volta con l’Airbus A321XLR, e, in Italia, come detto, la rotta Milano-Miami. Questi sviluppi riflettono una strategia chiara: rendere il network sempre più esteso e accessibile, rafforzando al contempo il ruolo degli hub come punti di connessione verso un numero crescente di destinazioni. L’obiettivo è continuare a offrire ai passeggeri maggiore scelta e flessibilità, migliorando allo stesso tempo l’esperienza di viaggio complessiva e la connettività globale".
State riscontrando impatti legati all’aumento dei costi del carburante connessi al conflitto nel Golfo e al più ampio scenario geopolitico? Come state affrontando questo rischio?
"Più in generale, la compagnia continua a gestire questi fattori attraverso un approccio strutturato, orientato al miglioramento dell’efficienza operativa e al rafforzamento della resilienza del business nel lungo periodo. In questo contesto, un ruolo chiave è svolto dagli investimenti in una flotta sempre più moderna ed efficiente dal punto di vista dei consumi, insieme a iniziative volte a ridurre il consumo di carburante e a promuovere lo sviluppo e l’utilizzo di carburanti sostenibili per l’aviazione. Queste leve consentono ad American di affrontare un contesto in costante evoluzione, mantenendo l’attenzione su sicurezza, qualità del servizio e affidabilità operativa".
(di Alessia Trivelli)

(Adnkronos) - Il caso Balogun scatena uno scontro tra Fifa e Uefa. Il massimo organo di governo del calcio mondiale ha deciso di sospendere l'espulsione dell'attaccante degli Stati Uniti, rimediata nei sedicesimi contro la Bosnia, che potrà quindi scendere in campo contro il Belgio negli ottavi di finale dei Mondiali 2026.
La scelta senza precedenti di Gianni Infantino, secondo le ultime ricostruzioni, sarebbe una diretta richiesta arrivata dal presidente americano Donald Trump, che avrebbe chiamato il numero 1 della Fifa chiedendogli di sospendere l'espulsione di uno dei migliori giocatori della Nazionale di Pochettino. Il tutto ha, ovviamente, alimentato polemiche che si stanno trasformando in un vero e proprio scontro politico.
"La decisione di ieri di sospendere per un periodo di prova di un anno l'applicazione della squalifica automatica di una giornata a seguito del cartellino rosso mostrato al giocatore Folarin Balogun ha superato il limite", si legge in un duro comunicato pubblicato sul sito ufficiale della Uefa.
"Il calcio, come qualsiasi altro sport, si basa su regole, che sono alla base di una competizione equa, onesta e trasparente. A volte le regole sono soggette a interpretazione. In questo caso no. La squalifica automatica minima di una partita a seguito di un cartellino rosso non è una facoltà discrezionale e non richiede la decisione di un organo competente per essere emanata", ha spiegato l'organo di governo del calcio europeo, "è un principio sancito dal regolamento, che non può essere oggetto di eccezioni, tanto meno nel bel mezzo di un torneo in cui diversi altri giocatori si sono trovati nella stessa situazione e hanno regolarmente scontato la loro squalifica".
"Quando la certezza delle regole non è più garantita dai suoi custodi, l'integrità del gioco è a rischio e la credibilità della competizione viene compromessa. Allo stesso modo, una tale decisione crea un precedente nel torneo in corso, dove situazioni simili richiederanno un trattamento equo, a discapito della competizione stessa".
"Il calcio è lo sport più amato al mondo perché è un gioco bellissimo e gode di fiducia perché viene praticato ovunque con le stesse regole. Un torneo non è mai un evento isolato e, se il torneo in questione è la Coppa del Mondo, ha il potere di generare conseguenze positive o negative sull'intero panorama calcistico", ha concluso la Uefa, "esprimiamo la nostra incredulità di fronte a una decisione così senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile".
Già nella giornata di ieri era arrivata la risposta, incredula e rabbiosa, del Belgio, prossimo avversario degli Stati Uniti e di Balogun: "La Fifa basa la sua decisione sull'articolo 27 del Codice Disciplinare Fifa. Tale disposizione stabilisce che il Comitato Disciplinare può decidere di sospendere l'esecuzione di una sanzione disciplinare precedentemente inflitta. Tuttavia, l'articolo 66.4 dello stesso Codice Disciplinare Fifa prevede chiaramente che un cartellino rosso comporti automaticamente la squalifica per la partita successiva della squadra, come è avvenuto per tutti i cartellini rossi espulsi durante questa Coppa del Mondo", ha scritto la Federazione belga in un comunicato ufficiale.
"Inoltre, e a prescindere da quanto detto, la decisione è in diretta contraddizione con le disposizioni del Regolamento della Coppa del Mondo Fifa 2026, come stabilito dall'articolo 10.5: 'Se un giocatore o un dirigente di una squadra viene espulso a seguito di un cartellino rosso diretto o indiretto (seconda ammonizione9, sarà automaticamente squalificato dalla partita successiva della propria squadra. Inoltre, potranno essere inflitte ulteriori sanzioni'", ha scritto la Federazione.
"La natura automatica di tale squalifica è stata esplicitamente ribadita anche nella Circolare n. 16 della Coppa del Mondo Fifa 2026, distribuita a tutte le federazioni partecipanti il 12 maggio 2026. La stessa regola viene ribadita in ogni riunione di coordinamento delle partite della Coppa del Mondo Fifa 2026 prima di ogni incontro ed è inclusa in tutte le presentazioni dei workshop della Coppa del Mondo Fifa 2026", ha spiegato il Belgio, giudicando sostanzialmente inconcepibile la decisione. "Per salvaguardare i diritti legittimi di tutte le squadre partecipanti e di proteggere i principi fondamentali del fair play nel nostro sport, sia in questa Coppa del Mondo Fifa che nelle future edizioni del torneo, la Federcalcio belga sta valutando tutte le possibili opzioni".
Ironico, in conferenza stampa, Rudi Garcia: "Non sapevo che per la Fifa il 5 luglio fosse il primo d'aprile. È il pesce d'aprile", ha detto con un sorriso il ct del Belgio in conferenza stampa, "voglio fare riferimento anche al comunicato della federazione, lì c'è scritto tutto. La federazione non difende solo se stessa, ma anche il calcio in generale, l'integrità e l'etica. Credo sia la prima volta nella storia che viene presa una decisione del genere".
La Fifa aveva comunicato la propria decisione con un comunicato ufficiale: "Il comitato disciplinare della Fifa ha inflitto la seguente sanzione al giocatore della nazionale statunitense Folarin Balogun, espulso a seguito di un cartellino rosso diretto durante la partita di Coppa del Mondo FIFA 2026 tra Stati Uniti e Bosnia ed Erzegovina, disputata il 1° luglio 2026 al San Francisco Bay Area Stadium: una giornata di squalifica per violazione degli articoli 14 e 66 del Codice Disciplinare Fifa", si legge nella nota riportata dal New York Times.
"Ai sensi dell'articolo 27 del Codice Disciplinare Fifa, l'esecuzione della giornata di squalifica è sospesa per un periodo di prova di un anno. Qualora Folarin Balogun commetta un'altra infrazione di natura e gravità analoghe durante il periodo di prova, la squalifica sarà revocata e la sanzione applicata, fatto salvo qualsiasi ulteriore sanzione inflitta per la nuova infrazione", prosegue il comunicato.

(Adnkronos) - Portogallo – Spagna è un ottavo di finale che somiglia a una finalissima, come quella della Nations League del 2025, vinta dai lusitani ai rigori. All’AT&T Stadium di Arlington, le due Nazionali stavolta si sfideranno per un posto tra le migliori otto del Mondiale e, per gli esperti di Sisal, sono nettamente favoriti gli spagnoli: la squadra di Luis de la Fuente comanda il pronostico con il successo a 1,90, si sale a 4,00 per la vittoria portoghese, il pareggio è a 3,60. Le Furie Rosse sono avanti anche per il passaggio ai quarti, a 1,45 contro il 2,75 del Portogallo. Il match è anche una suggestiva sfida tra due generazioni: Cristiano Ronaldo vs Lamine Yamal, ventidue anni di differenza, uno al suo ultimo Mondiale dopo 5 Palloni d’Oro e anni di trionfi, l’altro al suo primo, ma destinato a guidare la Spagna per il prossimo decennio. Quando CR7 sollevava al cielo la sua prima Champions, il prodigio spagnolo non aveva ancora festeggiato il suo primo compleanno, stasera si troveranno l’uno di fronte all’altro per la prima volta e, su Sisal.it, entrambi sono dati marcatori a 2,75.
Tra tutti gli ottavi in programma, quello più in bilico è senz’altro Stati Uniti – Belgio. La pensano così gli esperti Sisal che prevedono una sfida molto equilibrata con gli americani leggermente avanti, a 2,50, i belgi a 2,80 e il pareggio a 3,40. Anche su chi andrà ai quarti regna l’incertezza, con gli Usa a 1,80 e i Diavoli Rossi a 2,00. Pochettino può tirare un sospiro di sollievo, Folarin Balogun, capocannoniere degli States con tre gol nella competizione ma espulso nel match dei sedicesimi di finale contro la Bosnia, non sarà squalificato e potrà scendere in campo nella sfida con il Belgio: anche stavolta è il primo indiziato al gol, a 2,50, seguito da Pulisic, a 3,00. Rudi Garcia si affida a Lukaku, in rete a 2,75 e Trossard, gol o assist a 2,75 che tra reti, assist e personalità stanno trascinando la squadra. Spera poi in un guizzo di De Bruyne, finora in ombra, marcatore a 3,75.
Senza storia la sfida tra Argentina ed Egitto, almeno sulla carta, con i Campioni del Mondo avanti a un rasoterra 1,36 contro il 10,00 per il successo egiziano, il pareggio a 4,75 e l’Albiceleste ai quarti a 1,13. Meno scontata Svizzera – Colombia, con i colombiani favoriti a 2,30 e gli elvetici che inseguono a 3,50, segno X a 3,00.

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy....
Pagina 67 di 330
Sarda News - Notizie in Sardegna
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Per proporre i tuoi feed o un contenuto originale, scrivici a info@sardanews.it