
(Adnkronos) - Preparativi pasquali nella royal family. Le principesse Beatrice ed Eugenie non parteciperanno alla tradizionale funzione religiosa della famiglia reale la domenica di Pasqua al Castello di Windsor. Le figlie di Andrew Mountbatten-Windsor e Sarah Ferguson avrebbero "piani alternativi" per le festività. Re Carlo e la regina Camilla saranno presenti alla messa del mattino e si prevede che parteciperanno anche il principe del Galles William e la principessa Kate, che non avevano potuto presenziare l'anno scorso. L'incontro pasquale nella cappella di San Giorgio è un appuntamento annuale nel calendario reale, durante il quale i membri della famiglia vengono fotografati al loro arrivo in chiesa.
Anche se le principesse potrebbero non presenziare questa Pasqua, la porta è comunque rimasta aperta per la loro partecipazione a futuri eventi reali e "celebrazioni familiari", come il raduno natalizio a Sandringham. Si ritiene che l'assenza delle sorelle alla funzione religiosa nella cappella del XV secolo abbia avuto il consenso del re. La scorsa Pasqua, Mountbatten-Windsor, Ferguson e le loro figlie erano tutti presenti alla funzione religiosa di Windsor, che è considerata un evento familiare piuttosto che un impegno ufficiale. Da allora, però, è avvenuto che Andrew sia stato arrestato con l'accusa di abuso d'ufficio e si sia trasferito a Sandringham, nel Norfolk. Non vive più con la sua ex moglie, che ha anche lasciato la precedente residenza della coppia a Royal Lodge, a Windsor.
Mountbatten-Windsor e la sua famiglia sono stati travolti dallo scandalo Epstein, con continui interrogativi sui legami con il criminale sessuale statunitense. La scorsa settimana, un legislatore statunitense, il deputato Suhas Subramanyam, ha chiesto alla Ferguson di testimoniare sui suoi legami con Jeffrey Epstein. Mountbatten-Windsor ha negato qualsiasi illecito derivante dai suoi legami con il finanziere. All'inizio di questo mese, la principessa Eugenie si è dimessa dalla carica di madrina dell'organizzazione benefica Anti-Slavery International, ruolo che aveva ricoperto per sette anni.

(Adnkronos) - Cresce la popolazione residente di cittadinanza straniera: al 1 gennaio 2026 è pari a 5 milioni e 560mila unità, in aumento di 188mila individui (+3,5%) rispetto all’anno precedente, con un’incidenza sulla popolazione totale del 9,4%. La crescita della popolazione straniera è trainata soprattutto da un forte saldo migratorio con l’estero (+348mila), cui si accompagna un saldo naturale di entità inferiore ma positivo (+36mila).
Unica voce in perdita per gli stranieri residenti (ma meramente da un punto di vista definitorio, essendo riferita a individui che continuano a risiedere nel Paese) è quella relativa alle acquisizioni della cittadinanza italiana che si attestano a 196mila. E' quanto emerge dal report Istat sugli indicatori demografici.
La presenza straniera si concentra soprattutto al Nord, dove risiedono 3 milioni 230mila individui (pari al 58,1% degli stranieri residenti in Italia), per un’incidenza rispetto al totale dei residenti pari all’11,7%. Nel Centro risiedono un milione 344mila stranieri (24,2% del totale) con un’incidenza dell’11,5%. Più contenuta è la presenza di residenti stranieri nel Mezzogiorno, 986mila unità (17,7%), che rappresentano appena il 5,0% della popolazione residente in questa area geografica. La popolazione di cittadinanza italiana ammonta a 53 milioni 383mila unità, in calo di 189mila individui rispetto al 1° gennaio 2025 (-3,5 per mille). Il bilancio negativo dei residenti italiani si deve principalmente a un saldo naturale ampiamente negativo (-333mila), a cui si associa anche un saldo migratorio con l’estero che, tra rimpatri ed espatri, si attesta sul valore di -53mila. Il calo di residenti italiani, comune a tutte le ripartizioni, raggiunge il massimo nel Mezzogiorno con 118mila connazionali in meno (-6,3 per mille).
Nel 2025 le acquisizioni di cittadinanza italiana (come detto 196mila) risultano in diminuzione rispetto ai livelli degli anni precedenti (214mila nel 2023 e 217mila nel 2024). Il calo è da imputare principalmente alle modifiche del quadro normativo introdotte dal dl 36/2025 (convertito nella legge n74/2025) che prevede restrizioni all’acquisizione della cittadinanza italiana iure sanguinis. Ciononostante, il Paese mantiene un maturo livello di integrazione dei cittadini stranieri residenti, tale da consentire ogni anno a decine di migliaia di individui di diventare italiani. Un elemento, questo, che sul piano quantitativo attenua la progressiva diminuzione della popolazione di cittadinanza italiana. Nel 2025 i cittadini albanesi e marocchini mantengono il primato per volume di acquisizioni (rispettivamente 26mila e 23mila casi), seguiti dai cittadini rumeni (16mila) che si confermano al terzo posto. Circa un terzo del totale delle acquisizioni è detenuto da queste tre nazionalità originarie. Il confronto anno su anno dei flussi di acquisizione della cittadinanza italiana mette in luce variazioni negative tra le comunità storicamente più importanti: si registrano forti cali rispetto al 2024 tra gli albanesi e gli argentini (-6mila), i marocchini (-4mila), i brasiliani (-3mila), gli indiani (-3mila) e i moldavi (-2mila). In controtendenza risultano invece le acquisizioni da parte di cittadini pakistani (+2mila), filippini (+1500) e romeni (+1000).
In base a dati ancora provvisori, i nati residenti in Italia sono 355mila nel 2025, 6,0 ogni mille abitanti (erano 6,3 nel 2024, 9,5 per mille nel 2005). Rispetto al 2024 le nascite diminuiscono di 15mila unità (-3,9%). Un nato su otto ha cittadinanza straniera, nel complesso 48mila, in calo del 5,6% sul 2024. Il numero medio di figli per donna è stimato in 1,14, in calo rispetto all’1,18 del 2024. L’uniforme diminuzione sul territorio nazionale è tale che le differenze tra le aree geografiche restano invariate. Il Centro ha la fecondità più bassa (1,07 figli per donna; 1,11 nel 2024), seguito dal Nord con 1,15 (da 1,19) e dal Mezzogiorno con 1,16 (da 1,20). Prosegue la posticipazione delle nascite. L’età media al parto sale da 32,6 a 32,7 anni, con un incremento omogeneo di un decimo di anno per tutte le ripartizioni geografiche. Il Centro si conferma l’area in cui i figli si fanno più tardi: 33,1 anni, mentre nel Nord e nel Mezzogiorno l’età media al parto è pari, rispettivamente, a 32,8 anni e a 32,4 anni. E' quanto emerge dal report Istat sugli indicatori demografici.
La regione con la fecondità più bassa continua a essere la Sardegna che, per il sesto anno consecutivo, presenta una fecondità inferiore all’unità, pari a 0,85 e in diminuzione sul 2024 (0,91). Seguono Molise e Lazio, con un numero medio di figli per donna pari, rispettivamente, a 1,02 e 1,05. Al Trentino-Alto Adige spetta, ancora una volta, il primato di regione con la fecondità più elevata, con un numero medio di figli per donna di 1,40. Seguono, su livelli più bassi, Sicilia (1,23) e Campania (1,22). La discesa della fecondità è comune a molti Paesi europei, pur con differenze che rimangono importanti. Per l’insieme dei Paesi dell’Unione europea (Ue27) il numero medio di figli per donna è diminuito da 1,57 nel 2010 a 1,34 nel 2024. In Germania, dopo una intermedia fase di crescita, la fecondità è tornata a diminuire fino al valore di 1,36 figli per donna nel 2024. In Spagna è passata da 1,37 a 1,10 e anche in Francia e Svezia, Paesi tradizionalmente caratterizzati da livelli elevati di fecondità, il numero medio di figli per donna è sceso, rispettivamente, da 2,03 a 1,61 figli e da 1,98 a 1,43 per donna.
A differenza di Paesi come Francia e Svezia, l’Italia, proprio a causa di una diminuzione della fecondità di lungo corso, presenta oggi una struttura della popolazione in età riproduttiva che incide fortemente sul numero di nati. Il calo delle nascite, infatti, oltre a essere determinato dalla diminuzione corrente della fecondità, è causato dalla progressiva riduzione del numero di potenziali genitori. Per dar conto di questo fenomeno, è sufficiente considerare che qualora l’Italia avesse registrato una propensione ad avere figli per donna pari a quella francese del 2024 (1,61), il numero di nati avrebbe raggiunto le 494mila unità; un livello nettamente superiore a quello ufficialmente rilevato in Italia nello stesso anno (370mila nati, frutto di una fecondità pari a 1,18), ma molto inferiore rispetto ai 664mila registrati in Francia, in ragione di una struttura per età della popolazione francese assai più favorevole, caratterizzata da generazioni in età riproduttiva più numerose. In base a dati provvisori, nel 2025 i matrimoni, che da tempo non rappresentano un necessario passaggio preliminare alla nascita di un figlio, sono 165mila, 8mila in meno sul 2024. Diminuiscono soprattutto quelli celebrati con rito religioso (-11,7%) e, lievemente, anche quelli celebrati con rito civile (-0,2%). Il tasso di nuzialità è pari a 2,8 per mille (2,9 nel 2024) e il valore più alto continua a osservarsi nel Mezzogiorno (2,9 per mille). Nel Nord e nel Centro è pari a, rispettivamente, 2,8 e 2,7 per mille.

(Adnkronos) - La mutazione Kras G12C, per decenni considerata una delle sfide dell'oncologia polmonare, ha una terapia a bersaglio molecolare efficace. I dati dello studio internazionale 'Krocus', a cui l'Istituto di Candiolo Irccs ha contribuito in maniera significativa, dimostrano che la combinazione di due farmaci biologici, fulzerasib e cetuximab, in prima linea, è in grado di far regredire il tumore nell’80% dei casi, senza bisogno di ricorrere alla chemioterapia. I risultati, pubblicati sulla rivista 'The Lancet Oncology', potrebbero rappresentare una vera 'svolta' per uno dei tumori più difficili da trattare.
“Il tumore del polmone è il terzo tipo di cancro più frequente in Italia: ogni anno vengono diagnosticati all'incirca 45mila casi - spiega Vanesa Gregorc, Direttore della Divisione di Ricerca Clinica e Innovazione all'Istituto di Candiolo Irccs di Candiolo e prima firma dello studio -. Il tumore del polmone non a piccole cellule (Nsclc), che rappresenta circa l’85% dei casi, è la forma più diffusa. Tra questi almeno il 13% è caratterizzata dalla mutazione Kras G12C, per anni considerata un bersaglio non aggredibile farmacologicamente. Si tratta infatti di una via intracellulare responsabile della sopravvivenza delle cellule tumorali. Sebbene i nuovi inibitori abbiano iniziato a mostrare degli effetti di inibizione sulla malattia, la resistenza data dalle cellule tumorali rimane una sfida: possono 'riattivarsi' bypassando il blocco del farmaco. Con questo studio abbiamo dimostrato che l’inibizione concomitante con due farmaci permette di superare i meccanismi di resistenza come già evidenziato negli studi preclinici a Candiolo: in prima linea, possiamo ottenere risultati eccellenti".
Lo studio ha coinvolto pazienti mai trattati in precedenza, evidenziando risultati clinici senza precedenti per questa specifica mutazione: l’80% ha visto una riduzione del tumore, ed è stata registrata una sopravvivenza libera da progressione media di 12,5 mesi, con molti pazienti ancora in trattamento a distanza di anni. “A differenza delle terapie tradizionali che combinano farmaci biologici alla chemioterapia, lo studio KROCUS utilizza esclusivamente agenti biologici per bloccare la cellula tumorale - spiega Gregorc -. Abbiamo smesso di attaccare indiscriminatamente tutte le cellule per sposare un approccio più selettivo a livello molecolare che risparmia al paziente gli effetti collaterali più pesanti. Fulzerasib è un inibitore della proteina Kras G12C. Cetuximab è invece un anticorpo che blocca il recettore Egfr, chiudendo una delle principali 'vie di fuga' che il tumore usa per sopravvivere al fulzerasib”.
Nello studio è emerso che il trattamento è molto ben tollerato. “In particolare, fulzerasib non presenta le tossicità epatiche o intestinali tipiche di altri farmaci della stessa categoria, limitando gli effetti collaterali a reazioni cutanee gestibili", specifica Gregorc. Sulla base di questi risultati incoraggianti, è già in fase di progettazione uno studio di Fase 3 che confronterà direttamente questa combinazione biologica con l'attuale standard di cura (chemio-immunoterapia), con l'obiettivo di cambiare definitivamente l'algoritmo terapeutico per questa patologia.
“Il ruolo dell’Istituto di Candiolo Irccs nello studio 'Krocus' sottolinea la missione dell'istituto: integrare la ricerca di base con la pratica clinica per offrire ai pazienti le terapie più avanzate e mirate - conclude Anna Sapino, Direttore Scientifico dell’Istituto di Candiolo Irccs - E’un esempio lampante di come la ricerca italiana sia in grado di portare in tempi rapidi l'innovazione al letto dei pazienti”.

(Adnkronos) - Tragedia a Enna dove un operaio è morto dopo essere precipitato da un cestello elevatore. Sembra che l'uomo stesse eseguendo dei lavori in un campo di calcio privato a Enna bassa. Trasportato all'ospedale Umberto I, è deceduto dopo il ricovero. Sui fatti indagano i carabinieri.
“La tragica morte dell’operaio precipitato da un cestello elevatore a Enna ci colpisce profondamente e ripropone, ancora una volta, un dolore che non può più essere accettato come inevitabile - affermano Pasquale De Vardo, segretario generale Feneal Uil Sicilia, e Francesco Mudaro, segretario territoriale Feneal Uil Enna - È particolarmente amaro constatare come, nonostante le innumerevoli denunce e sollecitazioni, anche del sindacato, nulla sembri cambiare davvero sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro. Esprimiamo il nostro cordoglio alla famiglia della vittima e chiediamo che si faccia piena luce sulle responsabilità. Non possiamo continuare ad assistere a questa scia di morti: servono interventi concreti, più controlli e una cultura della prevenzione che metta al centro la vita dei lavoratori".
Un uomo di 46 anni versa in gravi condizioni dopo essere rimasto schiacciato da un macchinario pesante in un'azienda attiva nel settore della prefabbricazione di Pognano (Bergamo). L'incidente è avvenuto attorno alle 7.30. Il 46enne ha riportao un trauma al torace ed è stato trasportato in codice rosso all'ospedale Papa Giovanni di Bergamo. Sul posto sono intervenuti un'automedica, un'auto infermieristica, un'ambulanza, carabinieri e Ats.

(Adnkronos) - 'Scoppia' il caso prima di Bosnia-Italia, finale playoff per i Mondiali in Canada, Messico e Stati Uniti, in programma oggi martedì 31 marzo a Zenica. Ieri, durante l'allenamento dei padroni di casa, la security della Bosnia ha 'sorpreso' un intruso a spiare l'allenamento. Cos'è successo? Un uomo in mimetica è stato 'pizzicato' a vedere la sessione della nazionale guidata dal ct Barbarez dopo i classici 15 minuti aperti al pubblico. Gli accertamenti hanno chiarito che si trattava di un soldato italiano in Bosnia per la missione coordinata dall'Unione Europea (Eufor) nei Balcani. La sua presenza, inevitabilmente, ha creato nuove polemiche sulla partita, dopo il caso dell'esultanza di Dimarco e altri azzurri al termine della semifinale tra i bosniaci e il Galles.
I media bosniaci hanno subito cavalcato il caso, parlando di una spia mandata per studiare i loro schemi in vista dei playoff. I controlli hanno poi chiarito come l'uomo si sia trovato per caso a Butmir e abbia deciso di dare un occhio all'allenamento della vigilia, filmandolo solo per ricordo. La Bosnia ha poi mandato una nota all'Eufor, che ha chiarito l'assoluta casualità della vicenda. E, ovviamente, l'estraneità della Federazione italiana.

(Adnkronos) - Accelera a marzo l'inflazione. Secondo le stime preliminari, nel terzo mese del 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,5% su base mensile e del +1,7% su base annua (da +1,5% nel mese precedente). La crescita su base annua dei prezzi del 'carrello della spesa' è pari a +2,2% (da +2,0%), mentre l’inflazione di fondo scende a +1,9% (da +2,4%).
L’andamento dell’inflazione risente prevalentemente della netta risalita dei prezzi degli Energetici - regolamentati (da -11,6% a -1,3%) e non (da -6,2% a -2,4%) - e dell’accelerazione di quelli degli Alimentari non lavorati (da +3,7% a +4,4%); in rallentamento sono invece i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +4,9% a +3,0%), dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,8% a +2,4%) e dei Servizi relativi all’abitazione (da +4,5% a +4,2%).
Nel mese di marzo l’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, mostra un rallentamento (da +2,4% a +1,9%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +2,5% a +2,1%).
A marzo 2026, i prezzi dei beni registrano una sensibile accelerazione su base annua (da -0,1 a +0,7%), mentre i prezzi dei servizi diminuiscono il loro ritmo di crescita (da +3,6% a +2,8%). Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni, dunque, diminuisce, passando da +3,8 punti percentuali a +2,1 p.p.. Il tasso di variazione tendenziale dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona evidenzia una moderata accelerazione (da +2,0% a +2,2%).
La variazione congiunturale dell’indice generale risente principalmente dell’aumento dei prezzi degli Energetici, regolamentati (+8,9%) e non (+4,6%), dei Servizi relativi ai trasporti (+0,7%) e degli Alimentari non lavorati (+0,4%). Gli effetti di questi aumenti sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-1,2%).
In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra una variazione pari a +1,6% su base mensile, per la fine dei saldi stagionali di cui il Nic non tiene conto, e a +1,5% su base annua (stabile rispetto al mese precedente).

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(Adnkronos) - Nel pieno dell’escalation militare che sta colpendo l’Iran, il controllo dell’informazione diventa un nuovo fronte di guerra. Secondo quanto ha reso noto il portavoce della Magistratura iraniana, Asghar Jahangir, citato dall'agenzia di stampa Fars, chi filma o fotografa i danni causati da raid aerei in Iran rischia di essere condannato alla pena di morte.
"Per coloro che forniscono informazioni al nemico scattando foto o filmando, la legge sull'inasprimento delle pene per spionaggio prevede la pena capitale e la confisca di tutti i beni", ha detto Jahangir, spiegando che "quando vengono scattate fotografie delle aree danneggiate, il nemico viene informato che l'obiettivo è stato localizzato correttamente". "Fornire informazioni al nemico in questo modo equivale a collaborare con il nemico in attività di intelligence, reato per il quale il legislatore ha previsto la pena di morte e la confisca di tutti i beni", ha sottolineato Jahangir.
La notizia si inserisce in un contesto già drammatico. Negli ultimi giorni, attacchi attribuiti a operazioni congiunte israelo-americane hanno colpito obiettivi governativi e aree residenziali, causando vittime civili e distruzioni diffuse.
Di fronte alla circolazione di video e testimonianze online — spesso pubblicate da cittadini comuni — il regime iraniano avrebbe intensificato la repressione digitale. L’obiettivo è impedire la diffusione di immagini che mostrano l’impatto reale dei raid, considerate strumenti di destabilizzazione interna.
In Iran, la legislazione prevede già la pena capitale per una vasta gamma di reati, inclusi quelli legati alla sicurezza nazionale, alla “corruzione sulla terra” e alla collaborazione con potenze straniere. In questo quadro, filmare e condividere contenuti sensibili può essere assimilato ad attività sovversive.
La minaccia non appare isolata. Solo nelle ultime settimane, il regime ha dato seguito a diverse esecuzioni legate a proteste o accuse di collaborazione con nemici esterni. Il 18 marzo, tre persone — tra cui anche un ragazzo di 19 anni, membro della nazionale iraniana di lotta libera, — sono state giustiziate con l’accusa di aver operato a favore di Stati Uniti e Israele .
Organizzazioni per i diritti umani denunciano da mesi un uso crescente della pena di morte come strumento politico. Amnesty International ha segnalato almeno 30 manifestanti a rischio esecuzione dopo processi rapidi e irregolari, spesso basati su confessioni estorte .
La linea dura del governo si inserisce in una strategia più ampia: controllare il racconto della guerra. Già durante le proteste interne di inizio anno, le autorità avevano imposto blackout di internet e minacciato la pena capitale per i manifestanti definiti “nemici di Dio” .

(Adnkronos) - Nell'ambito dell'impegno per rafforzare la cooperazione medica tra la Repubblica Araba d'Egitto e la Repubblica Italiana è stato firmato un accordo di cooperazione sanitaria tra il gruppo Gksd e il ministero della Salute egiziano per lo sviluppo del nuovo ospedale di Heliopolis da 443 posti letto. L'accordo - informa Gksd - è stato sottoscritto in occasione dell’Egypes, l'Egypt Energy Show, attualmente in corso al Cairo, sotto il patrocinio di sua eccellenza Abdel Fattah Al-Sisi. A firmare sono stati Kamel Ghribi, presidente del gruppo Gksd e del gruppo San Donato e Ahmed Mostafa, presidente dell'Organizzazione per l'assicurazione sanitaria dell'Egitto.
La cerimonia della firma si è svolta alla presenza del ministro della Salute Egiziano, Khaled Abdel Ghaffar e del ministro del Petrolio, sua Eccellenza Karim Badawi. Era inoltre presente sua eccellenza Michael Damianos, ministro dell'Energia del Commercio e dell'Industria di Cipro. Kamel Ghribi ha espresso il proprio apprezzamento per il Presidente Abdel Fattah Al-Sisi e per la crescita che l'Egitto sta vivendo, sottolineando che l'accordo rappresenta un solido punto di partenza per rafforzare la cooperazione sanitaria tra i due Paesi e offrire servizi medici avanzati ai cittadini egiziani.

(Adnkronos) - Nell’ambito dell’impegno per rafforzare la cooperazione sanitaria tra la Repubblica Araba d’Egitto e la Repubblica Italiana è stato firmato un accordo tra Gksd, Gruppo San Donato e Ministero della Salute egiziano per lo sviluppo e la gestione del New Heliopolis Hospital al Cairo.
L’intesa, sottoscritta ieri in occasione dell’Egypt Energy Show (Egypes) tenutosi nella capitale egiziana sotto il patrocinio del presidente Abdel Fattah Al-Sisi, prevede la gestione della struttura per 15 anni a partire dal 2027, una volta completata la costruzione.
Il nuovo ospedale, primo della National Health Insurance Organization, sarà un centro ad alta specializzazione con 433 posti letto, dotato di Cancer Center, Heart Center, reparti di neurochirurgia, area pediatrica e materno-infantile e centro per il trapianto di organi, e servirà un bacino stimato di circa un milione di persone.
A firmare sono stati Kamel Ghribi, presidente del gruppo Gksd e vicepresidente del Gruppo San Donato, e Ahmed Mostafa, presidente dell’Organizzazione per l’assicurazione sanitaria dell’Egitto. La cerimonia si è svolta alla presenza del ministro della Salute egiziano Khaled Abdel Ghaffar e del ministro del Petrolio Karim Badawi. Presente anche Michael Damianos, ministro dell’Energia di Cipro.
Ghribi ha espresso apprezzamento per la crescita dell’Egitto, sottolineando come l’accordo rappresenti un punto di partenza per rafforzare la cooperazione sanitaria tra i due Paesi e offrire servizi medici sempre più avanzati ai cittadini egiziani.

(Adnkronos) - E' Rai1 con 'Guerrieri – La Regola dell’Equilibrio' interpretato da Alessandro Gasssmann a vincere la sfida della prima serata televisiva di ieri, lunedì 30 marzo. La fiction tratta dai bestseller di Gianrico Carofiglio ha incollato davanti al video 3.601.000 spettatori, pari al 21.3% di share. Al secondo posto ma con uno stacco significativo si piazza Canale5, che con il 'Grande Fratello Vip' è stato visto da 1.974.000 spettatori totalizzando uno share del 16.6%. Italia1, che ieri trasmetteva ' Transporter – Extreme', è stato la scelta di 1.479.000 spettatori , per uno share del 7.8%., mentre su Rai3 'Lo Stato delle Cose' condotto da Massimo Giletti ha ottenuto un ascolto medio di 1.159.000 spettatori e uno share del 7.6%. La7 con 'La Torre di Babele' ha totalizzato 920.000 spettatori facendo registrare uno share del 4.7%, mentre Rete4 con 'Quarta Repubblica' è stata la scelta di 655.000 spettatori (share al 5%). Su Rai2, 'Stasera a Letto Tardi' ha convinto 521.000 spettatori pari al 3.1%.
Nell'access prime time è testa a testa tra 'La Ruota della Fortuna' di Gerry Scotti, che ha ottenuto un ascolto medio di 5.119.000 spettatori pari al 23.6%, e 'Affari Tuoi' di Stefano De Martino che è arrivato a 5.111.000 spettatori con uno share del 23.5%.

(Adnkronos) - Verisure, oggi leader globale nei sistemi di sicurezza monitorata per numero di clienti e nuove vendite, ha chiuso il 2025 con ricavi pari a 3.745 milioni di euro, in crescita del 9,9% su base annua. Lo rende noto Verisure nel suo rapporto annuale 2025, nel quale emerge che nell’anno passato sono state realizzate 873.000 nuove installazioni (+3,9% a/a) e che l’EBIT rettificato ha raggiunto i 953 milioni di euro (+16,3% a/a), con un margine pari al 25,4%. Negli ultimi dieci anni, Verisure ha più che triplicato il proprio portafoglio clienti, quasi quadruplicato i ricavi e portato la redditività a livelli prossimi a cinque volte superiori. Il 2025 ha ulteriormente consolidato questo percorso di crescita: oggi il gruppo è leader in 14 dei 18 mercati in cui opera e si posiziona al primo posto a livello globale nel settore, con una traiettoria sostenuta in termini di crescita, redditività e innovazione.
Il CEO di Verisure, Austin Lally ha commentato: “Il 2025 è stato un altro anno di crescita equilibrata e di qualità. Abbiamo continuato a integrare un servizio umano ad alto valore con soluzioni tecnologiche avanzate. Abbiamo inoltre avviato le attività in Messico, il nostro 18° Paese e, a fine anno, siamo diventati il leader globale del settore, con circa 6,2 milioni di clienti. In questo contesto, la quotazione sul Nasdaq di Stoccolma ha rappresentato un passaggio fondamentale. Come società quotata, abbiamo oggi una base azionaria più ampia verso cui sentiamo una forte responsabilità. Guardando al futuro, sono fiducioso: operiamo in un mercato ancora poco penetrato, offriamo un servizio essenziale con solide basi economiche e continuiamo a eseguire con successo una strategia di crescita collaudata. Il nostro impegno è quello di garantire una crescita di lungo periodo, con disciplina e trasparenza, a beneficio di azionisti, clienti, dipendenti e della società nel suo complesso”.
Verisure ha inoltre accelerato i propri sforzi in ambito innovazione, ampliando il portafoglio di prodotti e servizi e rafforzando l’utilizzo di tecnologie avanzate e dell’intelligenza artificiale, facendo leva sulla solidità della propria organizzazione tecnologica, in larga parte verticalmente integrata. La società ha continuato a registrare progressi anche sul fronte ESG, ottenendo per il terzo anno consecutivo il riconoscimento di leader globale, regionale e di settore da parte di Morningstar Sustainalytics.
Stefan Goetz, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Verisure, ha aggiunto: “La performance finanziaria e operativa del 2025 riflette la solidità della strategia perseguita con continuità da Verisure, una rigorosa disciplina nell’esecuzione e il valore di un team pienamente consapevole delle opportunità future e delle responsabilità che ne derivano. Desidero ringraziare tutti i nostri stakeholder per il supporto nel percorso di crescita della società e nella sua missione di offrire sicurezza e serenità alle famiglie e alle piccole imprese in Europa e America Latina”.
In Italia, Verisure ha consolidato nel tempo una presenza sempre più capillare e riconoscibile, affermandosi come punto di riferimento nella sicurezza monitorata e rafforzando progressivamente la propria leadership di mercato. Oggi l’azienda è presente in 18 regioni e 94 province italiane, grazie a una struttura organizzativa solida e a un team di oltre 3.000 professionisti tra funzioni di staff, operatori e rete vendita. Il cuore del servizio è rappresentato dalla Centrale Operativa, attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7, la più grande tra gli operatori privati del settore in Italia. Questa garantisce una gestione rapida, efficiente e altamente qualificata degli scatti di allarme.
Nel corso degli anni, Verisure ha saputo interpretare con attenzione le specificità del mercato italiano, adattando la propria offerta alle esigenze di famiglie, professionisti e attività commerciali, con soluzioni evolute che uniscono tecnologia proprietaria, monitoraggio continuo e capacità di intervento umano qualificato.
La Centrale Operativa di Verisure Italia riceve in media 23.000 scatti al giorno e, nel 2025, ha gestito circa 9 milioni di scatti di allarme, di cui quasi 11.000 relativi a casi reali: un dato che conferma l’elevata efficacia dei sistemi di filtro e verifica delle segnalazioni. Tra questi eventi si contano oltre 6.000 tentativi intrusioni, circa 8.500 interventi che hanno coinvolto le Forze dell’Ordine e 3.000 casi in cui è stata richiesta l’attivazione del fumogeno ZeroVision®. Nello stesso periodo, la Centrale Operativa ha inoltre gestito circa 1.500 interventi di natura medica. Dal 2022, Verisure ha infine gestito 48 casi riconducibili a situazioni di violenza domestica, grazie a protocolli operativi e percorsi di formazione dedicati agli operatori, finalizzati a rafforzare la capacità di individuare e gestire tempestivamente contesti di potenziale rischio.
A conferma del proprio investimento strategico nel Paese, Verisure ha scelto di stabilire il proprio headquarter italiano a Roma, nel quartiere Eur, presso Green Island, una sede che rappresenta pienamente la visione contemporanea dell’azienda in termini di innovazione, sostenibilità e benessere delle persone. Nato come progetto di rigenerazione urbana, l’edificio si sviluppa su 14.000 m² di spazi moderni su quattro piani operativi e ospita 30 specie vegetali distribuite su 16 giardini pensili, progettati per regolare l’irraggiamento solare e contribuire attivamente all’assorbimento della CO₂. La presenza di Verisure in Italia è quindi espressione concreta di una strategia di lungo periodo, fondata su innovazione tecnologica, prossimità territoriale, sostenibilità e qualità del servizio. Un impegno che riflette la volontà del Gruppo di continuare a crescere, offrendo soluzioni avanzate per la protezione delle persone, delle case e delle attività commerciali.

(Adnkronos) - Oltre 25 milioni di multa per Morellato Spa. L'Antitrust ha irrogato una sanzione di 25.895.043 euro per un’intesa restrittiva della concorrenza nella distribuzione di gioielli e orologi di fascia media-accessibile, attuata dal 20 luglio 2018 al 23 dicembre 2025. Lo rende noto l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che "ha accertato che Morellato, tra i principali produttori italiani di orologi e gioielli di fascia media accessibile (ovvero non di lusso), ha imposto i prezzi di vendita fissando i livelli massimi di sconto che i distributori potevano applicare sui canali di vendita online, attraverso precise raccomandazioni ai rivenditori sulle percentuali da applicare".
L’istruttoria, si legge in una nota, ha evidenziato che la condotta è stata attuata attraverso il continuo monitoraggio dei prezzi dei distributori, con sistemi di punizione nei confronti di coloro che non rispettano le sue istruzioni, successivi richiami e richieste di revoca degli sconti, fino al blocco automatico degli ordini e degli account Amazon, e anche con minacce di recesso dal contratto. Inoltre, nei contratti di distribuzione, Morellato ha previsto una clausola esplicita che vieta ai suoi distributori di operare su piattaforme online terze (come Amazon, eBay, ecc.). Anche il rispetto di questo divieto all’uso del marketplace è stato oggetto, da parte di Morellato, di monitoraggi, minacce e ritorsioni in caso di violazione, contrariamente al suo comportamento visto che la società opera sui marketplace.
L’Autorità ha quindi ritenuto che la condotta di Morellato configuri un’intesa verticale in violazione dell’articolo 101 del Tfue perché dispone la fissazione dei prezzi di rivendita e limita l’attività online su marketplace, peraltro in modo discriminatorio e non proporzionale, riducendo la concorrenza tra i rivenditori autorizzati e limitando la loro autonomia nel definire le proprie politiche commerciali.
L'osservatorio della Fondazione Gimbe sul servizio sanitario
nazionale prosegue il monitoraggio indipendente sull'attuazione
della missione salute del Pnrr. In Sardegna le Case della Comunità
programmate sono 79 di cui, secondo gli ultimi dati disponibili, 41
(51,9%) con almeno un servizio dichiarato attivo (media Italia
45,5%; dati Agenas al 31 dicembre 2025); Sono, invece, 35 fli
Ospedali di Comunità previsti di cui, secondo gli ultimi dati
disponibili, 2 (6%) con almeno un servizio dichiarato attivo (media
in Italia del 27%; dati Agenas al 31 dicembre 2025); Nel Fascicolo
Sanitario Elettronico regionale sono disponibili 16 documenti del
totale delle 20 tipologie di documenti previste dal DM 7 settembre
2023 (media Italia: 14 documenti secondo i dati del ministero della
Salute e DTD al 30 settembre 2025).
(Adnkronos) - La procura di Milano indaga per turbativa d'asta sulla vendita dello stadio San Siro e sono nove gli indagati tra Comune e persone legate alle società sportive di Inter e Milan. E' quanto emerge in un provvedimento del gip di Milano Roberto Crepaldi che ha accolto una richiesta della Procura di Milano. Tra gli indagati figurano, tra gli altri, gli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris e il direttore generale di Palazzo Marino, Christian Malangone, oltre a Mark Van Huukslot e Giuseppe Bonomi, indicati come procuratore della società Inter e l'altro come presidente di Sport Life City (di proprietà del Milan) e Alessandro Antonello ex amministratore delegato dei nerazzurri.

(Adnkronos) - La procura di Milano indaga per turbativa d'asta sulla vendita dello stadio San Siro e sono nove gli indagati tra Comune e persone legate alle società sportive di Inter e Milan. E' quanto emerge in un provvedimento del gip di Milano Roberto Crepaldi che ha accolto una richiesta della Procura di Milano.
I nove indagati devono rispondere tutti, in concorso, di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Si tratta di Christian Malangone in qualità di direttore generale del Comune di Milano dal 2018; di Giancarlo Tancredi in qualità di responsabile unico del progetto per la dismissione dello stadio Meazza ex assessore alla Rigenerazione Urbana; di Simona Collarini, quale direttore della Direzione specialistica pianificazione e programmazione servizi, Mark Van Huuksllot ex procuratore della società Interr, l'ex ad nerazzurro Alessandro Antonello, Fabrizio Grena, quale amministratore di Emerald Pine Capital Italia srl e consulente dell'Inter.
E ancora, tra gli indagati, ci sono Ada De Cesaris in qualità di consulente nerazzurra per lo sviluppo del nuovo stadio, Marta Spaini consulente del Milan per il rinnovamento del Meazza e Giuseppe Bonomi amministratore della società Sportlifecity srl di proprietà del Milan nonché consulente rossonero per il nuovo stadio San Siro.
Rivelazioni di informazioni segrete, scambi di info non trasparenti e un avviso pubblico costruito per favorire Milan e Inter. Sono questi gli elementi che hanno portato il gip Crepaldi ad autorizzare l'attività di perquisizione e sequestro nello studio professionale delle indagate Ada De Cesaris e Marta Spaini, rispettivamente consulenti di Inter e Milan per il nuovo stadio San Siro.
In particolare emerge nel documento di autorizzazione del giudice come gli indagati, attraverso "accordi informali e collusioni tra loro, nel contesto del procedimento amministrativo diretto alla alienazione/valorizzazione" dell'area San Siro - sviluppatosi tra il 2017 e il 2025 -, "turbavano il procedimento amministrativo volto alla determinazione del contenuto dell'avviso pubblico per la raccolta di manifestazioni di interesse".
Per la Procura si tratta di "collusioni consistite in costanti interlocuzioni informali e scambi di informazioni non trasparenti e indebiti, documentazione e bozze delle deliberazioni comunali emesse nel corso del procedimento, finalizzate ad orientare l'iter amministrativo" dell'area "concertando tra l'attore pubblico e la parte privata le modalità tecnico-giuridiche e i dettagli operativi della cessione" finendo così per creare un abito 'su misura': l'avviso pubblico, "costruito sulle caratteristiche gradite alle società sportive - oltre che per il brevissimo termine concesso - andava deserto", comportando la successiva vendita dell'area all'unico offerente.
Tra le più "rilevanti" condotte a dire della Procura di Milano "venivano concordati i contenuti delle principali delibere e determine dirigenziali con cui è stato dato corso all'iter amministrativo avviato nel 2019", inoltre "venivano condivisi i dettagli in merito ai potenziali vincoli culturali pendenti sullo stadio Meazza, stabilendo e concordando che la procedura amministrativa di vendita dovesse concludersi entro e non oltre il 10 novembre 2025, al solo scopo di neutralizzare il vincolo legale e di interesse pubblico riconosciuto dal Ministero della Cultura" sullo stadio, e ancora "venivano valutati e condivisi gli aspetti economici riguardanti il valore del compendio immobiliare (per il quale il Comune di Milano ha richiesto relazioni estimative all'Agenzia delle Entrate e a due consulenti esterni) e le deduzioni/scomputi dal prezzo di vendita finale legati alla successiva esecuzione dei lavori".
In particolare, Tancredi e Malangone, nelle rispettive qualità di allora assessore alla Rigenerazione Urbana e di direttore Generale del Comune di Milano, sono indagati in concorso per rivelazione di segreti d'ufficio, articolo 326 del codice penale. In violazione ai propri doveri "condividendo con Ade De Cesaris (consulente dell'Inter per il nuovo stadio San Siro, ndr) la proposta di delibera di giunta del 5 novembre 2021 relativa alla dichiarazione di pubblico interesse, prima che fosse portata all'attenzione della Giunta comunale per la discussione, le eventuali modifiche, l'approvazione e la successiva pubblicazione - rivelavano notizie di ufficio le quali dovevano rimanere segrete", quanto sostiene la Procura.
Inoltre Tancredi avrebbe condiviso con Mark Van Huuksloot (procuratore dell'Inter tra novembre 2018 e marzo 2025, anche lui tra i nove indagati, ndr) la proposta di delibera del 19 gennaio 2023 a conclusione del dibattito pubblico "prima che fosse portata all'attenzione della Giunta Comunale per la discussione, le eventuali modifiche, l'approvazione e la successiva pubblicazione - rivelava notizie di ufficio le quali dovevano rimanere segrete".
Un avviso pubblico, alla stregua di un bando, "costruito sulle caratteristiche gradite alle società sportive" di Inter e Milan e i contenuti delle principali delibere e determine dirigenziali "concordati" alle richieste delle società "per giungere alla compravendita e consentire lo sfruttamento commerciale ed edilizio del territorio circostante". Questo il piano del presunto accordo tra pubblico e privato che ha portato la Procura di Milano ad indagare per turbativa d'asta e rivelazione di segreti d'ufficio nell'indagine sulla vendita dello stadio e sul restyling dell'area circostante il Meazza.

(Adnkronos) - L’Italia ha negato agli Stati Uniti la base di Sigonella. A riportare la notizia, di qualche sera fa, ma tenuta riservata, è il Corriere della Sera. È stato il Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano a chiamare il ministro della Difesa Guido Crosetto per informarlo di quanto era appena accaduto e prendere una decisione che inevitabilmente incide sui rapporti tra Italia e Stati Uniti. Portolano è stato informato dallo Stato maggiore dell’Aeronautica che il piano di volo di alcuni asset aerei Usa prevede di atterrare a Sigonella per poi partire verso il Medio Oriente. Nessuno però ha chiesto alcuna autorizzazione né ha consultato i vertici militari italiani. Il piano era stato infatti comunicato mentre gli aerei erano già in volo. Le prime verifiche hanno accertato che non si tratta di voli normali o logistici e quindi non sono compresi nel trattato con il nostro Paese.
Non è stata chiesta alcuna autorizzazione. Anche perché gli aerei indicati nel piano di volo hanno il cosiddetto 'caveat' e non possono atterrare a meno che non ci siano emergenze. A questo punto è stato Portolano - su mandato diretto del ministro - a informare il Comando Usa della decisione presa: non possono atterrare a Sigonella perché non sono stati autorizzati e perché non c’è stata alcuna consultazione preventiva.
"Una decisione giusta. Noi non abbiamo avuto nessun segnale dal nostro alleato, che non è alleato, gli Stati Uniti, sull'inizio di questa operazione. Non c'è nessuna ragione per avere un approccio sottomesso. E' giusto e corretto che non venga dato l'uso delle basi se non nel perimetro degli accordi che prescinde dalle azioni di guerra", ha detto Carlo Calenda a Start su SkyTg24.

(Adnkronos) - Anche il vicepremier Antonio Tajani oggi in Ucraina per prendere parte alla riunione dei ministri degli Esteri Ue, organizzata in occasione del quarto anniversario del massacro di Bucha. Prima dell'inizio dei lavori a Kiev, le commemorazioni organizzate dalle autorità ucraine per rendere omaggio alle vittime delle atrocità commesse dall’esercito russo a Bucha, Irpin e Borodyanka nel marzo 2022.
L’agenda della riunione prevede una breve sessione introduttiva e un secondo segmento incentrato sul tema dell’accertamento delle responsabilità della Federazione russa per i crimini perpetrati contro l’Ucraina, anche alla luce dell’operato della Commissione per le Compensazioni e del Tribunale Speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina. La terza sessione si focalizzerà sulla situazione di terreno al termine del quarto anno di conflitto, con l’obiettivo di ottimizzare il sostegno europeo all’Ucraina sul piano militare, energetico e infrastrutturale. La questione dei veterani di guerra sarà infine l’oggetto della quarta e ultima sessione che sarà dedicata all’analisi delle principali sfide legate al reinserimento degli ex combattenti ucraini nella vita civile e sul possibile ruolo che l’Ue può giocare per favorire la coesione sociale e l’inclusione economica, soprattutto in ottica post-conflitto.
La missione rappresenterà per il ministro Tajani anche l’occasione per portare il suo sostegno ai connazionali residenti in Ucraina, attraverso una serie di incontri organizzati con il personale dell’Ambasciata a Kiev, oltre che con le comunità di funzionari presso le organizzazioni internazionali e imprenditori italiani che lavorano nel Paese.
''Siamo qui per testimoniare che l'Italia è vicina a Kiev'', ha detto Tajani in visita sul luogo del massacro. ''La nostra unità e la nostra fermezza devono avere come obiettivo quella di far sedere la Russia a un tavolo e non pretendere territori che non ha neanche conquistato''. Da parte della Russia, ha detto ancora Tajani, ''non c'è stato neanche un grande successo militare, hanno conquistato meno del 20 per cento del territorio ucraino compresa la Crimea''.
Il vicepremier ha poi ricordato che ''la pace giusta è l'obiettivo al quale siamo tutti impegnati''. Per questo, ha aggiunto, occorre ''continuare a fare pressione su Putin affichè venga a più miti consigli e comprenda che un'aggressione a un paese vicino è inaccettabile''.
''E' difficile negoziare con Putin'' perché il presidente russo ''non vuole la pace, ma spera di vincere una guerra che non riesce e a vincere'', ha poi spiegato, aggiungendo: ''Speriamo che la mediazione americana possa servire per raggiungere una pace giusta''.
L'Iran ha accusato l'Ucraina di essere complice dell'aggressione militare a causa del dispiegamento di specialisti anti-drone nei paesi del Golfo. In una lettera inviata al Segretario generale Antonio Guterres e al Consiglio di sicurezza, il rappresentante di Teheran presso le Nazioni Unite afferma che le azioni dell'Ucraina equivalgono a un coinvolgimento diretto nel conflitto e sostiene che Kiev ne ha la responsabilità legale ai sensi del diritto internazionale. "Il riconoscimento da parte dell'Ucraina di aver inviato centinaia di esperti nella regione per contrastare efficacemente l'Iran costituisce una prova di sostegno materiale e operativo all'aggressione militare", ha scritto l'ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, Amir Saeed Iravani, aggiungendo che "l'Ucraina ha una responsabilità internazionale derivante dall'aver aiutato o assistito un'altra parte nel commettere atti illeciti" e ha affermato che il ruolo dell'Ucraina non è stato incidentale, ma una forma di facilitazione attiva.
Il Ministero degli Esteri ucraino ha respinto le accuse, definendole false e sottolineando il ruolo dell'Iran nella fornitura di droni alla Russia, utilizzati negli attacchi contro le città ucraine a partire dal 2022. Secondo quanto affermato dalle autorità ucraine, decine di migliaia di droni Shahed di fabbricazione iraniana sono stati lanciati contro l'Ucraina durante la guerra su vasta scala. "Quasi 60.000 droni condivisi tra Iran e Russia hanno colpito l'Ucraina dal 2022", ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri Heorhii Tykhyi . "Nessun drone ucraino ha mai colpito l'Iran".
Trentotto droni sarebbero intanto stati abbattuti nella regione di San Pietroburgo. Lo ha riferito sulla piattaforma Max il governatore Alexander Drozdenko, aggiungendo che il porto di Ust-Luga ha subito danni. Nel villaggio di Molodtsovo, nel distretto di Kirovsky, i detriti dei droni hanno danneggiato le finestre di tre edifici residenziali, di una scuola secondaria e del centro di assistenza sociale. Tre persone, tra cui due bambini, sono rimaste ferite.

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In occasione della Giornata internazionale della consapevolezza
sull'autismo, che si celebra il 2 aprile, l'Aou di Sassari si
conferma protagonista nel panorama nazionale della ricerca e
dell'assistenza sui disturbi dello spettro autistico, con un ruolo
di primo piano nel convegno "Autismo lungo l'arco di vita. Evidenze
scientifiche e innovazioni negli interventi", che si è svolto a
Roma.
(Adnkronos) - “Questa cooperazione bilaterale ci consentirà di portare presto anche un astronauta italiano sulla Luna, in un modulo abitativo che sarà costruito in Italia, a Torino”. E' l’annuncio del ministro delle Imprese e del Made in Italy, il senatore Adolfo Urso, arrivato a Washington per una missione istituzionale di due giorni volta a rafforzare la cooperazione industriale e tecnologica tra l’Italia e gli Stati Uniti, in particolare nei settori strategici dello Spazio, dell’intelligenza artificiale e delle materie prime critiche. Lo sguardo dell’amministrazione Trump è al satellite della Terra, con la volontà di accelerare il processo per realizzare il prima possibile un nuovo allunaggio e stabilire una presenza sulla Luna anche attraverso la costruzione di un modulo abitativo della Stazione Spaziale Permanente. “Pensate cosa possa significare nell’immaginario collettivo del nostro paese e nel dare forza alle nuove generazioni. L'Italia è una grande potenza tecnologica e un protagonista nella storia dello spazio”, ha spiegato il ministro ai giornalisti presenti a Villa Firenze, la residenza dell’ambasciatore italiano Marco Peronaci nella capitale americana.
L’obiettivo è di vedere tutto ciò realizzato nei prossimi 7-10 anni. E qui entra in gioco il know-how tecnologico italiano, secondo Urso, per realizzare l’unità abitativa da portare sul satellite e permettere agli astronauti di vivere e operare in una condizione ambientale di piena sicurezza. "Siamo particolarmente soddisfatti per il riconoscimento che è stato dato alle imprese italiane, ha detto Urso aggiungendo: "L'Italia collaborerà con gli Stati Uniti e con gli altri attori in questa nuova grande avventura spaziale nella colonizzazione della Luna. Lo può fare perché ha un patrimonio di imprese e di tecnologie uniche al mondo”.
Senza menzionare quali saranno le imprese coinvolte in questa collaborazione, Urso ha rivelato che sono quelle del distretto industriale di Torino in quanto hanno la capacità tecnologica per realizzare il modulo abitativo secondo i criteri e parametri necessari. Il cuore di questa prima giornata della visita istituzionale è stato l’incontro con l’Amministratore della National Aeronautics and Space Administration, Jared Isaacman, presso il quartier generale della Nasa.
Un momento che, secondo il ministro, è servito per confermare e rafforzare la cooperazione bilaterale fra la Nasa e l’Agenzia Spaziale Europea, oltre a enfatizzare il ruolo storico e tecnologico dell’Italia nel settore spaziale. “Abbiamo anche lavorato con i rappresentanti degli Stati Uniti per quanto riguarda la questione centrale, sempre più centrale, che è quella delle materie prime critiche e dei rifornimenti energetici del nostro paese”, ha proseguito Urso.
Sul fronte delle materie prime l’Italia punta a farsi garante di autonomia e resilienza: è stato deciso di istituire un gruppo di lavoro bilaterale con gli Stati Uniti - nell’ambito della più ampia intesa Ue–Usa - per coordinare l’estrazione, la lavorazione e soprattutto il riciclo di queste preziose risorse, dove “le nostre imprese hanno una tecnologia all’avanguardia”, ha detto il ministro. Ad esempio, Roma si è candidata ad ospitare uno dei due depositi pilota europei di stoccaggio (l’altro sarà nel Nord Europa, ndr) per fronteggiare eventuali crisi nella catena d’ approvvigionamento globale. Urso ha ribadito che “non possiamo dipendere da altri attori che fanno pesare questa condizione”.
Sul capitolo energia, il governo vuole rilanciare la cooperazione sul nucleare di nuova generazione: small modular reactors e reattori avanzati di terza e quarta generazione dovranno affiancare le rinnovabili per ridurre la dipendenza dai fossili.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy ha sottolineato la necessità di “colmare la diversità in attesa della fusione” e di costruire soluzioni industriali per garantire forniture più sicure in un contesto geopolitico incerto come quello attuale con l’Iran. “Bisogna creare small reactor di nuova generazione che saranno realizzati su base industriale, componibili, trasportabili e quindi sarà possibile installarli nelle aree industriali dove si ritengono necessari”.
Nel frattempo, per l’intelligenza artificiale e la meccanica quantistica l’Italia si presenta come piazza strategica per investimenti e Urso ha avuto incontri importanti nella capitale statunitense anche su questi due temi. In particolare, grazie al ruolo italiano di approdo centrale dei cavi in fibra ottica che collegano Europa, Nord America, Africa e Asia, alla presenza di supercalcolatori di vertice come quello dell’Eni a Pavia, il nuovo polo Leonardo a Genova, quello del Cineca a Bologna e a un tessuto industriale competitivo, il paese è pronto ad attrarre capitali e infrastrutture digitali. “Siamo in campo — lo sanno anche qui negli Stati Uniti”, ha detto il ministro, affermando di aver invitato Washington a prendere in considerazione l’Italia come hub per data center, AI e ricerca quantistica. (di Iacopo Luzi)

(Adnkronos) - Ennesimo colpo di coda dell'inverno con neve e maltempo sull'Italia ma per Pasqua cambia tutto con un sorprendente ribaltone meteo. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma un 2026 accanito particolarmente sulle nostre regioni meridionali. Dopo i danni causati dal Ciclone Harry e dalla recente tempesta Jolinda transitata sullo Stretto di Sicilia, una nuova e insidiosa perturbazione è in discesa vertiginosa dalla Norvegia. Il maltempo colpirà duro soprattutto il Medio Adriatico e il meridione. Tra mercoledì 1 e giovedì 2 aprile, assisteremo ad un evento eccezionale per la stagione: tra Abruzzo e Molise è atteso fino a un metro di neve fresca oltre i 1000 metri di quota, ma con fiocchi fino a quote collinari.
La genesi di questa ondata di maltempo risiede in un violento scontro termico: l'aria polare marittima scandinava andrà a impattare contro le prime correnti temperate in afflusso dal Nord Africa verso l'Italia. Questo mix esplosivo genererà forti temporali su buona parte del Centro-Sud. Questo vortice ciclonico resterà bloccato tra lo Ionio, il Basso Tirreno e lo Stretto di Sicilia almeno fino a venerdì, attivando intensi venti da nord e violente mareggiate sulle coste esposte del Medio Adriatico e, localmente, su quelle delle Isole Maggiori.
Questo quadro disastroso per l'inizio della Settimana Santa nasconde per fortuna un clamoroso lieto fine. Proprio quando sembrerà di essere tornati a gennaio, da sabato si materializzerà il ribaltone: l'Anticiclone delle Azzorre farà il suo trionfale ritorno sul Mediterraneo. Sembrerà un vero e proprio "Pesce d'Aprile", ma fortunatamente reale: passeremo rapidamente da un clima freddo con piogge e massime di 14-15°C, a un'esplosione fatta di sole e temperature in impennata fino a picchi di 22-25°C. Solo il Sud farà i conti con un po' di instabilità residua nella giornata di sabato e con qualche locale, breve rovescio tra Pasqua e Pasquetta, limitato perlopiù a ridosso dei rilievi calabresi e siciliani. Possiamo sbilanciarci: la probabilità di vivere festività pasquali asciutte e miti si aggira intorno all’80%: un'affidabilità decisamente elevata, considerando che ci troviamo ancora a 6 giorni di distanza.
In sintesi, la Settimana Santa ci regalerà un ribaltone meteorologico estremo ma, per una volta, estremamente piacevole. Dalla furia del maltempo invernale di metà settimana, passeremo rapidamente a una Primavera pasquale soleggiata e calda.
Martedì 31. Al Nord: tempo stabile e soleggiato. Al Centro: molte nubi con piogge su Marche, Abruzzo e Lazio; neve sopra i 500-700 metri di quota. Al Sud: maltempo diffuso.
Mercoledì 1. Al Nord: cielo parzialmente nuvoloso, più sole sui settori occidentali. Al Centro: intenso maltempo sulle Adriatiche, neve copiosa sui rilievi. Al Sud: maltempo diffuso. Giovedì 2. Al Nord: cielo poco nuvoloso, clima mite. Al Centro: maltempo sulle Adriatiche, neve copiosa sui rilievi. Al Sud: maltempo diffuso.
Tendenza: ciclone in azione al Sud e Adriatiche fino a venerdì, poi arriva l’anticiclone per Pasqua e Pasquetta.
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