
(Adnkronos) - Oltre 200 medici si sono riuniti all'Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma per un convegno dedicato a uno dei temi più attuali dell'oncologia: l'equilibrio tra escalation e de-escalation nel trattamento del cancro del retto extraperitoneale. Un approccio che segna il passaggio da protocolli standardizzati a strategie sempre più calibrate sul singolo paziente. L'iniziativa, promossa da Roberto Santoro, primario della Chirurgia digestiva epato-bilio-pancreatica dell'istituto, ha visto la partecipazione di alcuni tra i principali esperti del settore tra cui Carlo Garufi, Giuseppe Ettorre, Massimo Carlini e Gianfranco Gualdi, informa una nota.
Al centro del dibattito le due strategie terapeutiche che oggi guidano le scelte cliniche. Da un lato l'escalation, ovvero l'intensificazione delle cure nei casi più complessi: tumori localmente avanzati, margini a rischio evidenziati dalla risonanza magnetica, fattori prognostici sfavorevoli. In questi casi si punta su radiochemioterapia neoadiuvante, combinazioni di trattamenti e, sempre più spesso, sulla Total neoadjuvant therapy (Tnt) che integra chemioterapia e radioterapia prima dell'intervento chirurgico. L'obiettivo è chiaro: aumentare il controllo della malattia e ridurre il rischio di metastasi. Dall'altro lato la de-escalation rappresenta la frontiera opposta, ma complementare: ridurre l'intensità delle cure quando possibile, evitando tossicità inutili. Un'opzione che riguarda pazienti con tumori iniziali o con risposta completa alla terapia, nei quali si possono adottare approcci meno invasivi, fino alla strategia 'watch and wait', che consente in alcuni casi di evitare l'intervento chirurgico preservando la qualità della vita.
Il punto di sintesi emerso dal convegno è una nuova visione della cura oncologica: non più un modello unico valido per tutti, ma percorsi costruiti su misura. La personalizzazione passa attraverso l'imaging avanzato, in particolare la risonanza magnetica pelvica, la valutazione della risposta ai trattamenti e le caratteristiche biologiche del tumore. "In oncologia - è il messaggio condiviso dagli specialisti - la sfida non è solo curare di più, ma curare meglio". Il futuro del trattamento del tumore del retto extraperitoneale si gioca proprio su questo equilibrio: massimizzare l'efficacia quando necessario, ridurre l'impatto terapeutico quando possibile. Un cambio di paradigma che mette al centro non solo la sopravvivenza, ma anche la qualità della vita dei pazienti.

(Adnkronos) - Era stato arrestato in Italia su mandato delle autorità della Tunisia con l’accusa di essere un narcotrafficante internazionale. Ma una volta trasferito in Francia, su richiesta delle autorità giudiziarie francesi, è stato scarcerato dopo una ingiusta detenzione che lo ha tenuto per tre mesi in carcere e uno ai domiciliari: alla base della decisione i forti dubbi sulla reale identità dell’uomo. Protagonista della vicenda è un cittadino francese di 42 anni, di professione artista, difeso in Italia dall’avvocato Francesco Del Deo e in Francia dall’avvocata Marie Cornanguer. "Fin dall’inizio il mio assistito, che era in Italia in vacanza, aveva sostenuto di essere vittima di uno scambio di persona, una versione che avrebbe trovato riscontro appena arrivato Oltralpe", ha commentato all'Adnkronos l'avvocato Del Deo. La scarcerazione provvisoria è stata disposta quasi immediatamente dalle autorità francesi, che hanno ritenuto plausibile l’ipotesi secondo cui qualcuno avrebbe utilizzato documenti rubati anni prima e regolarmente denunciati.
"La vicenda - spiega il legale - prende avvio con l’emissione di un mandato di arresto internazionale da parte della Tunisia partita dall'alert 'Alloggiati' della polizia di Stato, che qualificava l’uomo come narcotrafficante. In esecuzione del provvedimento, le autorità italiane lo avevano arrestato e condotto in carcere. L'accusa nei suoi confronti, delle autorità tunisine, era quella di avere spedito droga dal porto di Marsiglia alla Tunisia". Successivamente il giudice aveva disposto gli arresti domiciliari. "Una misura - lamenta il legale - che l’indagato ha potuto scontare soltanto grazie alla disponibilità economica necessaria per affittare un alloggio: in assenza di tale possibilità sarebbe rimasto detenuto. Complessivamente ha trascorso circa un mese in carcere e quasi tre mesi ai domiciliari".
Nel frattempo, la Francia aveva emesso un mandato di arresto europeo per poter processare il proprio cittadino. La collaborazione tra le autorità giudiziarie italiane e francesi, insieme all’attività dei difensori, ha consentito il rapido trasferimento oltre confine. Ma proprio all’arrivo in Francia la vicenda ha avuto una svolta: dai primi accertamenti sono emersi elementi concreti che hanno fatto dubitare dell’effettiva identità dell'arrestato. Secondo la ricostruzione della difesa, "la pista più credibile è quella dell’utilizzo fraudolento di documenti sottratti anni fa al mio assistito e già oggetto di denuncia". Gli approfondimenti svolti in ambito internazionale avrebbero rapidamente rafforzato questa ipotesi. L'uomo risulta comunque ancora indagato.

(Adnkronos) - Anche quest’anno il numero di domande di pensionamento nella scuola italiana rimane limitato e ben al di sotto delle aspettative e per procedere con un più regolare ricambio generazionale: a causa del progressivo innalzamento dei parametri contributivi per lasciare il servizio, si fermano infatti a poco più di 25mila le richieste presentate per l’accesso alla pensione, dal prossimo primo settembre, da parte del personale insegnante, Ata e di dirigenza scolastica. E' l'allarme che lancia il sindacato Anief, secondo il quale "considerando l’età media di chi lavora a scuola, ormai ben oltre i 50 anni, c’è poco da essere allegri. In futuro, inoltre, andrà sempre peggio: i giovani lavoratori, infatti, sono destinati ad abbandonare l’attività professionale oltre i 70 anni e con assegni pensionistici sempre più magri".
“Se confermata – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – la consistenza di domande risulta esigua, perché va considerato che sono tra i 200mile e i 300mila i lavoratori ultra-sessantenni della scuola pubblica italiana. Per noi è sempre più chiaro che le norme generali per l’accesso al pensionamento (ormai oltre i 67 anni per quella di anzianità) non possono comprendere tutte le categorie lavorative: un caso emblematico è quello della scuola, dove il rischio salute risulta ben oltre la media nazionale; risulta quindi sempre più impellente procedere con il riconoscimento del burnout favorendo, non certo rallentando come avviene ora, il ricambio generazionale: ancora di più dopo che il Parlamento, su richiesta dal Governo, ha deciso con l’ultima legge di Bilancio di alzare la soglia dell’età di pensionamento".
"Noi a questo ci opponiamo, lo abbiamo detto in Senato e lo diremo in tutte le sedi, a partire da quelle istituzionali”, conclude Pacifico.

(Adnkronos) - Un gruppo di artisti e curatori coinvolti nella mostra principale della Biennale Arte 2026 di Venezia, che aprirà al pubblico il 9 maggio, ha diffuso una lettera aperta “urgente” per protestare contro la partecipazione di Israele, Russia e Stati Uniti alla rassegna internazionale.
Il documento, firmato da circa 70 artisti – tra cui Alfredo Jaar, Tabita Rezaire, Pio Abad, Zoe Leonard e Galas Porras-Kim, come riporta l'Adnkronos - estende una precedente richiesta avanzata dal collettivo Art Not Genocide Alliance (Anga), includendo tutti i “regimi attualmente responsabili di crimini di guerra”, tra cui appunto Israele, Russia e Stati Uniti. Tra i firmatari figurano anche tre dei cinque curatori incaricati da Koyo Kouoh (la curatrice della Biennale Arte scomparsa improvvisamente nel maggio 2025) per realizzare la mostra principale “In Minor Keys”: Rasha Salti, Gabe Beckhurst Feijoo e Rory Tsapayi. Al centro delle critiche vi è la decisione della Biennale di Venezia di ospitare un padiglione nazionale israeliano all’Arsenale, dove sarà rappresentato dall’artista Belu-Simion Fainaru. La scelta consentirebbe a Israele di partecipare nonostante la ristrutturazione del suo padiglione permanente ai Giardini. Nella lettera si afferma che tale decisione è stata formalmente contestata il 13 marzo e si critica la posizione di “neutralità” adottata dall’istituzione veneziana. “Consentire la partecipazione di governi che stanno attivamente commettendo crimini di guerra, atrocità e genocidio non è neutralità”, si legge nel testo. In precedenza Fainaru aveva difeso il ruolo dell’arte come spazio di dialogo: “L’arte è un luogo per il confronto, non per l’esclusione”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di superare le divisioni politiche e dare voce liberamente alle persone.
I firmatari sostengono inoltre che l’inserimento del padiglione israeliano all’Arsenale interferirebbe con la visione curatoriale della mostra principale e comporterebbe condizioni di “violenza e paura” legate alle misure di sicurezza necessarie.
Anche questa volta la Biennale presieduta da Pietrangelo Buttafuoco non ha commentato direttamente la lettera. Del resto, l'istituzione ha ribadito in precedenza più volte il proprio impegno per la “libertà artistica” e il rifiuto di qualsiasi forma di esclusione o censura.
Il dibattito si inserisce in un contesto già teso: la decisione di riammettere la Russia ha suscitato critiche internazionali e la minaccia da parte dell’Unione Europea di ritirare finanziamenti pari a 2 milioni di euro alla Biennale. Mosca si era ritirata dall’edizione 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina, in seguito alla quale la Biennale aveva dichiarato di non voler collaborare con soggetti legati ad atti di aggressione militare. Nella lettera, gli artisti richiamano proprio quella presa di posizione, sostenendo che gli stessi principi dovrebbero oggi valere anche per Israele, Russia e Stati Uniti. Gli Stati Uniti saranno rappresentati dallo scultore Alma Allen, mentre la Russia tornerà con una mostra collettiva che coinvolge oltre 50 giovani tra musicisti, poeti e filosofi.
Alcuni firmatari hanno scelto l’anonimato; tra le adesioni figurano anche collettivi e organizzazioni artistiche. Nel frattempo sarebbe ancora aperta l'istruttoria ordinata dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli, per accertare - sulla base della documentazione inviata da Venezia a Roma - che non siano state violate le sanzioni in vigore per l'allestimento del padiglione russo ai Giardini, che dovrebbe riaprire esclusivamente per pochi giorni, dal 6 all'8 maggio, in occasione della preview riservata alla stampa internazionale, per poi essere di nuovo chiuso dal 9 maggio al 22 novembre 2026 quando la Biennale potrà essere visitata dal pubblico. (di Paolo Martini)

(Adnkronos) - Un gruppo di artisti e curatori coinvolti nella mostra principale della Biennale Arte 2026 di Venezia, che aprirà al pubblico il 9 maggio, ha diffuso una lettera aperta “urgente” per protestare contro la partecipazione di Israele, Russia e Stati Uniti alla rassegna internazionale.
Il documento, firmato da circa 70 artisti – tra cui Alfredo Jaar, Tabita Rezaire, Pio Abad, Zoe Leonard e Galas Porras-Kim, come riporta l'Adnkronos - estende una precedente richiesta avanzata dal collettivo Art Not Genocide Alliance (Anga), includendo tutti i “regimi attualmente responsabili di crimini di guerra”, tra cui appunto Israele, Russia e Stati Uniti. Tra i firmatari figurano anche tre dei cinque curatori incaricati da Koyo Kouoh (la curatrice della Biennale Arte scomparsa improvvisamente nel maggio 2025) per realizzare la mostra principale “In Minor Keys”: Rasha Salti, Gabe Beckhurst Feijoo e Rory Tsapayi. Al centro delle critiche vi è la decisione della Biennale di Venezia di ospitare un padiglione nazionale israeliano all’Arsenale, dove sarà rappresentato dall’artista Belu-Simion Fainaru. La scelta consentirebbe a Israele di partecipare nonostante la ristrutturazione del suo padiglione permanente ai Giardini. Nella lettera si afferma che tale decisione è stata formalmente contestata il 13 marzo e si critica la posizione di “neutralità” adottata dall’istituzione veneziana. “Consentire la partecipazione di governi che stanno attivamente commettendo crimini di guerra, atrocità e genocidio non è neutralità”, si legge nel testo. In precedenza Fainaru aveva difeso il ruolo dell’arte come spazio di dialogo: “L’arte è un luogo per il confronto, non per l’esclusione”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di superare le divisioni politiche e dare voce liberamente alle persone.
I firmatari sostengono inoltre che l’inserimento del padiglione israeliano all’Arsenale interferirebbe con la visione curatoriale della mostra principale e comporterebbe condizioni di “violenza e paura” legate alle misure di sicurezza necessarie.
Anche questa volta la Biennale presieduta da Pietrangelo Buttafuoco non ha commentato direttamente la lettera. Del resto, l'istituzione ha ribadito in precedenza più volte il proprio impegno per la “libertà artistica” e il rifiuto di qualsiasi forma di esclusione o censura.
Il dibattito si inserisce in un contesto già teso: la decisione di riammettere la Russia ha suscitato critiche internazionali e la minaccia da parte dell’Unione Europea di ritirare finanziamenti pari a 2 milioni di euro alla Biennale. Mosca si era ritirata dall’edizione 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina, in seguito alla quale la Biennale aveva dichiarato di non voler collaborare con soggetti legati ad atti di aggressione militare. Nella lettera, gli artisti richiamano proprio quella presa di posizione, sostenendo che gli stessi principi dovrebbero oggi valere anche per Israele, Russia e Stati Uniti. Gli Stati Uniti saranno rappresentati dallo scultore Alma Allen, mentre la Russia tornerà con una mostra collettiva che coinvolge oltre 50 giovani tra musicisti, poeti e filosofi.
Alcuni firmatari hanno scelto l’anonimato; tra le adesioni figurano anche collettivi e organizzazioni artistiche. Nel frattempo sarebbe ancora aperta l'istruttoria ordinata dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli, per accertare - sulla base della documentazione inviata da Venezia a Roma - che non siano state violate le sanzioni in vigore per l'allestimento del padiglione russo ai Giardini, che dovrebbe riaprire esclusivamente per pochi giorni, dal 6 all'8 maggio, in occasione della preview riservata alla stampa internazionale, per poi essere di nuovo chiuso dal 9 maggio al 22 novembre 2026 quando la Biennale potrà essere visitata dal pubblico. (di Paolo Martini)

(Adnkronos) - Gabriele Gravina "si è dimesso, come tutti si aspettavano, quindi si è comportato correttamente". Lo dice Fabio Capello all'Adnkronos. Tardi o nei tempi giusti? "Non significa niente. Le ha date, sono state accettate e quindi direi che si è comportato come tutti si aspettavano si comportasse, quindi correttamente". Per il futuro novità o usato sicuro? "Non mi aspetto proprio niente".
"Le dimissioni di Gravina? E' una decisione personale sua, è un dispiacere, abbiamo manifestato tutta la nostra solidarietà, ora si tratta di ripartire. Adesso, le elezioni il 22 giugno. Ci sono già dei nomi che sono stati fatti? No, questo no, è troppo presto e staremo a vedere, ci sono 90 giorni, vedremo quello che succede. Il futuro di Gattuso? E' uguale, è la stessa cosa. Noi ci siamo, se ci viene chiesto, daremo il nostro parere". ha spiegato il presidente degli allenatori Renzo Ulivieri dopo l'incontro delle componenti in Figc e le dimissioni di Gravina.
"È stata una riunione molto triste e molto tranquilla, però molto triste. Triste perché si chiude un percorso, triste anche per i risultati. Triste perché noi avevamo, al di là del discorso politico, anche il discorso personale. Cosa succederà adesso? Siamo in difficoltà, ma non da ora, perché siamo in difficoltà dal 2006. È una difficoltà lunga e quindi vedremo. Non credo che queste difficoltà che hanno causato queste dimissioni".
Sul tema è intervenuto anche il presidente dell'Assocalciatori Umberto Calcagno: "Dimissioni Gravina? Dobbiamo cercare di trasformare questo momento di difficoltà in opportunità. Nelle dichiarazioni che abbiamo letto in questi giorni colgo che finalmente si parla di qualcosa che noi diciamo da tempo, ovvero che gli italiani giocano poco, ma la Figc non ha gli strumenti giuridici per far sì che giochino di più, speriamo che con l'intervento della politica si possano studiare norme che favoriscano l'utilizzo di italiani e si possa condividere un progetto sportivo che possa rilanciare il nostro mondo". Calcagno ha poi precisato che non si è parlato del futuro di Gattuso come ct o del successore di Gravina: "La delusione deve essere trasformata in positività. Ma oggi non si è parlato di un successore per la presidenza, la figura che verrà individuata dovrà essere un passo indietro rispetto a ciò che bisogna fare".

(Adnkronos) - Promuovere l'attività fisica come sana abitudine quotidiana, educare fin dall'infanzia a corretti stili di vita e rafforzare la cultura della prevenzione: sono gli obiettivi al centro del protocollo d'intesa siglato tra la Federazione italiana medici pediatri (Fimp), il Coni e la Fondazione Milano-Cortina 2026. Un'alleanza che punta a trasformare l'eredità dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 in un'opportunità concreta per migliorare la salute delle nuove generazioni. A suggellare il valore dell'accordo è stata la firma simbolica messa in occasione del 52° Congresso nazionale sindacale della Fimp dal presidente della sigla, Antonio D'Avino, e da Diana Bianchedi, vice presidente vicario del Coni e Chief Strategy planning and Legacy Officer di Fondazione Milano-Cortina 2026, già campionessa olimpica di fioretto a squadre e medico dello sport.
Promuovere l'attività fisica e la cultura della prevenzione significa intervenire precocemente sui determinanti della salute, contrastando sedentarietà e cattive abitudini, si legge in una nota. In questo percorso si conferma centrale il ruolo del pediatra di famiglia, figura di riferimento capace di incidere concretamente sui comportamenti quotidiani di bambini, genitori e famiglie. "E' nel dialogo costante con le famiglie che si costruiscono le basi di uno stile di vita attivo, contrastando sedentarietà e abitudini scorrette sin dai primi anni di vita - dichiara D'Avino - La firma di questo protocollo ci rende particolarmente orgogliosi. Grazie a questa iniziativa, il pediatra di famiglia sarà supportato attraverso strumenti pratici da integrare nella propria attività: indicazioni per fasce d'età, suggerimenti per favorire il movimento nella quotidianità e momenti di confronto con bambini e adolescenti sul valore di uno stile di vita attivo. Il pediatra di famiglia è il primo alleato delle famiglie nel costruire salute ogni giorno".
L'alleanza prevede attività di informazione e sensibilizzazione rivolte alle famiglie su scala nazionale, percorsi formativi dedicati ai pediatri e momenti di confronto, con l'obiettivo di consolidare nel tempo una maggiore consapevolezza sul ruolo dell'attività fisica nella crescita equilibrata dei più giovani. "Questo protocollo rappresenta una grande assunzione di responsabilità - afferma Bianchedi - Sedentarietà e obesità sono sfide sempre più urgenti per la salute dei giovani del nostro Paese. Promuovere l'attività fisica fin da piccoli è fondamentale non solo in ottica di prevenzione, ma anche per educare a corretti stili di vita. E' da qui che dobbiamo partire per incidere davvero sul futuro delle nuove generazioni", precisa. "Questa collaborazione - conclude D'Avino - è un passo concreto verso un cambiamento culturale: riconoscere il movimento come parte integrante della vita quotidiana e come strumento di prevenzione e benessere, al pari di una corretta alimentazione e di sani stili di vita".
(di Maria Grazia Marilotti) Una moderna epopea sportiva: Otto
Infinito - Vita e morte di un Mamba, nuovo spettacolo di e con
Federico Buffa dedicato a Kobe Bryant, è in cartellone il 14 aprile
alle 20.30 al Massimo di Cagliari e il 15 alle 20.30 al Comunale di
Sassari per Cedac.
(Adnkronos) - "Questo lavoro ci ha reso e ci rende quotidianamente consapevoli di quanto la ricerca scientifica sia un'infrastruttura fondamentale per il sistema Paese: una risorsa strategica al pari delle reti energetiche e digitali, nonché una leva che ci permette di trasformare la conoscenza in prevenzione, diagnosi e cura". Così Francesca Galli, dirigente della segreteria tecnica presso l'Ufficio di Gabinetto del ministero dell'Università e della Ricerca, commentando i risultati ottenuti dal Centro nazionale per lo sviluppo di terapia genica e farmaci con tecnologia a Rna grazie ai fondi Pnrr, presentati oggi a Roma durante l'evento ‘Il futuro è adesso’.
Il lavoro sinergico con le istituzioni può "rendere questo investimento ancora più efficace, efficiente ed equo, migliorando concretamente la vita delle persone - osserva Galli - Le terapie avanzate rappresentano chiaramente una svolta e un forte cambio di paradigma per la ricerca: oggi possiamo investire su geni e cellule intesi come farmaci, su piattaforme terapeutiche adottabili e sulla possibilità di interventi altamente mirati, anche nel contesto delle malattie rare o ultra rare”. Alla luce di questi progressi, afferma, "dobbiamo fornire un'indicazione decisiva al mondo della ricerca, passando dalla 'promessa' delle terapie avanzate alla loro applicazione concreta. Non basta infatti sviluppare una soluzione: occorre garantirne l'accesso clinico attraverso percorsi ad hoc e il costante sostegno alle università. E' fondamentale quanto avete saputo costruire: un'infrastruttura di centri di eccellenza in rete, connessi tra loro sul territorio e legati al tessuto imprenditoriale locale e nazionale. Il tutto in una dimensione estera e in un'ottica di rapporti multilaterali, che contraddistinguono sia la nostra ricerca di base sia quella applicata".
"Questi centri di eccellenza - sottolinea Galli - ci insegnano che la sostenibilità deve essere concepita come un investimento e non come un semplice costo. E' necessario considerare la spesa in ricerca e innovazione valutando i costi evitati e i benefici complessivi del lavoro che andiamo a svolgere. Questo ci permetterà di costruire proposte e strumenti dedicati per agire in un contesto internazionale molto complesso - segnato dall'evoluzione geopolitica, scientifica e sociale - arrivando a definire modelli di riferimento e a ripensare il ruolo di tutti i policy maker e gli stakeholder presenti in questa sala”, conclude.

(Adnkronos) - Dopo il successo della 37a edizione a Barcellona nel 2024, Unicredit supporterà anche la 38a edizione della Louis Vuitton America’s Cup a Napoli in qualità di Global Partner e Global Banking Partner, rafforzando il proprio impegno di lungo periodo nei confronti della competizione e verso progetti internazionali complessi e di alto profilo. La collaborazione tra UniCredit e l’America’s Cup si basa su valori condivisi, con un focus chiaro su innovazione, sostenibilità e inclusione, offrendo al contempo un contesto concreto in cui competenze finanziarie, capacità di esecuzione e coordinamento tra più stakeholder risultano centrali per il successo dell’iniziativa.
Nelle precedenti edizioni, l’America’s Cup ha saputo coniugare eccellenza sportiva e iniziative a supporto della Blue Economy, dello sviluppo delle comunità locali e dell'allineamento con gli obiettivi di sostenibilità definiti da World Sailing nell’ambito dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. L’evento ha inoltre rappresentato un banco di prova per l’innovazione tecnologica, promuovendo l’adozione progressiva di soluzioni a basso impatto ambientale, la sperimentazione di piattaforme di navigazione a zero emissioni e l’applicazione di tecnologie avanzate.
Nell’ambito dell’attuale Protocollo che regola la 38a Louis Vuitton America’s Cup, il programma prevede anche l’utilizzo sistematico di un’imbarcazione dedicata alimentata a idrogeno, sottolineando l’importanza crescente delle energie alternative e della finanza sostenibile nell’ambito di progetti ad alta intensità di capitale. L’America’s Cup è la più antica competizione sportiva internazionale al mondo ed è tra gli eventi sportivi più seguiti a livello globale, con un’audience di centinaia di milioni di spettatori nelle edizioni più recenti. L’Europa rappresenta una presenza forte e in crescita, con un numero significativo di team anche nelle regate delle Youth e Women’s America’s Cup. In questo contesto, il ruolo di Unicredit come global partner riflette la dimensione paneuropea del Gruppo, il suo forte posizionamento in molteplici Paesi e l’ampia base di clienti a livello internazionale.
La partnership è coerente con la solida performance operativa e la crescita costante di Unicredit negli ultimi anni, così come con la sua capacità di supportare progetti complessi in diversi Paesi e settori. Il percorso verso il 2027 prevede una serie di iniziative che richiedono un coordinamento stretto tra stakeholder pubblici e privati, sia a livello locale che nazionale, insieme a requisiti finanziari, tecnici e organizzativi sempre più sofisticati, ambiti in cui affidabilità esecutiva e sostenibilità finanziaria di lungo periodo sono fondamentali.
Andrea Orcel, Ceo di Unicredit ha affermato: “L’America’s Cup è una competizione dalla storia e dal prestigio unici, un vero punto di riferimento per eccellenza, lavoro di squadra e innovazione. Siamo particolarmente orgogliosi di contribuire a portare questo evento per la prima volta in Italia– un Paese che rappresenta il cuore pulsante dei progressi della nostra banca e del futuro che stiamo costruendo. Ancora una volta, siamo lieti di collaborare con un evento che incarna il nostro spirito e offre una piattaforma per generare un impatto significativo e sostenibile ben oltre la competizione. Si tratta di una prima occasione storica per l’Italia e di un’opportunità che ci impegniamo a sostenere per le comunità che serviamo”.
Grant Dalton, Chairman dell’America's Cup Partnership Board ha dichiarato: “Il futuro dell’America’s Cup dipenderà dalla capacità di collaborare a lungo termine con grandi partner, costruendo insieme percorsi commerciali sostenibili. Apprezziamo la visione strategica di lungo periodo e la capacità di agire prontamente con dinamismo di UniCredit, ed è un grande riconoscimento per la nuova America’s Cup Partnership avere UniCredit a bordo per la Louis Vuitton 38th America’s Cup a Napoli. Il loro sostegno a Barcellona, in particolare per la Youth America’s Cup, è stato straordinario, e si tratta di una relazione costruita su valori, principi ed etica condivisi. Diamo nuovamente il benvenuto a UniCredit e non vediamo l’ora di lavorare insieme durante la trasformazione di Napoli – uno dei più grandi scenari velici al mondo”.

(Adnkronos) - Gabriele Gravina si dimette e da oggi, giovedì 2 aprile, non è più il presidente della Figc, dopo l'incontro con i presidenti delle componenti federali. A inizio lavori, Gravina ha informato i massimi rappresentanti della Lega Calcio Serie A Ezio Maria Simonelli, della Lega B Paolo Bedin, della Lega Pro Matteo Marani, della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, dell'Associazione Italiana Calciatori Umberto Calcagno e dell'Associazione Italiana Allenatori di Calcio Renzo Ulvieri, di aver rassegnato le dimissioni dall'incarico affidatogli nel febbraio 2025 e di aver provveduto a indire l'Assemblea Straordinaria Elettiva della FIGC per il prossimo 22 giugno a Roma.
La data è stata individuata nel pieno rispetto dello Statuto federale e per garantire alla nuova governance l’espletamento della procedura d’iscrizione ai prossimi campionati professionistici.
La Figc ha chiarito la situazione con un comunicato: "Durante la riunione, Gravina ha ringraziato le componenti per aver rinnovato, in forma pubblica e privata, la vicinanza e il sostegno alla sua persona e ha informato i presidenti di essersi reso volentieri disponibile ad intervenire in audizione il prossimo 8 aprile (ore 11) in VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati per relazionare sullo stato di salute del calcio italiano. Sarà in quella sede che il presidente Gravina esporrà, nella maniera più compiuta ed esaustiva possibile, una relazione sui punti di forza e di debolezza del movimento, toccando anche alcuni dei temi già affrontati nella conferenza stampa svoltasi dopo la gara della Nazionale giocata a Zenica lo scorso martedì 31 marzo".
E ancora: "A tal proposito, Gravina si è detto rammaricato per l’interpretazione delle sue parole sulla differenza tra sport dilettantistici e professionistici, che non volevano assolutamente essere offensive nei confronti di alcuna disciplina sportiva, bensì erano un riferimento alle differenti normative e regolamentazioni interne (ad esempio, la presenza nella governance di alcune Federazioni di Leghe con le relative autonomie) ed esterne (con espresso riferimento alla natura societaria dei Club professionistici calcistici che devono sottostare a una legislazione nazionale e internazionale diversa dai Club dilettantistici).
Per la successione di Gravina, oggi in pole position c'è Giovanni Malagò, ex presidente del Coni, fresco del grande successo delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Il suo nome è al momento il più forte tra i possibili candidati, anche perché Malagò gode dell'appoggio della Serie A. Ieri, non a caso, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis aveva fatto il suo endorsement: "Il mondo dello sport, dove c'è di mezzo anche lo Stato, è stato foriero di grandi successi. Ne abbiamo avuto riscontro alle Olimpiadi invernali e alle scorse Olimpiadi. Malagò è stato uno che ha lavorato molto bene, ineccepibile dal punto di vista professionale. Uno come lui, abituato a fare sempre il meglio perché è un grande professionista e lo ha sempre dimostrato, è uno che può dare piuttosto che prendere, è dotato di una certa umiltà. Purtroppo nel mondo che ci circonda molti vogliono essere lì per prendere, senza capire che per ricevere bisogna dare. Non c'è dubbio alcuno che se Malagò prendesse in mano il calcio italiano, quest'ultimo risalirebbe prestissimo la china".
In corsa si sono anche Giancarlo Abete, numero uno della Figc dal 2007 al 2014 (e già potenziale candidato alla presidenza della Federazione dopo il fallimento a Euro 2024, con eliminazione agli ottavi contro la Svizzera). Sullo sfondo anche Matteo Marani, presidente della Lega Pro, e Demetrio Albertini, candidatura preferita dal mondo dei calciatori. Tra gli altri nomi anche quello di Michele Uva, nominato oggi Executive Director of Euro 2032 Italia.

(Adnkronos) - Nasce il Centro di ricerca universitario per l'inquinamento ambientale e le malattie cardiovascolari (Ciamc). L'ateneo Vanvitelli lo presenterà ufficialmente martedì 8 aprile, dalle 9 alle 13, nell'Aula degli Affreschi del Complesso Sant'Andrea delle Dame a Napoli, nel corso di un evento aperto a pubblico e stampa. Il centro studierà l'impatto degli inquinanti ambientali - in particolare microplastiche e nanoplastiche - sul sistema cardiovascolare, uno dei temi emergenti più rilevanti per la salute globale.
Negli ultimi anni numerose ricerche internazionali hanno dimostrato che le microplastiche sono ormai presenti nell'ambiente, negli alimenti e perfino nei tessuti umani, spiega una nota. Studi recenti suggeriscono che queste particelle possono contribuire a processi infiammatori e a patologie cardiovascolari come infarto e ictus. Il nuovo centro della Vanvitelli rappresenta uno dei primi poli di ricerca al mondo dedicati specificamente allo studio del ruolo delle micro e nanoplastiche nelle malattie cardiovascolari, integrando competenze di medicina clinica, biologia molecolare, imaging cardiovascolare e tecnologie avanzate di spettroscopia. Il progetto è supportato da importanti risultati scientifici già pubblicati su riviste internazionali di alto impatto e ha ricevuto un ampio riscontro sui media internazionali, testimoniando l'interesse crescente verso questo nuovo campo della medicina ambientale.
Durante l'evento verranno presentati: gli obiettivi scientifici del centro, le principali linee di ricerca, i risultati scientifici già pubblicati, i progetti futuri di prevenzione cardiovascolare legati all'inquinamento ambientale. L'iniziativa è rivolta non solo alla comunità scientifica, ma anche alla società civile, con l'obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza sui nuovi fattori ambientali che possono influenzare la salute cardiovascolare.

(Adnkronos) - Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi è regolarmente al lavoro e la sua agenda è immutata. All'indomani della dichiarazione della giornalista Claudia Conte dal Viminale arriva un no comment assoluto per non alimentare il gossip.
Secondo quanto si apprende, "non ci sarà nessuna dichiarazione pubblica del ministro in proposito". Dal ministro dell'Interno, "non ci sono mai stati favoritismi, incarichi, favori o interessamenti nei confronti di nessuno", si apprende, e "chi ha sostenuto e sostiene il contrario ne risponderà nelle sedi competenti". Il ministro infatti ha già dato mandato a un legale per tutelare la propria persona.
Lavori conclusi al velodromo comunale di Quartu Sant'Elena, una
delle poche strutture di questo tipo in Sardegna per la sua
specificità. Gli impianti sportivi dedicati al ciclismo nell'Isola
sono infatti pochissimi e nessun altro può vantare le
caratteristiche di quello di via San Francesco, con anello in
cemento, curve paraboliche sopraelevate e parterre al centro.
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(Adnkronos) - "È come se fosse esondato un fiume che avevo dentro". Così Piotta, all'anagrafe Tommaso Zanello, racconta all'Adnkronos la genesi del suo nuovo album, 'Si riparano i ricordi', uscito per Ada/Warner Music. Un disco che, fin dal titolo "potentissimo", prosegue il percorso di elaborazione del lutto per la morte del fratello Fabio, già al centro del precedente lavoro 'Na notte infame'. "Questi due dischi sono fratelli", spiega l'artista, "quella perdita ha aperto in me aspetti creativi che tenevo chiusi, dandomi una dimensione più poetica, più cantautorale". Un lavoro che l'artista definisce "più catartico che doloroso", una forma di accettazione pur nella consapevolezza che "una riparazione totale non esiste". La metafora è quella del kintsugi, l'arte giapponese di riparare gli oggetti rotti con l'oro. "Più che riparare, convivi con uno scenario che è cambiato per sempre", spiega. E l'’oro’ che ha saldato le sue crepe sono stati "gli audio e le parole di Fabio", i suoi scritti a mano, i file nel suo vecchio computer. "Quel materiale è stato il terreno fertile da cui sono partito per trasformare un dolore personale in qualcosa di collettivo". Un progetto che, ammette, non ha "mai pensato di mollare", perché è "un mezzo di elaborazione" che lo tiene "ancorato alla realtà".
A 52 anni, Piotta si sente "più un cantautore che usa il rap che il contrario", superando l'idea che i due generi siano agli antipodi. Un'evoluzione evidente nelle collaborazioni del disco. In 'In quante notti ancora' ritrova Tormento e Frankie hi-nrg mc per un omaggio "alla nostra musica degli esordi, quando non c’era discografia, non c’erano regole. Libertà totale. Oggi girano molti più soldi, ma i giovani dovrebbero essere gelosi della libertà che abbiamo avuto". Una libertà che, secondo lui, oggi si è ristretta: "Dove c’è business, la libertà si restringe. Vedo più appiattimento creativo e una pressione enorme sui ragazzi: a 16 anni vivono un’ansia da performance che è l’opposto di ciò che la musica dovrebbe essere”. Nel disco compaiono anche voci e ombre del passato: Ciampi, Remotti, Pasolini. Non come citazioni, ma come presenze vive. "Sono nostalgico, lo ammetto. Mi piace far riemergere i ricordi, come un’archeologia della cultura popolare". Con Pasolini c’è anche un legame familiare: "Anch'io sono di origine friulana. I suoi occhi che arrivano a Roma negli Anni 50 somigliano a quelli dei miei nonni quando sbarcano nella grande città: pieni di speranza, un po' frastornati, attratti e intimoriti".
Il brano 'Me ne andavo da quella Roma' nasce invece da un’idea di Federica Remotti, figlia di Remo, e diventa un omaggio corale che coinvolge Carlo Verdone, Valerio Mastandrea, Mannarino, Daniele Silvestri, Barbarossa, Emanuela Fanelli, Ditonellapiaga, Carl Brave. "Tutti conoscevano i suoi monologhi a memoria. È stato naturale". La nostalgia di Piotta non è solo culturale, ma anche sociale. E la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali ne è un simbolo: "La vera sconfitta è perdere la dimensione collettiva dei Mondiali: guardare le partite insieme, abbracciare sconosciuti. È un dato umano che mi manca".
Nella scena rap/trap contemporanea vede molta qualità: "Nayt è fortissimo, sta per uscire il nuovo album di Rancore, Claver Gold fa un hip hop classico e ben fatto, Frah Quintale è fighissimo". Ma solleva una questione: "Se un quindicenne dice le stesse cose di un cinquantenne, è un problema. O il cinquantenne bluffa, o il quindicenne ha già conosciuto troppe amarezze". Sul ruolo dell’intelligenza artificiale nella musica è netto: "Le macchine rischiano di prendere un ruolo antropocentrico. Servirebbe una tavola rotonda permanente tra artisti, collecting e grandi player per discutere etica, legalità e creatività". E in un mondo dominato dai 15 secondi di TikTok, la sua musica si colloca "all’opposto": "Io metto densità. Arriva più lentamente, ma spero resti più a lungo. Più cresce l’artificiale, più aumenta il bisogno di umanità".
I live di Roma e Milano saranno un viaggio lungo due ore: gli ultimi due album, le colonne sonore, le radici del rap romano. "Racconteranno tutto, con suoni, canzoni e immagini". E dopo aver "riparato i ricordi", cosa viene? Piotta sorride: "Non lo so. Non mi faccio più domande. Vivo, leggo, vado alle mostre, assorbo ciò che vedo e lo trasformo in canzoni. Se sono degne, diventano un album. L’unica condizione è che la qualità sia alta. Non ho fretta", conclude.

(Adnkronos) - L'eurodeputata franco-palestinese Rima Hassan è stata fermata a Parigi con l'accusa di "apologia del terrorismo". Lo scrive 'Le Figaro' spiegando che Hassan verrà interrogata oggi e dovrà rispondere di un tweet postato il 26 marzo scorso nell'ambito di un'indagine aperta dall'unità per l'odio online della procura di Parigi.
L'eurodeputata di La France Insoumise nel post aveva citato una dichiarazione di Kozo Okamoto. "Ho dedicato la mia giovinezza alla causa palestinese. Finché ci sarà oppressione, la resistenza non sarà solo un diritto, ma un dovere", ha scritto. Kozo Okamoto, ex membro dell'Armata Rossa giapponese, è stato condannato all'ergastolo per il suo ruolo nel massacro di 26 persone all'aeroporto internazionale Ben Gurion in Israele nel 1972.
Citandolo nel suo post, Hassan ''fa esplicito riferimento a un autore di un attentato terroristico, utilizza una sua citazione senza prendere le distanze o condannarla, ma a scopo di ispirazione, e associa questa figura a una giustificazione normativa della resistenza presentata come un dovere '', ha scritto Matthias Renault, deputato del Rassemblement National (Rn) che ha segnalato il post alla Procura di Parigi.

(Adnkronos) - "Le terapie avanzate rappresentano la frontiera della medicina in quanto permettono di ottenere approcci potenzialmente curativi grazie all'impiego di cellule somatiche geneticamente modificate di numerose patologie, siano esse di natura ereditaria o acquisite. Aver implementato queste strutture e aver attivato i clinical trial permette di offrire delle risposte terapeutiche a numerosi pazienti, ivi inclusi quelli pediatrici, con patologie che compromettono la loro prospettiva di sopravvivenza e la loro qualità di vita". Lo ha detto Franco Locatelli, direttore del Dipartimento di Onco-ematologia e terapia cellulare e genica dell'Irccs ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, oggi nella Capitale, intervenendo all'evento 'Il futuro è adesso', iniziativa che segna la conclusione della fase Pnrr del Centro nazionale per lo sviluppo di terapia genica e farmaci con tecnologia a Rna. Nel corso dell'incontro sono stati presentati i risultati scientifici, le infrastrutture strategiche create e le illustrate le garanzie per la continuità operativa post-2026.
“Siamo riusciti ad attivare le terapie Car-T - rimarca Locatelli - Queste sono cellule del sistema immunitario modificate per essere reindirizzate su un bersaglio specifico, nell'ambito dei tumori solidi, delle neoplasie del sistema nervoso centrale, di leucemie acute, per le quali non vi erano prodotti commercialmente disponibili, e anche nell'ambito delle malattie autoimmuni, ottenendo, in quest'ultimo setting, un vero e proprio riassetto del sistema immunitario".

(Adnkronos) - Romelu Lukaku pronto a dire addio al Napoli? La separazione è possibile. Il centravanti belga, che non è rientrato a Castel Volturno per l'allenamento dopo lo stop in nazionale, potrebbe salutare gli azzurri a fine stagione. Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, sull'attaccante c'è già l'attenzione del Fenerbahce. Il club di Istanbul ha messo gli occhi sul giocatore su indicazione del tecnico Domenico Tedesco, che ha lavorato a stretto contatto con lui nella sua esperienza da ct del Belgio (2023-25). Una situazione simile a quella vissuta qualche tempo fa con Victor Osimhen, poi finito al Galatasaray.
Intanto, la rottura tra il club di De Laurentiis e il giocatore è conclamata: secondo lo staff medico del Belgio, l'attaccante ha del liquido nel muscolo flessore dell'anca e dovrà sottoporsi a nuove cure, motivo per cui ha deciso di restare in Belgio contro le indicazioni degli specialisti azzurri e della società. Il Napoli, dopo aver emesso un duro comunicato, potrebbe decidere di mettere il giocatore fuori rosa.

(Adnkronos) - "Il dialogo con Regione Lombardia è stato determinante per accedere a iniziative che finora eravamo stati costretti ad accantonare. Oggi disponiamo di una maggiore capacità d’investimento per esplorare nuovi mercati che monitoravamo da tempo, riuscendo a posizionarci anche in quei Paesi che, fino a questo momento, erano risultati difficili da penetrare commercialmente”. Così Stefano Inversini, data manager di Semec, in occasione della visita dell’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, presso le realtà d’impresa che hanno partecipato al bando promosso dalla Regione per il rafforzamento delle filiere produttive e degli ecosistemi industriali.
La dotazione finanziaria complessiva messa a disposizione, parte del Pr Fesr 2021-2027 (Programma regionale lombardo del Fondo europeo di sviluppo regionale), supera i 32 milioni di euro. Semec Srl, infatti, è tra le realtà imprenditoriali che hanno usufruito del bando ed un’azienda con sede a Darfo Boario Terme (Bs), con quasi 50 anni di esperienza nel settore Oil & Gas e petrolchimico, specializzata nel revamping e nella manutenzione di colonne di frazionamento e apparecchiature in pressione, leader nel settore in Italia e in Europa. Il progetto di Semec Srl è quello di avviare un percorso di internazionalizzazione per rafforzare la presenza nei mercati del Nord Europa.
Una visione ambiziosa che deve però confrontarsi con la complessità di un comparto sensibile alle tensioni mondiali. “Siamo consapevoli di come gli scenari geopolitici possano condizionare i piani industriali, nostri e dei nostri clienti - afferma Inversini - In contesti di crisi, come quelli bellici, le manutenzioni programmate subiscono spesso variazioni di calendario, venendo anticipate o posticipate in base alle dinamiche che spingono la produzione dei sottoprodotti del petrolio, il settore in cui operiamo”.

(Adnkronos) - "I risultati" conseguiti con la messa a terra dei fondi Pnrr "sono stati la costruzione di una rete di attori pubblici e privati: università, centri di ricerca e aziende che hanno lavorato in sinergia per ottenere risultati di una ricerca di tipo traslazionale, capace di trasformare le scoperte in possibilità di farmaci o protocolli di terapia genica". Lo ha detto Rosario Rizzuto, presidente Centro nazionale per lo sviluppo di terapia genica e farmaci con tecnologia a Rna di Padova, in occasione dell'evento 'Il futuro è adesso' che, oggi a Roma, segna la conclusione della fase Pnrr del Centro nazionale Rna presentando al Paese i risultati scientifici, le infrastrutture strategiche create e le garanzie per la continuità operativa post-2026.
"Il centro - ha spiegato Rizzuto - continuerà a far correre questa filiera, investendo in una ricerca che abbia l'obiettivo di diventare rapidamente farmaco. In secondo luogo, vogliamo mettere queste infrastrutture a servizio di tutti, da chi si trova nel centro alle altre università, alle imprese che abbiano il desiderio di entrare in quest'area estremamente dinamica. Inoltre, vogliamo continuare nella formazione delle persone, perché il capitale umano è la forza maggiore di un Paese, quando vuole affrontare una sfida competitiva".
Nel corso dell'incontro sono state presentate anche le infrastrutture create grazie ai fondi Pnrr, “perché queste tecnologie avanzate hanno bisogno di luoghi, strutture e strumentazioni molto complesse, che possono essere messe a disposizione dell'intera Italia", ha sottolineato Rizzuto. Sul fronte del capitale umano, "abbiamo creato un corso di dottorato di ricerca" unito a una "Academy che si inserisce nel mondo del lavoro permettendo la formazione di persone già presenti all'interno dell'operatività, ma che vogliono imparare l'utilizzo di queste nuove tecnologie". Nell'ultimo anno "abbiamo avuto la possibilità di cogliere alcuni di questi risultati di ricerca e farli diventare startup - ha precisato - rilanciando una biotecnologia che ha il doppio valore di essere da un lato, sviluppo economico e, dall'altro, tutela della salute in un settore di grande importanza". C'è la volontà, da parte del centro, di "dare un futuro alle giovani generazioni che abbiamo formato - ha rimarcato Rizzuto - dando loro la possibilità di continuare a svolgere attività di ricerca o di entrare in un mondo imprenditoriale nuovo, dinamico, fatto di tante piccole realtà, ognuna delle quali porta avanti un pezzo di ricerca: messe insieme, danno forza al Paese".

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