Per oltre dodici anni aveva convissuto con un dolore toracico da
sforzo che veniva attribuito ad ansia e reflusso gastrico. Poi,
qualche settimana fa, l'arrivo al pronto soccorso dell'ospedale di
Carbonia per una sindrome coronarica acuta: dolore intenso al
petto, alterazioni dell'elettrocardiogramma, il timore di un
infarto.Dietro quei sintomi si nascondeva, invece, una patologia rara e complessa: una fistola coronarica gigante, un'anomalia congenita che crea una comunicazione anomala tra le arterie coronarie e l'arteria polmonare, alterando il normale afflusso di sangue al cuore e provocando ischemia miocardica.
La paziente, una donna di 67 anni, è stata trasferita all'Arnas G. Brotzu di Cagliari, dove l'equipe di Cardiologia Pediatrica e delle Cardiopatie Congenite, diretta da Angelica Rossi, ha completato gli accertamenti diagnostici escludendo la presenza di ulteriori malformazioni cardiache congenite. Il 7 maggio la donna è stata sottoposta a un intervento mini-invasivo ad alta complessità, eseguito senza necessità di aprire il torace e senza anestesia generale. Una procedura delicata e altamente specialistica portata a termine grazie al lavoro congiunto di professionalità differenti che hanno integrato competenze cardiologiche, emodinamiche e neuroradiologiche.
A eseguire l'intervento sono stati la stessa dottoressa Rossi, insieme a Federico Fusaro, direttore della struttura di Neuroradiologia Interventistica e Vascolare, e Alberto Boi della struttura di Cardiologia Interventistica ed Emodinamica.
Per chiudere la fistola è stata utilizzata una metodica innovativa: dodici micro-spirali a rilascio elettrolitico inserite all'interno della sacca aneurismatica e rilasciate una alla volta attraverso un sistema di distacco controllato mediante corrente a bassa tensione. Una tecnologia utilizzata per la prima volta in questo tipo di intervento cardiaco. Le spirali, ripiegandosi all'interno della fistola, hanno interrotto il flusso sanguigno anomalo provocandone la trombosi e consentendo al sangue di tornare a irrorare correttamente il cuore, anziché disperdersi...